UPDATE: Bankitalia; +0,6% Pil in 2026, pesano incertezza e prezzi energia
17/07/2026 16:21
UPDATE: Bankitalia; +0,6% Pil in 2026, pesano incertezza e prezzi energia
ROMA (MF-NW)--Il Pil italiano crescerà dello 0,6% quest'anno: la stima è indicata dalla Banca d'Italia nel Bollettino economico diffuso oggi. Le proiezioni diffuse il 12 giugno da via Nazionale indicavano una crescita dello 0,5% nel 2026, dello 0,4% nel 2027 e dello 0,9% nel 202; le stime non incorporavano la revisione dei conti trimestrali diffusa dall'Istat lo scorso 29 maggio, considerando tale revisione la crescita quest'anno sarebbe dello 0,6%. DECELERAZIONE IN 2* TRIM. CON INCERTEZZA E RIALZO PREZZI ENERGIA L'attività economica nel primo trimestre, si legge nel Bollettino, è aumentata dello 0,3%, come nel periodo precedente, mentre nei mesi primaverili l'attività economica avrebbe decelerato: nel secondo trimestre l'accumulazione di capitale si sarebbe attenuata e l'impulso positivo derivante dalla transizione digitale ed energetica e dai progetti finanziati dal Pnrr sarebbe stato in parte compensato dall'aumento dell'incertezza e dal rialzo dei prezzi dei beni energetici e degli input produttivi, legati alle tensioni in Medio Oriente. INFLAZIONE A 3,1% NEL 2026 L'inflazione al consumo, spiega Bankitalia, salirebbe al 3,1% quest'anno, riflettendo principalmente il forte rincaro dei beni energetici, e tornerebbe al 2% nel prossimo biennio. Al netto dei beni energetici e alimentari, la crescita dei prezzi al consumo si collocherebbe su valori prossimi al 2% lungo l'intero orizzonte previsivo. ELEVATA INCERTEZZA SU STIME L'incertezza che circonda queste stime, viene spiegato, è elevata. Sviluppi più favorevoli potrebbero derivare da una più rapida discesa delle quotazioni delle materie prime rispetto a quanto incorporato nelle proiezioni di base a seguito del recente memorandum d'intesa fra Stati Uniti e Iran, da ricadute positive delle maggiori spese per la difesa in ambito europeo e dalla possibilità di un'accelerazione degli investimenti per effetto del processo di transizione digitale ed energetica. Al contrario, la prosecuzione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e ritardi nel ripristino dei flussi, in particolare di quelli energetici, attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbero aumentare le pressioni inflazionistiche, indebolendo ulteriormente gli scambi internazionali e il clima di fiducia, con impatti negativi particolarmente pronunciati sulla crescita, soprattutto in presenza di tensioni sui mercati finanziari. NETTO RALLENTAMENTO CONSUMI IN 2* TRIM. I consumi delle famiglie sono cresciuti nel primo trimestre: la dinamica dei consumi nei mesi invernali, si legge nel Bollettino, è stata sostenuta in particolare dalla componente dei beni durevoli, anche per effetto degli incentivi all'acquisto di autovetture elettriche. In base alle stime di Bankitalia, nonostante alcuni segnali favorevoli provenienti dalle vendite al dettaglio e dai dati sui flussi di pagamento, nel secondo trimestre le decisioni di spesa sono state improntate alla cautela, risentendo dei rincari energetici e dei loro effetti sul reddito disponibile delle famiglie. Inoltre, la crescita del reddito disponibile reale si sarebbe attenuata nei mesi primaverili. La sua dinamica avrebbe riflesso un aumento del reddito da lavoro più contenuto di quello dei prezzi e avrebbe contribuito a frenare i consumi delle famiglie. EXPORT CRESCE IN 1* TRIM., STABILE NEL 2* Dopo la flessione degli ultimi mesi dello scorso anno, spiega Bankitalia, le esportazioni in volume sono aumentate nei primi tre mesi del 2026, in misura analoga sia per i beni sia per i servizi. In base alle stime di via Nazionale sui dati di commercio estero, nel bimestre aprile-maggio le vendite di beni in volume, al netto della stagionalità, si sarebbero confermate pressoché invariate rispetto alla media del trimestre precedente. I giudizi delle imprese manifatturiere sugli ordini esteri e il corrispondente indice Pmi sono rimasti sostanzialmente stabili nella media del secondo trimestre. Nello stesso periodo il Pmi relativo ai tempi di consegna è sceso ai livelli più bassi dalla fine del 2022, riflettendo le tensioni nelle catene di approvvigionamento generate dal conflitto in Medio Oriente. Le ostilità hanno penalizzato gli scambi commerciali con tale area, che nel 2025 assorbiva circa il 4% delle esportazioni italiane di beni. OCCUPAZIONE AUMENTA, CRESCITA RETRIBUZIONI RESTA MODERATA L'espansione dell'occupazione è proseguita nei mesi primaverili. Sulla base dei dati provvisori dell'Rfl, si legge nel Bollettino, il tasso di disoccupazione si è ulteriormente ridotto, portandosi al 5% in maggio, il valore più basso dal 1977, anno di inizio delle serie storiche. Le indagini presso le imprese prefigurano un ulteriore incremento dell'occupazione, seppure più debole, anche nei mesi estivi. Ad aprile e maggio, prosegue il Bollettino, le retribuzioni contrattuali del settore privato non agricolo sono aumentate di oltre il 2% su base annua. Le retribuzioni orarie di fatto sono salite a un tasso più sostenuto, soprattutto nei servizi privati, contribuendo al loro progressivo recupero in termini reali, dopo la forte contrazione nel periodo 2021-23. L'accelerazione si è trasmessa solo in parte al costo del lavoro per unità di prodotto, anche per effetto del miglioramento della dinamica della produttività. La crescita salariale resterebbe moderata anche nei prossimi mesi a causa del raffreddamento della domanda di lavoro e della bassa quota di contratti in attesa di rinnovo, che riguardano circa il 12% dei lavoratori del settore privato. Inoltre, il sistema di contrattazione collettiva vigente non prevede in genere clausole automatiche di indicizzazione delle retribuzioni all'inflazione, e i contratti che le includono fanno solitamente riferimento all'indice dei prezzi che esclude i beni energetici importati. rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Usa: +0,1% m/m produzione industriale giugno
17/07/2026 16:06
Usa: +0,1% m/m produzione industriale giugno
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, la produzione industriale è salita dello 0,1% su base mensile a giugno, dopo un rialzo analogo nel mese precedente. Il dato è risultato leggermente inferiore alle attese degli economisti, che prevedevano un incremento dello 0,2%. La produzione manifatturiera è rimasta invariata nel mese, dopo il +0,1% di maggio, mentre quella dei comparti minerario e delle utility è aumentata dello 0,4%. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è rimasto stabile al 76,1%, poco al di sotto del 76,2% atteso dal mercato. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)