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MARKET DRIVER: Cy4Gate +2,6%, Equita Sim conferma buy
11/03/2026 11:57
MARKET DRIVER: Cy4Gate +2,6%, Equita Sim conferma buy
MILANO (MF-NW)--Cy4Gate +2,59% a 7,92 euro. Equita Sim conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 8,6 euro sul titolo dopo l'annuncio di un nuovo contratto da circa 8 mln euro per il gruppo. "Notizia positiva: il contratto potrebbe valere circa il 2/3% della nostra stima di vendite 2026 (assumendo un andamento lineare sui 3 anni) aumentandone leggermente la visibilità", commentano gli analisti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Borsa Mumbai: Sensex chiude a -1,72% a 76.863,71 punti
11/03/2026 11:53
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MARKET DRIVER: Carel +5%, Ubs alza target price
11/03/2026 11:49
MARKET DRIVER: Carel +5%, Ubs alza target price
MILANO (MF-NW)--Ubs ha alzato da 26,3 a 28 euro il prezzo obiettivo su Carel (+4,95% a 23,3 euro), confermando la raccomandazione buy. I conti del quarto trimestre 2025 sono stati "superiori alle attese" e alla guidance, spiegano gli analisti, che notano come "il momentum del business resti forte". Le previsioni di Eps salgono del 4% per il 2026 e del 3% per il 2027 e il 2028. pl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO ENERGY: Italia non rischia petrolio, ma paga comunque la benzina (eToro)
11/03/2026 11:45
COMMENTO ENERGY: Italia non rischia petrolio, ma paga comunque la benzina (eToro)
MILANO (MF-NW)--Nel 2025, l'Italia ha importato circa 423 milioni di barili di greggio, pari a 57,1 milioni di tonnellate. "Di questi, solo una parte arriva da rotte che attraversano realmente lo Stretto di Hormuz. Le forniture coinvolte, infatti, sono essenzialmente due: Arabia Saudita e la quota di greggio iracheno proveniente dai terminali di Basrah nel Golfo Persico. In totale parliamo di circa 39,8 milioni di barili", commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro. In questo contesto, il petrolio che arriva in Italia passando da Hormuz rappresenta circa il 10% delle importazioni, mentre il restante 90% arriva da Libia, Azerbaigian, Kazakistan, Stati Uniti, Norvegia e Brasile. Il Medio Oriente pesa poco più dell'11% del nostro mix energetico e solo una parte di questa quota passa realmente dallo Stretto. "Questo significa che uno shock logistico su Hormuz non si tradurrebbe automaticamente in una crisi di approvvigionamento per l'Italia. Anche perché esiste un secondo livello di protezione, meno visibile ma decisivo: le scorte", prosegue l'esperto. Secondo i dati del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, le giacenze di greggio italiane oscillano stabilmente tra 2,5 e 3,15 milioni di tonnellate. Con un consumo medio giornaliero di circa 156 mila tonnellate, questo garantisce un'autonomia media di circa 18 giorni anche senza nuove importazioni. "Eppure, i consumatori stanno comunque pagando il conto di questa tensione geopolitica. Non sotto forma di carenza fisica, ma sotto forma di prezzi più alti alla pompa", dichiara Debach. Qui entrano in gioco tre meccanismi economici. In primo luogo, la fungibilità della materia prima: anche se l'Italia non compra da Hormuz, il petrolio è una commodity globale. "Se il 20% del greggio mondiale sparisse, l'Asia inizierebbe a competere ferocemente con l'Europa per accaparrarsi i barili libici o norvegesi, facendone schizzare il prezzo per tutti. Non è un problema di navi che non arrivano, ma di un'asta globale che rischia di diventare improvvisamente più costosa", continua l'esperto. In secondo luogo, "i distributori non fissano il prezzo in base a quanto hanno pagato il petrolio che hanno già in cisterna, ma in base a quanto costerà loro ricomprare il prossimo carico. Se il Brent maggio 2026 subisce una fiammata (da 72,87 dollari a 119,50 dollari in pochi giorni), il prezzo alla pompa si adegua istantaneamente per garantire alla compagnia la liquidità necessaria per gli acquisti futuri", spiega Debach. Infine, c'è l'effetto Razzi e Piume. I prezzi dei carburanti reagiscono come razzi alle notizie negative e come piume a quelle positive. Considerando i dati tra il 28 febbraio e il 9 marzo, il prezzo della benzina è passato da 696€ a 757€ per mille litri. Parliamo di un aumento di circa 6,1 centesimi al litro. "Sembra poco? Su scala nazionale sono milioni di euro sottratti ai consumatori in pochi giorni, spesso giustificati da un contratto futures che riflette la paura finanziaria di un evento che non ha ancora toccato un singolo barile fisico. A peggiorare il quadro interviene il cambio: nelle crisi, il dollaro si rafforza, rendendo il petrolio ancora più caro per noi che paghiamo in euro", osserva l'esperto. "Il vero impatto di una crisi a Hormuz non è la mancanza di benzina nei serbatoi, ma la velocità predatoria con cui la finanza trasferisce il rischio geopolitico sul portafoglio del cittadino. Anche quando, come in questo caso, la protezione delle riserve e la diversificazione dei fornitori suggerirebbero molta più calma", conclude Debach. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: future Ws poco mossi
11/03/2026 11:40
MARKET DRIVER: future Ws poco mossi
MILANO (MF-NW)--I future sui principali listini azionari statunitensi trattano poco mossi. Nel dettaglio, quello sul Dow Jones guadagna lo 0,02% e quello sull'S&P 500 lo 0,11%. "Il mercato continua ad essere condizionato dall'andamento delle quotazioni del petrolio, con forti movimenti intraday in base ai rumor che arrivano", commentano gli strategist di Mps. In questo contesto, l'International Energy Agency (Iea) starebbe valutando un rilascio record di petrolio dalle riserve strategiche per contrastare l'impennata dei prezzi provocata dalla guerra con l'Iran, secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal. Il volume delle riserve potrebbe supererebbe i 182 milioni di barili immessi sul mercato nel 2022 dai membri dell'agenzia dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. In questo contesto, i prezzi del petrolio si mantengono lontani dai massimi di inizio settimana. Attualmente, il Brent segna un rialzo del 3,15%, a 90,55 dollari, mentre il greggio Wti guadagna il 3,61%, a 86,46 dollari. "Naturalmente sarà importante anche la tempistica del rilascio, visto che la carenza di offerta sembra essere concentrata maggiormente nei prossimi due mesi", dichiarano gli esperti di Mps. Lato macro, le stime di consenso indicano un dato sull'inflazione negli Stati Uniti sostanzialmente stabile. "Ovviamente questo dato non prender in considerazione quanto visto di recente sul petrolio ma sicuramente ci potr fornire un'indicazione importante circa l'andamento del mercato immobiliare, ossia la componente shelter che pesa per 1/3 dell'inflazione", commenta David Pascucci, Market Analyst di Xtb. Un calo di questa componente, infatti, potrebbe compensare il futuro andamento al rialzo dell'inflazione dovuto all'aumento del petrolio. "Al momento l'attenzione quindi é sulla componente dell'inflazione che riguarda il mercato immobiliare, questo dato potrebbe influenzare la prossima decisione della Fed qualora dovessimo vedere un forte ribasso magari al di sotto del 2%", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)