TOP NEWS ESTERO: le società del Dax scappano all'estero, le seguirà anche il Mittelstand?
23/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: le società del Dax scappano all'estero, le seguirà anche il Mittelstand?
MILANO (MF-NW)--Il Dax ha messo a segno risultati positivi nonostante la stagnazione economica della Germania. La ragione è che le grandi aziende quotate sono ormai fortemente internazionalizzate: oltre l'80% dei ricavi viene realizzato all'estero e tra il 60% e il 70% del valore aggiunto viene generato fuori dai confini nazionali, dove le condizioni economiche risultano più favorevoli. Una dinamica che sta interessando sempre più anche il Mittelstand, il cuore produttivo delle medie imprese tedesche, commenta Thomas Mayer, fondatore del Flossbach von Storch Research Institute PIL PRO CAPITE TEDESCO SEGNA -2% Dal 2022 l'economia tedesca si trova in stagnazione. Il prodotto interno lordo pro capite è sceso di circa il 2%, mentre il clima tra imprese e consumatori resta negativo. "È come se la Germania fosse ferma su una sottile lastra di ghiaccio sopra un lago profondo. Il ghiaccio non si è ancora spezzato, ma si assottiglia ogni mese che passa senza che cambi nulla. Quando cederà , il benessere rischierà di sprofondare nelle acque del lago", spiega l'esperto. All'origine della crisi si trova una grave debolezza strutturale. "Per superarla sarebbero necessarie riforme ampie, anzi un vero e proprio nuovo avvio. Eppure il governo rosso-nero guidato dal cancelliere Friedrich Merz si sta dimostrando incapace di realizzarlo", prosegue Mayer. OLTRE 80% FATTURATO DAX VIENE REALIZZATO ALL'ESTERO In questo contesto può sembrare sorprendente che il mercato azionario tedesco continui a godere di buona salute. Dal 2022, infatti, l'indice DAX è salito di oltre un quarto. "Com'è possibile? La ragione risiede nel fatto che le società del DAX, pur essendo quotate sulla Borsa tedesca e pur portando nomi spesso strettamente associati alla Germania, ormai dipendono dall'economia tedesca molto meno di quanto si pensi", osserva l'analista. "Oltre l'80% del loro fatturato viene realizzato all'estero e tra il 60% e il 70% del loro valore aggiunto viene generato fuori dai confini nazionali", continua Mayer. "Le aziende del DAX sono da tempo in marcia verso l'estero. E anche il Mittelstand, il tessuto delle medie imprese tedesche, sta seguendo la stessa strada. All'estero infatti stanno meglio", commenta l'esperto. All'estero infatti stanno meglio. Dal 2022 l'indice azionario statunitense S&P 500 è cresciuto di oltre il 70%. "Nemmeno la politica volatile e in parte autodistruttiva del presidente americano Donald Trump è riuscita a danneggiare più di tanto le imprese statunitensi: dal suo insediamento, lo S&P 500 ha guadagnato quasi il 20%", riporta Mayer. AZIONARIO USA CONCENTRATO SU UTILI IMPRESE Per un certo periodo, la performance del DAX è stata superiore a quella dello S&P 500, perché alcuni investitori volevano ridurre la propria esposizione al rischio americano a causa di Trump. Tuttavia, dall'inizio del conflitto in Medio Oriente la differenza si è ridotta, quando è diventato rapidamente chiaro che l'Europa ne sarebbe stata colpita più duramente. "Alla luce della cattiva stampa del governo e dei bassi indici di gradimento di Donald Trump, la tenuta del mercato azionario statunitense può apparire, a prima vista, sorprendente. Ma in Borsa non contano le intemperanze del presidente americano: contano gli utili delle imprese. E questi, nonostante Trump, sono cresciuti bene", prosegue l'esperto. "Quest'anno le aziende beneficiano persino dei tagli fiscali voluti dal Presidente Usa, mentre la sua tendenza a prestare attenzione ai segnali dei mercati finanziari riduce i rischi. Trump Always Chickens Out, cioè Trump alla fine si tira sempre indietro, abbreviato in TACO, è diventato una costante nei calcoli degli investitori", spiega l'esperto. MOLTE AZIENDE SCELGONO USCITA DA MERCATO TEDESCO L'economista Albert O. Hirschman, fuggito dai nazisti negli Stati Uniti, individuò due alternative di comportamento in condizioni politiche avverse: protesta o uscita. "L'economia tedesca e i giovani professionisti più intraprendenti hanno scelto l'uscita, cioè l'emigrazione. Molti di coloro che non possono farlo esprimono la propria protesta votando AfD. Chi non può fare la prima cosa e non vuole fare la seconda può almeno investire i propri risparmi all'estero. Ma resta comunque esposto alla presa dello Stato tedesco", osserva l'esperto. "Quanto peggio va il Paese, quanto meno è possibile distribuire nuovi aumenti di ricchezza, tanto più cresce l'invidia. Questo si riflette nel rafforzamento del partito di sinistra e nella richiesta della SPD di una maggiore redistribuzione. Resta solo la speranza che la politica sia così bloccata da non riuscire a realizzare nemmeno questo", conclude Mayer. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)