-
MARKET DRIVER: Payden & Rygel non vede rialzi tassi rapidi da Bce prima dell'estate
30/04/2026 18:06
MARKET DRIVER: Payden & Rygel non vede rialzi tassi rapidi da Bce prima dell'estate
MILANO (MF-NW)--La Bce ha mantenuto invariati i tassi di riferimento, confermando un approccio dipendente dai dati. "La presidente Christine Lagarde ha sottolineato la necessità di ulteriori evidenze prima di modificare la politica monetaria, rimarcando come le aspettative di inflazione restino ancorate e gli effetti di secondo livello non siano ancora chiari", commenta Antonella Manganelli, Ad di Payden & Rygel Italia. In questo quadro, il cambio tra l'euro e il dollaro ha mostrato movimenti contenuti, chiudendo la giornata pressoché invariato. "I tassi governativi dell'area euro hanno continuato il trend al ribasso pre-riunione, con il rendimento del Bund decennale in calo di 6 punti base e un irripidimento della curva governativa tedesca. Le aspettative di mercato scontano attualmente circa 23 punti base di rialzi per la prossima riunione e circa 75 punti base complessivi per l'anno", prosegue l'esperta. "In contrasto con le attese incorporate nei prezzi di mercato, non prevediamo rialzi dei tassi rapidi prima dell'estate", dichiara Manganelli. "Riteniamo invece che la BCE possa intervenire nei prossimi 12 mesi con un percorso di normalizzazione più graduale rispetto a quanto attualmente scontato. Nel breve termine, l'andamento dei mercati continuerà a essere guidato dai dati macroeconomici e dall'evoluzione dei prezzi del petrolio", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
MARKET DRIVER: Bce ferma ma spazio limitato per considerare momentaneo caro energia (Pimco)
30/04/2026 18:06
MARKET DRIVER: Bce ferma ma spazio limitato per considerare momentaneo caro energia (Pimco)
MILANO (MF-NW)--La Bce ha mantenuto invariati i tassi di interesse di riferimento. Tuttavia, "lo spazio per considerare ancora momentanea l'impennata dei prezzi dell'energia sta probabilmente per esaurirsi", commenta Konstantin Veit, Portfolio Manager di Pimco. Di conseguenza, "entro breve potrebbero verificarsi alcuni adeguamenti moderati della politica monetaria, e la riunione di giugno si preannuncia potenzialmente decisiva", prosegue l'esperto. "Ad oggi, non prevediamo che la Bce aumenti i tassi oltre quanto già scontato dai mercati finanziari", dichiara Veit. Due aumenti porterebbero il tasso di riferimento al limite superiore dell'intervallo considerato neutrale (1,75% - 2,5%) e servirebbero principalmente a gestire le aspettative di inflazione. "Se la situazione di instabilità economica dovesse protrarsi a lungo, l'attenzione dovrebbe spostarsi dall'inflazione al problema della crescita, riducendo ulteriormente la necessità di un ciclo aggressivo di rialzi dei tassi", prosegue l'esperto. "Gli indicatori dell'attività economica e della fiducia hanno subito un forte calo ad aprile, con i Pmi flash che segnalavano già una fase di stagnazione", conclude Veit. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
TOP NEWS ESTERO: Lagarde; discusso possibile rialzo, occhi al meeting di giugno
30/04/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: Lagarde; discusso possibile rialzo, occhi al meeting di giugno
