WALL STREET: commento di metà seduta
23/04/2026 18:46
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,21%, l'S&P 500 lo 0,09% e il Nasdaq Composite lo 0,3%, mentre lo stallo nelle negoziazioni tra Iran e Stati Uniti continua a generare pressioni rialziste sul petrolio. Il Brent, infatti, è tornato sopra quota 100 dollari al barile in seguito alla notizia del sequestro di due navi da parte delle forze iraniane. Intanto, il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, Fatih Birol, ha dichiarato: "Stiamo affrontando la più grande minaccia alla sicurezza energetica della storia. Abbiamo perso 13 milioni di barili al giorno di petrolio e ci sono gravi interruzioni nelle materie prime vitali". Sul fronte geopolitico, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato: "l'Iran sta avendo enormi difficoltà a capire chi sia il suo leader! Semplicemente non lo sa! La lotta intestina tra i 'falchi', che stanno subendo pesanti sconfitte sul campo di battaglia, e i 'moderati', che non sono affatto moderati (ma stanno guadagnando rispetto!), è pazzesca!". "Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l'approvazione della Marina degli Stati Uniti. Resterà 'sigillato ermeticamente' fino a quando l'Iran non sarà in grado di concludere un accordo!!! Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato", ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca. Sul fronte della politica monetaria, "sotto la leadership di Warsh, è probabile che la Fed assuma un orientamento più accomodante", commenta Noel Dixon, Senior Macro Strategist di State Street Markets. "Credo che all'interno del Board of Governors si possa formare una coalizione - Michelle Bowman, Christopher Waller, Stephen Miran e Kevin Warsh, ovvero quattro membri su sette - che tenderà verso una linea dovish. Inoltre, John Williams è noto per essere molto sensibile all'andamento dei mercati azionari", dichiara l'esperto. Se i mercati non fossero soddisfatti dalla mancanza di tagli dei tassi e si verificasse una reazione negativa da parte delle società del settore tecnologico, Warsh reagirebbe. "Considerando questa possibile coalizione all'interno del Board della Fed, ritengo plausibile assistere a uno o due tagli dei tassi entro la fine dell'anno", continua Dixon. Quando un senatore gli ha chiesto se sarebbe disposto a ridurre i tassi all'1%, Warsh non ha risposto con un no netto. "È rimasto vago, parlando di effetti ritardati. Leggendo tra le righe, Warsh si sta lasciando margine per giustificare eventuali tagli dei tassi entro la fine dell'anno", conclude l'esperto. Lato macro, l'indice preliminare sulle condizioni del settore manifatturiero elaborato da S&P Global è salito a 54 punti ad aprile, mettendo a segno il livello più alto degli ultimi 47 mesi, rispetto al 52,3 punti di marzo. Il dato ha superato le attese degli analisti, che prevedevano una lettura pari a 52,5 punti. L'aumento segue i miglioramenti registrati negli indici manifatturieri regionali delle banche della Federal Reserve di New York e Filadelfia. Inoltre, l'indice preliminare sulle condizioni del settore servizi elaborato da S&P Global è salito a 51,3 punti ad aprile, in aumento rispetto ai 49,8 punti registrati nel mese precedente. Gli esperti prevedevano una crescita più contenuta, pari a 50,6 punti. Infine, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 214.000 unità, in aumento di 6.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Sul fronte societario: - Le azioni di Ibm calano del 9,37% a metà seduta. La società ha riportato ricavi e utili in crescita nel primo trimestre, ma ha deluso le attese degli operatori mantenendo invariate le previsioni sui ricavi. - Il titolo di American Airlines sale del 5%. La società ha rivisto al ribasso le proprie previsioni di utili per il 2026, a causa dell'impennata dei costi del carburante, che ha pesato per miliardi di dollari sulle spese del settore quest'anno. Tuttavia, per quanto riguarda la performance del primo trimestre, American Airlines ha registrato una perdita netta di 382 mln usd (0,58 usd per azione), in miglioramento rispetto alla perdita di 473 mln usd (0,72 usd per azione) dello stesso periodo dell'anno precedente. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)