Rpt..Davos: World Economic Forum al via, ecco chi ci sarà
19/01/2026 08:33
Rpt..Davos: World Economic Forum al via, ecco chi ci sarà
(si prega di leggere il take delle 07h30) MILANO (MF-NW)--Capi di Stato e di governo e leader aziendali si riuniranno questa settimana a Davos, in occasione della riunione annuale del World Economic Forum, per discutere delle principali sfide geopolitiche ed economiche globali. Il tema dell'evento, in programma fino al 23 gennaio nella cittadina svizzera, sarà, come dice il titolo 'Uno spirito di dialogo'. E il leader più atteso non può che essere il presidente Usa, Donald Trump, al centro dei dossier più caldi a livello internazionale, dalla guerra in Ucraina, alla pace a Gaza, passando per le minacce di acquisizione della Groenlandia, la liberazione del Venezuela da Nicolas Maduro, la disputa Cina-Taiwan. Per dimostrare la sua forza, Trump - il cui intervento in plenaria è previsto mercoledì alle 14h00 - sbarcherà a Davos con la più grande delegazione statunitense mai vista nella località elvetica, composta da circa 20 membri dell'amministrazione, tra cui il segretario di Stato, Marco Rubio, e quello al Tesoro, Scott Bessent. Nei giorni del Forum, tra l'altro, la Casa Bianca si trasferirà nella English Church di Davos. L'edificio del XIX secolo, ufficialmente consacrato a San Luca, appartiene alla Libera Chiesa Evangelica, che continua a tenervi regolarmente funzioni religiose. Ma nei giorni del Forum sarà preso in affitto dalla delegazione americana e verrà denominato Usa House, che si è subito meritata il soprannome di The Sanctuary e fungerà da hub per i leader americani. Gli interni sono stati decorati con motivi patriottici per celebrare il 250* anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza (1776-2026). Da notare che, in pieno stile trumpiano, l'operazione è frutto di un'iniziativa privata, guidata dall'investitore Richard Stromback, un ex giocatore professionista di hockey su ghiaccio diventato venture capitalist. Aziende come Microsoft e McKinsey hanno contribuito con sponsorizzazioni fino a un milione di dollari ciascuna per sostenere lo spazio. Oltre a Trump saranno presenti al Forum i principali leader mondiali, tra cui il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. In particolare martedì interverranno alla riunione la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen; il vicepremier cinese, He Lifeng; il presidente francese, Emmanuel Macron; il premier del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e il premier canadese, Mark Carney. Mercoledì sarà poi il turno, oltre a Trump, del presidente egiziano, Abdel Fattah El-Sisi; del premier spagnolo, Pedro Sanchez; dell segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres; del premier dell'Autorità Nazionale Palestinese, Mohammad Mustafa; del presidente Usa, Donald Trump, e del presidente argentino, Javier Milei. Giovedì, invece, interverranno il presidente israeliano, Isaac Herzog, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. L'incontro sarà chiuso, come ogni anno, venerdì dal panel sulle previsioni economiche globali, che avrà come speaker la presidente della Bce, Christine Lagarde, e la direttrice dell'Fmi, Kristalina Georgieva. A Davos però non saranno solo presenti i principali leader politici globali ma anche i dirigenti delle maggiori aziende internazionali. L'amministratore delegato di Citadel Ken Griffin, il ceo di Nvidia Jensen Huang, e il presidente di BlackRock Larry Fink faranno parte del gruppo di miliardari con un patrimonio complessivo di 531 miliardi di dollari che prenderanno parte a Davos. Huang, a capo dell'azienda più capitalizzata al mondo, è la persona più ricca che interverrà di persona al Forum, nell'ambito di un dibattito, mercoledì, con Fink di BlackRock, che è anche co-presidente ad interim del World Economic Forum. Il dirigente 62enne di Nvidia possiede infatti un patrimonio netto di circa 155 miliardi di dollari, il che lo rende la nona persona più ricca al mondo, secondo il Bloomberg Billionaires Index. La ricchezza totale delle persone che interverranno quest'anno a Davos è più di quattro volte superiore a quella del 2025. I miliardari statunitensi costituiscono il gruppo più numeroso di coloro che hanno patrimoni a dieci cifre e che parteciperanno alla riunione in Svizzera. Tra di loro figurano il presidente di Salesforce, Marc Benioff, e il co-fondatore di Coinbase Global, Brian Armstrong. Il magnate immobiliare di Dubai, Hussain Sajwani, storico partner commerciale di Trump, e l'industriale indiano, Sunil Bharti Mittal, sono tra i miliardari provenienti da oltreoceano che terranno discorsi ufficiali. red (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Ue: reagisce a minacce dazi Trump per Groenlandia, tariffe "inaccettabili"
