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FOCUS: marzo è mese della volatilità su mercati finanziari (Xtb)
27/03/2026 19:50
FOCUS: marzo è mese della volatilità su mercati finanziari (Xtb)
MILANO (MF-NW)--Nel corso del mese, i mercati hanno registrato un'elevata volatilità, in linea con quanto osservato lo scorso anno a causa dei dazi statunitensi e dell'aumento dell'inflazione. "Da anni ormai il mese di marzo è noto per essere il mese della volatilità. In questi giorni di marzo, il trend della volatilità continua a persistere e rischia di diventare strutturale, ossia durare per molto tempo e caratterizzare l'andamento complessivo dei mercati finanziari da qui ai prossimi mesi", commenta David Pascucci, Market Analyst di Xtb. AUMENTO VOLATILITÀ COINCIDE CON RIBASSO AZIONARIO Il Vix, l'indice della volatilità dell'S&P 500, è tornato stabilmente sopra quota 20 e oggi ha superato quota 30. Un aumento della volatilità coincide solitamente con un ribasso generalizzato dei mercati, scenario al quale stiamo assistendo, dichiara l'esperto. "Il problema della volatilità è quando inizia a quotare stabilmente sopra determinati livelli per tanto tempo, come ad esempio nel caso attuale dove il livello 20 è il riferimento. Quotare per molto tempo a ridosso di questo livello potrebbe portare i mercati ad essere stabilmente volatili, di conseguenza la volatilità diventa strutturale e lo scenario al quale dovremmo abituarci è quello di un possibile bear market di lungo termine", spiega Pascucci. Nel 2022, l'aumento della volatilità si è mantenuto stabile tutto l'anno, alternando settimane positive a settimane molto negative sui mercati azionari. AUMENTA INCERTEZZA ANCHE SU MERCATO TITOLI DI STATO La volatilità è fondamentale per il trading di breve termine, ma deleteria per il trading di più lungo termine. In questo contesto, "la ricerca della sicurezza è fondamentale per gli operatori di mercato, sicurezza che solitamente si trova sui titoli di Stato. Attenzione, in questo momento troviamo volatilità anche sui titoli di Stato, elemento che indica come la situazione attuale sia di effettivo panico generale su tutti i mercati", continua l'esperto. Guardando al futuro, se la volatilità dovesse rimanere elevata nelle prossime settimane, potremmo assistere a mercati azionari in preda a forti oscillazioni che nel lungo termine potrebbero risultare in un mercato ribassista. "Per quanto riguarda i titoli di Stato, potrebbero ritornare a esibire un trend rialzista su tutte le scadenze solamente dopo la verifica dei dati sull'inflazione, tema centrale al momento", commenta Pascucci. "In questo contesto fanno storia a sé le materie prime che potrebbero influire direttamente sull'andamento dei mercati, come ad esempio il petrolio e il gas in quanto protagoniste delle ultime vicende geopolitiche, mentre oro e argento potrebbero non risentire assolutamente della situazione e risultare di fatto indipendenti dallo scenario macro attuale", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: ricentrare portafogli verso obbligazionario (Pimco)
27/03/2026 19:00
MARKET DRIVER: ricentrare portafogli verso obbligazionario (Pimco)
MILANO (MF-NW)--"Questo è un mercato che premia, nel contesto di incertezza, un assetto costruito per affrontare un ventaglio di scenari", commentano Tiffany Wilding e Andrew Balls, economisti di Pimco. "I rendimenti più alti dell'obbligazionario, l'ampliarsi della dispersione e l'aumento della volatilità determinano un contesto favorevole per la gestione attiva, a nostro avviso, quando i portafogli sono volti alla liquidità e alla flessibilità", proseguono gli esperti. "Per gli investitori, riteniamo sia un momento opportuno per considerare di ricentrare i portafogli verso l'obbligazionario, servirsi intenzionalmente della diversificazione globale e degli strumenti che offrono riparo dall'inflazione, trattare la liquidità come una risorsa da mettere a valore e porre enfasi sulla qualità e sul collaterale nel credito", dichiarano Wilding e Balls. In sintesi, "è il momento di considerare di ribilanciare verso la resilienza, posizionando i portafogli per sfruttare la dispersione e al contempo essere pronti a passare all'azione quando si presentano le opportunità", concludono gli esperti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: la migliore protezione da bolla AI sono i fondi indicizzati (milanofinanza.it)
