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FOCUS: private credit; un mercato consolidato, ma ancora frainteso (Aberdeen Inv.)
25/03/2026 18:39
FOCUS: private credit; un mercato consolidato, ma ancora frainteso (Aberdeen Inv.)
MILANO (MF-NW)--Il settore del private credit è tornato sotto i riflettori dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, spesso il comparto viene descritto in modo semplicistico: elevato rischio, grande quantità di capitale, possibile fonte di instabilità. Questa lettura non considera alcuni elementi e può risultare fuorviante. "Continuare a osservare il private credit attraverso questa lente distorta porta a sottovalutare una realtà ben più sfaccettata, che può invece svolgere un ruolo rilevante, persino stabilizzante, nei portafogli", commenta Andy Armstrong, Senior Investment Manager, Private Credit di Aberdeen Investments. PRIVATE CREDIT SPESSO SOVRAPPOSTO A DIRECT LENDING "Se ci si basa sui titoli dei giornali, il private credit coincide con il direct lending a favore di società fortemente indebitate e sostenute dal private equity. Si tratta certamente di un segmento che può attraversare fasi di stress, e che, proprio per questo, genera maggiore attenzione mediatica. Ma rappresenta solo una parte del mercato", spiega l'esperto. L'uso indistinto dei termini "private credit" e "direct lending" riduce il segmento alla sua componente più rischiosa, con gli investitori che percepiscono questo mercato come poco trasparente e intrinsicamente fragile. Tuttavia, questa rappresentazione è imprecisa. ALCUNI SEGMENTI OFFRONO PROFILI INVESTMENT GRADE CON RENDIMENTI INTERESSANTI "Il private credit, inteso correttamente come finanziamento non bancario, emesso privatamente e non negoziato sui mercati pubblici, ha origini molto più lontane di quanto si pensi. Già prima dello sviluppo del sistema bancario moderno, forme di finanziamento privato sostenevano commercio, infrastrutture e sviluppo industriale", prosegue Armstrong. "Questa tradizione prosegue ancora oggi. Un esempio è il mercato dei private placement investment grade, in cui gli investitori istituzionali operano da oltre un secolo, con volumi annui che spesso superano i 100 miliardi di dollari", spiega l'esperto. "Si tratta di un segmento caratterizzato da elevata qualità creditizia, covenant strutturati su misura e tassi di default storicamente contenuti. Tuttavia, proprio per la sua stabilità, raramente finisce sotto i riflettori", commenta Armstrong. Lo stesso discorso di applica al debito infrastrutturale e al real estate commerciale, che finanziano asset essenziali come i servizi pubblici alla logistica e offrono flussi di reddito stabili e di lungo periodo. Accanto a questi, riporta l'esperto, "esistono segmenti più recenti, come il fund financing o alcune forme di asset-backed lending, che possono offrire profili investment grade con rendimenti interessanti e rischi di credito contenuti. Per molti investitori, è proprio questo l'universo che definisce il private credit". LETTURA DISTORTA IMPATTA SCELTE INVESTIMENTO "Una lettura distorta non è solo un problema teorico: ha implicazioni concrete nelle scelte di investimento. Se si tende a far coincidere il private credit con il leveraged lending, si rischia di ignorare opportunità capaci di offrire rendimento, protezione contrattuale e diversificazione reale", dichiara Armstrong. Nel contesto attuale, caratterizzato da maggiore incertezza sui mercati obbligazionari pubblici, tensioni geopolitiche e una rinnovata attenzione alla resilienza dei portafogli, queste osservazioni diventano particolarmente rilevanti. "In molte sue componenti, il private credit può offrire rendimenti più elevati senza un proporzionale aumento del rischio di credito, grazie a strutture più protettive e al premio per l'illiquidità. Un compromesso che molti investitori di lungo periodo sono in grado di sostenere", spiega l'esperto. DISPERSIONE ASSET CLASS PUÒ AUMENTARE NEL CORSO DELL'ANNO In un contesto di inflazione persistente, crescita disomogenea e condizioni di credito in evoluzione, la dispersione all'interno dell'asset class potrebbe aumentare nel corso dell'anno. "Proprio per questo, il private credit richiede un'analisi più