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Vino: bilancio positivo a Vinitaly per Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo
17/04/2026 19:28
Vino: bilancio positivo a Vinitaly per Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo
MILANO (MF-NW)--È un bilancio complessivamente positivo, quello della partecipazione del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo alla 58ª edizione di Vinitaly 2026, che si è concluso a Verona e che ha visto il sistema vino abruzzese confermare la propria centralità. "È stato un Vinitaly frizzante e dinamico - ha dichiarato Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo - durante il quale i nostri vignaioli, insieme all'assessorato regionale all'Agricoltura e a tutta la squadra abruzzese, hanno dato il meglio, sia negli spazi espositivi sia negli appuntamenti in città, dove quest'anno la Regione si è presentata per la prima volta in un "fuori fiera" che ha visto il coinvolgimento di migliaia di persone". "I dati ufficiali non sono ancora disponibili - ha proseguito Nicodemi - ma certamente, si è percepito un calo nella partecipazione degli importatori americani. Tuttavia, questo elemento è stato compensato da una qualità mediamente più alta degli operatori presenti. Meno numerosi, ma più qualificati: un aspetto per noi positivo, perché l'obiettivo resta quello di sviluppare concretamenteil business". L'attenzione verso i mercati internazionali resta, comunque, alta. "I mercati asiatici mostrano un interesse crescente versoi vini italiani e verso produzioni identitarie come quelle abruzzesi - ha spiegato ancora il presidente del Consorzio Vini d'Abruzzo - quindi verso Cina, Giappone e Paesi dell'est Asiatico in genere, il nostro Consorzio continuerà a sviluppare le sue attività di promozione. Inoltre, sempre sul fronte economico, restano centrali le opportunità legate all'espansione in nuove aree geografiche, quelle dei Paesi del Mercosur, verso le quali dovremo lavorare sempre di più". red/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Fed potrebbe ridurre bilancio senza sconvolgere i mercati (Pimco)
17/04/2026 19:22
MARKET DRIVER: Fed potrebbe ridurre bilancio senza sconvolgere i mercati (Pimco)
MILANO (MF-NW)--La Federal Reserve ha concluso il suo ultimo ciclo di quantitative tightening (Qt) a fine 2025. Dal picco di quasi 9.000 miliardi di dollari, pari a circa il 35% del Pil statunitense, la Banca centrale ha ridotto il proprio bilancio di oltre 2.000 miliardi di dollari. "A differenza del 2019, quando un picco di volatilità del mercato monetario aveva spinto la Fed a interrompere bruscamente il QT, questa volta i mercati sembravano quasi non accorgersene", commenta Tiffany Wilding, economista di Pimco. Alcuni funzionari della Fed e il candidato alla presidenza della Banca centrale, Kevin Warsh, sostengono la necessità di un ulteriore ridimensionamento del bilancio. Secondo la loro visione, infatti, l'interazione tra le normative bancarie post-crisi e la crescita strutturale dei depositi potrebbe spingere il bilancio della Fed verso livelli troppo elevati, a meno che non vengano introdotte politiche in grado di ridurre la domanda di riserve da parte delle banche. "Cosa significa questo per i mercati in generale? Probabilmente non molto, se l'attuazione avverrà in modo graduale e con un monitoraggio costante", dichiara l'esperta. "Le grandi banche saranno comunque tenute a detenere una parte dei propri asset in titoli altamente liquidi. Tuttavia, concedere loro maggiore flessibilità al di fuori delle riserve obbligatorie comporterebbe probabilmente uno spostamento da tali riserve verso titoli del Tesoro", continua Wilding. "Le banche cercherebbero di massimizzare i rendimenti all'interno del nuovo quadro normativo e, ora che la curva dei rendimenti dei Treasury è in salita, hanno l'incentivo a scambiare le riserve con titoli del Tesoro liquidi e a più alto rendimento", spiega l'esperta. "Vari modelli accademici che collegano l'offerta di Treasury al premio a termine richiesto dagli investitori per detenere tali titoli suggeriscono un impatto limitato sui rendimenti. Il Tesoro potrebbe anche orientare le emissioni verso scadenze a breve termine per limitare l'impatto sul mercato", prosegue Wilding. Nel complesso, "ciò suggerisce che le variazioni delle riserve detenute dalle banche potrebbero essere assorbite dai mercati senza particolari ripercussioni ", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Fed: Daly sostiene atteggiamento attendista su tassi dopo scoppio guerra MO
