Iran: a rischio quasi 20 mld di export (MF)
10/03/2026 07:58
Iran: a rischio quasi 20 mld di export (MF)
ROMA (MF-NW)--La nuova guerra nel Golfo mette a repentaglio 19,5 miliardi di euro di esportazioni annue di prodotti Made in Italy nelle aree coinvolte nel conflitto. E allo stesso tempo mina le catene di approvvigionamento che garantiscono all'Italia 9,5 miliardi di beni provenienti da Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Iran, Iraq, Kuwait, Oman e Qatar. Lo raccontano le schede economiche stilate per ciascuno di questi Paesi dall'Osservatorio InfoMercatiEsteri della Farnesina. Un duro colpo per la bilancia commerciale tricolore, visto che i Paesi del Medio Oriente sopracitati sono alcuni dei mercati che il ministero degli Esteri e Sace avevano individuato come ad alto potenziale per le imprese italiane nell'ottica di diversificazione resa particolarmente necessaria per evitare i contraccolpi dei dazi Usa. Entrando nel dettaglio dei Paesi, le vendite di beni tricolore effettuati dagli Emirati Arabi Uniti tra gennaio e novembre 2025 hanno raggiunto quota 8,4 miliardi, in crescita del 18,5% sul 2024, scrive MF-Milano Finanza. Spiccano gli acquisti emiratini di gioielli, bigiotteria e pietre preziose italiane, che superano i 1,2 miliardi (+1,37%), e di articoli di abbigliamento per 413 milioni (+5%). (milanofinanza.it) red/vs fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
PUNTO DEL MATTINO EUROPEO: 10 MARZO 2026
10/03/2026 07:48
PUNTO DEL MATTINO EUROPEO: 10 MARZO 2026
MILANO (MF-NW)--L'attenzione degli investitori resta focalizzata sulle dinamiche dell'inflazione, su quelle dei tassi di interesse, sui dazi, sul conflitto in Ucraina e in Iran. Sul fronte macroeconomico, faro sulla bilancia commerciale tedesca e sui discorsi dei banchieri centrali. Infine, sul fronte societario, focus su Hugo Boss, Volkswagen e Aramco. AZIONI Le azioni europee trattano in rialzo nelle prime contrattazioni di martedì. I prezzi del petrolio hanno registrato un calo, mentre i mercati azionari asiatici hanno messo a segno un rimbalzo, segnando una netta inversione di tendenza rispetto ai movimenti della seduta precedente, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che il conflitto con l'Iran potrebbe terminare a breve. "Siamo nettamente in anticipo sulla tabella di marcia", ha dichiarato il Presidente. Interrogato sulla possibilità che il conflitto possa concludersi entro la settimana, Trump ha risposto: "No, ma presto, credo. Molto presto". CAMBI Il dollaro ha registrato un indebolimento rispetto ad un paniere di valute. Secondo Matt Simpson, senior market analyst presso StoneX, i mercati sono passati rapidamente da una fase di "panico" a un cauto ottimismo in relazione al conflitto. "Gli operatori, infatti, hanno iniziato a prezzare nei mercati finanziari la possibilità che la durata dello scontro possa risultare più breve rispetto a quanto inizialmente temuto", ha affermato l'analista. OBBLIGAZIONI Nell'Eurozona, il rendimento del Bund decennale ha archiviato la seduta di ieri in calo di un punto base al 2,86% e quello dell'Oat francese di 3 pb al 3,51%, con lo spread Oat/Bund a 65 punti base. Il differenziale Btp/Bund ha chiuso in lieve calo di 0,77 punti base a 76,02 pb. Dall'altra parte dell'Oceano, i rendimenti dei Treasury hanno registrato un rialzo. Il rendimento del Treasury biennale è al 3,569%, quello del decennale al 4,114% e quello del trentennale al 4,723%. ENERGY I contratti futures sul petrolio hanno registrato un calo dopo le dichiarazioni del presidente Trump. Nel dettaglio, il Brent registra un ribasso del 5,9% e il greggio del 6,12%. "Per sostenere un duraturo ribasso delle quotazioni petrolifere sarà necessario il ripristino dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale di greggio", spiegano gli esperti di Ing. Secondo Capital Economics, "nello scenario ritenuto più probabile il conflitto potrebbe rimanere circoscritto a un periodo di alcune settimane, qualora pressioni interne in Iran o una rapida sconfitta militare conducano a una capitolazione nei confronti degli Stati Uniti o di Israele. In tale contesto, le quotazioni del petrolio potrebbero ridimensionarsi rapidamente fino a circa 65 dollari al barile". Tuttavia, "non si può escludere uno scenario alternativo in cui il conflitto si prolunghi e provochi danni alle infrastrutture energetiche del Golfo. In un simile caso, il prezzo del Brent crude oil potrebbe salire fino a una media di 150 dollari al barile nei prossimi sei mesi, qualora le infrastrutture energetiche nel Golfo e in Iran subissero danni significativi", proseguono gli esperti. ORO Il prezzo spot tratta a 5.185,66 dollari l'oncia. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)