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MARKET DRIVER: Webuild +2,4%, Equita Sim conferma buy
03/06/2026 09:40
MARKET DRIVER: Webuild +2,4%, Equita Sim conferma buy
MILANO (MF-NW)--Webuild +2,36% a 2,426 euro dopo che la controllata statunitense Lane si è aggiudicata in jv un contratto da 1 mld usd (438 mln euro la quota parte di Lane). "Si tratta di un'aggiudicazione rilevante per Lane", commentano gli analisti di Equita Sim, che calcolano come con questo progetto l'order intake della controllata nel 2026 raggiunga circa 1,4 mld euro. "A livello di gruppo, il contratto rappresenta circa il 3% dell'order intake atteso", aggiungono gli esperti. Su Webuild il giudizio è buy, con prezzo obiettivo a 3,5 euro. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Ocse: vede rallentamento economia globale, guerra Usa-Iran pesa su outlook crescita
03/06/2026 09:31
Ocse: vede rallentamento economia globale, guerra Usa-Iran pesa su outlook crescita
MILANO (MF-NW)--L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha drasticamente ridotto le sue previsioni di crescita globale, avvertendo che i danni economici della guerra tra Stati Uniti e Iran potrebbero peggiorare in modo significativo a meno che non si raggiunga rapidamente un accordo di pace duraturo. Nel suo Economic Outlook di giugno, l'Ocse ha affermato che la crescita globale dovrebbe rallentare dal 3,4% nel 2025 al 2,8% nel 2026, prima di risalire al 3,1% nel 2027, a condizione che lo shock sui prezzi dell'energia inizi a ridursi entro la metà di quest'anno. Tali stime presuppongono uno scenario di conflitto limitato nel tempo, in cui viene raggiunto un accordo di pace e le attuali perturbazioni nello Stretto di Hormuz vengono risolte rapidamente, sottolinea Stefano Scarpetta, capo economista dell'Ocse. Nello scenario peggiore, in cui le interruzioni delle rotte di navigazione e delle infrastrutture energetiche dovessere continuare fino al 2027, la crescita globale dovrebbe scendere bruscamente al 2,1% nel 2026 e all'1,8% nel 2027. Ciò potrebbe spingere alcune economie in recessione o vicino alla recessione, avverte Scarpetta. L'Ocse evidenzia che la chiusura dello Stretto di Hormuz, insieme ai danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo, ha fatto impennare i prezzi dell'energia e aumentare i costi dei fertilizzanti e di altri input industriali fondamentali. Inoltre, le conseguenze della guerra tra Stati Uniti e i loro alleati e l'Iran sono destinate a protrarsi nel tempo, anche dopo un eventuale accordo. Per Scarpetta un accordo duraturo non solo porterebbe sollievo alla regione, ma "getterebbe le basi per una risoluzione delle perturbazioni che ha causato all'economia globale. Più a lungo durano le interruzioni, maggiori diventano i costi economici e sociali". Nello scenario peggiore, l'inflazione globale dovrebbe aumentare di 0,4 punti percentuali nel 2026 e di 1,3 punti nel 2027. "La disoccupazione aumenterebbe e gli investimenti, inclusi quelli nell'intelligenza artificiale ad alta intensità energetica, si indebolirebbero significativamente, con crescenti rischi di rivalutazione dei mercati finanziari e con pressioni al rialzo derivanti dai prezzi elevati delle materie prime parzialmente compensate da una domanda finale più debole", avverte Scarpetta. "Le conseguenze sarebbero globali ma potrebbero risultare particolarmente gravi per le economie in via di sviluppo con riserve energetiche limitate, elevata quota di energia e cibo nei consumi delle famiglie, capacità fiscale limitata e reti di sicurezza sociale deboli, bassi risparmi privati e valute più fragili". La traiettoria al ribasso della crescita renderà ancora più complessa la sfida per le Banche centrali globali, già alle prese con un'espansione più debole e pressioni inflazionistiche, prosegue l'Ocse. La crisi evidenzia inoltre la vulnerabilità delle economie globali a un singolo collo di bottiglia e sottolinea la necessità di rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento e diversificare le fonti energetiche. "Nel breve termine, misure di emergenza per contenere la domanda e il coordinamento internazionale delle riserve strategiche di energia possono aiutare a mitigare parte degli effetti dello shock di offerta, ma la necessità di investire di più per liberarci dalla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili è più urgente che mai". alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Pil: Ocse, in Italia +0,5% in 2026 e +0,6% in 2027
03/06/2026 09:29
Pil: Ocse, in Italia +0,5% in 2026 e +0,6% in 2027
ROMA (MF-NW)--L'impennata dei prezzi dell'energia ha intaccato lo slancio positivo dell'economia italiana, che stava gradualmente migliorando tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026: lo evidenzia l'Ocse, che per l'anno in corso prevede una crescita dello 0,5%, seguita da un +0,6% nel 2027. Nel 2026, si legge nel World economic outlook diffuso oggi, la crescita rimarrà modesta, dal momento che i nuovi aumenti dei prezzi energetici e l'incertezza pesano sui consumi delle famiglie e sulla produzione e gli investimenti delle imprese. L'aumento degli investimenti pubblici, con l'accelerazione nella spesa dei fondi Pnrr, supporterà l'attività soprattuto nelle costruzioni e nei settori manifatturieri collegati. La crescita dell'occupazione è prevista in rallentamento, anche se l'aumento del tasso di disoccupazione sarà limitato dal fatto che meno adulti stanno entrando nel mercato del lavoro. Nel 2027 i consumi delle famiglie e la domanda estera avranno una ripresa, con il calo dei prezzi energetici e dell'incertezza geopolitica, portando la crescita al +0,6%. La ripresa è frenata dalla debole crescita dei redditi; i salari reali recupereranno solo una parte della perdita a fronte dell'aumento dei prezzi al consumo, a causa del limitato rinnovo dei contratti collettivi previsto nel 2027 e della persistente debolezza del mercato del lavoro. I rischi sulle previsioni, osserva l'Ocse, sono consistenti e rivolti al ribasso, a causa dell'esposizione relativamente alta dell'Italia al conflitto in Medio Oriente. L'elevato livello del debito pubblico espone l'economia alla volatilità del mercato finanziario globale e a un aumento dei premi al rischio che potrebbe derivare da un'inflazione globale più alta. D'altra parte, gli investimenti pubblici e le riforme per migliorare il contesto per le imprese, gli investimenti e la formazione, accelerati dal Pnrr, possono incoraggiare le imprese a investire più di quanto previsto e attrarre più adulti nel mercato del lavoro. rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: tech, stime alzate su mercato semiconduttori
03/06/2026 09:25
MARKET DRIVER: tech, stime alzate su mercato semiconduttori
MILANO (MF-NW)--La WSTS (World Semiconductor Trade Statistics) ha aumentato in modo consistente le sue stime per il mercato globale dei semiconduttori nel 2026, che erano già state alzate 3 volte nel corso del 2025. E' quanto sottolineano gli analisti di Intesa Sanpaolo, che parlano di una lettura positiva della notizia per tutto il settore. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Pil: Ocse; in 2026 crescita modesta, pesano prezzi energia e incertezza
03/06/2026 09:19