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MARKET DRIVER: Altea G.P., Equita Sim conferma buy
12/08/2026 11:06
MARKET DRIVER: Altea G.P., Equita Sim conferma buy
MILANO (MF-NW)--Equita Sim conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 8,6 euro su Altea G.P. (+0,57% a 7,12 euro). La società, attiva nello sviluppo di progetti e nella realizzazione di impianti di green energy, ha ottenuto dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) l'autorizzazione per l'impianto elettrochimico di accumulo (Bess) da 80 MW a Castelnuovo Scrivia, in Piemonte. Il progetto, notano gli analisti, "si aggiunge ai 60 MW già autorizzati lo scorso aprile e conferma la capacità di esecuzione della società nella gestione degli iter autorizzativi. La notizia è positiva e, pur essendo già inclusa nelle nostre stime, porta a circa 600 MW il totale dei progetti autorizzati. Secondo noi, questo aumenta la visibilità anche sui progetti non ancora venduti e ancora da autorizzare, rafforzando il messaggio sulla qualità della pipeline e sull'incasso delle milestone". pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Usa, Cpi sopra attese ridurrebbe spazio per attendismo Fed (eToro)
12/08/2026 11:04
MARKET DRIVER: Usa, Cpi sopra attese ridurrebbe spazio per attendismo Fed (eToro)
MILANO (MF-NW)--Il consenso di mercato vede l'inflazione headline degli Stati Uniti rallentare dal 3,5% al 3,4% su base annua e la componente core scendere dal 2,6% al 2,5%, con quest'ultima attesa allo 0,2% m/m. "Il mercato arriva all'appuntamento quasi perfettamente diviso sulla Fed", commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro. "Secondo FedWatch, la probabilità di un rialzo di 25 punti base a settembre è scesa al 49,9%, dal 69,6% di un mese fa", riporta l'esperto. "È un pricing quasi binario, e proprio per questo anche pochi decimali possono fare molta differenza", dichiara Debach. "Un core allo 0,2% o inferiore rafforzerebbe l'idea che la Fed possa assorbire il nuovo shock energetico senza dover reagire immediatamente", continua l'esperto. "Una sorpresa al rialzo cambierebbe invece l'equazione: petrolio vicino ai 90 dollari, inflazione sottostante più persistente e una banca centrale con meno spazio per restare ferma", conclude Debach. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: contesto macro sostiene banche ma faro rimane su M&A (Axiom AI)
12/08/2026 11:04
MARKET DRIVER: contesto macro sostiene banche ma faro rimane su M&A (Axiom AI)
MILANO (MF-NW)--Il persistere dello shock energetico sostiene l'ipotesi di tassi di interesse più restrittivi per un periodo potenzialmente più lungo - un supporto diretto ai margini di interesse delle banche, mentre i dati di giugno della Bce hanno mostrato che lo spread sui crediti in essere è tornato ad ampliarsi a 229 punti base, il livello più alto dal marzo 2016. Tuttavia, secondo Antonio Roman, portfolio manager di Axiom Alternative Investments, l'M&A resta il tema dominante nel settore: "UniCredit è arrivata al 47,6% di Commerzbank, una partecipazione pari al 49,7% dei voti una volta annullate le azioni proprie; il cancelliere Merz ha confermato che Berlino non avrebbe posto il veto, Söder della Baviera ha chiesto un dialogo e la procura di Francoforte ha respinto la denuncia di manipolazione del mercato presentata dal comitato aziendale. Moody's ha posto Unicredit sotto revisione per un possibile upgrade e Fitch ha segnalato che la piena integrazione potrebbe sostenere un rating di due livelli superiore a quello del debito sovrano italiano - a ricordare quanto cambi il mix degli utili quando la quota tedesca nel gruppo passa dal 20% al 50%". Ma non è tutto: "Raiffeisen Bank International ha concluso l'operazione su Addiko al 56,2%, mentre l'offerta più generosa di Nova Ljubljanska Banka ha visto le adesioni fermarsi al 31,2%; Dnb Bank ha ceduto Luminor a Otp per 20 punti base di Cet1; Abn Amro ha completato l'acquisizione di Nibc Bank a un costo compreso tra 70 e 75 punti base. Senza dimenticare il settore assicurativo: Ageas ha ceduto la propria quota del 30,95% nella joint venture malese a Maybank per 1,1 miliardi di euro, realizzando un utile netto di 450 milioni di euro e guadagnando 25 punti di solvibilità; ora la questione interessante è come verranno impiegati i proventi". I rischi macroeconomici, avverte Roman, sono però in aumento: "finanziamenti tramite intelligenza artificiale e credito privato, inflazione persistente negli Stati Uniti, calo delle scorte di petrolio e prodotti raffinati, risparmi dei consumatori statunitensi sotto pressione e frammentazione fiscale in Europa". Nel complesso, è "un momento favorevole per Abn Amro, Lseg, Dbn, Commerzbank e Santander, mentre siamo più pessimisti su Hsbc, Société Générale, Sabadell e Bbva". bon (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: molte aziende tedesche si aspettano riduzione stipendi a causa di utilizzo IA
12/08/2026 11:02
TOP NEWS ESTERO: molte aziende tedesche si aspettano riduzione stipendi a causa di utilizzo IA
