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BoE: Bailey, poche prove che inflazione si stia radicando
16/10/2026 09:31
BoE: Bailey, poche prove che inflazione si stia radicando
MILANO (MF-NW)--Il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, ha dichiarato che finora vi sono poche prove del fatto che l'inflazione si stia radicando nei meccanismi di determinazione dei prezzi e dei salari nel Regno Unito. La banca centrale sta monitorando attentamente eventuali segnali che imprese e lavoratori stiano aumentando prezzi e salari per compensare l'incremento dei propri costi, innescando effetti di secondo impatto dello shock inflazionistico, ha affermato Bailey. "Nella misura in cui abbiamo osservato qualche segnale, è piuttosto contenuto. È troppo presto". L'inflazione si attesta al 3,1%, al di sopra dell'obiettivo del 2% della BoE, ed è prevista un'accelerazione al 4% nei prossimi mesi, un livello che, secondo la stessa banca centrale, dovrebbe richiedere una risposta di politica monetaria. Bailey e i suoi colleghi del Comitato di politica monetaria prenderanno la prossima decisione sui tassi di interesse il 5 novembre, quando i mercati si aspettano un rialzo di un 25 punti base, che porterebbe il tasso di riferimento al 4%. Il Comitato però è sempre più diviso sulla politica monetaria e l'ultima votazione, a settembre, ha registrato un risultato risicato, con sei voti favorevoli al mantenimento dei tassi invariati e tre contrari. Due colleghi di Bailey, il membro esterno Megan Greene e il capo economista Huw Pill, hanno messo in guardia dai rischi di attendere ulteriori prove dell'aumento dell'inflazione. Entrambi hanno votato a favore di rialzi dei tassi, citando le preoccupazioni per i possibili effetti di secondo impatto e la necessità di agire rapidamente. Bailey ha sostenuto che la politica monetaria è restrittiva perché la BoE si apprestava a tagliare i tassi quest'anno prima che il conflitto in Iran iniziasse a febbraio. A quel punto, "il mercato scontava un paio di tagli e pensavo che fosse probabilmente un'aspettativa piuttosto ragionevole", ha dichiarato il numero uno della BoE. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo che il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del Regno Unito per quest'anno, portandole dall'1% all'1,3%, e dopo che i dati ufficiali sul Pil britannico pubblicati questa settimana hanno mostrato un'espansione dell'economia superiore alle attese. Il Pil è aumentato dello 0,7% nei tre mesi terminati ad agosto. L'economia britannica si sta dimostrando "più resiliente di quanto ci aspettassimo", ha dichiarato Bailey. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Rpt..FOCUS: elezioni mid-term Usa; Congresso diviso, deficit e Treasury sotto pressione (Nuveen)
16/10/2026 09:22
Rpt..FOCUS: elezioni mid-term Usa; Congresso diviso, deficit e Treasury sotto pressione (Nuveen)
(si prega di leggere bene il titolo del Focus delle 11h00 del 12 ottobre) MILANO (MF-NW)--"A novembre saranno rinnovati tutti i seggi della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti e circa un terzo dei seggi del Senato. Il nostro scenario di base prevede un Congresso diviso, con i Democratici che conquistano la Camera e i Repubblicani che mantengono il controllo del Senato", dichiara Saira Malik, Chief Investment Officer di Nuveen. "Questo risultato spingerebbe probabilmente il processo decisionale politico a privilegiare l'azione esecutiva rispetto alla legislazione e accentuerebbe i rischi legati alle trattative sul bilancio, alle scadenze per l'erogazione dei finanziamenti e al tetto del debito pubblico - una lotta continua che dovrà essere affrontata nuovamente già nel 2027". "Poiché entrambi i partiti politici hanno storicamente contribuito all'aumento del debito federale in misura simile, una vittoria schiacciante dell'uno o dell'altro partito potrebbe potenzialmente portare alla più ampia proposta di spesa fiscale mai vista", continua l'esperto. "Per quanto riguarda le questioni geopolitiche, l'Iran ha attualmente pochi incentivi a negoziare prima delle elezioni statunitensi. Detto questo, se l'opinione pubblica statunitense contraria alla guerra - e l'impennata dei prezzi del petrolio che alimenta più ampi timori di inflazione - dovesse esercitare pressioni sull'amministrazione Trump affinché raggiunga un accordo affrettato prima del giorno delle elezioni, i termini potrebbero finire per essere più favorevoli all'Iran", afferma l'analista. Per Malik, "al di là della politica fiscale, dell'inflazione e della geopolitica, le decisioni degli elettori potrebbero dipendere anche dalle preoccupazioni relative all'AI e in particolare allo sviluppo delle infrastrutture per l'AI. L'opposizione locale ai data center, incentrata sul consumo di elettricità e acqua, ha già suscitato un sostegno bipartisan a favore di moratorie sulle costruzioni e di misure di tutela per i contribuenti". "Indipendentemente dall'esito delle elezioni e dalla reazione iniziale degli investitori, la storia suggerisce che i mercati tornano in genere alla normalità in tempi relativamente brevi dopo la diffusione dei risultati. Infatti, i rendimenti azionari sono stati spesso superiori alla media nell'anno successivo alle elezioni, tranne che durante periodi di stress finanziario insolito o sistemico. In assenza di una maggiore disciplina bipartisan in materia di bilancio, prevediamo che il mercato obbligazionario continui a fare da indicatore della salute fiscale, soprattutto alla luce dell'attuale ondata di vendite sui Treasury e del recente intervento del Dipartimento del Tesoro volto a contenere l'aumento dei rendimenti tramite aggressivi riacquisti di debito", afferma l'esperto. "Per quanto riguarda l'azionario, il secondo anno di un mandato presidenziale è storicamente quello in cui i rendimenti tendono a essere più deboli, con la volatilità del mercato che raggiunge il picco prima delle elezioni per poi attenuarsi. In uno scenario in cui la Camera passa ai Democratici mentre il Senato rimane in mano ai Repubblicani, l'indice S&P 500 ha registrato un rendimento medio del +11,95% nei sei mesi successivi alle elezioni di mid-term. Nel lungo termine, i mercati azionari hanno generalmente registrato un rialzo, talvolta in modo irregolare, indipendentemente dal partito al potere a Washington, D.C", dichiara l'analista. "Gli anni delle elezioni di mid-term tendono a registrare rendimenti azionari inferiori alla media e una maggiore volatilità di mercato, con l'S&P 500 che registra una performance inferiore all'inizio dell'anno rispetto a un tipico anno senza elezioni di metà mandato. Inoltre, maggioranze divise o contenute rischiano di frenare le prospettive di avere leggi di grande portata nei prossimi due anni", afferma Malik. "Riteniamo che un Congresso diviso (Camera democratica/Senato repubblicano) ridurrebbe il potenziale consenso e porterebbe a divergenze in settori chiave: da un lato un Senato a maggioranza repubblicana che continua a proteggere le banche e le carte di credito dai limiti massimi sui tassi e dalla regolamentazione delle commissioni, promuovendo al contempo la spesa per la difesa e la deregolamentazione, dall'altro una Camera a maggioranza democratica che salvaguarda i finanziamenti al life science e spinge per un compromesso sulle questioni infrastrutturali, in particolare in materia di ferrovie, banda larga e risorse idriche", prosegue l'esperto. "L'approvazione di riforme relative al gas naturale liquefatto e alle fonti di energia rinnovabile potrebbe rappresentare un punto di accordo bipartisan, vista la crescente domanda di energia da parte dei data center. Queste possibilità contrastanti rafforzano l'idea che i risultati delle elezioni di mid-term vadano interpretati come una dinamica a livello settoriale e industriale piuttosto che a livello di mercato in generale", continua l'analista. "Storicamente, le elezioni di mid-term non sono state un segnale affidabile per i mercati obbligazionari. Nelle ultime 16 elezioni di mid-term, il rendimento dei Treasury a 10 anni è sceso in media di oltre 30 punti base (pb) nell'anno successivo alla perdita, da parte del partito del presidente, del controllo di almeno una delle due camere legislative, rispetto a un aumento medio di quasi 60 pb quando il partito manteneva il controllo. La varietà dei risultati, tuttavia, è stata ampia", dichiara Malik. "Il check and balance implicito in un governo diviso potrebbe rassicurare gli investitori obbligazionari. Le aspettative