approfondita, non meno. Per chi è disposto ad andare oltre le semplificazioni, offre una combinazione sempre più rara: rendimento, protezione strutturale e diversificazione", prosegue Armstrong. "Ma per coglierne appieno il valore è necessario abbandonare l'idea che si tratti di un blocco unico o di una moda recente. Il private credit è, al contrario, un insieme articolato di mercati che finanziano l'economia reale da decenni, e continueranno a farlo", commenta l'esperto. "La questione, quindi, non è se il private credit sia rischioso in assoluto, ma quale parte del mercato si stia osservando. Una volta chiarito questo punto, il quadro appare decisamente più articolato di quanto suggeriscano le narrazioni prevalenti", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Iran: ecco la lista delle infrastrutture energetiche danneggiate dalla guerra (Bloomberg)
25/03/2026 18:31
Iran: ecco la lista delle infrastrutture energetiche danneggiate dalla guerra (Bloomberg)
MILANO (MF-NW)--Decine di raffinerie, giacimenti petroliferi, impianti di gas, porti e altre infrastrutture energetiche sono state danneggiate da attacchi missilistici e con droni, mentre il conflitto in Medio Oriente entra nella sua quarta settimana. Di seguito è riportato un elenco delle principali infrastrutture energetiche della regione colpite nel corso delle ostilità. Sebbene alcuni impianti abbiano ripreso le attività dopo brevi sospensioni, per altri lo stato operativo rimane ancora incerto. IRAN HA RESPINTO PROPOSTA PACE USA IN 15 PUNTI Al contempo, Teheran ha respinto la proposta statunitense in 15 punti per porre fine al conflitto, continuando gli attacchi contro gli Stati del Golfo e contro Israele. Tuttavia, negli ultimi giorni l'Iran ha in gran parte evitato di colpire le infrastrutture petrolifere e del gas nel Golfo Persico, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rinviato gli attacchi contro i siti energetici nel Paese. RAFFINERIE DI PETROLIO: - Ruwais, Emirati Arabi Uniti: una delle più grandi raffinerie al mondo è stata chiusa a scopo precauzionale dopo che un attacco con droni ha provocato un incendio nell'area industriale. - Ras Tanura, Arabia Saudita: Saudi Aramco ha sospeso temporaneamente le operazioni nel principale impianto di lavorazione del greggio del Paese (capacità di 550.000 barili al giorno) dopo un attacco con droni nei primi giorni del conflitto. L'impianto è stato successivamente riavviato. - Samref, Arabia Saudita: un drone è caduto sulla raffineria, partecipata al 50% da Exxon Mobil. - Bapco Energies, Bahrain: l'impianto da 400.000 barili al giorno è stato danneggiato in un attacco. - Mina Al-Ahmadi, Kuwait: la raffineria ha subito un ulteriore attacco che ha costretto alla chiusura di alcune unità, dopo essere già stata presa di mira il giorno precedente. - Mina Abdullah, Kuwait: un incendio causato da un attacco del 19 marzo è stato domato. Uno dei due impianti del Paese era già fermo dopo un taglio della produzione petrolifera di almeno la metà. - Lanaz, Iraq: le operazioni sono state sospese nell'impianto di Erbil, nel nord del Paese, a seguito di un incendio causato da un drone. IMPIANTI DI GAS: - Ras Laffan, Qatar: QatarEnergy ha dichiarato che impianti di Gnl sono stati colpiti da missili iraniani, causando incendi e gravi danni, inclusi agli impianti gas-to-liquids di Shell. È stata dichiarata forza maggiore su alcuni contratti di fornitura a lungo termine. - Habshan, Emirati Arabi Uniti: Abu Dhabi ha riavviato gli impianti dopo la chiusura dovuta a detriti di un attacco intercettato. - South Pars, Iran: Israele ha colpito strutture nel grande giacimento di gas iraniano, causando incendi e la sospensione di alcune unità. - Isfahan, Iran: una stazione di regolazione della pressione del gas e un edificio amministrativo sono stati colpiti in recenti attacchi Usa-Israele. - Shah, Emirati Arabi Uniti: operazioni sospese dopo un attacco con drone che ha provocato un incendio il 16 marzo. - Das Island Lng, Emirati Arabi Uniti: l'impianto opera a capacità ridotta per l'impossibilità di esportare attraverso lo Stretto di Hormuz. GIACIMENTI PETROLIFERI - Majnoon, Iraq: il giacimento nel sud del Paese è stato colpito da un attacco. - Shaybah, Arabia Saudita: