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MARKET DRIVER: negli Usa focus su fiducia consumatori e Jolts di agosto
29/09/2026 10:01
MARKET DRIVER: negli Usa focus su fiducia consumatori e Jolts di agosto
MILANO (MF-NW)--A detta di Antonio Tognoli di Cfo Sim oggi "dall'altra parte dell'Atlantico l'attenzione si concentrerà soprattutto sul fronte 'soft' e sul mercato immobiliare. Nel pomeriggio italiano arriveranno l'indice Case-Shiller sui prezzi delle case (atteso in lieve accelerazione intorno al +2,2% annuo) e l'indice Fhfa, entrambi utili per capire se il raffreddamento del settore residenziale prosegue o se i prezzi stanno ritrovando un po' di sostegno. Poco dopo, però, arriveranno i due pezzi più seguiti: la fiducia dei consumatori del Conference Board, prevista in leggero miglioramento a 90 punti da 89,4, e soprattutto i Jolts sulle posizioni lavorative aperte di agosto. Qui il consenso punta a una leggera flessione, intorno ai 7,23 milioni dal precedente 7,27. Un dato più debole del previsto potrebbe alimentare l'idea che il mercato del lavoro americano stia finalmente raffreddandosi, mentre un numero ancora elevato terrebbe viva la narrazione di un'economia ancora troppo calda per permettere alla Fed di diventare più colomba". fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: utili e AI motori delle azioni Usa, attenzione ai tassi (Vanguard)
29/09/2026 09:55
FOCUS: utili e AI motori delle azioni Usa, attenzione ai tassi (Vanguard)
MILANO (MF-NW)--"Nonostante i titoli di prima pagina, dal conflitto in Medio Oriente al rialzo dei rendimenti globali, fino ai rischi legati alla sicurezza dell'intelligenza artificiale, il principale motore del mercato azionario Usa resta la dinamica degli utili, sempre più condizionata dal ritmo degli investimenti nell'AI e dalle prospettive di profittabilità", dichiarano Kevin Khang, Senior Global Economist, e Kevin Zhao, Economist di Vanguard. "Ne risulta un mercato che appare calmo in superficie, ma che cela un certo malessere, riflettendo l'incertezza sulla sostenibilità di tali utili e sulla loro concentrazione in un unico tema: il complesso dell'AI, che rappresenta circa il 40% della capitalizzazione del mercato azionario statunitense, dagli hyperscaler all'intera filiera dell'AI", affermano gli economisti. "Questa tensione si manifesta in due modi", proseguono gli esperti. "Innanzitutto, il rendimento degli utili è aumentato quest'anno (e la valutazione del mercato - il suo inverso - è diminuita), nonostante la crescita degli utili abbia raggiunto livelli record. Ciò contrasta con gli anni precedenti, quando una crescita straordinaria dei profitti veniva premiata da un'espansione dei multipli". "Sullo sfondo del rialzo dei rendimenti dei Treasury, la questione chiave guardando al futuro è quale ulteriore impatto questo potrebbe avere sulle azioni statunitensi. Se l'aumento dei rendimenti è guidato dall'attesa di una ripresa della crescita economica reale, questo potrebbe essere favorevole per le valutazioni azionarie. Ma c'è un altro fattore importante che potrebbe contribuire a tale rialzo. È probabile infatti che parte dell'aumento rifletta i timori sulla sostenibilità fiscale e l'incertezza legata a un nuovo approccio da parte della Federal Reserve", dichiarano Khang e Zhao. "Servirà ancora tempo per capire se il contestuale aumento dell'earnings yield e dei rendimenti dei Treasury negli ultimi mesi sia collegato o del tutto casuale. Una cosa però è chiara: se i tassi si assestassero strutturalmente su livelli più elevati, diventerebbero un ulteriore fattore destinato, nel tempo, a pesare sulle azioni statunitensi", continuano gli economisti. "Ad esempio, l'aumento dei costi di finanziamento potrebbe incidere sul ritmo e/o sul costo degli investimenti in conto capitale nell'AI e creare venti contrari per le società small e mid cap, più dipendenti dal debito". "Nei prossimi trimestri, il fattore trainante delle azioni statunitensi resterà probabilmente ciò che i dati sugli utili e i documenti depositati per le IPO diranno al mercato sull'economia emergente dell'IA e sulla sostenibilità degli investimenti nell'intelligenza artificiale. Questi canali legati ai tassi, tuttavia, meritano di essere monitorati con attenzione, per capire se resteranno inattivi o se inizieranno a farsi sentire", concludono gli esperti. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: oro, banche centrali sempre più strategiche nella domanda (Confinvest Oro)
29/09/2026 09:47
FOCUS: oro, banche centrali sempre più strategiche nella domanda (Confinvest Oro)
