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TOP NEWS ITALIA: stipendi più bassi del 26% e pensioni del 46%, ecco il lungo divario delle donne
24/02/2026 19:30
TOP NEWS ITALIA: stipendi più bassi del 26% e pensioni del 46%, ecco il lungo divario delle donne
ROMA (MF-NW)--Uno stipendio più basso del 25,73% che si traduce in un assegno pensionistico più leggero di oltre il 46%. Sono due dati contenuti nel rendiconto di genere del Civ Inps che riassumono la traiettoria economica di molte donne italiane: un percorso in cui il divario nasce all'ingresso nel mercato del lavoro e si consolida progressivamente fino alla vecchiaia: un sistema in cui le disuguaglianze si accumulano nel tempo. IL GENDER GAP NELLE RETRIBUZIONI Nel settore privato la retribuzione giornaliera media lorda delle donne nel 2024 è stata di 82,63 euro, contro i 111,25 euro degli uomini. Il divario retributivo medio del 25,73% non riflette soltanto una diversa distribuzione dei salari, ma una diversa struttura delle carriere: meno stabilità, meno ore lavorate, minore accesso alle posizioni più remunerative. In alcuni settori la distanza diventa particolarmente evidente. Nelle attività immobiliari la retribuzione media giornaliera delle donne si ferma a 80,4 euro, inferiore del 40,2% rispetto ai 134,3 euro degli uomini. IL BASSO LIVELLO DI OCCUPAZIONE FEMMINILE Le donne incontrano importanti difficoltà nell'accesso al mondo del lavoro. Nel 2024 il tasso di occupazione femminile tra i 15 e i 64 anni si è attestato al 53,3%, contro il 71,1% degli uomini. Il divario di 17,8 punti percentuali rappresenta il punto di partenza di tutte le altre disuguaglianze. Anche l'accesso al lavoro stabile resta più difficile. Le assunzioni femminili sono state il 42,2% del totale e, tra i contratti a tempo indeterminato, solo il 36,7% riguarda donne. Il lavoro femminile risulta inoltre più spesso ridotto nell'orario. Le donne rappresentano il 67,2% degli occupati part time e il part time involontario interessa il 13,7% delle lavoratrici contro il 4,6% degli uomini. Non si tratta soltanto di una diversa organizzazione del tempo di lavoro: meno ore significano minori redditi e minori contributi, con effetti permanenti. ANCORA POCHE DONNE NEI RUOLI DIRIGENZIALI A questo si aggiunge una presenza ancora limitata nelle posizioni di vertice. Solo il 21,8% dei dirigenti è donna, mentre il 78,2% è uomo. Tra i quadri la quota femminile raggiunge il 33,1%, restando comunque minoritaria. Le opportunità di crescita economica restano quindi distribuite in modo diseguale. IL PARADOSSO DELL'ISTRUZIONE Il divario appare ancora più evidente se confrontato con i livelli di istruzione. Le donne rappresentano circa il 60% dei laureati triennali e il 57,8% dei laureati magistrali. A tre anni dal titolo il tasso di occupazione supera l'80% e raggiunge il 92% tra le laureate nelle discipline scientifiche. Il sistema educativo produce quindi risultati elevati, ma questi non si trasformano completamente in carriere equivalenti. Il passaggio dalla formazione al lavoro resta il momento in cui il percorso femminile perde slancio: il capitale umano accumulato non trova una corrispondenza piena nelle opportunità professionali. LA MATERNITA' COME SPARTIACQUE NEL PERCORSO DI LAVORO Il punto di svolta resta spesso la fase della genitorialità, o meglio della maternità. I dati mostrano con chiarezza come il lavoro di cura continui a essere concentrato prevalentemente sulle donne. Nel 2024 le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state 15,4 milioni, contro 2,8 milioni degli uomini. Questa distribuzione produce per le donne carriere più frammentate e una minore continuità contributiva. Le interruzioni lavorative e le riduzioni di orario non rappresentano episodi isolati, ma passaggi che incidono stabilmente sulla progressione professionale. SERVIZI INSUFFICIENTI Il sistema dei servizi non riesce ancora a compensare questa asimmetria. La disponibilità di posti negli asili nido resta limitata e solo poche