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MARKET DRIVER: Unicredit, Bofa conferma buy
23/07/2026 17:00
MARKET DRIVER: Unicredit, Bofa conferma buy
MILANO (MF-NW)--Bank of America Global Research, in una nota di questa mattina, ha confermato il rating buy e il target price di 100 euro su Unicredit. A detta degli analisti la banca ha registrato un utile netto in linea al consensus. Inoltre, notano gli esperti, il Cet 1 rimane a circa il 13% anche dopo il consolidamento di Commerzbank. Infine, la guidance al 2028 di utile ben sopra i 13 mld guiderà il consensus al rialzo. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: rialzo Bce a settembre sempre più probabile (Ing)
23/07/2026 16:59
MARKET DRIVER: rialzo Bce a settembre sempre più probabile (Ing)
MILANO (MF-NW)--"La forte oscillazione dei prezzi energetici registrata di recente ha spinto la Bce verso una posizione più hawkish, mantenendo tuttavia un approccio prudente", commentano gli esperti di Ing. "Se poche settimane fa, con il petrolio sotto i 70 dollari al barile, un ulteriore rialzo appariva poco giustificato, il recente ritorno del greggio vicino ai 100 dollari rende sempre più probabile un intervento sui tassi a settembre", spiegano gli economisti. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Lagarde adotta tono prudente, ma rischi orientati al rialzo (eToro)
23/07/2026 16:53
MARKET DRIVER: Lagarde adotta tono prudente, ma rischi orientati al rialzo (eToro)
MILANO (MF-NW)--Durante la conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, "Lagarde ha riconosciuto esplicitamente il rischio che il rincaro dell'energia possa trasmettersi ai salari e, più in generale, ai prezzi al consumo attraverso effetti indiretti e di secondo livello, sottolineando che questa probabilità aumenta con il protrarsi dello shock energetico", commenta Maximilian Wienke, market analyst di eToro. "È proprio questo il fronte che continuerà a guidare le aspettative dei mercati", dichiara l'esperto. "Pur adottando un tono nel complesso prudente e senza preannunciare un nuovo rialzo dei tassi, la presidente della Bce ha delineato un quadro dei rischi più sbilanciato verso l'alto, lasciando comunque aperte tutte le opzioni per le prossime riunioni", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO ENERGY: crisi geopolitiche incidono su equilibri offerta petrolio, ma meno rispetto a passato
23/07/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: crisi geopolitiche incidono su equilibri offerta petrolio, ma meno rispetto a passato
MILANO (MF-NW)--Negli ultimi anni il petrolio è stato il principale indicatore della fragilità dell'economia globale. Ogni crisi geopolitica è stata accompagnata dall'aspettativa che il mercato potesse trovarsi di fronte a una nuova emergenza energetica, con conseguenze permanenti sull'equilibrio tra domanda e offerta. L'invasione dell'Ucraina prima e le tensioni in Medio Oriente poi hanno rafforzato questa convinzione, inducendo molti osservatori a ipotizzare un ritorno strutturale del Brent sopra i 100 dollari al barile. L'evoluzione degli eventi ha seguito un percorso diverso. Le recenti tensioni nello Stretto di Hormuz hanno rappresentato un test importante per verificare la tenuta del sistema energetico globale. Lo Stretto continua, infatti, ad essere uno dei principali snodi del commercio mondiale di greggio e gas naturale liquefatto, ma anche in questa occasione, il settore ha mostrato una capacità di adattamento superiore alle attese. Le esportazioni iraniane hanno continuato a raggiungere i mercati asiatici attraverso canali alternativi, altri produttori hanno compensato parte delle possibili riduzioni dell'offerta e il premio per il rischio incorporato nei prezzi si è gradualmente ridimensionato. La lezione che emerge da questi episodi, afferma Marco Mencini, Head of Research, Plenisfer Investments Sgr, va oltre il semplice andamento del prezzo del petrolio. Le crisi geopolitiche continuano a influenzare il mercato, ma