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TOP NEWS ESTERO: B.centrale Canada alza tassi, ora cautela
28/10/2026 15:03
TOP NEWS ESTERO: B.centrale Canada alza tassi, ora cautela
MILANO (MF-NW)--La Bank of Canada ha aumentato di 25 punti base il tasso obiettivo overnight, portandolo al 2,5%, con il Bank Rate al 2,75% e il tasso sui depositi al 2,45%. IL QUADRO MACROECONOMICO GLOBALE Dalla pubblicazione del Monetary Policy Report di luglio, ha sottolineato la BoC, l'attività economica globale ha continuato a mostrare una buona capacità di tenuta, nonostante l'aumento dei prezzi dell'energia. Negli Stati Uniti, l'economia continua a crescere a un ritmo sostenuto, grazie al sostegno dei consumi e degli investimenti legati all'intelligenza artificiale. Nell'Eurozona, la crescita si è dimostrata resiliente e diffusa. Dopo il rallentamento del secondo trimestre, la crescita cinese ha registrato una ripresa nel terzo trimestre, grazie alla solidità delle esportazioni e all'aumento della spesa pubblica. Con i prezzi del petrolio e i margini di raffinazione persistentemente elevati, l'inflazione è aumentata nella maggior parte dei Paesi. Alla luce della persistente resilienza dell'economia globale, la Bank of Canada ha rivisto leggermente al rialzo le previsioni di crescita del Pil mondiale per il 2026, portandole al 3,1%, mentre le stime per il 2027 e il 2028 sono rimaste invariate rispetto alle proiezioni di luglio, al 3,2%. Le condizioni finanziarie globali sono diventate più restrittive da luglio. I rendimenti dei titoli di Stato delle economie avanzate sono aumentati. I mercati azionari e del credito hanno registrato volatilità a causa dell'incertezza sulle prospettive del settore dell'intelligenza artificiale. Il dollaro canadese si era leggermente indebolito a causa della forza del biglietto verde, ma successivamente ha recuperato terreno, tornando intorno ai 71 centesimi di usd, lo stesso livello ipotizzato nel rapporto di luglio. IL QUADRO MACROECONOMICO CANADESE La crescita economica canadese ha accelerato intorno alla metà dell'anno. Il Pil è cresciuto del 3,3% nel secondo trimestre e gli indicatori più recenti segnalano un'espansione di circa il 2% nel terzo trimestre. Si tratta di risultati superiori alle attese contenute nel rapporto di luglio. I consumi sono rimasti solidi, nonostante la lenta crescita della popolazione. Gli investimenti delle imprese hanno registrato una ripresa, sostenuti dall'attività nel settore del petrolio e del gas e dalla spesa per macchinari e attrezzature. Nonostante la persistente debolezza dei comparti colpiti dai dazi statunitensi, le esportazioni complessive si sono rafforzate, grazie alla robusta domanda americana, all'aumento della produzione energetica e ai crescenti segnali di adattamento delle imprese al mutato contesto commerciale. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto intorno al 6,5% per diversi mesi. Un ampio insieme di indicatori continua a segnalare la presenza di un certo eccesso di offerta nell'economia. A causa dei nuovi dazi statunitensi, la BoC prevede che la crescita rallenti nel quarto trimestre del 2026, prima di tornare ad accelerare nel 2027. Questa ripresa sarà sostenuta dagli investimenti delle imprese, dalle esportazioni e dalle misure fiscali. La crescita dei consumi dovrebbe moderarsi, mentre il settore immobiliare dovrebbe rimanere relativamente debole. L'economia canadese dovrebbe crescere dell'1% nel 2026 e del 2% sia nel 2027 sia nel 2028. Si tratta di previsioni di crescita complessivamente leggermente superiori rispetto a quelle del rapporto di luglio. Queste stime rimangono tuttavia soggette a una notevole incertezza, soprattutto per quanto riguarda le relazioni commerciali tra Canada e Stati Uniti. A causa dei prezzi del petrolio persistentemente elevati, l'inflazione misurata dall'indice dei prezzi al consumo si è mantenuta intorno al 3% da aprile e dovrebbe salire a circa il 3,5% entro la fine dell'anno. Escludendo la benzina, l'inflazione si è attestata al 2,2% a settembre, mentre le misure dell'inflazione core rimangono vicine al 2%. Tuttavia, le pressioni sui costi stanno aumentando, poiché gli elevati prezzi dei carburanti fanno salire i costi di produzione e trasporto. Sono aumentati anche i prezzi dei beni intermedi industriali e dei componenti elettronici importati. Sebbene finora le imprese abbiano assorbito in gran parte i maggiori costi dei fattori produttivi, le indagini della Bank of Canada suggeriscono che il trasferimento di questi rincari sui prezzi finali aumenterà nel corso del prossimo anno. Le aspettative di inflazione a breve termine di famiglie e imprese sono aumentate, mentre quelle a più lungo termine rimangono saldamente ancorate. Il conflitto in Medio Oriente è ormai entrato nel suo ottavo mese e non si intravede una chiara via d'uscita, ha poi sottolineato la BoC. La combinazione di prezzi dell'energia elevati più a lungo e di un maggiore trasferimento dei rincari sui prezzi finali contribuisce a rendere l'inflazione più persistente nelle previsioni. L'inflazione al consumo dovrebbe attestarsi in media al 3% nel 2027, un punto percentuale al di sopra delle proiezioni di luglio, per poi scendere al 2% intorno alla metà del 2028. Le principali fonti di incertezza di queste previsioni riguardano gli sviluppi in Medio Oriente e le risposte delle imprese alle pressioni sui costi. CAUTELA DOPO RIALZO TASSI Rispetto al rapporto di luglio, le prospettive indicano un'inflazione più elevata e persistente. La crescita ha accelerato quest'anno e dovrebbe registrare un'ulteriore ripresa. In questo contesto, il Consiglio direttivo ha deciso di aumentare il tasso di riferimento per ridurre il rischio che il protrarsi di prezzi energetici elevati si trasmetta diffusamente ai prezzi degli altri beni e servizi. Per la BoC potrebbe essere necessario aumentare ulteriormente il tasso di riferimento, ma, alla luce delle incertezze, il Consiglio direttivo ha concordato di procedere con cautela. La Bank of Canada ha infine ribadito il proprio impegno a preservare la fiducia dei canadesi nella stabilità dei prezzi. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: McDonald's, consumi deboli e farmaci GLP-1 frenano il titolo (Algebris Inv.)
28/10/2026 14:55
MARKET DRIVER: McDonald's, consumi deboli e farmaci GLP-1 frenano il titolo (Algebris Inv.)
