TOP NEWS ESTERO: ripresa economica tedesca necessita di sostegno a domanda interna (Scope Ratings)
24/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: ripresa economica tedesca necessita di sostegno a domanda interna (Scope Ratings)
MILANO (MF-NW)--L'escalation del conflitto in Medio Oriente ha accentuato le incertezze sulla ripresa economica della Germania. In questo contesto, diventa fondamentale accelerare le riforme strutturali per sostenere la crescita interna del Paese, osservano gli esperti di Scope Ratings. CRESCITA PIL ALL'1% IN 2026 CON CONFLITTO MO DI BREVE DURATA Gli effetti indiretti del conflitto, tra cui i vincoli all'offerta energetica e i prezzi elevati dell'energia, mettono a rischio le prospettive di crescita della Germania (Aaa/Stable). Sebbene solo il 6,1% delle importazioni di petrolio greggio nel 2025 provenga dal Medio Oriente, il Paese dipende dalle importazioni nette per il 67% del consumo totale di energia primaria ed è quindi vulnerabile agli shock dei prezzi. Inoltre, le politiche commerciali protezionistiche degli Stati Uniti e il crescente ruolo competitivo della Cina pesano sull'economia del Paese. L'economia tedesca è uscita solo recentemente da un periodo prolungato di stagnazione. "Se il conflitto in Medio Oriente dovesse essere di breve durata, ci si attende una crescita del Pil reale pari all'1% quest'anno e in media dell'1,2% negli anni successivi, sostenuta dal fondo di investimenti finanziato a debito del governo federale e dagli aumenti programmati della spesa per la difesa. L'impatto dello stimolo fiscale è stimato tra 0,5 e 0,6 punti percentuali di Pil nei prossimi anni, contribuendo a circa la metà della crescita complessiva, nonostante un certo grado di sotto-spesa rispetto ai livelli di bilancio previsti", riportano gli esperti. Insieme a consumi privati solidi e a una ripresa del settore delle costruzioni, la crescita tedesca dovrebbe essere trainata prevalentemente da fattori interni. EFFETTO SHOCK OFFERTA PIÙ CONTENUTO RISPETTO A 2022 Il contesto esterno rappresenta una sfida. Tuttavia, la posizione della Germania appare relativamente più solida rispetto ai partner europei. Il rischio principale deriva dagli effetti inflazionistici, che potrebbero colpire in modo significativo famiglie e industria. Rispetto al 2022, gli effetti diretti sul lato dell'offerta sono più contenuti. "Circa il 40% delle importazioni di gas della Germania proviene dalla Norvegia, quasi la metà da Paesi Bassi e Belgio, mentre poco più del 10% è costituito da importazioni dirette di Gnl. Sebbene gran parte delle importazioni da Paesi Bassi e Belgio sia costituita da riesportazioni, solo una piccola quota del gas belga proviene dal Qatar, mentre il resto è fornito da altri Paesi dell'UE, dal Regno Unito o dalla Norvegia, limitando l'impatto diretto di eventuali interruzioni nello Stretto di Hormuz", proseguono gli esperti. ELETTRICITÀ RINNOVABILE MIGLIORA MIX ENERGETICO I miglioramenti del mix energetico della Germania derivano dall'aumento della produzione di elettricità da fonti rinnovabili, salita al 57,2% nel 2023 dal 39,9% nel 2019. Tuttavia, "la quota di energie rinnovabili nel consumo finale è passata dal 17,3% nel 2019 al 21,5% nel 2023, rimanendo al di sotto della media Ue del 24,5%", riportano gli analisti. Se i prezzi energetici rimanessero elevati per un periodo prolungato, l'industria ad alta intensità energetica potrebbe subire nuove pressioni. "Gli effetti negativi sarebbero in parte attenuati dai sussidi attuali sui prezzi dell'elettricità, previsti fino al 2028, nonché da eventuali ulteriori misure governative", spiegano gli esperti. SPAZIO FISCALE TEDESCO RESTA SOLIDO "Lo spazio fiscale della Germania resta