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Euro: Bce, i tassi di riferimento odierni
16/06/2026 16:08
Euro: Bce, i tassi di riferimento odierni
MILANO (MF-NW)--La Banca Centrale Europea comunica tassi di riferimento odierni dell'Euro, relativi alle principali valute delle 16h00: 15-giu 16-giu Dollaro usa 1,1607 1,1594 Yen giapponese 185,93 185,94 Corona Ceca 24,146 24,148 Corona danese 7,4740 7,4747 Sterlina 0,86483 0,86471 Fiorino ungherese 350,48 349,53 Zloty polacco 4,2460 4,2429 Leu romeno 5,2366 5,2325 Corona svedese 10,8975 10,897 Franco Svizzero 0,9212 0,9224 Corona Islandese 144,80 144,4 Corona Norvegese 11,0555 11,0465 Lira Turca 53,7157 53,6797 Dollaro australiano 1,6424 1,6411 Real Brasiliano 5,8613 5,8669 Dollaro Canadese 1,6228 1,6248 Yuan renminbi cinese 7,8429 7,8334 Dollaro Hong Kong 9,0930 9,0821 Rupia indonesiana 20567,08 20546,48 Shekel israeliano 3,3791 3,3761 Rupia indiana 109,9355 109,6335 Won sudcoreano 1757,65 1749,36 Peso messicano 19,9772 19,9448 Ringgit malesiano 4,7014 4,7164 Dollaro neozelandese 1,9882 1,9906 Peso filippino 70,028 69,925 Dollaro singapore 1,4882 1,4866 Baht thailandese 37,781 37,698 Rand sudafricano 18,8194 18,7702 cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Bce: Camisa (Confapi), ennesimo aumento tassi rischia di aggravare rallentamento economico
16/06/2026 16:02
Bce: Camisa (Confapi), ennesimo aumento tassi rischia di aggravare rallentamento economico
MILANO (MF-NW)--"La decisione della Banca Centrale Europea di procedere con un ulteriore aumento dei tassi di interesse desta forte preoccupazione per il sistema produttivo italiano e, in particolare, per le piccole e medie industrie che rappresentano l'ossatura della nostra economia". Lo dichiara il presidente di Confapi, Cristian Camisa, puntualizzando che "continuiamo a ritenere che l'approccio adottato dalla Bce rischi di essere inefficace rispetto alle cause reali dell'inflazione che abbiamo registrato negli ultimi anni. Non ci troviamo infatti di fronte a una classica inflazione generata da un eccesso di domanda, bensì a una dinamica originata prevalentemente da shock dal lato dell'offerta: aumento dei costi energetici, tensioni geopolitiche, frammentazione delle catene globali del valore e rincaro delle materie prime. Intervenire attraverso il rialzo del costo del denaro significa comprimere ulteriormente investimenti, consumi e accesso al credito senza incidere in modo significativo sui fattori che hanno alimentato l'inflazione. Il risultato rischia di essere un rallentamento ancora più marcato della crescita economica europea proprio mentre l'industria sta affrontando una fase di profonda trasformazione legata alla transizione energetica, digitale in particolare legata all'utilizzo dell'intelligenza artificiale anche nelle imprese di piccola e media dimensione e alla crescente competizione internazionale". "Le Pmi industriali italiane", conclude Camisa, "stanno già sopportando costi finanziari sensibilmente più elevati rispetto agli anni precedenti. Ogni ulteriore irrigidimento della politica monetaria si traduce in minori investimenti produttivi, minore capacità innovativa e minore competitività del tessuto industriale. Occorre evitare che la lotta all'inflazione si trasformi in un freno allo sviluppo industriale e all'occupazione. L'Europa ha bisogno di crescita, investimenti e competitività, non di ulteriori ostacoli per le imprese che producono valore e lavoro". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: mercati emergenti in pole position nella corsa alle risorse (Robeco)
16/06/2026 15:58
FOCUS: mercati emergenti in pole position nella corsa alle risorse (Robeco)
