WALL STREET: commento di metà seduta
24/08/2026 18:39
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano contrastanti a metà seduta, con il Dow Jones che sale dello 0,33%, mentre l'S&P 500 cede lo 0,1% e il Nasdaq Composite lo 0,34%. I mercati attendono ulteriori dettagli sulle sanzioni economiche degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran e su quali ripercussioni avranno sul mercato petrolifero. Intanto, il Nasdaq è appesantito dalle performance dei titoli tech: Coherent (-4,9%), Lumentum (-4,2%), Sandisk (-5,7%), Corning (-3,1%), Micron (-5,3%) e Seagate (-6,1%). Anche le aziende produttrici di chip sono in calo: Marvell (-3,6%), Amd (-2,9%) e Intel (-2,7%). Sul fronte geopolitico, il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent illustrerà, in una conferenza stampa attesa per le 19.00 ora italiana, il nuovo pacchetto di misure economiche contro l'Iran, definito da Washington il "D-Day economico contro Teheran". In questo quadro, i prezzi del petrolio trattano in calo, con il Brent che perde l'1,97% e il Wti il 2,16%. Inoltre, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che gli Stati Uniti aumenteranno al 50% le tariffe sulle importazioni di auto, camion e componenti auto dal Canada a partire dal 1* gennaio 2027, in seguito al fallimento dei negoziati commerciali della scorsa settimana. "Il Canada ha derubato gli Stati Uniti d'America per anni. Le loro tariffe ridicolmente alte sui nostri agricoltori e prodotti agricoli hanno reso la vita impossibile a questi grandi patrioti americani e hanno a lungo creato un deficit di 60 miliardi di dollari tra i nostri due Paesi. Non è sostenibile, e NON LO SARÀ PIÙ! Il 1* gennaio 2027, le tariffe su tutte le auto, i camion, sia grandi che piccoli, i componenti automobilistici e l'acciaio, saranno aumentate del 50%. Produci negli Stati Uniti e non ci sono tariffe" ha scritto Trump in un post su Truth Social. Per quanto riguarda i mercati obbligazionari, il Tesoro statunitense potrebbe utilizzare il proprio General Account, che ammonta a quasi 1.000 miliardi di dollari, per finanziare i piani recentemente annunciati di aumento dei riacquisti di titoli di Stato, scrive Cnbc secondo quanto riferito da due alti funzionari del Tesoro. L'utilizzo del Tga fornirebbe al Tesoro un notevole margine di manovra per influenzare i rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza. La scorsa settimana il Tesoro ha sorpreso i mercati annunciando il raddoppio, da 2 miliardi ad almeno 4 miliardi di dollari, delle operazioni di riacquisto di titoli già emessi e non più utilizzati per le nuove emissioni, con scadenze lunghe. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha poi dichiarato alla Cnbc che tali operazioni potrebbero essere persino superiori al nuovo minimo di 4 miliardi di dollari. Sul fronte della politica monetaria, l'attenzione sarà rivolta alle indicazioni che potrebbero emergere dal forum economico di Jackson Hole, dove venerdì è previsto l'intervento del governatore della Fed, Kevin Warsh. "Data la decisione di Warsh di eliminare la forward guidance dai comunicati dai comunicati di politica monetaria del Fomc a partire da giugno, non ci si attende che la Fed utilizzi Jackson Hole per segnalare le proprie intenzioni o orientamenti in vista del meeting di settembre", commenta Harvey Bradley, portfolio manager del Bny Mellon Absolute Return Bond Fund. L'attenzione dei mercati potrebbe invece concentrarsi su eventuali aggiornamenti relativi alle cinque task force avviate da Warsh in materia di comunicazione, produttività e occupazione, bilancio, quadri di riferimento per l'inflazione e dati. "È tuttavia improbabile che vengano definite tutte le implicazioni per il futuro assetto della politica monetaria della Fed", dichiara l'esperto. "Questa incertezza dovrebbe mantenere elevata la volatilità dei mercati", spiega Bradley. "Poiché la maggiore volatilità è destinata a persistere, nel nostro portafoglio continuiamo a privilegiare posizioni che puntano a un irripidimento della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro, poiché i mercati incorporano rischio e term premium per riflettere questo scenario", conclude l'esperto. Sul fronte societario: - Le azioni di Alibaba quotate negli Stati Uniti perdono lo 0,1% dopo che l'azienda ha annunciato l'emissione di nuove azioni per un valore di 10,2 miliardi di dollari a investitori non statunitensi. L'obiettio è finanziare progetti in AI. - Nucor e Steel Dynamics guadagnano terreno dopo il fallimento dei negoziati commerciali tra Usa e Canada. Nucor sale dell'1,7%, mentre Steel Dynamics guadagna l'1,8%. - Robinhood e Coinbase calano rispettivamente dello 0,01% e dello 0,55% a metà seduta, dopo il rally del Bitcoin della scorsa settimana. La criptovaluta si è stabilizzata nel weekend intorno ai 77.000 dollari, e attualmente tratta a 79.729 usd, dopo essere salita del 22% in tre giorni. Robinhood aveva guadagnato oltre il 18% e Coinbase più del 27% durante il rally. - Ups investirà oltre 2 miliardi di dollari nelle sue attività, che spaziano dai servizi internazionali al settore sanitario e alle soluzioni per la catena di approvvigionamento, come dichiarato in esclusiva a Cnbc. Gli investimenti in corso sono iniziati nel 2024 e proseguiranno fino al 2028, ma la società non aveva precedentemente reso noto l'importo totale dell'investimento. Il titolo guadagna lo 0,25% a metà seduta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: oro sui massimi da metà maggio oltre 4.700 usd
