MARKET DRIVER: Danieli, Jefferies riduce tp ma resta buy
22/10/2026 10:45
MARKET DRIVER: Danieli, Jefferies riduce tp ma resta buy
MILANO (MF-NW)--Jefferies ha ridotto il target price di Danieli a 70 euro da 75 euro, confermando a buy il rating. La revisione delle previsioni per l'esercizio 2027 ha aumentato lo scetticismo degli investitori, aggravato dalla scarsa visibilità sulle svalutazioni degli impianti e dal rischio di ulteriori eventi straordinari. "Riflettiamo questa incertezza", spiegano da Jefferies, "riducendo l'Ebitda per l'esercizio 2027 dell'11%, ma riteniamo che il recente calo sia stato eccessivo, considerando il portafoglio ordini di oltre 6 miliardi di euro, i margini Ebitda resilienti e il miglioramento delle performance del settore siderurgico. Con le azioni scambiate a 2,5 volte il rapporto EV/Ebitda previsto per il 2027, vediamo un punto di ingresso interessante e ribadiamo il rating Buy, con un prezzo obiettivo inferiore del 7% a 70 euro". fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: bond emergenti più attraenti dei titoli di Stato (Pictet Am)
22/10/2026 10:44
FOCUS: bond emergenti più attraenti dei titoli di Stato (Pictet Am)
MILANO (MF-NW)--"Nell'ultimo periodo, il rendimento medio dei titoli di stato mondiali misurato dall'indice Bloomberg Treasury ha superato il 4%, raggiungendo il livello più alto dal 2000", dichiara la Strategy Unit di Pictet Asset Management. "La valutazione potrebbe tentare gli investitori ad allocare una quota maggiore del capitale a disposizione verso il reddito fisso, a maggior ragione se si considera che, rispetto ai titoli di Stato sovrani, il rendimento degli utili offerto dalle azioni dell'S&P 500 (l'inverso del rapporto price/earning) è al livello più basso da oltre 20 anni". "In particolare", proseguono gli esperti, "i titoli di Stato a scadenza più breve appaiono particolarmente convenienti. A nostro avviso, i rendimenti di tali titoli scontano un numero di aumenti dei tassi d'interesse negli Usa superiore a quelli che la Fed effettivamente attuerà, poiché riteniamo che le pressioni inflazionistiche dovrebbero alla fine attenuarsi. Eppure, nonostante tutto ciò, le argomentazioni a favore di un passaggio a un sovrappeso del debito sovrano non ci convincono". Secondo gli analisti, "anche se crediamo che gli aumenti dei tassi da parte della banca centrale statunitense saranno meno aggressivi di quanto si aspettino i mercati, ci sono rischi diversi dall'inflazione che potrebbero continuare a causare turbolenze nel mercato obbligazionario governativo". "Tanto per cominciare, i deficit del settore pubblico rimangono ostinatamente elevati, esercitando una pressione al rialzo sui costi di indebitamento statali. Allo stesso tempo, la crescita economica negli USA e in altre parti del mondo continua a essere superiore alle previsioni degli analisti", prosegue la Strategy Unit di Pictet Am. "Esiste, inoltre, la possibilità di cambiamenti nel quadro di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse della Fed. Il nuovo presidente Kevin Warsh si è tra l'altro impegnato a rivedere il metodo con cui l'istituto misura l'inflazione e capire in che modo potrebbe prevenire futuri scatti inflazionistici; in questo contesto, qualsiasi cambio di orientamento potrebbe scatenare un nuovo picco nei rendimenti. Per questi motivi, preferiamo mantenere una posizione neutrale sui titoli di Stato dei mercati sviluppati", affermano gli esperti. "Tuttavia, per gli investitori che cercano reddito, le obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti offrono un valore maggiore. Contrariamente alle aspettative e all'esperienza precedente, le economie emergenti si sono dimostrate resilienti allo scoppio del conflitto tra Stati Uniti ed Iran. La crescita è rimasta sana, sostenuta dalla solidità del consumo interno e dalla forte crescita delle esportazioni. Inoltre, le valute dei mercati emergenti si sono mostrate meno volatili rispetto a quanto accaduto in passato in risposta alle impennate dei prezzi dell'energia. Allo stesso tempo, i rendimenti delle obbligazioni in valuta locale sono aumentati in media di soli 60 punti base (misurati sull'indice obbligazionario JPMorgan