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MARKET DRIVER: Rosner (GS), Fed potrebbe alzare tassi già a luglio (Cnbc)
24/06/2026 18:06
MARKET DRIVER: Rosner (GS), Fed potrebbe alzare tassi già a luglio (Cnbc)
MILANO (MF-NW)--"Penso che ci sia una buona possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed. Kevin Warsh è stato molto chiaro nel dire che si concentrerà sui dati, che saranno più importanti che mai", ha commentato Lindsay Rosner, responsabile degli investimenti nel reddito fisso di Goldman Sachs Asset Management, durante un'intervista a Cnbc. "Sono in arrivo dati chiave, come l'indice Pce, a cui il mercato presta grande attenzione", ha precisato l'esperta. "Riteniamo che la tenuta dei servizi finanziari e dell'effetto patrimoniale generato dal rialzo dei mercati azionari possano potenzialmente tradursi in un dato sull'inflazione tale da rendere ragionevole un aumento dei tassi", ha proseguito Rosner. "C'è una probabilità del 50% di un aumento già a luglio", ha concluso l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO BOND: rendimento Treasury decennale sotto 4,5%
24/06/2026 18:02
COMMENTO BOND: rendimento Treasury decennale sotto 4,5%
MILANO (MF-NW)--I rendimenti dei Treasury trattano in calo, mentre il Brent è tornato sui livelli precedenti allo scoppio della guerra in Iran, contribuendo ad allentare i timori di una ripresa delle pressioni inflazionistiche. Nel dettaglio, il rendimento del Treasury decennale cede oltre 9 punti base al 4,409%, mentre quello del biennale arretra di 4 punti base al 4,156%. In calo di oltre 9 punti base anche il rendimento del Treasury trentennale, al 4,855%. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: petrolio torna a livelli pre-bellici, oro scende sotto 4.000 usd
24/06/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: petrolio torna a livelli pre-bellici, oro scende sotto 4.000 usd
MILANO (MF-NW)--Le quotazioni del petrolio cedono oltre il 4%, tornando sui livelli precedenti allo scoppio del conflitto in Medio Oriente. In parallelo, l'oro è sceso temporaneamente sotto la soglia dei 4.000 dollari l'oncia, toccando i minimi degli ultimi sette mesi, penalizzato dal rafforzamento del dollaro e dalle aspettative di tassi d'interesse più elevati. WTI SOTTO 70 DOLLARI, BRENT IN CALO DEL 4,1% Il miglioramento dei flussi di transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz ha contribuito ad attenuare i timori di un'interruzione dell'offerta di greggio. Nel dettaglio, il Wti è tornato sotto la soglia dei 70 dollari per la prima volta dal 2 marzo, toccando un minimo intraday di 69,63 dollari al barile, e attualmente cede il 4,05%. Il Brent arretra invece del 4,18% a 73,57 dollari al barile, riportandosi sui livelli registrati prima degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran del 28 febbraio. TRUMP: I CONSUMATORI VENGONO SPENNATI DALLE COMPAGNIE PETROLIFERE In questo quadro, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha criticato le compagnie petrolifere per non aver ridotto i prezzi della benzina in linea con il recente calo dei prezzi del greggio. "Le grandi compagnie petrolifere non stanno riducendo i prezzi alla pompa in misura proporzionata al forte calo dei prezzi che stanno pagando per il petrolio. Quei prezzi stanno crollando come un sasso!", ha scritto Trump in un post su Truth Social. "In altre parole, i consumatori vengono spennati. Ho incaricato il Dipartimento di Giustizia di avviare immediatamente un'indagine sulla questione. I prezzi della benzina farebbero meglio a scendere molto più rapidamente di quanto stia vedendo!". ORO TEMPORANEAMENTE SOTTO 4000 USD L'ONCIA In rosso anche l'oro. I prezzi del metallo giallo sono scesi sotto la soglia dei 4.000 dollari l'oncia, segnando un minimo da sette mesi, prima di recuperare parte delle perdite. Attualmente tratta a 4.021 dollari l'oncia. "Il dollaro forte continua a rappresentare un vento contrario per il metallo giallo, mentre una domanda d'investimento debole, misurata attraverso le posizioni negli Etf, non aiuta", ha dichiarato l'analista di UBS