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FOCUS: export cinese in forte espansione, ma domanda interna resta sotto pressione (Generali Inv)
11/06/2026 11:17
FOCUS: export cinese in forte espansione, ma domanda interna resta sotto pressione (Generali Inv)
MILANO (MF-NW)--In Cina, le dinamiche di crescita hanno subito un rallentamento dopo il forte slancio registrato nei primi mesi dell'anno, mentre l'impatto del conflitto in Medio Oriente deve ancora manifestarsi pienamente sull'economia. Al contrario, le esportazioni restano forti, sostenute dagli sviluppi dell'AI, commenta Guillaume Tresca, Senior Emerging Market Strategist di Generali Investments. PREVISIONE CRESCITA PIL CINESE RESTA AL 4,4% IN 2026 Le forti performance di inizio 2026 avevano alimentato un certo ottimismo sulle prospettive di crescita di Pechino. Tuttavia, i dati più recenti mostrano un progressivo deterioramento del quadro economico. "La previsione di crescita del Pil resta fissata al 4,4%, riflettendo un contesto più fragile rispetto alle attese", spiega l'esperto. Il rallentamento è evidente soprattutto sul fronte della domanda interna. "Gli investimenti mostrano un indebolimento generalizzato, con i primi segnali di impatto legati alle tensioni nello Stretto di Hormuz. Anche la produzione industriale ha perso slancio, raggiungendo il livello più basso degli ultimi tre anni", prosegue Tresca. Sul lato dei consumi, la situazione appare particolarmente debole: "le vendite al dettaglio crescono appena dello 0,2% su base annua, mentre il credito alle famiglie rallenta, confermando la prosecuzione del processo di deleveraging. Il settore immobiliare evidenzia solo timidi segnali di stabilizzazione, ancora da confermare", riporta l'esperto. ALLENTAMENTO FISCALE RESTA LIMITATO Questo indebolimento riflette la delusione per il limitato allentamento fiscale di aprile dopo un forte anticipo degli stimoli nel primo trimestre. "Finora, l'orientamento dei policymaker è cambiato poco, anche se la PBoC (banca centrale) ha aumentato il supporto di liquidità all'economia reale. In prospettiva, è probabile che le autorità adottino un approccio pragmatico, intervenendo con una maggiore spesa pubblica per sostenere gli investimenti qualora il deterioramento dovesse proseguire", osserva Tresca. ESPORTAZIONI FORTI GRAZIE AD AI, VEICOLI ELETTRICI E BATTERIE Emergono tuttavia alcuni elementi positivi. Gli indici Pmi si sono mostrati resilienti, soprattutto nel settore manifatturiero, mentre le esportazioni restano forti, nonostante i dazi e i controlli più severi sui flussi commerciali. "La Cina beneficia in pieno del trend legato all'intelligenza artificiale, ma la forza dell'export riguarda anche comparti strategici come veicoli elettrici (EV), energia solare e batterie, contribuendo a un possibile rischio al rialzo per il Pil", spiega l'esperto VERTICE TRUMP-XI HA MIGLIORATO RELAZIONI BILATERALI Sul piano geopolitico, il conflitto in Medio Oriente resta una fonte di incertezza, con un impatto macroeconomico ancora non completamente visibile. "L'incontro tra Trump e Xi non ha prodotto risultati concreti rilevanti, ma ha contribuito a un miglioramento del clima delle relazioni bilaterali", dichiara l'esperto. "I progressi sul fronte commerciale restano limitati, anche se entrambe le parti mostrano buona volontà. Possibili nuove tensioni potrebbero emergere, ma non si prevede una escalation paragonabile a quella del 2025, grazie a un atteggiamento più costruttivo", prosegue Tresca. "La prospettiva di ulteriori incontri tra i due leader lascia aperta la possibilità di sviluppi positivi nel dialogo futuro", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: oro e argento in calo, flussi prevalgono ancora su fondamentali (Julius Baer)
11/06/2026 11:12
MARKET DRIVER: oro e argento in calo, flussi prevalgono ancora su fondamentali (Julius Baer)
