Midterm Usa: Cagliero (Banor Sim), mercati rassicurati da vittoria Dem, nessun cambio su investimenti AI
04/11/2026 19:08
Midterm Usa: Cagliero (Banor Sim), mercati rassicurati da vittoria Dem, nessun cambio su investimenti AI
MILANO (MF-NW)--I mercati hanno recuperato nelle ultime ore dopo le oscillazioni registrate nella notte, quando gli indici erano arrivati in territorio negativo. A commentare il risultato delle elezioni americane è Massimiliano Cagliero, fondatore e amministratore delegato di Banor Sim. "I mercati hanno capito come si presenterà la situazione nel breve termine: uno scenario di una certa serenità. C'era il timore che Trump non avrebbe accettato l'esito delle elezioni", afferma l'esperto. Secondo Cagliero, ciò che ha sorpreso è la portata del risultato di queste Midterm, soprattutto in alcuni Stati: "una vittoria dei Democratici era attesa ma non con la "violenza" con cui si è verificata. Soprattutto in alcuni Stati come Texas, Georgia, Florida e Kansas, la vittoria appare straordinaria. Questo è stato un messaggio fortissimo della vitalità della democrazia americana: un anno fa nessuno avrebbe pensato che si sarebbe arrivati a questa situazione". A incidere, secondo Cagliero, sono stati l'inflazione e l'insoddisfazione per il controllo dell'immigrazione. Sulle possibili conseguenze politiche, l'esperto distingue tra politica estera e interna: "a livello di politica estera il presidente americano ha una grande libertà, può cambiare i finanziamenti. Mi immagino uno smorzarsi dei toni abbastanza significativo". Sulla politica interna, invece, "può cambiare tanto. I Democratici sono estremamente divisi al loro interno, ma anche all'interno dei Maga molti hanno iniziato a prendere le distanze da Trump, soprattutto in certi Stati". Cagliero invita comunque a non considerare il risultato come un'indicazione certa in vista delle prossime elezioni. "I Democratici di oggi non è detto che saranno gli stessi che vinceranno tra due anni". Secondo l'esperto, molti repubblicani avrebbero votato per i Democratici per dare un segnale al presidente americano, ma non necessariamente confermeranno questa scelta tra due anni. Sul fronte dell'intelligenza artificiale, Cagliero non si aspetta cambiamenti significativi: "gli investimenti in AI rappresentano il 3,6% del PIL americano, sono assolutamente straordinari. Si pensa che i Democratici imporranno qualche limite alle sovvenzioni in questo campo, ma è qualcosa che è in capo ai governatori dei vari Stati. Io la vedo molto difficile: il terrore dell'America di oggi è che capiti all'AI americana, a causa dell'AI cinese, quello che è capitato al settore dell'automotive in Europa". Banor mantiene quindi le proprie posizioni su alcuni operatori selezionati del comparto: "noi come Banor siamo esposti in alcuni nomi selezionati, gli hyperscaler, e non vendiamo oggi solo per la vittoria dei Democratici". Le opportunità d'investimento, conclude Cagliero, restano presenti in diversi settori dell'economia americana ed europea. "Non cambierà il mondo se non in meglio, riducendo un po' gli estremi di Trump con la vittoria dei Democratici". dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Midterm Usa: Davide Serra (Algebris Inv.), meglio ridurre l'esposizione agli Usa, il valore è in Europa e Cina
04/11/2026 18:38
Midterm Usa: Davide Serra (Algebris Inv.), meglio ridurre l'esposizione agli Usa, il valore è in Europa e Cina
MILANO (MF-NW)--Ridurre l'esposizione agli Stati Uniti e puntare maggiormente su Europa e Cina. È la strategia suggerita da Davide Serra, fondatore e ceo del fondo Algebris Inv., che invita gli investitori alla prudenza di fronte alle elevate valutazioni di Wall Street e alle criticità dei conti pubblici americani. "L'investitore prudente dovrebbe valutare di ridurre l'esposizione agli Stati Uniti e concentrarsi sui mercati in cui esiste davvero valore, indipendentemente dall'evoluzione di queste variabili", dichiara Serra. Non mancano comunque opportunità anche sul mercato americano, soprattutto nei comparti legati all'economia reale, come banche regionali e assicurazioni. Ma, nel complesso, le valutazioni europee e cinesi appaiono più interessanti. Secondo l'esperto, "c'è una parte dell'economia reale americana che continua a offrire opportunità, a partire dalle banche regionali e dalle assicurazioni tradizionali. Ci sono banche e compagnie assicurative americane che trattano a multipli di sei-sette volte gli utili, mentre in Europa società analoghe arrivano a circa 15 volte. Quindi del valore negli Stati Uniti si trova. Ma, nel