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COMMENTO ENERGY: Brent oltre 111 usd, timori di escalation in Medio Oriente
22/10/2026 08:21
COMMENTO ENERGY: Brent oltre 111 usd, timori di escalation in Medio Oriente
MILANO (MF-NW)--Il petrolio si rafforza nelle prime contrattazioni di oggi, in un contesto di timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente. In particolare, il Brent sale del 2,55% a 111,57 usd e il Wti del 2,26% a 99,35 usd. A ottobre, i flussi di petrolio in uscita dal Golfo Persico sono quasi tornati ai livelli precedenti all'inizio della guerra in Iran, ma gli operatori restano cauti di fronte a una ripresa ancora fragile. "Sì, stiamo iniziando a vedere una ripresa, ma il problema è che una quota consistente di quei barili deve seguire rotte più tortuose", afferma Ben McMillan, chief investment officer di Idx Advisors. "Una parte consistente del petrolio continua a transitare attraverso oleodotti terrestri, petroliere adibite al trasbordo e persino navi della flotta ombra. L'esportazione di petrolio dal Golfo comporta quindi ancora un sovrapprezzo, oltre a costi elevati, perché il traffico marittimo non è ancora ripreso completamente", aggiunge l'esperto. Per quanto riguarda il gas europeo, il future Ttf novembre si attesta in rialzo dell'1,72% a 88,93 euro per megawattora. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (segue) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Gas europeo: future Tft novembre in rialzo dell'1,72% a 88,93 euro
22/10/2026 08:18
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Brevetti: domande da università più che raddoppiate in 10 anni, in Italia CNR in vetta (EPO)
22/10/2026 08:16
Brevetti: domande da università più che raddoppiate in 10 anni, in Italia CNR in vetta (EPO)
MILANO (MF-NW)--Le domande di brevetto europee che coinvolgono le università, gli enti di ricerca pubblici o gli ospedali di ricerca, sono più che raddoppiate negli ultimi due decenni, da 3.200 domande nel 2006 a quasi 8.000 nel 2025. L'Italia si posiziona al 6* posto in Europa per numero di spin-off accademici che hanno presentato domande di brevetto all'EPO, con un totale di 289 aziende. E' quanto emerge da un nuovo studio dell'Ufficio Europeo dei brevetti (EPO), condotto insieme a ASTP - Associazione europea dei professionisti del trasferimento tecnologico - e l'istituto di ricerca Fraunhofer ISI, che fornisce il primo punto di riferimento a livello europeo combinando i dati relativi ai brevetti con quelli di un'indagine condotta con più di 800 uffici di trasferimento tecnologico (UTT) in Europa. Dei 809 uffici di trasferimento tecnologico (UTT) analizzati, il 90,5% sono di piccole e medie dimensioni, mentre solo il 9,5% di grandi dimensioni. Proprio questi UTT di grandi dimensioni hanno sei volte più personale, sostengono istituzioni con una spesa per la ricerca 23 volte superiore e un organico dedicato alla ricerca quasi sette volte più numeroso, oltre che ricevere quasi 16 volte più segnalazioni di invenzioni rispetto agli uffici di piccole o medie dimensioni. Una volta che un'invenzione è presa in carico da un UTT di piccole e medie dimensioni possono contribuire a portarla avanti fino al brevetto, una licenza o una start-up con percentuali di successo paragonabili a quelli degli UTT più grandi. La differenza sta nella capacità: gli uffici di maggiori dimensioni sono in grado di gestire un volume di attività notevolmente superiore per ogni dipendente, poiché possono avvalersi di competenze specialistiche, procedure consolidate e reti commerciali più solide. Lo studio evidenzia anche che gli UTT locali possono rafforzare le proprie capacità attingendo a competenze, risorse finanziarie e reti di mercato più ampie. Una maggiore collaborazione tra gli istituti di ricerca e le aziende dei vari paesi europei potrebbe inoltre aiutare le invenzioni promettenti a trovare i