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MARKET DRIVER: Cy4Gate, Intermonte conferma buy
22/09/2026 14:05
MARKET DRIVER: Cy4Gate, Intermonte conferma buy
MILANO (MF-NW)-Cy4Gate +2,37% a 10,38 euro. Il gruppo ha annunciato che negli ultimi due mesi ha siglato contratti per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro con clienti istituzionali italiani, aventi per oggetto l'acquisizione di servizi e tecnologie nell'ambito della Decision Intelligence. "Notizia positiva, che aumenta la visibilità sul 2026, esercizio per il quale la società ha recentemente rivisto al rialzo la guidance sui ricavi, ora attesi nel range 115-120 mln. Ricordiamo che la nostra stima si colloca nella parte alta della forchetta e riteniamo che possa esserci ulteriore margine di upside, in funzione dell'andamento della raccolta ordini nel quarto trimestre, trimestre storicamente solido sotto questo profilo", commentano gli analisti di Intermonte. Rating buy, prezzo obiettivo a 11,5 euro confermati. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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BOND: Italia colloca via sindacato 8 mld Btp Green a 12 anni, boom di richieste
22/09/2026 14:02
BOND: Italia colloca via sindacato 8 mld Btp Green a 12 anni, boom di richieste
MILANO (MF-NW)--L'Italia ha collocato via sindacato 8 miliardi di euro di nuovi Btp Green a 12 anni, con scadenza a ottobre 2038. Gli ordini da parte degli investitori hanno superato quota 112 miliardi di euro, inclusi 2,85 mld euro di richieste da parte delle banche capofila congiunte. Lo spread del titolo è stato fissato a 9 punti base sopra il rendimento del Btp 4,05% con scadenza a ottobre 2037. Le banche capofila dell'operazione sono state Barclays, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Imi-Intesa Sanpaolo, JpMorgan e Société Générale. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: tre scenari per la "Grande riconfigurazione" dell'economia globale (Robeco)
22/09/2026 13:59
FOCUS: tre scenari per la "Grande riconfigurazione" dell'economia globale (Robeco)
MILANO (MF-NW)--Gli analisti di Robeco spiegano nell'Expected Returns 2027-2031, intitolato "La grande riconfigurazione", che, analogamente al cervello umano l'economia globale sta creando nuovi percorsi volti ad aggirare i colli di bottiglia che la ostacolano, quali il conflitto in Medio Oriente. L'economia, secondo gli esperti, sta passando da un modello trainato dai consumi a uno maggiormente orientato agli investimenti, con un aumento dell'intensità di capitale, dove il modello asset-light potrebbe perdere terreno. Inoltre, il desiderio di una maggiore sicurezza energetica e l'ascesa dell'AI stanno ridefinendo l'intero panorama imprenditoriale e mirano ad aprire le porte a una transizione dall'era dell'efficienza a quella della plasticità. Nel passato, gli investitori hanno operato in un mondo ottimizzato in base all'efficienza; oggi, invece, l'architettura economica sta passando da un'efficienza "just-in-time" a una resilienza "just-in-case". L'economia, dunque, si sta riorganizzando dinanzi a situazioni di crisi: le supply chain vengono diversificate e i flussi commerciali vengono redistribuiti tra regioni per aumentare la resilienza. La frammentazione geopolitica come la chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un sesto delle forniture energetiche mondiali, ne è un ottimo esempio. L'economia globale, per arginare il problema, sta creando nuovi percorsi, per esempio attraverso un'ondata di investimenti nelle fonti di energia rinnovabile al fine di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Peter van der Welle, strategist multi-asset solutions di Robeco, dichiara che "l'anno scorso abbiamo sostenuto che il mondo stava entrando in un 'Rinascimento stagnante': un periodo in cui straordinari progressi tecnologici coesistevano con il freno di un'elevata incertezza della politica economica. Quest'anno restiamo fermamente convinti della componente Rinascimento di questa tesi, ma ora siamo inclini a sfumare l'elemento 'stagnante'". Secondo Laurens Swinkels, head of solutions research presso Robeco, "ciò che è cambiato è la nostra comprensione delle implicazioni cicliche delle spese in conto capitale in corso per facilitare la rivoluzione dell'AI, così come la resilienza dell'economia globale alla luce