TOP NEWS ESTERO: Lagarde (Bce) mette i Paesi Piigs ai vertici in Europa e non prevede allentamento in dazi Usa
05/11/2026 19:32
TOP NEWS ESTERO: Lagarde (Bce) mette i Paesi Piigs ai vertici in Europa e non prevede allentamento in dazi Usa
MILANO (MF-NW)--I Paesi che erano conosciuti come "Piigs", tra cui l'Italia, oggi "sono ai vertici" in Europa. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde a Milano alla presentazione del progetto Young Factor Europe dell'Osservatorio for Independent Thinking di Andrea Ceccherini. "Guardate Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna: questi Paesi stanno prosperando. Certo, potrebbe esserci più crescita e meno debito, ma la direzione è quella giusta", ha detto la presidente Bce osservando che invece ora ci sono difficoltà in alcuni Stati del Nord: "Non tutti stanno andando benissimo. Le cose non sono mai statiche". LA POLITICA MONETARIA E LE DECISIONI SUI TASSI In tema di politica monetaria, Lagarde ha detto che nell'ultimo consiglio di fine ottobre "è stato discusso se alzare ancora i tassi, ma abbiamo ritenuto di essere ben posizionati per aspettare e vedere quali dati e informazioni arriveranno". Lagarde ha aggiunto che le proiezioni saranno riviste a dicembre: "Da qui ad allora avremo molti indicatori che ci aiuteranno davvero a capire se un rialzo sia necessario per conseguire il nostro obiettivo". Gli analisti si aspettano un aumento dei tassi dello 0,25% rispetto all'attuale livello del 2,5%. La presidente ha spiegato che l'inflazione al 4% nell'area euro e superiore al 5% in Italia è dovuta soprattutto all'energia. "Sono ancora una civetta, né una colomba né un falco", ha ribadito, evidenziando riguardo al board che "negli ultimi sette anni ho visto molte colombe diventare un pò più falchi e molti falchi diventare un pò più colombe". In una prospettiva più ampia sul suo mandato, Lagarde ha osservato: "Nel complesso abbiamo fatto ragionevolmente bene, se faccio un confronto con le altre banche centrali" anche se "non è sempre stato tutto perfetto e ci sono stati momenti in cui non abbiamo diagnosticato adeguatamente la situazione, perché era molto complessa". LE DIMISSIONI E LE PROSPETTIVE DI SUCCESSIONE Lagarde ha confermato che lascerà l'incarico il 7 febbraio per potersi "esprimere liberamente", con riferimento implicito alle prossime elezioni in Francia. I candidati favoriti per sostituirla alla Bce sono lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos e l'olandese Klaas Knot. "Nelle circostanze attuali, in Europa e altrove, voglio poter esprimere con maggiore indipendenza opinioni in cui credo fermamente e partecipare a dibattiti che non riguardano la politica monetaria", ha detto Lagarde. "Avrei comunque terminato a ottobre, ho solo anticipato di nove mesi quell'uscita inevitabile". Riguardo al futuro, ha aggiunto: "Non sono sicura sulla forma che prenderà il mio impegno, ma sono certa di voler rimanere libera e indipendente". I DAZI Rispondendo a una domanda sulle elezioni di midterm negli Stati Uniti, Lagarde ha sottolineato: "I dazi sono controproducenti e non aiutano il commercio internazionale e il multilateralismo che dovremmo applicare in un'economia globale governata dalle regole del Wto e dallo Stato di diritto". La presidente Bce ha aggiunto: "Non mi aspetto che i dazi vengano rivisti immediatamente, penso che ci vorrà tempo. Gli ordini esecutivi sono probabilmente destinati a restare". Secondo Lagarde, le tensioni commerciali hanno costretto le imprese a ripensare le catene di approvvigionamento mettendo "la sicurezza davanti all'efficienza". NIN MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: dieci temi per l'anno che verrà (Deutsche Am)
05/11/2026 19:31
TOP NEWS ESTERO: dieci temi per l'anno che verrà (Deutsche Am)
MILANO (MF-NW)--'Ancora una volta, non si tratta di scenari di rischio esotici, ma di ciò che riteniamo saranno i fattori più importanti nel medio periodo. Non dovrebbe sorprendere che geopolitica, intelligenza artificiale (AI) e politica monetaria siano tra questi', afferma Vincenzo Vedda, Global Chief Investment Officer di Deutsche Asset Management. 'Ma ciò non significa che questi temi non possano continuare a sorprendere e a tenere i mercati con il fiato sospeso'. 1. EUROPA E AMERICA: LE TENSIONI CHE UNISCONO La solidità dei rapporti transatlantici si fonda su profondi legami economici e finanziari, difficili da smantellare e potenzialmente più duraturi delle divergenze politiche. Il 60% degli investimenti diretti esteri statunitensi è destinato all'Europa. Secondo Vedda, le attuali tensioni potrebbero portare a un rafforzamento dell'alleanza, favorendo un'Europa più autonoma sul piano della sicurezza e un rapporto basato su una scelta consapevole anziché sulla semplice abitudine. 'Un'Europa maggiormente in grado di provvedere alla propria sicurezza sarebbe un partner più capace', afferma Vedda. 