partner giusti per arrivare sul mercato. I brevetti depositati direttamente dalle università europee rappresentano circa il 9% dei brevetti europei, vicino ai livelli degli Stati Uniti. Le università in Europa detengono inoltre una quota molto maggiore delle proprie invenzioni rispetto a vent'anni fa. Tuttavia, il 40,7% dei brevetti europei di proprietà diretta delle università europee scade entro dieci anni, rispetto al 26,3% di quelli di proprietà delle università statunitensi. Con l'intensificarsi della concorrenza, in particolare alla luce della rinnovata attenzione della Cina alla commercializzazione delle tecnologie universitarie nel suo 15esimo Piano quinquennale, l'Europa necessita di un sostegno più incisivo al trasferimento tecnologico per aiutare la ricerca a raggiungere il mercato. Le domande di brevetto europee che coinvolgono le università, gli enti di ricerca pubblici o gli ospedali di ricerca, sono più che raddoppiate negli ultimi due decenni, da 3.200 domande nel 2006 a quasi 8.000 nel 2025. La Germania, la Francia e il Regno Unito sono i paesi leader, ma la loro quota complessiva è scesa da quasi il 64% a circa il 55%. Più che un calo nei paesi leader, ciò indica un ampliamento della base di ricerca europea, con una crescita particolarmente forte nei Paesi Bassi e in Spagna e un aumento dell'attività in molti altri paesi, tra cui l'Italia. Nel 2025 gli istituti di ricerca sono stati richiedenti di circa il 34% delle domande di brevetto riguardanti applicazioni biotecnologiche di origine europea, del 29% delle domande nel settore delle tecnologie quantistiche e del 26% nel settore farmaceutico. La loro capacità di portare le invenzioni sul mercato riveste quindi un'importanza strategica. I principali istituti di ricerca pubblici in Europa sono il CNRS (Francia), il Fraunhofer-Gesellschaft (Germania), il CEA (Francia), l'Inserm (Francia) e l'Imec (Belgio). Insieme allo studio, l'Ufficio Europeo dei brevetti (EPO) sta lanciando una piattaforma di dati, dal nome Data Desk Dashboard, dedicata alla ricerca pubblica europea, che consentirà agli utenti di analizzare l'attività brevettuale per paese, istituzione e tecnologia. I dati di questa nuova piattaforma mostrano che il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è in testa alla classifica degli istituiti italiani di ricerca per numero di domande di brevetto all'EPO (con 34 domande), seguite dal Politecnico di Milano (29 domande) e dall'Istituto italiano di tecnologia (21 domande). Il Politecnico di Torino (20) e l'Università degli studi di Milano (17) completano la classifica dei primi 5 istituiti pubblici e di ricerca italiani più attivi in materia di brevetti. Anche i principali istituti di ricerca pubblici italiani, in base al numero di domande di brevetto, mostrano una forte specializzazione in settori tecnologici strategici. Per esempio, il CNR, il più grande ente di ricerca pubblico italiano, ha registrato il picco massimo di attività brevettuale nel settore dei semiconduttori, seguito da quello delle tecnologie ambientali e dell'ottica. Il Politecnico di Milano si è distinto nei settori della tecnologia medica, dei sistemi di controllo e delle biotecnologie. Mentre l'IIT ha dimostrato particolare forza nei settori della tecnologia medica, dei prodotti farmaceutici e della chimica dei materiali di base. Allo stesso tempo, il Politecnico di Torino ha concentrato i propri studi innovativi nei settori delle macchine elettriche, degli apparecchi e dell'energia, delle tecnologie di misurazione e della chimica dei materiali di base. Infine, l'Università degli studi di Milano ha dimostrato un solido profilo in termini di brevetti nei settori della biotecnologia, della chimica dei materiali di base e della chimica macromolecolare e dei polimeri. Nel loro insieme, questi dati evidenziano la diversità dell'ecosistema della ricerca pubblica italiana. La