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MARKET DRIVER: Danieli, Equita conferma buy
26/08/2026 15:11
MARKET DRIVER: Danieli, Equita conferma buy
MILANO (MF-NW)--Equita Sim conferma il rating buy su Danieli, con tp di 88 euro, a seguito delle dichiarazioni del ceo della jv Metinvest/Danieli sul progetto siderurgico di Piombino. L'avvio dei cantieri è ora atteso per la primavera del 2027, rispetto alla precedente indicazione di fine 2026, principalmente a causa della complessità dell'iter autorizzativo, che dovrebbe concludersi entro ottobre 2026. Metinvest ha già risposto alle richieste di chiarimento avanzate dalla Regione Toscana e il provvedimento di verifica di assoggettabilità a VIA è atteso per il 4 ottobre. Per quanto riguarda il terzo partner equity, sono pervenute numerose manifestazioni di interesse da parte sia di investitori finanziari, focalizzati sulle infrastrutture, sia di investitori industriali, italiani ed esteri. L'obiettivo è arrivare alla selezione definitiva entro la fine di ottobre 2026. Gli analisti considerano positivo l'elevato interesse manifestato da potenziali investitori e la volontà di concludere la selezione entro fine ottobre, elemento che contribuirebbe a ridurre una delle principali incertezze ancora legate al progetto. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: tassi di interesse più alti più a lungo con boom AI (T. Rowe Price)
26/08/2026 15:10
FOCUS: tassi di interesse più alti più a lungo con boom AI (T. Rowe Price)
MILANO (MF-NW)--Negli ultimi sei trimestri, la spesa in conto capitale legata all'intelligenza artificiale ha contribuito per circa la metà alla crescita del Pil statunitense. Secondo le stime di T. Rowe Price, gli investimenti in infrastrutture e tecnologie legate all'AI potrebbero superare i 1.000 miliardi di dollari nel 2027, pari a circa il 3% del Pil degli Usa. "Il ciclo degli investimenti può essere associato al cloud ma resta connesso all'economia reale: si manifesta nella spesa in conto capitale e direttamente nei dati sulla crescita. In sostanza, potrebbe tradursi in uno stimolo alla domanda del settore privato statunitense, che dagli Stati Uniti si trasferisce all'economia globale. Il ciclo di investimenti nell'IA potrebbe quindi rendere la crescita mondiale più resiliente, con implicazioni sia per i mercati obbligazionari sia per le Borse globali", commenta Blerina Uruci, Chief US Economist, T. Rowe Price. LA CRESCITA E LA QUESTIONE DELL'OCCUPAZIONE La produttività è uno degli ambiti più evidenti in cui stanno emergendo cambiamenti. "Misurata come produzione per lavoratore, la crescita della produttività statunitense è accelerata da circa l'1,5% annuo prima della pandemia a circa il 2,5% negli ultimi trimestri. Dopo due decenni di crescita della produttività relativamente stagnante, potremmo finalmente assistere a una ripresa significativa", riporta l'esperta. Gran parte del dibattito pubblico sull'AI si concentra sulla possibilità che i lavoratori vengano sostituiti. Tuttavia, "non stiamo assistendo a licenziamenti nella misura che molti lavoratori temono. Stiamo invece osservando una più lenta creazione netta di posti di lavoro", dichiara Uruci. Gli effetti potrebbero inoltre essere distribuiti in modo disomogeneo. "Le condizioni per i giovani professionisti, per esempio, possono essere più deboli di quanto suggeriscano i dati aggregati sul mercato del lavoro", prosegue l'esperta. "Stiamo inoltre osservando una combinazione insolita: l'offerta di lavoro è diventata più limitata a seguito dei cambiamenti nella politica sull'immigrazione, eppure il mercato del lavoro non sembra particolarmente rigido. Una forte crescita della produttività potrebbe essere una parte della spiegazione", osserva Uruci. Questi sviluppi hanno implicazioni importanti per la politica monetaria della Fed, che monitora le condizioni del mercato del lavoro insieme all'inflazione. "Se l'AI inizierà a modificare contemporaneamente le assunzioni, le pressioni salariali e la produttività, interpretare i dati sull'occupazione potrebbe diventare più complicato", conclude l'esperta. PERCHÉ LA DINAMICA DELL'INFLAZIONE NON È LINEARE La narrazione prevalente sui mercati è relativamente semplice: nel breve periodo l'AI è inflazionistica perché aumenta la domanda di beni tecnologici e di elettricità mentre l'offerta è limitata. Nel lungo periodo, una maggiore produttività rafforza il lato dell'offerta dell'economia e quindi diventa disinflazionistica. "È un quadro intuitivo, ma credo che sia eccessivamente lineare", dichiara Uruci. "Un approccio migliore consiste nel considerare l'AI come una serie di shock sovrapposti: uno shock agli investimenti, uno shock all'adozione, uno shock ai prezzi, uno shock alla domanda di lavoro e, potenzialmente, un cambiamento più ampio nella struttura produttiva dell'economia. Alcuni di questi fattori spingeranno l'inflazione verso l'alto, altri verso il basso, e arriveranno in momenti diversi", spiega l'esperta. INFLAZIONE PIÙ BASSA NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE TASSI PIÙ BASSI L'ipotesi convenzionale è che, qualora l'AI contribuisse a ridurre l'inflazione, la Fed avrebbe margine per tagliare i tassi, che potrebbero così stabilizzarsi su livelli più bassi. Tuttavia, una maggiore