COMMENTO BOND: rischio di concentrazione su mega-bond tech, ecco come evitarlo
28/07/2026 17:45
COMMENTO BOND: rischio di concentrazione su mega-bond tech, ecco come evitarlo
MILANO (MF-NW)--I "mega-bond" delle Big Tech non rappresentano un rischio di credito sistemico immediato per Anton Dombrovsky, Portfolio Specialist di T. Rowe Price: i principali emittenti mantengono generalmente solidi flussi di cassa, un ottimo accesso al mercato e una sostanziale capacità di bilancio. La considerazione più rilevante riguarda piuttosto l'impatto tecnico sugli spread creditizi e sulle valutazioni. "Emissioni ripetute su larga scala aumentano il peso dei medesimi emittenti negli indici di riferimento investment grade, imponendo ai fondi passivi che replicano tali indici di assorbire una maggiore esposizione, a prescindere dalle valutazioni. Ciò è particolarmente rilevante per le scadenze più lunghe, dove la spread duration è maggiore e la sensibilità all'offerta aggiuntiva tende a essere più elevata", puntualizza l'esperto. L'effetto per Dombrovsky non è quindi trascurabile, nemmeno all'interno di un portafoglio ampiamente diversificato. "La diversificazione basata sul numero di emittenti può sovrastimare la reale diversificazione quando molti dei principali componenti del benchmark stanno finanziando lo stesso ciclo di investimenti nell'IA, mentre i relativi investimenti nei data center creano un'ulteriore esposizione economica verso molte delle stesse controparti. Questa tendenza è già evidente nel mercato investment grade statunitense ed è probabile che diventi sempre più rilevante su scala più ampia, man mano che i finanziamenti al settore tecnologico si espanderanno tra diverse valute e i pesi all'interno dei benchmark continueranno a crescere". E' proprio qui, secondo l'esperto, "che la gestione attiva può creare valore. La decisione non riguarda semplicemente la scelta di possedere o meno il debito degli hyperscaler, ma quale emittente scegliere, in quale quantità, con quale scadenza, in quale valuta e a quale spread. Un gestore attivo può distinguere tra emittenti con fondamentali più solidi e quelli soggetti a una maggiore pressione di finanziamento o di leva finanziaria, ridurre o evitare l'esposizione a duration lunga ove opportuno, scegliere tra debito della società controllante e strumenti garantiti o strutturati, oppure semplicemente rifiutare nuove emissioni che non offrono un rendimento adeguato rispetto al rischio. Le strategie passive, al contrario, sono generalmente tenute a detenere i titoli in linea con i pesi del benchmark e non possono assumere decisioni legate alle valutazioni o ai singoli emittenti". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)