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MARKET DRIVER ENERGY: scenario base vede Brent tra 70-80 usd in 2026 (Moody's Ratings)
20/03/2026 19:09
MARKET DRIVER ENERGY: scenario base vede Brent tra 70-80 usd in 2026 (Moody's Ratings)
MILANO (MF-NW)--"Nel nostro scenario di base, il conflitto in Medio Oriente sarà relativamente breve, probabilmente della durata di poche settimane, dopo le quali il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz e l'offerta energetica globale riprenderanno su larga scala", commentano gli esperti di Moody's Ratings. In questo quadro, "ipotizziamo prezzi medi del Brent nell'intervallo 70-80 dollari al barile nel 2026 e non prevediamo effetti significativi sui profili di credito dei Paesi dell'Ue (Aaa, outlook stabile)", proseguono gli esperti. L'inflazione si attesterà attorno al 2,2% nel 2026/2027, mentre la crescita sarà pari all'1,6%, riportano gli analisti. "L'aumento della spesa per la difesa sosterrà l'attività economica e rafforzerà la sicurezza della regione, pur contribuendo a maggiori pressioni fiscali. Stimiamo inoltre che il debito pubblico aggregato dei Paesi sovrani dell'Ue salirà a quasi l'85% del Pil nel 2027, rispetto all'82,5% del 2025", proseguono gli analisti. Se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi oltre le attese, lo scenario negativo prevede un aumento più marcato dei prezzi dell'energia e un impatto più significativo sulla crescita economica e sull'inflazione nell'area euro. "Un simile shock macroeconomico colpirebbe l'Ue in una fase di debole ripresa economica e di crescenti pressioni fiscali", concludono gli esperti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER ENERGY: Oxford Economics vede Brent a 113 usd in 2* trim 2026
20/03/2026 18:56
MARKET DRIVER ENERGY: Oxford Economics vede Brent a 113 usd in 2* trim 2026
MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente ha determinato un aumento dei prezzi dell'energia e dei beni alimentari. Tuttavia, lo shock complessivo resta più contenuto rispetto a quello che ha colpito l'economia globale nel 2022, spiegano gli esperti di Oxford Economics. "Abbiamo rivisto al rialzo la nostra previsione sull'inflazione globale per il 2026 al 4%, rispetto al 3,3% di febbraio. I rischi restano orientati verso effetti di spillover più ampi, soprattutto se i danni alle infrastrutture energetiche dovessero aumentare. Tuttavia, la nostra stima per il 2026 è ancora circa la metà del tasso di inflazione del 2022, pari all'8,1%", commenta Ben May, director of Global Macro Research di Oxford Economics. "I mercati finanziari stanno affrontando una situazione difficile, ma meno critica rispetto a quella successiva all'invasione russa dell'Ucraina", prosegue l'esperto. Inoltre, Oxford Economics prevede una crescita del Pil globale simile al 2022. "Ci aspettiamo ora una crescita del Pil mondiale del 2,6% quest'anno, in calo rispetto al 3% previsto a febbraio, portandola al di fuori dell'intervallo ristretto tra il 2,8% e il 3% osservato negli ultimi tre anni", prosegue May. Infine, le previsioni sui prezzi di petrolio e gas naturale sono state riviste al rialzo. "Prevediamo che il prezzo del Brent si attesterà in media a 113 dollari al barile nel secondo trimestre, per poi convergere verso il percorso previsto prima della crisi entro il 2028", ha concluso l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
20/03/2026 18:02
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones scende dello 0,39%, l'S&P 500 dello 0,77% e il Nasdaq Composite dell'1,21%. "Si chiude la terza settimana del conflitto e il quadro rimane estremamente fluido", commentano gli strategist di Mps. "Volendo avviarsi verso il fine settimane con una nota positiva: gli attacchi incrociati alle strutture produttive degli ultimi giorni pare abbiano prodotto un impegno a non attaccare più i siti produttivi da parte di Netanyahu, che ha dichiarato che l'Iran non è più in grado di arricchire l'uranio e di produrre missili balistici", proseguono gli esperti. "Questo supposto downgrade della capacità di nuocere da parte dell'Iran dovrà chiaramente emergere per poter essere considerato un elemento che conduce ad una fine dell'intervento", puntualizzano gli strategist. Sul fronte della politica monetaria, il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha sottolineato la necessità di adottare un approccio prudente alla luce delle attuali condizioni economiche, pur mantenendo aperta la possibilità di un taglio dei tassi entro la fine del 2026. In precedenza favorevole a un allentamento della politica monetaria, Waller ha sottolineato che i recenti sviluppi del mercato del lavoro, insieme all'incertezza legata alla guerra in Medio Oriente, richiedono un approccio più prudente. "Non significa che resterò fermo per il resto dell'anno", ha dichiarato Waller. "Voglio solo aspettare