Eurozona: Pmi composito giugno preliminare a 49,5 punti, massimo da 3 mesi
23/06/2026 10:10
Eurozona: Pmi composito giugno preliminare a 49,5 punti, massimo da 3 mesi
MILANO (MF-NW)--Gli indici Pmi di giugno indicano ulteriori riduzioni delle attività in tutto il settore privato dell'Eurizona in seguito a grosse contrazioni dei nuovi ordini. Si è anche registrato di nuovo un lieve calo dell'occupazione, ma ci sono stati segnali di indebolimento delle pressioni inflazionistiche, con incrementi dei costi al tasso minimo dall'inizio della guerra nel Medio Oriente, e i prezzi alla vendita sono aumentati al tasso minimo da tre mesi. Il settore manifatturiero ha continuato a segnalare allungamenti dei tempi di consegna da parte dei fornitori, mentre il recente ciclo di incremento degli acquisti è giunto a termine. La maggior parte delle risposte utilizzate per compilare il dato odierno sono state ricevute prima della firma del memorandum per la cessazione delle ostilità tra Iran e Usa il 17 giugno. Detto questo, il Pmi composito dell'Eurozona si è attestato a 49,5 punti a giugno, in rialzo dai 48,5 di maggio, ma ancora al di sotto della soglia del 50 punti che separa la contrazione dall'espansione, e ha registrato il terzo calo consecutivo su base mensile dell'attività. Detto questo, l'ultima contrazione è stata lieve e la più debole dell'attuale sequenza di declino. I dati sottostanti hanno mostrato una contrazione minore delle attività terziarie, mentre la produzione manifatturiera ha continuato ad aumentare leggermente. Contrazioni della produzione sono state osservate in entrambe le maggiori economie dell'Eurozona, ma mentre il tasso di contrazione francese si è affievolito, quello tedesco ha mostrato la più rapida contrazione da un anno e mezzo. Nel frattempo, il resto dell'area euro ha visto modesti incrementi della produzione, e ai massimi tassi dall'inizio dell'anno. Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence, sottolinea che "l'economia dell'Eurozona sta mostrando abbastanza determinazione da poter appena tenersi fuori da una recessione. Il Pmi preliminare ha registrato solo un lieve declino delle attività a giugno, indicando quindi un Pil invariato per il secondo trimestre. C'è stata la bella notizia di un rallentamento della recente crisi del terziario, con turismo e industrie che mostrano segnali di recupero della domanda dopo gli iniziali disagi scaturiti dalla guerra in Medio Oriente. Nel frattempo il settore manifatturiero ha continuato a trarre vantaggio dagli incrementi delle giacenze, con i clienti che hanno cercato di prevenire futuri aumenti dei prezzi o difficoltà nel recuperare forniture a causa della guerra". Inoltre, prosegue l'esperto, "anche se i ritardi generali nella catena di fornitura hanno contribuito ad alimentare ancora di più la pressione sui prezzi, pare che le preoccupazioni su forniture e prezzi si stiano cominciando a moderare. È incoraggiante che i minori prezzi per l'energia stiano già influenzando le imprese, e i tassi dell'inflazione dei prezzi d'acquisto e di vendita di giugno si sono abbassati, facendo pensare che la recente impennata dei prezzi abbia già raggiunto il picco". alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: borse in rosso in scia a sell-off tech e rialzo rendimenti Usa
23/06/2026 10:00
MARKET DRIVER: borse in rosso in scia a sell-off tech e rialzo rendimenti Usa
MILANO (MF-NW)--Mattinata in calo per le borse europee (Ftse Mib -1,1% circa) in scia al sell-off dei tecnologici in Asia. Male soprattutto il Kospi, con cali superiori anche all'8%, e il Nikkei, che ha ceduto oltre il 3%. Anche i future su S&P 500 e Nasdaq 100 sono in ribasso, con il sell-off tecnologico a dominare. Ieri, invece, l'S&P 500 ha perso lo 0,37%, con il Nasdaq (-1,32%) e "le Magnifiche 7 (-2,17%)" che hanno registrato perdite ancora più consistenti, trascinate al ribasso dai cali di Alphabet (-4,99%) e Amazon (-4,75%). "Queste perdite azionarie", spiegano gli esperti di Deutsche Bank, "sono state aggravate dall'ultimo aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro di ieri, poiché gli investitori hanno continuato a scontare una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed. Ieri, infatti, i mercati hanno scontato una probabilità del 98% di un aumento dei tassi entro la riunione di settembre (in aumento rispetto al 93% di venerdì), e il rendimento a 2 anni (+4,8 punti base) ha chiuso al massimo degli ultimi 16 mesi, al 4,23%. Nel frattempo, il rendimento a 10 anni è salito di +5,5 punti base al 4,51% e, dato significativo, il rendimento reale a 10 anni (+8,0 punti base) ha raggiunto il massimo annuale del 2,26%". fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)