-
FOCUS: Bce, rialzo dei tassi opportuno ma non urgente, esclusi interventi sui bond (J. Safra Sarasin)
28/10/2026 09:47
FOCUS: Bce, rialzo dei tassi opportuno ma non urgente, esclusi interventi sui bond (J. Safra Sarasin)
MILANO (MF-NW)--"Gli ultimi dati macroeconomici confermano un contesto di crescita solida e indicano rischi al rialzo per le proiezioni dell'inflazione della Bce, poiché i prezzi del petrolio superano nettamente i livelli ipotizzati nelle proiezioni degli esperti della Bce di settembre", dichiara Karsten Junius, cfa Chief Economist di J. Safra Sarasin. "Di conseguenza, l'inflazione headline è già balzata al 3,8% su base annua a settembre ed è probabile che si attesti in media al 3,9% su base annua nel quarto trimestre, anziché al 3,6% su base annua previsto dalla Bce. Prevediamo che l'inflazione headline raggiunga un picco del 4% all'inizio del 2027, prima di tornare a diminuire gradualmente. Questi livelli rischiano di innescare effetti indiretti ed effetti di secondo impatto e non possono essere ignorati dalla Bce", affewrma l'esperto. "In particolare, è probabile che i prezzi dei prodotti alimentari, verso i quali i consumatori sono particolarmente sensibili, aumentino il prossimo anno. Il deprezzamento dell'euro contribuisce ulteriormente all'inflazione importata, come evidenziato dall'aumento dei prezzi alla produzione per un'ampia gamma di prodotti, nonostante la minore inflazione dei prezzi alimentari". "La necessità di una politica monetaria più restrittiva è diventata chiaramente più convincente e la discussione all'interno del Consiglio direttivo dovrebbe riflettere questo cambiamento. Schnabel potrebbe sostenere un rialzo immediato dei tassi, ma è probabile che la maggior parte degli altri membri preferisca valutare i dati macroeconomici alla luce delle nuove proiezioni degli esperti previste per dicembre", spiega l'analista. "Concordiamo sul fatto che un ulteriore rialzo dei tassi sia appropriato, ma non urgente, poiché l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e l'ampliamento degli spread nei segmenti del credito più rischiosi hanno già determinato un inasprimento delle condizioni di finanziamento. Nell'area euro, i rendimenti obbligazionari sono aumentati in media dal 3,3% alla fine del secondo trimestre all'attuale 4,1%. Le turbolenze politiche in Francia e in altri Paesi potrebbero inoltre indebolire la fiducia dei consumatori e del settore del commercio al dettaglio, ripercuotendosi anche sul clima imprenditoriale, che potrebbe diventare più moderato. La componente relativa alle aspettative dell'indice ZEW riflette già questo andamento", afferma Junius. "Ci aspettiamo che le domande durante la conferenza stampa si concentrino sulle implicazioni dell'aumento dei rendimenti obbligazionari e sulla possibile necessità per la BCE di impedire un'ulteriore propagazione dell'aumento degli spread dei titoli di Stato francesi ad altri mercati. Riteniamo altamente improbabile che la BCE segnali la possibilità di intervenire sui mercati obbligazionari nel prossimo futuro o di utilizzare uno qualsiasi dei suoi strumenti di politica monetaria allo scopo di ridurre i rendimenti obbligazionari, per i seguenti cinque motivi", dichiara l'esperto. Il primo, secondo l'analista, riguarda i "rendimenti obbligazionari", i quali "non stanno aumentando soltanto nell'area euro, ma a livello globale, e riflettono una solida crescita economica e la domanda di capitale da parte sia dei governi sia delle imprese". Il secondo motivo è che "gli spread dei titoli di Stato all'interno dell'area euro si stanno ampliando, ma partono da livelli molto bassi. Per la maggior parte dei Paesi, non sono superiori a quelli registrati nel 2024 e nel 2025. Sono inoltre inferiori rispetto a quelli osservati nella fase iniziale