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MARKET DRIVER: banche, Ubs alza target price
22/01/2026 11:08
MARKET DRIVER: banche, Ubs alza target price
MILANO (MF-NW)--Ubs ha alzato i prezzi obiettivo su Intesa Sanpaolo da 6,15 a 6,45 euro, su Bper da 11,8 a 13,1 euro e su Banco Bpm da 12,5 a 12,8 euro. Sui primi due titoli la raccomandazione è buy, su Banco Bpm neutral. "Prospettive solide, necessaria una scintilla di crescita per ridurre il divario di valutazione con la Spagna", sintetizzano gli analisti, che ricordano come le banche italiane lo scorso anno abbiano sottoperformato quelle spagnole in Borsa, invertendo il trend visto nel 2023-2024. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ITALIA: da Confcommercio cauto ottimismo, in 2026 Pil +0,9% e inflazione +1,2%
22/01/2026 11:05
TOP NEWS ITALIA: da Confcommercio cauto ottimismo, in 2026 Pil +0,9% e inflazione +1,2%
ROMA (MF-NW)--Le prospettive di crescita dell'Italia per il 2026 sono "moderatamente ottimistiche", con il pil che dovrebbe registrare una crescita dello 0,9%, mentre l'inflazione "potrebbe chiudere sotto l'1,2% in assenza di shock". A sostenere queste aspettative segnali "concreti di miglioramento dell'economia italiana", tra cui il rientro dell'inflazione, il recupero del potere d'acquisto e la ripresa dei consumi più diffusa rispetto ai mesi precedenti. E' quanto stima l'ufficio studi di Confcommercio secondo cui l'inflazione, al netto degli elementi temporanei, ha cessato di rappresentare un "freno strutturale per famiglie e imprese". La stima è per una crescita tendenziale dello 0,7% a gennaio, rispetto al +1,2% di dicembre. Il reddito disponibile reale torna a crescere e supera i livelli pre-pandemici, registrando un +4,6% nei primi 3 trimestri del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2019 (pre pandemia). CONSUMI IN RIPRESA I consumi reali recuperano più lentamente (+1,2% nel 2025 rispetto al 2019) ma mostrano una "chiara" inversione di tendenza nella parte finale del 2025. Da ottobre-novembre si osserva un cambiamento "significativo" nel clima di fiducia: per le imprese, in crescita mese su mese da settembre per quattro mesi consecutivi, circa +3% rispetto a luglio; per le famiglie +1,7% a dicembre su novembre. Quindi, diminuisce la sfiducia delle famiglie e aumenta la propensione al consumo. Le intenzioni di spesa risultano in crescita rispetto sia al 2024 sia alla prima parte del 2025. "Il risveglio dei consumi durante il Black friday, il Natale e l'avvio dei saldi è certamente un segnale positivo che conferma il recupero della fiducia", ha affermato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. "Per rendere la crescita più robusta è necessario continuare a ridurre le tasse su famiglie e imprese, semplificare la burocrazia e creare migliori condizioni per la partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro", ha proseguito. LA DISPOUTA SUI PREZZI DEL CIBO, "CRESCIUTI MENO CHE IN GERMANIA" In Italia in sette anni, da prima della pandemia, gennaio 2019, a dicembre 2025, per i prezzi degli alimentari c'è stata una crescita dei prezzi cumulata del 30,1%, in Francia la situazione è simile (+28,5%), in Germania si arriva al 41,9% e in Spagna oltre il 40%. Con questi dati, Confcommercio risponde indirettamente all'Antitrust che di recente ha aperto un'indagine conoscitiva sull'aumento dei prezzi dei beni alimentari negli ultimi anni. LA RISPOSTA DEL CODACONS A CONFCOMMERCIO Su questo punto è intervenuto subito il Codacons. I dati sulla crescita dei prezzi alimentari diffusi oggi da Confcommercio sono "fumo negli occhi", ha sottolineato l'associazione definendo questo "un tentativo maldestro di negare la realtà che è sotto gli occhi di tutti: gli abnormi rincari che si sono abbattuti