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*BOND: spread Btp/Bund chiude a 77,733 punti base
14/08/2026 17:36
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MARKET DRIVER: stretta Usa su Usmca pesa su Ford, Gm e Stellantis (B.Akros)
14/08/2026 17:06
MARKET DRIVER: stretta Usa su Usmca pesa su Ford, Gm e Stellantis (B.Akros)
MILANO (MF-NW)--L'amministrazione statunitense sta valutando l'introduzione di norme più severe nell'ambito dell'Usmca, tra cui l'obbligo di almeno il 50% di produzione negli Stati Uniti e una soglia più elevata di componentistica nordamericana rispetto all'attuale 75%. Secondo gli analisti di Banca Akros, l'eventuale stretta avrebbe un impatto negativo sul settore automobilistico nordamericano, con effetti particolarmente rilevanti su Ford, Gm e Stellantis. "I principali rischi" evidenziano gli esperti " riguardano l'aumento dei costi, la necessità di ulteriori investimenti produttivi negli Usa e una conseguente riduzione della competitività sul fronte dei prezzi". Il prossimo catalizzatore - aggiungono - sarà il nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Messico, atteso per settembre. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Usa: indice fiducia consumatori U.Michigan agosto preliminare a 51 punti
14/08/2026 17:05
Usa: indice fiducia consumatori U.Michigan agosto preliminare a 51 punti
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, l'indice preliminare di fiducia dei consumatori elaborato dall'Università del Michigan è sceso a 51 punti ad agosto, in calo rispetto ai 55,2 punti registrati nel mese precedente. Il dato ha deluso le attese degli economisti, che prevedevano un calo più contenuto a 55 punti. L'indice sulle condizioni attuali è sceso a 51,8 punti ad agosto, da 54,8 a luglio, mentre l'indice sulle aspettative è diminuito a 50,6 punti, da 55,4. L'Università del Michigan ha spiegato che "la fiducia è diminuita in tutti i gruppi politici e demografici, in particolare tra le persone più anziane e quelle a reddito più basso, maggiormente esposte alla perdita di potere d'acquisto causata dall'inflazione". I consumatori intervistati hanno indicato aspettative di inflazione a un anno pari al 4,3%, in aumento dal 4,2% di luglio, mentre le aspettative di inflazione a cinque anni sono rimaste al 3,3% per il terzo mese consecutivo. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: prossima settimana verbali Fomc e indici Pmi in Usa e Eurozona (Mps)
14/08/2026 17:00
FOCUS: prossima settimana verbali Fomc e indici Pmi in Usa e Eurozona (Mps)
MILANO (MF-NW)--La prossima settimana l'attenzione degli investitori sarà concentrata sulla pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione del Fomc. Sul fronte macro, osservano gli strategist di Mps, faro sugli indici Pmi delle principali economie mondiali. MERCATO VEDE RIALZO FED ENTRO FINE ANNO Nella riunione del 29 luglio, la Fed ha mantenuto invariati i tassi di interesse, pur ribadendo l'impegno per la stabilità dei prezzi. "Dai verbali potrebbe emergere con maggiore chiarezza la divergenza di vedute tra i membri del Comitato circa l'opportunità di procedere con ulteriori rialzi dei Fed Funds nel 2026", spiegano gli esperti. I dati pubblicati questa settimana, con l'inflazione di luglio in linea con le attese e i prezzi alla produzione inferiori al consenso, hanno contribuito a ridimensionare le aspettative di un intervento già a settembre: i futures sui Fed Funds assegnano ora una probabilità del 31% a un rialzo di 25 punti base. "Non sono tuttavia mancati toni hawkish da parte di alcuni esponenti della Fed, come la Presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack. Sebbene le pressioni inflazionistiche sembrino attenuarsi in termini di dinamica, i livelli assoluti sono ancora considerati troppo elevati", proseguono gli strategist. Per il momento, "un rialzo entro la fine dell'anno continua a essere quasi pienamente scontato dal mercato, con una probabilità del 93%", dichiarano da Mps. GB, DATO INFLAZIONE PUÒ INFLUENZARE PROSSIME MOSSE BOE Nel Regno Unito, faro sull'inflazione del mese di luglio, dato che potrebbe influenzare le aspettative sulle prossime mosse della Bank of England (BoE). "Il consenso degli economisti prevede un'accelerazione dell'inflazione headline, accompagnata però da un rallentamento della componente core e servizi, un quadro che potrebbe favorire una pausa nella riunione di settembre", spiegano gli strategist. Al momento, gli Ois attribuiscono soltanto il 17% di probabilità a un rialzo di 25 pb in quella occasione, pur continuando a prezzare integralmente un aumento dei tassi entro la fine dell'anno. EUROZONA, FOCUS SU INDICI PMI FRANCESI Attesi anche gli indici Pmi manifatturiero e dei servizi delle principali economie mondiali relativi al mese di agosto. Nell'Eurozona "il consenso si attende il proseguimento della fase di espansione dell'attività economica aggregata, seppur con differenze tra i Paesi. In particolare, sarà importante verificare se gli indici manifatturiero e dei servizi francesi riusciranno a tornare marginalmente sopra la soglia di