-
UPDATE: Bankitalia; depositi in banca crescono del 4,3% a febbraio, prestiti stabili a +2,2%
10/04/2026 12:33
UPDATE: Bankitalia; depositi in banca crescono del 4,3% a febbraio, prestiti stabili a +2,2%
ROMA (MF-NW)--Crescono i depositi bancari, mentre prevale la stabilità per i prestiti al settore privato e per il tasso sui mutui per l'acquisto di case. Lo certifica Bankitalia spiegando che a febbraio 2026, i depositi del settore privato sono aumentati del 4,3%, rispetto al +3,9% nel mese precedente; la raccolta obbligazionaria è cresciuta dell'1,6%, meno del +1,9% del mese precedente. PRESTITI AL SETTORE PRIVATO STABILI A +2,2%, CRESCONO PER FAMIGLIE I prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali, sono aumentati del 2,2% sui dodici mesi (come nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6% (2,5% nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell'1,8% (1,7% in gennaio). STABILE AL 3,87% TASSO SUI MUTUI PER ACQUISTO CASE A FEBBRAIO A febbraio 2026, il Tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni si è collocato al 3,87%, come nel mese precedente; la quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata del 17,6%, in calo rispetto al 20,4% del mese precedente. Il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è sceso al 10,25% dal 10,34% del mese precedente. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati scesi al 3,33% dal 3,53% del mese precedente, quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,08%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 2,83%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati stabili allo 0,64% come nel mese precedente. pev eva.palumbo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
MARKET DRIVER: Reply, Isp conferma buy
10/04/2026 12:30
MARKET DRIVER: Reply, Isp conferma buy
MILANO (MF-NW)--Intesa Sanpaolo conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 151 euro su Reply. Il gruppo lancerà un buyback fino al 9,6% del capitale, che partirà lunedì. La finalità del programma è l'acquisto di azioni al servizio di piani di incentivazione azionaria, di operazioni finalizzate all'acquisizione di partecipazioni, di operazioni di finanza straordinaria e/o conclusione di accordi con partner strategici. Gli analisti definiscono positivo l'annuncio. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 10 APRILE 2026
10/04/2026 12:27
PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 10 APRILE 2026
MILANO (MF-NW)--I listini azionari europei trattano in rialzo, con l'Euro Stoxx 50 che avanza dello 0,75%. I prezzi del petrolio registrano un leggero aumento ma restano al di sotto dei 100 dollari al barile, in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per il fine settimana. "Gli investitori sembrano guardare avanti con un cauto ottimismo, puntando su negoziati diplomatici produttivi che dovrebbero svolgersi questo fine settimana in Pakistan", confermano gli economisti di Tickmill Group. "Sembrerebbe che lo scenario meno negativo a cui i mercati stanno reagendo sia quello in cui lo Stretto di Hormuz viene riaperto e entrambe le parti riescono a negoziare una tregua più duratura. Tuttavia, dato il ritardo con cui questi effetti si manifestano (tempo necessario per riaprire lo Stretto, ritardi nelle spedizioni, riparazione delle infrastrutture energetiche danneggiate, ricostituzione delle riserve petrolifere da parte dei Paesi con maggiore attenzione alla sicurezza delle risorse), l'impatto dello shock dei prezzi dell'energia sull'economia globale continuerà a farsi sentire per diversi mesi ancora", avvertono gli economisti di Nomura. "Lo scenario peggiore è invece quello in cui i negoziati falliscono, la guerra si intensifica, l'Iran mantiene lo Stretto di Hormuz in larga parte chiuso e lo shock energetico si riaccende trasformandosi in uno shock più ampio dei prezzi delle materie prime", concludono gli esperti. Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, il tasso di inflazione annuale della Germania, confermando la stima preliminare, è salito al 2,7% a marzo dall'1,9% di febbraio, secondo i dati definitivi dell'Ufficio federale di statistica. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dell'1,1%, in linea con la lettura preliminare e rispetto al precedente incremento dello 0,2%. Il tasso di inflazione armonizzato annuo di marzo è stato anch'esso confermato al 2,8%, rispetto al 2% precedente. Nel frattempo, i prezzi al consumo armonizzati sono stati confermati in aumento dell'1,2% su base mensile, contro la precedente lettura di un rialzo dello 0,4%. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
*Borsa Singapore: Sti chiude a +0,25% a 4.989,41 punti
10/04/2026 12:23
-
MARKET DRIVER: conflitto MO guida dollaro, mercati attendono inflazione Usa (Ebury)
10/04/2026 12:22
MARKET DRIVER: conflitto MO guida dollaro, mercati attendono inflazione Usa (Ebury)
MILANO (MF-NW)--Gli sviluppi legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran continuano a rappresentare il principale driver per il dollaro. Tuttavia, anche i verbali della riunione del Fomc e i dati sull'inflazione attesi oggi rivestono un'elevata importanza. "I verbali della riunione di marzo della Fed hanno assunto un tono relativamente restrittivo (hawkish), poiché i partecipanti hanno espresso crescenti timori riguardo ai potenziali rischi al rialzo per l'inflazione negli Stati Uniti, legati all'aumento dei prezzi dell'energia", spiega Matthew Ryan, Head of Market Strategy di Ebury. "Vale però la pena sottolineare che la maggior parte del comitato ha anche manifestato preoccupazioni per l'occupazione, e si è discusso di un ritmo più rapido di tagli dei tassi qualora la guerra dovesse provocare un improvviso aumento della disoccupazione", prosegue l'esperto. Il rapporto sull'inflazione, invece, rappresenterà il primo dato sui prezzi al consumo a includere gli effetti del periodo di guerra con l'Iran. "Gli economisti hanno rivisto al rialzo le loro stime per il dato principale, che ora dovrebbe essere salito al 3,3% il mese scorso (dal 2,4%), il che significa che le aspettative per una sorpresa al rialzo sono già elevate", spiega Ryan. "Sarà inoltre osservato con attenzione il dato core, che esclude l'impatto diretto dei prezzi dell'energia; tuttavia, poiché gli effetti di secondo livello richiedono mesi per manifestarsi, è ancora troppo presto per vederli nei dati", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)