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08/06/2026 11:04
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TOP NEWS ESTERO: riserve valutarie Cina su massimi da oltre dieci anni, proseguono acquisti oro
08/06/2026 11:02
TOP NEWS ESTERO: riserve valutarie Cina su massimi da oltre dieci anni, proseguono acquisti oro
MILANO (MF-NW)--Le riserve valutarie della Cina sono salite al livello più alto da oltre dieci anni, secondo i dati diffusi dalla State Administration of Foreign Exchange. Nel dettaglio le più grandi riserve valutarie al mondo sono aumentate dello 0,93% a maggio, un incremento pari a 31,7 miliardi di dollari, raggiungendo quota 3.442 mld usd. Il dato ha superato la previsione di 3.420 mld usd degli economisti e rappresenta il livello più elevato dalla fine del 2015. Safe ha attribuito il miglioramento a fattori quali il contesto macroeconomico globale, le aspettative riguardanti le politiche monetarie delle principali economie, la forza del dollaro e l'aumento dei prezzi delle principali attività finanziarie mondiali. "L'effetto combinato della conversione dei tassi di cambio e delle variazioni dei prezzi degli asset ha portato a un aumento delle riserve valutarie nel corso del mese", ha puntualizzato Safe. "L'economia cinese ha mantenuto una traiettoria di sviluppo stabile e progressiva, con solidi progressi nello sviluppo di alta qualità, fornendo sostegno al mantenimento della stabilità di base delle riserve valutarie". PROSEGUONO ACQUISTI ORO PER 19° MESE CONSECUTIVO Le riserve auree della Cina sono poi aumentate di 320.000 once troy rispetto al mese precedente, raggiungendo 74,96 milioni di once troy alla fine di maggio, sempre secondo i dati di Safe. Si è quindi estesa a 19 mesi consecutivi la serie di acquisti d'oro da parte della Peoplès Bank of China, la più lunga dal 2015. Per l'analista finanziario Zhao Qingming gli acquisti costanti di oro da parte della Cina contribuiscono a rafforzare la struttura delle riserve del Paese e, allo stesso tempo, a proteggersi dai rischi derivanti dalle oscillazioni delle principali valute. L'esperto osserva in che l'aumento delle riserve auree rafforzerà la credibilità dello yuan e getterà le basi per una sua maggiore internazionalizzazione. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: Pil Giappone rivisto al ribasso ma sopra attese, faro su BoJ
08/06/2026 11:02
TOP NEWS ESTERO: Pil Giappone rivisto al ribasso ma sopra attese, faro su BoJ
MILANO (MF-NW)--L'economia giapponese ha continuato a crescere nel primo trimestre, mentre gli investitori attendono la prossima riunione di politica monetaria della Bank of Japan. Secondo i dati definitivi, il prodotto interno lordo del Paese nipponico è cresciuto nel primo trimestre a un tasso annualizzato dell'1,8%. Il dato è stato rivisto al ribasso rispetto alla stima preliminare, che indicava un'espansione del 2,1%. Tuttavia, la lettura finale ha superato il consenso degli economisti che avevano previsto un aumento dell'1,3%. Gli investimenti delle imprese sono diminuiti dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, una netta revisione al ribasso rispetto alla stima iniziale che indicava una crescita dello 0,3%. Nel frattempo, i consumi privati, che rappresentano oltre la metà dell'economia giapponese, sono aumentati dello 0,3%, confermando il dato preliminare. FARO SULLA BOJ Questi dati arrivano mentre l'attenzione si concentra sulla riunione di politica monetaria della Bank of Japan del 15-16 giugno, durante la quale i responsabili della politica monetaria dovrebbero valutare un ulteriore rialzo dei tassi d'interesse. Il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, ha indicato che un aumento dei tassi rimane sul tavolo qualora i membri della BoJ ritengano che i rischi inflazionistici superino i possibili danni economici derivanti dal conflitto in Medio Oriente. "Anche se la situazione dovesse rimanere incerta, qualora si ritenesse che i rischi al rialzo per i prezzi superino quelli al ribasso per l'attività economica, sarà necessario discutere approfonditamente i pro e i contro di un aumento del tasso d'interesse di riferimento", ha dichiarato Ueda la scorsa settimana. I mercati attribuiscono una probabilità di circa l'80% al fatto che la Bank of Japan aumenti il tasso di riferimento a breve termine dall'attuale 0,75% all'1% nella riunione del 15-16 giugno. BOJ POTREBBE ALZARE TASSI GIA' QUESTO MESE "L'impatto della situazione in Medio Oriente non si è manifestato nel primo trimestre, ma è probabile che diventi evidente in futuro", afferma Shinichiro Kobayashi, capo economista di Mitsubishi Ufj Research and Consulting. "Alla luce delle recenti dichiarazioni della BoJ, sembra che l'Istituto sia maggiormente concentrato sul contenimento dell'inflazione; pertanto mi aspetto un rialzo dei tassi già questo mese". Un rialzo del tasso di interesse di riferimento all'1% porterebbe il costo del denaro al livello più alto dal 1995 e rappresenterebbe l'ultimo passo nel percorso di normalizzazione della politica monetaria della Banca centrale del Sol Levante. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: resilienza sotto pressione, crescita globale sempre più lenta e fragile (Generali)
08/06/2026 11:00
FOCUS: resilienza sotto pressione, crescita globale sempre più lenta e fragile (Generali)
