FOCUS: Btp a 10 anni più interessanti dei Bund a 30 anni in 2026 (Unicredit)
14/01/2026 18:33
FOCUS: Btp a 10 anni più interessanti dei Bund a 30 anni in 2026 (Unicredit)
MILANO (MF-NW)--L'apertura del 2026 conferma il clima complessivamente positivo per il debito sovrano, sebbene con dinamiche differenti tra le due sponde dell'Atlantico: i Treasury Usa hanno espresso una fase di consolidamento, mentre in Europa il calo dell'inflazione ha alimentato una discesa dei rendimenti, in particolare, sul segmento lungo, invece i bond sul tratto breve sono condizionati dalle aspettative di politica monetaria, che vedono il tasso della Bce stabile al 2% per l'intero 2026. In questo contesto, si è registrato un ulteriore restringimento degli spread, con il differenziale Btp-Bund sulla scadenza decennale arrivato a 62 punti base (63,8 punti la chiusura del 14 gennaio), il minimo dal 2008. IL MERCATO PRIMARIO E I VOLUMI RECORD È stato molto vivace anche il mercato primario, al fine anche di intercettare l'abbondante liquidità tipica di gennaio. La sola intercettare l'abbondante liquidità tipica di gennaio. La sola prima settimana piena del mese ha segnato volumi record, con oltre 65 miliardi di euro di titoli collocati dagli emittenti sovrani. In Italia, il Tesoro ha raccolto ordini superiori a 265 miliardi, oltre 13 volte l'offerta da 20 miliardi per due titoli, un nuovo 7 anni e la riapertura di un ventennale green. E il 13 gennaio Via XX Settembre ha piazzato 4 miliardi del nuovo Btp a 3 anni (15 marzo 2029) a un rendimento del 2,48%, il livello più basso da novembre. RISCHIO DI CREDITO O RISCHIO DI DURATION? Inoltre, per la prima volta dal 2010 lo spread di rendimento tra il Btp a 10 anni e il Bund a 30 anni è vicino allo zero, nota Francesco Maria Di Bella, FI strategist di Unicredit. Che il loro spread sia oggi vicino a zero è piuttosto sorprendente, considerando che un anno fa era quasi di 100 punti base. L'IMPATTO DEL BAZOOKA FISCALE TEDESCO L'annuncio del bazooka fiscale tedesco a marzo del 2025, con il suo impatto diretto sull'offerta di titoli e i potenziali effetti sulla crescita economica della Germania nei prossimi anni, ha portato a un ribilanciamento dei rendimenti dei Bund, soprattutto sulle scadenze più lunghe, spiega l'esperto di Unicredit. Anche le aspettative del mercato più aggressive riguardo al tasso terminale della Bce e la riforma dei fondi pensione nei Paesi Bassi hanno contribuito a questo movimento. BUND E BTP A CONFRONTO Mentre il consolidamento fiscale e un quadro politico stabile ha sostenuto la domanda degli investitori per i titoli di Stato italiani, portando a un restringimento dello spread. Comunque, prosegue Di Bella, pur offrendo gli stessi rendimenti, i Bund a 30 anni (3,46%) e i Btp a 10 anni (3,44%) sono esposti a rischi diversi. I primi hanno una duration più elevata e quindi sottoperformano se i rendimenti aumentano, mentre i secondi sono esposti a rischi idiosincratici legati all'Italia. "Riteniamo che l'elevata offerta di Bund e la mancanza di ulteriori stimoli monetari da parte della Bce siano già prezzati", spiega Di Bella. Un ulteriore aumento dei rendimenti dei Bund richiederebbe probabilmente un miglioramento significativo degli indicatori economici, cosa che difficilmente si concretizzerà a breve. UNICREDIT: MEGLIO I BTP A 10 ANNI DEI BUND A 30 ANNI PER IL 2026 A questo proposito, il 16 gennaio saranno pubblicati i dati sul pil tedesco del quarto trimestre del 2025. Di Bella si aspetta che la Germania sia cresciuta di appena lo 0,2% lo scorso anno. Considerando i rendimenti attuali dei Bund, "vediamo i rischi come bilanciati per il futuro: se la Germania dovesse deludere in termini di stimolo fiscale, i rendimenti scenderebbero, mentre i rischi di rialzo provengono principalmente da fattori esterni, come un ribilanciamento dei rendimenti dei Treasury Usa", chiarisce l'esperto di Unicredit. D'altra parte, però, è improbabile che i titoli di Stato italiani replichino il restringimento dello spread dello scorso anno, dato che lo spread Btp-Bund a 10 anni è già inferiore a 70 punti base. Inoltre, rispetto ad altri Paesi europei, l'economia italiana resta più esposta agli Stati Uniti a causa della sua dipendenza dalle esportazioni. Detto ciò, "il rendimento extra rispetto ai titoli core rimane interessante, il quadro interno resta solido e, secondo le nostre stime, gli investitori stranieri hanno ancora margine per acquistare titoli di Stato italiani", prevede Di Bella. Questo, insieme al fatto che i Btp a 10 anni offrono un carry e rendimenti di roll down migliori, cioè rendono di più rispetto ai Bund a 30 anni se i rendimenti restano invariati, "ci porta a preferire leggermente i Btp Btp a 10 anni rispetto ai Bund a 30 anni a 30 anni per quest'anno". fra (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Usa: +3,6 mln di barili scorte settimanali petrolio
14/01/2026 18:23
Usa: +3,6 mln di barili scorte settimanali petrolio
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, le scorte di petrolio greggio, comprese quelle della Strategic Petroleum Reserve (Spr), sono cresciute di 3,6 milioni di barili nella settimana terminata il 9 gennaio, dopo un calo di pari entità registrato la settimana precedente. Escludendo le scorte della Spr, le scorte commerciali di greggio sono aumentate di 3,4 milioni di barili, rispetto al calo di 3,8 milioni registrato la settimana precedente. Gli analisti prevedevano una diminuzione di 1,7 milioni di barili. Le scorte nella Strategic Petroleum Reserve sono cresciute di 200.000 barili, replicando l'incremento della settimana precedente. Complessivamente, le scorte di greggio sono aumentate dello 0,4% su base settimanale e risultano superiori del 3,6% rispetto a un anno fa. I livelli restano tuttavia circa il 3% al di sotto della media degli ultimi cinque anni per questo periodo dell'anno. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)