piattaforma dell'EPO Deep Tech Finder (DTF) è stata ampliata con ulteriori dati sulla ricerca pubblica europea, così da facilitare connessioni tra istituti di ricerca, industria e investitori. I dati del DTF mostrano che l'Italia si posiziona al 6* posto in Europa per numero di spin-off accademici che hanno presentato domande di brevetto all'EPO, con un totale di 289 aziende. La maggioranza (89,6%) si trovano nella fase iniziale di crescita, il che significa che hanno completato con successo le attività di convalida tecnologica e di verifica della fattibilità e ora si stanno concentrando sulla trasformazione dei prototipi di laboratorio in prodotti pronti per il mercato. Solo 19 spin-off italiani hanno raggiunto la fase di espansione, caratterizzata dall'ampliamento del team, dall'ingresso in mercati commerciali più ampi e dalla raccolta di finanziamenti tramite capitale di rischio finalizzati ad accelerare lo sviluppo aziendale. Nessuno spin-off italiano ha già raggiunto la fase di crescita avanzata, dove le aziende ottengono round di finanziamento su larga scala, superano valutazioni di 500 milioni di dollari e consolidano una presenza internazionale significativa. Infine, intorno al 3,8% degli spin-off italiani sono stati acquisiti da aziende più grandi. Queste operazioni rappresentano importanti canali per la valorizzazione economica dei risultati della ricerca. com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di chiusura
22/10/2026 08:00
WALL STREET: commento di chiusura
MILANO (MF-NW)--Gli indici azionari statunitensi hanno chiuso in rialzo mercoledì, sostenuti dal rally dei titoli di SpaceX e Super Micro Computer, che ha dato ulteriore slancio agli investimenti legati all'intelligenza artificiale. Il Nasdaq Composite ha guadagnato l'1,1%, a 26.702,86 punti, l'S&P 500 è salito dello 0,6%, a 7.757,17 punti, mentre il Dow Jones Industrial Average ha registrato un progresso dello 0,7%, a 52.856,09 punti. Il rialzo dell'S&P 500 si è così esteso per la terza seduta consecutiva. La maggior parte dei settori ha chiuso in territorio positivo, con la tecnologia in testa, mentre i servizi di comunicazione hanno registrato le performance peggiori. Secondo i dati elaborati da Finviz, sei dei primi dieci titoli con una capitalizzazione di mercato superiore a 200 miliardi di dollari appartenevano al settore tecnologico. SpaceX si è posizionata in cima alla classifica delle società a maggiore capitalizzazione, con un rialzo del 7,8%, risultando anche tra i principali titoli in crescita sul Nasdaq. L'Etf iShares Phlx Semiconductor, con circa 48,43 miliardi di dollari di patrimonio in gestione, ha guadagnato il 2,1%, mentre gli investitori sono tornati gradualmente a puntare sul comparto dell'AI dopo le forti vendite della scorsa settimana. SpaceX, società attiva nel settore dei satelliti e dei razzi, ha comunicato martedì sera di essere tornata in utile nel terzo trimestre, con ricavi in forte crescita grazie ai risultati delle divisioni dedicate all'intelligenza artificiale e alla connettività, che hanno superato le attese di Wall Street. Elon Musk, alla guida sia di SpaceX sia di Tesla, ha inoltre annunciato che le due società hanno istituito comitati speciali per valutare una possibile fusione. Secondo Saxo Bank, un'operazione di questo tipo consentirebbe alle aziende di condividere tecnologie, ridurre i costi sovrapposti e accelerare lo sviluppo. Il broker stima che il valore di mercato combinato delle due società potrebbe raggiungere circa 3.500 miliardi di dollari. "Questi risultati hanno migliorato il clima nel settore tecnologico", afferma Jim Reid, responsabile globale della ricerca macroeconomica e tematica di Deutsche Bank, in una nota. Anche Tesla ha beneficiato del clima positivo, con le azioni in rialzo del 3,4% in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali, avvenuta dopo la chiusura dei mercati. Anche