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FOCUS: tra Fed, Bce e BoJ cresce incertezza ma azionario resta costruttivo (Invesco)
07/09/2026 18:46
FOCUS: tra Fed, Bce e BoJ cresce incertezza ma azionario resta costruttivo (Invesco)
MILANO (MF-NW)--"Il quadro macroeconomico aggregato riflette un livello di attività ancora solido, ma che convive con crescenti frizioni nell'allocazione del capitale e con qualche segnale, ancora marginale, di instabilità nei flussi d'investimento. L'indice Pmi globale è salito ad agosto a 53,5, coerente con una crescita ben oltre il potenziale, ma all'espansione dei servizi fa riscontro un ciclo manifatturiero in leggero affaticamento", osserva Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco. Negli Stati Uniti, il report sul mercato del lavoro disinnesca i timori di un calo nei consumi, con l'aumento dei payroll superiore alle attese ed un tasso di disoccupazione stabile su livelli di pieno impiego. Secondo l'analista, sul fronte del delicato equilibrio nel tasso d'interesse neutrale, la tenuta dell'occupazione continua a essere accompagnata da dinamiche di retribuzioni e costo del lavoro compatibili con un target di inflazione core al 2%. Con i tassi Fed vicini quindi al territorio neutrale e la recente cautela espressa dall'esperto governatore Waller, la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è tornata a oscillare attorno al 50%. Simoncelli sottolinea che l'onere del verdetto si trasferisce interamente sul dato Cpi in uscita questa settimana: un dato contenuto consentirà alla Fed di optare per una pausa. Sui tassi a lungo termine aumenta la pressione sui flussi d'investimento legata ad un fattore inedito: gli hyperscaler passano da una struttura di finanziamento tramite flussi di cassa ad una massiccia campagna di emissioni obbligazionarie. Come osserva l'esperto, la crescente offerta di bond societari entra quindi in rotta di collisione con il debito sovrano, spingendo al rialzo i premi per il rischio sulla parte lunga delle curve mentre un ulteriore segnale di resilienza dei mercati è rappresentato dalla stabilità degli spread di credito. In Europa emergono le prime incertezze di vulnerabilità fiscale, con le elezioni regionali tedesche che portano in primo piano le tornate nazionali del prossimo anno in Francia, Italia e Spagna. Il rialzo di 25 punti base dalla Bce è ormai scontato per questa settimana, mentre secondo Simoncelli sembra ancora prematuro interpretare i rincari energetici come un rischio di disancoraggio delle aspettative d'inflazione tale da giustificare ad un altro rialzo dei tassi a dicembre; la conferenza stampa della Lagarde difficilmente darà indizi concreti. Sul fronte del posizionamento di mercato, la liquidità globale sconta l'instabilità del carry trade sullo Yen. La revisione delle aspettative sulla BoJ ed il rimpatrio dei flussi, produce un impatto asimmetrico sul dollaro e rimane una fonte di incertezza sul regime di volatilità e di correlazioni. In questo contesto, l'oro si può confermare come asset importante nel monetizzare il rischio di de-basement monetario. Le tensioni geopolitiche continuano a sostenere il prezzo del petrolio, che si posiziona sulla parte alta del range piuttosto che trovare ulteriori importanti spinte al rialzo. L'avvicinarsi delle elezioni di midterm negli Stati Uniti inizierà a contribuire a fasi di maggiore volatilità, che dovrebbero tuttavia risultare in movimenti superficiali. Le attese del mercato sono per un Congresso diviso, in cui il partito Democratico conquista la Camera e i Repubblicani mantengono controllo del Senato. Nel quadro di asset allocation, Simoncelli mantiene una visione fondamentale costruttiva sull'azionario nel medio periodo. Nelle ultime settimane il mercato azionario sembra aver ridotto la convinzione nel posizionamento a più alto beta e la leva finanziaria si è ridotta. Sul mercato obbligazionario, gli investitori stanno mettendo alla prova la cosiddetta opzione put del segretario al tesoro Bessent sui tassi dei treasury. In chiave tattica, conclude lo strategist, il contesto attuale si addice ancora a fattori di mercato più difensivi come il fattore quality; ma in attesa di maggiore visibilità sulle prossime mosse di Fed e BoJ, la probabilità di una ripresa di momentum per i principali indici e per i segmenti a più alto beta aumenta. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO ENERGY: petrolio rimane sopra i 92 usd
07/09/2026 18:23
COMMENTO ENERGY: petrolio rimane sopra i 92 usd
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio continuano a trattare in rialzo con il Brent che sale dell'1,29% a 92,51 usd, mentre il Wti guadagna l'1,31% a 92,67 usd. "L'Opec+ ha confermato l'intenzione di mantenere invariati i livelli produttivi anche a ottobre. Tuttavia, al momento, è soprattutto il contesto geopolitico a guidare l'andamento del mercato petrolifero" affermano gli strategist di Mps. "Le prospettive di una soluzione diplomatica appaiono ancora lontane, contribuendo a sostenere il premio per il rischio incorporato nei prezzi dell'energia" aggiungono. In rialzo, infine, anche il gas europeo. Nel dettaglio, ad Amsterdam, il future Ttf a ottobre sale dell'1,395% a quota 72,93 euro per megawattora. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: cosa c'è dietro il boom dei rendimenti dei titoli di Stato (Rheos Partners)
07/09/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: cosa c'è dietro il boom dei rendimenti dei titoli di Stato (Rheos Partners)
MILANO (MF-NW)--"Il mercato obbligazionario globale sta vivendo il proprio reset dei tassi, e la causa non è una sola" osserva Giacomo Calef, co-fondatore, Rheos Partners. Venerdì il rendimento del Bund decennale tedesco ha toccato i massimi dal 2011, quello del gilt britannico i massimi dal 2008, il Treasury Usa a dieci anni si è avvicinato al 4,80%. In Giappone il Jgb decennale ha superato il 3% per la prima volta dal 1996, e il biennale, il più sensibile alla politica monetaria, è al livello più alto dal 1995. "Non è un solo fattore a spingere i tassi al rialzo, ma tre che convergono nella stessa settimana: la corsa al debito delle società che costruiscono l'infrastruttura dell'intelligenza artificiale, un nuovo shock energetico legato allo Stretto di Hormuz, e banche centrali che si muovono in direzioni diverse ma tutte verso una maggiore restrizione" spiega l'esperto. L'AI ALIMENTA LA CORSA AL DEBITO CORPORATE Secondo l'analista, il fronte del credito è quello meno visibile ma probabilmente il più strutturale. Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft e Oracle hanno collocato circa 220 miliardi di dollari di obbligazioni da inizio anno, più del doppio di tutto il 2025, per finanziare data center e capacità di calcolo. È un fenomeno che sposta parte della competizione per il capitale dal mercato azionario a quello obbligazionario: le hyperscaler emettono debito nello stesso momento in cui i governi devono collocare quantità crescenti di titoli di stato, e con le banche centrali che non comprano più bond su larga scala, l'offerta la deve assorbire il mercato. Il risultato è quello che alcuni esperti definiscono scarsità di capitale: più emittenti di alta qualità in cerca dello stesso funding, rendimenti reali ai massimi da oltre un decennio. PETROLIO E GAS RIACCENDONO L'INFLAZIONE Da un punto di vista energetico, le tensioni tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz hanno riportato il Brent sopra i 95 dollari al barile, mentre il gas TTF olandese è tornato sui massimi da inizio 2023. "Non è un rincaro isolato: l'inflazione dell'area euro è salita al 3,3% in agosto, quasi interamente per effetto energetico, mentre l'inflazione core