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MARKET DRIVER: Europa, migrazioni non compensano invecchiamento forza lavoro (Oxford Economics)
18/03/2026 18:27
MARKET DRIVER: Europa, migrazioni non compensano invecchiamento forza lavoro (Oxford Economics)
MILANO (MF-NW)--La migrazione netta nell'Eurozona non sarà sufficiente a compensare l'impatto dell'invecchiamento della forza lavoro. In questo contesto, Oxford Economics prevede che la popolazione in età lavorativa inizierà a diminuire già dal prossimo anno. "Con l'afflusso di rifugiati ucraini in attenuazione, sarebbero necessari diverse centinaia di migliaia di migranti in più rispetto alle nostre stime per evitare un calo persistente della popolazione in età lavorativa dell'Eurozona", ha dichiarato il senior economist Riccardo Marcelli Fabiani. "Il nostro scenario di base prevede che la migrazione netta attenuerà solo in parte questa diminuzione", ha continuato l'esperto. "La migrazione netta offrirà un sostegno grazie all'attrattività dell'Eurozona per i lavoratori meno qualificati, ma ciò limita il potenziale di crescita della produttività", ha aggiunto Marcelli Fabiani. "I consistenti flussi migratori degli ultimi anni non hanno impedito carenze di manodopera in diversi Paesi e settori", ha proseguito Fabiani. Guardando al futuro, la migrazione verso la Germania sarà più contenuta, mentre la Spagna dovrebbe continuare ad attrarre forti flussi migratori dall'America Latina. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
18/03/2026 18:06
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones scende dello 0,77%, l'S&P 500 dello 0,55% e il Nasdaq Composite dello 0,64%, mentre gli investitori attendono la decisione del Fomc sui tassi di interesse e la conferenza stampa del Presidente della Fed, Jerome Powell. Intanto, i prezzi del petrolio sono tornati a correre, con il Brent nuovamente vicino alla soglia dei 110 dollari al barile, mentre Israele e Iran intensificano gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente. Lato macro, sia l'inflazione alla produzione complessiva sia quella core sono risultate nettamente superiori alle attese a febbraio, segnalando pressioni già in aumento prima che lo shock energetico nel Golfo Persico innescasse un'impennata dei costi dell'energia a marzo. I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,7% a febbraio, il rialzo più forte degli ultimi sette mesi e ben al di sopra delle attese dello 0,3%. Su base annua, l'indice PPI è salito al 3,4%, il livello più alto dell'ultimo anno, superando le previsioni del 2,9%. Anche i prezzi alla produzione core sono aumentati dello 0,5% su base mensile e del 3,9% su base annua, entrambi sopra le stime di mercato. Gli ordini alle fabbriche sono aumentati dello 0,1% a gennaio, in linea con le aspettative degli analisti, dopo una flessione dello 0,4% registrata nel mese precedente. Escludendo il calo dello 0,8% registrato nel settore dei trasporti, i nuovi ordini sarebbero cresciuti dello 0,4%, a fronte di un incremento dello 0,6% a dicembre. Inoltre, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 10,9% nella settimana terminata il 13 marzo, dopo l'incremento del 3,2% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono aumentate dell'1%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece crollate del 19%. Sul fronte della politica monetaria, le stime sulla Federal Reserve "prevedono tassi fermi", afferma David Pascucci, market analyst di Xtb. "Sulle proiezioni economiche non possiamo assolutamente fare pronostici, sul discorso di Powell possiamo ipotizzare cosa potremmo aspettarci. Il rialzo dell'inflazione é al momento un'ipotesi, pertanto Powell potrebbe affermare che la Fed sta monitorando la situazione e che é pronta ad agire qualora dovessimo vedere un forte rialzo dei prezzi, in linea con il suo mandato. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l'unica vera novit riguarda i disastrosi nonfarm payrolls che potrebbero essere oggetto di domande da parte della stampa, cosí come gli effetti di un probabile ritorno dell'inflazione sul consumatore americano", aggiunge l'esperto. In sostanza, conclude Pascucci, "Powell potrebbe rimanere cauto sull'inflazione e pronto ad agire qualora dovessimo vedere dei rialzi forti della stessa (che al momento non possiamo ipotizzare), mentre sul mercato del lavoro potrebbe ancora temporeggiare come ha fatto fino ad ora. Tassi fermi e tutto rimandato alla prossima e ultima riunione di Powell". Sul fronte societario: - Macy's registra un balzo del 4,88% a metà seduta. La società ha superato le attese di Wall Street per il quarto trimestre in termini di utili e ricavi grazie ai progressi mostrati dal marchio omonimo. - Il titolo di Nvidia cala dello 0,36%. Il Ceo della società, Jensen Huang, si è dichiarato ottimista sulle potenzialità dell'AI agentica e del software OpenClaw a margine della conferenza Nvidia Gtc 2026 sull'intelligenza artificiale in corso in questi giorni in California. - Le azioni di Lululemon Athletica salgono del 5,47% a metà seduta. La società ha chiuso il quarto trimestre con utili e ricavi superiori alle attese, ma ha deluso il mercato con previsioni deboli per il 2026, appesantite da dazi doganali, aumento dei costi e da una dura battaglia per procura con il fondatore. Nel dettaglio, l'utile per azione trimestrale si è attestato a 5,01 dollari, sopra i 4,78 usd previsti, mentre i ricavi hanno raggiunto 3,64 mld usd, superando i 3,58 mld stimati. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: Bce adotterà approccio attendista, possibile rialzo in futuro
18/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Bce adotterà approccio attendista, possibile rialzo in futuro
MILANO (MF-NW)--La Banca Centrale Europea comunicherà domani la sua decisione di politica monetaria. Per la sesta riunione consecutiva, dopo l'ultimo taglio dei tassi dello scorso giugno, il consenso degli esperti prevede che il Consiglio direttivo manterrà il tasso sui depositi al 2%. TROPPO PRESTO PER VALUTARE IMPATTO CONFLITTO MO È improbabile che la Bce modifichi la sua politica monetaria nel breve termine. "Di fronte a un contesto di elevata incertezza, l'approccio tradizionale di gestione del rischio consiste nell'aspettare che si calmino le acque", commentano Dario Messi e Afonso Borges, esperti di Julius Baer. Inoltre, "l'ampiezza e la durata dello shock sul lato dell'offerta legato alle interruzioni senza precedenti del transito nello stretto di Hormuz restano troppo incerte per giustificare una reazione immediata", afferma François Rimeu, Senior Strategist di Crédit Mutuel Asset Management. SHOCK ENERGETICO ESERCITA PRESSIONI AL RIBASSO SU CRESCITA Nell'ultima riunione, il quadro inflazionistico risultava complessivamente in linea con l'obiettivo, mentre l'economia beneficiava dell'espansione della spesa fiscale nella regione, in particolare in Germania. Tuttavia, il conflitto in Medio Oriente e il conseguente shock energetico "eserciteranno pressioni al rialzo sull'inflazione e al ribasso sulla crescita", commenta Gary Smith, Head of Emea Client Portfolio Manager Fixed Income di Columbia Threadneedle Investment. LAGARDE DOVREBBE RIBADIRE APPROCCIO DATA-DEPENDENT In questo contesto, la presidente Christine Lagarde ribadirà un approccio dipendente dai dati, mentre nelle nuove proiezioni economiche l'Istituto dovrà riconoscere l'aumento dell'incertezza. La conferenza stampa sarà probabilmente dominata dal tema del conflitto e dalle possibili reazioni della Bce a un eventuale shock energetico persistente, spiega Smith. PROSSIMA MOSSA POTREBBE ESSERE RIALZO TASSI "La Bce si fonda su un principio chiave: guardare oltre gli shock esterni sull'offerta energetica, nella convinzione che gli effetti di primo impatto siano generalmente transitori. L'attenzione dell'istituto si concentra quindi sul rischio di effetti di secondo impatto indesiderati, come un aumento delle aspettative di inflazione nel medio termine che potrebbe alimentare una crescita salariale più sostenuta e rendere l'inflazione più persistente, scenario che richiederebbe una risposta restrittiva di politica monetaria", continua l'esperto. "Considerato che la Bce ha già compiuto progressi significativi portando il tasso sui depositi verso il livello ritenuto neutrale del 2%, il bilanciamento dei rischi suggerisce che il prossimo intervento potrebbe essere un rialzo dei tassi piuttosto che un ulteriore taglio, anche se la tempistica rimane altamente incerta", conclude Smith. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: petrolio torna a correre, Brent vicino a 110 usd