dell'enorme interruzione dell'offerta del mercato petrolifero globale a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, oltre alle conseguenze dei dazi statunitensi più alti dagli anni '30. Questa resilienza deriva dalla capacità di adattarsi e riconfigurarsi nonostante l'emergere di punti critici". Quello che gli esperti vedono viene chiamata "Grande riconfigurazione", e ritengono che essa si sviluppi lungo tre dimensioni strettamente connesse, che avranno ripercussioni sui futuri rendimenti degli asset. In primo luogo, il commercio si sta riconfigurando, poiché le imprese diversificano le catene di approvvigionamento e i governi attribuiscono sempre più valore alla sicurezza oltre che all'efficienza. In secondo luogo, il ruolo del capitale sta subendo una profonda trasformazione, poiché ci troviamo di fronte a un importante punto di svolta che segna il passaggio da un'economia trainata dai consumi a una più orientata agli investimenti. L'economia reale guidata da un massiccio impiego dell'AI e dalle infrastrutture per l'energia rinnovabile è in ascesa; il modello economico basato su un basso impiego di asset potrebbe iniziare a perdere terreno nei prossimi cinque anni. In terzo luogo, si sta riconfigurando la produzione stessa. La prossima fase della rinascita della produttività guidata dall'IA sarà trainata dalle aziende che riusciranno a trasformare e riprogettare i processi produttivi attorno ad essa. Riteniamo che l'intelligenza artificiale aumenterà la manodopera anziché sostituirla. Gli analisti di Expected Returns hanno pronosticato differenti possibilità in cui questa riconfigurazione potrebbe avvenire: uno scenario di base, uno rialzista e uno ribassista riguardo alla possibile evoluzione di questa situazione nei prossimi cinque anni. Per quanto riguarda lo scenario di base, la Grande riconfigurazione si svilupperebbe lungo tre dimensioni strettamente collegate: commercio, capitale e produzione. Il commercio globale sta attraversando una fase di riorganizzazione, con le imprese che diversificano le catene di approvvigionamento e i governi che attribuiscono maggiore importanza alla sicurezza e alla resilienza, anche a costo di rinunciare a parte dell'efficienza del modello just-in-time. Non si tratta quindi di una vera e propria deglobalizzazione, ma di una redistribuzione dei flussi commerciali tra diverse aree geografiche. Allo stesso tempo, il ruolo del capitale nell'economia sta cambiando profondamente, con un passaggio da un'economia maggiormente trainata dai consumi a una più orientata agli investimenti. La diffusione dell'AI, le infrastrutture energetiche e le fonti rinnovabili richiedono infatti ingenti investimenti e una maggiore intensità di capitale, mentre il precedente modello asset-light potrebbe perdere importanza nei prossimi anni. Infine, anche il modo di produrre sta evolvendo grazie all'AI: le imprese dovranno ripensare e adattare i propri processi produttivi per sfruttare la tecnologia e aumentare la produttività. L'AI non dovrebbe quindi limitarsi a sostituire il lavoro umano, ma soprattutto affiancarlo e aumentarne la produttività. Il secondo scenario, con una probabilità del 15%, è quello rialzista e prende il nome di "Rinascimento radioso". In questo caso, per gli esperti, la riconfigurazione si rivelerebbe sostanzialmente più efficace del previsto nell'incrementare la crescita tendenziale del Pil e nel produrre una disinflazione contenuta. In questo scenario l'economia globale vive un autentico rinascimento della produttività, che ricorda la fine degli anni '90. La differenza fondamentale è che l'AI si dimostra più trasformativa perché accelera non solo l'automazione, ma anche la propria diffusione. Infine gli esperti propongono un altro scenario, quello ribassista, con una probabilità di occorrenza del 35%, che prenderebbe il nome di "Decadimento sinaptico". In questo caso, la riconfigurazione si arenerebbe prima ancora che se ne possano cogliere i benefici. L'economia continua a sostenere i costi dell'adattamento senza riuscire a cogliere i benefici attesi dall'AI.L'inflazione resta strutturalmente elevata e l'economia globale perde connettività più rapidamente di quanto acquisisca capacità di adattamento. In questo scenario, il problema non è solo lo scoppio della bolla dell'intelligenza artificiale, ma anche il