della pandemia nel 2020 e durante il periodo di incertezza legato alle elezioni italiane del 2022, quando i mercati nutrivano dubbi sulla posizione politica dell'Italia rispetto ai propri impegni europei", spiega Junius. Inoltre, la terza ragione che avvalora la tesi dell'esperto, è che "l'aumento degli spread sui titoli di Stato francesi riflette principalmente il deterioramento dei fondamentali economici e fiscali della Francia. Gli ultimi dati Eurostat relativi al secondo trimestre mostrano che il rapporto debito/Pil della Francia, pari al 119,1%, non è soltanto tra i più elevati dell'area euro, ma è anche in rapido aumento. Con un saldo delle amministrazioni pubbliche corretto per la stagionalità pari al 5,1% del Pil, la situazione è chiaramente insostenibile e il disavanzo è di gran lunga superiore alla media dell'area euro, pari al - 3,3%. Non vi è alcuna ragione per cui gli attuali spread sui tassi d'interesse che la Francia deve sostenere possano giustificare un intervento della Bce, considerando che altri Paesi membri dell'area euro hanno sostenuto spread di tale entità per anni". Il quarto motivo, secondo l'analista, riguarda "l'indicatore di stress sistemico della Bce". Esso "si mantiene ancora su livelli molto bassi, sia per l'area euro sia per la Francia. Pertanto, è difficile che la Bce possa sostenere che le dinamiche di mercato siano 'ingiustificate e disordinate' e 'rappresentino una grave minaccia per la trasmissione della politica monetaria nell'area euro'. Al di là delle attuali dinamiche di mercato, a nostro avviso non sono soddisfatte le condizioni previste dal Transmission Protection Instrument (Tpi), pubblicate nel luglio 2022 (il Riquadro 1 qui sotto ne riassume i requisiti), e ciò non giustificherebbe alcun tipo di intervento in questa fase. È piuttosto improbabile che la Francia riesca a rispettare a breve i criteri fiscali previsti dal Tpi". Infine, afferma Junius, come quinta ragione a favore, "la Bce invierebbe un segnale di politica monetaria molto confuso se cercasse di ridurre i rendimenti dei titoli di Stato mentre, allo stesso tempo, inasprisse i tassi di riferimento. Ciò sarebbe particolarmente evidente se decidesse di rallentare il ritmo del quantitative tightening (Qt), come suggerito dall'ex membro del Comitato esecutivo della Bce Bini Smaghi. I rimborsi dei titoli nell'ambito dell'Asset Purchase Programme (App) e del Pandemic Emergency Purchase Programme (Pepp) non vengono reinvestiti rispettivamente da luglio 2023 e dalla fine del 2024, una decisione che la Bce ha confermato in occasione di ogni riunione di politica monetaria". "Ciò comporta acquisti netti di attività negativi, ossia un processo di quantitative tightening, nel quale i rimborsi seguono un percorso chiaro e prevedibile. Poiché questi titoli sono detenuti per finalità di politica monetaria, modificare il ritmo con cui vengono ridotti richiederebbe una giustificazione di politica monetaria. Infine, una modifica del ritmo del quantitative tightening potrebbe non produrre gli effetti desiderati, poiché l'entità dell'eventuale intervento potrebbe essere semplicemente troppo limitata per avere un impatto significativo", spiega l'analista. "I recenti interventi degli Stati Uniti sul mercato dei Treasury Usa rappresentano un chiaro segnale di avvertimento. Attualmente, la Bce detiene titoli per un valore di 3.310 miliardi di euro in un portafoglio denominato 'titoli detenuti per finalità di politica monetaria' nel proprio bilancio. Tali titoli comprendono l'App e il Pepp. Il totale del bilancio della Bce ammonta a 5.900 miliardi di euro, pari al 34,2% del Pil. A settembre, le consistenze dell'App erano inferiori di 346 miliardi di euro rispetto a un anno prima, mentre quelle del PEPP erano inferiori di 178 miliardi di euro, per una riduzione complessiva di 524 miliardi di euro. Ciò corrisponde a una riduzione di 44 miliardi di euro al mese", conclude l'esperto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: AI, la duration torna copertura contro il rischio di mercato (J.P. Morgan Am)
