-
TOP NEWS ESTERO: Usa; inflazione core tocca 3,4% a/a, ma economia resta solida
25/06/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: Usa; inflazione core tocca 3,4% a/a, ma economia resta solida
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, l'inflazione headline è salita al 4,1% a maggio, mentre la componente core ha raggiunto i livelli più alti da ottobre 2023. "Il rapporto di oggi ha confermato ciò che si sapeva: l'inflazione è un problema", osserva Bret Kenwell, Us Investment Analyst di eToro. Tuttavia, i dati su spesa e redditi superiori alle attese, insieme alla tenuta del Pil, rafforzano l'idea che l'economia statunitense resti su basi solide. INFLAZIONE HEADLINE IN LINEA CON STIME L'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (Pce) si è attestato al 4,1% su base annua a maggio, il livello più elevato dall'aprile 2023, secondo quanto riportato dal Dipartimento del Commercio statunitense. Su base mensile, i prezzi sono aumentati dello 0,4%. Il dato annuale è risultato in linea con le attese del mercato, mentre quello mensile è stato leggermente inferiore alle previsioni, che indicavano un +0,5%. COMPONENTE CORE TOCCA 3,4%, MASSIMI DA OTTOBRE 2023 La componente core, che esclude alimentari ed energia, è aumentata dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 3,4% su base annua, in linea con il consenso degli economisti. Si tratta del livello più elevato dall'ottobre 2023. VONTOBEL VEDE FED FERMA SU TASSI "Il dato di oggi rafforza l'opinione che abbiamo e, cioè, che la Fed non alzerà i tassi di interesse quest'anno", commenta Andrew Jackson, responsabile degli investimenti di Vontobel. "Il superamento delle aspettative di inflazione è sempre stato in gran parte legato ai settori dell'energia e dell'offerta, e non è possibile combattere uno shock di offerta con tassi di interesse più elevati", prosegue l'esperto. "Se a questo si aggiunge un calendario politico che invita alla cautela, l'ostacolo a una stretta monetaria risulta elevato", osserva Jackson. "Prevediamo che il Comitato mantenga fermamente i tassi invariati per il resto dell'anno", conclude l'esperto. ETORO: DATI ALLEVIANO TIMORI RALLENTAMENTO STAGFLAZIONISTICO Nonostante le persistenti pressioni inflazionistiche, la spesa dei consumatori ha mostrato una dinamica più robusta delle attese. Le spese per consumi personali sono cresciute dello 0,7% nel mese, superando sia il consenso degli analisti (+0,6%) sia il ritmo dell'inflazione. Anche il reddito personale ha registrato un aumento dello 0,7%, ben al di sopra delle aspettative (+0,4%), mentre il tasso di risparmio è salito al 3%. Questi dati, "rafforzano l'idea che i consumatori e l'economia in generale rimangano su basi solide", commenta Bret Kenwell, Us Investment analyst di eToro. "Ciò potrebbe non ammorbidire la posizione della Fed, ma contribuisce ad alleviare i timori di un rallentamento stagflazionistico", spiega Kenwell. CRESCITA PIL PRIMO TRIMESTRE SORPRENDE ANALISTI Inoltre, la crescita economica degli Stati Uniti, misurata dal Prodotto interno lordo (Pil), si è attestata al 2,1% nel primo trimestre, secondo i dati diffusi dal Bureau of Economic Analysis. Il dato è stato rivisto al rialzo rispetto al +1,6% della precedente stima, superando le attese degli economisti, che non si aspettavano alcuna revisione. Nel quarto trimestre del 2025 il Pil era cresciuto dello 0,5%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
TOP NEWS ESTERO: mercati resistono a shock, opportunità in azionario emergente, Asia e Giappone (Columbia Th)
25/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: mercati resistono a shock, opportunità in azionario emergente, Asia e Giappone (Columbia Th)
MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente introduce rischi al ribasso per le prospettive di crescita dell'economia globale. Tuttavia, la solidità dei rendimenti di mercato conferma la resilienza delle economie di fronte allo shock dei prezzi energetici. Inoltre, gli utili societari hanno spinto molti indici azionari verso nuovi massimi storici, mentre il tema dell'AI resta centrale: ci si attende però una crescente distinzione tra "vincitori" e "vinti". È quanto ha affermato Anthony Willis, Senior Economist di Columbia Threadneedle Investments, durante l'evento Beyond Market Noise, tenutosi oggi a Milano. In questo contesto, la società mantiene una visione complessivamente costruttiva sui mercati. FOCUS SU ANDAMENTO INFLAZIONE CORE Stati Uniti e Iran hanno siglato una tregua, prorogata di 60 giorni per definire un accordo di pace di lungo periodo. Punto critico per l'economia resta la riapertura dello Stretto di Hormuz, il cui blocco prolungato potrebbe generare conseguenze