WALL STREET: commento di preapertura
08/10/2026 14:13
WALL STREET: commento di preapertura
MILANO (MF-NW)--I futures sui listini azionari Usa trattano in calo: quello sul Dow Jones perde lo 0,69% e quello sull'S&P 500 scende dello 0,41%. Per gli strategist Mps, a dare una spinta al rialzo ai rendimenti anche la nuova risalita del petrolio (Brent sopra 102 usd/barile) dopo gli attacchi iraniani alle navi che attraversano Hormuz e dopo che la Casa Bianca ha chiesto al Pentagono di elaborare opzioni di attacco contro l'Iran da eseguire prima delle elezioni di medio termine. La sessione di ieri è stata caratterizzata anche dall'attesa per i verbali Fed di settembre in cui è emerso che la decisione sul rialzo dei tassi è stata unanime e che la maggior parte dei membri si attende almeno un rialzo entro fine anno, anche se la decisione è vincolata ai dati macro". "Infine, è emerso che i rischi sull'inflazione sono visti al rialzo e quelli sul mercato del lavoro sono bilanciati e non più al ribasso, motivo in più per continuare con i rialzi dei tassi. Oggi il calendario è privo di dati macro di rilievo. Avremo i verbali Bce di settembre ed i canonici sussidi di disoccupazione Usa ed in serata l'asta sul 30y Treasury. L'attenzione rimarrà soprattutto rivolta agli sviluppi in Medio Oriente e Francia", concludono gli esperti. "Il rischio principale" nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti "potrebbe risiedere in un aumento prolungato dell'incertezza politica, con ripercussioni sui Treasury, sul dollaro e sulle leadership settoriali all'interno dell'azionario. Un simile scenario favorisce la resilienza rispetto alle posizioni ad alta convinzione: mantenere la liquidità, evitare una leva finanziaria eccessiva e diversificare l'esposizione tra regioni e valute consentirà agli investitori di posizionarsi al meglio per assorbire improvvisi mutamenti di politica economica. I voti saranno scrutinati a novembre. Ma le conseguenze, per gli investitori, potrebbero farsi sentire ancora per anni a venire", afferma George Brown, Senior Economist di Schroders. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non volere più un accordo con l'Iran, mentre si moltiplicano le indiscrezioni secondo cui l'esercito statunitense starebbe valutando una nuova fase di operazioni militari contro Teheran, molto probabilmente prima delle elezioni di Midterm. Secondo quanto riportato da Axios, che cita funzionari Usa, una possibile ripresa del conflitto potrebbe prevedere "bombardamenti massicci" contro obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani. "Non penso che l'accordo sia qualcosa che voglio davvero fare, ma loro sono disposti a offrirci qualsiasi cosa pur di fermarsi" ha detto Trump ieri sera a un comizio elettorale con i candidati repubblicani in Texas. Steve Witkoff, l'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, sta lavorando all'accordo e "sta facendo molto bene" ha aggiunto Trump. Durante il comizio, Trump ha evocato lo scenario di un attacco missilistico contro Los Angeles e San Diego mentre cercava di convincere gli americani che i rincari provocati dalla guerra con l'Iran rappresentino "un piccolo prezzo da pagare" per garantire la sicurezza nazionale. "L'ho detto l'altro giorno: lasciateli colpire San Diego o Los Angeles con un missile", ha affermato. Poi ha rincarato: "Lasciateli colpire. Volete vedere uno spettacolo da incubo? Volete vedere dei problemi? Lasciateli colpire San Diego. Lasciateli colpire Los Angeles e vedrete accadere cose brutte". Trump ha quindi evocato il rischio di uno scenario più ampio di caos nel Paese: "Volete vedere un Paese che precipita nel caos? Non permetteremo che accada. Proteggiamo le nostre città, proteggiamo il nostro Paese. Non permetteremo che accada". Sul fronte societario: - Haemonetics guadagna prima dell'apertura dei mercati il 17,98% dopo che Csl ha comunicato di prevedere di completare entro la fine del 2027 l'implementazione della piattaforma per la plasmaferesi di Haemonetics in tutti gli Stati Uniti. - Wolfspeed balza del 13,71% dopo che il produttore di chip ha ottenuto un prestito condizionato da 1,5 miliardi di dollari, nell'ambito di un impegno di finanziamento trentennale da parte del dipartimento della Difesa. I fondi sosterranno la produzione domestica, mentre, secondo i termini proposti, il Pentagono riceverà warrant che gli consentiranno di acquistare fino al 7,5% della società. - Levi Strauss perde il 3,69% dopo che la società ha registrato nel terzo trimestre ricavi per 1,61 miliardi di dollari, leggermente inferiori alle attese, a causa dell'indebolimento delle vendite dirette ai consumatori negli Stati Uniti e in Europa. Sebbene l'utile rettificato abbia superato le stime e i rimborsi dei dazi abbiano contribuito a sostenere la redditività del produttore di denim, le prospettive sulle vendite sono risultate meno ottimistiche. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)