-
Germania: +0,8% m/m inflazione luglio finale (+2,8% a/a)
12/08/2026 10:48
Germania: +0,8% m/m inflazione luglio finale (+2,8% a/a)
MILANO (MF-NW)--Il tasso di inflazione annuale della Germania, confermando la stima preliminare, è salito al 2,8% a luglio, dal 2,3% di giugno, secondo i dati definitivi pubblicati dall'Ufficio federale di statistica tedesco. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,8%, anche in questo caso in linea con la lettura preliminare. Il tasso di inflazione annuale armonizzato si è attestato al 2,8%, come previsto e rispetto al precedente 2,4%. Nel frattempo, i prezzi al consumo armonizzati sono aumentati dello 0,9% su base mensile, come da attese. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: la nuova corsa all'oro passa dai dati (J. Safra Sarasin)
12/08/2026 10:47
FOCUS: la nuova corsa all'oro passa dai dati (J. Safra Sarasin)
MILANO (MF-NW)--Nel mondo vengono oggi generati circa 200 zettabyte di dati all'anno, un volume destinato a raddoppiare entro i prossimi cinque anni. Archiviazione, elaborazione e trasferimento rappresentano i tre pilastri su cui si fonda l'economia digitale e il cui sviluppo avrà implicazioni sempre più rilevanti anche per l'asset allocation. Per gli investitori, "questo panorama offre un mandato chiaro: per partecipare a tale crescita, è necessario allocare il capitale agli artefici di queste soluzioni. Man mano che emergono tali colli di bottiglia, solo poche aziende selezionate possiedono i solidi vantaggi competitivi tecnologici necessari per risolverli", commenta Joran Mambir, Product Specialist del fondo Jss Sustainable Equity /Tech Disruptors di J. Safra Sarasin. Di conseguenza, prosegue l'esperto, "queste aziende sono posizionate per catturare una domanda sproporzionata", guidando una crescita degli utili che supera quella del mercato in generale. Per gli investitori più attenti, "questi specifici punti di strozzatura rappresentano opportunità di investimento di forte convinzione", dichiara Mambir. IMPLICAZIONI PER I MERCATI FINANZIARI La tecnologia si configura come la spina dorsale strutturale dell'economia moderna. Ciò la rende un elemento fondamentale e indispensabile per qualsiasi portafoglio. "Le ragioni a favore dell'investimento sono oggi particolarmente convincenti, poiché i fondamentali del settore stanno subendo un distacco rispetto alle medie storiche. Un malinteso persistente suggerisce che la tecnologia sia valutata alla perfezione, con stime che lasciano poco spazio a un rialzo. I dati empirici indicano una realtà diversa. Nel primo trimestre del 2026, il settore dell'informatica ha registrato una crescita degli utili sbalorditiva, circa tre volte superiore a quella del mercato in generale", spiega Mambir. "Non si tratta di un'anomalia ciclica, bensì della concretizzazione di un'accelerazione sostenuta nella crescita dell'utile per azione (EPS). Poiché la tecnologia continua ad accaparrarsi una quota sproporzionata dei profitti globali, il divario tra il settore tecnologico e il resto del mercato non fa che ampliarsi", prosegue l'esperto. Se si prendono in considerazione i margini, il quadro risulta altrettanto sorprendente. Il margine operativo del settore si attesta attualmente al 27%, rispetto al 14% circa dell'indice più ampio. "La combinazione di un elevato effetto leva operativo e di modelli di ricavi ricorrenti fa sì che, all'aumentare dei ricavi, una quota sproporzionata confluisca nel risultato netto. Eppure, rispetto alla propria storia e al resto del mercato, il premio di valutazione del settore rimane ben al di sotto dei livelli osservati negli ultimi 10 anni", osserva Mambir. Per l'investitore disposto a guardare oltre il rumore di fondo, dichiara l'esperto, "un settore con utili in crescita a un ritmo tre volte superiore a quello del mercato, con un margine di profitto doppio, non è un settore costoso. Si tratta di un settore in cui le valutazioni apparentemente elevate sono, in gran parte, spiegate da condizioni economiche strutturalmente superiori". I MOTIVI A FAVORE DELLA GESTIONE ATTIVA NEL SETTORE TECNOLOGICO Tuttavia, puntualizza Mambir, "non è tutto oro quel che luccica nel mondo della deep tech". La storia delle tecnologie trasformative "è anche una storia di promesse non mantenute e di aziende che hanno raccontato una storia avvincente senza mai costruire un business duraturo. Identificare il prossimo collo di bottiglia tecnico è fondamentale, ma è la selezione attiva, fondata su una comprensione autentica di dove si trovano e dove non si trovano i vantaggi competitivi tecnologici, a distinguere un'allocazione tecnologica ben costruita da