FOCUS: credibilità B.centrali influisce su rendimenti obbligazionari mercati emergenti (Pgim)
17/03/2026 18:06
FOCUS: credibilità B.centrali influisce su rendimenti obbligazionari mercati emergenti (Pgim)
MILANO (MF-NW)--La credibilità delle Banche centrali dei mercati emergenti contribuisce ad assorbire gli shock economici e garantire che l'inflazione resti sotto controllo. "Sebbene molti fattori contribuiscano all'andamento dei mercati locali, monitorare la credibilità della banca centrale è uno strumento utile nel processo decisionale di investimento, poiché essa influisce sui premi di termine incorporati nei rendimenti obbligazionari", commenta Giancarlo Perasso, Lead Economist Africa and Former Soviet Union di Pgim. FOCUS SU DIVARIO TRA ASPETTATIVE E INFLAZIONE REALE Negli ultimi anni, i mercati emergenti hanno affrontato significative pressioni inflazionistiche, mentre fattori di stress sia esterni sia interni hanno evidenziato il ruolo cruciale della credibilità delle Banche centrali nel contenere gli shock economici e mantenere l'inflazione sotto controllo. In questo contesto, "il nostro indice di Credibilità è calcolato sulla base della distanza tra le aspettative di inflazione a breve termine e l'obiettivo di inflazione: un divario minore indica una maggiore credibilità e, di conseguenza, un valore più elevato dell'Indice di Credibilità", spiega l'esperto. "I valori dell'indice sono normalizzati rispetto ai dati storici, il che li rende utili per valutare l'andamento dei Paesi nel tempo e per effettuare confronti tra Paesi", prosegue Perasso. BANCHE EM REGISTRANO CALO CREDIBILITÀ IN PERIODO POST-PANDEMICO "I nove Paesi del nostro campione hanno registrato un drastico calo della credibilità nella lotta all'inflazione nel periodo post-pandemico, in un contesto caratterizzato da una radicata espansione fiscale e da una serie di shock esterni, tra cui l'invasione russa dell'Ucraina", riporta l'esperto. Attualmente, nonostante la significativa stretta monetaria, questi Paesi non sono riusciti a recuperare i livelli storici di credibilità. "Osserviamo che in otto dei nove Paesi esaminati, l'attuale media mobile a tre mesi dell'Indice di Credibilità si attesta al di sotto significativamente al di sotto della media pre-pandemia", dichiara Perasso. REPUBBLICA CECA E CILE TRA B.CENTRALI EMERGENTI PIÙ SOLIDE Tra le nove banche centrali incluse nel campione, Pigm ritiene che quelle della Repubblica Ceca e del Cile siano le più solide. "Il Cile e la Repubblica Ceca sono stati tra i primi Paesi dei mercati emergenti a introdurre un obiettivo di inflazione alla fine degli anni '90, prima di adottare formalmente i loro moderni quadri normativi rispettivamente nel 1999 e nel 2002", spiega l'esperto. La Banca nazionale ceca ha tratto vantaggio dall'appartenenza all'UE e "ha beneficiato di un quadro normativo/amministrativo condiviso, progettato per tenere sotto controllo l'inflazione nell'Eurozona", continua Perasso. Al contrario, "i progressi del Cile nel controllo dell'inflazione sono più endogeni. La lunga e consolidata esperienza del Paese nel controllo dell'inflazione e nel mantenere ancorate le aspettative è dimostrata dall'analisi del nostro Indice di Credibilità", commenta l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: terre rare devono essere elemento chiave di agenda industriale europea
17/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: terre rare devono essere elemento chiave di agenda industriale europea
