WALL STREET: commento di chiusura
14/08/2026 08:10
WALL STREET: commento di chiusura
MILANO (MF-NW)--Chiusura in rialzo a Wall Street, con l'S&P 500 che ha registrato nuovi record dopo che i prezzi alla produzione più deboli del previsto hanno aumentato la probabilità di una sesta pausa consecutiva della politica monetaria da parte della Federal Reserve a settembre. Il Nasdaq Composite è salito dello 0,81% a 26.803,03 punti, mentre l'S&P 500 è avanzato dello 0,65% a 7.798,99 punti. Il Dow Jones è salito dello 0,13% a 53.839,99 punti, riuscendo a recuperare dopo essere sceso nel corso della seduta. L'S&P 500 ha raggiunto quota 7.816,70 punti, il livello più alto mai toccato nel corso della seduta. I settori dei servizi di comunicazione e della tecnologia sono stati tra quelli con i maggiori rialzi, mentre il comparto dei materiali ha guidato i ribassi. Sul fronte societario: - tra le società con una capitalizzazione di mercato superiore ai 200 miliardi di dollari, otto delle prime dieci per rendimento sono appartenute ieri al settore tecnologico, secondo i dati elaborati da Finviz. Sandisk ha guidato la classifica con un rialzo del 14%, con l'azienda che prevede una crescita dei ricavi nella fascia medio-alta delle percentuali a due cifre tra l'anno fiscale 2028 e l'anno fiscale 2030. - Cisco è crollata dell'8,4%, risultando tra i titoli peggiori del Dow Jones, dell'S&P 500 e del Nasdaq. Il colosso tecnologico ha registrato nel quarto trimestre dell'anno fiscale ricavi dai servizi invariati a 3,79 miliardi di dollari, inferiori ai 3,81 miliardi attesi dal consenso raccolto da FactSet. Su base non-Gaap, il margine lordo sui prodotti è sceso al 64,8% dal 67,5% di un anno fa, pesando sul margine lordo complessivo. Sul fronte macroeconomico, l'indice dei prezzi alla produzione è rimasto invariato a luglio, dopo il calo dello 0,1% di giugno, contro l'aumento dello 0,2% previsto dagli economisti. I prezzi dell'energia sono scesi del 3,1% nel mese, a fronte di un calo del 9,8% dei liquidi di gas naturale, di una diminuzione del 6,7% del carburante diesel e di un calo del 5,7% dei prezzi della benzina. Escludendo alimentari ed energia, i prezzi alla produzione core sono aumentati dello 0,2%, comunque al di sotto dell'aumento dello 0,3% previsto e della crescita dello 0,4% registrata a giugno. Su base annua, la lettura è aumentata del 4,7% a luglio, mentre quella core è salita del 4,2%, entrambe in rallentamento rispetto a giugno. I dati sui prezzi alla produzione potrebbero effettivamente attenuare "il senso di urgenza della Fed nel rendere più restrittiva la propria politica, almeno nel breve periodo, soprattutto dopo il report sull'occupazione di luglio più debole del previsto", afferma Lindsey Piegza, Chief Economist di Stifel. Il presidente della Federal Reserve Bank di Richmond, Tom Barkin, che non è membro votante del Fomc, ha affermato che rimane incertezza sul percorso dell'inflazione e sulla possibilità che siano necessari rialzi dei tassi per riportarla all'obiettivo del 2%, oppure che possa rallentare autonomamente. La probabilità che la Federal Reserve estenda la pausa della propria politica monetaria fino a settembre è salita al 65% nella serata di ieri, dal 59% del giorno precedente e dal 45% di una settimana fa, secondo il Cme FedWatch. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)