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Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Mps)
02/04/2026 21:10
Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Mps)
MILANO (MF-NW)--Il calendario dei dati macroeconomici di domani, sulla base delle indicazioni degli strategist di Mps: VENERDÌ 3 APRILE 03:45 CINA RatingDog Pmi Servizi marzo 08:45 FRANCIA Produzione industriale febbraio 14:30 USA Variazione occupati non agricoli marzo 14:30 USA Salario medio orario marzo 14:30 USA Tasso di disoccupazione marzo #Per ulteriori dettagli il calendario è consultabile al seguente link: https://www.mps.it/mpscs/it/analisi-finanziaria/market-movers/index.html alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Vino: in Grecia produzione a oltre 1,6 mln di ettolitri in 2025
02/04/2026 20:16
Vino: in Grecia produzione a oltre 1,6 mln di ettolitri in 2025
MILANO (MF-NW)--Un nutrito patrimonio di varietà autoctone, una produzione complessiva che punta sempre di più sulla qualità e, soprattutto, l'arrivo di una nuova generazione di vignaioli che sta donando fermento e slancio a tutto il movimento. È uno scenario decisamente dinamico, spiega una nota, quello che sta caratterizzando in questo momento la viticoltura di Grecia e Cipro, così come è emerso durante il banco di assaggio organizzato dalla delegazione di Milano dell'Associazione Italiana Sommelier Lombardia e da Ellenikà e con il sostegno delle Ambasciate dei due Paesi che hanno patrocinato l'evento. Lo scorso 23 marzo a Milano, poco più di 500, tra soci sommelier e operatori del settore, hanno animato le sale dell'Hotel The Westin Palace, per degustare più di 100 vini di una ventina di produttori, messi a disposizione da Ellenikà, società di importazione e vendita on line specializzata nei vini di Grecia e Cipro. "Siamo sempre pronti a offrire a tutti i nostri soci, ma anche agli operatori del settore, momenti formativi e di approfondimento", commenta Hosam Eldin Abou Eleyoun, presidente di AIS Lombardia. "I nostri soci hanno la possibilità di consolidare la conoscenza della produzione vitivinicola non solo italiana, ma anche internazionale, grazie ai tanti seminari che organizziamo in tutta la nostra regione". Oggi, la viticoltura in Grecia copre poco più di 65 mila ettari, con una produzione che nel 2025 si è attestata a 1.645.266 ettolitri. I diversi vitigni autoctoni presenti nei vari distretti vitivinicoli di questi due Paesi, poco più di 300, danno origine soprattutto a vini bianchi, che rappresentano il 66% della produzione complessiva, anche se riveste un ruolo sempre centrale la tradizionale offerta di vini passiti. A Cipro, invece, la superficie vitata raggiunge i 7.335 ettari, distribuiti tra i 400 e i 1.450 metri sul livello del mare, per una produzione media di circa 200.000 ettolitri. La produzione si divide tra vini bianchi, che rappresentano il 45% del totale e trovano espressione soprattutto in varietà come Xinisteri, Promara, Vasilissa, Morokanela e Spourtiko, e vini rossi, pari al 55%, ottenuti in particolare da Mavro, Maratheftiko o Vamvakada e Giannoudi. Un patrimonio che affonda le sue radici in una storia millenaria: secondo le evidenze archeologiche, Cipro sarebbe infatti il primo territorio europeo in cui si è coltivata la vite, oltre 5.500 anni fa, e ancora oggi custodisce la Commandaria, considerata la più antica denominazione vinicola tuttora presente sui mercati. "Si tratta di una viticoltura che negli ultimi 20 anni è cambiata moltissimo e oggi si affaccia ai mercati internazionali con un volto completamente differente rispetto al passato", spiega Costas Linardos, titolare di Ellenikà e grande conoscitore della produzione di Grecia e Cipro. "Giovani enologi e agronomi hanno introdotto nuove conoscenze che hanno acquisito grazie a esperienze vissute all'estero, soprattutto in Francia e in Italia, applicandole ai singoli terroir con passione e dedizione. Hanno introdotto idee e metodologie che prima non c'erano, trasformando una viticoltura che aveva un'impronta quasi esclusivamente famigliare o legata a pochi gruppi di produzione massiva in una maggiormente moderna e dinamica". com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: crescita europea duramente colpita da crisi energetica (Pgim)
02/04/2026 19:08
FOCUS: crescita europea duramente colpita da crisi energetica (Pgim)