complesso, credo che ci sia ancora più valore in Europa e in Cina, semplicemente perché le valutazioni sono più contenute. Oggi gli Stati Uniti rappresentano circa il 70% della capitalizzazione dei mercati azionari mondiali, mentre il resto del mondo pesa meno del 30%". Una sproporzione rispetto al peso effettivo dell'economia americana a livello globale che, secondo Serra, rende necessaria una maggiore diversificazione e un approccio più prudente. "Dal punto di vista del Pil, però, gli Stati Uniti rappresentano soltanto circa un quarto dell'economia globale, non il 70% dei mercati. Per questo sarei favorevole a una maggiore diversificazione geografica. L'investitore prudente dovrebbe allocare il capitale con maggiore attenzione all'economia reale, mantenendo un'esposizione selettiva al settore finanziario. Dobbiamo ricordare che abbiamo già vissuto situazioni di bolla: quella delle telecomunicazioni nel 2000-2001 e quella del credito nel 2006-2007. Per questo suggerisco prudenza: bisogna guardare meno ai prezzi del mercato e di più a quello che accade nell'economia reale", spiega. L'altro campanello d'allarme arriva dal mercato obbligazionario, con il deficit americano e la gestione del debito che restano al centro delle preoccupazioni degli investitori. "Alla fine, è più importante il mercato obbligazionario, perché è quello che segnala quando una situazione non è più sostenibile. Gli Stati Uniti hanno un deficit enorme e un'economia che cresce anche grazie a una spesa pubblica molto elevata. Un rendimento intorno al 5% sui Treasury decennali non è irragionevole: sotto quella soglia si può anche scendere, ma bisogna considerare che il problema del deficit resta. C'è inoltre una questione legata alla gestione del debito. Oggi gli Stati Uniti hanno una quota di debito a breve termine molto elevata rispetto alle altre grandi economie. La vita media del debito americano è inferiore ai tre anni e mezzo, mentre nelle altre grandi economie si colloca intorno ai sei, sette, otto o nove anni", afferma l'esperto. A preoccupare è anche il livello della tassazione effettiva sulle imprese americane. Per Serra, sarà necessario un riequilibrio delle politiche fiscali e della spesa pubblica, anche alla luce della sostenibilità del debito. "Mi aspetto quindi un riequilibrio", dichiara Serra. "Una vittoria dei Democratici potrebbe comportare un aumento della spesa sociale, mentre bisognerà comunque fare i conti con un debito che non è sostenibile. Potrebbe esserci anche un ridimensionamento di alcune voci di spesa, a partire da quella tecnologica e militare. Un'aliquota fiscale effettiva dell'8% per le aziende americane è un livello che storicamente non si è mai visto: si è sempre collocato intorno al 15-18%. Credo quindi che, prima o poi, alcune di queste agevolazioni fiscali verranno meno". dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
04/11/2026 18:37
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi proseguono la seduta in territorio positivo dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Il Dow Jones sale del 2,87%, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite guadagnano rispettivamente l'1,78% e il 2,01%. Per gli strategist Mps, 'le elezioni di Mid-term hanno confermato quello che emergeva dai sondaggi, con i Democratici che, stando alle proiezioni, hanno conquistato il controllo totale del Congresso (Camera e Senato). La reazione di Trump e del mercato è stata finora piuttosto contenuta. Il Presidente ha usato toni concilianti, accettando i risultati e dichiarandosi pronto a collaborare con i Democratici'. 'Il mercato vede questa mattina un deprezzamento generalizzato del dollaro ed un marginale calo dei rendimenti e del mercato azionario. Un congresso Dem, infatti, dovrebbe limitare molto i margini di spesa fiscale dell'Amministrazione nei prossimi due anni. Sul fronte geopolitico, intanto, ieri sono giunte alcuni rumor secondo cui gli Usa avrebbero accettato una proposta di accordo mediata dal Qatar, anche se l'Iran ha prontamente smentito tali indiscrezioni. Nonostante ciò, i prezzi di petrolio e gas hanno continuato la discesa iniziata lunedì, anche se siamo ancora ben lontani dai livelli visti durante i mesi estivi', concludono gli esperti. 'Storicamente, i mercati hanno mostrato una relativa tranquillità di fronte a situazioni di governo diviso, poiché si riduce la probabilità di cambiamenti significativi nelle politiche economiche e si introducono maggiori vincoli all'azione dell'amministrazione', spiega Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. 