significative, ha osservato l'esperto. Se la situazione si risolverà in tempi rapidi, tali da consentire il ripristino della maggior parte della produzione di materie prime nel Golfo, il Fondo Monetario Internazionale stima che le conseguenze economiche dovrebbero rimanere limitate. Tuttavia, resta da monitorare attentamente l'impatto sull'inflazione, soprattutto sulla componente core, che potrebbe influenzare l'andamento dei tassi di interesse, ha dichiarato Willis. Il mercato, ha proseguito l'economista, ha modificato significativamente le aspettative per i tassi nel 2026 e ora sconta una politica monetaria più restrittiva da parte delle principali banche centrali. RISCHI DI STAGFLAZIONE PER L'EUROPA? In Europa, la crescita mostrava segnali di ripresa; tuttavia, la guerra in Iran rappresenta un rischio per le prospettive economiche. La Bce ha alzato i tassi di 25 punti base, mentre il mercato prezza 2-3 rialzi nel 2026. Willis ritiene tali aspettative eccessive, orientandosi verso uno o nessun ulteriore rialzo. Gli utili societari dovrebbero risultare più solidi rispetto al 2025. Un nuovo orientamento verso la difesa metterà sotto pressione i conti pubblici o richiederà l'emissione di debito comune, ma lo stimolo fiscale tedesco dovrebbe avere effetti positivi a cascata e favorire la ripresa del manifatturiero, ha continuato l'esperto. La crisi energetica ha inoltre insegnato una lezione ai leader europei: è necessario ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, promuovendo nuove relazioni commerciali con India e Mercosur. REGNO UNITO: CRESCITA DEBOLE E POLITICA DEBOLE Nel Regno Unito le prospettive di crescita restano deboli e il sentiment fragile. A pesare sul quadro contribuiscono lo shock energetico e le recenti dimissioni del Primo Ministro Starmer. L'inflazione sembrava destinata a convergere verso il target, ma un livello intorno al 4% appare ora plausibile. La Bank of England potrebbe essere orientata a ulteriori rialzi dei tassi, con il rischio di un approccio eccessivamente restrittivo, ha commentato Willis. In questo contesto, le valutazioni risultano più interessanti rispetto ad altri mercati, offrendo opportunità per una gestione attiva. GIAPPONE, UN RITORNO ALL'ABENOMICS? In Giappone, ha proseguito l'esperto, il Primo Ministro Sanae Takaichi sta promuovendo una politica pro-crescita e pro-investimenti e alimentando aspettative di una politica fiscale più aggressiva. Il governo gode inoltre di un ampio margine di manovra grazie alla sua solida maggioranza. L'inflazione sta diventando più persistente, come evidenziato dagli aumenti salariali dello Shunto e dai prezzi dell'energia, con salari più elevati che potrebbero sostenere i consumi interni, ha spiegato Willis. La Bank of Japan continuerà il percorso di normalizzazione della politica monetaria, ma a un ritmo molto graduale. "Attenzione allo yen e ai titoli di Stato giapponesi (Jgb), con possibili effetti anche oltre il Giappone", ha dichiarato l'esperto. ECONOMIA USA MOSTRA CRESCITA STABILE MA INCERTEZZA POLITICA Negli Stati Uniti la crescita economica resta solida, sostenuta dallo stimolo fiscale, ma le elezioni di Midterm introducono un elemento di incertezza. Un'inflazione più elevata e il conflitto con l'Iran influenzeranno il dibattito politico. La Federal Reserve probabilmente adotterà un approccio 'wait and see' per valutare l'impatto dello shock energetico, ha osservato Willis. La dinamica degli utili resta solida e si sta estendendo oltre le mega-cap. Le aziende legate all'AI devono ora dimostrare ritorni concreti sugli ingenti investimenti effettuati. VALUTAZIONI MERCATI EMERGENTI RESTANO RELATIVAMENTE INTERESSANTI I mercati emergenti restano un'area interessante: le prospettive di crescita sono positive, trainate da Cina e India. Pechino è riuscita infatti ad utilizzare il tema delle terre rare per raggiungere un compromesso commerciale con gli Stati Uniti. Le valutazioni restano interessanti rispetto ad altre regioni, sebbene meno dopo i recenti rialzi, ha osservato l'economista. Il contesto fiscale appare favorevole, mentre i rischi legati alla politica monetaria sono più elevati. Lo stimolo incrementale in Cina è destinato a proseguire. "Le dinamiche demografiche e la crescita della classe media restano fattori attrattivi, almeno per ora", ha spiegato Willis. Si osserva inoltre un crescente effetto di sostituzione: i Paesi emergenti commerciano sempre più tra loro e relativamente meno con gli Stati Uniti. PREFERENZA PER MERCATI EMERGENTI, ASIA E GIAPPONE "Prevediamo che la crescita economica proseguirà su una traiettoria positiva, mentre la dinamica degli utili appare forte e sempre più diffusa nei vari settori e a livello regionale", ha proseguito