Bcc: dell'Erba (Federcasse), significativo sostegno a economia reale
17/07/2026 19:24
Bcc: dell'Erba (Federcasse), significativo sostegno a economia reale
ROMA (MF-NW)--"Oggi il Credito Cooperativo italiano è costituito da 215 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, con 4.101 sportelli presenti su tutto il territorio nazionale. Le BCC rappresentano l'unica presenza bancaria in 808 Comuni italiani e servono oltre 1,5 milioni di soci, grazie all'impegno di oltre 36.000 collaboratori dell'intero sistema. Particolarmente significativo il sostegno all'economia reale: le Bcc detengono il 26,5% dei finanziamenti all'agricoltura, il 25,4% di quelli destinati al turismo, il 23,1% del credito alle imprese artigiane e il 15,5% dei finanziamenti al Terzo Settore". Lo ha detto Augusto dell'Erba, presidente di Federcasse, nel corso dell'assemblea della Federazione tracciando un primo bilancio a dieci anni dalla Riforma del Credito Cooperativo che - nell'aprile 2016 - al termine di un'intensa interlocuzione con le Autorità, venne definitivamente approvata dal Parlamento. Per il sostengo all'economia, "tra il 2016 e il 2025, lo stock degli impieghi lordi erogati dalle Bcc è passato da circa 133 miliardi a oltre 145 miliardi di euro, con una crescita del 9%. Si tratta di una dinamica particolarmente significativa, se letta alla luce delle condizioni macroeconomiche del periodo". Per le imprese, "la capacità di sostegno all'economia reale da parte delle BCC si è riflessa anche nel rafforzamento delle quote di mercato nel credito, che risultano particolarmente elevate nei comparti dell'agricoltura, del turismo, delle costruzioni e delle attività immobiliari, della manifattura e dell'artigianato, con valori ancora più alti in alcune aree del Paese, in particolare nel Nord-Est", ha continuato. Per le famiglie, invece, "i finanziamenti hanno fatto registrare un ritmo di crescita pari a quasi il doppio di quello rilevato mediamente nell'industria bancaria. Si tratta in larga parte di mutui, soprattutto finalizzati all'acquisto della prima casa, che confermano la forte focalizzazione del Credito Cooperativo sui bisogni primari delle famiglie e, in particolare, sui percorsi di stabilità abitativa", ha concluso. pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: per la Bce non è il momento di andare in vacanza (Ing)
17/07/2026 19:10
MARKET DRIVER: per la Bce non è il momento di andare in vacanza (Ing)
MILANO (MF-NW)--"Fino all'inizio della scorsa settimana, avremmo sostenuto che il calo dei prezzi dell'energia escludeva completamente l'opzione di un rialzo dei tassi nella riunione di luglio della Bce", commenta Carsten Brzeski, Global Head of Macro di Ing. Tuttavia, "alcuni membri potrebbero essere tentati di sfruttare la recente ripresa dei prezzi dell'energia come pretesto per accelerare i tempi, potenzialmente già la prossima settimana", dichiara Brzeski. Secondo l'esperto, sebbene la Bce non sia solita sorprendere i mercati, "un rialzo dei tassi la prossima settimana permetterebbe semplicemente di raggiungere l'obiettivo". Inoltre, per i membri più favorevoli a una politica restrittiva, "rimane il rischio che un eventuale calo dei prezzi del petrolio prima della riunione di settembre possa ridurre meccanicamente le previsioni di inflazione, eliminando la giustificazione per un secondo rialzo dei tassi", prosegue Brzeski. Ing vede una piccola possibilità che la Bce aumenti i tassi la prossima settimana. "Lo scenario più realistico, tuttavia, è un rialzo nella riunione di settembre", osserva l'esperto. In ogni caso, invece di una tregua estiva, "la riunione della prossima settimana promette un ultimo scontro tra falchi e colombe prima di infilare le infradito e piantare l'ombrellone, prosegue. Magari qualcuno avrà la valigia già pronta, ma per la Bce la pausa al mare dovrà aspettare", conclude Brzeski. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
17/07/2026 18:44
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in territorio negativo a metà seduta, mentre prosegue il sell-off sui titoli legati ai semiconduttori. Nel dettaglio, il Dow Jones perde lo 0,31%, l'S&P 500 lo 0,69% e il Nasdaq Composite l'1,12%. Sui mercati pesa anche il rialzo dei prezzi del petrolio (Brent +3,7%) dovuto ai nuovi attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran. "La settimana sta per concludersi nello stesso modo in cui è iniziata, ovvero con vendite sul settore dei semiconduttori a livello globale che ha penalizzato soprattutto le borse asiatiche (Corea del Sud, Giappone e Taiwan) insieme al Nasdaq", commentano gli strategist di Mps. In questo contesto, l'Etf iShares Semiconductor, tra i principali indici del settore, perde lo 0,6%. Scendono anche Intel (-1,4%) e Nvidia (-1,1%). Il calo