COMMENTO ENERGY: produzione energia Usa in aumento a inizio anno (Eia)
28/04/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: produzione energia Usa in aumento a inizio anno (Eia)
MILANO (MF-NW)--La produzione primaria di energia negli Stati Uniti è aumentata del 3% su base annua a gennaio, raggiungendo 9,1 quadrilioni di British thermal units, secondo quanto riportato dalla U.S. Energy Information Administration nel suo report mensile. La produzione totale di combustibili fossili a gennaio era composta per il 46% da gas naturale secco, per il 31% da petrolio greggio, per il 12% da carbone e per l'11% da liquidi del gas naturale, ha riferito l'Eia. La produzione totale di energia rinnovabile era costituita per il 56% da biomassa, per il 20% da eolico, per il 12% da energia idroelettrica, per l'11% da solare e per l'1% da geotermico, secondo l'agenzia. La produzione di liquidi del gas naturale negli Stati Uniti è stata del 7% superiore a gennaio rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. La produzione di gas naturale secco e quella di energia rinnovabile sono entrambe aumentate del 4%. La produzione di energia nucleare e quella di carbone sono cresciute entrambe del 2%, mentre la produzione di petrolio greggio è aumentata dell'1%. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: Cina, strategie long/short per cavalcare crescente dispersione tra settori (Ns Partners)
28/04/2026 16:37
FOCUS: Cina, strategie long/short per cavalcare crescente dispersione tra settori (Ns Partners)
MILANO (MF-NW)--L'economia cinese continua a beneficiare dell'innovazione nel settore AI e mostra una buona capacità di resistenza agli shock geopolitici. Tuttavia, il mercato cinese appare sempre meno lineare, guidato da fattori strutturali eterogenei e in parte divergenti. In questo quadro, "un approccio dinamico, fondato su strategie long/short e sulla competenza di gestori locali capaci di interpretare tempestivamente le evoluzioni regolatorie e industriali, appare la soluzione più idonea per navigare le complessità dello scenario asiatico", commenta Giacomo Calef, country head Italia di Ns Partners. PECHINO HA RIDOTTO ESPOSIZIONE A SHOCK ESOGENI Il conflitto in Medio Oriente sta esercitando una pressione asimmetrica sulle principali economie globali. L'Europa, in quanto importatore netto di energia, manifesta un'elevata vulnerabilità alle fluttuazioni di petrolio e gas, mentre gli Stati Uniti scontano l'impatto del rincaro dei carburanti sui consumi interni e sulle aspettative inflazionistiche. In questo scenario, "la Cina emerge come un attore relativamente più resiliente: grazie a riserve strategiche stimate in circa 900 milioni di barili da alcuni analisti e a una decisa diversificazione delle fonti di approvvigionamento, Pechino è riuscita a mitigare la propria dipendenza, riducendo l'esposizione agli shock esogeni", spiega l'esperto. CINA DETIENE PRIMATO IN INNOVAZIONI NEL CAMPO DELL'AI Inoltre, il quadro economico del Paese mostra una solida tenuta. Nel primo trimestre del 2026, il Pil cinese ha registrato un'espansione del 5% su base annua, trainata dal vigore dell'export e della produzione industriale (+5,7% a marzo). "Il vero mutamento di paradigma è di matrice tecnologica", dichiara Calef. "Il gap con gli Stati Uniti si sta colmando con una rapidità senza precedenti, specialmente nel campo dell'Intelligenza artificiale. I dati più recenti confermano il primato della Cina per il volume di innovazione nell'intelligenza artificiale, con una quota dominante delle domande di brevetto a livello globale", continua l'esperto. "Grazie a un ecosistema integrato che combina infrastrutture digitali all'avanguardia, capacità di calcolo massiccia e un'eccellente base ingegneristica, Pechino sta trasformando la propria posizione da inseguitore a leader mondiale. Sebbene Washington conservi ancora un primato qualitativo nelle tecnologie di frontiera, la scala e la velocità di esecuzione cinesi stanno ridefinendo gli equilibri competitivi globali", spiega Calef. IMPORTANTE DOMINO SU TERRE RARE E MATERIALI CRITICI Parallelamente, la strategia per l'autonomia strategica si riflette nel controllo dei passaggi chiave delle filiere globali, in particolare nel dominio delle terre rare e dei materiali critici per la transizione energetica. "Tale egemonia industriale non annulla la necessità di importazioni, ma scherma il sistema dai rischi sistemici, rafforzando la capacità di assorbire eventuali turbolenze esterne", commenta l'esperto. FOCUS SU STRATEGIE LONG/SHORT In un contesto globale dominato dalla volatilità geopolitica, la Cina si configura come un mercato sempre meno lineare, guidato da fattori strutturali divergenti. "La crescente dispersione tra i vari settori, accentuata dalle politiche industriali e dall'accelerazione tecnologica, rende oggi meno efficace una strategia di esposizione passiva", dichiara Calef. "Al contrario, un approccio dinamico, fondato su strategie long/short e sulla competenza di gestori locali capaci di interpretare tempestivamente le evoluzioni regolatorie e industriali, appare la soluzione più idonea per navigare le complessità dello scenario asiatico", spiega l'esperto. "Negli ultimi anni, inoltre, gli indici cinesi hanno registrato performance inferiori rispetto ai principali mercati globali (soprattutto USA), riflettendo una crescita degli utili piatta; al tempo stesso, l'elevata dispersione tra i singoli titoli ha creato un contesto particolarmente favorevole per la gestione attiva long/short", conclude Calef. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)