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MARKET DRIVER: Dea, Alantra alza target price
08/04/2026 14:11
MARKET DRIVER: Dea, Alantra alza target price
MILANO (MF-NW)--Alantra ha alzato da 11,8 a 12,3 euro il prezzo obiettivo su Distribuzione Elettrica Adriatica, confermando la raccomandazione buy. Secondo gli analisti i risultati 2025 del gruppo confermano la sua capacità di combinare visibilità dei ricavi e margini interessanti, "sostenendo la nostra visione positiva sul titolo". pl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: B.Generali, Akros lima tp e resta neutral
08/04/2026 14:00
MARKET DRIVER: B.Generali, Akros lima tp e resta neutral
MILANO (MF-NW)--Banca Akros ha limato il target price di B.Generali a 53 euro da 58 euro, confermando comunque a neutral il rating, in attesa dei conti in agenda per il 6 maggio. Gli esperti prevedono che la banca chiuderà il primo trimestre 2026 con un utile netto di 110 milioni di euro, sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente, ma con un andamento positivo dei ricavi core. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: conflitto MO sosterrà spesa per difesa e sicurezza energetica (Aberdeen Inv.)
08/04/2026 13:31
MARKET DRIVER: conflitto MO sosterrà spesa per difesa e sicurezza energetica (Aberdeen Inv.)
MILANO (MF-NW)--La tregua tra Stati Uniti ed Iran rappresenta un passo indietro da parte dell'amministrazione Trump e, in parte, del regime iraniano. "Un fragile cessate il fuoco potrebbe reggere, visti i costi economici derivanti dal protrarsi del conflitto, non solo per i paesi coinvolti, ma anche per l'economia globale", commenta Michael Langham, Emerging Markets Economist di Aberdeen Investments. Tuttavia, "la durata di un cessate il fuoco e di qualsiasi accordo condizionato che ne seguirà sarà discutibile", dichiara l'esperto. Stati Uniti e Israele potrebbero non accettare le 10 condizioni proposte dall'Iran, mentre preoccupa la mancanza di dettagli sulla questione dell'arricchimento dell'uranio. "Pertanto, segnaliamo che i fattori di rischio residui rimarranno elevati nelle prossime due settimane, fornendo un certo sostegno ai prezzi globali del petrolio", continua Langham. "Se la tregua di due settimane dovesse reggere e si raggiungesse un compromesso che consentisse la riapertura dello stretto, lo shock economico globale derivante da questo conflitto risulterebbe gestibile", prosegue l'esperto. "Lo considereremmo uno shock temporaneo sui livelli dei prezzi che, in alcune economie, potrebbe non ripercuotersi sui consumatori o sulle imprese. In tal caso, le banche centrali potrebbero sostanzialmente riprendere il percorso intrapreso prima del conflitto. Anzi, se i prezzi delle materie prime tornassero rapidamente alla normalità, l'attenzione potrebbe concentrarsi maggiormente sull'impatto in termini di crescita", spiega Langham. Le implicazioni a lungo termine saranno un aumento della spesa globale per la difesa e la sicurezza energetica, in particolare nella regione Mena e in Asia. "Ridurre la dipendenza dallo stretto sarà una priorità per il Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc), ma ciò indebolirà anche la posizione degli Stati Uniti nella regione come garante della sicurezza", commenta l'esperto. In definitiva, "l'attenzione verso la spesa per le esigenze interne e la riduzione dei risparmi convogliati all'estero potrebbe trasferire l'asse della crescita da Stati Uniti verso Asia, Europa e Gcc", conclude Langham. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: lo yuan può sostituire il dollaro? (iBanFirst Italia)
08/04/2026 13:21
FOCUS: lo yuan può sostituire il dollaro? (iBanFirst Italia)
