UPDATE: Meloni; non accetteremo bilancio Ue con meno risorse, intervenire su cripto
11/06/2026 12:20
UPDATE: Meloni; non accetteremo bilancio Ue con meno risorse, intervenire su cripto
ROMA (MF-NW)--Al Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 'per la prima volta si parlerà dei numeri del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (Qfp)', il bilancio a lungo termine dell'Unione Europea ma 'non accetteremo un bilancio in conseguenza del quale, a fronte di maggiori contributi, l'Italia rischia di avere a disposizione risorse inferiori'. Lo ha detto Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, in vista del prossimo Consiglio Ue, nelle comunicazioni in Aula alla Camera dei deputati. Inoltre, 'i cosiddetti rebates vanno eliminati. Se si arriverà a mantenere questo sistema anacronistico chiederemo che, in qualità di terzo contributore netto al bilancio della Ue, anche l'Italia goda dello stesso privilegio'. PRONTI A INVESTIRE SU COMPETITIVITÀ E DIFESA MA NON A SPESE DI PAC E COESIONE 'Chi vuole finanziare le nuove priorità tagliando le politiche tradizionali, deve guardare altrove. Da parte nostra, siamo pronti a investire su competitività e difesa, ma questo non si potrà fare a spese della Pac, della Pesca e della Coesione. Piuttosto, si comincino a tagliare le spese per l'Amministrazione europea, che nella proposta della Commissione vengono aumentate di più del 20%, segnale in totale controtendenza rispetto a quelli che noi cerchiamo di dare ogni giorno e che vengono richiesti a noi'. AUMENTARE RISORSE UE PUNTANDO A PROFITTI DA CRIPTOVALUTE 'Dopodiché, nuove priorità chiamano nuove risorse. Stiamo analizzando e discutendo il pacchetto di nuove risorse proprie, incluse quelle avanzate dal Parlamento europeo. Siamo aperti ad analizzare alcune di queste proposte, come un intervento sui profitti derivati dalle criptovalute o forme di Digital tax europea. Ma il nostro principio guida sulle risorse proprie rimane lo stesso: le entrate del bilancio Ue si possono incrementare solo a patto che questo non si ripercuota su imprese, cittadini e finanze pubbliche', ha sottolineato. DIFESA ED ENERGIA INTERCONNESSE 'La difesa è importante, certo, ma mettere al riparo le famiglie e le imprese italiane dalla crisi in atto, lo è altrettanto. E queste due priorità sono interconnesse. Senza sicurezza, l'energia finirebbe per costare sempre di più. Senza energia, non rimarrebbe più nulla da difendere con le armi', ha spiegato la premier. AL VERTICE NATO ITALIA CON 2,8% DEL PIL INVESTITO IN DIFESA E SICUREZZA 'Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, e fare quello che è necessario a proteggere l'Italia e i suoi cittadini, a partire dal tema della sicurezza. E lo ribadiremo al vertice Nato, dove l'Italia si presenterà con una percentuale del 2,8% del proprio Pil investito in difesa e sicurezza, segnando un aumento dello 0,71% che è garantito, però, soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul territorio'. POLEMICHE SURREALI SU FLESSIBILITÀ 'Abbiamo posto questa questione con chiarezza, scrivendo una lettera alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con la quale chiedevamo di garantire maggiore flessibilità di bilancio agli Stati membri per affrontare la crisi energetica, utilizzando meccanismi finanziari simili a quelli previsti proprio per la difesa. Dopo un negoziato lungo e complesso' abbiamo 'la possibilità di attivare su base volontaria la National Escape Clause che ci consentirà di investire 14 miliardi di euro, nei prossimi tre anni, per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia, che colpisce soprattutto le famiglie vulnerabili e le imprese energivore, ma più in generale tutti gli italiani. Si tratta di un risultato molto importante, che in parecchi consideravano impossibile, ma che abbiamo centrato, dimostrando la capacità dell'Italia di far valere in Europa i propri interessi, e di proporre soluzioni efficaci e di buon senso. Anche in questo caso ho ascoltato polemiche surreali, spesso basate su affermazioni infondate, come accade spesso quando gli argomenti scarseggiano', ha proseguito. BUROCRATI UE RISPETTINO DECISIONI ITALIA 'Le sintesi che la politica raggiunge, all'esito di lunghissime discussioni, non è un esercizio dialettico. E' l'esercizio della democrazia. Ognuno di noi, quando si presenta in Consiglio Europeo, lo fa con alle spalle un mandato del proprio parlamento. Quel Parlamento, a sua volta, opera secondo un mandato popolare. Per questa ragione le decisioni che noi prendiamo devono essere rispettate, devono essere attuate, non possono essere rimesse in discussione, o addirittura ribaltate, da interpretazioni surreali, ammantate come tecniche, di burocrati che non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni, e che forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà', ha dichiarato Meloni. 'Lo abbiamo visto con l'attuazione del principio della neutralità tecnologica, lo abbiamo visto con il recente atto delegato in materia di revisione dei benchmark Ets - di cui chiediamo una revisione urgente - e lo stiamo vedendo nelle prime anticipazioni del contenuto della revisione organica del sistema Ets attesa per luglio'. UE CAMBI PASSO, SEMPLIFICARE ITER PER RILANCIARE INVESTIMENTI Dal focus sulla riduzione dell'impatto sui prezzi dell'energia, 'man mano stiamo passando alla possibile introduzione di nuovi meccanismi che potrebbero addirittura finire per bloccare il meccanismo, invece di semplificarlo, come era richiesto. Chiedo un mandato chiaro a tenere il punto su questo tema. Anche da qui si testa il cambio di passo, politico e strategico, dell'Europa. Solo se semplifichiamo e rendiamo più veloci i processi amministrativi, possiamo sperare di rilanciare gli investimenti e aumentare le occasioni di crescita per il continente', ha sottolineato. UE RAFFORZI STRUMENTI DI DIFESA COMMERCIALE PER CONCORRENZA EQUA 'Altra questione fondamentale in materia di competitività è quella legata al commercio internazionale. In una fase in cui pratiche commerciali sleali mettono sotto pressione la competitività dell'industria europea, anche in settori strategici per la nostra sicurezza economica, è essenziale che l'Ue rafforzi i propri strumenti di difesa commerciale, così da garantire condizioni di concorrenza eque, proteggere la capacità produttiva e salvaguardare occupazione e investimenti', ha concluso. MIOPE CONSIDERARE DIFESA UN ORPELLO, FARE PIÙ PARTNERSHIP 'Il prossimo Consiglio europeo farà il punto anche sui temi della difesa. A me pare chiaro che, di fronte a una realtà sempre più imprevedibile, considerare la propria difesa e la propria sicurezza come un orpello, o come una materia da usare per garantirsi consenso facile, sarebbe miope e decisamente poco responsabile. Investire di più, rafforzare la propria capacità industriale, sostenere l'Autonomia Strategica Aperta, che significa da una parte rafforzare la nostra base industriale nel settore della difesa e sviluppare le nostre capacità autonome, ma dall'altra promuovere partnership industriali e strategiche con i partner chiave. A partire dagli altri membri della Nato, ma non solo. E qui penso soprattutto ai paesi del Golfo, al Giappone, all'India e alla Corea', ha prospettato la premier. pev eva.palumbo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)