COMMENTO ENERGY: petrolio in rialzo e faro su Venezuela
08/01/2026 16:19
COMMENTO ENERGY: petrolio in rialzo e faro su Venezuela
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano in rialzo, con il Brent che sale dell'1,83% e il Wti dell'1,73%. Intanto, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'intenzione di assumere il controllo delle vendite di petrolio venezuelano destinate al mercato a tempo indeterminato. "In questi tempi davvero sbalorditivi, gli investitori non riescono a guardare oltre il giorno successivo e possono solo 'cucinare' con gli ingredienti disponibili, per quanto piuttosto amari. Pertanto, quando l'amministrazione statunitense afferma che riceverà prontamente milioni di barili di petrolio venezuelano e rivendica la propria autorità sulle vendite di greggio del Paese a tempo indeterminato, inclusa la sua compagnia petrolifera nazionale, come riportato dal Wall Street Journal, si attivano inevitabilmente dei riflessi condizionati", commenta Pvm Oil Associates. Come gran parte della produzione delle sabbie bituminose canadesi, anche il Venezuela produce petrolio pesante, e ci si aspetta che le vendite statunitensi competano con le esportazioni canadesi, incidendo sul prezzo del benchmark Western Canada Select (Wcs), che viene scambiato con uno sconto rispetto al Wti. "Gli spread Wcs si sono ampliati fino ai livelli più ampi da agosto 2024. I differenziali sul petrolio della costa del Golfo degli Usa (Usgc) si sono estesi fino a -7,5 usd al barile, il livello più ampio dall'arresto del progetto Tmx", osserva Brian Leisen di Rbc Capital Markets. Tuttavia, l'offerta continua a superare la domanda, aumentando le scorte petrolifere a livello globale e frenando i prezzi. Nel suo rapporto settimanale, l'Energy Information Administration (Eia) ha segnalato che le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono inaspettatamente diminuite la settimana scorsa, ma quelle di benzina sono aumentate di 7,7 milioni di barili, restando circa il 3% al di sopra della media quinquennale, mentre le scorte di distillati sono cresciute di 5,6 milioni di barili. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Lavoro: mercato compresso, calo disoccupazione per aumento tasso inattività (eToro)
08/01/2026 16:19
Lavoro: mercato compresso, calo disoccupazione per aumento tasso inattività (eToro)
ROMA (MF-NW)--Il numero degli occupati resta vicino ai massimi storici, 24 milioni e 188mila. Ma il numero, da solo, dice poco. Il segnale vero è un altro, occupati in calo (-34mila) e disoccupati in calo (-30mila), nello stesso mese: "una combinazione che non parla di forza, ma di ritiro. Il calo della disoccupazione non passa dal lavoro, passa dall'uscita dal mercato. In un solo mese gli inattivi aumentano di 72mila unità: è qui che si gioca la partita. È qui che il 2025 mostra il suo volto più ricorrente. La "doppia flessione" non è un incidente statistico, è il leitmotiv dell'anno. Febbraio, aprile, luglio, agosto, ora novembre. Sempre lo stesso schema. Meno lavoro, meno ricerca di lavoro, più rinuncia". Questo il commento di Gabriel Debach, market analyst di eToro, ai dati sull'occupazione a novembre. Guardando ai primi undici mesi dell'anno, il quadro resta formalmente positivo ma sempre più stanco. I nuovi occupati sono 128mila, i nuovi inattivi 55mila. Il rapporto resta superiore a 2:1, il sistema crea ancora più posti di quanti ne perda. Ma il ritmo è nettamente inferiore a quello degli anni di vera espansione, come il 2021 o il 2023. La macchina gira, ma a regime ridotto, prosegue Debach. Anche il dato di genere va letto con cautela, secondo l'esperto. Il gap tra disoccupazione maschile (5,5%) e femminile (6,1%) si restringe a 0,6 punti percentuali. Il 6,1% femminile segna un minimo storico. Ma è un minimo fragile. A novembre le disoccupate diminuiscono di 22mila unità, mentre le inattive aumentano di 49mila. E quasi tutto il calo degli occupati del mese (-34 mila), l'88% (-30mila unità), ricade sulle donne. Il miglioramento del tasso passa più dall'uscita che dall'ingresso. La tenuta del mercato, quando c'è, è tutta nella sua struttura. I contratti permanenti aumentano di 258mila unità in un anno, quelli a termine crollano di 204mila. Meno precarietà, più stabilità. Ma anche meno dinamica, meno capacità di assorbire shock. Depurando i dati dall'effetto demografico, il quadro cambia ancora. Il mercato del lavoro non è debole come appare, è compresso. Nella fascia 35-49 anni gli occupati scendono del 2,2% in termini osservati, ma al netto della demografia la variazione è zero. Le imprese non stanno tagliando, è la popolazione che si restringe. Sul totale 15-64 anni l'occupazione cresce di un modesto +0,1%. Senza l'invecchiamento sarebbe +0,6%. Il lavoro tiene. A mancare sono le persone. Ed è questo, più di ogni oscillazione mensile, il vero vincolo strutturale del mercato del lavoro italiano nel 2025, conclude Debach. vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)