COMMENTO BOND: investitori chiedono premi più alti su Gilt, cresce incertezza fiscale (Carmignac)
22/06/2026 18:02
COMMENTO BOND: investitori chiedono premi più alti su Gilt, cresce incertezza fiscale (Carmignac)
MILANO (MF-NW)--"Keir Starmer ha rassegnato ufficialmente le dimissioni da primo ministro, lasciando Andy Burnham, sindaco della Grande Manchester e importante esponente laburista favorevole alla devolution, come principale candidato alla carica di primo ministro del Regno Unito", riporta Kevin Thozet, Portfolio Advisor e membro dell'Investment Committee di Carmignac. "Con costi elevati per il servizio del debito e un margine di manovra fiscale limitato da prospettive di crescita più deboli e tassi di interesse più alti, nuovi impegni di spesa richiederebbero probabilmente un aumento delle emissioni di Gilt o un allentamento delle regole di bilancio: due opzioni le cui conseguenze negative sono ben comprese sia dai mercati sia dai policy maker", spiega l'esperto. In questo quadro, qualsiasi aumento significativo della spesa dovrebbe probabilmente essere compensato da tagli in altri ambiti o da maggiori imposte. "La preoccupazione non è quindi una perdita improvvisa di credibilità "alla Truss" causata da tagli fiscali non finanziati, ma piuttosto un'erosione graduale e duratura della credibilità fiscale, determinata dall'aumento degli impegni di spesa strutturale e da un ritmo più lento di riduzione del debito", prosegue Thozet. "Queste preoccupazioni si riflettono sempre più nei mercati del reddito fisso. Gli investitori richiedono in misura crescente un premio a termine più elevato per compensare l'incertezza fiscale e il rischio legato alla futura offerta di Gilt", dichiara l'esperto. "Il premio a termine del Regno Unito sta convergendo sempre più verso quello dei Paesi europei tradizionalmente più fragili sul piano fiscale", conclude Thozet. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ITALIA: rapporti solidi con aziende statunitensi, nonostante scontro Trump-Meloni (AmCham)
22/06/2026 18:01
TOP NEWS ITALIA: rapporti solidi con aziende statunitensi, nonostante scontro Trump-Meloni (AmCham)
MILANO (MF-NW)--Le trubolenze politiche e lo scontro tra Trump e Meloni restano sullo sfondo dell'Assemblea Annuale dei Soci dell'American Chamber of Commerce in Italy (AmCham). Tuttavia, gli interventi sottolineano la solidità dei rapporti tra le aziende italiane e americane e la tenuta dell'export, nonostante le incertezze dello scenario internazionale. EXPORT ITALIANO VERSO USA SARÀ BUONO IN 2026, NON RECORD COME 2025 L'export italiano verso gli Stati Uniti nel 2026 "potrebbe essere lievemente peggiore del 2025 che è stato però un anno record; quindi, alla fine, si confermerà un anno buono", ha dichiarato Simone Crolla, Consigliere Delegato dell'AmCham. "Ci sarà sicuramente un pò di contrazione perché comunque l'incertezza che la politica daziaria infonde alla fine è reale". Le esportazioni sono state record nel 2025: "magari non lo saranno nel 2026, ma il numero aggregato sarà comunque superiore a quello degli anni precedenti", ha spiegato. Nonostante l'impatto dei dazi e delle politiche di reshoring adottate dagli Stati Uniti, l'interscambio commerciale tra i due Paesi continua a crescere. "Abbiamo un interscambio commerciale che supera i 110 miliardi di dollari", ha concluso. CROLLA: MELONI E TRUMP HANNO CARATTERI FORTI, SAPRANNO RITROVARE AMICIZIA Al centro dell'attenzione il recente scambio di battute tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il tycoon americano. Secondo Crolla, Meloni e Trump "sono due grandi leader politici che interpretano i paesi che guidano, hanno caratteri forti e come sempre gli amici, anche i migliori, litigano per rinforzare poi di conseguenza la loro amicizia. La interpreto così: non ci vedo disegni politici strani, però in ogni caso sicuramente sapranno trovare una rinnovata amicizia". RONZULLI, LEGAME