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Mercati: i dati macro italiani ed esteri della prossima settimana (Mps)
17/04/2026 21:30
Mercati: i dati macro italiani ed esteri della prossima settimana (Mps)
MILANO (MF-NW)--Il calendario dei dati macroeconomici della prossima settimana, sulla base delle indicazioni degli strategist di Mps: LUNEDÌ 20 APRILE 03:00 CINA Tasso primario prestito a 5 anni MARTEDÌ 21 APRILE 08:00 GB Dati mercato del lavoro febbraio 08:30 BCE Discorso di Nagel, De Guindos, Kocher 11:00 GERMANIA Zew Sondaggio aspettative aprile 11:30 BCE Ammontare di acquisti Mro 14:30 USA Attività non manifatturiera Fed di Philadelphia aprile 14:30 USA Vendite al dettaglio m/m marzo 14:55 USA Indice settimanale Redbook 15:00 BCE Pubblicazione del bilancio consolidato -- -- USA Audizione alla commissione bancaria del Senato per la nomina di Warsh a Gov. Fed MERCOLEDÌ 22 APRILE 08:00 GB Inflazione marzo 08:00 GB Inflazione core marzo 13:00 USA Indice settimanale richieste mutui 14:15 BCE Discorso di Lane 16:30 USA Scorte settimanali di petrolio 19:30 BCE Discorso di Lagarde GIOVEDÌ 23 APRILE -- -- EUROZONA Summit dei Leader Ue a Cipro 02:30 GIAPPONE Pmi manifatturiero aprile preliminare 02:30 GIAPPONE Pmi servizi aprile preliminare 09:15 FRANCIA Pmi manifatturiero aprile preliminare 09:15 FRANCIA Pmi servizi aprile preliminare 09:30 GERMANIA Pmi manifatturiero aprile preliminare 09:30 GERMANIA Pmi servizi aprile preliminare 10:00 EUROZONA Pmi manifatturiero aprile preliminare 10:00 EUROZONA Pmi servizi aprile preliminare 10:30 GB Pmi manifatturiero aprile preliminare 10:30 GB Pmi servizi aprile preliminare 14:30 USA Richieste di sussidio settimanali 15:45 USA Pmi manifatturiero aprile preliminare 15:45 USA Pmi servizi aprile preliminare 16:30 USA Scorte settimanali di gas naturale VENERDÌ 24 APRILE 01:30 GIAPPONE Inflazione marzo 10:00 GERMANIA Indici Ifo aprile #Per ulteriori dettagli il calendario è consultabile al seguente link: https://www.mps.it/mpscs/it/analisi-finanziaria/market-movers/index.html alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Vino: bilancio positivo a Vinitaly per Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo
17/04/2026 19:28
Vino: bilancio positivo a Vinitaly per Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo
MILANO (MF-NW)--È un bilancio complessivamente positivo, quello della partecipazione del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo alla 58ª edizione di Vinitaly 2026, che si è concluso a Verona e che ha visto il sistema vino abruzzese confermare la propria centralità. "È stato un Vinitaly frizzante e dinamico - ha dichiarato Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo - durante il quale i nostri vignaioli, insieme all'assessorato regionale all'Agricoltura e a tutta la squadra abruzzese, hanno dato il meglio, sia negli spazi espositivi sia negli appuntamenti in città, dove quest'anno la Regione si è presentata per la prima volta in un "fuori fiera" che ha visto il coinvolgimento di migliaia di persone". "I dati ufficiali non sono ancora disponibili - ha proseguito Nicodemi - ma certamente, si è percepito un calo nella partecipazione degli importatori americani. Tuttavia, questo elemento è stato compensato da una qualità mediamente più alta degli operatori presenti. Meno numerosi, ma più qualificati: un aspetto per noi positivo, perché l'obiettivo resta quello di sviluppare concretamenteil business". L'attenzione verso i mercati internazionali resta, comunque, alta. "I mercati asiatici mostrano un interesse crescente versoi vini italiani e verso produzioni identitarie come quelle abruzzesi - ha spiegato ancora il presidente del Consorzio Vini d'Abruzzo - quindi verso Cina, Giappone e Paesi dell'est Asiatico in genere, il nostro Consorzio continuerà a sviluppare le sue attività di promozione. Inoltre, sempre sul fronte economico, restano centrali le opportunità legate all'espansione in nuove aree geografiche, quelle dei Paesi del Mercosur, verso le quali dovremo lavorare sempre di più". red/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Fed potrebbe ridurre bilancio senza sconvolgere i mercati (Pimco)
17/04/2026 19:22