produttività indotta dall'AI potrebbe anche aumentare la crescita economica potenziale. Allo stesso tempo, "l'entità del ciclo degli investimenti in conto capitale genera una forte domanda di investimenti e di capitale. Questa combinazione potrebbe far aumentare il tasso R-star", continua Uruci. "Un'economia caratterizzata da una crescita potenziale più forte e da una maggiore domanda di investimenti potrebbe aver bisogno di operare con un tasso neutrale d'interesse più elevato, anche se l'inflazione fosse più bassa", dichiara l'esperta. DEFICIT FISCALI AGGIUNGONO PRESSIONE SU PARTE LUNGA DELLA CURVA La politica fiscale introduce un ulteriore elemento di preoccupazione sui rendimenti obbligazionari. "La trasformazione tecnologica potrebbe richiedere ai governi maggiori spese per i lavoratori che vengono sostituiti o che necessitano di riqualificazione, sostegno al reddito e altre forme di assistenza. In assenza di cambiamenti nelle priorità di spesa o fiscali, deficit pubblici più elevati potrebbero quindi rimanere una caratteristica dell'economia più a lungo", osserva Uruci. Per i mercati obbligazionari, le implicazioni vanno oltre il percorso dei tassi della Fed. "Deficit persistenti e maggiore offerta di titoli di Stato possono influenzare il premio a termine che gli investitori richiedono per detenere debito pubblico con scadenze più lunghe, creando un'ulteriore fonte di pressione sui rendimenti di lungo periodo. In definitiva, l'IA potrebbe contribuire a ridurre l'inflazione attraverso una maggiore produttività", prosegue l'esperta. "Ma se allo stesso tempo aumentasse la crescita potenziale e il tasso d'interesse reale di equilibrio, il risultato potrebbe comunque essere un mondo caratterizzato da tassi d'interesse più elevati più a lungo", conclude Uruci. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Usa: +1,5% t/t Pil 2° trimestre
26/08/2026 15:04
Usa: +1,5% t/t Pil 2° trimestre
MILANO (MF-NW)--La crescita economica statunitense, misurata dal prodotto interno lordo, è aumentata dell'1,5% nel secondo trimestre, invariata rispetto alla stima preliminare pubblicata il mese scorso e in linea con le attese degli economisti. Nel primo trimestre, il Pil era aumentato del 2,1%. Le spese per consumi personali sono cresciute del 3,4%, dopo il rialzo dello 0,5% nel primo trimestre, con una revisione al rialzo rispetto all'aumento del 3,2% indicato nella stima preliminare. È stata inoltre registrata una lieve revisione al rialzo del contributo degli investimenti fissi non residenziali, mentre sono stati rivisti al ribasso i contributi delle scorte private, delle esportazioni nette e della spesa pubblica. Non è stata apportata alcuna modifica al contributo degli investimenti fissi residenziali. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: aspettative export Germania in netto miglioramento ad agosto (Ifo)
26/08/2026 15:02
TOP NEWS ESTERO: aspettative export Germania in netto miglioramento ad agosto (Ifo)
MILANO (MF-NW)--Il sentiment dell'industria tedesca orientata all'esportazione è migliorato sensibilmente. L'indice Export Expectations elaborato dall'istituto Ifo si è attestato a 9,6 punti ad agosto, dai -2,8 di luglio. Si tratta del dato più alto dal febbraio del 2022 e del maggiore incremento dal giugno del 2020. "L'industria esportatrice sta aumentando il ritmo", afferma Klaus Wohlrabe dell'istituto Ifo. "Le esportazioni, in particolare verso l'Unione europea, stanno vivendo un boom, mentre quelle verso la Cina continuano a essere deboli". LO SPACCATO PER SETTORI I produttori di apparecchiature elettriche continuano a essere molto ottimisti, così come quelli di apparecchiature per l'elaborazione dei dati e di prodotti elettronici e ottici. La crescente digitalizzazione dell'economia e gli elevati investimenti nell'AI svolgono senza dubbio un ruolo in questo quadro. Anche l'industria automobilistica è diventata molto più ottimista riguardo alle proprie prospettive di esportazione. Sta emergendo una nuova fiducia anche tra i produttori di beni in metallo. Al contrario, l'industria della carta e le aziende attive nella produzione e lavorazione dei metalli prevedono un calo delle esportazioni. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Usa: +0,2% m/m deflatore core luglio (+3,3% a/a)
26/08/2026 14:52
Usa: +0,2% m/m deflatore core luglio (+3,3% a/a)
MILANO (MF-NW)--Il reddito personale negli Usa è aumentato dello 0,4% a luglio, dopo il rialzo dello 0,2% di giugno, battendo il consenso degli economisti che avevano previsto un incremento dello 0,2%. Le spese per consumi personali sono aumentate dello 0,2%, oltre l'incremento dello 0,1% previsto e dopo il rialzo dello 0,3% registrato nel mese precedente. Al netto dell'inflazione, le spese reali sono rimaste invariate, come previsto, dopo l'aumento dello 0,4% di giugno. L'indice dei prezzi Pce (deflatore) è rimbalzato dello 0,2%, più velocemente rispetto all'aumento dello 0,1% atteso, mantenendo il tasso su base annua al 3,7%. A giugno l'indice dei prezzi era diminuito dello 0,1% su base mensile. Infine l'indice core dei prezzi Pce (deflatore core) è aumentato dello 0,2%, come previsto, dopo il rialzo dello 0,1% di giugno. Il tasso su base annua è rimasto al 3,3% nel mese. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)