MILANO (MF-NW)--Le principali materie prime necessarie per le infrastrutture legate all'intelligenza artificiale e alle energie rinnovabili si trovano prevalentemente nelle economie emergenti dell'America Latina, dell'Africa e dell'Asia-Pacifico. In questo quadro, "riteniamo che gli investitori nei mercati emergenti possano trarre grande vantaggio dalla corsa globale alle risorse necessarie", commenta Jan de Bruijn, Client Portfolio Manager di Robeco. GUERRA IRAN ACCELERA INVESTIMENTI IN ELETTRIFICAZIONE E RINNOVABILI I mercati emergenti hanno assunto posizioni di leadership nelle tecnologie chiave che supportano lo sviluppo dell'AI, come la produzione di semiconduttori, nello sviluppo e nella produzione di tecnologie per le energie rinnovabili come i pannelli solari. "Entrambi questi settori stanno attirando enormi quantità di spese in conto capitale sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti", spiega l'esperto. "I due settori sono, inoltre, indissolubilmente legati: la rivoluzione dell'AI contribuisce all'aumento della domanda di elettricità, che, a sua volta, accresce la domanda di fonti di generazione di energia, siano esse fossili, nucleari o rinnovabili", prosegue de Bruijn. "L'improvviso balzo dei prezzi del petrolio e del GNL, innescato dalla guerra in Iran nel marzo 2026, ha inoltre messo in luce la fragilità delle catene di fornitura dei combustibili fossili e, con ogni probabilità, accelererà ulteriormente gli investimenti globali nelle rinnovabili, nell'elettrificazione e nell'efficienza energetica", riporta l'esperto. Inoltre, entrambe le tendenze si basano in larga misura sugli stessi input minerari per consentire la costruzione delle infrastrutture, il che determina un aumento della domanda di questi materiali specifici. ECONOMIE EMERGENTI SONO RICCHE DI MINERALI CHIAVE Di questi minerali chiave, fondamentali sia per l'AI che per la transizione energetica, una porzione significativa delle riserve economicamente sfruttabili e della produzione è concentrata nelle economie emergenti. Ad esempio, "il Sudafrica resta la fonte globale più affidabile di Mgp. Cile, Zambia, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo (RDC) forniscono la quota restante del rame globale, mentre la Cina domina nell'estrazione delle terre rare e soprattutto nelle relative fasi di lavorazione. L'Indonesia è anche il principale fornitore di nichel, mentre la Rdc è leader nell'estrazione del cobalto", spiega l'esperto. "Il maggiore produttore mondiale di litio è un mercato sviluppato (l'Australia); ciononostante, il resto è prodotto in Cile, Argentina, Cina e in vari paesi africani", osserva de Bruijn. APPROVVIGIONAMENTO MATERIE PRIME DIVENTA PRIORITÀ DI SICUREZZA NAZIONALE "La localizzazione di questi minerali ha assunto un rilievo particolare alla luce delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina: le relazioni commerciali stanno peggiorando e le due potenze globali hanno creato sistemi tecnologici e complessi militari industriali rivali", continua l'esperto. In particolare, "la Cina ha costruito una posizione dominante nella lavorazione dei metalli e delle terre rare, superando per competitività i settori siderurgici e di fusione negli Stati Uniti e in Europa, rendendo questi da sé dipendenti per l'approvvigionamento di una quota rilevante dell'offerta raffinata di molti input industriali chiave", spiega de Bruijn. Questo ha portato gli Stati Uniti a analizzare la propria catena di approvvigionamento di minerali come priorità in ambito di politica per la sicurezza nazionale, anziché come una questione da lasciare esclusivamente alle forze di mercato. A nostro avviso, "questo nuovo contesto tende a valorizzare ulteriormente l'abbondante dotazione mineraria dei mercati emergenti e conferisce alle economie emergenti un maggiore potere di negoziazione per catturare valore", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: riforma europea cartolarizzazione riveste ruolo cruciale per rilanciare mercato (Pimco)
