-
MARKET DRIVER: B.Generali, Equita Sim conferma hold
04/06/2026 16:21
MARKET DRIVER: B.Generali, Equita Sim conferma hold
MILANO (MF-NW)--Equita Sim conferma la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 60 euro su B.Generali. "I dati di raccolta di maggio sono stati positivi e sopra la nostra stima media mensile, con un mix di qualità e orientato verso il risparmio gestito", commentano gli analisti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: labirinto dazi Usa, instabilità giuridica mina commercio globale (Flossbach von Storch)
04/06/2026 16:17
FOCUS: labirinto dazi Usa, instabilità giuridica mina commercio globale (Flossbach von Storch)
MILANO (MF-NW)--I dazi introdotti dal presidente Usa, Donald Trump, stanno minando la stabilità del commercio globale, aumentando l'incertezza e creando nuove sfide normative e pratiche per le imprese e i partner commerciali, osserva Julian Marx, analista di Flossbach von Storch. DAZI IEEPA GIUDICATI ILLEGITTIMI DA CORTE SUPREMA USA Il 20 febbraio 2026 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi gran parte dei dazi introdotti dal presidente Trump. Nel mirino soprattutto le tariffe imposte sfruttando l'Ieepa, una legge del 1977 pensata per gestire emergenze economiche internazionali. Il governo americano non si è lasciato impressionare dalla sentenza. "La soluzione, almeno temporanea, è stata la Section 122 del Trade Act del 1974. Questa norma consente al governo statunitense di applicare, per un periodo massimo di 150 giorni, dazi fino al 15%. Così, l'attuale regime tariffario sembrava garantito fino al 24 luglio 2026", spiega l'esperto. SECTION 122 RESTA ANCORA DISPONIBILE SU PIANO GIURIDICO Tuttavia, ancora una volta emerge la questione della legittimità. In una recente sentenza del 7 maggio, il Tribunale statunitense per il commercio internazionale li ha dichiarati illegali. "Secondo i giudici, i fondamentali problemi della bilancia dei pagamenti internazionali invocati da Trump non erano stati dimostrati in modo sufficiente. In origine, la Section 122 era stata pensata proprio per stabilizzare problemi legati alla bilancia dei pagamenti. La sua logica rifletteva l'epoca dei cambi fissi. Ma quando, nel 1973, gli Stati Uniti passarono ai cambi flessibili, la necessità di dazi legati alla bilancia dei pagamenti venne in gran parte meno", prosegue Marx. "Eppure la Section 122 è rimasta lì: una possibilità dormiente, ma ancora disponibile sul piano giuridico, per introdurre supplementi doganali temporanei e generalizzati senza dover dimostrare pratiche commerciali sleali o minacce alla sicurezza nazionale. È stato Trump il primo a utilizzare questa norma per introdurre ampi dazi sulle importazioni. Ed è probabile che presenti ricorso contro la recente sentenza del tribunale commerciale", spiega l'esperto. RISCHI MILIARDARI PER IMPRESE E BILANCIO PUBBLICO "Nell'introdurre nuovi dazi, l'amministrazione statunitense mostra senza dubbio una notevole dose di inventiva", dichiara Marx. Tuttavia, questi sviluppi non avvengono senza attriti. All'inizio di marzo più di 2.000 aziende avevano fatto causa, chiedendo la restituzione dei dazi Ieepa riscossi indebitamente. "Secondo le stime, tra 130 e 175 miliardi di dollari potrebbero tornare agli importatori americani. I dazi di Trump, quindi, non comportano soltanto un enorme (e inutile) carico amministrativo per imprese e governo", spiega l'esperto. "Nei dodici mesi tra aprile 2025 e marzo 2026, il governo federale americano ha incassato circa 330 miliardi di dollari da entrate doganali. Ma circa la metà di questa somma potrebbe svanire retroattivamente", osserva Marx. "Rispetto a una spesa pubblica annua di oltre 7.000 miliardi di dollari, le entrate da dazi restano quindi solo una goccia nel mare. Non proprio un buon deal, se si considerano i costi per i consumatori americani e l'incertezza che ne deriva", commenta