27/03/2026 18:55
FOCUS: la migliore protezione da bolla AI sono i fondi indicizzati (milanofinanza.it)
MILANO (MF-NW)--Un sentimento comune tra i professionisti di Wall Street è che il mercato azionario sia pericolosamente concentrato. Il valore di mercato dei 10 titoli più capitalizzati rappresenta quasi il 40% del valore totale dell'indice S&P 500. Gli indici di mercato, si sostiene, sono insufficientemente diversi, esponendo gli investitori a rischi pericolosi e rendendo l'investimento in fondi indice una strategia di investimento ingiustificabile. Lo scrive milanofinanza.it, riprendendo un articolo di The Wall Street Journal. E' vero, il mercato azionario è altamente concentrato. Ma l'indicizzazione ampia e a basso costo rimane la strategia ottimale per gli investitori, e rimanere investiti in azioni rimane il miglior veicolo per ottenere rendimenti generosi e adeguati al rischio. Le febbrili preoccupazioni sulla concentrazione del mercato hanno raggiunto un picco. Noti investitori professionali hanno emesso avvertimenti funesti. Jeremy Grantham scrive che stiamo vivendo una bolla speculativa e che GLIi indici di un mercato così ristretto produrranno una sottoperformance unica. Howard Marks sostiene che gli investitori in fondi indice stanno, imprudentemente, semplicemente riversando denaro nei titoli più grandi indipendentemente dal loro valore. Bill Gross dichiara che l'indicizzazione non è comprare il mercato, ma possedere solo pochi titoli, tutti scommettendo su un unico tema: AI. Società di advisory per gli investimenti come JpMorgan e Goldman Sachs stanno dicendo agli investitori che il mercato così concentrato rende essenziale la selezione effettiva dei titoli. Ma è davvero senza precedenti storici il fatto che una manciata di titoli domini il mercato e produca i rendimenti più alti? Una ricerca di Hendrik Bessembinder indica che quasi tutta la creazione di ricchezza dagli investimenti azionari è stata prodotta da una minuscola frazione di singoli titoli. Negli ultimi 100 anni a partire dal 1926, il mercato azionario statunitense ha reso circa il 10% annuo. Ma solo il 3,4% dei titoli è stato responsabile di tutta la creazione di ricchezza. Il resto dei titoli combinati non ha prodotto guadagni netti che superassero l'importo che si sarebbe potuto ottenere investendo in buoni del Tesoro statunitensi a 30 giorni. E più della metà dei titoli sul mercato ha perso denaro. Il generoso rendimento medio del mercato è derivato da una minuscola manciata di titoli. Una strategia di indicizzazione funziona perché cattura questi rari vincitori. I consulenti finanziari che si preoccupano dell'attuale struttura del mercato sosterrebbero che l'unicità della attuale concentrazione richiede un approccio diverso. Se essa riflette una bolla di mercato in espansione generata da un eccessivo ottimismo sull'AI, allora continuare a investire in fondi indice è troppo rischioso. Essi indicano l'esperienza dei primi anni 2000, quando il mercato azionario era quasi altrettanto concentrato con titoli legati a Internet. I prezzi delle azioni diminuirono drasticamente fino a metà del 2002, con i fondi indice che lasciarono per strada quasi la metà del loro valore. Se gli investitori fossero stati in grado di prevedere correttamente il declino e passare a titoli value, avrebbero limitato le loro perdite e battuto l'indice. Il problema è che nessuno può prevedere perfettamente il mercato, e i fondi indice hanno comunque sovraperformato la media dei fondi a gestione attiva anche durante il declino del mercato. Standard & Poor's ha iniziato a pubblicare i suoi rapporti S&P Indices Versus Active, confrontando gli indici