Willis. "La leadership di mercato limitata rimane un rischio, soprattutto considerando quanto il tema dell'intelligenza artificiale abbia trainato i rialzi in un gruppo relativamente ristretto di società, ma le prospettive sottostanti sugli utili sono più solide di quanto questa situazione lasci intendere. In questo contesto, continuiamo ad individuare le opportunità di rendimento più interessanti nei titoli azionari rispetto alle obbligazioni, con una preferenza per i mercati emergenti, l'Asia e il Giappone", ha spiegato l'economista. In sintesi, "sebbene l'incertezza geopolitica possa determinare un'ulteriore volatilità, una crescita resiliente e i solidi fondamentali societari dovrebbero rimanere le forze dominanti che determineranno l'andamento dei mercati nella seconda metà del 2026", ha concluso Willis. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
TOP NEWS ESTERO: commercio mondiale resiste alla guerra grazie anche all'AI
25/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: commercio mondiale resiste alla guerra grazie anche all'AI
MILANO (MF-NW)--I flussi commerciali mondiali sono aumentati ad aprile, un segnale di resilienza economica di fronte alle interruzioni delle spedizioni e al deterioramento della fiducia delle imprese causati dal conflitto in Medio Oriente. Il volume delle merci che hanno attraversato i confini nazionali è stato dello 0,7% superiore rispetto a marzo, mese in cui i flussi erano diminuiti del 2,3%, secondo i dati pubblicati dal Netherlands Bureau for Economic Policy Analysis (conosciuto anche come Cpb), che da tempo monitora il commercio mondiale come fattore chiave per l'economia olandese. Questa resilienza è stata in parte sostenuta dalle imprese che hanno accelerato l'accumulo di scorte di prodotti finiti e componenti per evitare interruzioni delle forniture e aumenti dei prezzi dovuti al conflitto. Comunque sia, il boom degli investimenti legati all'intelligenza artificiale ha continuato a sostenere il commercio di semiconduttori e altre apparecchiature elettroniche, come già avvenuto nel 2025. "L'impatto della guerra con l'Iran sul commercio globale sembra essere rimasto limitato ad aprile, influenzando principalmente esportazioni e importazioni nella regione del Golfo", ha affermato il Cpb. Le esportazioni dal Medio Oriente e dall'Africa sono aumentate leggermente ad aprile dopo essere crollate di quasi un terzo a marzo, mentre le importazioni hanno continuato a diminuire. Altrove, le esportazioni dalla Cina e da altri Paesi asiatici in via di sviluppo sono rimbalzate dopo i forti cali di marzo, che il Cpb ha attribuito in parte alla tempistica più tardiva del Capodanno cinese. DATI COMMERCIALI SORPRENDENTEMENTE SOLIDI La modesta ripresa dei flussi commerciali si aggiunge a una serie di risultati sorprendentemente solidi. Lo scorso anno gli economisti si aspettavano una contrazione del commercio dopo l'aumento dei dazi imposto dal presidente americano, Donald Trump, ma invece il movimento delle merci oltre confine ha accelerato, registrando una crescita del 4,2%. Questa robusta espansione è proseguita nel primo trimestre di quest'anno, con il commercio che è aumentato del 3,6% nonostante il calo registrato a marzo. Il boom dell'intelligenza artificiale è stato il principale motore della crescita più forte e sembra destinato a continuare a sostenere il movimento delle merci nel mondo nonostante gli altri fattori avversi. LE STIME DELL'OMC... L'Organizzazione Mondiale del Commercio prevede che il commercio crescerà del 2,5% quest'anno se le interruzioni nello Stretto di Hormuz continueranno per il resto del 2026, ma stima che la crescita potrebbe raggiungere il 3% se il boom dell'intelligenza artificiale dovesse rivelarsi più forte del previsto. ...E QUELLE DELLA BANCA MONDIALE All'inizio di questo mese, la Banca Mondiale ha rivisto al rialzo le proprie previsioni di crescita del commercio per il 2026, portandole al 2,9% dal precedente 2,2%, e quelle per il 2027 al 3,3% dal 2,7%. Oltre all'intelligenza artificiale, la Banca Mondiale ha affermato che la riduzione dei dazi statunitensi, successiva alla sentenza della Corte Suprema secondo cui parte delle tariffe introdotte nel 2025 era illegale, ha migliorato le prospettive. "Sebbene le interruzioni legate ai conflitti stiano pesando sui flussi commerciali delle materie prime, un contesto di politica commerciale più favorevole e i vivaci investimenti legati all'intelligenza artificiale forniscono un sostegno compensativo al commercio globale", ha dichiarato la banca. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
*Borsa Londra: Ftse 100 chiude a +0,7%
25/06/2026 18:01
-
*Borsa Francoforte: Dax chiude a +1,25%
25/06/2026 18:00