MILANO (MF-NW)--"Il dato più significativo per leggere oggi il mercato dell'oro arriva dalle banche centrali", dichiara Simone Manenti, Amministratore Delegato di Confinvest Oro. "Secondo il World Gold Council, negli ultimi quattro anni i loro acquisti si sono attestati in media intorno alle 1.000 tonnellate annue, circa il doppio rispetto alla media del decennio precedente. La dinamica va oltre il solo aumento della domanda, e segnala un cambiamento che sta riportando l'oro ad avere un peso strategico nelle politiche di diversificazione delle riserve", continua l'esperto. Secondo Manenti, "alla base di questa tendenza ci sono diversi fattori. Debito pubblico, tensioni geopolitiche, inflazione e trasformazione degli equilibri monetari stanno portando numerosi Paesi a ripensare la composizione delle proprie riserve, con una maggiore attenzione verso attività reali e prive di rischio di controparte. La Cina resta uno dei casi più osservati, ma il fenomeno coinvolge anche altre banche centrali, comprese quelle delle economie avanzate". "Questa dinamica assume ancora più rilievo se osservata insieme all'andamento delle quotazioni", continua l'analista. "Dopo la correzione estiva, l'oro ha recuperato terreno e continua a muoversi su livelli storicamente elevati, mostrando capacità di tenuta nonostante tassi reali ancora sostenuti e condizioni monetarie restrittive". "Nel breve periodo, riteniamo che il prezzo continuerà a risentire delle decisioni delle principali banche centrali, dei tassi, dell'inflazione e dell'andamento del dollaro; su un orizzonte più ampio, diventano invece centrali i cambiamenti nella composizione delle riserve mondiali", afferma l'esperto. "E' questa distinzione tra breve e lungo periodo che consente di leggere meglio il ruolo dell'oro. Più che concentrarsi su singoli target di prezzo, è utile osservare le dinamiche strutturali che sostengono la domanda: l'oro è un bene reale, non rappresenta il debito di una controparte e continua a essere utilizzato dalle stesse banche centrali come componente strategica delle proprie riserve", conclude Manenti. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Francia paralizzata da incertezza politica (Commerzbank)
29/09/2026 09:43
MARKET DRIVER: Francia paralizzata da incertezza politica (Commerzbank)
MILANO (MF-NW)--"L'incertezza politica in Francia sta paralizzando sempre più l'economia. Le elezioni presidenziali del 2027 rischiano di aggravare ulteriormente la situazione. Esaminiamo i candidati e il lungo percorso che porterà al ballottaggio del prossimo maggio. Tuttavia, senza una maggioranza in Parlamento, anche il nuovo capo dello Stato rischierà di trovarsi di fronte a uno stallo politico, che potrebbe ritardare riforme economiche urgenti. Anche i negoziati sul bilancio, che proseguiranno fino alla fine dell'anno, rischiano di diventare terreno di scontro nella campagna elettorale. Nei prossimi anni, il deficit pubblico francese potrebbe rimanere al 5% del Pil o addirittura superarlo", affermano gli economisti di Commerzbank. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Dazi: tariffe Ue contro Cina hanno solo un effetto limitato (Ifo)
29/09/2026 09:36
Dazi: tariffe Ue contro Cina hanno solo un effetto limitato (Ifo)
MILANO (MF-NW)--Dazi aggiuntivi dell'Ue sulle importazioni cinesi possono eliminare solo in parte le dipendenze critiche e la pressione concorrenziale sleale esercitata dalla Cina, secondo i ricercatori dell'Ifo Lisandra Flach e Andreas Baur. "A seconda di come vengono strutturati, i dazi comportano costi economici considerevoli e spesso anche conseguenze indesiderate. La loro adeguatezza dipende in larga misura dall'obiettivo che intendono perseguire", afferma Flach, direttrice dell'Ifo Center for International Economics. "Soprattutto, però, non possono sostituire le misure volte a rafforzare la competitività e la capacità innovativa di un Paese. Una riduzione della pressione concorrenziale potrebbe addirittura indebolire ulteriormente gli incentivi all'innovazione nei settori protetti". I costi dei dazi compensativi imposti sulle importazioni sovvenzionate non gravano soltanto sulle famiglie, ma anche sulle imprese che utilizzano input cinesi. "L'aumento dei costi indebolisce, in particolare, la posizione competitiva delle aziende orientate all'esportazione rispetto ai loro concorrenti esteri", afferma Baur, vicedirettore dell'Ifo Center for International Economics. Inoltre, tali dazi non si applicano ai mercati al di fuori dell'Ue. Si tratta di un problema serio per l'industria europea, che vende circa un quarto della propria produzione al di fuori dell'Ue, mentre per alcuni settori la quota è persino molto più elevata. L'Ue non dovrebbe quindi gestire da sola i rapporti con la Cina, ma piuttosto cercare di coinvolgere selettivamente alcuni alleati. Insieme, il loro potere negoziale nei confronti di Pechino sarebbe significativamente maggiore. Sarebbe importante garantire che le misure adottate dall'Ue non finiscano per danneggiare proprio quei partner di cui avrebbe bisogno per un approccio coordinato. Tra queste figurano, per esempio, i requisiti di "Buy European", che escludono i partner con accordi commerciali con l'Ue, o i dazi protettivi generalizzati che non distinguono in base al Paese di origine. Se tali misure diventassero un precedente a livello internazionale, alla fine sarebbe l'industria europea orientata all'esportazione a rimetterci. dfg (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)