TOP NEWS ESTERO: petrolio a 150 usd senza risoluzione crisi; stagflazione spingerà oro (Vontobel)
20/04/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: petrolio a 150 usd senza risoluzione crisi; stagflazione spingerà oro (Vontobel)
MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente ha provocato un grave shock energetico, nonostante i mercati continuino a scontare una risoluzione rapida della crisi. In questo contesto, l'andamento del petrolio resterà strettamente legato all'evoluzione della guerra e, in assenza di una de-escalation nel breve periodo, i prezzi potrebbero spingersi verso quota 150 dollari al barile. In uno scenario di stagflazione nel medio termine, "prevediamo una forte spinta per l'oro, mentre il deficit fiscale degli Stati Uniti potrebbe innescare un nuovo rialzo per i metalli preziosi", commenta Kerstin Hottner, Head of Commodities di Vontobel LO SHOCK NON SI VEDE (PER ORA) NEI PREZZI "Nonostante le consistenti riduzioni giornaliere dell'offerta di petrolio, che stanno costantemente diminuendo le scorte globali, i futures sul greggio non hanno subito un'impennata, ma oscillano intorno ai 100 dollari al barile", osserva Hottner. I mercati continuano a mostrare ottimismo circa una possibile risoluzione del conflitto nel breve termine. Ad abbassare i prezzi contribuiscono anche diversi fattori favorevoli: livelli iniziali di scorte particolarmente elevati, la disponibilità di rotte alternative allo Stretto di Hormuz e il rilascio delle Riserve Strategiche di Petrolio, stimato tra i 2 e i 2,5 milioni di barili al giorno, che hanno contribuito a contenere l'impatto immediato dello shock sull'offerta. Nel complesso, questi elementi hanno ridimensionato i timori di una carenza nel breve periodo. Tuttavia, il quadro resta fragile e fortemente dipendente dall'evoluzione del conflitto. Alla luce di ciò, "nel breve termine, i prezzi del petrolio potrebbero muoversi in entrambe le direzioni: se lo Stretto riaprisse, il greggio potrebbe scendere a 80-85 Usd al barile. Se invece si rendesse necessario il razionamento per frenare la domanda, i prezzi potrebbero salire verso i 150 Usd al barile", continua l'esperta. PREMIO GEOPOLITICO CONTINUERÀ A PESARE SU PREZZI Le implicazioni a lungo termine sono invece più prevedibili. In primo luogo, i prezzi rimarranno probabilmente elevati per un periodo prolungato a causa della necessità di ricostituire le scorte globali e le riserve strategiche di petrolio. Inoltre, "ci aspettiamo che una parte del premio al rischio geopolitico continuerà a pesare sui prezzi del petrolio", speiga Hottner. In secondo luogo, "la spinta verso l'elettrificazione, specialmente nelle regioni dipendenti dalle importazioni di petrolio come Europa e Cina, subirà un'accelerazione", dichiara l'esperta. Infine, "i paesi daranno priorità alla resilienza delle catene di approvvigionamento interne e all'aumento della produzione locale. Laddove ciò non fosse possibile, ci aspettiamo un maggiore focus sull'accumulo e lo stoccaggio di scorte di materie prime critiche", prosegue Hottner. STAGFLAZIONE SPINGE ORO E AFFLUSSI SU ETF L'interruzione dei flussi petroliferi aumenta i timori di un rallentamento della crescita economica, contrastando il rischio di tassi di interesse elevati. "Questo dovrebbe favorire l'oro nel mese di aprile", commenta l'esperta. Le elevate aspettative di inflazione, contrapposte al rischio crescente di uno shock dei consumi in grado di rallentare la crescita, rendono più complessa l'azione delle banche centrali. In particolare, uno shock inflazionistico dal lato dell'offerta, per sua natura più difficile da gestire con gli strumenti tradizionali, potrebbe costringere le autorità monetarie a sostenere la domanda, anche in presenza di un'inflazione in aumento. "In questo scenario di stagflazione a medio termine, prevediamo una forte spinta per l'oro, con gli afflussi negli Etf che guideranno nuovamente il momentum rialzista. Nel breve termine, tuttavia, lo shock inflazionistico può ancora dominare, mentre alcune banche centrali potrebbero aver bisogno di difendere le proprie valute, il che potrebbe portare temporaneamente a ulteriori pressioni di vendita sull'oro", prosegue Hottner. CONFLITTO MO PUÒ INDEBOLIRE IL SISTEMA DEL PETRODOLLARO Nel lungo periodo, il crescente deficit fiscale degli Stati Uniti tornerà al centro dell'attenzione, innescando un nuovo rialzo per i metalli preziosi. "Sotto il profilo geopolitico, la guerra in Medio Oriente potrebbe portare a un riallineamento strategico (un riorientamento del Medio Oriente verso la Cina/Asia) e a un indebolimento del sistema del petrodollaro. L'intenzione dell'Iran di imporre pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz pagabili in Bitcoin o Yuan cinesi rappresenta una sfida diretta al dominio del dollaro nel commercio petrolifero globale. Questa tendenza indebolirebbe certamente il dollaro, ridurrebbe probabilmente la domanda di Treasury e, in ultima