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Pmi: NextGems torna il 20-21 ottobre in Borsa Italiana
08/10/2026 19:55
Pmi: NextGems torna il 20-21 ottobre in Borsa Italiana
MILANO (MF-NW)--Torna il 20 e 21 ottobre a Palazzo Mezzanotte, nella storica sede di Borsa Italiana a Milano, NextGems la conference dedicata alle società quotate al segmento Euronext Growth Milan, giunta quest'anno alla sua settima edizione e organizzata da Virgilio ir in collaborazione con My Twin Communication, con il supporto di Borsa Italiana. Nata per creare un punto di incontro strutturato tra le Pmi quotate e la comunità finanziaria, spiega una nota, NextGems si è progressivamente affermata come luogo di confronto tra imprenditori, investitori professionali e operatori del mercato, con l'obiettivo di accrescere la conoscenza e la visibilità delle società di minore capitalizzazione e favorire un dialogo continuativo con il mercato dei capitali. La settima edizione sarà dedicata alle società quotate con una capitalizzazione non superiore ai 100 milioni di euro e manterrà al centro del proprio format gli incontri one-to-one e small group tra il management delle aziende partecipanti e investitori domestici e internazionali. La principale novità di questa edizione sarà il debutto di NextGems Privé, il nuovo format parallelo alla conference pensato per ampliare ulteriormente l'ecosistema degli investitori coinvolti e avvicinare alle small cap quotate nuove forme di capitale orientate al medio-lungo periodo. Questo evento parallelo si terrà in contemporanea alla conferenza principale nell'Area Scavi di Borsa Italiana, in un contesto riservato e a numero chiuso. Le due giornate di lavori saranno dedicate a due differenti comunità di investitori: una all'incontro con una selezione di Family Office, in collaborazione con AIFO - Associazione Italiana Family Officer, e una al confronto con una selezione di professionisti del Private Banking, in collaborazione con Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking. L'iniziativa prevede presentazioni dei ceo e momenti di networking dedicati, favorendo il confronto diretto con Family Office e Private Banker su strategie, prospettive industriali ed equity story. L'accesso al Privé sarà riservato alle società partecipanti a NextGems 2026 che avranno raccolto il maggior numero di richieste di incontro da parte degli investitori, affidando così al mercato la selezione delle storie di maggiore interesse. com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Istat: in Trentino-Alto Adige le famiglie spendono oltre il 70% in più di quelle in Puglia
08/10/2026 19:34
Istat: in Trentino-Alto Adige le famiglie spendono oltre il 70% in più di quelle in Puglia
ROMA (MF-NW)--Nel 2025 la regione con la spesa media mensile più elevata si conferma il Trentino-Alto Adige (3.444 euro), seguita da Umbria (3.257 euro), Valle d'Aosta (3.191 euro) ed Emilia-Romagna (3.159 euro), mentre Calabria e Puglia sono quelle con la spesa più contenuta, rispettivamente 2.042 e 1.975 euro mensili. Le regioni che mostrano, rispetto al 2024, un significativo aumento della spesa per consumi sono le Marche (+25,2%), dove si passa da 2.463 a 3.084 euro mensili, e la Sardegna (+10,7%), dove l'esborso mensile sale da 2.195 a 2.431 euro. In termini di composizione, spiega l'Istat, in Trentino-Alto Adige si registrano le quote più elevate di spesa totale destinate a Servizi di ristorazione e di alloggio (8,7%, a fronte del 5,9% osservato a livello nazionale) e per Ricreazione, sport e cultura (4,8% contro il 3,8% a livello Italia). In questa regione si osserva anche il peso più contenuto della spesa per Prodotti alimentari e bevande analcoliche (16,1%), quota che raggiunge il massimo in Calabria (28,9%). Anche nel 2025, come nei due anni precedenti, le famiglie che spendono di più si confermano essere quelle residenti nei comuni centro di aree metropolitane (2.991 euro mensili), seguono le famiglie nei comuni periferici delle aree metropolitane e nei comuni con almeno 50 mila abitanti (2.804 euro). I livelli di spesa più contenuti (2.704 euro) si osservano nei comuni più piccoli (fino a 50mila abitanti), dove si spende circa il 9,6% in meno rispetto alle aree metropolitane (era il 12% in meno nel 2024). vs fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: energia e shock francese, mercati ancora esposti a elevata volatilità (Pictet Am)
08/10/2026 19:29
FOCUS: energia e shock francese, mercati ancora esposti a elevata volatilità (Pictet Am)
