-
Unione Italiana Food: mercato Altre paste vale 247 mln euro
22/07/2026 20:40
Unione Italiana Food: mercato Altre paste vale 247 mln euro
MILANO (MF-NW)--Il mercato delle cosiddette Altre paste ha toccato nel 2025 un valore retail pari a 247 milioni di euro. E' quanto emerge da una nota di Unione Italiana Food, dalla quale emerge che il consumo a retail di pasta di semola integrale, di farro, di kamut e di legumi ha raggiunto le 51.432 tonnellate per un valore di 122 milioni di euro. La pasta di semola di altri grani si attesta, invece, su 7.266 tonnellate per un valore di 27 milioni di euro, mentre quella senza glutine registra una maggiore crescita con 18.041 tonnellate (+5,6% a consumo) ed un valore di 98 milioni di euro (+7,7% a valore). "La pasta è una e molteplice", commenta Margherita Mastromauro, Presidente dei pastai di Unione Italiana Food. "In Italia siamo i custodi della tradizione ma non rinunciamo a sperimentare perché fa parte del nostro patrimonio alimentare e anche la pasta ha accompagnato nel tempo il cambiamento dei nostri stili di vita. Il suo successo nel mondo è dovuto proprio a questa sua versatilità nell'adattarsi a ingredienti diversi e a sposarsi con innumerevoli abbinamenti, riuscendo ad intercettare tendenze alimentari, culturali e sociali e aggiungendo a qualunque piatto il sapore e i benefici della Dieta Mediterranea. E in questo si impone la capacità dei pastai di coniugare tradizione, saper fare e tecnologia alimentare. Così stiamo rispondendo a un consumatore sempre più attento a gusto, salute e sostenibilità, con una pasta sempre più personalizzata e capace di intercettare tutte le ultime tendenze del cibo, dall'integrale al gluten free, fino a quella con spezie e legumi". fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: mercato Treasury cripto è in espansione, ma poche Dat sopravvivranno (21shares)
22/07/2026 20:15
FOCUS: mercato Treasury cripto è in espansione, ma poche Dat sopravvivranno (21shares)
MILANO (MF-NW)--Le società di Digital Asset Treasury (Dat) si sono affermate come uno dei trend più rilevanti del 2025. Secondo 21Shares, entro la fine del 2026 arriveranno a detenere oltre 250 miliardi di dollari in asset digitali, in aumento di circa il 130% rispetto ai 110 miliardi stimati per la fine del 2025. "Avendo superato il milione di Bitcoin detenuti complessivamente, le Dat stanno diventando un punto di accesso istituzionale al mercato, offrendo agli investitori un'esposizione regolamentata tramite le loro azioni quotate sulle principali borse globali", commenta Eliézer Ndinga, Head of Research di 21Shares. DAT NON-BITCOIN RAPPRESENTANO OLTRE 22% VALORE MERCATO "Si tratta di un modello di business che sta evolvendo rapidamente", dichiara l'esperto. Attualmente, le Dat non-Bitcoin "rappresentano oltre il 22% del valore totale di questo mercato, pari a più di 25 miliardi di dollari, con emissioni di titoli che hanno come sottostante le altcoin che generano i rendimenti maggiori, assieme ai network proof-of-stake come Ethereum e Solana", spiega Ndinga. "Queste società sono passate dall'essere dei detentori passivi a generatrici di reddito onchain tramite staking, restaking e lending", commenta l'esperto. RAPIDA ESPANSIONE DEL SETTORE APRE NUOVE SFIDE Tuttavia, una crescita così rapida potrebbe portare nuove sfide: fasi di mercato ribassiste, costo del debito più elevato o un afflusso di rendimenti più irregolare rispetto al passato "potrebbero generare una forte pressione, soprattutto sugli operatori più piccoli, causando così l'uscita dal settore di un certo numero di player e un suo accentramento e consolidamento", osserva Ndinga. In particolare, "le Dat di fascia inferiore rischiano di essere acquisite da quelle più grandi, soprattutto quando sono costrette a fare trading a sconto rispetto al Nav per periodi prolungati", continua l'esperto. Infatti, "non tutte le Dat dispongono di una struttura del capitale adeguata, di strategie di acquisto di asset solide o di figure di riferimento del calibro di Michael Saylor o Tom Lee, in grado di sostenere la narrativa necessaria per continuare a raccogliere capitali", dichiara Ndinga. SOLO POCHI OPERATORI EMERGERANNO COME LEADER Come 21shares, "riteniamo che questo segmento sia destinato a crescere esponenzialmente, ma anche che molte delle società che vi operano non sopravvivranno nel lungo periodo", commenta l'esperto. Pertanto, è lecito aspettarsi che sul mercato si affermi un gruppo più ristretto di grandi operatori dominanti, dalla capitalizzazione solida, con un'offerta di titoli diversificata e in grado di fare da ponte tra il capitale tradizionale e l'economia cripto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: cresce selettività in mercati privati, qualità asset e reddito al centro delle strategie (Aberdeen Inv)
