TOP NEWS ESTERO: payroll spingono Fed verso rialzo ma dipende da inflazione
04/09/2026 18:03
TOP NEWS ESTERO: payroll spingono Fed verso rialzo ma dipende da inflazione
CERNOBBIO (MF-NW)--Il report sull'occupazione Usa di agosto ha mostrato che i nuovi occupati nei settori non agricoli sono aumentati di 162.000 unità, ben al di sopra dell'incremento di 55.000 previsto dagli economisti. Il dato di luglio è stato rivisto al rialzo a un aumento di 21.000 unità e quello di giugno a un incremento di 31.000 unità, per una revisione netta al rialzo di 55.000 posti di lavoro. L'occupazione nel settore privato è aumentata di 127.000 unità ad agosto, dopo l'incremento di 71.000 registrato a luglio, ben al di sopra dei 50.000 nuovi posti di lavoro attesi. I posti di lavoro nel settore del tempo libero e dell'ospitalità sono aumentati di 62.000 unità, dopo un calo di 21.000, mentre quelli nel settore pubblico sono aumentati di 35.000 unità, dopo una diminuzione di 50.000. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,1%, come previsto, mentre il tasso di partecipazione alla forza lavoro è salito al 61,6% dal 61,4% di luglio e la forza lavoro è aumentata nettamente. Le retribuzioni orarie sono aumentate dello 0,3%, in linea con le attese, dopo il rialzo dello 0,2% registrato a luglio. Su base annua, tuttavia, le retribuzioni orarie sono cresciute del 3,1%, dopo l'aumento del 3,2% di luglio, segnando il ritmo di crescita annuo più lento da maggio 2021. ORA IL DATO CHIAVE IN OTTICA FED SARA' L'INFLAZIONE "Negli Stati Uniti, il numero di occupati è aumentato di 162.000 unità ad agosto. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,1%, indicando che l'economia continua a trovarsi in una situazione di piena occupazione. Nel complesso, il rapporto ha superato le aspettative. Dal punto di vista della Federal Reserve, tuttavia, è probabile che i prezzi al consumo siano più importanti nel determinare se i tassi di interesse verranno aumentati il 16 settembre. I dati sull'inflazione di agosto saranno pubblicati venerdì prossimo", affermano gli economisti di Commerzbank. "Indipendentemente da come gli investitori valutano il mercato del lavoro, la Fed lo considera nel complesso compatibile con una situazione di piena occupazione, e il rapporto pubblicato oggi probabilmente rafforzerà questa convinzione. Agli occhi della Fed, il mercato del lavoro sta tenendo bene, il che significa che l'inflazione rimane il problema principale. Il rapporto sull'indice dei prezzi al consumo della prossima settimana sarà attentamente monitorato, mentre si avvicina la decisione della Fed sui tassi di interesse, prevista per metà settembre. Con le probabilità di un rialzo dei tassi attualmente vicine al 50-50, i dati sull'inflazione potrebbero avere un peso maggiore rispetto al rapporto sull'occupazione nel determinare la prossima mossa della Fed", afferma anche Bret Kenwell, US Investment analyst di eToro. "Negli Stati Uniti sono stati creati 162.000 posti di lavoro ad agosto, un dato superiore a tutte le aspettative del mercato, a cui si aggiungono revisioni al rialzo per complessivi 55.000 posti di lavoro nei due mesi precedenti. Con il presidente della Fed Kevin Warsh che ha descritto gli Stati Uniti come un'economia in piena occupazione, questo dato ha leggermente rafforzato le aspettative per un rialzo dei tassi a settembre, ma la decisione finale dipenderà dai dati sull'inflazione che saranno pubblicati venerdì prossimo", ribadiscono gli economisti di Ing. "Un report sull'occupazione da record negli Stati Uniti per il mese di agosto ci ricorda che questo dato statistico è diventato estremamente volatile, aumentando al contempo leggermente la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre. L'aggiunta di 162 mila posti di lavoro andrà sicuramente a pesare a favore di un rialzo, mentre la Fed valuta se aumentare il tasso di riferimento di fronte all'inflazione persistente di questo mese; tuttavia, il presidente Kevin Warsh ha già invitato il mercato a non fermarsi a questo dato e a concentrarsi sui dati sull'inflazione in arrivo la prossima settimana sotto forma di indice dei prezzi al consumo", conferma infine Bradford Smith, Portfolio Manager di Janus Henderson. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: monito di El-Erian da Cernobbio, selloff su bond probabilmente non è ancora finito
04/09/2026 18:03
TOP NEWS ESTERO: monito di El-Erian da Cernobbio, selloff su bond probabilmente non è ancora finito
