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MARKET DRIVER: grave interruzione flussi energia può cambiare prosettive inflazione (State Street Inv.)
03/03/2026 19:20
MARKET DRIVER: grave interruzione flussi energia può cambiare prosettive inflazione (State Street Inv.)
MILANO (MF-NW)--"Stiamo assistendo a un conflitto regionale su vasta scala, tuttavia, le dinamiche iniziali della guerra implicano solo un aumento temporaneo dei prezzi dell'energia e dell'attrattività dei beni rifugio, con una parziale normalizzazione nell'arco di alcune settimane", commenta Elliot Hentov, Chief Macro Policy Strategist di State Street Investment Management. "Restano rischi materiali al ribasso, principalmente attraverso una grave interruzione dei flussi o della produzione energetica, oppure in caso di un numero elevato di vittime militari statunitensi o civili nei Paesi del Gcc", prosegue l'esperto. Infine, se dovesse concretizzarsi uno scenario di grave deterioramento della situazione geopolitca, "anche azioni e obbligazioni globali ne risentirebbero, a causa del cambiamento del quadro inflazionistico e delle prospettive di politica economica", conclude Hentov. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Ubs: in 125 anni le azioni hanno dato le migliori performance ma vince la diversificazione
03/03/2026 19:19
Ubs: in 125 anni le azioni hanno dato le migliori performance ma vince la diversificazione
MILANO (MF-NW)--E' stata presentata da Ubs Investment Bank e dal cio di Ubs Global Wealth Management, in collaborazione con il professor Paul Marsh e il dottor Mike Staunton della London Business School e il professor Elroy Dimson dell'Università di Cambridge, l'ultima edizione del Global Investment Returns Yearbook. Il report si fonda su oltre 125 anni di dati storici e rappresenta una base preziosa per comprendere l'evoluzione dei mercati finanziari globali. Tra le principali osservazioni dell'edizione 2026 emergono: • I mercati globali si sono profondamente trasformati dal 1900. Da un mercato azionario globale relativamente equilibrato all'inizio del XX secolo, gli Stati Uniti dominano oggi la capitalizzazione azionaria mondiale, rappresentando il 62% del valore totale del mercato azionario globale. Ciò riflette solidi rendimenti azionari di lungo periodo e un'emissione sostenuta di azioni, anche se la quota degli Stati Uniti sul Pil globale è diminuita rispetto ai massimi di metà secolo. • Le nuove tecnologie non generano sempre bolle speculative, né le bolle implicano necessariamente rendimenti deboli nel lungo periodo. Le ferrovie, che dominavano nel 1900 e oggi rappresentano l'1% del mercato statunitense, hanno comunque sovraperformato nel lungo periodo. Allo stesso modo, i titoli tecnologici - nonostante il crollo della bolla dot-com - hanno registrato nel tempo rendimenti superiori rispetto al mercato statunitense nel suo complesso. • Le azioni rappresentano la classe di attivi liquidi con le migliori performance. Dal 1900, le azioni hanno superato le obbligazioni, i titoli di Stato a breve termine e l'inflazione in tutti i Paesi con una storia di investimento continuativa. Un investimento iniziale di 1 usd in azioni nel 1900 avrebbe raggiunto 124.854 usd in termini nominali a fine 2025, rispetto a 284 usd per le obbligazioni a lungo termine e 69 usd per i Treasury bill. • I mercati sviluppati hanno sovraperformato nel lungo periodo. Dal 1900, hanno registrato rendimenti azionari nel lungo periodo più elevati (8,5%) rispetto ai mercati emergenti (6,9%). Tuttavia, in periodi più recenti, i mercati emergenti hanno superato quelli sviluppati, con un rendimento annuo del 10,9% dal 1960 al 2025, contro il 9,6% dei mercati sviluppati. • L'inflazione ha un impatto determinante sui rendimenti di lungo periodo. Nonostante un'inflazione relativamente contenuta negli Stati Uniti rispetto agli standard globali - in media il 2,9% annuo dal 1900 - ciò significa che 1 usd del 1900 ha oggi un potere d'acquisto equivalente a 38 usd. Nei confronti dei rendimenti nel tempo o tra Paesi, l'attenzione dovrebbe quindi concentrarsi sui rendimenti reali, corretti per l'inflazione. I rendimenti reali delle azioni hanno ampiamente superato l'inflazione. • Il ruolo dell'oro come copertura contro l'inflazione è complesso. L'oro ha registrato rendimenti negativi in 13 dei 28 anni in cui l'inflazione