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MARKET DRIVER: future Ws in rialzo
25/03/2026 12:09
MARKET DRIVER: future Ws in rialzo
MILANO (MF-NW)--I future sui listini azionari statunitensi trattano in rialzo, con quello sul Dow Jones che sale dello 0,98% e quello sull'S&P 500 dello 0,94%. "Il newsflow dal Medio Oriente continua a rappresentare il principale driver dei mercati, con fasi di speranza che si alternano a momenti di incertezza, influenzando l'andamento del petrolio e, a cascata, degli asset rischiosi e dei rendimenti obbligazionari", commentano gli esperti di Mps. Sul fronte politico, "la notizia principale di stamane riguarda un presunto piano di pace in 15 punti, ancora privo di dettagli, che gli Stati Uniti avrebbero trasmesso all'Iran tramite il Pakistan. Secondo l'emittente israeliana Channel 12, Washington mirerebbe a ottenere un cessate il fuoco di un mese", proseguono gli strategist. "Resta ora da capire quale sarà la risposta ufficiale di Teheran, finora non disponibile a negoziare sul nucleare a uso civile e sul diritto alla produzione di missili per autodifesa, oltre che riluttante ad accettare una tregua temporanea", dichiarano gli esperti. Sul fronte finanziario, aumentano le tensioni nel settore del credito statunitense, con Apollo Global Management e Ares Management che hanno deciso di limitare i riscatti dai rispettivi fondi di private credit. Lato Banche centrali, il membro della Federal Reserve, Michael Barr, prevede tassi di interesse stabili "per un certo periodo" e sarebbe riluttante a sostenere un taglio del costo del denaro senza una riduzione sostenibile dell'inflazione. Il banchiere ha puntualizzato che l'inflazione è ancora "notevolmente superiore" all'obiettivo del 2% della Fed, con contributi derivanti dall'aumento più rapido dei prezzi dei beni e dalla persistenza dell'inflazione nei servizi non legati all'abitazione. Barr ha dichiarato che, pur essendo ottimista sul fatto che gli effetti dei dazi diminuiranno, vuole vedere prove concrete prima di votare a favore di un allentamento della politica monetaria. cba/alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Maire, Banca Akros conferma accumulate
25/03/2026 12:08
MARKET DRIVER: Maire, Banca Akros conferma accumulate
MILANO (MF-NW)--Banca Akros conferma la raccomandazione accumulate e il prezzo obiettivo a 15,4 euro su Maire dopo che Tecnimont si è aggiudicata un contratto da 50 mln usd per lo studio di riqualificazione della raffineria di Guaracara a Trinidad e Tobago. Per gli esperti il contratto "suggerisce che la disruption geopolitica in Medio Oriente potrebbe alimentare un'ondata di investimenti in hub di energia alternativa". pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Usa: -10,5% indice settimanale richieste mutui
25/03/2026 12:07
Usa: -10,5% indice settimanale richieste mutui
MILANO (MF-NW)--L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 10,5% nella settimana terminata il 20 marzo, dopo la discesa del 10,9% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono calate del 5%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece crollate del 15%. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: TwentyFour AM, rischio inflazione ma non è ritorno al 2022
25/03/2026 12:06
MARKET DRIVER: TwentyFour AM, rischio inflazione ma non è ritorno al 2022
MILANO (MF-NW)--Eoin Walsh, gestore di portafogli di TwentyFour Asset Management (boutique di Vontobel), segnala che con la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran che non accenna a finire e le tensioni che si sono nuovamente intensificate nel fine settimana, gli investitori si preparano ad affrontare un aumento della volatilità. I timori di inflazione sono cresciuti in modo significativo, come si evince chiaramente dai mercati dei titoli di Stato, dove l'aumento dei rendimenti indica che i tagli dei tassi non vengono prezzati, al contrario degli aumenti dei tassi che lo sono sempre di più. Secondo Walsh non c'è da stupirsi, dato che il picco di inflazione del 2022 è ancora vivo nella memoria degli investitori e dei responsabili delle banche centrali. Tuttavia, vi sono differenze significative tra le condizioni economiche e monetarie di allora e quelle attuali. I driver dell'inflazione legati alla domanda sono oggi in gran parte assenti. Nel 2022-23, la domanda repressa di beni e servizi da parte dei consumatori a seguito dei lockdown dovuti al Covid-19 ha ricevuto un ulteriore impulso dagli stimoli fiscali, che nel caso degli Stati Uniti hanno comportato l'erogazione diretta di ingenti somme di denaro sui conti delle famiglie. Inoltre, i tassi di interesse erano di fatto pari a zero, il che ha gonfiato i prezzi degli asset, mentre la tensione sul mercato del lavoro ha spinto al rialzo la crescita dei salari reali, amplificando l'effetto ricchezza sui consumi. Infine, con l'attività ridotta e grazie a vari pacchetti di sostegno, i consumatori hanno accumulato un'ampia riserva di risparmio durante il periodo del lockdown. Anche molti dei fattori legati all'offerta che hanno determinato il picco inflazionistico del 2022-23 oggi non sono più presenti. Allora, le catene di approvvigionamento globali erano ancora compromesse a seguito della pandemia di Covid-19, con carenze di componenti in molti settori, congestione nei porti e ritardi nelle spedizioni. L'invasione russa dell'Ucraina ha provocato uno shock dei prezzi energetici (le cui ripercussioni si fanno sentire ancora oggi), accompagnato da un'impennata dei prezzi agricoli. Anche la politica "zero Covid" in Cina, che è durata più a lungo di quanto molti si aspettassero, ha contribuito alle interruzioni nella produzione e nella fornitura di componenti industriali. A tutto ciò si aggiunge il fatto che le banche centrali sono state colte alla sprovvista dall'impennata dell'inflazione, mantenendo bassi i tassi e lasciando in vigore le politiche di stimolo, consentendo così un disancoraggio dell'inflazione. Walsh prosegue sottolineando che gli attuali timori inflazionistici sono invece in gran parte determinati dallo shock dal lato dell'offerta, poiché lo Stretto di Hormuz rimane chiuso a gran parte dei suoi normali livelli di traffico. Pertanto, sebbene molti dei fattori all'origine della crisi inflazionistica del 2022-23 siano venuti meno, ciò non dovrebbe rassicurare eccessivamente gli investitori, data l'importanza sistemica unica delle acque che bagnano le coste dell'Iran. Esistono inoltre nuove sfide che non erano presenti nel 2022, ovvero una crescita più debole (certamente negli Stati Uniti), mercati del lavoro più deboli e un margine di manovra fiscale più ristretto. La politica monetaria è, nel migliore dei casi, neutrale nell'Eurozona e negli Stati Uniti, e probabilmente ancora restrittiva nel Regno Unito. Pertanto, mentre l'impulso immediato è stato quello di temere l'inflazione, vi è qui una preoccupazione secondaria relativa a una crescita più lenta e a una possibile stagflazione. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Usa: -10,5% indice settimanale richieste mutui
25/03/2026 12:02