18/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: petrolio torna a correre, Brent vicino a 110 usd
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio tornano a correre, con il Brent in prossimità della soglia dei 110 dollari al barile, mentre Israele e Iran intensificano gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente. BRENT A 108 DOLLARI, WTI IN RIALZO DEL 2,3% Attualmente, il Brent sale del 4,8% a 108,4 dollari, mentre il Wti cresce del 2,3% a 97 usd. COLPITO GIACIMENTO SOUTH PARS E AREA DI ASALUYEH L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim ha riferito che il giacimento di gas naturale di South Pars e l'area di Asaluyeh, dove si concentrano importanti impianti petroliferi e petrolchimici, sono stati oggetto di attacchi da parte di Stati Uniti e Israele, aggiungendo che l'entità dei danni non è ancora stata determinata. Nel frattempo, l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars ha riferito di aver udito "potenti esplosioni" provenienti da diverse raffinerie ad Asaluyeh, segnalando che "alcuni serbatoi di stoccaggio e aree degli impianti del gas in diverse fasi" della raffineria sono stati colpiti. CITI VEDE BRENT A 120 USD NEI PROSSIMI GIORNI In questo contesto, Citi prevede che i prezzi del Brent potrebbero salire fino a 120 dollari al barile nei prossimi giorni e stima una riduzione di 11-16 milioni di barili al giorno fino ad aprile. Inoltre, proseguono gli esperti, i prezzi del Brent potrebbero raggiungere i 130 dollari al barile nel caso di attacchi diffusi alle infrastrutture energetiche regionali e se lo Stretto di Hormuz rimanesse chiuso per un periodo prolungato. "È probabile che il mercato continui a salire fino a trovare il prezzo o l'evento di mercato che spinga gli Stati Uniti a porre fine all'operazione militare", concludono gli analisti. AUMENTO PREZZI ACUISCE RISCHIO RECESSIONE NEGLI USA "Prima che iniziassero gli attacchi contro l'Iran, avevamo già previsto una lieve recessione per gli Stati Uniti", commenta Kristina Hooper, Chief Market Strategist di Man Group. Secondo il consenso degli economisti, un prezzo del petrolio compreso tra 120 e 130 dollari al barile per un periodo prolungato rappresenta la soglia in grado di innescare una recessione economica. "Ritengo che tale livello di prezzo sia molto probabile, poiché sarà difficile per gli Stati Uniti uscire rapidamente da questa situazione", dichiara l'esperta. In questo contesto, i mercati hanno mostrato una sorprendente compiacenza, probabilmente perché gli operatori potrebbero considerare la situazione simile ai dazi imposti dagli Usa in occasione del Liberation Day, e quindi un problema di breve durata. "Penso che si tratti di un'ipotesi errata. I dazi sono un problema relativamente semplice per i mercati perché possono essere ritirati unilateralmente ogni volta che gli Stati Uniti decidono di farlo. Le guerre, a differenza dei dazi, non possono essere accese e spente come un interruttore", commenta Hooper. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: B.centrale canadese resta ferma, guerra Iran alimenta incertezza
18/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: B.centrale canadese resta ferma, guerra Iran alimenta incertezza