22/07/2026 19:18
FOCUS: cresce selettività in mercati privati, qualità asset e reddito al centro delle strategie (Aberdeen Inv)
MILANO (MF-NW)--I mercati privati stanno entrando in una nuova fase, in cui la selezione degli investimenti diventa sempre più determinante dopo anni di abbondante liquidità, capitale a basso costo e valutazioni in crescita. È quanto emerge dalla Private Markets House View di Aberdeen Investments: le opportunità restano interessanti, ma si concentrano sempre più su asset di elevata qualità, flussi di cassa resilienti e temi di crescita strutturale, in un contesto di crescente dispersione dei rendimenti. UN CONTESTO MACROECONOMICO PIÙ INCERTO L'economia globale continua a mostrare segnali di resilienza, pur in un contesto di rallentamento. "Prevediamo per il 2026 una crescita del Pil pari a circa il 2,2% negli Stati Uniti, al 4,8% in Cina e al 6,8% in India", commentano gli esperti. "Restano tuttavia elementi di incertezza legati all'inflazione, alle tensioni geopolitiche e ai diversi orientamenti delle banche centrali, fattori che continuano ad alimentare la volatilità dei mercati. In questo scenario, i mercati privati rafforzano il proprio ruolo come fonte di reddito stabile e di esposizione a trend strutturali di lungo periodo", spiegano gli analisti. PRIVATE EQUITY: MENO OPERAZIONI, MA VALUTAZIONI ANCORA SOLIDE L'attività di M&A nel private equity ha rallentato nei primi mesi del 2026: negli Stati Uniti il valore delle operazioni è sceso del 18,3% rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 260,2 miliardi di dollari, mentre in Europa il calo è stato del 22,5%. "Nonostante la frenata, gli asset di qualità continuano a essere molto ricercati. Le valutazioni globali si mantengono infatti su livelli elevati, pari a 12,6 volte l'Ev/Ebitda, mentre in Europa le operazioni di espansione (add-on) rappresentano ormai il 71,4% dei buyout, il livello più alto degli ultimi dieci anni", riportano gli esperti. Cresce inoltre il peso delle operazioni sul mercato secondario, che hanno rappresentato circa il 19% dell'attività del primo trimestre. In questo contesto, "riteniamo che i rendimenti dipenderanno sempre meno dall'espansione dei multipli e sempre più dalla capacità di selezionare i settori più promettenti, creare valore operativo e mantenere disciplina nelle valutazioni", dichiarano gli analisti. CREDITO PRIVATO: CONDIZIONI SEMPRE PIÙ FAVOREVOLI PER I FINANZIATORI Il ridimensionamento del ruolo delle banche nell'erogazione dei finanziamenti continua a beneficiare il credito privato. "Sebbene l'attività si sia ridotta, con 71 miliardi di dollari di prestiti diretti negli Stati Uniti distribuiti su 199 operazioni nel primo trimestre, il contesto resta favorevole per i finanziatori. Gli spread rispetto ai tassi di riferimento rimangono elevati, attestandosi intorno ai 509 punti base in Europa, mentre aumenta la dispersione tra i mutuatari più solidi e quelli più rischiosi", spiegano gli economisti. I tassi di insolvenza sono cresciuti solo moderatamente, passando dall'1,84% del terzo trimestre 2025 al 2,73% del primo trimestre 2026. "Le opportunità più interessanti continuano a concentrarsi nel segmento mid-market e nelle operazioni di credito più complesse, dove una selezione rigorosa può favorire rendimenti interessanti corretti per il rischio", commentano gli esperti. INFRASTRUTTURE: I FLUSSI DI CASSA GUIDANO I RENDIMENTI "Le infrastrutture continuano a beneficiare di solidi trend strutturali, in particolare della transizione energetica e della digitalizzazione", dichiarano gli economisti. Nel primo trimestre del 2026 il valore globale delle operazioni ha raggiunto circa 327 miliardi di dollari, in crescita del 10% su base annua. "Con tassi di interesse più elevati rispetto al ciclo precedente, i rendimenti derivano sempre più dai flussi di cassa contrattuali o regolamentati piuttosto che dall'espansione delle valutazioni. Si osserva inoltre una crescente concentrazione della raccolta: attualmente sono sul mercato circa 733 fondi con un obiettivo complessivo di raccolta pari a 567 miliardi di dollari, ma i primi dieci rappresentano il 40% del capitale target", continuano gli esperti. Questa dinamica "riflette la preferenza degli investitori per gestori consolidati e asset resilienti, soprattutto nei comparti dell'elettrificazione, delle infrastrutture digitali e dei servizi essenziali", spiegano gli analisti. IMMOBILIARE: LA RIPRESA PROCEDE A VELOCITÀ DIVERSE Il settore