Fed: mantiene invariato tasso riferimento al 3,5-3,75%
18/03/2026 19:22
Fed: mantiene invariato tasso riferimento al 3,5-3,75%
MILANO (MF-NW)--La Federal Reserve ha mantenuto invariato il tasso di riferimento sui fed funds al 3,5-3,75%, con una maggioranza di 11 voti a 1. "Gli indicatori disponibili suggeriscono che l'attività economica si sta espandendo a un ritmo solido. I guadagni occupazionali sono rimasti contenuti e il tasso di disoccupazione è cambiato poco negli ultimi mesi, mentre l'inflazione rimane leggermente elevata", si legge nel comunicato diffuso dopo la riunione. Il Comitato ha inoltre ribadito il suo impegno a raggiungere la piena occupazione e un'inflazione al 2% nel lungo periodo. "L'incertezza sulle prospettive economiche resta elevata, mentre le implicazioni degli sviluppi in Medio Oriente per l'economia statunitense sono incerte. Il Comitato presta attenzione ai rischi che potrebbero influire su entrambi gli obiettivi del suo mandato", ha commentato la Banca centrale. Nonostante l'elevata incertezza, i funzionari hanno nuovamente segnalato di attendersi alcuni tagli dei tassi in futuro. Il "dot plot" indica un taglio quest'anno e un altro nel 2027, anche se il momento preciso resta incerto. Dei 19 partecipanti al Fomc, sette prevedono che i tassi rimarranno invariati quest'anno. Le proiezioni per i prossimi anni sono più eterogenee, ma la mediana suggerisce un ulteriore allentamento nel 2027. Negli aggiornamenti delle loro proiezioni economiche, i funzionari della Fed prevedono che il Pil crescerà del 2,4% quest'anno. La crescita dovrebbe proseguire a un ritmo solido del 2,3% nel 2027, in aumento di tre decimi di punto percentuale rispetto alle previsioni precedenti. Le stime di inflazione sono state anch'esse riviste al rialzo: l'indice dei prezzi per le spese di consumo personale (Pce) dovrebbe registrare un'inflazione del 2,7%, sia per l'indice headline che per quello core. Tuttavia, l'inflazione è attesa tornare vicino all'obiettivo del 2% della Fed negli anni successivi, con il progressivo attenuarsi degli effetti dei dazi e della guerra. Nonostante una serie di dati deboli sull'occupazione, i responsabili politici confermano la previsione di un tasso di disoccupazione del 4,4% entro la fine dell'anno. "Hanno votato a favore dell'azione di politica monetaria Jerome H. Powell, Presidente; John C. Williams, Vicepresidente; Michael S. Barr; Michelle W. Bowman; Lisa D. Cook; Beth M. Hammack; Philip N. Jefferson; Neel Kashkari; Lorie K. Logan; Anna Paulson; e Christopher J. Waller", riporta il comunicato. L'unico dissenziente è stato Stephen Miran, che ha nuovamente espresso la preferenza per un taglio di un quarto di punto percentuale. (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Usa: +6,2 mln barili scorte settimanali di petrolio
18/03/2026 18:47
Usa: +6,2 mln barili scorte settimanali di petrolio
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, le scorte di petrolio sono aumentate di 6,2 milioni di barili nella settimana conclusa il 13 marzo, dopo un incremento di 3,8 milioni registrato nella settimana precedente, secondo quanto riportato della U.S. Energy Information Administration (Eia). Le scorte totali di greggio, comprese quelle della Riserva Strategica di Petrolio (Spr), si attestano a 864,7 milioni di barili, un livello superiore del 3,8% rispetto a un anno fa. Al netto della Spr, le scorte risultano pari a 449,3 milioni di barili, circa l'1% al di sotto della media degli ultimi cinque anni per questo periodo dell'anno, ha precisato l'EIA. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
18/03/2026 18:06