MILANO (MF-NW)--'Settembre è stato un mese complicato per i mercati finanziari, con tre elementi che hanno catturato l'attenzione degli investitori: l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente, il primo rialzo dei tassi da parte della 'nuova' Federal Reserve guidata da Kevin Warsh, e lo shock sui tassi europei innescato dalla crisi dei titoli di Stato francesi', afferma Andrea Campisi, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. 'Giunto all'ottavo mese, il conflitto in Medio Oriente rimane la principale fonte di incertezza e volatilità per i mercati. I colloqui a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite non hanno sbloccato lo stallo, che riguarda l'ordine in cui dovrebbero avvenire le concessioni: la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran con un cessate il fuoco, o la rimozione del blocco navale statunitense che frena l'economia iraniana', dichiara l'esperto. 'La risposta americana ufficiale alle richieste iraniane non è ancora stata resa nota, ma il presidente Trump ha definito irrealizzabili le richieste di Teheran e ha minacciato la ripresa dei bombardamenti dopo le elezioni di metà mandato di novembre, rafforzando la presenza militare statunitense nell'area con l'invio di una terza portaerei e di ulteriori 10.000 soldati', continua l'analista. Per Campisi, 'di conseguenza, i prezzi dell'energia si sono mossi al rialzo, con il greggio che è tornato nella fascia 100-110 dollari al barile, sostenuto anche dalle minacce di un possibile blocco degli export del diesel. L'incertezza sul petrolio si è parzialmente attenuata con l'annuncio europeo del rilascio di circa un milione di barili al giorno di petrolio e diesel dalle riserve strategiche per i prossimi quattro mesi'. 'Il fattore da monitorare è la quantità di petrolio e derivati che viene effettivamente esportata dall'area del Medio Oriente. Secondo gli analisti di settore, infatti, sembra che nelle ultime settimane si sia ripristinato circa l'80% dell'export dei livelli pre-bellici, grazie all'aumento dei volumi nella pipeline dell'Arabia Saudita, ai flussi nel Mar Rosso attraverso il porto di Yanbu e al supporto navale statunitense nello Stretto di Hormuz. Nel momento in cui scriviamo, questo non sembra essere ancora confermato dai prezzi pagati sul flottante di petrolio via mare, ma si tratterebbe di un elemento a favore di una riduzione dei prezzi dell'energia e, di conseguenza, di una riduzione delle pressioni rialziste sui rendimenti obbligazionari', continua l'esperto. 'Il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, ampiamente prezzato dal mercato, ha portato i Fed funds nell'intervallo 3,75-4%. Le stime di crescita e inflazione sono state riviste al rialzo, mentre la mediana dei dots indica, per ora, un ulteriore rialzo entro fine anno, una pausa nel 2027 e tagli nel 2028-2029. Warsh ha inoltre spiegato che i rendimenti obbligazionari elevati sono principalmente dovuti a tre fattori: una crescita in aumento e resiliente al livello dei tassi, una competizione per il capitale, che si traduce in un premio al rischio più alto richiesto dagli investitori, e soprattutto il rincaro del prezzo dell'energia causato dal conflitto in Medio Oriente', afferma l'analista. 'Anche la Bce ha alzato per la seconda volta i tassi di riferimento, portandoli al 2,5%. Il mercato sconta ancora un ciclo complessivo di restrizione monetaria di 125 punti base per la Bce e di poco più di 100 per la Fed. Questi livelli di tassi terminali, e soprattutto di tassi reali di lungo periodo, scontati dal mercato ci appaiono ancora molto generosi in ottica di stretta monetaria', prosegue Campisi. Secondo l'esperto, 'è importante fare una distinzione sia sull'origine dello shock che guida la risposta delle banche centrali, in questo caso un aumento una tantum dei prezzi dell'energia e non causato da un'inflazione diventata più persistente, ma soprattutto sulle condizioni economiche sottostanti l'area che subisce lo shock esogeno, ovvero quanto un'economia possa supportare aumenti dei tassi pari a 100 o 200 punti base. In Europa il mercato sta apprezzando un percorso molto impegnativo per la Banca Centrale Europea con ulteriori tre-quattro rialzi, mentre negli Stati Uniti le attese di mercato sono più restrittive delle più aggressive proiezioni presentate a settembre dalla Fed'. 