FOCUS: Cerved vede ripresa fatturati imprese italiane in 2026-27
12/01/2026 08:42
FOCUS: Cerved vede ripresa fatturati imprese italiane in 2026-27
MILANO (MF-NW)--Nel biennio 2026-2027, secondo il Cerved Industry Forecast, è attesa una ripresa dei fatturati delle imprese italiane. La crescita sarà sostenuta dalla moderata ripartenza dei settori manifatturieri, ma sul fronte delle esportazioni l'impatto dei dazi penalizzerà in particolare Meccanica e Metalli. Le previsioni per il 2026 indicano un generale miglioramento, con i fatturati reali in aumento (+0,9%). La ripresa sarà consolidata nel 2027: +0,7% rispetto al 2026 e complessivo +1,6% nel confronto con il 2025. Sono le principali evidenze emerse dal Cerved Industry Forecast di dicembre, lo studio di Cerved che analizza l'evoluzione dei ricavi delle imprese italiane nel 2026-27 su un campione di 750.000 società di capitali. Nello scenario "baseline" elaborato da Cerved, ritenuto il più probabile, il tessuto produttivo italiano dovrebbe registrare un aumento dei fatturati (+1,6% nel biennio), nonostante l'incertezza internazionale e i primi effetti della politica protezionistica Usa. In questo quadro, la crescita sarà sostenuta dai consumi interni (favoriti dalla stabilizzazione dell'inflazione e dal parziale recupero del reddito disponibile delle famiglie), da livelli elevati di occupazione, dagli investimenti legati al Pnrr, dalla riduzione dei tassi di interesse e dal piano europeo per la Difesa. Unica eccezione il Sistema Moda, in difficoltà su mercato interno e internazionale. Qualora dovesse invece verificarsi lo scenario più pessimistico, al momento meno probabile, non vi sarebbe alcuna ripresa, anzi, i fatturati vedrebbero una contrazione: -0,2% nel 2026 e -0,9% nel 2027. In questa ipotesi "worst", il quadro geopolitico è nettamente peggiorativo, con aggravamento dei conflitti, rallentamento del commercio internazionale, tensioni nei mercati finanziari e politica monetaria restrittiva. "Le nostre stime indicano per il 2026-27 un ritorno a una crescita moderata dei fatturati, dopo un 2025 ancora debole, ma con una forte eterogeneità settoriale. La dinamica aggregata nasconde infatti una polarizzazione crescente: alcuni comparti beneficiano di investimenti, domanda interna ed export ad alto valore aggiunto, mentre altri, in particolare il Sistema Moda e parte del manifatturiero tradizionale, restano sotto pressione", commenta Luca Peyrano, Ceo di Cerved. "Il riassetto del commercio internazionale e l'effetto dei dazi stanno infatti premiando i comparti più differenziati e penalizzando quelli con minore potere di prezzo, comprimendo i margini nonostante la tenuta dei ricavi. In questo contesto, la capacità delle imprese di adattare modelli produttivi ed export sarà decisiva quanto il quadro macroeconomico". La ricerca analizza anche l'export italiano nei primi otto mesi dell'anno (+2,6%), evidenziando i primi esiti dei dazi statunitensi. Il confronto tra l'andamento generale delle esportazioni e quello verso i soli Stati Uniti mostra fenomeni distinti: alcuni comparti hanno beneficiato di un effetto di anticipazione degli acquisti, soprattutto nella prima parte dell'anno, che ha determinato una decisa crescita delle esportazioni. La Farmaceutica, ad esempio, ha segnato +65,6%, contribuendo al +6,9% totale dell'export verso gli Usa. L'anticipazione degli acquisti ha contributo ai risultati positivi anche per i settori dell'Olio, dell'Acqua Minerale, della Pasta, dei Formaggi, dei Surgelati, del Cioccolato e del Caffè: il Vino ha segnato una forte crescita fino a giugno e successivamente una flessione. Elettromeccanica (-7,8%) e Metalli e la Lavorazione dei metalli (-6,1%) hanno sofferto per l'impennata dei prezzi dovuta ai dazi al 50%. ANDAMENTO DEI FATTURATI REALI DAL 2025 AL 2027, NEI COMPARTI PRODUTTIVI E NEI PRINCIPALI SETTORI Analizzando i diversi settori produttivi, nel 2025 il manifatturiero mostra un segno positivo nel comparto del Largo Consumo, mentre il Sistema Moda e i Mezzi di trasporto, in particolare l'Automotive, evidenziano le maggiori flessioni di fatturato. In calo anche le Costruzioni, in particolare l'edilizia abitativa, mentre i Servizi continuano l'andamento positivo. Nello scenario base, le previsioni per il 2026 indicano un generale miglioramento, con