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MARKET DRIVER: Kering, AlphaValue/Baader taglia stime utili
26/05/2026 13:53
MARKET DRIVER: Kering, AlphaValue/Baader taglia stime utili
(MT Newswires) MILANO (MF-NW)--AlphaValue/Baader Europe ha confermato il rating buy su Kering, con target price di 325 euro. Gli analisti hanno però ridotto le stime sugli utili del gruppo francese, alla luce dell'outlook prudente del management e del nuovo piano strategico. Le previsioni di Eps sono state tagliate del 29,3% a 6,86 euro per il 2026 e del 31,3% a 8,61 euro per il 2027. edl G2649417 MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: margini sotto pressione in Ue, pricing power ancora forte negli Usa (AcomeA Sgr)
26/05/2026 13:30
FOCUS: margini sotto pressione in Ue, pricing power ancora forte negli Usa (AcomeA Sgr)
MILANO (MF-NW)--I Pmi di maggio offrono segnali rilevanti sulle dinamiche inflazionistiche. In Europa, i prezzi degli input stanno accelerando, mentre le imprese europee stanno progressivamente perdendo potere di determinazione dei prezzi. Negli Stati Uniti, invece, l'economia rimane in espansione e le società conservano ancora un significativo potere di pricing, commenta Martina Daga, Macro Economist di AcomeA Sgr. PMI FORNISCONO SEGNALI SULLE DINAMICHE INFLAZIONISTICHE I Pmi di maggio 2026, elaborati da S&P Global e considerati tra i principali indicatori anticipatori del ciclo economico, forniscono un segnale rilevante sulle dinamiche inflazionistiche nelle principali economie avanzate. "Confrontando l'andamento dei prezzi degli input, i costi che le imprese sostengono per produrre beni e servizi, con quello dei prezzi di output, i prezzi che le imprese applicano ai propri clienti, è possibile leggere la capacità o la volontà delle imprese di trasferire a valle i propri rincari, e quindi la pressione inflazionistica in arrivo sul consumatore finale", spiega l'esperta. Quando il gap tra i due si allarga e i costi salgono più velocemente dei prezzi di vendita, significa che le imprese stanno assorbendo internamente una parte degli shock, con conseguente compressione dei margini. "Quando invece i prezzi di output tengono il passo o addirittura accelerano più degli input, le imprese stanno proteggendo i propri margini scaricando i rincari sui consumatori, alimentando l'inflazione", dichiara Daga. IMPRESE EUROPEE STANNO PERDENDO IL POTERE DI FISSARE I PREZZI Il quadro che emerge dai dati di maggio è profondamente differenziato tra le diverse aree geografiche. "Nell'Eurozona gli input prices accelerano per il settimo mese consecutivo, toccando il livello più elevato da tre anni e mezzo, ma l'inflazione dei prezzi di vendita mostra solo un incremento marginale rispetto ad aprile. In Germania è addirittura rallentata", riporta l'esperta. "In un contesto di PMI composite a 47.5 e di seconda contrazione consecutiva dell'attività, le imprese europee stanno progressivamente perdendo il potere di fissare i prezzi: i costi aumentano, la domanda cede, e il gap si allarga a sfavore dei margini aziendali", spiega Daga. Nel Regno Unito sia i costi degli input che i prezzi di vendita rimangono elevati e in crescita, ma entrambi mostrano una marginale decelerazione rispetto ai picchi di aprile. GLI USA PRESENTANO UN PROFILO DIVERSO "Il manifatturiero regge il passo sul fronte del pass-through, con i prezzi di fabbrica al massimo da luglio 2022, trainati dai rincari energetici e delle materie prime legati al conflitto in Medio Oriente", prosegue l'esperta. "Gli Stati Uniti presentano invece un profilo diverso: l'economia rimane in espansione e le imprese conservano ancora un significativo potere di prezzo", commenta Daga. "Se nel manifatturiero la dinamica è quella di un pass-through aggressivo degli shock da supply chain, è nel settore dei servizi che si annida il segnale più rilevante per le prospettive inflazionistiche: i prezzi di vendita nei servizi hanno accelerato al massimo da dieci mesi crescendo più rapidamente degli stessi input costs", continua l'esperta. CRESCITA PREZZI ALIMENTATA DALLA DOMANDA INTERNA Il settore dei servizi, per sua natura, è generalmente meno esposto ai costi delle materie prime e alle interruzioni logistiche: il principale fattore produttivo è infatti il lavoro. "Quando i prezzi di output nei servizi accelerano al massimo da dieci mesi in un'economia che cresce ancora, il messaggio è che ci troviamo di fronte a un'inflazione alimentata dalla forza della domanda interna, indipendentemente da tariffe o pressioni sulla supply chain", spiega Daga. "Questa distinzione è cruciale per la Fed. Le pressioni inflazionistiche da tariffe o costi di importazione sono per natura temporanee e tendono ad esaurirsi con il normalizzarsi degli shock", prosegue l'esperta. "L'inflazione nei servizi core, invece, è strutturalmente vischiosa perché incorpora aspettative salariali, contratti di lungo periodo e dinamiche di domanda difficili da raffreddare rapidamente", conclude Daga. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER VALUTE: euro/usd e gbp/usd sotto pressione se crisi MO prosegue (Swissquote)
