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TOP NEWS ESTERO: oro sui massimi da metà maggio oltre 4.700 usd
24/08/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: oro sui massimi da metà maggio oltre 4.700 usd
MILANO (MF-NW)--Non si ferma la corsa dell'oro che lunedì 24 agosto ha superato il tetto dei 4.700 dollari l'oncia e attualmente tratta a 4.719 usd, ai massimi da oltre tre mesi. A supportare il nuovo rally del lingotto è stato, fin dalle sedute precedenti, l'intervento deciso del Tesoro statunitense sul mercato obbligazionario, che ha riacceso i timori per un indebolimento del dollaro, spingendo gli investitori verso beni rifugio alternativi. L'oro, non a caso, ha chiuso la scorsa settimana con il terzo rialzo settimanale consecutivo, avanzando di oltre il 5% dopo l'annuncio a sorpresa del Tesoro Usa guidato da Scott Bessent, che avvierà da settembre un'accelerazione dei riacquisti di titoli di Stato a lunga scadenza, al fine di contenere il rialzo dei rendimenti. IL TIMORE DI UN DOLLARO PIÙ DEBOLE Gli interventi per contenere i costi di finanziamento attraverso un'azione diretta sul mercato hanno alimentato i timori che la politica statunitense possa indebolire la fiducia nel dollaro e rendere più attraenti altri investimenti. Si tratta di un ritorno del cosiddetto "debasement trade", il tema che aveva contribuito a spingere l'oro in rialzo del 65% nel 2025 e che consiste nel lasciare le valute tradizionali (come dollaro o euro) per spostarsi su beni reali e riserve di valore. Un biglietto verde più debole (l'indice del dollaro nell'ultimo mese ha perso quasi il 2,5%) rappresenta inoltre un fattore favorevole per le materie prime denominate nella valuta statunitense. "Vedo margini perché i capitali macro si spostino in modo significativo verso i metalli preziosi sulla scia della narrativa legata alla svalutazione della valuta", ha dichiarato a Bloomberg Justin Lin, analista di Global X. I FATTORI DI SUPPORTO: ETF E RAY DALIO Anche la dinamica tecnica dei prodotti di risparmio gestito supporta il lingotto. Gli Etf garantiti da oro monitorati da Bloomberg hanno registrato la scorsa settimana afflussi per oltre 28 tonnellate, il dato più elevato da gennaio, quando un rally particolarmente intenso aveva spinto il metallo prezioso verso il record storico, poco sotto i 5.600 dollari. A rafforzare la fiducia sul metallo prezioso ha contribuito anche Ray Dalio, fondatore miliardario di Bridgewater Associates, che in un post su LinkedIn pubblicato venerdì 21 agosto ha suggerito agli investitori di ridurre l'esposizione alle obbligazioni e destinare fino al 15% del portafoglio all'oro, come protezione dal rischio di una crisi del debito statunitense. DOVE PUÒ ARRIVARE IL LINGOTTO "I prezzi dell'oro hanno esteso il rialzo mensile a quasi il 15%, mentre un numero crescente di investitori cerca alternative sia al rischio di duration sia all'esposizione al dollaro", commenta Mark Haefele, chief investment officer di Ubs Global Wealth Management. Storicamente, evidenzia l'esperto, "i timori legati alla sostenibilità del debito e all'indebolimento delle valute hanno rappresentato fattori favorevoli per i metalli preziosi. Sebbene i prezzi più elevati del petrolio possano mantenere alte le aspettative sui tassi nel breve periodo, riteniamo che l'aumento dell'indebitamento e l'incertezza sulle modalità con cui i governi finanzieranno questo debito dovrebbero continuare a sostenere l'oro". Alla luce di ciò Haefele si aspetta che il prezzo del lingotto "salga fino a 5.400 dollari nei prossimi 12 mesi". IL FATTORE JACKSON HOLE E IL CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE Il Simposio di Jackson Hole, organizzato dalla Federal Reserve, sarà un altro momento saliente della settimana per vedere che direzione prenderà il