16/06/2026 15:58
FOCUS: riforma europea cartolarizzazione riveste ruolo cruciale per rilanciare mercato (Pimco)
MILANO (MF-NW)--Dopo la crisi finanziaria globale, il mercato europeo degli investimenti in credito strutturato si è sviluppato a un ritmo più lento rispetto a quello di altre economie avanzate. In questo contesto, la riforma europea assume un ruolo cruciale per rilanciare il settore, attrarre maggiori capitali privati verso l'economia reale e rafforzare la competitività dei mercati dei capitali europei. Lo ha dichiarato Edwin Wilches, Co-Head of Securitised Products di Pgim, durante la tavola rotonda organizzata dalla società dal titolo "L'opportunità della cartolarizzazione e il futuro della crescita europea". CARTOLARIZZAZIONE HA SUBITO EVOLUIZIONE PROFONDA IN ULTIMI 20 ANNI La cartolarizzazione consiste nel trasformare attività generatrici di reddito, come mutui ipotecari, prestiti alle imprese o prestiti auto, in titoli negoziabili sul mercato. Questo processo consente di ampliare le fonti di finanziamento dell'economia reale e raggiungere un'ampia platea di investitori. Nonostante il suo potenziale, la cartolarizzazione continua a essere associata alla crisi finanziaria globale del 2008. Tuttavia, le principali cause di quella crisi sono riconducibili soprattutto alla scarsa qualità dei prestiti sottostanti, in particolare ai mutui subprime, più che allo strumento della cartolarizzazione in sé. Da allora il settore ha subito una profonda evoluzione: gli standard di underwriting sono diventati più rigorosi, la trasparenza è aumentata e il quadro normativo è stato significativamente rafforzato, ha spiegato l'esperto. IN EUROPA, 80% EOCNOMIA REALE È FINANZATA DA SISTEMA BANCARIO In Europa, circa l'80% dei finanziamenti all'economia reale proviene dal sistema bancario, una quota significativamente superiore rispetto ad altre economie sviluppate, come il Giappone, dove il peso del credito bancario si attesta intorno al 50%, riporta Wilches. La forte dipendenza europea dagli istituti di credito rende il sistema economico più vulnerabile alle restrizioni nell'offerta di finanziamenti e può limitare l'accesso al capitale per imprese e consumatori. Secondo l'esperto, un mercato della cartolarizzazione più sviluppato potrebbe contribuire a riequilibrare questa situazione, attirando capitali globali verso i mercati creditizi europei e aumentando le risorse disponibili per settori strategici quali edilizia residenziale, piccole e medie imprese, infrastrutture e transizione energetica. RIFORMA EUROPEA ASSUME IMPORTANZA STRATEGICA Dopo il 2008, il mercato europeo della cartolarizzazione è cresciuto a un ritmo inferiore rispetto a quello di altre economie avanzate. La complessità normativa, l'accesso limitato per gli investitori e requisiti regolamentari particolarmente stringenti hanno frenato sia la domanda sia l'offerta di prodotti cartolarizzati. Ne è derivato un circolo vizioso: una domanda contenuta ha ridotto gli incentivi a nuove emissioni, mentre la limitata offerta ha ulteriormente ostacolato lo sviluppo del mercato e le opportunità di diversificazione per gli investitori, ha osservato Wilches. In questo contesto, la riforma europea della cartolarizzazione assume un'importanza strategica. L'obiettivo è rilanciare il mercato, favorire il convogliamento di maggiori capitali privati verso l'economia reale e rafforzare la competitività dei mercati dei capitali europei, mantenendo al contempo elevati standard di vigilanza e tutela degli investitori, ha dichiarato l'esperto. Anche il rapporto sulla competitività europea pubblicato nel 2024 da Mario Draghi ha evidenziato la necessità di rendere più efficienti i mercati dei capitali