TOP NEWS ESTERO: Germania, ritardi in pagamenti su massimi da 2019 nonostante ripresa economia (Coface)
07/10/2026 18:03
TOP NEWS ESTERO: Germania, ritardi in pagamenti su massimi da 2019 nonostante ripresa economia (Coface)
MILANO (MF-NW)--La ripresa dell'economia tedesca e il miglioramento delle aspettative delle imprese non si riflettono ancora sui comportamenti di pagamento. Secondo la decima edizione dell'indagine sui pagamenti delle aziende in Germania condotta da Coface, tra i leader mondiali nell'assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale, su un campione di 503 imprese, nell'ultimo anno l'82% ha registrato ritardi nei pagamenti, la quota più alta dal 2019. Le aziende stanno reagendo accorciando i termini concessi ai clienti per tutelare la propria liquidità, mentre l'aumento dei crediti scaduti da lungo tempo e delle insolvenze mantiene elevato il rischio di credito. RITARDI NEI PAGAMENTI AI MASSIMI DAL 2019 I ritardi nei pagamenti interessano una quota sempre più ampia delle imprese tedesche. Nel 2026 l'82% delle aziende dichiara di averne registrati negli ultimi dodici mesi, rispetto all'81% dello scorso anno: è il dato più alto dal 2019. A fronte di una maggiore diffusione del fenomeno, la durata media dei ritardi si è però ridotta, passando dai 31,8 giorni del 2025 a 30,2 giorni, un livello nettamente inferiore ai quasi 40 giorni registrati prima della pandemia. Le differenze tra i settori restano significative. Il settore automotive registra il dato più elevato, con un ritardo medio di 45 giorni, in forte aumento rispetto ai 32,1 giorni del 2025, mentre il comparto carta e packaging presenta la situazione migliore, con una media di 19,5 giorni. Le difficoltà finanziarie dei clienti continuano a rappresentare la principale causa dei ritardi. Allo stesso tempo, emergono segnali di un possibile effetto domino sull'economia tedesca: il 33% delle imprese indica tra le cause delle difficoltà finanziarie dei propri clienti i ritardi subiti a loro volta da questi ultimi, una quota in netto aumento rispetto al 23% dello scorso anno. Le tensioni nei pagamenti rischiano quindi di propagarsi lungo le filiere, coinvolgendo un numero crescente di aziende. ELEVATO IL RISCHIO DI CREDITI SCADUTI E INSOLVENZE A preoccupare non è soltanto la frequenza dei ritardi, ma anche l'aumento dei crediti scaduti da lungo tempo. Il 15% delle imprese dichiara che i pagamenti in ritardo da 6 a 24 mesi rappresentano almeno il 2% del proprio fatturato annuo, rispetto al 12% di rispondenti dello scorso anno. Un fenomeno che interessa in particolare le aziende di minori dimensioni. Anche le insolvenze aziendali continuano a crescere. In Germania sono in aumento dal 2022 e Coface prevede un ulteriore incremento del 5% nel 2026, con livelli di rischio che dovrebbero rimanere elevati anche nel corso del prossimo anno. Pietro Vargiu, Country Manager Coface Italia, commenta: "i dati sui pagamenti in Germania restituiscono un quadro ancora complesso: la ripresa dell'economia non si è ancora tradotta in un miglioramento concreto per le imprese, che continuano a confrontarsi con ritardi diffusi e un livello elevato di insolvenze. Particolarmente significativo è il rischio di un effetto domino lungo le filiere, perché le difficoltà di pagamento di un'azienda possono rapidamente ripercuotersi su clienti e fornitori, inclusi quelli italiani. In questo contesto, monitorare la solidità finanziaria delle controparti e proteggere il proprio cash flow diventa sempre più importante per tutelare la continuità del business e affrontare con maggiore sicurezza una fase economica che resta incerta". 2027: CRESCE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE, MA I RISCHI RESTANO ELEVATI Nonostante le criticità sul fronte dei pagamenti, le aziende tedesche guardano al prossimo anno con maggiore fiducia. Se il 2026 continua a essere percepito come un anno difficile, le aspettative per il 2027 migliorano: il 25% delle imprese prevede condizioni di business più favorevoli, contro il 15% che si aspetta un peggioramento, mentre per il 45% la situazione resterà sostanzialmente invariata. La fiducia resta concentrata soprattutto sul mercato interno. Il 74% delle imprese indica la Germania come il mercato con le maggiori opportunità di business nel 2027. Seguono i Paesi dell'Unione europea e il Regno Unito, indicati dal 54%, e i Paesi Efta con il 10%. Perdono invece attrattività due mercati tradizionalmente importanti per l'industria tedesca. Solo il 4% delle imprese individua negli Stati Uniti un mercato dalle forti opportunità di crescita, rispetto al 9% dello scorso anno e al 15% del 2024, mentre la Cina scende all'1%. Sul calo pesano, rispettivamente, i nuovi dazi statunitensi e la crescente concorrenza interna sul mercato cinese. Anche i principali rischi indicati dalle imprese sono prevalentemente domestici. Il 28% considera il contesto operativo in Germania - tra costi elevati e burocrazia - il principale ostacolo alla crescita, seguito dalla debolezza della domanda interna (20%) e dall'incertezza politica (17%). A questi fattori si aggiungono l'aumento dei prezzi delle materie prime e le nuove barriere commerciali. La prevista accelerazione della crescita del PIL potrebbe favorire un miglioramento dei pagamenti nel 2027. Tuttavia, la ripresa tedesca continua a poggiare in larga misura su misure fiscali finanziate attraverso il debito, mentre l'aumento dei costi energetici e salariali, le condizioni di credito più restrittive e le difficoltà strutturali del modello economico orientato all'export continuano a esercitare pressione sulle imprese. Secondo Coface, il rischio di ritardi o mancati pagamenti resterà quindi elevato anche nel 2027. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: per Georgieva (Fmi) è tempo di agire; faro su IA, energia e debito
