MARKET DRIVER: possibile consolidamento per asset rischiosi se pressione sui bond prosegue (Euromobiliare Am Sgr)
25/05/2026 13:30
MARKET DRIVER: possibile consolidamento per asset rischiosi se pressione sui bond prosegue (Euromobiliare Am Sgr)
MILANO (MF-NW)--"Se la pressione al rialzo sui rendimenti obbligazionari dovesse proseguire in maniera importante, ci potrebbero essere ricadute anche sulle asset class di rischio", commenta Paola Bianco, Strategist di Euromobiliare Am Sgr, in un'intervista a Class Cnbc. Finora i mercati azionari e gli spread creditizi hanno mostrato una notevole resilienza rispetto al rialzo dei rendimenti governativi, per due motivi principali: da un lato, gli investitori continuano a considerare temporaneo il conflitto in Medio Oriente, dichiara Bianco. Dall'altro, i mercati hanno beneficiato del forte supporto proveniente dalla stagione degli utili, sostenuta dal ciclo di investimenti legato all'intelligenza artificiale, che ha consentito agli asset rischiosi di assorbire efficacemente l'impatto della salita dei rendimenti governativi, spiega l'esperta. "Se la pressione al rialzo dovesse proseguire in maniera sostanziale, concordiamo sul fatto che potrebbe aprirsi una fase di consolidamento per le asset class di rischio. Per questo motivo, abbiamo adottato una postura leggermente meno pro-ciclica", conclude Bianco. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: ecco perchè le grandi banche alzano il target dell'oro (Confinvest Oro)
25/05/2026 12:51
FOCUS: ecco perchè le grandi banche alzano il target dell'oro (Confinvest Oro)
MILANO (MF-NW)--La domanda di oro continua a essere sostenuta da fattori strutturali che vanno ben oltre la semplice volatilità dei mercati. Secondo le più recenti stime di J.P. Morgan, il prezzo del metallo prezioso potrebbe attestarsi tra 6.000 e 6.300 dollari l'oncia nel 2026. A supportare lo scenario restano soprattutto gli acquisti delle banche centrali, la crescente diversificazione delle riserve valutarie e la progressiva riduzione della dipendenza globale dal dollaro, commenta Simone Manenti, Ceo di Confinvest Oro. ORO ASSET STRATEGICO PER RIDURRE DIPENDENZA DA USD L'oro continua a occupare un posto centrale nelle strategie dei principali istituti internazionali. "Secondo le previsioni di JPMorgan Chase, il prezzo del metallo giallo potrebbe raggiungere i 6.300 dollari l'oncia entro la fine del 2026, un livello senza precedenti che implicherebbe un ulteriore rialzo rispetto alle quotazioni attuali", riporta l'esperto. "Alla base di questa revisione vi è una convinzione precisa: il processo di diversificazione delle riserve globali è ancora lontano dall'esaurirsi. L'oro non viene più interpretato soltanto come bene rifugio nelle fasi di crisi, ma come asset strategico all'interno di un sistema finanziario sempre più orientato alla riduzione della dipendenza dal dollaro", continua Manenti. JPMORGAN VEDE B.CENTRALI ACQUISTARE 800 TONNELLATE DI ORO IN 2026 Le banche centrali, secondo quanto stimato da JPMorgan, potrebbero acquistare circa 800 tonnellate di oro nel 2026, confermando una tendenza ormai consolidata tra economie emergenti e Paesi impegnati a rafforzare l'autonomia delle proprie riserve. "Anche Goldman Sachs conferma una visione positiva sul metallo prezioso, prevedendo che entro la fine dell'anno gli acquisti delle banche centrali possano raggiungere una media di 60 tonnellate al mese, in aumento rispetto alle 50 tonnellate registrate nella media mobile a 12 mesi di marzo", prosegue l'esperto. "Più cauta invece ANZ, che ha rivisto al ribasso il proprio target di fine anno a 5.600 dollari l'oncia, evidenziando come inflazione persistente, rendimenti obbligazionari elevati e rafforzamento del dollaro possano esercitare pressioni sulle quotazioni nel breve termine", puntualizza Manenti. "Nonostante queste valutazioni più prudenti, JPMorgan mantiene una prospettiva positiva sul medio periodo e ritiene che, una volta attenuate le incertezze legate a energia, inflazione e politica monetaria, la domanda di oro possa tornare a rafforzarsi nella seconda metà del 2026, favorendo un ritorno delle quotazioni verso quota 6.000 dollari l'oncia", prosegue l'esperto. CINA CONTINUA A DISTINGUERSI TRA I MAGGIORI COMPRATORI Tra i grandi compratori di metallo giallo continua a distinguersi la Cina. Ad aprile, la Banca centrale cinese ha aumentato le proprie riserve di 260 mila once, segnando il diciottesimo mese consecutivo di acquisti. "Il dato conferma una strategia ormai evidente: Pechino punta a ridurre gradualmente la dipendenza dal dollaro nelle proprie riserve ufficiali, aumentando il peso dell'oro come asset strategico", spiega Manenti. "Questa domanda politica rappresenta oggi uno dei principali fattori di sostegno per il mercato. In un contesto internazionale sempre più frammentato, l'oro assume infatti un ruolo che va oltre la semplice funzione finanziaria, diventando uno strumento di stabilità e autonomia monetaria", continua l'esperto. La fase di correzione osservata nelle ultime settimane non modifica quindi il quadro di fondo. Al contrario, "potrebbe rappresentare una pausa fisiologica all'interno di un ciclo più ampio, sostenuto da fattori strutturali che continuano a favorire il ruolo dell'oro nella diversificazione patrimoniale", conclude Manenti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)