Francia: ritardi nei pagamenti record, coinvolto 89% imprese (Coface)
06/10/2026 15:08
Francia: ritardi nei pagamenti record, coinvolto 89% imprese (Coface)
MILANO (MF-NW)--I ritardi nei pagamenti raggiungono livelli record in Francia e pesano sempre di più sulla liquidità delle imprese, soprattutto quelle di minori dimensioni. È quanto emerge dalla 4* edizione dell'indagine Coface, tra i leader mondiali nell'assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale, sui comportamenti di pagamento delle aziende francesi, condotta a giugno su 690 imprese. Nell'ultimo anno l'89% delle aziende ha registrato pagamenti in ritardo, mentre la durata media dei ritardi è salita a 41,2 giorni. Un deterioramento che si accompagna alla continua crescita delle insolvenze e a un peggioramento delle aspettative delle imprese in vista del 2027. RITARDI NEI PAGAMENTI AI MASSIMI STORICI Concedere dilazioni di pagamento resta una pratica estremamente diffusa in Francia: lo fa il 97% delle imprese, con termini medi sostanzialmente stabili a 50 giorni. Un livello superiore a quello registrato in Germania, pari a 31 giorni, ma ormai inferiore a Polonia e Regno Unito, rispettivamente a 53 e 57 giorni. È però sul fronte dei ritardi, indicatore particolarmente significativo dello stato di salute del tessuto economico, che emergono i segnali più preoccupanti. Nel 2026 l'89% delle imprese francesi dichiara di aver subito pagamenti in ritardo, rispetto all'86% del 2025, all'85% del 2024 e all'82% del 2023. La quota registrata in Francia supera quella di Germania (81%), Polonia (64%) e Cina (86%) ed è in linea con quella del Regno Unito (89%). RITARDI PIÙ LUNGHI E CRESCENTE PRESSIONE SULLA LIQUIDITÀ Non aumenta soltanto il numero di imprese coinvolte, ma anche la durata dei ritardi. La media ha raggiunto 41,2 giorni, rispetto ai 39,5 giorni del 2025 e ai 37,6 del 2023. A risentirne maggiormente sono le imprese più piccole: per le microimprese il ritardo medio raggiunge 46 giorni, contro i 39 giorni delle Pmi e i 36 delle aziende di medie e grandi dimensioni. L'impatto sulla liquidità sta diventando sempre più significativo. Il 58% delle microimprese considera le conseguenze dei ritardi "molto significative" o "critiche", quota che scende al 40% tra le Pmi e al 26% tra le aziende di medie e grandi dimensioni. Alla base dei ritardi vi sono soprattutto le difficoltà finanziarie dei clienti, indicate dal 47% delle imprese intervistate, nettamente davanti ai problemi organizzativi (21%) e ai ritardi intenzionali non riconducibili a difficoltà economiche (19%). INSOLVENZE ANCORA IN CRESCITA Il peggioramento dei comportamenti di pagamento si accompagna a un ulteriore aumento delle insolvenze aziendali. Dalla fine del 2023 il loro numero si mantiene nettamente al di sopra dei livelli precedenti alla pandemia e il 2026 conferma questa tendenza. Nei primi sette mesi dell'anno sono state registrate 43.282 insolvenze, il 6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 46% in più rispetto al 2019. Gli incrementi più marcati riguardano i servizi alle imprese (+12%), l'agroalimentare (+11%) e l'automotive (+8%). Le microimprese continuano a rappresentare oltre il 90% dei casi, ma il fenomeno interessa sempre più anche le aziende di maggiori dimensioni: tra luglio 2025 e giugno 2026 sono state registrate 64 insolvenze tra medie e grandi imprese, rispetto alle 27 del 2019. Nei primi sette mesi del 2026 le insolvenze hanno coinvolto 3,6 miliardi di euro di debiti commerciali, con quasi 160.000 posti di lavoro persi. Coface prevede che il numero complessivo delle insolvenze aumenterà del 7% nel 2026, per poi crescere di un ulteriore 9% nel 2027. LE IMPRESE GUARDANO AL 2027 CON CRESCENTE PREOCCUPAZIONE In un quadro già complesso, peggiorano anche le aspettative delle aziende. Il 56% delle imprese francesi prevede un deterioramento della propria attività nel 2027, rispetto al 49% rilevato un anno fa, mentre appena il 9% si aspetta un miglioramento. A preoccupare maggiormente le imprese è il contesto politico e sociale francese, seguito dalle tensioni geopolitiche e dall'andamento dei prezzi delle materie prime. Sul clima di fiducia pesano anche fattori esterni che stanno già producendo effetti concreti. Oltre tre quarti delle aziende con rapporti commerciali diretti con gli Stati Uniti dichiarano di aver risentito dei dazi statunitensi: il 32% ha dovuto ridurre i propri margini e il 27% ha registrato una contrazione delle esportazioni. Anche le tensioni in Medio Oriente e le interruzioni nello Stretto di Hormuz hanno avuto conseguenze sull'84% delle imprese intervistate, principalmente attraverso un aumento dei costi, particolarmente significativo nei comparti industriali come quello chimico. Carine Pichon, managing director Western Europe & Africa di Coface, commenta: "La diffusione dei ritardi nei pagamenti non rappresenta più soltanto un indicatore delle tensioni nei rapporti tra imprese, ma sta diventando un vero fattore di pressione sulla liquidità, soprattutto per le realtà più piccole. In un contesto economico e politico ancora incerto, l'ulteriore allungamento dei tempi di pagamento rischia di alimentare una nuova crescita delle insolvenze nel 2027". Ernesto De Martinis, ceo Coface Mediterranean & Africa Region e Board Member, aggiunge: "Il deterioramento dei comportamenti di pagamento in Francia evidenzia quanto la gestione della liquidità stia diventando sempre più critica per le imprese, soprattutto per quelle di minori dimensioni. L'aumento della durata dei ritardi, insieme alla crescita delle insolvenze, è un segnale da non sottovalutare in un contesto già caratterizzato da forti incertezze economiche e geopolitiche. Le difficoltà finanziarie dei clienti rappresentano oggi la principale causa dei mancati pagamenti e possono rapidamente trasmettersi lungo l'intera catena commerciale. Per le aziende diventa quindi fondamentale monitorare con attenzione la solidità delle controparti e tutelare il proprio cash flow, per preservare capacità di investimento e competitività anche in vista di un 2027 che si preannuncia ancora complesso". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)