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*Borsa Hong Kong: Hang Seng chiude a -1,4% a 23.849 punti
20/10/2026 10:43
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MARKET DRIVER: Pmi, selettività resta fondamentale in vista dei conti
20/10/2026 10:40
MARKET DRIVER: Pmi, selettività resta fondamentale in vista dei conti
MILANO (MF-NW)--A detta degli esperti di Intermonte, il contesto macro resta dominato da un'inflazione americana che continua a salire più del previsto e dalle attese di un rialzo dei tassi da parte della Fed, la cui decisione è complicata dalla vicinanza delle elezioni di medio termine di inizio novembre. Sul fronte azionario crescono i dubbi su chi beneficerà davvero degli investimenti nell'intelligenza artificiale e sul loro finanziamento a debito. Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le stime di crescita globale, sopra il 3% sia nel 2026 sia nel 2027, ma ha alzato per la seconda volta consecutiva anche le previsioni di inflazione. In questa fase di incertezza, gli investitori si concentrano sui titoli di qualità, cioè società con un reale pricing power e in grado di difendere le stime di generazione di cassa. Le mid e small cap italiane, che storicamente si comportano come titoli growth, risentono di uno scenario di tassi in salita. "Proprio per questo", spiega Intermonte, "riteniamo che la selettività resti fondamentale in vista dei risultati del 3* trimestre 2026, che saranno un importante banco di prova. Le valutazioni relative rispetto alle large cap restano interessanti e offrono l'opportunità di acquistare società di qualità a multipli ragionevoli. In quest'ottica privilegiamo, ad esempio, alcuni industriali esposti a trend strutturali come data center ed elettrificazione, alcune società tecnologiche attive nei servizi e alcuni titoli del comparto farmaceutico/medicale: si tratta di società con basso indebitamento, forte generazione di cassa e la capacità di trasferire sui prezzi l'aumento dei costi. Infine, segnaliamo l'iniziativa PMI2Change, descritta alla fine di questo report, che sta riscuotendo un notevole successo". fus MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: El Niño e guerra in Iran ridefiniscono i mercati delle materie prime agricole (WisdomTree)
20/10/2026 10:30
MARKET DRIVER: El Niño e guerra in Iran ridefiniscono i mercati delle materie prime agricole (WisdomTree)
MILANO (MF-NW)--"Due shock di natura diversa convergono sulla stessa finestra produttiva", dichiara Aneeka Gupta, Equity Strategist di WisdomTree. "Il conflitto nel Golfo aumenta il costo e limita la disponibilità dei fattori di produzione utilizzati in vista della stagione 2026/27, con effetti che si estendono su un orizzonte pluriennale, dato che i danni riguardano la capacità produttiva anziché le rotte commerciali. El Niño aumenta la probabilità che le rese che tali fattori di produzione dovrebbero proteggere risultino inferiori allo standard, con un ritardo nella trasmissione degli effetti rispetto al picco oceanico compreso tra i sei e i dodici mesi, che si manifesterà quindi in gran parte nel 2027. L'intensità di El Niño e i suoi effetti meteorologici a livello regionale potrebbero discostarsi dalle previsioni attuali, mentre un allentamento delle tensioni geopolitiche potrebbe ridurre la pressione sui mercati dell'energia e dei fertilizzanti. Raccolti più abbondanti del previsto, la ricostituzione delle scorte, una domanda più debole o cambiamenti nella politica dei governi potrebbero inoltre controbilanciare le pressioni legate alle condizioni meteorologiche e ai costi dei fattori di produzione, determinando andamenti dei prezzi delle materie prime diversi da quelli sopra descritti", conclude l'analista. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: governativi e asset rischiosi, primi segnali di un cambio di correlazione (Plenisfer)
20/10/2026 10:17
FOCUS: governativi e asset rischiosi, primi segnali di un cambio di correlazione (Plenisfer)
MILANO (MF-NW)--"Dopo mesi in cui le pressioni inflazionistiche e il rialzo dei rendimenti avevano spesso determinato correzioni simultanee di azioni e obbligazioni, nell'ultima settimana abbiamo osservato i primi segnali di un possibile ritorno della tradizionale correlazione inversa tra prezzi dei titoli governativi e asset di rischio", dichiara Leonardo Scarponi, Portfolio Manager Plenisfer Investments Sgr. "È un segnale importante perché suggerisce che, agli attuali livelli di rendimento, i governativi potrebbero tornare a offrire una protezione efficace qualora i rischi sulla crescita iniziassero a concretizzarsi". "Una settimana non è certamente sufficiente per confermare un cambiamento strutturale delle correlazioni, soprattutto in un contesto in cui il petrolio rimane su livelli elevati e le tensioni geopolitiche continuano