Russia: B.centrale taglia tassi per ottava volta consecutiva
24/04/2026 15:05
Russia: B.centrale taglia tassi per ottava volta consecutiva
MILANO (MF-NW)--La Banca centrale russa ha tagliato il suo tasso di interesse di riferimento per l'ottava riunione consecutiva e ha affermato che sono possibili ulteriori riduzioni nonostante l'aumento dei prezzi del petrolio dall'inizio del conflitto in Medio Oriente. Nel dettaglio la Bank of Russia ha ridotto il costo del denaro al 14,5% dal 15,5%, ben al di sotto quindi del picco del 21% registrato nel 2025. L'Istituto ha poi affermato che potrebbe ridurre ulteriormente i tassi man mano che domanda e offerta si riequilibreranno. "La Bank of Russia valuterà la necessità di ulteriori tagli del tasso chiave nelle prossime riunioni in base alla sostenibilità del rallentamento dell'inflazione", ha puntualizzato la Banca. La Russia è un importante produttore di energia e quindi meno vulnerabile rispetto ad altri alla riduzione delle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, l'economia è destinata a beneficiare dell'aumento dei prezzi dell'energia, fattore che potrebbe riaccendere l'inflazione. La Banca centrale ha sottolineato che l'economia sembra aver rallentato nei primi tre mesi dell'anno, riflettendo un aumento delle tasse per finanziare l'attacco all'Ucraina, giunto ormai al quinto anno. "L'attività di investimento resta debole", ha dichiarato la Banca centrale. "La crescita della domanda dei consumatori continua a rallentare". La Banca centrale ha poi affermato che l'inflazione potrebbe risultare più alta del previsto a causa di un aumento globale dei prezzi dovuto al conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, l'Istituto ha osservato segnali di allentamento nel mercato del lavoro dopo un lungo periodo di tensione legato all'aumento del numero di truppe impegnate in Ucraina e alla necessità di più lavoratori per produrre beni che il Paese non può più importare a causa delle sanzioni. La Banca centrale ha citato sondaggi che indicano una quota più bassa di imprese che segnalano carenza di manodopera dalla metà del 2023. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: Germania colpita duro da guerra in MO, Pil a rischio
24/04/2026 15:01
TOP NEWS ESTERO: Germania colpita duro da guerra in MO, Pil a rischio
MILANO (MF-NW)--Il clima di fiducia delle imprese in Germania è peggiorato significativamente. L'indice Ifo Business Climate si è attestato ad aprile a 84,4 punti, rispetto agli 86,3 di marzo. Si tratta del livello più basso dal maggio del 2020. "Le aziende sono diventate considerevolmente più pessimiste sulle prospettive dei prossimi mesi e hanno anche valutato come peggiore la loro situazione attuale. L'economia tedesca è duramente colpita dalla crisi in Iran", afferma Clemens Fuest, presidente dell'istituto Ifo. "Il crollo dell'indice Ifo sottolinea le crescenti preoccupazioni delle imprese tedesche riguardo all'impatto economico negativo della guerra in Medio Oriente", aggiungono gli economisti di Ing. LO SPACCATO PER SETTORI Nel settore manifatturiero, il clima di fiducia è peggiorato. Ciò è dovuto a aspettative significativamente più pessimistiche, soprattutto nell'industria chimica. Al contrario, le imprese hanno valutato come leggermente migliore la loro situazione attuale, pur segnalando sempre più frequentemente colli di bottiglia nelle forniture. Nel settore dei servizi, l'indice è sceso in modo marcato. Le aspettative hanno continuato a peggiorare e anche le valutazioni della situazione corrente sono risultate più negative. Il settore della logistica è sotto particolare pressione e le prospettive appaiono cupe. Nel commercio, il clima di fiducia è diminuito in modo significativo. Le aziende hanno rivisto al ribasso sia le aspettative sia la valutazione della situazione attuale. I rivenditori al dettaglio sono preoccupati soprattutto per una possibile maggiore prudenza dei consumatori a causa dell'inflazione crescente. Infine, nel settore delle costruzioni, il clima di fiducia è crollato. Le aspettative sono diminuite di quasi 10 punti e le imprese sono risultate molto meno soddisfatte della situazione attuale. Le speranze di una ripresa, per ora, sono svanite. SHOCK HORMUZ E' GRAVE RISCHIO PER PIL TEDESCO "Il forte calo dell'indice Ifo mostra chiaramente quanto lo shock dei prezzi dell'energia stia colpendo duramente l'economia tedesca. La crescita di quest'anno sarà probabilmente inferiore di 0,4 punti percentuali, anche se lo Stretto di Hormuz dovesse riaprire alla fine di maggio dopo un totale di tre mesi di chiusura. In questo scenario, ci si attende una crescita di appena lo 0,6%. Corretto per l'insolitamente alto numero di giorni lavorativi, ciò corrisponde a un modesto aumento dello 0,3%. Tuttavia, ogni ulteriore giorno senza spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz alimenta il rischio di recessione", affermano gli economisti di Commerzbank. Ad aprile l'indice Ifo è sceso a 84,4 punti da 86,3, "un minimo da maggio 2020, con peggioramenti diffusi ad aspettative (83,3 da 85,9) e situazione corrente (85,4 da 86,7). L'indagine evidenzia come gli effetti del conflitto stiano iniziando a manifestarsi su un'economia che, anche prima della guerra, faticava a riaccelerare. Anche in caso di una rapida risoluzione delle tensioni il Pil tedesco potrebbe risultare al più stagnante durante la primavera", ribadisce Andrea Volpi, economista della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)