FOCUS: default in direct lending in aumento da 2022 (Pimco)
26/08/2026 18:45
FOCUS: default in direct lending in aumento da 2022 (Pimco)
MILANO (MF-NW)--I default nel direct lending sono più difficili da osservare rispetto a quelli dei mercati pubblici. Tuttavia, secondo Lotfi Karoui, Multi-Asset Credit Strategist di Pimco, il distress finanziario è aumentato significativamente dal 2022. MERCATI DEBITO PUBBLICO SI BASANO SU MISURE STANDARDIZZATE Con l'avanzare del ciclo del credito, è probabile che i default restino al centro dell'attenzione. Per gli investitori che valutano il private credit insieme ai mercati pubblici, misurare i default non è così semplice come potrebbe sembrare. "Le difficoltà consistono nel valutare quanto gravemente si stia deteriorando la situazione finanziaria dei debitori e anche nel determinare come tale difficoltà venga registrata", spiega l'esperto. I mercati del debito pubblico si basano su misure standardizzate e facilmente osservabili del deterioramento del merito creditizio, come i rating creditizi delle agenzie di rating più note. "I mercati privati, al contrario, spesso gestiscono le situazioni di difficoltà attraverso meccanismi meno visibili. Un confronto ponderato dei tassi di default tra i due mercati richiede un'analisi più approfondita dei dati sottostanti alle statistiche principali", puntualizza Karoui. DISTRESS IN DIRECT LENDING È PIÙ DIFFICILE DA INDIVIDUARE Le situazioni di distress nel direct lending possono riflettere quelle del credito pubblico, ma sono molto più difficili da individuare. "Quando vi è un unico finanziatore o un piccolo gruppo di finanziatori, la situazione di stress può essere risolta bilateralmente attraverso waiver, operazioni di amend-and-extend oppure conversioni da cash a Pik, payment-in-kind. Queste operazioni possono essere economicamente equivalenti a distressed exchange, ma non vengono sempre classificate come tali", spiega l'esperto. Inoltre, la maggior parte dei prestiti non dispone di un rating, costringendo gli operatori terzi che monitorano il mercato a basarsi su metodologie e definizioni differenti. "Il risultato è un'ampia gamma di stime dei tassi di default riportate nelle statistiche principali, che possono fornire una rappresentazione significativamente distorta - e solitamente sottostimata - della situazione di stress sottostante del mercato", continua Karoui. FOCUS SU APPROCCIO BASATO SU EVENTI Costruire una misura comparabile del tasso di default per il direct lending richiede un approccio basato sugli eventi. Pimco si concentra su cinque tipologie di eventi di default: il mancato pagamento, non-accrual (ossia, la riscossione dei pagamenti contrattuali è considerata dubbia), la conversione da pagamento in contanti a Pik successiva all'erogazione (è esclusa l'opzione PIK prevista al momento dell'erogazione), la proroga significativa della scadenza del prestito originario, la conversione del debito in capitale. "Sottolineiamo che consideriamo l'unione di questi eventi, così da evitare qualsiasi doppio conteggio: un debitore interessato da più eventi viene conteggiato una sola volta, secondo quest'ordine", spiega l'esperto. DEFAULT "OMBRA" IN AUEMNTO DA 2022 Guardando i "default ombra" per le business development companies (Bdc), ossia fondi che investono in imprese private statunitensi di piccole e medie dimensioni, si nota che la maggior parte degli eventi di default è di natura soft, e riguarda conversioni del debito in capitale proprio, proroghe delle scadenze e conversioni da pagamento in contanti a PIK successive all'erogazione. Inoltre, "considerando la nostra misura del tasso di default ombra per quello che è, essa è aumentata significativamente dal 2022, passando da circa il 14% al 19%, anche se di recente ha iniziato a stabilizzarsi", riporta l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
26/08/2026 18:41
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta, dopo che l'indice Pce di luglio ha mostrato un'inflazione ancora elevata. L'S&P 500 lascia sul terreno lo 0,14%, il Dow Jones lo 0,28% e il Nasdaq Composite lo 0,37%, mentre gli investitori attendono la trimestrale di Nvidia. L'indice headline dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,2% a luglio, dopo il calo dello 0,1% registrato nel mese precedente, secondo quanto riportato dal Bureau of Economic Analysis. Il dato è risultato superiore alla crescita dello 0,1% attesa dal consenso degli analisti intervistati da Bloomberg, mantenendo il tasso di inflazione annuo al 3,7%, anch'esso superiore al 3,6% previsto. La componente core, che esclude le componenti più volatili di alimentari ed energia, ha registrato anch'essa un aumento dello 0,2%, in linea con le attese. Si tratta di un'accelerazione rispetto allo 0,1% di giugno. Su