Cina: manifatturiero torna a crescere a marzo al ritmo più rapido da un anno
31/03/2026 08:17
Cina: manifatturiero torna a crescere a marzo al ritmo più rapido da un anno
MILANO (MF-NW)--L'indice Pmi manifatturiero ufficiale cinese è salito più del previsto a marzo, registrando la migliore performance dell'ultimo anno e interrompendo due mesi di cali, grazie al forte slancio degli ordini destinati all'export. Nel dettaglio il Pmi manifatturiero è salito a marzo a 50,4 punti, riferisce il National Bureau of Statistics, battendo il consenso degli economisti a 50,1 punti. Un valore inferiore a 50 punti indica contrazione, mentre valori sopra questa soglia segnalano espansione. La lettura rappresenta un rimbalzo significativo dopo due mesi di contrazione, con l'indice che si era attestato a 49,3 e a 49 punti a gennaio e febbraio, rispettivamente. A marzo dello scorso anno, la lettura si era attestata invece a quota 50,5 punti. I sottoindici hanno mostrato che produzione e nuovi ordini sono cresciuti, mentre gli indicatori relativi agli inventari di materie prime, all'occupazione e ai tempi di consegna sono rimasti in contrazione. L'attività manifatturiera ha guadagnato slancio poiché le fabbriche hanno accelerato la ripresa della produzione dopo una lunga festività nazionale a metà febbraio, spiega Huo Lihui dell'Nbs. Il Pmi non manifatturiero, che misura l'attività nel settore dei servizi, come il turismo, è poi salito a 50,1 punti a marzo dai 49,5 di febbraio. Ci sono però aspetti negativi. Costi più alti di spedizione e delle materie prime importate, incluso petrolio e prodotti chimici, causati dal conflitto in corso in Medio Oriente, hanno pesato maggiormente sulle aziende, sottolinea Huo. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Germania: 90% aziende manifatturiere si aspetta impatto negativo da guerra in Iran (Ifo)
31/03/2026 08:17
Germania: 90% aziende manifatturiere si aspetta impatto negativo da guerra in Iran (Ifo)
MILANO (MF-NW)--Circa il 90% delle aziende manifatturiere tedesche prevede che la guerra in Iran influenzerà la propria attività, secondo quanto emerge da un sondaggio dell'istituto Ifo. Solo il 9% delle aziende non si ritiene attualmente interessato. "Il conflitto impatta direttamente sul settore manifatturiero, ma soprattutto genera grande incertezza", afferma Klaus Wohlrabe, responsabile dei sondaggi dell'Ifo. "Molte aziende si stanno preparando a oneri aggiuntivi nei prossimi mesi". La maggior parte delle aziende manifatturiere, il 78%, indica come problema principale l'aumento dei prezzi dell'energia. Il 36% cita problemi legati a rotte di spedizione limitate e difficoltà nella fornitura di prodotti intermedi e materie prime. Il 16% teme che il traffico aereo merci possa subire interruzioni. Circa un quarto (24%) prevede un calo della domanda nei principali mercati di esportazione. Inoltre, molte aziende segnalano rischi finanziari, ad esempio a causa di costi di trasporto e logistica incerti, premi assicurativi in aumento o maggiori rischi di pagamento. "I risultati mostrano chiaramente che le conseguenze economiche della guerra in Iran sono già visibili e potrebbero essere amplificate attraverso diversi canali", conclude Wohlrabe. "Più a lungo durerà l'incertezza, maggiori saranno i problemi economici per le aziende". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)