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FOCUS: crescita Pil emergenti può rallentare fino 2-3% con prolungamento guerra (S&P Global Ratings)
17/04/2026 13:33
FOCUS: crescita Pil emergenti può rallentare fino 2-3% con prolungamento guerra (S&P Global Ratings)
MILANO (MF-NW)--L'esclation del conflitto in Iran ha provocato effetti negativi sui mercati emergenti (Em), soprattutto nei Paesi più esposti alle catene di approvvigionamento del Medio Oriente. Nello scenario base, S&P Global Ratings prevede un'attenuazione del conflitto entro fine aprile, con il Brent a circa 70 dollari nel 2027. Nello scenario negativo, il Brent resta intorno a 100 dollari nel 2027, provocando un impatto macroeconomico più severo. EFFETTO CONFLITTO MO SU EMERGENTI È DISOMOGENEO L'effetto della guerra sui mercati emergenti è stato finora disomogeneo. "Dipende infatti in larga misura dal grado di esposizione dei Paesi alle catene di approvvigionamento del Medio Oriente e dall'entità delle importazioni nette di energia", commentano gli esperti. "Ad oggi, abbiamo osservato quattro interventi sui rating negli Em legati al conflitto", dichiarano gli economisti. Nel frattempo, lo shock dell'offerta sta compensando i fattori macroeconomici favorevoli e le condizioni di finanziamento accomodanti di cui i mercati emergenti avevano beneficiato nel 2025. SCENARIO BASE VEDE PIENO RIPRISTINO PRODUZIONE IN ESTATE Lo scenario di base prevede un recupero parziale dei volumi di transito nello Stretto di Hormuz entro fine aprile, con miglioramenti graduali nel corso di maggio e un pieno ripristino della produzione del Golfo sui mercati globali solo nei mesi estivi. Alcune interruzioni potrebbero infatti persistere per mesi, a causa di congestione portuale, ritardi assicurativi, tempi necessari per riavviare la produzione energetica e possibili danni fisici duraturi. In questo contesto, il Brent si attesta in media a 85 dollari al barile nel 2026 e a 70 dollari nel 2027. SCENARIO NEGATIVO VEDE PICCO PREZZO PETROLIO A 200 USD Tuttavia, un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz intensificherebbe significativamente lo shock energetico globale, con effetti sproporzionati sui mercati emergenti. In questo scenario, il Brent si attesterebbe in media intorno a 130 dollari al barile nel 2026, dopo aver toccato un picco di 200 dollari, per poi scendere gradualmente fino a circa 100 dollari nel 2027. Lo Stretto resterebbe chiuso più a lungo, con un calo dell'offerta globale di petrolio e gas di circa il 10% tra maggio e dicembre 2026. PIL EMERGENTI CALA FINO A 2-3 PUNTI PERCENTUALI IN SCENARIO NEGATIVO Nello scenario avverso, i Paesi emergenti importatori di energia subirebbero l'impatto macroeconomico più severo, con una crescita del Pil in calo fino a 2-3 punti percentuali e un'inflazione in aumento di oltre 5 punti in Egitto e Turchia. Lo stress creditizio emergerebbe inizialmente nei settori più energivori, soprattutto in Asia, Turchia ed Egitto, colpendo raffinazione, petrolchimico e compagnie aeree, per poi estendersi a manifattura, logistica e agroindustria, concludono gli esperti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Ovs, Intermonte conferma outperform
17/04/2026 13:21
MARKET DRIVER: Ovs, Intermonte conferma outperform
MILANO (MF-NW)--Intermonte conferma la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 5,3 euro su Ovs dopo i conti 2025. "Il set di risultati conferma numeri già anticipati ma evidenzia una qualità superiore del mix di crescita, con like for like positivo, margini in espansione e forte leva operativa. Le indicazioni sul 2026 rappresentano l'elemento più rilevante", commentano gli analisti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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SOTTO LA LENTE A WALL STREET
