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MARKET DRIVER: Lvmh, Ubs riduce target price
05/10/2026 12:40
MARKET DRIVER: Lvmh, Ubs riduce target price
MILANO (MF-NW)--Ubs ha ridotto da 645 a 525 euro il prezzo obiettivo su Lvmh, confermando la raccomandazione buy. Gli analisti hanno abbassato le stime di Eps del 3% sul 2026, del 15% sul 2027 e del 18% sul 2028 e la valutazione sul titolo è aggiornata anche per tener conto del de-rating del settore. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 5 OTTOBRE 2026
05/10/2026 12:39
PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 5 OTTOBRE 2026
MILANO (MF-NW)--Le Borse europee trattano deboli, con l'Euro Stoxx 50 che scende dello 0,38%, mentre l'euro si è deprezzato, penalizzato dai timori che le tensioni sui conti pubblici francesi possano propagarsi ad altri Paesi del continente. I rendimenti dei titoli di Stato di Parigi trattano in lieve rialzo, mantenendosi su livelli elevati e non lontani dai massimi pluriennali raggiunti venerdì. "Riteniamo che il nervosismo sul mercato obbligazionario sia destinato a persistere nel breve termine", affermano gli analisti di Investec. Nel frattempo, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha indetto nuove elezioni parlamentari per il mese prossimo dopo le proteste contro gli elevati costi delle abitazioni, aggiungendo un ulteriore elemento di instabilità al quadro politico europeo. Sul fronte energetico, il Brent si è stabilizzato, pur restando sopra i 100 dollari al barile, grazie alla ripresa delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente e al rilascio di riserve petrolifere da parte del G7, che hanno attenuato i timori sull'offerta. Il Presidente americano Donald Trump ha inoltre escluso un divieto alle esportazioni di diesel, che avrebbe reso più teso il mercato internazionale dei prodotti petroliferi. Sul fronte macroeconomico, la crescita dell'economia dell'Eurozona ha continuato ad accelerare a settembre, secondo gli ultimi dati delle indagini Pmi di S&P Global, chiudendo un solido terzo trimestre. L'attività delle imprese del settore privato è aumentata al ritmo più rapido in quasi tre anni e mezzo, grazie al miglioramento della domanda e alla crescita dell'occupazione. Le prospettive sono tuttavia rimaste relativamente moderate, mentre le pressioni inflazionistiche si sono intensificate. Sia i costi dei fattori produttivi sia i prezzi applicati dalle imprese hanno registrato gli aumenti più marcati da maggio. Tirando le somme, l'indice Pmi composito dell'Eurozona è salito a 53,1 punti a settembre dai 52 di agosto. Si tratta del livello più alto in quasi tre anni e mezzo, che segnala una solida espansione dell'attività del settore privato. La crescita ha riflesso una forza diffusa, secondo i dati relativi ai singoli settori, con la produzione sia nel manifatturiero sia nei servizi aumentata a ritmi più sostenuti alla fine del terzo trimestre. Un andamento analogo è emerso a livello nazionale: tutti e cinque i Paesi per i quali sono disponibili i dati del Pmi composito hanno registrato un'espansione, per la prima volta dallo scorso novembre. Come spesso accaduto negli ultimi anni, a settembre la Spagna ha registrato la crescita più rapida, seguita dall'Irlanda. La ripresa della Germania ha accelerato ulteriormente, raggiungendo uno dei ritmi più sostenuti dall'inizio del 2022. Italia e Francia hanno invece registrato tassi di crescita più moderati. Sul fronte della politica monetaria, "il Consiglio direttivo della Bce ha aumentato i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base sia nella riunione di giugno sia in quella di settembre. Il tasso sui depositi presso la banca centrale, ossia il tasso di interesse che le banche ricevono sui depositi overnight presso l'Eurosistema, si attesta ora al 2,5%. L'andamento futuro dell'inflazione continuerà a dipendere in larga misura dalla situazione geopolitica. Una riapertura duratura dello Stretto di Hormuz, la normalizzazione dei flussi energetici e il ripristino della capacità di raffinazione ridurrebbero le pressioni inflazionistiche. Una nuova escalation, al contrario, potrebbe far salire ulteriormente i prezzi dell'energia e provocare ulteriori interruzioni", ha affermato il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, puntualizzando che "l'elevata incertezza che circonda le prospettive dell'inflazione richiede flessibilità, non immobilismo. Il Consiglio direttivo della Bce continuerà ad assumere le proprie decisioni sulla base dei dati, riunione per riunione. Questo approccio ha dimostrato finora la propria validità e continuerà a essere efficace". "Per quanto riguarda la politica monetaria, restiamo su un percorso intermedio, nel quale è appropriata una risposta misurata per tenere sotto controllo l'inflazione. È stato prudente aumentare il tasso di riferimento dal 2% al 2,5% nell'arco dei due cicli di proiezioni di giugno e settembre, alla luce dello shock sull'offerta di energia e degli altri sviluppi. Tuttavia, non abbiamo prestabilito un percorso dei tassi", ha poi aggiunto il membro dell'Executive Board della banca centrale europea, Philip Lane, puntualizzando che "le nostre future decisioni sui tassi di interesse saranno prese riunione per riunione e sulla base dei dati, facendo ricorso a un quadro analitico completo e rigoroso e a un'attenta valutazione di un'ampia gamma di dati". "Terremo conto delle nuove evidenze relative agli shock che determinano gli scostamenti dell'inflazione dall'obiettivo, della misura in cui emergono segnali che gli shock sui prezzi relativi si stiano trasformando in dinamiche inflazionistiche più diffuse e della misura in cui stanno operando i meccanismi di distruzione della domanda", ha concluso il banchiere. