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Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Mps)
17/02/2026 21:10
Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Mps)
MILANO (MF-NW)--Il calendario dei dati macroeconomici di domani, sulla base delle indicazioni degli strategist di Mps: MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO 08:00 GB Inflazione gennaio 08:00 GB Inflazione core gennaio 09:30 BCE Discorso di Villeroy 10:00 BCE Discorso di Cipollone 13:00 USA Indice settimanale richieste mutui 14:30 USA Ordini beni durevoli dicembre 14:30 USA Nuove costruzioni abitative dicembre 14:30 USA Permessi edilizi dicembre preliminari 15:15 USA Produzione industriale gennaio 18:00 BCE Discorso di Schnabel 20:00 FED Pubblicazione verbali riunione di gennaio #Per ulteriori dettagli il calendario è consultabile al seguente link: https://www.mps.it/mpscs/it/analisi-finanziaria/market-movers/index.html alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: Cina, prospettive favorevoli per obbligazioni a lungo termine (Pimco)
17/02/2026 19:57
FOCUS: Cina, prospettive favorevoli per obbligazioni a lungo termine (Pimco)
MILANO (MF-NW)--L'Asia Pacifico entra nel 2026 affrontando percorsi politici divergenti, cambiamenti nei modelli del commercio globale e le conseguenze dei recenti cambiamenti politici negli Stati Uniti, commentano Stephen Chang, Adam Bowe e Tomoya Masanao, economisti di Pimco. "Come delineato nel nostro ultimo Cyclical Outlook: Compounding Opportunity, l'allentamento fiscale in Cina, Giappone e Stati Uniti sta contribuendo a stabilizzare la crescita regionale, mentre l'inflazione resta sostanzialmente sotto controllo", proseguono gli esperti. COREA, TAIWAN E SINGAPORE CONTINUANO A BENEFICIARE DI INVESTIMENTI AI La Cina punta a mantenere una crescita compresa tra il 4% e il 5%, un obiettivo che richiederà sostegno politico costante in un contesto caratterizzato da persistenti pressioni al ribasso sui prezzi. Il Giappone, invece, è destinato a registrare un'espansione modesta, grazie ad una graduale normalizzazione delle politiche. "L'Australia è sulla buona strada per registrare una crescita costante, vicina al trend, sostenuta da un miglioramento della domanda privata ma da una politica ancora restrittiva, con l'inflazione che recentemente è tornata al di sopra dell'obiettivo", spiegano gli esperti. Le economie aperte più piccole, come Corea, Taiwan e Singapore, continuano a beneficiare del ciclo di investimenti guidato AI e delle esportazioni di prodotti elettronici. "Rimangono inoltre relativamente isolate dai dazi, anche se i risultati tra i vari Paesi stanno diventando sempre più disomogenei. Al contrario, i mercati più orientati al mercato interno, tra cui Indonesia, India e Filippine, stanno già registrando una crescita più lenta del credito, segnalando la necessità di investimenti pubblici più consistenti e riforme strutturali più profonde", spiegano Chang, Bowe e Masanao. In questo contesto, "gli investitori dovranno essere selettivi, concentrandosi sulle opportunità di valore relativo man mano che le politiche divergono e rimanendo vigili sui cambiamenti dei tassi di interesse, delle valute e delle condizioni di credito", commentano gli esperti. CRESCITA CINA RALLENTERÀ VERSO IL 4% La Cina continua a godere di notevoli vantaggi in termini di scala produttiva e costi, mentre il 15* Piano quinquennale (2026-2030) pone enfasi su produttività e sviluppo tecnologico. Tuttavia, la crescita della Cina è destinata a rallentare verso il 4% circa, poiché l'impulso dato dalla diversificazione delle esportazioni e dagli aggiornamenti industriali basati sull'intelligenza artificiale inizia a svanire. Inoltre, la domanda interna mostra scarsi segni di ripresa, con le vendite al dettaglio che stanno perdendo slancio e gli investimenti in fase di rallentamento. "L'inflazione dovrebbe rimanere contenuta, grazie alla politica anti-involuzione del governo volta a frenare l'eccessiva concorrenza sui prezzi e la sovraccapacità produttiva, che contribuirà a compensare alcuni squilibri tra domanda e offerta", spiegano gli esperti. I deficit fiscali sono invece destinati ad aumentare, poiché le autorità ampliano il sostegno ai consumi, al welfare sociale, alle infrastrutture strategiche e alla stabilizzazione del mercato immobiliare. "La Banca