FOCUS: prossima settimana faro su inflazione Eurozona (Mps)
29/05/2026 19:03
FOCUS: prossima settimana faro su inflazione Eurozona (Mps)
MILANO (MF-NW)--La prossima settimana l'attenzione degli investitori si concentrerà sull'inflazione dell'Eurozona. Al tempo stesso, evidenziano gli strategist di Mps, il riflettori saranno puntati sui dati relativi al mercato del lavoro Usa. CONSENSO ECONOMISTI VEDE INFLAZIONE EUROZONA SALIRE AL 3,3% L'inflazione dell'area euro, sulla base dei dati già pubblicati delle principali economie, è attesa accelerare al 3,3% dal 3%, in linea con il consenso degli economisti. Negli Stati Uniti, invece, si prevede una crescita dei nuovi occupati inferiore rispetto al mese precedente, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 4,3%. Dati che, secondo le attese, non dovrebbero modificare l'attuale pausa sui tassi decisa dalla Fed. PMI CINESI ATTESI CONFERMARE FASE STALLO ECONOMIA Tra i dati macroeconomici, negli Stati Uniti saranno pubblicati gli indici ISM (lunedì manifatturiero e mercoledì servizi), che offriranno indicazioni sull'andamento dell'attività dei due settori. Al momento, il consenso non prevede un peggioramento significativo. In Cina verranno diffusi gli indici Pmi manifatturiero e dei servizi nazionali, insieme a quelli di RatingDog relativi alle piccole e medie imprese. "Gli indici sono attesi confermare la fase di stallo dell'economia (anche se ancora in espansione), considerato che al momento sono prossimi a 50 (ad eccezione dell'indice dei servizi nazionale, già in contrazione)", spiegano gli esperti. OCCHI RESTANO PUNTATI SUL MEDIO ORIENTE L'attenzione dei mercati rimane concentrata sugli sviluppi in Medio Oriente e sulla decisione di Donald Trump in merito al memorandum con l'Iran. Parallelamente, martedì negli Stati Uniti riprenderanno i colloqui di pace tra Israele e Libano. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
29/05/2026 18:38
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones guadagna lo 0,66%, l'S&P 500 lo 0,31% e il Nasdaq Composite lo 0,26%. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato in un post pubblicato su Truth che a breve si riunirà nella Situation Room per "prendere una decisione definitiva" sull'accordo con l'Iran. Nel messaggio, Trump ha ribadito che "l'Iran non dovrà mai dotarsi di un'arma nucleare", indicando tra le priorità anche la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, senza pedaggi e con piena libertà di navigazione in entrambe le direzioni. Il presidente ha inoltre affermato che eventuali mine presenti nell'area dovranno essere rimosse o neutralizzate, sostenendo che Teheran dovrà procedere "all'immediata rimozione e/o detonazione di tutte le mine rimaste". In reazione alla notizia, i titoli energetici hanno registrato un calo, mentre il Brent segna una flessione dello dell'1,6%. Oneok ha guidato i ribassi del settore energetico dello S&P 500, perdendo oltre il 3%. Chevron e Exxon Mobil hanno ceduto circa lo 0,8% ciascuna, mentre Occidental Petroleum ha perso oltre l'1%. Lato banche centrali, la vicepresidente della Federal Reserve per la supervisione, Michelle Bowman, ha dichiarato di voler ottenere maggiore chiarezza sul conflitto in Medio Oriente prima di definire il futuro percorso della politica monetaria, sottolineando i rischi di una reazione eccessiva a uno shock energetico temporaneo. "La ricerca economica suggerisce che, in risposta a shock temporanei negativi sull'offerta energetica, la politica monetaria non dovrebbe essere eccessivamente aggressiva nel tentativo di stabilizzare l'inflazione complessiva, così da mantenere l'occupazione vicina al nostro obiettivo di massima occupazione", ha affermato Bowman durante la Reykjavik Economic Conference. "Reagire a un aumento temporaneo dell'inflazione energetica aggiungerebbe una stretta monetaria non necessaria, pesando inutilmente sull'attività economica e sulle condizioni del mercato del lavoro", ha concluso. Lato macro, il deficit commerciale degli Usa si è ridotto a 82,4 miliardi di dollari ad aprile, in calo rispetto agli 85,27 miliardi registrati nel mese precedente. Gli analisti prevedevano un disavanzo più elevato, pari a 87 miliardi di dollari. Nel dettaglio, le esportazioni sono aumentate del 4,0% ad aprile, mentre le importazioni sono cresciute dell'1,9%. Sul fronte delle scorte, quelle all'ingrosso sono salite dello 0,5% ad aprile, dopo un incremento dell'1,5% registrato a marzo. Le scorte al dettaglio hanno invece registrato un aumento dello 0,7%, invariato rispetto al mese precedente e superiore alle attese degli analisti, che indicavano un +0,5%. Escludendo il comparto automobilistico, che ha segnato un incremento dello 0,9%, le scorte al dettaglio sono comunque aumentate dello 0,6% nel mese. Inoltre, l'indice Napm di Chicago è salito a 62,7 punti nel mese di maggio, in forte aumento rispetto ai 49,2 punti registrati nel mese precedente. Gli esperti prevedevano una lettura pari a 50,3 punti. Sul fronte societario: - Nextpower balza dell'11% dopo che la società ha annunciato l'acquisizione dell'azienda di storage di batterie Prevalon Energy per circa 365 milioni di dollari. Nextpower ha inoltre alzato le previsioni sui ricavi per l'intero anno. - Secondo Bloomberg, la società di Elon Musk Space X punta a una Ipo di almeno 1.800 miliardi di dollari. Precedentemente, era stata stimata una valutazione iniziale superiore ai 2 trilioni di dollari. Tuttavia il valore potrebbe salire con un riscontro positivo durante il roadshow. - L'esplosione del razzo della Blue Origin sta facendo scendere le azioni delle società spaziali durante le contrattazioni pre-mercato. Ad esempio, AST SpaceMobile, azienda che progetta e produce satelliti e che ha una partenership con l'impresa di Jeff Bezos, subisce un crollo del 14,8%. - Dell Technologies è in rally del 27,8%, dopo aver alzato le previsioni per l'intero anno. La società prevede utili adjusted pari a 17,90 dollari per azione, con ricavi compresi tra 165 e 169 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da Lseg stimavano invece 13,09 dollari per azione su ricavi pari a 142,5 miliardi di dollari. - I titoli del settore informatico hanno registrato rialzi diffusi, trainate dai risultati di Dell Technologies. Hewlett Packard Enterprise guadagna oltre il 13%. Super Micro Computer sale di quasi l'11%, mentre Hp segna un rialzo vicino al 9%. - American Eagle Outfitters scivola del 13,1%. Le vendite comparabili del marchio sono diminuite del 2% nel primo trimestre, mentre gli analisti consultati da StreetAccount si aspettavano una crescita del 3,1%. Anche la guidance per il secondo trimestre ha deluso: l'azienda prevede un utile operativo tra 45 e 50 milioni di dollari, contro i 65,3 milioni stimati dal consensus di FactSet. - Gap crolla del 16,5% dopo che il gruppo di abbigliamento ha tagliato le previsioni di vendita per l'intero anno. Ora l'azienda si aspetta una crescita delle vendite compresa tra l'1% e il 2%, rispetto alla precedente stima tra il 2% e il 3%. I ricavi del primo trimestre, pari a 3,50 miliardi di dollari, sono risultati inferiori ai 3,52 miliardi attesi dagli analisti secondo LSEG. Tuttavia, l'utile adjusted di 38 centesimi per azione ha superato le attese di 37 centesimi. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)