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MARKET DRIVER: Akros conferma buy su Fincantieri
26/03/2026 19:21
MARKET DRIVER: Akros conferma buy su Fincantieri
MILANO (MF-NW)--Gli analisti di Akros confermano la raccomandazione buy su Fincantieri, limando di poco il target price a 18 euro (da €18,7), giudicando i risultati 2025 di Fincantieri "leggermente migliori di quanto previsto". Focus su quanto emerso dalla conference call, in particolare sulla possibilità di operazione M&A in ambito underwater e sulle garanzie fornite dal management rispetto all'impatto di eventuali aumenti di energia e acciaio, del tutto trascurabile per il Gruppo, essendosi già "coperta" interamente per la prima e in gran parte (90%) per il secondo. red MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Webuild, Oddo Bhf conferma buy
26/03/2026 19:20
MARKET DRIVER: Webuild, Oddo Bhf conferma buy
MILANO (MF-NW)--Oddo Bhf conferma il rating buy su Webuild dopo che il suo cliente Neom ha deciso di terminare il progetto Trojena in Arabia Saudita, con effetto dal 29 marzo 2026. I lavori sono completati per il 30%, con un backlog residuo di 2,8 mld (circa il 6% del backlog totale). Webuild avrà diritto a un'indennità per la risoluzione anticipata del contratto, oltre al rimborso dei costi sostenuti fino alla data effettiva di termine. "Sebbene la cessazione di un progetto chiave sia certamente una notizia negativa, Webuild è ben posizionata per mantenere il buon momentum" commentano gli analisti. Gli esperti aggiungono che il rimborso dei costi e l'indennità per la cessazione anticipata del contratto dovrebbero supportare i margini nel 2026. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Economia: Cottarelli (Cattolica), stime Ocse su Italia ancora un po' ottimistiche (Class Cnbc)
26/03/2026 19:15
Economia: Cottarelli (Cattolica), stime Ocse su Italia ancora un po' ottimistiche (Class Cnbc)
MILANO (MF-NW)--L'Ocse ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil italiano per i prossimi due anni. Per il 2026, la crescita prevista si assesta allo 0,4%, mentre per il 2027 l'istituzione di Parigi vede l'economia italiana espandersi dello 0,6%, un decimo in meno rispetto alle precedenti previsioni (+0,7%). "Le previsioni sono state fatte assumendo che la chiusura di Hormuz, quindi il surriscaldamento dei prezzi degli idrocarburi, duri solo un paio di mesi circa". Se questo scenario dovesse concretizzarsi, "questi numeri sono del tutto ragionevoli", commenta Carlo Cottarelli, direttore Osservatorio conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano, in un intervista a Class Cnbc. Secondo l'esperto, "finora lo shock ha provocato un rallentamento della crescita economica mondiale, ma non è comparabile alla crisi del 2008-2009 né all'impatto del Covid-19". L'Ocse ha infatti tagliato di 0,4 punti percentuali la previsione di crescita globale, che resta comunque intorno al 3%, il ritmo considerato normale in assenza di shock significativi. "Per quanto riguarda l'Italia, la crescita è stata ridotta ma resta positiva. Addirittura mi sembra un po' ottimistico questo 0,4% di crescita con gli attuali livelli dei prezzi. Questo conferma che questo shock non è confrontabile con le crisi del 2008, 2012 e 2020", conclude Cottarelli. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Isp conferma target a 16,3 euro su Fincantieri
26/03/2026 19:05
MARKET DRIVER: Isp conferma target a 16,3 euro su Fincantieri
MILANO (MF-NW)--Gli analisti di Intesa mantengono prezzo obiettivo e raccomandazione invariati su Fincantieri, sottolineando tuttavia di come i risultati 2025 siano stati migliori delle attese. Tra i vari aspetti citati, focus sul settore underwater e sulle controllate Wass e Remazel, cui rendimenti sono giudicati "fantastici e sopra le aspettative iniziali". Il fatto che diverse Marine non abbiano ancora acquistato siluri in passato - sottolineano gli analisti di Intesa - apre per Wass e per il Polo Tecnologico della Subacquea di Fincantieri opportunità interessanti. Target price a 16,3 euro, raccomandazione neutral. red MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: terre rare in cambio di petrolio, ecco posta in gioco conflitto MO (Gamma Capital Markets )
26/03/2026 18:49
MARKET DRIVER: terre rare in cambio di petrolio, ecco posta in gioco conflitto MO (Gamma Capital Markets )
MILANO (MF-NW)--Analizzando i dati reali sulle importazioni di petrolio della Cina, si intuisce che il problema di Pechino non è solo perdere il greggio di Teheran. "Manca un pezzo fondamentale del puzzle. Un pezzo che vale letteralmente il 50% del loro import energetico", commenta Alessio Garzone, Portfolio manager di Gamma Capital Markets. Va precisato che dallo Stretto di Hormuz non passa solo il petrolio iraniano: Arabia Saudita (18,1%), Iraq (9,9%), Emirati Arabi Uniti (9,6%) e Oman (6,7%) contribuiscono a quasi metà dell'oro nero che alimenta l'economia cinese. Nei grafici ufficiali delle dogane cinesi, l'Iran vale zero. Eppure, prosegue l'esperto, Pechino importa 1,4 milioni di barili al giorno da Teheran (circa il 4%). Questa incongruenza si spiega notando che la Malesia risulta il terzo fornitore cinese con il 13,5%. Tuttavia, Il Paese non ha una capacità produttiva tale da giustificare quei volumi. "È un hub logistico di copertura. Il petrolio iraniano, colpito dalle sanzioni, viene caricato su petroliere, trasbordato in mare aperto da nave a nave (ship-to-ship) vicino allo Stretto di Singapore, e ri-etichettato magicamente come greggio malese", dichiara l'esperto. A comprare questo petrolio non sono le grandi compagnie statali cinesi, ma le cosiddette "Teapots": raffinerie indipendenti che acquistano sottobanco, attratte da sconti che possono arrivare a 8-10 dollari al barile rispetto ai prezzi ufficiali. "Cosa ci dice tutto questo? Che questa guerra, in realtà, non è contro l'Iran. È contro la Cina", spiega Garzone. "A Trump la chiusura dello Stretto, in fondo, non dispiace del tutto. Certo, è un rischio enorme perché l'aumento dei prezzi pesa sui consumatori americani che fanno benzina, ma l'obiettivo numero uno è un altro: controllare Hormuz per decidere come, quando e a chi dare il petrolio che alimenta il 50% di Pechino", continua l'esperto. "Se Washington prende il controllo dello Stretto, ha in mano la leva definitiva per rinegoziare con Xi Jinping la fornitura delle terre rare, l'arma letale che la Cina ha usato per rispondere ai dazi americani del Liberation Day ad aprile 2025. Terre rare in cambio di petrolio. Questa è la vera partita a scacchi", conclude l'esperto. (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)