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Petrolio: Brent torna sopra 105 usd, Citi vede rischi al rialzo
11/05/2026 09:23
Petrolio: Brent torna sopra 105 usd, Citi vede rischi al rialzo
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio tornano correre, mentre i mercati temono una nuova escalation in Medio Oriente e ulteriori rischi per le forniture energetiche. Nel dettaglio, il Brent supera quota 105 dollari, in rialzo del 3,57%, mentre il Wti sale del 3,84% a 99,06 usd. Il presidente Usa, Donald Trump, ha respinto l'ultima proposta avanzata da Teheran per porre fine al conflitto. "Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'rappresentanti' dell'Iran. Non mi piace ù totalmente inaccettabile!", ha scritto l'inquilino della Casa Bianca su Truth Social. Nel frattempo, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avvertito che il conflitto con l'Iran "non è finito". "C'è ancora materiale nucleare, uranio arricchito che deve essere rimosso dall'Iran", ha dichiarato Netanyahu. "Ci sono ancora siti di arricchimento da smantellare, ci sono ancora proxy sostenuti dall'Iran, ci sono missili balistici che vogliono ancora produrre… c'è ancora lavoro da fare". In questo quadro, gli analisti di Citigroup hanno commentato che i prezzi potrebbero continuare a salire se Iran e Stati Uniti non raggiungeranno un accordo, sottolineando però che il mercato del greggio è stato sostenuto da scorte elevate, rilascio delle riserve strategiche di petrolio, domanda più debole nei Paesi emergenti e segnali intermittenti di possibile de-escalation in Medio Oriente. Tuttavia, Citi ha ribadito che i rischi per i prezzi del petrolio restano orientati al rialzo. "Stimiamo che il regime possa raggiungere un accordo per riaprire lo Stretto verso fine maggio… ma continuiamo a vedere il rischio che questa tempistica venga posticipata e/o che si arrivi a una riapertura solo parziale, con interruzioni più prolungate", hanno osservato gli esperti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Diasorin +6,4%, DB conferma hold dopo conti
11/05/2026 09:23
MARKET DRIVER: Diasorin +6,4%, DB conferma hold dopo conti
MILANO (MF-NW)--Diasorin +6,39% a 67,24 euro. Gli analisti di Deutsche Bank, che sul titolo hanno una raccomandazione hold, definiscono "positiva" la conferma della guidance in occasione dei conti trimestrali resi noti venerdì a mercato chiuso, inferiori alle attese sui ricavi ma oltre le previsioni sull'adjusted Ebitda. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO BOND: rendimenti Eurozona in rialzo in avvio
11/05/2026 09:15
COMMENTO BOND: rendimenti Eurozona in rialzo in avvio
MILANO (MF-NW)--I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano in rialzo in avvio di seduta, con il costo di finanziamento del Bund decennale in aumento di 3 punti base al 3,02%. Dall'altro lato dell'Atlantico, sempre più economisti stanno prendendo in considerazione uno scenario in cui la banca centrale statunitense non apporti alcuna modifica ai tassi d'interesse. Bank of America ha posticipato la propria previsione sui tagli dei tassi dalla fine di quest'anno alla metà del 2027, pur avvertendo che esiste un elevato rischio di sviluppi inattesi, come una "pausa indefinita" da parte della Fed. La previsione arriva dopo che Deutsche Bank ha affermato di vedere la Fed "ferma a tempo indeterminato", definendo gli attuali livelli dei tassi come neutrali. Hsbc, invece, non prevede alcun taglio dei tassi per l'intero orizzonte delle sue stime, che in questo caso copre il 2026 e tutto il 2027. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Diasorin +5,5%, Isp conferma buy dopo conti
11/05/2026 09:14
MARKET DRIVER: Diasorin +5,5%, Isp conferma buy dopo conti
MILANO (MF-NW)--Diasorin +5,54% a 66,7 euro. Gli analisti di Intesa Sanpaolo confermano la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 81,3 euro sul titolo dopo i conti del primo trimestre, con ricavi "appena sotto le stime, ma una redditività operativa leggermente sopra le nostre attese e il consenso". pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Lavoro: in 6 anni persi 177.000 autonomi in commercio e turismo, 81 al giorno (Confesercenti)
11/05/2026 09:10
Lavoro: in 6 anni persi 177.000 autonomi in commercio e turismo, 81 al giorno (Confesercenti)
ROMA (MF-NW)--Tra il 2019 e il 2025 il commercio e il turismo hanno perso oltre 177.000 addetti autonomi, un calo del 14,1%: in media circa 81 piccoli imprenditori e altre partite Iva in meno ogni giorno. È quanto emerge da un'elaborazione Confesercenti su dati camerali relativi al commercio e alla filiera turistica - alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio. È una controtendenza netta. L'occupazione complessiva nei due settori cresce di 351mila unità (+8,4%), ma il saldo positivo è interamente trainato dal lavoro dipendente, che aumenta di 528mila addetti (+18%), mentre quello autonomo arretra del 14,1%. Una divaricazione che cambia il volto del commercio e del turismo: nel 2019 un addetto su tre era indipendente, oggi non è più nemmeno uno su quattro. A pesare di più sul saldo negativo è il commercio al dettaglio, che in sei anni perde 135.762 tra imprenditori, collaboratori e altri professionisti (-16,6%). In contrazione anche la ristorazione, con 45.523 autonomi in meno (-11,9%); stabili le agenzie di viaggio (-0,4%), mentre cresce l'alloggio: +3.766 indipendenti (+7,4%), un'espansione legata all'affermarsi di forme di ospitalità diffusa, dalle case vacanza ai b&b. Il calo interessa tutto il territorio. In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309); in termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%) e in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%). "Il dato segnala una tendenza che va contrastata", commenta Nico Gronchi, presidente di Confesercenti. "Un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici - esplosi dopo la pandemia - locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività. Servono interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile". pev MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)