TOP NEWS ESTERO: Aie avverte, ripresa da shock offerta legato a chiusura Hormuz richiederà mesi
13/05/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Aie avverte, ripresa da shock offerta legato a chiusura Hormuz richiederà mesi
MILANO (MF-NW)---La chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato uno shock dell'offerta senza precedenti sui mercati energetici globali, che potrebbe mantenere le forniture di petrolio limitate per mesi anche dopo la ripresa del traffico marittimo, ha dichiarato l'Agenzia internazionale dell'energia (Aie). SCENARIO BASE VEDE FLUSSI RIPRENDERE A GRADUALMENTE A GIUGNO In questo quadro, l'Aie prevede una contrazione della domanda globale di petrolio di 420.000 barili al giorno quest'anno, rispetto alla precedente stima di un calo di 80.000 barili al giorno, mentre le interruzioni del traffico delle petroliere e lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran continuano a ripercuotersi sull'economia mondiale. Lo scenario di base elaborato dall'Agenzia presume che i flussi riprendano gradualmente a partire da giugno, con la crescita della domanda che tornerebbe in territorio positivo solo ad agosto, per poi stabilizzarsi intorno ai livelli del 2025 per il resto dell'anno. L'offerta, tuttavia, si riprenderebbe molto più lentamente a causa dei danni alle infrastrutture, dei colli di bottiglia logistici e della necessità di rimuovere le mine iraniane dallo Stretto prima che le normali operazioni di esportazione possano ripartire. NECESSARI 2-3 MESI PER RIPRISTINARE COMPLETAMENTE ESPORTAZIONI Anche dopo la rimozione delle mine, sarebbero probabilmente necessari almeno due o tre mesi per ripristinare completamente operazioni di esportazione regolari, poiché le petroliere dovrebbero lasciare il Golfo, le navi vuote essere riposizionate e i programmi di carico nei porti riorganizzati, ha spiegato l'Aie. Anche la produzione e la raffinazione del greggio dovrebbero riprendersi più lentamente rispetto al traffico marittimo. I Paesi con porti congestionati e capacità di stoccaggio limitata, tra cui l'Iraq, impiegheranno probabilmente più tempo per tornare ai livelli di esportazione precedenti al conflitto, mentre Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti dovrebbero ripristinare la produzione più rapidamente. Di conseguenza, il mercato petrolifero dovrebbe rimanere in deficit fino all'ultimo trimestre dell'anno, secondo quanto riportato nel rapporto mensile dell'Agenzia. AIE VEDE OFFERTA GLOBALE CONTRARSI DI 3,9 MLN BARILI AL GIORNO Con il traffico delle petroliere attraverso Hormuz ancora fortemente limitato, le perdite cumulative di approvvigionamento dai produttori del Golfo hanno già superato 1 miliardo di barili. Ad aprile, la produzione dei produttori del Golfo risultava inferiore di 14,4 milioni di barili al giorno rispetto ai livelli precedenti alla guerra. L'Aie prevede ora che l'offerta globale diminuirà di 3,9 milioni di barili al giorno quest'anno, rispetto alla precedente stima di un calo di 1,5 milioni di barili al giorno, poiché circa un quinto della fornitura mondiale di petrolio rimane bloccato nel Golfo Persico. PRODUZIONE OPEC+ CALA DEL 30% DA INIZIO GUERRA In questo quadro, la produzione annuale dell'alleanza Opec+ ha registrato una flessione complessiva di oltre il 30% dall'inizio della guerra con l'Iran, secondo quanto riportato dal cartello nel suo ultimo rapporto mensile. Nel dettaglio, la produzione del gruppo è diminuita di 1,7 milioni di barili al giorno ad aprile, dopo il crollo di 7,9 milioni registrato a marzo. L'organizzazione ha inoltre rivisto al ribasso le stime sulla crescita della domanda globale di petrolio per il 2026, portandole a circa 1,2 milioni di barili al giorno, rispetto agli 1,4 milioni previsti in precedenza. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)