WALL STREET: commento di metà seduta
14/05/2026 18:33
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones guadagna lo 0,88%, dopo aver toccato quota 50.000, l'S&P 500 lo 0,92% e il Nasdaq Composite l'1,03%, mentre gli occhi restano puntati sul vertice tra Trump e Xi. Le relazioni tra i due Paesi saranno "migliori che mai", ha dichiarato Trump nelle sue osservazioni iniziali. Xi ha invece sottolineato che "Cina e Stati Uniti hanno entrambi da guadagnare dalla cooperazione e da perdere dallo scontro. Dovremmo essere partner, non rivali". Sul fronte del conflitto in Medio Oriente, la Casa Bianca ha riportato che Trump e Xi concordano sul fatto che lo Stretto di Hormuz "deve restare aperto per garantire il libero flusso delle forniture energetiche". La Casa Bianca ha inoltre riferito che "il presidente Xi ha chiarito l'opposizione della Cina alla militarizzazione dello Stretto e a qualsiasi tentativo di imporre pedaggi per il suo utilizzo", aggiungendo che Pechino avrebbe espresso interesse ad aumentare gli acquisti di petrolio statunitense per ridurre in futuro la propria dipendenza dal transito attraverso Hormuz. Entrambi i Paesi hanno infine sottolineato che l'Iran non dovrà mai dotarsi di un'arma nucleare. Il presidente cinese ha ribadito che Taiwan rappresenta la questione più importante nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina e che, se non gestita correttamente, potrebbe spingere i rapporti bilaterali verso una situazione "pericolosa". Le due potenze devono impegnarsi per evitare la "trappola di Tucidide", ha dichiarato Xi, la teoria elaborata da Graham Allison, professore di Harvard, secondo cui le tensioni tra una potenza emergente e una dominante finiscono storicamente in una guerra. Il mercato azionario continua a essere condizionato da un lato dalla situazione di stallo in Medioriente e dall'altro dal tema AI. "Questa situazione ha portato i listini Usa a segnare nuovi massimi storici, sostenuti dal rally di Nvidia, mentre i bond continuano a rimanere sotto pressione, complici i prezzi del petrolio ancora elevati ed indicazioni di forti spinte inflattive giunte ieri dai prezzi alla produzione statunitensi", spiegano gli strategist di Mps. Lato macro, i prezzi di importazioni ed esportazioni hanno raggiunto i livelli più alti dal 2022. Il dato rappresenta l'ennesimo segnale di un rafforzamento delle pressioni inflazionistiche, dopo che i prezzi alla produzione sono aumentati del 6% su base annua, il rialzo più marcato degli ultimi quattro anni, e l'indice dei prezzi al consumo ha raggiunto il 3,8%. Le vendite al dettaglio sono salite dello 0,5% nel mese di aprile, in linea con le previsioni degli esperti e dopo l'incremento dell'1,6% registrato il mese precedente. Sul fronte societario: - Cisco Systems in rally del 14,3% dopo che il colosso del software ha pubblicato risultati del terzo trimestre e una guidance superiori alle aspettative di Wall Street. Per il trimestre in corso, Cisco prevede un utile rettificato tra 1,16 e 1,18 dollari per azione su ricavi compresi tra 16,7 e 16,9 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano un utile rettificato di 1,07 dollari per azione e ricavi pari a 15,82 miliardi di dollari, secondo Lseg. - Bullish in calo dello 0,89% dopo i risultati deludenti del primo trimestre. La società ha registrato un utile netto rettificato di 20,3 milioni di dollari, inferiore ai 23,9 milioni di dollari attesi dagli analisti, secondo FactSet. I ricavi rettificati sono stati pari a 92,8 milioni di dollari, contro una stima di consenso di 94,9 milioni di dollari. - Il titolo di Biogen scivola del 5,28%. L'azienda biofarmaceutica ha annunciato che il suo farmaco sperimentale contro l'Alzheimer passerà alla fase 3 dei trial clinici, nonostante non abbia raggiunto l'obiettivo principale della fase 2. La società ha dichiarato che il farmaco ha comunque mostrato benefici cognitivi. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: prezzi import ed export Usa ai massimi da 2022, aumentano segnali pressioni inflazionistiche
14/05/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: prezzi import ed export Usa ai massimi da 2022, aumentano segnali pressioni inflazionistiche
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, i prezzi di importazioni ed esportazioni hanno raggiunto i livelli più alti dal 2022. Il dato rappresenta l'ennesimo segnale di un rafforzamento delle pressioni inflazionistiche, dopo che i prezzi alla produzione sono aumentati del 6% su base annua, il rialzo più marcato degli ultimi quattro anni, e l'indice dei prezzi al consumo ha raggiunto il 3,8%. PREZZI PRODOTTI PETROLIFERI SEGNANO +19% I prezzi delle importazioni sono saliti dell'1,9% nel mese, un punto percentuale in più rispetto alla variazione di marzo e oltre la previsione di consenso del Dow Jones pari allo 0,9%. Su base annua, i prezzi sono aumentati del 4,2%, il livello più alto da ottobre 2022. In linea con gli altri dati recenti, l'aumento è stato trainato in larga parte dai costi energetici, con i prezzi di carburanti e lubrificanti in crescita del 16,3%. I prezzi dei prodotti petroliferi sono saliti del 19%. Le importazioni non energetiche hanno registrato un incremento dello 0,8%, sostenuto dall'aumento dei prezzi di beni capitali, forniture non energetiche e alimentari e bevande. ESPORTAZIONI CRESCONO DELL'8,8% A/A Sul fronte delle esportazioni, i prezzi sono aumentati ancora più rapidamente, del 3,3%, portando la crescita su base annua all'8,8%, il livello più alto da settembre 2022. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)