Vino: Cantine Ermes, al via oggi la raccolta dalla Sicilia
21/07/2026 19:31
Vino: Cantine Ermes, al via oggi la raccolta dalla Sicilia
MILANO (MF-NW)--Parte oggi, dai vigneti della Sicilia occidentale, la vendemmia 2026 di Cantine Ermes, la più grande cooperativa vitivinicola italiana di primo livello. La campagna, spiega una nota, si apre dopo un'annata segnata da un andamento meteorologico particolarmente articolato. Le abbondanti precipitazioni registrate tra l'inverno e la primavera hanno ricostituito le riserve idriche dei terreni, ma hanno favorito anche una marcata pressione fitosanitaria, imponendo un'intensa attività di monitoraggio e una costante assistenza agronomica nei vigneti. In diversi areali si sono inoltre verificati fenomeni di colatura durante la fioritura, con inevitabili ripercussioni sul potenziale produttivo. "La vendemmia rappresenta ogni anno il momento più delicato del lavoro svolto dai nostri soci viticoltori e dal servizio tecnico della cooperativa", dichiara Rosario Di Maria, Presidente di Cantine Ermes. "L'andamento climatico della primavera ha richiesto un impegno straordinario sotto il profilo agronomico. La pressione fitosanitaria è stata elevata e le rese saranno verosimilmente inferiori rispetto a un'annata ordinaria. Le prime uve conferite, tuttavia, evidenziano un buon equilibrio e caratteristiche qualitative interessanti. È ancora presto per formulare una valutazione complessiva della vendemmia 2026, ma i primi riscontri confermano che il lavoro svolto nei vigneti e la tempestività delle operazioni di raccolta stanno consentendo di valorizzare al meglio il potenziale delle produzioni". Dalla Sicilia occidentale la vendemmia proseguirà seguendo il naturale calendario della maturazione nei diversi territori in cui opera Cantine Ermes: il Veneto, con l'area del Prosecco, la Lombardia con l'Oltrepò Pavese, l'Emilia-Romagna, le Marche, l'Abruzzo, la Puglia con il Salento e, infine, ancora la Sicilia, dove la campagna si concluderà, come da tradizione, nei vigneti dell'Etna. com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Finanza: nasce Kingscrowd Europe, piattaforma data intelligence per private market europeo
21/07/2026 19:23
Finanza: nasce Kingscrowd Europe, piattaforma data intelligence per private market europeo
MILANO (MF-NW)--Portare in Europa gli stessi strumenti di analisi e trasparenza che negli Stati Uniti hanno reso i mercati privati più leggibili e comparabili. È questa la missione di Kingscrowd Europe, la nuova società nata dalla joint venture tra Over Ventures, il primo Crowdfunding Studio europeo, e Kingscrowd, piattaforma statunitense di riferimento per la ricerca e i dati sui private market. L'operazione, frutto di oltre otto mesi di lavoro, segna il primo passo di Kingscrowd al di fuori degli Stati Uniti, affidando a Over Ventures il controllo operativo dell'azienda in Europa. Il mercato europeo dell'equity crowdfunding, spiega una nota, è ampio e in forte crescita: Unione Europea e Regno Unito generano un volume stimato in circa 500 milioni di euro all'anno, con raccolte medie comprese tra 600.000 e 700.000 euro, quasi quattro volte la media statunitense (fonte European Community Capital Landscape 2025 di Over Ventures). Nonostante questi numeri, i dati restano frammentati tra decine di Paesi e piattaforme, con standard di rendicontazione differenti e nessun punto unico da cui osservare quali aziende stanno raccogliendo, dove si muovono i capitali e come i deal si confrontano tra loro. Per l'investitore, condurre una due diligence accurata resta un processo manuale e complesso. Kingscrowd Europe nasce per colmare questo divario, offrendo un layer di data intelligence indipendente al servizio dell'intero ecosistema. Uno strumento pensato per essere utile sia a chi vuole investire in startup - con dati oggettivi, benchmark comparativi e metriche di performance su cui basare le proprie decisioni - sia a chi vuole raccogliere capitali, offrendo a founder e imprese una lettura chiara del mercato e del proprio posizionamento. Centrale sarà lo sviluppo di partnership con le piattaforme di crowdfunding e le piattaforme di private investing europee, per aggregare e valorizzare i dati oggi dispersi e restituirli in forma trasparente e confrontabile. A supporto del progetto, l'esperienza e la tecnologia sviluppate da Kingscrowd negli Stati Uniti: otto anni di attività, oltre 10.800 raccolte monitorate su più di 120 piattaforme, un algoritmo proprietario di rating e un processo di