COMMENTO BOND: Btp sotto pressione nel risk off globale, focus su decisione Moody's
26/03/2026 11:46
COMMENTO BOND: Btp sotto pressione nel risk off globale, focus su decisione Moody's
MILANO (MF-NW)--L'escalation del conflitto in Iran ha innescato una fase di mercato risk-off a livello globale, con un'uscita diffusa dagli asset più rischiosi, che nei mesi precedenti avevano beneficiato della caccia al rendimento, ma anche da asset difensivi come l'oro, arrivati allo scoppio della crisi su valutazioni particolarmente tirate. Il movimento riflette una dinamica di deleveraging e prese di profitto su posizioni affollate, più che una riallocazione selettiva. In questo contesto, i mercati obbligazionari europei stanno rapidamente incorporando un premio per il rischio energetico. L'Italia si conferma tra i Paesi più sensibili: dall'inizio delle tensioni, il rendimento del Btp decennale è salito di quasi 70 punti base, contro i circa 50 punti degli omologhi francesi e britannici, mentre lo spread con il Bund si è ampliato di circa 30 punti base, sottolinea Gianni Piazzoli, Cio di Vontobel WM Sim. Per l'esperto la maggiore vulnerabilità italiana è legata alla dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas, che espone il Paese a shock sui prezzi energetici. A questo si aggiunge un fattore tecnico: su un mercato di titoli di Stato pari a oltre 2.600 miliardi di euro, l'ammontare di governativi italiani detenuti da investitori esteri, per lo più istituzionali, è cresciuto nel 2025 di un centinaio di miliardi, il doppio di quanto hanno aggiunto gli istituzionali italiani. Se da un lato l'Italia può ringraziare per il contributo estero al finanziamento del suo debito, dall'altro è presumibile che, in fasi di avversione al rischio, questa componente possa amplificare i deflussi e la volatilità. Alla vigilia della pronuncia di Moody's attesa per venerdì sera, l'attenzione del mercato si concentra sulla tenuta dei fondamentali, prosegue Piazzoli. Nella nota di novembre con cui l'agenzia ha promosso il rating italiano a Baa2 da Baa3, veniva indicato un rapporto debito/Pil al 136,5%, con un percorso di riduzione a partire dal 2027 fino a circa il 130% nel 2034. I dati più recenti diffusi da Istat mostrano un livello leggermente superiore, al 137,1%, dovuto principalmente a un debito lordo salito a 3.095,5 miliardi di euro. A mitigare il quadro contribuisce tuttavia un saldo di liquidità del Tesoro più elevato (circa 15 miliardi in più rispetto a dodici mesi prima) mentre il Pil nominale, pari a 2.258 miliardi (+2,5%), è risultato in linea con le attese. Per il 2026 si attende un aggiornamento delle stime governative, ma è plausibile che una crescita nominale intorno al 2,5% possa confermarsi anche nel biennio in corso. Anche in presenza di un deficit leggermente superiore ai 65 miliardi programmati, il profilo di finanza pubblica continuerebbe a beneficiare di un avanzo primario atteso attorno all'1% del Pil nel 2026, e un ulteriore miglioramento verso l'1,5% nel 2027. Resta tuttavia il nodo del costo del debito, avverte Piazzoli. Le ipotesi sui tassi incorporate nel Documento di Programmazione economico-finanziaria appaiono oggi ottimistiche alla luce della volatilità recente: sul tratto breve della curva, il Btp biennale si colloca intorno al 2,8%, rispetto al 2% previsto. Un aumento che segnala un costo marginale più elevato, ma che dovrebbe tradursi in un incremento degli oneri finanziari ancora complessivamente gestibile. Se il livello dei rendimenti dovesse restare elevato più a lungo, le pressioni fiscali potrebbero intensificarsi nel medio termine, come evidenziato anche da Fitch. "Tuttavia, è proprio in questo contesto che la decisione di Moody's può essere attesa con serenità: i fondamentali italiani, pur sotto pressione, restano coerenti con un quadro di stabilizzazione del debito nel medio periodo, elemento che potrebbe sostenere un giudizio ancora costruttivo anche in una fase di mercato più complessa", conclude Piazzoli. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TITOLI DI STATO: Italia colloca 7,5 mld euro Bot 6 mesi al 2,482%, cover 1,46
26/03/2026 11:34
TITOLI DI STATO: Italia colloca 7,5 mld euro Bot 6 mesi al 2,482%, cover 1,46
MILANO (MF-NW)--Risultati dell'asta di Bot a 6 mesi. Tipo titolo BOT 6 mesi (vita residua 183 gg) Data emissione 31-03-2026 Data scadenza 30-09-2026 ISIN IT0005702656 Numero tranche 1 Tipo asta COMPETITIVA Data regolamento 31-03-2026 Importo offerto 7.500.000.000 Importo richiesto 10.948.260.000 Importo assegnato 7.500.000.000 Rapporto di copertura 1,46 Rendimento medio ponderato semplice (%) 2,482 Variazione rendimento punti base +44 Data asta precedente 28-01-2026 Rendimento massimo semplice (%) 2,484 Rendimento minimo semplice (%) 2,477 Rendimento di esclusione (%) 3,480 Prezzo medio ponderato 98,754 Importo in circolazione 7.500.000.000 alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Ocse: outlook economia globale solido ma indebolito con shock energetico e rischi geopolitici
