COMMENTO ENERGY: petrolio in rosso, gas debole
09/06/2026 08:19
COMMENTO ENERGY: petrolio in rosso, gas debole
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano in calo, con il Brent che scende dell'1,28% e il Wti dell'1,58%, dopo che Iran e Isreale hanno interrotto gli attacchi reciproci su richiesta del presidente americano, Donald Trump. I primi attacchi diretti tra Israele e Iran dalla tregua di aprile hanno alimentato i timori di una più ampia escalation, ma "all'inizio della settimana sembrano prevalere gli atteggiamenti più prudenti", afferma Arlan Suderman di StoneX. Le minacce degli Houthi contro il traffico marittimo israeliano nel Mar Rosso aggiungono però ulteriori rischi, puntualizza l'esperto. "Con il commercio globale delle materie prime già alle prese con significative difficoltà logistiche dovute alla continua chiusura dello Stretto di Hormuz, una ripresa degli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso aggiungerebbe un ulteriore livello di complessità", conclude Suderman. In lieve ribasso, infine, il gas europeo. Nel dettaglio, ad Amsterdam, il future Ttf a luglio lascia sul terreno lo 0,253% a quota 49,7 euro per megawattora. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Cina: crescita più elevata da 5 anni per spedizioni verso Usa a maggio
09/06/2026 08:06
Cina: crescita più elevata da 5 anni per spedizioni verso Usa a maggio
MILANO (MF-NW)--La crescita del commercio cinese ha resistito meglio del previsto a maggio, poiché il forte aumento delle esportazioni legate all'intelligenza artificiale ha contribuito a proteggere l'economia dagli effetti destabilizzanti della guerra in Iran, mentre le spedizioni verso gli Stati Uniti hanno registrato il balzo più forte degli ultimi cinque anni. Le esportazioni complessive sono aumentate del 19,4% a livello annuale, secondo i dati doganali, accelerando rispetto all'incremento del 14,1% di aprile. Il dato ha battuto il consenso degli economisti che avevano previsto una crescita del 15% a/a. Le spedizioni verso gli Stati Uniti sono aumentatedel 35,4% a maggio, il tasso di espansione più elevato dal marzo del 2021, secondo Wind Information. Si tratta della prosecuzione di una ripresa arrivata dopo una lunga serie di cali a doppia cifra registrati per gran parte dello scorso anno sotto la pressione dei dazi imposti dal presidente americano, Donald Trump. "La guerra sta aumentando la domanda di esportazioni verdi, come veicoli elettrici, batterie, prodotti solari e beni tecnologici legati all'intelligenza artificiale", afferma Sheana Yue, economista senior di Oxford Economics, puntualizzando che la sovraperformance delle esportazioni di prodotti ad alta tecnologia dovrebbe continuare. Le esportazioni complessive di circuiti integrati sono aumentate del 32% a/a, raggiungendo 39,7 miliardi di unità. Le esportazioni high-tech, in termini di valore, sono balzate del 50% a maggio, mentre le importazioni sono cresciute del 47%. Anche le importazioni hanno continuato a rafforzarsi, salendo del 27,4% a maggio rispetto all'incremento del 25,3% di aprile e superando anche in questo caso il consenso degli economisti che avevano previsto un aumento del 25%. Ciò ha portato il surplus commerciale a 105,4 miliardi di dollari nel mese di maggio. Nei primi cinque mesi dell'anno, la crescita delle importazioni cinesi è accelerata sensibilmente, aumentando del 24,5% a livello annuale e superando l'incremento del 15,5% delle esportazioni nello stesso periodo, riducendo così l'avanzo commerciale rispetto a un anno fa. Secondo gli economisti di Bank of America Global Research, l'impennata delle importazioni è stata determinata soprattutto dall'aumento dei costi degli input produttivi ed è concentrata in poche categorie specifiche, in particolare semiconduttori e oro, rappresentando "difficilmente un segnale di riequilibrio" dell'economia. Per gli esperti, inoltre, il boom delle esportazioni ha ridotto l'urgenza di Pechino di adottare significativi stimoli economici. L'economia cinese ha mostrato segnali di rallentamento dopo un forte primo trimestre. Ad aprile la crescita si è indebolita in quasi tutti i settori, con la produzione industriale e le vendite al dettaglio che hanno registrato gli incrementi più deboli degli ultimi anni. A maggio, anche l'indice ufficiale dell'attività manifatturiera è sceso a 50 punti, la soglia che separa espansione e contrazione. Finora gli esportatori cinesi hanno resistito alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, grazie agli acquirenti esteri che si sono affrettati a garantirsi le forniture prima di ulteriori aumenti dei costi energetici. Tuttavia, gli economisti avvertono che questo sostegno potrebbe essere temporaneo: una volta esaurita la spinta dovuta all'accumulo di scorte all'estero, i consumi interni deboli non saranno in grado di compensare il calo della domanda. "Ci aspettiamo che il boom dell'intelligenza artificiale sostenga produzione e commercio", afferma Xiangrong Yu, capo economista per la Cina di Citi Bank, sottolineando che l'aumento dei prezzi dei prodotti tecnologici e dei semiconduttori sostiene la crescita complessiva. "La domanda interna potrebbe" però "continuare a mostrare debolezza". Yu prevede che la crescita delle vendite al dettaglio, indicatore dei consumi, possa scendere a zero a maggio, a causa dell'esaurimento degli effetti dei sussidi per la sostituzione dei beni usati, rallentando ulteriormente rispetto al minimo triennale dello 0,2% registrato ad aprile. Anche la persistente debolezza del mercato del lavoro continua a pesare sui consumi. "Nonostante l'impennata delle esportazioni, il numero di posti di lavoro nel settore manifatturiero continua a diminuire", sottolinea Frederic Neumann, capo economista per l'Asia di Hsbc, spiegando che i guadagni di produttività derivanti dall'automazione riducono la domanda di manodopera. La persistente forza dello yuan cinese nel corso dell'anno ha inoltre esercitato una certa pressione sugli esportatori. "La Cina ha registrato una forte crescita delle esportazioni nonostante l'incertezza economica globale e l'apprezzamento del renminbi quest'anno", afferma Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management, aggiungendo che la solidità delle esportazioni potrebbe rafforzare la propensione dei responsabili politici a rinviare nuovi stimoli significativi almeno fino a luglio. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)