regioni raggiungono o si avvicinano al target europeo di 45 posti ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni. La carenza di servizi alla genitorialità si traduce spesso in scelte obbligate: riduzione dell'orario, rinuncia al lavoro o percorsi professionali meno stabili. IL DIVARIO TERRITORIALE Per le donne, le difficoltà risultano più accentuate nel mezzogiorno. Tra i giovani che non studiano e non lavorano, il genere femminile è il più colpito nella maggior parte delle regioni. Le percentuali più elevate si registrano in Calabria con il 27,9% e in Sicilia con il 27,4%, mentre tra gli uomini il dato più alto è in Campania con il 25,1%. Il contesto territoriale diventa così un ulteriore fattore di disuguaglianza, soprattutto per le giovani donne. IL CONTO FINALE NELLE PENSIONI Le differenze accumulate durante la vita lavorativa emergono con maggiore evidenza nella fase pensionistica. Le donne rappresentano il 51,5% dei beneficiari delle pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti, ma percepiscono importi medi inferiori nella maggior parte delle gestioni. Nelle pensioni di vecchiaia del settore privato l'importo medio femminile risulta inferiore del 46,2% rispetto a quello maschile. Le pensioni anticipate restano più difficili da raggiungere. Nel fondo pensioni lavoratori dipendenti le pensioni di anzianità e anticipate liquidate agli uomini sono più del doppio di quelle femminili. Il divario è evidente anche nelle misure di pensionamento anticipato: nel 2025, su 5.643 pensioni liquidate con quota 103, solo 206 sono state erogate a donne contro 5.437 a uomini. Le donne sono invece prevalenti nelle prestazioni assistenziali: il 61,9% dei beneficiari di pensioni o assegni sociali e il 58,9% delle prestazioni di invalidità civile. UN DIVARIO CHE SI ACCUMULA Il quadro che emerge non è quello di una singola disuguaglianza, ma di un processo cumulativo. Le ragazze ottengono risultati scolastici elevati, ma entrando nel mercato del lavoro incontrano percorsi più discontinui e meno remunerati. Il divario salariale e quello pensionistico rappresentano due momenti dello stesso fenomeno. La differenza che si osserva negli assegni pensionistici è il risultato di quella che si forma molto prima, nelle scelte obbligate tra lavoro e cura e nella minore continuità delle carriere. VITTIMBERGA (INPS), PER PARITÀ DI GENERE SERVE TRASPARENZA SALARIALE Come si può promuovere una maggiore parità nell'occupazione? Con incentivi fiscali mirati, contrasto del precariato e del part-time involontario, trasparenza salariale: sono queste le leve per spingere la "parità di genere nel lavoro" che "non si realizza con interventi simbolici, ma con misure strutturali e misurabili", ha detto la direttrice generale dell'Inps, Valeria Vittimberga, durante la presentazione del Rendiconto di genere. Secondo Vittimberga, per incentivare una reale uguaglianza occorre innanzitutto rafforzare la trasparenza salariale obbligatoria nelle grandi aziende e consolidare la Certificazione della parità di genere, prevedendo premialità più incisive per le imprese che dimostrano risultati concreti nella riduzione del gender pay gap e nell'avanzamento professionale delle donne. Altro punto centrale è il riequilibrio dei congedi parentali. "Serve una quota strutturale e significativa riservata ai padri perché la redistribuzione del lavoro di cura è la condizione per non penalizzare le carriere femminili". Sulla trasparenza salariale si attende il recepimento della direttiva Ue che dovrebbe avvenire entro il 7 giugno. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che è atteso al passaggio delle commissioni parlamentari competenti. vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: Usa, nuovi dazi aumentano tensione commerciale con Ue (Portolano Cavallo)
24/02/2026 19:22
FOCUS: Usa, nuovi dazi aumentano tensione commerciale con Ue (Portolano Cavallo)
