WALL STREET: commento di chiusura
12/03/2026 21:13
WALL STREET: commento di chiusura
MILANO (MF-NW)--Le borse Usa chiudono in calo, appesantite dai timori di un'interruzione prolungata delle forniture di greggio e il petrolio arriva a sfiorare i 100 dollari al barile. Il Nasdaq cede l'1,78%, zavorrato dal comparto dei semiconduttori, mentre S&P500 e Dow Jones lasciano sul terreno rispettivamente l'1,52% e l'1,56%. I titoli di Applied Materials e Micron, che martedì 10 marzo erano balzati in Borsa dopo l'annuncio di una partnership sullo sviluppo di chip di memoria per l'intelligenza artificiale, arretrano rispettivamente del 3,9% e del 3,2%. In calo anche Sandisk (-5,6%) e Western Digital (-2,8%). A pesare su S&P 500 e Nasdaq è soprattutto il ribasso dei principali produttori di chip avanzati: Nvidia perde l'1,5%, Broadcom l'1,7%, Amd il 3,4% e Intel il 5,7%. Determinante sul corso degli indici anche la debolezza delle cosiddette Magnifiche 7: Apple (-2%), Tesla (-3,1%), Microsoft (-0,7%), Meta (-2,6%), Amazon (-1,5%) e Alphabet (-1,7%) chiudono tutte in rosso. Tra i pochi titoli in rialzo sull'S&P 500 spiccano quelli legati ai fertilizzanti, come Cf Industries Holdings, che balza del 13% con l'intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, e i petroliferi, tra cui Occidental Petroleum (+5,1%) e Marathon Petroleum (+1,5%). Il Brent è balzato dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari è una priorità più alta rispetto al livello dei prezzi del petrolio. Il greggio Brent ha chiuso a 99 dollari al barile, in rialzo dell'8%, il maggiore aumento giornaliero dal 2020. Si affievoliscono intanto le speranze di una rapida riapertura del flusso di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Il nuovo leader iraniano ha promesso di mantenere chiusa la rotta strategica, mentre sette navi sono state colpite nelle ultime 24 ore. Il segretario all'Energia Chris Wright ha dichiarato che la Marina statunitense non è ancora pronta a scortare le petroliere nello stretto, ma che ciò potrebbe avvenire entro la fine di marzo. Ad alimentare le preoccupazioni contribuisce anche una notizia dell'agenzia semi-ufficiale iraniana Fars, secondo cui gruppi sostenuti da Teheran potrebbero chiudere un passaggio strategico che regola il traffico delle navi dirette al Canale di Suez attraverso il Mar Rosso. In precedenza, l'Agenzia internazionale dell'energia aveva tagliato le stime di crescita dell'offerta petrolifera per il 2026, affermando che la guerra in Medio Oriente sta causando la più grande perturbazione dei mercati energetici globali mai registrata. Sul mercato obbligazionario il rendimento del Treasury decennale resta sopra il 4,2%, mentre il dollaro si rafforza nel mercato valutario. lvr fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)