'Qui entra il secondo fattore: gli Stati Uniti appaiono molto più resilienti dell'economia europea, più sensibile ai tassi di interesse, anche grazie a motori di crescita fortemente sostenuti da investimenti legati agli hyperscalers e dal buildout dell'ecosistema AI, con un effetto ricchezza legato anche all'azionario in continua crescita che sta permettendo una riduzione dei risparmi a favore dei consumi. Risparmi che nella revisione annuale del Bureau of Economic Analysis sono stati rivisti dal 2.8% al 4.1%, spegnendo i timori su un possibile impoverimento dei consumatori americani', afferma l'analista. 'L'Europa sta, inoltre, fronteggiando un altro elemento di rischio che complica ulteriormente l'operato della Bce: lo shock sui titoli di Stato francesi, che hanno visto lo spread decennale di fatto raddoppiare nel corso di quattro settimane. Il movimento è stato brusco e ha comportato una frammentazione del mercato obbligazionario, con i rendimenti di Paesi come Germania e Olanda in marcata discesa e rendimenti di Paesi come Francia e Italia in pesante risalita. Lo shock francese ha avuto effetti negativi anche sul comparto semi-core di Spagna-Portogallo e sui titoli legati all'Unione Europea, con impatti da shock di volatilità anche sul credito', dichiara Campisi. 'Le conseguenze sono state una marcata riduzione della liquidità del mercato e l'impossibilità, da parte degli operatori, di riciclare il rischio, generando liquidazione a prezzi forzati che hanno portato ad effetti simili a quelli visti nel periodo della crisi pandemica o del 2018 con la crisi italiana. Le motivazioni della frammentazione del mercato e la concentrazione degli impatti sono da ricondursi alla crisi fiscale e politica francese, epicentro del problema, la cui soluzione non appare semplice data la campagna elettorale dei partiti sino alle elezioni presidenziali dell'anno prossimo e la necessità di approvare un budget che riduca dello 0.4% un deficit corrente del 5.4%. È quindi verosimile attendersi ulteriore volatilità ed allargamento dello spread francese sino ad una seria decisione sulla riforma pensionistica e restrizione fiscale', prosegue l'esperto. Per l'analista, 'questo comporta che le aspettative di ulteriore restrizione monetaria da parte della Bce possano diminuire, offrendo ulteriore supporto al core obbligazionario europeo attraverso una chiara forward guidance da parte della banca centrale, sulle tempistiche più lente di eventuali rialzi o attraverso interventi a riduzione degli impatti negativi del quantitative tightening. Il bilancio Bce, che oggi detiene i titoli di Stato acquistati nei periodi di quantitative easing, sta vedendo una riduzione dei suoi asset, essendo le obbligazioni lasciate scadere a maturity e non venendo più reinvestite. Azione che oggi vede una riduzione di bilancio di circa 45 miliardi al mese, e la cui interruzione o modifica favorirebbe una maggiore liquidità del mercato'. 'Sul mercato azionario', continua Campisi, 'dato lo scenario corrente di energia più cara e tassi più alti, non tutti gli indici e settori reagiscono allo stesso modo. È un mercato in cui conta molto di più la qualità degli utili, la capacità di trasferire i costi sui prezzi finali e i trend di investimento. A nostro avviso, le aree più interessanti continuano ad essere gli Stati Uniti, l'Europa e i Paesi emergenti'. 'In particolare, guardiamo a banche solide, alle utilities, a comparti che possono beneficiare di rendimenti più elevati o che possono beneficiare di investimenti pubblici e privati. Guardiamo al comparto tecnologico, con la prosecuzione degli investimenti nell'ecosistemi AI e la sua crescita degli utili, man mano che il tasso di adozione di questa tecnologia aumenta, ma anche al comparto small cap americano, soprattutto a fronte di una crescita trainata da solidi consumi', prosegue l'esperto. Secondo l'analista, 'è importante però impostare il portafoglio in modo che non sia basato su una previsione unica, indipendentemente che sia il rientro dell'inflazione al target, l'escalation del conflitto in Medio Oriente o l'aumento degli investimenti nel segmento AI. Il quadro oggi resta molto dipendente dalla geopolitica, dagli effetti di secondo livello sull'inflazione e dalla crescita, a cui si aggiungerà la prova delle elezioni di mid-term negli Stati Uniti il prossimo novembre'. 'In questo contesto, l'approccio multi asset permette di costruire un portafoglio diversificato e che possa affrontare più scenari attraverso una componente obbligazionaria che oggi appare più equilibrata tra rischio e rendimento, con un carry in grado di proteggere da ulteriori ed eventuali risalite dei tassi, ma soprattutto con un potenziale di apprezzamento qualora vi fossero interventi da parte della banca centrale o se la crescita dovesse perdere di slancio. A questa componente va affiancata un azionario diversificato sia per geografie che per settori, così da poter cogliere i trend del momento, ma senza risentire, o risentendo in modo contenuto, delle debolezze idiosincratiche', conclude Campisi. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Energia: nasce Dxor Capital, punta a investire su Pmi in ambito infrastrutture, servizi e tecnologie
