WALL STREET: commento di metà seduta
16/10/2026 18:39
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa a metà seduta sono in calo, con il Dow Jones che perde lo 0,09%, l'S&P 500 lo 0,57% e il Nasdaq Composite l'1,34%. Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, non ha fornito indicazioni sulla possibilità di un nuovo rialzo dei tassi di interesse questo mese, pur riconoscendo che è in corso una "stretta monetaria sincronizzata" da parte delle banche centrali di tutto il mondo e che "nessuno può beneficiare degli sforzi altrui senza fare la propria parte". "Non anticipo il giudizio sulle riunioni. Non credo sia opportuno dichiarare ora che cosa potrei fare nelle riunioni che terremo nel resto dell'anno", ha affermato Warsh, ribadendo la sua contrarietà all'utilizzo della forward guidance nei confronti dei mercati, che dovrebbero basarsi sulla propria interpretazione dei dati. Warsh ha descritto il quadro globale come una lotta comune contro l'aumento dei prezzi. Le banche centrali hanno compiuto le proprie scelte sulla base dei rispettivi mandati, ha affermato il numero uno della Fed, ma il risultato è stato "un inasprimento sincronizzato della politica monetaria nella maggior parte dei Paesi del mondo", il che significa che "nessuno può beneficiare degli sforzi altrui senza fare la propria parte". Sul fronte macroeconomico, i prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,1% a livello mensile a settembre, leggermente al di sopra del rialzo dell'1% previsto dagli economisti e dopo l'incremento dello 0,5% registrato ad agosto. Escludendo il balzo del 4,6% dei prezzi del petrolio, i prezzi delle importazioni sono saliti dello 0,8% a settembre, dopo l'aumento dello 0,5% di agosto. Per settembre era atteso un incremento dello 0,6%. Infine, escludendo tutti i combustibili, i prezzi delle importazioni sono aumentati dello 0,7% a settembre. Inoltre, la produzione industriale statunitense è aumentata dello 0,7% a settembre, rispetto a una crescita più contenuta dello 0,4% attesa dagli analisti in un sondaggio condotto dagli economisti, dopo il rialzo dello 0,1% registrato ad agosto, rivisto al rialzo. La produzione manifatturiera è cresciuta dello 0,3%, mentre quella mineraria è aumentata dello 0,2%. Invece, la produzione dei servizi di pubblica utilità è salita del 3,5%, dopo il +1,5% di agosto. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è aumentato al 76,9% a settembre, dal 76,4% di agosto, superando le attese di un incremento più contenuto al 76,5%. Il rapporto mensile della Federal Reserve sulla produzione industriale misura la crescita della produzione manifatturiera, dei servizi di pubblica utilità e delle attività minerarie. I dati manifatturieri sono suddivisi tra beni durevoli, destinati a un utilizzo nel lungo periodo, e beni non durevoli, destinati a un utilizzo più breve. La produzione di veicoli rappresenta una componente importante dell'indicatore. Il rapporto include anche il tasso di utilizzo della capacità produttiva, che indica quanta capacità produttiva inutilizzata è disponibile per le imprese. Un dato sulla produzione industriale superiore alle attese è generalmente favorevole al mercato azionario, ma può penalizzare i settori manifatturiero, minerario o dei servizi di pubblica utilità, a seconda dell'andamento delle rispettive componenti nel mese di riferimento. Nel complesso, il mercato obbligazionario tende a preferire una crescita più lenta della produzione industriale, interpretandola come un segnale di pressioni inflazionistiche più contenute. Tuttavia, in periodi di offerta limitata, come durante la pandemia, è possibile osservare contemporaneamente una produzione debole e un'inflazione in aumento. Sul fronte societario: - Tesla cede l'1,59% dopo che il produttore di veicoli elettrici ha presentato la tanto attesa seconda generazione della Roadster. Il veicolo utilizza propulsori a razzo sviluppati da SpaceX e ha