FOCUS: ripresa manifatturiero complica percorso di lotta a inflazione (T. Rowe Price)
19/06/2026 13:13
FOCUS: ripresa manifatturiero complica percorso di lotta a inflazione (T. Rowe Price)
MILANO (MF-NW)--I mercati scontano gli effetti immediati del rialzo del petrolio causato dalle tensioni sull'offerta, ma sottovalutano il rischio di un'inflazione più persistente alimentata dalla ripresa del ciclo manifatturiero globale e dall'aumento dei costi delle materie prime, commenta Adam Marden, Portfolio Manager, Fixed Income di T. Rowe Price. POLITICA MONETARIA E FISCALE SI MUOVONO IN DIREZIONI OPPOSTE L'aumento dell'inflazione a livello globale sta spingendo le principali banche centrali a interrompere prima del previsto il ciclo di tagli dei tassi e, in alcuni casi, a valutare un ritorno a politiche monetarie più restrittive. "La politica fiscale si sta muovendo nella direzione opposta, poiché i governi utilizzano i sussidi per il carburante e altre misure di sostegno per attenuare l'impatto sulla crescita derivante dalla guerra in Iran. La ripresa dell'attività manifatturiera globale sembra ora destinata ad accrescere queste pressioni, il che renderebbe l'inflazione più ampia e duratura di quanto i mercati si aspettino", spiega l'esperto. Paesi come Regno Unito, Nuova Zelanda e Australia potrebbero inoltre subire gli effetti negativi sulla crescita derivanti da una potenziale e prolungata carenza di prodotti petroliferi raffinati, tra cui carburante per aerei e diesel. Uno scenario che rischia di accentuare le dinamiche stagflazionistiche e di complicare notevolmente il compito delle banche centrali. INDICI PMI MOSTRANO RIPRESA "A complicare ulteriormente questo scenario si aggiungono chiari segni di una ripresa sostenuta degli indici dei direttori degli acquisti (PMI) del settore manifatturiero globale, dopo una tendenza al ribasso durata tre anni nel ciclo industriale", dichiara Marden. Inoltre, lo scorso anno il governo di Pechino ha annunciato la sua campagna "anti-involuzione" per frenare gli investimenti eccessivi e sostenere i margini di profitto in vari settori industriali. "Sebbene l'impatto effettivo di questa politica sia discutibile, i suoi effetti hanno raggiunto l'economia cinese all'incirca nello stesso momento in cui il ciclo manifatturiero globale ha toccato il fondo e ha iniziato a registrare una svolta positiva", prosegue l'esperto. La variazione su base annua dell'indice dei prezzi alla produzione in Cina è diventata positiva a marzo. "I colloqui con i team di management delle aziende industriali cinesi suggeriscono che quasi tutti hanno aumentato i prezzi per compensare i maggiori costi delle materie prime e per rispondere a una domanda più solida", osserva Marden. INFLAZIONE POTREBBE RIVELARSI PIÙ STRUTTURALE E DURATURA Gli investitori sembrano puntare su una rapida normalizzazione della situazione nello Stretto di Hormuz e su un conseguente ridimensionamento delle pressioni sui prezzi. Tuttavia, avverte l'esperto, l'inflazione potrebbe rivelarsi più strutturale e duratura, continuando a pesare sull'economia anche dopo il superamento dell'emergenza energetica. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: la Fed si arrocca e lascia i mercati navigare a vista (Ofi Invest Am)
19/06/2026 12:51
FOCUS: la Fed si arrocca e lascia i mercati navigare a vista (Ofi Invest Am)
