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MARKET DRIVER: Fincantieri accelera dopo conti e balza a +6,14%
25/03/2026 12:53
MARKET DRIVER: Fincantieri accelera dopo conti e balza a +6,14%
MILANO (MF-NW)--Fincantieri accelera al rialzo dopo i conti e fa segnare un +6,14% a 13,15 euro. Il gruppo nel 2025 ha segnato l'utile più alto di sempre, con nuovo record di ordini acquisiti. pl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Usa; crescita solida, ma picco legato a guerra è temporaneo (Ebury)
25/03/2026 12:50
MARKET DRIVER: Usa; crescita solida, ma picco legato a guerra è temporaneo (Ebury)
MILANO (MF-NW)--Le recenti dichiarazioni rilasciate dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, suggeriscono che gli Usa stiano cercando una via d'uscita relativamente rapida dal conflitto in Iran, al fine di limitare le ricadute economiche e politiche in vista delle elezioni midterm, commenta Matthew Ryan, Head of Market Strategy di Ebury. "L'Iran si sta rivelando un avversario più difficile del previsto per Trump e, con il conflitto destinato a protrarsi ben oltre l'orizzonte temporale inizialmente previsto, riteniamo che il Presidente voglia orchestrare una de-escalation controllata in modo da poterla presentare come una vittoria, anche qualora ciò non consenta di raggiungere tutti gli obiettivi iniziali della guerra", dichiara l'esperto. "Sebbene questo non garantisca affatto una fine imminente del conflitto, il fatto che Trump sembri aperto a trovare una via d'uscita rappresenta comunque un segnale incoraggiante nella giusta direzione", prosegue Ryan. In questo contesto, i dati sui Pmi di marzo mostrano che l'attività economica degli Stati Uniti si è finora dimostrata nel complesso resiliente. Una lieve delusione nell'indice dei servizi (51,1 contro 51,7) è stata compensata da una significativa sorpresa positiva nel comparto manifatturiero (52,4 contro 51). "È tuttavia ancora presto per trarre conclusioni: le segnalazioni secondo cui le imprese stanno accumulando scorte e anticipando la domanda per timore di una guerra prolungata indicano che questa crescita è in parte artificiale e potenzialmente temporanea", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: mercati emergenti, ancora troppo presto per acquistare sui ribassi (Rbc BlueBay)
25/03/2026 12:45
FOCUS: mercati emergenti, ancora troppo presto per acquistare sui ribassi (Rbc BlueBay)
MILANO (MF-NW)--Alcuni mercati emergenti potrebbero beneficiare dell'aumento dei prezzi del petrolio, in particolare quelli in grado di migliorare i propri equilibri fiscali e delle partite correnti, nonché quelli che dimostrano una maggiore capacità di assorbire le pressioni inflazionistiche. Tuttavia, è ancora troppo presto per acquistare sui ribassi dati dalla riduzione dei tassi, commenta Anthony Kettle, Senior Portfolio Manager di Rbc BlueBay. ATTEGGIAMENTO RESTRITTIVO FED RAFFORZEREBBE DOLLARO In questo contesto, la Fed ha mantenuto invariati i tassi di interesse. Un atteggiamento più restrittivo nelle riunioni future potrebbe rafforzare il dollaro e inasprire le condizioni finanziarie. "Nel breve termine preferiamo quindi esprimere le nostre view attraverso il valore relativo nei mercati locali dei paesi emergenti sia sul fronte valutario sia su quello dei tassi, piuttosto che sul beta direzionale dei mercati emergenti in generale", spiega l'esperto. A livello regionale, "America Latina e Africa subsahariana dovrebbero mostrare una maggiore resilienza, mentre le vulnerabilità energetiche saranno più acute nelle regioni dell'Europa centrale e orientale e dell'Asia", dichiara Kettle. Il Medio Oriente, invece, sarà influenzato dall'aumento del premio di rischio nella regione e dalle difficoltà nel trasporto delle materie prime attraverso lo Stretto di Hormuz. SFRUTTARE IL DIVARIO TRA IMPORTATORI ED