espansione, come previsto dagli economisti, e se anche il comparto dei servizi tedesco confermerà il recupero atteso", riportano gli strategist. Negli Stati Uniti, invece, "sia il manifatturiero che i servizi dovrebbero mantenersi saldamente in territorio espansivo", dichiarano gli esperti. TRIMESTRALI, ATTESI CONTI DI ALIBABA E WALLMART Sul fronte societario, la stagione delle trimestrali si avvia verso la conclusione. "Tra gli appuntamenti più rilevanti si segnalano i risultati di alcuni importanti retailer statunitensi, fra cui Walmart, e quelli del colosso tecnologico cinese Alibaba, entrambi attesi per giovedì", concludono gli esperti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO ENERGY: Julius Baer vede petrolio a 70 usd in 2026 e a 60 usd in 2027
14/08/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: Julius Baer vede petrolio a 70 usd in 2026 e a 60 usd in 2027
MILANO (MF-NW)--La geopolitica in Medio Oriente mantiene elevati i prezzi del petrolio, mentre lo stallo tra Stati Uniti e Iran alimenta i timori sull'offerta. Gli aggiornamenti di questa settimana sul mercato petrolifero sono stati particolarmente rivelatori. Le scorte globali e statunitensi stanno tenendo molto meglio di quanto molti avessero temuto fino a poco tempo fa, mentre i rilasci promessi dalle riserve strategiche stanno procedendo considerevolmente in ritardo rispetto ai tempi previsti, afferma Norbert Rücker, Head Economics and Next Generation Research di Julius Baer. Per l'esperto una spiegazione potrebbe essere rappresentata da una domanda più debole, mentre un'altra potrebbe essere rappresentata dalla prosecuzione di flussi, anche nascosti, attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo shock dal lato dell'offerta appare più contenuto e il pragmatismo molto probabilmente sosterrà i flussi di petrolio in uscita dal Medio Oriente. "Manteniamo la nostra view cauta e prevediamo che i prezzi del petrolio scendano nell'area dei 70 dollari quest'anno e in quella dei 60 dollari il prossimo anno". Il mercato petrolifero rimane dominato dalla geopolitica. Lo stallo diplomatico e i giochi di potere tra Stati Uniti e Iran generano una certa incertezza, che si manifesta in un premio per il rischio incorporato nei prezzi del petrolio. Detto questo, questa settimana l'Agenzia Internazionale dell'Energia e l'US Energy Administration (tra gli altri) hanno offerto uno sguardo ai fondamentali sottostanti, pubblicando i loro aggiornamenti mensili (e settimanali). Queste informazioni sono particolarmente rivelatrici. "Le scorte globali e statunitensi stanno tenendo molto meglio di quanto molti, noi compresi, avessero temuto fino a poco tempo fa. Una spiegazione potrebbe essere rappresentata da una domanda più debole, mentre un'altra potrebbe essere rappresentata dalla prosecuzione di flussi, anche nascosti, attraverso lo Stretto di Hormuz", ribadisce Rücker. Sebbene gli acquisti dei consumatori nel complesso stiano tenendo bene nel mondo occidentale, altre regioni, come il Sud-est asiatico, potrebbero effettivamente registrare una debolezza dei consumi più prolungata e, di conseguenza, una domanda di petrolio più debole. Finora mancano i dati e la trasparenza necessari per confermarlo. I transiti attraverso Hormuz sembrano tenere bene nonostante i recenti scontri. Il pragmatismo e l'opportunismo prevalgono sui rischi legati alle spedizioni e, in particolare, gli acquirenti asiatici, tra cui Cina e India, sembrano meno timorosi di approvvigionarsi di petrolio mediorientale dal Golfo Persico. Per alcuni, l'Iran deve rimanere un partner affidabile. Attraverso Hormuz continuano a transitare ingenti quantità di petrolio. Naturalmente, la recente dichiarazione ufficiale degli Stati Uniti relativa a esportazioni attraverso Hormuz pari a 9 milioni di barili al giorno appare molto elevata. Tuttavia, oggi probabilmente le esportazioni sono superiori a quelle di giugno, prima della firma del memorandum. Il trasferimento di petrolio attraverso Hormuz su imbarcazioni più piccole, in modalità nascosta, mette in discussione i metodi consolidati di monitoraggio delle navi che utilizzano i segnali dei transponder o le immagini satellitari. Il mercato petrolifero rimane avvolto nell'incertezza, non solo per quanto riguarda l'impatto dello shock di Hormuz e i flussi di petrolio in uscita dal Medio Oriente, ma anche per quanto riguarda l'accelerazione della transizione energetica che esso ha innescato. In questo contesto di incertezza, la stabilità dei livelli delle scorte globali e il recente aumento delle scorte di prodotti petroliferi negli Stati Uniti offrono qualche elemento di conforto. Inoltre, i rilasci dalle riserve strategiche sono pari a circa la metà dei livelli che avrebbero dovuto essere raggiunti finora sulla base dei volumi inizialmente promessi a marzo. "Poiché lo shock dal lato dell'offerta appare più contenuto e il pragmatismo probabilmente sosterrà i flussi di petrolio in uscita dal Medio Oriente, manteniamo la nostra view cauta e la nostra posizione short", conclude Rücker. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)