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FOCUS: boom mutui in Spagna sostenuto da tassi troppo bassi (Coface)
24/07/2026 20:41
FOCUS: boom mutui in Spagna sostenuto da tassi troppo bassi (Coface)
MILANO (MF-NW)--Il mercato immobiliare spagnolo continua a distinguersi rispetto alle principali economie dell'Eurozona, ma la sua crescita poggia su mutui concessi a condizioni particolarmente favorevoli, difficili da sostenere nel lungo periodo. È quanto emerge da un'analisi di Coface, società attiva nell'assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale. TASSI SUI MUTUI INFERIORI ALLA MEDIA EUROZONA Mentre in Francia e Germania i prezzi delle abitazioni e l'attività edilizia restano sotto i livelli del 2019, la Spagna beneficia di una crescita economica sostenuta, di un mercato del lavoro dinamico, dell'aumento della popolazione alimentato dall'immigrazione e della persistente carenza di alloggi ereditata dalla crisi del 2008. "A distinguere il Paese sono soprattutto i tassi sui nuovi mutui, inferiori di circa 100 punti base rispetto a Francia, Germania e Italia, nonostante caratteristiche simili per durata e prevalenza del tasso fisso", spiegano gli esperti. Questo divario riflette la concorrenza tra gli istituti, ma segnala anche una possibile sottovalutazione del rischio di tasso. VANTAGGI COMPETITIVI DELLE BANCHE SI STANNO ESAURENDO "Le condizioni che hanno permesso alle banche spagnole di offrire credito così conveniente stanno però progressivamente venendo meno", puntualizzano gli analisti. Negli ultimi anni gli istituti hanno beneficiato dei finanziamenti a basso costo della Bce e della forte presenza dei risparmi delle famiglie su conti a vista poco remunerati. "Dopo il rimborso integrale delle operazioni Tltro III, le banche sono diventate più dipendenti dai depositi della clientela e dal finanziamento sui mercati, mentre il divario tra i tassi sui depositi spagnoli e quelli del resto dell'Eurozona si è notevolmente ridotto", proseguono gli esperti. "La prosecuzione di questa normalizzazione potrebbe aumentare i costi della raccolta e ridurre la redditività dei mutui concessi ai tassi attuali. Il rischio riguarda soprattutto i finanziamenti a tasso fisso di lunga durata: l'interesse pagato dal cliente rimane invariato per 20 o 30 anni, mentre gran parte della raccolta bancaria è legata ai tassi di breve periodo", osservano gli analisti. Inoltre, la minore emissione di cartolarizzazioni e obbligazioni garantite ha ridotto la capacità degli istituti di trasferire il rischio. Sta anche venendo meno il beneficio temporaneo generato dal vecchio stock di mutui a tasso variabile, che aveva sostenuto i ricavi durante i rialzi del 2022 e del 2023. RISCHIO PRINCIPALE È GRADUALE COMPRESSIONE REDDITIVITÀ Per Coface, il rischio principale non è una crisi finanziaria imminente, ma una graduale compressione della redditività bancaria. "Un aumento di 100 punti base del tasso Bce potrebbe, nella maggior parte dei casi, assorbire gran parte del margine netto sui mutui non coperti concessi intorno al 2,6%, prima ancora di considerare i costi operativi e di raccolta", continuano gli esperti. L'impatto complessivo sui bilanci dovrebbe restare contenuto, mentre le conseguenze più immediate riguarderebbero il mercato immobiliare. "Un rialzo di 100 punti base ridurrebbe infatti del 10-15% il potere d'acquisto dei potenziali compratori, interrompendo l'attuale dinamica del mercato e penalizzando soprattutto i promotori con progetti già in corso. La carenza strutturale di abitazioni, la crescita della popolazione, gli acquisti in contanti e la domanda estera potrebbero attenuare il rallentamento", dichiarano gli analisti. "Una minore accessibilità ai mutui peserebbe comunque sulle compravendite, sui consumi legati alla casa e, successivamente, sull'attività edilizia, già esposta all'aumento dei costi energetici e dei materiali", continuano gli esperti. "Il rallentamento del credito e delle costruzioni rappresenterebbe così un rischio al ribasso per la crescita spagnola, prevista al 2,3% nel 2026 e all'1,9% nel 2027", concludono gli economisti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: Bitcoin tra Clarity Act e guerra in Medio Oriente (CoinShares)
24/07/2026 19:00
FOCUS: Bitcoin tra Clarity Act e guerra in Medio Oriente (CoinShares)