MILANO (MF-NW)--L'Europa resta una delle regioni più esposte all'attuale crisi energetica, a causa della sua forte dipendenza dalle forniture estere. "Questa vulnerabilità giunge in un momento delicato per la strategia di crescita europea", commenta Katharine Neiss, chief European economist, Fixed Income di Pgim. CRESCITA SI BASA SU SETTORI ALTAMENTE ENERGIVORI Nei prossimi anni l'impulso alla crescita era atteso provenire dalla spesa per la difesa, dagli investimenti in infrastrutture pubbliche e da una parziale reindustrializzazione, alcuni tra i settori più energivori dell'economia. In questo contesto, prezzi dell'energia più elevati e più volatili colpiscono le aree su cui i policymaker facevano affidamento per generare slancio. "Quindi, a differenza del periodo post-invasione della Russia in Ucraina, lo shock attuale rischia di farsi sentire sull'economia reale, con un'inflazione relativamente contenuta in confronto, che potrebbe comunque raggiungere valori intorno al 4-5% ma ben al di sotto dell'impennata registrata dopo il 2022", spiega l'esperta. DIPENDENZA ITALIA DA GNL PENALIZZA IL PAESE I prezzi più elevati dell'energia agiscono come un classico shock di offerta, aumentando i costi per famiglie e produttori e pesando sull'attività economica. "I timori per la crescita domineranno quindi probabilmente la prossima fase dei prezzi di mercato, in particolare se persisteranno condizioni finanziarie più restrittive", dichiara Neiss. In questo quadro, i policymaker della Bce hanno rivisto al ribasso la crescita del Pil per il 2026 di circa 0,3 punti percentuali, poiché i maggiori costi energetici e l'incertezza pesano sui consumi e sugli investimenti. "L'Italia illustra queste dinamiche in modo più chiaro. La narrativa pre-conflitto in miglioramento, caratterizzata da una maggiore stabilità politica e da risultati fiscali più solidi, è ora sotto pressione", continua l'esperta. "L'elevata esposizione dell'Italia alle importazioni di Gnl, unita alla sua economia ad alta intensità energetica e fortemente orientata al settore manifatturiero, fa sì che una prolungata interruzione dell'approvvigionamento energetico sollevi questioni più profonde sul suo modello di crescita", spiega Neiss. CRESCE NECESSITÀ DI AUMENTARE SPESA EUROPEA La dimensione geopolitica è diventata una variabile cruciale. "La Russia sta uscendo da questo conflitto economicamente rafforzata, beneficiando di elevati proventi energetici. La decisione dell'Europa di eliminare gradualmente le importazioni di Gnl russo entro il 2027 si è scontrata con la prospettiva che la Russia possa semplicemente smettere di rifornire prima, vendendo altrove a prezzi più alti", osserva l'esperta. Questo aumenta l'urgenza della spesa per la difesa. "Sono stati presi degli impegni, ma solo una manciata di Paesi ne ha valutato appieno i costi", commenta Neiss. "Spese più elevate per la difesa, insieme al sostegno sul fronte energia per famiglie e imprese, rischiano di spingere i bilanci nazionali ai loro limiti. Senza una risposta fiscale collettiva, sarà difficile conciliare queste pressioni", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Vino: Lombardia, 2025 si chiude con export record a 331 milioni di euro
02/04/2026 19:05
Vino: Lombardia, 2025 si chiude con export record a 331 milioni di euro
MILANO (MF-NW)--Il comparto vitivinicolo lombardo si presenta a Vinitaly con indicatori in crescita e una struttura produttiva sempre più solida. Nel 2025, spiega una nota, l'export ha, infatti, raggiunto il record storico di 331,5 milioni di euro, in crescita del 7,1% sul 2024 e in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale (-3,7%) e in tutte le principali regioni esportatrici. La vendemmia 2025, che si è chiusa con una produzione di oltre 143 milioni di bottiglie potenziali, in crescita del 16,3% rispetto al 2024, ha visto ulteriormente rafforzarsi la vocazione alla qualità della produzione regionale. "Il comparto vitivinicolo lombardo dimostra una forza e una capacità di crescita tutt'altro che scontate. Il record dell'export a oltre 331 milioni di euro, in controtendenza rispetto ad altre realtà è il risultato di un lavoro strutturato sulla qualità, sull'organizzazione della filiera e sulla capacità di sfidare i mercati internazionali. - ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi - E la qualità, in Lombardia, non è uno slogan: è un dato concreto. Oltre il 90,5% delle bottiglie prodotte rientra nelle Denominazioni, a fronte di una media nazionale che si ferma al 74%. Da qui dobbiamo continuare a muoverci: non inseguire modelli che non ci appartengono, ma rafforzare ciò che già ci distingue. Il vino oggi è esperienza, turismo, cultura. Se continuiamo su questa linea di qualità, posizionamento e visione