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COMMENTO ENERGY: Taiwan aumenta import petrolio da Usa, riduce dipendenza da MO
23/04/2026 11:48
COMMENTO ENERGY: Taiwan aumenta import petrolio da Usa, riduce dipendenza da MO
MILANO (MF-NW)--Taiwan ha aumentato le importazioni di petrolio greggio dagli Stati Uniti a circa il 60% del totale dell'approvvigionamento, nel contesto della crisi in Medio Oriente, riferisce Focus Taiwan, citando il ministro dell'Economia, Kung Ming-hsin. Intervenendo in commissione parlamentare, Kung ha osservato che si tratta di un forte aumento rispetto al 30% circa del 2024, quando la maggior parte delle importazioni di greggio proveniva ancora dal Medio Oriente. Il ministro ha poi affermato che l'approvvigionamento rimane stabile nonostante le tensioni geopolitiche, con arrivi di petroliere previsti tra aprile e maggio. Le raffinerie statali Cpc e Formosa Petrochemical hanno deviato le spedizioni di greggio lontano dal Golfo Persico a causa delle tensioni regionali, riferisce Focus Taiwan. Kung Ming-hsin ha inoltre aggiunto che le riserve petrolifere di Taiwan sono sufficienti per circa 140 giorni di consumo, mentre una spedizione di due milioni di barili è attualmente in viaggio. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO BOND: rendimenti restano in rialzo dopo Pmi Eurozona
23/04/2026 11:36
COMMENTO BOND: rendimenti restano in rialzo dopo Pmi Eurozona
MILANO (MF-NW)--I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona continuano a trattare in rialzo, con il costo di finanziamento del Bund decennale che sale di 3 punti base al 3,02%. Ad aprile, il settore privato dell'Eurozona è entrato in fase di contrazione, secondo quanto emerge dalla lettura dei dati previsionali dell'indagine Pmi di S&P Global: si conclude quindi una sequenza di crescita che durava da 15 mesi. La riduzione complessiva dell'attività economica si è concentrata sul settore terziario, mentre le aziende manifatturiere hanno registrato un rialzo grazie in parte alle loro scorte di sicurezza. Con la guerra in Medio Oriente, le pressioni inflazionistiche hanno continuato a crescere, segnalando i più forti tassi di rialzo in tre anni sia per i prezzi di acquisto che di vendita. Il conflitto ha anche causato gravi disagi sulla catena di distribuzione, con il settore manifatturiero che ha registrato i ritardi maggiori sui tempi di consegna da metà 2022. Allo stesso tempo la fiducia si è affievolita e l'occupazione è lievemente diminuita. Tirando le somme, l'indice Pmi composito dell'Eurozona è sceso al di sotto della soglia di non cambiamento dei 50 punti, segnando il primo valore in contrazione degli ultimi 16 mesi e attestandosi a 48,6 punti dai 50,7 di marzo. Il Pmi composito dell'area euro "è sceso bruscamente ad aprile in un contesto segnato dal conflitto con l'Iran, risultando significativamente più debole delle attese. Questo livello lo colloca in una fascia che storicamente è associata a una contrazione economica. Quantomeno, i dati indicano un secondo trimestre debole per l'economia", affermano gli economisti di Commerzbank. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Moncler, Barclays conferma overweight
23/04/2026 11:31
MARKET DRIVER: Moncler, Barclays conferma overweight
MILANO (MF-NW)--Barclays conferma la raccomandazione overweight e il prezzo obiettivo a 62 euro su Moncler. "Dopo un solido primo trimestre, facciamo piccoli aggiustamenti al rialzo delle nostre stime per Moncler", spiegano gli analisti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: inasprimento monetario da Bce potrebbe essere prematuro (iBanFirst Italia)
23/04/2026 11:30
FOCUS: inasprimento monetario da Bce potrebbe essere prematuro (iBanFirst Italia)
MILANO (MF-NW)--I mercati appaiono scettici circa la possibilità che le banche centrali di Stati Uniti, Eurozona, Regno Unito, Canada e Giappone, che si riuniranno la prossima settimana, intervengano aumentando i tassi di interesse. Per quanto riguarda la Bce, le pressioni inflazionistiche restano al momento circoscritte al comparto energetico, senza segnali evidenti di effetti di secondo livello. In questo contesto, un inasprimento delle condizioni monetarie potrebbe risultare prematuro, commenta Michele Sansone, Country Manager di iBanFirst Italia. B,CENTRALI SONO RIMASTE FERME DI FRONTE A ALTRI SHOCK OFFERTA "Non sarebbe la prima volta che, di fronte a uno shock dell'offerta petrolifera, le autorità monetarie scelgono di attendere", osserva Sansone. "All'inizio degli anni Novanta, dopo la Guerra del Golfo, preferirono infatti restare alla finestra, per poi riprendere il ciclo di allentamento monetario temporaneamente interrotto dal conflitto", continua l'esperto. La Bundesbank rappresentò un'eccezione, decidendo di aumentare i tassi. "Una scelta che, col senno di poi, si rivelò infelice: contribuì ad alimentare instabilità monetaria, rallentamento economico e un incremento della disoccupazione, proprio mentre la Germania affrontava gli ingenti costi della riunificazione", spiega Sansone. INASPRIMENTO DA BCE POTREBBE ESSERE PREMATURO "È difficile non augurarsi che oggi la Banca Centrale Europea eviti di ripetere lo stesso errore", dichiara l'esperto. Allo stato attuale, le pressioni inflazionistiche