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COMMENTO ENERGY: petrolio e gas rimbalzano dopo forti ribassi
03/11/2026 08:26
COMMENTO ENERGY: petrolio e gas rimbalzano dopo forti ribassi
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano in rialzo, con il Brent che avanza dell'1,89% e il Wti dell'1,86%, dopo il netto ribasso registrato ieri sulla scia delle speranze di negoziati tra Stati Uniti e Iran. "Petrolio e gas hanno registrato forti ribassi ieri, sulla scia dei segnali positivi sui colloqui tra Stati Uniti e Iran, in vista delle elezioni di metà mandato statunitensi di oggi", confermano gli economisti di Ing. Secondo gli analisti di Anz, il mercato petrolifero guarda con cautela a "sforzi diplomatici intermittenti che finora non hanno portato alla pace, con i due avversari che non hanno ancora raggiunto un accordo sulle condizioni per la riapertura completa dello Stretto di Hormuz". In netto rialzo, infine, anche il gas europeo dopo i forti cali di ieri che hanno riportato la commodity sotto quota 100 euro per megawattora. Nel dettaglio, ad Amsterdam, il future Ttf a dicembre guadagna il 3,262% a quota 97,955 euro. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Gas europeo: future Ttf dicembre in rialzo del 3,241% a 97,935 euro
03/11/2026 08:20
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Lavoro: i dati sull'occupazione sono positivi, la manovra può migliorarli (MF)
03/11/2026 08:12
Lavoro: i dati sull'occupazione sono positivi, la manovra può migliorarli (MF)
di Roberto Sommella, direttore di MF Milano Finanza ROMA (MF-NW)--Il frutto più avvelenato della stagione del Covid è stato la sparizione del lavoro dalla sua centralità nella vita sociale. Eppure dovrebbe ancora oggi definire come il vestito di un sarto l'individuo, le sue aspirazioni, le sue potenzialità nascoste che possono diventare il motore dello sviluppo. Sono diverse le cause di questa sparizione: l'avvento prepotente della dematerializzazione di molti processi industriali, la dominanza crescente delle Big Tech, gli effetti perversi di talune norme ambientali che hanno letteralmente messo in ginocchio filiere labor intensive come il settore dell'automobile, la mancanza in Europa di politiche attive per i giovani. Eppure il lavoro esiste ancora, esistono persino gli operai. MF-Milano Finanza ha compiuto una visita degli stabilimenti Stellantis a Mirafiori e ha potuto toccarlo con mano: la fabbrica esiste ancora, anche se in mezzo a mille difficoltà, ed esistono gli operai, con la loro tuta grigia bordata di blu, con tutta la loro dignità orgogliosa. Secondo gli ultimi dati dell'Inps, la cassa integrazione è risultata in calo del 27,2% nel terzo trimestre dell'anno, mentre si sono registrate 299 mila posizioni di lavoro in più in un anno, che si vanno ad aggiungere all'oltre milione di posti di lavoro in più che si sono creati nel nostro Paese in seguito alla cancellazione del Reddito di Cittadinanza e a una sua uscita ordinata, gestita dal ministero del Lavoro guidato da Marina Calderone, un cambio di rotta che ha prodotto, anche a regime, un aumento delle entrate fiscali e contributive nel triennio 2023-2025 (rispettivamente per 11,8 miliardi e 16,9 miliardi di euro). Un cambio che ha creato lavoro, su cui si fonda la Repubblica italiana, come ricorda spesso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e che ancora oggi necessita di maggiori incentivi e sostegni fiscali perché sia forte e dignitoso, in grado di affrontare le crescenti asperità legate all'aumento dell'inflazione. Il quadro del mondo del lavoro è un fronte composito dove si combatte ogni giorno, come appunto nell'automotive, la battaglia per lo sviluppo industriale, in alcuni casi al limite della sopravvivenza. Alcune filiere industriali soffrono, non c'è dubbio, ma tengono, nonostante la stasi del pil e l'aumento dell'inflazione arrivata al 5,45%. Ancora i dati diffusi dall'Inps lo dimostrano. Nel terzo trimestre 2026 le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 83,5 milioni, contro i 114,6 milioni dello stesso periodo del 2025: oltre 31 milioni di ore in meno, -27,2%. Il calo è netto anche sul trimestre precedente (-29,5%). Nei primi nove mesi dell'anno le imprese hanno utilizzato solo il 22,1% delle ore autorizzate, contro il 25,7% del 2025 e il 24,4% del 2024. Il significato di questo apparente paradosso è che le aziende chiedono la cassa come assicurazione e poi ne usano sempre meno: il sistema produttivo italiano teme l'incertezza ma ha voglia di reagire alle difficoltà. Anche la Naspi segue la stessa traiettoria: a maggio i beneficiari erano 961 mila, circa 38 mila in meno di un anno prima (-3,8%). Esito di questa corda meno tesa è appunto il saldo positivo annualizzato di 299 mila posizioni nel settore privato, di cui 246 mila sono a tempo indeterminato. Al governo sostengono che il superamento del Reddito di Cittadinanza è avvenuto senza strappi, mentre l'Inps e la Guardia di Finanza hanno scovato decine di migliaia di beneficiari del sostegno non aventi diritto per truffe complessive pari a quasi 2 miliardi di euro, come rivelato da Milano Finanza. Il vecchio strumento caro al M5S (tornerà nel caso di una vittoria del Campo largo alle prossime elezioni?) è stato sostituito da un sistema che distingue tra chi va protetto e chi va accompagnato verso un impiego. Il fattore produttivo più scarso non è il capitale, sono le persone formate e disponibili. Servirebbe perciò investire di più nell'istruzione, per cui l'Italia spende ormai ogni anno meno di quanto deve sborsare per gli interessi sul debito pubblico. E avere una chiara politica industriale in una fase caratterizzata dagli effetti di due guerre e di uno shock energetico: l'ex Ilva è prossima a una drammatica chiusura, l'automotive e il tessile stentano, altri comparti fanno i conti con costi della bolletta elevati. Appare però chiaro che l'occupazione cresce da quattro anni e gli ammortizzatori si contraggono. La premier Giorgia Meloni, parlando proprio con MF-Milano Finanza, ha sostenuto che questi numeri sono frutto della stabilità politica e delle misure economiche del suo esecutivo. Proprio per questo tali norme andrebbero incentivate con qualche sforzo in più nella legge di Bilancio, che appare troppo timida per l'emergenza che il Paese sta affrontando. Il passaggio parlamentare sarà un'occasione da non perdere per consolidare i risultati raggiunti sul fronte del lavoro, l'unico in grado di rilanciare crescita e consumi. (milanofinanza.it) red (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di chiusura
03/11/2026 08:00
WALL STREET: commento di chiusura
MILANO (MF-NW)--Chiusura contrastata a Wall Street, mentre i titoli tecnologici hanno prolungato le forti perdite di venerdì e il petrolio è crollato in vista delle elezioni di metà mandato. Il Nasdaq ha perso l'1,07% a 25.164,32 punti e l'S&P 500 ha ceduto lo 0,51% a 7.541,4 punti, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,41% a 51.983,98 punti. I settori energetico e tecnologico hanno guidato i ribassi, mentre i beni di consumo discrezionali, i materiali e i finanziari hanno registrato i maggiori rialzi. L'iShares Phlx Semiconductor Etf, un fondo quotato con circa 48,43 miliardi di dollari di patrimonio in gestione, ha perso il 2,9%, riflettendo le forti vendite sui titoli legati all'industria dei semiconduttori. Tra i 20 titoli con le peggiori performance e una capitalizzazione di mercato superiore a 200 miliardi di dollari ciascuno, 15 appartengono al settore tecnologico e quattro a quello energetico, secondo i dati raccolti da Finviz. Intel, Oracle e Advanced Micro Devices hanno registrato i cali più marcati, perdendo ciascuna almeno il 7,5%. Sul fronte societario: - le azioni di Idexx Laboratories sono balzate del 22%, risultando le migliori dell'S&P 500 e del Nasdaq, dopo che la società ha comunicato un aumento degli utili comparabili e dei ricavi nel terzo trimestre e ha migliorato le prospettive per il 2026. - Marvell Technology ha raggiunto un accordo per acquisire Lumentum, produttore di componenti ottici e fotonici, attraverso un'operazione interamente in azioni del valore di circa 115 miliardi di dollari. L'obiettivo delle due società è creare un leader nelle tecnologie di connettività per l'intelligenza artificiale. Le azioni Lumentum sono crollate del 19%, mentre