WALL STREET: commento di preapertura
26/03/2026 13:42
WALL STREET: commento di preapertura
MILANO (MF-NW)--I future sui listini azionari statunitensi trattano in calo, con quello sul Dow Jones in discesa dello 0,83% e quello sull'S&P 500 dello 0,91%. "Continuano a giungere notizie contrastanti dal Medio Oriente e, in attesa di capire se ci sono possibilità di una tregua e/o di un accordo, ieri sui mercati si è registrato un rialzo dei listini azionari. Il petrolio ha chiuso in calo, ma nel corso della seduta la discesa si è ridimensionata dopo indiscrezioni secondo cui l'Iran avrebbe rifiutato la proposta in 15 punti statunitense, che tra le varie richieste prevede Hormuz zona franca, stop al nucleare e produzione limitata in numero e range dei missili, che dovranno essere usati solo per difesa", affermano gli strategist di Mps. L'Iran a sua volta, secondo alcuni media locali, "avrebbe posto 5 sue condizioni per una fine del conflitto, tra cui le garanzie che il conflitto non riprenderà, risarcimenti per i danni causati e riconoscimento internazionale della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz", aggiungono gli esperti. "Viste le premesse un accordo entro il fine settimana, scadenza dell'ultimatum di Trump, appare poco probabile, tanto che gli attacchi continuano e stamattina il sentiment tra gli operatori appare nuovamente negativo", concludono da Mps. Sul fronte della politica monetaria, "sia il dot plot del Fomc sia il mercato continuano a prevedere un taglio dei tassi quest'anno, in linea con la nostra ipotesi di base secondo cui Kevin Warsh, che assumerà la presidenza della Fed nel corso dell'anno, attuerà una certa politica di allentamento", commenta David Rees, Head of Global Economics di Schroders. Tuttavia, "esiste un rischio evidente che uno shock dei prezzi prolungato possa vanificare i tentativi di allentare la politica monetaria, mentre una riaccelerazione dell'inflazione di fondo riporterebbe all'ordine del giorno gli aumenti dei tassi", prosegue l'esperto. Dal punto di vista dei fondamentali, "l'economia statunitense sembra essere quella più a rischio che un'inflazione più elevata diventi radicata", dichiara Rees. Nonostante alcune recenti distorsioni dei dati dovute allo shutdown del governo federale, l'economia ha registrato buoni risultati, mentre il Pce core è rimasto elevato, attestandosi intorno al 3%. "Vale anche la pena notare che, in quanto esportatore netto di energia, gli Stati Uniti potrebbero essere in una certa misura al riparo dallo shock dei prezzi, in particolare per quanto riguarda il gas naturale", conclude l'esperto. Sul fronte societario: - Il titolo di Meta perde l'1,75% nel premercato dopo la sconfitta in una causa legale che ha coinvolto anche YouTube. Le due aziende sono state accusate di aver progettato le proprie piattaforme in modo da favorire dipendenza e risultare dannose per gli adolescenti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: restano dubbi su stop conflitto, mercati sempre più scettici su notizia dagli Usa
26/03/2026 13:31
MARKET DRIVER: restano dubbi su stop conflitto, mercati sempre più scettici su notizia dagli Usa
MILANO (MF-NW)--Gli esperti di Deutsche Bank segnalano che per i mercati, il problema è che permangono molti dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo tra Stati Uniti e Iran, dato che l'Iran ha pubblicamente respinto gli Usa in diverse occasioni. Questo ha portato i mercati a diventare sempre più scettici nei confronti delle notizie positive provenienti dagli Stati Uniti, poiché non si sono avute dichiarazioni analoghe da parte di Teheran. Per dare un'idea della differenza, è stato ampiamente riportato che gli Stati Uniti avrebbero un piano in 15 punti, che include lo smantellamento degli impianti nucleari iraniani e la riapertura dello Stretto di Hormuz. La Casa Bianca non ha confermato ufficialmente la notizia, ma il portavoce Leavitt ha affermato che le indiscrezioni contengono elementi di verità. Nel frattempo, la CNN ha riportato ieri che il vicepresidente J.D. Vance potrebbe recarsi in Pakistan questo fine settimana per un incontro volto a discutere di un possibile cessate il fuoco. Il portavoce della Casa Bianca, Leavitt, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono impegnati in "conversazioni produttive". Tutto ciò lascia intuire un certo progresso verso un cessate il fuoco. Al contrario, da parte iraniana si è registrata una retorica molto più negativa. In effetti, i prezzi del petrolio sono aumentati dopo che l'agenzia di stampa iraniana Fars News ha citato fonti secondo cui le mosse di Trump per avviare colloqui indiretti erano illogiche e non praticabili in questa fase. Successivamente, l'emittente televisiva iraniana Press TV ha citato un funzionario secondo il quale l'Iran avrebbe posto fine alla guerra quando lo avesse ritenuto opportuno e quando fossero state soddisfatte le sue condizioni, tra cui garanzie di sicurezza e il riconoscimento dell'autorità iraniana sullo Stretto di Hormuz. Più tardi, anche Reuters ha riportato che l'Iran ha chiesto il coinvolgimento del Libano in qualsiasi cessate il fuoco, il che implica la fine dell'offensiva israeliana contro Hezbollah. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)