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*BTP VALORE: richieste 1° giorno sopra 4 mld euro a 4,139 mld
02/03/2026 13:51
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MARKET DRIVER: Tocchio (Kairos), chiusura stretto Hormuz rischia di far male un po' a tutti (Class Cnbc)
02/03/2026 13:43
MARKET DRIVER: Tocchio (Kairos), chiusura stretto Hormuz rischia di far male un po' a tutti (Class Cnbc)
MILANO (MF-NW)--"La reazione dei mercati è quasi immediata quando aumenta l'incertezza politica. Il petrolio a 72 dollari è quello su cui il mercato è più focalizzato nel breve termine perchè di fatto la chiusura dello Stretto di Hormuz rischia di far male un po' a tutti. Viene definito uno dei rubinetti dell'economia mondiale. Ogni giorno transita il 20% del consumo mondiale di petrolio e il 20/25% del gas mondiale liquefatto, quindi ha un impatto economico immediato sulla crescita". Lo ha affermato Alberto Tocchio, head of Global Equity di Kairos Partners Sgr ai microfoni di Class Cnbc commentando la reazione dei mercati in merito all'escalation in Medio Oriente. "Per darvi una stima, ogni 10% di rialzo del prezzo del petrolio, si riduce la crescita del Pil americano di circa lo 0,10% e ha un impatto anche sull'inflazione. Una crescita del prezzo del petrolio del 10% fa crescere circa lo 0,3% l'indice di inflazione Usa Cpi per i trimestri successivi" ha sottolineato Tocchio. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: M.O., ecco l'impatto sull'energy
02/03/2026 13:07
MARKET DRIVER: M.O., ecco l'impatto sull'energy
MILANO (MF-NW)--Focus di Equita Sim sul settore energy con l'inasprirsi della situazione in Medio Oriente. Per Eni gli analisti calcolano una "sensitivity di circa il +3% sull'utile per ogni dollaro/barile" di aumento del Brent "e del +2% per ogni dollaro/mmbtu" di aumento dell'Lng. "Inoltre, una maggiore centralità strategica dell'energia potrebbe sostenere i multipli, oggi ancora a sconto. Resta tuttavia un rischio operativo nell'area", aggiungono gli esperti. Saipem e Maire, proseguono gli analisti, hanno una "esposizione significativa al Golfo che potrebbe incidere su volumi/utili futuri data l'incertezza nell'area. I multipli riflettono già in parte uno scenario favorevole, ma prezzi più elevati di oil/gas potrebbero accelerare le Fid in altre aree. Saipem presenta storicamente una maggiore correlazione alle commodity. Per Tenaris lo scenario è costruttivo nel medio termine via potenziale riaccelerazione dell'exploration upstream globale, qualora tensioni prolungate spingessero nuovi investimenti fuori dal Medio Oriente (che rappresenta il 15% dei ricavi)". Infine, quanto a d'Amico, "possibile ulteriore supporto ai noli in caso di disruption logistiche o rallentamento dei flussi dal Golfo", conclude Equita. pl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: debito giapponese offre rendimenti interessanti (Crédit Mutuel Am)
02/03/2026 13:06
FOCUS: debito giapponese offre rendimenti interessanti (Crédit Mutuel Am)
MILANO (MF-NW)--Negli ultimi tre anni gli investitori hanno trascurato i titoli di Stato giapponesi a lunga scadenza. Oggi, tuttavia, i Jgb offrono un rendimento, coperto dal rischio di cambio, superiore a quello degli altri titoli governativi del G7. Inoltre, se la Banca centrale dovesse aumentare i tassi meno di quanto attualmente scontato dal mercato, il Giappone potrebbe tornare ad attrarre flussi di capitale internazionali, commenta François Rimeu, Senior Strategist di Crédit Mutuel Am. VALUTAZIONI APPAIONO OGGI PIÙ INTERESSANTI Studi recenti vedono il tasso di crescita del Giappone intorno allo 0%, mentre il tasso reale osservato dal titolo di Stato giapponese decennale indicizzato all'inflazione (Jgb) si attesta allo 0,45%, un livello superiore alla crescita potenziale. In teoria, "il tasso di interesse reale dovrebbe oscillare intorno alla crescita potenziale; esiste quindi un cuscinetto", commenta l'esperto. Per confronto, "nell'area euro i tassi reali