restano circoscritte e si concentrano soprattutto lungo la filiera petrolchimica e nei derivati di gas e petrolio. Tuttavia, in assenza di effetti di secondo impatto, un intervento restrittivo appare prematuro. "Il rischio che l'inflazione assuma una natura strutturale, piuttosto che temporanea, sembra al momento contenuto: la crescita sta rallentando, la spesa pubblica viene progressivamente ricondotta sotto controllo e, nella maggior parte delle economie avanzate, si osserva un ritorno alla moderazione salariale. In un simile contesto, un inasprimento delle condizioni monetarie rischierebbe di risultare fuori tempo", continua Sansone. TORNA L'APPETITO PER IL RISCHIO Segnali positivi emergono anche dai mercati finanziari. Nelle ultime settimane, l'indice di volatilità del mercato azionario Usa, il Vix, ha registrato una flessione. "Storicamente, movimenti di questo tipo si accompagnano a un cambiamento di regime nei mercati valutari: si passa da una fase di avversione al rischio a una di maggiore propensione, che tende a favorire le valute a più alto beta", osserva l'esperto. "Se questo schema dovesse ripetersi, la sterlina britannica, il dollaro australiano e le valute dei mercati emergenti potrebbero beneficiare maggiormente della fase che si apre", prosegue Sansone. In questo contesto, "un segnale restrittivo da parte delle banche centrali rischierebbe di risultare dissonante proprio mentre la fiducia inizia a ricostruirsi. Un esito che, con ogni probabilità, si rivelerebbe controproducente", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ITALIA: Dfp fa i conti con la guerra; Pil a +0,6% e margini bilancio stretti, rientro deficit in 2026
23/04/2026 11:29
TOP NEWS ITALIA: Dfp fa i conti con la guerra; Pil a +0,6% e margini bilancio stretti, rientro deficit in 2026
ROMA (MF-NW)--Pil rivisto al ribasso allo 0,6% quest'anno, a causa di una crescita nulla parte centrale e un lieve recupero nell'ultimo trimestre. Balzo dell'inflazione al 2,8%, ma rientro del rapporto deficit/Pil al 3%. Il Documento di finanza pubblica approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, e poi inviato alle Camere e al Quirinale, fa i conti con la guerra in Iran: tensioni geopolitiche che pesano sulle previsioni e che richiedono interventi d'urgenza per sostenere l'economia reale. Anche per questo il governo è deciso a continuare a sostenere i redditi delle famiglie e la liquidità delle imprese. Se il conflitto si protrarrà, con i "margini" di bilancio che si "assottigliano", sarà necessario rivedere le priorità di spesa, anche quelle della difesa. Mentre un'eventuale escalation renderà indispensabile un intervento della Commissione europea: l'Italia è pronta a presentare le sue proposte. A partire dalle stime di crescita. L'Upb ha validato il quadro macro, ma avverte sui rischi di una revisione al ribasso che potrebbe rendersi necessaria a "breve". Nella relazione al Dfp il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ribadisce il lavoro fatto dal governo per riportare i conti pubblici in ordine, anche prima del previsto ma sottolinea l'eccezionalità degli eventi che oggi condizionano la traiettoria di quel percorso. la stima è stata abbassata dallo 0,7% della precedente previsione ufficiale di ottobre. Gli effetti del conflitto saranno concentrati nella parte centrale dell'anno. Nel 2027 la crescita del Pil rimarrebbe allo 0,6% e si attesterebbe allo 0,8% in entrambi gli anni successivi. GLI EFFETTI DELLA GUERRA SUL PIL, RIVISTO AL RIBASSO ALLO 0,6% Il Pil dovrebbe registrare una crescita dello 0,6% quest'anno: la stima è stata abbassata dallo 0,7% della precedente previsione ufficiale di ottobre. Gli effetti del conflitto saranno concentrati nella parte centrale dell'anno. Nel 2027 la crescita del Pil rimarrebbe allo 0,6% e si attesterebbe allo 0,8 in entrambi gli anni successivi. E' quanto scrive il Mef nel Dfp spiegando che, al netto di altri fattori, il nuovo scenario internazionale avrebbe attenuato la crescita di 0,2 punti percentuali nel 2026, 0,3 nel 2027 e 0,1 nel 2028. "Gli effetti del conflitto in Medio Oriente tendono a manifestarsi pienamente a partire dal secondo trimestre del 2026: a un primo trimestre ancora lievemente positivo segue una crescita del Pil pressoché nulla nella parte centrale dell'anno e un lieve recupero nel quarto trimestre". DEFICIT/PIL SOTTO 3% ENTRO QUEST'ANNO, USCITA INFRAZIONE IN 2027 Quanto al rapporto deficit/Pil, il quadro previsivo conferma che "sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3% entro quest'anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente". "Se tale andamento si confermerà nel corso di quest'anno, ciò consentirà all'Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio". SE QUADRO PEGGIORA SERVONO RISPOSTE DA COMMISSIONE UE "Se il quadro economico dovesse peggiorare sensibilmente, non si potrà escludere la possibilità che gli interventi addizionali finiscano per gravare sulla finanza pubblica. Sosterremmo, in tal caso, proposte che consentissero di dare efficaci risposte da parte della Commissione europea a tale grave congiuntura economica", sottolinea Giorgetti nella relazione al Documento di finanza pubblica (Dfp). vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)