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MARKET DRIVER: Azimut, MB conferma outperform
22/09/2026 17:05
MARKET DRIVER: Azimut, MB conferma outperform
MILANO (MF-NW)--Mediobanca Research conferma il rating outperform su Azimut dopo che il gruppo ha acquisito il restante 49% di Kennedy Capital Management, raggiungendo la proprietà totale della boutique specializzata in titoli statunitensi a piccola e media capitalizzazione. L'operazione, segnalano gli analisti, segue un progressivo incremento della partecipazione azionaria: Azimut ha acquisito una quota iniziale del 35% in Kcm nel novembre 2022, ha portato la propria partecipazione alla maggioranza del 51% nel febbraio 2025 e ora si appresta ad acquisirne la proprietà totale. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO ENERGY: Italia, produzione nazionale gas pari solo a 5% approvvigionamento totale
22/09/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: Italia, produzione nazionale gas pari solo a 5% approvvigionamento totale
MILANO (MF-NW)--Oggi la produzione nazionale di gas rappresenta solo il 5% dell'approvvigionamento totale, mentre nel 1998 circa un terzo della domanda di gas italiana era soddisfatta con l'estrazione domestica. Marta Bucci, Direttore Generale di Proxigas, nel corso dell'audizione presso l'VIII Commissione del Senato della Repubblica nell'ambito dell'esame del disegno di legge 2029, di conversione del decreto-legge 157/2026 in materia di prezzi dei carburanti e attività energetiche strategiche, ha evidenziato che "l'Europa è il continente che più dipende dalle importazioni di gas, circa il 90%. Di fatto abbiamo rinunciato a sviluppare produzione domestica pensando di poter facilmente fare a meno del gas. Invece i consumi in questi anni sono tornati a crescere, nonostante le tensioni di prezzo rilevate sui mercati, dimostrando quanto sia difficile sostituire il gas, sia negli usi finali, nel residenziale e nell'industria, sia nella generazione elettrica". Sia in Europa che in Italia i consumi di gas, in questi ultimi anni, sono cresciuti soprattutto per l'incremento della generazione termoelettrica che ha dovuto bilanciare la variabilità e l'intermittenza delle Fer elettriche e far fronte alla crescita dei fabbisogni per raffrescamento. In prospettiva, con lo sviluppo dei data center tale andamento potrebbe incrementare ulteriormente. Per gli usi finali è consapevolezza diffusa che molti settori dell'industria hard to abate siano difficili da elettrificare, ma anche guardando agli usi residenziali nel nostro Paese le prospettive di elettrificazione sono molto contenute per vincoli tecnici, architettonici, sociali ed economici. Infatti, su circa 16 milioni di abitazioni in classi energetiche F-G, l'installazione delle pompe di calore sarebbe tecnicamente fattibile in meno di 6 milioni, che si riducono a meno di 2 milioni se si considerano i limiti economici legati al reddito. Va anche considerato che le pompe di calore, che assorbono elettricità soprattutto nei mesi invernali e alla sera, possono essere alimentate solo in parte (tra il 28% e il 35%) da energia elettrica prodotta da Fer richiedendo, per la restante quota, energia elettrica prodotta con il gas. Il gas, inoltre, svolge un ruolo rilevante anche nell'alimentazione degli impianti di teleriscaldamento, coprendo circa il 70% del fabbisogno energetico. Cifre che salgono se si considera la cogenerazione che in Italia è alimentata per l'81% da gas naturale. A fronte di una domanda molto resiliente, la produzione nazionale di gas naturale ha subito una rilevante contrazione passando da circa 20 miliardi/mc anno nel 1994 a meno di 3 miliardi/mc anno nel 2024, con un lieve aumento nel 2025 (3,4 mld/mc, +16,6%). Nel 1998 un terzo della domanda di gas italiana era soddisfatto con la produzione nazionale. Oggi il Gnl soddisfa il 30% del fabbisogno nazionale e quasi la metà arriva agli Stati Uniti. In questo contesto, anche tenuto conto delle tensioni geopolitiche, diventa strategico valorizzare la produzione nazionale di gas al fine di promuovere la sicurezza e l'indipendenza degli approvvigionamenti, la sostenibilità economica delle forniture per imprese e famiglie. Inoltre, sviluppare la produzione nazionale aiuterebbe anche a ridurre l'impatto ambientale limitando l'importazione di GNL dall'estero. "Le grandi potenze economiche con cui ci confrontiamo producono tutte una parte consistente del gas che consumano: la Cina più del 60%, gli Usa, invece, sono i maggiori esportatori. Dobbiamo anche noi rilanciare la nostra produzione interna. Avremmo ancora a lungo bisogno di gas", ha concluso Marta Bucci. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Pil: Confindustria rivede al rialzo stime 2026, atteso +0,8% ma frenata a fine anno