e vedere come evolvono le cose e, se la situazione sarà ragionevolmente positiva e il mercato del lavoro continuerà a indebolirsi, tornerò a sostenere un taglio dei tassi più avanti quest'anno". Intanto, il dollaro continua a beneficiare dei flussi verso i beni rifugio. "Con gli Stati Uniti più protetti dallo shock dei prezzi energetici, questa tendenza potrebbe proseguire nel breve termine", commenta Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay Am. Tuttavia, quando il conflitto in Medio Oriente si attenuerà, gli investitori potrebbero ridurre la propria esposizione sugli asset statunitensi, prosegue l'esperto. "Questo potrebbe indicare una visione più ribassista sul dollaro nel lungo periodo", spiega Dowding. Sul fronte societario: - York Space Systems registra un rialzo del 32,16%. La società ha riportato ricavi annuali superiori alle attese degli analisti. Il fatturato ha raggiunto i 386,2 milioni di dollari, mentre gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano ricavi pari a 383,5 milioni. York Space Systems ha inoltre fornito una solida guidance sui ricavi per il 2026. - Il titolo di Super Micro Computer crolla del 28,86% a metà seduta. Le autorità statunitensi hanno arrestato uno dei co-fondatori di Super Micro Computer e hanno incriminato altri due manager con l'accusa di contrabbando di server dotati di chip Nvidia verso la Cina, in violazione delle leggi statunitensi sulle esportazioni di tecnologie avanzate. - Le azioni di FedEx salgono dell'1,35% a metà seduta, dopo che la società ha battuto le attese degli analisti per il terzo trimestre e alzato l'outlook per il 2026. FedEx ha registrato un fatturato di 24 miliardi di dollari nel trimestre, segnando un aumento dell'8% su base annua, superando i 23,43 miliardi di dollari scommessi dagli analisti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: rendimento Gilt 10 anni sopra 5%, livello più alto da crisi 2008
20/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: rendimento Gilt 10 anni sopra 5%, livello più alto da crisi 2008
MILANO (MF-NW)--I costi di finanziamento del governo britannico hanno raggiunto il livello più alto dalla crisi finanziaria del 2008, con il rendimento del Gilt a 10 anni che ha superato il 5%, mentre gli investitori temono il ritorno dell'inflazione e un inasprimento della politica monetaria. GILT 10 ANNI AL 5%, BIENNALE AL 4,6% I titoli di Stato britannici hanno subito una forte rivalutazione a seguito dell'escalation del conflitto in Iran. Nella giornata odierna, il rendimento dei Gilt 10 anni è salito di circa 15 punti base, toccando il 5%. Parallelamente, i rendimenti dei Gilt a 2 anni sono balzati di 19 punti base a circa il 4,602%, il livello più alto da oltre un anno. REEVES PERDERÀ 3 MLD STERLINE DA MARGINE FISCALE Il forte aumento dei rendimenti dei titoli di Stato potrebbe costare alla Cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, oltre un decimo del margine fiscale. Secondo quanto riportato da Bloomberg Economics, i movimenti dei mercati finanziari dal 27 febbraio, il giorno precedente all'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, hanno già eroso circa 3 miliardi di sterline (4 miliardi di dollari) del cuscinetto a disposizione di Reeves, contro la regola che richiede di coprire le spese quotidiane con la tassazione. REGNO UNITO FORTEMENTE DIPENDENTE DA ENERGIA MO Gli operatori temono un ritorno dell'inflazione, alimentato dall'impennata dei prezzi di petrolio e gas, anche alla luce della forte dipendenza del Regno Unito dalle importazioni energetiche. Già prima dello scoppio del conflitto, il Regno Unito registrava i costi di finanziamento pubblico più elevati tra i Paesi del G7, con i titoli di Stato a lungo termine (20 e 30 anni) scambiati al di sopra della soglia del 5%. MERCATO PREZZAVA UN TAGLIO DA BOE, ORA VEDE DUE RIALZI Nel frattempo, i mercati stanno ridimensionando le aspettative di tagli dei tassi da parte della Bank of England. Ieri, il Comitato di politica monetaria della BoE ha votato all'unanimità per mantenere invariato il tasso di riferimento, sottolineando che l'inflazione sarà più elevata nel breve termine "a seguito del nuovo shock sull'economia". Prima dell'inizio della guerra, era atteso un taglio dei tassi; oggi, invece, i mercati scontano una probabilità prossima allo zero di una riduzione dei tassi nel corso dell'anno e prezzano circa due rialzi entro fine 2026. "Il fattore scatenante è l'energia: gli shock su petrolio e gas si trasmettono direttamente alle aspettative di inflazione e i gilt stanno reagendo esattamente come previsto in questo contesto", ha dichiarato Nigel Green di deVere Group. "Non si tratta di una vendita disordinata, ma di una comprensibile rivalutazione del rischio". cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Borsa Madrid: Ibex 35 chiude a -1,26%
20/03/2026 18:00