SOLIDO A PRESCINDERE DA CHI SIEDE IN STUDIO OVALE La vicepresidente del senato, Licia Ronzulli, ha ricordato quella che ha definito "una verità fondamentale". I rapporti tra Stati Uniti e Italia "sono molto più forti delle contingenze politiche e dei cambiamenti che possono verificarsi da una parte o dall'altra dell'Atlantico", ha spiegato. "A prescindere da chi siede nello Studio Ovale, il legame tra i nostri Paesi resta saldo perché affonda le proprie radici in interessi condivisi, valori comuni e decenni di collaborazione", ha proseguito. LUCCHINI, AZIENDE USA IN ITALIA NON OSPITI MA PROTAGONISTE Anche Stefano Lucchini, presidente di AmCham e candidato unico alla riconferma per il suo secondo e ultimo mandato, ridimensiona le recenti tensioni tra i due leader. Secondo Lucchini, si tratta di una normale dialettica "come succede tra amici". Secondo Lucchini "ci sono momenti con toni che possono sembrare diversi ma siamo in una situazione in cui dove l'amicizia di due Paesi non è messa in discussione e mai lo sarà. E non è un augurio, è una cosa ferma". Lucchini ha quindi ribadito la solidità del rapporto economico tra Italia e Stati Uniti: "i numeri lo dimostrano, le aziende americane in Italia non sono ospiti ma protagoniste", con 334mila posti di lavoro con oltre tremila aziende, mentre le aziende italiane negli Stati Uniti offrono lavoro a oltre 300 mila americani, ha ricordato il Presidente. MARCENARO LYON, IMPRENDITORI CONTINUANO A CREDERE IN MERCATO AMERICANO Il momento politico è complesso, tuttavia "gli imprenditori continuano a credere nel mercato americano. I numeri sull'export non stanno diminuendo, quindi bisogna guardare i fatti", ha dichiarato Roberta Marcenaro Lyon. "Ci sono dei nuovi Stati in espansione dove io sto portando le industrie italiane, soprattutto negli ambiti tecnici dell'ingegneria, della grande architettura, del nucleare, delle opere di ingegneria Infrastrutturale dove l'Italia rimane maestra", ha proseguito. "Non ci sono state chiusure da nessun punto di vista. Se non c'è questa cosa sempre un pò dei dazi. Ma dal punto di vista generale del business c'è grande volontà di continuare questa relazione transatlantica importante e solida", ha spiegato. Le aziende italiane devono ancora scommettere nel mercato americano: "una grande economia, anzi la più bella economia mondiale. Questo non passerà". DI MAIO, PAESI GOLFO HANNO EVITATO CONFLITTO REGIONALE Nonostante i segnali rassicuranti, il conflitto in Medio Oriente continua a rappresentare una fonte di forte preoccupazione, con l'attenzione rivolta ai negoziati in corso in Svizzera. "Questo accordo è legato soprattutto all'attuale condizione in Libano e ad Hormuz. Se non tiene il cessate il fuoco in Libano, Hormuz richiude", ha commentato Di Maio. L'area del Golfo resta strategica per il tessuto produttivo occidentale: molte imprese americane e italiane stavano infatti ampliando la propria presenza nella regione. "I Paesi del Golfo hanno avuto una grandissima capacità nell'essere pazienti e resilienti perché paesi come gli Emirati Arabi Uniti hanno avuto più attacchi dall'Iran che Israele stesso", ha spiegato. "I Paesi del Golfo non hanno ceduto alle provocazioni, altrimenti oggi saremmo in una guerra regionale e un accordo tra Stati Uniti e Iran sarebbe stato più difficile", ha concluso Di Maio. TREMONTI, VIGILARE SU LIMITI AI Al centro del dibattito anche i temi legati all'intelligenza artificiale e alle sue implicazioni economiche e sociali. Secondo Giulio Tremonti, Presidente Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei deputati, "dobbiamo avere idea dei limiti dell'AI e dei problemi enormi che crea non sono nel campo del sapere ma dell'essere". In questo ambito, il tema della regolamentazione assume un ruolo centrale. "È impossibile pensare di vivere in un mondo globale senza regole", ha concluso. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)