Usa: inv m/m prezzi produzione luglio (+4,7% a/a)
13/08/2026 16:01
Usa: inv m/m prezzi produzione luglio (+4,7% a/a)
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, l'indice dei prezzi alla produzione (Ppi) è rimasto invariato a luglio, dopo il calo dello 0,1% registrato a giugno, dato rivisto rispetto alla precedente stima di -0,3%. Gli analisti prevedevano un aumento dello 0,2%. Escludendo le componenti più volatili, come alimentari ed energia, il Ppi core è aumentato dello 0,2%, al di sotto della crescita dello 0,3% prevista dagli esperti. Il Ppi core, al netto dei servizi commerciali, ha invece registrato un incremento dello 0,4%. Su base annua, l'indice complessivo è aumentato del 4,7%, mentre il Ppi core ha segnato un rialzo del 4,2%. Il dato rappresenta un segnale positivo sul fronte dell'inflazione. Dopo l'accelerazione registrata all'inizio dell'anno, alimentata dalla guerra con l'Iran e dai dazi introdotti dal presidente Donald Trump, il ritmo di crescita dei prezzi sembra infatti iniziare a rallentare. I prezzi dei servizi sono aumentati dello 0,2% nel mese, sostenuti soprattutto dal balzo del 6,5% dei costi legati alla gestione dei portafogli, una categoria che può registrare variazioni particolarmente marcate nel primo mese di ciascun trimestre a causa degli obblighi di rendicontazione. I prezzi dei beni sono invece diminuiti dello 0,7%, favoriti dal calo del 3,1% dei prezzi dell'energia, che include una flessione del 5,7% dell'indice della benzina. I prezzi degli alimentari sono scesi dello 0,9%, mentre quelli dei beni core sono aumentati dello 0,1%. (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di apertura
13/08/2026 15:42
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi aprono la seduta in territorio positivo, mentre gli investitori valutano le ultime letture sull'inflazione. Nel dettaglio, l'S&P 500 guadagna lo 0,29%, il Dow Jones lo 0,28% e il Nasdaq Composite lo 0,18%. L'indice dei prezzi alla produzione (Ppi) è rimasto invariato a luglio, dopo il calo dello 0,1% registrato a giugno, dato rivisto rispetto alla precedente stima di -0,3%. Gli analisti prevedevano un aumento dello 0,2%. Escludendo le componenti più volatili, come alimentari ed energia, il Ppi core è aumentato dello 0,2%, al di sotto della crescita dello 0,3% prevista dagli esperti. Il Ppi core, al netto dei servizi commerciali, ha invece registrato un incremento dello 0,4%. Su base annua, l'indice complessivo è aumentato del 4,7%, mentre il Ppi core ha segnato un rialzo del 4,2%. Ieri, l'indice dei prezzi al consumo ha registrato un moderato rallentamento a luglio, "con la riduzione dei prezzi della benzina che ha mantenuto contenuta l'inflazione headline e l'inflazione core che si è avvicinata ulteriormente all'obiettivo del 2% della Fed", commenta David Kohl, Chief Economist di Julius Baer. "Sebbene il dato riduca la probabilità di un rialzo dei tassi nel breve termine, non lo esclude", dichiara l'esperto. "Ci aspettiamo che l'inflazione continui a moderarsi nel corso del 2026 e del 2027", conclude Kohl. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 209.000 unità, in aumento di 9.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Sul fronte geopolitico, Teheran ha respinto le dichiarazioni degli ultimi giorni del presidente Usa, Donald Trump, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero il "controllo totale" sullo Stretto di Hormuz. L'Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico ha scritto in un post su X che "le affermazioni e i ripetuti post dei funzionari statunitensi secondo cui lo Stretto di Hormuz non è più bloccato non cambiano la realtà: lo Stretto di Hormuz rimane bloccato e non verrà riaperto finché non saranno accettate le condizioni dell'Iran". Per quanto riguarda il mercato valutario, "un momentum di crescita più solido giustifica l'attuale forza del dollaro rispetto all'euro", commentano gli esperti di Dws. "Fattori strutturali, come le pressioni fiscali statunitensi, i rischi geopolitici e la potenziale erosione della credibilità della politica economica, dovrebbero tuttavia contribuire a far recuperare all'euro parte della propria forza rispetto alla valuta statunitense nel medio periodo", spiegano gli analisti. Sul fronte societario: - Le azioni di Cerebras Systems crollano del 13,5%. Il fatturato del secondo trimestre si è attestato a 180 milioni di dollari, contro i 194 milioni di dollari previsti dagli analisti di Lseg. - Apple sale dello 0,55% all'apertura delle contrattazioni. La società, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sarebbe in trattative con i gruppi editoriali partner per accedere ai loro contenuti per alimentare la nuova versione del suo assistente vocale Siri pagando oltre 100 milioni di dollari per i diritti. - Cisco Systems ha registrato ricavi per 17,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre, in aumento del 18% su base annua, superando la previsione di 16,84 mld usd degli analisti. A dare slancio al produttore statunitense di software sono stati gli ordini per l'infrastruttura AI degli hyperscaler, che nel trimestre hanno raggiunto un valore di 4 miliardi portando il totale per l'anno fiscale a 9,3 miliardi di dollari. Tuttavia, il titolo scivola del 9,48%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)