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Giappone: usd/yen supera quota 161, valuta nipponica verso minimi da 40 anni
19/06/2026 08:05
Giappone: usd/yen supera quota 161, valuta nipponica verso minimi da 40 anni
MILANO (MF-NW)--Il cambio tra il dollaro e lo yen ha superato quota 161, con la valuta nipponica sempre più vicina a un minimo da quattro decenni, alimentando nuove speculazioni su un possibile intervento di Tokyo per difendere la moneta del Sol Levante. Nel dettaglio lo yen si è indebolito bruscamente, con il cross usd/yen che ha superato quota 161, arrivando fino a 161,8, livello che non si vedeva dal luglio del 2024. Un movimento del cambio oltre 161,96 porterebbe lo yen sui minimi dal 1986. Il calo della valuta ha innescato nuovi avvertimenti da parte dei vertici di Tokyo. La ministra delle Finanze, Satsuki Katayama, ha dichiarato in un recente incontro al G7 che il Giappone è "pronto a prendere misure decisive contro i movimenti speculativi" nei mercati valutari. La valuta rimane sotto pressione nonostante oltre 70 miliardi di dollari di interventi da parte del Ministero delle Finanze nipponico a maggio e il recente rialzo dei tassi di interesse da parte della Bank of Japan, che ha portato il costo del denaro sui massimi dal 1995. Il vice governatore della BoJ, Ryozo Himino, ha dichiarato al Parlamento nipponico che la Banca centrale sta monitorando attentamente i movimenti valutari per il loro impatto sull'economia e sull'inflazione. Secondo diversi esperti, gli interventi sarebbero stati in gran parte inefficaci nel contenere la debolezza dello yen perché i fattori alla base del movimento sono strutturali. Tra questi, i rendimenti elevati dei Treasury, che continuano a sostenere il dollaro, e le politiche orientate alla crescita della premier Sanae Takaichi, che hanno segnalato una preferenza per condizioni monetarie relativamente accomodanti. Lo yen più debole ha sostenuto le esportazioni e la crescita economica del Giappone, ma ha anche alimentato le preoccupazioni sull'inflazione importata e sull'erosione del potere d'acquisto delle famiglie. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di chiusura
19/06/2026 08:00
WALL STREET: commento di chiusura
MILANO (MF-NW)--Chiusura in rialzo a Wall Street, con i mercati intenti a valutare le prospettive di ulteriori colloqui tra Washington e Teheran dopo un accordo preliminare volto a porre fine al conflitto in Medio Oriente. Il Nasdaq Composite ha guadagnato l'1,91% a 26.517,93 punti, l'S&P 500 l'1,08% a 7.500,58 punti e il Dow Jones lo 0,14% a 51.564,7 punti. Tra i settori, la tecnologia ha guidato i rialzi, mentre il comparto energetico ha registrato la flessione più marcata. I mercati statunitensi rimarranno chiusi oggi in occasione della festività del Juneteenth National Independence Day. Sul fronte della politica monetaria, secondo Stifel, la Federal Reserve difficilmente aumenterà i tassi d'interesse nel prossimo futuro, se mai lo farà, nonostante abbia eliminato il cosiddetto orientamento accomodante dal proprio comunicato di politica monetaria. Mercoledì la Banca centrale statunitense ha lasciato invariato il tasso di riferimento per la quarta riunione consecutiva, pur rivedendo al rialzo le proprie previsioni su inflazione e tassi d'interesse. Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, ha annunciato una serie di gruppi di lavoro incaricati di riesaminare aspetti quali la comunicazione dell'Istituto, le fonti dei dati e i modelli utilizzati per l'analisi dell'inflazione. Sul fronte societario: - Intel ha chiuso in rialzo dell'11%, risultando tra i migliori titoli dell'S&P 500. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che Apple ha accettato di collaborare con Intel per progettare e produrre chip sul territorio statunitense. Secondo Wedbush Securities, l'accordo rappresenta una significativa opportunità di crescita per Intel. Le azioni Apple hanno guadagnato lo 0,7%. - le azioni Sandisk hanno chiuso in rialzo di quasi il 12%, risultando il miglior titolo dell'S&P 500 nella seduta. - al contrario, Accenture ha terminato la giornata con un calo del 18%, la peggiore performance dell'indice. La società ha ridotto il limite superiore delle proprie previsioni di crescita dei ricavi per l'intero esercizio, dopo che le vendite del terzo trimestre fiscale sono risultate inferiori alle attese del mercato. Contestualmente, la società di consulenza ha annunciato tre acquisizioni per un valore complessivo di circa 4,18 miliardi di dollari. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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GB: indice fiducia consumatori stabile a giugno