ha superato il 3%, ma nel lungo periodo ha preservato il potere d'acquisto, con il prezzo reale dell'oro in USD aumentato di 5,2 volte dal 1900, equivalente a un rendimento reale annualizzato dell'1,3%. In alcuni periodi, l'oro si è dimostrato efficace anche come copertura contro i rischi dei mercati azionari. • Storicamente, i rischi economici hanno superato quelli geopolitici. Sebbene eventi geopolitici estremi abbiano coinciso con alcune delle peggiori performance di mercato dal 1900, la maggior parte dei forti ribassi azionari in tempi di pace è stata innescata da fattori economici piuttosto che geopolitici. Gli investitori dovrebbero quindi guardare oltre il rumore geopolitico di breve periodo. • Nuove analisi sulla copertura valutaria evidenziano i benefici della riduzione della volatilità. In media, il rischio di cambio ha aggiunto circa sei punti percentuali al rischio totale sia dei portafogli azionari sia di quelli obbligazionari, contribuendo però in misura proporzionalmente maggiore al rischio dei portafogli obbligazionari. Ciò può spiegare la maggiore diffusione delle strategie di copertura nei portafogli a reddito fisso. • La diversificazione sta diventando più complessa, ma continua a funzionare. La concentrazione dei mercati e l'aumento delle correlazioni hanno reso più difficile la diversificazione; tuttavia, le evidenze storiche mostrano che la diversificazione globale e i portafogli bilanciati azioni-obbligazioni hanno continuato a ridurre rischi e drawdown. Dan Dowd, Head of Global Research di Ubs Investment Bank, dichiara che "l'edizione 2026 del Global Investment Returns Yearbook rafforza il valore dell'analisi storica per comprendere le dinamiche di mercato attuali. Con 126 anni di dati, offre un quadro potente per capire come l'asset allocation, la diversificazione e i principi duraturi del rapporto rischio-rendimento plasmino i risultati di investimento di lungo periodo". Mark Haefele, cio di Ubs Global Wealth Management, afferma che "il Global Investment Returns Yearbook ci ricorda che, sebbene i mercati e le tecnologie evolvano, i principi fondamentali di un investimento di successo rimangono invariati. La storia continua a dimostrare l'importanza della diversificazione, di un'asset allocation disciplinata e di una prospettiva di lungo periodo". Il professor Paul Marsh della London Business School aggiunge che "in periodi di incertezza economica e geopolitica, è facile perdere di vista l'orizzonte di investimento di lungo periodo. Il Yearbook, con il suo database che copre 126 anni, rappresenta una ricca fonte di informazioni ed esperienza per aiutare i lettori a filtrare il rumore di breve periodo e a trarre insegnamenti dal passato per investire meglio nel futuro". com/alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: cat bond offrono alternativa interessante per investitori (J. Safra Sarasin)
03/03/2026 19:00
MARKET DRIVER: cat bond offrono alternativa interessante per investitori (J. Safra Sarasin)
MILANO (MF-NW)--"Il 2026 ha rafforzato una tesi che sosteniamo da alcuni anni: nessun singolo asset può essere considerato una soluzione miracolosa per un portafoglio. Pertanto, gli investitori dovrebbero ampliare i propri orizzonti oltre le asset class tradizionali", commenta George Cotton, portfolio manager of the Jss Transition Enhanced Commodities fund di J. Safra Sarasin. In questo contesto, le materie prime e i metalli preziosi svolgono un ruolo importante nella protezione dal rischio geopolitico e dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento. Inoltre, i cat bond offrono un'alternativa interessante per gli investitori, "fornendo rendimenti in gran parte non correlati ai mercati finanziari tradizionali, poiché dipendono principalmente da eventi naturali catastrofici piuttosto che dai cicli economici", prosegue l'esperto. "La verità è che tutte le relazioni tra gli asset variano nel tempo, influenzate dal contesto macroeconomico più ampio, dalla geopolitica, dalle barriere commerciali e dai flussi di capitali internazionali", spiega Cotton. Inoltre, è necessario considerare le mutevoli correlazioni tra il dollaro statunitense e i Treasury, le criptovalute e i metalli preziosi. "Questi cambiamenti dimostrano che nessun asset è veramente un rifugio sicuro in tutti i regimi di mercato", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
