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Confindustria Piemonte: rinnova accordo con Politecnico Torino fino al 2031
05/02/2026 20:00
Confindustria Piemonte: rinnova accordo con Politecnico Torino fino al 2031
MILANO (MF-NW)--È stato rinnovato fino al 2031 l'accordo di collaborazione tra il Politecnico di Torino e Confindustria Piemonte per la realizzazione di progetti condivisi di partnership, in cui ricerca, innovazione e formazione siano strettamente legate al contesto economico e produttivo territoriale, realizzando le sinergie tra università e imprese che consentano di generare le eccellenze nelle aree di ricerca e formazione. A siglare l'accordo, spiega una nota, che arriva al termine di un processo di revisione avviato a luglio, sono stati il rettore, Stefano Corgnati e il presidente degli industriali piemontesi, Andrea Amalberto. Sono cinque gli ambiti lungo cui si svilupperà l'accordo: Ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico; Internazionalizzazione e attrazione investimenti; Didattica, alta formazione e formazione permanente; Sviluppo territoriale, infrastrutturale e della logistica; Filiera del turismo. "Il mondo delle imprese è uno degli interlocutori principali con il quale il Politecnico di Torino, per natura e storia, dialoga da sempre. Confindustria Piemonte si conferma quale partner strategico per comprendere le specificità industriali della nostra regione e trovare le giuste sinergie per avviare collaborazioni tra il mondo della ricerca e innovazione e quello produttivo. In particolare, il nuovo accordo ha una visione di lungo periodo e in piena sintonia con le traiettorie del Piano Strategico di Ateneo che vede nella relazione università-industria uno degli asset principali per lo sviluppo del territorio" dichiara il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati. com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Nuveen: IA, transizione energetica e deglobalizzazione ridefiniscono strategie investimento
05/02/2026 19:21
Nuveen: IA, transizione energetica e deglobalizzazione ridefiniscono strategie investimento
MILANO (MF-NW)--Gli investitori istituzionali identificano l'intelligenza artificiale, la transizione energetica e la deglobalizzazione come megatrend chiave che stanno ridefinendo le strategie di investimento. Il 96% investe in opportunità legate all'intelligenza artificiale e nel 2025 il 91% ha modificato i propri portafogli a seguito di eventi legati al commercio globale, ai dazi e alla geopolitica. E' quanto emerge dalla sesta edizione dell'indagine annuale EQuilibrium Global Institutional Investor Survey condotta da Nuveen. L'indagine rileva che l'intelligenza artificiale è emersa come la forza dominante che influenza le strategie di investimento, con il 63% degli investitori che la identifica come il megatrend più rilevante per le proprie decisioni nei prossimi cinque anni. La transizione energetica si colloca al secondo posto con il 40%, seguita dalla deglobalizzazione al 36%. Ogni anno l'Equilibrium survey di Nuveen raccoglie le opinioni dei maggiori investitori a livello mondiale, analizzando come l'evoluzione delle prospettive sui mercati, la geopolitica e il clima stia influenzando le decisioni di asset allocation, in particolare nei mercati privati. Quest'anno sono state intervistate 800 istituzioni di 30 Paesi, che rappresentano quasi 17.000 miliardi di dollari di asset in gestione. "Gli investitori istituzionali si trovano ad affrontare un momento cruciale, caratterizzato da tre megatrend trasformativi: la rivoluzione dell'intelligenza artificiale, la transizione energetica e le dinamiche della deglobalizzazione", ha dichiarato Harriet Steel, Global Head of Institutional Distribution di Nuveen. "Non si tratta di concetti astratti: stanno guidando decisioni concrete di portafoglio. Stiamo osservando istituzioni che investono massicciamente nelle infrastrutture per l'IA e nella produzione energetica, ricalibrano le esposizioni regionali in risposta alle interruzioni degli scambi e ampliano in modo significativo le allocazioni nei mercati privati. Il filo conduttore è che gli investitori si stanno muovendo con decisione per posizionare i portafogli in vista di un nuovo panorama degli investimenti". I risultati dell'indagine indicano un coinvolgimento senza precedenti degli investitori istituzionali nell'intelligenza artificiale, con il 96% che investe attivamente in opportunità legate all'IA. Tre quarti degli investitori (75%) ritengono che l'AI determinerà un profondo aumento della produttività economica nel prossimo decennio. Gli investitori stanno indirizzando capitali verso infrastrutture cloud, computing power e semiconduttori, sviluppo di modelli e software di intelligenza artificiale, nonché produzione energetica a supporto della crescita dell'AI. Tra gli investitori che allocano risorse in opportunità legate all'IA, il 39% considera la produzione e le infrastrutture energetiche come la principale opportunità di investimento. "Praticamente ogni conversazione che abbiamo con gli investitori istituzionali include una discussione sui molteplici modi per esprimere una visione sull'intelligenza artificiale", ha affermato Steel. "Ciò che è cambiato negli ultimi 12 mesi non è solo il riconoscimento del potenziale trasformativo dell'IA, ma anche la maggiore sofisticazione con cui gli investitori la stanno affrontando: l'interesse per l'esposizione alle infrastrutture cloud e ai semiconduttori rimane elevato, mentre allo stesso tempo gli investitori cercano un'esposizione più diretta ai settori legati alla produzione e alla trasmissione di energia necessari ad alimentare questa rivoluzione" Gli investitori istituzionali stanno modificando la loro prospettiva sull'energia e sul clima, passando da un approccio incentrato sul rischio a una strategia orientata alle opportunità. "Stiamo assistendo a una crescente esposizione a nuovi approcci