ricerca validato da analisti. Un patrimonio informativo che Kingscrowd Europe punta a replicare e adattare al contesto europeo. La guida della nuova società sarà affidata a Giancarlo Vergine, CEO di Over Ventures, che assume anche la direzione di Kingscrowd Europe, insieme ad Alberto Vergine, Board Member e COO. A completare la squadra Leonard Burger, nel ruolo di Chief Ecosystem Officer. "Questa operazione è la naturale evoluzione del lavoro che portiamo avanti da anni con Over Ventures attraverso l'European Community Capital Landscape" - dichiara Giancarlo Vergine, CEO di Over Ventures e alla guida di Kingscrowd Europe. "Il mercato europeo ha piattaforme solide e una domanda in crescita, ma senza dati tutte le parole restano solo opinioni. Il nostro obiettivo è far crescere il mercato europeo del private investing rendendo gli investitori più informati e più consapevoli, e mettendo founder e piattaforme nelle condizioni di lavorare con la stessa chiarezza a cui gli investitori americani sono ormai abituati". Per Over Ventures, Kingscrowd Europe rappresenta non un punto di arrivo ma una prosecuzione - anzi, un'evoluzione - del percorso avviato come primo Crowdfunding Studio europeo: costruire l'infrastruttura di dati e di community capace di rendere l'investimento in innovazione più trasparente, efficiente e accessibile. fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: AI fisica e nuovo calcolo energetico nella produzione manifatturiera (Robeco)
21/07/2026 19:10
FOCUS: AI fisica e nuovo calcolo energetico nella produzione manifatturiera (Robeco)
MILANO (MF-NW)--La produzione manifatturiera resta dominata dai combustibili fossili. Questo rende il comparto altamente inquinante, ma anche esposto a shock energetici costosi e imprevedibili. Parallelamente, "l'AI fisica promette non solo di migliorare la produttività, ma anche di promuovere l'elettrificazione, l'efficienza energetica e, più in generale, la transizione energetica", commenta Sanaa Hakim, Co-Portfolio Manager della strategia Robeco Smart Energy di Robeco. INDUSTRIA RAPPRESENTA 40% DOMANDA GLOBALE DI ENERGIA La transizione energetica richiama alla mente pannelli solari, turbine eoliche e veicoli elettrici. Tuttavia, questi strumenti trascurano il settore che consuma più energia al mondo: l'industria. Il settore industriale ha rappresentato quasi il 40% della domanda finale globale di energia, la quota più elevata tra tutti i settori di utilizzo finale. Oggi, l'industria si sta modernizzando. Tuttavia, i tassi di elettrificazione globali si sono stabilizzati intorno al 20%, mentre circa l'80% della domanda dipende ancora dai combustibili fossili. Inoltre, "l'industria è responsabile anche della quota prevalente di tutta la crescita della domanda di energia (circa due terzi), il che la rende un obiettivo primario per gli sforzi volti a migliorare l'efficienza energetica", spiega l'esperta. In questo contesto, "una nuova generazione di tecnologie, in particolare l'AI fisica, si sta affermando come un fattore chiave che dovrebbe favorire un'ulteriore elettrificazione, l'efficienza energetica e la sicurezza energetica in tutti i settori, in particolare in quello produttivo", prosegue Hakim. "L'AI fisica rappresenta una svolta per la tecnologia industriale, spostando l'AI dagli ambienti digitali alle fabbriche, agli edifici e alle reti elettriche. Combinando rilevamento, connettività e inferenza in tempo reale, le macchine ora percepiscono, decidono e agiscono in modo autonomo nel mondo fisico", osserva l'esperta. L'AI FISICA NELLA PRODUZIONE L'adozione dell'AI fisica sta procedendo in tre fasi. "La prima, che comprende l'automazione 'pick-up-and-place', la manutenzione predittiva e il rilevamento industriale, è già ampiamente diffusa. La seconda, attualmente in fase di sperimentazione, si concentra su progettazione assistita dall'AI, monitoraggio avanzato dei processi e digital twin. La terza, più avanzata, prevede la collaborazione tra più robot e esseri umani e simulazioni tramite world model, in cui l'AI comprende i vincoli fisici in modo sufficientemente approfondito da gestire autonomamente interi ambienti di stabilimento", prosegue l'esperta. "Una quota compresa tra il 5% e il 10% dei principali ricavi derivanti dall'automazione industriale include già funzionalità di intelligenza artificiale, e l'AI è integrata in una quota significativa dei nuovi prodotti lanciati sul mercato", osserva Hakim. "Le aziende del settore si avvalgono di piattaforme di digital twin