-
*Borsa Mumbai: Sensex chiude a -1,17% a 81.287,19 punti
27/02/2026 12:58
-
India: Pil cresce più di attese in trimestre a dicembre
27/02/2026 12:49
India: Pil cresce più di attese in trimestre a dicembre
MILANO (MF-NW)--L'economia indiana è cresciuta a un ritmo più elevato del previsto, registrando un'espansione del 7,8% nel trimestre conclusosi a dicembre. Gli economisti avevano previsto un incremento del 7,2%. Nel trimestre precedente, il tasso di crescita del Pil dell'India era stato dell'8,2%. L'ultimo dato arriva dopo che il governo ha riformato il quadro di calcolo della produzione economica per migliorarne l'accuratezza. A gennaio, il Ministero indiano di Statistica e Implementazione dei Programmi (MoSPI) ha introdotto modifiche alla serie del Pil, all'inflazione e ai dati sulla produzione industriale per rafforzare la qualità, l'affidabilità e la rilevanza politica dei dati. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 27 FEBBRAIO 2026
27/02/2026 12:49
PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 27 FEBBRAIO 2026
MILANO (MF-NW)--I listini azionari europei trattano intorno alla parità, con l'Euro Stoxx 50 che scende frazionalmente dello 0,05%. Sul fronte dei prezzi, a gennaio il tasso mediano di inflazione percepita dai consumatori dell'Eurozona negli ultimi 12 mesi è sceso al 3%, dal 3,2% del mese precedente, secondo quanto emerge dal consueto sondaggio della Banca centrale europea. Anche le aspettative medie sull'inflazione per i prossimi 12 mesi sono diminuite di 0,2 punti percentuali, attestandosi al 2,6% a gennaio rispetto al 2,8% di dicembre. Le aspettative di inflazione a tre anni sono rimaste stabili al 2,6%, mentre quelle a cinque anni sono scese al 2,3% dal 2,4%. L'incertezza sulle aspettative di inflazione per i prossimi 12 mesi è rimasta invariata a gennaio. In attesa dell'indice dei prezzi al consumo tedesco in pubblicazione alle 14h00, l'inflazione annua in Francia è salita all'1% a febbraio, rispetto allo 0,3% del mese precedente, secondo i dati preliminari dell'agenzia statistica Insee. La lettura è superiore al consenso degli economisti allo 0,8%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,7%, rispetto al calo dello 0,3% del mese precedente e al previsto aumento dello 0,5%. Il tasso di inflazione armonizzato annuo preliminare si è attestato all'1,1%, rispetto allo 0,4% del mese precedente e alla previsione degli economisti dello 0,7%. Su base mensile, i prezzi al consumo armonizzati sono saliti dello 0,8%, rispetto alla diminuzione dello 0,4% di gennaio e al previsto aumento dello 0,5%. Infine, l'inflazione annua in Spagna è rimasta stabile al 2,3% a febbraio per il secondo mese consecutivo, secondo i dati preliminari dell'Istituto Nazionale di Statistica. La lettura è superiore al consenso degli economisti al 2,2%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,4%, rispetto al calo dello 0,4% registrato nel mese precedente. L'inflazione armonizzata annua spagnola si è attestata al 2,5%, in aumento rispetto al 2,4% precedente e superiore alla previsione di mercato del 2,3%. Su base mensile, i prezzi al consumo armonizzati sono cresciuti dello 0,4%, rispetto al calo dello 0,8% precedente e all'aumento atteso dello 0,3%. Nel frattempo, l'inflazione core annua del Paese è salita al 2,7% dal 2,6%. Tornando alla Francia, il prodotto interno lordo della Francia, come previsto, è aumentato dello 0,2% a livello trimestrale negli ultimi tre mesi del 2025, dopo un incremento dello 0,5% nel trimestre precedente, secondo i dati definitivi dell'Insee. Su base annua, l'economia francese è cresciuta dell'1,1%, in linea con la lettura preliminare e rispetto all'espansione dello 0,9% registrata l'anno precedente. alb MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: imprese devono integrare variabile dazi in processi decisionali (Studio Becker)
27/02/2026 12:40
FOCUS: imprese devono integrare variabile dazi in processi decisionali (Studio Becker)