di generazione energetica, guidata in particolare dall'aumento globale della domanda di energia in molti settori", ha affermato Steel. "In Nuveen, ciò si traduce in concrete opportunità di investimento sia nei mercati pubblici che in quelli privati, dalle utility elettriche posizionate per capitalizzare l'accelerazione della crescita degli utili, agli investimenti in infrastrutture private per la generazione di energia pulita, lo stoccaggio e la costruzione di data center che alimentano la crescita dell'intelligenza artificiale". Quasi due terzi (64%) delle istituzioni concordano sul fatto che la rapida crescita prevista della domanda energetica rafforza le opportunità di investimento nell'energia pulita. Tra gli investitori orientati all'impatto, i progetti di innovazione energetica e infrastrutturale sono considerati le aree di investimento più promettenti. Quasi tutti gli intervistati (91%) hanno apportato modifiche ai propri portafogli nel 2025 a causa di questioni commerciali, tariffarie e geopolitiche. Tra gli investitori che hanno riallocato il capitale per regione, oltre un terzo (36%) ha aumentato l'esposizione all'Europa, riflettendo un cambiamento strategico verso la diversificazione in un contesto di maggiore incertezza. Per coloro che stanno riallocando i capitali tra i diversi settori, le aree più comunemente indicate per un aumento dell'esposizione sono state le tecnologie legate all'IA (cloud computing, machine learning, automazione industriale), il credito alternativo e il private equity, le criptovalute/blockchain/asset digitali, l'energia (rinnovabili, semiconduttori, utility), la cybersecurity e la sanità (biotecnologie, farmaceutica, scienze della vita). Sebbene il 74% degli intervistati concordi sul fatto che il 2025 abbia offerto più opportunità che rischi per i portafogli, quasi la metà (44%) riconosce anche che le azioni senza precedenti adottate nel 2025 in materia di dazi e commercio avranno ripercussioni durature sulle strategie di investimento. Guardando al futuro, il 48% degli investitori si aspetta che il dominio dei mercati dei capitali USA diminuisca nel prossimo decennio. com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
05/02/2026 18:39
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones scende dello 0,59%, l'S&P 500 dello 0,67% e il Nasdaq Composite dello 0,75%. "Il tema del momento continua ad essere la debolezza del comparto tecnologico Usa, con gli investitori che si interrogano su due aspetti: in primo luogo, l'impatto che l'AI può avere su alcuni settori come quello dei software, in forte calo anche ieri; in secondo luogo quali ritorni riusciranno ad avere le società che stanno investendo in maniera massiccia sull'AI", commentano gli strategist di Mps. Non a caso, proseguono gli esperti, "ieri Alphabet ha annunciato investimenti molto forti nel quarto trimestre e questo ha un pò messo in secondo piano la buona performance dei risultati operativi". Sul fronte delle criptovalute, il sell-off ha continuato a intensificarsi, con Bitcoin sceso brevemente sotto la soglia chiave dei 70.000 dollari. Nel comparto dei metalli preziosi, la pressione sull'argento è ripresa, facendo crollare il metallo fino al 16%. Sul fronte della politica monetaria, la governatrice della Federal Reserve, Lisa Cook, ha dichiarato che, nonostante la solidità complessiva dell'economia statunitense, i progressi sul fronte dell'inflazione si sono sostanzialmente fermati nel 2025. Nel suo intervento all'Economic Club di Miami, Cook ha sottolineato che l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (Pce) è previsto al 2,9% su base annua a dicembre, ancora al di sopra del target del 2% della Federal Reserve. "Questi dati mostrano che i progressi nella riduzione dell'inflazione si sono praticamente arrestati lo scorso anno", ha dichiarato. "Riportare l'inflazione verso il nostro obiettivo rimane una priorità critica. Dopo anni di significativa disinflazione, questo plateau è fonte di preoccupazione". Lato macro, le scorte di gas naturale hanno registrato una contrazione di 360 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata il 20 gennaio, inferiore alle attese del mercato, che stimava un calo di 378 miliardi di piedi cubi. Il dato segue la diminuzione di 242 miliardi di piedi cubi registrata la settimana precedente. Le scorte, pari a 2,463 trilioni di piedi cubi, sono 1,7% più alte rispetto alla stessa settimana dello scorso anno, ma 1,1% inferiori alla media degli ultimi cinque anni. Sul fronte societario: - Il titolo di Qualcomm è calato del 7%. La società prevede utili rettificati per il secondo trimestre fiscale compresi tra 2,45 e 2,65 dollari per azione, su un fatturato di 10,2-11 miliardi di dollari. Gli analisti intervistati da Lseg si aspettavano invece vendite per 11,11 miliardi di dollari e utili di 2,89 dollari per azione. - Le azioni di Alphabet scendono del 3,5% a metà seduta. La società ha battuto le attese degli analisti nel quarto trimestre del 2025 e intende accelerare sull'intelligenza artificiale con un "significativo" aumento degli investimenti nel 2026. La casa madre di Google prevede infatti di alzare il livello dei capex tra i 175 e 185 miliardi di dollari nel 2026, una cifra che all'estremità più alta della guidance rappresenterebbe oltre il doppio dei 91,45 miliardi di investimenti realizzati nel 2025. - Il titolo di Peloton crolla del 23,5%. La società ha registrato risultati peggiori delle attese nel quarto trimestre fiscale. Inoltre, Peloton prevede un fatturato compreso tra 605 e 625 milioni di dollari per il trimestre in corso, al di sotto delle attese di 638 milioni di dollari, secondo dati Lseg. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Wall Street: metà seduta, Dow Jones in calo dello 0,59%
05/02/2026 18:33
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*Wall Street: metà seduta, S&P 500 in calo dello 0,67%
05/02/2026 18:33