MILANO (MF-NW)--L'andamento del Bitcoin resta condizionato dall'evoluzione del quadro normativo, in particolare dall'eventuale approvazione del Clarity Act, e dagli sviluppi geopolitici. "Sebbene il fronte normativo appaia positivo, non vediamo alcun catalizzatore per un significativo rialzo a breve termine in assenza di un cambiamento nelle aspettative di politica monetaria, che, semmai, questa settimana si sono ulteriormente allontanate", commenta James Butterfill, Head of Research di CoinShares. In questo contesto, lo scenario di base resta quello di un trading confinato in un intervallo di oscillazione. APPROVAZIONE CLARITY ACT RESTA NODO CENTRALE Bitcoin ha superato i 65.000 dollari all'inizio della settimana, dopo che il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha descritto il Clarity Act come "all'ultimo miglio", con Ether, Xrp e il settore in generale in rialzo man mano che il disegno di legge avanzava verso l'esame in Senato. Il trend si è invertito altrettanto rapidamente mercoledì, quando un gruppo di Senatori democratici di punta ha affermato che l'ultima bozza della legge "non è all'altezza" per quanto riguarda le disposizioni etiche. Le probabilità probabilità implicite di approvazione sono scese dal 46% al 38% e Bitcoin è tornato verso i 65.500 dollari. "Sono necessari sessanta voti e restano circa due settimane lavorative prima della pausa estiva", dichiara Butterfill. "Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, il Clarity Act ha meno importanza per Bitcoin, che gode già di chiarezza normativa, rispetto alla lunga coda di asset e alle infrastrutture di mercato che ne stanno alla base. Questa settimana ha dimostrato, in ogni caso, che il mercato sta comunque reagendo alle notizie", puntualizza l'esperto. CONFLITTO MO RIPRENDE, SPINGENDO PETROLIO OLTRE 100 USD Negli ultimi 10 giorni, gli Stati Uniti hanno colpito circa 95 obiettivi in 12 città, mentre gli Houthi hanno aperto un nuovo fronte, rivendicando attacchi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso e minacciando un blocco navale dell'Arabia Saudita. "Il Brent ha guadagnato oltre 14 dollari nel corso della settimana e giovedì ha superato i 100 dollari, raggiungendo il massimo delle ultime otto settimane", osserva Butterfill. "Le aspettative sui tassi si sono adeguate di conseguenza, con i mercati che scontano quasi due aumenti dei tassi quest'anno, rispetto a uno solo della scorsa settimana", continua l'esperto. "I mediatori stanno diffondendo una proposta di cessate il fuoco di 10 giorni che potrebbe rimettere in carreggiata il protocollo d'intesa di giugno. Il rischio legato alle notizie ora è a doppio taglio, e la riunione del Fomc della prossima settimana costituisce un punto focale per la rivalutazione", spiega Butterfill. I MINIMI TENGONO, COSÌ COME I MASSIMI "L'andamento delle valutazioni di questa settimana ha confermato il quadro che avevamo delineato la scorsa settimana: il minimo è stato raggiunto, ma il rialzo è limitato", dichiara l'esperto. "Bitcoin è in rialzo di circa il 13% rispetto al minimo del 1* luglio a 57.750 dollari, rendendo questo il miglior mese da gennaio ad oggi. Tuttavia, ha trascorso tre sessioni consecutive confinato in un intervallo compreso tra 64.000 e 66.800 dollari, con Eth vicino a 1.920 dollari", continua Butterfill. "I flussi sono stati pari a $716 milioni per la settimana, rendendola la più forte - in termini di flussi - dall'inizio di maggio. Sebbene il fronte normativo appaia positivo, non vediamo alcun catalizzatore per un significativo rialzo a breve termine in assenza di un cambiamento nelle aspettative di politica monetaria, che, semmai, questa settimana si sono ulteriormente allontanate", spiega l'esperto. Il mercato sta attualmente operando su due scenari contrapposti: "il conteggio dei voti sul Clarity Act e la guerra delle petroliere; pertanto, il trading in un intervallo di oscillazione rimane il nostro scenario di base", conclude Butterfill. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Banche: settore italiano solido, rischi per debito elevato del Paese (Fmi)
24/07/2026 18:46
Banche: settore italiano solido, rischi per debito elevato del Paese (Fmi)