26/05/2026 13:22
MARKET DRIVER VALUTE: euro/usd e gbp/usd sotto pressione se crisi MO prosegue (Swissquote)
MILANO (MF-NW)--Un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio potrebbe rafforzare il dollaro, commenta Ipek Ozkardeskaya, analista senior di Swissquote. "Un dollaro più forte alimenterebbe ulteriormente le pressioni inflazionistiche altrove e peserebbe sulle valutazioni valutarie prima che il differenziale dei tassi di interesse si estenda a loro favore", spiega l'eseprto. In termini più semplici, "mi aspetto che Eur/Usd e Gbp/Usd rimangano sotto pressione se il conflitto in Medio Oriente dovesse continuare e i prezzi del petrolio non dovessero diminuire", conclude Ozkardeskaya. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Stm, BofA alza target price
26/05/2026 13:21
MARKET DRIVER: Stm, BofA alza target price
MILANO (MF-NW)--BofA ha alzato da 49 a 63 euro il prezzo obiettivo su Stm (+1,53% a 58,91 euro), confermando la raccomandazione neutral. Gli analisti hanno aumentato dell'1% le stime sulle vendite 2027-2028 e di circa 200 punti base le previsioni sul gross margin nel 2028. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Ferrari, mercato aspetta di vedere se Luce illumina davvero (eToro)
26/05/2026 13:21
MARKET DRIVER: Ferrari, mercato aspetta di vedere se Luce illumina davvero (eToro)
MILANO (MF-NW)--Gabriel Debach, market analyst di eToro, evidenzia che "Ferrari ha premuto l'interruttore. Con la Luce, prima elettrica della storia del Cavallino e prima Ferrari a 5 posti, Maranello apre ufficialmente il capitolo più delicato della sua storia recente. E lo fa senza mezze misure: 550.000 euro di prezzo base in Italia, sopra il Purosangue, per ribadire una cosa semplice. L'elettrica non sarà la Ferrari accessibile, ma una Ferrari ancora più esclusiva. Un prezzo che conferma la volontà di stare in alto, di tutelare esclusività e margini verso i clienti più esigenti. Focus sul valore più che sui volumi. Una scelta coerente, non un azzardo. Il mercato però oggi reagisce male. Il titolo perde oltre il 6%, la peggior seduta dal Capital Markets Day di ottobre. Ed è un contrasto interessante, perché a febbraio, quando venne anticipata la Luce, il titolo aveva guadagnato quasi il 10% in una sola seduta. Allora c'era entusiasmo per la direzione strategica. Oggi emergono i dubbi sull'esecuzione. Anche se attribuire quel -6% a un'unica causa sarebbe semplicistico. E il vero tema sembra essere il design, non tanto il motore o la tecnologia. Perché nel lusso estremo l'estetica non accompagna il prodotto. È il prodotto. È la capacità di far innamorare al primo sguardo. E oggi quel colpo di fulmine, per molti, non è scoccato. Ma proprio sul design vale fare una distinzione che l'entusiasmo di giornata tende a oscurare. Un prodotto esteticamente divisivo non è necessariamente un prodotto sbagliato. Il Purosangue divise l'opinione alla presentazione, con critiche forti sulla rottura col DNA Ferrari. Poi ha esaurito la produzione. Detto questo, quando togli il rombo di un V8 o di un V12, il design deve compensare ancora di più, deve caricarsi di tutto il peso emozionale che il motore portava da solo. E su questo Ferrari affronta una sfida reale, non solo percettiva. Una storia che mi fa venire in mente il caso Harley-Davidson, almeno in parte. Con la LiveWire elettrica il problema non fu tanto la tecnologia, quanto l'assenza dell'elemento emotivo che definiva il brand, quel rombo che era identità e appartenenza prima ancora che prestazione. La situazione Ferrari è strutturalmente diversa, la Luce non punta a nuovi clienti né a difendere volumi, ma il nodo emozionale è lo stesso: cosa rimane del brand quando togli il suono e la sua silhouette? Una Luce che divide. Per alcuni è innovativa, per altri è troppo distante dal DNA Ferrari. Ferrari probabilmente ha fatto tutto ciò che aveva senso fare dal punto di vista industriale e strategico. Pricing alto, produzione controllata, approccio multi-energy, tutela dell'esclusività. Il vero verdetto però non credo che arriverà dalla seduta odierna, ma dai depositi. Se le liste d'attesa si formano, il mercato avrà semplicemente avuto torto per qualche mese. Se stentano, allora il -6% di oggi sarà stato solo il primo segnale. Nel segmento supercar non basta innovare. Devi emozionare", conclude l'esperto. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)