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Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Mps)
25/05/2026 21:10
Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Mps)
MILANO (MF-NW)--Il calendario dei dati macroeconomici di domani, sulla base delle indicazioni degli strategist di Mps: MARTEDÌ 26 MAGGIO 11:30 BCE Ammontare di acquisti Mro 14:55 USA Indice settimanale Redbook 15:00 BCE Pubblicazione del bilancio consolidato 15:00 BCE Discorso di Sleijpen 15:00 USA Indice prezzi case S&P/CS marzo 16:00 USA Indice fiducia dei consumatori maggio #Per ulteriori dettagli il calendario è consultabile al seguente link: https://www.mps.it/mpscs/it/analisi-finanziaria/market-movers/index.html alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Agroalimentare: intesa tra Filiera Italia e Bologna Business School su formazione e innovazione
25/05/2026 19:18
Agroalimentare: intesa tra Filiera Italia e Bologna Business School su formazione e innovazione
MILANO (MF-NW)--E' stato firmato oggi un accordo tra Filiera Italia e Bologna Business School (BBS) con l'obiettivo di sviluppare una collaborazione strategica sui temi della formazione manageriale, dell'innovazione e dello sviluppo delle competenze nel settore agroalimentare e food & wine. L'accordo, spiega una nota, nasce dalla volontà condivisa di rafforzare la collaborazione tra mondo accademico e sistema produttivo, promuovendo percorsi di alta formazione, ricerca applicata e sviluppo manageriale a supporto della competitività delle imprese della filiera agroalimentare italiana. Nel dettaglio, l'accordo prevede la collaborazione tra le parti per lo sviluppo e la realizzazione di iniziative finalizzate alla valorizzazione delle competenze professionali e manageriali del comparto. Tra gli ambiti principali della collaborazione figurano: l'offerta a condizioni privilegiate dei percorsi formativi presso la Bologna Business School in ambito agrifood, inclusi i programmi dedicati alle filiere agroalimentari, come ad esempio l'Executive Master in Food Innovation and Regeneration; la creazione di una task force congiunta su 'AI and Agribusiness', dedicata all'applicazione dell'intelligenza artificiale nel settore agroalimentare; la progettazione congiunta di programmi formativi custom e multi-client dedicati allo sviluppo dei talenti e al rafforzamento delle competenze manageriali delle imprese del settore agroalimentare; lo sviluppo di Corporate Master e percorsi executive rivolti a manager e dirigenti del comparto alimentare e agroalimentare, finalizzati a formare una nuova generazione di leader capaci di guidare la trasformazione del settore. com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: oro e geopolitica, ecco perché le reazioni non sono più lineari (eToro)
25/05/2026 19:11
FOCUS: oro e geopolitica, ecco perché le reazioni non sono più lineari (eToro)
MILANO (MF-NW)--L'indebolimento dell'oro dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente ha riacceso i dubbi sul suo status di bene rifugio. Tuttavia, interpretare un ribasso del metallo giallo in concomitanza con una crisi geopolitica come una prova definitiva rischia di essere fuorviante. L'oro, infatti, continua a essere influenzato da una combinazione complessa di fattori macroeconomici, monetari e finanziari. La paura resta certamente uno dei principali driver della domanda, ma non è l'unico e, soprattutto, nel breve periodo non è sempre quello dominante, commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro. MERCATI SI MUOVONO RARAMENTE SEGUENDO REAZIONI ISOLATE "L'oro non è più un bene rifugio? È una domanda che torna ciclicamente ogni volta che il metallo giallo reagisce in modo apparentemente controintuitivo agli shock geopolitici o alle fasi di avversione al rischio", dichiara l'esperto. Il recente indebolimento delle quotazioni durante l'escalation in Medio Oriente ha riacceso questa narrativa, alimentando l'idea che l'oro stia assumendo caratteristiche sempre più simili a quelle di un asset "risk-on". Tuttavia, questa lettura rischia di non considerare tutte le dinamiche complesse che guidano il mercato dell'oro. "In finanza esiste spesso la tendenza a ricercare correlazioni immediate e lineari: guerra uguale oro in rialzo, paura uguale bene rifugio, tassi reali in salita uguale oro