Bond: Bove (Kairos), debolezza Treasury riflette dinamica contrastante
01/04/2026 18:48
Bond: Bove (Kairos), debolezza Treasury riflette dinamica contrastante
MILANO (MF-NW)--La difficoltà dei Treasury dell'ultimo mese è legata a una dinamica contrastante: "da un lato, la guerra dovrebbe spingere verso i safe asset, con i timori sul ciclo economico che favoriscono l'allocazione sui Treasury; dall'altro, le tensioni sul prezzo del petrolio rappresentano di per sé un fattore di rischio per l'allocazione nel reddito fisso, a causa dell'inflazione". Lo ha dichiarato Rocco Bove, responsabile fixed income per Kairos, durante un'intervista a Class Cnbc. Da più di un anno, tuttavia, i Treasury funzionano meno come beni rifugio, perché si è indebolita la correlazione tra momenti di tensione e allocazione verso il reddito fisso. Questo deriva dal fatto che il debito globale, soprattutto negli Stati Uniti, ma anche a livello mondiale, è cresciuto in modo esponenziale dopo il Covid. Di conseguenza, "i Treasury sono diventati una componente allocativa più simile alle altre asset class e meno percepiti come safe asset", dichiara Bove. "Non c'è ad oggi un altro safe asset". Lo scorso anno l'oro ha svolto questa funzione, ma non è riuscito a confermarsi nell'ultimo movimento, ha concluso l'esperto. (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
01/04/2026 18:43
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones guadagna lo 0,88%, l'S&P 500 l'1,12% e il Nasdaq Composite l'1,68%. Sul fronte politico, "le indiscrezioni di stampa, rafforzate dalle dichiarazioni di Trump, su una possibile fine della partecipazione statunitense al conflitto entro due-tre settimane hanno innescato ieri un marcato risk-on sui mercati, proseguito questa mattina in Asia e in apertura in Europa", commentano gli esperti di Mps. Inoltre, il presidente Usa ha dichiarato su Truth: "Il nuovo presidente del regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d'America un cessate il fuoco! Valuteremo la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sgombro. Fino ad allora, distruggeremo l'Iran o, come si dice, lo riporteremo all'età della pietra!!!" Tuttavia, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) dell'Iran ha minacciato attacchi contro diverse aziende tecnologiche statunitensi con operazioni in Medio Oriente, tra cui Nvidia, Apple, Microsoft e Google. L'Irgc ha avvertito martedì che 18 aziende tecnologiche sarebbero considerate "obiettivi legittimi" come ritorsione per gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. Sul fronte energetico, Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz sarà probabilmente riaperto dopo il ritiro degli Stati Uniti dal conflitto e che eventuali criticità riguarderebbero soprattutto Europa e Paesi del Golfo, data la limitata dipendenza Usa dal petrolio della regione. Al contempo, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti starebbero lavorando alla formazione di una coalizione per garantire la riapertura dello Stretto, anche attraverso l'uso della forza. Inoltre, "la Casa Bianca ha annunciato che oggi alle 9h00 (03h00 italiane) il presidente terrà un discorso alla nazione con aggiornamenti rilevanti sul tema", concludono gli esperti. Sul fronte della politica monetaria, le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed potrebbero rivelarsi premature, mentre la possibilità di un inasprimento continua a favorire le obbligazioni a breve scadenza. "Nel credito potrebbero esserci sacche di tensione, ma non rischi sistemici", commenta Sébastien Page, head of Global Multi-Asset, Cio di T. Rowe Price. Lato macro, l'indice Pmi manifatturiero elaborato da S&P Global è salito a 52,3 punti a marzo, in aumento rispetto ai 51,6 punti di febbraio. La stima preliminare indicava un livello leggermente superiore, pari a 52,4 punti. L'indice Ism manifatturiero è salito a 52,7 punti a marzo, in lieve aumento rispetto ai 52,4 punti registrati nel mese precedente. Gli economisti prevedevano una lettura più negativa, pari a 52,3 punti. Sono stati registrati aumenti nelle componenti relative alla produzione e ai prezzi, mentre sono diminuiti gli indicatori su nuovi ordini, occupazione e portafoglio ordini. L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 10,4% nella settimana terminata il 27 marzo, dopo la discesa del 10,5% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono calate del 3%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece crollate del 17%. Inoltre, la misura mensile dell'occupazione privata di Adp ha mostrato un aumento di 62.000 posti di lavoro a marzo, ben al di sopra del consenso degli economisti a quota 40.000. L'incremento di marzo segue un dato di febbraio rivisto al rialzo a 66.000. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,6% a febbraio, battendo il consenso degli economisti (+0,5% m/m), dopo il calo rivisto dello 0,1% registrato il mese precedente. Escludendo l'aumento dell'1,2% delle vendite di autoveicoli, le vendite al dettaglio sono comunque cresciute dello 0,5% rispetto a un incremento previsto dello 0,3%, dopo essere rimaste stabili a gennaio. Sul fronte societario: - Il titolo di Nike crolla del 14,2% a metà seduta. La società ha superato le stime di Wall Street su utili e ricavi nel terzo trimestre fiscale, ma ha deluso sulle prospettive, indicando vendite inferiori alle attese per il trimestre in corso. A pesare è soprattutto il previsto calo del 20% nel mercato chiave della Cina. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)