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MARKET DRIVER: Boj, previsti due rialzi dei tassi dopo luglio (Rbc BlueBay)
20/02/2026 11:58
MARKET DRIVER: Boj, previsti due rialzi dei tassi dopo luglio (Rbc BlueBay)
MILANO (MF-NW)--In Giappone, le proposte di riforma contabile relative alle compagnie di assicurazione sulla vita hanno avvantaggiato i Jgb a lunga scadenza. "I titoli a basso coupon e non più di recente emissione (off-the-run) hanno beneficiato maggiormente, sulla base della narrativa secondo cui ciò ridurrebbe la pressione di vendita su questa parte del mercato", commenta Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay. Nel frattempo, il calo dei prezzi del riso contribuisce ad un'inflazione più bassa, mentre le previsioni per il Cpi di Tokyo della prossima settimana si attestano all'1,4% headline e all'1,7% core su base annua. "Poiché i dati del Cpi di Tokyo anticipano il dato nazionale, sarà interessante osservare come le aspettative sui tassi d'interesse reagiranno a un risultato che vedrebbe l'inflazione sotto il target del 2% della Bank of Japan e in traiettoria discendente", continua l'esperto. Per quanto riguarda la politica monetaria, "riteniamo che le aspettative di mercato, che attribuiscono una probabilità del 68% a un rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan già ad aprile, possano risultare eccessive. Continuiamo a prevedere due rialzi dei tassi in Giappone nel corso dell'anno, ma la prossima mossa potrebbe non arrivare prima di luglio", dichiara Dowding. Infine, il rischio legato ai due rialzi previsti per il 2026 potrebbe orientarsi al ribasso, qualora i dati sull'inflazione risultassero inferiori alle previsioni della Banca centrale. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Risparmio gestito: patrimonio tocca nuovo massimo storico a 2.636 mld euro (Assogestioni)
20/02/2026 11:49
Risparmio gestito: patrimonio tocca nuovo massimo storico a 2.636 mld euro (Assogestioni)
ROMA (MF-NW)--Il mercato italiano del risparmio gestito ha archiviato il 2025 mettendo a segno un patrimonio record di 2.636 mld euro, in netto aumento dai 2.600 mld euro di fine settembre e 2.505 mld euro di dicembre 2024. E' quanto emerge dai dati definitivi della mappa trimestrale del 4* trimestre del 2025 di Assogestioni, che tracciano un bilancio positivo anche sul fronte della raccolta netta, pari a 38,2 mld euro nell'anno e 8 mld euro negli ultimi tre mesi. Alla presentazione dei dati, Alessandro Rota, direttore ufficio studi dell'Associazione ha precisato: "Nell'ultimo trimestre, l'effetto mercato ha continuato a sostenere le masse, con un apporto positivo di +1,1% nel complesso e di +1,4% sui soli fondi aperti, il comparto più rappresentativo delle gestioni collettive, con un patrimonio che ha raggiunto i 1.344 mld euro. La raccolta netta di questo segmento è stata invece leggermente negativa per 300 mln euro". Il quadro completo dei dati definitivi mostra che, nonostante la frenata dell'ultimo trimestre, la raccolta dell'intero 2025 ha superato i 16 mld euro a +16,4 mld euro, cioè 5 mld euro in più rispetto al dato registrato nel 2024. Positiva per +12,5 mld euro la lettura annuale della raccolta dei fondi di diritto italiano. "Si tratta del riflesso del persistente successo di pubblico dei prodotti a scadenza che, nel 2025, hanno raccolto circa 22 mld euro. È da parecchi anni che questa tendenza prosegue: oggi per alcune primarie case prodotto italiane le relative masse gestite sono arrivate a rappresentare il 25-30% del totale, con punte vicine al 50%. I dati spiegano buona parte della raccolta obbligazionaria, ma anche parte dei deflussi dei flessibili: siamo infatti di fronte a una rotazione rispetto ai prodotti flessibili lanciati anni fa", ha