MILANO (MF-NW)--I nuovi dazi annunciati da Trump ai sensi della Section 122 si applicheranno agli stessi prodotti precedentemente interessati dalle misure adottate in base all'Ieepa, mentre permane incertezza sul fronte dei possibili rimborsi. Questi sviluppi contribuiscono ad aggravare relazioni commerciali già tese tra Stati Uniti e Unione Europea; nel frattempo, i lavori parlamentari sui due dossier Turnberry risultano sospesi, commentano gli esperti di Portolano Cavallo. NUOVI DAZI SARANNO APPLICATI PER PAESE DI PROVENIENZA I nuovi dazi imposti dal presidente Donald Trump ai sensi della Section 122 si applicheranno in larga misura agli stessi prodotti precedentemente interessati dalle tariffe Ieepa, pur con alcune nuove eccezioni. Le misure hanno carattere temporaneo e resteranno in vigore per 150 giorni, fino al 24 luglio 2026, salvo revoca anticipata da parte del Presidente o proroga da parte del Congresso. I dazi Ieepa erano strutturati sulla base del Paese di origine e si applicavano quindi a tutte le merci provenienti da un determinato Stato, fatte salve specifiche esenzioni. La nuova impostazione rimane sostanzialmente analoga, con alcune eccezioni rilevanti che riguardano determinati minerali critici, energia e prodotti energetici, alcuni prodotti agricoli, tra cui carne bovina, pomodori e arance, specifici articoli elettronici e una selezione di veicoli. "La decisione della Corte Suprema e lo stop ai dazi Ieepa non incidono su altri dazi già esistenti, inclusi quelli imposti ai sensi della Section 232 del Trade Expansion Act del 1962 e della Section 301 del Trade Act del 1974. Rimangono ad esempio pienamente in vigore i dazi Section 232 su acciaio, alluminio, rame, legname, automobili e determinati veicoli a motore", spiegano gli esperti. RESTA INCERTEZZA CIRCA IL RIMBORSO DEI DAZI IEEPA "Gli Importers of Record che intendono richiedere il rimborso dei dazi Ieepa si trovano in un quadro giuridico ancora incerto. La decisione della Corte Suprema non affronta il tema dei rimborsi e le autorità doganali non hanno ancora fornito indicazioni operative", commentano gli analisti. "Non è quindi chiaro se la CBP procederà volontariamente a rimborsi in via amministrativa, oppure se gli importatori dovranno ottenere un provvedimento giudiziario", proseguono gli esperti. Al momento, le opzioni percorribili sono due: avviare procedure amministrative di rimborso doganale e/o presentare ricorsi dinanzi alla Court of International Trade (Cit), contestando l'assenza di una valida base giuridica per i dazi Ieepa già riscossi. "Le imprese che hanno pagato i dazi in qualità di Importers of Record dovrebbero conservare con cura la documentazione relativa a tutti i dazi Ieepa versati e collaborare con consulenti esperti in trade law e con i propri spedizionieri doganali. Le aziende europee che, pur non avendo pagato direttamente i dazi Ieepa, ne hanno condiviso i costi con gli acquirenti statunitensi, potrebbero inoltre disporre di rimedi contrattuali per recuperarli dai propri clienti", dettagliano gli esperti. LAVORI SUL TURNBERRY SONO STATI SOSPESI Il Parlamento Europeo ha espresso forte preoccupazione circa la decisione della Corte Suprema americana sull'Ieepa e ai suoi effetti sul Turnberry Deal. A tale riguardo, "il presidente della commissione per il commercio internazionale riunitasi in seduta straordinaria lunedì, Bernd Lange, ha affermato che la pronuncia del 20 febbraio 2026 è chiara e inequivocabile e non ammette di essere ignorata", spiegano gli esperti. In questo contesto, dato che l'applicazione della Sezione 122 farebbe superare alle tariffe sulle importazioni europee la soglia del 15% stabilita dall'accordo, i lavori parlamentari sui due dossier Turnberry sono stati sospesi in attesa che si ristabiliscano chiarezza e certezza giuridica nelle relazioni commerciali tra Ue e Usa. "Anche la Commissione Europea ha ribadito domenica che i prodotti europei devono continuare a godere delle condizioni più favorevoli possibili (Mfn), senza alcun innalzamento dei dazi al di sopra del tetto massimo concordato in precedenza, che era stato definito in maniera chiara e onnicomprensiva", concludono gli analisti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
