MARKET DRIVER: Poste I., Equita Sim conferma buy
20/10/2026 12:31
MARKET DRIVER: Poste I., Equita Sim conferma buy
MILANO (MF-NW)--Equita Sim conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 31 euro su Poste I. (-0,96% a 23,82 euro in un contesto di mercato negativo, -0,85% il Ftse Mib) in attesa dei conti del terzo trimestre, in agenda il 12 novembre. "Ci aspettiamo dinamiche complessivamente coerenti con quanto osservato nei trimestri precedenti e ulteriore accelerazione del net interest income", spiegano gli analisti. "Poste comunicherà anche l'ammontare del dividendo interim che sarà distribuito a novembre. Alla luce della guidance di dividendo per azione 2026 in area 1,25-1,30 euro (1,29 euro per azione nella nostra stima), riteniamo che l'ammontare dell'interim dividend possa aggirarsi in area 0,4 euro per azione (circa il 2% dell'attuale market cap). In occasione dei risultati del terzo trimestre, Poste fornirà un aggiornamento (qualitativo) dell'avanzamento del processo di integrazione con Tim, mentre i nuovi target quantitativi verranno forniti in occasione della presentazione del nuovo business plan nel primo trimestre 2027", aggiunge Equita Sim. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: futures Ws misti tra crescita solida e timori sui tassi (Invesco)
20/10/2026 12:28
MARKET DRIVER: futures Ws misti tra crescita solida e timori sui tassi (Invesco)
MILANO (MF-NW)--I futures sui listini azionari Usa trattano misti: quello sul Dow Jones guadagna lo 0,21%, mentre quello sull'S&P 500 perde lo 0,02%. "La crescita economica continua a mostrare resilienza. Trainata dagli Stati Uniti, la nostra misura della crescita economica globale, basata sugli indicatori economici anticipatori, continua a registrare livelli superiori al trend. La solidità dell'economia statunitense è stata confermata anche dalla Federal Reserve nella riunione del Fomc di settembre, con il rialzo dei tassi di interesse giustificato da un'economia americana che appare in rafforzamento", dichiara David Aujla, Portfolio Manager di Invesco. "Anche le stime in tempo reale della crescita Usa restano robuste, mentre le economie sviluppate al di fuori degli Stati Uniti mostrano dinamiche analoghe, sostenute dal miglioramento dell'attività manifatturiera e delle indagini sulle imprese. La forte crescita degli utili societari, sostenuta dalla monetizzazione degli investimenti nell'intelligenza artificiale, continua a rappresentare un fattore di supporto per i mercati azionari, mentre l'aumento dei rendimenti obbligazionari e l'irrigidimento delle condizioni finanziarie esercitano pressioni sugli asset a più lunga duration. Il nostro framework suggerisce che il ciclo economico si stia avvicinando a un passaggio cruciale, poiché stanno riemergendo alcuni rischi per la crescita. Sebbene un rialzo di 25 punti base da parte della Federal Reserve difficilmente comprometterà la crescita economica o modificherà il percorso dell'attuale ciclo degli utili societari, le indicazioni sull'evoluzione futura dei tassi e il conseguente irrigidimento delle condizioni finanziarie rappresentano un rischio per i fondamentali economici e aziendali. Come ha affermato il presidente della Fed Kevin Warsh, 'sarebbe difficile definire restrittive le condizioni finanziarie nel loro complesso', aggiungendo che il Comitato ha pertanto 'rimosso una parte dell'accomodamento monetario'. Ciò implica che una certa accomodazione è ancora presente e che potrebbero seguire ulteriori rialzi dei tassi", conclude l'esperto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Vino: Livio Felluga, risultati vendemmia incoraggianti e moderatamente ottimista sul 2026
20/10/2026 12:19
Vino: Livio Felluga, risultati vendemmia incoraggianti e moderatamente ottimista sul 2026
MILANO (MF-NW)--Livio Felluga, azienda vitinicola simbolo dell'enologia friulana, nonostante un 2026 impegnativo per tutto il comparto del vino, è moderatamente ottimista per l'anno in corso e conferma ancora una volta l'impegno su alcuni ambiti strategici per il gruppo: qualità dei vini, sostenibilità del lavoro in vigneto, consolidamento della presenza internazionale e valorizzazione del territorio. E' quanto afferma a MF-Newswires Andrea Felluga - amministratore dell'azienda e Responsabile Gestione e Produzione - interpellato in occasione dei 70 anni dell'iconica etichetta dell'azienda. Sono, infatti, trascorsi settant'anni da quando Livio Felluga ebbe un'intuizione destinata ad andare ben oltre la creazione di un'etichetta: affidare a una Carta Geografica il compito di raccontare il luogo da cui tutto aveva origine. "Il 2026", dichiara Andrea Felluga, "si sta confermando un anno impegnativo, in un contesto di mercato che continua a presentare diverse complessità, soprattutto a livello internazionale. Il settore vitivinicolo sta attraversando una fase di trasformazione, caratterizzata da una maggiore selettività dei consumi e da dinamiche commerciali che richiedono attenzione e capacità di adattamento. Per una realtà come Livio Felluga, presente in oltre 80 Paesi, è fondamentale mantenere una visione di lungo periodo, continuando a investire sulla qualità, sull'identità dei nostri vini e sulle relazioni costruite negli anni con i mercati. Il 2026 rappresenta anche un anno particolarmente significativo per noi, perché celebriamo i 70 