Iran: Zunarelli (Unibo), prive di base giuridica pretese di pedaggio e restrizioni transito navale
08/04/2026 18:48
Iran: Zunarelli (Unibo), prive di base giuridica pretese di pedaggio e restrizioni transito navale
MILANO (MF-NW)--"Le pretese del governo dell'Iran di introdurre un pedaggio per il transito delle navi mercantili straniere (o di alcuni stati) nello stretto di Hormuz o addirittura di interdire selettivamente per le navi di alcuni stati il diritto di passaggio inoffensivo in quelle acque appaiono prive di base giuridica". Lo ha dichiarato Stefano Zunarelli, Professore Ordinario di diritto della navigazione presso l'Università di Bologna. "A una nave mercantile il pagamento di un pedaggio può essere imposto soltanto a fronte di servizi che il governo dello stato costiero renda effettivamente alla nave, come la presenza a bordo di un pilota che supporti il comandante nelle manovre", prosegue l'esperto. "Riconoscere il diritto di uno stato costiero a ottenere il pagamento di un pedaggio in assenza della fornitura di servizi di questo genere creerebbe un precedente molto pericoloso, in quanto potrebbe indurre altri stati a formulare richieste dello stesso genere con riferimento ad altri stretti internazionali", continua Zunarelli. Il diritto di passaggio inoffensivo negli stretti internazionali rappresenta un pilastro dello sviluppo del commercio globale. "Al di là dei maggiori costi che graverebbero sulle merci in transito per lo stretto di Hormuz, aprire le porte a un regime quale quello richiesto dall'Iran significherebbe, in definitiva, riportare il diritto internazionale del mare allo stato antecedente al riconoscimento del principio della libertà dei mari elaborato da Hugo Grozio all'inizio del diciassettesimo secolo, con le conseguenze future che è facile immaginare", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
08/04/2026 18:42
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in forte rialzo a metà seduta, dopo che Iran e Usa, grazie alla mediazione del Pakistan, hanno raggiunto un accordo per una tregua di 14 giorni. Nel dettaglio, il Dow Jones guadagna il 2,63%, l'S&P 500 il 2,42% e il Nasdaq Composite il 2,94%. In questo contesto, i prezzi del petrolio sono crollati, con il Brent attualmente in calo del 13% a 95,7 dollari. Tuttavia, il cessate il fuoco inizia già a mostrare i primi cedimenti: il Primo Ministro del Pakistan ha segnalato violazioni in alcune zone del conflitto, a cui l'Iran avrebbe risposto bloccando il traffico nello Stretto di Hormuz. "E' importante che gli investitori non corrano troppo avanti. Abbiamo già visto Trump fissare e prorogare scadenze più volte in passato, e una finestra di due settimane non rappresenta una soluzione permanente", commenta Josh Gilbert, market analyst di eToro. "Il rialzo degli asset di rischio è coerente con le notizie, ma per consolidarsi dovrà essere supportato da progressi concreti nei negoziati", spiega Gilbert. "La questione centrale, se l'Iran riaprirà stabilmente lo Stretto di Hormuz e se si riuscirà a raggiungere un accordo duraturo, resta ancora del tutto irrisolta", continua l'esperto. "Se le rotte marittime verranno riaperte e il petrolio tornerà a livelli normali, ciò potrebbe rappresentare un punto di svolta per i mercati globali. In caso contrario, se le due settimane trascorressero senza un accordo, è probabile attendersi un'inversione brusca e severa di questo rally di sollievo", conclude l'esperto. Il Primo Ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha denunciato in un post su X: "sono state segnalate violazioni del cessate il fuoco in alcune zone del conflitto, minando lo spirito del processo di pace". Sharif ha invitato tutte le parti interessate a "esercitare moderazione" e a rispettare l'accordo, come concordato, "affinché la diplomazia possa svolgere un ruolo guida verso una soluzione pacifica del conflitto". In parallelo, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato ad Abc News che gli Stati Uniti potrebbero creare una "joint venture" con l'Iran per salvaguardare lo Stretto di Hormuz. È un modo per metterlo in sicurezza e anche per proteggerlo da molti altri", ha detto Trump quando gli è stato chiesto se avrebbe permesso a Teheran di imporre pedaggi per il transito delle navi attraverso il canale. "È una cosa meravigliosa", ha aggiunto il presidente. Trump ha anche affermato che non permetterà all'Iran di mantenere alcuna capacità di arricchimento dell'uranio, nonostante le ripetute affermazioni di Teheran di non voler rinunciare alla libertà di farlo. Sul fronte della politica monetaria, "prevediamo che la Fed continui ad abbassare i tassi di interesse per sostenere il mercato del lavoro, anche se l'economia mostra una crescita superiore al trend e un'inflazione elevata", dichiara Rob Waldner, Head of Ifi Strategy and Macro Research di Invesco. "Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, il cui mandato avrà inizio a maggio, sarà oggetto di attenta osservazione da parte dei mercati mentre cercherà di trovare un equilibrio tra la richiesta del presidente di tagliare i tassi e l'imperativo di riportare l'inflazione ai livelli target", conclude Waldner. Lato macro, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato dello 0,8% nella settimana terminata il 3 aprile, dopo la discesa del 10,4% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono cresciute dell'1%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece scese del 3%. Sul fronte societario: - Le azioni delle società energetiche hanno registrato forti ribassi. Apa crolla del 10,7% a metà seduta. Occidental Petroleum scende di circa il 6,5%. Exxon Mobil registra un calo superiore al 6%, mentre Chevron perde quasi il 6%. - Il titolo di Levi Strauss & Co balza del 12,13% a metà seduta. La società ha superato le aspettative di Wall Street sia in termini di fatturato che di utili nel primo trimestre, spingendo l'azienda a rivedere al rialzo le proprie previsioni per l'intero anno. Nel dettaglio, il produttore di jeans ha registrato un fatturato di 1,74 miliardi di dollari rispetto agli 1,53 mld dello stesso periodo dell'anno precedente (+14% a/a) e al di sopra degli 1,65 mld attesi dagli analisti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)