FOCUS: oro ai minimi da due anni, alternativa sono azioni degli estrattori a sconto (VanEck)
28/05/2026 15:25
FOCUS: oro ai minimi da due anni, alternativa sono azioni degli estrattori a sconto (VanEck)
MILANO (MF-NW)--Mentre le borse, trainate dal nuovo boom dei chip e apparentemente ignare della guerra in Medio Oriente, continuano senza sosta a macinare massimi storici, da un po' di settimane a questa parte il grande sconfitto dei portafogli di investimento sembra essere l'oro, che nella mattina del 25 maggio tratta intorno a 4.440 dollari l'oncia, ai minimi degli ultimi due anni. Il lingotto è la prima vittima del ritorno di appetito per i rendimenti obbligazionari: a differenza dei bond infatti l'oro non stacca cedole o dividendi, e quindi diventa meno appetibile con le prospettive di inflazione crescente e tassi di interesse in rialzo. L'ALTERNATIVA: GLI ESTRATTORI AURIFERI Per i gestori però non è ancora tempo di abbandonare il metallo giallo. Un'alternativa per posizionarsi alla commodity? I titoli minerari auriferi, che storicamente hanno sovraperfrormato l'oro in fasi rialziste ma che potrebbero avere ancora una freccia nella loro faretra: le valutazioni a sconto. Nell'ultimo anno gli Etf sugli estrattori auriferi hanno restituito agli investitori in euro ritorni tra il 60% e l'80%, praticamente il doppio di un Etp sull'oro. "Ai prezzi attuali del lingotto (circa 4.415 dollari l'oncia, ndr) queste società stanno già generando flussi di cassa record e i risultati del primo trimestre 2026 lo rendono evidente", segnala Imaru Casanova, portfolio manager oro e metalli preziosi di VanEck. FONDAMENTALI E FLUSSI DI CASSA DA RECORD Il money manager cita a titolo di esempio Newmont e Agnico Eagle, i due maggiori produttori auriferi al mondo, che "hanno entrambi riportato utili trimestrali record". Agnico, elenca Casanova, "ha ottenuto margini operativi record, sostenuti da un prezzo dell'oro realizzato di 4.861 dollari l'oncia a fronte di all-in sustaining cost di 1.483 dollari. Newmont invece ha riportato un flusso di cassa libero record di 3,1 miliardi di dollari. Entrambe le società hanno raggiunto o superato le aspettative su produzione e costi e hanno confermato la guidance per l'intero 2026". L'EFFETTO DELLA REDDITIVITÀ SUGLI INVESTIMENTI Il meccanismo degli estrattori auriferi è semplice: se registrano risultati di bilancio più robusti (anche e soprattutto per via del prezzo del lingotto) hanno più denaro a disposizione per fare investimenti, nuove esplorazioni, operazioni straordinarie. E, nel caso anche gli utili crescano, per pagare dividendi più generosi. "La redditività record finanzia programmi di esplorazione ampliati e pipeline di crescita, lasciando al contempo ampio spazio per remunerare gli azionisti attraverso politiche di dividendo sostenibili e la prosecuzione di significativi programmi di riacquisto di azioni", ricorda Casanova. "Entrambe le società citate peraltro hanno chiuso il trimestre con circa 3 miliardi di dollari di cassa netta e solide posizioni di liquidità. In sintesi, il settore appare in robusta salute finanziaria e operativa, in base agli standard storici". MA LE VALUTAZIONI RESTANO A SCONTO C'è però un altro aspetto, secondo il money manager, che rende le azioni aurifere più interessanti rispetto all'oro nella fase attuali. "Nonostante questi fondamentali, le valutazioni nel settore minerario aurifero restano relativamente basse rispetto ai livelli storici", sottolinea Casanova. "Le attuali quotazioni azionarie sembrano riflettere ipotesi più conservative rispetto ai prezzi correnti dell'oro. Ciò potrebbe indicare un potenziale di re-rating se le condizioni di mercato resteranno favorevoli, anche se gli esiti dipenderanno da fattori di mercato più ampi". Rimane il fatto che, nel contesto di mercato attuale, "i titoli minerari auriferi hanno riflesso la loro tipica sensibilità al prezzo dell'oro. Hanno sovraperformato nella prima metà di aprile, quando l'oro ha raggiunto un massimo mensile a 4.842 dollari, per poi rimanere indietro al ripiegarsi dei prezzi nella seconda parte del mese", evidenzia il gestore, che ricorda come i due principali indici di settore, il MarketVector Global Gold Miners Index e Mvis Global Junior Gold Miners, abbiano perso rispettivamente il 3% e l'1,7% nel corso dell'ultimo mese. cap (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)