03/03/2026 18:51
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano in netto calo a metà seduta, mentre aumentano le preoccupazioni degli investitori per l'escalation in Medio Oriente. Nel dettaglio, il Dow Jones scende dell'1,39%, l'S&P 500 dell'1,45% e il Nasdaq Composite dell'1,61%. In parallelo, i prezzi del petrolio continuano a salire dopo che un comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio e del Gnl mondiale, è attualmente chiuso e che Teheran darà fuoco alle navi che tenteranno di attraversarlo. Nel dettaglio, il Brent ha superato gli 82 dollari al barile (+6,01%) mentre il Wti sale fino a 75 dollari al barile, registrando un rialzo del 6,23%. Sul fronte politico, "in Iran tutto sta andando molto bene, abbiamo eliminato la Marina, abbiamo distrutto la forza aerea, i radar sono stati eliminati, tutto è stato eliminato. Abbiamo un grande esercito e sta facendo un lavoro fantastico". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, nel corso del bilaterale con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, nello Studio Ovale, aggiungendo che "stavamo negoziando con questi lunatici e la mia opinione era che ci avrebbero attaccato per primi. Potrei esser stato io ad aver forzato la mano di Israele. Basandomi su come stavano andando i negoziati pensavo che ci avrebbero attaccato per primi e non volevo che accadesse. Israele era pronta e anche noi. Tutto quello che avevano è stato eliminato, i loro missili sono diminuiti". L'impatto macroeconomico dell'escalation in Medio Oriente dipenderà dalla durata del conflitto e dalla capacità dei mercati globali delle materie prime di assorbire e compensare un'eventuale riduzione dell'offerta di petrolio. In ogni caso, il clima di incertezza potrebbe accentuare la propensione dei mercati finanziari verso una modalità risk-off. "Sebbene nel breve termine i mercati azionari siano destinati a rimanere volatili, la nostra analisi storica suggerisce che la maggior parte dei conflitti militari tende ad avere un impatto limitato sui rendimenti azionari nel lungo periodo", commenta Giovanni De Mare, Country Head Italia di AllianceBernstein. Lato macro, le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 7% su base annua nella settimana terminata il 28 febbraio, rispetto all'incremento del 6,7% dell'ottava precedente. Sul fronte societario: - Il titolo di Pinterest guadagna il 7.09% a metà seduta, dopo che Elliott Investment Management ha annunciato un investimento di 1 miliardo di dollari nella società. Pinterest ha dichiarato che i fondi saranno utilizzati per finanziare un riacquisto accelerato di azioni proprie. - Le azioni di Target salgono del 5,7%. La società ha registrato un utile per azione rettificato di 2,44 dollari, superando i 2,16 dollari previsti dagli analisti interpellati da Lseg. I ricavi, pari a 30,45 miliardi di dollari, si sono invece attestati leggermente al di sotto del consenso. cba/cos (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: FedEx, Morgan Stanley conferma underweight
03/03/2026 18:45
MARKET DRIVER: FedEx, Morgan Stanley conferma underweight
(MT Newswires) MILANO (MF-NW)--FedEx sta beneficiando di un forte slancio dovuto a molteplici fattori catalizzanti nel primo semestre, ma probabilmente affronterà un secondo semestre più impegnativo, secondo gli analisti di Morgan Stanley, che confermano il rating su underweight con target price di 220 dollari. Gli esperti condividono la previsione del management di FedEx in merito a un terzo trimestre sopra le attese, guidato dalla divisione Express e da una migliore gestione dei costi, sebbene sia probabile che gli utili per azione siano sequenzialmente inferiori e che gli utili prima di interessi e tasse subiscano un calo del 10% su base trimestrale, a causa delle pressioni della domanda di esportazioni internazionali e delle interruzioni del servizio con i jet MD-11. A partire dal 2027, la performance di FedEx dipenderà maggiormente dai cicli economici e dalle condizioni di mercato, che rappresentano "un territorio relativamente sconosciuto" per l'azienda, secondo gli esperti. Il rischio competitivo per il settore Parcels potrebbe rivelarsi potenzialmente più difficile da compensare anche in caso di ripresa del settore, aggiungono gli esperti. vsi A3577066 MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)