TOP NEWS ESTERO: Mondiali 2026, ecco le azioni da seguire (tante) e l'impatto macro (scarso)
11/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Mondiali 2026, ecco le azioni da seguire (tante) e l'impatto macro (scarso)
MILANO (MF-NW)--La Fifa World Cup 2026, che prenderà avvio oggi a Città del Messico con il match Messico-Sudafrica, si preannuncia come il più grande torneo nella storia del calcio. La competizione si svolgerà dall'11 giugno al 19 luglio e coinvolgerà 48 nazionali, 104 partite e 16 città ospitanti distribuite tra Stati Uniti, Messico e Canada. I principali beneficiari economici dell'evento saranno i settori dell'abbigliamento sportivo, dell'hospitality, delle bevande e dei trasporti. Tuttavia, considerando le dimensioni delle economie ospitanti, l'impatto macroeconomico nel lungo periodo dovrebbe restare limitato. Nonostante ciò, alcuni titoli potrebbero trarre vantaggi significativi dall'evento. Tra questi figurano i principali sponsor Fifa, come Adidas, Nike, Coca-Cola e Visa, e le compagnie aeree nordamericane. MONDIALE SPINGE SETTORI LEGATI ALLA SPESA DEI VISITATORI Il Mondiale non rappresenta soltanto uno dei più grandi eventi sportivi al mondo, ma anche un'importante occasione commerciale, con ricadute economiche per aziende attive in numerosi settori, dall'abbigliamento sportivo all'hospitality, fino al comparto delle bevande. "La portata del torneo è senza precedenti, ma il suo impatto economico deve essere osservato in modo realistico. I principali beneficiari saranno i settori direttamente legati alla spesa dei visitatori, tra cui hotel, compagnie aeree, ristorazione e intrattenimento. Come accade per la maggior parte dei grandi eventi sportivi, i benefici saranno significativi ma temporanei", osserva Maria Latorre, Sector Advisor di Allianz Trade. Una visione condivisa dagli analisti di Goldman Sachs, secondo cui i maggiori beneficiari dell'evento si concentreranno nei settori dei beni di consumo in Europa e negli Stati Uniti, nel comparto europeo dei consumi discrezionali, nella grande distribuzione americana, nonché nelle attività alberghiere, del tempo libero e del trasporto aereo negli Usa. FIFA VERSO RICAVI RECORD DI 11 MLD USD La Fifa prevede ricavi superiori agli 11 miliardi di dollari nell'intero ciclo commerciale legato al torneo, in netto aumento rispetto ai 7,5 miliardi registrati in occasione di Qatar 2022. A trainare la crescita saranno soprattutto i diritti televisivi, che rappresentano circa la metà delle entrate complessive, affiancati dai ricavi derivanti dalle sponsorizzazioni e dalle attività di licensing, riporta David Pascucci, market analyst di Xtb. CONTRIBUTO DI 9,1 MLD USD PER L'ECONOMIA NORDAMERICANA Sul piano macroeconomico, gli analisti di Allianz Trade stimano che il Mondiale potrebbe generare un contributo complessivo di circa 9,1 miliardi di dollari al Pil del Nord America tra giugno e luglio 2026. La quota più consistente dei benefici economici dovrebbe spettare agli Stati Uniti, che ospiteranno 78 delle 104 partite in programma. Il torneo, proseguono gli esperti, aggiungerà circa 6,1 miliardi di dollari all'economia statunitense nel corso dei due mesi della competizione, pari a un incremento di circa 0,1 punti percentuali del Pil. Il Messico, grazie alle dimensioni relativamente modeste della sua economia, potrebbe registrare un'espansione del Pil pari a circa 0,3 punti percentuali (1,7 miliardi di dollari). Per il Canada, infine, l'impatto è valutato in circa 1,3 miliardi di dollari, corrispondenti a un aumento di 0,2 punti percentuali del Pil, dichiarano da Allianz Trade. EFFETTI MACRO SOSTANZIALMENTE NULLI IN LUNGO TERMINE Tuttavia, gli economisti Goldman Sachs invitano alla cautela. Analizzando i dati di tutti i Mondiali disputati dal 1982 a oggi e confrontando l'andamento del Pil dei Paesi ospitanti con quello di un campione di 50 economie avanzate ed emergenti, emerge infatti un impatto solo marginalmente positivo sul Pil reale