lingotto. "Gli operatori seguiranno con grande attenzione il discorso del presidente Kevin Warsh alla ricerca di indicazioni sulle prospettive della politica monetaria. Qualsiasi cambiamento nelle aspettative relative a ulteriori aumenti dei tassi potrebbe avere un impatto significativo sul dollaro e, di conseguenza, sui prezzi dell'oro", spiega Ricardo Evangelista, senior analyst di ActivTrades. "Gli operatori del settore rimarranno inoltre concentrati sugli sviluppi relativi al conflitto tra Stati Uniti e Iran. La guerra continua a interrompere le esportazioni di petrolio e gas dal Golfo Persico, mantenendo elevati i prezzi dell'energia e alimentando le pressioni inflazionistiche, una dinamica che potrebbe limitare il potenziale di rialzo dell'oro". MERCATI ORA VEDONO FED FERMA A SETTEMBRE "Anche se non siamo nel pieno di una crisi, la situazione fiscale degli Stati Uniti è evidentemente negativa", afferma Thomas Mathews, responsabile dei mercati per l'Asia-Pacifico di Capital Economics. "Le opinioni precedentemente espresse dal presidente Warsh sul mercato obbligazionario, secondo cui il bilancio della Fed potrebbe essere più contenuto e rendimenti a lungo termine più elevati potrebbero giustificare tagli dei tassi, potrebbero essere accolte negativamente nell'attuale contesto di mercato". Di recente i mercati hanno ridimensionato le aspettative di tassi di interesse statunitensi più elevati. Secondo il FedWatch Tool del Cme Group, gli operatori stanno ora scontando una probabilità del 63% che la Federal Reserve lasci i tassi invariati nella riunione di settembre. cap/alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: soglia Fed per rialzo a settembre è bassa, decisivi Pce e Cpi (J. Safra Sarasin)
24/08/2026 17:52
MARKET DRIVER: soglia Fed per rialzo a settembre è bassa, decisivi Pce e Cpi (J. Safra Sarasin)
MILANO (MF-NW)-Dopo l'ultima conferenza stampa della Fed, "il mercato sembra aver tratto una conclusione precisa: rinviare oggi un ulteriore inasprimento della politica monetaria rischia di rendere necessario un intervento ancora più restrittivo in futuro", osserva Raphael Olszyna-Marzys, International Economist di J. Safra Sarasin. Il Presidente Warsh ha sostenuto i tassi invariati, spiegando che, tra una riunione e l'altra, le condizioni finanziarie si erano già irrigidite, svolgendo di fatto parte del lavoro della banca centrale. "Questo approccio presenta però un problema evidente. Se la Fed delega il proprio compito ai mercati finanziari, non mantiene più il pieno controllo della politica monetaria", dichiara l'esperto. Secondo Secondo Olszyna-Marzys, Warsh potrebbe inoltre confidare in una forte accelerazione della produttività grazie all'AI, tale da sostenere l'offerta e attenuare le pressioni inflazionistiche. Con il mercato del lavoro in equilibrio e la domanda ancora resiliente, gli ultimi dati Cpi e Pce saranno determinanti per l'esito della riunione di settembre, dichiara l'esperto. "A meno che l'inflazione non registri una sorpresa significativamente al ribasso, riteniamo che la soglia per un rialzo dei tassi a settembre sia bassa", prosegue Olszyna-Marzys. "Più importante ancora, se la domanda interna dovesse mantenere lo stesso livello di resilienza mostrato finora, la Fed potrebbe alla fine dover effettuare più dei due ulteriori rialzi dei tassi che attualmente prevediamo", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO BOND: 5 motivi fanno correre i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza
24/08/2026 17:45
COMMENTO BOND: 5 motivi fanno correre i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza
