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FOCUS: slancio mercati emergenti proseguirà in 2026 (Ofi Invest Am)
02/03/2026 19:47
FOCUS: slancio mercati emergenti proseguirà in 2026 (Ofi Invest Am)
MILANO (MF-NW)--Il contesto geopolitico internazionale sta attraversando una fase di marcata turbolenza, alimentando preoccupazioni e incertezza tra gli investitori. Nonostante ciò, i mercati emergenti continuano a essere sostenuti da solidi fattori macroeconomici, tra cui politiche monetarie più accomodanti nelle principali economie sviluppate, crescita degli utili aziendali, dollaro più debole e possibile approvazione di nuovi pacchetti di stimolo da parte della Cina, commenta Jean-Marie Mercadal, ceo di Syncicap, partecipata di Ofi Invest Am. UTILI IMPRESE EM PRESENTANO AMPI MARGINI DI CRESCITA "L'ordine mondiale che si era creato nel secondo dopoguerra si sta sgretolando di fronte ai nostri occhi, creando non poche preoccupazioni", dichiara l'esperto. Organizzazioni internazionali come l'Onu o la Nato oggi sono messe in discussione, mentre lo scenario internazionale appare sempre più polarizzato e conflittuale. Tuttavia, "nella storia le forze economiche hanno sempre prevalso a seguito di turbolenze geopolitiche, anche se queste possono creare picchi di volatilità di breve termine", prosegue Mercadal. In particolare, il contesto attuale appare particolarmente favorevole per i mercati emergenti. Le proiezioni di crescita globale appaiono robuste, mentre la produttività dovrebbe beneficiare degli enormi progressi nel campo dell'AI, della robotica e delle biotecnologie. Inoltre, gli utili aziendali sono in rialzo, le politiche monetarie delle principali banche centrali sono diventate più accomodanti e il dollaro continua ad indebolirsi. "Tutti questi fattori sembrano suggerire che nel 2026 potremmo assistere a una ripetizione di quanto già osservato nel 2025, anno in cui i mercati emergenti hanno sovraperformato rispetto ai loro omologhi sviluppati per la prima volta dai tempi della Grande Crisi Finanziaria", spiega l'esperto. Infatti, "negli anni 2000, la crescita robusta degli Em si poteva osservare soprattutto nell'andamento dei loro mercati azionari, ma a partire dal 2010 il boom del tech statunitense ha ribaltato la situazione, portando a un dollaro più forte e a una contrazione del prezzo delle commodity", continua Mercadal. "Oggi, però, la situazione è esattamente l'opposto di quella che ha permesso a Washington di risplendere ed è questo che sta dando slancio ai mercati emergenti, i quali, però, appaiono ancora sottostimati e gli utili delle loro imprese hanno ancora ampi margini di crescita", dichiara l'esperto. CINA MIRA A CRESCITA TRAINATA DA CONSUMI E AI L'andamento della Cina, che per il 2026 ha fissato un obiettivo di crescita tra il 4,5% e il 5%, contribuisce in buona parte alla performance dei mercati emergenti. Tuttavia, "gli ultimi trimestri hanno mostrato segnali di rallentamento e ciò significa che una ripartenza potrebbe richiedere l'introduzione di misure politiche a supporto dell'economia", spiega Mercadal. In questo contesto, l'attenzione si concentrerà sul meeting annuale del governo di Pechino sulle questioni economiche, previsto tra marzo e aprile. "Oggi in Cina sussistono due realtà contrastanti. La prima è quella composta dal settore industriale orientato all'export, dalla tecnologia e da settori all'avanguardia come i semiconduttori, la robotica e l'industria verde, che stanno registrando buoni risultati", dettaglia l'esperto. La seconda, invece, "comprende il settore immobiliare cinese, che sta facendo fatica a riprendersi e grava pesantemente sulla fiducia delle famiglie in un momento in cui il governo vuole che l'economia del Paese faccia maggiore affidamento sulle proprie forze", prosegue Mercadal. Infatti, "il nuovo modello di crescita a cui la Cina mira sarà fortemente improntato sui consumi interni, sulla tecnologia e sull'implementazione dell'intelligenza artificiale in tutti i settori, insieme a un miglioramento nel campo dei servizi", spiega l'esperto. POTENZIALE DI RIALZO SU SEGMENTO OBBLIGAZIONARIO Nel breve termine, le azioni cinesi potrebbero entrare in una fase di plateu, poiché il governo non vuole che il mercato registri troppa volatilità. Nonostante ciò, "il periodo intorno ad aprile potrebbe fornire una spinta, con l'annuncio di possibili misure di sostegno e il vertice tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping, con entrambe le parti sembrano intenzionate a raggiungere un accordo soddisfacente per i due paesi", commenta Mercadal. "Si tenga presente che le azioni cinesi sono ancora quotate su prezzi moderati, con un rapporto P/E di circa 13,5 e una crescita degli utili prevista tra il 10% e il 15%", prosegue l'esperto. Questo slancio si sta diffondendo ad altri paesi asiatici, in particolare a quelli con imprese ben integrate nella catena del valore globale dell'AI, come Corea del Sud, Taiwan e Malesia. "L'indice Msci Em Asia ex China ha guadagnato il 7% (in euro) a gennaio e l'attuale andamento dei titoli azionari legati all'IA sembra insostenibile nel breve termine, ma in questo universo di investimento ci sono paesi importanti come l'India che potrebbero prendere il sopravvento nel medio termine", dichiara l'esperto. Sui mercati obbligazionari, "il 2026 potrebbe essere più volatile, ma intravediamo ancora un certo potenziale di rialzo, in particolare in alcuni paesi latinoamericani che attualmente offrono rendimenti assoluti e reali particolarmente elevati" conclude Mercadal. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Bankitalia: Panetta, in piano 2026-28 priorità concrete e obiettivi chiari
02/03/2026 19:32
Bankitalia: Panetta, in piano 2026-28 priorità concrete e obiettivi chiari
ROMA (MF-NW)--"Il piano strategico che ci apprestiamo ad adottare per il triennio 2026-2028 traduce il mandato istituzionale della Banca in priorità operative concrete, orientando l'allocazione delle risorse in funzione degli obiettivi che ci siamo posti. Abbiamo lavorato per individuare obiettivi chiari, coerenti con le sfide del nostro tempo e, soprattutto, capaci di rafforzare l'autorevolezza e il ruolo dell'Istituto nel contesto nazionale e internazionale". Lo ha detto Fabio Panetta, Governatore della Banca d'Italia, nella lettera che accompagna il nuovo piano strategico dell'istituto per il triennio 2026-2028 spiegando che "i quattro obiettivi strategici costituiscono l'ossatura del piano". "Per la Banca è essenziale saper reagire con prontezza alle sollecitazioni provenienti dall'esterno, sia sul piano dell'analisi - attraverso un uso sempre più integrato e intensivo dei dati, quelli non tradizionali, il ricorso a strumenti previsivi avanzati e la capacità di intercettare tempestivamente i possibili cambiamenti strutturali - sia nell'esercizio dei propri compiti istituzionali. Ciò richiede processi decisionali più agili e un impiego delle risorse più flessibile", ha aggiunto. "L'adozione responsabile di soluzioni basate sull'intelligenza artificiale sarà finalizzata a migliorare la qualità dei servizi istituzionali, semplificare i processi, ridurre gli oneri interni e rafforzare la capacità della Banca di rispondere alle esigenze di un sistema economico e finanziario in rapido mutamento. A ciò si affianca la necessità di un quadro di governance chiaro e solido, in grado di garantire coerenza, controllo dei rischi e verifica continua dei risultati. Intendiamo inoltre ampliare e rendere più capillare, anche sul territorio, la nostra offerta di servizi digitali, in modo coerente e sinergico con la riforma della rete delle Filiali avviata con il precedente Piano Strategico e tuttora in corso di attuazione", ha proseguito. "L'evoluzione tecnologica avrà un impatto rilevante anche sulle funzioni istituzionali, con l'obiettivo di mantenere e rafforzare il ruolo che la Banca svolge all'interno dell'Eurosistema. Continueremo a essere un attore centrale nel processo di modernizzazione del sistema dei pagamenti. Partecipiamo all'Alliance for the Digital Euro che, nell'ambito dell'Eurosistema e insieme alla Banca centrale europea, promuove lo sviluppo dell'euro digitale: uno strumento fondamentale per offrire alla collettività un mezzo di pagamento pubblico moderno, sicuro e facilmente accessibile e per preservare la sovranità monetaria europea. Parallelamente, operiamo per consolidare il ruolo dell'Istituto come centro avanzato per i servizi di pagamento e collaboriamo a livello europeo a iniziative volte a rafforzare l'efficienza e l'integrazione del mercato finanziario", ha sottolineato. Per quanto riguarda le attività di vigilanza, "puntiamo a rendere più efficaci la supervisione sugli intermediari, il presidio antiriciclaggio e la tutela della clientela, adeguandoli all'evoluzione dei modelli di attività degli intermediari e delle prassi di mercato determinate dall'innovazione tecnologica nel settore finanziario. Una particolare attenzione sarà dedicata al presidio dei rischi cibernetici, sia con riferimento alle attività proprie dell'Istituto, sia in relazione al ruolo infrastrutturale svolto a beneficio dell'intero sistema economico e finanziario italiano", ha puntualizzato il governatore. "Il piano strategico delinea un quadro organico delle nostre priorità e si tradurrà in azioni misurabili e monitorabili nel tempo, assistite da un sistema di responsabilità chiaro, da una definizione puntuale di ruoli e competenze e da meccanismi di verifica idonei a garantirne coerenza e credibilità", ha concluso Panetta. pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Conti pubblici: a febbraio fabbisogno in calo a 13,5 mld (Mef)
02/03/2026 19:16