MILANO (MF-NW)--Molte aziende in Germania tendono ad aspettarsi che gli stipendi diminuiscano nei prossimi cinque anni a causa dell'uso dell'intelligenza artificiale, secondo un sondaggio dell'istituto Ifo. In particolare, i lavoratori con meno di cinque anni di esperienza professionale si aspettano stipendi più bassi, secondo quanto riferito da circa la metà delle aziende che già utilizzano l'IA. Tra i lavoratori con almeno cinque anni di esperienza professionale, circa il 40% si aspetta una riduzione degli stipendi. Tuttavia, a seconda delle qualifiche dei propri dipendenti, da un terzo alla metà delle aziende si aspetta che gli stipendi rimangano stabili. "Dal punto di vista di molte aziende, l'intelligenza artificiale non avrà lo stesso impatto sugli stipendi di tutti i dipendenti", afferma Anna Ruffert, ricercatrice dell'Ifo. "È più probabile che si aspettino una riduzione degli stipendi per i lavoratori meno esperti". LO SPACCATO PER SETTORI E QUALIFICHE I fornitori di servizi sono quelli che più frequentemente si aspettano una riduzione degli stipendi dei propri lavoratori. Tra i dipendenti con poca esperienza lavorativa, il 53,3% prevede paghe più basse, mentre tra i dipendenti con maggiore esperienza lavorativa la percentuale è del 44,2%. Nel commercio al dettaglio, le percentuali sono rispettivamente del 47,9% e del 41,3%, seguite dal settore manifatturiero, con il 46,5% e il 38,9%. Le aziende del settore delle costruzioni sono meno propense ad affermare che gli stipendi possano diminuire a causa dell'IA: 39% per i lavoratori con meno esperienza e 31,3% per quelli con maggiore esperienza. Queste percentuali si riferiscono ai dipendenti senza una laurea universitaria, anche tecnica. Per i dipendenti con una laurea universitaria, anche tecnica, le aspettative riguardo a una riduzione degli stipendi variano molto poco. Tuttavia, questi lavoratori hanno più spesso la possibilità di vedere aumentare il proprio stipendio, soprattutto in presenza di una maggiore esperienza professionale. Per esempio, il 26% delle aziende si aspetta che l'uso dell'IA abbia un effetto positivo sugli stipendi di questo gruppo e, anche tra quelli con poca esperienza professionale, il 16,3% prevede comunque un aumento dello stipendio. Al confronto, tra i lavoratori poco qualificati con poca esperienza professionale, la percentuale è solo del 5,9%. "Per i lavoratori con qualifiche formali, soprattutto se abbinate a una lunga esperienza professionale, le aziende ritengono più spesso possibile che l'IA abbia un impatto positivo sugli stipendi", afferma Ruffert. In particolare, le aziende del settore delle costruzioni che utilizzano l'IA si aspettano un aumento degli stipendi per i lavoratori con qualifiche più elevate. La percentuale è del 24% per quelli con poca esperienza professionale e del 29,8% per quelli con più di cinque anni di esperienza professionale. Le percentuali sono del 14,9% e del 27,3% tra i fornitori di servizi, del 15,9% e del 24,9% nel commercio e del 15,6% e del 24,2% nel settore manifatturiero. L'analisi si basa sui dati del sondaggio congiunturale dell'Ifo di giugno, condotto su oltre 3.000 aziende in Germania che utilizzano già l'IA. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ITALIA: inflazione frena a luglio ma l'Istat rivede al rialzo stima al 2,9% a/a
12/08/2026 11:01
TOP NEWS ITALIA: inflazione frena a luglio ma l'Istat rivede al rialzo stima al 2,9% a/a
ROMA (MF-NW)--A luglio 2026 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un +0,3% su base mensile e un +2,9% su base annua, in lieve rallentamento dal +3% di giugno. Lo rileva l'Istat che ha rivisto al rialzo la stima preliminare di luglio pari a +2,8%. INFLAZIONE SCENDE AL +2,9% PER EFFETTO ALIMENTARI NON LAVORATI A luglio 2026, spiega l'Istat, l'inflazione scende al +2,9% dal +3% di giugno, per effetto soprattutto della dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati e degli energetici non regolamentati. Di contro, un sostegno all'inflazione è esercitato dai prezzi degli energetici regolamentati e di alcune tipologie di servizi. In particolare, il lieve rallentamento dell'inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli energetici non regolamentati (da +13,3% a +11,4%), degli alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,6%) e dei servizi vari (da +2,5% a +1,8%); in accelerazione sono, invece, i prezzi degli energetici regolamentati (da +9,2% a +14,8%), dei servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +1,6%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +3%). CARRELLO SPESA RALLENTA A +1%, INFLAZIONE DI FONDO STABILE A +1,6% Il "carrello della spesa", composto dai beni alimentari, per la cura della casa e della persona, rallenta su base annua da +1,3% a +1%, come quello dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +3,9% a +3,4%). L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta da +1,9% a +1,8%. I prezzi dei beni decelerano (da +3,3% a +3,2%), mentre la dinamica di quelli dei servizi è in lieve accelerazione (da +2,6% a +2,7%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni passa da -0,7 a -0,5 punti percentuali. SALE A +2,7% INFLAZIONE ACQUISITA PER IL 2026 L'inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l'indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,3% e una tendenziale di +2,8%. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a -1% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +3% del mese precedente), confermando la stima preliminare. pev eva.palumbo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)