PUNTO DEL MATTINO EUROPEO: 29 APRILE 2026
29/04/2026 07:34
PUNTO DEL MATTINO EUROPEO: 29 APRILE 2026
MILANO (MF-NW)--L'attenzione degli investitori resta focalizzata sulle dinamiche dell'inflazione, su quelle dei tassi di interesse, sui dazi, sul conflitto in Ucraina e in Iran. Sul fronte macroeconomico, focus sull'inflazione spagnola, sugli indici di fiducia italiani e dell'Eurozona, sulla massa monetaria dell'area euro, sulla bilancia commerciale italiana, sull'inflazione tedesca e sulla decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve. Infine, sul fronte societario, faro su AstraZeneca, TotalEnergies, Ubs, Banco Santander, Deutsche Bank, Mercedes-Benz, Gsk, Adidas e Universal Music. AZIONI I futures sui listini azionari europei indicano un'apertura debole mentre i timori legati all'intelligenza artificiale sono tornati a farsi sentire a Wall Street e i mercati attendono la decisione sui tassi della Federal Reserve. Lo sguardo resta sul Medio Oriente, ma gli investitori attendono anche i risultati trimestrali chiave dei principali protagonisti dell'IA: Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta Platforms pubblicheranno i risultati in giornata, mentre Apple seguirà a ruota domani, una serie di pubblicazioni che molti si aspettano metterà alla prova il rally che ha contribuito a portare i principali indici statunitensi verso i recenti record. CAMBI Il cambio tra l'euro e il dollaro tratta appena sopra quota 1,17 a 1,1705. Le principali valute hanno registrato un consolidamento nei confronti del dollaro in vista della decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse prevista stasera alle 20h00. L'incertezza sulle prospettive economiche degli Stati Uniti causata dal conflitto in Medio Oriente probabilmente indurrà il Fomc a mantenere invariati i tassi d'interesse, afferma Carol Kong della Commonwealth Bank of Australia. Tuttavia, esiste il rischio che il presidente della Fed, Jerome Powell, adotti un tono da falco a causa dell'inflazione ancora elevata, fattore che spingerebbe il biglietto verde al rialzo, puntualizza l'economista e strategist valutaria. OBBLIGAZIONI Nell'Eurozona, il rendimento del Bund decennale ha archiviato la seduta di ieri in rialzo di 4 punti base al 3,06% e così come quello dell'Oat francese al 3,72%, con lo spread Oat/Bund a 65 punti base. Il differenziale Btp/Bund ha chiuso in lieve allargamento di 1,06 punti base a 81,406 punti base. Dall'altra parte dell'Oceano, i rendimenti dei Treasury sono saliti ieri, con gli investitori in attesa degli esiti della riunione di politica monetaria della Federal Reserve e di sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, che nel fine settimana hanno raggiunto un punto morto. Ora il rendimento del Treasury biennale è al 3,85%, quello del decennale al 4,353% e quello del trentennale al 4,939%. ENERGY I prezzi del petrolio trattano intorno alla parità, con il Brent che sale dello 0,18% mentre il Wti scende dello 0,16% dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di uscire dall'Opec, mossa che consentirebbe al Paese di produrre più greggio rispetto a quanto attualmente permesso dal cartello. "Questo potrebbe indebolire la coesione del gruppo, creando disordine interno e indebolendo la capacità dell'Opec+ di presentare una posizione unitaria su questioni produttive e geopolitiche", afferma Axel Rudolph di IG. Tuttavia, le tensioni in corso tra Stati Uniti e Iran e il traffico quasi nullo attraverso lo Stretto di Hormuz hanno intensificato le preoccupazioni sull'offerta, aggiunge l'analista, ricordando che un quinto del petrolio mondiale viene solitamente trasportato attraverso lo Stretto di Hormuz. ORO Il prezzo spot tratta a 4.601,87 dollari l'oncia. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER ENERGY: petrolio contrastato, Emirati lasciano Opec (IG)
29/04/2026 07:33
MARKET DRIVER ENERGY: petrolio contrastato, Emirati lasciano Opec (IG)
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano intorno alla parità, con il Brent che sale dello 0,18% mentre il Wti scende dello 0,16% dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di uscire dall'Opec, mossa che consentirebbe al Paese di produrre più greggio rispetto a quanto attualmente permesso dal cartello. "Questo potrebbe indebolire la coesione del gruppo, creando disordine interno e indebolendo la capacità dell'Opec+ di presentare una posizione unitaria su questioni produttive e geopolitiche", afferma Axel Rudolph di IG. Tuttavia, le tensioni in corso tra Stati Uniti e Iran e il traffico quasi nullo attraverso lo Stretto di Hormuz hanno intensificato le preoccupazioni sull'offerta, aggiunge l'analista, ricordando che un quinto del petrolio mondiale viene solitamente trasportato attraverso lo Stretto di Hormuz. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)