del continente, individuando nella cartolarizzazione uno degli strumenti in grado di sostenere la capacità di finanziamento dell'economia europea. MERCATO INVESTIMENTI CARTOLARIZZATI SUPERA 5 TRILIONI USD A livello globale, il mercato del credito cartolarizzato supera i 5.000 miliardi di dollari, mentre in Europa vale circa 1.000 miliardi. Per gli investitori istituzionali, l'accesso a questa asset class avviene principalmente attraverso strategie di asset-based finance (ABF) e asset-backed securities (ABS), un segmento del reddito fisso che sta attirando un interesse crescente grazie alla capacità di generare flussi di cassa contrattuali e offrire interessanti opportunità di diversificazione, ha commentato Wilches. FOCUS SU CLO CON RATING AAA E AA Nella fascia più senior della struttura del capitale, ha proseguito Wilches, i CLO (Collateralised Loan Obligations) con rating AAA e AA rappresentano un'opportunità particolarmente interessante. I CLO sono strumenti obbligazionari garantiti da un portafoglio diversificato di prestiti societari. Le tranche senior beneficiano di priorità nei flussi di cassa e di significativi meccanismi di protezione creditizia, che creano un ampio cuscinetto di sicurezza a tutela degli investitori in caso di insolvenza dei prestiti sottostanti. Le tranche senior dei CLO con rating AA e AAA hanno storicamente mostrato una notevole resilienza, senza registrare default, offrendo al contempo rendimenti interessanti e una bassa duration. Inoltre, la loro natura a tasso variabile ne accresce l'attrattività in contesti caratterizzati da tassi di interesse elevati o persistenti. PGIM GLOBAL AAA CLO FUND OFFRE ESPOSIZIONE DIVERSIFICATA A USA E UE A seguito delle modifiche normative introdotte in Europa negli ultimi anni, ha spiegato l'esperto, gli investitori possono oggi accedere più facilmente al credito cartolarizzato attraverso soluzioni dedicate, come il PGIM Global AAA CLO Fund. Un approccio globale, che investe sia nelle CLO statunitensi sia in quelle europee, può contribuire a migliorare la diversificazione del portafoglio, cogliere opportunità di valore relativo tra i diversi mercati e generare un flusso di reddito di elevata qualità all'interno di un'allocazione ben strutturata, ha concluso Wilches. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di apertura
16/06/2026 15:43
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--Wall Street apre la seduta in territorio positivo. Nel dettaglio, il Dow Jones guadagna lo 0,77%, l'S&P 500 dello 0,08% e il Nasdaq Composite lo 0,02%. "Malgrado l'accordo" tra Stati Uniti e Iran "la cautela rimane tuttavia ancora d'obbligo", avvertono gli strategist di Mps. Fonti Usa che hanno dichiarato che i dettagli dell'accordo verranno diffusi nelle prossime 24-48 ore e "il VP Vance ha aggiunto che il documento consta di solo una pagina e mezzo ed è molto generale. Un punto aperto rimane la posizione di Israele e la sua reazione ad un accordo su cui non ha potuto influire e che crea un grosso problema politico domestico al PM Netanyahu", puntualizzano gli esperti. Intanto, i prezzi del petrolio hanno toccato i livelli più bassi degli ultimi tre mesi, con il Brent che tratta intorno agli 80 dollari al barile, in calo del 3,2%. Oggi non sono previsti dati di rilievo con l'attenzione che si sposta sulla riunione della Federal Reserve di domani. "L'attenzione", per quanto riguarda la Fed, "non è tanto sui tassi ufficiali, che nessuno si aspetta vengano modificati, quanto sulla prima conferenza stampa di Kevin Warsh e su come riuscirà a conciliare le richieste del presidente Donald Trump con quelle del mercato obbligazionario. L'inflazione è in aumento e l'economia resta resiliente, in particolare perché il mercato del lavoro non mostra segnali di raffreddamento. Il