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MARKET DRIVER: borse, giornata ricca di dati macro (Cfo Sim)
16/07/2026 10:51
MARKET DRIVER: borse, giornata ricca di dati macro (Cfo Sim)
MILANO (MF-NW)--"Giornata piuttosto ricca di dati macro sia per gli Stati Uniti che per l'Europa, e i mercati saranno sicuramente attenti", afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim nel suo commento quotidiano dei mercati. "Negli Usa", prosegue l'esperto, "usciranno le vendite al dettaglio di giugno, un indicatore molto importante perché fotografa la salute del consumatore americano, che resta il vero motore dell'economia a stelle e strisce. Dopo un maggio piuttosto robusto, il consensus si aspetta un chiaro rallentamento. Se il dato confermerà questa frenata (soprattutto nella componente core), verrà letto come un segnale di un'economia che sta perdendo un po' di slancio, cosa che potrebbe rafforzare le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed nei prossimi mesi. Insieme alle vendite al dettaglio arriveranno anche i sussidi di disoccupazione settimanali e l'indice manifatturiero della Fed di Philadelphia. Tutti elementi utili per completare il quadro sulla congiuntura americana". fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Ubs Gwm vede S&P 500 a quota 8.200 entro giugno 2027
16/07/2026 10:48
MARKET DRIVER: Ubs Gwm vede S&P 500 a quota 8.200 entro giugno 2027
MILANO (MF-NW)--Le azioni statunitensi hanno chiuso in rialzo per la seconda seduta consecutiva, sostenute da un indice dei prezzi alla produzione (Ppi) inferiore alle attese, nonostante le persistenti tensioni in Medio Oriente. "Sebbene le dinamiche geopolitiche possano innescare battute d'arresto, gli utili dovrebbero rimanere il principale motore delle performance per il resto dell'anno", commenta Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management. L'avvio della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti, aggiunge, è stato caratterizzato da risultati superiori alle stime e il trend dovrebbe proseguire nelle prossime settimane. Secondo Ubs Gwm, la crescita degli utili dell'S&P 500 dovrebbe accelerare a circa il 28% nel secondo trimestre, con tutti gli 11 settori attesi in aumento. A sostenere questa dinamica sono i robusti investimenti nell'intelligenza artificiale (AI), il miglioramento delle condizioni nei settori ciclici e la tenuta della spesa dei consumatori. "La forte crescita degli utili nei vari settori debba continuare a spingere le azioni statunitensi al rialzo nei prossimi sei-dodici mesi, con la previsione che l'S&P 500 raggiunga quota 8.200 entro giugno del prossimo anno", spiega Haefele. "Gli investitori devono garantire un'esposizione diversificata man mano che la leadership di mercato si amplia, considerando al contempo strategie di preservazione del capitale per gestire i rischi", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: cosa comporta il superciclo dell'AI per la crescita Usa? (Invesco)
16/07/2026 10:38
FOCUS: cosa comporta il superciclo dell'AI per la crescita Usa? (Invesco)
MILANO (MF-NW)--La crescita dell'economia statunitense risulta trainata dagli investimenti nell'intelligenza artificiale (AI) e negli altri comparti tecnologici. Invesco conferma il proprio scenario: crescita resiliente intorno al potenziale (circa il 2%), inflazione persistente vicino al 3% e Federal Reserve (Fed) orientata a mantenere invariati i tassi. Tuttavia, il punto chiave è che la crescita non è diffusa a tutta l'economia. Gli investimenti nell'AI restano consistenti, ma molti altri settori mostrano segnali di debolezza. I consumi rallentano, la crescita del reddito reale resta modesta e il mercato immobiliare continua a frenare l'attività. "Ecco perché prevediamo una crescita compresa tra il 2% e il 2,5% quest'anno, anziché un ritmo sostenuto del 3,5-4%", spiega Turgut Kisinbay Chief Us Economist di Invesco. IL "SUPERCICLO" DEGLI INVESTIMENTI IN AI STA ACCELERANDO "Un superciclo si differenzia da un tipico ciclo economico, settoriale o relativo a una classe di attività: è molto più lungo e di ampio respiro, e interessa diversi mercati, quali quello azionario, delle materie prime e dei tassi di interesse", spiega l'esperto. I fattori trainanti possono essere di natura strutturale e generano squilibri persistenti: la domanda può superare l'offerta (o viceversa) per anni. "Riteniamo di trovarci in un superciclo di spesa per le infrastrutture di AI e prevediamo che ciò costituirà un importante stimolo alla crescita degli investimenti nei prossimi anni", osserva Kisinbay. Nel 2026, Invesco prevede che la spesa in conto capitale delle Big 4 del settore tecnologico (Amazon, Meta, Microsoft e Google) raggiunga i 725 miliardi di dollari, con un aumento dell'80% rispetto al 2025. "Ciò significa che la spesa in conto capitale rappresenterà probabilmente dal 45% al 57% dei ricavi, un livello storicamente senza precedenti", spiega l'esperto. AZIENDE ANCORA LIMITATE IN TERMINI DI CAPACITÀ DI CALCOLO Nonostante questo livello massiccio di capex, "le aziende segnalano di essere