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MARKET DRIVER: Fineco, Equita alza tp e resta buy
14/01/2026 15:21
MARKET DRIVER: Fineco, Equita alza tp e resta buy
MILANO (MF-NW)--Equita Sim ha alzato il target price di Finecobank a 25,2 euro per azione, confermando a buy il rating. I Kpi del 2025, commentano gli analisti, hanno ulteriormente confermato la solidità del modello di business di Fineco, con una forte accelerazione nell'acquisizione di nuovi clienti, la continua espansione del Private Banking e robusti flussi netti. "Ci aspettiamo", afferma Equita, "che il 2026 consegni un ulteriore anno di solida crescita della base clienti, flussi netti sostenuti e una ripresa del margine di interesse, rafforzando il posizionamento di Finecobank, con una piattaforma altamente scalabile e a basso assorbimento di capitale, con una posizione di leadership nel retail brokerage e negli Etf". fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Eurozona: potrebbe compensare dazi Usa riducendo barriere interne (Bce)
14/01/2026 15:04
Eurozona: potrebbe compensare dazi Usa riducendo barriere interne (Bce)
MILANO (MF-NW)--Per gli economisti della Banca centrale europea, l'Eurozona potrebbe recuperare la produzione economica persa a causa dei dazi più elevati imposti dagli Stati Uniti sulle sue esportazioni attraverso "modeste" riduzioni delle barriere commerciali tra i Paesi membri dell'Unione Europea. A seguito dei rialzi tariffari del presidente Trump, molte imprese europee devono ora pagare un dazio del 15% quando vendono i propri prodotti ai clienti statunitensi. Gli economisti della Bce stimano che questi dazi più alti ridurranno le esportazioni e faranno diminuire il prodotto interno lordo della zona euro di 0,7 punti percentuali fino al 2027. Tuttavia, per gli esperti dell'Istituto di Francoforte tali perdite potrebbero essere compensate se i membri della zona euro riducessero le barriere al commercio di beni e servizi all'interno dell'area valutaria. "Una modesta riduzione delle barriere del mercato unico potrebbe compensare le probabili perdite commerciali dovute ai maggiori dazi statunitensi", puntualizzano gli economisti. Sebbene alcuni beni e servizi possano essere venduti in tutta l'Ue rispettando regolamenti condivisi, molte imprese devono affrontare costi elevati per conformarsi a regole nazionali diverse quando operano fuori dal proprio Paese di origine. Gli economisti della Bce stimano che tali costi equivalgano a un dazio del 67% sui beni venduti al di fuori del Paese di produzione e a un dazio del 95% sui servizi. Secondo le stime degli esperti della Bce, ridurre questi costi di due punti percentuali genererebbe un aumento della produzione pari alle perdite causate dai dazi statunitensi più elevati. "L'unica via percorribile è sostenere i nostri valori europei e promuovere una cooperazione più forte e una maggiore integrazione all'interno dell'Europa", ha affermato il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, durante una conferenza a Madrid. Tuttavia, i progressi sono lenti. Gli economisti della Bce ritengono che ci vorrà del tempo perché la riduzione delle barriere spinga al rialzo la produzione. "Questo difficilmente sostituirebbe immediatamente il commercio perso con gli Stati Uniti, poiché eventuali aggiustamenti strutturali all'interno del mercato unico richiederebbero tempo per materializzarsi. Sarebbero necessari sforzi continui a livello regolatorio, amministrativo e di enforcement". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: per de Guindos mercato non prezza adeguatamente incertezza
14/01/2026 15:02
TOP NEWS ESTERO: per de Guindos mercato non prezza adeguatamente incertezza
MILANO (MF-NW)--Dal vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, è arrivato un monito: il mercato non prezza adeguatamente l'incertezza che caratterizza il contesto macroeconomico. "L'elevata incertezza nel contesto globale non sembra riflettersi nei prezzi attuali di mercato", ha affermato de Guindos, puntualizzando che "sorprese negative ù come una nuova escalation delle tensioni commerciali o geopolitiche, rallentamenti nei progressi dell'intelligenza artificiale con conseguenti aggiustamenti dei prezzi degli asset, o crescenti dubbi sulla credibilità fiscale degli Stati Uniti ù potrebbero scatenare bruschi cambiamenti nel sentiment, con effetti a catena tra diverse classi di asset e aree geografiche". QUADRO DI PROFONDA TRASFORMAZIONE E CRESCENTE