17/04/2026 13:16
SOTTO LA LENTE A WALL STREET
(MT Newswires) MILANO (MF-NW)--Le azioni più discusse nel subforum Reddit WallStreetBets trattano contrastanti poche ore prima dell'apertura delle contrattazioni. - Netflix scende di oltre il 10%, dopo aver guadagnato lo 0,1% nella sessione precedente. - Adm cala dello 0,3%, dopo un rialzo del 7,8% alla chiusura precedente. - Microsoft sale dell'1,1%, dopo un aumento del 2,2% nella seduta precedente. - Nvidia cresce dello 0,2%, dopo una diminuzione dello 0,3% nella sessione precedente. - Dte Energy resta poco mossa, dopo un guadagno dello 0,2% nella chiusura precedente. - Taiwan Semiconductor Manufacturing sale dell'1%, dopo un calo del 3,1% nella seduta precedente. - Allbirds cala del 3,9%, proseguendo un crollo di oltre il 35% alla chiusura precedente. - Rocket Lab sale dello 0,3%, dopo aver archiviato la sessione precedente con un aumento del 12,7%. cba A3604040 MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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PUNTO DEL MATTINO AMERICANO: 17 APRILE 2026
17/04/2026 13:05
PUNTO DEL MATTINO AMERICANO: 17 APRILE 2026
MILANO (MF-NW)--I future sui listini azionari statunitensi trattano in rialzo, con quello sul Dow Jones in salita dello 0,37% e quello sull'S&P 500 dello 0,2%. "Il nuovo record storico dell'S&P 500 ieri maschera una sessione di consolidamento dopo un rally ad aprile, che ha virtualmente cancellato il drawdown di marzo per quasi tutte le asset class", osservano gli esperti di Mps. Sul fronte politico, il cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano, annunciato dal presidente Usa, Donald Trump, è entrato in vigore. Per quanto riguarda la guerra contro l'Iran, l'inquilino della Casa Bianca ha dichiarato: "siamo molto vicini a raggiungere un accordo con l'Iran", affermando che Teheran sarebbe ora disposta a rinunciare alle proprie armi nucleari e restituire le sue "polveri nucleari". Dopo il recupero dei livelli pre-conflitto, "spinto dagli unwind dei macro hedge costruiti per proteggersi dal downside nelle fasi peggiori del conflitto (Goldman Sachs segnala un livello record di acquisti netti da parte degli investitori sistematici nelle ultime cinque sessioni), il quadro appare ora più equilibrato e ulteriori rialzi necessitano di progressi concreti sulla fine delle ostilità e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, che si spera emergano nel fine settimana", commentano gli strategist di Mps. Sul fronte della politica monetaria, "facciamo fatica a immaginare un rialzo dei tassi da parte della Fed sotto la guida di Kevin Warsh quest'anno, ma anche i tagli ai tassi sono molto improbabili finché l'inflazione non tornerà a scendere", dichiara Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay Am. DATI (Non è prevista la pubblicazione di dati macro di particolare rilevanza) AZIONI Netflix archivia il primo trimestre del 2026 con ricavi e utili in crescita, ma delude sulle previsioni per i prossimi tre mesi, mandando ko il titolo nelle contrattazioni after-hours al Nasdaq (-9%). Il colosso dello streaming ha registrato un utile netto di 5,28 miliardi di dollari, o 1,23 dollari per azione, nel periodo, quasi raddoppiando i 2,89 miliardi (o 66 centesimi per azione) riportati lo scorso anno. A fare da traino un utile operativo "superiore alle previsioni" e la penale di 2,8 miliardi di dollari legata alla risoluzione dell'accordo per la fusione con Warner Bros. Discovery. L'utile operativo è cresciuto del 18% a 4 miliardi di