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COMMENTO BOND: high yield più interessante di obbligazioni governative
14/01/2026 17:45
COMMENTO BOND: high yield più interessante di obbligazioni governative
MILANO (MF-NW)--Le obbligazioni high yield restano apprezzate "perché offrono rendimento in una fase in cui i rendimenti di altre asset class possono essere incerti", afferma Yoram Lustig, Head of Global Investment Solutions, Emea, di T. Rowe Price. L'esperto sottolinea che "i rendimenti sono relativamente interessanti, i tassi di default contenuti e i bilanci aziendali generalmente solidi. Inoltre, questi titoli tendono a essere meno sensibili all'aumento dei tassi di interesse rispetto alle obbligazioni governative a lunga scadenza. La selezione rimane cruciale, poiché le società più deboli sono più vulnerabili in caso di peggioramento delle condizioni". Le obbligazioni governative invece, un tempo considerate la parte più sicura di un portafoglio, appaiono meno rassicuranti in prospettiva. Livelli elevati di debito pubblico, disavanzi di bilancio persistenti e l'aumento del costo della vita alimentano rischi inflazionistici", puntualizza Lustig. Negli Stati Uniti, le pressioni politiche a sostegno delle famiglie e della crescita potrebbero tradursi in una politica fiscale più espansiva, mantenendo vive le pressioni sui prezzi anche in presenza di un calo dei tassi di interesse. Per questo motivo, molti investitori stanno limitando l'esposizione alle obbligazioni a lunga durata, conclude l'esperto. alb MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*BOND: spread Btp/Bund chiude a 63,809 punti base
14/01/2026 17:39
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TOP NEWS ESTERO: Eurozona potrebbe compensare dazi Usa riducendo barriere interne (Bce)
14/01/2026 17:32
TOP NEWS ESTERO: Eurozona potrebbe compensare dazi Usa riducendo barriere interne (Bce)
MILANO (MF-NW)--Per gli economisti della Banca centrale europea, l'Eurozona potrebbe recuperare la produzione economica persa a causa dei dazi più elevati imposti dagli Stati Uniti sulle sue esportazioni attraverso "modeste" riduzioni delle barriere commerciali tra i Paesi membri dell'Unione Europea. DAZI RIDURRANNO PIL EUROZONA DELLO 0,7% FINO A 2027 A seguito dei rialzi tariffari del presidente Trump, molte imprese europee devono ora pagare un dazio del 15% quando vendono i propri prodotti ai clienti statunitensi. Gli economisti della Bce stimano che questi dazi più alti ridurranno le esportazioni e faranno diminuire il prodotto interno lordo della zona euro di 0,7 punti percentuali fino al 2027. NECESSARIO RIDURRE BARRIERE DEL MERCATO UNICO Tuttavia, per gli esperti dell'Istituto di Francoforte tali perdite potrebbero essere compensate se i membri della zona euro riducessero le barriere al commercio di beni e servizi all'interno dell'area valutaria. "Una modesta riduzione delle barriere del mercato unico potrebbe compensare le probabili perdite commerciali dovute ai maggiori dazi statunitensi", puntualizzano gli economisti. Sebbene alcuni beni e servizi possano essere venduti in tutta l'Ue rispettando regolamenti condivisi, molte imprese devono affrontare costi elevati per conformarsi a regole nazionali diverse quando operano fuori dal proprio Paese di origine. Gli economisti della Bce stimano che tali costi equivalgano a un dazio del 67% sui beni venduti al di fuori del Paese di produzione e a un dazio del 95% sui servizi. Secondo le stime degli esperti della Bce, ridurre questi costi di due punti percentuali genererebbe un aumento della produzione pari alle perdite causate dai dazi statunitensi più elevati. SOSTENERE VALORI EUROPEI E PROMUOVERE COOPERAZIONE "L'unica via percorribile è sostenere i nostri valori europei e promuovere una cooperazione più forte e una maggiore integrazione all'interno dell'Europa", ha affermato il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, durante una conferenza a Madrid. Tuttavia, i progressi sono lenti. Gli economisti della Bce ritengono che ci vorrà del tempo perché la riduzione delle barriere spinga al rialzo la produzione. "Questo difficilmente sostituirebbe immediatamente il commercio perso con gli Stati Uniti, poiché eventuali aggiustamenti strutturali all'interno del mercato unico richiederebbero tempo per materializzarsi. Sarebbero necessari sforzi continui a livello regolatorio, amministrativo e di enforcement". alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Lu-Ve, Tp Icap conferma buy
14/01/2026 17:20
MARKET DRIVER: Lu-Ve, Tp Icap conferma buy
MILANO (MF-NW)--Tp Icap Midcap conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo di 50 euro su Lu-Ve. L'andamento delle vendite nel quarto trimestre 2025 è in linea con le stime degli analisti, che calcolano il fatturato per l'intero esercizio attorno ai 604 milioni di euro (contro stime a circa 605 milioni). Il portafoglio ordini di circa 234 milioni al 31 dicembre 2025, invece, è stimato coprire circa il 36% dei ricavi attesi per il 2026. "Considerando i meccanismi contrattuali quadro implementati da Lu-Ve, il ritorno alla crescita del fatturato è un segnale positivo, ma l'azienda è stata in grado di aumentare l'Ebitda anche nei periodi di calo delle vendite", commenta l'analista Michele Mombelli. "Pertanto, le prossime pubblicazioni con dati più dettagliati forniranno spunti più interessanti. Per ora, apprezziamo l'andamento del portafoglio ordini". bon andrea.bonfiglio@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Jp Morgan, BofA conferma buy
14/01/2026 17:03
MARKET DRIVER: Jp Morgan, BofA conferma buy
MILANO (MF-NW)--Bank of America conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo di 362 usd su Jp Morgan. Il titolo ha chiuso la seduta della vigilia in calo di oltre il 4%, un andamento che gli analisti riconducono più al rischio di osteggiare la decisione dell'amministrazione Trump sull'imposizione di un tetto del 10% sulle commissioni per le carte di credito che alla qualità dei conti del quarto trimestre. Anzi: l'Eps core di 5,23 usd ha battuto le stime di BofA e del consenso, ferme a 4,97 usd, grazie anche alle spese inferiori alle attese. La guidance sul margine d'interesse netto fornita per il 2026, pari a 95 miliardi di dollari escluso il contributo della divisione Markets, è in linea con i 103 miliardi stimati dagli analisti di BofA. bon (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)