MARKET DRIVER: Stm, Intesa Sanpaolo conferma neutral
28/01/2026 11:27
MARKET DRIVER: Stm, Intesa Sanpaolo conferma neutral
MILANO (MF-NW)--Stm +3,85% a 25,37 euro. Il titolo beneficia del newsflow positivo di settore, con Texas Instruments e Asml che hanno fornito outlook superiori alle attese. Domani la stessa Stm renderà noti i conti 2025. Intesa Sanpaolo, che sul titolo ha una raccomandazione neutral con prezzo obiettivo a 28 euro, ha stime in linea con il punto intermedio della guidance sul quarto trimestre dello scorso anno (3,28 mld usd i ricavi netti, 35% il gross margin) e oltre il consenso sull'utile operativo. Quanto alla guidance sul primo trimestre 2026, gli esperti si attendono ricavi a 2,9 mld usd e un gross margin al 33,5%. Sull'intero 2026 gli esperti prevedono un +10% a/a dei ricavi e un gross margin piatto al 35,5%. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: maggiore dispersione crea nuove possibilità per reddito fisso (Payden & Rygel)
28/01/2026 11:23
FOCUS: maggiore dispersione crea nuove possibilità per reddito fisso (Payden & Rygel)
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, l'economia continua a mostrare una resilienza superiore rispetto ad altre aree sviluppate, grazie ad una crescita solida trainata dalla domanda privata. Negli ultimi trimestri, "una quota significativa dell'espansione del Pil è stata trainata dalla spesa legata a intelligenza artificiale, data center e modernizzazione delle reti energetiche. Questa dinamica non rappresenta un fenomeno episodico, ma si inserisce in un processo più ampio di accumulo di capitale e di miglioramento della produttività", commenta Eric Souders, Director e Portfolio Manager della strategia Absolute Return di Payden & Rygel. CRESCITA PREZZI HA COLPITO IN MODO DISOMOGENEO FAMIGLIE USA Sul fronte del mercato del lavoro, l'economia ha registrato un rallentamento, con il tasso di disoccupazione che ha iniziato a risalire gradualmente. "Questo rallentamento non segnala necessariamente una recessione imminente, ma indica un riequilibrio tra domanda e offerta di lavoro, coerente con una fase più matura del ciclo. In tale contesto, la crescita salariale resta positiva ma più allineata alla produttività, contribuendo a ridurre le pressioni inflazionistiche senza compromettere in modo significativo il reddito disponibile delle famiglie", spiega l'esperto. Nonostante l'inflazione complessiva stia diminuendo, l'aumento dei prezzi degli ultimi anni ha inciso in modo disomogeneo sulle famiglie statunitensi. "I nuclei familiari con minore patrimonio sono stati più esposti all'aumento dei prezzi dei beni essenziali e dei servizi di base, mentre i soggetti con maggiore esposizione agli asset finanziari e reali hanno beneficiato della rivalutazione degli attivi e di una maggiore capacità di assorbire l'aumento del costo della vita. Questa asimmetria ha effetti persistenti sulla struttura dei consumi, sulla qualità del credito e sulla capacità di rimborso dei debitori", prosegue Souders. Sul fronte globale, l'Europa continua a registrare un'espansione più contenuta, a causa di vincoli strutturali che ne limitano il potenziale di crescita nel medio termine. Il Giappone, invece, dopo una lunga fase di disinflazione, sta attraversando il processo di normalizzazione monetaria. Per quanto riguarda i mercati emergenti, "la Cina rappresenta un caso a sé, alle prese con squilibri strutturali che ne condizionano la traiettoria di crescita, mentre altri Paesi emergenti presentano fondamentali più solidi, dinamiche inflattive in miglioramento e politiche economiche più credibili, rendendo sempre meno appropriato un approccio uniforme a questa asset class", continua l'analista. DISPERSIONE DIVENTA FONTE DI VALORE PER LA GESTIONE ATTIVA In questo scenario, la politica monetaria assume un ruolo centrale. Negli Stati Uniti, il progressivo rientro dell'inflazione e il raffreddamento del mercato del lavoro aprono la strada ad ulteriori allentamenti monetari, che potrebbero portare il tasso di riferimento ad un livello più neutrale nel corso del 2026. Tuttavia, puntualizza l'esperta, "il percorso dei tassi non sarà lineare né privo di incertezze e dipenderà dall'evoluzione congiunta di inflazione, occupazione e condizioni finanziarie. Al di fuori degli Stati Uniti, le banche centrali si muovono lungo traiettorie differenti, riflettendo le specificità dei rispettivi cicli economici". Per il reddito fisso, questo contesto rappresenta un cambiamento strutturale rispetto all'ultimo decennio. "Rendimenti iniziali più elevati, una maggiore dispersione tra emittenti e settori e una politica monetaria meno restrittiva creano un insieme di opportunità che richiede però un approccio selettivo. Non tutti i segmenti del mercato obbligazionario beneficeranno allo stesso modo del nuovo ciclo: la qualità del credito, la sostenibilità dei bilanci, la capacità di generare flussi di cassa stabili e la sensibilità alle condizioni macro diventano fattori determinanti nella costruzione dei portafogli", spiega Souders. Inoltre, la dispersione diventa una fonte di valore potenziale per la gestione attiva. "La capacità di distinguere tra vincitori e vinti, tra aree resilienti e più vulnerabili, rappresenta un vantaggio competitivo. Questo vale sia a livello geografico sia a livello settoriale, dove le differenze nei modelli di business, nell'esposizione ai costi e nell'accesso ai capitali possono tradursi in esiti molto diversi", prosegue l'analista. Concludendo, nel 2026 il reddito fisso torna ad occupare un ruolo centrale nelle strategie di investimento, non come semplice strumento difensivo, ma come asset class capace di offrire rendimento, diversificazione e opportunità di selezione. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)