MILANO (MF-NW)--Con il titolo in calo di quasi il 20% da inizio anno, McDonald's si avvia a chiudere il peggior anno dal 2002. Il P/E forward è sceso a circa 18 volte, il livello più basso degli ultimi dieci anni se si esclude la fase del Covid, osservano gli analisti del Global Equity Team di Algebris Investments. Eppure il consenso continua a stimare per il 2026 una crescita dei ricavi del 5%, superiore a quella registrata in 8 degli ultimi 10 anni. Ma cosa spiega la sottoperfomance del titolo? Secondo gli esperti, si tratta di un de-rating, cioè di una compressione dei multipli, e non di un crollo degli utili. I timori legati alla debolezza dei consumi e ai GLP-1 (una nuova classe di farmaci per la perdita di peso) stanno riducendo le aspettative degli investitori sulla crescita futura. Gli analisti sottolineano come i consumatori a basso reddito stiano mostrando segnali di maggiore cautela nella spesa. Negli Stati Uniti, le vendite a parità di punti vendita sono cresciute del 4% nel primo trimestre, per poi rallentare allo 0,8% nel secondo. Il management, osservano gli esperti, prevede ora una lieve contrazione nel terzo trimestre. I mercati internazionali mostrano una maggiore resilienza, ma, secondo Algebris, la tendenza al rallentamento appare evidente. Per quanto riguarda la diffusione dei farmaci GLP-1, l'effetto visibile è un cambiamento nel mix degli ordini. Per il momento, spiegano gli strategist, gli adulti che assumono questi farmaci tendono a ridurre il consumo di bevande zuccherate e a preferire porzioni più contenute e alimenti ricchi di proteine, come Happy Meal, Chicken McNuggets e Filet-O-Fish. In questo contesto, McDonald's starebbe valutando l'introduzione di nuove proposte, tra cui bowl, pollo alla griglia e bocconcini a base di uova. A giudizio degli esperti, il rischio principale non sarebbe tanto una perdita significativa di clienti, quanto una riduzione del valore medio degli ordini. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Canada: B.centrale alza tassi di 25 punti base
28/10/2026 14:53
Canada: B.centrale alza tassi di 25 punti base
MILANO (MF-NW)--La Bank of Canada ha aumentato di 25 punti base il tasso obiettivo overnight, portandolo al 2,5%, con il Bank Rate al 2,75% e il tasso sui depositi al 2,45%. Dalla pubblicazione del Monetary Policy Report di luglio, ha sottolineato la BoC, l'attività economica globale ha continuato a mostrare una buona capacità di tenuta, nonostante l'aumento dei prezzi dell'energia. Negli Stati Uniti, l'economia continua a crescere a un ritmo sostenuto, grazie al sostegno dei consumi e degli investimenti legati all'intelligenza artificiale. Nell'Eurozona, la crescita si è dimostrata resiliente e diffusa. Dopo il rallentamento del secondo trimestre, la crescita cinese ha registrato una ripresa nel terzo trimestre, grazie alla solidità delle esportazioni e all'aumento della spesa pubblica. Con i prezzi del petrolio e i margini di raffinazione persistentemente elevati, l'inflazione è aumentata nella maggior parte dei Paesi. Alla luce della persistente resilienza dell'economia globale, la Bank of Canada ha rivisto leggermente al rialzo le previsioni di crescita del Pil mondiale per il 2026, portandole al 3,1%, mentre le stime per il 2027 e il 2028 sono rimaste invariate rispetto alle proiezioni di luglio, al 3,2%. Le condizioni finanziarie globali sono diventate più restrittive da luglio. I rendimenti dei titoli di Stato delle economie avanzate sono aumentati. I mercati azionari e del credito hanno registrato volatilità a causa dell'incertezza sulle prospettive del settore dell'intelligenza artificiale. Il dollaro canadese si era leggermente indebolito a causa della forza del biglietto verde, ma successivamente ha recuperato terreno, tornando intorno ai 71 centesimi di usd, lo stesso livello ipotizzato nel rapporto di luglio. La crescita economica canadese ha accelerato intorno alla metà dell'anno. Il Pil è cresciuto del 3,3% nel secondo trimestre e gli indicatori più recenti segnalano un'espansione di circa il 2% nel terzo trimestre. Si tratta di risultati superiori alle attese contenute nel rapporto di luglio. I consumi sono rimasti solidi, nonostante la lenta crescita della popolazione. Gli investimenti delle imprese hanno registrato una ripresa, sostenuti dall'attività nel settore del petrolio e del gas e dalla spesa per macchinari e attrezzature. Nonostante la persistente debolezza dei comparti colpiti dai dazi statunitensi, le esportazioni complessive si sono rafforzate, grazie alla robusta domanda americana, all'aumento della produzione energetica e ai crescenti segnali di adattamento delle imprese al mutato contesto commerciale. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto intorno al 6,5% per diversi mesi. Un ampio insieme di indicatori continua a segnalare la presenza di un certo eccesso di offerta nell'economia. A causa dei nuovi dazi statunitensi, la BoC prevede che la crescita rallenti nel quarto trimestre del 2026, prima di tornare ad accelerare nel 2027. Questa ripresa sarà sostenuta dagli investimenti delle imprese, dalle esportazioni e dalle misure fiscali. La crescita dei consumi dovrebbe moderarsi, mentre il settore immobiliare dovrebbe rimanere relativamente debole. L'economia canadese dovrebbe crescere dell'1% nel 2026 e del 2% sia nel 2027 sia nel 2028. Si tratta di previsioni di crescita complessivamente leggermente superiori rispetto a quelle del rapporto di luglio. Queste stime rimangono tuttavia soggette a una notevole incertezza, soprattutto per quanto riguarda le relazioni commerciali tra Canada e Stati Uniti. A causa dei prezzi del petrolio persistentemente elevati, l'inflazione misurata dall'indice dei prezzi al consumo si è mantenuta intorno al 3% da aprile e dovrebbe salire a circa il 3,5% entro la fine dell'anno. Escludendo la benzina, l'inflazione si è attestata al 2,2% a settembre, mentre le misure dell'inflazione core rimangono vicine al 2%. Tuttavia, le pressioni sui costi stanno aumentando, poiché gli elevati prezzi dei carburanti fanno salire i costi di produzione e trasporto. Sono aumentati anche i prezzi dei beni intermedi industriali e dei componenti elettronici importati. Sebbene finora le imprese abbiano assorbito in gran parte i maggiori costi dei fattori produttivi, le indagini della Bank of Canada suggeriscono che il trasferimento di questi rincari sui prezzi finali aumenterà nel corso del prossimo anno. Le aspettative di inflazione a breve termine di famiglie e imprese sono aumentate, mentre quelle a più lungo termine rimangono saldamente ancorate. Il conflitto in Medio Oriente è ormai entrato nel suo ottavo mese e non si intravede una chiara via d'uscita, ha poi sottolineato la BoC. La combinazione di prezzi dell'energia elevati più a lungo e di un maggiore trasferimento dei rincari sui prezzi finali contribuisce a rendere l'inflazione più persistente nelle previsioni. L'inflazione al consumo dovrebbe attestarsi in media al 3% nel 2027, un punto percentuale al di sopra delle proiezioni di luglio, per poi scendere al 2% intorno alla metà del 2028. Le principali fonti di incertezza di queste previsioni riguardano gli sviluppi in Medio Oriente e le risposte delle imprese alle pressioni sui costi. Rispetto al rapporto di luglio, le prospettive indicano un'inflazione più elevata e persistente. La crescita ha accelerato quest'anno e dovrebbe registrare un'ulteriore ripresa. In questo contesto, il Consiglio direttivo ha deciso di aumentare il tasso di riferimento per ridurre il rischio che il protrarsi di prezzi energetici elevati si trasmetta diffusamente ai prezzi degli altri beni e servizi. Per la BoC potrebbe essere necessario aumentare ulteriormente il tasso di riferimento, ma, alla luce delle incertezze, il Consiglio direttivo ha concordato di procedere con cautela. La Bank of Canada ha infine ribadito il proprio impegno a preservare la fiducia dei canadesi nella stabilità dei prezzi. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Iren, Equita Sim conferma buy
28/10/2026 14:49
MARKET DRIVER: Iren, Equita Sim conferma buy
MILANO (MF-NW)--Equita Sim conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 3,3 euro su Iren. "Le indicazioni emerse dal piano strategico sono a nostro avviso positive, con target di utile e debito migliori delle nostre attese al 2030", spiegano gli analisti. "Il piano presenta una crescita dell'Eps visibile (6% annuo), superiore alle nostre attese e con assunzioni a nostro avviso conservative. Il dividendo è tra i più alti del settore (yield 6-8%) con un debito in decrescita strutturale", aggiungono gli esperti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Canada: Banca centrale alza tassi di 25 punti base
28/10/2026 14:47