moderate riguardo a un aumento della spesa fiscale, ad esempio, potrebbero alleviare in parte la pressione sul segmento a lungo termine della curva dei Treasury. Tuttavia, una situazione di stallo continuerebbe a generare deficit ingenti e l'aumento del debito pubblico potrebbe mantenere elevata la pressione al rialzo sui rendimenti dei Treasury", prosegue l'analista. "Al di là dei Treasury, la nostra view positiva sul credito corporate è sostenuta da una crescita economica solida, sebbene i maggiori costi di rifinanziamento ci portino ad adottare un approccio selettivo nel segmento high yield. Nelle categorie dei titoli cartolarizzati, gli episodi di volatilità determinati dai tassi possono creare punti di ingresso più vantaggiosi in settori in cui i fondamentali sottostanti rimangono solidi", continua l'esperto. "I municipal bond sono esposti in modo più diretto alle elezioni a causa di potenziali cambiamenti nelle politiche fiscali e di spesa, mentre il credito a tasso variabile offre ancora un reddito interessante. Nel complesso, gli asset a reddito fisso continuano a offrire rendimenti storicamente elevati e questo crea punti di ingresso potenzialmente interessanti", conclude Malik. dfg (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Fmi: Georgieva, economia globale non può permettersi passi falsi su IA
16/10/2026 09:17
Fmi: Georgieva, economia globale non può permettersi passi falsi su IA
MILANO (MF-NW)--Gli investimenti destinati all'intelligenza artificiale supereranno probabilmente le enormi somme spese per costruire le ferrovie, la rete elettrica e Internet. Se questi investimenti si tradurranno in significativi aumenti della produttività, la crescita economica globale potrebbe accelerare di circa mezzo punto percentuale all'anno nel prossimo decennio, secondo la direttrice generale del Fondo monetario internazionale. Tuttavia, questo potenziale beneficio è accompagnato da rischi considerevoli, che potrebbero provocare forti sconvolgimenti nel mercato del lavoro e nei sistemi finanziari, ha avvertito Kristalina Georgieva. La corsa a sviluppare le infrastrutture per l'intelligenza artificiale ha già sostenuto la crescita di economie come quella statunitense. Gli economisti di Ing calcolano che l'intelligenza artificiale contribuirà per un terzo alla crescita degli Stati Uniti quest'anno. In uno studio pubblicato dalla Brookings Institution, l'economista Stijn van Nieuwerburgh ha stimato che gli investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale e nei chip specializzati raggiungeranno i 10.300 miliardi di dollari tra il 2025 e il 2032, pari in media al 3,63% del prodotto interno lordo statunitense all'anno. Anche i produttori asiatici di componenti hardware, come quelli della Corea del Sud e di Taiwan, ne hanno beneficiato, con l'Fmi che ha rivisto nettamente al rialzo le previsioni sul Pil di entrambe le economie per riflettere l'impennata delle esportazioni legate all'intelligenza artificiale. Tuttavia, mentre l'impulso alla domanda è immediato, Georgieva ha affermato che probabilmente servirà tempo prima che si concretizzino gli aumenti di produttività. Nel frattempo, molte cose potrebbero andare storte. "In uno scenario grave, potremmo assistere a una correzione dei mercati che si propagherebbe attraverso l'ecosistema dell'intelligenza artificiale, caratterizzato da un elevato ricorso alla leva finanziaria e da finanziamenti circolari", ha dichiarato la direttrice generale dell'Fmi. Risultati economici delle società che sviluppano intelligenza artificiale molto inferiori alle attese potrebbero compromettere le aspettative di redditività, colpendo i prezzi delle azioni. "Considerata la notevole diffusione internazionale degli investimenti in attività legate all'intelligenza artificiale, le perdite potrebbero propagarsi in tutto il mondo". L'impatto sul mercato del lavoro potrebbe essere profondo. Georgieva ha affermato che è ancora troppo presto per prevedere le conseguenze sull'occupazione, ma le ricerche dell'Fmi hanno rilevato che circa il 40% dei posti di lavoro a livello globale è esposto all'intelligenza artificiale. Questa percentuale sale a circa il 60% nelle economie avanzate. I progressi dell'intelligenza artificiale alimentano anche le