MILANO (MF-NW)--La Bce ha mantenuto invariati i tre tassi di interesse di riferimento, dopo aver "discusso a lungo e in profondità" le diverse opzioni, tra cui la possibilità di un rialzo. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, al termine della riunione del Consiglio direttivo, sottolineando i rischi al ribasso per la crescita e al rialzo per l'inflazione. NO A STAGFLAZIONE MA ALLONTANAMENTO DA SCENARIO BASE "Stabilire esattamente dove ci collochiamo tra lo scenario di base e gli altri scenari non è l'aspetto più rilevante, ma ci stiamo allontanando dallo scenario di base", ha commentato Lagarde. Tuttavia, l'Eurozona non si trova in una fase di stagflazione paragonabile a quella degli anni '70, ma in un periodo di "bassa crescita", ha precisato la Presidente. DECISIONE UNANIME, MA DICUSSO ANCHE POSSIBILE RIALZO "Se dovessi riassumere la riunione odierna, direi che abbiamo preso una decisione informata sulla base di informazioni ancora insufficienti", ha continuato Lagarde. I funzionari della Bce hanno valutato "a lungo e in profondità" diverse opzioni e la decisione di mantenere i tassi di riferimento invariati è stata presa all'unanimità, "ma abbiamo anche discusso a lungo e in profondità la possibilità di un rialzo dei tassi", ha riferito la Presidente. Guardando al futuro, Lagarde ha affermato che le sei settimane che mancano all'incontro di giugno "saranno il momento giusto per valutare l'impatto e l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente" e prendere una decisione. PREZZI ENERGIA SPINGERANNO INFLAZIONE BEN SOPRA 2% Sul fronte dei prezzi, l'aumento dei costi dell'energia "manterrà l'inflazione ben al di sopra del 2% nel breve periodo", ha osservato la Presidente. La Banca centrale non intende reagire automaticamente ad uno shock dal lato dell'offerta che, fino ad oggi, si è tradotto in una spinta al rialzo concentrata sui prezzi energetici, ha commentato Martina Daga, Macro Economist di AcomeA Sgr. "Un intervento di politica monetaria in questa fase rischierebbe di amplificare il rallentamento della crescita senza un reale beneficio sull'inflazione", ha dichiarato l'esperta. Tuttavia, se dovessero presentarsi effetti di secondo livello, l'ancoraggio delle aspettative di inflazione sarebbe a rischio e la Bce dovrebbe intervenire per garantire la stabilità dei prezzi, suo mandato primario. OCCHI PUNTATI SUL MEETING DI GIUGNO "L'appuntamento decisivo è quindi rimandato al meeting di giugno, quando saranno disponibili nuove proiezioni macroeconomiche e ulteriori evidenze sulla trasmissione dello shock. Nel frattempo, la postura è quella di una Bce deliberatamente prudente: meglio aspettare che il quadro si chiarisca prima di muoversi", ha concluso Daga. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
TOP NEWS ESTERO: maggior parte Paesi del Golfo verso la recessione in 2026 (J.Safra)
30/04/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: maggior parte Paesi del Golfo verso la recessione in 2026 (J.Safra)
MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente ha avuto un impatto evidente sui Paesi del Golfo. La chiusura di Hormuz ha provocato un forte calo nella produzione petrolifera, mentre saranno necessari 5 anni per il pieno ripristino della produzione di Gnl dopo gli attacchi alle infrastrutture del Qatar. In questo quadro, la maggior parte dei Paesi del Golfo registrerà una recessione, commenta Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin. -50% PRODUZIONE PETROLIO IN KUWAIT, -40% IN EAU La chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato un forte calo delle esportazioni e della produzione di petrolio greggio, mentre i danni alle infrastrutture hanno ulteriormente ridotto la produzione di petrolio e gas. "A marzo, la produzione petrolifera in Kuwait era inferiore di oltre il 50% rispetto al livello di febbraio. Il calo registrato dagli Emirati Arabi Uniti è stato di circa il 40%, mentre l'Arabia Saudita ha registrato una flessione più contenuta, pari al 23%, grazie alla possibilità di utilizzare l'oleodotto East-West e alla sua ampia capacità di stoccaggio del petrolio", riporta l'esperta. Secondo fonti giornalistiche, la riduzione registrata