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Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Isp)
07/10/2026 21:20
Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Isp)
MILANO (MF-NW)--Il calendario dei dati macroeconomici, sulla base delle indicazioni della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, di domani: GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 08:00 GERMANIA Bilancia commerciale agosto 11:15 BOE Discorso di Greene 12:00 BCE Discorso di Lane 12:30 BOE Discorso di Pill 13:30 BCE Pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione 14:15 BOE Discorso di Bailey 14:30 USA Richieste di sussidio settimanali -- -- EUROZONA Riunione Eurogruppo 15:00 BOE Discorso di Lombardelli 16:30 USA Scorte settimanali di gas naturale 19:40 FED Discorso di Musalem #Per ulteriori dettagli il calendario è consultabile al seguente link: https://imi.intesasanpaolo.com/it/ricerche-e-commenti/ricerca-macro/studi-e-ricerche/ alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Mps)
07/10/2026 21:10
Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani (Mps)
MILANO (MF-NW)--Il calendario dei dati macroeconomici di domani, sulla base delle indicazioni degli strategist di Mps: GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 13:30 BCE Pubblicazione verbali ultima riunione 14:30 USA Sussidi di disoccupazione 16:30 USA Scorte settimanali di gas naturale #Per ulteriori dettagli il calendario è consultabile al seguente link: https://www.mps.it/mpscs/it/analisi-finanziaria/market-movers/index.html alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: consumi più prudenti, AI e salute ridisegnano il settore (Marketing & Retail summit 2026)
07/10/2026 20:34
FOCUS: consumi più prudenti, AI e salute ridisegnano il settore (Marketing & Retail summit 2026)
MILANO (MF-NW)--'Acquisti più frequenti ma con carrelli più piccoli, maggiore attenzione a prezzi e promozioni per far fronte alle difficoltà economiche e una fedeltà sempre meno scontata a insegne e brand. Allo stesso tempo, nelle scelte di acquisto cresce l'attenzione delle famiglie italiane verso salute e benessere. Il consumatore italiano del 2026 è così più prudente e selettivo, ma anche più consapevole, e sta spingendo il retail a ripensare assortimenti, relazione con il cliente e modelli di business. L'impatto dell'Intelligenza Artificiale per le aziende retail? Potenzialmente oltre tre volte superiore a quello di Internet e in circa metà del tempo. Ma il vero valore si crea quando l'AI smette di essere un insieme di progetti isolati e diventa Intelligenza Proprietaria, integrata nel funzionamento reale dell'azienda'. È la fotografia emersa oggi al Marketing & Retail Summit 2026, l'appuntamento organizzato da Mark Up e Gdoweek del Gruppo Tecniche Nuove, che ha riunito a Milano più di 600 protagonisti della distribuzione, dell'e-commerce, dell'industria e dell'innovazione per confrontarsi sulle trasformazioni che stanno ridisegnando il settore. Un luogo di confronto tra chi il retail lo osserva, lo interpreta e soprattutto lo decide. A fotografare il cambiamento reale delle abitudini di acquisto delle famiglie italiane sono innanzitutto i dati di YouGov Shopper presentati da Andrea Corazzon, AST & Retailer Cluster Lead. Nonostante un miglioramento rispetto allo scorso anno, il 39% delle famiglie italiane si considera ancora in difficoltà finanziaria, contro una media europea del 32%, con le preoccupazioni economiche che si confermano al primo posto tra le principali paure degli italiani. Cosa significa tutto questo? Che la prudenza entra direttamente nel carrello della spesa: quasi otto consumatori su dieci (78%) dichiarano di voler acquistare maggiormente prodotti in promozione, il 59% è attento ai prezzi e il 57% punta a ridurre la spesa per i prodotti di largo consumo. Solo poco più di un terzo acquista ciò che veramente gli piace. Ma è soprattutto il modo di fare la spesa a cambiare. Nell'ultimo anno la frequenza d'acquisto è aumentata del 4,2%, superando in media le quattro visite a settimana, mentre lo scontrino medio è diminuito del 2%, attestandosi a circa 21,3 euro, e il numero di prodotti acquistati per visita è sceso del 3,2%, a 11,7 unità. In altre parole, gli italiani entrano più spesso nei punti vendita, ma acquistano meno a ogni visita. Anche la geografia dei canali si evolve. Il supermercato si conferma il formato più resiliente, mentre rallenta la corsa del discount e l'online conserva ancora