WALL STREET: commento di metà seduta
01/10/2026 18:39
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi sono in calo a metà seduta, con il Dow Jones che perde lo 0,16%, l'S&P 500 lo 0,12% e il Nasdaq Composite lo 0,15%. Per gli strategist di Mps, "l'avvio della sessione odierna è sostenuto dai solidi risultati trimestrali di Micron Technology diffusi nell'after-hour, che hanno confermato la forza della domanda di hardware legata all'intelligenza artificiale. La notizia sta alimentando l'ottimismo sul comparto tech globale stamani. Permangono tuttavia elementi di incertezza sul fronte obbligazionario". "Negli Stati Uniti, l'inflazione Pce si è attestata sotto le attese, ma il quadro continua a essere influenzato da dati macroeconomici che segnalano una crescita ancora robusta. Sul fronte geopolitico, il Brent è tornato sotto quota 100 dollari, ma il movimento è riconducibile principalmente a un rollover tecnico dei contratti. In Medio Oriente, la diplomazia resta in una fase di stallo e, sebbene alcune evidenze indichino un aumento dei flussi di petrolio e derivati provenienti dalla regione, il livello di tensione rimane elevato. Il calendario vede oggi l'intervento di Christine Lagarde a Francoforte e la pubblicazione dell'Ism manifatturiero di settembre", concludono gli esperti. A detta di Antonio Tognoli di Cfo Sim, "oltreoceano l'attenzione si concentra soprattutto sull'Ism Manufacturing Pmi di settembre, previsto in leggero miglioramento rispetto al mese precedente. È l'indicatore più seguito della giornata perché offre una fotografia aggiornata della salute del settore industriale americano. Un dato solido, magari sopra 55 punti, rafforzerebbe la narrativa di un'economia Usa ancora resiliente e potrebbe sostenere dollaro e rendimenti. Al contrario, una delusione aprirebbe spazio a maggiori preoccupazioni sul rallentamento e favorirebbe un tono più dovish della Fed". "Nello stesso momento arriveranno anche le spese per costruzioni di agosto e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione", continua l'analista. "Queste ultime restano un termometro importante a pochi giorni dal rapporto sull'occupazione di venerdì. Un aumento significativo delle claim potrebbe iniziare a incrinare l'idea di un soft landing e preparare i mercati a un Non-Farm Payrolls meno brillante. Nel complesso, la giornata si preannuncia come un confronto diretto tra le due economie. Se il manifatturiero americano continuerà a mostrare più vigore di quello europeo, il differenziale di crescita tornerà a favorire il dollaro. Se invece i dati Usa deluderanno mentre quelli europei terranno, potremmo assistere a un recupero dell'euro e a una certa compressione dei rendimenti americani". Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 197.000 unità, in calo di 1.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è sceso di 11.000 unità a quota 1,701 milioni. L'indice manifatturiero S&P Global degli Stati Uniti per settembre è stato rivisto al ribasso a 55,9 dal dato preliminare di 57, rimanendo al di sopra del 53,9 di agosto e al livello più elevato da maggio 2022. Gli aumenti interessano tutte e cinque le componenti dell'indice, in particolare i nuovi ordini e la produzione, che hanno registrato il ritmo di crescita più sostenuto. L'indice manifatturiero dell'Ism invece è risultato in calo a 54,5 punti nel mese di settembre rispetto ai 54,6 punti di agosto. La diminuzione interessa i sottoindici relativi a produzione, scorte e scorte dei clienti, mentre quelli relativi a nuovi ordini, occupazione e prezzi risultano in aumento. Le scorte di gas naturale degli Usa sono aumentate di 64 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata il 25 settembre, dopo l'incremento di 53 miliardi di piedi cubi della settimana precedente. Le scorte, pari a 3.415 trilioni di piedi cubi, sono inferiori