MARKET DRIVER: Amplifon, Intermonte conferma outperform
30/10/2026 16:01
MARKET DRIVER: Amplifon, Intermonte conferma outperform
MILANMO (MF-NW)--Intermonte conferma rating outperform su Amplifon, con tp di 16 euro per azione. I risultati trimestrali, commentano gli analisti, sono stati sostanzialmente in linea con le attese e con quelle del mercato, con una crescita organica del 3,6%, abbastanza bilanciata tra le tre regioni, e un netto miglioramento della redditività, con Adj. Ebitda margin in aumento di 90pb a/a e, soprattutto, Adj. Ebit margin in espansione di 150pb. Tra i principali catalyst, il CMD in programma in primavera. Giudizio positivo invariato a fronte di: un'accelerazione della crescita organica, che potrebbe favorire un rerating del business Hearing Care standalone; un'interessante creazione di valore nel medio termine da GN Hearing, grazie a sinergie ben visibili e in larga parte legate all'internalizzazione dei volumi; e una valutazione ancora attrattiva rispetto ai principali peer integrati. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: il mercato obbligazionario ha aiutato la Bce a non alzare i tassi (Ing)
30/10/2026 15:56
FOCUS: il mercato obbligazionario ha aiutato la Bce a non alzare i tassi (Ing)
MILANO (MF-NW)--"Tassi invariati e Lagarde in uscita. È questo il titolo che emerge dalla riunione del 29 ottobre della Bce. Ma andando oltre, il messaggio è più articolato: nonostante le crescenti pressioni stagflazionistiche, la Bce sembra ancora intenzionata ad aumentare nuovamente i tassi a dicembre", afferma Carsten Brzeski, Global Head of Macro di Ing. "La decisione di mantenere invariati i tassi di interesse non ha sorpreso. La principale motivazione alla base di questa scelta è che, al momento, gli effetti a cascata dell'aumento dell'inflazione complessiva sono limitati, mentre le condizioni di finanziamento, soprattutto per effetto dei rendimenti obbligazionari, sono diventate più restrittive", prosegue l'esperto. Per l'analista, "una pausa dopo i due rialzi dei tassi di quest'anno era attesa, anche se gli sviluppi macroeconomici registrati dall'ultima riunione avrebbero potuto giustificare un ulteriore aumento. L'inflazione complessiva è tornata a salire a settembre e la maggior parte degli indicatori anticipatori continua a segnalare la tenuta dell'economia dell'Eurozona. Tuttavia, l'impennata dei rendimenti obbligazionari, innescata dalla crisi francese, sta già determinando un orientamento più restrittivo della politica monetaria. In altre parole, il mercato obbligazionario ha aiutato la Bce a fare il suo lavoro". "Secondo Christine Lagarde, i rischi per le prospettive di crescita dell'Eurozona restano orientati al ribasso, mentre quelli per l'inflazione sono orientati al rialzo. Una combinazione che complica chiaramente il percorso futuro della Bce. Lagarde ha evidenziato questo dilemma osservando che, dalla riunione di settembre, gli sviluppi più significativi sono stati un ulteriore aumento dei prezzi dell'energia e un peggioramento delle condizioni di finanziamento", spiega Brzeski. "Nonostante queste nuove complicazioni", prosegue l'esperto, "a quanto pare la Bce ha discusso la possibilità di un rialzo dei tassi. Il peggioramento delle condizioni di finanziamento ha tuttavia portato ad accantonare questa opzione. Lagarde ha inoltre sottolineato l'importanza degli effetti indiretti e di secondo impatto derivanti dall'aumento dei prezzi dell'energia. Al momento, la Bce non rileva ulteriori effetti di secondo impatto oltre a quelli già inclusi nelle proiezioni dello staff elaborate a settembre. La Bce sembra pronta a un nuovo rialzo a dicembre, nonostante l'aumento delle pressioni stagflazionistiche". "Guardando al futuro, a nostro avviso saranno tre i principali fattori che determineranno le prossime mosse della Bce", afferma l'analista. Il primo è, secondo Brzeski, "la durata e l'intensità della guerra in Medio Oriente. Quanto più a lungo i prezzi del petrolio resteranno elevati, tanto maggiore sarà la probabilità di ulteriori rialzi dei tassi". Successivamente, per l'esperto sono rilevanti "gli effetti a cascata dell'aumento dei prezzi dell'energia. Finora, il rincaro dell'energia si è trasmesso solo in misura molto limitata al resto dell'economia. Se questa situazione dovesse persistere, diminuirebbe la necessità di ulteriori rialzi dei tassi. In caso contrario, aumenterebbe la possibilità di nuovi interventi restrittivi". Infine, secondo l'analista il terzo fattore a cui guardare è "la Francia. Un'eventuale soluzione agli attuali problemi di finanza pubblica del Paese potrebbe allentare le tensioni sui mercati obbligazionari e consentire alla Bce di proseguire con i rialzi dei tassi. In assenza di una soluzione, sono invece i mercati obbligazionari ad aver assunto il ruolo della Bce, rendendo nuovi rialzi meno probabili (e meno necessari)". "Alla luce delle dichiarazioni del 29 ottobre", prosegue Brzeski, "un nuovo rialzo dei tassi in occasione della riunione della Bce di dicembre appare chiaramente all'orizzonte. Per scongiurare un ulteriore aumento sarebbe probabilmente necessario un netto peggioramento delle prospettive di crescita". "In sintesi, con rischi al ribasso per le prospettive di crescita e al rialzo per quelle dell'inflazione, la Bce sembra sempre più preoccupata dalle spinte stagflazionistiche, pur evitando di definirle tali. Ricordiamo che, ad aprile, Lagarde aveva definito la 'stagflazione' un 'termine ad effetto'", conclude l'esperto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)