ancora limitate in termini di capacità per quanto riguarda la potenza di calcolo, ovvero la potenza di elaborazione necessaria per eseguire software ed elaborare dati", puntualizza Kisinbay. Secondo Amy Hood, Direttore Finanziario di Microsoft, l'azienda prevede di restare soggetta a limitazioni di capacità almeno fino al 2026, nonostante abbia fissato gli investimenti per il 2026 a 190 miliardi di dollari. Sundar Pichai, Amministratore Delegato di Google, ha confermato che Alphabet è soggetta a limitazioni di potenza di calcolo nel breve termine, nonostante abbia nuovamente rivisto al rialzo le previsioni sugli investimenti nel primo trimestre. "Questo squilibrio suggerisce un continuo slancio degli investimenti legati all'intelligenza artificiale anche in futuro", dichiara l'esperto. CRESCITA NEGLI USA NON È GENERALIZZATA La spesa per l'AI sta quindi diventando un fattore determinante per la crescita degli Stati Uniti. "Oltre alla spinta derivante dagli investimenti in AI, anche i fondamentali delle imprese statunitensi sono solidi. La crescita degli utili tra le società dell'indice Standard & Poor's 500 è stata impressionante, contribuendo a sostenere parte del finanziamento necessario per tali investimenti", prosegue Kisinbay. "È importante sottolineare che non si tratta solo della storia dei Magnifici Sette. Sebbene le società tecnologiche a capitalizzazione elevata siano ovviamente fondamentali per il boom degli investimenti nell'AI, anche la crescita degli utili delle società di medie dimensioni appare solida", puntualizza l'esperto. La crescita della produttività ha fornito un ulteriore impulso negli ultimi anni. "La produttività nel settore non agricolo ha subito un rallentamento dopo la crisi finanziaria globale, è rimasta debole per gran parte degli anni 2010 e poi è sembrata riprendere verso la fine del decennio", riporta Kisinbay. Il periodo della pandemia presenta dati discontinui e difficili da interpretare, e in genere occorrono dai tre ai cinque anni per individuare un vero cambiamento nelle tendenze della produttività. Tuttavia, "sembra effettivamente che si sia verificato un cambiamento in meglio. Si può discutere su quanto di tutto ciò sia attribuibile all'intelligenza artificiale, ma il punto più generale è che le imprese sono redditizie, gli investimenti sono sostenuti e l'andamento della produttività è migliorato", spiega l'esperto. INVESCO CONTINUA A VEDERE CRESCITA TRA 2% E 2,5% Uno dei motivi per cui al momento Invesco non prevede un boom economico è che l'AI non è ancora sufficientemente diffusa da trasformare da sola l'intero quadro delle prospettive di crescita. "Gli investimenti fissi non residenziali hanno contribuito per circa 1,3 punti percentuali alla crescita del Pil nel primo trimestre: si tratta di un dato solido e storicamente elevato, ma non senza precedenti", commenta Kisinbay. "Questo è il punto chiave: anche se gli investimenti nell'AI sono ingenti e economicamente significativi, l'economia statunitense è di gran lunga più vasta", dichiara l'esperto. "In un'economia che supera ormai i 31 trilioni di dollari, gli investimenti in IA possono fornire un importante impulso, ma non sono sufficienti di per sé a generare una crescita del Pil reale del 3% o del 4% se anche il resto dell'economia non è altrettanto forte", osserva Kisinbay. "Non si tratta di un messaggio pessimistico - prevediamo comunque prospettive di crescita soddisfacenti per il futuro - ma è, a nostro avviso, un monito a valutare adeguatamente l'impatto dell'AI", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Borsa Hong Kong: Hang Seng chiude a +1,33% a 25.011,5 punti
16/07/2026 10:27
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Inflazione: Istat conferma +3% a/a a giugno
16/07/2026 10:17
Inflazione: Istat conferma +3% a/a a giugno
ROMA (MF-NW)--Nel mese di giugno 2026, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una tendenziale del +3% (da +3,2% di maggio), confermando la stima preliminare dell'Istat. Il lieve rallentamento dell'inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%). Si riduce il tasso di variazione tendenziale dei prezzi del "carrello della spesa" (da +1,9% a +1,3%), e quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +4,4% a +3,9%). A giugno l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,7% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%). Decelerano su base annua sia i prezzi dei beni (da +3,4% a +3,3%) sia quelli dei servizi (da +2,8% a +2,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, resta negativo passando da -0,6 a -0,7 punti percentuali. La variazione congiunturale dell'indice generale risente, da un lato, della diminuzione dei prezzi degli alimentari non lavorati (-1,5%) e, dall'altro, dell'aumento di quelli dei servizi ricreativi, culturali, e per la cura della persona (+0,6%) e dei servizi relativi ai trasporti (+0,5%). L'inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,6% per l'indice generale e a +1,7% per la componente di fondo. pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)