fatto che la sovracapacità potrebbe inizialmente creare pressioni deflazionistiche e trasformarsi successivamente in stagflazione, nel caso in cui l'economia sostenga i costi della riconfigurazione senza ottenere i benefici di produttività. Per i rendimenti delle asset class, la Grande riconfigurazione favorirebbe soprattutto i titoli azionari, seguiti dal settore immobiliare. Gli analisti prevedono che i mercati azionari emergenti offriranno il rendimento annualizzato più elevato a cinque anni, pari all'8,0% in euro, seguiti dai mercati sviluppati con il 7,0%. Anche i titoli immobiliari quotati in borsa dovrebbero raggiungere un rendimento del 7,0%, con le migliori prospettive dal 2014 per i Reit. In questo contesto, Robeco non si aspetta downgrade della Germania nel breve periodo e considera il suo debito sostenibile, mentre nei mercati emergenti sottolinea le differenze tra Cina e India e quindi l'importanza della selezione dei singoli Paesi. Il 7% di rendimento atteso per i mercati sviluppati rappresenta tuttavia lo scenario centrale e non un rendimento garantito: nello scenario ribassista, una delusione legata all'AI potrebbe infatti provocare forti correzioni dei mercati. Per l'Europa, infine, l'inflazione è attesa intorno al 2-2,5%, coerentemente con una prospettiva di rendimenti obbligazionari relativamente stabili. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Vontobel: quota sul SeDeX 6 nuovi Memory Cash Collect con Maxi Cedola
22/09/2026 13:58
Vontobel: quota sul SeDeX 6 nuovi Memory Cash Collect con Maxi Cedola
MILANO (MF-NW)--Vontobel ha ampliato la propria offerta con la quotazione sul SeDeX di Borsa Italiana di sei nuovi Certificati Memory Cash Collect con Maxi Coupon iniziale compreso tra il 15% e il 30% a seconda del basket sottostante. Il pagamento della 'Maxi Cedola', spiega una nota, è previsto a ottobre o novembre 2026 (a seconda del certificato considerato), se, alla data di osservazione, tutti i sottostanti non hanno perso più del 70%; la Soglia Bonus per il pagamento della Maxi cedola è infatti fissata al 30% del Prezzo di Riferimento Iniziale. Tale struttura rende questi strumenti particolarmente efficienti anche per la gestione delle minusvalenze in scadenza. Inoltre, per rispondere alle diverse esigenze degli investitori, con questa nuova emissione Vontobel offre la possibilità di esporsi a temi analoghi scegliendo fra due diverse frequenze cedolari. I sei certificati si dividono infatti in due gruppi: tre prodotti prevedono osservazioni trimestrali, mentre gli altri tre prevedono osservazioni bimestrali. Entrambi i gruppi includono un certificato avente come sottostanti le principali banche europee e due certificati su panieri composti da primarie società italiane operanti in diversi settori, dall'automotive al lusso, dai semiconduttori, alla difesa. Il Maxi Coupon iniziale sarà quindi seguito da premi periodici condizionati, con effetto memoria, pari all'1,5% con frequenza trimestrale o all'1% con frequenza bimestrale. La Barriera è posta al 60% per tutti gli strumenti. È prevista, inoltre, la possibilità di rimborso anticipato che può avvenire bimestralmente o trimestralmente a partire da agosto 2027 a seconda del paniere sottostante. Se non richiamati anticipatamente, i nuovi strumenti hanno una durata di 5 anni, con scadenza il 19 agosto 2031. Jacopo Fiaschini, Head Public Distribution Execution ha commentato: "Questa nuova serie nasce per rispondere a una duplice esigenza: da un lato la presenza di una Maxi Cedola iniziale fino al 30% rappresenta una risorsa utile anche nell'ottica dell'ottimizzazione fiscale di portafoglio; dall'altro permettere agli investitori di scegliere la frequenza di stacco delle cedole - bimestrale o trimestrale - a parità di esposizione tematica sui principali titoli bancari europei ed industriali italiani significa offrire uno strumento in più per calibrare al meglio le diverse esigenze di liquidità in portafoglio". com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: troppi Etf e tutti uguali, ecco come sceglierli (milanofinanza.it)
22/09/2026 13:53
FOCUS: troppi Etf e tutti uguali, ecco come sceglierli (milanofinanza.it)