i fatturati reali in aumento dello 0,9%. I comparti migliori saranno Informazione e Comunicazione (+2,9%), Metalli e Lavorazione dei metalli (+1,8%), Servizi non finanziari (+1,7%), Mezzi di Trasporto e Servizi Immobiliari (+1,5%), Elettrotecnica/Informatica e Costruzioni (+1,4%), Sistema Casa, Chimica e Farmaceutica e Altri Beni di consumo (+1,1%). Fra i settori più performanti (in positivo anche nello scenario worst) troviamo: Costruzione di Infrastrutture (+14%), Carpenteria Metallica (+11%), Calcestruzzo (+10,3%), Impianti Fotovoltaici e da altre fonti rinnovabili (+8,5%), Gestione Aeroporti (+6,8%), Industria Ferrotranviaria e Servizi Informatici e Software (+5,7%). In forte controtendenza è invece atteso il Sistema Moda (-2,5%), in difficoltà sia sul mercato interno che internazionale a causa del rallentamento degli acquisti nella fascia lusso. In questo comparto i settori più impattati saranno: Pelletteria e Valigeria (-3,6%), Calzature classiche e sportive (-3,5%), Abbigliamento (-2,9%) e anche Macchine per l'Industria tessile, Cuoio e Calzature (-3,9%). Ad essi si affiancano Editoria di Quotidiani e periodici (-6,2%), Impianti per l'Edilizia (-3,7%), Call Center (-3,63%), Carta per usi grafici (-3,15%), Trasporti Marittimi (-3%), che nello scenario worst vedrebbero raddoppiare il calo di fatturato, avvicinandosi in molti casi alle pessime performance del 2025. Le previsioni al 2027 rispetto al 2026 nello scenario base mostrano un generale miglioramento (+0,7%). Tra i comparti manifatturieri, i Mezzi di Trasporto sono previsti in recupero (+2,5%) con le buone performance settoriali di Produzione di Aeromobili e Treni. Per le Macchine e la Componentistica Elettromeccanica è attesa una leggera crescita (+0,3%) grazie all'export. Anche il Sistema Casa dovrebbe registrare una ripresa (+1,4%). Nei Servizi le performance migliori dovrebbero riguardare ICT e Intrattenimento (+3,3%), Turismo e Servizi alle imprese (+1,2%), Logistica e Trasporti (+1,6%) e Servizi Immobiliari (+12%). Nelle Costruzioni si avrà un calo fisiologico dovuto alla fine degli incentivi pubblici, non compensato dagli investimenti infrastrutturali del Pnrr (risultato finale: -0,6%). alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Tim: vola senza rete (Mi.Fi.)
12/01/2026 08:20
Tim: vola senza rete (Mi.Fi.)
ROMA (MF-NW)--Gli ultimi due anni di Tim hanno portato alla svolta da tempo desiderata: prima la cessione della rete, poi un nuovo primo azionista stabile, di derivazione pubblica e italiano. Da quando l'infrastruttura è stata ceduta a Kkr e Poste Italiane è il nuovo primo azionista, sul mercato l'ex incumbent italiano - da sempre uno dei titoli più popolari a Piazza Affari con oltre 242 mila azionisti, la maggior parte piccoli risparmiatori - è passato da azione su cui scommettere al ribasso a investimento interessante. Da inizio 2025 ha più che raddoppiato il suo valore e la capitalizzazione del gruppo oggi sfiora 12 miliardi di euro. Il peggio sembra alle spalle: Tim a Piazza Affari viaggia ormai stabilmente tra 0,5 e 0,55 euro, forte di un target price medio che, stando al consenso Bloomberg, è di 0,56 euro e di un periodo di rialzi vissuto nelle ultime settimane grazie a una serie di elementi positivi. Il gruppo guidato dall'amministratore delegato Pietro Labriola non vuole perdere il momentum in borsa. Alla sfida di continuare a rispettare i target fissati dal punto di vista del business ordinario, ora che deve correre solo con le gambe dei servizi senza la rete fissa, si affiancano una serie di mosse annunciate a cavallo tra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2026: le sinergie con il gruppo di Del Fante, l'accordo di ran sharing (condivisione delle antenne) con Fastweb+Vodafone e la conversione delle azioni di risparmio nell'assemblea del 28 gennaio. È il primo appuntamento formale dell'anno nuovo, che potrà segnare la tanto attesa semplificazione della struttura societaria di Tim. Insieme alle conversioni, tra le altre cose, si voterà anche per la ricostituzione delle riserve con l'abbattimento del capitale sociale, consentendo a Tim di tornare a distribuire i dividendi. Nella sua gestione ordinaria il gruppo è tornato a generare un utile nel terzo trimestre anche per tutti gli azionisti di Tim e non solo per le minoranze di Tim