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BoJ: Ueda, potrebbe alzare tassi anche se incertezza in MO dovesse persistere
03/06/2026 12:55
BoJ: Ueda, potrebbe alzare tassi anche se incertezza in MO dovesse persistere
MILANO (MF-NW)--La Banca centrale del Giappone potrebbe guardare oltre l'incertezza in Medio Oriente e alzare i tassi d'interesse se l'inflazione dovesse diventare una minaccia maggiore per l'economia rispetto al rischio di rallentamento della crescita, ha affermato il governatore Kazuo Ueda. "Anche se la situazione dovesse rimanere incerta, qualora dovessimo ritenere che i rischi al rialzo per i prezzi superino i rischi al ribasso per l'attività economica, sarà necessario discutere approfonditamente i pro e i contro di un rialzo del tasso d'interesse di riferimento", ha dichiarato Ueda. "La Banca continuerà ad aumentare il tasso d'interesse di riferimento a un ritmo appropriato", ha aggiunto il numero uno della Bank of Japan. Le sue parole probabilmente rafforzeranno le aspettative del mercato su un aumento del costo del denaro nella prossima riunione della BoJ a giugno. Prima del discorso di Ueda, i mercati già scontavano una probabilità superiore all'80% di un rialzo dei tassi questo mese. Il board della BoJ è sempre più preoccupato per l'impatto che lo shock energetico provocato dalle tensioni in Medio Oriente avrà sulle dinamiche inflazionistiche. Per Ueda i rischi al rialzo per i prezzi potrebbero emergere prima dei rischi al ribasso per l'economia. Con un ciclo positivo salari-prezzi in corso e tassi d'interesse reali profondamente negativi, prezzi del petrolio più elevati hanno una probabilità crescente di innescare effetti secondari di propagazione che spingono l'inflazione di fondo oltre le previsioni, ha puntualizzato il governatore della BoJ. Ueda ha poi affermato che le imprese giapponesi, a lungo riluttanti ad aumentare i prezzi a causa di decenni di deflazione, sono recentemente diventate molto più aggressive nelle loro strategie di prezzo. Questo significa che le aziende potrebbero presto trasferire sui consumatori i maggiori costi energetici. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Webuild, Kepler Cheuvreux conferma buy
03/06/2026 12:52
MARKET DRIVER: Webuild, Kepler Cheuvreux conferma buy
MILANO (MF-NW)--Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione buy su Webuild dopo che la controllata statunitense Lane si è aggiudicata in jv un contratto da 1 mld usd (438 mln euro la quota parte di Lane). L'aggiudicazione, calcolano gli esperti, vale circa il 4% delle loro stime di intake 2026. pl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: easyJet, Bernstein alza tp dopo interesse Castlelake
03/06/2026 12:49
MARKET DRIVER: easyJet, Bernstein alza tp dopo interesse Castlelake
(MT Newswires) MILANO (MF-NW)--Bernstein ha alzato il target price su easyJet da 3,5 a 4,5 sterline, in scia all'annuncio di Castlelake di star valutando un'offerta per la compagnia aerea low cost quotata a Londra. "Riteniamo che l'operazione sia valida, supportata da asset interessanti (aeromobili, portafoglio ordini, slot) che potrebbero generare rendimenti superiori in caso di vendita rispetto al rimanere parte di easyJet. In caso di spezzatino della società, potremmo stimare un valore di 7-8 sterline per azione. L'esperienza di Castlelake nel leasing di aeromobili potrebbe suggerire che questo sia il piano", affermano gli analisti. La casa d'affari ha messo in guardia, tuttavia, dalle difficoltà normative che l'operazione potrebbe incontrare, qualora si concretizzasse. "Considerati gli ostacoli antitrust per i gruppi europei, riteniamo improbabile una controfferta, e ancor meno probabile che abbia successo", ha aggiungono gli esperti. Il rating è confermato a market-perform. Il titolo scambia in ribasso del 3,2% a Londra a 4,5 pence per azione. zag G2652820 MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Polonia: Bers stima crescita Pil del 3,5% in 2026
03/06/2026 12:47
Polonia: Bers stima crescita Pil del 3,5% in 2026
MILANO (MF-NW)--La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo prevede che l'economia polacca crescerà del 3,5% nel 2026, prima di rallentare al 2,8% nel 2027, secondo l'ultimo report "Regional Economic Prospects". Dopo una forte espansione del 3,6% nel 2025, la crescita dovrebbe restare robusta, sostenuta dalla tenuta della domanda interna e dal proseguimento degli investimenti supportati dai fondi dell'Unione europea. Quest'anno, nello specifico, l'attività economica dovrebbe essere sostenuta dal picco di assorbimento dei fondi del Recovery and Resilience Facility prima della scadenza di fine agosto, nonché dall'aumento della spesa per la difesa, che dovrebbe raggiungere il 4,8% del Pil. La Polonia dovrebbe inoltre beneficiare della quota ad essa assegnata nell'ambito dello strumento europeo di prestiti per la difesa Safe (Security Action for Europe), rafforzando nel breve termine la dinamica degli investimenti. Tuttavia, la crescita ha rallentato nel primo trimestre del 2026, poiché i maggiori prezzi dell'energia legati al conflitto in Medio Oriente hanno pesato sull'attività economica. L'aumento dei prezzi energetici, le