a rappresentare una fonte significativa di incertezza", prosegue l'esperto. "La distinzione tra shock inflazionistico e shock sulla crescita resta fondamentale: nel primo caso azioni e obbligazioni possono continuare a soffrire contemporaneamente; nel secondo, i rendimenti governativi hanno nuovamente spazio per scendere, soprattutto se il deterioramento dell'attività economica modifica le aspettative sulle banche centrali". "Nel credito emergono due segnali distinti", prosegue l'analista. "Da un lato, il forte allargamento degli spread di alcuni operatori delle infrastrutture AI evidenzia una crescente attenzione alla sostenibilità finanziaria di un ciclo di investimenti particolarmente intensivo in capitale, nonostante la domanda sottostante rimanga robusta. Dall'altro, aumenta la dispersione all'interno degli indici creditizi, con gli allargamenti più marcati concentrati sugli emittenti più vulnerabili, mentre il mercato nel suo complesso sta riprezzando più gradualmente i rischi sulla crescita e le pressioni legate all'elevata offerta di nuove emissioni". Secondo Scarponi, "non siamo ancora di fronte a un deterioramento generalizzato dei fondamentali creditizi, ma il rischio è che un aumento del costo del capitale, inizialmente concentrato sugli emittenti più fragili, possa progressivamente rallentare gli investimenti e irrigidire le condizioni finanziarie, prima ancora che il deterioramento economico emerga nei risultati delle aziende". "Il quadro rimane comunque più equilibrato di quanto la recente debolezza dei mercati possa suggerire. Negli ultimi mesi diversi investitori hanno già ridotto le proprie esposizioni al rischio, alleggerendo il posizionamento in alcuni segmenti e creando spazio per recuperi anche significativi in presenza di catalizzatori favorevoli, potenzialmente amplificati da ricoperture. Le prossime settimane saranno particolarmente importanti, con le riunioni delle principali banche centrali, la stagione delle trimestrali e le elezioni di midterm americane", afferma l'esperto. "In questo contesto, manteniamo la nostra preferenza per la duration sulle parti brevi delle curve, dove il rapporto rischio/rendimento appare più interessante, e continuiamo a privilegiare le esposizioni ad alta convinzione", continua l'analista. "La priorità resta osservare se le tensioni nel credito si trasmetteranno effettivamente agli investimenti e alla crescita, oppure se la stabilizzazione dei rendimenti e dei fondamentali consentirà al mercato di riassorbire le pressioni delle ultime settimane", conclude Scarponi. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Bce, inflazione e successione Lagarde pesano su tassi e spread (Candriam)
20/10/2026 10:11
MARKET DRIVER: Bce, inflazione e successione Lagarde pesano su tassi e spread (Candriam)
MILANO (MF-NW)--"L'inflazione in Europa ha sorpreso al rialzo, accelerando nel corso dell'estate e inducendo la Bce ad aumentare nuovamente i tassi d'interesse. Questo scenario impone alla Banca centrale di mantenere alta la guardia. A nostro avviso, però, è improbabile un rialzo nella riunione di ottobre, mentre un nuovo intervento a dicembre appare più plausibile", afferma Nicolas Forest, cio di Candriam. "Questo contesto fa sì che la Banca centrale europea non sia pronta ad attuare un meccanismo anti-frammentazione, poiché deve assicurarsi di mantenere sotto controllo le aspettative di inflazione. D'altra parte, ciò che è certo è che la Banca centrale europea deve non solo gestire la propria politica dei tassi, ma anche garantire la stabilità dei prezzi e dei mercati finanziari, preservando il corretto funzionamento dei meccanismi di trasmissione della politica monetaria. Per il momento, questi strumenti non verranno attivati. Sarà necessario attendere un ulteriore calo dei tassi prima che si creino le condizioni per un intervento. Inoltre, a questo si aggiungono le possibili speculazioni sul futuro della Banca centrale europea. Christine Lagarde dovrebbe concludere il proprio mandato nel 2027, ma non si può escludere l'ipotesi di un'uscita anticipata. Questo scenario apre inevitabilmente il dibattito sulla sua successione, con due potenziali candidati, un olandese e uno spagnolo. La Banca centrale europea sarà pronta, se necessario, ad acquistare titoli francesi qualora si verificasse un aggravarsi della crisi? E chi lo farà? Chi lo deciderà? Sarà ancora la presidente Lagarde? O sarà un suo successore? Sono tutte domande che l'investitore si pone in vista del 2027, sia per quanto riguarda i tassi di interesse, sia per le aspettative di inflazione, sia per gli spread. Perché tutto questo, la politica monetaria, è innanzitutto una questione di fiducia, di credibilità. È bastata una frase di Mario Draghi per salvare l'Eurozona". dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)