17/04/2026 19:15
Fed: Daly sostiene atteggiamento attendista su tassi dopo scoppio guerra MO
MILANO (MF-NW)--La presidente della Federal Reserve di San Francisco, Mary Daly, ha dichiarato che era favorevole a un abbassamento dei tassi di interesse prima della guerra in Iran, ma che ora ritiene che la Banca centrale debba adottare un approccio più paziente. "Al momento la politica monetaria è in una posizione molto buona, leggermente restrittiva: non frena l'economia al punto da far vacillare il mercato del lavoro, ma allo stesso tempo non allenta completamente la presa, così da evitare che l'inflazione perda controllo. È una posizione equilibrata, e questo è positivo", ha affermato Daly durante un evento presso l'Università della California. "Per questo, essere in una modalità di attesa basata sui dati e vedere come si evolve il conflitto è davvero la scelta migliore in questo momento", ha concluso. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: reset post-elettorale in Ungheria tra rischi nel breve e possibile rialzo in lungo termine (Scope Ratings)
17/04/2026 18:56
FOCUS: reset post-elettorale in Ungheria tra rischi nel breve e possibile rialzo in lungo termine (Scope Ratings)
MILANO (MF-NW)--Il settore corporate ungherese si trova di fronte a un possibile significativo riassetto istituzionale, che comporta incertezza nel breve termine, ma prospettive positive nel lungo periodo, con il partito di opposizione Tisza destinato a ottenere una maggioranza parlamentare dei due terzi dopo le elezioni generali, commentano gli esperti di Scope Ratings. AMPIA MAGGIORANZA TISZA VELOCIZZA CAMBIAMENTI POLICY La maggioranza costituzionale ottenuta nelle elezioni consente a Tisza di governare senza dipendere da partner di coalizione per approvare o modificare le leggi e la Costituzione, aumentando la probabilità di cambiamenti istituzionali e normativi rapidi e significativi. "I cambiamenti politici e di policy introducano elementi di incertezza per una parte dell'universo valutato da Scope. Tuttavia, al momento è improbabile che da soli determinino ulteriori pressioni al ribasso sui rating", commentano gli esperti. POSSIBILI EFFETTI IMMEDIATI SU COSTRUZIONI E INFRASTRUTTURE Gli effetti più immediati per il settore corporate ungherese riguarderanno verosimilmente le aziende che in passato hanno beneficiato di appalti pubblici, in particolare nei comparti delle costruzioni e delle infrastrutture. Un'eventuale revisione delle pratiche di appalto da parte del governo "provocherebbe un calo nel portafoglio ordini di alcune società, implicazioni per la liquidità e i flussi di cassa, soprattutto per le imprese con elevati costi fissi", proseguono gli economisti "Le aziende di costruzione che si sono affidate a pagamenti prevedibili da parte dello Stato potrebbero affrontare cicli di conversione del capitale più lunghi. In caso di rallentamento economico, un indebolimento dei flussi di cassa operativi potrebbe peggiorare la leva finanziaria, rendendo necessari aggiustamenti di bilancio, cessioni di asset o rifinanziamenti e aumentando il rischio di default", spiegano gli esperti. POLITICHE ENERGETICHE CRUCIALI NEL BREVE TERMINE Inoltre, la politica energetica rappresenta un'area di rischio per le imprese. "Una riduzione brusca o mal gestita dei legami energetici con la Russia potrebbe esporre i settori energivori a costi più elevati e a forniture irregolari nel breve periodo", continuano da Scope Ratings. Le aziende dei settori manifatturiero, chimico e dell'industria pesante restano particolarmente sensibili ai prezzi di gas ed elettricità. Un rapido cambiamento delle fonti di approvvigionamento senza adeguate misure di transizione potrebbe comprimere margini e competitività. "L'impatto sarà probabilmente disomogeneo, a seconda delle strategie di copertura, del mix energetico e della capacità di trasferire i costi ai clienti. Di conseguenza, il rischio di credito specifico per emittente potrebbe aumentare nei casi in cui questi fattori pesino maggiormente sui profili finanziari", osservano gli analisti. CALO INFLAZIONE PUÒ COMPENSARE EFFETTI RAFFORZAMENTO FIORINO Sul fronte valutario, la reazione dei mercati al risultato elettorale si è tradotta in un forte apprezzamento del fiorino. "Sebbene una valuta più forte contribuisca a contenere l'inflazione importata e migliori i bilanci delle aziende con debiti denominati in euro, un apprezzamento prolungato