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FOCUS: nuova fase di scontro Usa-Cina, difesa ed energia tra i vincitori (Unicredit)
22/04/2026 19:56
FOCUS: nuova fase di scontro Usa-Cina, difesa ed energia tra i vincitori (Unicredit)
MILANO (MF-NW)--Il cambiamento nella strategia di politica estera adottato dal presidente Trump ha inaugurato una nuova fase della rivalità tra Stati Uniti e Cina. Sebbene la reazione di Pechino alle mosse statunitensi sia stata finora contenuta, il Paese potrebbe risentire negativamente delle tensioni. Per i mercati, "questo spostamento geopolitico anti-Cina implica un aumento del premio per il rischio, con benefici per i settori difesa ed energia, mentre i comparti più esposti al commercio risultano più vulnerabili alla volatilità in un contesto di crescente frammentazione", commentano gli esperti di Unicredit. MOSSE POLITICA ESTERA USA INVIANO SEGNALI A PECHINO Il secondo mandato di Trump ha aperto una nuova fase nella rivalità tra Stati Uniti e Cina. "Mentre la fase Trump 1.0 e successivamente l'amministrazione Biden si sono concentrate sul rallentare l'ascesa economica della Cina, Trump 2.0 persegue un obiettivo più ambizioso: ridurre la proiezione geopolitica di Pechino limitandone l'influenza, indebolendo le sue alleanze e restringendone l'accesso alle regioni chiave", spiegano gli esperti. In questo contesto, è possibile leggere con più chiarezza le recenti mosse di politica estera degli Usa. Il rapimento di Nicol s Maduro è stato pensato per segnalare a Pechino che Washington sta riaffermando la propria presenza nel proprio "cortile di casa", l'America Latina. Le ambizioni territoriali sulla Groenlandia indicano, invece, che gli Stati Uniti non intendono consentire alla Cina di ottenere un punto d'appoggio nella regione artica. Infine, "la guerra contro l'Iran riflette il tentativo della Casa Bianca di riconquistare il Medio Oriente, una regione che si era progressivamente avvicinata alla Cina dopo il pivot to Asia dell'ex presidente Barack Obama", proseguono gli analisti. PECHINO CERCA DI EVITARE COINVOLGIMENTO CON SUD GLOBALE Finora, la risposta della Cina è stata contenuta per diverse ragioni. In primo luogo, Pechino è stata probabilmente colta di sorpresa dalla rapidità del cambiamento della politica americana. In secondo luogo, "i Paesi finora presi di mira dagli Stati Uniti (Venezuela e Iran) non rappresentano priorità di primo livello per il presidente Xi Jinping. Nel caso specifico dell'Iran, gli interessi di lungo periodo della Cina con le monarchie del Golfo, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, sono economicamente molto più rilevanti", continuano gli esperti. Infine, la Cina ha sempre evitato di esporsi come garante della sicurezza per il Sud globale, in gran parte per non essere trascinata in conflitti costosi, una lezione appresa dalle guerre statunitensi in Iraq e Afghanistan. Tuttavia, "il ruolo della Cina nel favorire un cessate il fuoco tra Washington e Teheran è ben documentato", dichiarano gli analisti. SPOSTAMENTO ANTI-CINA AUMENTA PREMIO AL RISCHIO "Resta da vedere se la Cina riuscirà a mantenere questa postura prudente mentre il contesto globale evolve. La sua economia sta perdendo slancio. L'esposizione alle importazioni di petrolio da Iran e Venezuela è significativa", dichiarano gli esperti. L'ultimo piano pluriennale ha ridotto l'obiettivo di crescita del Pil a un intervallo tra il 4,5% e il 5%. "Sebbene la strategia punti a spingere la frontiera tecnologica, fa poco per rilanciare la domanda interna. Ciò implica che la dipendenza dalle esportazioni resta cruciale. Tuttavia, i partner commerciali stanno reagendo all'eccesso di capacità produttiva cinese, come dimostra la strategia europea Made in Europe", spiegano gli analisti. Per i mercati, "lo spostamento geopolitico anti-Cina implica un aumento del premio per il rischio, con benefici per i settori difesa ed energia, mentre i comparti più esposti al commercio risultano più vulnerabili", concludono gi esperti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Vino: enoturismo genera valore per 3,1 mld euro, 11/5 al via Sicilia en Primeur
22/04/2026 19:28
Vino: enoturismo genera valore per 3,1 mld euro, 11/5 al via Sicilia en Primeur
