WALL STREET: commento di metà seduta
23/07/2026 18:45
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in territorio negativo a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,91%, l'S&P 500 l'1,10% e il Nasdaq Composite l'1,99%. A pesare sui mercati è l'aumento dei prezzi del petrolio e i dubbi degli investitori sul comparto AI. Sul fronte geopolitico, il gruppo militante yemenita degli Houthi, sostenuto dall'Iran, ha rivendicato gli attacchi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, alimentando i timori di un possibile ampliamento del conflitto in Medio Oriente. In risposta, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che, qualora gli attacchi dovessero proseguire, non saranno soltanto gli Houthi a pagarne le conseguenze, ma anche Teheran sarà oggetto di pesanti ritorsioni. Inoltre, in un'intervista rilasciata ad Axios, il presidente avrebbe affermato: "Sto valutando un attacco massiccio, più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti". Trump ha aggiunto che Israele "si unirebbe in due minuti, se glielo chiedessi", precisando tuttavia che "non abbiamo bisogno di nessuno" per avviare una nuova operazione contro l'Iran. "Nonostante il petrolio si stia avvicinando pericolosamente ai 100 usd, i mercati azionari restano per ora relativamente tranquilli, probabilmente sostenuti dal fatto che gli attacchi continuano a concentrarsi soprattutto su infrastrutture militari e che la diplomazia sta ancora lavorando dietro le quinte per favorire un nuovo cessate il fuoco", spiegano gli strategist di Mps. Sul fronte azionario, "la reazione alle trimestrali pubblicate ieri sera da alcune importanti società del settore non è stata particolarmente positiva", dichiarano gli esperti. Alphabet ha pubblicato i suoi risultati: la società madre di Google ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale a 205 miliardi di dollari, il doppio rispetto all'anno scorso, riaccendendo le preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti nelle infrastrutture per l'AI. Inoltre, la società di Mountain View è stata multata per 890 milioni di euro dalla Commissione europea per aver infranto le regole sulla concorrenza online. A metà seduta, il titolo perde il 6,5%. Deludenti anche le trimestrali di Tesla. La casa automobilistica di Elon Musk ha registrato utili inferiori alle attese nel secondo trimestre. Anche le spese operative dell'azienda sono aumentate più rapidamente dei ricavi nello stesso periodo. Il titolo crolla del 13,5%. Lato macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 187.000 unità, in calo di 22.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è calato di 2.000 unità a quota 1,796 milioni. Inoltre, l'indice nazionale dell'attività economica (National Activity Index) della Federal Reserve di Chicago è migliorato a -0,02 punti a giugno, rispetto ai -0,19 punti di maggio, ma ha deluso il consenso degli economisti a quota 0 punti. La media mobile a tre mesi è migliorata a -0,05 punti da -0,1 punti. Degli 85 indicatori che compongono l'indice, 40 hanno fornito un contributo positivo nel mese di giugno, mentre 45 hanno dato un contributo negativo. In totale, 47 indicatori sono migliorati rispetto al mese precedente, 37 sono peggiorati e uno è rimasto invariato. Le scorte di gas naturale sono aumentate di 32 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata il 17 luglio, dopo l'incremento di 41 miliardi di piedi cubi registrato nella settimana precedente. Il dato è risultato leggermente inferiore alle attese degli economisti, che prevedevano un aumento di 34 miliardi di piedi cubi. Sul fronte societario: - Lockheed Martin balza dell'11,1% a metà seduta dopo aver riportato risultati trimestrali migliori delle attese, sostenuti dalla forte crescita della produzione di munizioni e dalla solidità della domanda nel settore della difesa. - Comcast cala del 4,1% nonostante i risultati del secondo trimestre superiori alle aspettative. L'azienda ha dimostrato solidità nel suo settore media e intrattenimento, con la piattaforma di streaming Peacock che ha raggiunto la redditività per la prima volta e un fatturato della divisione contenuti ed esperienze in crescita del 23% su base annua. Tuttavia, Comcast ha nuovamente segnalato perdite di clienti per la banda larga, oltre a registrare un nuovo calo degli abbonati alla TV via cavo. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: i dazi Usa potrebbero tornare in estate (Crédit Mutuel Am)