MILANO (MF-NW)--L'andamento dei prezzi nelle ultime settimane indica chiaramente un peggioramento dell'appetito degli investitori per le obbligazioni statunitensi a lunga durata, in particolare per i titoli con scadenze molto lunghe. È significativo che gran parte del recente movimento sia stata determinata dall'aumento dei rendimenti reali, suggerendo che gli investitori stiano chiedendo una maggiore compensazione per il rischio di detenere attività con una lunga durata finanziaria. Diversi fattori, sottolineano gli strategist di Unicredit, sembrano alimentare questa dinamica. Primo, la Federal Reserve è diventata meno prevedibile e gli investitori devono adattarsi all'evoluzione del suo modo di reagire ai dati economici. La minore importanza attribuita alle indicazioni sulle future decisioni di politica monetaria, la cosiddetta forward guidance, aumenta l'incertezza sulle politiche della Fed e, nel tempo, dovrebbe contribuire a rendere la curva dei rendimenti più ripida. Secondo, le prospettive per l'inflazione restano incerte a causa delle tensioni ancora in corso in Medio Oriente, di un quadro geopolitico frammentato e del possibile impatto degli investimenti legati all'intelligenza artificiale, che nel breve periodo potrebbero mantenere elevate le pressioni sui prezzi. Terzo, gli investitori restano preoccupati per il persistente deficit di bilancio degli Stati Uniti e per la prospettiva di un'emissione di titoli del Tesoro che rimanga elevata nel tempo. In altre parole, il governo americano continua ad avere bisogno di raccogliere ingenti somme sui mercati attraverso l'emissione di nuovo debito. Quarto, i mercati dei titoli di Stato continuano a trovarsi in un contesto caratterizzato da un'elevata quantità di nuove emissioni sovrane a livello globale. Il Giappone ne è un esempio: la combinazione tra una politica fiscale espansiva e le aspettative di un inasprimento della politica monetaria da parte della Bank of Japan sta esercitando pressione al rialzo sui rendimenti. Quinto, l'offerta di obbligazioni societarie a lunga scadenza da parte degli hyperscaler e delle società tecnologiche rappresenta un ulteriore ostacolo, e si prevede che questa tendenza proseguirà nei prossimi anni. Gli hyperscaler sono le grandi società tecnologiche che gestiscono enormi infrastrutture informatiche e data center, come quelle necessarie per i servizi cloud e l'intelligenza artificiale. Dall'inizio dell'anno, le emissioni degli hyperscaler sono vicine ai 160 miliardi di dollari, di cui 135 miliardi denominati in dollari. Gli hyperscaler rappresentano quasi il 10% dell'intera offerta di obbligazioni societarie statunitensi. Poiché solo una piccola parte di questo debito serve a rifinanziare obbligazioni in scadenza, si tratta di fatto di nuova offerta netta di debito, generalmente concentrata sulle scadenze più lunghe. In questo contesto, sottolineano da Unicredit, la recente decisione del Tesoro statunitense di aumentare le proprie operazioni di riacquisto di titoli ha fornito soltanto un sollievo temporaneo. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha affermato che i riacquisti potrebbero essere ulteriormente ampliati e che l'amministrazione dispone di una "ampia cassetta degli attrezzi" per far scendere i rendimenti obbligazionari. Tuttavia, per ottenere una riduzione duratura dei term premium, cioè della remunerazione aggiuntiva richiesta dagli investitori per detenere titoli di Stato con scadenze più lunghe, sarebbero necessari una riduzione credibile del deficit fiscale statunitense, improbabile prima delle elezioni di metà mandato, prospettive sull'inflazione meno incerte e una maggiore chiarezza sul modo in cui la Fed reagisce alle condizioni economiche. Anche in questo scenario, tuttavia, la concorrenza degli altri emittenti dovrebbe continuare a rappresentare un ostacolo strutturale per la parte ultra-lunga della curva dei Treasury, perché l'elevata quantità di nuovo debito offerto sul mercato non dipende soltanto dal governo americano, concludono da Unicredit. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*BOND: spread Btp/Bund chiude a 82,179 punti base
