TOP NEWS ESTERO: recessione è minaccia seria per Usa secondo Moody's
17/03/2026 11:01
TOP NEWS ESTERO: recessione è minaccia seria per Usa secondo Moody's
MILANO (MF-NW)--Per Mark Zandi, chief economist di Moody's, le prospettive per l'economia degli Stati Uniti continueranno a deteriorarsi finché lo Stretto di Hormuz resterà effettivamente chiuso al traffico di petroliere, anche se al momento gli Usa producono circa quanto consumano a livello di petrolio e gas naturale. L'esperto ritiene che, se la situazione non dovesse cambiare entro poche settimane, una recessione potrebbe diventare inevitabile. Anche prima dello scoppio del conflitto con l'Iran, gli indici anticipatori basati su machine learning di Moody's avevano indicato una probabilità del 49% di una recessione negli Stati Uniti entro i prossimi 12 mesi. Ora, Zandi prevede che il modello mostrerà una probabilità del 50% o superiore al prossimo aggiornamento. RECESSIONE E' DI NUOVO UNA MINACCIA SERIA I dati deboli sul mercato del lavoro hanno guidato gran parte del peggioramento delle prospettive statunitensi, sebbene Zandi osservi che molti altri indicatori economici sono diminuiti negli ultimi mesi. L'ultima rilevazione del Pil del quarto trimestre ha mostrato una crescita di appena lo 0,7% negli ultimi tre mesi del 2025, secondo i dati ufficiali. "La recessione è di nuovo una minaccia seria", scrive Zandi in un post su X. La guerra in Iran ha solo aggravato questi problemi, minacciando di colpire consumatori americani già provati dai prezzi con un'altra ondata di inflazione. NON TUTTI GLI ECONOMISTI CONCORDANO Altri economisti sono stati meno inclini a rivedere al rialzo le loro previsioni ufficiali di recessione. Diverse banche d'investimento hanno mantenuto le probabilità tra il 30% e il 40%. Il team di Yardeni Research ha recentemente portato la propria previsione di un crollo del mercato al 35%. Tuttavia, gli investitori hanno numerose ragioni per essere preoccupati. Ogni recessione dagli anni della Seconda guerra mondiale, fatta eccezione per la breve recessione causata dalla pandemia di Covid-19, è stata preceduta da un aumento dei prezzi del petrolio, sottolinea Zandi. NO SCONTATO CHE PICCO PREZZI PETROLIO COMPORTI RECESSIONE Non è comunque scontato che ogni picco dei prezzi del petrolio comporti una recessione. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, i prezzi dell'energia contribuirono a innescare la peggiore ondata di inflazione degli ultimi decenni, ma all'epoca gli Stati Uniti stavano uscendo da un boom post-pandemico stimolato da pacchetti di aiuti, che aveva fornito all'economia un cuscinetto significativo contro lo shock dei maggiori costi di finanziamento quando la Federal Reserve ha aumentato rapidamente i tassi di interesse. Ultimamente, però, l'economia statunitense ha mostrato segnali di debolezza anche prima dell'attacco all'Iran. "Molti erano certi che un rallentamento fosse imminente dopo l'irrigidimento monetario della Fed di qualche anno fa, lo hanno detto apertamente, ma si sono sbagliati. Tuttavia, se i prezzi del petrolio resteranno elevati ancora per molto (settimane e non mesi), sarà difficile evitare una recessione", puntualizza Zandi su X. Gli Stati Uniti ora producono circa quanto consumano di petrolio e gas naturale, il che ha contribuito a mitigare i danni da prezzi energetici più elevati a livello globale. Tuttavia, i consumatori subiranno comunque un impatto "forte e rapido" in caso di un improvviso picco dei prezzi, conclude Zandi. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: Fed deve avere maggiore fiducia prima di agire (Mfs IM)
17/03/2026 11:01
MARKET DRIVER: Fed deve avere maggiore fiducia prima di agire (Mfs IM)
MILANO (MF-NW)--Per Erik Weisman, Chief Economist & Portfolio Manager, e Kish Pathak, Fixed Income Research Analyst, di Mfs Investment Management "è quasi certo che il Fomc manterrà invariato l'intervallo di riferimento per i tassi al 3,5-3,75%. Sia l'inflazione complessiva che l'inflazione core rimangono al di sopra dell'obiettivo del 2%. Anche prima dello scoppio delle ostilità con l'Iran, il Comitato aveva segnalato un approccio attendista, alla luce delle incertezze che gravano su entrambi i fronti del proprio mandato. La prospettiva di uno shock petrolifero persistente accresce il dilemma per la Fed". Per gli esperti, inoltre, il messaggio espresso nella dichiarazione sulla politica monetaria e nella conferenza stampa del presidente Jerome Powell "dovrebbe ribadire nuovamente che il Comitato continuerà a basarsi sui dati e a mantenere una posizione di politica monetaria neutrale. È probabile che la Fed continui a sottolineare la necessità di una maggiore fiducia circa il ritorno a un livello sostenibile dell'inflazione prima di avviare il ciclo di allentamento". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)