24/02/2026 18:42
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones sale dello 0,85%, l'S&P 500 dello 0,8% e il Nasdaq dell'1,11%, mentre il mercato continua a penalizzare i comparti che dovrebbero risultare sfavoriti dallo sviluppo dell'AI. "Ieri, oltre al settore dei software Usa, già sotto pressione da diverse settimane, è stato il turno delle società di pagamenti (American Express, Visa e Mastercard) così come quelle di private equity", commentano gli strategist di Mps. "In una nota della società di ricerca Citrini Research viene ipotizzato per il 2028 uno scenario in cui agenti AI sostituiscono modelli di business basati sull'intermediazione, con potenziali implicazioni anche per il settore software sostenuto dal private equity", continuano gli esperti. Tuttavia, "l'anomalia che si sta verificando sta nel fatto che alcune società stanno avendo movimenti simili alla crisi del 2008 (Ibm ieri è crollata di oltre il 13%), ma gli indici generali rimangono a poca distanza dai massimi storici, anche perché alcune Big del Tech quali Apple e Nvidia stanno registrando una resilienza maggiore", spiegano gli strategist. In questo contesto, i timori che tale cambiamento strutturale possa generare effetti deflazionistici stanno determinando una revisione al ribasso delle aspettative di inflazione nel medio termine, con conseguente flessione dei rendimenti dei Treasury, in particolare sulle scadenze a 5 e 10 anni. Sul fronte politico, i nuovi dazi globali del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sono entrati in vigore al 10% dopo che venerdì la Corte Suprema ha bloccato molte delle ingenti tariffe statunitensi sulle importazioni. L'ordine esecutivo afferma che il dazio temporaneo sulle importazioni ha lo scopo di "affrontare problemi fondamentali nei pagamenti internazionali e proseguire il lavoro dell'amministrazione per riequilibrare le relazioni commerciali a vantaggio dei lavoratori, degli agricoltori e dei produttori americani". Sul fronte della politica monetaria, "resto ottimista sul fatto che possano esserci ulteriori tagli dei tassi di interesse quest'anno, ma ciò dipende dal vedere progressi effettivi sull'inflazione che mostrino che siamo su un percorso di ritorno al 2%. Poiché siamo già stati scottati dall'aver presunto in passato che l'inflazione fosse transitoria e poiché esistono scenari plausibili in cui l'inflazione potrebbe dimostrarsi nuovamente più persistente di quanto abbiamo previsto, dovremmo fare attenzione a non metterci in una posizione difficile. Il fatto che negli ultimi mesi la data in cui le previsioni indicano che l'inflazione inizierà a scendere abbia continuato a essere rinviata non è un buon segnale", ha affermato il presidente della Federal Reserve di Chicago, Austan Goolsbee, il quale ritiene che "anticipare troppi tagli dei tassi non sia prudente in tale circostanza. Prestiamo attenzione. Prima di tagliare ulteriormente i tassi per stimolare l'economia, assicuriamoci che l'inflazione stia tornando al 2%". Lato macro, l'indice di fiducia dei consumatori del Conference Board è salito a 91,2 punti a febbraio, in crescita rispetto agli 89 punti registrati nel mese precedente. Il dato ha superato le attese degli analisti, che prevedevano una lettura pari a 87,1 punti. Sul fronte societario: - Il titolo di Advanced Micro Devices balza del 9,46% a metà seduta, dopo l'annuncio di un ampliamento della collaborazione sui chip con Meta Platforms. L'accordo prevede l'acquisto di 6 gigawatt di potenza di calcolo per l'intelligenza artificiale da Advanced Micro Devices da parte di Meta, e il suo valore è stimato oltre i 100 miliardi di dollari. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Nasdaq: metà seduta, Composite in rialzo dell'1,11%
24/02/2026 18:33
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*Wall Street: metà seduta, Dow Jones in rialzo dello 0,84%
24/02/2026 18:33