base annua, l'indice core è rimasto stabile al 3,3%, come previsto. "Con i mercati ancora sensibili a qualsiasi dato in grado di aumentare la probabilità di aumenti dei tassi, la sorpresa al rialzo, seppur contenuta, sull'inflazione di oggi e la relativa solidità dell'economia non erano necessariamente ciò che gli investitori - né la Fed - avrebbero voluto vedere", ha dichiarato Ellen Zentner, Chief Economic Strategist di Morgan Stanley Wealth Management. Il dato "non è sufficiente a modificare gli equilibri in vista della riunione del Fomc di settembre, ma se i prossimi dati dovessero indicare una tendenza nella stessa direzione, la Fed potrebbe avvertire una maggiore pressione a uscire dalla posizione di attesa", conclude l'esperta. Intanto, la spesa per i consumi personali è aumentata dello 0,2% a luglio, secondo i dati ufficiali, più dello 0,1% previsto ma in rallentamento rispetto alla crescita dello 0,3% registrata a giugno. "Le misure relative ai consumi rimangono deboli a causa della stagnazione dei redditi reali", spiegano gli economisti di Ing. La crescita economica statunitense, misurata dal prodotto interno lordo, è aumentata dell'1,5% nel secondo trimestre, invariata rispetto alla stima preliminare pubblicata il mese scorso e in linea con le attese degli economisti. Nel primo trimestre, il Pil era aumentato del 2,1%. I conti di Nvidia saranno diffusi dopo la chiusura dei mercati. Per gli investitori, il focus "non sarà solo sui numeri dell'ultimo trimestre ma soprattutto sulle indicazioni prospettiche e sulla domanda legata all'AI", spiegano gli esperti di Mps. Tra gli elementi da monitorare figurano la guidance sui ricavi del terzo trimestre, con particolare attenzione al possibile superamento della soglia di 107-108 miliardi di dollari, i tempi di lancio di Vera Rubin e gli aggiornamenti sul business in Cina. In evidenza anche Meta, in rialzo dell'1,24%. La società ha accettato di pagare fino a 16,68 miliardi di dollari nell'ambito di un accordo per chiudere le accuse avanzate da 29 Stati Usa, secondo cui Facebook e Instagram sarebbero stati progettati per creare dipendenza nei minori, ingannando i consumatori sui rischi per la sicurezza e raccogliendo impropriamente i dati personali degli utenti più giovani. Sul fronte societario: - Il titolo Nike perde il 2,2% dopo che Truist Securities ha declassato il titolo a hold. Secondo Truist, "la revisione al ribasso delle previsioni per l'intero 2026 da parte di Dick's Sporting Goods rappresenta un segnale negativo per Nike, considerando che la società rappresenta circa il 35-40% degli acquisti di merce effettuati da Dick's". Nel frattempo, il titolo è sceso ai livelli più bassi dall'agosto 2014 e, dall'inizio del 2026, ha perso quasi il 40%. - Abercrombie & Fitch vola del 35,7% a metà seduta. La società ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con vendite per 1,3 miliardi di dollari, in crescita del 5% rispetto allo scorso anno e invariate su base comparabile. Inoltre, l'utile operativo si è attestato a 253 milioni di dollari, con un contributo di circa 100 milioni di dollari dai rimborsi dei dazi, in crescita rispetto ai 207 milioni usd dello scorso anno. - Le azioni di Zoom Communications crollano del 7,5% dopo che le previsioni per il terzo trimestre si sono rivelate inferiori alle aspettative degli analisti. La società prevede un utile per azione compreso tra 1,46 e 1,48 dollari, inferiore alla stima di 1,50 dollari per azione degli analisti interpellati da FactSet. - Boston Scientific scivola del 4,4%. La società ha comunicato di essere stata colpita da un attacco informatico che sta avendo ripercussioni sulle attività operative. - Intuit cala del 4,2% dopo che le previsioni per l'esercizio fiscale 2027 hanno deluso le attese. La società stima ora ricavi compresi tra 23,279 e 23,512 miliardi di dollari nell'esercizio, che inizia nel trimestre in corso, contro i 23,7 miliardi attesi dagli analisti, secondo FactSet. Gli utili e i ricavi del quarto trimestre fiscale della società, tuttavia, hanno superato le stime. - SolarEdge Technologies balza dell'8,1% dopo che Ubs ha alzato il giudizio sul titolo a buy. Gli analisti della banca hanno affermato che una nuova politica della Federal Communications Commission (Fcc) statunitense porterà a un aumento della quota di mercato e a un maggiore potere di determinazione dei prezzi per la società. - Semtech guadagna il 7,6% dopo che la società ha riportato risultati superiori alle attese nel suo bilancio del secondo trimestre. L'utile rettificato si è attestato a 71 centesimi per azione, contro i 61 centesimi stimati da FactSet. Anche il fatturato ha superato le aspettative, così come le previsioni per il trimestre in corso. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)