l'esperto. IL LABIRINTO DEI DAZI VERSO UE, CINA E ALTRI PARTNER COMMERCIALI In questo quadro, risulta complesso mantenere una visione d'insieme. Esistono infatti, oltre ai dazi Ieepa sostituiti dalla Section 122, molte altre regole doganali. "Ci sono i dazi della Section 232, basati sul Trade Expansion Act del 1962, che riguardano la sicurezza nazionale. Si applicano a diversi prodotti industriali, come acciaio, alluminio e componenti per auto. Molto noti sono anche i dazi della Section 301 del Trade Act del 1974, pensati per contrastare pratiche commerciali scorrette e rivolti soprattutto contro le merci cinesi", riporta Marx. "Ciò che a prima vista può sembrare dotato di una certa logica, nella pratica quotidiana appare spesso estremamente caotico. Perché l'eccezione diventa la regola, e la regola cambia a intervalli ravvicinati, o quantomeno se ne minaccia il cambiamento. Tutto questo rende difficilissima qualsiasi pianificazione", continua l'analista. NUOVE MINACCE TARIFFARIE CONTRO EUROPA E PARTNER INTERNAZIONALI A gennaio, Trump ha minacciato l'introduzione di nuovi dazi nei confronti di alcuni Paesi europei, nonostante pochi mesi prima fosse stato raggiunto un nuovo accordo commerciale tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea. Sempre quest'anno, il presidente americano ha minacciato tutti i partner commerciali dell'Iran con dazi aggiuntivi del 25%. "E all'inizio di aprile la Casa Bianca ha approvato una nuova regolamentazione sui dazi Section 232 relativi ad acciaio e alluminio. Secondo queste nuove regole, i prodotti lavorati che contengono almeno il 15% di metallo sono ora soggetti a un dazio uniforme del 25%", spiega Marx. "I prodotti con una quota metallica inferiore al 15%, invece, non rientrano più nei dazi Section 232. Per le merci Section 232 prodotte fuori dagli Stati Uniti ma realizzate con acciaio, alluminio o rame di origine americana, si applica invece un dazio ridotto del 10%", prosegue l'esperto. "Per impianti industriali ad alta intensità metallica e attrezzature destinate alle reti elettriche è previsto, fino al 2027, un dazio speciale del 15%. E questo è solo un piccolo estratto del labirinto tariffario", commenta Marx. LE DIFFICOLTÀ PRATICHE PER LE IMPRESE ESPORTATRICI EUROPEE "Non è solo la rapidità con cui cambiano i dazi a creare problemi alle aziende. Per quanto riguarda i dazi Section 301 contro la Cina, per esempio, conta l'origine commerciale del prodotto, non il Paese da cui viene spedito. Di conseguenza, anche merci di origine cinese esportate dall'Unione Europea possono continuare a essere soggette a questi dazi", continua l'esperto. Per le imprese esportatrici restano diverse difficoltà pratiche: obblighi documentali onerosi sull'origine delle merci, difficoltà nel reperire i certificati che attestano la provenienza dei materiali metallici e il rischio di sovrapposizioni tra diverse misure tariffarie. "Può ritenersi fortunato chi, almeno per il momento, beneficia di eccezioni: per esempio su determinati prodotti elettronici, minerali critici o merci provenienti dall'Usmca, l'accordo commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico. Quanto siano durature queste eccezioni, però, è difficile prevederlo", spiega Marx. GLI STATI UNITI INASPRISCONO I CONFLITTI COMMERCIALI CON CANADA, UE E I PARTNER GLOBALI La relazione tra Stati Uniti e Canada si sta deteriorando. "Washington ha infatti avviato ampie indagini Section 301 per concorrenza sleale contro numerosi paesi. In altre parole, dopo il venir meno dei dazi Ieepa, gli Stati Uniti stanno già cercando attivamente nuove strade giuridiche, prima che i dazi temporanei della Section 122 scadano, al più tardi, a luglio. E così il copione si ripete", riporta l'esperto. "Il nuovo regime tariffario di Donald Trump diventa, mese dopo mese, sempre più senza tempo. Il mercato sembra ormai essersi abituato a una scarsa prevedibilità nel commercio di beni con gli Stati Uniti", prosegue Marx. IL PIÙ GRANDE MOSTRO BUROCRATICO DEI NOSTRI TEMPI "Anche una panoramica abbreviata basta a mostrare il caos creato dal presidente americano. Ma ogni giorno in cui Trump crede di fare politica doganale in nome della giustizia, trasforma sempre di più l'agenzia statunitense delle dogane e della protezione delle frontiere in uno dei più grandi mostri burocratici del nostro tempo", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: Coppa del Mondo porta grandi affari, ma impatto macro resta limitato (GS)