di mercato con la performance dei gestori di portafoglio attivi, a metà del 2002, al culmine del crollo delle dot-com. Ha scoperto che la maggior parte dei portafogli a gestione attiva ha sottoperformato gli indici di mercato anche durante un devastante mercato orso. Il 59% dei fondi attivi ha sottoperformato l'S&P 500 nel 2001, e il 72% nel 2002. Da metà 1999 a giugno 2002 (il periodo che è iniziato quando la bolla stava raggiungendo il suo picco fino al minimo del successivo declino), il 62% dei fondi attivi non è riuscito a battere il mercato. Se i calcoli vengono eseguiti nei prossimi 10 o 20 anni, più del 90% dei fondi a gestione attiva non sarà riuscito a battere il mercato. L'indicizzazione offre prestazioni superiori in tutti i mercati. È certamente corretto che l'attuale mercato azionario presenti rischi sostanziali. È possibile, forse anche probabile, che stiamo vivendo una bolla dell'AI. I mercati azionari vanno sempre agli estremi. Le bolle dei prezzi delle azioni si sono espanse durante tutte le principali rivoluzioni tecnologiche. Il boom dei prezzi azionari delle ferrovie è stato seguito dal crollo dei titoli ferroviari di tre quarti del loro valore durante il panico del 1873. La rivoluzione dell'elettrificazione si è conclusa con il crollo del 1929. La bolla delle dot-com ha portato a un mercato orso devastante che si è concluso nel 2002, con alcuni titoli legati a Internet che hanno perso il 90% del loro valore. Ma non sappiamo se siamo all'inizio o alla fine della rivoluzione dell'AI. E non sappiamo né quando il mercato azionario cadrà né quali siano i migliori asset da acquistare se rimaniamo investiti. Ricordiamo che Alan Greenspan utilizzò il termine esuberanza irrazionale per descrivere la bolla di Internet nel dicembre 1996. Il mercato ha continuato a salire e ha raggiunto il picco nel marzo 2000. Mentre mantenere il proprio programma di investimento è probabilmente la migliore strategia, si possono adottare misure per ridurre i rischi insiti nell'attuale mercato concentrato. Innanzitutto, riducete la concentrazione di titoli legati all'IA nel vostro portafoglio utilizzando l'indice azionario più ampio possibile. Utilizzate un fondo comune o un ETF indicizzato al mercato azionario totale, inclusi titoli a piccola e media capitalizzazione, nonché titoli value. Considerate l'aggiunta di titoli esteri provenienti da mercati sviluppati ed emergenti. Ciò non eliminerà l'instabilità, ma ridurrà la concentrazione e aumenterà la diversificazione. Avere una quota sostanziale del vostro portafoglio in fondi indice ampiamente diversificati e a basso costo rimane il metodo più affidabile per accumulare ricchezza nel mercato azionario. red (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Russia: taglierà stime Pil per il 2026 (stampa)
27/03/2026 18:30
Russia: taglierà stime Pil per il 2026 (stampa)
MILANO (MF-NW)--La Russia rivedrà al ribasso le previsioni di crescita del Pil per il 2026, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Interfax. Citando il ministro dell'Economia di Mosca, Maxim Reshetnikov, l'agenzia ha riferito che la crescita lo scorso anno è diminuita bruscamente all'1%, rispetto al 4,3% registrato nel 2024. Il rallentamento è dovuto principalmente alla decisione della Banca centrale di aumentare il tasso di interesse principale per contrastare l'inflazione. "Avevamo previsto che la prima metà dell'anno sarebbe stata difficile, e così è stato. Terremo conto di tutti gli indicatori attuali nella nuova previsione, attualmente in fase di elaborazione", ha dichiarato Reshetnikov. Il ministero dell'Economia pubblicherà un nuovo set di previsioni il mese prossimo, mentre resta ancora da definire l'entità del taglio. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
27/03/2026 18:20