ESPORTATORI "Propendiamo per gli esportatori, dove il petrolio più caro sostiene le entrate fiscali e la qualità del credito, mentre restiamo cauti sugli importatori, dove i prezzi più elevati del greggio o del gas si ripercuotono direttamente sull'inflazione, sull'indebolimento delle valute e su una politica più restrittiva", commenta l'esperto. "In pratica, ciò significa assumere posizioni selettive lunghe sugli esportatori e corte sugli importatori nel mercato valutario, dei tassi e del credito, nonché mostrare un atteggiamento più cauto nei confronti della regione mediorientale, almeno per il momento", dichiara Kettle. "Invitiamo inoltre alla cautela: con il protrarsi della guerra, gli effetti di secondo ordine su altri settori, ad esempio l'agricoltura, per la carenza di fertilizzanti, o l'industria dei semiconduttori, porterà i mercati a scontare in misura crescente l'impatto negativo sulla crescita di un conflitto prolungato", spiega l'esperto. TROPPO PRESTO PER ACQUISTARE SUI RIBASSI Il recente movimento ha innescato una chiara riduzione del rischio nei mercati valutari e dei tassi dei mercati emergenti, poiché le posizioni in sovrappeso sono state liquidate. "Riteniamo che sia ancora prematuro acquistare sui ribassi in questi mercati, ma osserviamo che il posizionamento è ora molto più equilibrato e che potrebbe, quindi, presentarsi un'opportunità per rientrare su queste strategie una volta che ci sarà maggiore chiarezza sul conflitto in corso in Iran", prosegue Kettle. "Ci aspettiamo che, anche quando ci sarà una risoluzione del conflitto, i prezzi dell'energia manterranno un certo premio di rischio e questo dovrebbe riflettersi nei dati sull'inflazione di quest'anno, il che significa che i mercati dei tassi hanno avuto ragione in termini di direzione verso rendimenti più elevati", commenta l'esperto. Tuttavia, le Banche centrali potrebbero non adottare una posizione troppo restrittiva a causa degli effetti di secondo ordine sulla crescita. Questo potrebbe offrire un'opportunità di aggiungere posizioni lunghe sui tassi una volta che i mercati si saranno stabilizzati. RAGIONI DI SCAMBIO RESTANO FATTORE CHIAVE IN MERCATO VALUTARIO Nel mercato valutario, le ragioni di scambio torneranno ad essere un fattore determinante della performance relativa quando le tensioni sui mercati saranno diminuite. Nei mercati del credito, "la performance si è biforcata anche lungo le linee energetiche. Alcuni esportatori di petrolio o titoli aziendali del settore petrolifero e del gas hanno effettivamente registrato un aumento dei prezzi dall'inizio del conflitto, mentre vari importatori di energia hanno subito un calo superiore al 10%", riporta Kettle. "Probabilmente è troppo presto per acquistare sui ribassi degli importatori di energia, ma gli investitori analizzeranno sicuramente i dati per valutare la resilienza relativa di questi titoli, poiché è probabile che si presentino alcune occasioni una volta acquisita maggiore visibilità sul futuro andamento dei prezzi dell'energia", commenta l'esperta. FED: ATTEGGIAMENTO RESTRITTIVO PORTA EMERGENTI A PREMIARE CARRY "L'attuale contesto favorisce la selettività, la liquidità e il valore relativo. Se la Fed continuerà ad assumere un atteggiamento più restrittivo sull'inflazione, i mercati emergenti continueranno probabilmente a premiare il carry, la resilienza esterna e la credibilità politica rispetto al beta di crescita", commenta Kettle. Sela Fed segnalerà una maggiore preoccupazione per la crescita, potrà esserci spazio per riacquistare duration locali ipervendute e valute di qualità superiore. In ogni caso, "la dispersione è in aumento e ciò suggerisce di essere molto più selettivi nella scelta dei paesi, piuttosto che fare affidamento su una debolezza generalizzata del dollaro o su un allentamento sincronizzato per sostenere tutti i mercati emergenti", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Franchetti, Integrae alza tp