incidono meno di quanto avvenisse in passato sugli equilibri strutturali dell'offerta. Gli shock vengono assorbiti attraverso una riallocazione dei flussi commerciali, una maggiore flessibilità logistica e la presenza di capacità produttiva inutilizzata in alcuni dei principali Paesi esportatori. Secondo la Iea, i Paesi Opec+ dispongono di circa 5-6 milioni di barili al giorno di capacità inutilizzata, concentrata principalmente in Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Questo margine costituisce un importante fattore di stabilizzazione del mercato e contribuisce a ridurre il rischio che tensioni geopolitiche di breve periodo si traducano automaticamente in una crisi strutturale dell'offerta. Di conseguenza, spiega l'esperto, l'attenzione degli operatori sta tornando verso i fondamentali. Se negli ultimi anni la questione principale era quanto petrolio potesse venire improvvisamente a mancare, in questo contesto diviene sempre più rilevante capire quanto petrolio potrà invece tornare sul mercato. La capacità inutilizzata degli Emirati Arabi Uniti, il possibile incremento delle esportazioni iraniane e, nel medio termine, il graduale recupero della produzione venezuelana delineano uno scenario nel quale l'offerta potrebbe crescere più rapidamente di quanto il consenso si aspetti. Questo non implica necessariamente un mercato strutturalmente ribassista. Significa però che la volatilità potrebbe ridursi nel tempo, perché il prezzo tornerebbe a riflettere prevalentemente i fondamentali piuttosto che gli scenari estremi associati alle tensioni geopolitiche. Il cambiamento riguarda anche le strategie delle grandi compagnie energetiche, puntualizza Mencini. Negli ultimi anni molte società hanno privilegiato la disciplina finanziaria e la remunerazione degli azionisti rispetto allo sviluppo di nuova capacità industriale, nella convinzione che la transizione energetica avrebbe sempre più ridotto il fabbisogno di combustibili fossili. Oggi questa prospettiva appare meno lineare. La crescente attenzione alla sicurezza energetica e alla solidità delle catene di approvvigionamento sta riportando gli investimenti upstream al centro delle strategie industriali. Dopo il forte ridimensionamento seguito al crollo dei prezzi del 2014-2015 e alla pandemia, gli investimenti nello sviluppo di nuova capacità estrattiva stanno tornando a crescere, ma rimangono inferiori ai livelli necessari per sostenere un significativo aumento dell'offerta nel lungo periodo, soprattutto al di fuori del Medio Oriente. Il petrolio, secondo Mencini, diventa così il primo esempio di un cambiamento nel ciclo delle commodity destinato a estendersi ben oltre il settore energetico: il vero fattore limitante non è più la disponibilità della risorsa, ma la propensione a investire lungo l'intera filiera produttiva. alb MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Bce; tassi fermi ma tono da falco, euro reagisce positivamente (Cassa Lombarda)
23/07/2026 16:36
MARKET DRIVER: Bce; tassi fermi ma tono da falco, euro reagisce positivamente (Cassa Lombarda)
MILANO (MF-NW)--La mossa di oggi da parte della Bce "può essere definita una classica hawkish hold: nessuna modifica ai tassi, ma un linguaggio sufficientemente restrittivo da mantenere aperta la possibilità di ulteriori interventi", commenta Alberto Brioschi, Responsabile Active Advice e Products Management di Cassa Lombarda. L'euro ha reagito positivamente, "sostenuto dall'idea che la Bce resti una delle poche grandi banche centrali orientate verso un possibile ulteriore irrigidimento della politica monetaria", spiega l'esperto. Tuttavia, "il potenziale di apprezzamento della valuta unica continua a essere limitato da una crescita economica moderata nell'Eurozona, i persistenti rischi geopolitici, oltre alla crescente attenzione verso gli appuntamenti politici europei del 2027, in particolare le elezioni presidenziali francesi", dichiara Brioschi. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)