-
Fed: Delitala (Pictet Am), perdita indipendenza avrebbe conseguenze su aspettative inflazione (Class Cnbc)
14/01/2026 18:52
Fed: Delitala (Pictet Am), perdita indipendenza avrebbe conseguenze su aspettative inflazione (Class Cnbc)
MILANO (MF-NW)--I mercati azionari hanno reagito in modo composto allo scontro tra l'amministrazione Trump e il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Secondo Andrea Delitala, head of Multi Asset Euro di Pictet Asset Management, gli investitori puntano su un possibile passo indietro del presidente degli Stati Uniti rispetto all'attacco alla banca centrale, il cui compito principale resta la tutela della stabilità monetaria dell'economia. Secondo l'esperto, un'eventuale perdita di indipendenza della Banca Centrale avrebbe conseguenze rilevanti, in particolare sul fronte delle aspettative di inflazione. "Tali effetti si rifletterebbero soprattutto sulla parte medio-lunga della curva dei rendimenti e, più in generale, sulla stabilità dei mercati finanziari, qualora venisse messa in discussione la sostenibilità del mix tra politica fiscale e politica monetaria", spiega Delitala a Class Cnbc. La pressione esercitata dall'amministrazione Trump sul Comitato, prosegue l'esperto, nasce dall'obiettivo di rilanciare il settore manifatturiero americano. In questa prospettiva, l'amministrazione ritiene vantaggioso migliorare le ragioni di scambio dei beni statunitensi rispetto a quelli esteri, penalizzati sia dall'introduzione di tariffe sia dall'andamento del tasso di cambio. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
WALL STREET: commento di metà seduta
14/01/2026 18:44
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones scende dello 0,63%, l'S&P 500 dell'1,09% e il Nasdaq dell'1,57%, mentre gli investitori valutano i risultati trimestrali di Bank of America, Wells Fargo e Citigroup. "I tanto attesi dati sull'inflazione pubblicati nella giornata di ieri hanno evidenziato nuovamente una lettura piuttosto debole, soprattutto nella componente core, consolidando ulteriormente le attese di due tagli per il 2026 da parte della Fed e supportando il comparto obbligazionario governativo, dopo le pressioni al rialzo sui rendimenti di inizio settimana", commentano gli strategist di Mps. Sul fronte della politica monetaria, il presidente Donald Trump è tornato a criticare il governatore Fed Jerome Powell, ribadendo la sua idea che i tassi dovrebbero essere tagliati. Tuttavia, proseguono gli esperti di Mps, "il mercato continua a non vedere un taglio pieno prima della riunione di giugno, quella in cui si insedierà il nuovo Governatore Fed". Attualmente, la probabilità di un taglio di 25 punti base durante la riunione di gennaio si attesta al 5%, secondo quanto riporta lo strumento FedWatch. Inoltre, il presidente della Federal Reserve di St. Louis, Alberto Musalem, ha dichiarato di vedere "poche ragioni per un ulteriore allentamento della politica monetaria nel breve termine", poiché l'inflazione rimane al di sopra dell'obiettivo del 2% della Banca centrale. Sul fronte dei dati, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è salito del 28,5% nella settimana terminata il 9 gennaio, dopo la discesa del 9,7% del dato precedente. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,6% a novembre, registrando una crescita più rapida rispetto all'incremento dello 0,5% previsto dagli economisti e dopo il calo dello 0,1% del mese precedente. Escludendo l'aumento dell'1% nelle vendite di autoveicoli, la lettura è comunque cresciuta dello 0,5%, rispetto alla previsione di un rialzo dello 0,4%, dopo l'incremento dello 0,2% di ottobre. L'indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti è aumentato dello 0,2% a novembre, dopo un rialzo dello 0,1% a ottobre, in linea al consenso degli economisti. I prezzi dell'energia sono cresciuti del 4,6% nel mese, mentre quelli alimentari sono rimasti stabili. Infine, le scorte di petrolio greggio, comprese quelle della Strategic Petroleum Reserve (Spr), sono cresciute di 3,6 milioni di barili nella settimana terminata il 9 gennaio, dopo un calo di pari entità registrato la settimana precedente. Sul fronte societario: - Bank of America scende del 4,86%, nonostante la società abbia riportato risultati migliori delle attese per il quarto trimestre. La Banca ha guadagnato 98 centesimi per azione, con un fatturato di 28,53 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano un utile di 96 centesimi per azione su un fatturato di 27,94 miliardi di dollari. L'incremento dei ricavi netti da interessi, superiore alle previsioni, ha contribuito a superare le stime sugli utili. - Wells Fargo cala del 5,49% a metà seduta, dopo che la banca ha riportato ricavi inferiori alle attese per il quarto trimestre. Il fatturato della società si è attestato a 21,29 miliardi di dollari, al di sotto della stima di 21,65 miliardi di Lseg. Anche i ricavi netti da interessi, pari a 12,3 miliardi di dollari, sono risultati inferiori alle previsioni. - Le azioni di Citigroup calano del 4,6%, nonostante la società abbia pubblicato risultati del quarto trimestre superiori alle aspettative. La banca ha infatti accantonato meno fondi del previsto per i prestiti problematici. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: Btp a 10 anni più interessanti dei Bund a 30 anni in 2026 (Unicredit)
