WALL STREET: commento di metà seduta
26/03/2026 17:56
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,74%, l'S&P 500 l'1,11% e il Nasdaq Composite l'1,5%. I prezzi del petrolio continuano a salire, mentre calano le speranze di una rapida risoluzione del conflitto in Medio Oriente. In dettaglio, il Brent avanza del 4,66%, superando quota 100 dollari, a 101,82 usd al barile, mentre il Wti cresce del 4,73% a 94,58 dollari. Sul fronte politico, la proposta di cessate il fuoco avanzata da Trump tramite il Pakistan è stata respinta dall'Iran, che ha presentato proprie richieste non accettabili dagli Stati Uniti, alimentando i timori di un prolungamento del conflitto. In questo contesto, poco fa il presidente Usa ha dichiarato durante una riunione di gabinetto alla Casa Bianca: "I prezzi del petrolio non sono aumentati quanto pensavo, a dire il vero. Tutto tornerà ai livelli precedenti e probabilmente anche più in basso". Sul fronte della politica monetaria, "sia il dot plot del Fomc sia il mercato continuano a prevedere un taglio dei tassi quest'anno, in linea con la nostra ipotesi di base secondo cui Kevin Warsh, che assumerà la presidenza della Fed nel corso dell'anno, attuerà una certa politica di allentamento", commenta David Rees, head of Global Economics di Schroders. Tuttavia, "esiste un rischio evidente che uno shock dei prezzi prolungato possa vanificare i tentativi di allentare la politica monetaria, mentre una riaccelerazione dell'inflazione di fondo riporterebbe all'ordine del giorno gli aumenti dei tassi", prosegue l'esperto. Dal punto di vista dei fondamentali, "l'economia statunitense sembra essere quella più a rischio che un'inflazione più elevata diventi radicata", dichiara Rees. Nonostante alcune recenti distorsioni dei dati dovute allo shutdown del governo federale, l'economia ha registrato buoni risultati, mentre il Pce core è rimasto elevato, attestandosi intorno al 3%. "Vale anche la pena notare che, in quanto esportatore netto di energia, gli Stati Uniti potrebbero essere in una certa misura al riparo dallo shock dei prezzi, in particolare per quanto riguarda il gas naturale", conclude l'esperto. Lato macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 210.000 unità, in crescita di 5.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è sceso di 32.000 unità a quota 1,819 milioni. Sul fronte societario: - Le azioni di Navan balzano del 33,99% a metà seduta, dopo che la società ha fornito previsioni solide per il 2027. Navan prevede ricavi annuali compresi tra 866 e 874 milioni di dollari, rispetto alla stima media di FactSet di 840,8 milioni di dollari. Anche gli utili per azione rettificati e i ricavi del quarto trimestre della società hanno superato le aspettative di Wall Street. - Il titolo di Meta perde il 6,99% dopo la sconfitta in una causa legale che ha coinvolto anche YouTube. Le due aziende sono state accusate di aver progettato le proprie piattaforme in modo da favorire dipendenza e risultare dannose per gli adolescenti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
COMMENTO BOND: in portafoglio ora c'è molto spazio per bond di qualità (Pimco)
26/03/2026 17:45
COMMENTO BOND: in portafoglio ora c'è molto spazio per bond di qualità (Pimco)
MILANO (MF-NW)--Lo shock energetico innescato dalla guerra in Medio Oriente e dalla fiammata dei prezzi del petrolio porta i colossi degli investimenti globali a rivedere le strategie di portafoglio. Secondo Tiffany Wilding, economista, e Andrew Balls, global cio fixed income di Pimco, nella revisione del Cyclical Outlook della società di gestione il pericolo principale oggi è quello di una stagflazione. "Il conflitto in Medio Oriente rappresenta un importante shock dell'offerta energetica globale, che, se persistente, è probabilmente di natura stagflazionistica, visto che spinge l'inflazione verso l'alto mentre pesa sulla crescita". IL DIFFICILE COMPROMESSO DELLE BANCHE CENTRALI Le banche centrali in questo scenario "si trovano di fronte a un difficile compromesso, con i mercati che stanno già inasprendo le condizioni finanziarie al loro posto". Pimco calcola, ad esempio, come le crescenti aspettative di inflazione si stiano riflettendo sui rendimenti dai bond sovrani. Al contempo, sottolineano i money manager, "riteniamo improbabile che le banche centrali adeguino le proprie politiche ai recenti cambiamenti delle aspettative di mercato sui tassi di riferimento: gli shock potrebbero trasmettersi più direttamente alle famiglie vulnerabili, alle piccole imprese e ai mercati del credito". UN CONTESTO DIVERSO RISPETTO AL 2022 In generale, affermano Wilding e Balls, la situazione attuale è diversa rispetto a quella del 2022. "Oggi la politica fiscale è più restrittiva, i mercati del lavoro sono più flessibili e i tassi di politica monetaria sono già a livelli neutrali o restrittivi, riducendo il rischio di un'inflazione persistente". Per un investitore la situazione attuale potrebbe essere favorevole a una ricerca del "reddito fisso di alta qualità. Gli investitori possono utilizzare le obbligazioni come copertura contro i rischi di ribasso: i rendimenti iniziali sono oggi molto più elevati rispetto al 2022 offrendo un margine di protezione contro scenari inflazionistici estremi", evidenziano gli esperti. MEGLIO I BOND LIQUIDI O IL PRIVATE DEBT? Al contempo un altro grande filone di rischio è legato al private credit. "Il direct lending alle imprese rimane illiquido e poco trasparente", avvertono Wilding e Balls. "Gli investitori hanno l'opportunità di ribilanciare i portafogli verso il reddito fisso pubblico, che offre rendimenti simili ed è più liquido e trasparente". I segnali di stress del credito "tipici della fase finale del ciclo", aggiungono, "rafforzano la necessità di selettività, di un'attenta analisi dei prezzi e delle condizioni di liquidità e di privilegiare investimenti di qualità superiore garantiti da garanzie reali". Infine i money manager oggi privilegiano "una diversificazione mirata tra aree geografiche e valute per rafforzare ulteriormente i portafogli. Allo stesso modo è opportuno prendere in considerazione strumenti di copertura contro l'inflazione come le materie prime e gli asset reali". cap (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)