WALL STREET: commento di metà seduta
29/10/2026 17:46
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--Prosegue in ribasso Wall Street, con i titoli tecnologici in affanno, dopo che la Federal Reserve, con dieci voti a favore e due contrari, ha deciso di confermare, come previsto, i tassi di interesse. Il Dow Jones scende dello 0,35%, l'S&P 500 dello 0,39% e il Nasdaq Composite dell'1,4%. Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, "non ha fornito indicazioni esplicite su dicembre, ma non vediamo ragioni per modificare la nostra previsione di un rialzo dei tassi nella prossima riunione. I futures continuano infatti a scontare una probabilità di circa l'85% di un aumento nella riunione dell'8-9 dicembre. A nostro avviso, il messaggio è che il comitato sta mantenendo i tassi invariati per il momento non perché abbia concluso il ciclo di rialzi, ma perché vuole esaminare qualche dato in più, soprattutto sull'inflazione, prima di intervenire nuovamente", afferma Matthew Ryan, Head of Market Strategy e FX specialists di Ebury. Sul fronte macroeconomico, il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è cresciuto del 3,4% nel terzo trimestre, dopo l'aumento del 2,2% registrato nel secondo, superando il rialzo del 3,2% previsto dagli economisti. Le spese per consumi personali sono aumentate del 3,8% nel terzo trimestre, per il secondo trimestre consecutivo, superando la crescita del 3,4% attesa dagli economisti. Alla crescita del Pil hanno contribuito positivamente gli investimenti fissi non residenziali, la variazione delle scorte private e la spesa pubblica. Questi contributi sono stati parzialmente compensati dall'apporto negativo degli investimenti fissi residenziali e delle esportazioni nette. "L'economia statunitense ha registrato una solida espansione. I principali motori della crescita sono stati i consumi privati e gli investimenti delle imprese, in particolare nel settore informatico. La fase espansiva dovrebbe proseguire anche il prossimo anno, sebbene prevediamo tassi di crescita leggermente inferiori. Questo perché le condizioni di finanziamento non sono più altrettanto favorevoli e si prevede che la spinta derivante dal boom dell'intelligenza artificiale si attenui, così come lo stimolo della politica fiscale", commentano gli economisti di Commerzbank. "Nel terzo trimestre l'economia statunitense ha mostrato una solida performance, sostenuta dagli investimenti delle imprese trainati dai data center, dalla forza dei consumi e dalla spesa pubblica", aggiunge Bradford Smith, gestore di Janus Henderson. Sempre sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono poi attestate a quota 194.000 unità, in calo di 1.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Il numero di sussidi continuativi è sceso di 21.000 unità a quota 1,701 milioni. I redditi personali negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,2% a livello mensile a settembre, dopo il rialzo dello 0,3% registrato ad agosto, risultando inferiori alla crescita dello 0,3% prevista dagli economisti. Le spese per consumi personali sono aumentate dello 0,5%, al di sotto del rialzo dello 0,6% atteso e dopo l'incremento dello 0,9% del mese precedente. Al netto dell'inflazione, i consumi personali reali sono rimasti invariati, dopo essere cresciuti dello 0,5% ad agosto, contro le aspettative di un aumento dello 0,1%. Il deflatore è aumentato dello 0,5%, in linea con le attese, portando il tasso di inflazione annuo al 3,6% dal 3,4% precedente. Ad agosto, l'indice ha registrato un incremento mensile dello 0,3%. Infine il deflatore core, sempre a settembre, è salito dello 0,3%, come previsto, dopo un aumento dello 0,3% ad agosto. Il tasso annuo ha accelerato al 3,1% dal 3% del mese precedente. "L'inflazione resta ben al di sopra dell'obiettivo della Fed e richiederà probabilmente ulteriori interventi da parte della Banca centrale, nonostante la pausa decisa ieri, rendendo la riunione di dicembre un probabile momento di azione", aggiunge Smith. Infine, le scorte di gas naturale negli Usa sono aumentate di 80 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata il 23 ottobre, superando l'incremento di 72 miliardi di piedi cubi previsto dagli economisti, dopo il rialzo di 77 miliardi di piedi cubi della settimana precedente. Sul fronte societario: - Alphabet crolla del 12,34%, dopo aver deluso le attese degli analisti sugli utili rettificati per azione e sui ricavi del terzo trimestre. La casa madre di Google ha registrato un flusso di cassa disponibile (free cash flow) negativo per 9,07 miliardi di dollari. La società ha confermato le previsioni di investimenti in conto capitale per l'intero anno, comprese tra 195 e 205 miliardi di dollari. - Male anche le azioni Caterpillar che scendono del 7,67%. Sebbene il colosso industriale abbia registrato ricavi e utili superiori alle attese nel terzo trimestre, le vendite della divisione dedicata alle macchine per le costruzioni sono risultate leggermente inferiori alle stime. - Infine Microsoft, dopo aver viaggiato in netto rialzo nel premercato, ora cede l'1,32%. La crescita della divisione Azure, dedicata alle infrastrutture cloud, ha contribuito a far registrare al colosso del software ricavi e utili superiori alle aspettative nel primo trimestre fiscale. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)