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Lavoro: ManpowerGroup stima +16% t/t assunzioni in 4* trim
08/09/2026 19:33
Lavoro: ManpowerGroup stima +16% t/t assunzioni in 4* trim
ROMA (MF-NW)--Tornano a crescere in modo deciso le intenzioni di assunzione delle aziende italiane per il quarto trimestre dell'anno. Secondo il ManpowerGroup Employment Outlook Survey (MEOS), la previsione netta di occupazione (NEO) per il periodo ottobre-dicembre 2026 si attesta al +16%, in aumento di 14 punti rispetto al trimestre precedente e sostanzialmente in linea (-1%) con il dato registrato nello stesso periodo del 2025. Il risultato evidenzia un ritorno a livelli di fiducia più elevati dopo la fase di rallentamento osservata nel trimestre estivo e conferma la capacità delle imprese italiane di pianificare nuovi inserimenti nonostante un contesto economico e geopolitico ancora caratterizzato da elementi di incertezza. Intenzioni di assunzione positive soprattutto per i comparti dell'ospitalità e ristorazione, che registra una previsione netta pari a +26% e del commercio, trasporti e logistica, con il +24%. "Le aziende italiane mostrano una rinnovata propensione ad assumere in vista della fine dell'anno. Il recupero rispetto al trimestre precedente conferma come la ricerca di competenze continui a rappresentare una priorità strategica per sostenere crescita e competitività", afferma Anna Gionfriddo, amministratrice delegata di ManpowerGroup Italia. "È particolarmente significativo il segnale che arriva sui profili a inizio carriera: le imprese continuano a investire sui giovani talenti, mentre l'evoluzione tecnologica e l'intelligenza artificiale stanno ridefinendo le competenze richieste. In questo scenario, la vera sfida resta la disponibilità di persone con le competenze adeguate, rendendo sempre più importante rafforzare il collegamento tra formazione e mondo del lavoro". Tutti i settori considerati dall'indagine mostrano il segno positivo per il 4* trimestre dell'anno. Il comparto dell'ospitalità e ristorazione registra un +26%, seguito da commercio e trasporti con +24%. Positive anche le prospettive nel comparto servizi tech & IT (+19%), costruzioni e immobiliare (+17%), così come nel settore bancario, finanziario e assicurativo (+15%), nel manifatturiero (+15%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+14%). Dal punto di vista dimensionale, le grandi aziende tra 1.000 e 4.999 persone mostrano una maggiore dinamicità, con una previsione di assunzioni pari al +34%. Seguono le piccole imprese (10-49 collaboratrici e collaboratori) con +21%, mentre quelle tra 50 e 249 e tra 250 e 999 lavoratrici e lavoratori si fermano al +15%. Chiudono la classifica le microimprese con meno di 10 persone (+11%) e le grandissime realtà sopra i 5.000 dipendenti (+7%). A livello geografico, Sud e Isole hanno prospettive occupazionali del +21%, seguito dal Centro Italia (+18%), mentre Nord Est e Nord Ovest si fermano entrambi in territorio positivo al +13%. L'indagine evidenzia come il mercato del lavoro italiano resti aperto all'inserimento di figure a inizio carriera, pur in un contesto in cui competenze, automazione e nuove tecnologie stanno modificando i criteri di selezione. Rispetto all'anno precedente, il 42% delle aziende italiane dichiara di aver aumentato le assunzioni di profili early-career, tra chi segnala un incremento lieve e chi indica una crescita significativa, mentre il 38% non registra variazioni. La quota di imprese che dichiara una riduzione si attesta invece al 19%, indicando che, in Italia, l'impatto dei cambiamenti in corso sui profili entry level appare presente ma non prevalente. Tra le aziende che assumono giovani talenti, le posizioni più richieste riguardano amministrazione e supporto d'ufficio (25%), sviluppo di modelli e applicazioni AI (23%), operations e logistica (23%), manifatturiero e produzione (20%) e ruoli IT tradizionali (20%). Tra chi riduce gli inserimenti early-career, invece, la motivazione principale è il calo generale delle assunzioni (41%), seguita dalla pressione sui costi che porta a privilegiare candidati più esperti e immediatamente produttivi (22%), dalla mancanza dell'esperienza richiesta (19%) e dal gap di soft skill (18%). L'automazione guidata dall'AI viene citata dal 16% delle aziende che hanno ridotto l'assunzione di profili junior, configurandosi come un fattore rilevante ma non prevalente. com/pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Amgen, successo olpasiran in riduzione rischio cardiaco ancora possibile (Ubs)
08/09/2026 19:24
MARKET DRIVER: Amgen, successo olpasiran in riduzione rischio cardiaco ancora possibile (Ubs)
