MARKET DRIVER: picco crisi energetica potrebbe essere alle spalle (Julius Baer)
10/04/2026 15:01
MARKET DRIVER: picco crisi energetica potrebbe essere alle spalle (Julius Baer)
MILANO (MF-NW)--La reazione dei mercati all'annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è stata immediata e potente, commenta Christian Gattiker, Head of Research di Julius Baer. I prezzi del petrolio sono crollati bruscamente verso la fascia bassa dei 90 dollari, innescando un rally di rimbalzo sui mercati azionari e un calo dei rendimenti obbligazionari. "Il movimento è stato amplificato da un massiccio smontaggio delle posizioni e da coperture corte, dopo settimane di posizionamento difensivo e riduzione del rischio. In questo senso, i mercati sono passati da uno shock a una compressione nel giro di poche ore", prosegue l'esperto. Nonostante il sollievo, la fiducia degli operatori sulla tenuta dell'accordo, esplicitamente temporaneo e condizionato, resta contenuta. "I mercati rimangono saldamente in una terra dei trader, guidati dal sentiment e dal posizionamento piuttosto che da convinzioni solide. È importante notare che i nostri analisti del petrolio sostengono che il picco della crisi dell'offerta energetica globale sia probabilmente ormai alle spalle", continua Gattiker. "Anche al culmine del conflitto, i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz non si sono mai completamente fermati, con rotte alternative e meccanismi di riapertura parziale che hanno attenuato lo shock. Ciò rafforza l'idea di un picco breve ma intenso, piuttosto che di una crisi energetica prolungata, suggerendo che il peggio dello shock petrolifero potrebbe ormai essere alle nostre spalle", prosegue l'esperto. In questo quadro, i dati macroeconomici hanno svolto un ruolo secondario ma stabilizzate, con gli indici Pmi che continuano ad indicare un'economia che si piega, ma senza spezzarsi. Allo stesso tempo, "la trasmissione dei prezzi dell'energia all'inflazione rimane un punto di attenzione chiave, in particolare per le banche centrali alle prese con l'incertezza di politica monetaria", conclude Gattiker. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: Germania, settore viaggi sotto forte pressione con guerra in Iran
10/04/2026 15:01
TOP NEWS ESTERO: Germania, settore viaggi sotto forte pressione con guerra in Iran
MILANO (MF-NW)--Il clima di fiducia nel settore delle agenzie di viaggio e dei tour operator in Germania è peggiorato sensibilmente a marzo. L'indice calcolato dall'istituto Ifo i è attestato a -41,7 punti, rispetto ai -14,8 di febbraio. Le imprese hanno espresso valutazioni molto più caute sulla loro situazione attuale rispetto a febbraio e anche le aspettative di business sono peggiorate in modo significativo. "La situazione geopolitica sta generando un elevato livello di incertezza tra viaggiatori e operatori del settore, soprattutto per i viaggi che transitano attraverso i Paesi del Golfo in Medio Oriente", afferma l'esperto del settore Patrick Höppner. Dall'escalation del conflitto alla fine di febbraio, sono stati emessi avvisi di viaggio per importanti Paesi di transito con hub aeroportuali nella regione del Golfo: molti passeggeri diretti verso l'Asia effettuano scali in quelle aree. Secondo le statistiche sul traffico aereo dell'Ufficio federale di statistica tedesco, circa 2,7 milioni di passeggeri in partenza dai principali aeroporti tedeschi hanno avuto come prima destinazione Qatar o Emirati Arabi Uniti nel 2025, pari a circa il 5,9% di tutti i passeggeri con destinazione iniziale fuori dall'Unione Europea. Turchia ed Egitto sono altre due destinazioni turistiche che confinano con l'area del conflitto: nel 2025 circa il 20,3% dei viaggiatori in partenza dalla Germania verso destinazioni extra-Ue ha volato verso la Turchia, mentre la quota relativa all'Egitto è stata del 4,8%. GENNAIO E FEBBRAIO MESI DI PICCO PRENOTAZIONI Gennaio e febbraio sono tradizionalmente i mesi di picco per le prenotazioni delle vacanze. "Molte agenzie di viaggio e tour operator hanno dovuto cancellare viaggi già prenotati verso o attraverso Paesi del Medio Oriente", spiega Höppner. PREVISTO AUMENTO DEI PREZZI La percentuale di agenzie e tour operator che si aspettano un aumento dei prezzi dei servizi di viaggio nei prossimi mesi è aumentata a marzo. Una delle ragioni è l'incremento dei costi del carburante nelle ultime settimane, che potrebbe rendere più costosi i voli di andata e ritorno. "Un aumento dell'inflazione è destinato a pesare sui budget di viaggio di molti vacanzieri nel corso dell'anno", conclude Höppner. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ITALIA: a febbraio +0,1% m/m produzione industriale, +0,5% su anno