MILANO (MF-NW)--La Bank of Canada ha mantenuto il tasso target overnight al 2,25%, con il Bank Rate al 2,5% e il tasso sui depositi al 2,2%. La guerra in Medio Oriente ha alimentato la volatilità dei prezzi globali dell'energia e dei mercati finanziari, accrescendo i rischi per l'economia globale. L'ampiezza e la durata del conflitto, e quindi i suoi impatti economici, sono altamente incerti, ha puntualizzato l'Istituto. CONFLITTO MO ALIMENTA INFLAZIONE GLOBALE NEL BREVE TERMINE Prima della guerra, l'economia globale era sulla traiettoria di una crescita intorno al 3%, come previsto nel Rapporto di politica monetaria (Mpr) di gennaio. La crescita economica negli Stati Uniti si è moderata ma resta solida, trainata dai consumi e dai forti investimenti legati all'Intelligenza Artificiale. L'inflazione negli Stati Uniti rimane sopra l'obiettivo ed è evoluta in gran parte come previsto. Nell'area euro, la domanda interna sostiene la crescita mentre le esportazioni si sono contratte. L'economia cinese continua a essere sostenuta dalla forza delle esportazioni, ma la domanda interna resta debole. Dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi globali del petrolio e del gas naturale sono aumentati bruscamente, e ciò alimenterà l'inflazione globale nel breve termine, avverte la Banca centrale canadese. Oltre alle interruzioni dell'offerta energetica, i colli di bottiglia nei trasporti derivanti dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz potrebbero influenzare l'offerta di altre materie prime, come i fertilizzanti. Le condizioni finanziarie si sono irrigidite rispetto a livelli precedentemente accomodanti. I rendimenti obbligazionari globali sono aumentati, i prezzi dei mercati azionari sono diminuiti e gli spread creditizi si sono ampliati. Il tasso di cambio tra dollaro canadese e biglietto verde è rimasto relativamente stabile. CRESCITA ECONOMICA ATTESA PIÙ DEBOLE DI PREVISIONI GENNAIO Dopo una crescita del 2,4% nel terzo trimestre dello scorso anno, il Pil del Canada si è contratto dello 0,6% nel quarto. Questo dato è stato più debole di quanto previsto nell'Mpr di gennaio, ma principalmente a causa di una riduzione delle scorte più ampia del previsto. La domanda interna è cresciuta di oltre il 2% grazie alla forza della spesa dei consumatori e del governo, anche se il mercato immobiliare è rimasto debole. La Bank of Canada continua ad aspettarsi che l'economia canadese cresca moderatamente mentre si adatta ai dazi statunitensi e all'incertezza della politica commerciale, ma i dati recenti suggeriscono che la crescita economica nel breve termine sarà più debole rispetto a quanto previsto a gennaio. Il mercato del lavoro rimane debole. I guadagni occupazionali del quarto trimestre del 2025 sono stati in gran parte annullati nei primi due mesi del 2026, e il tasso di disoccupazione è salito al 6,7% a febbraio. Al netto della volatilità, i dati recenti indicano anche una persistente debolezza delle esportazioni. È ancora troppo presto per valutare l'impatto del conflitto in Medio Oriente sulla crescita in Canada. RISCHI CRESCITA ORIENTATI AL RIBASSO L'inflazione è ulteriormente scesa all'1,8% a febbraio, dal 2,3% di gennaio. Anche quella al netto delle variazioni delle imposte indirette e quella core sono diminuite e si collocano tutte vicino al 2%. L'inflazione alimentare ha rallentato a febbraio, ma rimane elevata. Il forte aumento dei prezzi globali dell'energia ha portato a un incremento dei prezzi della benzina, e ciò spingerà verso l'alto l'inflazione complessiva nei prossimi mesi.In questo contesto complessivo, il Consiglio direttivo ha quindi deciso di mantenere il tasso di riferimento al 2,25%. Con i dati recenti che indicano un'attività economica più debole e un'elevata incertezza, i rischi per la crescita appaiono orientati al ribasso. Allo stesso tempo, i rischi per l'inflazione sono aumentati a causa dei prezzi dell'energia più elevati. B.CENTRALE PRONTA A INTERVENIRE SE NECESSARIO La Banca centrale canadese continuerà a valutare l'impatto dei dazi statunitensi e dell'incertezza della politica commerciale, e il modo in cui l'economia canadese si sta adattando. "Stiamo inoltre monitorando attentamente l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e valutando il suo impatto su crescita e inflazione. Con l'evolversi delle prospettive, siamo pronti a intervenire se necessario. La Banca si impegna a garantire che i canadesi continuino ad avere fiducia nella stabilità dei prezzi durante questo periodo di turbolenze globali". alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)