anni della Carta Geografica, l'etichetta storica che dal 1956 è diventata un simbolo del legame tra la nostra famiglia e il Friuli. È un anniversario che ci invita a riflettere sul percorso compiuto e, soprattutto, sulla responsabilità di continuare a valorizzare questo patrimonio". "Quando nel 1956 nostro padre portò la Carta Geografica in etichetta, compì una scelta che oggi potremmo definire pionieristica: mettere il territorio al centro del racconto del vino. Settant'anni dopo, credo che quel messaggio sia ancora estremamente attuale. La Carta Geografica non è soltanto un'etichetta, ma un vero e proprio manifesto culturale, che racconta il legame tra natura, storia e lavoro dell'uomo. In un mercato sempre più competitivo, l'identità territoriale rappresenta certamente un elemento distintivo, a condizione che sia sostenuta da scelte coerenti e duro lavoro. Non può essere soltanto uno strumento di comunicazione, ma deve trovare espressione concreta nel modo di coltivare la vite, produrre il vino e custodire il paesaggio. Credo che il successo del futuro passi anche dalla capacità di valorizzare la straordinaria ricchezza dei territori vocati e l'identità dei vini, rendendole comprensibili e significative per i consumatori di oggi". Interpellato sulla vendemmia 2026, il manager spiega che "è stata un'annata precoce, con un anticipo di circa dieci giorni rispetto alla media delle ultime vendemmie. Abbiamo iniziato la raccolta di Pinot Grigio e Sauvignon nella seconda metà di agosto, procedendo con un ritmo lento e costante, che ci ha consentito di attendere la maturazione Friulano e la Ribolla Gialla, varietà più tardive. In una stagione di questo tipo, il monitoraggio quotidiano delle uve e la conoscenza dei singoli vigneti sono stati determinanti per preservare equilibrio e complessità aromatica. I vini stanno prendendo forma e i risultati sono incoraggianti: riscontriamo un potenziale aromatico importante e una notevole dinamicità, caratteristiche che lasciano intravedere un'evoluzione di grande interesse. È anche il risultato di un lavoro agronomico che portiamo avanti da molti anni, orientato alla vitalità dei suoli, alla longevità delle vigne e alla loro capacità di adattarsi a condizioni climatiche sempre più variabili". Nonostante il contesto di mercato difficile, Felluga si dichiara ottimista sull'andamento del gruppo nell'anno in corso dopo un 2025 con ricavi in discesa, a quota 11,3 mln. "Il bilancio 2025", spiega l'amministratore dell'azienda, "si inserisce in un contesto di mercato particolarmente complesso per il comparto vitivinicolo, soprattutto sui mercati internazionali. In questo scenario, l'azienda ha chiuso l'esercizio con ricavi in leggera flessione. Nondimeno, i risultati confermano l'attenzione dell'azienda all'equilibrio economico e finanziario e alla gestione di lungo periodo, mantenendo al centro il patrimonio vitivinicolo e produttivo costruito nel tempo. Siamo moderatamente ottimisti per il 2026". Secondo Felluga, bisogna leggere l'attuale contesto di mercato, caratterizzato da consumi in calo, "senza fermarsi esclusivamente al dato quantitativo. Stiamo forse assistendo a un'evoluzione delle abitudini, con un consumo che tende a diventare più occasionale, selettivo e consapevole. Forse non è un dato congiunturale. In questo scenario, il mondo del vino deve saper rinnovare il proprio linguaggio, rendendosi più accessibile senza perdere la propria identità. Significa raccontare il vino attraverso le persone, i territori, la cultura e il lavoro che ne sono all'origine. Sì, dobbiamo imparare a coinvolgere i giovani - di questo oggi si parla molto - ma non per questo dimenticarci di chi le ha preceduti. Io sono un (ex) baby boomer e non ci sto proprio ad essere rottamato. Credo dobbiamo aprirci un po' di più e anche l'esperienza diretta può essere un valore. In questa prospettiva abbiamo investito nell'accoglienza all'Abbazia di Rosazzo, creando un luogo dove il visitatore possa conoscere il nostro lavoro e comprendere il legame profondo tra il vino e il paesaggio da cui nasce". Infine, sui progetti in cantiere per il prossimo anno, Andrea Felluga evidenzia che "il nostro impegno continuerà a concentrarsi su alcuni ambiti per noi strategici: la qualità dei vini, la sostenibilità del lavoro in vigneto, il consolidamento della presenza internazionale e la valorizzazione del territorio. Sul fronte agronomico proseguiremo il percorso intrapreso da tempo per favorire la longevità delle vigne, la fertilità dei suoli e la resilienza dei vigneti ai cambiamenti climatici. Si tratta di investimenti che richiedono continuità e i cui risultati si misurano nel lungo periodo. Un altro ambito importante sarà lo sviluppo dell'accoglienza all'Abbazia di Rosazzo. Con l'apertura dei nuovi spazi dedicati all'ospitalità e alla degustazione abbiamo avviato un progetto che desideriamo continuare a valorizzare, offrendo ai visitatori un'esperienza capace di unire vino, storia, cultura e paesaggio. Continueremo inoltre a sostenere il dialogo tra vino e cultura, anche attraverso le iniziative legate al Vigne Museum, con una chiara visione: custodire il patrimonio che abbiamo ricevuto e creare le condizioni perché possa continuare a esprimere il proprio valore anche per le generazioni future". fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)