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Germania: settore viaggi sotto forte pressione con guerra in Iran (Ifo)
10/04/2026 10:36
Germania: settore viaggi sotto forte pressione con guerra in Iran (Ifo)
MILANO (MF-NW)--Il clima di fiducia nel settore delle agenzie di viaggio e dei tour operator in Germania è peggiorato sensibilmente a marzo. L'indice calcolato dall'istituto Ifo i è attestato a -41,7 punti, rispetto ai -14,8 di febbraio. Le imprese hanno espresso valutazioni molto più caute sulla loro situazione attuale rispetto a febbraio e anche le aspettative di business sono peggiorate in modo significativo. "La situazione geopolitica sta generando un elevato livello di incertezza tra viaggiatori e operatori del settore, soprattutto per i viaggi che transitano attraverso i Paesi del Golfo in Medio Oriente", afferma l'esperto del settore Patrick Höppner. Dall'escalation del conflitto alla fine di febbraio, sono stati emessi avvisi di viaggio per importanti Paesi di transito con hub aeroportuali nella regione del Golfo: molti passeggeri diretti verso l'Asia effettuano scali in quelle aree. Secondo le statistiche sul traffico aereo dell'Ufficio federale di statistica tedesco, circa 2,7 milioni di passeggeri in partenza dai principali aeroporti tedeschi hanno avuto come prima destinazione Qatar o Emirati Arabi Uniti nel 2025, pari a circa il 5,9% di tutti i passeggeri con destinazione iniziale fuori dall'Unione Europea. Turchia ed Egitto sono altre due destinazioni turistiche che confinano con l'area del conflitto: nel 2025 circa il 20,3% dei viaggiatori in partenza dalla Germania verso destinazioni extra-Ue ha volato verso la Turchia, mentre la quota relativa all'Egitto è stata del 4,8%. Gennaio e febbraio sono tradizionalmente i mesi di picco per le prenotazioni delle vacanze. "Molte agenzie di viaggio e tour operator hanno dovuto cancellare viaggi già prenotati verso o attraverso Paesi del Medio Oriente", spiega Höppner. La percentuale di agenzie e tour operator che si aspettano un aumento dei prezzi dei servizi di viaggio nei prossimi mesi è aumentata a marzo. Una delle ragioni è l'incremento dei costi del carburante nelle ultime settimane, che potrebbe rendere più costosi i voli di andata e ritorno. "Un aumento dell'inflazione è destinato a pesare sui budget di viaggio di molti vacanzieri nel corso dell'anno", conclude Höppner. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Industria: +0,1% m/m produzione a febbraio, +0,5% a/a (Istat)
10/04/2026 10:36
Industria: +0,1% m/m produzione a febbraio, +0,5% a/a (Istat)
ROMA (MF-NW)--A febbraio 2026 l'indice destagionalizzato della produzione industriale aumenta dello 0,1% rispetto a gennaio mentre al netto degli effetti di calendariodello 0,5% in termini tendenziali (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20, come a febbraio 2025). Nella media del trimestre dicembre-febbraio il livello della produzione diminuisce dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rileva l'Istat spiegando che l'indice destagionalizzato della produzione industriale registra un modesto incremento congiunturale. Risulta, tuttavia, negativo l'andamento congiunturale complessivo nella media del periodo dicembre-febbraio. Si rileva, tra i principali raggruppamenti di industrie, una dinamica mensile positiva per i beni strumentali e i beni intermedi, mentre sono in flessione i beni di consumo e l'energia. Su base annua, dopo la flessione di gennaio, l'indice generale, al netto degli effetti di calendario, torna a crescere. L'indice destagionalizzato aumenta su base mensile per i beni strumentali (+1,1%) e i beni intermedi (+0,2%); mentre si osservano flessioni per i beni di consumo (-0,4%) e l'energia (-4,8%). Su base annua crescono in misura più marcata i beni strumentali (+4,4%) e con minore intensità i beni intermedi (+0,1%); variazioni negative registrano invece, i beni di consumo e l'energia (-2,1% per entrambi i raggruppamenti). I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più elevati sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,0%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+7,8%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+5,2%). Le flessioni più ampie si rilevano nella fabbricazione di prodotti chimici (-6,8%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%) e nelle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchinari ed apparecchiature (-5,8%). com/pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: B.Cucinelli, dati trim. lussuosi (Jpm)
10/04/2026 10:36
MARKET DRIVER: B.Cucinelli, dati trim. lussuosi (Jpm)
MILANO (MF-NW)--Jp Morgan conferma la raccomandazione overweight e il prezzo obiettivo a 130 euro su B.Cucinelli. Gli analisti definiscono "lussuosi" e "di alta qualità" i dati sul fatturato del gruppo nel primo trimestre, risultati del 4% superiori alle attese. Le previsioni sui ricavi vengono aumentate dell'1% sul 2026, il 2027 e il 2028. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: B.Cucinelli, Ubs alza target price
10/04/2026 10:31
MARKET DRIVER: B.Cucinelli, Ubs alza target price
MILANO (MF-NW)--Ubs ha alzato da 112 a 114 euro il prezzo obiettivo su B.Cucinelli (+4,82% a 83,5 euro), confermando la raccomandazione buy. Gli analisti hanno aumentato le stime di Eps dell'1% sul 2027 e il 2028 dopo i dati sui ricavi del primo trimestre 2026 superiori alle attese. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: conflitto MO spingerà emergenti a riconsiderare strategie energetiche (Federated Hermes)
10/04/2026 10:30
MARKET DRIVER: conflitto MO spingerà emergenti a riconsiderare strategie energetiche (Federated Hermes)
MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente spingerà i governi dei mercati emergenti a riconsiderare le proprie strategie di sicurezza energetica, favorendo un'accelerazione nell'adozione di fonti alternative. In questo contesto, energia nucleare e rinnovabili tornerebbero al centro dell'attenzione, mentre i paesi cercheranno di ridurre la dipendenza dai flussi di idrocarburi per tutelarsi da eventuali future crisi geopolitiche, commenta Kunjal Gala, Head of Global Emerging Markets di Federated Hermes. Gli Stati Uniti risentono in misura minore della crisi mediorientale, grazie al loro status di esportatori netti. "Molti paesi asiatici, invece, hanno subito maggiormente il peso delle ripercussioni, dato che circa l'80% del petrolio e del gas che transita attraverso lo Stretto di Hormuz è destinato proprio all'Asia. Questa esposizione ha provocato un vero e proprio shock in molti paesi che dispongono di scorte energetiche limitate, in particolare quelle di gas", prosegue l'esperto. "A nostro avviso, le principali conseguenze del conflitto comprendono uno sconvolgimento dello status quo geopolitico in Medio Oriente, cambiamenti nelle priorità globali in materia di sicurezza energetica e un ulteriore indebolimento della competitività industriale nelle regioni più esposte agli shock energetici", conclude Gala. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)