MILANO (MF-NW)--Continua la correzione sui mercati di oro e argento, con i prezzi in calo di circa il 6% dall'inizio della settimana. "Attribuiamo gran parte della pressione di vendita ad un'inversione del trend tecnico, poiché i prezzi sono scesi al di sotto dei livelli chiave di supporto", spiega Carsten Menke, Head Next Generation Research di Julius Baer. "I flussi prevalgono ancora una volta sui fondamentali, riflettendo l'aspettativa che la Fed possa aumentare i tassi di interesse. L'indicatore più importante da tenere d'occhio è il volume dei prodotti con copertura fisica, che ha registrato deflussi ma finora nessun crollo", spiega l'esperto. "L'attenzione si è chiaramente spostata sulle prospettive di crescita degli Stati Uniti e sulla politica monetaria statunitense, mentre fattori quali gli acquisti di oro da parte della banca centrale e la domanda industriale di argento sono passati in secondo piano", prosegue Menke. In questo quadro, Julius Baer abbassa gli obiettivi di prezzo a 4.250 e 4.500 dollari per oncia d'oro e a 67,5 e 65 dollari per oncia d'argento rispettivamente a tre e dodici mesi. Inoltre, la società mantiene una posizione lunga sul rapporto oro/argento. "La volatilità è destinata a rimanere elevata fino a quando non torneranno chiarezza e convinzione sulla politica monetaria statunitense", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: carenza materiali rallenta produzione e spinge inflazione in Germania
11/06/2026 11:02
TOP NEWS ESTERO: carenza materiali rallenta produzione e spinge inflazione in Germania
MILANO (MF-NW)--La carenza di materiali ha un impatto negativo sulla produzione industriale e spinge al rialzo i prezzi nel lungo periodo, secondo quanto emerge da un recente studio dell'istituto Ifo. L'IMPATTO SULLA PRODUZIONE Le carenze di materiali impreviste comportano una riduzione a breve termine della produzione industriale del 2,4%. "Le interruzioni impreviste delle catene di approvvigionamento possono esercitare una pressione considerevole sulle imprese e sull'economia. I consumatori ne sentono gli effetti per un periodo particolarmente lungo, poiché i prezzi continuano a salire anche anni dopo la carenza", afferma la ricercatrice dell'Ifo Lara Zarges. Il calo della produzione è particolarmente forte nell'industria automobilistica. Gli effetti sui prezzi più marcati si osservano nei settori del legno e farmaceutico. Il peggioramento delle carenze di materiali la rallenta immediatamente l'ouput, ma la produzione torna solo gradualmente al livello precedente una volta che i materiali diventano disponibili. "Un alleggerimento a breve termine nella disponibilità dei materiali non è quindi sufficiente a compensare le perdite di produzione", commenta la ricercatrice dell'Ifo, Friederike Fourné. Due anni dopo uno shock negativo, la produzione industriale complessiva rimane dello 0,5% al di sotto del livello che sarebbe stato raggiunto in uno scenario senza shock da carenza di materiali. L'IMPATTO SU PREZZI I prezzi alla produzione e delle materie prime raggiungono il loro aumento massimo circa un anno dopo lo shock, pari a circa lo 0,3% (prezzi alla produzione) e lo 0,6% (prezzi delle materie prime). L'impatto dello shock sui materiali si avverte per il periodo più lungo nei prezzi al consumo. Anche due anni dopo le carenze di materiali, i prezzi al consumo aumentano di circa 0,1 punti percentuali per trimestre. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: mantenere approccio selettivo su azionario europeo (Ubs Gwm)
11/06/2026 10:57
MARKET DRIVER: mantenere approccio selettivo su azionario europeo (Ubs Gwm)