2. MERCATI EMERGENTI ANCORA I MOTORI DELLA CRESCITA GLOBALE La crescita economica globale dei prossimi anni sarà trainata soprattutto dai mercati emergenti, in particolare da India e Sud-est asiatico, grazie a fattori demografici, urbanizzazione e investimenti infrastrutturali. Tuttavia, una crescita elevata del Pil non garantisce automaticamente rendimenti finanziari altrettanto interessanti: diventano fondamentali la selezione dei Paesi e dei settori, la redditività delle imprese, la governance e la solidità dei mercati dei capitali. 'La selezione dei Paesi e dei settori conta quindi più della crescita del Pil in sé', sottolinea Vedda, evidenziando come le opportunità dipendano dalla capacità di trasformare la crescita economica in mercati e imprese più solidi. 3. LA POLITICA DELLA FED: LA FINE DEL DENARO A BUON MERCATO I rendimenti obbligazionari potrebbero rimanere elevati rispetto ai livelli dello scorso decennio, sostenuti dalla resilienza dell'economia statunitense, dagli investimenti tecnologici, dai cambiamenti geopolitici e da una politica fiscale espansiva. L'elevato volume di emissioni di Treasury e un premio a termine più alto potrebbero esercitare ulteriori pressioni sui rendimenti a lunga scadenza, irrigidendo le condizioni finanziarie e incidendo su consumi, mercato immobiliare e crescita economica. L'impatto varierà tra le asset class: le società con valutazioni elevate e utili attesi nel lungo periodo potrebbero essere più vulnerabili, mentre quelle con bilanci solidi e flussi di cassa stabili potrebbero mostrare maggiore resilienza. Le prossime decisioni della Fed dipenderanno soprattutto dall'inflazione, mentre stimoli fiscali e disavanzi continueranno a influenzare i rendimenti a lungo termine. Per gli investitori obbligazionari, la maggiore dispersione delle performance potrebbe creare opportunità attraverso un posizionamento selettivo. 4. LA RIFORMA DELLE PENSIONI PUÒ CAMBIARE IL MODO IN CUI INVESTONO I TEDESCHI? La riforma pensionistica tedesca potrebbe avere effetti limitati nel breve periodo, ma contribuire nel tempo a rafforzare i mercati dei capitali e ad aumentare il patrimonio previdenziale delle famiglie. L'afflusso di nuove risorse dipenderà soprattutto dalle modalità di investimento: il passaggio da prodotti tradizionalmente orientati alla garanzia del capitale a soluzioni di lungo periodo potrebbe favorire il finanziamento delle imprese, l'innovazione e una maggiore partecipazione ai rendimenti dei mercati globali. Guardando all'esperienza di Svezia e Paesi Bassi, una trasformazione simile richiederà tempo e potrebbe necessitare anche dell'introduzione di una componente a capitalizzazione nel sistema pensionistico pubblico. 'La questione più importante riguarda il modo in cui verranno investite' le nuove risorse, sottolinea Rene Penzler di Dws. 5. LA "NEW EUROPE" SA REGGERE IL CONFRONTO La cosiddetta New Europe si sta affermando come un'Europa caratterizzata da investimenti, resilienza e autonomia strategica, trainata da elettrificazione, modernizzazione industriale, infrastrutture, difesa e digitalizzazione. I settori maggiormente coinvolti - industria, banche, semiconduttori e servizi di pubblica utilità - rappresentano oggi circa il 40% dello Stoxx Europe 600, rispetto al 25% del 2015, e hanno registrato una crescita degli utili superiore a quella dei comparti tradizionali. Un'opportunità significativa arriva anche dall'intelligenza artificiale: pur non dominandone lo sviluppo, l'Europa potrebbe trarre vantaggio dalla sua diffusione nell'industria manifatturiera e nei servizi. Nonostante una crescita economica contenuta, stimata tra l'1% e l'1,5%, le imprese europee beneficiano di una forte presenza internazionale, con il 55% dei ricavi generato fuori dall'Europa. Le prospettive sono positive anche sul fronte degli utili, per i quali è attesa una crescita a doppia cifra nel 2026 e 2027, dopo tre anni di stagnazione. 6. DALL'ADOZIONE DELL'AI AI RENDIMENTI DEGLI INVESTIMENTI La diffusione dell'intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase, passando dalla costruzione delle infrastrutture allo sviluppo delle applicazioni, con opportunità crescenti per i settori del cloud, software e cybersicurezza. L'utilizzo degli agenti AI nei processi aziendali renderà sempre più importanti la protezione dei dati, il coordinamento e la governance, sostenendo ulteriori investimenti tecnologici. Tuttavia, non tutte le aziende che beneficeranno della crescente domanda di infrastrutture riusciranno a generare rendimenti duraturi: la leadership dipenderà dalla capacità di trasformare l'AI in prodotti affidabili, ricavi stabili e flussi di cassa interessanti. Per gli investitori sarà quindi fondamentale valutare non solo i fondamentali delle società, ma anche le valutazioni e il momento d'ingresso, considerando la volatilità che ha già interessato il settore dei semiconduttori. 