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*Germania: indice Zew giugno a 10,5 punti
16/06/2026 11:07
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MARKET DRIVER: EssilorLuxottica, Isp riduce target price
16/06/2026 11:06
MARKET DRIVER: EssilorLuxottica, Isp riduce target price
MILANO (MF-NW)--Intesa Sanpaolo ha ridotto da 323 a 278 euro il prezzo obiettivo su EssilorLuxottica, confermando la raccomandazione buy. Gli analisti si aspettano che ci sia stata una solida crescita dei ricavi nel secondo trimestre, ma hanno abbassato le ipotesi sull'Eps 2026-2027 del 5,5% per tener conto di una revisione delle attese sui wearable nella seconda metà dell'anno in corso. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Fed, faro su linea Warsh (Pimco)
16/06/2026 11:03
MARKET DRIVER: Fed, faro su linea Warsh (Pimco)
MILANO (MF-NW)--Il nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, "ha confermato che terrà una conferenza stampa in occasione della riunione di giugno, anche se resta da vedere se manterrà la cadenza di una conferenza a ogni riunione. Il passaggio a conferenze stampa trimestrali, che rappresenterebbe un ritorno alla prassi precedente al 2019, è un esito plausibile, anche se giugno è probabilmente troppo presto per un cambiamento di rotta", afferma Tiffany Wilding, economista di Pimco. L'esperta si aspetta "un cambiamento in senso falco" nelle proiezioni della Fed: "un paio di dot relativi al 2026 che indicano rialzi entro la fine dell'anno, con la mediana che si attesta intorno a un'assenza di variazioni. Il rischio principale da monitorare è una discrepanza tra un comitato che tende a un approccio più restrittivo e un presidente il cui istinto sull'inflazione appare più costruttivo e, separatamente, la possibilità che Warsh si rifiuti di presentare i dot, in linea con la sua critica di lunga data alla forward guidance". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: BoJ alza i tassi sui massimi dal 1995
16/06/2026 11:01
TOP NEWS ESTERO: BoJ alza i tassi sui massimi dal 1995
MILANO (MF-NW)--La Banca centrale del Giappone ha alzato il tasso di interesse di riferimento all'1%, il livello più elevato da oltre trent'anni, in linea con le aspettative degli economisti, accelerando il processo di normalizzazione della politica monetaria avviato nel 2024. Si tratta del primo incremento del costo del denaro da dicembre e della prima volta dal 1995 che il costo del denaro raggiunge l'1%. Il rialzo dei tassi di interesse è stato approvato con una maggioranza netta di 7 a 1. Solo il membro del board della BoJ Toichiro Asada ha espresso un voto contrario, a favore del mantenimento dello status quo. L'inasprimento della politica monetaria arriva in un momento in cui il Giappone deve fare i conti con uno yen debole e con un'inflazione che ha iniziato ad accelerare, in parte a causa della guerra con l'Iran. La Banca centrale ha inoltre annunciato che continuerà a ridurre gli acquisti di titoli di Stato di 200 miliardi di yen per trimestre, prima di interrompere gradualmente il programma di riduzione e stabilizzare gli acquisti mensili di bond a 2.000 miliardi di yen a partire da aprile 2027. FARO SULL'INFLAZIONE La BoJ ha osservato che l'inflazione al consumo in Giappone è rimasta sotto il 2% grazie alle misure governative volte a ridurre l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia sulle famiglie. "Tuttavia, il trasferimento ai prezzi degli aumenti derivanti dal rialzo delle quotazioni del petrolio greggio sta procedendo a un ritmo relativamente rapido nelle transazioni tra imprese e potrebbe estendersi a un aumento dei prezzi al consumo in un'ampia gamma di beni". Un segnale in questo senso proviene dall'indice dei prezzi alla produzione, aumentato del 6,3% a maggio, il ritmo più elevato da oltre tre anni, principalmente a causa dell'aumento dei costi energetici. Secondo Tai Hui, responsabile della strategia di mercato per l'area Asia-Pacifico di J.P. Morgan Asset Management, sebbene il rialzo dei tassi fosse ampiamente previsto, l'ampio sostegno ricevuto all'interno del board indica che la BoJ è attualmente più concentrata sui rischi inflazionistici che sulle prospettive di crescita economica. Per Hui le crescenti aspettative di una riapertura dello Stretto di Hormuz, che hanno ridotto l'incertezza riguardo a possibili shock dell'offerta energetica per il Giappone, hanno fornito alla Banca centrale una maggiore fiducia nel proseguire la normalizzazione della politica monetaria. LA DEBOLEZZA DELLO YEN Anche la persistente debolezza dello yen ha rafforzato le argomentazioni a favore di un aumento dei tassi. Dopo che Tokyo ha speso, secondo le indiscrezioni, 11.700 miliardi di yen (circa 73,5 miliardi di dollari) in operazioni di intervento sul mercato valutario nel mese di maggio, la valuta giapponese ha ripreso a indebolirsi, tornando intorno alla soglia di 160 dollari e mantenendosi su tale livello per gran parte di giugno. "Intervenire sul mercato valutario senza modificare la politica monetaria interna è come premere il freno mantenendo il piede ben saldo sull'acceleratore: nel migliore dei casi i passeggeri si divertono un pò, nel peggiore si consumano inutilmente i freni", commenta Jesper Koll di Monex Group. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: Cina debole, primo calo da oltre 3 anni per vendite al dettaglio
16/06/2026 11:01
TOP NEWS ESTERO: Cina debole, primo calo da oltre 3 anni per vendite al dettaglio
MILANO (MF-NW)--Le vendite al dettaglio in Cina sono diminuite a maggio per la prima volta da oltre tre anni, mentre gli investimenti urbani hanno registrato una contrazione superiore alle attese, aumentando la pressione su Pechino affinché introduca misure di stimolo significative per rilanciare i consumi, nonostante l'allentamento delle tensioni in Medio Oriente offra un certo sollievo nel breve termine. Le vendite al dettaglio, indicatore della spesa dei consumatori, sono diminuite dello 0,6% su base annua a maggio, segnando il primo calo dal dicembre del 2022, secondo i dati diffusi dal National Bureau of Statistics. Le festività del Labor Day all'inizio di maggio non sono riuscite a compensare la debolezza dei consumi. La contrazione delle vendite ha sorpreso gli economisti che avevano previsto un dato invariato. Fu Linghui, portavoce dell'ufficio statistico, ha sottolineato che le vendite complessive di beni e servizi sono comunque aumentate del 2,8% nei primi cinque mesi dell'anno. CONTRAZIONE PEGGIORE DEL PREVISTO PER INVESTIMENTI FISSI Gli investimenti fissi urbani della Cina, che comprendono immobili e infrastrutture, hanno registrato una contrazione del 4,1% nei primi cinque mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2025, ben peggiore del calo del 2% previsto dagli economisti e in aggravamento rispetto alla flessione dell'1,6% registrata nei primi quattro mesi dell'anno. Il settore immobiliare ha continuato a pesare sugli investimenti, con gli afflussi in diminuzione del 16,2% nel periodo gennaio-maggio. Gli investimenti fissi nel settore manifatturiero sono diminuiti per la prima volta dal dicembre del 2020, secondo i dati di Wind, nonostante la tenuta della manifattura ad alta tecnologia e dei comparti sostenuti dalle politiche governative. Gli investimenti nelle infrastrutture sono invece cresciuti dello 0,6% su base annua. PRODUZIONE INDUSTRIALE UNICO DATO POSITIVO L'unico dato realmente positivo è arrivato dalla produzione industriale, aumentata del 4,5% a maggio, oltre le attese del 4,3%, e in ripresa rispetto al minimo di quasi tre anni registrato ad aprile (4,1%). "Lo squilibrio interno tra una forte offerta e una domanda debole è acuto", ha sottolineato l'ufficio statistico. "Alcune imprese stanno affrontando notevoli pressioni operative" e sono quindi necessarie nuove tecnologie e un maggiore sostegno all'occupazione per conseguire "un adeguato aumento della produzione economica". SEGNALI DI RALLENTAMENTO IN ECONOMIA CINESE L'economia cinese ha quindi mostrato segnali di rallentamento dopo un primo trimestre robusto. Ad aprile, la crescita aveva già perso slancio in quasi tutti i settori, con produzione industriale e vendite al dettaglio che avevano registrato gli incrementi più deboli degli ultimi anni. A maggio, l'indice ufficiale dell'attività manifatturiera è sceso a 50 punti, la soglia che separa l'espansione dalla contrazione. Durante il lungo periodo festivo di inizio maggio, pur registrandosi un aumento dei viaggi e delle spese per la ristorazione, la spesa pro capite è rimasta inferiore a quella dello stesso periodo del 2025, segno che i consumatori sono diventati più attenti ai prezzi. "I deboli dati sulle vendite al dettaglio aumentano la pressione sul governo affinché valuti misure per stabilizzare i consumi", afferma Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management, prevedendo un "aggiustamento mirato" delle politiche economiche a luglio, dopo la pubblicazione dei dati sul Pil del secondo trimestre. "L'economia cinese rallenterà e le prospettive di ripresa restano limitate", commenta Sheane Yue, economista senior di Oxford Economics, stimando una crescita del 4,2% nel secondo trimestre, in netto rallentamento rispetto al 5% registrato nel primo. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)