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COMMENTO BOND: l'Oat non è al centro dell'attenzione della Bce (Nuveen)
06/10/2026 17:45
COMMENTO BOND: l'Oat non è al centro dell'attenzione della Bce (Nuveen)
MILANO (MF-NW)--Il livello dei rendimenti dei titoli di Stato francesi e dello spread Oat/Bund non è al centro dell'attenzione della Banca centrale europea, afferma Laura Cooper, Global Investment Strategist and Head of Macro Credit di Nuveen. Per l'esperta ciò che conta è la rapidità del movimento, il contagio ad altri titoli sovrani e l'inasprimento delle condizioni di finanziamento. "La Bce sostiene da tempo di non avere il compito di contenere gli spread ed è improbabile che intervenga in risposta a una rivalutazione del solo rischio politico o fiscale francese. Data l'entità del movimento, prevediamo che la Bce si opponga ulteriormente a ulteriori aumenti dei tassi, riconoscendo che le condizioni finanziarie più restrittive stanno già svolgendo in parte il suo lavoro. Tale ragionamento a sostegno del mantenimento di una posizione restrittiva cambierebbe qualora le vendite assumessero un carattere disordinato o iniziassero a compromettere la trasmissione della politica monetaria", puntualizza Cooper. Anche in tal caso, puntualizza l'esperta, "la Bce non avrebbe bisogno di intervenire direttamente sui titoli di Stato francesi per reagire, dati i diversi strumenti di cui dispone. L'intervento verbale viene prima, seguito da una maggiore flessibilità del QT o dei reinvestimenti, il che potrebbe ridurre in modo significativo il fabbisogno netto di finanziamento della Francia. Il sostegno mirato alla liquidità rappresenta un'altra leva meno evidente qualora le condizioni di finanziamento delle banche dovessero deteriorarsi. Il Tpi rimane un'ultima risorsa, sebbene l'ammissibilità della Francia costituisca una questione complessa e la Bce abbia mostrato scarsa propensione a ricorrere a uno strumento che non è mai stato utilizzato". Il calo dei prezzi del petrolio e del gas sta fornendo un sollievo nel breve termine, sebbene i rischi di un aumento dei prezzi in Europa permangano, dati i bassi livelli stagionali delle scorte in vista dell'inverno e il persistente rischio geopolitico. Queste dinamiche determinano un calo generalizzato dei rendimenti, anziché risolvere il problema del premio di rendimento richiesto sulla Francia, conclude Cooper. alb MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*BOND: spread Btp/Bund chiude a 103,05 punti base
06/10/2026 17:33
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Dpfp: Upb valida previsioni macroeconomiche tendenziali
06/10/2026 17:27
Dpfp: Upb valida previsioni macroeconomiche tendenziali
ROMA (MF-NW)--Il Consiglio dell'Ufficio parlamentare di bilancio ha validato lo scorso 29 settembre le previsioni macroeconomiche tendenziali del Documento programmatico di finanza pubblica 2026, a conclusione di una procedura di confronto con il Ministero dell'Economia e delle finanze nell'arco delle ultime settimane. L'Upb, si legge in un comunicato, ha valutato che nel complesso le stime delle principali variabili del quadro macroeconomico tendenziale del Dpfp 2026 non presentano scostamenti significativi rispetto a un intervallo accettabile, sebbene in alcuni casi le previsioni si collochino sull'estremo superiore o appena oltre le stime del panel Upb. In particolare, nel 2026-27 la crescita del Pil reale si mantiene per due decimi di punto percentuale al di sotto dell'estremo superiore definito dal panel Upb e si allinea ai valori mediani, mentre nel biennio 2028-29 eccede marginalmente il limite superiore, per 0,1 punti percentuali l'anno. La crescita cumulata sull'intero orizzonte 2026-29, pari al 3,2%, è sostanzialmente coerente con le attese, superando solo lievemente (0,2 punti percentuali) le stime del panel. La variazione del Pil nominale, variabile direttamente rilevante per la finanza pubblica, è plausibile, situandosi in prossimità della mediana del panel e allineata alle attese dell'Upb. L'incremento cumulato del Pil nominale rientra nell'intervallo di valutazione, attestandosi poco sopra la mediana delle attese del panel. Tali stime, viene sottolineato, sono effettuate in uno scenario internazionale fragile e instabile, per cui le condizioni macroeconomiche potrebbero cambiare anche significativamente