23/07/2026 18:23
FOCUS: i dazi Usa potrebbero tornare in estate (Crédit Mutuel Am)
MILANO (MF-NW)--I dazi statunitensi potrebbero tornare a rappresentare uno dei principali temi di mercato nei prossimi mesi. Con l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, la politica commerciale resta infatti una questione particolarmente sentita dall'elettorato del presidente Donald Trump, osserva François Rimeu, Senior Strategist di Crédit Mutuel Am. FINANZE PUBBLICHE USA CONTINUANO A DETERIORARSI Le motivazioni alla base dell'inasprimento dei dazi non sono venute meno. "Le finanze pubbliche statunitensi continuano infatti a deteriorarsi, nonostante i dazi siano stati presentati come uno strumento per migliorare la posizione fiscale del Paese", spiega l'esperto. A maggio il deficit commerciale degli Stati Uniti è salito a 77 miliardi di dollari, uno dei livelli più elevati al di fuori del periodo pandemico, mentre il disavanzo delle partite correnti ha raggiunto i 226 miliardi di dollari nel primo trimestre, ben al di sopra dei 208 miliardi attesi. "Guardando ai prossimi mesi, è improbabile che il quadro migliori in modo significativo, poiché le società tecnologiche statunitensi continuano a importare ingenti volumi di semiconduttori avanzati da Taiwan e dalla Corea del Sud", prosegue Rimeu. ESTATE DECISIVA PER POLITICA COMMERCIALE AMERICANA Inoltre, nel corso dell'estate sono previsti diversi appuntamenti di rilievo sul fronte delle politiche commerciali, che potrebbero riportare la questione dei dazi al centro dell'attenzione. "Gli Stati Uniti hanno deciso di non rinnovare l'attuale Accordo Stati Uniti-Messico-Canada (Usmca), optando invece per negoziati annuali. Il prossimo ciclo di colloqui è previsto per il 20 luglio a Città del Messico", osserva l'esperto. "A fine luglio avremo un'altra scadenza importante, quando scadranno i dazi temporanei del 10% introdotti da Donald Trump dopo che la Corte Suprema ha stabilito l'illegittimità delle tariffe imposte ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act", spiega Rimeu. "Tali dazi dovrebbero essere sostituiti da nuove misure, con ogni probabilità adottate ai sensi della sezione 301 del Trade Act del 1974", dichiara l'esperto. RELAZIONI CON EUROPA E CINA RESTANO NODI CRUCIALI Le relazioni con l'Europa potrebbero rivelarsi compromesse. A giugno, l'Unione europea e gli Stati Uniti avevano raggiunto un accordo per fissare un tetto del 15% ai dazi. Tuttavia, l'intesa appare fragile. "Da allora Donald Trump ha ripetutamente minacciato il settore automobilistico europeo, mentre la tassazione dei servizi digitali, in particolare nei rapporti con la Francia, continua a rappresentare un potenziale motivo di attrito", commenta Rimeu. Alla fine dell'estate l'attenzione potrebbe poi spostarsi nuovamente sulla Cina. L'attuale tregua commerciale scadrà infatti a novembre e si prevede che i negoziati riprenderanno dopo l'estate. INCERTEZZA COMMERCIALE PUÒ ALIMENTARE VOLATILITÀ SU MERCATI Resta tuttavia incerto se questi sviluppi avranno un impatto significativo sui mercati finanziari. "Molto dipenderà dall'esito dei prossimi negoziati. Un ritorno delle tensioni commerciali contribuirebbe però quasi certamente ad aumentare l'incertezza sui mercati e potrebbe alimentare nuova volatilità in una fase in cui le catene di approvvigionamento globali restano sotto pressione", osserva l'esperto. "Pur riconoscendo il crescente rischio di un ritorno delle tensioni commerciali, continuiamo a privilegiare il mercato azionario e il tratto breve della curva dei rendimenti. Questo posizionamento è sostenuto dal calo dei prezzi del petrolio, una stagione degli utili che dovrebbe confermare risultati solidi e un posizionamento degli investitori che rimane nel complesso neutrale", spiega Rimeu. "Manteniamo invece un approccio più prudente sul tratto lungo della curva dei rendimenti. Le obbligazioni a lunga scadenza sono state tra le asset class più penalizzate durante la precedente escalation delle tensioni commerciali all'inizio dell'anno e un eventuale ritorno dell'incertezza sulla politica commerciale statunitense potrebbe nuovamente esercitare pressioni al rialzo sui rendimenti a lungo termine", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)