22/09/2026 16:42
Pil: Confindustria rivede al rialzo stime 2026, atteso +0,8% ma frenata a fine anno
ROMA (MF-NW)--Confindustria rivede al rialzo le previsioni sulla crescita del Pil nel 2026 dal +0,5% stimato ad aprile a +0,8%, grazie ai primi due trimestri positivi. I motivi di questo miglioramento sono vari: l'inatteso calo della domanda mondiale di petrolio (specie in Cina e Giappone), che ha allungato i tempi della scarsità; il minor trasferimento dei rincari sui beni non energetici; il traino del Pnrr giunto alle sue battute conclusive. Queste le previsioni della Congiuntura flash del Centro studi di Confindustria, che prevede tuttavia una frenata ella crescita a causa del persistere della quasi completa chiusura dello stretto di Hormuz che tiene alto il prezzo del petrolio e quello del gas, ai livelli più alti da fine 2022 (ma molto più bassi della media del 2022). L'inflazione è in aumento e le banche centrali stanno alzando i tassi d'interesse per marginarla. Questo rallenterà consumi e investimenti, anche in Italia. Inoltre, nel 3* trimestre finisce la spinta del Pnrr. Per quanto riguarda l'inflazione, continua Confindustria, ad agosto ha toccato il massimo dell'anno (+3,3% su base annua, rispetto al +1,0% registrato a inizio 2026), spinta al rialzo dai prezzi degli energetici al consumo (soprattutto i carburanti), che viaggiano al +17,1% (in forte risalita dal -6,2% precedente). L'industria tiene, con la produzione industriale che è aumentata a luglio(+0,7%), trainata dai beni di consumo (+2,1%), mentre nel 2* trimestre gli investimenti sono cresciuti ancora (+0,3%), sostenuti dal Pnrr. Le indicazioni restano positive per il 3* trimestre (ad agosto è migliorata la fiducia delle imprese di beni strumentali e di costruzioni), ma la conclusione del Pnrr peserà nell'ultimo trimestre dell'anno. Sul fronte del lavoro, continua Confindustria, negli ultimi mesi la crescita dell'occupazione si è arrestata: da aprile il numero degli occupati è rimasto pressoché invariato (+7 mila fino a luglio), mentre è aumentato il numero delle persone in cerca di lavoro (+72 mila). Se nei prossimi mesi l'occupazione dovesse rimanere ancora stabile, questa dinamica potrebbe tradursi in un incremento significativo del tasso di disoccupazione. L'export, infine, resta in espansione: a luglio le vendite all'estero sono cresciute del +1,4% rispetto alla media del 2* trimestre (a prezzi correnti). liv MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: De Nora, B.Akros conferma neutral
22/09/2026 16:30
MARKET DRIVER: De Nora, B.Akros conferma neutral
MILANO (MF-NW)--Banca Akros conferma la raccomandazione neutral, con tp di 8,50 euro dopo che il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha rivisto l'importo totale del finanziamento pubblico concesso per lo sviluppo del progetto della Gigafactory italiana portandolo a 50,3 milioni di euro, a copertura del 100% dei costi ammissibili del progetto. Il nuovo pacchetto di finanziamenti è composto da 32,2 mln di euro provenienti dalle risorse del Pnrr e da 18,1 mln di euro dal Fondo Ipcei. "A prima vista" commentano gli analisti "la revisione implica una riduzione del sostegno pubblico rispetto al quadro precedente (circa 63 mln di euro)". Tuttavia, ricordano che già nel marzo 2025 De Nora aveva deciso di riesaminare le ipotesi economico-finanziarie del progetto, alla luce dello sviluppo del mercato dell'idrogeno verde più lento del previsto. Di conseguenza, sebbene l'importo nominale degli incentivi sia stato ridotto, il nuovo contributo di 50,3 mln di euro garantisce la copertura del 100% dei costi ammissibili del progetto, a fronte del circa 70% previsto dal piano precedente. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Petrolio Usa: in calo dell'1,52% a 90,97 usd
22/09/2026 16:28