26/03/2026 11:33
Ocse: outlook economia globale solido ma indebolito con shock energetico e rischi geopolitici
MILANO (MF-NW)--La resilienza dell'economia globale è messa alla prova dal conflitto in evoluzione in Medio Oriente, che ha generato nuove pressioni inflazionistiche e creato significativa incertezza, secondo l'ultimo Outlook Economico Intermedio dell'Ocse. La crescita globale era stabile all'inizio del 2026, sostenuta dalla forza della produzione legata alla tecnologia, dalla riduzione dei dazi effettivi sulle importazioni statunitensi e dall'inerzia positiva trasmessa dal 2025. Lo shock all'offerta di energia a seguito dell'inizio del conflitto in Medio Oriente è destinato a pesare significativamente sulla crescita globale, esercitando al contempo nuove pressioni al rialzo sull'inflazione. A seguito di questi sviluppi, l'outlook dell'Ocse prevede una crescita globale del 2,9% nel 2026 e del 3% nel 2027. L'evoluzione del conflitto in Medio Oriente è altamente incerta e comporta rischi considerevoli per queste proiezioni di base. Una turbolenza più duratura, con prezzi dell'energia elevati oltre la metà del 2026, ridurrebbe ulteriormente le prospettive di crescita. La crescita del Pil negli Stati Uniti è prevista al 2% nel 2026, prima di moderarsi all'1,7% nel 2027. Nell'area euro, la crescita è prevista allo 0,8% nel 2026 e all'1,2% nel 2027. La crescita della Cina è prevista rallentare al 4,4% nel 2026 e al 4,3% nel 2027. Le pressioni inflazionistiche persisteranno per un periodo più lungo, con l'inflazione ora prevista più alta nel 2026 rispetto alle stime precedenti, riflettendo il rialzo dei prezzi energetici globali. L'inflazione complessiva nei Paesi del G20 è prevista al 4% nel 2026, per poi scendere al 2,7% nel 2027. "Lo shock all'offerta energetica derivante dal conflitto in evoluzione in Medio Oriente sta mettendo alla prova la resilienza dell'economia globale. Prevediamo che la crescita globale rimanga solida, ma più lenta rispetto alla traiettoria pre-conflitto, con inflazione significativamente più alta", commenta il Segretario Generale dell'Ocse Mathias Cormann. "Qualsiasi misura politica adottata per attenuare l'impatto dello shock dei prezzi energetici dovrebbe essere mirata ai soggetti più bisognosi, temporanea e garantire la conservazione degli incentivi al risparmio energetico. Aumentare la produzione di energie rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica può rafforzare la sicurezza economica e aumentare la resilienza agli shock di prezzo futuri". L'outlook dell'Ocse evidenzia una serie di rischi. Il previsto calo dei prezzi energetici futuri si basa sull'assunto che le attuali interruzioni nell'offerta si attenueranno nel tempo e saranno limitate nel 2027. Una chiusura più duratura delle strutture di produzione di petrolio e gas nella regione o interruzioni persistenti delle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz avrebbero probabilmente conseguenze avverse più significative sui prezzi dell'energia, sulle aspettative di inflazione e sulla crescita futura. L'outlook sottolinea che prezzi più alti dell'energia e dei fertilizzanti potrebbero stimolare aumenti dei prezzi alimentari, colpendo in particolare le famiglie vulnerabili. Prezzi dell'energia più elevati potrebbero anche aumentare i costi per i Paesi europei nel rifornimento annuale necessario delle scorte di gas naturale. I mercati finanziari potrebbero sperimentare ulteriore volatilità, mentre l'aumento dei rendimenti sovrani a lungo termine incrementa i rischi fiscali. Date queste sfide, l'outlook evidenzia le priorità chiave per i responsabili delle politiche. Le Banche centrali dovrebbero rimanere vigili e assicurare che le aspettative siano ben ancorate. Sono necessari sforzi più forti per salvaguardare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Qualsiasi misura per attenuare l'impatto economico dello shock energetico dovrà essere mirata, temporanea e tenere conto dello spazio fiscale limitato della maggior parte dei governi. Ridurre le barriere commerciali aumenterebbe la produzione e ridurrebbe i rischi inflazionistici. Nel medio termine, migliorare l'efficienza energetica e ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili può ridurre l'esposizione a futuri shock dell'offerta. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)