WALL STREET: commento di metà seduta
03/08/2026 18:43
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta. Nel dettaglio, l'S&P 500 sale dell'1,33%, il Dow Jones avanza dell'1,02% e il Nasdaq Composite guadagna 1,54%. I mercati restano sostenuti dal calo dei rendimenti dei Treasury e dalla flessione dei prezzi del petrolio. Sul fronte geopolitico, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che i colloqui per raggiungere un'intesa con l'Iran inizieranno nel pomeriggio di oggi. "C'è un accordo su Hormuz", ha affermato Trump, aggiungendo che "ci sarà un patto sulla denuclearizzazione". Il portavoce del ministro degli Esteri di Teheran ha però affermato che non sono in corso negoziati con Washington, mentre vanno avanti le trattative tra Iran e Oman per la riapertura temporanea dello Stretto di Hormuz. "Gli investitori tengono a freno il loro entusiasmo perché 'ci siamo già passati' ed è probabile che il conflitto debba ancora percorrere molta strada prima di raggiungere una soluzione (se mai ci arriverà)", ha scritto Adam Crisafulli, fondatore di Vital Knowledge. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in calo: il Wti viene scambiato a 79 dollari al barile (-6%), mentre il Brent a 83 dollari (-4,67%). Scendono anche i rendimenti dei titoli di Stato: il Treasury decennale è in calo di cinque punti base e si attesta al 4,69%, mentre quello trentennale è al 5,22% (-0,06%). Sul fronte della politica monetaria, con un tasso di disoccupazione vicino al 4% e un'inflazione ancora superiore al 3%, resta aperto il dibattito sulle prossime mosse della Federal Reserve per riportare la crescita dei prezzi verso il target. "Saranno sufficienti le dichiarazioni d'intenti oppure sarà necessario attendere ulteriori evidenze dai dati economici? Dopo cinque anni di inflazione al di sopra dell'obiettivo, riteniamo che la banca centrale sarà chiamata ad agire nel prossimo futuro", commenta l'Economic Team di Payden & Rygel. "Nel frattempo, la vera incognita è se i mercati continueranno a concederle il beneficio del dubbio", concludono gli economisti. Lato macro, l'indice S&P Global Pmi manifatturiero di luglio è stato rivisto al rialzo a 53,9 punti dalla lettura preliminare di 53,8. Gli analisti si attendevano una conferma del dato iniziale. L'indice è rimasto invariato rispetto a giugno, confermando una fase di espansione del settore manifatturiero. Inoltre, l'indice dell'Institute for Supply Management (Ism) è salito a 55,6 punti a luglio dai 53,3 di giugno, superando le attese degli analisti, che prevedevano un aumento più contenuto a 53,9 punti. Secondo quanto riportato dall'Ism, si tratta del livello più elevato da maggio 2022. Le componenti relative a nuovi ordini, ordini arretrati, produzione e occupazione hanno registrato un aumento, mentre sono diminuite quelle relative a scorte e prezzi. Sul fronte societario: - Amazon ha sfondato il muro dei 3.000 miliardi di dollari per la prima volta nella sua storia. Il titolo festeggia con un balzo del 4,81% al Nasdaq. - Le azioni di Marriott International scivolano del 7,27% a metà seduta dopo che la società ha comunicato ricavi trimestrali inferiori alle attese per il secondo trimestre. I ricavi si sono attestati a 7,07 miliardi di dollari, al di sotto delle stime degli analisti interpellati da Lseg, pari a 7,2 miliardi. L'utile rettificato ha invece superato le aspettative, ma la guidance sull'utile per azione del trimestre in corso è risultata inferiore alle previsioni, secondo FactSet. - AstraZeneca starebbe valutando una fusione con la rivale statunitense Bristol Myers Squibb per creare un colosso farmaceutico da circa 400 miliardi di dollari di capitalizzazione, il quarto gruppo al mondo per valore di mercato. Lo riporta il Financial Times, precisando tuttavia che al momento non sono ancora emersi dettagli sull'eventuale operazione. In reazione alla notizia, il titolo di Bristol Myers guadagna circa l'1%. - Le azioni di Alibaba quotate negli Stati Uniti avanzano del 5,08% dopo che la società ha annunciato un nuovo modello di intelligenza artificiale. Qwen3.8-Max, uno dei modelli AI più avanzati sviluppati finora da Alibaba, sarà rilasciato ufficialmente la prossima settimana. - ArcelorMittal ha ampliato la partnership tecnologica con Microsoft. Il gruppo siderurgico ha dichiarato che Azure, la piattaforma cloud di Microsoft, costituirà la base tecnologica per modernizzare i sistemi