24/08/2026 17:33
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UPDATE: Bitcoin prosegue rally scorsa settimana, Etf record sulla criptovaluta
24/08/2026 17:16
UPDATE: Bitcoin prosegue rally scorsa settimana, Etf record sulla criptovaluta
MILANO (MF-NW)--Bitcoin e i titoli legati alle criptovalute hanno proseguito il rally iniziato la scorsa settimana, mentre aumentano le preoccupazioni degli investitori per l'inflazione e il deficit fiscale. Bitcoin sale del 3,21% portandosi poco sotto gli 80.000 dollari, sui livelli più alti da maggio. Ethereum guadagna invece il 3,25%, a circa 2.500 dollari, raggiungendo il livello più alto da gennaio. In questo quadro, anche gli Etf spot sulla criptovaluta tornano a mettere a segno numeri di raccolta importanti. Questi speciali fondi quotati, nella loro versione statunitense (in Europa non possono esistere Etf in formato Ucits sulle cripto) hanno registrato la scorsa settimana, in concomitanza con il ritorno del bitcoin sopra 77 mila dollari, la maggior raccolta degli ultimi 10 mesi. VERSO I 2 MILIARDI DI RACCOLTA IN UNA SETTIMANA I 13 fondi quotati negli Stati Uniti hanno raccolto 1,92 miliardi di dollari netti, il dato più elevato dall'inizio di ottobre dello scorso anno, secondo i dati elaborati da Bloomberg. Gli afflussi sono arrivati mentre il bitcoin guadagnava circa il 23% nell'arco della settimana, il maggiore rialzo settimanale da oltre tre anni. Il rally è stato inizialmente alimentato dai piani degli Stati Uniti di aumentare i riacquisti di obbligazioni a lunga scadenza per ridurre i rendimenti dei Treasury, ed è stato poi amplificato da uno short squeeze, con i trader costretti a chiudere le proprie posizioni ribassiste. L'aumento degli afflussi verso gli Etf indica una domanda più ampia da parte degli investitori per il token. FIAMMATA TEMPORANEA O RIALZO STRUTTURALE? "Abbiamo registrato afflussi netti in ogni giornata di contrattazioni della scorsa settimana, il che suggerisce un rinnovato interesse degli investitori per il bitcoin", ha dichiarato Gracie Lin, amministratrice delegata dell'exchange crypto Okx Sg. "La domanda ora è se questo slancio riuscirà a mantenersi. Dopo un movimento così forte del bitcoin, non sarebbe sorprendente assistere a qualche presa di profitto". Gli ultimi afflussi settimanali negli Etf sono stati i più elevati da quando il Bitcoin è crollato dal record sopra i 126 mila dollari, raggiunto il 6 ottobre scorso, entrando nel cosiddetto crypto winter (inverno delle criptovalute). La ripresa è significativa perché la settimana precedente gli Etf spot avevano registrato deflussi netti per quasi 390 milioni di dollari, il dato peggiore in sei settimane. DA INIZIO ANNO IL BILANCIO È ANCORA NEGATIVO L'iShares Bitcoin Trust di BlackRock, il più grande prodotto della categoria, ha rappresentato da solo 1,3 miliardi di dollari degli afflussi della scorsa settimana. Nonostante questi guadagni, dall'inizio dell'anno sono stati ritirati dagli Etf Usa circa 2,9 miliardi. Resta quindi da vedere se il rally attuale si tradurrà in una domanda sostenuta e nell'avvio di un nuovo mercato rialzista. "Nel breve periodo, il mercato appare tirato, ma resta ben sostenuto", ha dichiarato Jayke Kyndrede, senior sales trader presso il market maker Qcp Group. "Dopo un movimento così rapido, non sarebbe sorprendente assistere a una fase di consolidamento o a un ritracciamento, ma è difficile prevederne tempi e profondità finché la domanda rimane forte". Nella mattinata di lunedì 24 agosto il bitcoin cresce dell'1,8% sopra quota 77.500 dollari. Meglio ancora ethereum, in aumento del 3% a 2.461. cap/cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)