popolare cinese (Pboc) dovrebbe estendere l'allentamento monetario attraverso tassi più bassi, ampia liquidità e altri strumenti speciali", dichiarano Chang, Bowe e Masanao. ESPORTAZIONI ASIATICHE IN CALO PER EFFETTO DAZI Le tensioni commerciali tra Pechino e Washington restano accese, tuttavia, la capacità di esportazione e i vantaggi in termini di costi della Cina dovrebbero sostenere la sua quota di mercato globale "L'andamento delle esportazioni nel resto dell'Asia dovrebbe rallentare rispetto ai livelli elevati dello scorso anno, poiché gli effetti persistenti dei dazi e l'intensificarsi della concorrenza cinese pesano sul commercio. Le economie meno legate al ciclo dei semiconduttori potrebbero subire maggiori pressioni sul conto corrente, mentre quelle più aperte continueranno a beneficiare della domanda più solida di beni tecnologici", spiegano gli esperti. "I prezzi più contenuti delle esportazioni cinesi contribuiranno a contenere l'inflazione in tutta l'Asia, ma potrebbero anche pesare sulle bilance commerciali e sugli utili societari in diversi mercati. I lenti progressi della Cina nel riequilibrio dei consumi e la sua attenzione allo sviluppo tecnologico interno continueranno a plasmare le dinamiche regionali", dichiarano Chang, Bowe e Masanao. PROSPETTIVE FAVOREVOLI PER OBBLIGAZIONI CINESI A LUNGO TERMINE Per quanto riguarda le opportunità di investimento, "le prospettive a breve termine per le obbligazioni cinesi rimangono favorevoli, in particolare per i titoli di Stato a più lunga scadenza, in un contesto di inflazione contenuta e di continuo allentamento monetario", spiegano gli esperti. "Un saldo della bilancia dei pagamenti solido e il ritorno dei flussi di capitale dovrebbero sostenere un graduale apprezzamento del renminbi (Rmb) rispetto al dollaro statunitense e alle altre principali valute dei partner commerciali, con la Pboc che probabilmente gestirà il ritmo di tale apprezzamento per mantenere una stabilità più ampia. Sebbene un Rmb più forte possa aumentare il potere d'acquisto dei consumatori, è improbabile che determini un aumento significativo dei consumi, mentre i suoi effetti collaterali potrebbero comprimere i margini delle imprese e aggravare le difficoltà occupazionali", proseguono Chang, Bowe e Masanao. Se gli sforzi volti a stimolare la domanda interna dovessero prendere slancio, concludono gli esperti "le condizioni per una ripresa dei crediti e dei titoli azionari potrebbero essere sostenute. Al contrario, una nuova flessione del mercato immobiliare e le pressioni tariffarie potrebbero pesare sugli asset rischiosi". cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: dopo i massimi storici, rendimenti metalli preziosi restano solidi (Robeco)
17/02/2026 19:34
FOCUS: dopo i massimi storici, rendimenti metalli preziosi restano solidi (Robeco)
MILANO (MF-NW)--Oro e argento hanno toccato nuovi massimi storici a gennaio, per poi subire una forte correzione verso la fine del mese. Nonostante il recente arretramento, i metalli preziosi restano sostenuti dalle persistenti tensioni geopolitiche e dalle dinamiche di domanda e offerta. In questo contesto, un ruolo determinante potrebbe essere giocato dalle banche centrali, mentre non si esclude una nuova fase di instabilità nei mercati finanziari, commenta Arnout van Rijn, Portfolio Manager del team multi asset di Robeco. SALGONO STIME DI RENDIMENTO Nel mese di gennaio, l'oro ha infranto la storica barriera dei 5.000 dollari all'oncia, toccando un massimo di quasi 5.600 dollari per poi arretrare di oltre il 15% a 4.500 dollari il 2 febbraio. Negli ultimi mesi, il metallo giallo ha quasi raddoppiato il suo valore, a causa dei timori di nuovi conflitti in Groenlandia e in Iran e delle continue tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. L'argento ha avuto un'ascesa ancora più fulminea, sostenuto dalla domanda per applicazioni industriali come l'energia pulita e l'AI, segnando un record a 121 dollari all'oncia prima di crollare di oltre il 40% a 72 dollari, spiega l'esperto. "Nella nostra più recente pubblicazione Five-Year Expected Returns 2026-2030 abbiamo innalzato le nostre stime di rendimento per le materie prime dal 4,75% al 5,25% a causa di due ragioni fondamentali", dichiara l'analista. "Il primo è l'aumento della domanda di metalli volti a facilitare l'elettrificazione, la