in calo. Nella pratica, tuttavia, i mercati raramente si muovono secondo relazioni isolate", spiega Debach. "Il principio del ceteris paribus, a parità di tutte le altre condizioni, nei mercati finanziari trova applicazione solo in misura limitata, perché le variabili macroeconomiche e finanziarie tendono a muoversi simultaneamente, influenzandosi a vicenda", osserva l'esperto. ANDAMENTO DOLLARO RESTA DRIVER FONDAMENTALE La dinamica dell'oro non dipende da un solo driver, ma dall'equilibrio tra fattori spesso divergenti: andamento del dollaro, livello dei tassi reali, aspettative d'inflazione, domanda difensiva, liquidità globale, acquisti delle banche centrali, timori di debasement monetario e fiscale, fino agli shock energetici e alla frammentazione geopolitica. E il peso relativo di questi elementi cambia continuamente nel tempo, puntualizza Debach. "Il dollaro resta uno dei fattori chiave. In teoria, uno shock geopolitico dovrebbe favorire l'oro come bene rifugio. Ma se lo stesso shock genera contemporaneamente una corsa globale alla liquidità in dollari, il rafforzamento dell'USD può esercitare pressione ribassista sul metallo giallo. È una dinamica frequente nelle prime fasi delle crisi: il mercato tende inizialmente a privilegiare la liquidità rispetto alla protezione", continua l'esperto. RELAZIONE INVERSA CON TASSI REALI SI INDEBOLISCE Anche la storica relazione inversa con i tassi reali appare oggi meno certa rispetto al passato. "L'oro non genera cedole né rendimento, quindi tassi reali più elevati ne aumentano teoricamente il costo opportunità. Eppure negli ultimi trimestri si sono osservate fasi in cui il metallo è salito nonostante rendimenti reali elevati o in aumento", spiega Debach. "Un comportamento che suggerisce come il mercato stia incorporando anche altre variabili: aspettative di inflazione persistente, sostenibilità fiscale, rischi di svalutazione monetaria, domanda delle banche centrali e crescente polarizzazione geopolitica", commenta l'esperto. PARTE DELLA DOMANDA DIPENDE DA DINAMICHE STRUTTURALI Parte rilevante della domanda di metallo giallo dipende oggi da logiche più strutturali. "Diversificazione delle riserve, riduzione della dipendenza dal dollaro e tutela rispetto ai rischi di lungo termine sul sistema monetario globale stanno assumendo un ruolo crescente, soprattutto per molte economie emergenti e banche centrali", prosegue Debach. Anche il petrolio e gli shock energetici possono alterare profondamente il quadro. "Un aumento dei prezzi energetici può sostenere l'oro attraverso il canale inflazionistico, ma allo stesso tempo rafforzare il dollaro tramite la domanda globale di liquidità e i flussi legati ai pagamenti energetici. In quel contesto, il mercato può assistere a un indebolimento dell'oro proprio durante una fase di tensione geopolitica elevata. Non perché il metallo abbia perso la propria natura difensiva, ma perché un driver dominante sta temporaneamente prevalendo sugli altri", continua l'esperto. MERCATO PIÙ FINANZIARIZZATO RISPETTO AL PASSATO A questi elementi si aggiunge un fattore strutturale spesso sottovalutato: il mercato dell'oro è oggi molto più finanziarizzato rispetto al passato. ETF, hedge fund, CTA e strategie sistematiche hanno aumentato la sensibilità del prezzo ai flussi di breve termine e alle dinamiche di liquidità. In alcune fasi, quindi, "anche l'oro può essere venduto insieme agli altri asset semplicemente perché gli investitori stanno riducendo leva finanziaria, cercando liquidità o chiudendo posizioni. Si tratta di movimenti tattici, non necessariamente di un cambiamento strutturale nella natura dell'asset", spiega Debach. "Per questo motivo, interpretare un ribasso dell'oro durante una crisi geopolitica come prova definitiva della perdita del suo status di bene rifugio rischia di essere fuorviante", dichiara l'esperto. "L'oro continua a essere influenzato da una combinazione di fattori macroeconomici, monetari e finanziari estremamente articolata. La paura resta uno dei driver, ma non è l'unico e spesso non è nemmeno quello dominante nel breve periodo", conclude Debach. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: si rafforza svolta restrittiva Fed (Algebris Inv.)
25/05/2026 18:19
MARKET DRIVER: si rafforza svolta restrittiva Fed (Algebris Inv.)