immobiliare mostra segnali di graduale recupero, sebbene la ripresa rimanga disomogenea tra i diversi segmenti. Nel primo trimestre del 2026 il volume delle transazioni a livello globale è aumentato del 18% su base annua, raggiungendo 216 miliardi di dollari, sostenuto soprattutto dalla regione Asia-Pacifico. "Anche gli investimenti transfrontalieri sono cresciuti del 37%, arrivando a 55 miliardi di dollari, con gli investitori dell'Asia-Pacifico che rappresentano ormai quasi il 38% dei flussi globali", riportano gli esperti. "La raccolta resta tuttavia debole e gli spread di rendimento rispetto ai titoli di Stato si sono ridotti fino a circa 150 punti base in Europa, limitando il margine di sicurezza per gli investitori. Di conseguenza, la capacità di generare reddito stabile, la qualità degli asset e la selezione settoriale assumono un ruolo sempre più determinante", continuano gli analisti. LA SELETTIVITÀ DIVENTA IL PRINCIPALE DRIVER DI PERFORMANCE "La crescente dispersione tra asset, strategie e settori rende la selettività il principale fattore di creazione di valore", dichiarano gli economisti. "Se nel ciclo precedente i rendimenti erano sostenuti soprattutto dal calo dei tassi e dall'espansione delle valutazioni, oggi la performance dipende sempre più dalla qualità degli investimenti, dall'esposizione ai temi di crescita strutturale, dalla disciplina nelle valutazioni e dalla capacità di generare flussi di reddito prevedibili", proseguono gli esperti. "Riteniamo che i mercati privati stiano passando da una fase trainata dal ciclo economico a una sempre più guidata dai fondamentali. In questo contesto, la selezione dei gestori, la qualità degli asset e un approccio disciplinato all'allocazione del capitale saranno determinanti per cogliere le opportunità offerte dalla crescente differenziazione tra settori, strategie e singoli investimenti", concludono gli analsiti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
MARKET DRIVER: evoluzione spread creditizi resta determinata da fondamentali credito (PIMCO)
22/07/2026 19:13
MARKET DRIVER: evoluzione spread creditizi resta determinata da fondamentali credito (PIMCO)
MILANO (MF-NW)--"La relativa convenienza dei Treasury rispetto agli swap sui tassi di interesse influisce meccanicamente sul modo in cui vengono misurati gli spread delle obbligazioni societarie, ma sembra avere un'influenza limitata sul modo in cui tali spread si comportano effettivamente", commenta Lotfi Karoui, Multi-Asset Credit Strategist di Pimco. "Questa distinzione è importante: sebbene gli swap spread negativi possano far apparire le valutazioni più elevate, l'evoluzione degli spread creditizi rimane determinata principalmente dai fondamentali del credito, dalla propensione al rischio degli investitori, dai flussi e dai più ampi fattori tecnici di mercato, piuttosto che dal valore relativo tra Treasury e swap", spiega l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
Usa: -3 mln barili scorte settimanali petrolio
22/07/2026 18:49
Usa: -3 mln barili scorte settimanali petrolio
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, le scorte di petrolio greggio, incluse quelle della Riserva Strategica di Petrolio (Spr), sono diminuite di 3 milioni di barili nella settimana terminata il 17 luglio, dopo il calo di 4,7 milioni di barili registrato nella settimana precedente. Escludendo le riserve della Spr, le scorte commerciali di greggio sono invece aumentate di 2 milioni di barili, dopo essere diminuite di 1,7 milioni la settimana precedente. Gli esperti prevedevano un calo di 2 milioni di barili. Le scorte della Spr sono diminuite di 5,1 milioni di barili, dopo la flessione di 3 milioni registrata nella settimana precedente. Nel complesso, le scorte di greggio sono risultate in calo dello 0,4% rispetto alla settimana precedente e del 12% rispetto a un anno fa. I livelli delle scorte sono inoltre circa il 6% inferiori alla media degli ultimi cinque anni per questo periodo dell'anno. Le scorte di benzina sono aumentate di 800.000 barili, a fronte di un calo di 1,9 milioni di barili atteso dal mercato. Rispetto alla settimana precedente sono salite dello 0,4%, ma restano inferiori dell'8,6% rispetto a un anno fa. Le scorte di distillati sono cresciute di 1,4 milioni di barili, contro un incremento di 800.000 barili previsto dagli analisti. Su base settimanale risultano in aumento dell'1,3%, mentre su base annua sono ancora in calo dello 0,3%. Il tasso di utilizzo delle raffinerie si è attestato al 96,1% della capacità, in lieve diminuzione rispetto al 96,2% della settimana precedente. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)