UPDATE: Fastweb+Vodafone; con sinergie margini salgono del 10%, nuova polemica con Inwit sull'msa
05/11/2026 17:11
UPDATE: Fastweb+Vodafone; con sinergie margini salgono del 10%, nuova polemica con Inwit sull'msa
di Alberto Mapelli ROMA (MF-NW)--Fastweb+Vodafone chiude i primi nove mesi del 2026 sulla scia di quanto fatto vedere già nel primo semestre dell'anno: la messa a terra delle sinergie spinge i margini dell'operatore italiano guidato dal ceo Walter Renna e controllato dal gruppo svizzero Swisscom, che allo stesso tempo vede rallentare la decrescita dei ricavi dei servizi core, tanto che il fatturato totale si attesta in parità nel periodo luglio- settembre. Complessivamente, infatti, i ricavi totali in Italia al 30 settembre sono stati di 5,26 miliardi di euro (-2,2%), ma isolando il terzo trimestre si vede una sostanziale parità a 1,79 miliardi. La buona notizia per Fastweb+Vodafone è la forte accelerazione della marginalità: l'ebitda after lease è cresciuto del 10,1% a 1,37 miliardi, grazie soprattutto al contributo delle sinergie, arrivate a 265 milioni nell'anno con quasi 100 milioni nel solo terzo trimestre. L'obiettivo di oltre 300 milioni per il 2026 viene confermato. Le capex si attestano a 974 milioni (-3,7%) e il flusso di cassa operativo a 396 milioni. Dal punto di vista operativo, calano del 2,6% sia le connessioni mobili a 19,65 milioni sia quelle fisse a 5,45 milioni. I ricavi complessivi del segmento residenziale sono di 2,38 miliardi (-1,8%) ma con una stabilizzazione nel terzo trimestre. L'arpu resta stabile a 8,4 euro nel mobile e a 24 euro per il fisso grazie, sottolinea Fastweb+Vodafone alla strategia a valore. Al netto delle disattivazioni di linee non attive o non paganti, il churn annualizzato sul mobile resta al 16,1% e sul fisso al 15,9%. Continua la crescita dell'energia, che anno su anno vede aumentate del 125% le sottoscrizioni a 214 mila clienti. I ricavi b2b si fermano invece a 2,26 miliardi (-3,8%), con segnali positivi dal terzo trimestre. L'operatore sottolinea come nel segmento corporate siano stati acquisiti importanti contratti in diversi settori, dai servizi professionali alle assicurazioni, dall'energia alla moda. Il segmento wholesale vede ricavi in aumento dell'1% a 608 milioni, con la contrazione del segmento mobile del 40,8% a 4,77 milioni - vista la migrazione di PosteMobile sulla rete Tim - compensata dalla crescita delle forniture fisse del 20,6% a 1,28 milioni. I DATI DI SWISSCOM Swisscom ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un fatturato del gruppo pari a 10,94 miliardi di franchi svizzeri, in calo del 2,1% rispetto allo scorso anno. L'ebitda after leaseing è salito dell'1,5% a 3,83 miliardi, mentre l'utile è stato ritoccato verso l'alto del 2,4% a 1,01 miliardi. Guardando al futuro, il gruppo ha confermato le prospettive finanziarie per il 2026, continuando a prevedere un fatturato compreso tra 14,7 e 14,9 miliardi, un ebitda after lease nella forchetta di 5-5,1 miliardi e investimenti per 3-3,1 miliardi. Il flusso di cassa operativo è atteso oltre 2 miliardi. In caso di raggiungimento degli obiettivi, Swisscom intende proporre all'assemblea generale del 2027 l'aumento del dividendo da 26 a 27 franchi per azione. LA POLEMICA CON INWIT SULLA FINE DELL'MSA Durante la conference call con gli analisti, Christoph Aeschlimann, amministratore delegato di Swisscom, ha anche dato un orizzonte temporale sulla migrazione dalle torri di Inwit dopo la disdetta del msa da parte di Fastweb+Vodafone, contestata dalla towerco. "Stiamo parlando con altre towerco presenti in Italia, come Cellnex o Phoenix", ha detto Aeschlimann. Che ha aggiunto: "Stiamo discutendo il piano di migrazione con Inwit" in modo tale che "possiamo iniziare nel 2028. Noi ci aspettiamo servano 12 anni", quindi fino al 2040. Una posizione non condivisa da Inwit, che con una nota ufficiale ha respinto il lungo orizzonte temporale e ricordato che la disdetta inviata da Fastweb+Vodafone viene considerata dalla towerco non possibile. "L'msa prevede, nell'ipotesi di disdetta dell'operatore, un piano di riconsegna dei siti, di durata non inferiore a tre anni, da concordare tra le parti. Conseguentemente Fastweb+Vodafone è tenuta a rendere i siti nella loro unitarietà, liberi da persone o cose, nell'interesse di Inwit entro il 31 marzo 2031", viene scritto, affinché la towerco possa cogliere le migliori opportunità industriali. Inwit aggiunge quindi che Fastweb+Vodafone non ha "il diritto di determinare unilateralmente tempi e modalità di liberazione degli asset, né consente di trasformare il periodo di riconsegna in una fase di migrazione arbitraria, frammentaria e di durata indeterminata" e che al momento non c'è un accordo perché l'operatore controllato da Swisscom possa restare sulle torri di Inwit dopo il 31 marzo 2031. (milanofinanza.it) (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)