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COMMENTO BOND: debito AI, energia e banche centrali dietro ai rendimenti massimi (Rheos Partners)
07/09/2026 13:05
COMMENTO BOND: debito AI, energia e banche centrali dietro ai rendimenti massimi (Rheos Partners)
MILANO (MF-NW)--"Il mercato obbligazionario globale sta vivendo il proprio reset dei tassi, e la causa non è una sola" osserva Giacomo Calef, co-fondatore, Rheos Partners. Venerdì il rendimento del Bund decennale tedesco ha toccato i massimi dal 2011, quello del gilt britannico i massimi dal 2008, il Treasury Usa a dieci anni si è avvicinato al 4,80%. In Giappone il Jgb decennale ha superato il 3% per la prima volta dal 1996, e il biennale, il più sensibile alla politica monetaria, è al livello più alto dal 1995. "Non è un solo fattore a spingere i tassi al rialzo, ma tre che convergono nella stessa settimana: la corsa al debito delle società che costruiscono l'infrastruttura dell'intelligenza artificiale, un nuovo shock energetico legato allo Stretto di Hormuz, e banche centrali che si muovono in direzioni diverse ma tutte verso una maggiore restrizione" spiega l'esperto. Secondo l'analista, il fronte del credito è quello meno visibile ma probabilmente il più strutturale. Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft e Oracle hanno collocato circa 220 miliardi di dollari di obbligazioni da inizio anno, più del doppio di tutto il 2025, per finanziare data center e capacità di calcolo. È un fenomeno che sposta parte della competizione per il capitale dal mercato azionario a quello obbligazionario: le hyperscaler emettono debito nello stesso momento in cui i governi devono collocare quantità crescenti di titoli di stato, e con le banche centrali che non comprano più bond su larga scala, l'offerta la deve assorbire il mercato. Il risultato è quello che alcuni esperti definiscono scarsità di capitale: più emittenti di alta qualità in cerca dello stesso funding, rendimenti reali ai massimi da oltre un decennio. Da un punto di vista energetico, le tensioni tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz hanno riportato il Brent sopra i 95 dollari al barile, mentre il gas TTF olandese è tornato sui massimi da inizio 2023. "Non è un rincaro isolato: l'inflazione dell'area euro è salita al 3,3% in agosto, quasi interamente per effetto energetico, mentre l'inflazione core resta più contenuta, al 2,4%. È una distinzione che conta. Se l'aumento resta un fenomeno di prezzo temporaneo, le banche centrali possono in parte guardare oltre; se comincia a trasferirsi su salari e servizi, la finestra si chiude" sottolinea Calef. Il terzo fattore da considerare è la sincronizzazione, insolita, delle banche centrali. La Bce alzerà quasi certamente i tassi al 2,50% il 10 settembre, con l'intenzione dichiarata di fermarsi lì. La Fed arriva al meeting del 15-16 settembre con un mercato del lavoro più forte del previsto, che ha riacceso le probabilità di un rialzo proprio mentre l'inflazione di luglio, in calo al 3,4% annuo, sembrava aver dato margine per restare ferma. La Banca del Giappone, dopo cinque rialzi consecutivi, ha lasciato intendere che il 17-18 settembre potrebbe arrivare il sesto. "Tre banche centrali che si muovono quasi in contemporanea, per motivi diversi, comprimono insieme la liquidità globale" spiega l'analista. "Per chi detiene portafogli obbligazionari, la duration torna a essere una scelta attiva, non un parcheggio. Per chi valuta operazioni straordinarie o debito aziendale, il costo del funding non è più un dettaglio tecnico: è tornato una variabile strategica, come non lo era dal decennio dei tassi a zero" conclude. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Lu-ve, Tp Icap conferma buy
07/09/2026 13:01
MARKET DRIVER: Lu-ve, Tp Icap conferma buy
MILANO (MF-NW)--Tp Icap Midcap conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 70 euro su Lu-ve. Gli analisti puntano l'attenzione sul miglioramento della guidance di medio-lungo periodo da parte della società dopo i conti semestrali. Lu-ve, sottolineano gli esperti, "ancora una volta si conferma come uno dei nomi più forti e meglio posizionati nell'universo delle mid-cap italiane, nonostante le tensioni geopolitiche". Il gruppo, attivo nella progettazione e produzione di scambiatori di calore ad aria altamente ingegnerizzati e sistemi di raffreddamento ad alta efficienza per applicazioni commerciali, industriali e tecnologiche, venerdì ha aggiornato al rialzo la guidance di medio-lungo termine, citando il rafforzamento delle prospettive di crescita, sostenute da trend strutturali favorevoli e da un portafoglio diversificato di applicazioni, cui si aggiunge il significativo potenziale di sviluppo nel segmento dei data center. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 7 SETTEMBRE 2026