Meta Platforms avrebbe dovuto diffondere i propri conti a mercati chiusi. Sul fronte macroeconomico, le richieste di mutui negli Stati Uniti sono diminuite del 5,3% nella settimana conclusa il 16 ottobre, a causa della contrazione delle domande di rifinanziamento e di quelle per l'acquisto di nuove abitazioni. Il calo si è verificato nonostante la prima riduzione in due mesi dei tassi sui mutui a tasso fisso a 30 anni, secondo i dati della Mortgage Bankers Association. Nella settimana conclusa il 9 ottobre, l'attività complessiva aveva già registrato una flessione del 2,7%. L'asta del Tesoro statunitense sui titoli a 20 anni ha registrato un rendimento massimo del 5,469%, in aumento rispetto al 5,420% dell'asta precedente. Il rapporto tra domanda e offerta (bid-to-cover) è salito a 2,73, dal precedente 2,57, segnalando un aumento della domanda di titoli di Stato. I rendimenti dei Treasury hanno mostrato un andamento contrastato. Il tasso sui titoli a 10 anni è rimasto sostanzialmente invariato al 5,12%, mentre quello sui titoli a 30 anni è sceso di 1,5 punti base, al 5,41%. Il rendimento dei titoli a due anni è salito di circa due punti base, all'4,81%. Nel comparto energetico, le scorte commerciali di greggio statunitense, escluse quelle della Riserva strategica di petrolio, sono diminuite di 3,1 milioni di barili nella settimana conclusa il 16 ottobre, dopo la contrazione di 8,6 milioni di barili registrata nella settimana precedente. Il calo è stato nettamente superiore ai 340.000 barili previsti da un sondaggio elaborato dagli economisti. Sul fronte societario: - Super Micro Computer ha registrato un balzo del 9,5%, collocandosi tra i migliori titoli dell'S&P 500 e del Nasdaq, dopo aver comunicato martedì sera ricavi preliminari e margini del primo trimestre dell'esercizio fiscale superiori alle aspettative. Nella seconda ricostruzione, il titolo risulta in rialzo del 9,6%, il secondo migliore dell'S&P 500. Gli analisti di Wedbush Securities, tra cui Matt Bryson, definiscono la forte sorpresa positiva sui risultati "un ulteriore segnale favorevole per la domanda di IA nel terzo trimestre". - All'estremo opposto, AT&T è stato il peggior titolo dell'S&P 500, con un calo del 6,5%. Il gruppo delle telecomunicazioni ha rivisto al rialzo le previsioni sugli utili per l'intero anno dopo aver pubblicato risultati del terzo trimestre superiori alle attese, ma la crescita degli abbonati alla telefonia mobile postpagata è risultata inferiore alle stime. - Netflix ha perso il 5,3%, tra i titoli peggiori dell'S&P 500 e del Nasdaq. Le previsioni per il quarto trimestre, diffuse martedì sera, si sono rivelate inferiori alle attese, penalizzando il titolo nonostante risultati del secondo trimestre migliori del previsto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: borse viste in calo in avvio
22/10/2026 07:45
MARKET DRIVER: borse viste in calo in avvio
MILANO (MF-NW)--E' previsto un avvio in calo per le borse europee in scia ai segni meno in Asia. Il future sull'eurostoxx ora segna un ribasso dello 0,8% circa. Sul fronte macro da seguire negli Usa le Richieste di sussidio settimanali e il Superindice di settembre. Nell'Eurozona occhi puntati sull'indice di fiducia dei consumatori. A Milano focus su Moncler che ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con ricavi consolidati di gruppo pari a 1,895 miliardi di euro, in crescita del 6% a cambi costanti e del 3% a cambi correnti, rispetto agli 1,841 miliardi di euro dello stesso periodo del 2025. Da segnalare anche Leonardo. Doppietta da 3,7 miliardi di euro per Leonardo Rheinmetall Military Vehicles. Secondo quanto apprende MF-Milano Finanza da fonti finanziarie, la joint venture Italo-tedesca si è aggiudicata due maxi-contratti nell'ambito del piano di ammodernamento dei mezzi corazzati dell'Esercito italiano. fus MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)