'Il buon risultato dei Democratici era ampiamente atteso e, di conseguenza, le ripercussioni immediate sui mercati dovrebbero essere limitate. Dal punto di vista dei fondamentali, i risultati elettorali non dovrebbero quindi produrre particolari scossoni sui listini. Tuttavia, un Congresso a guida democratica potrebbe comportare un maggiore controllo sul settore tecnologico, considerata la portata degli investimenti destinati alle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Per gli investitori, l'attenzione tornerà rapidamente sui fondamentali: crescita economica, inflazione, tassi di interesse e utili societari. A meno che il nuovo equilibrio politico non modifichi in misura sostanziale le prospettive di questi fattori, non ci aspettiamo che le elezioni di Midterm rappresentino un evento particolarmente significativo per i mercati', conclude l'esperto. Eiko Sievert, Executive Director, Sovereign & Public Sector di Scope Ratings sostiene che 'il controllo democratico sia della Camera che del Senato, unito alla rapida accettazione della sconfitta repubblicana da parte del Presidente Trump, segna un importante punto di svolta istituzionale, confermando la resilienza del consolidato sistema statunitense di pesi e contrappesi checks and balances. Tale meccanismo è considerato un fattore positivo per il merito creditizio, che sostiene il rating degli Stati Uniti (AA-/Stabile)'. Sul fronte macroeconomico, le richieste di mutui sono diminuite dell'1,2% nella settimana terminata il 30 ottobre, con il calo delle domande per l'acquisto di nuove abitazioni che ha più che compensato il lieve aumento delle richieste di rifinanziamento. È quanto emerge dai dati diffusi mercoledì dalla Mortgage Bankers Association (Mba). Il dato segue l'incremento del 3,4% registrato dall'attività complessiva nella settimana terminata il 23 ottobre. Le richieste di rifinanziamento dei mutui sono aumentate dello 0,1%, mentre quelle per l'acquisto di nuove abitazioni sono diminuite del 2% su base destagionalizzata. Il tasso di interesse medio sui mutui a tasso fisso a 30 anni, con un importo pari o inferiore a 832.750 dollari, è sceso al 7,30% dal 7,37% della settimana precedente. 'I tassi sui mutui sono gradualmente scesi la scorsa settimana al livello più basso da settembre 2026, dopo che la Federal Reserve ha deciso di non procedere con ulteriori rialzi dei tassi nella riunione di ottobre', dichiara Mike Fratantoni, vicepresidente senior e capo economista della Mba. 'Nonostante il calo del tasso sui mutui a 30 anni al 7,3%, l'attività resta piuttosto contenuta: le richieste per l'acquisto di abitazioni sono diminuite nella settimana, mentre quelle di rifinanziamento sono rimaste sostanzialmente stabili su livelli molto bassi'. A ottobre, secondo la rilevazione mensile Adp sull'occupazione nel settore privato statunitense, sono stati creati 86.000 posti di lavoro, ben al di sopra delle attese degli economisti a 67.000 unità. L'incremento di ottobre segue la creazione di 86.000 posti di lavoro a settembre, dato rivisto al ribasso. A livello settoriale, l'occupazione nei comparti produttori di beni è aumentata di 4.000 unità, mentre il commercio, i trasporti e i servizi di pubblica utilità hanno registrato un incremento di 39.000 posti di lavoro. Nei settori dell'istruzione e dei servizi sanitari sono stati creati 28.000 posti, mentre quelli del tempo libero e dell'ospitalità hanno registrato un aumento di 19.000 unità. 'Il mese scorso, i datori di lavoro di tutte le dimensioni hanno effettuato assunzioni e i nostri dati suggeriscono che i lavoratori che hanno cambiato impiego siano stati attratti da una combinazione di bonus, straordinari e un maggior numero di ore lavorate, oltre che da retribuzioni di base più elevate', commenta Nela Richardson, capo economista di Adp. 'Nel complesso, la crescita delle retribuzioni di questi lavoratori ha raggiunto il ritmo più rapido da marzo 2024'. Il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto a 105,047 miliardi di dollari a settembre, rispetto ai 105,737 mld usd di agosto, contro un disavanzo di 107,9 mld usd previsto dagli economisti. Nel corso del mese, le esportazioni sono aumentate più delle importazioni, determinando una riduzione del deficit. A settembre sono cresciute le esportazioni di beni strumentali, prodotti alimentari e bevande e beni di consumo, mentre sono diminuite quelle di forniture industriali e prodotti destinati al settore automobilistico. Sul fronte delle importazioni, sono aumentati gli acquisti di beni strumentali e beni di consumo, mentre sono diminuiti quelli di