TOP NEWS ESTERO: Bce verso rialzo tassi, inflazione energetica resta principale rischio per Eurozona
09/09/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Bce verso rialzo tassi, inflazione energetica resta principale rischio per Eurozona
MILANO (MF-NW)--La Banca centrale europea (Bce) dovrebbe procedere ad un rialzo di 25 punti base del tasso sui depositi, portandolo al 2,50% nella riunione di domani. La decisione di questa settimana è in larga misura già scontata dai mercati, così come è ampiamente previsto che Christine Lagarde confermi l'approccio basato su decisioni riunione per riunione, dipendenza dai dati e monitoraggio degli effetti di secondo livello sull'inflazione. A rafforzare le aspettative sono stati i dati sull'inflazione di agosto, commenta Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia. Nell'Eurozona il tasso è salito al 3,3%, mentre in Germania ha raggiunto il 2,9%. Per la Bce, tuttavia, la sfida non è soltanto decidere sui tassi, ma calibrare la risposta a uno shock che resta principalmente di natura energetica. L'inflazione di fondo è infatti scesa al 2,4% e quella dei servizi al 3%, a indicare che le pressioni sui prezzi non si stanno ancora propagando in modo generalizzato. RISCHIO STAGFLAZIONE METTE SOTTO PRESSIONE LA BCE Secondo Saverio Berlinzani, analista di ActivTrades, con il petrolio sopra i 100 dollari e l'inflazione al 3,3%, il rischio principale è che lo shock energetico alimenti i cosiddetti "effetti di secondo livello" (salari e prezzi alla produzione), costringendo la Bce a un ciclo di ulteriore restrizione monetaria o a mantenere i tassi elevati più a lungo del previsto, configurando uno scenario di stagflazione, dovuto evidentemente anche all'inevitabile rallentamento economico che l'aumento dei prezzi delle materie prime causerebbe nei paesi dell'Unione. I rendimenti dei titoli di Stato a breve scadenza (2 anni), maggiormente sensibili alle decisioni di politica monetaria della Bce, salirebbero rapidamente per riflettere i nuovi rialzi dei tassi. La curva potrebbe invertirsi ulteriormente, poiché i mercati prezzerebbero una forte frenata economica futura causata dalla stretta monetaria. Il che potrebbe generare un allargamento degli spread con i paesi ad alto debito dell'Eurozona (come i Btp italiani rispetto ai Bund tedeschi) che potrebbero subire una impennata. Il venir meno del supporto della banca centrale e il rincaro del costo del debito farebbero aumentare il premio al rischio richiesto dagli investitori. GLI EFFETTI SULL'AZIONARIO Sui mercati azionari, il rallentamento economico inevitabile, unito al rialzo dei tassi, significherebbe, per le aziende, maggiori costi di finanziamento, con conseguente riduzione dei margini. Specie per i titoli growth ad alto rendimento. L'aumento dei costi energetici e dei mutui riduce il reddito disponibile dei consumatori e i margini storici delle imprese, impattando negativamente il settore automobilistico, il retail e i beni di consumo discrezionali. Gli unici settori a sovraperformare sarebbero l'Energy (grazie ai margini legati al petrolio alto) e parzialmente il settore Value o difensivo. L'INCOGNITA È SULLE PROSSIME MOSSE Secondo gli analisti di Swisscanto, "la vera incognita riguarda le prossime mosse e la tenuta delle azioni europee". A differenza della Federal Reserve, afferma l'esperto Roger Rüegg "la Bce non ha un doppio mandato, ma si concentra esclusivamente sulla stabilità dei prezzi: un obiettivo che al momento non è stato raggiunto, considerando il tasso di inflazione al 3,3%". In questo contesto, secondo Ruegg, è molto probabile che la Bce attui un ulteriore rialzo dei tassi di riferimento il 10 settembre. si tratta tuttavia di una mossa già scontata dal mercato, che difficilmente coglierà gli investitori di sorpresa. "Le prospettive future risultano invece più interessanti, poiché riteniamo eccessivamente ambiziosi i due ulteriori rialzi attualmente previsti dal mercato", osserva l'analista. Questo scenario, combinato con i dati economici sorprendentemente positivi provenienti dall'Eurozona, dovrebbe sostenere temporaneamente l'euro. Rüegg rimane tuttavia cauto sulle azioni europee, a causa di una crescita degli utili relativamente contenuta. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)