MILANO (MF-NW)--Nel contesto del conflitto in Medio Oriente, gli investitori si sono rifugiati nelle attività denominate in dollari. Tuttavia, a differenza delle precedenti fasi di stress, l'apprezzamento del dollaro è rimasto relativamente contenuto, mentre altre valute hanno iniziato ad emergere, in particolare lo yuan cinese. In questo quadro, "la proposta avanzata dall'Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo a condizione che i diritti di transito siano pagati in yuan rappresenta un segnale significativo: la valuta cinese è sempre più percepita come una possibile alternativa al dollaro", commenta Michele Sansone, Country Manager di iBanFirst Italia. FATTORI STRUTTURALI SOSTENGONO USD IN BREVE TERMINE Nel breve termine, due fattori strutturali continueranno a sostenere il dollaro. In primo luogo, spiega l'esperto, "il biglietto verde sarà spinto dal persistente deficit estero degli Stati Uniti (1.080 miliardi di dollari nel 2025, pari al 3,7% del PIL), che attraverso le importazioni immette dollari nell'economia globale, poi reinvestiti in asset statunitensi da investitori esteri. Questo meccanismo si è dimostrato resiliente anche in contesti di forte incertezza". Inoltre, "circa tre quarti delle riserve globali in dollari sono detenuti da Paesi strategicamente allineati agli Stati Uniti, a conferma del legame tra predominio monetario e potere militare", prosegue Sansone. Questo non esclude dinamiche di riequilibrio, ma la de-dollarizzazione resta limitata e trainata soprattutto da motivazioni politiche (come nel caso della Russia dal 2024). La Cina, invece, persegue un obiettivo più strutturale di internazionalizzazione dello yuan e sviluppo di un sistema finanziario alternativo. CINA PROMUOVE INTERNAZIONALIZZAZIONE VALUTA DAL 2008 Dal 2008, "la Cina ha promosso l'internazionalizzazione dello yuan, nonostante vincoli come controlli sui capitali e limiti alla fiducia degli investitori", riporta l'esperto. "I progressi sono tuttavia evidenti: una quota crescente degli scambi commerciali cinesi è oggi regolata in renminbi, riflettendo una strategia basata sui legami commerciali. Pechino ha inoltre ampliato l'uso dello yuan nei finanziamenti ai Paesi emergenti, pur tra crescenti timori sulla sostenibilità del debito", spiega Sansone. Sul fronte geopolitico, lo yuan si propone come alternativa valida per aggirare le sanzioni statunitensi. "A supporto, la Cina ha sviluppato infrastrutture dedicate, tra cui il sistema Cips, che potrebbero essere ulteriormente rafforzate dall'introduzione dell'e-Cny", prosegue l'esperto. YUAN POTREBBE AFFERMARSI COME SECONDA VALUTA GLOBALE Nel complesso, "è improbabile che la Cina punti a sostituire il dollaro come principale valuta di riserva globale, almeno nel breve-medio periodo, soprattutto in presenza di controlli sui capitali", commenta Sansone. "Più realistico appare uno scenario in cui lo yuan rafforza il proprio ruolo negli scambi regionali, in particolare in Asia, e come alternativa per i Paesi più esposti al rischio di sanzioni", continua l'esperto. Restano gli interrogativi che riguardano il ruolo dell'euro. I mercati finanziari denominati in euro risultano infatti meno profondi e integrati rispetto a quelli statunitensi, mentre il contributo dell'area euro alla crescita globale è in progressivo ridimensionamento. In questo quadro, "non si può escludere che lo yuan possa affermarsi come seconda valuta più utilizzata a livello internazionale nel prossimo decennio", conclude Sansone. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: per i mercati abbiamo avuto un 'TACO Tuesday'
08/04/2026 13:21
MARKET DRIVER: per i mercati abbiamo avuto un 'TACO Tuesday'
MILANO (MF-NW)--Gli esperti di Rabobank segnalano che i mercati stanno interpretando la tregua tra Usa e Iran come un "TACO Tuesday" ('Trump Always Chickens Out', ndr) con borse in progresso e le scommesse su rialzi dei tassi a breve termine che sono svanite con la fine della tregua. Tuttavia, questa tregua a breve termine non è un accordo di pace, e qualcuno è disposto a navigare attraverso lo Stretto finché il conflitto non sarà completamente risolto? La tregua odierna, pertanto sarà seguita da almeno due settimane di prolungata incertezza, e forse anche di più, se entrambe le parti concorderanno di estendere i negoziati. Inoltre, c'è un abisso tra l'Iran che cede alle minacce militari statunitensi, il che rappresenterebbe un'enorme vittoria per Trump e gli Stati Uniti, e gli Usa che cederebbero di fronte alla resistenza iraniana e ai prezzi del petrolio, il che costituirebbe una clamorosa sconfitta geostrategica in stile 1956 per Trump. In ogni caso, concludono da Rabobank, "in termini dei nostri scenari macro e di mercato, le ultime notizie tendono al nostro caso base, ovvero che i combattimenti finiscano entro metà aprile con una lenta riapertura dell'Hormuz, e secondo le condizioni statunitensi". fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)