dollari, mentre il fatturato ha visto un incremento del 16% da 10,54 a 12,25 miliardi di dollari, battendo i 12,18 miliardi attesi dagli analisti contattati da Lse. Apple ha registrato un aumento del 20% su base annua nelle spedizioni di smartphone in Cina nel primo trimestre, raggiungendo la seconda posizione nel mercato locale per volume di vendite. Lo rilevano i dati di Counterpoint Research. Nel complesso, le spedizioni di telefoni cellulari sul mercato cinese hanno subito una contrazione del 4% rispetto all'anno precedente. Il calo è attribuito alla carenza di componenti di memoria, all'aumento dei costi di produzione e al confronto sfavorevole con i precedenti programmi di incentivi governativi, si legge nel rapporto. VALUTE Il dollaro ha recuperato terreno, ma si avvia a chiudere la settimana in netto ribasso rispetto alle principali valute. "Le notizie secondo cui i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran potrebbero richiedere fino a sei mesi per giungere a conclusione potrebbero rivelarsi positive per il biglietto verde, poiché ciò lascia ampio margine per un deterioramento delle relazioni e una ripresa delle ostilità, anche dopo che la guerra si sarà avvicinata alla fine", commenta Matthew Ryan, Head of Market Strategy di Ebury. Tuttavia, "finché entrambe le parti concordano su un patto preliminare nelle prossime settimane che garantisca la cessazione delle attività militari e la riapertura dello Stretto di Hormuz, i mercati non saranno particolarmente turbati", conclude l'esperto. OBBLIGAZIONI I rendimenti dei Treasury trattano in calo. Il costo di finanziamento del biennale è al 3,773%, quello del decennale è al 4,301% e quello del trentennale al 4,924%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Lavoro: Eurostat; 76,1% occupazione in Ue in 2025, tasso più basso in Italia con 67,6%
17/04/2026 12:59
Lavoro: Eurostat; 76,1% occupazione in Ue in 2025, tasso più basso in Italia con 67,6%
ROMA (MF-NW)--Nel 2025 il 76,1% (197,7 milioni di persone) delle popolazione nella Ue nella fascia di età tra i 20 e i 64 anni era occupato; si tratta del tasso più alto registrato dall'inizio delle serie storiche nel 2009. E' quanto emerge dai dati sul mercato del lavoro pubblicati oggi da Eurostat. Il tasso di occupazione è salito di 0,3 punti percentuali rispetto al 2024 e di 0,8 punti sul 2023. Tra i Paesi europei, i tassi di occupazione più alti sono stati registrati a Malta (83,6%), nei Paesi Bassi (83,4%) e nella Repubblica Ceca (82,9%). I tassi più bassi sono quelli relativi a Italia (67,6%), Romania (69%) e Grecia (71%). Nel 2025 in tutti i Paesi europei, con l'eccezione della Lituania, il tasso di occupazione maschile è stato più alto di quello femminile, attestandosi nella ue all'80,9%. Tra i Paesi europei, i tassi maggiori sono stati registrati a Malta (89,1%), nella Repubblica Ceca (88,2%) e nei Paesi Bassi (87,2%), mentre i tassi più bassi sono stati osservati in Belgio (76,4%), Croazia (76,8%) e Finlandia (77%). Per quanto riguarda le donne, il tasso di occupazione nella Ue si è attestato al 71,3%, con i livelli più alti in Estonia (81,4%), Lituania (80,3%) e Svezia (79,8%). L'Italia (58%), la Romania (59,5%) e la Grecia (62,3%) hanno registrato i tassi più bassi. Il gap tra uomoni e donne nel tasso di occupazione si è attestato a 9,6 punti percentuali nella Ue. Le differenze più evidenti si sono registrate in Italia (19,1 punti percentuali), Romania (18,7 punti) e Grecia (17,4 punti), mentre le differenze minori si sono osservate in Estonia (0,5 punti), Lituania (-0,6 punti), Finlandia (1,3 punti) e Lettonia (1,9 punti). rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)