MILANO (MF-NW)--In Europa ci sono ormai più di 3.900 Etf e soltanto dall'inizio dell'anno in Italia ne sono stati quotati 228. Una scelta enorme che, paradossalmente, rischia di trasformarsi in un problema per gli investitori. Per il 45% dei clienti di Moneyfarm, infatti, la principale difficoltà nella selezione è proprio la presenza di troppi Etf simili tra loro. E il 51% ammette di sentirsi a disagio al momento della scelta. Questi i risultati della ricerca presentata oggi, martedì 22 settembre, a Milano dalla piattaforma di consulenza finanziaria e trading. UN PROBLEMA CHE PARTE DAGLI INDICI PIÙ SEMPLICI Il problema emerge anche quando si guarda agli strumenti più semplici. Per replicare un paniere di azioni globali dei mercati sviluppati come l'Msci World, uno degli indici più utilizzati per costruire il cuore azionario di un portafoglio, un investitore può scegliere tra 12 prodotti, con commissioni annue che vanno dallo 0,05% allo 0,38%: una differenza di quasi otto volte. "La proliferazione dell'offerta, compresa quella degli Etf attivi, ha aumentato il numero di variabili da considerare, mentre sul mercato si affaccia una generazione di investitori giovani con patrimoni mediamente più contenuti, cresciuta finanziariamente durante una lunga fase rialzista del mercato", osserva Alessandro Capuano, head of trading di Moneyfarm. IL PARADOSSO DELLA SCELTA ARRIVA NEGLI ETF La tesi dello studio è chiara: più alternative non significano necessariamente decisioni migliori, soprattutto quando gli attributi da confrontare sono complessi. I numeri raccolti da Moneyfarm mostrano infatti una forte concentrazione: l'80% dei volumi dei clienti si dirige verso appena il 14% degli Etf disponibili. Il costo rimane il principale criterio di scelta per il 32% degli investitori, seguito dalla liquidità al 15%, mentre la reputazione dell'emittente pesa appena per il 2%. La fotografia è quella di una clientela sempre più giovane: la fascia 25-34 anni rappresenta ormai quasi il 30% del totale. Il 63,4% degli investimenti è indirizzato verso l'azionario e il 25,3% verso le obbligazioni. Nei piani di accumulo la rata media è di 350 euro, con una mediana di 200. UN INDICE COMPOSTO DA OTTO PARAMETRI Da qui Moneyfarm è partita per sviluppare l'Etf Selector Moneyfarm Index, uno strumento che assegna agli Etf comparabili un punteggio da zero a dieci. Non stabilisce se un prodotto sia adatto al portafoglio del singolo investitore, ma prova a misurarne la qualità rispetto agli strumenti concorrenti della stessa categoria. "L'obiettivo è dare agli investitori meno dati da interpretare e maggiore chiarezza nel confronto tra le alternative", spiega Roberto Rossignoli, head of research di Moneyfarm. Il modello considera otto parametri: costo, volumi scambiati, masse gestite, spread tra prezzo di acquisto e vendita, premio o sconto rispetto al valore del sottostante, anzianità del prodotto, metodo di replica e ricorso al prestito titoli. L'idea è soprattutto andare oltre il ter, che spesso monopolizza l'attenzione degli investitori. Un Etf molto economico può infatti risultare meno efficiente nelle negoziazioni se presenta spread elevati o scarsa liquidità. Per Moneyfarm, uno spread nell'ordine di 3-4 punti base è indicativo di un prodotto efficiente, mentre differenze molto superiori possono diventare un costo implicito rilevante, soprattutto per chi compra e vende frequentemente. L'ESEMPIO CON DUE ETF SU TECNOLOGIA E AI In un confronto realizzato dalla società tra due Etf azionari globali con esposizione a tecnologia e intelligenza artificiale, per esempio, il prodotto con punteggio 9 presentava uno spread effettivo di 4,8 punti base, contro 31,7 punti per quello con score 5,3. Una differenza che riassume il problema: in un mercato in cui gli Etf sono sempre più numerosi e apparentemente simili, scegliere quello con il costo più basso potrebbe non essere sufficiente. Il vero salto di qualità, per gli investitori, è capire quanto costa davvero possederlo e negoziarlo. "Non ci limitiamo a fornire tecnologia, affianchiamo ogni investitore come farebbe un consulente, con la stessa qualità di analisi e di guida che fino a ieri era riservata ai grandi patrimoni. L'Etf Selector è la sintesi di questo approccio: 15 anni di selezione professionale, accessibili a chiunque utilizzi il nostro Conto Trading", conclude Giovanni Daprà, co-fondatore e amministratore delegato di Moneyfarm. (milanofinanza.it) red/dvo (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)