ROMA (MF-NW)--Italia promossa, ma con alcune note. Il Fondo monetario internazionale valuta positivamente il sistema finanziario italiano, ma avverte che la strada per rafforzare la crescita e ridurre le vulnerabilità è ancora lunga. Al termine della consultazione annuale sull'Italia, l'Executive Board del Fmi conferma che il settore bancario rimane complessivamente solido e in grado di resistere anche a scenari "gravemente avversi", grazie a una vigilanza giudicata robusta. Al tempo stesso, però, richiama le autorità a non abbassare la guardia sui rischi legati all'elevato debito pubblico, ai legami tra Stato e banche e alle fragilità strutturali dell'economia. Sul fronte macroeconomico, il Fondo conferma le stime già diffuse a maggio: il Pil italiano crescerà dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027, per accelerare solo lievemente allo 0,8% nel 2028. A sostenere l'attività internazionale continueranno a essere soprattutto gli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre l'incertezza internazionale e i problemi strutturali continueranno a frenare il potenziale di crescita del Paese. Il Consiglio esecutivo del Fondo riconosce i progressi compiuti sul fronte dei conti pubblici. Il consolidamento fiscale è proseguito grazie alla tenuta delle entrate e al miglioramento della compliance tributaria, con un ulteriore rafforzamento del surplus primario. La maggioranza dei direttori esecutivi ha condiviso il percorso di aggiustamento graduale delineato dal governo, ritenendolo coerente con le nuove regole fiscali europee. Tuttavia il messaggio resta chiaro. I progressi dell'Italia nel consolidamento delle finanze e nella riduzione del deficit "meritano di essere lodati", ha detto la capo missione del Fmi, Lone Christiansen. Tuttavia il "debito pubblico resta elevato", intorno al 137% del Pil nel 2025, e bisognerebbe puntare su "un avvio deciso del percorso di riduzione" con "la raccomandazione ad accelerare leggermente il ritmo nel breve termine". Più rassicurante il giudizio sul sistema finanziario. Secondo il Financial Sector Assessment Program (Fsap), discusso contestualmente all'Article IV, il settore bancario dispone di basi solide e ha dimostrato una buona capacità di tenuta anche in scenari gravemente avversi. Il Fondo invita però le autorità a monitorare con attenzione il cosiddetto doom loop, ossia il legame tra banche e debito sovrano, oltre alle vulnerabilità di alcuni istituti meno significativi e ai crescenti rischi informatici. Tra le raccomandazioni figurano un maggiore utilizzo degli strumenti macroprudenziali, una riduzione delle esposizioni concentrate verso i titoli di Stato, il rafforzamento dei meccanismi di gestione delle crisi bancarie e un ulteriore potenziamento del contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Il Fondo chiede inoltre di completare le riforme in materia di insolvenza e recupero dei crediti, considerate essenziali per aumentare l'efficienza del sistema finanziario. Sul fronte delle riforme strutturali, il Fmi torna a indicare le priorità ormai note: ridurre gli ostacoli regolamentari, migliorare l'efficienza della giustizia civile, sviluppare maggiormente il mercato dei capitali e aumentare la partecipazione al lavoro, soprattutto di donne e giovani, che resta inferiore rispetto a quella degli altri principali Paesi europei. Ampio spazio viene riservato anche alle trasformazioni tecnologiche ed energetiche. Secondo il Fmi, una più rapida diffusione delle tecnologie digitali, compresa l'intelligenza artificiale, potrebbe contribuire a rilanciare la produttività italiana, storicamente debole. Perché ciò avvenga serviranno però investimenti nelle competenze, nel capitale umano e un contesto regolatorio favorevole all'innovazione. Infine, il Fondo sottolinea la necessità di accelerare la transizione verde e rafforzare la sicurezza energetica. Una maggiore diversificazione delle fonti e una più forte integrazione del mercato energetico europeo consentirebbero infatti di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e la vulnerabilità dell'economia italiana agli shock sui prezzi dell'energia. Anche per questo il mantenimento del ritmo di attuazione del Pnrr viene considerato uno degli elementi chiave per sostenere la competitività e una crescita più robusta nel medio periodo. ann MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
24/07/2026 18:44