08/10/2026 19:17
Energia: nasce Dxor Capital, punta a investire su Pmi in ambito infrastrutture, servizi e tecnologie
MILANO (MF-NW)--Nasce Dxor Capital, piattaforma industriale focalizzata sulla transizione energetica, con l'obiettivo di individuare, sviluppare ed integrare aziende ad alto potenziale lungo la value chain dell'energia, accelerandone la crescita attraverso capitale, competenze industriali e capacità di execution. Dxor Capital, spiega una nota, si posiziona in particolare nel segmento delle Pmi già consolidate, caratterizzate da competenze distintive e mercati in crescita, ma che non hanno ancora raggiunto la scala necessaria per esprimere pienamente il proprio potenziale industriale e attrarre capitale istituzionale. La strategia della piattaforma è orientata alla costruzione di operatori industriali scalabili attraverso crescita organica, acquisizioni, integrazione di competenze complementari e sviluppo internazionale. Nella prima fase di sviluppo, Dxor Capital concentrerà la propria attività su due principali aree di investimento. Nell'area Energy Infrastructure, il focus sarà su Storage & Hybrid Assets, Distributed Energy e Renewable Energy Platforms. Nell'area Energy Technologies & Services, DXOR mirerà invece ai settore dell'Energy Management, Energy Efficiency & Energy-as-a-Service, Flexibility e Digital Energy. Si tratta, prosegue la nota, di mercati caratterizzati da crescita strutturale, frammentazione e opportunità di consolidamento, nei quali Dxor Capital intende individuare aziende con competenze e posizionamenti distintivi che possano diventare i building block di piattaforme industriali di maggiore scala. La piattaforma opererà attraverso un modello di investimento flessibile, combinando origination proprietaria, industrial value creation e capital rotation e coinvolgendo, nelle singole operazioni, partner finanziari e industriali selezionati attraverso veicoli dedicati. Il processo di origination è già avviato: Dxor Capital sta infatti vagliando numerose opportunità di investimento, di cui una selezione ristretta è da considerarsi in fase avanzata, con potenziali equity ticket compresi indicativamente tra 5 e 25 milioni euro per le operazioni attualmente in pipeline. Il primo importante esempio del modello industriale di Dxor Capital è rappresentato da Altea Green Power, società quotata su Euronext Star Milan e attiva nello sviluppo e nella realizzazione di progetti nel settore delle energie rinnovabili e dello storage. AGP rappresenta per Dxor Capital un proof point concreto della capacità di trasformare e scalare una realtà imprenditoriale ad alto potenziale fino a costruire una piattaforma industriale di qualità istituzionale. Nel proprio percorso di crescita, Altea Green Power si è evoluta da pure developer a first mover nel BESS e sta oggi sviluppando un modello di Integrated / Hybrid IPP, facendo leva sulle proprie capacità di origination, sviluppo, permitting ed asset management. Dxor Capital intende applicare questo stesso approccio alla costruzione di nuove piattaforme, mantenendo parallelamente Altea Green Power come uno dei principali motori di crescita e sviluppo industriale del gruppo. Dxor Capital nasce da un'iniziativa di Giovanni Di Pascale, Partner & Founder, ceo e fondatore di Altea Green Power. La piattaforma è guidata da un management team composto da: Emanuele Ranieri, Partner & ceo, con una consolidata esperienza internazionale nel settore energetico e già Chief Operating Officer di Enel X; Roberto Di Stefano, Partner & Head of Investments, con esperienza in investment banking, M&A, capital raising e financing con focus sui settori dell'energia e delle infrastrutture; e Davide Macciò, Partner & cfo, con competenze in finance, transaction support, governance e pianificazione finanziaria. "La nascita di Dxor Capital", spiega Giovanni Di Pascale, Founder e Presidente, "rappresenta l'evoluzione naturale di un percorso imprenditoriale costruito negli anni nel settore energetico. La transizione energetica sta entrando in una nuova fase, nella quale la creazione di valore dipenderà sempre più dalla capacità di integrare asset, servizi, tecnologie e capitale. Con Dxor Capital vogliamo mettere a sistema queste competenze per