TOP NEWS ESTERO: Bini Smaghi (SocGen); Bce non ha fretta di rialzare tassi, condizioni diverse da 2022
10/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Bini Smaghi (SocGen); Bce non ha fretta di rialzare tassi, condizioni diverse da 2022
MILANO (MF-NW)--La Banca Centrale Europea non ha fretta di aumentare i tassi in riposta allo shock energetico causato dall'escalation delle tensioni in Medio Oriente. L'Istituto, infatti, si trova in una posizione diversa rispetto al 2022. Lo ha affermato Lorenzo Bini Smaghi, presidente di Société Générale, in un'intervista a Class Cnbc CONDIZIONI DIVERSE RISPETTO A SHOCK ENERGETICO 2022 Dopo l'inizio della guerra in Medio Oriente, i mercati hanno iniziato a prezzare fino a due rialzi dei tassi entro la fine del 2026 da parte della Bce. Tuttavia, secondo Bini Smaghi, l'economia europea è oggi più preparata ad affrontare un aumento dei prezzi energetici rispetto al 2022. Nel 2022 la situazione era molto diversa, "perché lo shock inflazionistico è avvenuto in una situazione di grande liquidità e i tassi erano addirittura negativi", ha spiegato l'esperto. Per questo la Bce ha dovuto agire rapidamente, portando i tassi da livelli negativi fino al 4%. BCE PUÒ ALZARE I TASSI, MA NON AGIRÀ IN FRETTA Oggi, invece, "la politica monetaria è neutrale, possiamo dire forse anche un po restrittiva". Secondo Bini Smaghi, "l'idea che la politica monetaria reagisca rapidamente anche in questa situazione è eccessiva". In definitiva, la Bce ha la possibilità di aumentare i tassi, ma è improbabile che lo faccia subito. L'Istituto "preparerà i mercati e aspetterà, perché credo che possa permetteresi di aspettare. Ci si può permettere di avere un'inflazione che sale temporaneamente e vedere quale sarà l'impatto di medio periodo. Dunque la Bce messa molto meglio oggi di quanto non lo non lo era nel 2022 quando i prezzi del petrolio e del gas schizzarono", ha proseguito l'esperto. RESTANO PREOCCUPAZIONI PER IMPATTO SULLA CRESCITA Per quanto riguarda le prospettive economiche, Bini Smaghi dichiara di vedere più problemi dal lato della crescita. In fin dei conti, ha dichiarato l'esperto, "se le condizioni monetarie non sono troppo ampie l'inflazione sarà sarà temporanea". La crescita, invece, risentirà dell'aumento dei prezzi delle materie prime, che si aggiungeranno agli effetti dell'AI e dei dazi. "Sono un po più preoccupato della crescita che dell'inflazione e credo che la Bce dovrà tenerne conto proprio", ha concluso l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)