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FOCUS: tensioni sul debito francese impongono prudenza sui conti italiani (Vitale)
23/10/2026 11:31
FOCUS: tensioni sul debito francese impongono prudenza sui conti italiani (Vitale)
MILANO (MF-NW)--"È la Francia l'epicentro delle tensioni sul debito nell'area euro. In questi giorni il rendimento dell'OAT decennale ha superato il 5,10%, raggiungendo i massimi dal 2002, e lo spread sul Bund si è allargato fino a circa 178 punti base, sui livelli del novembre 2011. Le vendite non risparmiano Italia e Spagna, dove aumentano i differenziali rispetto ai titoli tedeschi, che beneficiano invece della fuga verso la qualità", afferma Fabrizio Pagani, Partner Vitale, già Capo Segreteria Tecnica Mef e Sherpa G20. "Non vi sono ricette immediate per fermare le vendite", dichiara l'esperto. "Si può valutare un intervento monetario di sostegno, ma, come ha ricordato Mario Draghi nell'intervista a Bloomberg, la soglia per un'azione della Bce è elevata. L'inflazione limita lo spazio per un allentamento monetario. Peraltro, il nodo francese appare anzitutto politico: costruire il consenso necessario a rendere credibile una traiettoria di consolidamento dei conti pubblici. Le difficoltà nell'approvazione del bilancio 2027 e le proteste sociali alimentano l'incertezza". "In un momento in cui i mercati hanno scarsa visibilità sull'evoluzione politica dei prossimi mesi, un accordo esplicito tra tutti i candidati alle elezioni presidenziali potrebbe contribuire a ristabilire la fiducia. L'intesa potrebbe prevedere, per esempio, l'impegno condiviso a riportare il Paese in avanzo primario entro il 2030. Una simile convergenza, accompagnata da una rapida approvazione della legge di bilancio 2027, offrirebbe agli investitori un punto fermo indipendentemente dall'esito elettorale e potrebbe contribuire ad attenuare la pressione sui titoli francesi", prosegue l'analista. "Tenendo conto anche dell'inasprimento delle condizioni finanziarie delle ultime settimane, un impegno credibile in questa direzione potrebbe anche favorire una maggiore disponibilità della Bce a intervenire a tutela della trasmissione della politica monetaria", afferma Pagani. "Questi sviluppi ci riguardano da vicino. Una perdita duratura di fiducia nelle finanze pubbliche francesi avrebbe conseguenze per tutta l'Europa, a partire dall'Italia, particolarmente esposta per l'elevato debito pubblico. Le tensioni si riflettono già sui titoli italiani: il rendimento del Btp decennale si colloca intorno al 4,60% e lo spread sul Bund a circa 125 punti base. È quindi necessaria una manovra di bilancio estremamente prudente, pienamente coerente con il quadro delle regole europee. Gli eventuali margini ottenuti attraverso una maggiore flessibilità rischierebbero di essere assorbiti dall'aumento dei costi di finanziamento. Meglio prevenire che curare", conclude l'esperto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: tensioni sugli Oat creano opportunità d'acquisto (Rbc BlueBay Am)
23/10/2026 11:30
FOCUS: tensioni sugli Oat creano opportunità d'acquisto (Rbc BlueBay Am)
MILANO (MF-NW)--"Questo fine settimana si terrà in Brasile il ballottaggio per le elezioni presidenziali, da cui prevediamo uscirà vincitore Fl vio Bolsonaro. Ciò dovrebbe favorire gli asset brasiliani nella prossima settimana e continuiamo a vedere valore nei tassi locali e nella valuta. In America Latina, le tendenze politiche si sono generalmente rivelate più favorevoli ai mercati, nel contesto di uno spostamento a destra assimilabile a una sorta di 'onda conservatrice'", afferma Mark Dowding, Fixed Income cio, Rbc BlueBay Am. "Tornando alla Francia, è piuttosto preoccupante constatare come gli spread del credito sovrano abbiano raggiunto e superato i livelli di emittenti sovrani sub-investment grade con rating BB, come Sudafrica, Georgia, Albania e Repubblica Dominicana: viene da chiedersi se a breve gli Oat non possano iniziare a offrire valore relativo anche agli investitori dei mercati emergenti", prosegue l'esperto. "Per molti versi, gli spread si stanno avvicinando a un equilibrio instabile. Con l'aumentare della pressione, c'è il rischio di scivolare verso una crisi conclamata prima delle elezioni, qualora iniziasse a essere messa in discussione la tenuta dello Stato francese. Tuttavia, ciò a cui stiamo assistendo sta creando valore di lungo periodo, a patto che non si tratti della fine della Quinta Repubblica e di una deriva verso l'anarchia, il default e la disgregazione dell'Eurozona", dichiara l'analista. "Il ricordo degli investimenti effettuati durante la crisi del debito sovrano europeo resta ben impresso nella nostra memoria. In questo senso, è interessante notare come molti investitori che acquistavano regolarmente debito francese quando trattava a 50pb sopra il Bund oggi non prendano nemmeno in considerazione l'idea di aggiungere Oat in portafoglio. Questo comportamento può generare dislocazioni di mercato ed eccessi, soprattutto quando hedge fund sistematici e Cta vendono in risposta a segnali di trend following", prosegue afferma Dowding. "Ma la Francia non avrà un futuro sostenibile se gli spread sul debito continueranno ad ampliarsi da questi livelli e, senza la Francia, l'Ue non avrà un grande futuro. Consapevoli di ciò, i policymaker vorranno serrare le file, come già fatto con successo in passato", prosegue l'esperto. "In quest'ottica, guardiamo a ciò che dirà Christine Lagarde alla riunione della Bce della prossima settimana e siamo quindi propensi ad attenderci una certa stabilizzazione nei prossimi giorni. In definitiva, l'esperienza ci ha insegnato che ci saranno sempre opportunità di acquisto quando gli altri si fanno prendere dal panico e corrono verso l'uscita", conclude Dowding. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*BTP VALORE: in ultimo giorno richieste per 1 mld