minacce alla sicurezza informatica. Man mano che i modelli diventano più sofisticati, crescono le preoccupazioni che imprese e governi non siano in grado di difendere i sistemi critici da attacchi informatici malevoli. "Un attacco di vasta portata che colpisse i pagamenti, le negoziazioni finanziarie o l'accesso ai depositi potrebbe provocare perdite immediate e minare la fiducia", ha dichiarato Georgieva. Secondo l'Fmi, proteggersi da queste minacce significa rafforzare rapidamente le difese informatiche e salvaguardare la stabilità finanziaria e macroeconomica. Le banche centrali devono poi mantenere alta la vigilanza per monitorare l'impatto dell'intelligenza artificiale sull'inflazione, mentre sul fronte fiscale le autorità devono assicurarsi di disporre di margini sufficienti per investire nelle infrastrutture e nelle competenze professionali, ha affermato Georgieva. "L'intelligenza artificiale potrebbe aumentare la crescita, ma potrebbe anche ridurre i redditi da lavoro, accentuare le disuguaglianze ed erodere la base imponibile", ha dichiarato Georgieva. "Con livelli di debito già elevati, i responsabili delle politiche economiche dovranno compiere scelte difficili". alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: B.Cucinelli +3,3%, Jpm conferma overweight
16/10/2026 09:12
MARKET DRIVER: B.Cucinelli +3,3%, Jpm conferma overweight
MILANO (MF-NW)--B.Cucinelli +3,27% a 86,4 euro. Gli analisti di Jp Morgan confermano la raccomandazione overweight e il prezzo obiettivo a 130 euro sul titolo dopo i ricavi trimestrali "solidi" e "un po' sopra le attese". Il gruppo, sottolineano gli esperti, ha aumentato la guidance sul 2026 da +10-11% a +12%, "una performance forte in termini assoluti e anche di più in termini relativi al settore del lusso". Per Jpm Brunello Cucinelli, così come il brand Zegna, "sta beneficiando del lusso dell'esclusività, con una dimensione di nicchia, l'esposizione a un vero consumatore di lusso e meno ciclico e codici del marchio chiaramente focalizzati". pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Gb tra economia interna ed esposizione internazionale (Federated Hermes)
16/10/2026 09:09
MARKET DRIVER: Gb tra economia interna ed esposizione internazionale (Federated Hermes)
MILANO (MF-NW)--"Mentre gli investitori attendono di conoscere le conseguenze del prossimo bilancio del Regno Unito, la natura di per sè internazionale del mercato azionario britannico rimane un fattore importante da considerare" afferma Louise Dudley, Portfolio Manager for Global Equities di Federated Hermes. "Molte società quotate nel Regno Unito traggono una quota significativa dei propri utili dall'estero. Di conseguenza, le ragioni a favore dell'investimento sono spesso determinate più dall'esposizione ai ricavi globali che dalle prospettive economiche nazionali. Nel Regno Unito riteniamo che le opportunità di investimento siano determinate principalmente dalle caratteristiche specifiche dei singoli titoli piuttosto che dai fattori di natura settoriale. Privilegiamo le società che presentano un'ampia gamma di caratteristiche interessanti rispetto ai competitor, tra cui attività di alta qualità con solidi standard di governance. E tra questo anche team dirigenziali che hanno un orientamento di lungo periodo e il valore per gli azionisti". Secondo l'esperto, "nel Regno Unito questo approccio è integrato in modo efficace con strutture retributive ben allineate al raggiungimento di obiettivi a lungo termine. In molte società britanniche continuiamo a osservare un sostegno alle quotazioni derivante dall'aumento dei rendimenti per gli azionisti, in particolare attraverso i programmi di buyback, oltre che da bilanci solidi e da una solida generazione di liquidità. Siamo attratti dalle società che stanno conquistando quote di mercato grazie all'innovazione di prodotto, all'eccellenza operativa e a un'esecuzione disciplinata. Inoltre, le previsioni del management possono risultare prudenti, creando spazio per sorprese positive sugli utili. Le società britanniche che presentano una resilienza degli utili e solide relazioni con i clienti sono particolarmente preziose in un contesto economico più incerto", conclude l'esperto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)