WALL STREET: commento di metà seduta
06/11/2026 18:37
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi proseguono la seduta in territorio misto. In particolare, il Dow Jones cala leggermente dello 0,01%, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite guadagnano rispettivamente lo 0,73% e l'1,39%. "I mercati azionari statunitensi hanno registrato una forte flessione giovedì, guidati dai titoli dei semiconduttori e delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, a seguito della rivalutazione da parte degli investitori delle implicazioni delle elezioni per lo sviluppo dei data center", spiega Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management. "Il Nasdaq 100 e l'S&P 500 hanno subito perdite rispettivamente del 6,4% e del 4,4% circa"."Il calo viene interpretato come un riposizionamento tattico piuttosto che come il segnale di una flessione duratura nel ciclo degli investimenti nell'IA, con prospettive di rialzo per i principali indici azionari nei successivi 6-12 mesi. Al contempo, data la possibilità di un'ulteriore volatilità, l'attenzione degli investitori dovrebbe concentrarsi sulla gestione dei rischi di concentrazione, sul riequilibrio di un'eccessiva esposizione al settore tecnologico e sulla costituzione di un solido portafoglio core multi-asset". Secondo l'esperto "il ciclo di investimenti nell'AI rimane solido, la crescita degli utili societari si conferma resiliente e un contesto ciclico globale positivo dovrebbe fornire supporto all'azionario. Sebbene si possa verificare una fase di assestamento del mercato successiva ai risultati elettorali, i fondamentali non appaiono tali da giustificare una contrazione prolungata". Sul fronte macroeconomico, il rapporto sull'occupazione di ottobre mostra un aumento dei posti di lavoro nei settori non agricoli pari a 165.000 unità, ben al di sopra delle 70.000 attese secondo il sondaggio compilato dagli economisti. Anche i dati dei mesi precedenti vengono rivisti al rialzo: a settembre l'incremento sale a 60.000 posti di lavoro, mentre ad agosto raggiunge quota 186.000, con una revisione netta positiva di 84.000 unità. Nel settore privato, i posti di lavoro aumentano di 159.000 unità a ottobre, dopo l'incremento di 78.000 registrato a settembre, superando ampiamente le 65.000 nuove posizioni attese. Il comparto dei servizi professionali e alle imprese crea 70.000 posti di lavoro, mentre quello della sanità e dell'assistenza sociale ne aggiunge 55.100. In calo, invece, l'occupazione nei settori del tempo libero e dell'ospitalità, con una contrazione di 13.000 posti. Il tasso di disoccupazione scende al 4,1% a ottobre dal 4,2% di settembre, contro le attese di una conferma al 4,2%. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro sale al 61,9% dal 61,8% del mese precedente, mentre la forza lavoro si amplia grazie all'aumento dell'occupazione rilevato dall'indagine sulle famiglie. La disoccupazione rilevata da quest'ultima indagine diminuisce. Le retribuzioni orarie aumentano dello 0,4%, più dello 0,3% previsto e in linea con l'incremento registrato a settembre. Su base annua, la crescita si attesta al 3,1%, in rallentamento rispetto al 3,2% del mese precedente. La settimana lavorativa media rimane stabile a 34,4 ore, in linea con le attese. Il rapporto mensile sull'occupazione pubblicato dal Bureau of Labor Statistics (Bls) comprende due indagini distinte ed è considerato la pubblicazione macroeconomica più importante del mese. L'indagine condotta sulle imprese misura i livelli occupazionali e salariali, oltre alla durata media della settimana lavorativa, con una ripartizione per settore. L'indagine sulle famiglie rileva invece il numero di persone che lavorano o cercano un impiego, il tasso di disoccupazione, il numero di individui che hanno lasciato la forza lavoro e le ragioni del ricorso al part-time. La reazione dei mercati può essere contrastante, soprattutto quando le due indagini restituiscono indicazioni divergenti. Un forte aumento dell'occupazione o una diminuzione del tasso di disoccupazione rappresentano generalmente un segnale positivo per i mercati azionari, perché indicano un'economia statunitense solida. I titoli obbligazionari, tuttavia, tendono a reagire negativamente agli stessi dati, soprattutto quando sono accompagnati da un marcato aumento dei salari. Inoltre, l'indice preliminare sulla fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan è salito a 51,0 a novembre, rispetto a 48,0 di ottobre, a fronte delle aspettative di una variazione nulla secondo un sondaggio condotto dagli economisti. L'Università del Michigan ha raccolto le risposte per il sondaggio tra il 20 ottobre e il 2 novembre, prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. L'indice delle condizioni economiche attuali è aumentato a 51,0 a novembre, da 46,7 di ottobre, mentre quello sulle aspettative è salito a 50,9 da 48,8. "Se da un lato la fiducia è aumentata tra i consumatori con un patrimonio basso e medio, dall'altro è diminuita del 5% tra coloro che detengono i portafogli azionari più consistenti, sulla scia di un periodo relativamente turbolento per i mercati azionari", dichiara l'Università del Michigan. Le aspettative di inflazione a un anno dei partecipanti al sondaggio si sono attestate al 4,3%, in calo dal 4,7% di ottobre, mentre quelle a cinque anni sono scese al 3,4% dal 3,5%. Le preoccupazioni per l'inflazione, tuttavia, sono rimaste elevate. "Circa il 57% degli intervistati ha menzionato spontaneamente l'erosione del proprio tenore di vita a causa dei prezzi elevati: si tratta del dato più alto da maggio e in aumento rispetto al 46% di febbraio, poco prima del conflitto con l'Iran", prosegue l'Università del Michigan. L'indice sulla fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan viene rilevato due volte al mese: misura il sentiment dei consumatori all'inizio del mese in corso (stima preliminare), per poi essere rivisto più avanti nel mese (stima definitiva). L'indice generale combina la valutazione delle condizioni economiche attuali con le aspettative per il prossimo futuro. Un aumento dell'indice indica una maggiore fiducia da parte dei consumatori, un fattore positivo per i mercati azionari se tale fiducia si traduce in maggiori consumi. Un incremento della domanda tende generalmente ad alimentare l'inflazione, con effetti negativi sui titoli obbligazionari. Sul fronte societario: - Cloudflare sale del 12,48% a metà seduta, dopo che le previsioni per il trimestre in corso superano le attese degli analisti. Cloudflare stima un utile rettificato di 43 centesimi per azione, contro i 38 centesimi previsti dal consenso FactSet, e ricavi compresi tra 845 e 846 milioni di dollari, superiori ai 796 milioni attesi dagli analisti. - Iren balza di quasi il 19,22%, dopo aver registrato ricavi per 228 milioni di dollari nel primo trimestre fiscale, in aumento rispetto ai 137 milioni del trimestre precedente. Oltre 4 miliardi di dollari di ricavi ricorrenti annuali, inizialmente previsti per il 2026, sono stati rinviati almeno a gennaio 2027. Iren risente pesantemente della recente ondata di vendite sui titoli legati all'intelligenza artificiale, con un calo del 31% nell'ultima settimana. - Airbnb balza dell'11,81% dopo che l'utile per azione del terzo trimestre, pari a 3,16 dollari, supera i 2,85 dollari attesi dagli analisti. Anche i ricavi, pari a 4,87 miliardi di dollari, battono le stime del mercato di 4,75 miliardi, secondo i dati Lseg. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)