25/03/2026 12:41
MARKET DRIVER: Franchetti, Integrae alza tp
MILANO (MF-NW)--Integrae Sim ha alzato il target price di Franchetti a 13,5 euro da 9,4 euro, confermando a buy il rating. Gli esperti alla luce del nuovo perimetro che include l'acquisizione del gruppo ECR, nonché delle prospettive di sviluppo della società acquisita, delle sinergie attese e della crescita già evidenziata da Franchetti Spa, procedono a una revisione significativa delle stime, con particolare riferimento al periodo 2026-2028, modificando solo leggermente anche le previsioni per l'esercizio in corso. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 25 MARZO 2026
25/03/2026 12:40
PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 25 MARZO 2026
MILANO (MF-NW)--I listini azionari europei trattano in rialzo, con l'Euro Stoxx 50 che avanza dell'1,67%, mentre gli investitori sperano in una risoluzione del conflitto nel Medio Oriente. La Banca centrale europea non resterà paralizzata nell'esitazione e agirà in modo deciso e rapido se l'attuale aumento dei costi energetici dovesse innescare un'ondata più ampia di inflazione. La situazione è diversa rispetto al 2022, quando l'invasione russa dell'Ucraina causò una crescita dei prezzi al consumo a due cifre, ma ci sono comunque motivi per cui essere vigili, ha dichiarato Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea. "Non interverremo prima di avere informazioni sufficienti sull'entità e sulla persistenza dello shock e sulla sua propagazione. Ma non saremo paralizzati dall'esitazione: il nostro impegno a garantire un'inflazione del 2% nel medio termine è incondizionato", ha puntualizzato Lagarde. La presidente della Bce ha poi sottolineato che "deviazioni ampie e persistenti" dell'inflazione dal target "richiedono un'azione di politica monetaria decisa, spostando il focus sulla persistenza man mano che il ciclo di stretta monetaria matura, per evitare che tali deviazioni si radichino. È troppo presto per dire dove ci collocheremo su questo spettro. Fortunatamente, possiamo valutare la situazione con attenzione, perché stiamo affrontando questo shock da una buona posizione di partenza. L'orientamento della politica è generalmente neutrale, l'inflazione è stata in linea con l'obiettivo per circa un anno e le aspettative di inflazione a lungo termine sono ben ancorate". Sul fronte macroeconomico il sentiment delle imprese in Germania è calato in misura significativa a marzi, con l'indice Ifo che è sceso a 86,4 punti rispetto agli 88,4 di febbraio, a causa di aspettative più pessimistiche. Le valutazioni sulla situazione attuale, tuttavia, sono rimaste invariate. "L'incertezza tra le imprese è aumentata in modo evidente. La guerra in Iran ha congelato per il momento qualsiasi speranza di ripresa", commenta Clemens Fuest, presidente dell'istituto Ifo. Il forte calo dell'indice Ifo "riflette le preoccupazioni legittime delle imprese tedesche riguardo alla guerra in Medio Oriente. Se la guerra e il blocco dello Stretto di Hormuz dovessero continuare per un altro mese o due, i danni economici alla Germania si farebbero sentire chiaramente, soprattutto considerando che la ripresa economica che molti speravano non si era ancora concretizzata negli indicatori anticipatori fino a poco prima dello scoppio del conflitto", affermano gli economisti di Commerzbank. "I prezzi energetici in aumento e la nuova ondata di incertezza hanno intaccato l'ottimismo delle imprese. Per ora, la guerra in Medio Oriente dovrebbe soltanto ritardare, e non compromettere, la ripresa della Germania, ma i rischi si sono chiaramente spostati di nuovo al ribasso", avvertono infine gli economisti di Ing. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)