7. COSTRUIRE PORTAFOGLI RESILIENTI IN UN MONDO DOMINATO DALL'AI La diversificazione rappresenta una strategia fondamentale per ridurre i rischi legati all'eccessiva esposizione all'intelligenza artificiale. È importante distinguere tra le società che finanziano gli investimenti nell'AI e quelle che ne dipendono direttamente, privilegiando anche attività sostenute da tendenze strutturali indipendenti, come reti elettriche, automazione e cybersicurezza. La diversificazione dovrebbe estendersi anche ad altri settori, come finanza, sanità e difesa, e a diverse asset class: i titoli di Stato possono proteggere da shock disinflazionistici, mentre energia e infrastrutture possono offrire maggiore resilienza in caso di shock inflazionistici. Anche la componente geografica è importante, puntando su mercati con motori di crescita differenti: Europa per industria e difesa, Giappone per automazione e riforme societarie, mercati emergenti per crescita interna e materie prime. 8. IL REAL ESTATE USA IN TRANSIZIONE L'economia statunitense continua a crescere nonostante una creazione di posti di lavoro storicamente contenuta, grazie al ruolo crescente della produttività e degli investimenti nell'intelligenza artificiale. Il calo delle nascite, l'invecchiamento della popolazione e la minore immigrazione limitano infatti la crescita della forza lavoro, mentre l'AI contribuisce a migliorare l'efficienza. Questi cambiamenti stanno modificando anche le prospettive del mercato immobiliare, con effetti differenti a seconda dei comparti. Gli immobili industriali, gli spazi commerciali destinati ai servizi e le abitazioni di fascia alta appaiono relativamente favoriti, mentre gli uffici tradizionali non di fascia premium potrebbero incontrare maggiori difficoltà strutturali. 'La questione centrale non è più soltanto quanto velocemente cresce l'economia, ma quali fattori alimentano questa crescita', sottolinea Todd Henderson di Dws. 9. LA TRASFORMAZIONE CAMBIA DOVE L'ACQUA CONTA DI PIÙ La crescente digitalizzazione e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale stanno aumentando significativamente il fabbisogno idrico, soprattutto per il raffreddamento dei data center, la produzione di elettricità e la fabbricazione dei semiconduttori, processi caratterizzati da consumi elevati. Il problema è particolarmente rilevante perché molte delle aree che attirano nuovi investimenti industriali, anche grazie alle politiche di reshoring, sono già soggette a forte stress idrico, come nel caso dell'Arizona. Per gli investitori, la crescente scarsità potrebbe portare a una rivalutazione economica dell'acqua, storicamente sottovalutata e penalizzata da investimenti insufficienti. Si aprono così due principali ambiti di opportunità: da un lato, individuare le imprese maggiormente esposte ai rischi idrici, che potrebbero affrontare costi di approvvigionamento più elevati, vincoli operativi e normative più stringenti, soprattutto nei settori delle utility, della chimica e dell'alimentare. Dall'altro, investire nelle soluzioni per contrastare la scarsità, come tecnologie di trattamento e riciclo, desalinizzazione, irrigazione di precisione, sistemi di monitoraggio e ammodernamento delle infrastrutture. Si tratta di un comparto sostenuto da una domanda strutturale, poiché l'accesso all'acqua rappresenta una necessità imprescindibile per imprese, amministrazioni pubbliche e famiglie. 10. LO SPAZIO: IL PROSSIMO STRATO DELL'INFRASTRUTTURA L'economia spaziale offre opportunità di investimento che vanno ben oltre i produttori di razzi e coinvolgono operatori satellitari, servizi di comunicazione, osservazione della Terra, analisi dei dati, difesa, semiconduttori e infrastrutture specializzate. Particolarmente interessanti potrebbero essere le società con modelli di business basati su ricavi ricorrenti derivanti da connettività, dati e servizi. Resta tuttavia necessaria una forte selettività, poiché gli elevati investimenti non garantiscono automaticamente profitti sostenibili: il successo commerciale dipenderà dalla disponibilità di razzi affidabili e riutilizzabili, dalla puntualità dei lanci e dalla capacità di superare ostacoli tecnici, finanziari e normativi. Guardando al 2050, lo spazio potrebbe assumere un ruolo paragonabile a quello di Internet oggi, diventando un'infrastruttura essenziale per comunicazioni, navigazione, elaborazione dei dati e osservazione terrestre. Come accaduto in passato con le reti ferroviarie, elettriche e di telecomunicazione, lo sviluppo delle infrastrutture spaziali potrebbe favorire la nascita di nuovi modelli di business e integrarsi progressivamente nelle attività economiche quotidiane, trasformando lo spazio da settore autonomo a componente fondamentale dell'economia globale. In questo senso, 'lo spazio non verrebbe più considerato un settore a sé stante, ma una componente integrante delle infrastrutture da cui dipende gran parte dell'economia globale', conclude Vedda. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)