28/10/2026 09:41
FOCUS: AI, la duration torna copertura contro il rischio di mercato (J.P. Morgan Am)
MILANO (MF-NW)--"Il mercato ha iniziato a discriminare tra le aziende in grado di finanziare a bilancio la spesa per investimenti e quelle con fondamentali meno solidi. Nel Bond Bulletin di questa settimana, analizziamo i motivi per cui la duration è tornata ad essere un importante strumento di copertura contro il rischio legato al sentiment del mercato sull'intelligenza artificiale", afferma il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management. "Al banco di prova", proseguono gli esperti, "le dinamiche di crescita dell'AI hanno recentemente segnalato andamenti contrastanti. Da un lato, le aziende leader con una solida patrimonializzazione e in grado di convertire le ingenti spese per investimenti (capex) in ricavi continuano a essere performanti. Dall'altro, gli operatori che devono conciliare la necessità di sostenere gli investimenti a lungo termine con la redditività di breve termine cominciano a risentire delle pressioni sui bilanci aziendali". "Ad esempio, i risultati di SpaceX - superiori a ogni aspettativa - hanno convinto gli investitori che la spesa che promuove l'espansione può tradursi in redditività, con un forte aumento dei ricavi anche se il capex è quasi triplicato rispetto al terzo trimestre del 2025", spiegano gli analisti del team. "Tuttavia, i crescenti timori riguardanti la sostenibilità della costruzione di infrastrutture per l'AI finanziata con il debito hanno innescato un più diffuso ribasso delle azioni e obbligazioni del settore dell'intelligenza artificiale e dei data center che ha penalizzato in particolare gli operatori più deboli come CoreWeave, un "neocloud" che dà in affitto potenza di calcolo per l'AI". "L'azienda", continua il team di J. P. Morgan, "ha un debito di circa 50 miliardi di dollari, contratto per la costruzione di data center, e il costo per assicurare il rischio di insolvenza di tale debito ha raggiunto livelli record. Il titolo di CoreWeave è crollato bruscamente perché gli investitori hanno messo in discussione la capacità futura dell'azienda di onorare quel debito. Ciò che più preoccupa è il disallineamento temporale tra la spesa per investimenti e i flussi di cassa futuri, timore che è accentuato dalla frequente necessità di ricorrere ai mercati del debito in un contesto caratterizzato dal rialzo dei tassi di interesse". Secondo gli esperti, "l'andamento di CoreWeave è stato peculiare: il titolo obbligazionario in scadenza nel 2031 ha un rendimento superiore al 15%, mentre usd 4 miliardi circa del suo debito sono scambiati a livelli distressed (dati al 20 ottobre 2026). Più in generale, nel mercato del credito gli spread dei titoli Investment Grade e delle emissioni High Yield si sono leggermente ampliati da inizio anno. Nel complesso, la debolezza appare circoscritta, non sistemica, con una buona tenuta delle valutazioni per gli emittenti che vantano fondamentali solidi, soprattutto perché l'espansione trainata dall'intelligenza artificiale è ancora in una fase relativamente iniziale". "L'avversione al rischio ha innescato una fuga verso una maggiore sicurezza e le obbligazioni hanno assolto al loro ruolo tradizionale di porto sicuro. Via via che gli investitori acquistavano Treasury statunitensi i rendimenti - in crescita subito dopo la diffusione di dati sull'inflazione superiori alle attese - sono calati, chiudendo la settimana in ribasso su tutta la curva. In particolare, il rendimento dei Treasury