MARKET DRIVER: Oracle, Barclays conferma outperform
06/05/2026 16:49
MARKET DRIVER: Oracle, Barclays conferma outperform
MILANO (MF-NW)--Barclays conferma il rating outperform e il target price di 240 dollari su Oracle, stimando che il titolo tornerà a crescere. "Oracle sta cambiando in modo significativo e, di conseguenza, diventerà uno dei principali fornitori di risorse di calcolo nel nuovo mondo dell'AI", afferma l'analisti Raimo Lenschow. "Tuttavia, mentre altri fornitori nella stessa posizione hanno registrato aumenti considerevoli negli ultimi mesi, le azioni Oracle sono in calo dall'inizio dell'anno. Questo non ci sembra logico e crea un'interessante opportunità per gli investitori", ha spiegato. Il titolo scambia ora in rialzo dell'1,5% a circa 188,07 dollari. zag (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
COMMENTO ENERGY: Mps vede gas Ttf vicino a 100€/mwh se conflitto MO dovesse continuare per diversi mesi
06/05/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: Mps vede gas Ttf vicino a 100€/mwh se conflitto MO dovesse continuare per diversi mesi
MILANO (MF-NW)--L'escalation del conflitto in Medio Oriente ha causato danni significativi a diversi impianti energetici della regione. In Qatar, si stima che tra il 3% e il 4% della produzione mondiale di Gnl abbia subito danni strutturali di lungo periodo. Inoltre, la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz sta incidendo su circa il 20% del commercio globale di Gnl, generando gravi criticità soprattutto nei mercati asiatici. "Nonostante si tratti della crisi energetica più grave della storia recente, le quotazioni del gas europeo Ttf, pur in aumento, non si sono avvicinate ai massimi del 2022, quando avevano raggiunto quasi 350 €/MWh. I prezzi si sono fermati poco sopra i 70 €/MWh, per poi ritracciare", commentano gli esperti di Mps. Rispetto al 2022, il contesto globale appare profondamente diverso, dichiarano gli strategist. "All'epoca, già nel 2021, era presente un deficit produttivo dovuto alla forte ripresa della domanda di materie prime dopo la pandemia. Il 2026, al contrario, era iniziato con attese di marcato surplus globale, grazie soprattutto all'aumento della produzione in Nord America (Usa e Canada)", spiegano gli esperti. Inoltre, nel 2022 l'Europa risultava fortemente dipendente dalle forniture russe, mentre la dipendenza dal Medio Oriente risulta contenuta. La scorte di gas nei magazzini dell'Ue si collocano a livelli inferiori rispetto al 2022 ed è già iniziata la fase di stoccaggio, che proseguirà fino ad ottobre. "Pur non trattandosi di livelli critici, l'ammontare disponibile lascia solo un limitato spazio di manovra nel caso di nuove problematiche sul lato dell'offerta, con il rischio di ulteriori pressioni rialziste sui prezzi", continuano gli strategist. Le importazioni europee di Gnl erano recentemente tornate in linea con la media quinquennale e il loro andamento resta una variabile chiave: più a lungo durerà il conflitto, maggiore sarà la necessità di riconoscere prezzi più elevati per competere con gli acquirenti asiatici, oggi penalizzati dalla riduzione delle forniture mediorientali. Un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dal fattore climatico. L'insorgere del fenomeno El Niño è atteso con una probabilità superiore al 60%. "In questo scenario aumenterebbero i rischi di un'estate europea più calda del normale, con maggiore domanda per il raffreddamento, seguita da un inverno più mite, con minore domanda per il riscaldamento. La fase di stoccaggio estiva potrebbe quindi richiedere prezzi del gas più elevati rispetto alla norma", riportano gli esperti. In questo quadro, viene meno la possibilità di un calo dei prezzi sostenuto dal forte surplus globale come ipotizzato in precedenza, dichiarano gli strategist. "Lo scenario base (probabilità 70%) prevede una conclusione del conflitto nel giro di alcune settimane, evitando ulteriori perdite di consenso in vista delle midterm di novembre. Tuttavia, anche in caso di cessazione delle ostilità entro giugno e di riapertura di Hormuz, sarà necessario del tempo prima di tornare ai livelli produttivi pre-conflitto, poiché i danni in Qatar richiederanno anni per essere pienamente riassorbiti. In questo contesto, il Ttf potrebbe registrare un cap estivo in area 50-60 €/MWh, ma anche un floor intorno ai 30 €/MWh nei prossimi mesi", spiegano gli esperti. Lo scenario alternativo, meno probabile ma tutt'altro che trascurabile (30%), contempla una nuova escalation e/o il protrarsi dell'attuale situazione per diversi mesi. "In questo caso lo shock sull'offerta diventerebbe rilevante, soprattutto qualora si verificassero ulteriori danni agli impianti qatarioti, con il rischio di prezzi del gas in avvicinamento ai 100 €/MWh in autunno", concludono gli esperti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)