19/06/2026 07:55
GB: indice fiducia consumatori stabile a giugno
MILANO (MF-NW)--L'indice di fiducia dei consumatori in Gran Bretagna è rimasto stabile su base mensile a -23 punti a giugno, riferisce la società di ricerche di mercato Growth from Knowledge. Il dato è leggermente migliore di quanto previsto dagli economisti che avevano stimato una lettura pari a -24 punti. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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BoJ: Himino mette in guardia da rischio derivante da ritardo in rialzi tassi
19/06/2026 07:52
BoJ: Himino mette in guardia da rischio derivante da ritardo in rialzi tassi
MILANO (MF-NW)--L'aumento dei tassi d'interesse può frenare l'attività economica, ma secondo il vice governatore della Bank of Japan il rischio di intervenire troppo lentamente è ancora maggiore. La politica monetaria "non è una bacchetta magica", ma adeguamenti tempestivi sono essenziali per riportare l'inflazione verso l'obiettivo, per mantenerla su quel livello e per sostenere la crescita economica di lungo periodo, ha dichiarato il vice governatore della BoJ, Ryozo Himino. Le dichiarazioni del banchiere rafforzano le aspettative dei mercati riguardo ad almeno un ulteriore aumento dei tassi entro quest'anno, dopo che la BoJ ha portato il costo del denaro all'1%, il livello più alto degli ultimi 31 anni, all'inizio di questa settimana. Secondo Himino, se la BOJ non agirà al momento opportuno, potrebbe essere costretta in futuro ad adottare una stretta monetaria più aggressiva. Un forte aumento dei tassi d'interesse graverebbe pesantemente su famiglie e imprese, ad esempio attraverso un'impennata dei costi dei mutui, provocando danni economici maggiori rispetto a un percorso di rialzi graduali. Sebbene l'inflazione attuale sia dovuta principalmente all'aumento dei prezzi dell'energia e alla debolezza dello yen, entrambi fattori legati al conflitto in Medio Oriente, Himino ha affermato che la BoJ interverrà qualora questa inflazione da costi rischiasse di provocare un'accelerazione generalizzata dei prezzi. Himino ha inoltre affrontato il tema dello yen, la cui persistente debolezza rappresenta un'ulteriore fonte di pressione inflazionistica per la BoJ. Il banchiere ha ribadito che i tassi di cambio sono un fattore cruciale che influenza i prezzi, pur non essendo un obiettivo diretto della politica monetaria. "Le oscillazioni del tasso di cambio potrebbero oggi influenzare i prezzi più facilmente rispetto al passato", ha dichiarato Himino, impegnandosi a monitorare attentamente in che modo le variazioni valutarie si trasmettano alle aspettative d'inflazione e modifichino la tendenza inflazionistica di fondo. (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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BoJ: verbali aprile mostrano sostegno crescente a rialzi tassi
19/06/2026 07:47
BoJ: verbali aprile mostrano sostegno crescente a rialzi tassi
MILANO (MF-NW)--Dai verbali della riunione di politica monetaria di aprile della Bank of Japan è emerso che diversi membri del consiglio erano sempre più preoccupati per i rischi inflazionistici al rialzo, con alcuni che hanno sostenuto la necessità di aumentare immediatamente i tassi d'interesse, poiché il rincaro dell'energia avrebbe potuto spingere l'inflazione oltre l'obiettivo prefissato. Nella riunione del 27-28 aprile, la BoJ ha votato 6 a 3 per mantenere il tasso di riferimento allo 0,75%, sebbene tre membri abbiano proposto un aumento all'1%. I verbali mostrano che i responsabili della politica monetaria erano sempre più preoccupati che l'aumento dei prezzi del petrolio greggio, legato alle tensioni in Medio Oriente, potesse tradursi in pressioni inflazionistiche più diffuse. Alcuni banchieri hanno inoltre espresso preoccupazione per il fatto che le aspettative inflazionistiche stessero diventando più radicate. (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)