Gbi-Em). Si tratta di un aumento molto più contenuto rispetto al rialzo di oltre 100 punti base osservato sui mercati dei titoli di Stato statunitensi, a testimonianza della nuova stabilità di questa asset class", proseguno gli analisti. "I principali mercati del reddito fisso sono scesi in modo generalizzato a causa dell'intensificarsi delle preoccupazioni per l'aumento vertiginoso dei prezzi dell'energia e per il crescente costo del servizio del debito pubblico statunitense, che ha toccato i 40.000 miliardi di dollari. Il mercato dei Treasury ha subito un sell-off settimanale da record, portando il rendimento a 10 anni oltre il 5,2% (il livello più alto dal 2007), mentre i rendimenti a 30 anni sono saliti oltre il 5,5% per la prima volta dal 2004", dichiara la Strategy Unit di Pictet Am. "I titoli di Stato europei hanno perso oltre il 2%, mentre le crescenti preoccupazioni sulle prospettive di bilancio della Francia in vista delle elezioni presidenziali del 2027 hanno portato lo spread (il premio richiesto dagli investitori per detenere il debito francese rispetto all'equivalente tedesco) al livello più alto dalla crisi finanziaria del 2008", proseguono gli esperti. "Neanche le obbligazioni dei mercati emergenti ne sono uscite indenni, poiché il rafforzamento del dollaro Usa e il rincaro dei prezzi dell'energia hanno intensificato la pressione sulle economie importatrici di energia". "Le azioni globali hanno chiuso il mese in calo a causa del nervosismo degli investitori all'idea che le principali banche centrali potessero seguire la Fed nell'inasprire la politica monetaria, cosa che potrebbe pesare sulla crescita e sulle prospettive per gli utili societari. I settori sensibili ai tassi di interesse (come l'immobiliare e l'utility) sono stati tra quelli che hanno perso di più; in discesa anche materiali e beni di consumo discrezionali, più esposti ai cicli economici. Eccezione alla regola sono stati IT e servizi di comunicazione, poiché i solidi risultati e le previsioni di utili dei due settori hanno incoraggiato gli investitori ad aumentare la loro esposizione. Le azioni energetiche hanno chiuso il mese sostanzialmente invariate", affermano gli analisti. "Grosso modo lo stesso è stato per le azioni statunitensi a fine mese, mentre le altre azioni dei mercati sviluppati sono diminuite di circa l'1%. Le azioni dell'America Latina hanno registrato le migliori performance, salendo di circa lo 0,6% grazie alla solidità dei prezzi delle materie prime. Le azioni asiatiche sono aumentate dello 0,3% e hanno attirato investimenti nei settori della tecnologia e della manifattura avanzata", prosegue la Strategy Unit di Pictet Am. Infine, sul fronte energetico "i prezzi del petrolio sono aumentati di quasi il 18% nel corso del mese, portando l'aumento annuo a oltre il 70%". Sul fronte valutario, "il dollaro è risalito su tutta la linea in seguito all'aumento dei tassi d'interesse da parte della Fed. Lo yen ha guadagnato più dell'1% dopo un mese volatile che ha visto la valuta rafforzarsi in seguito a segnali di un intervento per poi ritirarsi in risposta all'aumento dei rendimenti statunitensi. L'euro, la sterlina e il franco svizzero sono scesi di circa il 2% rispetto al dollaro", concludono gli esperti. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: Moncler, Equita Sim la vede a 58 euo
22/10/2026 10:29
MARKET DRIVER: Moncler, Equita Sim la vede a 58 euo
MILANO (MF-NW)--Equita Sim ha ridotto da 63 a 58 euro il prezzo obiettivo su Moncler, livello che resta molto al di sopra degli attuali prezzi di Borsa del titolo (+1,37% a 43,53 euro). La raccomandazione è confermata a buy. Gli esperti hanno abbassato del 2-3% le stime di utile 2026-2028 dopo i dati di fatturato trimestrali. "Moncler non è immune al contesto di settore ma confermiamo il buy sul titolo che tratta con PE ex-cash 2027 di 15 volte (peer a circa 20 volte), eccessivamente penalizzato considerando la costante sovraperformance col cluster cinese, i diversi driver di crescita company-specific (Grenoble, mercato Usa, collezioni Primavera/Estate, Stone Island), margini ben superiori ai peer", aggiungono gli esperti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)