eseguito manovre aeree durante l'evento di ieri. Tesla la definisce la prima auto volante al mondo e prevede di avviare la produzione nel 2028. - SpaceX, dopo un guadagno dell'1,24% nel premercato, perde l'1,88% a metà seduta. A sostenere il titolo nel premarket avevano contribuito il lancio del Roadster, l'aumento del prezzo obiettivo da parte di Evercore Isi e i piani della concorrente Blue Origin, che punta a portare i lanci del razzo New Glenn a diverse missioni alla settimana entro la fine del decennio. - Netflix perde il 2,65% dopo che il colosso dello streaming ha annunciato un riassetto ai vertici. Bela Bajaria, responsabile dei contenuti, lascerà l'azienda e sarà sostituita da Peter Rice, ex dirigente di Disney. Il cambiamento arriva appena un giorno dopo l'annuncio di Netflix di voler ridurre il personale di circa il 6%, pari a circa 1.000 posti di lavoro. dfg (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ITALIA: Bankitalia alza stime Pil a +1% nel 2026, spinta da spesa energia e difesa. Resta incertezza guerra e mina rialzo titoli Stato
16/10/2026 18:01
TOP NEWS ITALIA: Bankitalia alza stime Pil a +1% nel 2026, spinta da spesa energia e difesa. Resta incertezza guerra e mina rialzo titoli Stato
ROMA (MF-NW)--Bankitalia rivede al rialzo le stime di crescita dell'Italia, con il Pil atteso in aumento dello 0,9% nel 2026. A sostenere l'attività economica contribuiranno anche i piani di spesa pubblica per la difesa e gli interventi in campo energetico, con effetti attesi nei prossimi due anni. La crescita corretta per i giorni lavorativi raggiunge l'1% nel 2026, in linea con le stime del governo contenute nel Dpfp. Sul quadro economico pesano tuttavia le incognite legate al conflitto in Medio Oriente e all'andamento dei prezzi dell'energia, che potrebbero frenare la domanda e alimentare l'inflazione, prevista al 3,2% quest'anno. PIL, REVISIONE AL RIALZO NEL BIENNIO Le nuove proiezioni della Banca d'Italia indicano una crescita del prodotto interno lordo dello 0,9% nel 2026, dello 0,7% nel 2027 e dello 0,8% nel 2028. Al netto degli effetti delle giornate lavorative, le stime si attestano rispettivamente all'1%, allo 0,7% e allo 0,6%. Rispetto alle previsioni formulate a giugno, Bankitalia ha rivisto al rialzo la crescita di 0,4 punti percentuali nel 2026 e di 0,3 punti nel 2027, mentre per il 2028 la stima è stata ridotta di 0,1 punti. La revisione riflette un impatto della crisi in Medio Oriente meno intenso del previsto nella prima metà del 2026, il contributo favorevole degli investimenti legati alla transizione digitale ed energetica e l'andamento del turismo nel trimestre estivo. Nei prossimi due anni, inoltre, i programmi di spesa pubblica per la difesa e gli interventi in campo energetico sosterranno l'attività. Nel 2028, invece, i loro effetti saranno più che compensati dall'impatto dei maggiori tassi d'interesse. INFLAZIONE, ENERGIA IN PRIMO PIANO Il caro energia resta il principale fattore di pressione sui prezzi. Bankitalia prevede un'inflazione al 3,2% nel 2026, in accelerazione rispetto alle stime precedenti, prima di scendere al 2,4% nel 2027 e all'1,7% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di giugno, le previsioni sono state riviste al rialzo di 0,1 punti quest'anno e di 0,4 punti il prossimo, mentre per il 2028 è attesa una riduzione di 0,2 punti, anche per effetto di effetti base più favorevoli legati alle quotazioni energetiche. Le pressioni inflazionistiche riconducibili all'energia dovrebbero attenuarsi nel corso del prossimo anno. Il trasferimento dei rincari agli altri beni e servizi dovrebbe rimanere contenuto, grazie alla moderazione della domanda aggregata. Anche gli effetti di retroazione sui salari sono attesi limitati e graduali, mentre l'inflazione di fondo, al netto di alimentari ed energia, dovrebbe mantenersi intorno al 2% lungo tutto l'orizzonte previsivo. CONSUMI DEBOLI, INVESTIMENTI FRENATI DAI TASSI La