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Oro: Nicoletti Altimari (Bankitalia), più attrattivo con tensioni geopolitiche
05/10/2026 12:32
Oro: Nicoletti Altimari (Bankitalia), più attrattivo con tensioni geopolitiche
ROMA (MF-NW)--"L'incertezza geopolitica ha accresciuto l'attrattività dell'oro nei portafogli di riserva, poiché il congelamento delle attività estere russe ha riportato l'attenzione sulla vulnerabilità delle riserve in valuta estera detenute all'estero". Lo ha sottolineato il vice dg di Bankitalia, Sergio Nicoletti Altimari, in un intervento alla Global Precious Metals Conference, organizzata dalla London Bullion Market Association (Lbma) e dal London Platinum and Palladium Market (Lppm), a Sorrento. "Un ulteriore sostegno alla domanda è giunto dalla cosiddetta strategia di copertura contro la svalutazione monetaria che riflette le crescenti preoccupazioni per i livelli, persistentemente elevati, del debito pubblico e per la continua espansione fiscale nelle principali economie", ha aggiunto. Queste dinamiche, ha spiegato, sono emerse con particolare evidenza nel 2025 e all'inizio del 2026, "quando la relazione tradizionale tra oro e rendimenti reali si è indebolita in misura significativa". L'Italia, ha ricordato Nicoletti Altimari, è il quarto detentore al mondo di riserve auree ufficiali (2.450 tonnellate di oro fisico), detenute presso la Banca d'Italia, che all'inizio di questo secolo decise di non seguire la strategia di alcune consorelle che hanno invece alleggerito le loro posizioni sul metallo giallo. "Le quotazioni dell'oro ristagnavano (inizio anni 2000, ndr) e il metallo era ampiamente considerato un'attività priva di rendimento. In questo contesto, la Banca d'Italia ha scelto di mantenere l'oro come componente strategica del proprio bilancio, una politica tuttora in vigore. Le motivazioni sono di natura tradizionale e ampiamente condivise in seno alla comunità delle banche centrali. Innanzitutto l'oro è un bene rifugio. Il suo andamento nel tempo e nel corso di svariate crisi - inclusi i recenti episodi di turbolenza dei mercati - suggerisce che esso possa contribuire a preservare il valore delle riserve in fasi caratterizzate da elevata incertezza, instabilità dei mercati e tensioni sistemiche. Rafforza così la fiducia nella capacità della banca centrale di agire come ultima istanza di sostegno, ove necessario", ha concluso. vs fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: EssilorLuxottica, Ubs riduce target price
05/10/2026 12:31
MARKET DRIVER: EssilorLuxottica, Ubs riduce target price
MILANO (MF-NW)--Ubs ha ridotto da 282 a 247 euro il prezzo obiettivo su EssilorLuxottica, confermando la raccomandazione buy. Il target price, spiegano gli analisti, scende per tener conto di un de-rating del settore e di limitati aggiustamenti alle stime. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Pil: Istat conferma stima; +0,2% t/t in 2* trim., +1% a/a
05/10/2026 12:23
Pil: Istat conferma stima; +0,2% t/t in 2* trim., +1% a/a
ROMA (MF-NW)--Nel secondo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1% nei confronti del secondo trimestre del 2025. Lo rende noto l'Istat, che conferma la variazione congiunturale e tendenziale del Pil comunicata il 1* settembre. Il secondo trimestre ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2025. La variazione acquisita per il 2026, depurata degli effetti di calendario, risulta pari allo 0,8%, confermando quanto diffuso lo scorso 1* settembre. Rispetto al trimestre precedente, dal lato della domanda si registra una crescita dello 0,2% sia dei consumi finali nazionali, sia degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono aumentate dell'1,5% e le esportazioni dell'1%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha fornito nel complesso un contribuito positivo di 0,2 punti percentuali alla crescita del Pil, interamente riconducibile alla dinamica dei consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private. Positivo anche il contribuito della variazione delle scorte, per 0,1 punti percentuali, a fronte di un contributo negativo di pari ampiezza della domanda estera netta. Dal lato dell'offerta si registrano andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca e dell'industria, con cali rispettivamente dello 0,1% e dello 0,6%, mentre quello dei servizi è cresciuto dello 0,4%. com/rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)