costruire nuove piattaforme industriali capaci di crescere e competere su scala sempre maggiore". Emanuele Ranieri, Partner e ceo, ha aggiunto che "la transizione energetica sta creando un nuovo spazio industriale per aziende con competenze distintive che non hanno ancora raggiunto la scala necessaria per esprimere pienamente il proprio potenziale. Dxor Capital nasce per individuare queste realtà e accompagnarne la trasformazione attraverso capitale, competenze industriali e capacità di execution. AGP rappresenta il primo proof point di questo modello, che intendiamo replicare in Italia e progressivamente sui mercati internazionali". com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
08/10/2026 18:45
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa proseguono la seduta in calo, con il Dow Jones che scende dello 0,22%, l'S&P 500 dello 0,24% e il Nasdaq Composite dello 0,48%. Per gli strategist Mps, "la sessione di ieri è stata caratterizzata anche dall'attesa per i verbali Fed di settembre in cui è emerso che la decisione sul rialzo dei tassi è stata unanime e che la maggior parte dei membri si attende almeno un rialzo entro fine anno, anche se la decisione è vincolata ai dati macro". "Infine, è emerso che i rischi sull'inflazione sono visti al rialzo e quelli sul mercato del lavoro sono bilanciati e non più al ribasso, motivo in più per continuare con i rialzi dei tassi. Oggi il calendario è privo di dati macro di rilievo. Avremo i verbali Bce di settembre ed i canonici sussidi di disoccupazione Usa ed in serata l'asta sul 30 anni Treasury. L'attenzione rimarrà soprattutto rivolta agli sviluppi in Medio Oriente e Francia", concludono gli esperti. Secondo l'ex segretario alla Difesa del presidente statunitense Donald Trump, Mark Esper, la guerra tra Stati Uniti e Iran potrebbe protrarsi per anni, esponendo gli Usa al rischio di trascurare l'ascesa al potere della Cina. Durante una tavola rotonda al GZERO Summit di Lseg e Eurasia Group a Londra, Esper ha dichiarato di prevedere che il conflitto continuerà "ben oltre il 2027", con la possibilità che venga affidato alla prossima amministrazione statunitense tra tre anni. "A un certo punto, arriveremo a un punto in cui forse entrambe le parti saranno disposte a sedersi al tavolo e trovare una soluzione negoziata, ma la sfida per il presidente Trump sarà quella di ottenere un accordo che riporti lo Stretto di Hormuz allo status quo, il che sarà davvero difficile, e che sia un accordo migliore di quello che l'ex presidente Barack Obama ottenne con il Jcpoa. Penso che anche questo sarà molto difficile", ha affermato. Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 197.000 unità, in calo di 2.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è salito di 17.000 unità a quota 1,716 milioni. Inoltre, le scorte di gas naturale negli Stati Uniti sono aumentate di 85 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata il 2 ottobre, superando l'incremento di 82 miliardi di piedi cubi atteso in un sondaggio condotto dagli economisti e facendo seguito alla crescita di 64 miliardi di piedi cubi registrata la settimana precedente. Le scorte, pari a 3.500 miliardi di piedi cubi, sono inferiori del 3,6% rispetto a quelle della settimana corrispondente dell'anno scorso, ma superiori del 2,0% alla media degli ultimi cinque anni. Sul fronte societario: - Haemonetics guadagna il 16,05% a metà seduta, dopo che Csl ha comunicato di prevedere di completare entro la fine del 2027 l'implementazione della piattaforma per la plasmaferesi di Haemonetics in tutti gli Stati Uniti. - Wolfspeed ha aperto la seduta guadagnando il 7%, ma ora le azioni della società continuano la seduta in perdita del 2,96%. Il produttore di chip ha ottenuto un prestito condizionato da 1,5 miliardi di dollari, nell'ambito di un impegno di finanziamento trentennale da parte del dipartimento della Difesa. I fondi sosterranno la produzione domestica, mentre, secondo i termini proposti, il Pentagono riceverà warrant che gli consentiranno di acquistare fino al 7,5% della società. - Levi Strauss perde il 3,20% dopo che la società ha registrato nel terzo trimestre ricavi per 1,61 miliardi di dollari, leggermente inferiori alle attese, a causa dell'indebolimento delle vendite dirette ai consumatori negli Stati Uniti e in Europa. Sebbene l'utile rettificato abbia superato le stime e i rimborsi dei dazi abbiano contribuito a sostenere la redditività del produttore di denim, le prospettive sulle vendite sono risultate meno ottimistiche. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)