WALL STREET: commento di metà seduta
10/06/2026 18:46
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--Wall Street continua a trattare in ribasso tra le nuove minacce del presidente americano, Donald Trump, all'Iran e dopo che l'inflazione negli Stati Uniti ha accelerato a maggio, poiché l'aumento dei costi energetici ha continuato a pesare sui consumatori, anche se le pressioni inflative di fondo sono risultate meno intense. Il Dow Jones scende dell'1,09%, l'S&P 500 dello 0,78% e il Nasdaq Composite dell'1,06%. Nel dettaglio l'indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,5% su base mensile, portando il tasso d'inflazione annuo al 4,2%, riferisce il Bureau of Labor Statistics. Entrambi i dati sono risultati in linea con il consenso degli economisti. L'inflazione è salita sopra il 4% per la prima volta da tre anni, ma l'aumento era atteso dai mercati, preoccupati per l'impatto del rialzo dei prezzi dell'energia sull'economia. Si tratta del livello più elevato dall'aprile del 2023 e superiore al 3,8% registrato ad aprile. Tuttavia, al netto delle componenti più volatili, come alimentari ed energia, l'inflazione core è aumentata dello 0,2% su base mensile e del 2,9% rispetto a un anno fa. Sebbene il dato annuale sia risultato in linea con le previsioni, l'incremento mensile è stato inferiore alla stima dello 0,3% degli economisti. "Come previsto, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati significativamente a maggio, in rialzo dello 0,5% rispetto ad aprile. Come nei mesi di marzo e aprile, la causa principale è l'aumento dei prezzi della benzina dovuto alla guerra in Iran. Per il resto, le pressioni inflazionistiche restano entro limiti ragionevoli, come evidenziato dal tasso core, che esclude energia e alimentari, pari allo 0,2%. La Federal Reserve è quindi probabilmente destinata a guardare oltre questo aumento dell'inflazione e a non alzare i tassi di interesse di riferimento", affermano gli economisti di Commerzbank. "I prezzi dell'energia rimangono saldamente alla guida dell'inflazione statunitense, ma c'è il crescente pericolo che anche altri prezzi inizino a prendere il controllo. La forte crescita dell'occupazione suggerisce che l'economia stia ancora viaggiando a pieno regime, aumentando il rischio che l'inflazione si radichi anziché svanire rapidamente", avverte George Brown, Senior Economist di Schroders. In vista della riunione della Fed della prossima settimana, puntualizza l'esperto, "la domanda è se questa possa mantenere i tassi invariati senza rimanere indietro rispetto alla curva. Tutti gli occhi saranno puntati sulla conferenza stampa di debutto di Warsh. Dovrà convincere i mercati che la Fed rimane impegnata a garantire la stabilità dei prezzi. Se mostrerà un atteggiamento più accomodante, i mercati potrebbero iniziare a mettere in dubbio tale impegno, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury". "Anche depurando il dato da alimentari ed energia, l'inflazione core americana ha raggiunto il livello più elevato da settembre. Di conseguenza, il fatto che il dato headline sia stato in linea con le attese non implica che il rischio inflazionistico, né tantomeno quello di ulteriori rialzi dei tassi, possa considerarsi archiviato. Gli investitori sembrano aver ricominciato a prezzare questa possibilità e l'attenzione del mercato si concentrerà ora sulla Fed e sul suo nuovo presidente nella prossima settimana", commenta infine Bret Kenwell, US market analyst di eToro. Trump ha dichiarato "adoro l'inflazione" in risposta alla domanda se fosse preoccupato per i nuovi dati sull'indice dei prezzi al consumo. "No, mi piace molto, i numeri sono stati ottimi", ha detto l'inquilino della Casa Bianca nello Studio Ovale. Sempre sul fronte macroeconomico, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è aumentato del 10,8% nella settimana terminata il 5 giugno, dopo un calo del 2,5% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono salite del 7%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece aumentate del 15%. Il faro resta poi sul Medio Oriente. In Iran "pagheranno un prezzo perchè li attaccheremo molto duramente. Dopo l'elicottero, abbiamo il diritto di riprendere i bombardamenti. Hanno abbattuto una macchina incredibile, hanno inizialmente detto che non lo avevano fatto loro ma poi hanno ammesso che erano stati loro. Siamo stati fortunati che la bomba sull'elicottero non sia esplosa, i due ragazzi sopra sono stati molto fortunati", ha detto Trump, sempre nello Studio Ovale, aggiungendo che "stiamo lavorando con l'Iran da un paio di mesi, dovrebbero firmare l'accordo, è un buon accordo che non darà loro il diritto di avere un'arma nucleare, infatti, vieta completamente che l'Iran abbia un'arma nucleare. L'Iran ha abbattuto un elicottero molto costoso ma fortunatamente i due uomini stanno bene. Abbiamo realizzato un'operazione di salvataggio molto bella. Abbiamo l'esercito più forte al mondo". "Il Pakistan", ha proseguito, "sta continuando a lavorare per far sì che l'Iran faccia ciò che è giusto. Vogliamo un accordo che abbia senso e che funzioni, non vogliamo un accordo come il Jcpoa, l'accordo peggiore possibile siglato da Obama. Quell'accordo apriva la strada a un'arma nucleare mentre il nostro è un percorso contro un'arma nucleare. Se l'Iran avesse il nucleare non ci sarebbero più nè Israele, nè il Medio Oriente". "Vedremo cosa accadrà ma li abbiamo colpiti duramente ieri e li colpiremo duramente anche oggi, nel caso ve lo foste persi, nel caso non accendeste la televisione", ha aggiunto Trump, spiegando che "quello che l'Iran deve fare adesso è firmare un documento, è stato completamente negoziato. Ma loro se ne stanno approfittando chiedendo più giorni di tempo. E' un documento significativo, non come il Jcpoa di Obama, uno dei documenti più stupidi che ho visto". Sul fronte societario: - Le azioni di diverse grandi società di trasporto merci trattano in netto ribasso dopo che Amazon ha annunciato l'apertura dei propri servizi di autotrasporto anche ad aziende esterne alla sua rete. Il colosso dell'e-commerce ha dichiarato che offrirà servizi di spedizione less-than-truckload (Ltl) a tutte le imprese, e non più soltanto a quelle che inviano merci ai suoi magazzini e centri logistici. Le consegne potranno essere effettuate verso qualsiasi destinazione negli Stati Uniti nell'ambito del programma Amazon Supply Chain Services. Il termine less-than-truckload indica un servizio in cui più spedizioni appartenenti a clienti diversi vengono trasportate sullo stesso camion, anziché dedicare un intero carico a un singolo cliente. Le azioni di Old Dominion Freight Line perdono il 5,18%, mentre quelle di ArcBest scendono del 2,86%. Saia e Xpo Logistics sono in calo rispettivamente del 3,22% e del 4,41%. I titoli di FedEx Freight, che hanno iniziato a essere negoziati all'inizio del mese dopo lo spin-off da FedEx, cedono infine il 5,42%. alb/cos alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)