WALL STREET: commento di metà seduta
19/03/2026 18:25
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in calo con il Dow Jones che scende dello 0,88%, l'S&P 500 dello 0,73% e il Nasdaq dello 0,9%, mentre l'escalation del conflitto in Medio Oriente continua a influenzare i mercati. Sul fronte politico, "l'attacco israeliano al giacimento di South Pars, la più grande riserva di gas al mondo, condivisa tra Iran e Qatar, ha innescato una dura risposta da parte di Teheran, che ha colpito le infrastrutture energetiche dell'area, in particolare il sito di Ras Laffan, il principale hub mondiale di Gnl in Qatar", riportano gli strategist di Mps. "L'attacco iraniano ha provocato danni estesi agli impianti e ha determinato un immediato balzo dei prezzi del gas in Europa questa mattina", proseguono gli esperti. "L'incertezza geopolitica ha pesato anche sulle borse globali, contribuendo a pressioni al rialzo sui rendimenti governativi e aumentando la volatilità su diverse materie prime, al di fuori della componente energetica", commentano gli strategist. "Questo contesto si innesta in uno scenario macro già complicato da segnali di inflazione in risalita negli Stati Uniti, come mostrato ieri dai dati sui prezzi alla produzione", concludono gli esperti. Sul fronte della politica monetaria, la Federal Reserve ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 3,5-3,75%. Il comunicato pubblicato dopo la riunione ha sottolineato come la crescita dell'occupazione sia rimasta contenuta e l'inflazione resti "leggermente elevata". Inoltre, l'incertezza derivante dagli sviluppi in Medio Oriente continua ad offuscare le prospettive future. "Il comunicato mostra un modesto ma significativo rialzo delle previsioni di inflazione, con il Pce e il Pce core per il 2026 entrambi rivisti al rialzo al 2,7%, mentre la crescita registra un leggero aumento e la disoccupazione rimane pressoché invariata", commenta Dan Siluk, Head of Global Short Duration & Liquidity and Portfolio Manager di Janus Henderson Investors. "È importante sottolineare che il valore mediano per il 2026 rimane al 3,375%, segnalando l'assenza di un orientamento verso aumenti dei tassi nonostante l'inflazione più elevata", prosegue l'esperto. Stephen Miran si è nuovamente espresso a favore di un taglio di 25 punti base. Tuttavia, "il fatto che sia stato l'unico a tenere questa posizione, nonostante alcune aspettative di un dissenso più ampio, suggerisce che il Comitato sia ancora largamente unito dietro un approccio di mano ferma", prosegue Siluk. Lato macro, l'indice manifatturiero mensile della Federal Reserve di Filadelfia è salito a 18,1 punti a marzo, dai 16,3 di febbraio, stracciando il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a 8,3 punti e raggiungendo il livello più alto da settembre. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 205.000 unità, in diminuzione di 8.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è salito di 10.000 unità a quota 1,857 milioni. Le scorte di gas naturale sono aumentate di 35 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata il 13 marzo, dopo il calo di 38 miliardi registrato nella settimana precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese degli analisti, che prevedevano un incremento di 39 miliardi. Le scorte, pari a 1.883 trilioni di piedi cubi, sono superiori del 10,4% rispetto alla stessa settimana dell'anno scorso e del 2,6% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Sul fronte societario: - Il titolo di Micron cala del 3,95% a metà seduta, nonostante la società abbia quasi triplicato il fatturato nel secondo trimestre dell'anno fiscale 2026 e abbia registrato una redditività da record, in scia all'impennata della domanda di chip per l'intelligenza artificiale. - Le azioni di Alibaba crollano del 6,99%. La società ha archiviato il terzo trimestre dell'anno fiscale 2026 con un significativo calo dell'utile. L'ultima riga del conto economico si è attestata a 16,32 miliardi di yuan (o 2,33 mld usd) nei tre mesi conclusi il 31 dicembre 2025, registrando una flessione del 66% rispetto allo scorso anno. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)