Consumi: da vendite segnali vivacità, ma ancora incertezza (Confcommercio)
06/05/2026 19:12
Consumi: da vendite segnali vivacità, ma ancora incertezza (Confcommercio)
ROMA (MF-NW)--Il dato di marzo sulle vendite conferma che, "al di là di comprensibili preoccupazioni e paure, la nostra economia è ancora attraversata da molteplici spunti di vivacità, molti dei quali avevano già caratterizzato l'ultima parte del 2025". Lo sottolinea Confcommercio commentando i dati Istat sulle vendite al dettaglio a marzo. Da alcuni mesi, "seppure con alcuni elementi di discontinuità, i volumi dei beni acquistati dalle famiglie sono in recupero, con miglioramenti che sembrano interessare diversi format distributivi", prosegue la confederazione. Alla luce di alcune indicazioni relative ad aprile - vendite di auto ancora positive, una percezione del reddito familiare non negativa, miglioramento dell'indice pmi manifatturiero e un turismo ancora vivace - i paventati catastrofici effetti derivanti dal conflitto in Medio Oriente non si sono ancora manifestati. Sul versante dei consumi, i moderati miglioramenti degli ultimi mesi non riescono a compensare le importanti perdite subite dalle vendite al dettaglio nel medio periodo, soprattutto per le imprese di minori dimensioni. Mentre permangono rischi rilevanti per una seconda parte dell'anno più complicata. La crisi "potrebbe accentuare la tendenza alla ripresa dell'inflazione, con il trasferimento dall'energetico ad altre filiere, trasformando quello che, al momento, è un timore di un possibile peggioramento della situazione in concreti comportamenti restrittivi sulla domanda delle famiglie", conclude Confcommercio. vs fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
06/05/2026 18:47
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta, dopo le indiscrezioni di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. Nel dettaglio, il Dow Jones sale dell'1,04%, l'S&P 500 dell'1,11% e il Nasdaq Composite dell'1,51%. Sul fronte politico, secondo quanto riportato da Axios citando due funzionari statunitensi, la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa volto a porre fine alle ostilità e delineare un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. I prezzi del petrolio sono crollati bruscamente in reazione alla notizia. Attualmente, il Brent cala del 7,55% a 101,6 dollari e il Wti lascia sul terreno il 7,14%, scendendo a 94,93 usd. Nonostante le indiscrezioni, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che è una "grande supposizione" che l'Iran accetti la proposta degli Stati Uniti. "Supponendo che l'Iran accetti di cedere quanto concordato, il che è forse un'ipotesi azzardata, la già leggendaria operazione Epic Fury giungerà al termine e l'efficace blocco consentirà l'APERTURA A TUTTI dello Stretto di Hormuz, Iran compreso. Se non accetteranno, inizieranno i bombardamenti, che purtroppo saranno di intensità e portata ben maggiori rispetto a prima", ha scritto su Truth Social l'inquilino della Casa Bianca. Lato banche centrali, il presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis, Alberto Musalem, ritiene che i rischi per l'inflazione stiano superando quelli per l'occupazione. "L'inflazione si mantiene significativamente al di sopra del nostro obiettivo del 2%", ha dichiarato Musalem durante un evento a Fairhope, in Alabama, organizzato dalla Mississippi Bankers Association. "Abbiamo rischi sia sul fronte dell'occupazione sia su quello dell'inflazione. A mio avviso, i rischi si stanno spostando verso un maggiore rischio sul lato dell'inflazione rispetto a quello dell'occupazione", ha proseguito. Lato macro, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 4,4% nella settimana terminata il 1° maggio, dopo la contrazione dell'1,6% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono scese del 4%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece calate del 5%. Inoltre, la misura mensile di Adp sull'occupazione privata ha mostrato un aumento di 109.000 posti di lavoro ad aprile, al di sotto delle aspettative degli economisti di 120.000, dopo l'incremento rivisto di 61.000 unità a marzo. Per settore, i posti di lavoro nella produzione di beni sono aumentati di 15.000 unità, guidati da un incremento di 10.000 nel settore delle costruzioni, mentre i posti di lavoro nei servizi sono saliti di 94.000, con l'istruzione e la sanità in aumento di 61.000, il commercio, trasporti e servizi pubblici in crescita di 25.000 e il tempo libero e l'ospitalità in aumento di 4.000. Infine, le scorte di petrolio greggio, comprese quelle nella Riserva Strategica di Petrolio (Spr), sono diminuite di 7,5 milioni di barili nella settimana conclusa il 1* maggio, dopo un calo di 13,4 milioni di barili nella settimana precedente. Sul fronte societario: - Le azioni di Corning balzano del 13,19% dopo l'accordo con Nvidia per aumentare la capacità produttiva nel segmento delle fibre ottiche a supporto delle infrastrutture AI. - Il titolo di Advanced Micro Devices sale del 16,68% a metà seduta, dopo che il produttore di chip ha fornito previsioni solide. Amd prevede ricavi per il secondo trimestre pari a 11,2 miliardi di dollari, con una variazione di più o meno 300 milioni, rispetto alla stima degli analisti di 10,52 miliardi. Anche i risultati del primo trimestre hanno superato le aspettative sia in termini di ricavi che di utili. - Le azioni di Super Micro Computer balzano di quasi il 16%. Le aspettative per l'utile del quarto trimestre sono comprese tra 65 e 79 centesimi per azione, superando nettamente le previsioni di Wall Street di 55 centesimi per azione, secondo Lseg. Nel terzo trimestre, Super Micro ha registrato utili rettificati di 84 centesimi per azione su ricavi di 10,24 miliardi di dollari. Gli analisti intervistati da FactSet si aspettavano utili di 62 centesimi e ricavi per 12,39 miliardi. - Il titolo di Disney sale del 6,81%, grazie a ricavi del secondo trimestre fiscale superiori alle aspettative degli analisti. A trainare i risultati è stata la forte performance delle attività di streaming e dei parchi a tema. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)