Inflazione: imprese stimano altri aumenti in 12 mesi, spinta da rincari materie prime (Bankitalia)
08/10/2026 15:50
Inflazione: imprese stimano altri aumenti in 12 mesi, spinta da rincari materie prime (Bankitalia)
ROMA (MF-NW)--"Le imprese si attendono ulteriori aumenti nei prossimi dodici mesi" dei prezzi di vendita "legati soprattutto ai prezzi delle materie prime: la maggior parte delle aziende interessate dai rincari ascrivibili al conflitto dichiara di averli trasmessi in parte o del tutto ai propri prezzi". E' quanto emerge dall'indagine di Bankitalia nell'indagine sulle aspettative di inflazione e crescita relativa al 3* trimestre 2026". Nel terzo trimestre, prosegue l'indagine, i giudizi negativi sulla situazione economica generale si sono attenuati, pur rimanendo peggiori rispetto a quelli registrati prima dell'avvio della guerra in Medio Oriente". La domanda totale per i propri prodotti o servizi ha mantenuto nel complesso un andamento positivo, con giudizi più deboli nell'industria in senso stretto e una sostanziale tenuta nei servizi e nelle costruzioni. La dinamica delle vendite è stata favorita dalla componente estera, a fronte di un indebolimento di quella interna. Il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno continuato a "incidere in misura contenuta sulla domanda dei propri prodotti o servizi e più significativamente sui costi degli input produttivi". "Le prospettive sulle proprie condizioni operative nel quarto trimestre restano sfavorevoli, mentre quelle sulla domanda totale e sulla sua componente estera sono ancora positive e si accompagnano a un aumento atteso dell'occupazione, seppure a un ritmo marginalmente più contenuto rispetto a quanto indicato nello stesso periodo dello scorso anno". "I programmi di investimento per il 2026 continuano a essere espansivi, sebbene le condizioni per investire siano valutate ancora sfavorevoli, specialmente dalle imprese di minore dimensione. Le condizioni di accesso al credito sono rimaste stabili e la posizione di liquidità attesa è nel complesso adeguata", conclude Bankitalia. vs fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di apertura
08/10/2026 15:33
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa aprono la seduta in calo, con il Dow Jones che scende dello 0,15%, l'S&P 500 dello 0,37% e il Nasdaq Composite dello 0,49%. Per gli strategist Mps, a dare una spinta al rialzo ai rendimenti anche la nuova risalita del petrolio (Brent sopra 102 usd/barile) dopo gli attacchi iraniani alle navi che attraversano Hormuz e dopo che la Casa Bianca ha chiesto al Pentagono di elaborare opzioni di attacco contro l'Iran da eseguire prima delle elezioni di medio termine. La sessione di ieri è stata caratterizzata anche dall'attesa per i verbali Fed di settembre in cui è emerso che la decisione sul rialzo dei tassi è stata unanime e che la maggior parte dei membri si attende almeno un rialzo entro fine anno, anche se la decisione è vincolata ai dati macro". "Infine, è emerso che i rischi sull'inflazione sono visti al rialzo e quelli sul mercato del lavoro sono bilanciati e non più al ribasso, motivo in più per continuare con i rialzi dei tassi. Oggi il calendario è privo di dati macro di rilievo. Avremo i verbali Bce di settembre ed i canonici sussidi di disoccupazione Usa ed in serata l'asta sul 30y Treasury. L'attenzione rimarrà soprattutto rivolta agli sviluppi in Medio Oriente e Francia", concludono gli esperti. "Il rischio principale" nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti "potrebbe risiedere in un aumento prolungato dell'incertezza politica, con ripercussioni sui Treasury, sul dollaro e sulle leadership settoriali all'interno dell'azionario. Un simile scenario favorisce la resilienza rispetto alle posizioni ad alta convinzione: mantenere la liquidità, evitare una leva finanziaria eccessiva e diversificare l'esposizione tra regioni e valute consentirà agli investitori di posizionarsi al meglio per assorbire improvvisi mutamenti di politica economica. I voti saranno scrutinati a novembre. Ma le conseguenze, per gli investitori, potrebbero farsi sentire ancora per anni a venire", afferma George Brown, Senior Economist di Schroders. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non volere più un accordo con l'Iran, mentre si moltiplicano le indiscrezioni secondo cui l'esercito statunitense starebbe valutando una nuova fase di operazioni militari contro Teheran, molto probabilmente prima delle elezioni di Midterm. Secondo quanto riportato da Axios, che cita funzionari Usa, una possibile ripresa del conflitto potrebbe prevedere "bombardamenti massicci" contro obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani. Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 197.000 unità, in calo di 2.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è salito di 17.000 unità a quota 1,716 milioni. Sul fronte societario: - Haemonetics guadagna all'apertura dei mercati il 12,41% dopo che Csl ha comunicato di prevedere di completare entro la fine del 2027 l'implementazione della piattaforma per la plasmaferesi di Haemonetics in tutti gli Stati Uniti. - Wolfspeed balza del 7,01% dopo che il produttore di chip ha ottenuto un prestito condizionato da 1,5 miliardi di dollari, nell'ambito di un impegno di finanziamento trentennale da parte del dipartimento della Difesa. I fondi sosterranno la produzione domestica, mentre, secondo i termini proposti, il Pentagono riceverà warrant che gli consentiranno di acquistare fino al 7,5% della società. - Levi Strauss perde il 3,18% dopo che la società ha registrato nel terzo trimestre ricavi per 1,61 miliardi di dollari, leggermente inferiori alle attese, a causa dell'indebolimento delle vendite dirette ai consumatori negli Stati Uniti e in Europa. Sebbene l'utile rettificato abbia superato le stime e i rimborsi dei dazi abbiano contribuito a sostenere la redditività del produttore di denim, le prospettive sulle vendite sono risultate meno ottimistiche. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)