costruzione di nuove infrastrutture e la spesa per la difesa. In secondo luogo, riteniamo che le accresciute aspettative di inflazione, sommate agli alti livelli di debito riducano l'attrattiva dei tradizionali beni rifugio alternativi, come i Treasury Usa", continua van Rijn. "Abbiamo anche affermato che le materie prime non erano più convenienti, anche se tale valutazione si basava solo sul fatto che queste erano scambiate a prezzi superiori alla media quinquennale. Da allora, abbiamo aggiunto l'oro e costituito una posizione in metalli industriali nei nostri portafogli. E i risultati non si sono fatti attendere. Come si vede nel grafico in basso, nel 2025 l'oro ha sovraperformato ampiamente le azioni, nonostante il rally pronunciato dei mercati azionari globali. Discorso analogo vale anche per i 20 anni precedenti, fino al 2005", riporta l'esperto. NOMINA WARSH PROVOCA CROLLO QUOTAZIONI METALLI PREZIOSI Storicamente, l'oro è la seconda asset class in termini di performance dopo le azioni nell'ultimo mezzo secolo. Al terzo posto troviamo l'argento, anche se con una volatilità molto più elevata. Inoltre, "i metalli preziosi hanno basse correlazioni con le azioni e le obbligazioni. Il rame non ha una storia altrettanto lunga, ma se andiamo indietro nel tempo di quasi 40 anni, notiamo che ha generato un rendimento di poco superiore al 5%, ma sempre con una volatilità relativamente elevata, pari al 25%", spiega van Rijn. "Per gli investitori con un orizzonte di lungo periodo ha senso avere un'allocazione strutturale in un portafoglio multi-asset verso un'asset class non redditizia come le materie prime. Quanto più il metallo è brillante, tanto maggiore è il rendimento. Noi acquistiamo oro perché offre diversificazione e solidi rendimenti a lungo termine, con una bassa volatilità", commenta l'esperto. Recentemente, la nomina di Kevin Warsh come nuovo presidente della Federal Reserve ha rassicurato i mercati sulla stabilità del sistema finanziario statunitense, provocando un crollo delle quotazioni dei metalli preziosi. "Su un orizzonte di un anno, quindi per tutto il 2026, il quadro macroeconomico sostiene l'oro quale forma di copertura contro i livelli eccessivi di debito e la sua eventuale monetizzazione. Tuttavia, finché non assisteremo a un brusco calo sia del mercato dei Treasury Usa che del dollaro, non crederemo al cosiddetto debasement trade, ovvero lo spostamento di capitali su asset in grado di proteggere il potere d'acquisto rispetto all'indebolimento delle valute fiat", spiega l'esperto. Inoltre, le preoccupazioni riguardo all'indipendenza della Fed si sono affievolite e, considerate le attuali pressioni esercitate dagli Stati Uniti, è difficile che una banca centrale europea faccia marcia indietro e converta le proprie riserve auree in Treasury. Ciononostante, "le politiche imprevedibili potrebbero spingere i regimi populisti a incamerare parte delle plusvalenze sull'oro nei bilanci delle banche centrali, alterando così il favorevole equilibrio tra domanda e offerta", commenta van Rijn. POSSIBILE NUOVA FASE DI INSTABILITÀ Tuttavia, "è possibile che si verifichi una nuova fase di instabilità, guidata dal tipo di mentalità speculativa che ha già spinto alle stelle i prezzi delle azioni legate all'intelligenza artificiale e prima ancora quelli del bitcoin, considerato l'oro digitale", prosegue l'esperto. "La corsa esponenziale dell'oro nel 2025 è stata alimentata dagli investitori retail; un brusco scossone, come quello avvenuto a fine gennaio, era quindi inevitabile. Con un numero crescente di investitori speculativi richiamati dall'attrattiva degli oggetti brillanti, vi è una discreta probabilità di ulteriori vendite nel corso del 2026", conclude van Rijn. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Asia può offrire diversificazione in settore AI (BG Saxo)
17/02/2026 18:37
MARKET DRIVER: Asia può offrire diversificazione in settore AI (BG Saxo)