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones scende dello 0,77%, l'S&P 500 dello 0,55% e il Nasdaq Composite dello 0,64%, mentre gli investitori attendono la decisione del Fomc sui tassi di interesse e la conferenza stampa del Presidente della Fed, Jerome Powell. Intanto, i prezzi del petrolio sono tornati a correre, con il Brent nuovamente vicino alla soglia dei 110 dollari al barile, mentre Israele e Iran intensificano gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente. Lato macro, sia l'inflazione alla produzione complessiva sia quella core sono risultate nettamente superiori alle attese a febbraio, segnalando pressioni già in aumento prima che lo shock energetico nel Golfo Persico innescasse un'impennata dei costi dell'energia a marzo. I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,7% a febbraio, il rialzo più forte degli ultimi sette mesi e ben al di sopra delle attese dello 0,3%. Su base annua, l'indice PPI è salito al 3,4%, il livello più alto dell'ultimo anno, superando le previsioni del 2,9%. Anche i prezzi alla produzione core sono aumentati dello 0,5% su base mensile e del 3,9% su base annua, entrambi sopra le stime di mercato. Gli ordini alle fabbriche sono aumentati dello 0,1% a gennaio, in linea con le aspettative degli analisti, dopo una flessione dello 0,4% registrata nel mese precedente. Escludendo il calo dello 0,8% registrato nel settore dei trasporti, i nuovi ordini sarebbero cresciuti dello 0,4%, a fronte di un incremento dello 0,6% a dicembre. Inoltre, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 10,9% nella settimana terminata il 13 marzo, dopo l'incremento del 3,2% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono aumentate dell'1%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece crollate del 19%. Sul fronte della politica monetaria, le stime sulla Federal Reserve "prevedono tassi fermi", afferma David Pascucci, market analyst di Xtb. "Sulle proiezioni economiche non possiamo assolutamente fare pronostici, sul discorso di Powell possiamo ipotizzare cosa potremmo aspettarci. Il rialzo dell'inflazione é al momento un'ipotesi, pertanto Powell potrebbe affermare che la Fed sta monitorando la situazione e che é pronta ad agire qualora dovessimo vedere un forte rialzo dei prezzi, in linea con il suo mandato. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l'unica vera novit riguarda i disastrosi nonfarm payrolls che potrebbero essere oggetto di domande da parte della stampa, cosí come gli effetti di un probabile ritorno dell'inflazione sul consumatore americano", aggiunge l'esperto. In sostanza, conclude Pascucci, "Powell potrebbe rimanere cauto sull'inflazione e pronto ad agire qualora dovessimo vedere dei rialzi forti della stessa (che al momento non possiamo ipotizzare), mentre sul mercato del lavoro potrebbe ancora temporeggiare come ha fatto fino ad ora. Tassi fermi e tutto rimandato alla prossima e ultima riunione di Powell". Sul fronte societario: - Macy's registra un balzo del 4,88% a metà seduta. La società ha superato le attese di Wall Street per il quarto trimestre in termini di utili e ricavi grazie ai progressi mostrati dal marchio omonimo. - Il titolo di Nvidia cala dello 0,36%. Il Ceo della società, Jensen Huang, si è dichiarato ottimista sulle potenzialità dell'AI agentica e del software OpenClaw a margine della conferenza Nvidia Gtc 2026 sull'intelligenza artificiale in corso in questi giorni in California. - Le azioni di Lululemon Athletica salgono del 5,47% a metà seduta. La società ha chiuso il quarto trimestre con utili e ricavi superiori alle attese, ma ha deluso il mercato con previsioni deboli per il 2026, appesantite da dazi doganali, aumento dei costi e da una dura battaglia per procura con il fondatore. Nel dettaglio, l'utile per azione trimestrale si è attestato a 5,01 dollari, sopra i 4,78 usd previsti, mentre i ricavi hanno raggiunto 3,64 mld usd, superando i 3,58 mld stimati. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)