TOP NEWS ITALIA: Istat; +13,8% a/a prezzi produzione industria a settembre, pesa caro energia
28/10/2026 13:56
TOP NEWS ITALIA: Istat; +13,8% a/a prezzi produzione industria a settembre, pesa caro energia
ROMA (MF-NW)--A settembre 2026 i prezzi alla produzione dell'industria continuano ad aumentare su base mensile e ad accelerare su base annua, a causa principalmente dei forti rialzi dei prezzi della componente energetica; al netto di tale componente, la crescita dei prezzi è molto più contenuta in termini sia congiunturali sia tendenziali. Per le costruzioni, i prezzi sono pressoché stazionari su base mensile per edifici, mentre aumentano per strade, per effetto soprattutto dei rialzi dei costi di alcuni materiali e dei carburanti; su base annua, la crescita dei prezzi per edifici rallenta lievemente, quella per strade continua ad accelerare. E' questa la fotografia scattata dall'Istat che spiega come ad agosto 2026, si registra su base mensile una dinamica negativa degli indici del fatturato dell'industria in senso stretto sia in valore sia in volume che interessa sia la componente interna che quella estera. Nei servizi si registra una crescita del fatturato in valore a cui si contrappone una contrazione in volume. +2,9% M/M PREZZI ALLA PRODUZIONE SETTEMBRE, +13,8% A/A A settembre 2026, i prezzi alla produzione dell'industria crescono del 2,9% su base mensile e del 13,8% su base annua (da +10,9% di agosto). Lo rileva l'Istat spiegando che a settembre i prezzi alla produzione dell'industria continuano ad aumentare su base mensile e ad accelerare la propria crescita su base annua, a causa principalmente dei forti rialzi dei prezzi della componente energetica; al netto di tale componente, la crescita dei prezzi è molto più contenuta in termini sia congiunturali sia tendenziali. PREZZI SUL MERCATO INTERNO ACCELERANO, +17,4% IN UN ANNO Sul mercato interno i prezzi aumentano del 3,6% rispetto ad agosto e accelerano ulteriormente la propria crescita su base annua (+17,4%, da +13,5% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, invece, i prezzi registrano un lieve aumento congiunturale (+0,3%) e una crescita tendenziale molto meno sostenuta (+3,5% dal +3,3% ad agosto). Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,5% su base mensile (+0,3% area euro, +0,7% area non euro) e del 4,2% su base annua (+4,1% area euro, +4,5% area non euro). Nel 3* trimestre 2026, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell'industria crescono del 4,8% (+6,2% sul mercato interno, +1,1% sul mercato estero). RINCARI FINO A +91,1% A/A SU MERCATO INTERNO PER IL MANIFATTURIERO A settembre 2026, fra le attività manifatturiere, gli incrementi tendenziali maggiori riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+91,1% mercato interno, +17,8% area euro, +66,9% area non euro), prodotti chimici (+11,4% mercato interno, +7,1% area euro, +7,5% area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,6% mercato interno, +8% area euro) e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+8,1% area non euro). Sul mercato interno, la crescita tendenziale dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas è in ulteriore e decisa accelerazione (+35,9%, da +26,3% di agosto). PREZZI PER COSTRUZIONI STAZIONARI PER EDIFICI, IN CRESCITA PER STRADE Per le costruzioni, i prezzi sono pressoché stazionari su base mensile per edifici, mentre aumentano per strade, per effetto soprattutto dei rialzi dei costi di alcuni materiali e dei carburanti; su base annua, la crescita dei prezzi per edifici rallenta lievemente, quella per strade continua ad accelerare. A settembre 2026, i prezzi alla produzione delle costruzioni per edifici residenziali e non residenziali diminuiscono dello 0,1% su base mensile mentre crescono del 3,2% su base annua (da +3,3% di agosto); quelli di Strade e ferrovie aumentano dello 0,6% in termini congiunturali e del 6,6% in termini tendenziali (era +6% ad agosto). Nel 3* trimestre 2026, rispetto al precedente, i prezzi di Edifici residenziali e non residenziali crescono dello 0,7%, quelli di Strade e ferrovie dell'1,5%. -0,9% M/M FATTURATO INDUSTRIA AD AGOSTO, +4,2% A/A Ad agosto 2026, il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, è diminuito su base mensile dello 0,9% in valore e del 3,5% in volume, con flessioni dello 0,9% in valore sul mercato interno (-3,9% in volume) e dell'1% su quello estero (-2,7% in volume). Su base annua, invece, il fatturato dell'industria, corretto per gli effetti di calendario, registra un aumento in valore (+4,2%) ed un calo in volume (-2,9%), sintesi di una crescita del 3,1% in valore e di una flessione del 5,5% in volume sul mercato interno e di un incremento del 6,5% in valore e dell'1,7% in volume su quello estero. BENE FATTURATO SOLO PER INDUSTRIE ENERGETICHE Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano ad agosto un marcato aumento congiunturale per la sola energia (+12%), mentre si osservano una diminuzione su base mensile per i beni di consumo (-2,5%) e per i beni intermedi (-3,3%) e una sostanziale stabilità per i beni strumentali (+0,1%). Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore registrano, su base annua, un marcato aumento per l'energia (+36,7%) ed una crescita più contenuta per i beni strumentali (+5,9%) e per i beni intermedi (+1,9%), mentre si rileva una diminuzione per i beni di consumo (-3,5%). UNC: ALLARME INFLAZIONE, GOVERNO RIDUCA PREZZI BOLLETTE LUCE E GAS "Prosegue l'escalation dei prezzi alla produzione, che a settembre proseguono il loro volo, decollando del 2,9% su base mensile e del 13,8% su base annua. Rincari che saranno traslati sui consumatori finali e determineranno un'inflazione sempre più devastante per le tasche delle famiglie". Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando il dato Istat sui prezzi alla produzione dell'industria di settembre. "L'ennesima prova di un autunno caldo sul fronte dei prezzi. In appena 3 mesi, da giugno a settembre, i prezzi alla produzione sono saliti del 7,8%. Un balzo a dir poco allarmante. Per questo il Governo, invece di buttare 2,3 miliardi dalla finestra per il bollo auto o peggio ancora estendere l'esenzione del bollo da 80 a 133 kW di potenza, dovrebbe concentrare i pochi soldi della manovra per abbassare i prezzi delle bollette di luce e gas delle famiglie e delle imprese", continua. DATI SUL FATTURATO INDUSTRIA INGANNEVOLI, PIÙ NEGATIVI CHE POSITIVI Secondo Dona, i dati Istat sul fatturato dell'industria sono "ingannevoli, anche se più negativi che positivi. Il crollo del fatturato su base mensile è ingannevole, dato che è tipico del mese di agosto, quando molte imprese chiudono per le ferie. Nulla, quindi, di allarmante. Per quanto riguarda, invece, il confronto su base annua, apparentemente esaltante, con il fatturato che decolla del 4,2% su agosto 2025, vale esattamente l'opposto: un dato preoccupante per quanto riguarda i beni di consumo che precipitano del 3,5%. A far salire del 4,2% il fatturato totale, poi, è solo l'energia, senza il quale il fatturato salirebbe solo dello zero virgola. Un boom, quindi, transitorio, indicatore dell'emergenza energetica in corso", conclude. pev eva.palumbo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)