il giacimento da 1 milione di barili al giorno è stato preso di mira più volte da droni, senza danni segnalati. IMPIANTI NUCLEARI - Bushehr, Iran: un nuovo attacco è avvenuto nei pressi dell'unità operativa della centrale nucleare, secondo quanto riportato da fonti russe. PORTI - Yanbu, Arabia Saudita: le operazioni di carico nel porto sul Mar Rosso sono riprese dopo una breve interruzione dovuta a un attacco iraniano. - Fujairah, Emirati Arabi Uniti: il porto è stato chiuso a più riprese a causa di attacchi con droni, con impatti sui flussi di greggio e carburanti. - Jebel Ali, Emirati Arabi Uniti: le operazioni nel principale porto container di Dubai sono state sospese in via precauzionale. - Sohar, Oman: il porto ha ripreso le attività dopo una chiusura dovuta ad attacchi con droni. - Mina Al Fahal, Oman: il terminal per l'export di greggio ha riaperto il 12 marzo dopo una chiusura precauzionale. - Salalah, Oman: le operazioni sono state sospese a seguito di attacchi, ma successivamente riavviate. - Khalifa Bin Salman, Bahrain: il terminal gestito da Apm Terminals (Maersk) ha sospeso le operazioni. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
25/03/2026 18:06
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta, con il Dow Jones che sale dello 0,82%, l'S&P 500 dello 0,77% e il Nasdaq Composite dell'1,01%. I prezzi delle importazioni sono aumentati dell'1,3% a febbraio, registrando l'incremento mensile più marcato degli ultimi quasi quattro anni. La crescita significativa dei costi dei beni non energetici suggerisce che le pressioni sui prezzi si stavano accumulando già prima dello shock energetico dovuto al conflitto in Medio Oriente. Su base annua, i prezzi sono saliti del 3,5%. Parallelamente, i prezzi delle esportazioni sono cresciuti dell'1,5% nel mese, rispetto all'aumento dello 0,6% registrato a gennaio. Nel complesso, questi dati indicano la possibilità di pressioni inflazionistiche a monte, mentre i funzionari della Federal Reserve valutano le prossime mosse sui tassi di interesse Sul fronte politico, secondo quanto riportato dalla Cnn, citando due alti funzionari della Casa Bianca, l'amministrazione statunitense starebbe lavorando per organizzare un incontro in Pakistan nel fine settimana, con l'obiettivo di discutere una possibile via d'uscita dal conflitto con l'Iran. La notizia arriva dopo che Teheran ha dichiarato che non accetterà l'offerta di cessate il fuoco proposta dagli Stati Uniti. Nel dettaglio, l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando quella che ha definito una fonte a conoscenza dei fatti, ha riferito che sono aumentati gli sforzi degli Stati Uniti per attuare un cessate il fuoco e avviare colloqui indiretti con l'Iran, ma Teheran "non accetta un cessate il fuoco". "Fondamentalmente, non è logico entrare in un simile processo con chi viola l'accordo", ha aggiunto la fonte. Sul fronte finanziario, aumentano le tensioni nel settore del credito statunitense, con Apollo Global Management e Ares Management che hanno deciso di limitare i riscatti dai rispettivi fondi di private credit. Lato Banche centrali, il membro della Federal Reserve, Michael Barr, prevede tassi di interesse stabili "per un certo periodo" e sarebbe riluttante a sostenere un taglio del costo del denaro senza una riduzione sostenibile dell'inflazione. Il banchiere ha puntualizzato che l'inflazione è ancora "notevolmente superiore" all'obiettivo del 2% della Fed, con contributi derivanti dall'aumento più rapido dei prezzi dei beni e dalla persistenza dell'inflazione nei servizi non legati all'abitazione. Barr ha dichiarato che, pur essendo ottimista sul fatto che gli effetti dei dazi diminuiranno, vuole vedere prove concrete prima di votare a favore di un allentamento della politica monetaria. Sul fronte dei dati, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 10,5% nella settimana terminata il 20 marzo, dopo la discesa del 10,9% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono calate del 5%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece crollate del 15%. Sul fronte societario: - Il titolo di Arm balza del 19,44% a metà seduta. La società ha presentato il suo primo chip sviluppato internamente, affermando di puntare a 15 miliardi di dollari di ricavi entro il 2031. - Le azioni di EchoStar trattano in rialzo del 10,09% a metà seduta, dopo che The Information ha riportato che SpaceX potrebbe presentare domanda per un'Ipo già questa settimana. Il provider di comunicazioni satellitari detiene circa una quota del 3% nella società guidata da Elon Musk. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: prezzi import in Usa ai massimi da marzo 2022
