WALL STREET: commento di preapertura
05/11/2026 14:20
WALL STREET: commento di preapertura
MILANO (MF-NW)--I future sui listini azionari statunitensi trattano in rialzo, con quello sul Dow Jones che sale dello 0,68% e quello sull'S&P 500 dello 0,12%. Per gli strategist Mps, "la reazione iniziale ai risultati delle Mid-Term ha generato movimenti significativi su diverse asset class. Sui mercati azionari sono proseguite le pressioni sul comparto dei semiconduttori, mentre una marcata rotazione settoriale ha sostenuto gli indici sia a Wall Street sia in Europa, più contrastato l'andamento dei listini asiatici nella seduta odierna". Inoltre, "sul fronte obbligazionario, i rendimenti globali hanno registrato un deciso calo, favorito dal forte arretramento del petrolio e dalla crescente percezione che la perdita del controllo del Congresso possa ridurre il rischio di un'escalation in Medio Oriente, pur mantenendo il presidente Trump ampi margini d'azione in materia di politica estera". Per gli esperti, "resta tuttavia da capire se questo movimento possa continuare come nuova tendenza di medio termine o se rappresenti soltanto un temporaneo ribilanciamento dei portafogli successivo agli ultimi sviluppi politici", concludono gli strategist. Per Eiko Sievert, Executive Director, Sovereign & Public Sector di Scope Ratings, con l'esito delle elezioni midterm americane gli elementi che cambieranno saranno molteplici. Il primo è "la direzione della politica fiscale, monetaria e commerciale resterà la stessa, ma il Congresso democratico chiuderà gran parte delle strade legislative alla Casa Bianca, che dovrà governare soprattutto per via esecutiva". Altro tema saliente è quello del "debito federale, pari a 40.600 miliardi di dollari, dovrebbe avvicinarsi al limite di 41.100 miliardi entro l'inizio del 2027". Inoltre, secondo l'esperto, "il Senato democratico controllerà le conferme, il che rafforzerà le tutele sull'indipendenza della Fed ma aumenterà il rischio di posti vacanti prolungati e di un maggior ricorso a funzionari ad interim. Sui dazi non si attendono cambiamenti: un eventuale intervento del Congresso incontrerebbe il veto presidenziale, che i democratici non hanno i voti per superare. Infine, "sul fronte AI, la vittoria in Texas, Ohio e Georgia di governatori democratici contrari allo sviluppo dei data center porterà, secondo Scope, a un rallentamento degli investimenti, che diventeranno più costosi ma non si fermeranno", conclude l'analista. "Il risultato" delle elezioni di metà mandato negli Usa "va interpretato soprattutto come un rifiuto dell'agenda politica Maga, più che come un sostegno alle politiche populiste della sinistra radicale. I candidati democratici più progressisti non hanno ottenuto risultati significativamente migliori degli altri, a suggerire che gli elettori abbiano privilegiato la moderazione rispetto agli estremi ideologici. Il tema chiave è stato l'affordability, un concetto ampio che non si esaurisce nell'inflazione: include i salari reali, l'inflazione dei beni (per effetto dei dazi), dell'energia (per la crisi iraniana) e della sanità (usata come contropartita per i tagli di imposta dell'Obbba - One Big Beautiful Bill Act), oltre al costo dei mutui", afferma Marco Piersimoni, Co-Head of Multi Asset Euro di Pictet Asset Management. "Tra i giovani lo swing dai Repubblicani ai Democratici è stato di circa 40 punti percentuali sul margine. Hanno probabilmente pesato i timori legati all'impatto dell'AI sul lavoro e le preoccupazioni su data center e ambiente. Tra i latinos, infine, ha pesato la questione Ice", prosegue l'esperto. In ogni caso, conclude Piersimoni, "l'elemento probabilmente più importante è la crescente insoddisfazione degli elettori per l'economia. Durante la campagna elettorale del 2024, il presidente Donald Trump aveva promesso benzina a 2 dollari al gallone e tassi sui mutui al 3%. Oggi la benzina costa in media circa 4,15 dollari e il tasso sui mutui trentennali è al 7,24%: entrambi su livelli più che doppi rispetto a quelli promessi". Sul fronte societario: - Expedia perde il 7,24% nel premercato dopo aver pubblicato previsioni per il trimestre in corso prevalentemente inferiori alle attese. Per il quarto trimestre prevede ricavi compresi tra 3,69 e 3,75 miliardi di dollari, mentre gli analisti intervistati da FactSet stimavano in media 3,74 miliardi. - Coherent cede il 2,78%, nonostante abbia registrato utili e ricavi superiori alle stime. L'utile rettificato si è attestato a 2,09 dollari per azione, superando il consenso di FactSet, pari a 1,99 dollari. Anche i ricavi hanno oltrepassato le previsioni, così come le indicazioni per il trimestre in corso. - Zillow cala del 6,69% dopo che la società ha mancato le attese su alcuni parametri chiave nella trimestrale del terzo trimestre. L'utile rettificato si è attestato a 55 centesimi per azione, contro i 59 centesimi previsti da Lseg. Anche i ricavi sono risultati inferiori alle aspettative, fermandosi a 724 milioni di dollari rispetto ai 754 milioni stimati. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)