Giovanni Staunovo. BANCHE CENTRALI ANCORA AFFAMATE DI ORO Nonostante la correzione dei prezzi, il 45% delle banche centrali prevede di aumentare le proprie riserve di oro nei prossimi 12 mesi, mentre solo l'1% ipotizza una riduzione, secondo quanto riportato dall'ultimo sondaggio annuale del World Gold Council. "Il comportamento delle banche centrali offre un'indicazione rilevante anche per gli investitori privati. Gli istituti monetari non acquistano oro con una logica speculativa di breve termine, ma per rafforzare nel tempo la qualità delle proprie riserve", commenta Simone Manenti, ad di Confinvest Oro. "In una fase segnata da incertezza geopolitica, possibile riduzione del peso del dollaro e attenzione crescente alla sicurezza patrimoniale, l'oro fisico continua a confermare il proprio ruolo di asset strategico", spiega l'esperto. "La domanda ufficiale mostra che il metallo giallo resta uno strumento di diversificazione, protezione e conservazione del valore", prosegue Manenti. Per questo, "valutarne l'inserimento all'interno del proprio patrimonio può rappresentare oggi una scelta di equilibrio e consapevolezza", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: Comgest punta su azioni mercati emergenti e Giappone
24/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Comgest punta su azioni mercati emergenti e Giappone
MILANO (MF-NW)--La ripresa dei mercati emergenti resta guidata da forze strutturali come l'indebolimento del dollaro, una maggiore disciplina fiscale e monetaria e l'aumento del rendimento del capitale proprio, ha commentato Nick Payne, analista e gestore del fondo Comgest Growth Global Emerging Market Equity. In questo contesto, Comgest mantiene un approccio quality growth, selezionando aziende con elevati rendimenti sul capitale, vantaggi competitivi sostenibili e crescita strutturale. Nell'universo emergente, ricorda Chantana Ward, analista e gestore del fondo Comgest Growth Japan Equity di Comgest, il Giappone è una delle economie impossibili da ignorare. MIGLIORANO I FONDAMENTALI DELLE ECONOMIE EMERGENTI I mercati emergenti hanno messo a segno una forte ripresa, sostenuta da tre forze strutturali. In primo luogo, la debolezza del dollaro: per oltre 15 anni il rafforzamento del biglietto verde ha rappresentato un freno per questa asset class. Oggi, tuttavia, diversi fattori, tra cui deficit statunitensi prossimi al 7% del Pil e un'amministrazione a suo agio con una valuta debole, potrebbero trasformarsi in un importante vento favorevole per i mercati emergenti. In secondo luogo, queste economie appaiono sempre più disciplinate sul piano fiscale e monetario. "Mentre durante la pandemia le economie sviluppate hanno adottato politiche monetarie espansive aumentando la liquidità, i principali mercati emergenti sono rimasti disciplinati", ha riportato Payne. Infine, per circa 15 anni il rendimento del capitale proprio (ROE) nei mercati emergenti è rimasto sostanzialmente stagnante, mentre è cresciuto in modo significativo nei mercati sviluppati, in particolare negli Stati Uniti, grazie al traino del settore tecnologico. "La nostra opinione è che questa dinamica stia ora cambiando", ha dichiarato l'esperto. INVESTIMENTI USA IN AI AVVANTAGGIANO AZIENDE COME TSMC E SAMSUNG ELECTRONICS Molte delle società che hanno sostenuto i rendimenti dei mercati sviluppati, in particolare le grandi aziende tech come le Magnifiche 7, stanno entrando in una fase caratterizzata da massicci investimenti nell'AI, che potrebbero esercitare pressioni sui rendimenti. "Ora ci aspettiamo che il Roe nei mercati emergenti aumenti di diversi punti percentuali entro due o tre anni. E i mercati tendono a seguire tali inversioni di tendenza", ha osservato Payne. Allo stesso tempo, i mercati emergenti, soprattutto quelli asiatici, stanno beneficiando di queste tendenze. Aziende come Tsmc e Samsung Electronics rappresentano infatti la base produttiva della catena del valore dell'intelligenza artificiale. Questa dinamica contribuisce al miglioramento dei rendimenti sul capitale e, in ultima analisi, alla performance