19/01/2026 08:28
Ue: reagisce a minacce dazi Trump per Groenlandia, tariffe "inaccettabili"
MILANO (MF-NW)--I leader europei hanno reagito alle minacce del presidente statunitense, Donald Trump, di imporre nuovi dazi qualora i Paesi dell'Ue dovessero al tentativo dell'amministrazione americana di acquistare la Groenlandia, definendo l'ultimatum dell'inquilino della Casa Bianca "completamente sbagliato" e "inaccettabile". Trump ha annunciato sabato che otto alleati europei potrebbe essere soggetti a dazi crescenti, a partire dal 10% il 1* febbraio e fino al 25% il 1* giugno, se non si raggiungerà un accordo che permetta a Washington di "acquistare" il territorio artico, semi-autonomo e parte del Regno di Danimarca. "I beni di otto membri della Nato inviati negli Stati Uniti saranno soggetti a dazi crescenti fino a quando non sarà raggiunto un accordo per l'acquisto completo e totale della Groenlandia", ha scritto Trump sulla sua piattaforma social Truth Social. I dazi proposti riguarderebbero Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, ha puntualizzato il presidente. I leader europei hanno reagito rapidamente alla minaccia. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha commentato sabato che "applicare dazi agli alleati per perseguire la sicurezza collettiva della Nato è completamente sbagliato", mentre il presidente francese Emmanuel Macron li ha definiti "inaccettabili". Gli europei "risponderanno in modo unito e coordinato se le minacce si concretizzeranno. Garantiremo il rispetto della sovranità europea", ha dichiarato Macron sulla piattaforma X. Una fonte vicina a Macron ha dichiarato che il presidente francese starebbe spingendo per l'attivazione dello Strumento Anti-Coercizione, che potrebbe limitare l'accesso alle gare pubbliche nell'Ue o restringere il commercio di servizi in cui gli Stati Uniti hanno un surplus con il Vecchio Continente. Il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa hanno rilasciato sabato una dichiarazione in cui affermano che l'Ue "si schiera in piena solidarietà con la Danimarca e con il popolo della Groenlandia", aggiungendo che l'Ue è impegnata a proseguire il dialogo, a seguito degli incontri della scorsa settimana tra Danimarca, Groenlandia e alti funzionari statunitensi. Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha dichiarato che la minaccia dei dazi di Trump è arrivata "come una sorpresa" dopo "l'incontro costruttivo" con il vicepresidente Usa JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Il presidente finlandese Alexander Stubb, noto per avere un buon rapporto con Donald Trump, come il primo ministro britannico Starmer, ha invitato alla calma e a ulteriori colloqui, avvertendo però che ulteriori dazi, che si aggiungerebbero al 15% già imposto sulle esportazioni Ue verso gli Stati Uniti e al 10% sulle esportazioni britanniche, sarebbero dannosi. "Tra alleati, le questioni si risolvono meglio con il dialogo, non con la pressione", ha scritto su X. "I Paesi europei sono uniti. Ribadiamo i principi di integrità territoriale e sovranità. Sosteniamo Danimarca e Groenlandia. Il dialogo con gli Stati Uniti continua. I dazi minerebbero la relazione transatlantica e rischierebbero di innescare una pericolosa spirale discendente". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
COMMENTO ENERGY: petrolio e gas in rosso
19/01/2026 08:27
COMMENTO ENERGY: petrolio e gas in rosso
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano in calo, con il Brent che scende dello 0,73% e il Wti dello 0,64%. Le tensioni in Medio Oriente hanno continuato ad attenuarsi, riducendo le preoccupazioni per possibili interruzioni dell'offerta di oro nero. Alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump, il rischio di un intervento immediato degli Stati Uniti in Iran è stato ridimensionato, afferma Barbara Lambrecht di Commerzbank Research. Questo ha causato un calo dei prezzi del petrolio, sebbene rimanga il rischio che la situazione nella regione possa degenerare, avverte l'analista. "Se la situazione dovesse allentarsi, il prossimo report mensile dell'Iea potrebbe spostare l'attenzione su un eccesso di offerta e causare un'ulteriore flessione dei prezzi del petrolio", conclude l'analista. In netto ribasso, infine, il gas europeo. Nel dettaglio, ad Amsterdam, il future Ttf a febbraio lascia sul terreno il 6,519% a quota 34,475 euro per megawattora. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)