24/08/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: oro sui massimi da metà maggio oltre 4.700 usd
MILANO (MF-NW)--Non si ferma la corsa dell'oro che lunedì 24 agosto ha superato il tetto dei 4.700 dollari l'oncia e attualmente tratta a 4.719 usd, ai massimi da oltre tre mesi. A supportare il nuovo rally del lingotto è stato, fin dalle sedute precedenti, l'intervento deciso del Tesoro statunitense sul mercato obbligazionario, che ha riacceso i timori per un indebolimento del dollaro, spingendo gli investitori verso beni rifugio alternativi. L'oro, non a caso, ha chiuso la scorsa settimana con il terzo rialzo settimanale consecutivo, avanzando di oltre il 5% dopo l'annuncio a sorpresa del Tesoro Usa guidato da Scott Bessent, che avvierà da settembre un'accelerazione dei riacquisti di titoli di Stato a lunga scadenza, al fine di contenere il rialzo dei rendimenti. IL TIMORE DI UN DOLLARO PIÙ DEBOLE Gli interventi per contenere i costi di finanziamento attraverso un'azione diretta sul mercato hanno alimentato i timori che la politica statunitense possa indebolire la fiducia nel dollaro e rendere più attraenti altri investimenti. Si tratta di un ritorno del cosiddetto "debasement trade", il tema che aveva contribuito a spingere l'oro in rialzo del 65% nel 2025 e che consiste nel lasciare le valute tradizionali (come dollaro o euro) per spostarsi su beni reali e riserve di valore. Un biglietto verde più debole (l'indice del dollaro nell'ultimo mese ha perso quasi il 2,5%) rappresenta inoltre un fattore favorevole per le materie prime denominate nella valuta statunitense. "Vedo margini perché i capitali macro si spostino in modo significativo verso i metalli preziosi sulla scia della narrativa legata alla svalutazione della valuta", ha dichiarato a Bloomberg Justin Lin, analista di Global X. I FATTORI DI SUPPORTO: ETF E RAY DALIO Anche la dinamica tecnica dei prodotti di risparmio gestito supporta il lingotto. Gli Etf garantiti da oro monitorati da Bloomberg hanno registrato la scorsa settimana afflussi per oltre 28 tonnellate, il dato più elevato da gennaio, quando un rally particolarmente intenso aveva spinto il metallo prezioso verso il record storico, poco sotto i 5.600 dollari. A rafforzare la fiducia sul metallo prezioso ha contribuito anche Ray Dalio, fondatore miliardario di Bridgewater Associates, che in un post su LinkedIn pubblicato venerdì 21 agosto ha suggerito agli investitori di ridurre l'esposizione alle obbligazioni e destinare fino al 15% del portafoglio all'oro, come protezione dal rischio di una crisi del debito statunitense. DOVE PUÒ ARRIVARE IL LINGOTTO "I prezzi dell'oro hanno esteso il rialzo mensile a quasi il 15%, mentre un numero crescente di investitori cerca alternative sia al rischio di duration sia all'esposizione al dollaro", commenta Mark Haefele, chief investment officer di Ubs Global Wealth Management. Storicamente, evidenzia l'esperto, "i timori legati alla sostenibilità del debito e all'indebolimento delle valute hanno rappresentato fattori favorevoli per i metalli preziosi. Sebbene i prezzi più elevati del petrolio possano mantenere alte le aspettative sui tassi nel breve periodo, riteniamo che l'aumento dell'indebitamento e l'incertezza sulle modalità con cui i governi finanzieranno questo debito dovrebbero continuare a sostenere l'oro". Alla luce di ciò Haefele si aspetta che il prezzo del lingotto "salga fino a 5.400 dollari nei prossimi 12 mesi". IL FATTORE JACKSON HOLE E IL CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE Il Simposio di Jackson Hole, organizzato dalla Federal Reserve, sarà un altro momento saliente della settimana per vedere che direzione prenderà il lingotto. "Gli operatori seguiranno con grande attenzione il discorso del presidente Kevin Warsh alla ricerca di indicazioni sulle prospettive della politica monetaria. Qualsiasi cambiamento nelle aspettative relative a ulteriori aumenti dei tassi potrebbe avere un impatto significativo sul dollaro e, di conseguenza, sui prezzi dell'oro", spiega Ricardo Evangelista, senior analyst di ActivTrades. "Gli operatori del settore rimarranno inoltre concentrati sugli sviluppi relativi al conflitto tra Stati Uniti e Iran. La guerra continua a interrompere le esportazioni di petrolio e gas dal Golfo Persico, mantenendo elevati i prezzi dell'energia e alimentando le pressioni inflazionistiche, una dinamica che potrebbe limitare il potenziale di rialzo dell'oro". MERCATI ORA VEDONO FED FERMA A SETTEMBRE "Anche se non siamo nel pieno di una crisi, la situazione fiscale degli Stati Uniti è evidentemente negativa", afferma Thomas Mathews, responsabile dei mercati per l'Asia-Pacifico di Capital Economics. "Le opinioni precedentemente espresse dal presidente Warsh sul mercato obbligazionario, secondo cui il bilancio della Fed potrebbe essere più contenuto e rendimenti a lungo termine più elevati potrebbero giustificare tagli dei tassi, potrebbero essere accolte negativamente nell'attuale contesto di mercato". Di recente i mercati hanno ridimensionato le aspettative di tassi di interesse statunitensi più elevati. Secondo il FedWatch Tool del Cme Group, gli operatori stanno ora scontando una probabilità del 63% che la Federal Reserve lasci i tassi invariati nella riunione di settembre. cap/alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)