FOCUS: Cina mostra divergenza tra crescita economica e indici azionari (La Financière de l'Echiquier)
09/06/2026 18:45
FOCUS: Cina mostra divergenza tra crescita economica e indici azionari (La Financière de l'Echiquier)
MILANO (MF-NW)--La divergenza tra crescita economica e performance del mercato azionario cinese è destinata a persistere nel breve termine, soprattutto nei settori legati ai consumi. Saranno probabilmente necessari ancora alcuni anni per vedere un effettivo allineamento tra crescita e mercati. Nel frattempo, "è essenziale distinguere tra i comparti che già beneficiano della forte espansione dell'economia cinese e quelli che dovranno attendere la piena maturazione del nuovo modello di consumo del Paese", commenta Alexis Bienvenu, gestore di La Financière de l'Echiquier. CRESCITA PIL NON SI TRADUCE AUTOMATICAMENTE IN BORSA Negli ultimi anni, il Pil della Cina è cresciuto mediamente del 5,5% all'anno, mentre quello degli Stati Uniti del 2,4%. Tuttavia, l'indice di riferimento delle grandi capitalizzazioni statunitensi ha messo a segno il 255%, contro il 72% dell'MSCI China (in dollari), pari a un aumento annuo del 15% rispetto al 6%. "La strepitosa crescita della Cina non si traduce quindi automaticamente in risultati borsistici nonostante alcuni campioni cinesi esercitino un dominio incontestato nei loro settori rispettivi: BYD nei veicoli elettrici, Catl nelle batterie, Huawei nelle apparecchiature per le telecomunicazioni, senza contare i primi posti occupati nelle terre rare, il litio, l'edilizia, le piattaforme commerciali (Alibaba), il trasporto marittimo (Cosco), l'elettronica (Foxconn), il petrolio (Sinopec)", riporta l'esperto. AZIONARIO RISENTE DELLA CRISI IMMOBILIARE Tre elementi chiave contribuiscono a spiegare il divario tra i notevoli progressi industriali della Cina e l'andamento relativamente deludente dei suoi indici azionari. "Il primo è insito nella concezione del ruolo dell'economia. Il regime cinese poggia, schematicamente, su un capitalismo di Stato dove la sovranità geopolitica e la stabilità sociale sono gli obiettivi primari. Negli Stati Uniti, al contrario, prevale la creazione di valore per gli azionisti non statali. Questa differenza nelle priorità trova logicamente un'eco nelle performance borsistiche", spiega Bienvenu. Da un punto di vista più congiunturale, da diversi anni ormai la Borsa cinese risente della crisi immobiliare che attanaglia il Paese dal 2021. "Non solo sono crollati grandi promotori immobiliari come Evergrande provocando un calo dell'attività edilizia e della capacità delle banche di concedere prestiti, ma la flessione dei prezzi ha determinato anche un effetto ricchezza negativo per le famiglie che sono state costrette a moderare i consumi e aumentare i risparmi", prosegue l'esperto. "In un Paese in cui il settore immobiliare rappresenta la parte essenziale del patrimonio delle famiglie si osserva una profonda perdita di fiducia da parte delle stesse e delle banche, che frena gli investimenti", commenta Bienvenu. CONSUMI DI BENI E SERVIZI RESTANO DEBOLI Infine, la recente evoluzione degli utili risente della crescente divergenza tra la relativa solidità di alcuni comparti industriali, come i materiali e la tecnologia, e la persistente debolezza dei consumi di beni e servizi. Negli ultimi mesi, le stime sugli utili dei primi sono state riviste al rialzo, mentre si sono progressivamente deteriorate le aspettative legate alla domanda interna. "Ne consegue che l'indice MSCI China, fortemente ponderato sui titoli di consumo e sulle piattaforme Internet come Tencent o Alibaba, sottoperforma nettamente dall'inizio dell'anno rispetto a quelli più domestici come il CSI 300. Più orientato all'industria, quest'ultimo è ampiamente positivo dal 1° gennaio", continua l'esperto. RIPRESA ORIENTATA AL MEDIO-LUNGO TERMINE Nonostante il Pil continui a registrare una crescita positiva, le recenti delusioni sui mercati azionari potrebbero rendere particolarmente attraenti le valutazioni dei grandi titoli cinesi dei consumi, rimasti finora ai margini dell'interesse degli investitori. Tuttavia, "anche se una ripresa prima o poi ci sarà, ci vorrà del tempo. Il settore immobiliare fatica a stabilizzarsi, soprattutto nelle città di medie dimensioni mentre la ripresa dei consumi costituisce un obiettivo centrale del piano quinquennale 2026-2030. Eppure, le misure annunciate sono orientate al medio-lungo termine. Non si tratta tanto di stimolare massicciamente i consumi quanto di riorientare l'intero modello cinese, il che richiederà necessariamente tempo", spiega Bienvenu. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
