FOCUS: el Nino, conseguenze su energia, logistica e metalli industriali (Edmond de Rothschild)
20/10/2026 09:19
FOCUS: el Nino, conseguenze su energia, logistica e metalli industriali (Edmond de Rothschild)
MILANO (MF-NW)--"Tre canali di trasmissione, tre velocità diverse: El Niño influisce non solo sulle materie prime agricole, ma anche sui metalli industriali attraverso tre canali principali: energia, logistica e attività minerarie", dichiara Manuel Maleki, Ph.D. Deputy Director, Economist, United States & Commodities di Edmond de Rothschild. "Quando si parla di El Niño nei mercati delle materie prime, l'attenzione si concentra quasi esclusivamente sull'agricoltura. Questa prospettiva è ormai incompleta". "Interrompendo contemporaneamente i sistemi energetici, la produzione mineraria e le infrastrutture logistiche, il fenomeno climatico ha il potenziale di alterare l'equilibrio di diversi mercati dei metalli industriali ancor prima che i suoi effetti si riflettano pienamente sui prezzi. Il rischio principale non risiede in un singolo shock, ma nella combinazione di tre canali di trasmissione - energia, produzione mineraria e logistica - ciascuno con un diverso grado di certezza. Distinguere tra ciò che è già osservabile e ciò che rimane dipendente dagli scenari è essenziale per valutare le implicazioni di El Niño sui mercati delle materie prime", prosegue l'esperto. Secondo l'analista, "l'analisi dei diversi canali di trasmissione porta a una conclusione chiara: non tutti i rischi legati a El Niño presentano lo stesso grado di certezza, né sono incorporati nei prezzi di mercato nella stessa misura. Il rischio energetico è attualmente quello più avanzato". "Il calo della produzione idroelettrica asiatica è già visibile e le sue implicazioni per la domanda di carbone e Gnl stanno cominciando a emergere. Sebbene i prezzi del gas in Europa riflettano già in parte le tensioni legate al riempimento dei depositi e ai rischi geopolitici, sembrano comunque sottovalutare il ruolo che una maggiore domanda asiatica potrebbe svolgere nella seconda metà dell'anno. Il rischio logistico occupa una posizione intermedia. Le restrizioni al Canale di Panama sono ben documentate e pubblicate in tempo reale, ma il loro impatto economico rimane per ora limitato. I precedenti storici suggeriscono tuttavia che tali vincoli raramente si evolvono in modo lineare", afferma Maleki. "I costi logistici tendono ad aumentare bruscamente quando si verificano contemporaneamente diverse strozzature", prosegue l'esperto. "Il rischio che grava sui metalli industriali è di natura diversa. È probabilmente quello che trova minore riscontro nei prezzi di mercato - non perché sia insignificante, ma perché rimane difficile da quantificare". "Gli investitori sanno come valutare un calo della produzione", dichiara l'analista. "Trovano invece molto più difficile attribuire un valore a una serie di interruzioni localizzate che colpiscono, in momenti diversi, le attività estrattive, le reti elettriche, le infrastrutture di trasporto o le catene di approvvigionamento. È proprio in questo divario tra visibilità e probabilità che rischiano di emergere i maggiori errori di valutazione. La vulnerabilità di ciascun metallo dipende dalla concentrazione geografica della sua produzione, dalla sua dipendenza dalle infrastrutture energetiche e dalla flessibilità della sua catena logistica". Nella visione di Maleki, "la visione tradizionale di El Niño, incentrata principalmente sull'agricoltura, non è più sufficiente. Il 2026 dimostra che il clima è diventato un fattore trasversale che influenza i mercati delle materie prime: incide sui sistemi energetici, sui costi di produzione dei metalli industriali e sulle infrastrutture logistiche". "La sua unicità risiede principalmente nell'interazione con gli shock geopolitici già in atto: gli stretti di Hormuz e Bab el-Mandab, le agitazioni nei mercati dello zolfo, la riconfigurazione delle catene di approvvigionamento e le scorte ridotte di diversi metalli strategici", dichiara l'esperto. "Il clima non sostituisce la geopolitica come principale fattore trainante del mercato; piuttosto, si sovrappone ai rischi geopolitici esistenti, amplificando le vulnerabilità già presenti. Per gli investitori, la domanda chiave non è quindi più se El Niño influenzerà i mercati delle materie prime, ma quali mercati continuano a trattare un rischio sistemico come se fosse semplicemente una serie di eventi isolati", conclude Maleki. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: borsa, giornata di dati macro medi (Cfo Sim)
20/10/2026 09:11
MARKET DRIVER: borsa, giornata di dati macro medi (Cfo Sim)
MILANO (MF-NW)--"Giornata di dati macro di medio rilievo, ma comunque capace di orientare i mercati, soprattutto perché tocca due nervi scoperti: il settore immobiliare americano e il sentiment economico europeo". E' quanto afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim, sottolineando che "negli Stati Uniti l'attenzione sarà tutta concentrata sull'edilizia residenziale. Sono attese le housing starts e building permits di settembre, seguite dai pending home sales. Dopo mesi di tassi elevati e mutui ancora costosi, questi numeri diranno quanto sta reggendo la domanda di case. Un rallentamento più marcato del previsto rafforzerebbe l'idea di un mercato immobiliare in raffreddamento e potrebbe spingere gli investitori a prezzare un tono più accomodante della Fed in vista della riunione del 27-28 prossimi. Al contrario, una sorpresa positiva segnalerebbe una certa resilienza dei consumatori americani, sostenendo dollaro e rendimenti dei Treasury nel breve periodo. Non si tratta di dati di primissimo piano come l'inflazione o i non-farm payrolls, ma in questa fase del ciclo restano un termometro importante della tenuta dell'economia reale". fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
COMMENTO BOND: rendimenti ai massimi, premi al rischio in Europa insolitamente elevati
20/10/2026 09:09
COMMENTO BOND: rendimenti ai massimi, premi al rischio in Europa insolitamente elevati
MILANO (MF-NW)--Il rendimento del Bund decennale tedesco si attesta al 3,44%, mentre il rendimento dell'Oat decennale francese si colloca al 4,89% e quello del Btp decennale italiano al 4,53%. Lo spread tra Oat e Bund si attesta a circa 146 punti base. Invece, lo spread tra Btp e Bund si attesta a 109,924 punti base. Dall'altra parte dell'oceano, il rendimento Treasury a due anni si attesta al 4,772%, mentre il decennale cala al 5,126%. Il rendimento del Treasury trentennale è pari al 5,257%. I recenti movimenti sui mercati obbligazionari sono stati impressionanti, soprattutto in Europa, dove i rendimenti dei titoli di Stato hanno superato i massimi degli ultimi 25 anni e gli spread si sono ampliati in alcuni segmenti del credito societario, afferma Maya Bhandari di Neuberger in una nota. "La pressione è aumentata anche in modo meno evidente: per esempio, nell'ultimo mese abbiamo registrato il maggiore ampliamento settimanale degli spread franco-tedeschi dalla riunificazione della Germania nel 1990. Di conseguenza, i premi al rischio sui tassi europei nel loro complesso hanno raggiunto il livello positivo più elevato rispetto alle azioni europee almeno dal 2011, una situazione decisamente insolita", afferma la co-responsabile degli investimenti. Bhandari ritiene tuttavia che questa situazione difficilmente durerà. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)