WALL STREET: commento di apertura
17/09/2026 15:39
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa all'avvio delle contrattazioni sono in linea con le attese: il Dow Jones apre a +0,72%, l'S&P 500 è in rialzo dell'1,06% e il Nasdaq Composite dell'1,37%., dopo il rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, il primo dal 2023. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, "ripete di non voler dipendere dal singolo dato. Ma quando scende nel dettaglio, gli indicatori che guarda sono molto concreti", afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro. "Il primo è la diffusione dell'inflazione: quanti dei 199 componenti del paniere Pce continuano a salire sopra il 3%. Ieri ha ribadito che troppe categorie restano sopra quella soglia, sia su base semestrale sia annualizzata". "Il secondo", prosegue l'analista, "è il capex legato all'intelligenza artificiale. Qui Warsh non guarda soltanto a quanto stanno investendo gli hyperscaler. Guarda alla seconda derivata, cioè se il ritmo di crescita degli investimenti stia ancora accelerando oppure abbia iniziato a perdere velocità. Il terzo termometro è arrivato ieri, ed è probabilmente il più originale. Parlando dell'aumento dei rendimenti a lungo termine, Warsh ha indicato tre fattori: forza dell'economia, concorrenza per il capitale, geopolitica. Su quest'ultima guarda oltre il petrolio: prezzi spot di mais, soia e grano, ma anche i crack spread, i margini tra greggio e prodotti raffinati che arrivano davvero nell'economia reale. Il punto, per Warsh, è capire quando uno shock smette di restare confinato alla singola commodity e comincia a propagarsi". Per Jamie Patton, managing director e co-head of global rates di Tcw, "l'aspetto più interessante" della riunione della Fed "è stato la reazione dei mercati: le azioni hanno perso terreno, le quotazioni legate all'inflazione sono scese, i rendimenti dei titoli di Stato a breve scadenza sono saliti e il dollaro si è rafforzato". "Tale combinazione", continua l'esperto, "suggerisce che gli investitori stiano valutando uno scenario complesso: tassi più elevati potrebbero non agire direttamente sulle cause profonde dell'inflazione, ma sono in grado di irrigidire le condizioni finanziarie a tal punto da frenare la domanda e mettere sotto pressione gli asset di rischio. La politica monetaria non può generare più petrolio o più manodopera, né ridurre i dazi; può però rendere le condizioni finanziarie sufficientemente restrittive da indurre la domanda a farsi da parte, allentando così la pressione inflazionistica". Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 196.000 unità, in calo di 10.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è sceso di 39.000 unità a quota 1,73 milioni. L'indice manifatturiero mensile della Federal Reserve di Filadelfia scende a 37,8 punti a settembre, dai 47,4 punti di agosto, a fronte di attese per un calo più marcato, fino a 32,1 punti, secondo gli economisti. Si registrano diminuzioni degli indici relativi ai nuovi ordini, alle scorte e al numero di dipendenti. L'indice relativo alle spedizioni rimane invariato. L'indice dei prezzi pagati sale a 48,6 punti dai 40,9 punti del mese precedente. Il 50,5% degli intervistati continua a segnalare un aumento dei prezzi, a fronte dell'1,9% che riferisce invece di aver pagato prezzi più bassi. Gli avvii di nuove abitazioni negli Stati Uniti diminuiscono del 2,6% ad agosto rispetto al mese precedente, attestandosi su un tasso annualizzato di 1,275 milioni di unità, al di sotto delle attese raccolte dagli economisti, che indicavano un tasso di 1,32 milioni di unità, dopo il calo a 1,309 milioni di luglio. I permessi di costruzione diminuiscono del 2,7% ad agosto, attestandosi su un tasso annualizzato di 1,394 milioni di unità, al di sotto degli 1,408 milioni attesi e dopo l'aumento a 1,433 milioni di luglio. Aumentano le abitazioni per cui è stato rilasciato il permesso ma i cui lavori non sono ancora iniziati, pertanto le prospettive per un incremento degli avvii di nuove abitazioni il prossimo mese sono contrastanti. Le abitazioni completate diminuiscono dell'11,9%, attestandosi su un tasso annualizzato di 1,128 milioni di unità, dopo il calo del 4,8% registrato nel mese precedente. Rispetto a un anno fa, i completamenti diminuiscono del 27,1%. Sul fronte societario: - Generac balza del 26,1% dopo aver raggiunto un accordo con Amazon per la fornitura di generatori di emergenza destinati ai suoi data center. Le prime consegne, previste tra il 2027 e il 2028, ammontano complessivamente a 2,4 miliardi di dollari. Generac concede inoltre ad Amazon il diritto di acquistare proprie azioni per un valore massimo di 340 milioni di dollari. Il titolo Amazon sale del 2,05%. - Nike guadagna l'1,7% dopo aver annunciato la nomina nel consiglio di amministrazione di Alexandre Arnault, vice amministratore delegato di Moët Hennessy, società del gruppo Lvmh. "Alexandre si è guadagnato la reputazione di aiutare marchi globali iconici a evolversi, innovare e crescere in un mercato in trasformazione e complesso", ha dichiarato Nike in una nota. - L'amministratore delegato di Arm Holdings, Rene Haas, è sempre più fiducioso che la società riuscirà a soddisfare la domanda per il suo nuovo chip destinato ai data center. Il titolo guadagna il 5,27%. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)