Eurozona: Pmi manifatturiero agosto finale a 52,7 punti, massimo da 51 mesi
01/09/2026 10:16
Eurozona: Pmi manifatturiero agosto finale a 52,7 punti, massimo da 51 mesi
MILANO (MF-NW)--Il settore manifatturiero dell'Eurozona ha continuato a rafforzarsi ad agosto. La produzione industriale e i volumi dei nuovi ordini hanno registrato entrambi il ritmo di crescita più sostenuto dall'inizio del 2022, supportando una ripresa dell'attività di acquisto e un miglioramento della fiducia delle imprese. L'inflazione ha inoltre proseguito la propria tendenza al ribasso, sebbene i tassi di incremento sia dei costi di acquisto che quelli di vendita risultino ancora superiori rispetto ai livelli osservati immediatamente prima del conflitto in Medio Oriente. Nel dettaglio il Pmi manifatturiero elaborato da S&P Global è aumentato ad agosto al livello più alto dal maggio del 2022 a 52,7 punti, dai 51,9 di luglio. Un contributo significativo a tale miglioramento è derivato dalla principale economia dell'area euro, la Germania, che ha registrato il miglior mese di crescita del settore manifatturiero da oltre quattro anni. Anche la Francia ha sostenuto il tasso complessivo di espansione, sebbene ciò sia stato in parte compensato da una nuova contrazione dell'economia manifatturiera italiana, la prima da gennaio. La Spagna è stata l'unico altro Paese monitorato dell'area euro a riportare un valore del Pmi manifatturiero in territorio di contrazione, mentre si sono osservati solidi incrementi negli altri Paesi. Per Joe Hayes, Senior Principal Economist di S&P Global Market Intelligence, "l'ultima indagine Pmi di agosto ha fornito i segnali più evidenti finora osservati che l'economia industriale dell'area euro è riuscita, fino a questo momento, a superare sia lo shock dei prezzi del petrolio sia le interruzioni dell'offerta causate dal conflitto in Medio Oriente. Una crescita più sostenuta del portafoglio ordini, dovuta in parte a una ripresa della domanda estera, dovrebbe conferire maggiore solidità a questa fase espansiva. L'analisi dei dati Pmi suddivisi per i tre principali raggruppamenti industriali evidenzia il sottosettore dei beni intermedi quale principale contributore alla crescita manifatturiera. Tale segmento comprende settori strategici quali chimica e metallurgia, nonché apparecchiature elettriche e componenti elettronici, indicando che l'area euro può beneficiare del superciclo tecnologico, anche se con un certo ritardo rispetto ad altri mercati". "Un ulteriore rallentamento degli aumenti dei prezzi alla produzione, anche in un contesto di persistente volatilità del mercato petrolifero, contribuisce ad attenuare le preoccupazioni in materia di inflazione in senso lato. Il ritmo della disinflazione sta tuttavia iniziando a stabilizzarsi e gli indicatori di prezzo del Pmi si mantengono su livelli nettamente superiori rispetto al periodo precedente al conflitto, circostanza che potrebbe rafforzare un atteggiamento prudente da parte dei responsabili delle politiche monetarie dell'area euro", conclude Hayes. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Italia: Pmi manifatturiero agosto a 49,6 punti
01/09/2026 10:15
Italia: Pmi manifatturiero agosto a 49,6 punti
MILANO (MF-NW)--Gli ultimi dati di S&P Global sul settore manifatturiero italiano hanno evidenziato i primi segnali di debolezza da inizio anno. Un elevato calo dei nuovi ordini ha determinato una nuova, seppur marginale, flessione della produzione. Il peggioramento complessivo dell'indice Pmi è stato tuttavia attenuato da un rinnovato incremento del personale, che ha contribuito a sostenere le aspettative di crescita delle imprese per i prossimi dodici mesi. L'impatto del conflitto in Medio Oriente ha continuato a influenzare i prezzi e la catena di approvvigionamento, anche se le pressioni si sono nuovamente attenuate. Nel dettaglio il Pmi manifatturiero italiano, in discesa dai 51,3 punti di luglio, si è attestato a 49,6 punti ad agosto, appena in territorio di contrazione. Sebbene la variazione sia stata solo marginale, si tratta della prima flessione delle condizioni operative da gennaio, con contributi negativi derivanti da produzione, nuovi ordini e scorte di acquisti. Eleanor Dennison, economista di S&P Global Market Intelligence, sottolinea che "ad agosto, il settore manifatturiero italiano ha risentito dell'impatto di condizioni di domanda sfavorevoli. È emersa una particolare debolezza nel mercato nazionale, mentre le vendite all'estero hanno registrato una contrazione relativamente meno marcata. Tale diminuzione dei nuovi ordini è risultata sufficiente affinché le imprese riducessero il volume di produzione per la prima volta negli ultimi sette mesi e procedessero a una significativa riduzione degli acquisti di beni. La situazione esterna ha continuato a svolgere un ruolo cruciale nel mantenere elevate le pressioni sui costi e nel generare disagi nelle catene di approvvigionamento". Tuttavia, conclude l'esperta, 2condizioni di mercato contenute e una domanda di fattori produttivi in calo indicano che si sta registrando un graduale miglioramento sia sul fronte dei costi sia su quello della catena di fornitura. In un contesto più positivo, ad agosto si è osservato un ritorno alle assunzioni da parte dei produttori, in concomitanza con un miglioramento della fiducia nelle prospettive a dodici mesi. Diverse imprese confidano in una ripresa delle condizioni di mercato nella parte finale dell'anno". alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)