WALL STREET: commento di apertura
21/04/2026 15:51
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--Avvio in lieve rialzo sui listini azionari statunitensi. Il Dow Jones avanza dello 0,45%, l'S6P 500 dello 0,09% e il Nasdaq Composite dello 0,12%, con il faro che resta sul Medio Oriente mentre prosegue la stagione delle trimestrali. "Come ho detto due giorni fa avrebbero mandato i negoziatori in Pakistan e infatti come vedete li manderanno. Raggiungeremo un ottimo accordo, non hanno altra scelta, non hanno più forze armate nè leader. Abbiamo distrutto la loro Marina, abbiamo distrutto la loro aviazione, abbiamo eliminato i loro leader. Le cose per loro sono preoccupanti. Francamente, abbiamo eliminato i loro leader, il che complica le cose da un certo punto di vista, ma questi leader sono molto più razionali. E' avvenuto un cambio di regime, non era quello che volevo fare ma l'ho fatto indirettamente", ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista a Cnbc. Sul fronte della politica monetaria, inoltre, l'inquilino della Casa Bianca ha affermato che "sarei molto deluso se Warsh non tagliasse i tassi d'interesse immediatamente" dopo la sua nomina a presidente della Fed. Jerome "Powell non ha fatto un buon lavoro. Voglio Kevin Warsh, è fantastico e farà un ottimo lavoro. Sono a favore di rialzi di tassi per fermare l'inflazione ma una cosa di cui non si parla è che noi dobbiamo avere i tassi più bassi del mondo. Quando ero giovane io, avevamo i tassi più bassi del mondo, poi 15 anni fa la Svizzera aveva tassi più bassi di noi. Guadagnava miliardi e miliardi di dollari sulle spalle dell'America. Siamo noi l'elite". Tornando all'azionario, "è l'effetto dei risultati, ovvero la dinamica degli utili, a spiegare la ripresa dei mercati. Dall'inizio del conflitto iraniano, le previsioni di crescita degli utili per il 2026 sono state riviste al rialzo di oltre il 4%, portandole a circa il +20% su base annua per l'indice azionario globale. Questo aspetto spiega la solidità dei mercati nonostante le incertezze. Queste aspettative positive sui risultati contrastano con un contesto più difficile: condizioni finanziarie più restrittive, aumento dei tassi legato a un'inflazione più elevata, rallentamento dell'attività economica, pressioni sui costi e margini già vicini ai massimi storici", afferma Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac. Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, pe vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono cresciute del 1,7% a livello mensile a marzo, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano un incremento dell'1,4%. La lettura di febbraio è stata rivista al rialzo al +0,7% m/m, segnalando una domanda dei consumatori ancora più solida del previsto. Escludendo le auto, che hanno contribuito per lo 0,5% circa, le vendite sono comunque salite dell'1,9%, anche in questo caso sopra il consenso. La dinamica conferma una fase di consumo resiliente, nonostante il contesto di incertezza legato ai mercati e alla geopolitica. Più interessante ancora il cosiddetto "control group", cioè la misura che esclude le componenti più volatili come auto, benzina e ristorazione e che viene considerata una proxy più affidabile della spesa reale delle famiglie. In questo caso le vendite sono aumentate dello 0,8%, in accelerazione rispetto all'incremento dello 0,6% del mese precedente. A sostenere il dato sono stati aumenti diffusi in diverse categorie, tra cui arredamento, elettronica, materiali da costruzione, sanità, grandi magazzini e commercio online. Anche la ristorazione ha continuato a crescere, seppur in modo più contenuto (+0,1%). Nel complesso, i numeri indicano che il consumatore americano resta ancora un pilastro dell'economia, con una spesa che continua a espandersi anche in presenza di tassi elevati e incertezza sui mercati finanziari. Sempre sul fronte macroeconomico, le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 6,7% su base annua nella settimana terminata il 18 aprile, rispetto all'incremento del 7% dell'ottava precedente. Sul fronte societario: - UnitedHealth vola con un rialzo dell'8,86% dopo aver chiuso il primo trimestre con utili e ricavi superiori alle attese e aver rivisto al rialzo le previsioni di profitto per il 2026, sostenuta da una gestione più efficiente dei costi sanitari e da un processo di razionalizzazione operativa. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)