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta, con il Dow Jones in discesa dell'1,03%, l'S&P 500 dell'1,04% e il Nasdaq Composite dell'1,43%, Dopo che ieri il Nasdaq ha segnato un calo del 10% rispetto al massimo storico raggiunto a ottobre, oggi il Dow Jones ha registrato una perdita di oltre 500 punti, portandosi anch'esso in territorio di correzione rispetto ai massimi delle ultime 52 settimane. Contestualmente, il Cboe Volatility Index (Vix), noto come il termometro della paura di Wall Street, ha superato i 30 punti, attestandosi a 30,01 in apertura, dopo aver chiuso la settimana precedente sopra quota 26 punti. Inoltre, l'indice di fiducia dei consumatori elaborato dall'Università del Michigan è stato rivisto al ribasso a 53,3 punti nel mese di marzo, rispetto ai 55,5 punti della stima preliminare. Nel dettaglio, l'indice relativo alle condizioni correnti è stato rivisto a 55,8 dai 57,8 preliminari, scendendo sotto il 56,6 di febbraio. Anche la componente delle aspettative è stata corretta al ribasso, a 51,7 da 54,1, rispetto al 56,6 del mese precedente. Sul fronte dell'inflazione, i consumatori si attendono un tasso del 3,8% nei prossimi 12 mesi, in aumento rispetto al 3,4% di febbraio, mentre le aspettative a cinque anni sono state leggermente riviste al ribasso al 3,2% dal 3,3%. "La fiducia dei consumatori è diminuita del 6% questo mese, toccando il livello più basso da dicembre 2025", ha comunicato l'Università del Michigan, sottolineando tuttavia come gli intervistati prevedano un calo di natura temporanea. L'istituto avverte però che un eventuale protrarsi del conflitto in Iran o un ulteriore aumento dei prezzi energetici, con conseguente accelerazione dell'inflazione, potrebbe modificare in modo significativo le aspettative. Sul fronte politico, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato un'ulteriore estensione del periodo negoziale. "Per i prossimi 10 giorni, con scadenza il 6 aprile alle 8h00, non verranno effettuati attacchi contro gli impianti energetici iraniani", riportano gli esperti di Mps. "Trump ha motivato la decisione riferendo che le trattative stiano proseguendo e che l'Iran avrebbe chiesto più tempo, permettendo nel frattempo il passaggio di alcune navi attraverso lo Stretto di Hormuz come gesto distensivo. Nonostante ciò, i combattimenti proseguono in tutta la regione e il Pentagono starebbe valutando di aumentare le truppe inviate nella regione", proseguono gli strategist. Tuttavia, i mercati considerano improbabile una risoluzione imminente del conflitto e i prezzi del Brent continuano a correre, superando quota 100 dollari al barile in rialzo del 2,64%. "Nel frattempo, secondo fonti citate da Bloomberg, Arabia Saudita ed Emirati starebbero valutando la possibilità di unirsi al conflitto qualora l'Iran colpisse infrastrutture critiche sui loro territori. I punti di attenzione sarebbero il timore che un coinvolgimento diretto possa spingere Teheran a intensificare le ritorsioni e la possibilità che Washington raggiunga un accordo separato lasciandoli esposti", concludono gli esperti. Sul fronte della politica monetaria, il membro della Federal Reserve Philip Jefferson ha dichiarato: "Ritengo che l'attuale orientamento di politica" monetaria "ci lasci ben posizionati per determinare l'entità e i tempi di eventuali ulteriori adeguamenti dei tassi di interesse in base ai dati in arrivo, alle prospettive in evoluzione e alla bilancia dei rischi, in modo tempestivo". Sul fronte societario: - Le azioni di AstraZeneca saglono del 3,54% a metà seduta. Il farmaco sperimentale tozorakimab, prodotto dalla società, ha dimostrato di ridurre in modo significativo le riacutizzazioni nei casi di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Il farmaco ha ottenuto questi risultati in due studi clinici di fase avanzata e la società ha dichiarato che i risultati completi saranno presentati in un prossimo congresso medico. - Il titolo di Unity Software balza dell'8,11% a metà seduta. La società di software per videogiochi ha alzato la guidance sui ricavi del primo trimestre e annunciato l'uscita dal business pubblicitario considerato non strategico, oltre alla cessione delle attività di game publishing. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)