COMMENTO ENERGY: Julius Baer vede petrolio a 70 usd in 2026 e a 60 usd in 2027
14/08/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: Julius Baer vede petrolio a 70 usd in 2026 e a 60 usd in 2027
MILANO (MF-NW)--La geopolitica in Medio Oriente mantiene elevati i prezzi del petrolio, mentre lo stallo tra Stati Uniti e Iran alimenta i timori sull'offerta. Gli aggiornamenti di questa settimana sul mercato petrolifero sono stati particolarmente rivelatori. Le scorte globali e statunitensi stanno tenendo molto meglio di quanto molti avessero temuto fino a poco tempo fa, mentre i rilasci promessi dalle riserve strategiche stanno procedendo considerevolmente in ritardo rispetto ai tempi previsti, afferma Norbert Rücker, Head Economics and Next Generation Research di Julius Baer. Per l'esperto una spiegazione potrebbe essere rappresentata da una domanda più debole, mentre un'altra potrebbe essere rappresentata dalla prosecuzione di flussi, anche nascosti, attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo shock dal lato dell'offerta appare più contenuto e il pragmatismo molto probabilmente sosterrà i flussi di petrolio in uscita dal Medio Oriente. "Manteniamo la nostra view cauta e prevediamo che i prezzi del petrolio scendano nell'area dei 70 dollari quest'anno e in quella dei 60 dollari il prossimo anno". Il mercato petrolifero rimane dominato dalla geopolitica. Lo stallo diplomatico e i giochi di potere tra Stati Uniti e Iran generano una certa incertezza, che si manifesta in un premio per il rischio incorporato nei prezzi del petrolio. Detto questo, questa settimana l'Agenzia Internazionale dell'Energia e l'US Energy Administration (tra gli altri) hanno offerto uno sguardo ai fondamentali sottostanti, pubblicando i loro aggiornamenti mensili (e settimanali). Queste informazioni sono particolarmente rivelatrici. "Le scorte globali e statunitensi stanno tenendo molto meglio di quanto molti, noi compresi, avessero temuto fino a poco tempo fa. Una spiegazione potrebbe essere rappresentata da una domanda più debole, mentre un'altra potrebbe essere rappresentata dalla prosecuzione di flussi, anche nascosti, attraverso lo Stretto di Hormuz", ribadisce Rücker. Sebbene gli acquisti dei consumatori nel complesso stiano tenendo bene nel mondo occidentale, altre regioni, come il Sud-est asiatico, potrebbero effettivamente registrare una debolezza dei consumi più prolungata e, di conseguenza, una domanda di petrolio più debole. Finora mancano i dati e la trasparenza necessari per confermarlo. I transiti attraverso Hormuz sembrano tenere bene nonostante i recenti scontri. Il pragmatismo e l'opportunismo prevalgono sui rischi legati alle spedizioni e, in particolare, gli acquirenti asiatici, tra cui Cina e India, sembrano meno timorosi di approvvigionarsi di petrolio mediorientale dal Golfo Persico. Per alcuni, l'Iran deve rimanere un partner affidabile. Attraverso Hormuz continuano a transitare ingenti quantità di petrolio. Naturalmente, la recente dichiarazione ufficiale degli Stati Uniti relativa a esportazioni attraverso Hormuz pari a 9 milioni di barili al giorno appare molto elevata. Tuttavia, oggi probabilmente le esportazioni sono superiori a quelle di giugno, prima della firma del memorandum. Il trasferimento di petrolio attraverso Hormuz su imbarcazioni più piccole, in modalità nascosta, mette in discussione i metodi consolidati di monitoraggio delle navi che utilizzano i segnali dei transponder o le immagini satellitari. Il mercato petrolifero rimane avvolto nell'incertezza, non solo per quanto riguarda l'impatto dello shock di Hormuz e i flussi di petrolio in uscita dal Medio Oriente, ma anche per quanto riguarda l'accelerazione della transizione energetica che esso ha innescato. In questo contesto di incertezza, la stabilità dei livelli delle scorte globali e il recente aumento delle scorte di prodotti petroliferi negli Stati Uniti offrono qualche elemento di conforto. Inoltre, i rilasci dalle riserve strategiche sono pari a circa la metà dei livelli che avrebbero dovuto essere raggiunti finora sulla base dei volumi inizialmente promessi a marzo. "Poiché lo shock dal lato dell'offerta appare più contenuto e il pragmatismo probabilmente sosterrà i flussi di petrolio in uscita dal Medio Oriente, manteniamo la nostra view cauta e la nostra posizione short", conclude Rücker. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Usa: inv m/m scorte delle imprese giugno
14/08/2026 16:40
Usa: inv m/m scorte delle imprese giugno
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, le scorte delle imprese sono rimaste invariate nel mese di giugno, dopo il rialzo dello 0,4% registrato nel mese precedente. Il dato ha deluso le attese degli esperti, che prevedevano un aumento dello 0,1% nel mese. Le scorte al dettaglio sono diminuite dello 0,2%, rispetto alla variazione nulla indicata nella stima preliminare. Le scorte all'ingrosso sono invece aumentate dello 0,2%, mentre quelle delle imprese manifatturiere sono cresciute dello 0,1%. Le vendite delle imprese sono diminuite dell'1,1% a giugno. Le vendite del comparto retail sono aumentate dello 0,2% dopo la revisione, mentre le vendite all'ingrosso sono calate del 3,0% e le spedizioni del settore manifatturiero sono diminuite dello 0,2%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)