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Conti pubblici: debito sale a 3.112,3 mld a gennaio (Bankitalia)
16/03/2026 11:27
Conti pubblici: debito sale a 3.112,3 mld a gennaio (Bankitalia)
ROMA (MF-NW)--Lo scorso gennaio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 16,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.112,3 miliardi. Lo rende noto Bankitalia spiegando che l'incremento riflette la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,5 miliardi, a 61,9 mld) e il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (8 miliardi), mentre l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha operato in senso opposto (0,8 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, l'aumento del debito è imputabile a quello delle Amministrazioni centrali (16,6 miliardi) e a quello delle Amministrazioni locali (0,2 miliardi). Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. La quota del debito detenuto dalla Banca d'Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,3% dal 18,5% del mese precedente. A dicembre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) la quota detenuta dai non residenti era aumentata al 34,4% dal 34,3% del mese precedente mentre quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,4% dal 14,5%. Per motivi tecnici connessi con le contabilizzazioni passate, come specificato nel più recente "Bollettino delle entrate tributarie" del Mef, il confronto tra gli incassi del Bilancio dello Stato di gennaio 2026 e quelli dello stesso mese del 2025 risulta fortemente disomogeneo. Pertanto, questa edizione di "Finanza pubblica: fabbisogno e debito" pubblicata da Bankitalia non riporta tali dati. La disomogeneità si risolverà con i dati relativi agli incassi di febbraio. pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: oro resta importante diversificatore di portafoglio (Ubs Gwm)
16/03/2026 11:25
MARKET DRIVER: oro resta importante diversificatore di portafoglio (Ubs Gwm)
MILANO (MF-NW)--Il track record dell'oro durante i conflitti militari evidenzia performance altalenanti, ma ciò non diminuisce l'attrattiva del metallo giallo come strumento efficace di diversificazione del portafoglio, commenta Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management. "Si mantiene la visione secondo cui i prezzi dell'oro dovrebbero salire verso la quota di 5.900-6.200 Usd/oncia nel corso di quest'anno. Tale previsione si basa sul fatto che l'oro rappresenti più una protezione contro l'impatto più ampio dei conflitti piuttosto che una difesa contro le minacce belliche dirette", spiega l'esperto. Al contempo, la domanda sottostante rimane robusta e le tendenze strutturali dovrebbero sostenere l'attrattiva del metallo prezioso. Inoltre, "continuiamo a mantenere una visione positiva sull'oro, ritenendo che il metallo giallo resti un'efficace diversificatore di portafoglio. Gli investitori con una propensione per l'oro potrebbero considerare un'allocazione fino a una cifra percentuale media in un portafoglio diversificato", conclude Haefele. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Lu-Ve, Tp Icap conferma buy
16/03/2026 11:24
MARKET DRIVER: Lu-Ve, Tp Icap conferma buy
MILANO (MF-NW)--Tp Icap Midcap conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo di 50 euro su Lu-Ve. I conti 2025 sono definiti dall'analista Michele Mombelli "eccellenti", con un quarto trimestre "sopra le attese", in accelerazione su base sequenziale (+14% a livello di ricavi e +3% per l'Equita adjusted) e con un "backlog record" in crescita del 34% anno su anno. A questo si aggiunge la "solida domanda" che il management si aspetta sulla scia degli investimenti in data center e nella generazione di energia, oltre alle iniziative già intraprese a beneficio dell'efficienza operativa. bon andrea.bonfiglio@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Borsa Kuala Lumpur: Klci chiude a -0,13% a 1.696,56 punti
16/03/2026 11:24
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COMMENTO ENERGY: aumento prezzi petrolio genera pressione su catene approvigionamento (Moneyfarm)
16/03/2026 11:24
COMMENTO ENERGY: aumento prezzi petrolio genera pressione su catene approvigionamento (Moneyfarm)
MILANO (MF-NW)--I prezzi dell materie prime energetiche restano il principale canale di trasmissione del conflitto in Medio Oriente sui mercati finanziari. "Nelle ultime settimane petrolio e gas naturale hanno registrato aumenti significativi, per quanto le quotazioni rimangano ancora inferiori ai picchi raggiunti nel 2022, all'indomani dell'invasione russa dell'Ucraina. La risalita dei prezzi del petrolio ha portato anzitutto a un evidente aumento del costo medio della benzina, il cui l'impatto sui bilanci delle famiglie sarà tanto maggiore quanto più a lungo proseguiranno le tensioni", commenta Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. "Ma l'energia è un input indispensabile anche per numerosi settori produttivi e un'impennata dei prezzi può riflettersi sui costi dei fertilizzanti e dei prodotti alimentari, ad esempio, oltre a generare ulteriori pressioni lungo le catene di approvvigionamento", spiega l'esperto. In questo quadro, le aspettative degli investitori riguardo alla politica monetaria sono cambiate in modo piuttosto repentino. Attualmente, il mercato prezza un singolo taglio da parte della Federal Reserve, mentre nel Regno Unito e nell'Eurozona alcuni osservatori iniziano a considerare la possibilità di rialzi dei tassi nel 2026. In passato, "un conflitto di questo tipo sarebbe stato probabilmente interpretato come uno shock di offerta temporaneo, con l'idea che le banche centrali dovessero guardare oltre gli effetti immediati sull'inflazione", prosegue Flax. Tuttavia, "un ragionamento simile era stato seguito anche nel 2022 e, col senno di poi, molti banchieri centrali furono criticati per aver reagito troppo lentamente all'accelerazione dei prezzi. Di conseguenza, oggi gli investitori si aspettano un cambio di interpretazione da parte delle autorità monetarie, il che ha contribuito a spingere verso l'alto anche i rendimenti obbligazionari a lungo termine", dichiara l'esperto. Nel complesso, "questi sviluppi mostrano come le tensioni stiano iniziando a influenzare il contesto macroeconomico globale, con effetti che potrebbero ampliarsi con il protrarsi delle ostilità. Si è già osservata una certa debolezza sia nei mercati obbligazionari sia in quelli azionari, con dinamiche che ricalcano in parte quanto accaduto nel 2022. Finora, tuttavia, l'impatto complessivo è rimasto relativamente contenuto, forse per via di rendimenti obbligazionari di partenza molto più elevati o forse per l'aspettativa diffusa che il conflitto possa avere una durata limitata", continua Flax. In questo contesto, "la diversificazione continua a rappresentare un elemento decisivo: poter contare su un'ampia gamma di strumenti di investimento - tra azioni, valute, credito, debito sovrano e materie prime - permette di gestire i portafogli in modo flessibile anche in fasi caratterizzate da maggiore incertezza e volatilità", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)