del 3,9% rispetto a quelle del pari periodo dell'anno precedente, ma superiori del 2,4% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Sul fronte societario: - Alphabet perde l'1,44% a metà seduta dopo aver presentato il suo modello di intelligenza artificiale più avanzato di sempre, Gemini 4 Argon. Secondo Alphabet, il nuovo modello offre miglioramenti in ambito di cybersecurity, programmazione e attività professionali complesse. - Accenture balza del 18,39% dopo aver pubblicato i risultati del quarto trimestre fiscale. Il fatturato, pari a 18,68 miliardi di dollari, ha superato la guidance della società, compresa tra 17,75 e 18,4 miliardi di dollari, nonché le stime di consenso di FactSet, pari a 18,3 miliardi. Anche l'utile per azione, di 3,29 dollari, ha battuto le attese. - Rocket Lab guadagna l'1,43% dopo che la società aerospaziale ha siglato un accordo pluriennale per 20 nuove missioni di lancio con Electron con la società giapponese Synspective, con sede a Tokyo. Rocket Lab ha dichiarato che si tratta del più grande contratto di lancio commerciale mai siglato per Electron. dfg/dvo (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ITALIA: lo spread Btp/Bund vola alla soglia dei 116 punti base
01/10/2026 18:03
TOP NEWS ITALIA: lo spread Btp/Bund vola alla soglia dei 116 punti base
MILANO (MF-NW)--Il selloff sul mercato obbligazionario globale sta innescando un netto allargamento degli spread. Quello tra il decennale italiano e il Bund è tornato sopra i 100 punti base, archiviando la seduta odierna a 115,956. IL COMMENTO DI MARCO GIORDANO (WELLINGTON MANAGEMENT) L'aumento dei rendimenti dei Btp nell'ultimo mese è stato persistente e Marco Giordano, Investment Director di Wellington Management, rileva che i costi di finanziamento hanno raggiunto i massimi degli ultimi tre anni. Tuttavia, per l'esperto è importante sottolineare che gran parte di questo movimento è riconducibile all'intensificarsi del selloff dei titoli di Stato a livello globale, in risposta allo shock sulle materie prime e alle aspettative secondo cui le banche centrali saranno costrette a irrigidire l'orientamento della politica monetaria. "In questo contesto, lo spread Btp/Bund si è ampliato a seguito del clima di avversione al rischio sui mercati obbligazionari, ma rimane nella parte bassa dell'intervallo osservato negli ultimi anni", puntualizza Giordano. "Sebbene il persistere di rendimenti più elevati finirà per tradursi in un aumento del costo di finanziamento dell'ingente ammontare del debito italiano, l'entità e la natura ordinata del recente ampliamento dello spread non riflettono preoccupazioni degli investitori specificamente legate alle prospettive fiscali dell'Italia, quanto piuttosto l'aumento dei costi di finanziamento sovrano nell'intera area euro. Sebbene le più ampie preoccupazioni fiscali a livello europeo possano esercitare ulteriori pressioni al rialzo sui rendimenti, l'Italia non rappresenta la principale fonte di preoccupazione fiscale per l'area valutaria", conclude l'esperto. PIERSIMONI (PICTET AM), BTP/BUND SOPRA 100 PB NON DESTA PREOCCUPAZIONE "Lo spread Btp-Bund sopra quota 100 punti base non desta preoccupazione. È chiaramente quello che in finanza viene definito un pò di beta di mercato: l'Italia, nonostante non presenti particolari criticità, viene utilizzata dagli operatori finanziari per prendere posizioni rispetto alla Francia. È il bello e il brutto di avere un mercato del reddito fisso molto liquido. Il Btp è un mercato molto liquido e apprezzato dagli investitori e, proprio per questo, viene spesso utilizzato come proxy della Francia, anche se i fondamentali fiscali dei due Paesi sono significativamente diversi", ha dichiarato Marco Piersimoni di Pictet AM, intervenendo ai microfoni di Class Cnbc. alb/edl alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)