14/01/2026 18:33
FOCUS: Btp a 10 anni più interessanti dei Bund a 30 anni in 2026 (Unicredit)
MILANO (MF-NW)--L'apertura del 2026 conferma il clima complessivamente positivo per il debito sovrano, sebbene con dinamiche differenti tra le due sponde dell'Atlantico: i Treasury Usa hanno espresso una fase di consolidamento, mentre in Europa il calo dell'inflazione ha alimentato una discesa dei rendimenti, in particolare, sul segmento lungo, invece i bond sul tratto breve sono condizionati dalle aspettative di politica monetaria, che vedono il tasso della Bce stabile al 2% per l'intero 2026. In questo contesto, si è registrato un ulteriore restringimento degli spread, con il differenziale Btp-Bund sulla scadenza decennale arrivato a 62 punti base (63,8 punti la chiusura del 14 gennaio), il minimo dal 2008. IL MERCATO PRIMARIO E I VOLUMI RECORD È stato molto vivace anche il mercato primario, al fine anche di intercettare l'abbondante liquidità tipica di gennaio. La sola intercettare l'abbondante liquidità tipica di gennaio. La sola prima settimana piena del mese ha segnato volumi record, con oltre 65 miliardi di euro di titoli collocati dagli emittenti sovrani. In Italia, il Tesoro ha raccolto ordini superiori a 265 miliardi, oltre 13 volte l'offerta da 20 miliardi per due titoli, un nuovo 7 anni e la riapertura di un ventennale green. E il 13 gennaio Via XX Settembre ha piazzato 4 miliardi del nuovo Btp a 3 anni (15 marzo 2029) a un rendimento del 2,48%, il livello più basso da novembre. RISCHIO DI CREDITO O RISCHIO DI DURATION? Inoltre, per la prima volta dal 2010 lo spread di rendimento tra il Btp a 10 anni e il Bund a 30 anni è vicino allo zero, nota Francesco Maria Di Bella, FI strategist di Unicredit. Che il loro spread sia oggi vicino a zero è piuttosto sorprendente, considerando che un anno fa era quasi di 100 punti base. L'IMPATTO DEL BAZOOKA FISCALE TEDESCO L'annuncio del bazooka fiscale tedesco a marzo del 2025, con il suo impatto diretto sull'offerta di titoli e i potenziali effetti sulla crescita economica della Germania nei prossimi anni, ha portato a un ribilanciamento dei rendimenti dei Bund, soprattutto sulle scadenze più lunghe, spiega l'esperto di Unicredit. Anche le aspettative del mercato più aggressive riguardo al tasso terminale della Bce e la riforma dei fondi pensione nei Paesi Bassi hanno contribuito a questo movimento. BUND E BTP A CONFRONTO Mentre il consolidamento fiscale e un quadro politico stabile ha sostenuto la domanda degli investitori per i titoli di Stato italiani, portando a un restringimento dello spread. Comunque, prosegue Di Bella, pur offrendo gli stessi rendimenti, i Bund a 30 anni (3,46%) e i Btp a 10 anni (3,44%) sono esposti a rischi diversi. I primi hanno una duration più elevata e quindi sottoperformano se i rendimenti aumentano, mentre i secondi sono esposti a rischi idiosincratici legati all'Italia. "Riteniamo che l'elevata offerta di Bund e la mancanza di ulteriori stimoli monetari da parte della Bce siano già prezzati", spiega Di Bella. Un ulteriore aumento dei rendimenti dei Bund richiederebbe probabilmente un miglioramento significativo degli indicatori economici, cosa che difficilmente si concretizzerà a breve. UNICREDIT: MEGLIO I BTP A 10 ANNI DEI BUND A 30 ANNI PER IL 2026 A questo proposito, il 16 gennaio saranno pubblicati i dati sul pil tedesco del quarto trimestre del 2025. Di Bella si aspetta che la Germania sia cresciuta di appena lo 0,2% lo scorso anno. Considerando i rendimenti attuali dei Bund, "vediamo i rischi come bilanciati per il futuro: se la Germania dovesse deludere in termini di stimolo fiscale, i rendimenti scenderebbero, mentre i rischi di rialzo provengono principalmente da fattori esterni, come un ribilanciamento dei rendimenti dei Treasury Usa", chiarisce l'esperto di Unicredit. D'altra parte, però, è improbabile che i titoli di Stato italiani replichino il restringimento dello spread dello scorso anno, dato che lo spread Btp-Bund a 10 anni è già inferiore a 70 punti base. Inoltre, rispetto ad altri Paesi europei, l'economia italiana resta più esposta agli Stati Uniti a causa della sua dipendenza dalle esportazioni. Detto ciò, "il rendimento extra rispetto ai titoli core rimane interessante, il quadro interno resta solido e, secondo le nostre stime, gli investitori stranieri hanno ancora margine per acquistare titoli di Stato italiani", prevede Di Bella. Questo, insieme al fatto che i Btp a 10 anni offrono un carry e rendimenti di roll down migliori, cioè rendono di più rispetto ai Bund a 30 anni se i rendimenti restano invariati, "ci porta a preferire leggermente i Btp Btp a 10 anni rispetto ai Bund a 30 anni a 30 anni per quest'anno". fra (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
*Wall Street: metà seduta, Dow Jones in calo dello 0,58%
14/01/2026 18:32
-
*Nasdaq: metà seduta, Composite in calo dell'1,53%
14/01/2026 18:32