nell'anno dell'evento e, soprattutto, non statisticamente significativo. Nel lungo periodo, inoltre, gli effetti sulla crescita risultano sostanzialmente nulli. Secondo gli esperti, questa considerazione è particolarmente valida per il Mondiale del 2026. Se il torneo viene interpretato come uno shock economico positivo di entità relativamente fissa in valore assoluto, il suo impatto sulla crescita dipende inevitabilmente dalla dimensione dell'economia che lo ospita. Nel caso dell'edizione organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico, l'effetto relativo risulta diluito dal peso delle economie coinvolte, che nel loro insieme rappresentano circa il 30% del Pil mondiale ai prezzi di mercato: gli Stati Uniti incidono per circa il 26%, mentre Canada e Messico contribuiscono ciascuno per circa il 2%. Un confronto che appare evidente se si considera che il Qatar, sede del Mondiale 2022, rappresentava appena lo 0,2% del Pil globale. UN EVENTO ECONOMICO DI ALTA INTENSITÀ E BREVE DURATA "La World Cup 2026 può essere definita come un evento economico ad alta intensità e di breve durata", ha dichiarato Luca Moneta, Senior Economist di Allianz Trade. "Il torneo genererà vincitori evidenti, soprattutto nei settori maggiormente esposti al turismo, ma l'impatto macroeconomico complessivo resterà modesto rispetto alla dimensione delle economie nordamericane", ha spiegato l'esperto. ECCO I TITOLI PIÙ IN VISTA, TRA SPONSOR UFFICIALI E COMPAGIE AEREE I Mondiali saranno una vetrina fondamentale per numerose società quotate, sia tra gli sponsor ufficiali della FIFA sia tra le aziende che beneficeranno dell'indotto generato dall'afflusso di tifosi e turisti, spiega David Pascucci, market analyst di Xtb. Tra i protagonisti ci sono Adidas, storico sponsor della Fifa, e Nike, che veste molte delle nazionali più seguite, tra cui Brasile, Francia e Stati Uniti. Nel comparto beverage spiccano Coca-Cola e Anheuser-Busch InBev, proprietaria del marchio Budweiser. Completa il gruppo dei principali partner Visa, che detiene l'esclusiva per i pagamenti elettronici nei siti ufficiali Fifa e negli impianti che ospiteranno le gare. Inoltre, le compagnie aeree nordamericane come Delta Air Lines, United Airlines e Air Canada trarranno beneficio dell'aumento dei flussi turistici, sia sulle rotte internazionali sia su quelle domestiche. Booking Holdings, Airbnb e Marriott International godranno dell'effetto turismo collegato alla manifestazione. IL PIÙ GRANDE EVENTO DI SCOMMESSE DELLA STORIA Infine, il mercato delle scommesse sportive riceverà un forte impulso dalla World Cup 2026. Secondo Chad Beynon, analista di Macquarie, il volume globale delle giocate potrebbe superare i 50 miliardi di dollari, rispetto agli oltre 35 miliardi registrati durante l'edizione del 2022. L'evento potrebbe tradursi in una crescita dell'EBITDA degli operatori del settore compresa tra il 2% e il 5% nel 2027. Tra i gruppi meglio posizionati per beneficiare del boom figura Flutter Entertainment, proprietaria di FanDuel: negli Stati Uniti quest'ultima potrebbe raccogliere circa 1,3 miliardi di dollari di puntate, mentre DraftKings potrebbe arrivare a circa 1,1 miliardi di dollari. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: per Lagarde rialzo tassi "unanime" e "necessario", analisti divisi su mosse future
11/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: per Lagarde rialzo tassi "unanime" e "necessario", analisti divisi su mosse future
