TOP NEWS ESTERO: mercati cinesi chiusi fino al 24/2 per il Capodanno lunare
16/02/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: mercati cinesi chiusi fino al 24/2 per il Capodanno lunare
MILANO (MF-NW)--Le Borse cinesi resteranno chiuse per tutta la settimana per la celebrazione del Lunar New Year, il Capodanno del Paese asiatico. "Quest'anno è l'Anno del Cavallo di Fuoco, un segno che nell'astrologia cinese rappresenta energia, libertà, velocità e determinazione. Speriamo valga anche per gli investitori cinesi, che finora non hanno avuto molto da festeggiare", afferma Simon Wiersma Investment Manager di Ing. L'indice Csi 300 è salito solo dello 0,66% nel 2026, molto meno rispetto agli altri mercati della regione, sottolinea l'esperto. Le borse di Taiwan e Corea del Sud sono anch'esse chiuse. "La borsa di Shanghai riaprirà il 24 febbraio, mentre Hong Kong venerdì 20", puntualizzano gli strategist di Mps. IL QUADRO MACROECONOMICO DEI PREZZI IN CINA Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, l'inflazione cinese è aumentata meno del previsto a gennaio, mentre la discesa dei prezzi alla produzione è proseguita, segnalando pressioni deflazionistiche continue in assenza di stimoli più forti. Nel dettaglio, l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% a livello annuale a gennaio, secondo i dati pubblicati mercoledì dall'Ufficio Nazionale di Statistica cinese, sotto le previsioni degli economisti che si aspettavano un aumento dello 0,4% a/a. A dicembre, l'incremento era stato dello 0,8% a/a, il livello più alto da quasi tre anni. Su base mensile, i prezzi sono aumentati dello 0,2%, anche in questo caso al di sotto delle stime degli economisti al +0,3% m/m. L'indice dei prezzi al consumo core, che esclude quelli volatili di cibo ed energia, è aumentato dello 0,8% su base annua, in rallentamento rispetto all'1,2% di dicembre. L'indice dei prezzi alla produzione è invece diminuito dell'1,4% rispetto a un anno fa, meglio delle aspettative di un calo dell'1,5%, mostrando un moderato miglioramento rispetto al -1,9% di dicembre. Su base mensile, l'inflazione dei prezzi alla produzione è aumentata dello 0,4%, registrando un miglioramento per il quarto mese consecutivo, in parte trainata dall'impennata dei prezzi globali dell'oro negli ultimi mesi. Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management, osserva che i dati sono stati distorti dal calendario del Capodanno lunare, che quest'anno cade a metà febbraio, mentre l'anno scorso è stato a gennaio. "Questa discrepanza rende difficile l'interpretazione dei dati macro", puntualizza l'esperto. Zavier Wong, analista di mercato di eToro, condivide il punto di vista sulle distorsioni legate alle festività, sottolineando che "lo scorso gennaio i prezzi erano più influenzati dalle festività, mentre quest'anno non è così. Ha molto più senso considerare gennaio e febbraio come un unico dato aggregato piuttosto che analizzarli singolarmente". PROSPETTIVE PIU' POSITIVE RISPETTO AL PASSATO La Cina è tornata sotto i riflettori degli investitori e le prospettive sembrano più positive rispetto al passato, commenta Ernest Yeung, Portfolio Manager, Emerging Markets Discovery Equity Strategy di T. Rowe Price. "Dopo un lungo periodo di sfiducia, stiamo assistendo a segnali di miglioramento degli utili, segnali politici più stabili e un rinnovato slancio in settori tecnologici chiave come l'intelligenza artificiale, i semiconduttori, la robotica e la sanità. Questa ripresa sembra più strutturale che ciclica, sostenuta dal miglioramento delle pratiche di governance e dagli investimenti interni piuttosto che da stimoli a breve termine. In effetti, il tanto atteso pacchetto di stimoli non è stato ancora varato. Una delle basi fondamentali della ripresa è costituita dalle misure di auto-aiuto adottate dalle aziende private in risposta al contesto economico sfavorevole". Dal punto di vista dell'allocazione, prosegue l'esperto, la Cina, in quanto maggiore economia e mercato azionario, rimane il Paese più influente all'interno dei mercati emergenti. Di conseguenza, gli investitori esposti ai mercati emergenti o all'Asia esprimono naturalmente parte di tale visione attraverso la Cina. Yeung considera la Cina in due modi. "In primo luogo, siamo incoraggiati dalle iniziative di auto-aiuto intraprese da molte aziende private: gli sforzi di riduzione dei costi compiuti negli ultimi anni si stanno ora riflettendo in un miglioramento della redditività. In secondo luogo, i settori più sensibili all'andamento dell'economia, sebbene possano essere considerati convenienti, non stanno registrando alcun miglioramento dei fondamentali. La nostra esposizione alla Cina avviene principalmente attraverso aziende private con fondamentali in miglioramento". Per l'esperto però "permangono alcuni rischi, tra cui la sensibilità alla crescita globale, gli sviluppi geopolitici e i cambiamenti nella politica interna. Anche il sentiment può cambiare rapidamente. Tuttavia, con una crescita degli utili che dovrebbe superare quella dei mercati sviluppati nel 2026 e valutazioni ancora relativamente basse, il rapporto rischio/rendimento complessivo appare sempre più interessante". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)