10/04/2026 15:01
TOP NEWS ITALIA: a febbraio +0,1% m/m produzione industriale, +0,5% su anno
ROMA (MF-NW)--A febbraio l'indice destagionalizzato della produzione industriale registra un modesto aumento congiunturale, mentre risulta negativo l'andamento congiunturale complessivo nella media del periodo dicembre-febbraio. Su base annua, dopo la flessione di gennaio, l'indice generale, al netto degli effetti di calendario, torna a crescere. Lo comunica l'Istat. +0,1% M/M PRODUZIONE INDUSTRIA A FEBBRAIO, +0,5% SU ANNO A febbraio l'indice destagionalizzato della produzione industriale aumenta dello 0,1% rispetto a gennaio mentre al netto degli effetti di calendario dello 0,5% in termini tendenziali (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20, come a febbraio 2025). Nella media del trimestre dicembre-febbraio il livello della produzione diminuisce dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. L'indice destagionalizzato aumenta su base mensile per i beni strumentali (+1,1%) e i beni intermedi (+0,2%); mentre si osservano flessioni per i beni di consumo (-0,4%) e l'energia (-4,8%). Su base annua crescono in misura più marcata i beni strumentali (+4,4%) e con minore intensità i beni intermedi (+0,1%); variazioni negative registrano invece, i beni di consumo e l'energia (-2,1% per entrambi i raggruppamenti). AUMENTI PIU' ALTI PER MEZZI TRASPORTO, ELETTRONICA E MACCHINARI I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più elevati sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+10%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+7,8%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+5,2%). Le flessioni più ampie si rilevano nella fabbricazione di prodotti chimici (-6,8%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%) e nelle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchinari ed apparecchiature (-5,8%). CONFCOMMERCIO, PRODUZIONE TORNA POSITIVA, MOLTO BENE TURISMO "Il dato di febbraio sulla produzione industriale, tornata in positivo sia in termini mensili sia su base annua, si inserisce in un contesto in cui l'economia italiana, seppure non con particolare vivacità e con differenze marcate tra i settori produttivi, mostrava, almeno fino all'inizio dell'ennesimo conflitto,segnali di miglioramento", sostiene l'ufficio studi di Confcommercio, aggiungendo che "l'attività industriale si conferma, al netto delle variazioni registrate nei singoli mesi, sostanzialmente ferma dalla metà del 2024 con marginali tendenze al rialzo che hanno permesso, negli ultimi periodi, di registrare, nel confronto annuo, più variazioni positive che negative. Gli stessi dati evidenziano che, ad oggi, l'attività dell'industria è ancora decisamente inferiore ai livelli toccati nello scorso decennio. Ben diversa è la situazione nel terziario di mercato, all'interno del quale il turismo continua a rappresentare uno dei principali driver della tenuta e della crescita dell'economia italiana. Anche a febbraio le presenze, sostenute dal contemporaneo svolgimento delle Olimpiadi invernali, hanno segnalato un ulteriore forte incremento, pari a +17% rispetto allo stesso mese del 2025 (già anno record). Il primo bimestre dell'anno in corso fa segnare una crescita complessiva delle presenze di quasi il 26% rispetto al 2019. Da dicembre 2025, poi, anche la componente italiana è in forte sviluppo". UNC, PAESE FERMO, A FEBBRAIO RIALZO MISERO "Il Paese è fermo. Il fatto che la produzione non sia scesa come a gennaio è una magra consolazione, considerato il misero rialzo congiunturale dello 0,1% a fronte di un calo 6 volte maggiore nel solo mese di gennaio, -0,6% e dello 0,5% a dicembre", afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "A questo si deve aggiungere che i rincari dei carburanti e quelli delle bollette di luce e gas che stanno per arrivare, rischiano di dare il colpo di grazia alle nostre industrie. Purtroppo, fino a che il Governo non abbasserà le imposte sull'energia, come fece Draghi, azzerando gli oneri di sistema e riducendo l'Iva sul gas al 5%, le nostre imprese saranno sempre meno competitive rispetto a quelle del resto d'Europa, avendo un fardello che grava sui loro costi", conclude. rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)