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02/11/2026 10:29
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MARKET DRIVER: non c'è timore diffuso su credito francese (Aegon AM)
02/11/2026 10:24
MARKET DRIVER: non c'è timore diffuso su credito francese (Aegon AM)
MILANO (MF-NW)--"La crisi politica e fiscale in Francia ha spinto il rendimento decennale al 5,14%, con uno spread sui Bund oltre i 175 punti base, e il riprezzamento ha toccato anche i titoli cartolarizzati legati a famiglie e imprese francesi. Balint Vagvolgyi (Senior Portfolio Manager, European Clos) e di Egbert Bronsema (Senior Portfolio Manager, European Abs) di Aegon Asset Management sottolineano "il rating Aa3 confermato da Moody's con outlook negativo, il deficit atteso al 5,4% del Pil nel 2026 e la frammentazione politica che ostacola il consolidamento" Gli esperti "si aspettano ulteriore volatilità". Per quanto riguarda gli Rmbs e gli Abs al consumo, "gli spread senior degli Rmbs francesi sono saliti a circa 90 punti base, ai massimi degli ultimi anni rispetto all'Olanda. Il rischio principale è l'accessibilità economica per le famiglie, mitigato dai tassi fissi e dalla struttura delle tranche senior. Le tranche junior sono più esposte". Infine, puntualizzano gli esperti, per quanto riguarda i Clo europei, "le società francesi pesano in media circa il 18% degli attivi (15-20% in ottica look-through sui ricavi). Il rischio principale riguarda il costo del funding. Finora l'impatto è contenuto: i prestiti francesi hanno reso circa l'1,5% in meno dell'indice da inizio anno e solo uno dei 15 maggiori emittenti quota sotto 90". Secondo Aegon AM il riprezzamento riflette soprattutto liquidità e rischio di estensione, non un timore diffuso sul credito. Gli stress test di Aegon AM, con scenari molto più severi di quelli attuali, indicano che tutte le posizioni dei portafogli di Structured Credit verrebbero rimborsate per intero. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: se pronostici rispettati per Trump sarà più difficile governare (ActivTrades)
02/11/2026 10:17
MARKET DRIVER: se pronostici rispettati per Trump sarà più difficile governare (ActivTrades)
MILANO (MF-NW)--"In vista delle elezioni di midterm negli Stati Uniti, i sondaggi e i modelli previsionali indicano una tendenza favorevole al Partito Democratico, che punta a riconquistare il controllo del Congresso sottraendolo alla maggioranza repubblicana che sostiene il presidente Donald Trump. Nbc News, ad esempio, segnala che il 52% degli elettori registrati preferirebbe un Congresso a guida democratica, contro il 45% favorevole a una conferma della maggioranza repubblicana. Anche altre rilevazioni sembrano orientare il controllo della Camera dei Rappresentanti verso i Democratici, mentre il Senato appare più competitivo, pur mostrando un lieve vantaggio per il campo progressista. Se tale scenario dovesse concretizzarsi, per Trump diventerebbe oggettivamente più difficile governare", afferma Saverio Berlinzani, analista di ActivTrades. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Germania: non è adeguatamente preparata a boom intelligenza artificiale (Ifo)
02/11/2026 10:12
Germania: non è adeguatamente preparata a boom intelligenza artificiale (Ifo)
MILANO (MF-NW)--Alla Germania mancano alcuni presupposti fondamentali per sfruttare il potenziale di crescita dell'intelligenza artificiale, secondo quanto emerge da un'analisi condotta dall'istituto Ifo per conto della Camera dell'Industria e del Commercio di Monaco e dell'Alta Baviera. "L'industria high-tech è ancora troppo piccola, la digitalizzazione della pubblica amministrazione ha compiuto progressi insufficienti e il sistema educativo non si sta adattando abbastanza rapidamente ai cambiamenti introdotti dall'intelligenza artificiale", afferma Oliver Falck, direttore dell'ifo Center for Economics of Innovation and Digital Transformation. Il settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (information and communication technologies, Ict) contribuisce soltanto per il 4,6% al valore aggiunto lordo della Germania. Questa quota colloca il Paese nella fascia medio-bassa della classifica degli Stati membri dell'Unione europea. Nel 2025, la Germania ha importato servizi Ict per un valore superiore di 11 miliardi di dollari rispetto a quelli esportati. "Nessun altro Paese dell'Unione europea dipende dall'estero nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione più della Germania", afferma Christian Pfaffl, ricercatore dell'Ifo. Secondo le analisi dell'istituto Ifo, inoltre, la digitalizzazione della pubblica amministrazione ha registrato progressi