WALL STREET: commento di metà seduta
07/10/2026 18:41
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa proseguono la seduta in territorio negativo, con il Dow Jones che perde lo 0,66%, l'S&P 500 lo 0,32% e il Nasdaq Composite cala dello 0,49%. Per gli strategist Mps, "la sessione odierna si apre con maggiore incertezza rispetto a quella di ieri, che era stata caratterizzata da un diffuso ritorno della propensione al rischio, favorita dal marcato restringimento degli spread sui titoli governativi europei e dai nuovi massimi registrati a Wall Street. Questa mattina, invece, i listini asiatici hanno chiuso prevalentemente in territorio negativo, i rendimenti sono in risalita e il Brent si attesta sopra la soglia dei 100 dollari al barile dopo che le autorità britanniche incaricate del monitoraggio del traffico marittimo hanno segnalato un aumento degli attacchi attribuiti all'Iran contro le navi in transito nello Stretto di Hormuz nel corso del mese". "Restano tuttavia ancora poco chiari i potenziali impatti sui flussi energetici provenienti dall'area. Sul fronte macroeconomico, il calendario odierno offre pochi spunti di rilievo. L'attenzione sarà rivolta soprattutto ai verbali dell'ultima riunione del Fomc, in cui il board aveva deciso un rialzo dei tassi di 25 punti base. Dai verbali dovrebbero emergere le preoccupazioni per la persistenza delle pressioni inflazionistiche e la volontà di mantenere aperta la porta a un ulteriore incremento dei tassi entro la fine dell'anno", concludono gli esperti. I timori per l'inflazione si sono intensificati a settembre, spingendo le aspettative a breve termine nell'indagine mensile della Federal Reserve di New York al livello più alto degli ultimi quasi tre anni e mezzo. L'indagine della banca centrale, il Survey of Consumer Expectations, ha rilevato che la previsione mediana per l'inflazione nei prossimi 12 mesi è salita al 3,9%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto ad agosto e al livello più alto dal maggio 2023, quando si attestava al 4,1%. Allo stesso modo, secondo l'indagine, la crescita della spesa delle famiglie dovrebbe raggiungere il 5,5%, anche in questo caso in aumento di 0,3 punti percentuali su base mensile e al livello più alto dal maggio 2023. I risultati arrivano mentre gli esponenti della Fed si confrontano su quale sia l'impostazione appropriata della politica monetaria, con l'inflazione che rimane ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale. I mercati si aspettano in larga parte che il Federal Open Market Committee mantenga invariati i tassi di riferimento quando si riunirà più avanti a ottobre. Sul fronte macroeconomico, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 4,2% nella settimana terminata il 2 ottobre, dopo la discesa del 6% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono scese del 2%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece calate dell'8%. Le scorte commerciali di greggio sono diminuite di 3,186 milioni di barili, dopo l'incremento di 900.000 barili della settimana precedente, a fronte dell'aumento di 1,9 milioni di barili previsto in un sondaggio condotto dagli economisti. Le scorte della Spr sono diminuite di 800.000 barili nella settimana, dopo un calo dello stesso ammontare nella settimana precedente. Nel complesso, le scorte di greggio sono diminuite dello 0,6% rispetto alla settimana precedente e del 14,5% rispetto a un anno fa. Le scorte di petrolio greggio sono circa l'1% al di sopra della media quinquennale per questo periodo dell'anno. Le scorte di benzina sono aumentate di 400.000 barili, a fronte del calo di 1,6 milioni di barili previsto. Le scorte di benzina sono aumentate dello 0,2% rispetto alla settimana precedente, ma sono diminuite del 6,5% rispetto a un anno fa. Le scorte di distillati sono rimaste invariate nella settimana in esame, a fronte del calo di 1,5 milioni di barili previsto. Le scorte di distillati sono risultate inferiori del 13,5% rispetto alla stessa settimana dell'anno precedente. Le raffinerie hanno operato al 92,7% della capacità, in aumento rispetto al 92,5% della settimana precedente. Sul fronte societario: - Neogen Corp perde il 3,35%, dopo aver guadagnato il del 6,48% all'apertura dei mercati. Neogen ora prevede ricavi compresi tra 885 e 890 milioni di dollari, rispetto alla precedente stima di 880-885 milioni e al consenso FactSet di 883,2 milioni. - Penguin Solutions continua in positivo, guadagnando il 17,65%, dopo aver riportato risultati del quarto trimestre superiori alle attese. L'utile rettificato si è attestato a 1 dollaro per azione, a fronte di ricavi pari a 566,7 milioni di dollari. Gli analisti intervistati da FactSet si aspettavano un utile di 77 centesimi per azione e ricavi per 521 milioni di dollari. - Constellation Brands guadagna il 2,07%, nonostante la perdita registrata dopo che la società ha riportato risultati migliori delle attese per il secondo trimestre fiscale. Il distributore di birra ha realizzato un utile di 3,74 dollari per azione su ricavi di 2,63 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano un utile di 3,56 dollari per azione su ricavi di 2,54 miliardi di dollari. I margini operativi della divisione birra sono tuttavia diminuiti di 160 punti base su base annua. Anche le vendite ai distributori, un indicatore chiave della domanda per la società, hanno registrato un lieve calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. - Flutter Entertainment sale dell'1,2% dopo che Citi ha alzato il giudizio sul titolo da neutral a buy. "Riteniamo che la recente debolezza del titolo, legata alle preoccupazioni per il Brasile e ai risultati dello sport statunitense di settembre, sia eccessiva", hanno affermato gli analisti di Citi. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: Germania, ritardi in pagamenti su massimi da 2019 nonostante ripresa economia (Coface)