Brasil, da sempre cash cow del gruppo. Secondo le stime aggiornate di Kepler, che ha alzato il target price da 0,62 a 0,67 euro, Tim dovrebbe generare 62 milioni di utile netto adjusted nel 2025, 333 milioni nel 2026 e 563 milioni nel 2027. Il costante miglioramento del business e la riduzione del debito potrebbero valere per Tim anche la promozione a investment grade tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, spiegano gli analisti. La cessione della rete fissa ha liberato Tim della zavorra rappresentata dagli investimenti necessari per il suo sviluppo, che richiedeva un livello di debito (e interessi da pagare) tale da affossare il bilancio del gruppo. Il lavoro non è terminato, ovviamente, come dimostra l'accordo di ran sharing preliminare firmato con Fastweb+Vodafone e che dovrebbe fruttare tra 250 e 300 milioni di euro di risparmi nei prossimi 10 anni, oltre a un miglioramento dell'infrastruttura 5G nelle città più piccole del Paese. Niente di eccezionale in termini assoluti, ma che come effetto secondario - scrivono gli analisti di Kepler -potrebbe aumentare la pressione sui concorrenti WindTre e Iliad e magari favorire il consolidamento. Inoltre l'accordo, per quanto limitato nei vantaggi in termini assoluti, è testimone di come il management di Tim stia lavorando pazientemente e costantemente sui margini per rendere sostenibile le sue attività storicamente core, vale a dire telefonia e connettività. Un business che difficilmente potrà tornare in tempi brevi a essere la macchina da soldi che era a cavallo tra i due millenni, ma che può comunque rappresentare una gamba importante di un gruppo in grado di generare margini e utili in altri settori, come i servizi alle imprese di Tim Enterprise. In quest'ottica un ulteriore boost ai risultati (e di conseguenza al titolo a Piazza Affari) potrebbe arrivare dalle sinergie con Poste, che dovrebbero comporsi principalmente di attività di cross selling dei diversi servizi (sfruttando due reti e due basi clienti differenti) e di una joint venture su servizi cloud basati su AI generativa e tecnologie open source. (milanofinanza.it) red/pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: significativi benefici per turismo italiano da Giochi Milano-Cortina (Oxford E.)
12/01/2026 08:18
FOCUS: significativi benefici per turismo italiano da Giochi Milano-Cortina (Oxford E.)
MILANO (MF-NW)--I prossimi Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 promettono significativi benefici economici per il settore turistico italiano, con una maggiore capacità e un modello di ospitalità distribuito che dovrebbe aumentare la partecipazione, ridurre i colli di bottiglia e lasciare un impatto duraturo, secondo una recente analisi di Tourism Economics, una società di Oxford Economics. Chloe Parkins, capo economista di Tourism Economics, sottolinea come la struttura unica dei Giochi, distribuita su più località — tra cui Milano, Cortina d'Ampezzo, Verona, Valtellina e Val di Fiemme — rappresenti una novità rispetto a eventi passati come i Giochi di Torino 2006. "I prossimi Giochi Olimpici Invernali, con maggiore capacità, allargheranno i benefici e ridurranno i colli di bottiglia per il turismo rispetto agli eventi precedenti", puntualizza Parkins. "La distribuzione su più località di Milano-Cortina differisce significativamente dai Giochi di Torino 2006 e permette una maggiore partecipazione e un impatto più positivo". L'esperta prevede che la domanda di viaggi internazionali aumenterà oltre le settimane dei Giochi, con arrivi in Italia che raggiungeranno i 66,7 milioni nel 2026, in crescita del 9,3% rispetto al 2025. Milano, come principale punto d'ingresso, registrerà una crescita ancora più forte, pari al 10,7%, mentre i pernottamenti nel Nord Italia supereranno i trend nazionali. "Il turismo domestico manterrà meglio del solito i flussi durante un mega-evento. Questo avviene perché una maggiore distribuzione tra le sedi e un miglior accesso ferroviario dovrebbero ridurre il congestionamento che normalmente scoraggia alcuni viaggi", aggiunge Parkins. Tourism Economics prevede che queste dinamiche rafforzeranno la posizione dell'Italia come potenza globale del turismo, con effetti a catena che si estenderanno fino al 2027 e oltre. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)