MILANO (MF-NW)--In uno scenario di mercato internazionale carico di incertezze e complessità, c'è un asset che per le imprese vinicole sta sempre più assumendo rilevanza strategica per il proprio business e che negli ultimi anni è cresciuto in maniera significativa: l'enoturismo. Se guardiamo agli arrivi di turisti nelle principali zone vinicole italiane (dalla Valdobbiadene alla Valpolicella, dalle Langhe alla Franciacorta, dal Collio al Chianti) negli ultimi cinque anni si sono registrate crescite di molto superiori - in termini di variazioni percentuali - alla media della relativa regione (al netto dei capoluoghi/città d'arte). Nel caso della Sicilia, prendendo ad esempio, i comuni dell'Etna (legati cioè al disciplinare di produzione dell'Etna Doc), tra il 2019 e il 2024 gli arrivi di turisti sono cresciuti del 17,4% contro una media dell'intera isola del 12,4%. È uno dei dati che emergono dalla ricerca Nomisma Wine Monitor per Unicredit, illustrata oggi a Palermo in occasione della presentazone dell'edizione 2026 di Sicilia en Primeur, in programma a Palermo dall'11 al 15 maggio. "Il settore vitivinicolo che rappresenta un pilastro strategico per l'economia siciliana, si trova a operare oggi in un contesto globale complesso, in cui vecchie e nuove sfide si affiancano però a significative opportunità, come l'ascesa dell'enoturismo, leva strategica a supporto di competitività, attrattività e valorizzazione del territorio", ha affermato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di Unicredit. "Unicredit rinnova l'impegno ad accompagnare le imprese in questo percorso, attraverso il credito, un modello di servizio dedicato e consulenza specialistica". "Assovini Sicilia scommette sull'enoturismo non solo come strategia ma come asset delle nostre cantine che stanno rispondendo in maniera dinamica alle nuove sfide del mondo del vino", ha commentato Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia. "Il wine tourism ci consente di raccontare il vino come prodotto culturale e parte di un contesto più ampio dove convivono paesaggio, storie, produttori, gastronomia. La Sicilia del vino che oggi si conferma un'isola capace di intercettare i cambiamenti e anticipare le strategie". Il valore che l'enoturismo genera per le imprese vinicole italiane, secondo uno studio di Nomisma, è di circa 3,1 miliardi di euro, a dimostrazione di come ormai non si tratti più di un piano B per i produttori ma un asset strategico di valorizzazione e crescita economica. Il 2025 però non è stato un anno semplice per il vino. L'export italiano chiude in negativo (-3,6% nei valori) rispetto all'anno precedente. In termini assoluti, la riduzione equivale a quasi 300 milioni di euro e 400 mila ettolitri. Il calo più rilevante riguarda il Nord America (-204 milioni di euro) e l'Europa extra-Ue (-89 milioni) mentre l'export verso i paesi dell'Unione Europea (che ancora rappresenta il 40% delle nostre esportazioni totali a valore) risulta in crescita e permette di mitigare la perdita. Il vino italiano non è l'unico a subire un calo delle esportazioni. Tutti i principali exporter mondiali registrano una riduzione: Francia -4,4%, Spagna -5,1%, Cile -10,2%, Australia -14,6%, Stati Uniti -36%. Solo la Nuova Zelanda si mantiene attorno alla parità (-0,5%) ma veniva da una chiusura in negativo nel 2024 (-6,1%) Le performance negative degli esportatori discendono da mercati internazionali che hanno ridotto consumi e acquisti di vino dall'estero. Guardando ai top mercati per import, solo Germania, Svizzera e Brasile registrano una crescita a valori nelle importazioni di vino, mentre gli Stati Uniti (causa anche svalutazione del dollaro) perdono il 12%, GB il 6%, Canada il 12%, la Cina il 15%. Al di là di queste evoluzioni, il territorio resta sempre prioritario nelle scelte di consumo di vino per gli italiani: sia che lo si acquisti per il consumo domestico che lo si beva fuori-casa, più di 4 consumatori su 10 guardano principalmente all'origine (regionale o tramite la presenza di una Dop/Igp). Negli ultimi tre anni la produzione vinicola della Sicilia si è assestata attorno ai 2,7 milioni di ettolitri, con una componente di quella a denominazione (Dop+Igp) vicina all'80% (la media italiana è pari al 72%). I vini bianchi la fanno da padrone, con una quota superiore al 64% della produzione regionale (la media italiana è poco distante, al 62%) e, come visto prima, rappresentano la categoria che negli ultimi anni ha trainato l'export di vino dall'isola: +50% la crescita nell'ultimo decennio del valore complessivo, con gli Usa oggi primo mercato di sbocco (22% dell'export vinicolo dalla regione), seguiti da Germania (12%), Regno Unito (7%), Paesi Bassi e Canada (entrambi con una quota del 6%). Sicilia en Primeur nasce nel 2003 come anteprima internazionale dell'ultima annata, rivolta alla stampa italiana ed estera. L'evento ha lo scopo di far conoscere sia le innumerevoli sfaccettature del vino siciliano, attraverso degustazioni e incontri con i produttori, sia i luoghi e la cultura che compongono la tradizione enologica siciliana, attraverso enotour in diverse aree dell'isola. com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: aumento prezzi petrolio è test qualità per aziende (Bg Saxo)
