COMMENTO ENERGY: petrolio in calo, tensioni in Medio Oriente sostengono i prezzi
09/10/2026 08:30
COMMENTO ENERGY: petrolio in calo, tensioni in Medio Oriente sostengono i prezzi
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio sono in calo, ma restano elevati. In particolare il Brent perde lo 0,98% e il Wti lo 0,91%, in un contesto di crescenti tensioni in Medio Oriente, che potrebbero accentuare i timori di interruzioni delle forniture di oro nero. È probabile che le quotazioni rimangano su livelli alti e possano aumentare nel breve termine, afferma Hani Abuagla, senior market analyst di Xtb Mena. Il conflitto comporta rischi per le rotte marittime mediorientali, mentre la produzione statunitense è soggetta a limitazioni: le piattaforme sono state fermate in vista di una tempesta, riducendo di circa un quarto la produzione nel Golfo del Messico, aggiunge Abuagla. In calo, infine, anche il gas europeo. Nel dettaglio, ad Amsterdam, il future Ttf a novembre perde l'1,406% a quota 77,74 euro per megawattora. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Gas: Scornajenchi (Snam), in Italia stoccaggi quasi al 90% (MF)
09/10/2026 08:20
Gas: Scornajenchi (Snam), in Italia stoccaggi quasi al 90% (MF)
ROMA (MF-NW)--L'Italia è a un passo dal traguardo del 90% di riempimento degli stoccaggi di gas. A confermare il dato dell'88% è Agostino Scornajenchi, presidente di Andaf, l'associazione nazionale dei direttori amministrativi e finanziari, e ceo di Snam. MF-Milano Finanza lo ha incontrato a Roma, insieme a Paolo Fanti, dg di Andaf, che ha aperto ieri il suo congresso, tre giorni dedicati all'energia e al talento, con la partecipazione di circa 500 cfo, chiamati a discutere anche di come sta cambiando il loro ruolo nelle aziende. Lo stacco tra l'Italia e l'Europa nelle scorte di gas è oggi di ben 15 punti. "La media europea è del 73%, compresa la quota italiana, che è ben più alta rispetto a quella di quasi tutti gli altri Paesi. La Germania ad esempio, è ferma al 53%", osserva Scornajenchi. "Non dobbiamo però dimenticare che in un mercato interconnesso, le riserve insufficienti di un Paese possono avere conseguenze su tutti gli altri, comportando possibili ripercussioni sui prezzi". Quell'88% dell'Italia si traduce in 17 miliardi di metri cubi. "In un Paese che ne consuma 60-65 miliardi all'anno", osserva Scornajenchi, "è un risultato importante, ma gli stoccaggi pieni sono una condizione necessaria, non sufficiente. Non possiamo pensare di andare avanti da soli per due o tre mesi. Nei giorni di maggiore domanda le riserve possono coprire il 30-40% dei consumi. Il resto deve continuare ad arrivare dai gasdotti e dai rigassificatori". Il vantaggio italiano nasce dalle decisioni prese già a marzo, nei primi giorni della crisi di Hormuz. Mentre le ultime navi metaniere partite prima della crisi continuavano ad arrivare e la primavera mite aveva ridotto i consumi, Snam si è spinta più in là per non mancare il traguardo invernale. "Grazie a un lavoro di raccordo con il governo e il regolatore è stato definito un premio di stoccaggio, annullando lo spread negativo estate/inverno e assicurando al Paese altro gas". Il ceo di Snam non vede in questo momento problemi di flusso, ma di prezzo. "Il gas costava 25 euro al Mw/h prima della crisi, 40 a marzo-aprile e ora è arrivato a 75-80". La lezione è chiara: "L'energia non va mai data per scontata, è un esercizio di pianificazione: le infrastrutture non si gestiscono su base emergenziale, soprattutto quando costituiscono l'ultima linea di difesa del sistema energetico. Il gas è l'ultima risorsa, dietro di noi non c'è più nessuno", afferma Scornajenchi. "Va abbandonata l'idea di spegnere una fonte e accenderne un'altra: più che di transizione, andiamo verso un processo di integrazione energetica", conclude. (milanofinanza.it) red/pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di chiusura
09/10/2026 08:15
WALL STREET: commento di chiusura
MILANO (MF-NW)--Gli indici azionari statunitensi hanno chiuso contrastati, con le vendite sui titoli tecnologici a maggiore capitalizzazione, in particolare quelli dei semiconduttori, che hanno spinto il comparto tech in fondo alla classifica settoriale. A pesare sul sentiment sono state anche le tensioni geopolitiche, mentre il prezzo del petrolio è salito dopo che l'Iran ha avvertito le petroliere di non utilizzare lo Stretto di Hormuz. Il Nasdaq Composite ha perso l'1,3% a 27.193,34 punti, mentre l'S&P 500 ha ceduto lo 0,5% a 7.765,36 punti, registrando entrambi la seconda seduta consecutiva in ribasso. Il Dow Jones Industrial Average ha invece guadagnato lo 0,1% a 51.231,64 punti, recuperando terreno dopo aver trascorso gran parte della giornata in territorio negativo. Tra i settori, l'energia e i beni di consumo di prima necessità hanno registrato le migliori performance, mentre la tecnologia ha segnato il calo più marcato. Tra i titoli a maggiore capitalizzazione, con una capitalizzazione di mercato superiore a 200 miliardi di dollari, i dieci peggiori performer sono risultati tutti appartenenti al comparto tecnologico; otto operano