07/10/2026 18:03
TOP NEWS ESTERO: Germania, ritardi in pagamenti su massimi da 2019 nonostante ripresa economia (Coface)
MILANO (MF-NW)--La ripresa dell'economia tedesca e il miglioramento delle aspettative delle imprese non si riflettono ancora sui comportamenti di pagamento. Secondo la decima edizione dell'indagine sui pagamenti delle aziende in Germania condotta da Coface, tra i leader mondiali nell'assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale, su un campione di 503 imprese, nell'ultimo anno l'82% ha registrato ritardi nei pagamenti, la quota più alta dal 2019. Le aziende stanno reagendo accorciando i termini concessi ai clienti per tutelare la propria liquidità, mentre l'aumento dei crediti scaduti da lungo tempo e delle insolvenze mantiene elevato il rischio di credito. RITARDI NEI PAGAMENTI AI MASSIMI DAL 2019 I ritardi nei pagamenti interessano una quota sempre più ampia delle imprese tedesche. Nel 2026 l'82% delle aziende dichiara di averne registrati negli ultimi dodici mesi, rispetto all'81% dello scorso anno: è il dato più alto dal 2019. A fronte di una maggiore diffusione del fenomeno, la durata media dei ritardi si è però ridotta, passando dai 31,8 giorni del 2025 a 30,2 giorni, un livello nettamente inferiore ai quasi 40 giorni registrati prima della pandemia. Le differenze tra i settori restano significative. Il settore automotive registra il dato più elevato, con un ritardo medio di 45 giorni, in forte aumento rispetto ai 32,1 giorni del 2025, mentre il comparto carta e packaging presenta la situazione migliore, con una media di 19,5 giorni. Le difficoltà finanziarie dei clienti continuano a rappresentare la principale causa dei ritardi. Allo stesso tempo, emergono segnali di un possibile effetto domino sull'economia tedesca: il 33% delle imprese indica tra le cause delle difficoltà finanziarie dei propri clienti i ritardi subiti a loro volta da questi ultimi, una quota in netto aumento rispetto al 23% dello scorso anno. Le tensioni nei pagamenti rischiano quindi di propagarsi lungo le filiere, coinvolgendo un numero crescente di aziende. ELEVATO IL RISCHIO DI CREDITI SCADUTI E INSOLVENZE A preoccupare non è soltanto la frequenza dei ritardi, ma anche l'aumento dei crediti scaduti da lungo tempo. Il 15% delle imprese dichiara che i pagamenti in ritardo da 6 a 24 mesi rappresentano almeno il 2% del proprio fatturato annuo, rispetto al 12% di rispondenti dello scorso anno. Un fenomeno che interessa in particolare le aziende di minori dimensioni. Anche le insolvenze aziendali continuano a crescere. In Germania sono in aumento dal 2022 e Coface prevede un ulteriore incremento del 5% nel 2026, con livelli di rischio che dovrebbero rimanere elevati anche nel corso del prossimo anno. Pietro Vargiu, Country Manager Coface Italia, commenta: "i dati sui pagamenti in Germania restituiscono un quadro ancora complesso: la ripresa dell'economia non si è ancora tradotta in un miglioramento concreto per le imprese, che continuano a confrontarsi con ritardi diffusi e un livello elevato di insolvenze. Particolarmente significativo è il rischio di un effetto domino lungo le filiere, perché le difficoltà di pagamento di un'azienda possono rapidamente ripercuotersi su clienti e fornitori, inclusi quelli italiani. In questo contesto, monitorare la solidità finanziaria delle controparti e proteggere il proprio cash flow diventa sempre più importante per tutelare la continuità del business e affrontare con maggiore sicurezza una fase economica che resta incerta". 2027: CRESCE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE, MA I RISCHI RESTANO ELEVATI Nonostante le criticità sul fronte dei pagamenti, le aziende tedesche guardano al prossimo anno con maggiore fiducia. Se il 2026 continua a essere percepito come un anno difficile, le aspettative per il 2027 migliorano: il 25% delle imprese prevede condizioni di business più favorevoli, contro il 15% che si aspetta un peggioramento, mentre per il 45% la situazione resterà sostanzialmente invariata. La fiducia resta concentrata soprattutto sul mercato interno. Il 74% delle imprese indica la Germania come il mercato con le maggiori opportunità di business nel 2027. Seguono i Paesi dell'Unione europea e il Regno Unito, indicati dal 54%, e i Paesi Efta con il 10%. Perdono invece attrattività due mercati tradizionalmente importanti per l'industria tedesca. Solo il 4% delle imprese individua negli Stati Uniti un mercato dalle forti opportunità di crescita, rispetto al 9% dello scorso anno e al 15% del 2024, mentre la Cina scende all'1%. Sul calo pesano, rispettivamente, i nuovi dazi statunitensi e la crescente concorrenza interna sul mercato cinese. Anche i principali rischi indicati dalle imprese sono prevalentemente domestici. Il 28% considera il contesto operativo in Germania - tra costi elevati e burocrazia - il principale ostacolo alla crescita, seguito dalla debolezza della domanda interna (20%) e dall'incertezza politica (17%). A questi fattori si aggiungono l'aumento dei prezzi delle materie prime e le nuove barriere commerciali. La prevista accelerazione della crescita del PIL potrebbe favorire un miglioramento dei pagamenti nel 2027. Tuttavia, la ripresa tedesca continua a poggiare in larga misura su misure fiscali finanziate attraverso il debito, mentre l'aumento dei costi energetici e salariali, le condizioni di credito più restrittive e le difficoltà strutturali del modello economico orientato all'export continuano a esercitare pressione sulle imprese. Secondo Coface, il rischio di ritardi o mancati pagamenti resterà quindi elevato anche nel 2027. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)