e in un breve lasso di tempo. I principali fattori di rischio sono individuabili in quattro ambiti: le tensioni geopolitiche, le guerre e il protezionismo, maggiori fonti di incertezza con effetti sull'economia di difficile quantificazione; la dinamica degli investimenti, su cui gravano fattori di rischio connessi con l'evoluzione del quadro internazionale ma anche nazionale, quest'ultimo caratterizzato dalle incertezze sulla accumulazione di capitale pubblico dopo la conclusione del Pnrr; la volatilità dei mercati e le politiche monetarie: viste anche le attuali tensioni sui mercati obbligazionari e le restrizioni monetarie recentemente adottate dalla Fed, nel medio termine non si può escludere un aumento dell'avversione al rischio degli operatori, che si trasmetterebbe sui prezzi dei titoli sovrani dei paesi ad alto debito, tra cui l'Italia; il rischio climatico e ambientale, da considerarsi ormai elemento strutturale di vulnerabilità: la crescente frequenza e intensità di eventi meteorologici estremi causato dal riscaldamento globale ha impatti diretti sull'attività economica, sui prezzi e sui bilanci pubblici. L'Upb procederà a valutare anche il quadro macroeconomico programmatico del Dpfp, che incorpora gli effetti dell'aggiustamento di bilancio, comunicando l'esito durante la prossima audizione parlamentare relativa al Documento. rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Webuild, Intermonte conferma outperform
06/10/2026 17:20
MARKET DRIVER: Webuild, Intermonte conferma outperform
MILANO (MF-NW)--Intermonte conferma rating outperform e tp di 4,5 euro su Webuild dopo che l'azienda a seguito di acquisti effettuati sul mercato e dell'accordo con Praude Asset Management già annunciato, verrà a possedere complessivamente 17,6 mln di azioni di Trevi pari al 26,85% del capitale. Gli analisti inoltre sottolineano che in un'intervista al Corriere il ceo di Webuild Salini ha definito il progetto industriale di integrazione di Trevi solido e si è detto fiducioso nel portare a termine l'operazione proposta al mercato. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO BOND: mercato petrolio resta nervoso
06/10/2026 16:45
COMMENTO BOND: mercato petrolio resta nervoso
MILANO (MF-NW)--La corsa sfrenata dei prezzi del petrolio si è arrestata ma, sebbene vi siano crescenti segnali di una ripresa dei flussi di petrolio dal Golfo Persico, "il mercato resta nervoso per le possibili interruzioni delle forniture dalla regione. Per il momento, questo continua a sostenere i prezzi. È probabile che tale nervosismo persista finché non emergeranno segnali di progressi verso un accordo tra Stati Uniti e Iran. Nel frattempo, il rischio di un'ulteriore escalation resta molto concreto", avvertono gli economisti di Ing. Secondo quanto riportato ieri, l'oleodotto East-West dell'Arabia Saudita è stato nuovamente preso di mira. L'infrastruttura era tornata operativa solo di recente dopo un precedente attacco. Sebbene l'ultimo attacco non sembri aver interrotto i flussi attraverso l'oleodotto, rappresenta un promemoria del fatto che le forniture restano a rischio, sottolineano gli esperti. I produttori di petrolio del Golfo Persico continuano ad adattarsi alla situazione nella regione. Il Kuwait ha dichiarato di produrre al 75% dei livelli precedenti alla guerra, mentre l'Arabia Saudita ha inoltre ridotto il prezzo ufficiale di vendita del suo greggio Arab Light destinato all'Asia per i carichi di novembre, un segnale di miglioramento sul fronte dell'offerta, aggiungono da Ing. Infine, concludono gli economisti, il mercato europeo del gas resta vulnerabile, nonostante i più recenti segnali di una ripresa dei flussi di Gnl dal Golfo Persico. Gli stoccaggi di gas dell'Unione europea sono pieni per poco meno del 73%, rispetto all'83% nello stesso periodo dello scorso anno e al di sotto della media quinquennale dell'88%. Sebbene le immissioni negli stoccaggi siano state superiori alla media stagionale nel corso di settembre, la regione farà comunque fatica a raggiungere gli obiettivi di riempimento prima dell'inverno. Il grado di tensione del mercato durante l'inverno dipenderà ora in larga misura dalle condizioni meteorologiche. Un forte fenomeno di El Niño quest'anno alimenterebbe le speranze di un inverno più mite. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)