FOCUS: cosa prevede il delicato ma auspicato Memorandum d'intesa con l'Iran? (Pimco)
16/06/2026 18:13
FOCUS: cosa prevede il delicato ma auspicato Memorandum d'intesa con l'Iran? (Pimco)
MILANO (MF-NW)--Il Memorandum d'Intesa tra Stati Uniti e Iran prevederebbe una proroga di 60 giorni dell'attuale cessate il fuoco, con l'obiettivo di riaprire i negoziati sul futuro del programma nucleare iraniano. Gli analisti mantengono un approccio prudente, sottolineando come il raggiungimento di un accordo definitivo richiederà tempi lunghi. L'intesa, tuttavia, riduce il rischio estremo di un'escalation nel breve termine, commenta Libby Cantrill, Head of Public Policy di Pimco. PROROGA CESSATE IL FUOCO APRIRÀ NEGOZIATI SU NUCLEARE Il presidente Usa, Donald Trump, si trova al vertice del G7, dove il recente Memorandum of Understanding (Mou) tra Stati Uniti e Iran sarà al centro dell'attenzione. "Sebbene i dettagli del Mou non siano ancora stati resi noti, l'accordo riflette una tregua fragile, ma politicamente positiva per il presidente Trump, il cui indice di gradimento è sceso a circa il 40%, il livello più basso del suo secondo mandato, a causa dell'aumento del prezzo della benzina", spiega l'esperta. Il Mou prevederebbe, secondo quanto riportato, una proroga di 60 giorni dell'attuale cessate il fuoco per consentire la prosecuzione dei negoziati sul futuro del programma nucleare iraniano, con l'obiettivo che Teheran si impegni a sospendere l'arricchimento dell'uranio per 15 o 20 anni e a smantellare le proprie scorte. "L'accordo prevederebbe inoltre la revoca immediata del blocco navale e la riapertura dello Stretto di Hormuz per 60 giorni senza pedaggio, sebbene la questione dei pedaggi potrebbe rappresentare un importante punto di scontro nei negoziati", continua Cantrill. RIPRESA NAVIGAZIONE ATTRAVERSO HORMUZ RICHIEDERÀ TEMPO "Alcuni analisti l'hanno definita la fine dell'inizio piuttosto che la conclusione definitiva del conflitto, rimandando molte delle questioni più difficili", riporta l'esperta. "Anche i più ottimisti ritengono che ci vorrà più di 60 giorni per raggiungere un accordo duraturo. In pratica, si prevede che ci vorrà un po' di tempo prima che le navi possano attraversare lo Stretto in tutta sicurezza, a causa delle mine e di altri rischi, il che potrebbe mantenere un certo premio di rischio sul mercato petrolifero per mesi, se non più a lungo", dichiara Cantrill. SI RIDUCE IL RISCHIO DI ESCALATION NEL BREVE TERMINE Dal punto di vista politico, il Mou, ammesso che venga firmato nel corso di questa settimana in Svizzera, rappresenta un gradito sollievo e riduce il rischio estremo di un'escalation del conflitto in un prossimo futuro, fornendo un certo sostegno ai livelli di gradimento di Trump. Tuttavia, "dato che l'Iran ha trasformato una potenziale leva di pressione, la chiusura dello Stretto, in una leva concreta, e dato che l'allentamento delle sanzioni sarà probabilmente parte integrante di qualsiasi accordo, il valore strategico e politico del conflitto dipenderà in ultima analisi dall'assetto che assumerà il programma nucleare iraniano. In ogni caso, il premio di rischio sul mercato petrolifero potrebbe benissimo persistere nel prossimo futuro", spiega l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: petrolio ai minimi da tre mesi grazie a pace Iran-Usa
16/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: petrolio ai minimi da tre mesi grazie a pace Iran-Usa
MILANO (MF-NW)--Il petrolio continua a perdere quota e tocca i livelli più bassi degli ultimi tre mesi. Gli investitori stanno progressivamente alleggerendo il premio per il rischio accumulato durante i mesi di guerra in Medio Oriente, dopo l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran e la prospettiva di una piena riapertura dello Stretto di Hormuz. Il Brent è sceso sotto la soglia degli 80 dollari al barile, mentre il Wti statunitense è arretrato fino a 76,5 dollari, riportandosi sui livelli di inizio marzo. Una correzione che riflette l'aspettativa di una normalizzazione dei flussi energetici globali e di un allentamento delle tensioni geopolitiche nell'area da cui transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio. A sostenere il sentiment dei mercati sono state le dichiarazioni di Donald Trump, che al G7 di Evian ha annunciato che l'accordo con Teheran è già stato firmato e che lo Stretto di Hormuz sarà "completamente aperto" entro venerdì 18 giugno. GLI ARMATORI RESTANO PRUDENTI Se i mercati sembrano aver già incorporato uno scenario di progressiva normalizzazione, il settore dello shipping mantiene invece un atteggiamento molto più cauto. La compagnia tedesca Hapag-Lloyd ha accolto positivamente la prospettiva di una cessazione delle ostilità, auspicando che le proprie navi possano tornare a transitare attraverso Hormuz già nei prossimi giorni. Più prudente la posizione di Mitsui Osk Lines, il maggiore operatore mondiale di petroliere. Il suo amministratore delegato Jotaro Tamura ha avvertito che molte compagnie potrebbero attendere settimane prima di avere l'autorizzazione al passaggio delle proprie flotte. Secondo Tamura non basterà una firma politica: serviranno garanzie concrete sulla sicurezza della navigazione e una verifica sul campo dell'effettiva stabilizzazione dell'area, prima che il traffico marittimo torni ai livelli precedenti al conflitto. ALLIANZ: I MERCATI RIDUCONO IL RISCHIO, MA NON LO CANCELLANO A invitare alla cautela è anche Christian Schulz, chief economist di Allianz Global Investors. Secondo l'economista, l'estensione del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e la riapertura di Hormuz rappresentano segnali positivi, ma i dettagli dell'intesa restano ancora incompleti e soggetti a ulteriori negoziati. Per Allianz, i mercati stanno prezzando una riduzione del rischio geopolitico, non la sua eliminazione. In altre parole, gli investitori considerano oggi meno probabile un'escalation militare, ma continuano a mantenere una certa prudenza sulle prospettive economiche globali. Il quadro macroeconomico appare quindi più resiliente rispetto alle settimane precedenti, ma resta fragile. Sul fronte finanziario il contesto reflazionistico continua a esercitare pressione sui mercati obbligazionari, mentre le incertezze ancora presenti contribuiscono a sostenere un dollaro relativamente forte rispetto all'euro e alle altre principali valute. lor (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)