TOP NEWS ESTERO: export giapponese resiste per ora a impatto guerra in MO
22/04/2026 11:01
TOP NEWS ESTERO: export giapponese resiste per ora a impatto guerra in MO
MILANO (MF-NW)--Le esportazioni del Giappone sono aumentate per il settimo mese consecutivo, sostenute da una solida domanda globale e dall'aumento dei prezzi, resistendo per ora all'impatto delle interruzioni causate dal conflitto in Medio Oriente. Nel dettaglio le esportazioni totali sono cresciute dell'11,7% su base annua a marzo, battendo di poco il consenso degli economisti che avevano previsto un aumento dell'11%. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono salite del 3,4% a/a, mentre quelle verso la Cina sono cresciute del 17,7%. Le importazioni sono aumentate del 10,9% a/a, contro le previsioni degli economisti di un incremento del 7,1%. Di conseguenza, il Giappone ha registrato un surplus commerciale di 667 miliardi di yen (4,18 miliardi di dollari) a marzo, rispetto alla previsione degli esperti di un avanzo di 1,1 trilioni di yen. CRESCE PERO' LA PREOCCUPAZIONE PER IMPENNATA PREZZI ENERGIA Sebbene la chiusura dello Stretto di Hormuz abbia ridotto le spedizioni energetiche dal Golfo e interrotto le catene di approvvigionamento globali, l'aumento dei prezzi all'esportazione ha sostenuto il settore commerciale giapponese. Tuttavia, è cresciuta la preoccupazione tra i produttori per l'impennata dei prezzi dell'energia e per le interruzioni nella fornitura di petrolio e altri materiali, che potrebbero alla fine frenare le esportazioni giapponesi. La carenza di nafta, un importante componente per la petrolchimica, e di materiali correlati ha già costretto decine di aziende ad annunciare blocchi degli ordini nelle ultime settimane, nonostante le rassicurazioni del governo su scorte sufficienti. AUMENTO PREZZI PETROLIO POTREBBE PESARE SU ECONOMIA L'economia giapponese continua a mostrare segnali di una ripresa moderata, sostenuta da solidi investimenti delle imprese e da esportazioni resilienti, anche se la crescita resta disomogenea a causa delle difficoltà esterne. Gli analisti avvertono che l'aumento dei prezzi del petrolio legato alle tensioni in Medio Oriente potrebbe pesare sull'economia, facendo salire i costi delle importazioni e riducendo il potere d'acquisto delle famiglie in un'economia fortemente dipendente dall'energia importata. BOJ DOVREBBE RESTARE FERMA La Bank of Japan dovrebbe mantenere invariati i tassi d'interesse nella prossima riunione, confermando però un orientamento restrittivo, mentre uno yen debole e i maggiori costi energetici alimentano le pressioni inflazionistiche, complicando il bilanciamento tra stabilità dei prezzi e crescita economica. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: cat bond emergono come ancora di resilienza nei portafogli (Gam)
22/04/2026 11:00
FOCUS: cat bond emergono come ancora di resilienza nei portafogli (Gam)
MILANO (MF-NW)--La guerra in Iran ha ampliato significativamente il rischio geopolitico. Per gli investitori diventa cruciale isolare il rendimento di portafoglio dai movimenti dei mercati finanziari tradizionali e riconoscere che molte delle certezze sulle correlazioni non sono più affidabili. In questo scenario, "i cat bond rappresentano qualcosa di più di uno strumento alternativo ad alto rendimento, sono l'ancoraggio a una fonte di rischio distinta rispetto alle classi di attivo tradizionali", commenta Carlo Benetti, Market Specialist di Gam. CONFLITTO MO INTERROMPE SLANCIO CRESCITA GLOBALE Il conflitto in Medio Oriente ha interrotto lo slancio della crescita globale e, se anche il rischio geopolitico si attenuasse oggi, "sarebbero necessari mesi prima che si ristabilisca la piena stabilità dei prezzi dell'energia e si consolidi la fiducia necessaria a sostenere nuove decisioni