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta, sostenuti dal calo delle quotazioni petrolifere. Nel dettaglio, l'S&P 500 sale dello 0,58%, il Dow Jones dello 0,72% e il Nasdaq Composite dello 0,12%. I prezzi del petrolio sono tornati a scendere: il Brent arretra del 4,7% e il Wti del 4,2% dopo le indiscrezioni secondo cui il Pakistan starebbe lavorando, con il sostegno della Cina, a una ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. "I cinesi sono contrariati perché gli attacchi dell'Iran contro altri Paesi del Golfo e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno danneggiando i loro interessi", ha dichiarato a Reuters un funzionario del governo pakistano. Lato banche centrali, "dal punto di vista dei dati, non vi è motivo di attendersi un cambiamento dei tassi di riferimento nella prossima riunione della Fed", commenta Christian Scherrmann, Chief Us Economist di Dws. L'inflazione si è raffreddata grazie al calo dei prezzi dell'energia, mentre il mercato del lavoro resta equilibrato. Nel complesso, "ci aspettiamo che la Fed resti in modalità osservazione dell'inflazione piuttosto che agire nella prossima riunione. Allo stesso tempo, potremmo assistere all'emergere di posizioni dissenzienti, segnale di uno spostamento del sentiment all'interno del Fomc, dalla discussione alla richiesta di tassi più elevati", spiega Scherrmann. Tuttavia, "la nuova Fed guidata da Warsh resta difficile da prevedere, il che rende la nostra previsione di una pausa un pò rischiosa", conclude l'esperto. Sul fronte dei dati, l'indice flash Pmi del settore servizi elaborato S&P Global è salito a 53,6 punti a luglio, in aumento rispetto ai 51,2 punti registrati nel mese precedente. Si tratta del livello più alto degli ultimi otto mesi. Il dato ha inoltre superato le attese degli analisti, che prevedevano un incremento più contenuto a 51,5 punti. Inoltre, l'indice Pmi flash del settore manifatturiero elaborato da S&P Global è sceso a 53,8 punti a luglio, rispetto ai 53,9 punti registrati nel mese precedente. Il dato ha deluso le attese degli analisti, che prevedevano un aumento dell'indice a 54,4 punti. Le vendite di nuove abitazioni sono salite a un tasso annualizzato di 628.000 unità a giugno, rispetto alle 618.000 unità di maggio (dato rivisto al rialzo). Il risultato ha superato le attese degli analisti, che indicavano una lettura pari a 607.000 unità. Sul fronte societario: - Citi ha rivisto al rialzo i prezzi obiettivo di Dell e Hewlett Packard Enterprise (Hpe), grazie alla crescente domanda di infrastrutture legate all'AI. L'istituto ha portato il target price di Dell da 475 a 515 dollari, indicando un potenziale rialzo del 17% rispetto alla chiusura precedente, mentre per Hpe il prezzo obiettivo è stato aumentato da 70 a 74 dollari, con un upside stimato del 55%. L'analista di Citi Asiya Merchant ha inoltre confermato la raccomandazione buy sui due titoli, evidenziando il forte potenziale derivante dagli investimenti in server, data center e infrastrutture AI. In reazione alla notizia, le azioni Dell sono salite del 2,6%, mentre quelle di Hewlett Packard Enterprise hanno guadagnato il 3,1%. - Intel perde il 4,6%, nonostante la società abbia chiuso il secondo trimestre 2026 con la più forte crescita dei ricavi degli ultimi quindici anni. Il colosso dei chip ha registrato un fatturato di 16 miliardi di dollari nei tre mesi terminati a giugno, in aumento del 25% rispetto ai 12,9 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno e superiore ai 14,42 miliardi attesi dagli analisti Lseg grazie a "una domanda di potenza di calcolo senza precedenti" trainata dall'intelligenza artificiale. - Deckers Outdoor cala dell'1,4% a metà seduta. I ricavi del primo trimestre, pari a 1,02 miliardi di dollari, sono risultati in linea con le attese del consenso Lseg. Tuttavia, le vendite dei marchi Hoka e Ugg sono state inferiori alle previsioni degli analisti. - Robert Half scivola del 5,3% dopo aver riportato risultati trimestrali inferiori alle aspettative. L'utile per azione del secondo trimestre si è attestato a 26 centesimi, in linea con le stime di FactSet, mentre i ricavi, pari a 1,34 miliardi di dollari, hanno superato di poco il consenso di 1,32 miliardi. - Amkor Technology segna un -0,6% dopo aver annunciato un accordo pluriennale da 1,5 miliardi di dollari con Nvidia. L'intesa punta allo sviluppo di tecnologie avanzate per il packaging e il collaudo dei semiconduttori destinati all'intelligenza artificiale. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Nasdaq: metà seduta, Composite in rialzo dello 0,1%
24/07/2026 18:33