25/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: prezzi import in Usa ai massimi da marzo 2022
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, i prezzi delle importazioni sono aumentati dell'1,3% a febbraio, registrando l'incremento mensile più marcato degli ultimi quasi quattro anni. La crescita significativa dei costi dei beni non energetici suggerisce che le pressioni sui prezzi si stavano accumulando già prima dello shock energetico dovuto al conflitto in Medio Oriente. AUMENTO PREZZI IMPORT DOPPIA ATTESE ANALISTI I prezzi delle importazioni sono saliti dell'1,3% su base mensile a febbraio, dopo il rialzo dello 0,6% registrato nel mese precedente. Gli analisti prevedevano un incremento più contenuto, pari allo 0,6%. Su base annua, i prezzi sono saliti del 3,5%. Parallelamente, i prezzi delle esportazioni sono cresciuti dell'1,5% nel mese, rispetto all'aumento dello 0,6% registrato a gennaio. Nel complesso, questi dati indicano la possibilità di pressioni inflazionistiche a monte, mentre i funzionari della Federal Reserve valutano le prossime mosse sui tassi di interesse. IN 2022, INFLAZIONE AVEVA SUPERATO 9% I prezzi delle importazioni non raggiungevano livelli così elevati da marzo 2022, pochi mesi prima che l'inflazione annua misurata dall'indice dei prezzi al consumo superasse il 9%, in un contesto in cui la Fed stava aumentando i tassi di riferimento. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: Tron si conferma gigante pagamenti in stablecoin, ospita 85 mld usd
25/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Tron si conferma gigante pagamenti in stablecoin, ospita 85 mld usd
MILANO (MF-NW)--Tron si conferma il gigante silenzioso dei pagamenti in stablecoin. Con oltre 85 miliardi di dollari in Usdt (stablecoin ancorata al dollaro) gestiti e più di 4,5 milioni di trasferimenti giornalieri, la rete si posiziona tra le principali infrastrutture di regolamento per stablecoin, ai vertici del ranking per ricavi tra le blockchain, commenta Luke Nolan, Senior Research Associate di CoinShares. RETE GESTISCE 4,5 MLN DI TRASFERIMENTI USDT AL GIORNO "Tron (Trx) raramente conquista i titoli di apertura nel mondo crypto, ma i dati sulla sua attività raccontano una realtà ben diversa. La blockchain ospita oggi oltre 85 miliardi di dollari in Usdt, superando Ethereum, e nel solo 2025 ha processato 7.900 miliardi di dollari di volumi di trasferimento in Usdt", commenta l'esperto. Questo dato rende Tron l'infrastruttura di regolamento per la stablecoin più utilizzata al mondo. "Le ragioni di questo successo sono piuttosto semplici", spiega Nolan, "Tron offre commissioni di transazione prossime allo zero e un'elevata capacità operativa, caratteristiche che la rendono la rete di riferimento per trasferimenti in stablecoin su larga scala". Ogni transazione ha un costo irrisorio. Tuttavia, la rete gestisce nel complesso oltre gestisce oltre 4,5 milioni di trasferimenti Usdt al giorno, ciascuno dei quali richiede il consumo (burn) di Trx per accedere alle risorse di rete. "A questi livelli di utilizzo, anche costi minimi si traducono in una domanda significativa per il token", prosegue l'esperto. TRON SUPERA ETHEREUM, SOLANA E BASE Questo meccanismo ha portato Tron ai vertici della classifica per ricavi tra le blockchain, con circa 26 milioni di dollari generati mensilmente, superando Ethereum, Solana e Base. "L'adozione è, inoltre, particolarmente concentrata nei mercati dove l'utilizzo è più rilevante. Tron intercetta circa il 65% dei trasferimenti retail globali in Usdt, con una forte presenza in America Latina, Africa subsahariana e Sud-Est asiatico, dove rappresenta un'infrastruttura chiave per rimesse e pagamenti peer-to-peer", conclude Nolan. cba (FINE) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)