04/06/2026 15:51
FOCUS: Coppa del Mondo porta grandi affari, ma impatto macro resta limitato (GS)
MILANO (MF-NW)--La Coppa del Mondo FIFA rappresenta il più grande evento sportivo al mondo, più grande delle Olimpiadi, del Super Bowl e della Coppa del Mondo di cricket. Tuttavia, l'impatto macroeconomico di lungo periodo sul Paese ospitante risulta sostanzialmente nullo, nonostante l'impulso di breve termine sui mercati azionari e sui settori dei beni di consumo, consumo discrezionale e hospitality, commentano gli esperti di Goldman Sachs. COPPA DEL MONDO SPINGE SETTORI ABBIGLIAMENTO E HOSPITALITY Circa 5 miliardi di persone hanno seguito almeno una parte delle finali del Mondiale 2022 in Qatar e, con un numero maggiore di squadre, sedi e partite, l'edizione 2026 sembra destinata a essere ancora più grande. Il Mondiale non è solo un grande evento sportivo, ma anche un appuntamento di rilievo commerciale con importanti implicazioni finanziarie per aziende attive in diversi settori, tra cui abbigliamento sportivo, hospitality e bevande. Gli analisti azionari di Goldman Sachs prevedono che i principali beneficiari saranno i settori dei beni di consumo europei e statunitensi, il consumo discrezionale europeo, la grande distribuzione statunitense, il comparto hotel e tempo libero negli Usa e le compagnie aeree americane. EFFETTO MACRO SOSTANZIALEMNTE NULLO IN LUNGO TERMINE La FIFA ha sostenuto che il Mondiale possa generare un'attività economica e dei consumi superiori a qualsiasi torneo precedente, con un incremento del PIL statunitense stimato in 17,2 miliardi di dollari (circa lo 0,2% del PIL trimestrale). Tuttavia, puntualizzano gli economisti, solo una parte dei benefici economici ricade effettivamente sui Paesi organizzatori; gran parte della spesa può infatti essere semplicemente spostata da altre attività, mentre l'aumento dei consumi prima e durante il torneo è spesso seguito da una successiva contrazione. Analizzando i dati dal Mondiale del 1982 in poi e confrontando la performance del Pil dei Paesi ospitanti con un campione di 50 economie sviluppate ed emergenti, si riscontra un effetto lievemente positivo ma non statisticamente significativo sul Pil reale nell'anno dell'evento, mentre l'effetto di lungo periodo è sostanzialmente nullo, spiegano gli esperti. IMPATTO SHOCK POSITIVO MAGGIORE SU ECONOMIE PIÙ PICCOLE Inoltre, se si considera il Mondiale come uno shock positivo relativamente fisso in termini di valore assoluto, il suo impatto sulla crescita del Pil dipende anche dalle dimensioni dell'economia ospitante. In questo caso, i Paesi organizzatori sono tre e la loro economia combinata è molto più grande rispetto ai precedenti ospitanti (circa il 30% del Pil mondiale a prezzi di mercato — Stati Uniti 26%, Canada 2% e Messico 2% — contro appena lo 0,2% del PIL globale nel caso del Qatar). CONFERMATO IMPULSO A BREVE TERMINE SU AZIONARIO PAESE VINCENTE Esistono invece evidenze più forti di un impulso di breve termine al Pil (e ai mercati azionari) nel Paese vincitore. L'azionario della squadra vincitrice ha registrato una performance superiore del 3,5% rispetto al mercato globale nel primo mese, anche se tale sovraperformance si riduce sensibilmente dopo tre mesi. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
WALL STREET: commento di apertura
04/06/2026 15:49
