FOCUS: il nuovo Btp Valore conviene davvero? (Nextam Partners)
27/02/2026 17:50
FOCUS: il nuovo Btp Valore conviene davvero? (Nextam Partners)
MILANO (MF-NW)--L'emissione del nuovo Btp Valore, grazie al meccanismo delle cedole crescenti, può risultare più vantaggiosa rispetto a un Btp tradizionale per gli investitori che intendono mantenere il titolo fino alla scadenza dei sei anni. Tuttavia, come ogni strumento finanziario, presenta vantaggi e svantaggi che ciascun operatore deve valutare con attenzione. Non tutti, infatti, hanno la possibilità di mantenere l'investimento fino a scadenza, commenta Massimo Maria Gionso, partner di Nextam Partners. INVESTITORI POTREBBERO NON MANTENERE TITOLO FINO A SCADENZA Da lunedì a venerdì, fino alle ore 13, è in programma la nuova emissione del Btp Valore, con una durata di sei anni e cedole pagate su base trimestrale. Il titolo prevede un meccanismo di cedole crescenti ogni due anni: 2,50% per il primo biennio, 2,80% per il secondo e 3,50% per il terzo. A questi rendimenti si aggiunge un premio fedeltà dello 0,80% riconosciuto a chi manterrà l'investimento fino alla scadenza. "Per valutare quanto la nuova emissione sia vantaggiosa rispetto al Btp "tradizionale bisogna effettuare un calcolo elementare", commenta l'esperto. "Sommando le tre cedole il rendimento sui 6 anni è del 2.93% cui va aggiunto il premio fedeltà dello 0.13% annuo per un totale a scadenza del 3.06%. Oggi il rendimento di un Btp classico con scadenza a 6 anni è di circa il 2.77% quindi sulla base della pura matematica la risposta è scontata: è più conveniente il nuovo Btp Valore", dichiara Gionso. Tuttavia, è bene ricordare che non tutti gli investitori, in questo caso prevalentemente privati e famiglie, sono nelle condizioni di mantenere i titoli in portafoglio fino alla scadenza, poiché potrebbero avere necessità di liquidità prima del termine naturale dell'investimento. "Qualora si verificasse il caso di dover avere necessità dei fondi prima della scadenza naturale del bond, la formula del Btp valore potrebbe essere penalizzante", prosegue l'esperto. BTP TRADIZIONALE OFFRE 2,77% ANCHE PER UN SOLO ANNO "Un Btp tradizionale con cedola e scadenza determinate, infatti, ha un rendimento praticamente certo anche se negoziato in qualsiasi momento della sua vita residua: salvo le naturali oscillazioni dei mercati, relativamente basse su strumenti con duration breve, si sa a priori quale sarà il rendimento per il periodo di detenzione anche vendendo il bond prima della scadenza", dettaglia l'esperto. "Se un Btp a 6 anni rende come visto il 2.77% circa, il mio rendimento sarà indicativamente quello anche se mantenuto solo per un anno", dichiara Gionso. Il Btp Valore, al contrario, presenta un meccanismo di cedole crescenti ogni due anno e fa si che in caso di smobilizzo, ad esempio, entro i primi due anni il rendimento sarà calcolato sulla prima cedola pari al 2,5%, perdendo tutto il premio complessivo dello strumento. BTP VALORE PRESENTA VANTAGGI E SVANTAGGI "Quindi la domanda se il Btp valore conviene non può avere una risposta univoca: ha, come qualsiasi altro strumento, i suoi pregi ed i suoi difetti, che ogni singolo investitore dovrà equamente pesare", spiega l'esperto. "E tenuto conto che alla fine si parla di decimali di rendimento di differenza, che nel loro piccolo ottimizzano un portafoglio ma che nella sostanza non generano particolare ricchezza, va valutato se il vantaggio in termini assoluti premia l'inevitabile illiquidità dello strumento per non perdere il premio", prosegue Gionso. CERTEZZA DI RACCOLTA PER IL MEF "Ultima doverosa considerazione: questa emissione, al pari delle precedenti, avrà successo? Qui la risposta non può essere che positiva", commenta l'esperto. Il regolamento di queste emissioni prevedono che il Mef paghi a tutti gli intermediari collocatori una commissione dello 0,60% su qualsiasi ammontare collocato. "A titolo di esempio, l'ultima emissione è stata per un controvalore di circa 16.5 miliardi di euro, sulla quale il Mef ha pagato ai collocatori commissioni per circa 100 milioni di euro: 0.60% per collocare lo strumento più semplice e banale che si possa proporre ad un cliente", continua Gionso. "Qualsiasi consulente di reti, banche o gestore sarà solo felice di spingere sulla clientela con questo strumento: per loro c'è certezza di guadagno. E per il Mef, certezza di raccolta", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