MARKET DRIVER: Fed potrebbe ridurre bilancio senza sconvolgere i mercati (Pimco)
MILANO (MF-NW)--La Federal Reserve ha concluso il suo ultimo ciclo di quantitative tightening (Qt) a fine 2025. Dal picco di quasi 9.000 miliardi di dollari, pari a circa il 35% del Pil statunitense, la Banca centrale ha ridotto il proprio bilancio di oltre 2.000 miliardi di dollari. "A differenza del 2019, quando un picco di volatilità del mercato monetario aveva spinto la Fed a interrompere bruscamente il QT, questa volta i mercati sembravano quasi non accorgersene", commenta Tiffany Wilding, economista di Pimco. Alcuni funzionari della Fed e il candidato alla presidenza della Banca centrale, Kevin Warsh, sostengono la necessità di un ulteriore ridimensionamento del bilancio. Secondo la loro visione, infatti, l'interazione tra le normative bancarie post-crisi e la crescita strutturale dei depositi potrebbe spingere il bilancio della Fed verso livelli troppo elevati, a meno che non vengano introdotte politiche in grado di ridurre la domanda di riserve da parte delle banche. "Cosa significa questo per i mercati in generale? Probabilmente non molto, se l'attuazione avverrà in modo graduale e con un monitoraggio costante", dichiara l'esperta. "Le grandi banche saranno comunque tenute a detenere una parte dei propri asset in titoli altamente liquidi. Tuttavia, concedere loro maggiore flessibilità al di fuori delle riserve obbligatorie comporterebbe probabilmente uno spostamento da tali riserve verso titoli del Tesoro", continua Wilding. "Le banche cercherebbero di massimizzare i rendimenti all'interno del nuovo quadro normativo e, ora che la curva dei rendimenti dei Treasury è in salita, hanno l'incentivo a scambiare le riserve con titoli del Tesoro liquidi e a più alto rendimento", spiega l'esperta. "Vari modelli accademici che collegano l'offerta di Treasury al premio a termine richiesto dagli investitori per detenere tali titoli suggeriscono un impatto limitato sui rendimenti. Il Tesoro potrebbe anche orientare le emissioni verso scadenze a breve termine per limitare l'impatto sul mercato", prosegue Wilding. Nel complesso, "ciò suggerisce che le variazioni delle riserve detenute dalle banche potrebbero essere assorbite dai mercati senza particolari ripercussioni ", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Fed: Daly sostiene atteggiamento attendista su tassi dopo scoppio guerra MO
17/04/2026 19:15
Fed: Daly sostiene atteggiamento attendista su tassi dopo scoppio guerra MO
MILANO (MF-NW)--La presidente della Federal Reserve di San Francisco, Mary Daly, ha dichiarato che era favorevole a un abbassamento dei tassi di interesse prima della guerra in Iran, ma che ora ritiene che la Banca centrale debba adottare un approccio più paziente. "Al momento la politica monetaria è in una posizione molto buona, leggermente restrittiva: non frena l'economia al punto da far vacillare il mercato del lavoro, ma allo stesso tempo non allenta completamente la presa, così da evitare che l'inflazione perda controllo. È una posizione equilibrata, e questo è positivo", ha affermato Daly durante un evento presso l'Università della California. "Per questo, essere in una modalità di attesa basata sui dati e vedere come si evolve il conflitto è davvero la scelta migliore in questo momento", ha concluso. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: reset post-elettorale in Ungheria tra rischi nel breve e possibile rialzo in lungo termine (Scope Ratings)
17/04/2026 18:56
FOCUS: reset post-elettorale in Ungheria tra rischi nel breve e possibile rialzo in lungo termine (Scope Ratings)