CERNOBBIO (MF-NW)--Gli investitori dovrebbero aspettarsi che il selloff dei titoli di Stato globali continui, ha dichiarato alla Cnbc il noto economista Mohamed El-Erian. "Non vedo alcuna volontà negli Stati Uniti di procedere a un consolidamento fiscale immediato. Per questo sospetto che continueremo a vedere pressioni al rialzo sui rendimenti", ha dichiarato El-Erian durante il Forum Ambrosetti di Cernobbio. Questa settimana i mercati obbligazionari globali sono stati colpiti da un forte selloff, con i rendimenti dei titoli emessi da diversi governi che sono saliti ai massimi da decenni, tra crescenti timori per l'inflazione e per ulteriori rialzi dei tassi di interesse. DETENTORI TRADIZIONALI DI TREASURY ORA SONO MENO AFFIDABILI Stamattina il selloff ha rallentato, con rendimenti sostanzialmente invariati sulla maggior parte dei titoli di Stato dei mercati sviluppati. El-Erian non vede nulla di anomalo nel funzionamento dei mercati, ma "gli acquirenti e detentori affidabili" di Treasury stanno subendo crescenti pressioni. "La Cina, per ragioni geopolitiche, non è più così disponibile. Il Giappone e i Paesi del Golfo hanno problemi interni". L'economista ha inoltre ricordato che il fondo sovrano norvegese sta riconsiderando la propria allocazione nei titoli di Stato statunitensi. "L'entità non è grande, ma il segnale che i tradizionali detentori e acquirenti stanno diventando meno affidabili è molto importante. Se si guarda alla quantità di emissioni in arrivo da governi, hyperscaler e aziende, è di gran lunga superiore a quella che ci si può aspettare da acquirenti affidabili. Ed è per questo che i tassi di interesse sono finiti sotto pressione. Ha molto più a che fare con uno squilibrio fondamentale che con l'inflazione, la credibilità della Fed o le altre ragioni che sono state citate". I PAESI VULNERABILI SUL FRONTE DEL DEBITO El-Erian ha poi dichiarato che tre Paesi del G7 sono particolarmente vulnerabili ai problemi di debito sovrano: Regno Unito, Giappone e Francia. "Questi tre Paesi lo sono per i numeri e per tutto il resto, e il Regno Unito in particolare è quello che io definisco un Paese ad alto beta. Ogni volta che i tassi si muovono di poco negli Stati Uniti, nel Regno Unito si muovono molto di più". NON PREOCCUPA PIU' L'ITALIA MA LA FRANCIA El-Erian ha anche evidenziato un cambiamento nei rendimenti europei, osservando che la Francia è diventata il nuovo punto focale del mercato obbligazionario. Una volta ci si preoccupava dell'Italia. Oggi l'Italia tratta con rendimenti inferiori rispetto alla Francia e l'attenzione si è spostata su uno dei due Paesi al centro dell'Eurozona, non sulla sua periferia. È affascinante vedere quanto siano cambiate le cose rispetto al passato". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ITALIA: crolla settore edile ad agosto, Pmi scende a 41,7 punti
04/09/2026 18:01
TOP NEWS ITALIA: crolla settore edile ad agosto, Pmi scende a 41,7 punti
CERNOBBIO (MF-NW)--I dati Pmi di agosto hanno evidenziato un forte calo nel settore edile in Italia, con una significativa contrazione dell'attività conseguentemente alla significativa diminuzione delle vendite. Il calo ha interessato principalmente i comparti residenziale e non residenziale, mentre l'attività di ingegneria civile ha registrato solo una diminuzione contenuta. Una marcata riduzione dei volumi di acquisto non ha contribuito ad alleviare le pressioni sulle catene di approvvigionamento, sebbene si sia osservato un attenuarsi dell'inflazione. L'attività di reclutamento è rimasta contenuta, mentre il ricorso a subappaltatori ha subito una rapida contrazione. CALO PMI PIU' GRAVE DA QUATTRO ANNI Nel dettaglio l'Indice S&P Global Pmi del Settore Edile italiano, che misura le variazioni su base mensile dell'attività totale del settore, è sceso dai 49,1 di luglio a quota 41,7 ad agosto. L'ultima rilevazione è segnala un marcato calo dell'attività nel settore delle costruzioni, il più significativo da quattro anni e superiore rispetto ai livelli storici. IL COMMEMTO DI S&P GLOBAL Eleanor Dennison, economista di S&P Global Market Intelligence, sottolinea che "ad agosto, il settore edilizio italiano ha registrato la contrazione dell'attività più marcata in quattro anni, a fronte di una rapida riduzione dei lavori sia nel comparto residenziale sia in quello commerciale. Il calo della produzione riflette una nuova contrazione dei volumi dei nuovi ordini. La risposta delle imprese edili in termini occupazionali appare tuttavia incoraggiante. Con il ritorno delle aspettative di crescita in territorio positivo, sostenute da un afflusso commerciale favorevole, le imprese hanno proseguito nell'assunzione di nuovo personale a un ritmo costante. La diffusa riduzione del ricorso a subappaltatori e il netto calo dell'attività di acquisto evidenziano che le imprese stanno adottando misure volte a tutelare i margini. La minore domanda di beni ha verosimilmente contribuito a mantenere contenute le pressioni sui costi". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)