un importante potenziale di sviluppo. E sul fronte della fedeltà? I dati mostrano uno shopper sempre più mobile: in media ogni famiglia visita 9,2 insegne diverse nell'arco di un anno. L'altra grande trasformazione al centro del Marketing & Retail Summit è stata l'Intelligenza Artificiale, affrontata non più soltanto come promessa tecnologica, ma attraverso le sue applicazioni concrete. Dalla gestione degli assortimenti alla previsione della domanda, dall'ottimizzazione dei processi alla personalizzazione della relazione con il cliente, il confronto tra i protagonisti del settore ha mostrato come la nuova fase dell'AI nel retail sia quella del passaggio dalla sperimentazione ai risultati. Sul fronte delle imprese, l'analisi presentata da Andrea Petronio, Senior Partner e responsabile italiano Retail di Bain & Company, evidenzia come, nonostante la crescita della redditività registrata negli ultimi anni, esista ancora un significativo margine di miglioramento. Nella sola Gdo, l'opportunity gap tra la redditività effettiva e quella potenzialmente raggiungibile vale circa 2 punti percentuali, riconducibili a inefficienze operative e a una limitata efficacia commerciale. È anche su questo terreno che l'intelligenza artificiale può diventare una leva concreta di competitività. Secondo Bain & Company, l'AI potrebbe creare oltre tre volte il valore generato da Internet, in circa metà del tempo, intervenendo su aree come pricing e promozioni, forecasting, assortimenti, supply chain, operations e CRM. Ma il vantaggio competitivo non arriverà dalla moltiplicazione dei singoli casi d'uso: la sfida sarà trasformare dati, persone, esperienza e processi in una vera 'intelligenza proprietaria', integrata nel funzionamento reale dell'azienda, capace di migliorare nel tempo e rendere il modello più difficile da replicare. 'Abbiamo intervistato 22 leader del retail in Italia in tutti i settori per capire quali iniziative abbiano creato valore e quali no. Le strategie a maggior valore hanno riguardato salvaguardare la convenienza di prezzo, sia con modelli Edlp che Hi-Lo, il continuo sviluppo ed innovazione nella Mdd e attraverso brand esclusivi, le soluzioni di prossimità e ultraprossimità, l'innovazione di prodotto e di format, lo sviluppo di adiacenze di format e di servizio vicine al core business, il rinnovo della rete', spiega Petronio. 'Di converso, non hanno funzionato le grandi superfici generaliste, per alcuni settori l'e-commerce che è diluitivo per i costi dell'ultimo miglio, il retail media non sempre ancora monetizzato e le difficoltà nel garantire la qualità dei dati, precondizione per sfruttare l'opportunità, visibile a tutti, della trasformazione AI. Abbiamo stimato che la rivoluzione creerà 3+ volte il valore che ha generato Internet in circa la metà del tempo e impatterà sul doppio delle industrie, laddove il retail fisico non subirà una disruption del modello di business come invece capirà alle industrie di servizio o della manifattura, ma fornirà superpoteri sul modo in cui produciamo le decisioni le attività operative', prosegue l'esperto. 'Bisogna però parlare di Intelligenza proprietaria, è lì che si giocherà il vantaggio competitivo integrando dati, esperienza, persone e processi attraverso l'AI. Guardando anche ai risultati economici dei retailer nel recente passato si può già apprezzare come esista un opportunity gap che potrà essere, almeno in parte, colmato da chi saprà sfruttare prima di altri questa sfida', spiega l'analista. La ricerca della convenienza, tuttavia, convive con un'altra trasformazione culturale: salute e benessere stanno diventando veri criteri di acquisto e di scelta dell'insegna. Per sei consumatori su dieci l'assortimento di prodotti legati al benessere è rilevante nella scelta del punto vendita e il 17% ritiene che un'offerta salutistica più ampia migliorerebbe l'esperienza di acquisto. Rimane però una barriera decisiva: per il 53% il prezzo rappresenta il principale ostacolo, perché questi prodotti vengono percepiti come costosi o poco presenti nelle promozioni. Un importante momento di approfondimento è quello di Monica Ramaioli, dg di Fondazione Umberto Veronesi Ets, che ha evidenziato come il concetto di benessere stia evolvendo verso quello di longevity: non si tratta più soltanto di vivere più a lungo, ma di preservare nel tempo salute, qualità della vita e benessere fisico e anche mentale. Un paradigma che porta la prevenzione al centro, trasformando le