possibile accordo con l'Iran potrebbe, per il momento, rendere più semplice questo equilibrio. È probabile che in conferenza stampa vengano poste domande anche sul bilancio della banca centrale, anche se difficilmente arriveranno risposte chiare", afferma Alessia Berardi, Head of Global Macroeconomics, Amundi Investment Institute. Warsh "ha confermato che terrà una conferenza stampa in occasione della riunione di giugno, anche se resta da vedere se manterrà la cadenza di una conferenza a ogni riunione. Il passaggio a conferenze stampa trimestrali, che rappresenterebbe un ritorno alla prassi precedente al 2019, è un esito plausibile, anche se giugno è probabilmente troppo presto per un cambiamento di rotta", afferma Tiffany Wilding, economista di Pimco. L'esperta si aspetta "un cambiamento in senso falco" nelle proiezioni della Fed: "un paio di dot relativi al 2026 che indicano rialzi entro la fine dell'anno, con la mediana che si attesta intorno a un'assenza di variazioni. Il rischio principale da monitorare è una discrepanza tra un comitato che tende a un approccio più restrittivo e un presidente il cui istinto sull'inflazione appare più costruttivo e, separatamente, la possibilità che Warsh si rifiuti di presentare i dot, in linea con la sua critica di lunga data alla forward guidance". Lato macro, I prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,9% a maggio, ben al di sopra dell'incremento dell'1% previsto dagli economisti, dopo il rialzo del 2% registrato ad aprile. Escludendo il balzo del 13% dei prezzi del petrolio, i prezzi delle importazioni sono aumentati dello 0,8% a maggio, dopo l'incremento dello 0,5% di aprile. Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,5%. Al netto di tutti i combustibili, i prezzi delle importazioni hanno anch'essi registrato un aumento dello 0,8% nel mese. I prezzi delle esportazioni sono invece cresciuti dell'1,3% a maggio, superando le attese di un aumento dello 0,9%, dopo il forte rialzo del 3,5% registrato ad aprile. Escludendo l'incremento dell'1,2% dei prezzi delle materie prime agricole, i prezzi delle esportazioni sono aumentati dell'1,2%. Inoltre, gli avvii di nuove costruzioni residenziali sono diminuiti del 15,4% rispetto al mese precedente, attestandosi a un ritmo annualizzato di 1,177 milioni di unità a maggio, dopo essere scesi a 1,392 milioni ad aprile. Il dato è nettamente inferiore al consenso degli economisti a 1,43 milioni di unità. Infine, le vendite comparabili, misurate dal Redbook, sono cresciute del 9,4% su base annua nella settimana terminata il 13 giugno, dopo un incremento del 9,1% nell'ottava precedente Sul fronte societario: - Huntsman Corporation scivola del 7,77% in apertura dopo l'annuncio della fusione con la concorrente Olin Corporation attraverso un'operazione interamente in azioni. La società risultante assumerà il nome di OlinHuntsman, con il completamento della transazione previsto nella prima metà del 2027. - Dave & Buster's cala dello 0,97% dopo aver pubblicato risultati trimestrali inferiori alle aspettative del mercato. L'utile per azione si è attestato a 16 centesimi, contro i 60 centesimi attesi dagli analisti, mentre i ricavi si sono fermati a 559,2 milioni di dollari, al di sotto del consenso di 580,6 milioni. Le vendite comparabili nei punti vendita hanno inoltre registrato una flessione del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. - SpaceX guadagna l'8,05% in apertura, proseguendo il forte rally successivo alla quotazione. La società aerospaziale fondata da Elon Musk ha collocato le azioni a 135 dollari nell'ambito della sua IPO. Nel premercato il titolo scambia intorno a 212 dollari, con un rialzo di circa il 57% rispetto al prezzo di collocamento. cba/alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)