azionaria. FOCUS SU APPROCCIO QUALITY GROWTH Per quanto riguarda la costruzione del portafoglio, Comgest mantiene un approccio quality growth. "Cerchiamo aziende con elevati rendimenti sul capitale, vantaggi competitivi sostenibili e crescita strutturale", ha spiegato l'esperto. In quest'ottica, la società si concentra sul lato industriale e infrastrutturale dell'intelligenza artificiale. "Le aziende produttrici di hardware hanno trascorso gli ultimi 15 anni all'ombra del software, ma ora stanno diventando attività ad alta intensità di capitale, e tali investimenti stanno avvantaggiando aziende come Tsmc, SK Hynix e Samsung", ha proseguito Payne. Comgest punta inoltre su Delta Electronics, produttore di apparecchiature elettriche e sistemi di gestione termica, i cui componenti sono ampiamente utilizzati nelle catene di fornitura tecnologiche di gruppi come Apple, Tesla e Ibm. La società viene considerata un investimento di qualità anche perché destina alla ricerca e sviluppo una quota del fatturato significativamente superiore rispetto ai concorrenti, rafforzando così il proprio vantaggio competitivo nella transizione verso l'architettura a 800 volt. TEMI COME ENERGIA E ELETTRIFICAZIONE RESTANO AL CENTRO Focus anche su Aspeed, società taiwanese specializzata nella produzione di Bmc, chip dal valore unitario compreso tra 10 e 15 dollari presenti praticamente in ogni server. L'azienda detiene circa il 70% del mercato globale e rifornisce gruppi come Amazon, Nvidia, Alphabet, Google, Qualcomm e Meta. "Queste aziende collo di bottiglia (che controllano cioè un punto critico della catena del valore), con margini elevati e conseguenti alti rendimenti sul capitale proprio, sono esattamente il tipo di investimento che ricerchiamo", ha commentato l'esperto. Anche il tema energetico riveste una notevole importanza: circa metà dell'universo dei mercati emergenti beneficia dell'aumento della domanda energetica, trattandosi di Paesi esportatori netti. Al contrario, economie come India e Cina, grandi importatrici di energia, devono fare i conti con alcuni fattori avversi. Sul fronte dell'elettrificazione, Comgest punta su società come Catl, che detiene circa il 40% del mercato globale dei sistemi di accumulo energetico. GIAPPONE SOSTENUTO DA RIFORME PRO-CRESCITA PROMOSSE DA TAKAICHI Infine, il Giappone rappresenta un'area particolarmente interessante. L'economia è sostenuta dalle politiche pro-crescita e pro-investimenti promosse del governo guidato da Sanae Takaichi, dall'accordo sui dazi raggiunto lo scorso anno e dalla possibile stabilizzazione dello yen. "Il giappone è uno dei mercati che gli investitori non possono più ignorare", ha dichiarato Ward. "Dopo oltre 40 anni di investimenti orientati al Quality Growth, continuiamo a concentrarci su aziende dotate di vantaggi competitivi duraturi, forte potere di determinazione dei prezzi e crescita sostenuta da trend strutturali piuttosto che dal ciclo economico", ha spiegato l'esperta. Nel settore industriale, Comgest punta su Keyence, specializzata in sensori, sistemi di visione e strumenti di misura ad alto valore aggiunto, e su Fanuc, leader nell'automazione industriale. Nell'ambito della tecnologia avanzata e della sanità, le principali partecipazioni includono Hoya e Chugai, che collabora con Roche ed Eli Lilly. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: JpMorgan Am vede nuovi vincitori nel tech, Magnifiche 7 ormai superate
24/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: JpMorgan Am vede nuovi vincitori nel tech, Magnifiche 7 ormai superate