crescita resterà condizionata dall'erosione del potere d'acquisto delle famiglie. I consumi sono attesi in indebolimento nella seconda metà del 2026 e nel 2027, soprattutto per effetto dell'aumento dei prezzi, per poi recuperare nella parte finale dell'orizzonte previsivo. Gli investimenti continueranno invece a espandersi, seppure con un ritmo destinato a rallentare sensibilmente nel 2028, quando il maggiore costo dei finanziamenti peserà sulle decisioni delle imprese. Nel breve periodo, inoltre, il protrarsi del conflitto in Medio Oriente e il rincaro delle materie prime energetiche rischiano di comprimere la domanda interna e frenare l'attività economica. Una ripresa è attesa nella seconda metà del 2027, con l'attenuarsi delle pressioni inflazionistiche. RISCHI AL RIBASSO, SCENARI LEGATI ALLA GUERRA E AUMENTO RENDIMENTI TITOLI STATO Nonostante la revisione al rialzo delle stime, Bankitalia sottolinea che l'incertezza sulle prospettive resta elevata. L'evoluzione dell'economia dipenderà in misura significativa dalla durata del conflitto in Medio Oriente e dall'andamento dei prezzi delle materie prime energetiche. Rincari più intensi o persistenti potrebbero tradursi in un'inflazione più elevata e in una crescita più debole. Tra gli ulteriori rischi figurano un aumento dei rendimenti obbligazionari a lungo termine a livello globale e possibili correzioni sui mercati azionari internazionali, anche in relazione a un eventuale rallentamento degli investimenti legati all'intelligenza artificiale. Sul versante opposto, una risoluzione del conflitto accompagnata da una discesa più rapida delle quotazioni delle materie prime e da condizioni finanziarie più favorevoli potrebbe sostenere la crescita e ridurre l'inflazione. Bankitalia ha elaborato anche scenari alternativi rispetto a quello di base. In quello più severo, caratterizzato da rincari particolarmente marcati delle materie prime, la crescita cumulata del Pil nel triennio di previsione sarebbe inferiore di quasi 2 punti percentuali rispetto allo scenario centrale. L'inflazione risulterebbe invece più elevata di oltre 3 punti percentuali cumulativamente nel triennio, con gli effetti concentrati soprattutto nel 2027. Si tratta di scostamenti riferiti all'intero orizzonte previsivo. In uno scenario avverso meno estremo, gli effetti sarebbero qualitativamente analoghi ma più contenuti. Al contrario, in presenza di prezzi energetici più favorevoli, la crescita cumulata nel triennio potrebbe risultare superiore di circa 0,5 punti percentuali, mentre l'inflazione sarebbe inferiore di circa 0,7 punti. DISOCCUPAZIONE INTORNO AL 6% Sul mercato del lavoro, l'occupazione è aumentata nel secondo trimestre, soprattutto nei servizi privati, mentre nel terzo trimestre è rimasta sostanzialmente stabile. La partecipazione al mercato del lavoro è cresciuta in primavera e in estate, accompagnata da un lieve aumento della disoccupazione, che resta comunque su livelli contenuti. Nel periodo di previsione, il tasso di disoccupazione dovrebbe mantenersi intorno al 6%. La dinamica salariale ha rallentato e dovrebbe continuare a essere moderata, anche in un contesto in cui restano pochi i contratti collettivi in attesa di rinnovo. PIÙ PRESTITI A FAMIGLIE E IMPRESE, FRENANO BOND Nel corso dell'estate il credito ha mostrato segnali di rafforzamento. I prestiti alle imprese medio-grandi sono aumentati, mentre il finanziamento a breve termine continua a sostenere la dinamica complessiva del credito, anche per le maggiori esigenze di liquidità legate al rincaro dell'energia. Ha accelerato anche il credito alle famiglie. Per le imprese, tuttavia, il costo dei nuovi finanziamenti è aumentato, mentre per i mutui alle famiglie non si sono registrate variazioni significative. Sul mercato obbligazionario, infine, le emissioni delle imprese hanno rallentato in un contesto di rendimenti in aumento. vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)