regole del benessere e aprendo nuove prospettive anche per il marketing, sempre più chiamato a comunicare valori, comportamenti e soluzioni capaci di accompagnare le persone in un percorso di salute consapevole e duraturo. L'Italia parte da una condizione particolare: è già tra i Paesi più longevi al mondo, con una speranza di vita di 83,4 anni e oltre 23.000 centenari nel 2025. Alimentazione equilibrata, movimento, qualità del sonno, gestione dello stress e prevenzione diventano così elementi di uno stile di vita che influenza anche i consumi. Per il retail significa un'opportunità che va oltre la semplice introduzione di nuovi prodotti: ripensare assortimenti, informazioni e servizi per accompagnare il consumatore verso scelte più consapevoli e accessibili. La trasformazione passa anche dalla tecnologia nel punto vendita. 9,9 milioni di famiglie italiane utilizzano spesso o quasi sempre casse automatiche o scanner, mentre 5,6 milioni utilizzano esclusivamente casse self-service. Tra le principali motivazioni emergono la presenza di carrelli piccoli, le code alle casse assistite e la necessità di risparmiare tempo. Una dinamica che conferma come la tecnologia stia modificando non solo i processi, ma anche la geografia del negozio e l'esperienza dello shopper, creando nuove aree ad alto traffico e nuove opportunità di relazione e comunicazione. 'Il valore del Marketing & Retail Summit sta nella capacità di mettere attorno allo stesso tavolo i protagonisti del settore e farli confrontare sui cambiamenti reali che stanno trasformando il retail. Nel tempo il Summit si è consolidato come un appuntamento atteso e riconosciuto dal comparto, capace non solo di offrire occasioni di approfondimento, ma anche di condividere esperienze, leggere insieme i segnali del mercato e creare connessioni utili tra imprese, manager ed esperti. Un percorso costruito negli anni, che continua a generare valore per l'intero settore, soprattutto in una fase di trasformazione così rapida', afferma Ivo Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove. 'Dal Marketing & Retail Summit 2026 è arrivato un messaggio piuttosto netto: il retail non ha bisogno di altre formule magiche, ma di scelte che funzionano. E infatti, il confronto ha riportato tutti sul terreno che conta davvero: quello dei risultati. Oggi non basta più parlare di innovazione, Intelligenza Artificiale o nuovi modelli di consumo in termini di prospettiva: la sfida è capire quali soluzioni stanno davvero generando valore per le imprese e per i clienti. Il Summit nasce proprio per questo, per mettere a confronto esperienze concrete e leggere, attraverso i protagonisti del mercato, come sta evolvendo il retail', conclude Cristina Lazzati, direttrice di Mark Up e Gdoweek. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Vino: in 3* trim. si arresta flessione imbottigliamenti, in nove mesi calo si riduce al 3%
07/10/2026 19:50
Vino: in 3* trim. si arresta flessione imbottigliamenti, in nove mesi calo si riduce al 3%
MILANO (MF-NW)--Dopo un avvio d'anno caratterizzato da una significativa contrazione, nel terzo trimestre del 2026 il settore vitivinicolo mostra segnali di progressiva stabilizzazione. È quanto emerge dall'analisi dei principali indicatori elaborati al 30 settembre attraverso la Business Intelligence di Valoritalia, sulla base dei dati relativi alle denominazioni e alle produzioni sottoposte a certificazione. Tra gennaio e settembre 2026 i volumi imbottigliati si attestano a circa 9,86 milioni di ettolitri, con una diminuzione del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 4,2% rispetto alla media triennio 2023-2025. Il dato più significativo, spiega una nota, riguarda tuttavia la dinamica trimestrale. Dopo un primo trimestre chiuso con un preoccupante -7,7% sull'anno precedente, il secondo trimestre aveva già evidenziato un deciso rallentamento della flessione (-0,6%). Nel terzo trimestre il recupero si consolida, con volumi sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,3%). Particolarmente significativo il dato di settembre, che registra una crescita del 4,9% sullo stesso mese dell'anno precedente. Il quadro resta tuttavia caratterizzato da elementi di notevole preoccupazione. Le tensioni geopolitiche, le politiche commerciali adottate dagli Stati Uniti e l'incertezza legata al regime tariffario continuano a condizionare le decisioni degli operatori, soprattutto sui mercati internazionali. A questi fattori congiunturali