INCERTEZZA Il banchiere ha sottolineato che "l'economia globale sta attraversando un periodo di profonda trasformazione e di crescente incertezza. L'ultimo anno ha registrato cambiamenti significativi nell'ambiente economico internazionale, guidati da importanti modifiche nella politica degli Stati Uniti e dall'erosione del sistema multilaterale basato sulle regole, che a lungo ha sostenuto il commercio globale e le relazioni internazionali. L'introduzione di dazi rilevanti sulle importazioni statunitensi ha perturbato i flussi commerciali, indebolito la fiducia e generato effetti a catena sulle economie mondiali. I rischi geopolitici rimangono elevati. Il passaggio a un nuovo paradigma, in cui i principi dello stato di diritto sono messi in discussione, riflette incertezze globali profonde e destinate a perdurare". L'IMPATTO SULL'ECONOMIA E SULLA STABILITA' FINANZIARIA Per il vicepresidente della Bce "questi sviluppi hanno avuto implicazioni concrete per l'attività economica e la stabilità finanziaria nell'area dell'euro. L'aumento dell'incertezza pesa sulle prospettive di crescita attraverso due principali canali: ritardando le decisioni di investimento delle imprese e quindi influenzando le esportazioni dell'area dell'euro, e inducendo le famiglie ad aumentare i risparmi precauzionali e a consumare meno del previsto. Allo stesso tempo, la politica fiscale in diversi Paesi dell'area euro è destinata ad allentarsi per sostenere una maggiore spesa, inclusa quella per scopi militari e di sicurezza". In questo contesto, ha concluso il banchiere, "i modelli commerciali perturbati possono complicare ulteriormente la dinamica dell'inflazione. I rischi per la stabilità finanziaria rimangono elevati: le valutazioni sono elevate in mercati sempre più concentrati, gli intermediari non bancari presentano vulnerabilità di liquidità e leva finanziaria e crescono le interconnessioni con le banche, mentre i mercati privati in espansione restano opachi". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: nuovo record per l'oro, rally può proseguire
14/01/2026 15:02
TOP NEWS ESTERO: nuovo record per l'oro, rally può proseguire
MILANO (MF-NW)--Il prezzo dell'oro ha raggiunto un nuovo record, avvicinandosi alla soglia dei 4.650 dollari. "Da inizio anno, il metallo prezioso ha guadagnato oltre il 7%, sostenuto dalle aspettative di una politica monetaria accomodante da parte della Federal Reserve e dalle crescenti tensioni geopolitiche. Anche i timori di potenziali interferenze politiche che potrebbero minare l'indipendenza della Federal Reserve hanno contribuito al rialzo", afferma Ricardo Evangelista, Senior Analyst, ActivTrades. Gli ultimi rialzi fanno seguito alla pubblicazione dei dati sull'inflazione negli Stati Uniti, che sono risultati inferiori alle aspettative e hanno rafforzato le previsioni di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, con un numero crescente di trader che ora prevede fino a tre riduzioni del costo del denaro nel 2026. Tale scenario pesa sul dollaro, sostenendo l'oro a causa della correlazione inversa tra i due asset. PROSPETTIVE ORO RESTANO ORIENTATE AL RIALZO Nel frattempo, conclude Evangelista, "i rischi geopolitici rimangono elevati, con l'ultima escalation in Iran che genera nuove preoccupazioni e rafforza ulteriormente l'attrattiva del metallo prezioso come bene rifugio. Questa domanda è sostenuta anche dai rischi percepiti per l'indipendenza della Federal Reserve, in quanto la pressione politica da parte della Casa Bianca continua ad aumentare. In questo contesto, le prospettive per i prezzi dell'oro rimangono orientate al rialzo". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Usa: +0,2% m/m prezzi produzione novembre (+3% a/a)
14/01/2026 14:48
Usa: +0,2% m/m prezzi produzione novembre (+3% a/a)
MILANO (MF-NW)--L'indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti è aumentato dello 0,2% a novembre, dopo un rialzo dello 0,1% a ottobre, in linea al consenso degli economisti. I prezzi dell'energia sono cresciuti del 4,6% nel mese, mentre quelli alimentari sono rimasti stabili. Escludendo alimenti ed energia, i prezzi alla produzione core sono rimasti invariati, al di sotto dell'aumento previsto dello 0,2% e dopo il rialzo dello 0,3% del mese precedente. Su base annua, i prezzi alla produzione sono aumentati del 3% a novembre, sia considerando che escludendo alimenti ed energia. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)