09/06/2026 18:38
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)-Wall Street vira in territorio negativo a metà seduta, nonostante il ritracciamento dei prezzi del petrolio, mentre i titoli dei semiconduttori sono nuovamente sotto pressione. Nel dettaglio, l'S&P 500 cede l'1,65%, il Dow Jones lo 0,59%, mentre il Nasdaq Composite, maggiormente esposto al comparto tecnologico, arretra del 2,79%. L'ETF iShares Semiconductor perde il 7,1%, cancellando il guadagno del 6% registrato nella seduta precedente. L'Etf aveva perso il 10% venerdì 5 giugno, segnando la peggiore performance giornaliera degli ultimi sei anni, in un contesto di crescente nervosismo degli investitori sulla sostenibilità del rally dei titoli legati all'intelligenza artificiale. Sul fronte politico, "Iran e Israele hanno interrotto gli attacchi reciproci, dichiarando una tregua nelle ostilità. Entrambi i Paesi, tuttavia, hanno dichiarato di essere pronti a rispondere in caso di nuovi attacchi, rendendo la tregua piuttosto fragile", commentano gli esperti di Mps. Il presidente Usa, Donald Trump, ha continuato a mostrare ottimismo su un possibile accordo con l'Iran. "Credo che siamo molto vicini a raggiungere un accordo molto, molto valido, solido e incisivo", ha dichiarato l'inquilino della Casa Bianca. Il presidente Usa ha aggiunto che "lo Stretto di Hormuz verrà riaperto immediatamente" dopo la firma, che "potrebbe avvenire tra due o tre giorni". La tregua ha contribuito a raffreddare i prezzi dell'energia, con il Brent attualmente in calo del 4,46% a 90,04 dollari. Sul fronte della politica monetaria, "sebbene la soglia per un aumento dei tassi da parte della Fed nel 2026 rimanga elevata, i rischi stanno aumentando. Tassi più elevati associati ad una crescita economica più debole avrebbero un impatto negativo sui titoli azionari", commenta César Pérez Ruiz, Head of Investments & Cio di Pictet Wealth Management. "Prevediamo che le pressioni inflazionistiche più marcate indurranno la Fed a mantenere i tassi invariati quest'anno. La nostra posizione sui titoli azionari è neutrale", conclude l'esperto. Lato macro, le vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti sono cresciute del 3,2% su base annua, confermando i segnali di una graduale ripresa del mercato immobiliare. Su base annualizzata e destagionalizzata, le compravendite hanno raggiunto 4,17 milioni di unità, rispetto ai 4,04 milioni del mese precedente. Il risultato si è rivelato superiore alle aspettative del consenso, ferme a 4,07 milioni di unità. Le vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti sono cresciute del 3,2% su base annua, confermando i segnali di una graduale ripresa del mercato immobiliare. Su base annualizzata e destagionalizzata, le compravendite hanno raggiunto 4,17 milioni di unità, rispetto ai 4,04 milioni del mese precedente. Il risultato si è rivelato superiore alle aspettative del consenso, ferme a 4,07 milioni di unità. Inoltre, il deficit commerciale si è ridotto a 55,9 miliardi di dollari ad aprile, in calo rispetto ai 56,6 miliardi del mese precedente. Gli economisti prevedevano un disavanzo pari a 56,1 miliardi di dollari. Nel dettaglio, le importazioni sono cresciute del 2%, raggiungendo 383 miliardi di dollari, mentre le esportazioni sono aumentate del 2,6%, arrivando a 327,1 miliardi di dollari, secondo quanto riportato martedì dal Dipartimento del Commercio. Infine, le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 9,1% su base annua nella settimana terminata il 6 giugno, dopo un incremento del 9% nell'ottava precedente. Sul fronte societario: - Le azioni della società biofarmaceutica statunitense Nuvalent balzano del 39,3% dopo che la società britannica Gsk ha annunciato un accordo per acquisirla per 10,6 miliardi di dollari. - Il titolo di J.M. Smucker Company sale dell'11,3% dopo aver riportato risultati trimestrali superiori alle attese. L'utile per azione rettificato è stato di 2,77 dollari, sopra la stima di consenso FactSet di 2,64 dollari. Anche i ricavi, pari a 2,27 miliardi di dollari, hanno superato le attese di 2,26 miliardi. - SailPoint crolla del 13,7% dopo la pubblicazione di previsioni annuali deboli, nonostante gli utili del primo trimestre abbiano superato le stime. SailPoint prevede un utile rettificato per l'intero anno (chiuso a gennaio) tra 0,30 e 0,34 dollari per azione, mentre gli analisti si aspettavano 0,32 dollari. I ricavi attesi per l'intero anno sono compresi tra 1,265 e 1,275 miliardi di dollari, nella parte bassa rispetto alle attese di 1,27 miliardi. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)