solido, con un rapporto debito/Pil del 62,8% a fine 2025, previsto in aumento al 71% entro il 2030 a causa di deficit medi pari al 3,8% del Pil", continuano gli analisti. Tuttavia, la competitività dell'industria tedesca potrebbe essere penalizzata da prezzi elevati, burocrazia e costo del lavoro. Questo fenomeno è particolarmente evidente rispetto agli Stati Uniti dove i prezzi del gas industriale nel 2024 (13,4 USD/KWh) erano inferiori persino a quelli di 20 anni prima (14,6 USD/KWh). In Germania, invece, i prezzi del gas industriale sono quadruplicati tra il 2000 e il 2024, raggiungendo 75,1 USD/KWh, una dinamica riscontrata anche per l'elettricità. CRUCIALE ATTUAZIONE TEMPESTIVA RIFORME In questo contesto, un'attuazione tempestiva delle riforme rafforzerebbe la resilienza della crescita della Germania, con effetti positivi sia sul potenziale di crescita e sia sullo spazio di manovra di bilancio nel lungo termine. "Il governo dovrebbe orientare il proprio fondo di investimento finanziato dal debito (500 miliardi di euro per le infrastrutture) verso investimenti che favoriscano la crescita. La mancanza di additionality of investments a causa di manovre di bilancio o l'attuazione molto lenta dei progetti di investimento rappresentano rischi chiave per le prospettive di crescita della Germania e per le finanze pubbliche", concludono gli esperti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: Oxford Economics vede Hormuz chiuso fino a maggio, due rialzi tassi Bce
24/03/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Oxford Economics vede Hormuz chiuso fino a maggio, due rialzi tassi Bce
MILANO (MF-NW)--Il nuovo scenario base di Oxford Economics presume che lo Stretto di Hormuz rimanga impraticabile fino a maggio, il che implica aspettative di inflazione più alta e crescita più bassa nell'Eurozona. Tuttavia, non è escluso che le previsioni possano subire revisioni significative nei prossimi mesi data l'incertezza sulla durata e sull'intensità del conflitto. NUOVE STIME VEDONO INFLAZIONE AL 2,9% IN 2026 "Prevediamo un'inflazione media del 2,9% quest'anno, quasi il doppio rispetto all'1,7% stimato a febbraio, trainata principalmente dall'aumento dei costi energetici", commenta il capo economista per l'Europa Ángel Talavera. "L'entità dell'aumento dei prezzi dell'energia implica anche effetti di trasmissione su alimentari e inflazione core". Inoltre, Oxford Economics si aspetta che l'economia dell'Eurozona cresca dello 0,8%, in calo rispetto all'1,1% stimato il mese scorso, con l'impatto iniziale derivante soprattutto da un colpo diretto ai consumatori attraverso una riduzione del reddito reale, mentre l'impatto sugli investimenti dovrebbe essere limitato. BCE ALZERÀ TASSI 2 VOLTE IN SECONDO SEMESTRE Con l'intensificarsi della crisi, più Paesi dell'Unione europea stanno annunciando pacchetti fiscali per compensarne gli effetti, ma non hanno la dimensione e la portata di quelli visti durante la crisi energetica del 2021-2022. Se venissero introdotti pacchetti più ampi, la politica fiscale diventerebbe un fattore più rilevante per le previsioni su inflazione e crescita, dato l'effetto compensativo che offre. "In questo nuovo scenario base, riteniamo che la Banca Centrale Europea aumenterà i tassi a giugno e luglio per mantenere sotto controllo le aspettative di inflazione e segnalare che non intende ripetere gli errori della crisi energetica del 2021-22", conclude Talavera. "Ci aspettiamo che la Bce annulli questi rialzi abbastanza rapidamente nel 2027, ma se la crisi dovesse prolungarsi, aumenteranno i rischi di tagli dei tassi più profondi per compensare l'impatto negativo sulla crescita". alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)