di investimento", osserva Benetti. In questo quadro, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha rivisto al ribasso le stime di crescita globale per il 2026 al 3,1%, lasciando invariata al 3,2% la previsione per il 2027. "L'inflazione, che sembrava avviata verso i livelli obiettivo, è invece attesa in risalita al 4,4% nell'anno in corso", riporta l'esperto. Inoltre, per la prima volta nella sua storia recente, l'Fmi ha rinunciato a pubblicare il consueto "baseline scenario", poichè l'incertezza risulta così elevata che parlare di "scenario più probabile" risulta fuorviante. "Al suo posto compare un reference forecast: non una previsione, ma un punto di riferimento tecnico costruito su ipotesi coerenti. Non più 'pensiamo che andrà così', bensì 'se si verificano queste condizioni, allora questo è il possibile esito'", prosegue Benetti. STRESS SISTEMICO PORTA CORRELAZIONI A CONVERGERE "Il messaggio, rivolto non solo a governi e banche centrali ma anche ai risparmiatori, è chiaro: non è il tempo adatto per affidarsi a una singola previsione, bensì ragionare in termini di scenari e probabilità", dichiara l'esperto. Nella gestione del risparmio infatti, soprattutto in queste fasi, valgono l'analisi dei comportamenti, la disciplina e l'adozione di metodi di investimento coerenti. "La diversificazione intelligente resta il principale antidoto alla volatilità. La diversificazione, però, funziona finché non serve! È un paradosso che i gestori e i consulenti, architetti di soluzioni finanziarie, conoscono bene, sanno che si manifesta con implacabile puntualità nelle fasi di stress: nei periodi di normalità, le diverse asset class seguono traiettorie distinte, nelle fasi di stress sistemico però, le correlazioni tendono a convergere verso l'unità", prosegue Benetti. "In quei momenti il fattore dominante diventa la riduzione del rischio, il deleveraging comprime le differenze e ciò che appariva diversificato si rivela una scommessa concentrata sul ciclo economico", osserva l'esperto. CAT BOND RISULTANO INDIPENDENTI DA ASSET TRADIZIONALI Talvolta, "il paradosso della diversificazione nasconde un equivoco: quello dell'esposizione a classi di attivo che, pur diverse in apparenza, condividono la medesima fonte di rischio", continua Benetti. "Qui emerge il valore della consulenza finanziaria, capace di individuare i driver di rischio e di costruire portafogli fondati su fonti di rendimento realmente eterogenee", spiega l'esperto. In questo quadro si collocano anche le Insurance-Linked Securities, i cosiddetti "Cat Bond". "Il meccanismo dei Cat Bond è elegante nella sua semplicità: una compagnia assicurativa emette un'obbligazione tramite una società veicolo; il capitale raccolto viene investito in attività a basso rischio, il rendimento deriva sia dagli interessi sul collaterale sia dal premio assicurativo. In cambio di rendimenti elevati, l'investitore assume il rischio che un evento catastrofico determini perdite significative", riporta l'esperto. La caratteristica distintiva di questi strumenti resta l'indipendenza dalle classi di attivo tradizionali. "In un'epoca di rischi crescenti, i cat bond rappresentano il principio della decorrelazione autentica, per natura del rischio non per settore o area geografica", commenta Benetti. STRUMENTI PER INVESTITORI DI LUNGO PERIODO Come ogni investimento, anche le obbligazioni "cat" presentano alcuni rischi, come la possibilità che eventi estremi interrompano bruscamente la stabilità dei rendimenti. "Per questo motivo risultano adatti soprattutto a investitori con orizzonti di lungo periodo, fondi pensione, family office o investitori sofisticati che abbiano un orizzonte temporale medio-lungo e adeguata capacità di assorbire la volatilità", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)