trentennali è sceso di 17 punti base, la flessione settimanale più consistente degli ultimi sette mesi (tutti i dati sono aggiornati al 16 ottobre). Inoltre, sebbene vi sia stata un'alta correlazione tra petrolio e tassi, l'andamento si è poi invertito, segnalando che la domanda di sicurezza era strettamente legata al clima di fiducia nei confronti dell'intelligenza artificiale", affermano gli analisti. "Questo episodio ha dimostrato che quando il clima di fiducia muta, esprimendo avversione per il rischio legato all'intelligenza artificiale, la duration può fungere da copertura riappropriandosi del suo ruolo tradizionale. Poiché, più in generale, i fondamentali continuano a essere solidi, la selezione del credito rimane uno strumento cruciale per distinguere le aziende vincenti da quelle che arrancano nel ciclo di investimenti in AI", conclude il team. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
MARKET DRIVER: Bce, tassi fermi al 2,5% a ottobre, attesi due rialzi entro il 2027 (Vanguard)
28/10/2026 09:39
MARKET DRIVER: Bce, tassi fermi al 2,5% a ottobre, attesi due rialzi entro il 2027 (Vanguard)
MILANO (MF-NW)--"Ci attendiamo che la Bce mantenga invariato il tasso sui depositi al 2,50% nella riunione di giovedì, in linea con le attese del mercato", dichiara Josefina Rodriguez, Economista di Vanguard. "La crescita si conferma relativamente solida, ma il rallentamento dell'attività economica e le condizioni finanziarie più restrittive offrono alla Bce margine per una pausa; al contempo l'aumento dei prezzi dell'energia alimenta i rischi al rialzo per l'inflazione. Riteniamo quindi che ottobre rappresenti un arresto temporaneo e non la fine del ciclo, con due ulteriori rialzi di 25 punti base che porteranno il tasso di riferimento al 3,0% entro la fine del 2027". dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
MARKET DRIVER: Fed prudente, tono restrittivo finché l'inflazione non rallenta (Indosuez)
28/10/2026 09:32
MARKET DRIVER: Fed prudente, tono restrittivo finché l'inflazione non rallenta (Indosuez)
MILANO (MF-NW)--"In questo contesto, non ci aspettiamo comunicazioni specifiche da parte di Kevin Warsh. Ciò nonostante, è probabile che i funzionari della Fed mantengano un tono restrittivo nelle prossime settimane, concentrandosi sull'inflazione finché quest'ultima non fornirà segnali più rassicuranti. Questa impostazione prudente sarà verosimilmente rafforzata dalla pubblicazione di un dato elevato sull'inflazione di settembre, in un momento in cui i prezzi dell'energia rimangono alti e i segnali di de-escalation in Medio Oriente restano relativamente limitati", dichiara Lucas Meric, Cross-Asset Strategist, Indosuez Wealth Management. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
MARKET DRIVER VALUTE: dollaro, posizione neutrale dopo il taglio dell'esposizione (Invesco)
28/10/2026 09:31
MARKET DRIVER VALUTE: dollaro, posizione neutrale dopo il taglio dell'esposizione (Invesco)
MILANO (MF-NW)--"I dati recenti statunitensi, in particolare quelli sul mercato del lavoro e sull'inflazione, hanno ridotto la pressione sulla Fed affinché proceda a ulteriori rialzi dei tassi nel breve termine", dichiara Rob Waldner, Head of Ifi Strategy and Macro Research di Invesco. "Il tema della credibilità della Fed è inoltre tornato nel dibattito di mercato, alla luce delle diverse interpretazioni delle comunicazioni del Presidente della Fed Warsh e delle indicazioni contrastanti sul percorso futuro dei tassi. Il recente intervento statunitense sullo yen ha inoltre ridotto l'attrattiva del dollaro per alcuni investitori. Nel complesso, manteniamo una posizione neutrale sul dollaro, dopo aver ridotto in precedenza la nostra esposizione da sovrappeso a neutrale", cocnlude l'esperto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)