MILANO (MF-NW)--Il settore corporate ungherese si trova di fronte a un possibile significativo riassetto istituzionale, che comporta incertezza nel breve termine, ma prospettive positive nel lungo periodo, con il partito di opposizione Tisza destinato a ottenere una maggioranza parlamentare dei due terzi dopo le elezioni generali, commentano gli esperti di Scope Ratings. AMPIA MAGGIORANZA TISZA VELOCIZZA CAMBIAMENTI POLICY La maggioranza costituzionale ottenuta nelle elezioni consente a Tisza di governare senza dipendere da partner di coalizione per approvare o modificare le leggi e la Costituzione, aumentando la probabilità di cambiamenti istituzionali e normativi rapidi e significativi. "I cambiamenti politici e di policy introducano elementi di incertezza per una parte dell'universo valutato da Scope. Tuttavia, al momento è improbabile che da soli determinino ulteriori pressioni al ribasso sui rating", commentano gli esperti. POSSIBILI EFFETTI IMMEDIATI SU COSTRUZIONI E INFRASTRUTTURE Gli effetti più immediati per il settore corporate ungherese riguarderanno verosimilmente le aziende che in passato hanno beneficiato di appalti pubblici, in particolare nei comparti delle costruzioni e delle infrastrutture. Un'eventuale revisione delle pratiche di appalto da parte del governo "provocherebbe un calo nel portafoglio ordini di alcune società, implicazioni per la liquidità e i flussi di cassa, soprattutto per le imprese con elevati costi fissi", proseguono gli economisti "Le aziende di costruzione che si sono affidate a pagamenti prevedibili da parte dello Stato potrebbero affrontare cicli di conversione del capitale più lunghi. In caso di rallentamento economico, un indebolimento dei flussi di cassa operativi potrebbe peggiorare la leva finanziaria, rendendo necessari aggiustamenti di bilancio, cessioni di asset o rifinanziamenti e aumentando il rischio di default", spiegano gli esperti. POLITICHE ENERGETICHE CRUCIALI NEL BREVE TERMINE Inoltre, la politica energetica rappresenta un'area di rischio per le imprese. "Una riduzione brusca o mal gestita dei legami energetici con la Russia potrebbe esporre i settori energivori a costi più elevati e a forniture irregolari nel breve periodo", continuano da Scope Ratings. Le aziende dei settori manifatturiero, chimico e dell'industria pesante restano particolarmente sensibili ai prezzi di gas ed elettricità. Un rapido cambiamento delle fonti di approvvigionamento senza adeguate misure di transizione potrebbe comprimere margini e competitività. "L'impatto sarà probabilmente disomogeneo, a seconda delle strategie di copertura, del mix energetico e della capacità di trasferire i costi ai clienti. Di conseguenza, il rischio di credito specifico per emittente potrebbe aumentare nei casi in cui questi fattori pesino maggiormente sui profili finanziari", osservano gli analisti. CALO INFLAZIONE PUÒ COMPENSARE EFFETTI RAFFORZAMENTO FIORINO Sul fronte valutario, la reazione dei mercati al risultato elettorale si è tradotta in un forte apprezzamento del fiorino. "Sebbene una valuta più forte contribuisca a contenere l'inflazione importata e migliori i bilanci delle aziende con debiti denominati in euro, un apprezzamento prolungato ai livelli attuali potrebbe penalizzare la competitività dei settori orientati all'export (come i beni di consumo), riducendo la redditività e limitando la crescita dei ricavi", spiegano gli esperti. "A compensare queste pressioni, il calo delle aspettative di inflazione potrebbe consentire un'ulteriore riduzione dei tassi di riferimento, con un conseguente abbassamento dei costi di finanziamento per le imprese, un miglioramento della copertura degli interessi e un sostegno ai rifinanziamenti", continuano gli analisti. MOLTO DIPENDE DALLO SBLOCCO DEI FONDI UE Nel lungo termine, la vittoria di Tisza potrebbe aprire la strada a un miglioramento delle prospettive economiche. Una normalizzazione dei rapporti con l'Ue potrebbe infatti favorire lo sblocco dei fondi attualmente congelati. "L'Ungheria ha accesso a circa 18 miliardi di euro tra fondi di coesione e recovery, subordinati al rispetto di condizioni su stato di diritto, appalti pubblici e indipendenza della magistratura", riportano gli esperti. "Lo sblocco di tali risorse favorirebbe in particolare i settori con elevata capacità di assorbimento dei fondi Ue, tra cui infrastrutture di trasporto e servizi pubblici, energie rinnovabili e reti, servizi ambientali e gestione delle acque, oltre alle costruzioni e all'ingegneria a livello locale", dichiarano gli economisti. Inoltre, "relazioni più solide con l'UE potrebbero favorire l'afflusso di investimenti diretti esteri, sostenendo ulteriormente ricavi, bilanci e prospettive di crescita nel lungo periodo", concludono da Scope Ratings. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)