MILANO (MF-NW)--In un contesto geopolitico segnato da crescenti tensioni internazionali, l'approvvigionamento di terre rare e materie prime critiche resta al centro dell'agenda europea. Tuttavia, nonostante l'Unione abbia fissato obiettivi chiari con il Critical Raw Materials Act, la regione deve affrontare sfide legate alla frammentazione, alla dipendenza e alla difficoltà di inserirsi efficacemente nelle catene di controllo societario. È quanto emerso durante l'evento 'Geopolitica e terre rare. Politica, economia e finanza si interrogano sul futuro, tra rischi e opportunità' che si è tenuto oggi a Milano presso Assolombarda. FITTO: EUROPA HA OBIETTIVI CHIARI, 40% TRASFORMAZIONE ENTRO I CONFINI IN 2030. Le terre rare rappresentano un elemento chiave della strategia industriale europea, cruciali per la transizione digitale ed energetica. "Oggi, tuttavia, l'Europa dipende in larga misura delle forniture estere, con catene di approvvigionamento globali fortemente concentrate al di fuori dell'Unione e sempre più influenzate da dinamiche geopolitiche più ampie", ha dichiarato Raffaele Fitto, Commissario europeo per la politica regionale. L'Unione deve rafforzare l'economia strategica e diversificare le fonti di approvvigionamento per ridurre il rischio di dipendenza, ha proseguito. "Per tradurre queste esigenze in azione abbiamo lanciato il Critical Raw Materials Act, la nostra bussola normativa. Ci siamo dati obiettivi chiari e vincolanti per il 2030. Estrarre almeno il 10% del nostro fabbisogno. Trasformarne almeno il 40% all'interno dei nostri confini e coprire almeno il 25% dei consumi attraverso il riciclo", ha concluso Fitto. LETTA AVVERTE: SE OGNI PAESE UE HA PROPRIA STRATEGIA, CINA E USA NE APPROFITTERANNO Tuttavia, avverte l'ex premier Enrico Letta, attualmente presidente del Jacques Delors Institute, l'Europa vive un grande problema legato alla frammentazione. Attualmente, ogni Stato membro sembra approfondire una propria strategia sul tema, affrontando sfide di competitività, sicurezza e modernità. "Se ogni Paese europeo avrà la propria strategia sulle terre rare, saranno cinesi e americani ad approfittarne", commenta Letta. "Su questo tema, o c'è un'azione collettiva come Europa o c'è un'inazione, un'incapacità di ottenere risultati. Non è un problema di far prevalere Bruxelles sulle capitali, ma un problema di non far prevalere Pechino e Washington", ha concluso Letta. BARBARESCO (MB): UE NON IN GRADO DI INSERIRSI IN CATENE CONTROLLO SOCIETARIO Nonostante la distribuzione geografica delle miniere di terre rare sia inalterabile e avvantaggi Paesi distanti dall'Europa, come Cina, Russia, Congo, India, Indonesia e Perù, la struttura del controllo societario delle imprese minerarie delinea un quadro più rassicurante per la regione, poiché include Paesi più vicini per affinità geopolitica. In questo contesto, tuttavia, il ruolo dell'Ue resta marginale, ha spiegato Gabriele Barbaresco, Direttore area studi di Mediobanca. Se si prende in esame il caso del cobalto, "l'Europa non è stata in grado di introdursi nelle catene di controllo societario", ha proseguito Barbaresco. La Cina, invece, ha costruito la propria posizione con l'acquisizione di società africane dal 2016, arrivando a controllare il 22% di tutte le società del comparto. MATERIE PRIME CRITICHE INTERESSANO 17 FILIERE E 77 MILA IMPRESE ITALIANE Sul fronte nazionale, Mediobanca segnala che, secondo le previsioni dell'Aie, anche nello scenario Net-Zero 2030 il 50% delle materie prime critiche resterà destinato alla produzione tradizionale, settore su cui si fonda storicamente la manifattura italiana. In Italia, valore delle Mpc utilizzate rappresenta il 2,3% del fatturato e incide per il 3,2% sui costi. Tuttavia, spiega l'esperto, queste materie risultano estremamente pervasive, nonostante il loro impatto in termini di valore sembri contenuto. "Le Mpc sono presenti in 490 miliardi di euro di fatturato manifatturiero, pari al 58% del totale", aggiunge. Inoltre, "le materie prime critiche interessano 43 settori manifatturieri, 17 filiere e 77.000 imprese", conclude Barbaresco. BIFFI (ASSOLOMBARDA): APRIRE CON PRAGMATISMO