Fed: Barkin; necessari nuovi rialzi dei tassi, incerto il ritmo
05/11/2026 15:41
Fed: Barkin; necessari nuovi rialzi dei tassi, incerto il ritmo
MILANO (MF-NW)--Il presidente della Federal Reserve di Richmond, Thomas Barkin, ha dichiarato oggi che si aspetta che la Banca centrale aumenti ulteriormente i tassi di interesse, anche se non sa ancora di quanto né a quale ritmo. In un'intervista rilasciata a Cnbc dal distretto di cui è responsabile, il banchiere centrale ha espresso preoccupazione per l'inflazione, affermando che la politica monetaria dovrà adeguarsi. "La disoccupazione è vicina ai minimi storici e l'inflazione è troppo elevata. Questo significa che la strada da seguire è piuttosto chiara. La questione, naturalmente, riguarda il ritmo", dichiara Barkin nel corso della conversazione con Steve Liesman di Cnbc. "Un approccio graduale ha senso se si ritiene che nel mondo vi sia incertezza e che nel periodo a venire si riceveranno nuove informazioni. E credo che questo sia ancora un ritmo ragionevole", aggiunge. Le dichiarazioni di Barkin arrivano poco più di una settimana dopo che i suoi colleghi hanno votato per mantenere il tasso di riferimento sui prestiti overnight della Fed in una forchetta compresa tra il 3,75% e il 4%. Sebbene Barkin non faccia attualmente parte dei membri votanti del Federal Open Market Committee, l'organismo che decide sui tassi di interesse, entrerà a farne parte nel 2027. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di apertura
05/11/2026 15:35
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi aprono in territorio misto. In particolare, il Dow Jones sale dello 0,61%, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite perdono rispettivamente lo 0,3% e l'1,05%. Per gli strategist Mps, "la reazione iniziale ai risultati delle Mid-Term ha generato movimenti significativi su diverse asset class. Sui mercati azionari sono proseguite le pressioni sul comparto dei semiconduttori, mentre una marcata rotazione settoriale ha sostenuto gli indici sia a Wall Street sia in Europa, più contrastato l'andamento dei listini asiatici nella seduta odierna". Inoltre, "sul fronte obbligazionario, i rendimenti globali hanno registrato un deciso calo, favorito dal forte arretramento del petrolio e dalla crescente percezione che la perdita del controllo del Congresso possa ridurre il rischio di un'escalation in Medio Oriente, pur mantenendo il presidente Trump ampi margini d'azione in materia di politica estera". Per gli esperti, "resta tuttavia da capire se questo movimento possa continuare come nuova tendenza di medio termine o se rappresenti soltanto un temporaneo ribilanciamento dei portafogli successivo agli ultimi sviluppi politici", concludono gli strategist. Per Eiko Sievert, Executive Director, Sovereign & Public Sector di Scope Ratings, con l'esito delle elezioni midterm americane gli elementi che cambieranno saranno molteplici. Il primo è "la direzione della politica fiscale, monetaria e commerciale resterà la stessa, ma il Congresso democratico chiuderà gran parte delle strade legislative alla Casa Bianca, che dovrà governare soprattutto per via esecutiva". Altro tema saliente è quello del "debito federale, pari a 40.600 miliardi di dollari, dovrebbe avvicinarsi al limite di 41.100 miliardi entro l'inizio del 2027". Inoltre, secondo l'esperto, "il Senato democratico controllerà le conferme, il che rafforzerà le tutele sull'indipendenza della Fed ma aumenterà il rischio di posti vacanti prolungati e di un maggior ricorso a funzionari ad interim. Sui dazi non si attendono cambiamenti: un eventuale intervento del Congresso incontrerebbe il veto presidenziale, che i democratici non hanno i voti per superare. Infine, "sul fronte AI, la vittoria in Texas, Ohio e Georgia di governatori democratici contrari allo sviluppo dei data center porterà, secondo Scope, a un rallentamento degli investimenti, che diventeranno più costosi ma non si fermeranno", conclude l'analista. "Il risultato" delle elezioni di metà mandato negli Usa "va interpretato soprattutto come un rifiuto dell'agenda politica Maga, più che come un sostegno alle politiche populiste della sinistra radicale. I candidati democratici più progressisti non hanno ottenuto risultati significativamente migliori degli altri, a suggerire che gli elettori abbiano privilegiato la moderazione rispetto agli estremi ideologici. Il tema chiave è stato l'affordability, un concetto ampio che non si esaurisce nell'inflazione: include i salari reali, l'inflazione dei beni (per effetto dei dazi), dell'energia (per la crisi iraniana) e della sanità (usata come contropartita per i tagli di imposta dell'Obbba - One Big Beautiful Bill Act), oltre al costo dei mutui", afferma Marco Piersimoni, Co-Head of Multi Asset Euro di Pictet Asset Management. "Tra i giovani lo swing dai Repubblicani ai Democratici è stato di circa 40 punti percentuali sul margine. Hanno probabilmente pesato i timori legati all'impatto dell'AI sul lavoro e le preoccupazioni su data center e ambiente. Tra i latinos, infine, ha pesato la questione Ice", prosegue l'esperto. In ogni caso, conclude Piersimoni, "l'elemento probabilmente più importante è la crescente insoddisfazione degli elettori per l'economia. Durante la campagna elettorale del 2024, il presidente Donald Trump aveva promesso benzina a 2 dollari al gallone e tassi sui mutui al 3%. Oggi la benzina costa in media circa 4,15 dollari e il tasso sui mutui trentennali è al 7,24%: entrambi su livelli più che doppi rispetto a quelli promessi". Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 189.000 unità, in calo di 6.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è salito di 23.000 unità a quota 1,718 milioni. Sul fronte societario: - Expedia perde l'11,81% all'apertura dei mercati, dopo aver pubblicato previsioni per il trimestre in corso prevalentemente inferiori alle attese. Per il quarto trimestre prevede ricavi compresi tra 3,69 e 3,75 miliardi di dollari, mentre gli analisti intervistati da FactSet stimavano in media 3,74 miliardi. - Coherent cede il 6,02%, nonostante abbia registrato utili e ricavi superiori alle stime. L'utile rettificato si è attestato a 2,09 dollari per azione, superando il consenso di FactSet, pari a 1,99 dollari. Anche i ricavi hanno oltrepassato le previsioni, così come le indicazioni per il trimestre in corso. - Zillow cala dell'8,29% dopo che la società ha mancato le attese su alcuni parametri chiave nella trimestrale del terzo trimestre. L'utile rettificato si è attestato a 55 centesimi per azione, contro i 59 centesimi previsti da Lseg. Anche i ricavi sono risultati inferiori alle aspettative, fermandosi a 724 milioni di dollari rispetto ai 754 milioni stimati. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)