pressoché nulli, nonostante sia proprio in questo ambito che l'intelligenza artificiale, insieme alla grande quantità di dati amministrativi già disponibili, potrebbe consentire di offrire servizi migliori a cittadini e imprese. Per esempio, la Germania si trova ancora in una fase sperimentale per quanto riguarda la disponibilità di moduli precompilati, mentre questa soluzione è già ampiamente diffusa da tempo in Paesi vicini come Paesi Bassi, Danimarca, Polonia e Austria. I ricercatori dell'Ifo individuano un ulteriore problema nel settore dell'istruzione: per quanto riguarda le competenze superiori al livello di base, la Germania si colloca al di sotto della media dell'Unione europea. Il 40% degli studenti dell'ottavo anno di scuola non raggiunge il livello 2 nelle competenze informatiche e nella gestione delle informazioni digitali. "Le applicazioni dell'intelligenza artificiale si stanno diffondendo rapidamente, ma troppe persone non possiedono le conoscenze necessarie per utilizzarle in modo produttivo", afferma Falck. La mancanza di competenze specialistiche rappresenta il motivo più frequente per cui le imprese non riescono a realizzare i progetti di intelligenza artificiale pianificati. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Eurozona: Pmi manifatturiero ottobre finale a 52,7 punti
02/11/2026 10:08
Eurozona: Pmi manifatturiero ottobre finale a 52,7 punti
MILANO (MF-NW)--La produzione manifatturiera dell'area euro ha continuato a crescere a un ritmo sostenuto all'inizio del quarto trimestre, secondo gli ultimi dati dell'indagine Pmi di S&P Global, nonostante il rallentamento della crescita degli ordini alle fabbriche e l'intensificarsi delle pressioni sulle catene di approvvigionamento. L'occupazione ha tuttavia registrato un ulteriore aumento, mentre l'attività di acquisto è cresciuta al ritmo più rapido dal maggio del 2022. Le imprese hanno accumulato scorte di materie prime e componenti nella misura maggiore da quasi quattro anni, mentre i ritardi nelle consegne dei fornitori si sono aggravati e l'inflazione dei costi dei fattori produttivi ha raggiunto il massimo degli ultimi cinque mesi. Tirando le somme, l'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona elaborato da S&P Global, si è mantenuto in territorio di espansione per il nono mese consecutivo a ottobre. Attestandosi a 52,7 punti, il dato è risultato soltanto leggermente inferiore ai 52,9 punti di settembre, quando aveva raggiunto il livello più alto dal maggio del 2022. Degli otto Paesi per i quali sono disponibili i dati Pmi manifatturieri, sei hanno registrato valori indicativi di una crescita dell'attività a ottobre. In particolare, il ritmo di miglioramento segnalato in ciascuno di questi Paesi è risultato storicamente elevato, superando le rispettive medie delle indagini. Francia e Italia sono stati gli unici due Paesi dell'area euro a muoversi in controtendenza rispetto all'espansione generale, registrando entrambi un nuovo deterioramento delle condizioni del settore rispetto al mese precedente. Chris Williamson, capo economista di S&P Global Market Intelligence, sottolinea che "un altro solido dato Pmi prolunga la migliore fase di crescita del settore manifatturiero dell'Eurozona da oltre quattro anni. La crescita sostenuta registrata da febbraio delinea un quadro incoraggiante della capacità di tenuta del settore manifatturiero, che ha dovuto affrontare le difficoltà provocate dai dazi e dai conflitti in Medio Oriente e Ucraina, in particolare l'impennata dei costi e i problemi di approvvigionamento che ne sono derivati. Al contrario, l'aumento della spesa per la difesa, l'accumulo precauzionale di scorte, la diversificazione e i cambiamenti nei flussi commerciali dovuti ai dazi statunitensi hanno creato opportunità di crescita per molti produttori". Tuttavia, puntualizza l'esperto, "la crescita è tutt'altro che generalizzata, con le imprese manifatturiere di Francia e Italia, in particolare, che continuano a incontrare difficoltà. Le aziende francesi risentono inoltre delle ulteriori pressioni derivanti dall'incertezza politica interna". Inoltre, conclude Williamson, "con l'inflazione dei costi dei fattori produttivi che ha registrato una nuova forte accelerazione a ottobre, raggiungendo uno dei livelli più elevati degli ultimi quattro anni a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia e delle strozzature nelle catene di approvvigionamento, gli ultimi dati Pmi accrescono le pressioni sulla Bce affinché proceda a ulteriori rialzi dei tassi nei prossimi mesi, creando un altro ostacolo per le imprese". alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)