MARKET DRIVER: Fed, taglio tassi a gennaio fuori discussione (Janus Henderson)
13/01/2026 19:18
MARKET DRIVER: Fed, taglio tassi a gennaio fuori discussione (Janus Henderson)
MILANO (MF-NW)--"Il mercato obbligazionario ha espresso sollievo, poiché i dati sull'inflazione degli Stati Uniti sono risultati leggermente inferiori alle aspettative. Inoltre, si tratta del primo dato sull'inflazione non influenzato da fattori esterni da settembre, a causa dello shutdown del governo statunitense in ottobre e novembre", commenta John Kerschner, global head of Securitised Products di Janus Henderson. L'indice dei prezzi al consumo statunitense è aumentato dello 0,3% a livello mensile a dicembre, in linea al consenso degli economisti. L'indice dei prezzi al consumo core, che esclude i prezzi di cibo ed energia, è aumentato dello 0,2%, più lentamente delle previsioni degli esperti allo 0,3%. "Si è registrato un rimbalzo dell'Oer (Owner's Equivalent Rent) allo 0,31%, dopo tre mesi di livelli estremamente bassi a causa della mancanza di dati durante lo shutdown. Ciò ha portato il dato su base annua al 3,3%, il più basso dall'ottobre 2021. Riteniamo che l'Oer continuerà a scendere, data l'attuale debolezza del settore immobiliare che determina un calo continuo dell'inflazione complessiva", prosegue l'esperto. "Sebbene i tassi di interesse abbiano inizialmente registrato un rialzo sulla scia di questa notizia, da allora hanno subito una correzione e rimangono pressoché invariati lungo tutta la curva dei rendimenti", puntualizza Kerschner. Attualmente, "riteniamo che il mercato comprenda che ora un taglio a gennaio è fuori discussione e stia aspettando altri dati economici prima di trarre conclusioni importanti". Per questa ragione, il mercato obbligazionario non sta comunicando nessun segnale importante. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
13/01/2026 18:45
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano contrastanti a metà seduta: l'S&P 500 cala dello 0,15% e il Dow Jones dello 0,61%, mentre il Nasdaq Composite sale dello 0,09%. I dati sull'inflazione di dicembre, risultati migliori delle attese, hanno rafforzato le aspettative degli operatori secondo cui la Federal Reserve potrebbe ridurre i tassi di interesse nel corso dell'anno. L'indice dei prezzi al consumo è infatti aumentato dello 0,3% a livello mensile a dicembre, in linea al consenso degli economisti, riferisce il Bureau of Labor Statistics. L'indice dei prezzi al consumo core, che esclude i prezzi di cibo ed energia, è cresciuto dello 0,2%, più lentamente delle previsioni degli esperti allo 0,3%. I tassi su base annua per l'indice generale e quello core si sono attestati rispettivamente al 2,7% e al 2,6%. "Nel complesso si tratta di un risultato molto positivo e, con il presidente della Fed Jerome Powell che ha suggerito che l'impatto dei dazi non ha molto altro spazio per aumentare e potrebbe raggiungere il picco già in questo trimestre, ciò indica che i responsabili della politica monetaria sono sulla buona strada per procedere con ulteriori tagli dei tassi di interesse", commentano gli economisti di Ing. "Continuiamo a vedere qualche rischio legato ai dazi", proseguono gli esperti, "ma il fatto che il loro impatto si sia manifestato in modo così graduale e molto meno intenso del previsto offre l'opportunità affinché il calo dei prezzi della benzina, il rallentamento degli affitti abitativi e l'indebolimento della crescita salariale contribuiscano a far sì che l'inflazione continui a scendere nel corso dell'anno, avvicinandosi molto al target del 2% verso la fine dell'anno". Inoltre, sul fronte dei dati, le vendite comparabili, misurate dal Redbook, sono cresciute del 5,7% su base annua nella settimana terminata il 10 gennaio, rispetto all'incremento del 7,1% dell'ottava precedente. Le vendite di nuove abitazioni hanno rallentato a un tasso annualizzato di 737.000 unità a ottobre, rispetto alle 738.000 unità registrate a settembre, ma sono rimaste comunque superiori alle 715.000 unità attese dagli analisti. Sul fronte della politica monetaria, il presidente della Fed di New York, John Williams, ha dichiarato che i tassi di interesse si trovano in una posizione adeguata. A nostro avviso,"la Federal Reserve manterrà il costo del denaro invariato nell'attuale range 3,50%-3,75%, privilegiando un approccio attendista e data-dependent. Un eventuale cambiamento del posizionamento della banca centrale potrebbe emergere più avanti, verosimilmente nella riunione di giugno, anche alla luce della scadenza del mandato dell'attuale presidente Jerome Powell", commenta Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di Ig Italia. Sul fronte societario: - Le azioni di Jp Morgan Chase calano del 3,5%, nonostante il colosso bancario abbia pubblicato risultati del quarto trimestre superiori alle attese degli analisti. La banca ha registrato un utile di 5,23 dollari per azione su ricavi pari a 46,77 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da Lseg prevedevano un utile di 5 dollari per azione su ricavi di 46,2 miliardi. - Le azioni di Delta Air Lines scendono del 2,7% a metà seduta, dopo che la società ha pubblicato risultati contrastanti per il terzo trimestre. La compagnia aerea ha registrato un utile rettificato di 1,55 dollari per azione, superiore al consenso Lseg di 1,53 dollari. I ricavi, tuttavia, pari a 14,61 miliardi di dollari, si sono attestati leggermente al di sotto delle stime, che indicavano 14,69 miliardi. - Intel e Advanced Micro Devices salgono rispettivamente dell'8,38% e del 6,44% dopo che KeyBanc ha promosso entrambi i titoli a overweight. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)