MARKET DRIVER VALUTE: dollaro resterà ben supportato in breve termine (Ubs Gwm)
09/03/2026 11:16
MARKET DRIVER VALUTE: dollaro resterà ben supportato in breve termine (Ubs Gwm)
MILANO (MF-NW)--Il dollaro statunitense resterà ben supportato nel breve termine, mentre i mercati energetici continuano a scontare possibili interruzioni nelle forniture, commenta Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management. Tuttavia, "i venti contrari strutturali per il biglietto verde rimangono intatti e si considera importante che gli investitori gestiscano le proprie allocazioni valutarie", prosegue l'esperto. I potenziali interventi governativi potrebbero limitare la debolezza di alcune valute asiatiche, mentre i fattori strutturali sfavorevoli al dollaro restano invariati e la spesa fiscale della Germania dovrebbe fornire un ulteriore supporto all'euro. Inoltre, "data la probabilità che la volatilità dei cambi rimanga elevata nel breve periodo, è opportuno che gli investitori gestiscano le allocazioni valutarie per ridurre il rischio che oscillazioni potenzialmente ampie compromettano gli obiettivi finanziari, considerando anche l'utilizzo di strumenti di copertura", dichiara Haefele. "All'interno dei portafogli globali, continua a esserci una preferenza per il dollaro australiano, il dollaro neozelandese, la corona norvegese, lo yuan cinese e altre valute di mercati emergenti ad alto rendimento", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: Asia e Europa aree più esposte a crisi energetica (Payden & Rygel)
09/03/2026 11:15
MARKET DRIVER: Asia e Europa aree più esposte a crisi energetica (Payden & Rygel)
MILANO (MF-NW)--Per i mercati finanziari, la questione più urgente legata alla crisi in Medio Oriente riguarda l'eventuale interruzione delle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz. "Nella settimana precedente allo scoppio delle ostilità, circa 735 navi commerciali, tra cui 210 petroliere e navi per il trasporto di gas, hanno attraversato lo Stretto. Nei cinque giorni successivi all'inizio del conflitto, invece, il traffico marittimo è sceso ai livelli più bassi dal 2020", commenta l'economic team di Payden & Rygel. "Oltre 150 petroliere sono attualmente in attesa di attraversare lo Stretto, una nave portacontainer è già stata colpita e due imbarcazioni hanno invertito la rotta", riportano gli esperti. In questo contesto, il prezzo del Brent è salito del 17% rispetto alla chiusura di giovedì, mentre i future sul gas europeo hanno registrato un rialzo del 59%, dopo che gli attacchi agli impianti di gas naturale liquefatto del Qatar hanno causato una sospensione della produzione. "L'impatto macroeconomico finale dipenderà dalla durata delle interruzioni, se sarà di settimane, mesi o trimestri", proseguono gli analisti. "La nostra ipotesi di base è che più a lungo verrà limitato il flusso di energia, maggiore sarà il rischio di un rallentamento della crescita economica globale, più che di un aumento dell'inflazione", spiegano gli esperti. In particolare, "Asia ed Europa sarebbero le aree più esposte, mentre gli Stati Uniti risulterebbero relativamente meno vulnerabili, dato che attraverso lo Stretto di Hormuz transita solo circa il 2% delle loro importazioni energetiche", concludono gli analisti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)