si affiancano dinamiche più strutturali, legate all'evoluzione dei modelli e delle occasioni di consumo nei principali mercati di esportazione. Secondo l'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, nel 2025 i consumi mondiali sono diminuiti del 2,7% e quelli dell'Unione europea del 3,1%, in un contesto nel quale fattori economici, tensioni commerciali e cambiamenti nelle abitudini dei consumatori continuano a sovrapporsi. Sul fronte degli scambi commerciali, le analisi di Nomisma Wine Monitor evidenziano per i primi sette mesi dell'anno, una contrazione dell'11% del valore delle importazioni di vino nei dodici principali mercati mondiali, con una contrazione particolarmente accentuata e un picco negativo negli Stati Uniti pari al 23%. L'analisi per categoria restituisce un quadro particolarmente articolato e rappresenta probabilmente uno degli elementi più interessanti dell'ultima rilevazione. Nel terzo trimestre gli imbottigliamenti dei vini DOC crescono del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025 e quelli dei DOCG del 4,9%. Prosegue invece la difficoltà degli IGT, che registrano una contrazione del 18,9%. Il recupero registrato negli ultimi mesi consente a DOC e DOCG di riportare quasi in equilibrio anche il dato cumulato dei primi nove mesi: rispetto allo stesso periodo del 2025, i volumi imbottigliati risultano rispettivamente in diminuzione dello 0,5% e dello 0,2%. Più complessa rimane la situazione degli IGT, che nel periodo gennaio-settembre segnano una flessione del 13%. Ancora più evidente è la differenziazione osservando le principali tipologie di prodotto. Nel terzo trimestre i vini bianchi fermi crescono del 6,7% e i bianchi spumanti del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I vini rossi registrano invece una flessione del 6,7%. La dinamica del trimestre modifica significativamente anche il bilancio dei primi nove mesi. Nel periodo gennaio-settembre i bianchi fermi risultano in crescita dell'1,8% e gli spumanti bianchi dell'1,3%, mentre i rossi rimangono in territorio negativo, con una contrazione dell'8,8%. I dati sembrano quindi confermare una trasformazione nella composizione della domanda: la ripresa non interessa indistintamente tutte le produzioni, ma appare maggiormente sostenuta dai vini bianchi e, soprattutto nel trimestre, dagli spumanti, mentre permane una maggiore debolezza per i vini rossi. Resta da monitorare con attenzione l'andamento delle giacenze. Al 31 luglio 2026, ultimo mese statisticamente confrontabile prima dell'accreditamento della nuova annata, risultano circa 15,96 milioni di ettolitri in giacenza, contro 13,67 milioni nello stesso periodo del 2025, con un incremento di circa il 16,8%. Il dato rappresenta un elemento di attenzione per i prossimi mesi. La maggiore capacità di assorbimento evidenziata dagli imbottigliamenti nel terzo trimestre costituisce un segnale positivo, ma l'elevato livello delle scorte conferma la necessità di continuare a monitorare con attenzione l'equilibrio tra disponibilità di prodotto e andamento della domanda, anche in relazione all'ingresso della nuova vendemmia. com/Fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
07/10/2026 18:41
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa proseguono la seduta in territorio negativo, con il Dow Jones che perde lo 0,66%, l'S&P 500 lo 0,32% e il Nasdaq Composite cala dello 0,49%. Per gli strategist Mps, "la sessione odierna si apre con maggiore incertezza rispetto a quella di ieri, che era stata caratterizzata da un diffuso ritorno della propensione al rischio, favorita dal marcato restringimento degli spread sui titoli governativi europei e dai nuovi massimi registrati a Wall Street. Questa mattina, invece, i listini asiatici hanno chiuso prevalentemente in territorio negativo, i rendimenti sono in risalita e il Brent si attesta sopra la soglia dei 100 dollari al barile dopo che le autorità britanniche incaricate del monitoraggio del traffico marittimo hanno segnalato un aumento degli attacchi attribuiti all'Iran contro le navi in transito nello Stretto di Hormuz nel corso del mese". "Restano tuttavia ancora poco chiari i potenziali impatti sui flussi energetici provenienti dall'area. Sul fronte macroeconomico, il calendario odierno offre pochi spunti di rilievo. L'attenzione sarà rivolta soprattutto ai verbali dell'ultima riunione del Fomc, in cui il board aveva deciso un rialzo dei tassi di 25 punti base. Dai verbali dovrebbero