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MARKET DRIVER: A.Bologna +1,7%, Intermonte assegna outperform
14/09/2026 14:42
MARKET DRIVER: A.Bologna +1,7%, Intermonte assegna outperform
MILANO (MF-NW)--Intermonte ha avviato la copertura su A.Bologna (+1,7% a 9,58 euro) con raccomandazione outperform e prezzo obiettivo a 11,5 euro. Gli analisti ritengono che il gruppo combini "diverse caratteristiche strutturali interessanti: un bacino di utenza benestante, una concorrenza diretta limitata, un'elevata esposizione al traffico internazionale e un modello 'dual-till' che offre upside derivante da attività non aeronautiche. Il programma di investimenti in corso rappresenta il principale catalizzatore a lungo termine". pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Cembre, Equita Sim conferma hold
14/09/2026 14:30
MARKET DRIVER: Cembre, Equita Sim conferma hold
MILANO (MF-NW)--Equita Sim conferma la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 95 euro su Cembre. "Secondo trimestre leggermente migliore grazie a ottimi margini. Upside da Usa (data center) compensato da una normalizzazione dell'Italia", commentano gli analisti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di preapertura
14/09/2026 14:26
WALL STREET: commento di preapertura
MILANO (MF-NW)--I futures sui listini azionari Usa trattano in ribasso: quello sul Dow Jones scende dello 0,38% e quello sull'S&P 500 dello 0,62%. Secondo gli strategist di Mps, "dal fine settimana emergono due temi. Il primo è quello della governance AI con la lettera diffusa dal ceo di Anthropic Dario Amodei e sottoscritta da varie figure chiave del mondo AI sulla necessità di porre un freno agli sviluppi dei modelli per evitare esiti catastrofici adombrati da diversi osservatori ed esemplificati dalincidentè Hugging Face. Il secondo tema rimane quello del conflitto Usa-Iran; l'incontro Iran-Stati del Golfo, programmato per oggi, è stato rimandato e la pipeline saudita est-ovest è stata chiusa dopo gli attacchi della guerriglia Houti". "Tutto questo disegna un quadro negativo per i mercati stamane con il Brent sopra 107, indici azionari in calo con storno del segmento AI (molto debole in Asia) e rendimenti che rimangono vicini ai massimi toccati la scorsa settimana. Il set-up appare come problematico per tutte le macro-asset in una settimana che vede i meeting di Fed, BoE e BoJ, con il primo che mercoledì catalizzerà l'attenzione e detterà probabilmente la direzione", concludono gli esperti. Matthew Ryan, Head of Market Strategy di Ebury, ha modificato la previsione sulla riunione della Federal Reserve di questa settimana e ora si aspetta "un aumento dei tassi di 25 punti base, con la modesta sorpresa al rialzo nei dati sull'inflazione di agosto che ha ridotto l'incertezza intorno alla decisione. Il dato più sostenuto sull'inflazione di fondo, salita allo 0,3% su base mensile, al di sopra delle attese di consenso, suggerisce che le pressioni sottostanti sui prezzi rimangono moderatamente più persistenti di quanto implichi la narrativa sulla disinflazione e dovrebbe essere, a nostro avviso, appena sufficiente a convincere i membri del comitato contrari a un rialzo a cambiare posizione. Gli investitori concordano, con i futures che ora prezzano una probabilità di circa il 90% di un aumento dei tassi mercoledì". Per l'esperto "la decisione si preannuncia comunque molto combattuta e vediamo ragioni concrete per essere cauti, con i membri più accomodanti del comitato che non sono certo privi di argomenti. I rendimenti dei Treasury continuano a salire: la scorsa settimana il rendimento a 10 anni ha raggiunto i massimi del 2023. Questo rappresenta di per sé una forma di inasprimento delle condizioni finanziarie, riducendo la pressione sulla Fed affinché faccia tutto il lavoro da sola, ma aumenta anche il rischio che un rialzo dei tassi finisca semplicemente per aggravare il selloff in un mercato del debito già sottoposto a forti tensioni. Anche il fattore che sta alimentando l'inflazione rimane uno shock dal lato dell'offerta, piuttosto che un eccesso di domanda, e tassi più elevati non fanno nulla per ridurre i prezzi del petrolio. A nostro avviso, l'argomento più forte a favore di un rialzo non risiede necessariamente nei dati, bensì nella credibilità della Fed, sia nel preservare la propria indipendenza sia nel contrastare l'inflazione". "I dati sull'inflazione di agosto hanno rafforzato la nostra convinzione che mercoledì la Fed aumenterà i tassi di 25 punti base. Sebbene un rialzo dei tassi appaia probabile, non è ancora una certezza, poiché permane una significativa incertezza sulla