23/10/2026 11:26
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FOCUS: rendimenti dei titoli governativi asiatici in rialzo (Allianz Gi)
23/10/2026 11:18
FOCUS: rendimenti dei titoli governativi asiatici in rialzo (Allianz Gi)
MILANO (MF-NW)--"I rendimenti dei titoli governativi dei mercati sviluppati sono in rialzo, come dimostra l'andamento dei Treasury statunitensi, delle Obligations Assimilables du Trésor francesi e dei titoli governativi giapponesi a lunga scadenza. Rendimenti più elevati si traducono in maggiori costi di finanziamento a livello globale, riflettendo verosimilmente i rischi legati all'inflazione e ai conti pubblici di queste economie", afferma Christiaan Tuntono, Senior Economist, Asia Pacific, presso Allianz Global Investors. "Anche i rendimenti dei titoli governativi dei mercati emergenti asiatici (Asia escluso il Giappone) sono in aumento, ma in generale a un ritmo più moderato: rispetto a Stati Uniti, Francia e Giappone, questi Paesi presentano in genere livelli di debito pubblico in rapporto al prodotto interno lordo (Pil) più contenuti, un minore onere per interessi (anch'esso in percentuale del Pil) e una minore sensibilità ai tassi, scadenze del debito più lunghe e una minore quota di debito pubblico detenuta da investitori esteri. Non riteniamo che il rialzo dei rendimenti dei titoli governativi nell'Asia emergente rifletta rischi significativi sul fronte dell'inflazione o dei conti pubblici, come invece avviene negli Stati Uniti, in Francia e in Giappone", spiega l'esperto. "L'aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi e nei mercati locali rappresenta un fattore negativo per l'Asia emergente, che oggi si trova tuttavia in una posizione migliore rispetto ai cicli precedenti. Nella fase attuale, l'area beneficia di una forte crescita delle esportazioni, sostenuta dai solidi investimenti tecnologici negli Stati Uniti, che alimentano la domanda di prodotti elettronici, beni strumentali e altre componenti delle catene di approvvigionamento asiatiche. Il momentum è ulteriormente rafforzato da un ciclo di investimenti più ampio, trainato da intelligenza artificiale (AI), energia, difesa e potenziamento della capacità produttiva. A differenza di quanto accaduto negli anni Novanta, inoltre, nell'Asia emergente non si è verificato un aumento dell'indebitamento paragonabile a quello che aveva preceduto la crisi finanziaria asiatica", dichiara l'analista. "Riteniamo che l'Asia emergente entri nell'attuale ciclo di inasprimento della Federal Reserve (Fed) con una solida dinamica delle esportazioni e degli investimenti, ma senza criticità di bilancio della stessa entità di quelle che avevano caratterizzato la fine degli anni Novanta", prosegue Tuntono. "La maggior parte delle economie emergenti asiatiche presenta un avanzo delle partite correnti. Anche l'inflazione rimane moderata, nonostante il recente aumento dei prezzi dell'energia a livello globale. Si prevede che le banche centrali aumentino i tassi, ma con finalità anticicliche, e, con ogni probabilità, senza portare i tassi di interesse reali su livelli restrittivi. Inoltre, nei bilanci del settore privato dell'Asia emergente, Cina esclusa, non si è registrato un aumento significativo della leva finanziaria". "Sul fronte degli investimenti, manteniamo una view positiva sul quadro macroeconomico e sui mercati azionari di Corea del Sud, Taiwan, Malaysia, Singapore e Cina/Hong Kong: queste economie sono meno vulnerabili ai rischi legati al Medio Oriente, a El Niño e all'aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi e locali, e beneficiano del boom globale degli investimenti nell'AI. Manteniamo un orientamento difensivo sulle valute asiatiche e sui titoli obbligazionari dell'area, poiché il mercato si attende ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed e un aumento dei rendimenti dei titoli governativi statunitensi e locali. Fatta eccezione per le Filippine, che devono far fronte a un'inflazione elevata e a un disavanzo delle partite correnti, l'aumento dei rendimenti dei titoli governativi nell'Asia emergente appare gestibile, mentre in altre parti del mondo sembra rappresentare un maggiore motivo di preoccupazione", conclude l'esperto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Borsa Kuala Lumpur: Klci chiude a +0,21% a 1.611,56 punti
23/10/2026 11:18