emergere le preoccupazioni per la persistenza delle pressioni inflazionistiche e la volontà di mantenere aperta la porta a un ulteriore incremento dei tassi entro la fine dell'anno", concludono gli esperti. I timori per l'inflazione si sono intensificati a settembre, spingendo le aspettative a breve termine nell'indagine mensile della Federal Reserve di New York al livello più alto degli ultimi quasi tre anni e mezzo. L'indagine della banca centrale, il Survey of Consumer Expectations, ha rilevato che la previsione mediana per l'inflazione nei prossimi 12 mesi è salita al 3,9%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto ad agosto e al livello più alto dal maggio 2023, quando si attestava al 4,1%. Allo stesso modo, secondo l'indagine, la crescita della spesa delle famiglie dovrebbe raggiungere il 5,5%, anche in questo caso in aumento di 0,3 punti percentuali su base mensile e al livello più alto dal maggio 2023. I risultati arrivano mentre gli esponenti della Fed si confrontano su quale sia l'impostazione appropriata della politica monetaria, con l'inflazione che rimane ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale. I mercati si aspettano in larga parte che il Federal Open Market Committee mantenga invariati i tassi di riferimento quando si riunirà più avanti a ottobre. Sul fronte macroeconomico, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 4,2% nella settimana terminata il 2 ottobre, dopo la discesa del 6% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono scese del 2%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece calate dell'8%. Le scorte commerciali di greggio sono diminuite di 3,186 milioni di barili, dopo l'incremento di 900.000 barili della settimana precedente, a fronte dell'aumento di 1,9 milioni di barili previsto in un sondaggio condotto dagli economisti. Le scorte della Spr sono diminuite di 800.000 barili nella settimana, dopo un calo dello stesso ammontare nella settimana precedente. Nel complesso, le scorte di greggio sono diminuite dello 0,6% rispetto alla settimana precedente e del 14,5% rispetto a un anno fa. Le scorte di petrolio greggio sono circa l'1% al di sopra della media quinquennale per questo periodo dell'anno. Le scorte di benzina sono aumentate di 400.000 barili, a fronte del calo di 1,6 milioni di barili previsto. Le scorte di benzina sono aumentate dello 0,2% rispetto alla settimana precedente, ma sono diminuite del 6,5% rispetto a un anno fa. Le scorte di distillati sono rimaste invariate nella settimana in esame, a fronte del calo di 1,5 milioni di barili previsto. Le scorte di distillati sono risultate inferiori del 13,5% rispetto alla stessa settimana dell'anno precedente. Le raffinerie hanno operato al 92,7% della capacità, in aumento rispetto al 92,5% della settimana precedente. Sul fronte societario: - Neogen Corp perde il 3,35%, dopo aver guadagnato il del 6,48% all'apertura dei mercati. Neogen ora prevede ricavi compresi tra 885 e 890 milioni di dollari, rispetto alla precedente stima di 880-885 milioni e al consenso FactSet di 883,2 milioni. - Penguin Solutions continua in positivo, guadagnando il 17,65%, dopo aver riportato risultati del quarto trimestre superiori alle attese. L'utile rettificato si è attestato a 1 dollaro per azione, a fronte di ricavi pari a 566,7 milioni di dollari. Gli analisti intervistati da FactSet si aspettavano un utile di 77 centesimi per azione e ricavi per 521 milioni di dollari. - Constellation Brands guadagna il 2,07%, nonostante la perdita registrata dopo che la società ha riportato risultati migliori delle attese per il secondo trimestre fiscale. Il distributore di birra ha realizzato un utile di 3,74 dollari per azione su ricavi di 2,63 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano un utile di 3,56 dollari per azione su ricavi di 2,54 miliardi di dollari. I margini operativi della divisione birra sono tuttavia diminuiti di 160 punti base su base annua. Anche le vendite ai distributori, un indicatore chiave della domanda per la società, hanno registrato un lieve calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. - Flutter Entertainment sale dell'1,2% dopo che Citi ha alzato il giudizio sul titolo da neutral a buy. "Riteniamo che la recente debolezza del titolo, legata alle preoccupazioni per il Brasile e ai risultati dello sport statunitense di settembre, sia eccessiva", hanno affermato gli analisti di Citi. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)