MILANO (MF-NW)--Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, ha adottato un approccio riformista nella sua prima riunione, mettendo chiaramente in luce la volontà di ridurre la forward guidance. Questo potrebbe aumentare l'incertezza sulla politica monetaria e la volatilità dei mercati. Warsh ha inoltre annunciato interventi su bilancio e comunicazione. In questo contesto, il Fomc appare sempre più frammentato. "In Ofi Invest AM manteniamo lo scenario di tassi invariati, pur riconoscendo crescenti rischi di un rialzo", commenta Ombretta Signori, Head of Macroeconomic Research and Strategy di Ofi Invest AM. INVESTITORI PREVEDEVANO ATTEGGIAMENTO RIFORMISTA DA WARSH Ancora prima dell'ultimo meeting, gli operatori di mercato erano consapevoli che l'arrivo di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve avrebbe segnato un cambiamento nell'impostazione della politica monetaria. Le novità attese si articolano in quattro filoni principali: una forward guidance più limitata rispetto al passato e, più in generale, una comunicazione meno frequente; una progressiva riduzione del bilancio della Fed, con l'obiettivo di separare in modo più netto la politica monetaria da quella fiscale e contenere l'inflazione degli asset finanziari; una possibile revisione degli indicatori di riferimento, intesi come un ridimensionamento delle misure sull'inflazione; e, infine, una vision secondo cui l'AI supporta la crescita senza generare pressioni inflazionistiche, creando un contesto potenzialmente favorevole per i tagli dei tassi. "Alla prova dei fatti, però, alcuni di questi punti potranno essere implementati con relativa facilità. Un esempio è quello sulla comunicazione, dato che è un aspetto che non è vincolato a delle leggi e quindi non c'è una normativa da modificare formalmente", spiega l'esperta. INTERVENIRE SUL BILANCIO POTREBBE RIVELARSI DIFFICLE Al contrario, "altri obiettivi saranno più difficili da raggiungere, come la riduzione del bilancio, anche per ostacoli interni", dichiara Signori. "Per esempio, in un recente discorso M. Barr (membro del Consiglio della Federal Reserve) ha chiaramente espresso un'opinione divergente da quella di Warsh, sostenendo che ridurre il bilancio della Fed sia una scelta sbagliata, poiché potrebbe indebolire la resilienza delle banche, destabilizzare i mercati monetari e, in definitiva, comportare rischi per la stabilità finanziaria, ampliando al contempo la potenziale influenza della Fed sui mercati finanziari", prosegue l'esperta. WARSH ANNUNCIA CREAZIONE DI 5 TASK FORCE INDIPENDENTI "Venendo alla prima riunione di Warsh nel ruolo di presidente, il fatto che la banca centrale statunitense sarebbe entrata in una nuova fase è diventato chiaro, soprattutto alla luce di due episodi", osserva Signori. "Il primo è il discorso molto più conciso e con un numero significativamente inferiore di indicazioni sulle prospettive economiche e di giudizi sulle condizioni di mercato. Il secondo è che il presidente non ha pubblicato il suo 'dot', in linea con la sua opinione secondo cui i punti dovrebbero essere gradualmente eliminati", continua l'esperta. Ma il cambiamento non si ferma qui. Warsh ha annunciato la creazione di cinque task force indipendenti che inizieranno a lavorare nelle prossime due settimane, con conclusioni attese entro la fine dell'anno. I gruppi si occuperanno rispettivamente della comunicazione della Fed, del bilancio, delle fonti dei dati, della produttività e del lavoro e del quadro di riferimento della Fed sull'inflazione. OFI INVEST AM VEDE TASSI FERMI, MA CRESCONO RISCHI RIALZO "Ma cosa implica tutto ciò per le aspettative sulla politica monetaria? Nonostante un voto unanime, le proiezioni dei dot rivelano un Fomc più frammentato che mai per quest'anno, con 6 membri che prevedono due rialzi, 3 prevedono un rialzo, 8 non prevedono nessuna variazione e 1 prevede addirittura un taglio", osserva Signori. "In questo senso, noi di Ofi Invest AM ci allineiamo allo scenario di nessuna variazione, sebbene riconosciamo che le possibilità di un rialzo dei tassi siano in crescita", commenta l'esperta. In conclusione, spiega Signori, quello che possiamo aspettarci dopo questa riunione è una politica monetaria più incerta sull'altra sponda dell'Atlantico e ciò potrebbe creare anche una maggiore volatilità dei mercati, soprattutto nella fase di passaggio dalla vecchia Fed a quella come se la immagina Kevin Warsh. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)