Consumi: +314 spesa famiglie 2026, boom per tecnologia (ConfCom)
10/08/2026 20:15
Consumi: +314 spesa famiglie 2026, boom per tecnologia (ConfCom)
ROMA (MF-NW)--Nel 2026 la spesa reale pro capite per consumi ha raggiunto i 23.261 euro (era 19.877 euro nel 1995), con un aumento di 314 euro rispetto al 2025, superando i livelli pre-Covid ma anche il picco del 2007 (22.975 euro), anno di inizio della grande crisi finanziaria globale. La ripresa della domanda, favorita anche dalla progressiva crescita dell'occupazione e dei redditi, non ha consentito, però, il pieno recupero dei livelli di consumo per tutti i segmenti di spesa. E' quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane 1995-2026. Negli ultimi 30 anni: cambia la composizione della spesa per i consumi delle famiglie con piu' servizi e tempo libero, meno beni tradizionali BOOM PER TECNOLOGIA, TELEFONIA E INFORMATICA Tecnologia, telefonia e informatica guidano la classifica delle abitudini di consumo degli italiani con una crescita "monstre" della spesa pro capite, rispetto al 1995, di quasi il 3.200%. Molto sostenuti anche i consumi legati alla fruizione del tempo libero, in particolare per i servizi culturali e ricreativi cresciuti del 137%. Ad eccezione di questi due comparti, poche altre voci mostrano segnali strutturali di espansione: è il caso della ristorazione (+25,3%) e delle spese per viaggi e vacanze (+17,2%) che, comunque, non sono ancora tornate sui livelli pre-Covid. MENO BENI FISICI TRADIZIONALI In leggera flessione, invece, l'alimentazione domestica (-3,5% negli ultimi tre decenni), anche a causa delle dinamiche demografiche e della crescita dei pasti fuori casa, mentre tra i segmenti meno dinamici si confermano l'abbigliamento e le calzature (+6,2%), la cui domanda appare oggi più orientata verso capi a minore valore intrinseco (il cosiddetto fast fashion), e quello dei mobili e oggetti per la casa (+5,9%). La domanda di beni tradizionali rimane, dunque, contenuta nel 2026, indice di un atteggiamento di prudenza delle famiglie dettato prevalentemente dall'incertezza che caratterizza l'attuale contesto economico. Discorso a parte per l'energia domestica (-37,4%) in consistente contrazione per comportamenti di consumo più attenti, ma anche grazie ad un crescente utilizzo di prodotti e sistemi a risparmio energetico. pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
10/08/2026 18:43
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in lieve calo a metà seduta, con il Dow Jones che perde lo 0,19%, l'S&P 500 lo 0,08% e il Nasdaq Composite lo 0,38%, mentre gli investitori restano in attesa di nuovi sviluppi sul fronte mediorientale. "L'accordo Iran-Oman è in fase di finalizzazione e costituirà il prossimo terreno di scontro: fonti iraniane hanno confermato che includerà una serie di precondizioni (eliminazione sanzioni, compensazioni per danni e garanzie su sicurezza Iran) che gli Stati Uniti non sembrano disposti ad attivare", spiegano gli esperti di Mps. In questo quadro, i prezzi del petrolio trattano in netto rialzo, con il Brent che sale del 3,93% a 86,6 dollari al barile e il Wti del 4,03% a 81,63 dollari. Intanto, le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti (Spr) sono scese sotto i 300 milioni di barili, al livello più basso dal 1983, mentre i mercati energetici globali restano sotto pressione a causa del conflitto in Medio Oriente. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, la scorsa settimana le riserve SPR sono scese a 298,7 milioni di barili. Lato banche centrali, la contrazione inattesa dell'occupazione non agricola ha ridotto le aspettative degli investitori di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, gli operatori attribuiscono ora una probabilità di circa il 44% a un aumento dei tassi nella riunione di settembre, in calo rispetto al 67% di una settimana fa. L'attenzione degli investitori si concentrerà sul dato dell'inflazione di luglio, in agenda mercoledì. Il consenso di mercato vede un lieve calo sia dell'inflazione headline sia di quella core. "A nostro avviso, sarebbe necessario un rialzo dell'inflazione significativamente superiore alle attese, peraltro improbabile, per spostare l'equilibrio dei membri del Fomc verso un rialzo dei tassi nella riunione della Fed di settembre", osserva Enrique Díaz-Alvarez, Chief Economist di Ebury. Sul fronte societario: - Il titolo di Nvidia cala del 2,44% nonostante gli analisti di Bank of America abbiano mantenuto il giudizio buy sul titolo, sottolineando che "le azioni sono a buon mercato nonostante la rapidità con cui sta crescendo la società". Gli analisti prevedono inoltre che Nvidia supererà le stime sui ricavi e alzerà le proprie previsioni in vista della pubblicazione dei risultati del quarto trimestre, attesa per il 26 agosto. - GameStop sta valutando di ritirare l'offerta da 56 miliardi di dollari per l'acquisizione della piattaforma di e-commerce eBay e proporre una soluzione alternativa, secondo quanto riportato da Bloomberg, che cita fonti informate sulla vicenda. Il titolo perde lo 0,18% in apertura. - Le azioni di HP salgono dello 0,6% dopo che Morgan Stanley ha alzato il rating del titolo da equal-weight a overweight. Gli analisti della banca hanno affermato che la società presenta attualmente un profilo rischio/rendimento interessante. - Intel perde il 2,4% dopo aver annunciato un'offerta di azioni ordinarie per un valore di 15 miliardi di dollari. La società ha dichiarato che intende utilizzare i fondi per scopi aziendali generali, che potrebbero includere spese in conto capitale e capitale circolante. L'offerta consentirà all'azienda di continuare a crescere mantenendo un solido bilancio, ha affermato Intel. - Hewlett Packard Enterprise (Hpe) guadagna il 3,95% dopo che Morgan Stanley ha portato il giudizio sul titolo da neutrale a sovrappeso. Gli analisti della banca hanno affermato che, al momento, "la società presenta un profilo rischio/rendimento interessante e che il mercato sta sottovalutando l'asimmetria tra la capacità di generare utili di Hpe e la sua valutazione". - Berkshire Hathaway sale del 2,12% a metà seduta. La società ha accelerato il ritmo dei buyback dopo aver chiuso il secondo trimestre con un utile operativo in crescita del 16%, a 12,98 miliardi di dollari. Il risultato è stato sostenuto dai maggiori guadagni realizzati nei comparti energetico, ferroviario e manifatturiero, che hanno più che compensato la debolezza del business assicurativo. L'utile netto è più che raddoppiato, raggiungendo i 25,67 miliardi di dollari, rispetto ai 12,37 miliardi registrati nello stesso trimestre del 2025. - Apple cala del 2,42% dopo che Jefferies ha declassato il titolo da hold a underperform. Inoltre, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la società starebbe testando i chip di memoria prodotti dall'azienda cinese Cxmt, nel tentativo di far fronte alla carenza di memorie legata alla crescente domanda di prodotti per l'intelligenza artificiale. - Verisk Analytics perde il 4,69% dopo che un giudice del Delaware ha ordinato alla società di procedere con l'acquisizione di AccuLynx per 2,35 miliardi di dollari. Verisk aveva precedentemente annullato l'operazione, ma il tribunale ha ritenuto invalida la risoluzione dell'accordo, attribuendo alla società una condotta intenzionale che ha impedito il perfezionamento dell'operazione. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)