ai livelli attuali potrebbe penalizzare la competitività dei settori orientati all'export (come i beni di consumo), riducendo la redditività e limitando la crescita dei ricavi", spiegano gli esperti. "A compensare queste pressioni, il calo delle aspettative di inflazione potrebbe consentire un'ulteriore riduzione dei tassi di riferimento, con un conseguente abbassamento dei costi di finanziamento per le imprese, un miglioramento della copertura degli interessi e un sostegno ai rifinanziamenti", continuano gli analisti. MOLTO DIPENDE DALLO SBLOCCO DEI FONDI UE Nel lungo termine, la vittoria di Tisza potrebbe aprire la strada a un miglioramento delle prospettive economiche. Una normalizzazione dei rapporti con l'Ue potrebbe infatti favorire lo sblocco dei fondi attualmente congelati. "L'Ungheria ha accesso a circa 18 miliardi di euro tra fondi di coesione e recovery, subordinati al rispetto di condizioni su stato di diritto, appalti pubblici e indipendenza della magistratura", riportano gli esperti. "Lo sblocco di tali risorse favorirebbe in particolare i settori con elevata capacità di assorbimento dei fondi Ue, tra cui infrastrutture di trasporto e servizi pubblici, energie rinnovabili e reti, servizi ambientali e gestione delle acque, oltre alle costruzioni e all'ingegneria a livello locale", dichiarano gli economisti. Inoltre, "relazioni più solide con l'UE potrebbero favorire l'afflusso di investimenti diretti esteri, sostenendo ulteriormente ricavi, bilanci e prospettive di crescita nel lungo periodo", concludono da Scope Ratings. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
17/04/2026 18:44
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in deciso rialzo a metà seduta, dopo che l'Iran ha riaperto lo Stretto di Hormuz. Nel dettaglio, il Dow Jones sale del 2,28%, l'S&P 500 dell'1,48%, superando per la prima volta quota 7.100, e il Nasdaq Composite dell'1,71%. Inoltre, il Russell 2000 ha raggiunto un nuovo record, con l'indice delle small cap in rialzo del 2,75%. Dopo che il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha annunciato che lo Stretto di Hormuz sarà "completamente aperto" per il "periodo rimanente del cessate il fuoco", il Brent registra un calo dell'10,45% a 89,01 dollari al barile, mentre il Wti scende del 12,14% a 83,18 usd. "Il petrolio prosegue la sua dinamica ribassista iniziata la scorsa settimana. Lo spettro del petrolio a 150 dollari al barile si allontana e si punta a ritornare nella condizione che abbiamo visto a fine 2025, ossia un petrolio dipendente da una domanda globale in sostanziale rallentamento", commenta David Pascucci, esperto di Xtb. Tuttavia, ci sono alcuni punti di criticità. L'agenzia iraniana Fars ha infatti riferito che Teheran potrebbe tornare a bloccare lo Stretto, qualora gli Usa mantenessero il blocco statunitense, come dichiarato dal presidente Trump. "Per i mercati, il principale rischio al rialzo è che i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran falliscano. Non è uno scenario irrealistico, dato che le richieste delle due parti restano piuttosto distanti", dichiarano gli esperti di Ing. Sul fronte della politica monetaria, "facciamo fatica a immaginare un rialzo dei tassi da parte della Fed sotto la guida di Kevin Warsh quest'anno, ma anche i tagli ai tassi sono molto improbabili finché l'inflazione non tornerà a scendere", dichiara Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay Am. Sul fronte societario: - Il titolo di Netflix crolla del 9,15% a metà seduta. Gli investitori, infatti, hanno considerato deludenti le previsioni fornite dal gigante dello streaming. Per il secondo trimestre, Netflix prevede di guadagnare 78 centesimi per azione, al di sotto degli 84 centesimi per azione stimati dagli analisti intervistati da Lseg. Il titolo è stato inoltre penalizzato dall'annuncio del cofondatore e presidente di Netflix, Reed Hastings, che ha dichiarato di voler lasciare il consiglio di amministrazione a giugno, alla scadenza del suo mandato. - Le azioni di Alcoa calano del 7,17% a metà seduta, dopo che il produttore di alluminio ha riportato utili inferiori alle attese nell'ultimo trimestre. Gli utili rettificati sono stati pari a 1,4 dollari per azione, mentre gli analisti intervistati da Lseg si aspettavano 1,49 dollari per azione. Anche i ricavi della società, pari a 3,19 miliardi di dollari, sono risultati inferiori alle stime di 3,28 miliardi di dollari. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)