MARKET DRIVER: borse valgono di piu' ma delisting continuano, per eToro non è contraddizione
27/03/2026 16:51
MARKET DRIVER: borse valgono di piu' ma delisting continuano, per eToro non è contraddizione
MILANO (MF-NW)--Gabriel Debach, market analyst di eToro, si focalizza sui delisting a Piazza Affari e si chiede perché le eccellenze industriali scelgono la via del delisting visto i recenti rally dei mercati. "Non è una contraddizione", spiega l'esperto. "È una trasformazione, e forse anche il punto di partenza corretto per leggere il fenomeno. Il tema non è che le aziende stanno lasciando la Borsa. Il tema è che, sempre più spesso, non trovano nella Borsa il posto giusto per stare. Per capirlo basta uscire dai numeri aggregati e guardare ai casi concreti. Recordati è il punto di partenza più chiaro, anche se l'operazione è ancora nella fase embrionale. Nel 2025 la società ha continuato a crescere con numeri solidi. Una storia ordinata, trainata dalle malattie rare e dalla forte esposizione agli Stati Uniti. Non è un'azienda in difficoltà. Eppure, il mercato, negli anni, non ha accompagnato questa crescita con un'espansione dei multipli. Il prezzo segue, ma il salto nelle valutazioni non arriva. O meglio, Recordati è stata premiata, ma non rivalutata. Per capire il concetto, basta guardare agli ultimi dieci anni: Mentre le aspettative sugli utili più che triplicavano, i multipli si comprimevano. Il mercato ha incorporato la crescita nel prezzo, ma pagando progressivamente meno ogni euro di utili. In altre parole, la performance del titolo è stata guidata dalla revisione al rialzo delle stime, non da un'espansione delle valutazioni. Qui si inserisce la mossa di CVC. Una manifestazione di interesse non vincolante a circa 52 euro per azione (valutazione intorno agli 11 miliardi), ancora embrionale e soggetta a due diligence e ricerca di partner. Non è un ingresso nuovo (arriva da un soggetto già al controllo con circa il 46,8%). È un tentativo di sblocco dopo sette anni di presenza. Se il mercato non esprime pienamente il valore, si prova a costruirlo fuori dal mercato. Poi abbiamo l'esempio Tod's, che rappresenta una dinamica diversa. Qui il tema non è una crescita non premiata, ma una trasformazione difficile da gestire in un contesto quotato: riposizionamento del brand, revisione della distribuzione, lavoro sulla marginalità. Percorsi lunghi e non lineari. Il mercato domestico (ma non solo) tende a essere poco paziente su queste storie. Non è che non paga abbastanza. È che non aspetta abbastanza. L'uscita dal listino diventa quindi una scelta operativa: meno pressione, più tempo, maggiore libertà di esecuzione. Exor introduce un terzo livello. Non esce dal mercato. Cambia mercato. La scelta di Amsterdam è una scelta di ecosistema: governance, flessibilità, accesso a capitale globale. Il mercato pubblico resta centrale. Ma non necessariamente quello italiano. Il consolidamento strategico introduce infine un quarto livello. Non è il private equity che ottimizza multipli, né l'imprenditore che cerca pazienza, né il cambio di piazza. È la logica di integrazione industriale o di rafforzamento del controllo. Esempi recenti e ancora in corso: Intermonte con Banca Generali, illimity con Banca Ifis, la fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps (progetto approvato a marzo 2026, delisting entro fine anno) e l'Opas totalitaria di Poste Italiane su TIM (obiettivo esplicito di delisting). In tutti questi casi il valore resta nel sistema, ma esce dal mercato pubblico. Quattro traiettorie diverse, una direzione comune". fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)