WALL STREET: commento di chiusura
26/03/2026 21:14
WALL STREET: commento di chiusura
MILANO (MF-NW)--Le borse Usa hanno chiuso in forte calo e il petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile, in un contesto in cui gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra in Iran mostrano pochi segnali di progresso concreto. Il Nasdaq Composite è caduto del 2,38%, avviandosi verso la chiusura in quello che gli analisti tecnici chiamano territorio di correzione, cioè un rintracciamento che supera il 10% dai massimi di sempre. Il Dow Jones Industrial Average è sceso di quasi 500 punti, perdendo l'1,01%, e l'S&P 500 ha ceduto l'1,74%. Il presidente Donald Trump ha dichiarato durante una riunione di gabinetto che si sarebbe aspettato un aumento ancora maggiore dei prezzi di petrolio e gas a causa del conflitto in Iran, affermando che le quotazioni dell'energia "non sono salite quanto pensavo". Trump ha aggiunto di ritenere probabile un ulteriore rialzo delle quotazioni. "Forse saliranno ancora un po'. Poi tornerà tutto a scendere", ha concluso. Uno dei nodi principali è che sia l'Iran sia gli Usa stanno avanzando richieste massimaliste che vanno ben oltre le proposte sul tavolo prima dello scoppio del conflitto, alimentando tra gli investitori il timore che le ostilità possano protrarsi. I future sul Brent sono tornati a salire dopo essere scesi mercoledì fino a 93,45 dollari al barile, complice un ottimismo poi ridimensionato su un possibile cessate il fuoco. Il contratto Brent più scambiato ha chiuso giovedì a 101,31 dollari al barile, in rialzo del 4,2%. I rendimenti dei titoli di Stato globali hanno ripreso a salire, con gli investitori sempre più preoccupati che i tassi d'interesse possano restare elevati più a lungo. Il rendimento del Treasury decennale statunitense è salito al 4,427% (+9,1 punti base). Il dollaro si è rafforzato mentre l'oro è sceso di oltre il 3%. In questo contesto, l'Ocse ha lanciato un avvertimento sulle prospettive dell'economia globale, segnalando il rischio di un forte rallentamento della crescita e di un aumento dell'inflazione nel caso in cui una crisi energetica si aggravasse e si prolungasse a causa del conflitto. I dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione indicano che, sebbene il mercato del lavoro statunitense stia rallentando, le aziende stanno per ora evitando licenziamenti su larga scala. lvr (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)