una scommessa costosa su una narrativa", spiega l'esperto. "Il quadro che conta per gli investitori è questo: la tecnologia non è un gioco ciclico sulla domanda di dispositivi o sulla spesa pubblicitaria. È il substrato fisico e intellettuale su cui poggia l'intera economia digitale. Quel substrato viene ricostruito, strato dopo strato, per gestire un aumento di un ordine di grandezza in ciò che il mondo si aspetta che faccia", continua Mambir. La domanda strutturale è reale, le barriere all'ingresso sono elevate e i fondamentali, quali la crescita degli utili e i margini, rimangono tra i più solidi in tutti i settori del mercato. Il settore tecnologico non è mai stato a corto di nuove frontiere. Per l'investitore paziente e selettivo, conclude l'esperto, "la costante irrequietezza del settore non è un rischio, ma la fonte ultima di opportunità". cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
*Borsa Hong Kong: Hang Seng chiude a -1% a 25.396 punti
12/08/2026 10:39
-
MARKET DRIVER: Diasorin -3,5%, Ubs abbassa rating
12/08/2026 10:27
MARKET DRIVER: Diasorin -3,5%, Ubs abbassa rating
MILANO (MF-NW)--Ubs ha abbassato da neutral a sell la raccomandazione su Diasorin (-3,45% a 73,94 euro), con prezzo obiettivo che passa da 66 a 55 euro. "Diasorin ha sviluppato un'offerta altamente differenziata nel suo core business dell'Immunodiagnostica (circa il 70% dei ricavi) e punta a replicare questo successo nel mercato della diagnostica molecolare (circa il 20% dei ricavi). Il consenso attuale prevede che l'Immunodiagnostica manterrà la crescita superiore alla media del mercato registrata negli ultimi anni, mentre la nuova piattaforma Liaison Nes guiderà una significativa accelerazione nel settore della diagnostica molecolare", notano gli analisti, che si dicono invece più cauti del consenso. Nel dettaglio, le stime di Ebit sono del 4-6% al di sotto del consenso. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
Inflazione: frena a luglio ma l'Istat rivede al rialzo stima al 2,9% a/a
12/08/2026 10:23
Inflazione: frena a luglio ma l'Istat rivede al rialzo stima al 2,9% a/a
ROMA (MF-NW)--A luglio 2026 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un +0,3% su base mensile e un +2,9% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al +3% di giugno. Lo rileva l'Istat che ha rivisto al rialzo la stima preliminare di luglio pari al 2,8%. A luglio 2026, spiega l'Istat, l'inflazione scende al +2,9% dal +3% di giugno, per effetto soprattutto della dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati e degli Energetici non regolamentati. Di contro, un sostegno all'inflazione è esercitato dai prezzi degli Energetici regolamentati e di alcune tipologie di servizi. I prezzi dei beni che compongono il "carrello della spesa" rallentano su base annua portandosi al +1%, mentre l'inflazione di fondo rimane stabile a +1,6%. L'inflazione acquisita a luglio, per il 2026, sale a +2,7%. In particolare, il lieve rallentamento dell'inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da +13,3% a +11,4%), degli Alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,6%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +1,8%); in accelerazione sono, invece, i prezzi degli Energetici regolamentati (da +9,2% a +14,8%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +1,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +3,0%). A luglio l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta da +1,9% a +1,8%. I prezzi dei beni decelerano (da +3,3% a +3,2%), mentre la dinamica di quelli dei servizi è in lieve accelerazione (da +2,6% a +2,7%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni passa da -0,7 a -0,5 punti percentuali. Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona scende (da +1,3% a +1%), come quello dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +3,9% a +3,4%). La variazione congiunturale dell'indice generale riflette l'aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+6,5%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,6%), degli Energetici non regolamentati1 (+0,5%), degli Alimentari lavorati e dei Servizi relativi all'abitazione (+0,3% entrambi); tali effetti sono solo parzialmente compensati dalla diminuzione degli Alimentari non lavorati (-1,3%). L'inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l'indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -1% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +3,0% del mese precedente), confermando la stima preliminare. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,3% e una tendenziale di +2,8%. com/pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)