funzione di reazione del Fomc", ribadiscono gli strategist di Unicredit. "Con poco più di tre rialzi dei tassi già prezzati dai mercati entro la metà del 2027, sarà fondamentale che la Fed agisca in modo coerente e gestisca con attenzione la comunicazione. Consideriamo la decisione sui tassi di questa settimana un banco di prova per la credibilità della Fed", concludono gli esperti. Sul fronte societario: - I principali titoli dei chip sono in calo nelle contrattazioni pre-market, dopo che alcuni esponenti di spicco del settore dell'intelligenza artificiale, tra cui il Ceo di Anthropic Dario Amodei, hanno chiesto un rallentamento nello sviluppo delle capacità dell'IA. Intel scende del 6,69%, Marvell Technology perde il 7,56% e Advanced Micro Devices arretra del 5,69%. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Indel B, Intermonte riduce target price
14/09/2026 14:22
MARKET DRIVER: Indel B, Intermonte riduce target price
MILANO (MF-NW)--Intermonte ha ridotto da 25,5 a 24 euro il prezzo obiettivo su Indel B (+0,26% a 19 euro), confermando la raccomandazione outperform. Il gruppo ha "registrato una solida crescita nel primo semestre, anche se la redditività è stata temporaneamente condizionata da un mix sfavorevole", spiegano gli analisti. Le previsioni di Eps adjusted vengono abbassate del 12,7% sul 2026, del 12,4% sul 2027 e del 10,8% sul 2028. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: sostegno pubblico a sanità italiana supporta qualità credito ma ci sono rischi (Moody's)
14/09/2026 14:18
FOCUS: sostegno pubblico a sanità italiana supporta qualità credito ma ci sono rischi (Moody's)
MILANO (MF-NW)--La qualità creditizia delle regioni rimarrà stabile nei prossimi due anni, sostenuta dal finanziamento e dalla supervisione del governo centrale in ambito sanitario. I trasferimenti statali continueranno a rappresentare la principale fonte di finanziamento della sanità per la maggior parte delle regioni italiane, attestandosi a circa il 6% del Pil fino al 2028. La supervisione esercitata attraverso i piani di rientro sanitari per le regioni con deficit persistenti, unitamente a un rafforzamento della governance, ridurrà il rischio di squilibri fiscali incontrollati, affermano gli analisti di Moody's. Gli esperti si aspettano che questa dipendenza strutturale dal sostegno centrale e il relativo controllo continuino nel tempo, rafforzando il forte legame tra le amministrazioni regionali e lo Stato sovrano e garantendo a tutte le regioni la capacità di finanziare i servizi essenziali. Moody' avverte che l'aumento dei costi dovuto all'inflazione e il venir meno dei fondi straordinari eserciteranno pressioni sui bilanci, ma i deficit sanitari resteranno contenuti. La rigidità della struttura dei costi, determinata dagli aumenti salariali del personale sanitario, dai costi farmaceutici e dalla crescita della domanda di servizi, supererà il ritmo di crescita dei finanziamenti, aumentando la pressione sui bilanci regionali. Con la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) finanziato dall'Unione Europea, le regioni dovranno sostenere i costi operativi ricorrenti residui delle nuove infrastrutture realizzate, un onere particolarmente gravoso per quelle che presentano vincoli amministrativi e carenze di personale. Tuttavia, l'impatto sulla qualità creditizia resterà limitato perché, nonostante l'aumento delle pressioni sui costi, gli analisti prevedono che i deficit sanitari rimarranno moderati, intorno al 2,5% delle entrate operative regionali nei prossimi due anni. Inoltre, la regola del pareggio di bilancio impone alle regioni di coprire eventuali deficit sanitari attraverso risorse proprie e misure correttive, mentre i livelli di debito continueranno a rimanere contenuti. Per Moody's, poi, l'invecchiamento della popolazione aumenterà gradualmente i costi sanitari; la sostenibilità di lungo termine dipenderà dalla crescita economica e dalla disciplina fiscale. Le proiezioni ufficiali indicano che la spesa sanitaria salirà a circa il 7,3% del Pil entro il 2050, rispetto al 6,3% previsto nel 2025, riflettendo l'invecchiamento della popolazione e l'espansione dell'assistenza a lungo termine. La sostenibilità del sistema dipenderà dalla crescita reale del Pil, dal controllo dei costi e dalla capacità di bilanciare la spesa sanitaria con altre priorità del welfare. Poiché le regioni dipendono in larga misura dai finanziamenti statali, la loro qualità creditizia continuerà a essere strettamente legata alla capacità fiscale e alle scelte di politica economica del governo centrale. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)