spiegato Rota. La raccolta dei fondi cross border nell'anno è stata di -1 mld euro. "Questo dato è il bilancio netto di risultati piuttosto variegati, attribuibili in gran parte a un processo in corso di parziale sostituzione tra i fondi tradizionali a gestione attiva e gli ETF, anche attivi", ha precisato Rota. A livello di categoria, lo spaccato conferma il successo dei fondi obbligazionari, che nel 4* trimestre hanno raccolto altri 5,6 mld euro, per un totale di +24,4 mld euro nell'anno, in analogia con il trend che aveva già caratterizzato il 2024. Azionari e flessibili hanno registrato deflussi rispettivamente per -3,5 e -3,4 mld euro a livello trimestrale e per -5 e -6,6 mld euro a livello annuale. I bilanciati hanno invece raccolto 44 mln euro tra ottobre e dicembre. "I dati di dettaglio sulla raccolta per canale mostrano che le reti di consulenti finanziari hanno spiccato nel 2025, con valori compresi tra i 3 e i 6 miliardi a trimestre, nettamente superiori a quelli delle banche, mentre il mercato istituzionale ha evidenziato un'accentuata volatilità", ha aggiunto il direttore dell'ufficio studi. Sul fronte degli altri prodotti di risparmio gestito, le gestioni di portafoglio dedicate alla clientela upper-affluent e private hanno registrato deflussi per 100 mln euro nel 4* trimestre. "Si tratta - ha precisato Rota - di un dato in controtendenza per una categoria di prodotto che nel 2025 ha fatto segnare flussi complessivi per ben 7 miliardi, in linea con l'anno precedente. È dunque un numero che va letto con una prospettiva di più lungo periodo". Infine, i fondi chiusi hanno messo a segno una raccolta di 1,4 mld euro nel trimestre, concentrati nei fondi mobiliari, che tipicamente investono in imprese non quotate di piccole e medie dimensioni, mentre i mandati istituzionali hanno attratto 6,9 mld euro di afflussi. pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO ENERGY: petrolio vira in negativo
20/02/2026 11:46
COMMENTO ENERGY: petrolio vira in negativo
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio hanno virato in negativo, con Il Brent che scende dello 0,57% e il Wti dello 0,6%, ma i due benchmark restano sulla buona strada per registrare solidi guadagni settimanali per via delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano, Donald Trump, sta valutando l'idea di lanciare attacchi preliminari limitati contro l'Iran con l'obiettivo di costringere la Repubblica islamica ad accettare le sue richieste per un accordo sul nucleare, evitando però un attacco su vasta scala che potrebbe innescare una massiccia risposta militare iraniana, scrive il Times of Israel citando il Wall Street Journal. Il quotidiano statunitense spiega che gli attacchi iniziali potrebbero verificarsi entro pochi giorni se Trump dovesse dare il via libera e sarebbero mirati contro diversi siti militari o governativi. Se l'Iran continuerà a respingere la richiesta degli Usa di rinunciare al proprio programma di arricchimento, Washington amplierebbe poi l'offensiva militare per includere obiettivi del regime, con il possibile obiettivo di rimuoverlo dal potere. Una fonte ha spiegato che Trump potrebbe iniziare con attacchi più limitati prima di intensificarli finché il regime non accetterà di smantellare il proprio programma nucleare o non verrà rovesciato. alb/cos alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Tenaris, Akros abbassa rating ad accumulate
20/02/2026 11:45
MARKET DRIVER: Tenaris, Akros abbassa rating ad accumulate
MILANO (MF-NW)--Banca Akros ha ridotto da buy ad accumulate il giudizio su Tenaris, con prezzo obiettivo che sale da 20 a 24 euro. I conti sono stati migliori delle attese, sottolineano gli analisti, che spiegano come la raccomandazione cambi alla luce del "limitato upside" dopo il rally del titolo, che ieri è balzato di oltre il 9%. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: Europa; riparte ciclo di crescita, prospettive interessanti per azionario (Carmignac)