dal Bahrein e dal Qatar è stata simile a quella del Kuwait, mentre l'Oman risulta il Paese meno colpito. NECESSARI 5 ANNI PER RISTABILIRE PRODUZIONE GAS QARAT I danni alle infrastrutture in Qatar comportano anche una significativa riduzione della produzione di gas, che, secondo le autorità qatariote, richiederà 5 anni per tornare alla normalità. "L'indice Pmi del Qatar a marzo ha registrato un calo significativo rispetto a quello degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Saudita. Sia il Qatar che il Kuwait presentano la quota più elevata del settore petrolifero e del gas sul Pil. Non sorprende che, secondo il Fmi, quest'anno i due paesi dovrebbero registrare la peggiore recessione", spiega Chivakul. STIME FMI SU ARABIA SAUDITA E EAU TROPPO OTTIMISTICHE "Riteniamo che le proiezioni del Fmi siano piuttosto ottimistiche, poiché l'interruzione dell'approvvigionamento non ha interessato solo il settore petrolifero e del gas. Anche altri settori che dipendono dalle importazioni sono stati colpiti, poiché le navi da carico e i container hanno attraversato lo stretto solo sporadicamente", prosegue l'esperta. Il settore dei servizi, il turismo e le compagnie aeree probabilmente non si riprenderanno rapidamente. "Questo ci porta ad essere più pessimisti del Fmi sulle previsioni sul Pil per l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti", dichiara Chivakul. OMAN BENEFICIA DI NEUTRALITÀ REGIONE L'Oman ha beneficiato della neutralità della regione. Le sue infrastrutture energetiche, infatti, non hanno subito danni da parte di Teheran. Dal punto di vista geografico, gode inoltre di un vantaggio rispetto a Bahrein, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, poiché dispone di porti sul Mar Arabico. La produzione e le esportazioni di petrolio dall'Oman proseguono senza interruzioni. "I paesi del Ccg mantengono una buona tenuta sul fronte esterno. Sia le esportazioni che le importazioni hanno subito un forte calo, ma tutti i paesi continuano a disporre di riserve stabili, essendo riusciti a ottenere finanziamenti sul mercato privato", prosegue l'esperta. Il Financial Times ha riportato che Abu Dhabi, il Qatar e il Kuwait hanno raccolto complessivamente circa 10 miliardi di dollari tramite collocamenti privati di obbligazioni in dollari statunitensi. "La posizione esterna e fiscale del Bahrein appare la più debole, ma gli altri paesi del Ccg fungeranno probabilmente da creditori di ultima istanza per il Bahrein. Il Bahrein si è infatti rivolto agli Emirati Arabi Uniti, assicurandosi uno swap da 5,4 miliardi di dollari con gli Emirati Arabi Uniti all'inizio di aprile", spiega Chivakul. SPREAD CREDITIZI IN DIMINUZIONE DOPO CESSATE IL FUOCO Dopo l'entrata del vigore del cessate il fuoco, gli spread creditizi si sono ridotti rispetto ai massimi raggiunti a marzo durante l'escalation del conflitto. "L'evidente resilienza dell'Oman è stata riconosciuta dal mercato, dato che i suoi spread sovrani si sono ridotti da 126 punti base al culmine della guerra a 88 punti base, un livello molto inferiore a quello di febbraio e pressoché pari a quello dell'Arabia Saudita, nonostante il suo rating creditizio sia nettamente inferiore (BBB- contro A+)", riporta l'esperta. Inoltre, gli spread di Arabia Saudita sono tornati al livello prebellico, mentre in Bahrein gli spread sono scesi da 340 a 232 punti base, avvicinandosi ai livello medio di febbraio. "Lo swap con gli Emirati Arabi Uniti ha rafforzato la fiducia degli investitori sul fatto che il CCG continuerà a sostenere il suo membro più debole nel breve termine", conclude Chivakul. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
*Borsa Madrid: Ibex 35 chiude a +0,72%
30/04/2026 18:00