resta più contenuta, al 2,4%. È una distinzione che conta. Se l'aumento resta un fenomeno di prezzo temporaneo, le banche centrali possono in parte guardare oltre; se comincia a trasferirsi su salari e servizi, la finestra si chiude" sottolinea Calef. DA BCE, FED E BOJ ARRIVA LA STRETTA MONETARIA Il terzo fattore da considerare è la sincronizzazione, insolita, delle banche centrali. La Bce alzerà quasi certamente i tassi al 2,50% il 10 settembre, con l'intenzione dichiarata di fermarsi lì. La Fed arriva al meeting del 15-16 settembre con un mercato del lavoro più forte del previsto, che ha riacceso le probabilità di un rialzo proprio mentre l'inflazione di luglio, in calo al 3,4% annuo, sembrava aver dato margine per restare ferma. La Banca del Giappone, dopo cinque rialzi consecutivi, ha lasciato intendere che il 17-18 settembre potrebbe arrivare il sesto. "Tre banche centrali che si muovono quasi in contemporanea, per motivi diversi, comprimono insieme la liquidità globale" spiega l'analista. "Per chi detiene portafogli obbligazionari, la duration torna a essere una scelta attiva, non un parcheggio. Per chi valuta operazioni straordinarie o debito aziendale, il costo del funding non è più un dettaglio tecnico: è tornato una variabile strategica, come non lo era dal decennio dei tassi a zero" conclude. edl ester.dilollo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: Goldman Sachs avverte, petrolio verso i 120 usd se aumentano attacchi in MO
07/09/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Goldman Sachs avverte, petrolio verso i 120 usd se aumentano attacchi in MO
, MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio salgono, mentre gli attacchi di rappresaglia tra Stati Uniti e Iran contro le navi che navigano nello Stretto di Hormuz e in altre aree accrescono i timori di un'interruzione prolungata delle forniture dal Medio Oriente. Il Brent è in rialzo dell'1,47% a 97,68 usd, mentre il Wti segna +1,75 a 92,96 usd. Entrambi sono cresciuti del 7,8% e di quasi il 10%, la scorsa settimane dopo che Stati Uniti e l'Iran hanno ripreso gli attacchi e provocato una riduzione dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, dove prima della guerra transitava un quinto dell'offerta mondiale di petrolio. GOLDMAN SACHS PUNTA AI 120 USD Il petrolio potrebbe salire fino a 120 dollari al barile se gli attacchi alle navi in Medio Oriente aumenteranno, secondo Goldman Sachs che ha raccomandato di puntare sul gas naturale e sul diesel come modo per sfruttare i guadagni. "Gli eventi degli ultimi giorni suggeriscono che il rischio che le interruzioni delle spedizioni si allarghino e si intensifichino sia significativo", ha affermato Daan Struyven, co-responsabile della ricerca globale sulle materie prime di Goldman Sachs in un'intervista a Bloomberg. PIÙ RISCHIO NEI RAFFINATI CHE NEL GREGGIO La banca d'affari americana ha anche un obiettivo più basso a 80 dollari al barile nel caso in cui le esportazioni dal Medio Oriente tornino alla normalità. Con i guadagni del gas naturale e dei prodotti petroliferi che hanno superato quelli del greggio, "anche se vediamo un potenziale significativo per i prezzi del greggio, raccomandiamo agli investitori di coprire i rischi geopolitici assumendo posizioni rialziste sul gas naturale globale e sui prodotti petroliferi raffinati", ha detto Struyven, precisando che "gli shock dell'offerta sono maggiori nel mercato dei prodotti raffinati rispetto a quello del greggio". Secondo l'esperto di Goldman Sachs, la Cina dovrebbe continuare ad agire come una "forza stabilizzatrice" nel mercato del greggio, riducendo le importazioni in risposta ai prezzi elevati. Nel gas naturale e nei prodotti petroliferi, invece, non sta svolgendo lo stesso ruolo. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Borsa Francoforte: Dax chiude a -0,11%
07/09/2026 18:01