MARKET DRIVER: oro e bitcoin corrono a braccetto (Morningstar)
23/09/2026 11:49
MARKET DRIVER: oro e bitcoin corrono a braccetto (Morningstar)
MILANO (MF-NW)--Francesco Paganelli, Principal, Manager Research di Morningstar, sottolinea che "gli afflussi record negli Etp su bitcoin e oro hanno alimentato di recente il rialzo di entrambi gli asset, segnando una netta inversione di tendenza per i prodotti globali su bitcoin nel 2026, mentre agosto ha registrato i maggiori afflussi negli Etp sull'oro degli ultimi cinque anni. Un fattore comune sembra essere rappresentato dalle operazioni di de-dollarizzazione, attraverso le quali gli investitori cercano di ridurre la propria dipendenza dagli asset denominati in dollari statunitensi. Dopo anni di performance eccezionali del mercato azionario statunitense, molti portafogli sono diventati sempre più concentrati su esposizioni legate al dollaro. Allo stesso tempo, l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato sta rendendo le obbligazioni meno efficaci come bene rifugio, spingendo alcuni investitori a cercare altrove asset che considerano riserve di valore alternative. Mentre gli investitori cercano di diversificare le proprie fonti di rischio, sia l'oro sia bitcoin sembrano beneficiare di questa tendenza. Tuttavia, la storia dimostra che i forti rialzi delle criptovalute possono essere seguiti da inversioni altrettanto brusche. Con oro e bitcoin che negli ultimi mesi hanno registrato un'elevata volatilità, gli investitori dovrebbero prestare particolare attenzione all'entità e al momento di qualsiasi allocazione in entrambe le classi di asset". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Ocse: economia globale più forte del previsto ma aumentano minacce
23/09/2026 11:48
Ocse: economia globale più forte del previsto ma aumentano minacce
MILANO (MF-NW)--La crescita dell'economia globale sta resistendo meglio del previsto di fronte agli elevati prezzi dell'energia, ma un conflitto prolungato in Medio Oriente, insieme ad altri fattori sfavorevoli, potrebbe ancora avere pesanti ripercussioni sull'attività economica mondiale, avverte l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Nel report trimestrale sulle prospettive globali, l'organizzazione con sede a Parigi afferma che l'economia mondiale dovrebbe crescere a un ritmo più rapido rispetto a quanto previsto a giugno, nonostante i prezzi del petrolio siano rimasti elevati più a lungo di quanto anticipato e, di conseguenza, i tassi di inflazione saranno più alti. Questi prezzi elevati avranno un impatto sulla crescita nel 2027, che ora dovrebbe risultare leggermente più debole rispetto alle precedenti previsioni. Se i prezzi dell'energia dovessero rimanere elevati anche il prossimo anno e il fenomeno meteorologico El Niño dovesse danneggiare i raccolti, la crescita sarebbe probabilmente significativamente più debole, mentre le Banche centrali risponderebbero all'aumento dell'inflazione con rialzi dei tassi più consistenti. L'Ocse prevede ora che l'economia globale cresca del 2,9% nel 2026, rispetto all'incremento del 2,8% stimato a giugno. La stima precedente ipotizzava una conclusione più rapida del conflitto tra Stati Uniti e Iran e, di conseguenza, prezzi dell'energia inferiori rispetto a quelli effettivamente registrati. L'inflazione dei prezzi al consumo nelle 20 maggiori economie del G20 dovrebbe attestarsi in media al 4,1% quest'anno, rispetto al 4% previsto in precedenza. "Stiamo affrontando un'interruzione prolungata e, nonostante ciò, l'economia ha registrato risultati migliori", afferma Stefano Scarpetta, capo economista dell'OCSE. Il boom degli investimenti legati all'intelligenza artificiale negli Stati Uniti e in alcune altre economie rappresenta uno dei fattori di sostegno alla crescita globale, favorendo in particolare i Paesi che producono semiconduttori e altri prodotti elettronici