07/10/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: per Georgieva (Fmi) è tempo di agire; faro su IA, energia e debito
MILANO (MF-NW)--L'economia globale è stretta in una morsa tra lo shock energetico e il boom dell'intelligenza artificiale. Queste due forze stanno mettendo alla prova la resilienza mostrata dalle economie durante una serie di crisi, ha dichiarato mercoledì Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale. Il crescente debito pubblico globale, avviato a superare il 100% del Pil, rappresenta una terza fonte di pressione. TRE TEMI AL CENTRO DELL'ATTENZIONE In un discorso pronunciato a Singapore in vista degli incontri del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale della prossima settimana a Bangkok, Georgieva ha indicato questi tre fattori come centrali nelle discussioni tra i ministri delle Finanze e i governatori delle Banche centrali che si riuniranno nella capitale thailandese. "La possibilità di migliorare i deludenti tassi di crescita registrati dall'economia mondiale in questo decennio dipenderà dalla nostra capacità di gestire tre grandi forze contrapposte: il rapido avvento dell'intelligenza artificiale, i prezzi dell'energia persistentemente elevati e livelli record di debito pubblico". "Gli elevati rendimenti stanno facendo aumentare la spesa per interessi in un momento caratterizzato da forti vincoli di bilancio e da priorità di spesa concorrenti, tra cui la difesa", ha aggiunto Georgieva. Per il momento, misure come la diversificazione delle fonti di approvvigionamento dei combustibili e il ricorso alle riserve strategiche hanno contenuto le turbolenze sui mercati energetici provocate dalla crisi iraniana. Tuttavia, la ripresa dei flussi dal Golfo resta fragile e il petrolio si mantiene ancora intorno ai 100 dollari al barile, ha affermato Georgieva. "Se a questo aggiungiamo la carenza strutturale globale di capacità di raffinazione, il risultato sono prezzi al dettaglio del diesel e di altri prodotti raffinati ai massimi storici". Le forniture di gas naturale dal Golfo restano gravemente compromesse, con conseguenze particolarmente pesanti per l'Asia e l'Europa. "Anche se la guerra nel Golfo dovesse terminare presto, il problema degli elevati prezzi dell'energia probabilmente persisterebbe ancora per qualche tempo", ha avvertito poi Georgieva, osservando che i futures sul Brent indicano prezzi del petrolio elevati fino al 2027. Mentre l'aumento dei prezzi dell'energia spinge al rialzo l'inflazione, stanno aumentando anche i tassi di riferimento e i rendimenti dei titoli obbligazionari benchmark. I rendimenti dei titoli di Stato decennali di Stati Uniti, Germania e Giappone sono ai livelli più elevati rispettivamente dal 2007, dal 2009 e dal 1996 e continuano a salire, ha osservato la direttrice generale dell'Fmi. Deficit pubblici eccessivi e costi elevati per il servizio del debito suggeriscono, secondo Georgieva, che questo sia un momento opportuno perché molte Banche centrali adottino un orientamento più restrittivo. E' "assolutamente appropriato" il fatto che Federal Reserve, Banca Centrale Europea e Bank of Japan abbiano tutte aumentato i tassi e adottato una comunicazione decisa. L'intelligenza artificiale ha rappresentato un'importante fonte di resilienza economica. "Che la si ami, la si odi o la si tema, l'intelligenza artificiale è ormai una realtà e sta rapidamente diventando un fattore fondamentale nel determinare la posizione relativa dei diversi Paesi nell'economia mondiale", ha affermato la direttrice generale del Fmi. Questo motore di crescita comporta tuttavia dei rischi. L'intelligenza artificiale, caratterizzata da un elevato consumo di energia, contribuisce ad aumentare la domanda energetica, mentre lo stesso boom nella costruzione delle infrastrutture per l'IA esercita pressioni inflazionistiche, ha sottolineato Georgieva. Un altro rischio deriva dalla crescente concentrazione economica e finanziaria nel settore tecnologico. Se gli utili delle società maggiormente legate all'intelligenza artificiale dovessero risultare inferiori alle aspettative, la leva finanziaria degli hyperscaler e l'elevata esposizione globale alle azioni statunitensi potrebbero trasformare la delusione in uno shock di ampia portata, ha affermato Georgieva. La prima linea di difesa è rappresentata dalla regolamentazione e dalla vigilanza. Gli esperti hanno inoltre avvertito che i modelli di IA di frontiera potrebbero provocare disfunzioni nel sistema finanziario su cui si basa l'economia mondiale. Anthropic, uno dei principali sviluppatori del settore, ha invitato i laboratori di intelligenza artificiale a rallentare, mentre OpenAI ha cancellato il lancio del suo modello di nuova generazione a causa di preoccupazioni sulla sicurezza. Per quanto riguarda la politica fiscale, "il punto in cui convergono tutte le pressioni", Georgieva ha esortato le economie avanzate con un debito elevato ad agire con decisione attraverso piani credibili di consolidamento fiscale a medio termine, comprese misure volte ad alleviare la pressione sulla politica monetaria. "Mettendo insieme tutti questi elementi, il messaggio che rivolgerò la prossima settimana ai responsabili delle politiche economiche mondiali è questo: non possiamo continuare a rinviare le necessarie decisioni di politica economica. Avete gli strumenti, ora abbiate la saggezza di utilizzarli". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)