FOCUS: oltre il 'sell in May', le 5 lezioni di mercato da non trascurare (Aberdeen Investments)
26/05/2026 18:13
FOCUS: oltre il 'sell in May', le 5 lezioni di mercato da non trascurare (Aberdeen Investments)
MILANO (MF-NW)--Con l'arrivo dell'estate, torna il detto di Borsa "Sell in May and go away", secondo cui gli investitori dovrebbero uscire dai mercati a maggio per rientrare in autunno. Tuttavia, gli esperti di Aberdeen Investment avvertono che basare le decisioni solo sulla stagionalità può far perdere di vista i fattori realmente determinanti per i rendimenti di lungo periodo. 1. IL REDDITO CONTA PIÙ DI QUANTO MOLTI CREDANO "Quando i mercati crescono lentamente o registrano un andamento laterale, il reddito ha rappresentato spesso un fattore determinante per i rendimenti a lungo termine", dichiarano gli analsiti. I dividendi delle azioni e gli interessi delle obbligazioni hanno storicamente contribuito alla crescita dei portafogli, anche quando i prezzi non hanno registrato variazioni significative. Nel lungo periodo, i dividendi hanno rappresentato circa un terzo del rendimento totale dell'indice S&P 500. "il total return non dipende solo dall'aumento dei prezzi, ma comprende anche i profitti generati dagli investimenti nel corso del tempo. Detenere un portafoglio di investimenti che generano reddito può rendere i ritorni più affidabili nel tempo e contribuire a smorzare le oscillazioni in periodi di volatilità dei mercati", spiegano gli esperti. 2. I MERCATI TENDONO A RIPRENDERSI PIÙ RAPIDAMENTE DEGLI INVESTITORI Dopo forti cali di mercato, come quelli registrati nel 2008 e nel 2020, molti investitori hanno venduto nel momento di maggiore tensione e hanno aspettato che la situazione tornasse ad essere "sicura" prima di reinvestire. "Purtroppo, i mercati non aspettano che torni la fiducia. Alcuni dei rialzi più consistenti si sono verificati storicamente poco dopo le fasi di ribasso, il che significa che restare fuori dal mercato può costare caro. Ad esempio, in seguito all'annuncio sui dazi del 2 aprile 2025, noto come Liberation Day, i titoli azionari globali hanno subito un forte calo, toccando il minimo l'8 aprile, per poi rimbalzare rapidamente e recuperare i precedenti massimi entro il 2 maggio 2025", riportano gli analisti. In genere, rimanere investiti nel tempo è più importante che aspettare certezze. 3. QUANDO GLI INVESTIMENTI SI CONCENTRANO SUGLI STESSI ASSET, IL RISCHIO SI ACCUMULA IN SILENZIO I mercati attraversano fasi in cui l'attenzione si concentra su un paese, un settore o uno stile di investimento. "Alla fine degli anni '80, il Giappone rappresentava quasi la metà del mercato azionario globale. Alla fine degli anni '90, i titoli tecnologici facevano da traino", ricordano gli esperti. Attualmente, le 'Magnificent Seven' rappresentano da sole circa il 20% dell'indice azionario globale, ricordandoci che ciò che sembra sicuro e ovvio rischia il sovraffollamento. La diversificazione è fondamentale anche quando un segmento del mercato sembra inarrestabile. 4. L'INFLAZIONE CAMBIA LE REGOLE In periodi di forte inflazione, come negli anni '70, nel 2022 e più recentemente, i mercati non si comportano sempre come previsto. "Le azioni hanno faticato a tenere il passo e le obbligazioni non sono riuscite a fornire la protezione su cui molti investitori facevano affidamento. Quando l'inflazione subisce variazioni significative, le consuete relazioni tra asset class possono venir meno", commentano gli analisti. Ad esempio, nel 2022, sia le azioni che le obbligazioni hanno registrato un calo, con l'indice S&P 500 in ribasso di circa il 18% e l'indice Bloomberg US Aggregate Bond in calo di circa il 13% in termini locali. "Questo è il motivo per cui i portafogli più diversificati, che includano anche infrastrutture o altri asset reali, possono svolgere un ruolo utile. L'l'inflazione modifica il comportamento dei mercati e le vecchie convinzioni non sempre restano valide", proseguono gli esperti. 5. I BENI RIFUGIO NON SI COMPORTANO SEMPRE ALLO STESSO MODO Gli shock geopolitici, come le tensioni in Medio Oriente che hanno aumentato i prezzi del petrolio e fatto salire le aspettative di inflazione, hanno dimostrato che anche i tradizionali beni rifugio possono subire forti oscillazioni di prezzo. "Ad esempio, l'oro è stato a lungo considerato una riserva di valore e un modo per proteggere il capitale nei periodi di crisi. Questo può essere vero nel lungo termine, ma il percorso è raramente lineare", commentano gli analisti. "L'oro può scendere proprio quando gli investitori si aspettano maggiormente protezione: alla fine di marzo 2026 ha perso quasi l'11% in una sola settimana, registrando uno dei cali a breve termine più marcati degli ultimi decenni", osservano gli esperti. Asset "difensivo" non significa privo di rischio. È quindi necessaria una combinazione di strumenti difensivi, non una singola copertura, concludono da Aberdeen Investments cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: mercato immobiliare Usa registra raffreddamento diffuso
26/05/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: mercato immobiliare Usa registra raffreddamento diffuso
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, la crescita dei prezzi delle abitazioni ha rallentato, mentre l'aumento dei tassi sui mutui ha reso più difficile l'accesso al mercato per gli acquirenti. Il quadro che emerge è quello di un raffreddamento del settore immobiliare sempre più diffuso e profondo. INFLAZIONE SOPRA CRESCITA PREZZI CASE PER IL DECIMO MESE CONSECUTIVO L'S&P Cotality Case-Shiller National Home Price Index, che misura i prezzi delle abitazioni a livello nazionale, è salito dello 0,7% su base annua a marzo, rispetto a un aumento dello 0,8% registrato a febbraio. Per il decimo mese consecutivo, l'inflazione ha superato la crescita dei prezzi immobiliari a livello nazionale, riducendo il potere di acquisto delle famiglie. MERCATO IMMOBILIARE RALLENTA IN MODO DIFFUSO L'andamento non è però uniforme. Tra le 20 principali città monitorate, Chicago ha registrato il maggiore aumento annuo a marzo, con un +6,1%, seguita da New York e Cleveland, rispettivamente con incrementi del 4% e del 3%. Seattle ha invece segnato la performance peggiore, con un calo del 2,5%. "Più della metà dei 20 principali mercati immobiliari statunitensi ha registrato a marzo un calo dei prezzi su base annua, riflettendo un rallentamento del mercato immobiliare sempre più diffuso e profondo", ha dichiarato Nicholas Godec, responsabile di Fixed Income Tradables & Commodities presso S&P Dow Jones Indices. TASSO FISSO RISALE A CIRCA IL 6,4% A FINE MARZO "Il tasso fisso a 30 anni era sceso sotto il 6% a fine febbraio, ma è risalito a circa il 6,4% entro la fine di marzo, riacutizzando la stretta sull'accessibilità per gli acquirenti e potenzialmente frenando ulteriormente vendite e crescita dei prezzi", ha dichiarato Nicholas Godec di S&P Dow Jones Indices. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)