WALL STREET: commento di chiusura
11/03/2026 21:11
WALL STREET: commento di chiusura
MILANO (MF-NW)--Le borse Usa chiudono la seduta con andamento contrastato, mentre i prezzi del petrolio continuano al rialzo. Nel dettaglio, il Dow Jones risulta l'indice più colpito dalle vendite e cede lo 0,61%, seguito dall'S&P 500 (-0,08%), mentre il Nasdaq chiude in rialzo frazionale dello 0,08%. I Paesi membri della International Energy Agency (Iea) rilasceranno un record di 400 mln di barili di petrolio dalle riserve strategiche nel tentativo di stabilizzare i prezzi del greggio. La misura, tuttavia, non è riuscita a fermare il rally. Il greggio Brent, riferimento globale per il petrolio, avanza di circa il 2% a poco più di 91,5 dollari al barile. A pesare sui prezzi sono le rinnovate preoccupazioni per possibili interruzioni dei flussi energetici in Medio Oriente. Funzionari Usa hanno riferito che l'Iran avrebbe posizionato mine nello Stretto di Hormuz, mentre il Regno Unito ha segnalato che tre navi cargo sono state colpite da proiettili nelle vicinanze del passaggio marittimo strategico. Nell'azionario, prosegue il brutto momento dei titoli finanziari. Secondo i dati forniti da Dow Jones Market Data, l'indice Kbw Nasdaq Bank, paniere che racchiude al suo interno grandi istituti di credito Usa, chiude in calo per la quinta sessione consecutiva, arretrando dello 0,7% e avvicinandosi sempre di più a minimi da novembre. I ribassi stanno colpendo anche le banche regionali e il settore finanziario dell'indice S&P 500, che si avvia a chiudere ai minimi da maggio. Le azioni di Goldman Sachs sono in calo di circa l'1,2% e Wells Fargo ha perso l'1,8%. A pesare sul comparto i timori che il conflitto in Medio Oriente possa aumentare l'inflazione e danneggiare la crescita, l'incertezza sull'impatto dell'AI sui modelli di business e le preoccupazioni sui crediti inesigibili nei portafogli di credito privato. Il calo dei mercati è arrivato dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione di febbraio, rimasta stabile al 2,4% e in linea con le attese degli economisti. L'impatto del conflitto con l'Iran e del conseguente aumento dei prezzi energetici sull'inflazione potrebbe tuttavia intensificarsi nelle prossime settimane. Il rendimento del Treasury con scadenza a dieci anni è salito di 6,3 punti base oltre il 4,22%, riflettendo sia l'esito debole di un'asta di titoli di Stato sia i timori che le pressioni sui prezzi possano rendere più difficile per la Federal Reserve procedere con tagli dei tassi. Nel comparto tecnologico, invece, il titolo Oracle è balzato di oltre il 9% dopo che la società ha segnalato una forte domanda per i servizi di cloud computing utilizzati per addestrare e gestire applicazioni di intelligenza artificiale. lvr (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)