MILANO (MF-NW)--La volatilità dei mercati azionari globali è aumentata nelle ultime sessioni, trainata dalla crescita delle incertezze relative al settore AI. In questo quadro, la valutazione sull'informatica europea è stata declassata da attractive a neutral, mentre la Bce si prepara ad un rialzo dei tassi, riporta Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management. Tuttavia, "continuiamo a ravvisare la presenza di aree di opportunità nella regione legate alla domanda globale e all'innovazione strutturale", spiega l'esperto. "Gli utili dell'Eurozona continueranno a superare la crescita economica dell'area. Di conseguenza, si dovrebbe valutare l'opportunità di incrementare l'esposizione verso le componenti più resilienti dei mercati dell'Eurozona, nonché verso quelle che beneficiano dei trend globali, considerando inoltre che l'innovazione europea è integrata nell'economia fisica", prosegue Haefele. I rischi derivanti dal rialzo dei prezzi energetici, da una politica monetaria più restrittiva e dalla pressione competitiva in alcuni settori disincentivano un'esposizione generalizzata. Tuttavia, "non escludono l'Europa come fonte di opportunità selettive", dichiara l'esperto. "Gli investitori dovrebbero concentrarsi meno sul tasso di crescita economica inferiore alla media della regione e più sulle aziende europee meglio posizionate per incrementare gli utili attraverso l'innovazione nel settore sanitario, la domanda dei consumatori globali, le tendenze legate allo stile di vita e alla 'premiumisation', e lo sviluppo fisico della tecnologia", conclude Haefele. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Istat: +1,3% a/a export regioni 1* trim, +537,3% da Toscana verso Svizzera
11/06/2026 10:51
Istat: +1,3% a/a export regioni 1* trim, +537,3% da Toscana verso Svizzera
ROMA (MF-NW)--Nel primo trimestre 2026, l'Istat stima una crescita congiunturale dell'export per tutte le ripartizioni territoriali. L'aumento congiunturale è più ampio per il Sud e Isole (+13,1%) e per il Centro (+7,2%), più contenuto per il Nord-ovest (+1,5%) e per il Nord-est (+0,8%). L'Istat spiega che nel primo trimestre 2026, l'export registra una dinamica congiunturale positiva per tutte le ripartizioni territoriali, seppure con intensità diverse. Su base annua, l'export si conferma in forte crescita per il Centro, trainato dalla performance ampiamente positiva della Toscana per effetto principalmente delle maggiori vendite di metalli e di articoli farmaceutici. Sempre nel 1* trimestre dell'anno, la crescita tendenziale dell'export nazionale in valore (+1,3%) è sintesi di dinamiche territoriali differenziate: l'aumento delle esportazioni è marcato per il Centro (+13,8%) e per il Sud (+7,1%), più contenuto per il Nord-ovest (+1,3%), mentre si rileva una flessione per il Nord-est (-2,4%) e una decisa contrazione per Isole (-19%). Nei primi 3 mesi dell'anno, le regioni italiane che registrano gli incrementi tendenziali più marcati dell'export in valore sono: Toscana (+30,2%), Abruzzo (+23,5%), Liguria (+20,8%), Basilicata (+18,2%) e Marche (+15,5%); quelle che registrano le flessioni più ampie, Friuli-Venezia Giulia (-35,4%), Sardegna (-21,1%), Sicilia (-18,1%), Valle d'Aosta (-13,3%) e Lazio (-11,4%). Nel primo trimestre 2026, l'aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Toscana spiega per 2,7 punti percentuali la crescita su base annua dell'export nazionale; ulteriori contributi positivi, entrambi pari a 1,1 punti percentuali, derivano dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Veneto e Marche e dalle maggiori esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Abruzzo e Lombardia. All'opposto, la contrazione delle vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Friuli-Venezia Giulia e Lazio fornisce un contributo negativo di 2,0 punti percentuali. Nei primi tre mesi del 2026, i contributi positivi maggiori all'export nazionale derivano dall'aumento tendenziale delle vendite della Toscana verso Svizzera (+537,3%) e Cina (+104,4%) e di Veneto (+56,2%), Abruzzo (+68,3%) e Marche (+199,0%) verso gli Stati Uniti. Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso Stati Uniti (-82,7%) e Germania (-65,7%), della Campania verso la Svizzera (-29,5%) e della Toscana verso la Turchia (-63,4%). pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)