Criptovalute: 1,2 mld usd di afflussi in ultima settimana
27/04/2026 18:35
Criptovalute: 1,2 mld usd di afflussi in ultima settimana
MILANO (MF-NW)--Gli asset digitali hanno registrato afflussi pari a 1,2 miliardi di dollari, segnando la quarta settimana consecutiva in territorio positivo. "Il dato riflette un miglioramento della domanda istituzionale, in un contesto in cui il Bitcoin si mantiene sui livelli più elevati dall'inizio di febbraio", commenta James Butterfill, Head of Research di CoinShares. Il totale degli asset in gestione (AuM) è salito a 155 miliardi di dollari, il livello più alto dal 1* febbraio, sostenuto dal ritorno del Bitcoin sopra la soglia dei 76.000 dollari. Nel dettaglio, il Bitcoin ha registrato afflussi per 933 milioni di dollari, mentre Ethereum si è attestato a 192 milioni, segnando la terza settimana consecutiva sopra quota 190 milioni. Anche Xrp è tornata in territorio positivo. A livello geografico, gli Stati Uniti guidano i flussi con 1,1 miliardi di dollari. La Germania registra 61,7 milioni di afflussi, oltre il doppio rispetto alla settimana precedente, mentre la Svizzera inverte i deflussi di 138 milioni della scorsa settimana, mettendo a segno flussi in entrata per 35,2 milioni. cba/com (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: prospettive oro restano sostenute da acquisti B.centrali (Confinvest)
27/04/2026 18:28
FOCUS: prospettive oro restano sostenute da acquisti B.centrali (Confinvest)
MILANO (MF-NW)--Le quotazioni dell'oro sono salite da 2.000 a 5.500 dollari l'oncia in poco più di due anni. Dopo questa crescita straordinaria, tuttavia, il mercato sembra aver rallentato. "Questa fase non va interpretata come un segnale di esaurimento del trend, bensì come un fisiologico momento di consolidamento all'interno di un ciclo rialzista che continua a poggiare su basi strutturali solide, sostenuto in particolare dagli acquisti delle banche centrali", commenta Simone Manenti, Ceo di Confinvest. PREVISIONI PREZZO A 5.400 - 6.300 USD ONCIA A FINE 2026 "A contare, più che il livello raggiunto, è la natura del movimento. L'oro non reagisce più soltanto agli shock, ma si sta adattando a un contesto in cui rischio macroeconomico, tensioni geopolitiche e squilibri monetari tendono a diventare permanenti", spiega l'esperto. "È in questo quadro che iniziano a emergere scenari che, fino a poco tempo fa, sarebbero stati considerati estremi, come una possibile traiettoria verso gli 8.000 dollari l'oncia", prosegue Manenti. Le principali banche d'affari, per ora, mantengono un approccio prudente. "Le previsioni per la fine del 2026 si collocano tra 5.400 e 6.300 dollari: stime che, pur indicando ulteriori margini di crescita, restano ancorate a una lettura relativamente lineare del contesto macro. È un'impostazione comprensibile per operatori istituzionali, chiamati a muoversi entro scenari difendibili e condivisi, ma è proprio al di fuori di queste stime che oggi si colloca l'elemento più interessante di discontinuità", prosegue l'esperto. B.CENTRALI ACCUMULANO ORO PER RAFFORZARE AUTONOMIA MONETARIA Negli ultimi anni, il mercato dell'oro ha attraversato profondi cambiamenti: il prezzo non è più determinato principalmente dal comportamento degli investitori in cerca di protezione nei momenti di incertezza, ma sempre più dalle scelte strategiche delle banche centrali. "Queste ultime stanno accumulando oro a ritmi sostenuti non per semplice diversificazione, ma per ridurre la dipendenza dal dollaro e rafforzare la propria autonomia monetaria. Questo spostamento del baricentro introduce una variabile nuova, che difficilmente può essere letta con i modelli tradizionali", spiega Manenti. "Il metallo giallo abbandona così la sua natura di asset puramente ciclico per assumere una valenza sempre più politica e sistemica, inserendosi all'interno di una trasformazione più ampia del sistema finanziario globale. Il debasement delle valute fiat, avviato dopo la crisi del 2008 e accelerato negli ultimi anni, rappresenta uno dei driver principali di questa dinamica", commenta l'esperto. Inoltre, la progressiva erosione del potere d'acquisto delle valute, insieme alla compressione dei rendimenti reali, riduce le alternative credibili e rafforza il ruolo dell'oro come riserva di valore. PROSPETTIVE LUNGO TERMINE RESTANO RIALZISTE "Il target degli 8.000 dollari non rappresenta oggi lo scenario base, ma inizia a configurarsi come una traiettoria coerente in un orizzonte compreso tra il 2027 e il 2030, qualora i processi già in atto dovessero accelerare", commenta l'esperto. "Non si tratta di una previsione mainstream, ma di una proiezione che prova a incorporare variabili politiche e sistemiche che il mercato, almeno per ora, non sembra ancora prezzare pienamente", continua Manenti. Nel breve termine il mercato può continuare a essere caratterizzato da movimenti laterali o da fasi correttive, ma il quadro di fondo resta orientato al rialzo. "Le dinamiche più rilevanti non sono più soltanto quelle cicliche, bensì quelle strutturali. In questo senso, l'oro non può più essere valutato esclusivamente in termini di prezzo: è anche un indicatore della trasformazione in atto nel sistema monetario globale", speiga l'esperto. "Ed è proprio per questo che livelli che oggi appaiono estremi potrebbero diventare progressivamente più plausibili man mano che il mercato inizierà a riconoscere la portata del cambiamento in corso", conclude Manenti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)