COMMENTO ENERGY: petrolio e gas in rialzo
24/03/2026 08:28
COMMENTO ENERGY: petrolio e gas in rialzo
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano in netto rialzo, con il Brent che avanza del 2,35%, restando comunque sotto i 100 dollari al barile, e il Wti del 2,55%, in un rimbalzo tecnico dopo i forti ribassi di ieri. Il post del presidente americano, Donald Trump, su Truth Social, in cui l'inquilino della Casa Bianca ha affermato che l'esercito statunitense avrebbe posticipato gli attacchi all'Iran, sarà "soggetto a negoziati in corso, e molto potrebbe ancora cambiare", afferma Fawad Razaqzada, analista di mercato di Forex.com. In territorio positivo, infine, anche il gas europeo. Nel dettaglio, ad Amsterdam, il future Ttf ad aprile guadagna l'1,388% a quota 57,47 euro per megawattora. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Oro: in mercato orso, -22% da record di fine gennaio
24/03/2026 08:19
Oro: in mercato orso, -22% da record di fine gennaio
MILANO (MF-NW)--L'oro ha esteso i cali, approfondendo la fase di mercato orso, cioè un periodo in cui il prezzo scende di almeno il 20% dai massimi precedenti, mentre gli investitori chiudono posizioni, con un dollaro più forte e rendimenti dei Treasury elevati che riducono l'attrattiva del metallo giallo. I prezzi dell'oro spot sono calati del 2% prima di ridurre le perdite, toccando un minimo giornaliero poco sopra i 4.300 dollari l'oncia. L'indice del dollaro, che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di valute, sale dello 0,4% nella seduta odierna. Un biglietto verde più forte riduce l'appeal del metallo prezioso, prezzato in dollari, rendendolo più costoso per chi detiene altre valute. L'oro spot ha ora perso oltre il 22% dal massimo record di 5.594,82 dollari per oncia raggiunto a fine gennaio, con il metallo prezioso che ha lasciato sul terreno quasi il 10% la scorsa settimana, il peggior calo dal settembre del 2011. Nel frattempo, l'indice del dollaro si è rafforzato di circa il 3% dall'inizio della guerra. Gli osservatori di mercato hanno attribuito la discesa dell'oro a una combinazione di fattori macroeconomici e legati al posizionamento degli investitori. "Sebbene l'oro inizialmente sia aumentato a causa della domanda di rifugio sicuro all'inizio del conflitto con l'Iran, i prezzi si sono recentemente ritirati", conferma Rajat Bhattacharya, senior investment specialist di Standard Chartered. "Vediamo questo schema ripetersi durante periodi di maggiore stress di mercato, "quando gli investitori vendono parte dei loro investimenti per avere contanti a disposizione o per incassare profitti dove possono", puntualizza l'esperto, aggiungendo che anche la recente forza del dollaro ha inciso sulla domanda di oro. Il mercato ha inoltre rivalutato le aspettative sulla politica monetaria statunitense, con l'inflazione persistente che ha ridotto la probabilità di aggressivi tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, mantenendo i rendimenti dei Treasury su livelli elevati. Rendimenti più alti, con quello del Treasury decennale al 4,37%, rendono l'oro meno conveniente perché non paga interessi. Alcuni analisti sottolineano poi che le vendite sull'oro rappresentano una correzione naturale dopo un rally prolungato alimentato dall'incertezza geopolitica e dalla domanda strutturale. Il metallo giallo si è apprezzato di oltre il 64% lo scorso anno. "Il recente rally dell'oro fino ai massimi record è stato guidato meno dall'inflazione e più da una diffusa perdita di fiducia: deficit fiscali, frammentazione geopolitica e Banche centrali che stavano silenziosamente diversificando le proprie riserve lontano dal dollaro", commenta Zavier Wong, analista di mercato di eToro. "Dopo una corsa del genere, una parziale chiusura delle posizioni era inevitabile. L'oro è stato uno degli asset con le migliori performance nell'ultimo anno e, quando i mercati diventano turbolenti, fondi a leva e investitori istituzionali tendono a ridurre l'esposizione". Sebbene gli investitori siano diventati ribassisti sull'oro, gli osservatori del settore mantengono in generale una visione costruttiva a lungo termine sul metallo prezioso, sostenendo che fattori strutturali come rischi geopolitici, preoccupazioni fiscali e domanda continua da parte delle Banche centrali continuano a sostenere lo scenario rialzista dell'oro nel lungo periodo. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)