COMMENTO BOND: Treasury in calo dopo dato prezzi produzione gennaio
27/02/2026 17:50
COMMENTO BOND: Treasury in calo dopo dato prezzi produzione gennaio
MILANO (MF-NW)--I rendimenti dei Treasury trattano in calo, mentre gli investitori ricalibrano le aspettative dopo la pubblicazione del dato sui prezzi alla produzione di gennaio, risultato superiore alle attese. Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso di 3,2 punti base al 3,976%, mentre il rendimento del titolo trentennale ha ceduto oltre 2 punti base al 4,637%. Il rendimento del biennale si è ridotto di 3 punti base al 3,414%. "I mercati non avevano bisogno di cattive notizie sull'inflazione questa mattina e l'azionario ha ampliato le perdite", ha dichiarato Chris Rupkey, capo economista di Fwdbonds. "I rendimenti obbligazionari erano già scesi sotto la soglia psicologica del 4% prima del dato sui prezzi alla produzione ed è improbabile che tornino sopra questo livello chiave nel breve termine". L'indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti è aumentato dello 0,5% a livello mensile a gennaio, dopo un incremento dello 0,4% a dicembre, al di sopra dello 0,3% atteso dal consenso degli economisti. I prezzi dell'energia sono diminuiti del 2,7% nel mese, mentre i prezzi dei generi alimentari sono scesi dell'1,5%. Al netto di alimentari ed energia, l'indice core dei prezzi alla produzione è aumentato dello 0,8%, nettamente superiore allo 0,3% previsto e dopo un incremento dello 0,6% nel mese precedente. Su base annua, i prezzi alla produzione sono cresciuti del 2,9% a gennaio dopo il +3% del mese precedente, mentre i prezzi core sono saliti del 3,6% dopo un aumento del 3,3%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
COMMENTO ENERGY: domenica l'Opec potrebbe riprendere incrementi produzione
27/02/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: domenica l'Opec potrebbe riprendere incrementi produzione
MILANO (MF-NW)--L'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e i suoi alleati si riuniranno domenica per discutere di un dilemma familiare: immettere più barili sul mercato o continuare a trattenere l'offerta in un contesto geopolitico fragile. L'Opec+ ha deciso di mantenere la produzione invariata nel primo trimestre dopo una serie di aumenti lo scorso anno. Gli analisti ritengono che ora il cartello dovrebbe riprendere gli incrementi, iniziando con un aumento modesto di 137.000 barili al giorno. Un aumento della produzione indicherebbe che l'Opec+ sta riavviando il graduale ritiro dei tagli volontari di circa 1,65 milioni di barili al giorno, originariamente previsti fino alla fine del 2026. Alcuni analisti si aspettano che le restanti restrizioni vengano eliminate entro sei mesi, mentre altri ritengono che il processo possa estendersi fino alla fine dell'anno. Molti avvertono, tuttavia, che solo la metà circa di qualsiasi aumento delle quote si traduce in effettiva produzione, poiché alcuni membri devono affrontare vincoli di capacità. "Il mercato petrolifero dovrebbe essere in grado di assorbire ulteriori barili", afferma Giovanni Staunovo, strategist di Ubs. Goldman Sachs ritiene che l'Opec+ sia nella posizione di aumentare moderatamente la produzione da aprile a giugno dopo una serie di interruzioni dell'offerta all'inizio dell'anno, in particolare in Kazakistan, e a causa di scorte inferiori alle attese nei Paesi dell'Ocse. Gran parte del surplus previsto resta al di fuori dei principali hub di determinazione dei prezzi, con barili russi, iraniani e venezuelani accumulati su petroliere in mare. Nel frattempo, le preoccupazioni geopolitiche continuano a sostenere i prezzi dell'oro nero. alb MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)