necessari per costruire e far funzionare i data center. Il contrasto tra le economie che subiscono danni diretti dalla guerra e quelle che beneficiano della spinta dell'intelligenza artificiale è marcato. L'Ocse prevede ora che l'economia dell'Arabia Saudita si contragga dell'1,8% quest'anno, mentre a giugno stimava una crescita del 3,2%. Al contrario, l'Ocse prevede ora che l'economia della Corea del Sud, grande esportatrice di apparecchiature elettroniche, cresca del 3,7%, rispetto all'incremento del 2,6% stimato in precedenza. Il boom dell'intelligenza artificiale è anche alla base delle revisioni al rialzo delle previsioni di crescita degli Stati Uniti, ora stimata al 2,2% quest'anno e al 2,1% nel 2027. A giugno, l'Ocse aveva stimato espansioni rispettivamente del 2% e dell'1,8%. L'organizzazione ha inoltre alzato le previsioni di crescita per il 2026 dell'Eurozona e del Giappone, riducendo tuttavia quelle per il 2027. All'interno dell'Eurozona, l'Ocse prevede una divergenza tra Francia e Germania. La Francia dovrebbe ora crescere di appena lo 0,4% quest'anno, risultando così la più debole tra le economie avanzate del G7. La Germania dovrebbe invece crescere dell'1,1%. A giugno, per entrambe era prevista una crescita dello 0,7%. L'Ocse ha poi lasciato invariata al 4,5% la previsione di crescita della Cina per il 2026, ma prevede un rallentamento leggermente più marcato nel 2027. L'organizzazione ha invece alzato la previsione per l'India nel 2026 al 7,1% dal 6,3%, un altro segnale dell'impatto inferiore alle attese dell'aumento dei prezzi dell'energia. Con un'inflazione che nel 2027 dovrebbe risultare più elevata rispetto alle precedenti previsioni a causa del protrarsi del conflitto in Medio Oriente, l'Ocse si aspetta che le Banche centrali aumentino ulteriormente i propri tassi di interesse di riferimento. Tuttavia, poiché vi sono pochi segnali che l'impennata dei costi dell'energia stia determinando aumenti dei prezzi in altri settori dell'economia o un'accelerazione dei salari, i rialzi dei tassi dovrebbero essere contenuti. Scarpetta sottolinea che l'assenza di effetti di secondo impatto riflette una risposta più tempestiva da parte delle Banche centrali rispetto a quanto avvenuto durante l'impennata dei prezzi successiva alla pandemia. "Le Banche centrali hanno reagito più rapidamente. C'è stata una reazione in previsione degli effetti di secondo impatto". Negli Stati Uniti, l'Ocse prevede che l'inflazione al netto dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari si attesti in media al 2,5% il prossimo anno, in calo dal 3,3% di quest'anno. L'organizzazione prevede poi che la Federal Reserve aumenti il proprio tasso di riferimento di un quarto di punto percentuale entro la fine di quest'anno e lo mantenga poi invariato per tutto il 2027. Per la Banca centrale europea è previsto un percorso analogo, mentre la Banca centrale del Giappone dovrebbe continuare a inasprire la politica monetaria nel 2027, portando il proprio tasso di riferimento al 2% entro la fine dell'anno. La Bank of England dovrebbe invece mantenere i tassi invariati fino alla seconda metà del prossimo anno, per poi ridurre il proprio tasso di riferimento. Nonostante la resilienza dimostrata finora, l'Ocse ha avvertito che l'economia globale potrebbe crescere di appena il 2,3% il prossimo anno qualora prezzi del petrolio persistentemente elevati si combinassero con un aumento dei prezzi dei generi alimentari dovuto al fenomeno meteorologico El Niño e con un calo dei prezzi azionari accompagnato da un ulteriore aumento dei rendimenti obbligazionari. I prezzi dei titoli di Stato sono diminuiti nelle ultime settimane, in parte a causa dei cambiamenti nelle aspettative sull'inflazione mentre la guerra si protrae. L'Ocse esorta da tempo i governi ad adottare misure per contenere l'aumento del debito e Scarpetta afferma che il recente rialzo dei rendimenti rappresenta un chiaro segnale da parte degli investitori. "Viene inviato un segnale sulla sostenibilità delle finanze pubbliche. I governi si trovano di fronte a scelte difficili". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Fitch: alza stime su crescita globale, prevede tassi di interesse più elevati
