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MARKET DRIVER: Infineon -1,2%, sotto indagine in Usa per violazione brevetto
12/10/2026 09:58
MARKET DRIVER: Infineon -1,2%, sotto indagine in Usa per violazione brevetto
MILANO (MF-NW)--Il titolo del produttore di semiconduttori tedesco Infineon tratta in calo dell'1,2% a Francoforte dopo la notizia che la Commissione per il Commercio Internazionale degli Stati Uniti ha avviato un'indagine nei confronti di alcune aziende per una potenziale violazione di brevetto riguardante sistemi di alimentazione verticale e prodotti informatici correlati. zag (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: Bond, Francia può contagiare gli altri Paesi vulnerabili (Generali Am)
12/10/2026 09:57
FOCUS: Bond, Francia può contagiare gli altri Paesi vulnerabili (Generali Am)
MILANO (MF-NW)--"In un contesto di tassi d'interesse globali persistentemente elevati e volatili, aggravato dall'aumento dei prezzi dell'energia, i mercati obbligazionari europei stanno entrando in una nuova fase di frammentazione", afferma Sebastiano Chiodino, Head of Liability Driven Investments presso Generali Asset Management. "I titoli di Stato continuano a essere sotto pressione a causa della diffusa instabilità politica, che rappresenta un rischio concreto per la disciplina fiscale in diversi Paesi". "Sebbene gli sviluppi politici futuri possano rivelarsi meno destabilizzanti di quanto i mercati attualmente temano, il recente allargamento degli spread sovrani è destinato con ogni probabilità a proseguire nei prossimi mesi e potrebbe intensificarsi con l'avvicinarsi di un fitto calendario politico", prosegue l'esperto. "Al momento, tuttavia", continua l'analista, "né i livelli assoluti degli spread né l'entità del contagio sembrano sufficienti a giustificare l'attivazione imminente degli strumenti di backstop disponibili. Potrebbe quindi essere necessario un ulteriore repricing dei mercati prima che un intervento delle autorità diventi probabile". "Sebbene la Francia e il mercato degli Oat siano al centro di questa nuova fonte di rischio sistemico, un ulteriore deterioramento potrebbe generare effetti di contagio verso altri Paesi vulnerabili, accentuando la differenziazione del rischio all'interno dell'area euro", dichiara Chiodino. "In questo contesto", prosegue l'esperto ,"i cambiamenti nelle correlazioni tra le diverse classi di attivo assumono un'importanza cruciale per gli investitori istituzionali di lungo periodo e meritano un'attenta valutazione. L'interazione tra rischio spread e rischio duration sarà un elemento centrale nella costruzione e nel ribilanciamento dei portafogli, sollevando una domanda fondamentale: dove possono trovare gli investitori un bene rifugio realmente affidabile?". Per l'analista, "il Bund tedesco potrebbe tornare a ricoprire il ruolo di asset privo di rischio di riferimento nell'area euro, ma la Germania non è immune alle incertezze politiche e deve affrontare profonde sfide strutturali per la propria economia". "Le fasi più recenti e acute della crisi francese potrebbero suggerire che i titoli tedeschi siano destinati a riassumere questo ruolo di bene rifugio. Tuttavia, la crisi energetica innescata dalla crisi iraniana, insieme alle conseguenti pressioni inflazionistiche, implica che non si possa escludere una persistente pressione al rialzo sui rendimenti tedeschi; pertanto, obiettivi particolarmente ambiziosi potrebbero non essere coerenti con le attuali incertezze geopolitiche", afferma Chiodino. "Come proteggere, dunque, un portafoglio in un contesto così complesso e imprevedibile? I tassi reali, tornati su livelli che non si vedevano dalla vigilia della crisi finanziaria globale, offrono interessanti opportunità d'investimento. Di conseguenza, in un mercato che continua a considerare l'inflazione come un fenomeno temporaneo, le coperture dall'inflazione dovrebbero essere attentamente valutate e adeguatamente integrate nei portafogli", afferma l'esperto. "Ma tassi reali così elevati e condizioni finanziarie progressivamente più restrittive rappresentano una minaccia per le obbligazioni societarie, altra