TEMA NUCLEARE DI NUOVA GENERAZIONE Accanto al tema delle materie prime, esiste un'altra dimensione altrettanto strategica per la competitività dell'industria europea: l'energia, ha dichiarato Alvise Biffi, presidente di Assolombarda. In questo contesto, è prioritario ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, aumentare l'autonomia energetica e proteggersi dall'instabilità dei prezzi. "In primo luogo, è fondamentale favorire la diffusione dei Power Purchase Agreement (Ppa), strumenti che permettono alle imprese di acquistare energia rinnovabile con contratti di lungo periodo, garantendo stabilità dei prezzi e facilitando il finanziamento di nuovi impianti", ha dichiarato. Inoltre, "è necessario accelerare i processi autorizzativi, riducendo tempi e complessità burocratiche che oggi rallentano la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili", ha proseguito Biffi. Allo stesso tempo, "è importante procedere rapidamente con il recepimento e l'attuazione della normativa sulle aree idonee". Infine, in una prospettiva di i medio-lungo periodo, "è necessario aprire con pragmatismo anche il tema del nucleare di nuova generazione, che può contribuire a rafforzare la sicurezza energetica e a garantire un mix energetico più stabile e competitivo per l'industria", ha concluso Biffi. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: Fed attesa ferma, tensione tra shock energetico e mercato lavoro debole
17/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Fed attesa ferma, tensione tra shock energetico e mercato lavoro debole
MILANO (MF-NW)--La Federal Reserve annuncerà domani la sua decisione di politica monetaria. Il consenso degli esperti prevede che l'Istituto manterrà il tasso di riferimento invariato al 3,5-3,75%, mentre l'attenzione degli investitori si concentrerà sulle previsioni economiche aggiornate. DATI NON GIUSTIFICANO ALLENTAMENTO MONETARIO Secondo quanto riporta lo strumento FedWatch di Cme Group, i mercati prezzano con una probabilità inferiore all'1% un taglio di 25 punti base da parte della Banca centrale. "Al momento non vi sono ancora dati sufficienti per giustificare un taglio dei tassi: lo scenario più probabile resta quindi una pausa, con tassi vicini al livello neutrale e una crescita ancora solida", afferma Colin Graham, Co-Head of Sustainable Multi-Asset Solutions di Robeco. Per quanto riguarda il contesto politico interno, prosegue l'esperto, ci sarà attenzione verso l'andamento dei prezzi della benzina, "tema sensibile per gli elettori, oltre che alla distribuzione dei rimborsi fiscali". TENSIONE TRA SHOCK ENERGETICO E INDEBOLIMENTO MERCATO LAVORO Le nuove previsioni economiche arriveranno in un contesto di forte incertezza, determinata sia dal perdurare della guerra nel Golfo sia dai timori riguardo alla tenuta del mercato del lavoro di fronte all'impatto dell'intelligenza artificiale. "Considerata l'imprevedibilità della durata del conflitto e le sue ripercussioni sui prezzi del petrolio e sull'inflazione, non prevediamo modifiche sostanziali alle proiezioni macroeconomiche", commenta Paolo Zanghieri, Senior Economist di Generali Investments. Secondo l'esperto, il comunicato stampa "metterà probabilmente in evidenza la tensione tra i rischi inflazionistici derivanti dallo shock petrolifero e i segnali di indebolimento del mercato del lavoro, sottolineando il delicato equilibrio tra l'obiettivo di mantenere l'inflazione sotto controllo e quello di sostenere l'occupazione". L'aumento dell'incertezza "è destinato ad ampliare le divergenze interne al board in merito al percorso di normalizzazione dei tassi. Di conseguenza, riteniamo che il dot plot mediano continui a indicare un solo taglio dei tassi quest'anno e un altro nel 2027", conclude Zanghieri. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)