MILANO (MF-NW)--Il concetto di Magnifiche 7 "è stato superato, e stanno al contempo emergendo altri temi che hanno reso l'approccio alla tecnologia più globale, anche all'infuori degli Usa". Così Maria Paola Toschi, global market strategist di JpMorgan Am, ha presentato l'outlook per il secondo semestre del colosso americano dell'asset management. Una visione di mercato in cui la tecnologia gioca un ruolo dominante ("peraltro con multipli ancora razionali", sostiene Toschi), anche se sarebbe sbagliato approcciarsi a essa puntando solo sui soliti noti (le varie Meta, Apple, Microsoft, Google-Alphabet) che hanno dominato le corse dei mercati per tutto lo scorso decennio. "Se fino a qualche anno fa bastava comprare uno qualsiasi di questi titoli per avere un rendimento elevato quasi certo, oggi vanno individuati i nuovi vincitori e vinti". IL PASSAGGIO DAGLI HYPERSCALER ALLA CATENA DEL VALORE Le vecchie Magnifiche 7 ormai sono diventate hyperscaler: società piene di cassa che possono investire centinaia di miliardi di dollari di capex (spese in conto capitale) per investire nei giganteschi data center in cui verranno poi immagazzinati i dati che servono all'AI per crescere e funzionare. La chiave di volta degli ultimi mesi, secondo Toschi, è proprio "la quantità di investimenti annunciati: ormai osserviamo una minore correlazione tra hyperscaler, che non si muovono più come un monolite" come in passato. La crescita degli utili, spiega l'esperta, "si sta concentrando sugli operatori della catena del valore dell'AI, non negli hyperscaler che investono in data center". DAGLI USA AGLI EMERGENTI Questa ampiezza di vincitori del nuovo ciclo ha provocato un altro grande cambiamento: il passaggio da un rally di mercato incentrato solo sui grandi nomi del Nasdaq a uno in cui cresce il ruolo dei mercati emergenti. "Indici come Corea e Taiwan hanno realizzato crescite eccezionali, beneficiando del riposizionamento dei portafogli lungo la catena del valore dell'intelligenza artificiale", segnala Toschi. Basta guardare la nuova mappa dei titoli più capitalizzati al mondo: la taiwanese Tsmc è al sesto posto con 2.260 miliardi di dollari di dollari, la coreane Samsung e SK Hynix rispettivamente decima (1.445 miliardi) e sedicesima (1.184 miliardi). Tutte società che hanno come business primario quello dei semiconduttori. VALUTAZIONI DA BOLLA O RALLY GUIDATO DAI FONDAMENTALI? Un altro tema importante, secondo Toschi, è quello dei multipli. "Andando a considerare i cosiddetti Peg, cioè i prezzi rispetto alla crescita storica degli utili, osserviamo valutazioni correnti ragionevoli in settori come software e semiconduttori, proprio grazie alla crescita altissima degli utili che ha di fatto compresso i multipli nonostante la simultanea ed esplosiva crescita dei mercati". Insomma, i prezzi crescono, ma gli utili lo fanno ancora di più. E in questo modo le valutazioni scendono. "Le opportunità legate all'AI sono globali", evidenzia la strategist. "La scomposizione nelle aspettative di crescita degli utili è il fattore che più di tutti ha contribuito alla crescita del mercato. Questo significa che finora la corsa dei mercati è stata fortemente giustificata dai fondamentali". EUROPA AI MARGINI, MA IN PORTAFOGLIO PUÒ ESSERE UTILE E l'Europa? Il grande assente nella corsa all'intelligenza artificiale è proprio il Vecchio continente. "L'Europa ormai gioca una partita a sé", sottolinea Toschi. "Il tema della crescita tecnologica è praticamente assente, e il continente rimane fragile, anche politicamente, rispetto a Usa e colossi asiatici". Paradossalmente però questa debolezza può diventare un elemento positivo in un portafoglio diversificato a livello geografico e di settori. Se è vero che comprando Stati Uniti o emergenti ci si espone ormai in modo massiccio alla catena del valore dell'AI (e quindi al tech, con tutti i rischi annessi), "l'Europa diventa il vero elemento di diversificazione, perché gli investimenti del continente sono indirizzati verso difesa e infrastrutture", prosegue la strategist. D'altro canto, è anche vero che finora la rotazione della tecnologia verso altri settori, che sembrava ormai avviata alla fine dello scorso, non si è effettivamente realizzata. "Con la crisi in Medio Oriente si è smorzato quel processo di rotazione settoriale che si era visto alla fine del 2025 e inizio di quest'anno", conclude Toschi, che fa anche notare però come questa "non è tanto la conseguenza della guerra in sé, ma del fatto che la tecnologia è ancora il tema centrale e dominante dei mercati". cap (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)