-
COMMENTO BOND: pressione al rialzo su rendimenti giapponesi potrebbe proseguire
30/07/2026 17:45
COMMENTO BOND: pressione al rialzo su rendimenti giapponesi potrebbe proseguire
MILANO (MF-NW)--Il governo giapponese guidato dal Primo Ministro Sanae Takaichi ha dato seguito alla promessa elettorale di avviare i preparativi per ridurre l'imposta sui consumi applicata a cibi e bevande, dopo mesi di confronto politico. Il governo intende abbassare l'imposta sulle vendite di alimenti e bevande all'1% per due anni, a partire dal prossimo aprile. Per agevolare l'attuazione da parte dei rivenditori, l'aliquota dell'imposta sui consumi sarà ridotta dall'8% all'1%, anziché allo 0%; l'1% residuo sarà destinato a trasferimenti in denaro alle famiglie aventi diritto, per un ammontare complessivo di circa 600 miliardi di yen. Il governo non ha ancora chiarito come intenda finanziare il taglio delle imposte e i trasferimenti in denaro, misure che dovrebbero costare oltre 4000 miliardi di yen. Gli investitori, avverte Magdalene Teo, Fixed Income Research Asia di Julius Baer, temono che l'orientamento di politica fiscale di Takaichi stia diventando sempre più espansivo proprio mentre l'aumento dei prezzi del petrolio e la debolezza dello yen alimentano le preoccupazioni sull'inflazione. La pressione al rialzo sui rendimenti dei titoli di Stato giapponesi è quindi destinata a proseguire a causa dell'incertezza fiscale, soprattutto se le maggiori spese dovessero tradursi in un incremento delle emissioni di debito pubblico. La Bank of Japan annuncerà la propria decisione di politica monetaria domani. La maggior parte degli economisti si aspetta che la Banca centrale lasci invariati i tassi e l'attenzione del mercato sarà rivolta a eventuali indicazioni del governatore Kazuo Ueda sul ritmo dei futuri rialzi dei tassi. Se Ueda non dovesse lasciare intendere un'accelerazione del ciclo di rialzi, lo yen potrebbe indebolirsi fino a 165 contro il dollaro. Gli interventi sul mercato valutario effettuati finora quest'anno non sono riusciti a sostenere lo yen. Il principale fondo pensione del Paese, il Government Pension Investment Fund (Gpif), ha finora smentito l'intenzione di ridurre gli acquisti di attività estere per aumentare l'allocazione nei titoli di Stato giapponesi. Per Takaichi vi è una certa urgenza nel dare attuazione alla promessa elettorale in vista delle elezioni locali previste nella primavera del 2027. La sua popolarità è recentemente diminuita a causa dell'aumento del costo della vita, alimentato dagli elevati prezzi dell'energia e dal rincaro delle importazioni dovuto alla debolezza dello yen. Per quanto riguarda la crescita dei salari, altro elemento che la BoJ monitora nel tentativo di favorire un circolo virtuoso tra aumenti retributivi e crescita dei prezzi, il comitato consultivo del Ministero del Lavoro giapponese ha raccomandato di aumentare del 4,9% il salario minimo orario medio nazionale, portandolo a 1176 yen per l'attuale anno fiscale. Il nuovo salario minimo riguarderà oltre 50 milioni di lavoratori e dovrebbe entrare in vigore a ottobre. L'aumento dei salari minimi dimostra che la crescita delle retribuzioni si sta estendendo oltre le grandi imprese a una quota più ampia della forza lavoro. La carenza di manodopera continua a rappresentare un problema a causa del calo e dell'invecchiamento della popolazione giapponese. Al di fuori delle grandi città, molte aree incontrano difficoltà nell'applicare il più elevato salario minimo introdotto lo scorso anno, poiché le imprese locali faticano ad adeguarsi all'aumento dei costi operativi. Il cambio usd/yen, conclude Teo, continua a muoversi in modo volatile, con gli operatori che minacciano di spingere lo yen verso un nuovo minimo qualora la BoJ non adottasse un tono restrittivo nella riunione di venerdì. Questa settimana la curva dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesoi 30 anni/10 anni si è nuovamente irripidita in seguito all'orientamento fiscale espansivo di Takaichi. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
*BOND: spread Btp/Bund chiude a 80,281 punti base
30/07/2026 17:40
-
MARKET DRIVER: Snam, Equita Sim lima target price
30/07/2026 17:10
MARKET DRIVER: Snam, Equita Sim lima target price
MILANO (MF-NW)--Equita Sim ha limato da 7,4 a 7,2 euro il prezzo obiettivo su Snam, confermando la raccomandazione buy. "Risultati del secondo trimestre 2026 migliori delle attese, grazie principalmente al business non-regolato. Anche la posizione finanziaria netta è risultata superiore alle attese, grazie alle dinamiche del circolante", commentano gli analisti. Il target price viene aggiornato per "incorporare il recente rialzo dei tassi", spiegano gli esperti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
MARKET DRIVER: Terna, Equita Sim conferma hold
30/07/2026 16:45
MARKET DRIVER: Terna, Equita Sim conferma hold
MILANO (MF-NW)--Equita Sim ribadisce la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 9,5 euro su Terna. "Risultati del secondo trimestre 2026 superiori alle attese, guidance sull'intero anno confermata", commentano gli analisti. "I risultati e i messaggi della call sono complessivamente rassicuranti, con conferma della guidance, buona visibilità sugli incentivi ed execution del capex. I principali elementi di incertezza restano invece il possibile reset del Wacc 2027 e la futura regolazione Ross", aggiungono gli esperti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
COMMENTO ENERGY: settore petrolifero affossa Pil Arabia Saudita in 2° trim
30/07/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: settore petrolifero affossa Pil Arabia Saudita in 2° trim
MILANO (MF-NW)--L'economia dell'Arabia Saudita si è contratta del 4,8% su base annua nel secondo trimestre a causa del forte calo delle attività legate al petrolio. La contrazione ha invertito la crescita reale del Pil del 3% nel primo trimestre, sostenuta dal calo della produzione petrolifera. Nel secondo trimestre le attività legate al petrolio sono diminuite del 24,7%, compensando i modesti aumenti annuali registrati nei servizi pubblici (+0,9%) e nei settori non petroliferi (+0,6%). Per settore, le attività petrolifere hanno sottratto 5,4 punti percentuali alla crescita del Pil reale. Al contrario, le attività non petrolifere hanno contribuito positivamente per 0,4 punti percentuali, mentre le attività governative e le imposte nette sui prodotti hanno aggiunto ciascuna 0,1 punti percentuali. Nel frattempo, il Regno ha registrato un calo del 4,9% del Pil reale trimestrale destagionalizzato nel secondo trimestre, dopo la flessione dell'1,2% nei tre mesi precedenti. Il calo trimestrale è stato determinato dal crollo del 21,5% delle attività petrolifere e dalla diminuzione dello 0,5% delle attività non petrolifere, solo in parte compensati dal lieve aumento dello 0,2% delle attività governative. L'industria petrolifera ha sottratto 4,5 punti percentuali alla crescita trimestrale destagionalizzata del Pil, mentre il settore non petrolifero e le imposte nette sui prodotti hanno avuto contributi negativi più contenuti, rispettivamente di 0,3 e 0,1 punti percentuali. Sul fronte opposto, le attività governative hanno registrato un contributo positivo, seppur marginale, pari a 0,03 punti percentuali. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)