MILANO (MF-NW)--Le politiche tariffarie sono tornate al centro dell'agenda economica statunitense, confermando un dato ormai strutturale: la geopolitica è diventata una variabile ordinaria della pianificazione aziendale. Le imprese, infatti, stanno progressivamente integrando la variabile regolatoria e tariffaria nelle proprie decisioni strategiche. "I dazi non rappresentano più una misura straordinaria, ma uno strumento di politica economica utilizzato con finalità negoziali, fiscali e industriali. Per le imprese italiane, esportatrici e investitrici, la priorità non è reagire, ma strutturarsi", commenta Gabriel Monzon-Cortarelli, Head of International Practice Group dello Studio Becker. IMPRESE DEVONO ADOTTARE MISURE CONCRETE IN BREVE PERIODO I settori che potrebbero risentire maggiormente di un inasprimento tariffario sono moda e lusso, meccanica strumentale, automotive e componentistica, food, farmaceutico e dispositivi medicali. In questi comparti, infatti, gli Stati Uniti rappresentano un mercato ad alto valore aggiunto e difficilmente sostituibile. Nel breve periodo, le imprese possono adottare misure concrete: "audit doganale e revisione delle classificazioni tariffarie per prevenire contestazioni e ottimizzare il carico fiscale; inserimento di clausole contrattuali di adeguamento prezzi, quali hardship e change in law, nei rapporti con importatori e distributori; analisi delle regole di origine e della supply chain, valutando eventuali riorganizzazioni produttive; attivazione di presenze operative o partnership negli Stati Uniti, anche leggere, logistiche o commerciali, per attenuare l'impatto di eventuali dazi all'importazione; pianificazione fiscale internazionale coordinata, in particolare per gruppi con strutture transfrontaliere", spiega l'esperto. "La nostra esperienza negli ultimi anni", prosegue Monzon-Cortarelli, "ci ha dimostrato che il mercato statunitense, soprattutto nei segmenti premium e tecnologici, tende ad assorbire parzialmente gli aumenti di costo quando il prodotto mantiene un posizionamento distintivo". USA RESTANO TRA I PRINCIPALI INVESTITORI ESTERI IN ITALIA Sul piano degli investimenti, il quadro appare più evolutivo che restrittivo. "Le politiche americane orientate al rafforzamento della produzione interna possono incentivare imprese italiane a investire direttamente negli Stati Uniti per consolidare l'accesso al mercato. In molti casi che abbiamo avuto l'opportunità di seguire, si tratta di un'evoluzione naturale di strategie di internazionalizzazione già in corso, con un approccio integrato che tiene conto delle specificità dei singoli Stati", dichiara Monzon-Cortarelli. Parallelamente, gli Stati Uniti rimangono tra i principali investitori esteri in Italia, con particolare interesse per i settori energia, infrastrutture digitali, private equity, manifatturiero e agroindustriale. Il contesto normativo italiano, comprensivo dei meccanismi di golden power, richiede attenzione, ma non rappresenta un ostacolo strutturale per investitori qualificati. MERCATO GLOBALE SELETTIVO MA ANCORA INTERCONNESSO "Il flusso bilaterale di capitali resta significativo. Ciò che cambia è la necessità di maggiore prevedibilità, pianificazione e gestione del rischio regolatorio. Per questo, come studio legale di avvocati americani, nei flussi di investimenti Usa verso l'Italia ci affidiamo esclusivamente ai nostri colleghi avvocati italiani in studi legali italiani indipendenti, garantendo ai clienti una gestione pienamente conforme alla normativa locale e coordinata a livello transfrontaliero", prosegue l'esperto. In questo contesto, le imprese italiane devono integrare la variabile geopolitica nei processi decisionali, adottando sistemi di monitoraggio normativo, sviluppando contratti più sofisticati e valutando la presenza diretta nei mercati chiave come leva competitiva, piuttosto che come misura di emergenza. "In un contesto in cui politica commerciale, energia e sicurezza economica si intrecciano, la tutela non è solo doganale ma strategica. Le aziende che sapranno anticipare gli scenari, senza rinunciare alla crescita internazionale, saranno quelle meglio posizionate in un mercato globale più selettivo ma ancora profondamente interconnesso" conclude Monzon-Cortarelli. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
