COMMENTO BOND: Canada ed Europa mete preferite, prudenza sul credito Usa (Schroders)
05/11/2026 17:46
COMMENTO BOND: Canada ed Europa mete preferite, prudenza sul credito Usa (Schroders)
MILANO (MF-NW)--"Nell'ultimo mese abbiamo assistito a movimenti significativi sui mercati dei titoli di Stato, al riaffiorare delle preoccupazioni sul debito sovrano della zona euro e a una certa volatilità sui titoli azionari del settore dei semiconduttori a livello globale. La situazione sul fronte politico e dei mercati rimane fluida", spiega James Bilson, Global Fixed Income Strategist presso Schroders. "Come di consueto, iniziamo con le probabilità dei nostri scenari, dove abbiamo confermato con maggior convinzione come scenario centrale quello "in surriscaldamento", mentre quello di "eccessivo surriscaldamento", che prevede tre o più ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed, rimane il principale rischio di coda. Abbiamo ridotto a zero la probabilità di un'assenza di rialzi ("al punto giusto") o di tagli ("troppo freddo"): alla luce delle nostre prospettive su crescita, inflazione e mercato del lavoro, dovrebbe verificarsi un cambiamento drastico affinché tali ipotetici scenari possano realizzarsi. Il mercato continua ad attribuire una probabilità molto più elevata al nostro scenario 'in surriscaldamento'", prosegue l'esperto. "In passato abbiamo scritto che un inasprimento monetario da parte della Fed è giustificato, ma si tratterà verosimilmente di un "ciclo di aggiustamento". L'inflazione rimane troppo elevata, e i recenti dati sul CPI lo hanno riconfermato, ma la portata del problema resta contenuta, con le misurazioni dell'inflazione di fondo che si attestano attorno al 2,2-3%", afferma l'analista. "Sebbene l'inflazione core sia destinata a rimanere vischiosa nei prossimi mesi, vi sono motivi per sperare che la prima metà del 2027 veda un miglioramento, a mano a mano che l'impatto dei dazi e delle altre pressioni temporanee andrà ad attenuarsi. Nel breve termine, la vischiosità dell'inflazione nei servizi spingerà la Fed a continuare con i rialzi dei tassi, ma un miglioramento delle prospettive verso il 2027 contribuirà a limitare la portata finale dell'intero ciclo", afferma Bilson. "Sul fronte della crescita, manteniamo una view costruttiva sugli Stati Uniti. I consumi si confermano solidi e i massicci investimenti nell'hardware tecnologico e nelle infrastrutture per l'AI rappresentano un volano significativo. Ci aspettiamo che le attuali turbolenze sui titoli azionari legati all'intelligenza artificiale siano solo una parentesi temporanea, mentre i piani di investimento restano robusti. Un indebolimento significativo rappresenterebbe un rischio per l'economia in generale, ma al momento rimane un rischio di coda piuttosto che il nostro scenario di base", dichiara l'esperto. "Rimaniamo pertanto neutrali sui titoli di Stato statunitensi. Un ciclo di rialzi da parte della Fed è già ampiamente prezzato dal mercato e i rendimenti dei Treasury a 10 anni saliti oltre il 5% offrono un rendimento interessante; tuttavia, mancano ancora i catalizzatori per una significativa sovraperformance, alla luce di una crescita solida, un'inflazione al di sopra del target e una Fed che ha appena iniziato la propria fase di stretta", spiega l'analista. "Le nostre destinazioni preferite rimangono il Canada e l'Europa", afferma Bilson. "In Canada, le condizioni interne si mantengono favorevoli: c'è un rischio maggiore che l'inflazione di fondo scenda al di sotto del target piuttosto che lo superi, mentre il mercato del lavoro ha evidenziato un indebolimento. La Bank of Canada ha assunto un tono più hawkish, ma ulteriori inasprimenti significativi sono già incorporati nei prezzi di mercato". "L'Eurozona si trova in una situazione differente. La Bce prosegue nel proprio ciclo di rialzi a causa dell'impatto degli elevati prezzi dell'energia sull'inflazione. Tuttavia, si registrano segnali di tensione sui mercati dei titoli di Stato e indicazioni più chiare del fatto che la stretta monetaria sta iniziando a produrre i suoi effetti. Ci aspettiamo almeno un ulteriore rialzo a dicembre, ma riteniamo improbabile che la Bce intervenga nella misura attualmente scontata dal mercato", spiega l'esperto. "A livello di asset allocation, passiamo a una posizione neutrale sul credito societario europeo, sia per le emissioni investment grade sia per quelle high yield. Abbiamo a lungo considerato i fondamentali solidi, ma le valutazioni care. Il recente allargamento degli spread creditizi ha reso il settore più interessante", afferma l'analista. "Manteniamo una posizione cauta sul credito statunitense, dove le valutazioni si sono adeguate in misura minore. Abbiamo anche rivisto al rialzo la view sulle obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti, e troviamo opportunità in Paesi come il Messico", prosegue Bilson. "Infine, abbiamo ridotto a neutrale la view sui titoli di Stato dell'Eurozona core ex-Germania, mentre prosegue l'incertezza politica in Francia, ma abbiamo un giudizio migliore sulla periferia, alla luce del recente repricing. Continuiamo a trovare opportunità su singoli Paesi: manteniamo un atteggiamento diffidente sul Belgio (che presenta fragilità fondamentali simili alla Francia ma resta più caro), mentre conserviamo un'impostazione più positiva sulla Grecia, in virtù del miglioramento della sua traiettoria fiscale. L'Ungheria si conferma tra le nostre preferenze principali, con i recenti annunci sul bilancio e sull'adozione dell'euro che rafforzano tale convinzione", conclude l'esperto. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)