(MT Newswires) MILANO (MF-NW)--Il farmaco sperimentale per il cuore olpasiran di Amgen potrebbe mostrare una significativa riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori, anche dopo il fallimento dello studio da parte del farmaco concorrente di Novartis. Lo affermano gli analisti di Ubs, precisando che lo studio sul pelacarsen di Novartis non ha raggiunto gli obiettivi prefissati, sebbene l'analisi di Ubs suggerisca che il farmaco potrebbe aver mostrato un modesto beneficio, con una riduzione del rischio di infarto e ictus compresa tra il 7% e l'11% nei pazienti con livelli molto elevati di lipoproteina(a), una particella simile al colesterolo collegata alle malattie cardiache. Lo studio di Amgen si concentra su un gruppo a rischio ancora più elevato e l'olpasiran riduce la lipoproteina(a) in misura maggiore rispetto al pelacarsen, ha affermato Ubs. Lo studio di Amgen utilizza inoltre un endpoint primario diverso, che esclude l'ictus, e, considerati insieme, questi fattori potrebbero contribuire a trasformare un piccolo beneficio numerico in un risultato statisticamente significativo, potenzialmente intorno al 15% di riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori. Ubs conferma quindi il buy su Amgen e il tp di 440 dollari. Il titolo cede oltre il 9% a Wall Street. bon A3706168 MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
08/09/2026 18:34
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa viaggiano in territorio negativo a metà seduta, con Wall Street che tiene d'occhio la guerra tra Stati Uniti e Iran, nonché le crescenti tensioni commerciali tra Canada e Stati Uniti. Nel dettaglio, l'S&P 500 cede lo 0,4%, il Dow Jones l'1,11%, mentre il Nasdaq Composite segna un calo dello 0,2%. "La settimana è iniziata con un sentiment di mercato ancora molto cauto. La situazione nello stretto di Hormuz rimane ancora in una fase di stallo, con l'Iran che ha dichiarato che a giorni potrebbe essere annunciato l'accordo con l'Oman per la gestione dello stretto, ma rimane l'incognita di quale sarà la reazione degli Usa e soprattutto se il blocco navale, che ha generato negli ultimi giorni attacchi a diverse navi, rimarrà in piedi" affermano gli strategist di Mps. A pesare sul sentiment è anche la situazione in Arabia, dove "sono state sospese le operazioni in alcuni siti energetici nel sud del Paese dopo gli attacchi degli Houthi", precisano gli analisti. "Il clima di forte incertezza sta portando a un ennesimo rialzo del prezzo del petrolio, con il Brent che si sta avvicinando ai 100 dollari al barile, pressioni al rialzo sui rendimenti e borse in calo, anche se le vendite sono per il momento piuttosto contenute" aggiungono gli esperti. Lato politica monetaria, "un mercato del lavoro ancora solido e un'inflazione sopra il target offrono alla Fed una motivazione per agire ora, piuttosto che rischiare un consolidamento delle aspettative inflazionistiche" afferma Anthony Willis, senior economist di Columbia Threadneedle Investments. Per gli investitori, osserva l'esperto, la domanda più rilevante non è semplicemente se le banche centrali alzeranno i tassi in questo ciclo di riunioni, ma anche quali segnali forniranno sul percorso successivo. I rendimenti obbligazionari si sono già mossi al rialzo in previsione di una politica più restrittiva, mentre le aspettative di inflazione sono state spinte verso l'alto dalla rinnovata pressione sui prezzi delle materie prime e dalle tensioni geopolitiche irrisolte nel Golfo. "Le banche centrali si trovano quindi di fronte a un difficile compromesso: devono rispondere in modo credibile ai rischi inflazionistici, ma la politica monetaria non deve muoversi di molto prima di diventare restrittiva", aggiunge Willis. Sul fronte societario: - Qualcomm balza del 4,79% dopo che la società ha annunciato una partnership per le infrastrutture dei data center con Amazon Web Services, un importante successo per il produttore di chip che cerca di competere con Nvidia nel mercato dell'intelligenza artificiale. - Amgen crolla del 9,73% dopo che la casa farmaceutica svizzera Novartis ha annunciato che un farmaco sperimentale non è riuscito a ridurre il rischio cardiovascolare in una sperimentazione clinica di fase avanzata. Amgen ed Eli Lilly stanno lavorando a trattamenti concorrenti. - Bloom Energy è tra le società che entreranno a far parte dell'indice S&P 500 entro la fine del mese, come annunciato da S&P Dow Jones Indices. Il titolo vola dell'11% a metà seduta. - Intel guadagna il 9,54% in seguito alla notizia che la società starebbe valutando un aumento dei prezzi dei chip per computer il mese prossimo. - Ge Aerospace acquisirà Consolidated Precision Products, produttore statunitense di componenti per l'industria aerospaziale, della difesa e della generazione energetica, da Warburg Pincus e Berkshire Partners per 11,75 miliardi di dollari. Il titolo tratta in rialzo dello 0,54%. edl ester.dilollo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Nasdaq: metà seduta, Composite in calo dello 0,23%
08/09/2026 18:32
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*Wall Street: metà seduta, S&P 500 in calo dello 0,39%
08/09/2026 18:31