del titolo Nvidia ha fatto perdere alla società, poco dopo l'apertura dei mercati, il primato di azienda con la maggiore capitalizzazione al mondo. Apple ha infatti superato temporaneamente Nvidia per market cap, prima di tornare nuovamente al secondo posto. "La motivazione alla base delle vendite dei semiconduttori, dopo il forte rally dei primi sei mesi dell'anno, resta sempre la stessa: i timori che gli ingenti piani di capex possano portare ad una compressione dei margini a fronte di ritorni nel medio termine incerti", proseguono gli esperti. Secondo Mps, "l'attuale movimento rappresenta un calo fisiologico, all'interno di una tendenza ancora positiva nel medio termine, esacerbato molto probabilmente da un posizionamento estremo sul settore tech da parte degli investitori". Sul fronte della politica monetaria, "la struttura decisionale della Federal Reserve continuerà a limitare la capacità di Kevin Warsh di modificare in modo significativo la conduzione della politica monetaria", commenta Afonso Borges, Fixed Income Research di Julius Baer. Con un sostegno limitato all'interno del Comitato sia per una marcata riduzione della trasparenza sia per un bilancio strutturalmente più contenuto, "ci aspettiamo che una Fed guidata da Warsh rappresenti un'evoluzione della Fed di Powell, piuttosto che una rivoluzione", prosegue l'esperto. I mercati continuano a prezzare una probabilità eccessivamente elevata di una nuova stretta monetaria. Per questa ragione, conclude Borges, "manteniamo una posizione di sovrappeso sulla duration nei portafogli obbligazionari denominati in dollari". Lato macro, i prezzi delle importazioni sono saliti a giugno, mentre quelli dei beni provenienti dalla Cina hanno registrato il maggiore rialzo mensile da oltre 18 anni, secondo quanto riportato dal Bureau of Labor Statistics (Bls). Nel dettaglio, i prezzi all'importazione sono cresciuti dello 0,3% su base mensile, contro un calo dello 0,8% atteso dagli economisti. Su base annua, l'aumento è stato del 7,7%, il più elevato dall'agosto 2022. La flessione dei prezzi dell'energia è stata infatti più che compensata dai rincari registrati negli altri comparti. La produzione industriale è salita dello 0,1% su base mensile a giugno, dopo un rialzo analogo nel mese precedente. Il dato è risultato leggermente inferiore alle attese degli economisti, che prevedevano un incremento dello 0,2%. I nuovi cantieri residenziali sono aumentati del 19% a giugno rispetto al mese precedente, raggiungendo un ritmo annuo destagionalizzato di 1,427 milioni di unità. Il dato ha superato le attese degli analisti, che indicavano un ritmo di 1,310 milioni, dopo il rallentamento registrato a maggio a 1,199 milioni. Inoltre, i permessi edilizi hanno invece registrato una flessione del 3% a giugno, attestandosi a un ritmo annuo di 1,367 milioni di unità, al di sotto delle previsioni di 1,403 milioni e in calo rispetto ai 1,410 milioni di maggio. È diminuito anche il numero di abitazioni già autorizzate ma non ancora avviate, un segnale che riduce le prospettive di un incremento dei nuovi cantieri nel prossimo mese. Sul fronte societario: - Netflix scivola del 7,1% a metà seduta. La società ha archiviato il secondo trimestre con ricavi in crescita del 13% a 12,56 miliardi di dollari, mancando la previsione di 12,59 miliardi degli analisti. Il colosso dello streaming ha inoltre annunciato che ridurrà la frequenza di pubblicazione dei report What We Watched, che forniscono agli investitori dati sul coinvolgimento degli utenti nella piattaforma. - Alphabet cala del 2,3% dopo che Bloomberg ha riportato che Google sarebbe in ritardo di diversi mesi nello sviluppo del suo nuovo modello di intelligenza artificiale Gemini. Nella seduta precedente, il titolo aveva già perso quasi il 4,5%. - Space X perde il 5,5%, mentre il titolo scende sotto il prezzo Ipo a 124,5 dollari per azione. Pesa l'annullamento del lancio di un razzo starship previsto per ieri pomeriggio: era stato trovato un guasto al motore. - Verizon Communications guadagna lo 0,1% dopo aver annunciato la vendita di 274 negozi al dettaglio di proprietà e il taglio di circa 500 posti di lavoro a livello aziendale. - Intuitive Surgical crolla del 12,7% dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre. L'azienda, produttrice dei sistemi robotici chirurgici da Vinci, ha registrato un utile rettificato di 2,80 dollari per azione su ricavi di 2,89 miliardi di dollari, superando le attese degli analisti (2,50 dollari per azione e 2,82 miliardi di ricavi). Tuttavia, la società non ha alzato le stime per il resto dell'anno, limitandosi a confermare una crescita di circa il 14% del numero di interventi eseguiti con il sistema robotico da Vinci. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)