Conti pubblici: a febbraio fabbisogno in calo a 13,5 mld (Mef)
ROMA (MF-NW)--Nel mese di febbraio 2026 il saldo del settore statale si è chiuso, in via provvisoria, con un fabbisogno di 13.500 milioni, a fronte di un febbraio 2025 che si era chiuso con un fabbisogno di 18.656 milioni. E' quanto si legge in una nota del Mef. liv MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Iran: Rossi (Xrg/Adnoc), non vedo minaccia per stabilità energetica in lungo termine (Class Cnbc)
02/03/2026 19:10
Iran: Rossi (Xrg/Adnoc), non vedo minaccia per stabilità energetica in lungo termine (Class Cnbc)
MILANO (MF-NW)-- Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa il 25-30% del greggio mondiale. Tuttavia, "i sistemi energetici sono differenziati e capaci di assorbire momenti di crisi come questo. Le grandi aziende, come la nostra, sono organizzate per garantire continuità nella produzione e nella fornitura, senza particolari disruption", commenta Luca Maria Rossi, director di Xrg/Adnoc, in un'intervista a Class Cnbc. "I mercati possono reagire emotivamente, ma non vedo una minaccia significativa alla stabilità energetica nel lungo termine", prosegue l'esperto. Questa situazione incide sul mercato dell'energia in una fase di rapido aumento della domanda, fortemente trainata dai data center per l'intelligenza artificiale. In questo contesto, i macrotrend non cambieranno e continueranno a prevalere: la domanda di energia è diventata un fenomeno strutturale, destinato a crescere anche di fronte a crisi temporanee, conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
02/03/2026 18:43
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano poco mossi a metà seduta, dopo che gli attacchi aerei condotti da Stati Uniti e Israele, seguiti dalle ritorsioni iraniane, hanno accresciuto il rischio di un conflitto su larga scala in Medio Oriente, innescando un forte rialzo dei prezzi di petrolio e gas naturale. Nel dettaglio, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,15%, mentre l'S&P 500 cresce dello 0,01% e il Nasdaq Composite dello 0,36%. Il mercato ha aperto "con una tipica dinamica risk-off in occasione degli shock geopolitici: indici azionari in ribasso, dollaro forte e petrolio e preziosi in rialzo. L'entità della reazione è condizionata dalla memoria del mercato sui precedenti esiti di questo tipo di shock", commentano gli strategist di Mps. Storicamente, "la fase di downside è limitata e di breve durata. Chiaramente, questo è vero ex-post, ma ex-ante, in occasione di ogni episodio, gli interrogativi sono molteplici ed esiste sempre la possibilità che le cose vadano in una direzione fortemente negativa", continuano gli esperti. "Questa non è una guerra per un cambio di regime ma il regime sicuramente è cambiato e il mondo ne trae beneficio". Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, in conferenza stampa sulla guerra in corso contro l'Iran. In questo contesto, il petrolio ha registrato forti rialzi. Attualmente, il Brent avanza del 6,23% e il Wti del 5,77%. "Anche se siamo ancora nelle prime fasi e la situazione si sta sviluppando rapidamente, non sembra che questa azione militare sarà breve e di rapida conclusione", avverte Warren Patterson di Ing. "Il Brent potrebbe arrivare subito nella fascia di 80-90 dollari al barile, con il rischio di ulteriori aumenti verso 100 dollari al barile e, nel peggiore dei casi, fino a 140 dollari al barile, se dovessimo assistere a interruzioni significative e prolungate dell'offerta di petrolio", puntualizza l'esperto. Lato macro, l'indice Pmi manifatturiero finale elaborato da S&P Global si è attestato a 51,6 punti a febbraio, in rialzo rispetto alla stima preliminare di 51,2 e leggermente al di sopra delle attese degli analisti, che indicavano 51,4 punti. Il dato resta comunque inferiore ai 52,4 punti registrati a gennaio, segnalando un rallentamento del ritmo di espansione dell'attività manifatturiera. Inoltre, l'indice manifatturiero dell'Institute for Supply Management (Ism) è sceso a 52,4 punti a febbraio, rispetto ai 52,6 di gennaio, ma si è attestato al di sopra delle attese degli analisti, che indicavano 51,5 punti. L'istituto ha segnalato un calo delle componenti relative ai nuovi ordini e alla produzione, mentre risultano in aumento occupazione, scorte, tempi di consegna dei fornitori, arretrati e prezzi. Secondo l'ISM, il settore manifatturiero si è espanso per il secondo mese consecutivo a febbraio, pur mostrando un ritmo di crescita più contenuto rispetto al mese precedente. Sul fronte societario: - Le azioni delle società attive nel settore della difesa hanno registrato forti rialzi a seguito dell'escalation militare in Medio Orente. Il titolo di Northrop Grumman cresce del 3,7% a metà seduta. Al contempo, Rtx e Lockheed Martin guadagnano rispettivamente il 4,03% e l'1,85%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)