a 10 anni si collocano intorno allo 0,8%, a fronte di una crescita potenziale di circa l'1%. In modo analogo, negli Stati Uniti si attestano intorno all'1,8%, con una crescita potenziale di circa il 2%. La relazione risulta dunque più favorevole per il debito giapponese, che oggi non appare più particolarmente costoso", dichiara Rimeu. In questo contesto, le stime della Bank of Japan prevedono una crescita tra lo 0,8% e l'1% per il 2026. L'attività economica dovrebbe restare al di sopra del potenziale di crescita, sostenendo i tassi reali, soprattutto dopo la vittoria di Sanae Takaichi alle ultime elezioni legislative. "Il bilancio che il Primo Ministro intende vedere approvato è superiore del 6% rispetto al precedente. Intelligenza Artificiale, difesa e semiconduttori sono indicati come ambiti che richiedono investimenti", prosegue l'esperta. "La premier prevede inoltre la sospensione delle imposte sui prodotti alimentari per due anni. È questo programma, già in larga parte prezzato dal mercato, che probabilmente spiega l'accelerazione dei rendimenti giapponesi registrata nel mese di gennaio", dichiara Rimeu. INFALZIONE SU TRAIETTORIA FAVOREVOLE Nonostante le prospettive di crescita restino positive per l'anno in corso, la dinamica di fondo non è particolarmente favorevole per il Giappone. Il Pil del quarto trimestre 2025 ha sorpreso al ribasso (0,1% rispetto allo 0,4% atteso), così come le vendite al dettaglio di dicembre (-2% rispetto al -0,5% previsto). Questa dinamica macroeconomica potrebbe limitare le pressioni inflazionistiche, sostenendo il segmento obbligazionario giapponese. "La dinamica dell'inflazione rappresenta il principale fattore monitorato dalla banca centrale giapponese. Su entrambi i fronti, l'evoluzione appare piuttosto positiva", continua l'esperto. "L'inflazione ha recentemente sorpreso al ribasso e si sta riportando in prossimità del 2% e l'inflazione salariale mostra una traiettoria analoga. Va inoltre segnalato che gli inflation swap giapponesi si collocano attualmente intorno all'1,75%, un livello considerato elevato rispetto alla media dell'inflazione osservata negli ultimi dieci anni", spiega Rimeu. RENDIMENTO CON COPERTURA VALUTARIA INTERESSANTE Attualmente, i titoli di Stato giapponesi offrono un rendimento, coperto dal rischio di cambio, superiore a quello degli altri titoli governativi del G7. "Se la Boj non dovesse spingersi molto oltre quanto già atteso dal mercato (due rialzi dei tassi nel 2026, per un tasso terminale intorno all'1,5% nel 2027), gli investitori internazionali, e quantomeno quelli domestici, dovrebbero essere attratti dal mercato giapponese", commenta l'esperto. "Probabilmente il peggio è ormai alle spalle per quanto riguarda i tassi giapponesi. Le valutazioni possono essere considerate interessanti. Le dinamiche di crescita e inflazione si stanno orientando nella giusta direzione e il rendimento (con copertura dal rischio cambio) risulta più interessante rispetto ad altre aree geografiche", continua Rimeu. A nostro avviso, "non vi sono più ragioni per restare lontani dai titoli di Stato giapponesi", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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PUNTO DEL MATTINO AMERICANO: 2 MARZO 2026
02/03/2026 12:46
PUNTO DEL MATTINO AMERICANO: 2 MARZO 2026
MILANO (MF-NW)--I futures sui principali indici azionari statunitensi trattano in calo, dopo che gli attacchi aerei condotti da Stati Uniti e Israele, seguiti dalle ritorsioni iraniane, hanno accresciuto il rischio di un conflitto su larga scala in Medio Oriente, innescando un forte rialzo dei prezzi del petrolio. Nel dettaglio, quello sul Dow Jones lascia sul terreno l'1,07% e quello sull'S&P 500 lo 0,98%. "Il mercato apre con una tipica dinamica risk-off in occasione degli shock geopolitici: indici azionari in ribasso, dollaro forte e petrolio e preziosi in rialzo. L'entità della reazione è condizionata dalla memoria del mercato sui precedenti esiti