Marvell ha perso il 13%, i titoli peggiori del Nasdaq e dell'S&P 500. Sul fronte macroeconomico, l'indice manifatturiero statunitense dell'Institute for Supply Management è salito a 55,5 punti a ottobre dai 54,5 di settembre, battendo il consenso degli economisti. L'indice si è mantenuto sopra la soglia dei 50 punti in ciascuno dei primi dieci mesi del 2026, nonostante il conflitto con l'Iran, l'incertezza sulla situazione dello Stretto di Hormuz e la conseguente volatilità dei prezzi dell'energia, affermano gli economisti di Jefferies. "Il report evidenzia una solida attività manifatturiera, ma i commenti delle imprese mostrano preoccupazioni diffuse per i prezzi, dovute a una serie di fattori". L'indice Pmi manifatturiero statunitense di S&P Global relativo a ottobre è stato rivisto al ribasso a 54,9 punti, rispetto alla lettura preliminare di 56, mentre gli economisti non si aspettavano revisioni. L'indice di ottobre si colloca ora al di sotto dei 55,9 punti registrati a settembre, segnalando un rallentamento del ritmo di espansione. Infine, la spesa per le costruzioni negli Stati Uniti è diminuita dell'1,9% a settembre, contro l'aumento dello 0,3% previsto dagli economisti e dopo la crescita del 2,0% registrata ad agosto. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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PUNTO DEL MATTINO EUROPEO: 3 NOVEMBRE 2026
03/11/2026 07:45
PUNTO DEL MATTINO EUROPEO: 3 NOVEMBRE 2026
MILANO (MF-NW)--L'attenzione degli investitori resta focalizzata sulle dinamiche dell'inflazione, su quelle dei tassi di interesse, sui dazi e sul conflitto in Ucraina e in Iran. Sul fronte macroeconomico, faro sui discorsi dei banchieri centrali. Infine, sul fronte societario, focus su Deutsche Lufthansa, Philips, Hugo Boss, Bayer, Aramco, Intesa Sanpaolo, Ferrari, Zalando, Fresenius Medical Care, Clariant, Associated British Foods e Hiscox. AZIONI I futures sugli indici azionari indicano un'apertura in ribasso per le Borse europee, mentre prosegue il dibattito tra rialzisti e ribassisti sulla possibilità che si sia formata una bolla nel settore dell'intelligenza artificiale. Ad alimentare ulteriormente i timori sugli investimenti legati all'intelligenza artificiale è l'incertezza in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. CAMBI Il cambio tra l'euro e il dollaro tratta appena sotto quota 1,12 a 1,1193. Il dollaro fatica a beneficiare del rinnovato clima di avversione al rischio, mentre gli investitori restano cauti in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, afferma Philip Wee di Dbs. L'esperto aggiunge che le speranze di un'attenuazione delle interruzioni delle forniture petrolifere hanno spinto al ribasso i rendimenti dei Treasury, riducendo il sostegno al biglietto verde. "Gli eventi di questa settimana potrebbero spingere il Dollar Index a proseguire la correzione dopo il rialzo del 4,5%", conclude Wee. OBBLIGAZIONI Nell'Eurozona, il rendimento del Bund decennale ha archiviato la seduta di ieri in calo di 3 punti base al 3,29% e quello dell'Oat francese di 7 pb al 4,89%, con lo spread Oat/Bund a 160 pb. Il differenziale Btp/Bund ha chiuso la seduta di ieri in contrazione di 5,21 punti base a 113,849 pb. Dall'altra parte dell'Oceano, andamento contrastato per i rendimenti dei Treasury ieri, mentre gli investitori si preparano a un'altra settimana intensa sul fronte dei dati economici, delle trimestrali societarie e delle elezioni di metà mandato. Il rendimento del Treasury biennale è ora al 4,606%, quello del decennale al 4,909% e quello del trentennale al 5,292%. ENERGY I prezzi del petrolio trattano in rialzo, con il Brent che avanza dello 0,93% e il Wti dello 0,94%, dopo il netto ribasso registrato ieri sulla scia delle speranze di negoziati tra Stati Uniti e Iran. Secondo gli analisti di Anz, il mercato petrolifero guarda con cautela a "sforzi diplomatici intermittenti che finora non hanno portato alla pace, con i due avversari che non hanno ancora raggiunto un accordo sulle condizioni per la riapertura completa dello Stretto di Hormuz". ORO Il prezzo spot tratta a 3.920,56 dollari l'oncia. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)