MILANO (MF-NW)--La fase attuale di vendite nel settore tecnologico non segna la fine dell'intelligenza artificiale (AI), ma piuttosto una rotazione degli investimenti. "Si passa dai pionieri dell'AI, valutati su standard quasi perfetti, verso gli abilitatori dell'AI, che oggi offrono flussi di cassa più immediati e un maggiore potere di prezzo", commenta Charu Chanana, Chief Investment Strategist di BG Saxo e Saxo Bank. In questo contesto, "la resilienza dei mercati asiatici riflette la loro maggiore esposizione all'infrastruttura AI a monte, come memoria, fornitura, assemblaggio e packaging, in contrasto con la forte concentrazione statunitense su software e servizi a valle, ora più vulnerabili al rischio di disruption", prosegue l'esperta. Nei periodi in cui le correlazioni tra mercati si indeboliscono, l'Asia può diventare un efficace driver di diversificazione, spiega Chanana. Tuttavia, "è fondamentale considerare i rischi: gli indici asiatici sono spesso concentrati su pochi grandi player e la regione non è immune da eventuali ondate di avversione al rischio a livello globale", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
17/02/2026 18:35
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano poco mossi a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones sale dello 0,05% e l'S&P 500 dello 0,04%, mentre il Nasdaq Composite cala dello 0,03%. Dai primi mesi del 2026, la dinamica inflazionistica negli Stati Uniti ha subito un netto calo. "Da un lato, gli aumenti di prezzo, tipicamente attuati dalle imprese all'inizio dell'anno, sono stati inferiori rispetto agli anni precedenti. Dall'altro, il calo dei prezzi dell'energia ha contribuito a frenare la dinamica inflazionistica", commenta David Kohl, chief economist di Julius Baer. "Il rallentamento dell'inflazione alimenta le speculazioni su ulteriori tagli dei tassi d'interesse da parte della Fed. I dati economici dovrebbero consentire un nuovo taglio dei tassi, in particolare nella seconda metà dell'anno", dichiara Kohl. Finora, la Banca centrale è rimasta piuttosto cauta, respingendo le richieste di ulteriori abbassamenti dei tassi di interesse. "L'andamento piuttosto consistente dell'economia, l'aumento sorprendentemente alto sul tasso di occupazione di gennaio e un tasso d'inflazione ancora superiore al livello di stabilità dei prezzi del 2% giustificano un approccio attendista", continua l'esperto. "Un calo del tasso di inflazione verso il 2% potrebbe indurre i membri del Fomc a riconsiderare la loro posizione entro la metà dell'anno. Prevediamo che la Fed procederà a un nuovo taglio dei tassi d'interesse a luglio e settembre di quest'anno", conclude Kohl. Sul fronte politico, "l'attenzione resta concentrata sul Medio Oriente: a Ginevra oggi riprendono i negoziati sul nucleare tra Iran e Stati Uniti, mentre nel frattempo nelle acque iraniane dello Stretto di Hormuz sono in corso esercitazioni militari navali da parte delle forze militari del Paese. Le tensioni restano pertanto elevate al momento", concludono gli esperti di Mps. Lato macro, l'indice manifatturiero Empire State della Federal Reserve di New York è sceso a 7,1 a febbraio, rispetto a 7,7 di gennaio, battendo però il consenso degli economisti che si aspettavano un netto peggioramento del dato a quota -6,2 punti. Inoltre, l'indice mensile del mercato immobiliare della National Association of Home Builders (Nahb) è sceso a 36 punti a febbraio, in calo rispetto ai 37 punti registrati nel mese precedente. Gli esperti prevedevano una lettura pari a 38 punti. "L'accessibilità abitativa resta una sfida persistente all'inizio del 2026", ha affermato il capo economista della Nahb, Robert Dietz. "La soluzione per il mercato immobiliare consiste nell'attuazione di politiche in grado di ridurre i costi di costruzione e favorire un aumento dell'offerta di abitazioni accessibili. Guardando ai segnali positivi, il rallentamento dell'inflazione dovrebbe continuare a permettere tassi più bassi sui mutui e sui finanziamenti per i costruttori", ha concluso Dietz. Sul fronte societario: - Le azioni di Masimo salgono del 34,46% a metà seduta, dopo che The Wall Street Journal e Financial Times hanno riportato che la società sarebbe vicina a un accordo con Danaher per essere acquisita a 180 dollari per azione, per un totale di 10 miliardi di dollari. - Warner Bros. Discovery ha annunciato martedì che riaprirà le trattative con Paramount Skydance grazie a una deroga di sette giorni concessa da Netflix, per esaminare le "lacune" nell'offerta di Paramount per acquistare l'intera società Wbd. In questo contesto, i titoli di Wbd e Paramount registrano un rialzo rispettivamente del 3,31% e del 6,54%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)