informatici degli impianti produttivi e che integrerà ulteriori servizi infrastrutturali della società statunitense nei propri sistemi. In reazione alla notizia, il titolo registra un rialzo dell'1,48%. - eBay cala del 4,7% dopo che Wells Fargo ha declassato il titolo da equal weight a underweight. La banca ha affermato che l'acquisizione di Depop da parte di eBay, completata la scorsa settimana, porterà a utili inferiori nell'anno fiscale 2027 e potenzialmente a un aumento delle spese di marketing per contrastare i concorrenti della società appena acquisita. - Le azioni di Ferguson Enterprises salgono del 7,88% dopo che S&P Dow Jones Indices ha annunciato venerdì che il titolo entrerà a far parte dell'indice S&P 500. Ferguson sostituirà Electronic Arts il prossimo mercoledì. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: emissioni bond Eurozona segnano record in primo sem, Italia è prima assoluta
03/08/2026 18:04
TOP NEWS ESTERO: emissioni bond Eurozona segnano record in primo sem, Italia è prima assoluta
MILANO (MF-NW)--Prosegue senza sosta il boom di emissioni di bond nell'Eurozona, con l'Italia che si distingue come primo emittente a livello continentale. Secondo quanto calcolato da Generali Investments, le emissioni lorde di titoli di Stato nell'area euro sono arrivate nel primo semestre a circa 900 miliardi di euro, superando nettamente gli 825 miliardi rilevati nello stesso periodo del 2025. In questo scenario, proprio l'Italia si posiziona al primo posto assoluto per volumi emessi con quasi 235 miliardi, seguita dalla Francia a quota 211 miliardi. VERSO 1.400 MILIARDI NELL'INTERO 2026 Le prospettive complessive di emissione per l'intero anno rimangono sostanzialmente invariate, con la Germania che ha recentemente confermato un piano per il terzo trimestre in linea con le indicazioni fornite a dicembre scorso. Come evidenzia Florian Späte, senior bond strategist della società di gestione, "l'emissione lorda per l'intero anno è attesa leggermente al di sopra di 1.400 miliardi di euro, segnando un nuovo massimo storico rispetto ai 1.300 del 2025, mentre l'emissione netta è prevista poco sopra i 500 miliardi di euro, risultando solo marginalmente inferiore ai livelli del 2023". IL RUOLO DELLA BCE NEL BOOM DELLE EMISSIONI Un fattore sempre più rilevante nei programmi di emissione dei Paesi Ue, spiega il rapporto di Generali Investments, è il progressivo disimpegno della banca centrale: "Dopo circa 395 miliardi di euro di quantitative tightening della Bce, l'offerta netta complessiva sul mercato ha raggiunto un altro record, quasi 900 miliardi", evidenzia lo strategist.cNonostante le turbolenze geopolitiche abbiano generato maggiore volatilità, i mercati primari si sono dimostrati però resilienti durante il primo semestre. L'emissione netta, spiega l'analisi, è già prossima ai 400 miliardi, il che implica che quasi l'80% dell'obiettivo annuale è stato posizionato e collocato. Guardando nuovamente alle emissioni lorde, il progresso è più avanzato in Grecia (86%) e Irlanda (79%), mentre la Germania, ferma al 54%, riflette un profilo di emissione strutturalmente più uniforme e diluito nel tempo. Per quanto riguarda l'Italia, i 235 miliardi emessi nel primo semestre portano i collocamenti oltre i due terzi (67,7%) dell'obiettivo annuale del Mef. MENO BOND A LUNGHISSIMA SCADENZA Parallelamente, lo strategist analizza la gestione delle scadenze: "La quota di emissioni di titoli a lunghissima scadenza, cioè oltre i dieci anni, è scesa dal 44% nel primo trimestre al 35% nel secondo trimestre, con una media del 40%, un livello che rimane comunque all'interno della media di lungo periodo". Grecia e Irlanda, in particolare, hanno ulteriormente aumentato la scadenza media delle loro emissioni mediante il collocamento di titoli a lunghissimo termine. Il restante fabbisogno di emissioni nella seconda metà dell'anno - stimato in circa 510 miliardi di euro lordi e 110 miliardi di euro netti - allo stato attuale dovrebbe essere assorbito dal mercato senza troppo difficoltà, salvo impreviste perturbazioni finanziarie. In ottica prospettica, Späte sottolinea che "se la ripresa economica accelererà verso fine anno, la Bce si asterrà da ulteriori rialzi dei tassi, e le condizioni di mercato resteranno favorevoli, continuiamo a vedere spazio per un moderato restringimento degli spread". cap (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)