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano contrastanti in apertura. Il Dow Jones avanza dell'1,13%, mentre l'S&P 500 cede lo 0,08% e il Nasdaq Composite arretra dello 0,67%, penalizzato dalle vendite sui titoli del comparto semiconduttori dopo la trimestrale deludente di Broadcom. Le azioni di Broadcom perdono il 15% dopo che il gruppo ha riportato ricavi del secondo trimestre fiscale inferiori alle attese del mercato. La delusione sui conti ha messo sotto pressione l'intero settore dei chip, che aveva guidato l'ultima fase del rally che ha spinto Wall Street sui massimi storici. In questo contesto, l'ETF VanEck Semiconductor (SMH) lascia sul terreno il 3,8%. Sul fronte politico, "dopo quasi due mesi dalla fine delle ostilità, il mercato inizia ad essere alla ricerca di segnali più concreti di un accordo tra Usa e Iran, anche perché, con il passare del tempo, le misure 'tampone' implementate per limitare il rialzo dei prezzi dell'energia iniziano a perdere effetto", osservano gli strategist di Mps. La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che dispone il ritiro delle truppe americane impegnate nel conflitto con l'Iran, infliggendo un duro colpo politico al presidente Donald Trump. A ciò si aggiunge il rifiuto da parte di Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Libano e Israele, un elemento che contribuisce a mantenere elevata le tensioni nella regione. Per quanto riguarda la politica monetaria, la presidente della Federal Reserve di Dallas, Lorie Logan, ha ribadito la necessità di mantenere un approccio prudente. "Sono sempre più preoccupata che possano essere necessari tassi di interesse più elevati nel corso dell'anno per ripristinare pienamente la stabilità dei prezzi", ha affermato Logan. Inoltre, i Beige Book hanno mostrato che l'attività economica negli Stati Uniti è aumentata a un ritmo da "lieve a moderato" in 10 dei 12 distretti della Federal Reserve dalla metà di aprile, anche se i segnali sottostanti sono stati meno incoraggianti. Lato macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 225.000 unità, in aumento di 13.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Si tratta del dato più alto da circa 4 mesi. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è sceso di 8.000 unità a quota 1,777 milioni. Sul fronte societario: - Broadcom ha riportato ricavi nel secondo trimestre fiscale pari a 22,19 miliardi di dollari, inferiori ai 22,27 miliardi attesi dagli analisti intervistati da Lseg. Si tratta del primo mancato raggiungimento delle stime sui ricavi da dicembre 2024. Anche il segmento infrastrutturale ha deluso le aspettative, con ricavi pari a 7,18 miliardi di dollari contro i 7,32 miliardi stimati da StreetAccount. - Five Below perde il 10,5%, nonostante l'azienda abbia fornito una guidance migliore delle attese. Per il secondo trimestre, i ricavi sono previsti tra 1,18 e 1,2 miliardi di dollari, contro una stima di StreetAccount pari a 1,15 miliardi. Le vendite a parità di negozi dovrebbero crescere tra il 7% e il 9%, a fronte di un consenso al 4,4%. - CrowdStrike scivola dell'8,6% dopo una guidance deludente per il secondo trimestre. L'azienda prevede ricavi intorno a 1,44 miliardi di dollari, leggermente sopra la stima di 1,3 miliardi di StreetAccount. L'utile per azione è atteso tra 1,16 e 1,17 dollari, in linea con le previsioni degli analisti (circa 1,16 dollari). In scia al ribasso hanno chiuso in calo anche Palo Alto Networks e Fortinet. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
MARKET DRIVER: B.Generali, Isp conferma buy
04/06/2026 15:41
MARKET DRIVER: B.Generali, Isp conferma buy
MILANO (MF-NW)--Intesa Sanpaolo conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 60,4 euro su B.Generali. La raccolta netta di maggio è stata "forte e ha mostrato un buon mix", commentano gli analisti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)