MILANO (MF-NW)--Lo scenario macroeconomico di inizio estate fotografa una prospettiva di crescita moderata ed elevata incertezza, con i mercati sospesi tra fondamentali ancora resilienti e rischi al ribasso che si fanno progressivamente più evidenti, osserva Sebastiano Chiodino, Head of Ldi di Generali Asset Management. STIME CRESCITA GLOBALE INTORNO AL 3% IN 2026 "Sebbene l'economia globale continui a espandersi, il ritmo della crescita appare più lento e più fragile, con stime intorno al 3% e segnali di decelerazione nella maggior parte delle economie avanzate", dichiara l'esperto. "La resilienza osservata negli ultimi 12-18 mesi, sostenuta dallo stimolo fiscale e dai cospicui investimenti collegati all'AI, appare oggi sempre più disomogenea e dispersa, benché, nel breve termine, la dinamica più probabile sia di una progressiva perdita di slancio ciclico piuttosto che di una vera e propria recessione", continua Chiodino. EUROPA SI CONFRONTA CON DOMANDA PIÙ DEBOLE Le economie sviluppate, in particolare l'Europa, si confrontano con una domanda più debole e ricadute negative sugli scambi commerciali. L'economia statunitense continua a mostrare maggiore resilienza, ma la crescita risulta sempre più concentrata su pochi pilastri, mentre gli investimenti in AI rendono il ciclo statunitense più esposto a shock avversi. "Anche gli indicatori che deriviamo dalle survey segnalano un deterioramento della fiducia, collegato principalmente agli impatti sui mercati energetici delle turbolenze geopolitiche e al rischio di un impatto più durevole sulla dinamica dei prezzi", riporta l'esperto. "Il regime macro tenderebbe quindi ad assumere un costrutto stagflazionistico che non sembra ancora riflettersi omogeneamente e coerentemente nelle diverse asset class d'investimento", dichiara Chiodino. MERCATI RESILIENTI A RISCHI MACRO, SOSTENUTI DA CRESCITA UTILI "Le banche centrali stanno pertanto entrando in una fase decisamente complessa che per i mercati implica inevitabilmente minore sostegno da parte della politica monetaria e maggiore sensibilità alle sorprese macroeconomiche. Ciò mentre i mercati continuano nel complesso a mostrare un certo grado di compiacenza rispetto ai rischi macro", prosegue l'esperto. Nello specifico, "i mercati azionari restano, infatti, sostenuti dalla solida crescita degli utili, specie nei comparti legati all'AI, che ha conferito loro forte capacità di assorbire la volatilità macro. Tuttavia, le loro valutazioni restano ancora relativamente elevate e riflettono la leadership dominante di un numero limitato di titoli e temi", spiega Chiodino. MERCATI CREDITO BENEFICIANO DI SUPPORTO TECNICO In questo quadro, i mercati del credito "continuano a beneficiare di un forte supporto tecnico, con spread compressi che segnalano una limitata incorporazione dei rischi al ribasso, nonostante il progressivo aumento dell'incertezza macro e uno sfavorevole profilo di convessità presentato comparti più volatili delle obbligazioni societarie", osserva l'esperto. "La tensione principale è dunque tra fondamentali micro ancora solidi e una prospettiva macro in potenziale deterioramento", continua Chiodino. Nel breve e medio termine, i principali rischi per i mercati restano concentrati su alcuni fronti chiave: le tensioni geopolitiche e le possibili ripercussioni sulle principali rotte commerciali, eventuali shock inflattivi legati all'energia che potrebbero spingere le banche centrali verso politiche monetarie ancora più restrittive, sorprese negative sul fronte della crescita economica in caso di indebolimento di consumi e investimenti e, infine, il rischio di posizionamenti eccessivamente affollati, dall'equity legato all'intelligenza artificiale al credito con spread compressi, particolarmente esposti a correzioni improvvise, spiega l'esperto. FOCUS SU DIVERSIFICAZIONE "Il deterioramento del bilancio dei rischi concreti e percepiti potrebbe dunque essere presto alimentato da una crescita più debole e rischi inflattivi più elevati nei prossimi 12 mesi. Ma nello scenario base, la prospettiva estiva sembra ancora poter essere quella di una certa ulteriore resilienza di mercato accompagnata da volatilità episodica, che, ricostituito un più favorevole premio per il rischio, potrà offrire valide occasioni di acquisto", continua Chiodino. "Un simile contesto suggerisce pertanto di mantenere un buon livello di diversificazione, anche geografica, evitare concentrazioni eccessive e preservare flessibilità", dichiara l'esperto. "Il tasso, grando convitato di pietra e, fin qui, forte determinante dell'andamento dei mercati, potrebbe invece stabilizzarsi intorno a quanto prezzato oggi dai mercati. Ma anche qui prudenza e gradualità sono d'obbligo. Lo scenario di un'evoluzione avversa dell'inflazione è infatti lo scenario di coda principale", conclude Chiodino. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Pil: Sangalli (Confcom), buoni segnali ma serve più crescita
08/06/2026 10:46
Pil: Sangalli (Confcom), buoni segnali ma serve più crescita
ROMA (MF-NW)--"L'economia italiana, nonostante le tensioni internazionali, mostra una capacità di tenuta superiore alle aspettative. l'incertezza resta elevata, ma l'occupazione è ai massimi storici, l'inflazione di fondo è sotto il 2% e le famiglie hanno ancora una buona propensione al consumo. Sono dati positivi, ma occorre rafforzare investimenti e competitività per ritrovare la via di una crescita più robusta e duratura". Lo sostiene il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando l'analisi economica dell'Ufficio Studi della Confederazione diffusa oggi. pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)