MILANO (MF-NW)--La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha definito "unanime" e "necessario" il rialzo di 25 punti base dei tassi di interesse deciso dall'Istituto di Francoforte per contrastare il rischio di un disancoraggio delle aspettative di inflazione. Resta però aperto il dibattito tra gli analisti sull'evoluzione della politica monetaria nei prossimi mesi. NON DECISIONE PREVENTIVA, MA RISPOSTA A SHOCK ENERGETICO "La decisione di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base è stata una decisione unanime, senza alcuna riserva", ha spiegato Lagarde. "Non abbiamo discusso né dibattuto proposte alternative rispetto a quella raccomandata dal nostro capo economista". La presidente ha inoltre escluso che si sia trattato di una mossa preventiva. "Ho letto che la Bce avrebbe aumentato i tassi come una forma di assicurazione. Non è affatto questo il modo in cui si è svolta la nostra discussione", ha detto. "Le discussioni si sono basate sul forte shock energetico che osserviamo da marzo, che sta durando più a lungo di quanto previsto dagli esperti geopolitici e i cui effetti stiamo iniziando a vedere diffondersi nell'economia. I costi diretti sono evidenti, ma stanno emergendo anche costi indiretti". ASPETTATIVE INFLAZIONE ANCORA ANCORATE IN LUNGO TERMINE Secondo Lagarde, "il rialzo dei tassi è stato necessario" perché se la Bce non avesse "preso questa decisione molto ovvia, alla fine del periodo previsionale ci saremmo ritrovati con l'inflazione al di sopra dei nostri livelli obiettivo". Pur in assenza di evidenti effetti di secondo impatto, generalmente associati ai salari, la presidente ha sottolineato che "le aspettative di inflazione a breve termine restano significativamente superiori ai livelli registrati prima dello scoppio della guerra. Al tempo stesso, la maggior parte degli indicatori relativi alle aspettative di inflazione di lungo periodo si colloca intorno al 2%, sostenendo la prospettiva di una stabilizzazione dell'inflazione in linea con l'obiettivo nel medio termine". COMMERZBANK VEDE ALTRO RIALZO A SETTEMBRE "La presidente Lagarde ha evitato di preannunciare un ulteriore rialzo. Tuttavia, tra le righe, la sua descrizione dei rischi legati all'inflazione è apparsa più preoccupata rispetto al passato", commenta Jörg Krämer, Chief Economist di Commerzbank Research. "Più che mai, ci aspettiamo ora che la Bce proceda a un nuovo aumento dei tassi nella riunione successiva a quella di settembre", conclude l'esperto. PER ABERDEEN, INVECE, COMUNICAZIONE BCE È PIÙ COLOMBA DI ATTESE Al contrario, Aberdeen Investments giudica la comunicazione della Bce più colomba rispetto alle attese del mercato. "L'enfasi posta nel comunicato sul mantenimento dell'opzionalità contrasta con le aspettative hawkish del mercato, che prevedono altri due rialzi entro la fine dell'anno", spiega Felix Feather, economista di Aberdeen. Definendo la nuova postura di politica monetaria dell'Istituto come "ben posizionata", la Bce potrebbe suggerire che al momento non sta preparando ulteriori strette. "Non troviamo nulla in questo comunicato che possa scalfire la nostra convinzione: confermiamo la nostra previsione che questo rialzo sarà l'ultimo del ciclo", prosegue l'esperto. "Anche se permane un chiaro rischio di ulteriori aumenti, specialmente in caso di una nuova escalation della guerra in Iran", conclude Feather. CRESCITA DEBOLE PUÒ RENDERE RIALZO POCO SOSTENIBILE L'attenzione degli operatori resta puntata sulle prospettive economiche dell'area euro. Per quanto riguarda il Pil, Lagarde ha affermato che "non siamo in un contesto in cui la crescita manca o sia minacciata in modo significativo". Nonostante queste rassicurazioni, dopo la decisione della Bce gli analisti di Swisscanto hanno rivisto sensibilmente al ribasso le proprie stime economiche per il 2026. Per l'area euro prevedono ora una crescita inferiore all'1%, mentre per la Germania si attendono un'espansione prossima allo 0%. "Riteniamo significativo il rischio che il rialzo dei tassi deciso oggi non si riveli sostenibile nel tempo e che si ripeta quanto accaduto nel 2011", commenta Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solution della società. "Allora la Bce aumentò i tassi per contrastare l'inflazione, salvo poi essere costretta, pochi mesi dopo, a invertire la rotta e ad allentare nuovamente la politica monetaria di fronte al deterioramento del quadro economico", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)