07/09/2026 13:00
PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 7 SETTEMBRE 2026
MILANO (MF-NW)--Le Borse europee faticano a trovare una direzione precisa, mentre il petrolio estende i guadagni dopo che Stati Uniti e Iran si sono scambiati una serie di nuovi attacchi durante il fine settimana. "Con il traffico di petroliere sempre più esposto ad azioni militari dirette e con le restrizioni intorno allo stretto che potrebbero ampliarsi, i rischi per le esportazioni energetiche del Golfo rimangono elevati, mantenendo un sostanziale premio geopolitico incorporato nei prezzi del petrolio" affermano gli esperti di Mufg. Sul fronte macroeconomico, la produzione industriale tedesca è calata dell'1,1% su base mensile a luglio, dopo una variazione nulla nel mese di giugno, secondo i dati diffusi dall'Ufficio federale di statistica. Il dato ha deluso gli analisti, che si aspettavano un aumento dello 0,1% per il mese. Il prodotto interno lordo (Pil) destagionalizzato dell'area euro, invece, è cresciuto dello 0,6% nel secondo trimestre, dopo una crescita nulla nel trimestre precedente. Su base annua, l'economia della regione è cresciuta dell'1,2% nel trimestre, contro l'1% stimato in precedenza. Guardando ai prossimi giorni, la decisione sui tassi d'interesse della Banca Centrale Europea è l'evento chiave della settimana nell'eurozona, dove un aumento dei tassi di 25 punti base è ampiamente previsto e già pienamente scontato dai mercati, secondo i dati di Lseg. "Sebbene un aumento di 25 punti base sembri scontato, riteniamo che il bilancio dei rischi propenda per una reazione accomodante del mercato", affermano gli analisti di Ing. "I mercati stanno già scontando un'area di atterraggio intorno al 3%, che consideriamo tendenzialmente restrittiva." edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*BOND: spread Btp/Bund in rialzo del 2,82% a 82,15 pb
07/09/2026 12:38
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COMMENTO ENERGY: Goldman Sachs avverte, petrolio verso i 120 usd se attacchi continuano
07/09/2026 12:29
COMMENTO ENERGY: Goldman Sachs avverte, petrolio verso i 120 usd se attacchi continuano
MILANO (MF-NW)--Il prezzo del petrolio tratta in rialzo in scia all'escalation di Hormuz, mentre i mercati restano relativamente tranquilli con la chiusura di Wall Street per la festività del Labor Day. Il Brent avanza ora dello 0,51% a 96,77 dollari, mentre il Wti sale dello 0,10% a 91,59 usd. Il petrolio potrebbe salire fino a 120 dollari al barile se gli attacchi alle navi in Medio Oriente aumenteranno, secondo Goldman Sachs che ha raccomandato di puntare sul gas naturale e sul diesel come modo per sfruttare i guadagni. "Gli eventi degli ultimi giorni suggeriscono che il rischio che le interruzioni delle spedizioni si allarghino e si intensifichino sia significativo", ha affermato Daan Struyven, co-responsabile della ricerca globale sulle materie prime di Goldman Sachs in un'intervista a Bloomberg. La banca d'affari americana ha anche un obiettivo più basso a 80 dollari al barile nel caso in cui le esportazioni dal Medio Oriente tornino alla normalità. Con i guadagni del gas naturale e dei prodotti petroliferi che hanno superato quelli del greggio, "anche se vediamo un potenziale significativo per i prezzi del greggio, raccomandiamo agli investitori di coprire i rischi geopolitici assumendo posizioni rialziste sul gas naturale globale e sui prodotti petroliferi raffinati" ha detto Struyven, precisando che "gli shock dell'offerta sono maggiori nel mercato dei prodotti raffinati rispetto a quello del greggio". Secondo l'esperto di Goldman Sachs, la Cina dovrebbe continuare ad agire come una "forza stabilizzatrice" nel mercato del greggio, riducendo le importazioni in risposta ai prezzi elevati. Nel gas naturale e nei prodotti petroliferi, invece, non sta svolgendo lo stesso ruolo. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)