20/02/2026 11:40
FOCUS: Europa; riparte ciclo di crescita, prospettive interessanti per azionario (Carmignac)
MILANO (MF-NW)--L'area euro sta mostrando segnali di ripartenza del ciclo economico, sostenuta dalle misure fiscali espansive della Germania. In questo contesto, i mercati azionari sono tornati a registrare una crescita degli utili, con alcuni segmenti che presentano valutazioni particolarmente attraenti. Sul fronte obbligazionario, i titoli a breve termine risultano particolarmente interessanti, mentre la sovraperformance rispetto ai Treasury rafforza l'attrattività relativa dei titoli europei, commenta Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti di Carmignac. FATTORI CICLICI E STRUTTURALI SOSTENGONO RIPRESA In Europa, il processo disinflazionistico sta rallentando, il mercato del lavoro resta solido e la politica fiscale assume un orientamento espansivo. In questo contesto è probabile che la Banca Centrale Europea mantenga i tassi invariati nel breve termine. "Per dare un riscontro numerico a questa lettura, stimiamo una crescita del PIL dell'Eurozona pari all'1,3%, superiore sia al consensus sia al potenziale, con un graduale allineamento alle dinamiche del resto del mondo. L'inflazione dovrebbe attestarsi tra l'1,7% e l'1,8%, lasciando alla Bce margini di intervento qualora la crescita dovesse indebolirsi o i mercati entrassero in una fase di avversione al rischio", spiega l'esperto. Oltre alle prospettive cicliche, l'Europa può rafforzare la propria crescita attraverso riforme strutturali: ridurre il divario nei costi energetici rispetto agli Stati Uniti (60-90% in più secondo Mario Draghi) con una politica energetica più integrata; utilizzare in modo strategico gli appalti pubblici (15% del Pil Ue) per sostenere innovazione e filiere industriali; completare il Mercato Unico abbattendo le barriere ancora presenti in servizi, lavoro e capitali; introdurre il "28* regime" per semplificare l'attività transfrontaliera delle imprese; e rafforzare Unione Bancaria e dei capitali. AZIONARIO, INCREMENTO EPS STIMATO AL 12% IN 2026 E 2027 Dopo anni in cui le performance sono state trainate soprattutto dall'espansione delle valutazioni, le azioni europee sono state frenate da ripetute delusioni sugli utili. Oggi, però, lo scenario sta cambiando: per la prima volta in tre anni il consensus prevede un ritorno alla crescita, con un incremento degli Eps stimato intorno al 12% sia nel 2026 sia nel 2027. Nonostante questo miglioramento, l'Europa continua a trattare a sconto rispetto agli Stati Uniti: oltre il 30% a livello di indici e circa il 18% al netto delle differenze settoriali. Al contempo, le rinnovate incertezze negli Stati Uniti circa l'indipendenza delle istituzioni e il rispetto dello Stato di diritto hanno sostenuto l'euro e favorito flussi verso il Vecchio Continente. L'impatto potenziale è significativo: un deflusso dell'1% dal mercato statunitense verso l'Europa equivarrebbe a circa il 4% della capitalizzazione complessiva del mercato europeo. GERMANIA, SPAGNA E REGNO UNITO SI DISTINGUONO POSITIVAMENTE A livello regionale, "la Germania offre opportunità interessanti, in particolare attraverso l'indice Mdax, che riunisce società tedesche di media capitalizzazione maggiormente orientate al mercato domestico e ancora scambiate a valutazioni attraenti. Questo segmento potrebbe beneficiare in misura significativa dell'aumento degli investimenti pubblici e della ripresa dell'attività interna", continua Thozet. Inoltre, la Spagna continua a distinguersi positivamente per