integrata con il sistema di accoglienza, i risultati che oggi registriamo non resteranno un traguardo, ma diventeranno la base per una crescita ancora più solida". Sul fronte degli investimenti, la misura OCM sta sostenendo l'innovazione e la competitività del comparto, perché il vino lombardo continui a rafforzare la propria presenza sui mercati. Nella campagna 2025-2026 lo ha fatto con un sostegno pari a 3,7 milioni di euro, che ha attivato oltre 9,3 milioni di euro di investimenti complessivi. A trainare questa dinamica positiva è anche l'enoturismo, che nel triennio 2022-2024 ha registrato una crescita media annua del 16% dei visitatori, posizionando la Lombardia tra le aree più dinamiche del panorama italiano. com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
02/04/2026 18:48
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in lieve calo a metà seduta, dopo un breve passaggio in territorio positivo, in seguito alle notizie secondo cui Iran e Oman starebbero lavorando a un protocollo per "monitorare" il traffico navale nello Stretto di Hormuz. La notizia ha rafforzato la fiducia degli investitori in una possibile riapertura dello snodo commerciale. Attualmente, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,43%, l'S&P 500 lo 0,31% e il Nasdaq Composite lo 0,39%. Ai minimi della sessione, il Dow perdeva oltre 600 punti, pari all'1,4%, mentre S&P 500 e Nasdaq erano in calo rispettivamente dell'1,5% e del 2,2%. Il traffico navale lungo lo stretto "dovrebbe essere supervisionato e coordinato" da Iran e Oman, ha affermato Kazem Gharibabadi, viceministro iraniano per gli affari legali e internazionali. "Naturalmente, questi requisiti non comporteranno restrizioni, ma piuttosto faciliteranno e garantiranno il passaggio sicuro e forniranno servizi migliori alle navi che percorrono questa rotta", ha dichiarato Gharibabadi. "È fondamentale per gli Stati Uniti che lo Stretto venga riaperto, non tanto per il petrolio quanto per l'elio", ha affermato Todd Schoenberger, Cio di CrossCheck Management. "Attualmente, nella nostra economia interna, l'elio è più prezioso del petrolio estero perché viene utilizzato per raffreddare i processi dei semiconduttori e non esiste un sostituto. Ci si può aspettare maggiore volatilità in vista del lungo fine settimana", ha dichiarato l'esperto. In questo contesto, tuttavia, i prezzi del petrolio continuano a correre, il Brent registra un rialzo del 6,33% a 107,55 usd, mentre le quotazioni del Wti hanno raggiunto un massimo interday di oltre 111 usd (+11%). Sul fronte della politica monetara, il presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, membro non votante del Fomc, ha dichiarato che potrebbe supportare tagli o rialzi dei tassi di interesse a seconda di ciò che le condizioni richiedono, ma ha aggiunto di ritenere che l'attuale impostazione della politica resterà appropriata per qualche tempo. Lato macro, il deficit commerciale internazionale è salito a 57,35 miliardi di dollari a febbraio, rispetto al disavanzo di 54,68 miliardi registrato nel mese precedente. Le importazioni sono cresciute più delle esportazioni, ampliando il deficit. I flussi in entrata di beni strumentali, forniture industriali, beni di consumo e componenti automobilistici sono tutti aumentati nel mese, mentre le importazioni di alimenti e bevande sono diminuite. Le scorte di gas naturale sono aumentate di 36 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata il 27 marzo, dopo il calo di 54 miliardi registrato nella settimana precedente. L'incremento è risultato leggermente inferiore alle attese degli analisti, che prevedevano un aumento di 37 miliardi di piedi cubi. Il livello complessivo delle scorte, pari a 1,865 trilioni di piedi cubi, è superiore del 5,4% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno e si colloca del 3% al di sopra della media degli ultimi cinque anni. Inoltre, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 202.000 unità, in diminuzione di 9.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è salito di 25.000 unità a quota 1,841 milioni. Sul fronte societario: - Il titolo di Blue Owl Capital cala del 2,18% a metà seduta. La società ha deciso di limitare i rimborsi al 5% per due dei suoi fondi di credito privati a seguito di un'impennata di richieste di prelievo. - Le azioni di Tesla registrano un rialzo del 4,37% a metà seduta. La società ha consegnato 358.023 veicoli nel primo trimestre, segnando una contrazione del 14,4% rispetto al quarto trimestre 2025. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)