componente fondamentale dei portafogli obbligazionari? Probabilmente sì". "Sebbene i fondamentali delle imprese rimangano solidi e il superciclo di investimenti legato all'intelligenza artificiale sia guidato da aziende con livelli di leva finanziaria moderati, considerare le obbligazioni corporate come il nuovo bene rifugio potrebbe essere un'ipotesi azzardata", continua l'analista. "Finora sono state una delle asset class più favorite dagli investitori, ma le dinamiche di mercato in evoluzione potrebbero incidere sulla loro performance futura. Oltre ai possibili rischi sul fronte dei fondamentali e a condizioni finanziarie meno favorevoli, le obbligazioni societarie non sono immuni da un eventuale ritorno delle tensioni sui Paesi periferici dell'Eurozona", afferma Chiodino. "Il deterioramento del profilo di rischio del debito sovrano francese potrebbe infatti favorire una significativa riallocazione degli OAT verso investitori domestici, replicando in parte il processo di rimpatrio dei Btp osservato durante la crisi del debito dell'area euro. I portafogli assicurativi sono tra i principali candidati ad assorbire una quota rilevante di questa offerta, con il rischio di sottrarre capitali al mercato primario del credito corporate e ridurre la partecipazione di uno dei suoi maggiori gruppi di investitori", prosegue l'esperto. "Alla luce di queste considerazioni, potrebbe essere opportuno avviare una graduale rotazione dal rischio di credito verso il rischio duration, privilegiando l'esposizione ai titoli sovrani core sulle scadenze intermedie. Non vi sono tuttavia ragioni per affrettarsi o lasciarsi prendere dal panico: i fondamentali societari restano solidi e la volatilità dei tassi d'interesse continua a creare opportunità d'investimento", conclude l'analista. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: bond, Francia sotto pressione e debito pubblico al centro dell'attenzione (Moneyfarm)
12/10/2026 09:48
FOCUS: bond, Francia sotto pressione e debito pubblico al centro dell'attenzione (Moneyfarm)
MILANO (MF-NW)--"I titoli di Stato europei sono tornati al centro dell'attenzione, in un contesto di rendimenti in aumento da circa un anno, ma con una decisa accelerazione negli ultimi tre mesi (vedi grafico sotto)", dichiara Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. "Alla base di questa dinamica ci sono criticità strutturali che accomunano molte economie occidentali: disavanzi pubblici elevati, crescita del rapporto debito/Pil e invecchiamento demografico. In un contesto politico sempre più polarizzato, molti governi faticano a trovare un equilibrio tra contenimento della spesa pubblica e aumento delle entrate fiscali, rendendo più complesso il percorso verso la sostenibilità dei conti pubblici", prosegue l'esperto. "Il rialzo del costo del debito interessa numerosi Paesi, ma nelle ultime settimane l'attenzione degli investitori si è concentrata soprattutto sulla Francia. Il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato francesi e tedeschi si è ampliato fino ad avvicinarsi ai livelli raggiunti durante la crisi dell'euro del 2012. Un segnale significativo è rappresentato anche dal fatto che il mercato richieda oggi un rendimento superiore per finanziare Parigi rispetto ad Atene", afferma l'analista. "Il confronto con la Grecia offre, tuttavia, una prospettiva interessante sull'evoluzione dei conti pubblici: nonostante un punto di partenza particolarmente critico, il Paese ha compiuto progressi significativi nella riduzione del debito in rapporto al Pil", continua Flax. "Le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale indicano una traiettoria discendente, in controtendenza rispetto a quella di diversi altri Paesi, nei quali il debito continua a crescere rispetto alla dimensione dell'economia. Le implicazioni di questo percorso per l'economia greca restano oggetto di dibattito, ma i risultati conseguiti rappresentano un elemento rilevante anche per gli investitori, mostrando come il miglioramento dei fondamentali fiscali possa contribuire a modificare la percezione del rischio sovrano". "Le tensioni sui conti pubblici