crescita del Pil e posizione fiscale. Infine, si distingue anche il Regno Unito. "Il FTSE 100 rimane a valutazioni contenute, con un profilo difensivo grazie all'esposizione a sanità e beni di consumo di base e un rendimento da dividendi intorno al 3%. L'elevata esposizione alle materie prime offre inoltre una copertura naturale in uno scenario di rialzo dei prezzi delle risorse. I graduali tagli dei tassi da parte della Bank of England dovrebbero sostenere la domanda interna, mentre una sterlina più debole potrebbe tradursi in un ulteriore supporto agli utili, rafforzando la crescita dell'Eps", commenta l'esperto. BANCHE, UTILITY E INDUSTRIA TRAINANO ESPANSIONE Dal punto di vista settoriale, banche, utility e alcuni comparti industriali si collocano al centro della fase di espansione dell'economia europea. In un'ottica di selezione dei titoli di lungo periodo, "dopo il 2025 si è aperta una finestra di opportunità, poiché i cosiddetti leader di qualità hanno registrato una forte sottoperformance con l'intensificarsi della rotazione dei fattori. L'indice Msci Europe Quality ha infatti sottoperformato l'Msci Europe di circa il 10% e l'MSCI Europe Value di circa il 20%", dettaglia Thozet. Gruppi come L'Oréal e Hermès, nel segmento del consumo di fascia alta, scambiano su livelli relativi vicini ai minimi del 2020-2022, pur mantenendo prospettive di crescita intatte. Anche l'Europa ha risentito dei timori relativi alle valutazioni del comparto AI. In questo contesto, società come Euronext (Paesi Bassi, infrastrutture di mercato), SAP (Germania, software) e RELX (Regno Unito, informazione e analisi dei dati) risultano acquistabili a valutazioni interessanti, dichiara l'esperto. OBBLIGAZIONI EUROPEE SOVRAPERFORMANO TREASURY USA Il contesto dell'obbligazionario europeo resta complessivamente positivo. L'inflazione dovrebbe restare sotto il target, mentre i tassi di policy, attualmente al 2%, si collocano grosso modo al centro dell'intervallo neutrale stimato dalla Bce, lasciando margine di intervento. In questo contesto, "le obbligazioni in euro a breve scadenza appaiono particolarmente interessanti. Offrono una combinazione di carry moderato e asimmetria favorevole, con un rischio di ribasso limitato in caso di tassi invariati e un potenziale significativo al rialzo qualora la Bce fosse costretta a intervenire in una fase in cui i mercati prezzano quasi nessun taglio", spiega Thozet. Questa visione appare rafforzata dalla sovraperformance dei tassi europei rispetto ai Treasury nel corso del 2025. CREDITO, APPROCCIO COSTRUTTIVO MA NECESSARIA SELETTIVITÀ Passando al credito, "questa asset class ha beneficiato per diversi anni di una compressione degli spread, sostenuta da fattori tecnici favorevoli: il calo delle aspettative sui tassi a breve ha spinto gli investitori verso strumenti a maggiore rendimento, mentre l'offerta è rimasta contenuta, con il mercato europeo dell'high yield in contrazione del 16% negli ultimi quattro anni (da 480 a 394 miliardi di euro). A ciò si è aggiunto un miglioramento dei fondamentali, grazie al rafforzamento dei bilanci aziendali", prosegue l'esperto. La prossima fase potrebbe presentare caratteristiche differenti. Le emissioni dovrebbero aumentare, trainate dalle esigenze di finanziamento legate alle operazioni di M&A e agli elevati investimenti in conto capitale, mentre i tassi della Bce sono destinati a rimanere stabili. Di conseguenza, il 2026 potrebbe essere caratterizzato da una maggiore dispersione e polarizzazione all'interno dei mercati del credito. In questo scenario, "gli investitori selettivi nel credito vengono adeguatamente remunerati per l'attesa, e l'approccio resta costruttivo, ma non compiacente", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)