nel settore dei semiconduttori o in comparti correlati, secondo i dati raccolti da Finviz. Sul fronte geopolitico, l'Iran non intende rinunciare al controllo dello Stretto di Hormuz e punta a bloccare le nuove rotte per le esportazioni di petrolio, ha riferito giovedì Reuters, citando un alto diplomatico della regione informato da Teheran. Le petroliere sono quindi esposte a un rischio maggiore di attacchi e intimidazioni nel tentativo di far transitare carichi strategici attraverso lo stretto, dopo che Teheran ha avvertito che impedirà l'utilizzo delle rotte non autorizzate. Il presidente statunitense Donald Trump ha escluso attacchi contro l'Iran prima delle elezioni di metà mandato, previste all'inizio di novembre. La dichiarazione è arrivata dopo le indiscrezioni secondo cui Trump e il suo team per la sicurezza nazionale stavano valutando operazioni militari su larga scala contro Teheran. Il presidente ha inoltre fatto riferimento a "discussioni produttive" con l'Iran. Sul fronte della politica monetaria, il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha affermato giovedì che, in assenza di sorprese nei prossimi dati economici, la banca centrale potrebbe dover aumentare ulteriormente i tassi di interesse per riportare più rapidamente l'inflazione all'obiettivo del 2%. Ha tuttavia precisato che i tempi di un eventuale ulteriore inasprimento della politica monetaria restano flessibili. Il mese scorso, il Federal Open Market Committee ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base, segnando il primo rialzo da poco più di tre anni, nell'ambito degli sforzi per riportare l'inflazione al 2%. Secondo lo strumento FedWatch di Cme, i mercati attribuiscono una probabilità dell'83% al mantenimento dei tassi invariati nella riunione prevista più avanti questo mese. I rendimenti dei Treasury statunitensi hanno chiuso in calo, dopo aver raggiunto livelli particolarmente elevati nel corso delle sedute precedenti. Il rendimento del decennale è sceso di cinque punti base al 5,23%, mentre quello del trentennale ha perso 5,7 punti base, attestandosi al 5,60%. Entrambi avevano registrato rialzi durante la seduta, avvicinandosi ai massimi dal 2002. Il rendimento del biennale si è attestato al 4,76% secondo il primo testo, mentre il secondo lo indica in calo di 1,3 punti base al 4,75%. I costi di finanziamento del Tesoro statunitense hanno continuato ad aumentare nelle aste. Giovedì, il collocamento di 22 miliardi di dollari in titoli trentennali ha registrato un rendimento massimo del 5,618%, in aumento rispetto al 5,308% dell'asta precedente. Il rapporto bid-to-cover, che misura la domanda rispetto all'offerta, è sceso a 2,54 da 2,61. Mercoledì, anche l'asta dei titoli decennali aveva evidenziato un forte incremento del rendimento massimo riconosciuto agli investitori. Infine, la tempesta tropicale Isaias continua a intensificarsi in vista dell'approdo sulla costa settentrionale del Golfo del Messico entro il fine settimana. Secondo Cnn, il sistema si è rapidamente trasformato nel primo uragano della stagione atlantica nella serata di mercoledì. Chevron (Cvx) ha avviato le procedure di sospensione della produzione in quattro impianti nel Golfo d'America e sta evacuando il personale in vista dell'arrivo della tempesta. Sul fronte societario: - OpenAI ha comunicato agli investitori di aver raggiunto, a fine settembre, un fatturato annualizzato di circa 50 miliardi di dollari, inferiore ai 68 miliardi ipotizzati dai media alla fine del mese scorso, secondo quanto riportato. Una fonte a conoscenza della questione ha spiegato che la stima di 68 miliardi comprendeva anche i ricavi lordi dei partner di OpenAI, consentendo agli investitori di effettuare confronti omogenei con Anthropic. Secondo quanto riportato recentemente da Reuters sulla base di una copia trapelata del prospetto informativo della società, Anthropic ha registrato ricavi per 4,6 miliardi di dollari nel 2025, a fronte di una perdita netta di 42 miliardi. Lo scorso anno, OpenAI aveva inoltre firmato un accordo con Oracle per acquistare capacità di calcolo per 300 miliardi di dollari nell'arco di circa cinque anni. - Starbucks ha valutato una possibile acquisizione di Chipotle Mexican Grill, lavorando negli ultimi mesi con alcuni consulenti a una potenziale offerta, secondo quanto riferito giovedì dal Financial Times, che cita fonti vicine alla vicenda. Le azioni Starbucks hanno perso lo 0,4%, mentre Chipotle ha guadagnato il 6,2%, registrando il secondo maggiore rialzo dell'S&P 500. - PepsiCo ha ridotto le previsioni sugli utili per l'intero esercizio, citando le pressioni sui margini in Nord America, nonostante risultati del terzo trimestre superiori alle attese. Il titolo ha chiuso in rialzo del 3,7%. - Viatris acquisirà Pacira BioSciences con un'operazione interamente in contanti del valore di circa 1,65 miliardi di dollari, con l'obiettivo di ampliare il portafoglio di trattamenti contro il dolore non a base di oppioidi. Le azioni Pacira sono balzate del 44%, mentre quelle di Viatris hanno perso lo 0,3%. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)