per generare simulazioni utilizzando dati reali di fabbrica, sistemi di AI perimetrale integrati in macchinari e apparecchiature per un adattamento in tempo reale sul campo e, infine, agenti di AI autonomi in grado di sintetizzare rapidamente produzione e processi a partire da dati aziendali su scala globale", continua l'esperta. "Ogni livello dell'AI riduce il consumo energetico e gli sprechi, avvicinando la produzione a un futuro a zero emissioni nette", dichiara Hakim. EFFICIENZA ENERGETICA TRA CERVELLO E MUSCOLI "Se l'AI consente un'elaborazione e un'inferenza rapida dei dati, e rappresenta il cervello, gli attuatori all'interno dei robot possono essere considerati i muscoli", commenta l'esperta. Gli attuatori, che trasformano l'energia in movimento, rappresentano una dimensione meno discussa ma in rapida evoluzione dell'efficienza energetica delle fabbriche. "Ogni robot industriale, ogni braccio robotico collaborativo, ogni umanoide è in definitiva un insieme di sistemi di controllo del movimento (ad esempio attuatori, motori, riduttori e azionamenti). Le prestazioni energetiche di questi componenti stanno rapidamente diventando un tema di interesse per gli investimenti", prosegue l'esperta. "I motori elettrici nelle articolazioni robotiche raggiungono un'efficienza di circa l'80% se considerati singolarmente, ma questa percentuale scende a circa il 40% una volta inclusi riduttori e sistemi di trasmissione. Su una base installata globale di circa 4,3 milioni di robot industriali, le perdite energetiche complessive saranno considerevoli", osserva Hakim. "La pianificazione dei movimenti ottimizzata dall'AI è una potente leva di efficienza, al pari degli aggiornamenti hardware", dichiara l'esperta. Tutto questo, precisa Hakim, riduce la produttività, l'efficienza e la sostenibilità economica degli umanoidi in ambienti produttivi reali. Tuttavia, la risposta ingegneristica sta accelerando. "Gli attuatori ad azionamento quasi diretto (QDD) di nuova generazione offrono rapporti coppia-peso da tre a cinque volte superiori rispetto ai riduttori armonici convenzionali, mentre le nuove tecnologie di ingranaggi magnetici e i motori brushless ad alta efficienza stanno portando l'efficienza degli attuatori oltre il 90%", riporta l'esperta. "Le società che risolvono il problema energetico degli attuatori, attraverso progettazione avanzata dei motori, elettronica di potenza e ottimizzazione del movimento basata sull'AI, stanno creando un vantaggio tecnologico che sarà al centro della prossima era industriale", continua Hakim. INVESTIRE È IMPERATIVO L'industria consuma il 40% della domanda finale di energia. "Questo la rende un obiettivo ideale per tecnologie come l'AI fisica, che promettono di aumentare l'efficienza energetica e ridurre gli sprechi", osserva l'esperta. Ma non si tratta solo di adottare l'AI, precisa Hakim, "la prossima generazione di leader industriali sarà definita dall'efficienza con cui implementerà l'AI fisica, combinando il cervello intelligente con i muscoli ad alta intensità energetica". A livello di stabilimento, "i muscoli dell'AI fisica - attuatori, motori e sistemi robotici - sono fattori fondamentali della domanda di energia, e ciò rafforza la necessità di processi industriali e tecnologie di movimento più efficienti. Con l'elettrificazione della produzione e la crescente automazione basata sull'AI, il consumo di energia elettrica sta emergendo come un fattore chiave di competitività", spiega l'esperta. Nel frattempo, il cervello, ovvero semiconduttori, modelli di AI e software di controllo, determina l'efficacia con cui viene utilizzata tale energia, alimentando la domanda di chip ad alta efficienza energetica, sistemi di controllo avanzati e software di ottimizzazione. "I sistemi di AI fisica richiedono dati operativi reali e di alta qualità per ottimizzare le prestazioni in presenza di vincoli concreti, e molte aziende consolidate con basi dati e piattaforme di produzione stanno cogliendo l'opportunità, collaborando con leader tecnologici dell'AI per ottenere un vantaggio competitivo", dichiara Hakim. Tuttavia, la produttività guidata dall'AI può essere applicata anche ad altre aree a supporto delle operazioni di fabbrica. "Tra queste rientrano la distribuzione e la gestione dell'energia tramite reti intelligenti, i sistemi di stoccaggio e l'elettronica di potenza, che consentono un approvvigionamento elettrico affidabile e flessibile", conclude l'esperta. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)