analisi, avrebbe un effetto rialzista sui metalli preziosi", spiega l'esperta. "Per il prossimo trimestre, manteniamo dunque una visione positiva sull'oro e cauta sui metalli bianchi. L'argento e i metalli come palladio e platino risentono in misura molto maggiore rispetto all'oro delle preoccupazioni relative alla domanda industriale, sia a causa dei prezzi record dei metalli, sia a causa degli elevati prezzi dell'energia che potrebbero portare a un rallentamento della crescita", continua Hottner. "Tutti questi sviluppi confermano che siamo nel mezzo di un ciclo rialzista strutturale e di lungo termine delle materie prime. Gli investitori dovrebbero quindi tornare a considerare le commodity da una prospettiva strategica", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: mercato cripto resta fragile, cresce spinta verso finanza digitale 24/7 (Hodli)
20/04/2026 18:00
FOCUS: mercato cripto resta fragile, cresce spinta verso finanza digitale 24/7 (Hodli)
MILANO (MF-NW)--Il mercato delle criptovalute attraversa una fase di rallentamento, con prezzi stabili ma scambi più deboli, mentre cresce l'interesse per le infrastrutture digitali 24/7. Lo riporta il report Hodli firmato da Gianluca Sommariva, Ceo del primo gestore patrimoniale crypto italiano. MERCATO CRIPTO MOSTRA SEGNALI RECUPERO MA RESTA FRAGILE I mercati "sono diventati più prudenti dopo il rafforzamento delle attese di politiche monetarie più restrittive, in seguito alla nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. Questo ha portato a una maggiore cautela sugli investimenti più rischiosi, inclusi gli asset digitali", dichiara l'esperto. Parallelamente, il mercato delle criptovalute ha proseguito la sua fase di aggiustamento, mostrando segnali di recupero ma ancora all'interno di un quadro fragile. "Dopo il rimbalzo dalle aree di minimo, Bitcoin si è portato in prossimità dei 74.000 dollari, avvicinandosi alla soglia chiave della True Market Mean a 78.100 dollari, livello che rappresenta uno spartiacque per una possibile transizione verso un regime rialzista nel medio periodo", spiega Sommariva. FLUSSI SU ETF SPOT NON MOSTRANO RITORNO STRUTTURALE DOMANDA Il recupero dei prezzi si accompagna ad un miglioramento della domanda spot, dopo settimane di vendite. Tuttavia, la ripresa resta disomogenea: i flussi sono guidati prevalentemente da operatori retail e da piattaforme offshore, mentre la componente istituzionale resta più selettiva. "Anche i flussi sugli ETF spot statunitensi mostrano un primo miglioramento, ma ancora insufficiente per indicare un ritorno strutturale della domanda", prosegue l'esperto. "Dal punto di vista on-chain, la quota di offerta degli short-term holder in profitto si attesta al 43,2%, al di sotto della soglia storica del 54,2% associata a fasi di distribuzione più intensa. Questo suggerisce che esiste ancora un margine di upside, sebbene inizino ad accumularsi segnali di pressione", osserva Sommariva. "Il Realized Profit/Loss Ratio a 30 giorni, pari a 1,16, indica infatti che molti investitori stanno utilizzando il rimbalzo per chiudere posizioni in pareggio o realizzare guadagni limitati, piuttosto che per accumulare ulteriormente", prosegue l'esperto. MERCATO DEI DERIVATI RIFLETTE CAUTELA DIFFUSA Il mercato dei derivati riflette la dinamica di cautela. I volumi restano contenuti e l'attività complessiva appare ancora in contrazione rispetto alle fasi più attive del ciclo. "Sul fronte delle opzioni, la volatilità implicita si è compressa lungo tutta la curva, con una struttura a termine relativamente piatta che segnala aspettative di movimenti contenuti nel breve periodo. Tuttavia, lo skew resta orientato verso le put, evidenziando una persistente domanda di protezione al ribasso: il rally viene quindi affrontato con più scetticismo che convinzione", continua Sommariva. AUMENTA INTERESSE PER TECNOLOGIE LEGATE A SETTORE CRIPTO Il quadro complessivo è quello di una stabilizzazione progressiva ma incompleta. Il prezzo del Bitcoin continua a muoversi in un intervallo coerente con una fase ancora intermedia del ciclo. "Il riavvicinamento ai livelli chiave di medio termine rappresenta un segnale costruttivo, ma in assenza di una domanda più ampia e sincronizzata, ogni ulteriore avanzamento rischia di tradursi in una fase di distribuzione piuttosto che in una ripartenza strutturale", continua l'esperto. Sul fronte dei mercati tradizionali, il report segnala una crescente attenzione verso le tecnologie legate al settore crypto. "Franklin Templeton sta lavorando su prodotti finanziari tokenizzati, mentre il New York Stock Exchange, insieme a Securitize, sta sviluppando piattaforme per la negoziazione di titoli digitali attive 24 ore su 24", riporta l'esperto. In Europa, inoltre, alcune banche sperimentano l'uso di stablecoin in franchi svizzeri per i pagamenti, con l'obiettivo di testare nuovi sistemi di trasferimento digitale del denaro. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)