tensioni commerciali globali e la più debole domanda esterna da parte dei principali partner commerciali, in particolare la Germania, dovrebbero limitare le prospettive. In questo contesto, la Bers ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita per il 2026 e il 2027 di 0,2 punti percentuali rispetto alle proiezioni di febbraio. Un'ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente, che potrebbe portare a prezzi energetici più elevati e a interruzioni delle catene di approvvigionamento, così come una crescita dell'area euro più debole del previsto, potrebbero pesare ulteriormente sulla crescita. Le prospettive economiche della Polonia sono influenzate anche dalla sua posizione fiscale. Nonostante la forte crescita, il Paese continua a trovarsi di fronte a sfide di bilancio: registra uno dei più alti deficit delle amministrazioni pubbliche dell'Unione europea, che dovrebbe ridursi solo moderatamente al 6,8% nel 2026, mentre il debito pubblico dovrebbe salire dal 60% al 65% del Pil, mantenendo il Paese sotto la procedura Ue per deficit eccessivo. Le prospettive per la più ampia regione dell'Europa centrale e degli Stati baltici sono simili. La Bers prevede una crescita regionale del 2,8% nel 2026, sostenuta dagli investimenti ma rivista al ribasso a causa dei maggiori prezzi dell'energia e degli shock esterni. La Bers è uno dei principali investitori istituzionali in Polonia, dove dal 1991 ha investito oltre 16,7 miliardi di euro attraverso più di 590 progetti, con una forte attenzione al settore privato, alla sicurezza energetica e alla transizione verde. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 3 GIUGNO 2026
03/06/2026 12:40
PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 3 GIUGNO 2026
MILANO (MF-NW)--I listini azionari europei trattano deboli, con l'Euro Stoxx 50 che cede lo 0,4%, dopo che Stati Uniti e Iran si sono scambiati pesanti attacchi e gli sforzi diplomatici per la pace si sono arenati. Nonostante i combattimenti più intensi, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha affermato che il fragile cessate il fuoco è ancora in vigore. Sul fronte macro, l'attività economica del settore privato dell'Eurozona ha registrato il calo più netto da 18 mesi, con una contrazione mensile consecutiva per la prima volta dalla fine del 2024. A pesare sui livelli di produzione è stata l'ennesima contrazione della domanda di merci e servizi dell'Eurozona, con i mercati di esportazione (incluso il commercio intra-Eurozona) in netta frenata: i nuovi ordini esteri sono infatti crollati al tasso più rapido da cinque mesi. Segnali di indebolimento si sono osservati anche nel mercato del lavoro, con maggiori perdite di posti. Sui prezzi, quelli di acquisto sono cresciuti ancora di più, continuando a toccare record dalla fine del 2022. Il tasso di inflazione dei prezzi di vendita è accelerato per il terzo mese consecutivo. Tirando le somme, la contrazione del Pmi composito dell'Eurozona dai 48,8 punti di aprile ai 48,5 di maggio, è stata modesta ma la più netta da un anno e mezzo. Dai dati si evince che i livelli di attività totale del settore privato dell'Eurozona sono stati trascinati in basso dai servizi: questo poiché la produzione manifatturiera è nuovamente aumentata, anche se più lentamente. Analizzando gli Stati i cui dati compositi sono disponibili, si evince che la contrazione è soprattutto dovuta alle due maggiori economie del blocco della moneta unica, Germania e Francia. L'Italia e la Spagna hanno registrato un'espansione dell'attività del settore privato, sebbene a tassi di crescita marginali. Sempre sul fronte macroeconomico, i prezzi alla produzione dell'Eurozona sono aumentati dello 0,6% su base mensile ad aprile, dopo un rialzo del 3,4% a marzo, secondo i dati Eurostat. Gli economisti avevano previsto un incremento dello 0,4% m/m. Su base annua, i prezzi alla produzione sono saliti del 4,9%, contro la crescita del 2% precedente e la previsione degli esperti del 4,8% a/a. Infine, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha drasticamente ridotto le sue previsioni di crescita globale, avvertendo che i danni economici della guerra tra Stati Uniti e Iran potrebbero peggiorare in modo significativo a meno che non si raggiunga rapidamente un accordo di pace duraturo. Nel suo Economic Outlook di giugno, l'Ocse ha affermato che la crescita globale dovrebbe rallentare dal 3,4% nel 2025 al 2,8% nel 2026, prima di risalire al 3,1% nel 2027, a condizione che lo shock sui prezzi dell'energia inizi a ridursi entro la metà di quest'anno. Tali stime presuppongono uno scenario di conflitto limitato nel tempo, in cui viene raggiunto un accordo di pace e le attuali perturbazioni nello Stretto di Hormuz vengono risolte rapidamente, sottolinea Stefano Scarpetta, capo economista dell'Ocse. Nello scenario peggiore, in cui le interruzioni delle rotte di navigazione e delle infrastrutture energetiche dovessere continuare fino al 2027, la crescita globale dovrebbe scendere bruscamente al 2,1% nel 2026 e all'1,8% nel 2027. Ciò potrebbe spingere alcune economie in recessione o vicino alla recessione, avverte Scarpetta. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)