MILANO (MF-NW)--"La svolta hawkish della Fed si è ulteriormente rafforzata la scorsa settimana, mentre i mercati hanno continuato a rivedere le aspettative legate al prossimo presidente della banca centrale", commenta il Global Credit Team di Algebris Investments. Kevin Warsh, inizialmente considerato un candidato più incline a tagliare i tassi, potrebbe invece insediarsi in un contesto più complesso. "I rischi d'inflazione restano elevati e i rendimenti dei Treasury decennali potrebbero essere superiori a quelli ereditati da qualsiasi nuovo presidente della Fed dai tempi di Greenspan, nell'agosto 1987", commentano gli esperti. "Venerdì scorso, il discorso del governatore della Fed Waller ha rafforzato il cambio di tono in senso restrittivo. Waller ha suggerito che la Fed dovrebbe abbandonare l'orientamento favorevole a un allentamento e che rialzi dei tassi potrebbero rendersi necessari qualora le aspettative d'inflazione dovessero disancorarsi", proseguono gli analisti. Attualmente, i mercati prezzano un rialzo dei tassi entro fine anno e stanno incorporando un premio a termine più elevato lungo la curva fino al 2027. "La prima riunione di Warsh come presidente della Fed sarà quindi sempre più importante per definire la direzione della nuova banca centrale", spiegano gli esperti. "Un rialzo già alla prima riunione appare ancora improbabile in questa fase, ma se le aspettative d'inflazione dovessero continuare a deteriorarsi, i mercati potrebbero spingere la Fed verso un orientamento più restrittivo", concludono gli analisti. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: ecco quali sono i titoli preferiti dagli hedge fund secondo GS (milanofinanza.it)
25/05/2026 18:06
FOCUS: ecco quali sono i titoli preferiti dagli hedge fund secondo GS (milanofinanza.it)
MILANO (MF-NW)--Gli hedge fund non mollano i grandi titoli tech, ma il 2026 presenta nuovi record in termini di posizioni short (ribassiste) e leva finanziaria. Sono questi alcuni dei risultati dell'Hedge Fund Trend Monitor pubblicato il 22 maggio da Goldman Sachs. Il report considera 1.059 fondi speculativi con investimenti azionari totali per 4.600 miliardi di dollari, di cui quasi un terzo (1.500 miliardi) in posizioni short. I dati presi in considerazione arrivano dalle comunicazioni 13-F (i report obbligatori che i grandi investitori devono inviare alla Sec) aggiornate al 18 maggio. L'andamento degli hedge fund nei primi quattro mesi e mezzo del 2026 mostra un rendimento del 7% trainato dalle performance positive delle ultime settimane, che hanno fatto da contraltare a una chiusura di primo trimestre non entusiasmante. La forte volatilità di mercato (il cosiddetto beta) e le posizioni long (rialziste) hanno contribuito in maniera positiva ai rendimenti dei fondi nonostante un aumento del 27% da inizio anno del paniere dei titoli più shortati. LEVA FINANZIARIA E POSIZIONI SHORT Nonostante i capitali esposti nelle posizioni long siano più del doppio di quelli short, sintomo che i fondi speculativi continuano a credere in un mercato rialzista, crescono le posizioni short arrivando al 3% della capitalizzazione di mercato: il livello più alto toccato dal 2011. Dove si trovano queste posizioni short? Tra i principali indici, gli hedge fund hanno incrementato soprattutto le esposizioni ribassiste sui componenti del Nasdaq 100, mentre le hanno ridotte sui titoli che compongono il Russell 2000. RESISTE IL DOMINIO DEL TECH Andando a sbirciare tra i vip, ossia i 50 titoli che compaiono più frequentemente tra le prime dieci partecipazioni dei fondi speculativi, il tech continua a dominare. Amazon primo fra tutti, seguito da Nvidia, Alphabet, Microsoft e Meta Platforms in top five, mentre la classifica continua con Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, Apple, Broadcom e Micron Technology. Sono questi dunque i titoli più "affollati", da tenere d'occhio perché un loro eventuale crollo comporterebbe un'ingente perdita di asset generalizzata. ETF E SETTORI Una novità riguarda gli Etf (Exchange traded fund), tipicamente usati dai fondi speculativi come strumenti di copertura, oggi sono sempre più protagonisti nelle esposizioni long. Le posizioni rialziste sugli hedge fund a lungo termine hanno toccato infatti il record del 35% dell'esposizione lorda degli hedge fund agli Etf. Prendendo in considerazione il Russell 3000, i settori che mostrano i maggiori sovrappesi (quindi un'esposizione dei fondi maggiore rispetto al peso dei titoli nel listino) sono salute, industriali e materiali di base. In particolare in questi due comparti le stelle nascenti, cioè i titoli che hanno ottenuto più popolarità fra i fondi speculativi nel primo trimestre, sono Fedex, Dow, Howmet Aerospace, Parke-Hannifin , Rtx e Xpo. Mentre lo short interest risulta particolarmente elevato rispetto alla media storica nei comparti utility e consumi fissi. cro (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)