MARKET DRIVER: esiti assemblea Mps a favore di piano Lovaglio improbabili (Autonomous R.)
05/10/2026 13:09
MARKET DRIVER: esiti assemblea Mps a favore di piano Lovaglio improbabili (Autonomous R.)
MILANO (MF-NW)--Gli analisti di Autonomous Research si soffermano sugli esiti del consiglio di amministrazione di sabato, una comunicazione "non del tutto inaspettata, sebbene l'aumento dell'offerta contrasti con le precedenti dichiarazioni di Intesa Sanpaolo, secondo cui non vi era margine per migliorare le condizioni". L'elemento di novità fondamentale individuato dagli esperti è che Intesa si è impegnata preventivamente a ritirare l'Opas su Mps qualora venissero approvati determinati punti all'odg. Inoltre, la banca offre un corrispettivo aggiuntivo in contanti di 0,25 euro per azione B.Mps, pari a circa 760 milioni di euro in base all'attuale numero di azioni B.Mps in circolazione, ovvero circa 827 milioni di euro ipotizzando che la fusione con Mediobanca avvenga prima del perfezionamento dell'offerta. Ciò porta il valore attuale dell'offerta da 11,12 a 11,37 euro per azione B.Mps, circa l'1% al di sopra del prezzo di chiusura di venerdì, pari a 11,28 euro. L'operazione incrementa inoltre a 1,25 euro il corrispettivo totale in contanti per gli azionisti B.Mps, superando la distribuzione straordinaria di 1,208 euro proposta dalla banca senese. "Poiché l'aumento dell'offerta è interamente finanziato tramite cassa, l'incremento atteso dell'Eps di Intesa rimane invariato al 6% circa nel nostro modello, escludendo eventuali riacquisti di azioni nello scenario standalone", commentano gli analisti. Il maggior corrispettivo riduce il capitale di Intesa e aumenta l'avviamento (goodwill, ndr), ma non comporta l'emissione di nuove azioni né diluizione. "Stimiamo che la maggiore componente in contanti riduca il RoI di soli 30 punti base circa, portandolo al 12,8%, e incrementi l'impatto iniziale sul Cet1 ratio di Intesa di circa 20 punti base". Considerando poi l'effetto del dividendo provvisorio, da Autonomous stimano per il 2026 un Cet1 ratio del 12,7% (escludendo il Danish Compromise) e del 13,2% (includendolo). "Continuiamo a preferire l'offerta di Intesa rispetto alle alternative promosse da Mps sotto il profilo finanziario. Il lieve incremento del corrispettivo migliora l'incremento implicito dell'Eps per gli azionisti del Montepaschi, portandolo da circa il 16% a circa il 17%, ipotizzando il raggiungimento delle sinergie a regime". Per quanto riguarda l'assemblea straordinaria degli azionisti di Mps del 29 ottobre, "un eventuale ritiro di Intesa eserciterebbe probabilmente una pressione al ribasso sul prezzo delle azioni di Mps, riducendo l'attrattiva del corrispettivo proposto per gli azionisti di Banco Bpm e B.Generali e diminuendo di conseguenza la probabilità che una delle due operazioni vada in porto alle condizioni attuali". Detto ciò, "l'offerta di Intesa non è priva di rischi di esecuzione. Separare gli asset di Mps da mantenere da quelli da trasferire a Unipol potrebbe rivelarsi complesso dal punto di vista operativo". Ad ogni modo, "a seguito dell'ultimatum di Intesa e dell'annuncio relativo a Delfin, riteniamo che la probabilità che una delle due offerte su Mps ottenga la maggioranza richiesta dei due terzi dei voti espressi in sede di assemblea straordinaria sia ormai estremamente bassa. Con un' affluenza fino a circa il 73%, la sola quota di voto di Delfin sarebbe sufficiente a bloccare l'approvazione. Inoltre, la stampa italiana (vedi qui) ha ipotizzato che Caltagirone, titolare di una quota di circa il 10,3% di Mps, voterà verosimilmente contro le proposte. Se confermato, ciò renderebbe l'approvazione ancora meno probabile". In questo scenario, "l'approvazione sarebbe teoricamente possibile solo con un'affluenza intorno al 92% e se praticamente tutti gli altri azionisti presenti votassero a favore, ipotesi che riteniamo improbabile. Nel frattempo, si prevede che lo Stato italiano, con una quota di circa il 4,9%, e Banco Bpm, con circa il 3,7%, non parteciperanno all'assemblea". Anche l'andamento del mercato "invia un segnale chiaro: l'offerta di Intesa è quasi interamente scontata nei prezzi, mentre Banco Bpm e Banca Generali scambiano rispettivamente a circa -4% e -12% rispetto ai prezzi impliciti dell' offerta basati sulle quotazioni di chiusura di venerdì". Ciò suggerisce "che il mercato attribuisca una bassa probabilità di successo a entrambe le offerte guidate da Mps", concludono da Autonomous. bon (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Bitcoin: sopra 86.000 usd dopo aver testato resistenza a 87.000 usd
05/10/2026 12:59
Bitcoin: sopra 86.000 usd dopo aver testato resistenza a 87.000 usd
MILANO (MF-NW)--Il Bitcoin si mantiene sopra gli 86.000 dollari, dopo che i dati più deboli sul mercato del lavoro statunitense hanno ridotto le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve a ottobre, sostenendo gli asset rischiosi nonostante il rafforzamento del dollaro. La principale criptovaluta ha testato quota 87.000 dollari durante gli scambi asiatici, un livello che secondo gli analisti rappresenta una resistenza chiave. L'ottimismo sui mercati delle criptovalute è aumentato dopo i dati sull'occupazione statunitense più deboli del previsto, che rafforzano le aspettative che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi di interesse nella riunione di questo mese. La probabilità di un rialzo della Fed a ottobre è scesa sotto il 20% e, di conseguenza, il Bitcoin potrebbe avviarsi verso un'altra settimana positiva, afferma Nic Puckrin di Coin Bureau. "Il prossimo obiettivo è la soglia psicologicamente significativa dei 90.000 dollari, mentre 92.000 dollari rappresenta il successivo livello di resistenza da monitorare qualora riuscisse a uscire dall'attuale fase di consolidamento". Il Bitcoin continua a essere ben sostenuto nonostante la forza del dollaro e gli elevati rendimenti dei Treasury, ma la prossima fase del rialzo dipenderà dalle condizioni generali di liquidità, commenta Naeem Aslam di Zaye Capital Markets. "Dati economici più deboli diventano un fattore positivo duraturo soltanto se si traducono in rendimenti più bassi, un dollaro più debole e continui afflussi negli Etf". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)