PUNTO DEL MATTINO AMERICANO: 27 FEBBRAIO 2026
27/02/2026 12:33
PUNTO DEL MATTINO AMERICANO: 27 FEBBRAIO 2026
MILANO (MF-NW)--I future sui principali listini azionari statunitensi trattano in calo. Nel dettaglio, quello sul Dow Jones lascia sul terreno lo 0,65% e quello sull'S&P 500 lo 0,43%, mentre gli operatori attendono i dati sui prezzi alla produzione di gennaio. Sul fronte politico, "i colloqui tra Usa e Iran, tenutisi ieri a Ginevra con la mediazione dell'Oman, si sono conclusi con 'progressi significativi', secondo quanto riportato dai mediatori. L'Iran da parte sua ha affermato di aver avuto colloqui costruttivi sia sul nucleare che sulle sanzioni", commentano gli strategist di Mps. "I due paesi riprenderanno i colloqui tecnici lunedì prossimo a Vienna. Restano tuttavia alcuni punti critici, ovvero la richiesta statunitense di smantellare i tre principali siti nucleari e di consegnare l'uranio arricchito", proseguono gli esperti. In questo contesto, la possibilità di un intervento militare statunitense non può ancora essere esclusa. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali e, secondo una fonte, la delegazione americana avrebbe lasciato Ginevra con un certo senso di delusione. Sul fronte della politica monetaria, il membro della Federal Reserve, Stephen Miran, ha dichiarato in un'intervista a Fox Business che la Fed deve ridurre i tassi di interesse di circa un punto entro quest'anno. "Ritengo appropriati quattro tagli" dei tassi di interesse da 25 punti base, ha dichiarato il banchiere. "Preferirei effettuarli prima che dopo". Parlando del futuro impatto dell'intelligenza artificiale sull'occupazione, Miran ha infine dichiarato di aspettarsi "pienamente che l'AI distrugga alcuni posti di lavoro, ma mi aspetto anche che crei categorie completamente nuove di lavoro a cui ancora non possiamo pensare". DATI 14:30 USA Prezzi alla produzione gennaio 14:30 USA Prezzi alla produzione core gennaio 15:45 USA Napm Chicago febbraio 16:00 USA Spesa edilizia dicembre AZIONI Ennesimo colpo di scena nella saga Warner-Bros. Discovery: Netflix ha deciso di ritirarsi dall'accordo per l'acquisizione del colosso degli studi cinematografici e dell'intrattenimento, spianando di fatto la strada all'offerta della rivale Paramount Skydance.La decisione del gigante dello streaming è arrivata dopo che il consiglio di amministrazione di Wbd ha stabilito che la proposta presentata da Paramount fosse superiore al deal da circa 83 miliardi di dollari stipulato a dicembre. Netflix aveva quattro giorni di tempo per valutare se rilanciare sul prezzo e alla fine ha deciso di fare un passo indietro. Dell Technologies ha archiviato il quarto trimestre del 2026 con risultati oltre le attese, grazie a un'impennata degli ordini per i server di intelligenza artificiale. Il titolo ha subito reagito nelle contrattazioni after-hours con un balzo di oltre il 12%. L'utile adjusted è cresciuto a 3,89 dollari per azione nei tre mesi conclusi a gennaio, facendo meglio dei 2,68 dollari riportati lo scorso anno e superando i 3,53 dollari attesi dagli analisti contattati da FactSet. Il fatturato ha raggiunto quota 33,38 miliardi di dollari, in aumento del 39% su base annua e superiore ai 31,7 miliardi stimati dal consenso. Block, il gruppo fintech guidato dal cofondatore di Twitter Jack Dorsey, taglierà l'organico di quasi la metà. Uno dei segnali più forti dei profondi cambiamenti che gli strumenti di intelligenza artificiale stanno avendo sull'occupazione. VALUTE "Movimenti sui cambi dettati principalmente dagli sviluppi dei colloqui a Ginevra, con il dollaro che ieri ha beneficiato delle prime notizie che circolavano dell'assenza di passi in avanti nelle contrattazioni. Oggi si sta assistendo ad un movimento opposto, con l'euro/dollaro che è tornato sopra 1,18 grazie anche al forte dato sull'inflazione francese", dichiarano gli strategist di Mps. OBBLIGAZIONI I rendimenti dei Treasury trattano in calo. Il costo di finanziamento del biennale è al 3,412%, quello del decennale è al 3,992% e quello del trentennale al 4,652%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)