forniture industriali, prodotti destinati al settore automobilistico, alimentari e bevande. L'indice dei servizi statunitensi di S&P Global è stato rivisto al ribasso a 56,1 a ottobre, rispetto alla stima preliminare di 57,9. Le attese, secondo un sondaggio degli economisti, erano per una conferma del dato iniziale. L'indice di ottobre si è attestato al di sotto del valore di 58,8 registrato a settembre, segnalando un rallentamento del ritmo di espansione. Gli indicatori regionali relativi al settore dei servizi, già pubblicati, hanno restituito un quadro contrastante. S&P Global ha segnalato un aumento dei nuovi ordini e un rafforzamento della domanda. La fiducia sulle prospettive future è invece diminuita a causa delle pressioni inflazionistiche e degli elevati tassi di interesse. L'indice dei servizi statunitensi dell'Institute for Supply Management è sceso a 54,5 a ottobre, da 54,9 di settembre, a fronte delle attese per una flessione più contenuta, a 54,8, secondo un sondaggio elaborato dagli economisti. Il dato indica un rallentamento del ritmo di espansione. Gli indicatori delle banche della Federal Reserve regionali e quello di S&P Global hanno fornito segnali contrastanti. Sono diminuiti i valori relativi all'attività economica/produzione, ai nuovi ordini, alle scorte e ai prezzi, mentre l'indice dell'occupazione ha registrato un aumento. Il dato mensile nazionale sui servizi dell'Institute for Supply Management viene diffuso sotto forma di indice generale: valori superiori a 50 indicano un'espansione, mentre quelli inferiori a 50 segnalano una contrazione. Gli indici delle singole componenti misurano i nuovi ordini, la produzione, l'occupazione e i prezzi. Un ulteriore aumento dell'indice, che lo porti ancora più al di sopra della soglia di 50, è considerato un segnale di solidità del settore dei servizi statunitense e sarebbe positivo per i titoli del comparto. Un incremento dei prezzi, invece, avrebbe normalmente un effetto negativo sia sulle azioni sia sulle obbligazioni. Le scorte commerciali di greggio sono diminuite di 865.000, dopo la flessione di 1,9 milioni di barili della settimana precedente. Il calo è stato inferiore alla diminuzione di 1,7 milioni di barili attesa secondo un sondaggio condotto dagli economisti. Le scorte della Spr sono diminuite di 400.000 barili nella settimana, dopo il calo di 100.000 barili registrato nella settimana precedente. Nel complesso, le scorte di greggio sono diminuite dello 0,2% rispetto alla settimana precedente e risultano inferiori del 16,7% rispetto a un anno fa. Le riserve di greggio si attestano a circa il 4% al di sotto della media degli ultimi cinque anni per questo periodo dell'anno. Le scorte di benzina sono diminuite di 200.000 barili, a fronte di un aumento di 1,0 milione di barili previsto. Sono scese dello 0,1% rispetto alla settimana precedente, ma risultano superiori dell'1,4% rispetto a un anno fa. Le scorte di distillati sono diminuite di 3,6 milioni di barili nella settimana in esame, a fronte di un calo atteso di 1,5 milioni di barili. Rispetto alla settimana precedente, sono diminuite del 3,5% e risultano inferiori dell'11% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le raffinerie hanno operato al 94,5% della propria capacità, rispetto al 92,8% della settimana precedente. Sul fronte societario: - Trump Media & Technology Group prosegue in perdita del 15,04% dopo la netta vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti di ieri sera. Trump detiene il 41% della società, proprietaria della piattaforma social Truth Social. Il controllo del Congresso da parte dei Democratici introduce un contrappeso alle politiche del presidente. - Tesla e SpaceX perdono rispettivamente il 2,49% e il 2,67% a metà seduta. Le flessioni arrivano dopo che i Democratici hanno conquistato il controllo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato. Molti dei candidati neoeletti hanno espresso posizioni critiche nei confronti della rapida espansione dei data center, alimentata dall'intelligenza artificiale. SpaceX gestisce un'infrastruttura di supercalcolo per l'intelligenza artificiale in Tennessee e Mississippi, mentre Tesla ne ha una in Texas. - McDonald's guadagana il 5,49% dopo la pubblicazione di risultati trimestrali contrastanti. L'utile rettificato si è attestato a 3,57 dollari per azione, superando i 3,38 dollari attesi dagli analisti interpellati da Lseg. I ricavi, pari a 7,16 miliardi di dollari, sono invece risultati inferiori ai 7,29 miliardi previsti dal consenso. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)