di questo tipo di shock", commentano gli strategist di Mps. "Tipicamente, la fase di downside è limitata e di breve durata. Chiaramente, questo è vero ex-post, ma ex-ante, in occasione di ogni episodio, gli interrogativi sono molteplici ed esiste sempre la possibilità che le cose vadano in una direzione fortemente negativa", continuano gli esperti. In questo contesto, prezzi del greggio statunitense sono saliti del 7,4%, poiché gli investitori temono che lo scontro possa degenerare in una guerra più ampia che interrompa le forniture dallo Stretto di Hormuz. "Anche se siamo ancora nelle prime fasi e la situazione si sta sviluppando rapidamente, non sembra che questa azione militare sarà breve e di rapida conclusione", avverte Warren Patterson di Ing. "Il Brent potrebbe arrivare subito nella fascia di 80-90 dollari al barile, con il rischio di ulteriori aumenti verso 100 dollari al barile e, nel peggiore dei casi, fino a 140 dollari al barile, se dovessimo assistere a interruzioni significative e prolungate dell'offerta di petrolio", puntualizza l'esperto. DATI 15:45 USA Pmi manifatturiero finale febbraio 16:00 USA Ism manifatturiero febbraio AZIONI Berkshire ha chiuso il quarto trimestre del 2025 - l'ultimo sotto la guida di Warren Buffett come ceo - con un calo dell'utile operativo dovuto principalmente a una debole performance del suo business assicurativo. Nel periodo, l'utile operativo si è attestato a 10,2 miliardi di dollari, in calo di oltre il 29% rispetto ai 14,56 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. A pesare sul risultato è stata una flessione degli utili derivanti dalla sottoscrizione assicurativa, in discesa del 54% rispetto allo scorso anno da 3,41 a 1,56 miliardi di dollari. Nel frattempo, i guadagni derivanti dagli investimenti assicurativi sono scesi di quasi il 25% a 3,1 miliardi di dollari. VALUTE Il dollaro ha registrato un forte apprezzamento. L'indice del biglietto verde è risalito sopra la soglia di 98, allontanandosi ulteriormente dal minimo di fine gennaio a 95,551, mentre il prezzo del Brent è balzato fino a un massimo di 82,37 dollari nella notte. "È probabile che gli operatori di mercato continuino a incorporare un premio per il rischio geopolitico nel prezzo del petrolio nel prossimo futuro. Come abbiamo già evidenziato, un rialzo più ampio e duraturo dei prezzi dell'energia comporta rischi al rialzo rispetto al nostro scenario di un dollaro Usa più debole", commenta Lee Hardman, Senior Currency Analyst di Mufg Bank. "Le economie asiatiche ed europee saranno colpite più duramente dallo shock negativo sui termini di scambio derivante dall'aumento dei prezzi energetici rispetto all'economia statunitense, e prezzi dell'energia più elevati ridurranno probabilmente il margine della Fed per ulteriori tagli dei tassi quest'anno", prosegue l'esperto. Questi fattori positivi dovrebbero compensare l'impatto negativo causato da un aumento dell'incertezza della politica statunitense. "La nostra previsione di un dollaro più debole si basava sull'ipotesi che la Fed avrebbe ridotto i tassi di altri 50-75 punti base quest'anno, ma ciò sarà più difficile da giustificare se l'inflazione negli Stati Uniti dovesse rimanere più alta più a lungo", spiega Hardman. "L'ultima volta che si è verificato uno shock significativo dei prezzi energetici è stato all'inizio del conflitto in Ucraina, nei primi mesi del 2022, e in quell'occasione l'indice del dollaro si è rafforzato bruscamente di quasi il 20% tra febbraio 2022 e settembre 2022", commenta l'esperto. "Pur non aspettandoci questa volta un movimento rialzista di entità analoga per il dollaro, ciò rappresenta un chiaro esempio del potenziale di apprezzamento della valuta statunitense", conclude Hardman. OBBLIGAZIONI I rendimenti dei Treasury trattano in rialzo. Il costo di finanziamento del biennale è al 3,42%, quello del decennale è al 3,972% e quello del trentennale al 4,637%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)