francesi hanno avuto ripercussioni anche sui mercati azionari: dalle elezioni legislative del 2024, le azioni francesi hanno sottoperformato rispetto al resto d'Europa, riflettendo anche l'incertezza sul quadro politico e fiscale del Paese. Nelle prossime settimane, uno dei principali fattori da monitorare sarà la ripresa dei negoziati sul bilancio francese, attesi particolarmente complessi", afferma l'esperto. "Anche l'andamento dei prezzi del petrolio continuerà a influenzare il mercato obbligazionario: un miglioramento delle condizioni di offerta potrebbe contribuire ad attenuare le pressioni sui rendimenti europei. Sul fronte monetario, la BCE dispone di strumenti per intervenire a sostegno della stabilità del mercato obbligazionario qualora necessario, anche se, al momento, non riteniamo che si sia ancora raggiunto un livello di tensione tale da richiederne l'attivazione", dichiara l'analista. Secondo Flax, "in questo scenario, la diversificazione dei portafogli ha contribuito a contenere l'impatto della volatilità dei tassi d'interesse. Abbiamo mantenuto una duration contenuta sulla componente obbligazionaria, privilegiando le scadenze brevi, e stiamo valutando se il recente rialzo dei rendimenti stia creando opportunità per aumentare gradualmente l'esposizione alle obbligazioni a più lunga scadenza". "La volatilità sul mercato obbligazionario potrebbe proseguire ancora per qualche tempo, sostenuta dalle incertezze sui conti pubblici e dalle prospettive macroeconomiche. Allo stesso tempo, il livello più elevato dei rendimenti sta progressivamente migliorando le opportunità offerte dal comparto, rendendo importante valutare con attenzione il rapporto tra rendimento potenziale, rischio e orizzonte temporale degli investimenti", conclude l'esperto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Fed, politica restrittiva finché inflazione non rallenta (Payden & Rygel)
12/10/2026 09:46
MARKET DRIVER: Fed, politica restrittiva finché inflazione non rallenta (Payden & Rygel)
MILANO (MF-NW)--"I verbali della riunione di settembre del Federal Open Market Committee, pubblicati la scorsa settimana, evidenziano come molti membri abbiano considerato il rialzo dei tassi d'interesse una scelta prudente in un'ottica di gestione del rischio. Sebbene la media mobile a tre mesi dell'inflazione core Pce sia ormai su un ritmo coerente con l'obiettivo del 2% della Federal Reserve, il rischio inflazionistico resta ancora presente", afferma Economic Team di Payden & Rygel. "Il recente rallentamento, infatti, è stato favorito da due rilevazioni particolarmente contenute negli ultimi tre mesi, un risultato che potrebbe non ripetersi. Inoltre, le ragioni a sostegno di una politica monetaria restrittiva vanno oltre la gestione del rischio: alcuni membri della Fed temono che gli shock dal lato dell'offerta possano propagarsi all'economia, mentre altri ritengono che il tasso d'interesse neutrale sia più elevato, rendendo necessario mantenere i tassi su livelli restrittivi più a lungo. Un'ulteriore preoccupazione, condivisa anche dal governatore Christopher Waller, riguarda le aspettative d'inflazione. Dopo cinque anni e mezzo di inflazione superiore all'obiettivo, una nuova accelerazione potrebbe indurre famiglie e mercati a rivedere al rialzo le proprie aspettative sull'andamento futuro dei prezzi. L'esperienza invita alla cautela: nella seconda metà degli ultimi due anni l'inflazione core ha rallentato, per poi tornare ad accelerare nella prima metà dell'anno successivo. Attualmente si attesta ancora intorno al 3%. Dopo due false partenze nel percorso di disinflazione, la Fed sembra determinata ad evitare una terza delusione, mantenendo un approccio prudente per scongiurare una nuova ripresa delle pressioni sui prezzi. Ci aspettiamo pertanto altri tre rialzi dei tassi e il mantenimento di una politica monetaria restrittiva finché l'inflazione core su base annua non sarà scesa in misura significativa verso il target del 2%", concludono gli esperti. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Borsa Shenzhen: Composite chiude a -1,6% a 2.331,64 punti
12/10/2026 09:39