22/04/2026 19:04
MARKET DRIVER: aumento prezzi petrolio è test qualità per aziende (Bg Saxo)
MILANO (MF-NW)--L'aumento dei prezzi del petrolio influisce sull'inflazione e sulle aspettative sui tassi di interesse, con effetti che vanno oltre il solo comparto energetico. "I primi effetti negativi tendono a emergere nei trasporti, nei viaggi, nei settori più esposti ai costi energetici e nelle aziende dei beni di consumo con margini più ridotti", commenta Ruben Dalfovo, Investment Strategist di Bg Saxo e Saxo Bank. In questo contesto, cambia anche la domanda chiave per gli investitori. "Non basta più chiedersi quale settore benefici di un petrolio più alto, la domanda migliore da porsi è: quali modelli di business riescono davvero ad assorbirlo", dichiara l'esperto. "Le società con margini solidi, domanda essenziale e capacità di trasferire i costi tendono a reggere meglio rispetto alle aziende che lavorano con margini sottili, bollette energetiche pesanti o una costante dipendenza da condizioni finanziarie favorevoli", continua Dalfovo. In questo senso, "il petrolio diventa un test di qualità: separa le imprese che sanno piegarsi senza rompersi, assorbendo costi più alti e difendendo i margini, da quelle che sotto pressione finiscono per spezzarsi", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
22/04/2026 18:42
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones avanza dello 0,57%, l'S&P 500 dello 0,74% e il Nasdaq Composite dell'1,22%. Sul fronte politico, continuano a giungere notizie contrastanti dal Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha prorogato il cessate il fuoco verso l'Iran a tempo indeterminato. Tuttavia, alcune fonti vicine al dossier hanno riferito alla Cnn che il presidente Usa non intenderebbe concedere un lasso di tempo indefinito a Teheran per presentare una proposta che consenta di riavviare i negoziati diplomatici. Inoltre, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha colpito tre navi che transitavano nello Stretto di Hormuz, due delle quali sono state sequestrate. Attualmente, le imbarcazioni sequestrate risultano ferme al largo della costa iraniana. Sul fronte della politica monetaria, "l'attenzione dei mercati si è rivolta all'udienza di conferma al Senato di Kevin Warsh per ricavare indicazioni in merito ai futuri orientamenti della Federal Reserve", commenta Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management. "Si ritiene che la banca centrale statunitense rimanga orientata verso un ulteriore taglio dei tassi di interesse, poiché il raffreddamento dell'inflazione e la moderazione della crescita dovrebbero consentire un intervento entro la fine dell'anno", dichiara l'esperto. Inoltre, spiega Haefele, la prospettiva di un ulteriore taglio dei tassi di 50 punti base verso la fine dell'anno resta valida. "Tale allentamento monetario dovrebbe sostenere sia il mercato azionario sia le obbligazioni di alta qualità nel medio periodo", conclude l'esperto. Lato macro, le scorte di greggio statunitense, comprese quelle della Strategic Petroleum Reserve (Spr), sono diminuite di 2,2 milioni di barili nella settimana terminata il 17 aprile, dopo una riduzione di 5,1 milioni nella settimana precedente. Sul fronte societario: - Il titolo di United Airlines crolla del 6,2% a metà seduta, dopo che la compagnia aerea ha reso noto di aver ridotto la capacità operativa a fronte del forte rialzo dei prezzi del carburante, precisando tuttavia che la crescita dei ricavi ha in parte compensato l'aumento dei costi nel primo trimestre. - Le azioni di Boeing crescono del 5,15, dopo che la perdita del primo trimestre dell'azienda è risultata inferiore alle attese. La società ha registrato una perdita rettificata di 20 centesimi per azione nel trimestre, mentre gli analisti intervistati da Lseg si aspettavano una perdita di 83 centesimi per azione. I ricavi, nel frattempo, si sono attestati a 22,22 miliardi di dollari, superando la stima di consenso di 21,78 miliardi di dollari. L'azienda ha inoltre dichiarato di prevedere la certificazione dei modelli 737 Max 7 e Max 10 entro quest'anno e l'inizio delle consegne nel 2027. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Nasdaq: metà seduta, Composite in rialzo dell'1,22%
22/04/2026 18:32