23/09/2026 11:46
Fitch: alza stime su crescita globale, prevede tassi di interesse più elevati
MILANO (MF-NW)--La crescita dell'economia globale ha resistito sorprendentemente bene a una serie di shock, ma questa resilienza comporta sempre più il costo di tassi di interesse più elevati. Nel suo ultimo outlook economico, Fitch Ratings ha alzato le previsioni sul prodotto interno lordo globale per quest'anno, stimando una crescita del 2,6%, quasi in linea con quella del 2025 e vicina al trend di lungo periodo. L'intelligenza artificiale ha svolto un ruolo di primo piano, sostenendo la crescita negli Stati Uniti e in potenze tecnologiche come la Corea del Sud. Fitch ha alzato di 0,2 punti percentuali le previsioni di crescita degli Stati Uniti sia per quest'anno sia per il prossimo, portandole al 2,1%, poiché i consumi continuano a tenere nonostante il rallentamento del reddito reale delle famiglie e gli investimenti legati all'intelligenza artificiale non mostrano segnali di rallentamento. "L'impennata della spesa globale per l'IT ha inoltre migliorato le prospettive di crescita di Messico e Giappone", affermano gli economisti Brian Coulton e Alex Muscatelli. Fitch ha poi alzato la previsione di crescita dell'India al 6,9% dal 6,4%, migliorando così le prospettive per i mercati emergenti, esclusa la Cina. L'agenzia ha invece ridotto la previsione per la Cina nel 2026 al 4,5%, dopo un nuovo indebolimento degli indicatori della domanda interna. Le prospettive sono migliorate anche per le quattro maggiori economie dell'Eurozona. Fitch ha tuttavia osservato che le revisioni al rialzo della crescita globale sono state accompagnate da aumenti significativi delle previsioni sui tassi di interesse. "Abbiamo assistito a un forte cambiamento delle prospettive per i tassi di interesse reali di riferimento nei prossimi due anni, con l'arrivo alla guida della Fed di un presidente più restrittivo e con le Banche centrali impegnate a evitare che gli shock sui costi degli input producano effetti di secondo impatto come quelli osservati dopo la pandemia", afferma Coulton. La Federal Reserve ha aumentato i tassi la scorsa settimana per la prima volta dopo anni. Fitch prevede un altro rialzo a dicembre, seguito dal mantenimento del costo del denaro al 4,25% il prossimo anno. Ciò porterebbe i tassi alla fine del 2027 a un livello superiore di ben 125 punti base rispetto alle previsioni di giugno di Fitch, nonostante una lieve revisione al ribasso delle stime sull'inflazione statunitense. Anche la Banca del Giappone ha accelerato l'inasprimento della politica monetaria, mentre la Banca centrale europea ha portato i tassi in territorio moderatamente restrittivo per proteggersi dal rischio di un aumento prolungato dei prezzi dell'energia derivante dal conflitto in Medio Oriente. Fitch si aspetta che la Bce aumenti i tassi ancora una volta a ottobre, ma prevede che i rialzi effettuati quest'anno vengano riassorbiti nel 2027 qualora i prezzi del petrolio tornassero alla normalità. Secondo Fitch, un forte calo dei prezzi del petrolio il prossimo anno appare probabile, anche se l'agenzia ha alzato di 5 dollari al barile la propria previsione per riflettere una durata del conflitto superiore alle attese. Fitch ha infine sottolineato l'incertezza che circonda questa previsione: gli sviluppi geopolitici potrebbero spingere il prezzo medio del petrolio a 85 dollari al barile il prossimo anno, mentre una rapida ripresa dell'offerta potrebbe farlo scendere a 55 dollari. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)