sulle famiglie italiane negli ultimi anni. Affermare che all'estero i listini dei generi alimentari sono saliti in modo più sostenuto rispetto all'Italia, senza considerare tutte le altre variabili economiche che caratterizzano ogni Paese, è sbagliato e fuorviante". Codacons porta come esempio che nel periodo 2010-2024 il reddito reale disponibile delle famiglie, secondo Eurostat, è salito in Germania del +17%, in Francia del +12%, in Spagna del +8%, mentre in Italia la crescita dei redditi familiari, nello stesso periodo, si è fermata ad un misero +1%. "Questo significa che, in termini reali, all'estero gli aumenti dei prezzi dei generi alimentari sono risultati inferiori rispetto all'Italia, e i rincari di cibi e bevande hanno avuto un impatto molto più limitato sulle tasche delle famiglie La verità è che dopo l'escalation dei prezzi legata a caro-energia e guerra in Ucraina i rincari non sono rientrati, e anzi i listini hanno continuare a crescere in modo del tutto ingiustificato, portando l'Antitrust ad accogliere la nostra richiesta e accendere un faro su possibili speculazioni a danno dei consumatori". vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: crescita export Giappone delude a dicembre, in netto calo spedizioni verso Usa
22/01/2026 11:01
TOP NEWS ESTERO: crescita export Giappone delude a dicembre, in netto calo spedizioni verso Usa
MILANO (MF-NW)--La crescita delle esportazioni giapponesi nell'ultimo mese del 2025 ha deluso il consenso degli economisti, registrando un aumento del 5,1% su base annua rispetto all'incremento del 6,1% atteso, mentre le spedizioni verso gli Stati Uniti hanno subito un calo a doppia cifra. EXPORT VERSO USA E' TORNATO A CALARE Le esportazioni giapponesi sono diminuite nella parte centrale del 2025, a causa delle preoccupazioni sui dazi statunitensi, ma hanno registrato una ripresa verso la fine dell'anno dopo l'annuncio di un accordo commerciale con gli Stati Uniti che ha ridotto i dazi nei confronti del Paese nipponico al 15%. Tuttavia, a dicembre le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno ripreso a calare, registrando una forte contrazione dell'11,1% dopo un aumento dell'8,8% nel mese precedente. La crescita di novembre era stata la prima da marzo. Le spedizioni verso la Cina continentale, il principale partner commerciale del Giappone, sono aumentate del 5,6%, mentre le esportazioni verso Hong Kong sono balzate del 31,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le esportazioni verso l'Asia sono cresciute del 10,2%. Le importazioni a dicembre sono aumentate del 5,1% su base annua, in netto rialzo rispetto all'incremento dell'1,3% di novembre, superando le stime degli economisti che avevano previsto una crescita del 3,6%. IL QUADRO COMPLESSIVO DEL 2025 Nell'intero 2025, le esportazioni giapponesi sono cresciute del 3,1%, un aumento più contenuto rispetto all'incremento del 6,2% registrato nel 2024, poiché le spedizioni verso Cina continentale e Stati Uniti, i due principali partner commerciali di Tokyo, sono calate rispettivamente dello 0,4% e del 4,1%. Le esportazioni verso Hong Kong e Taiwan sono invece aumentate rispettivamente del 17,8% e del 15,1% nell'intero anno. L'aumento complessivo delle esportazioni nel 2025 è stato in parte dovuto all'anticipazione delle spedizioni verso gli Stati Uniti prima dei rialzi tariffari, al boom dell'intelligenza artificiale che ha sostenuto le spedizioni di elettronica e macchinari, e a uno yen debole, spiega Stefan Angrick, responsabile per il Giappone di Moody's Analytics. "Sebbene le spedizioni tengano per ora, le prospettive sono piene di rischi", avverte l'esperto, sottolineando che l'aumento dei dazi statunitensi e la forte concorrenza estera pesano sulla produzione industriale e sui volumi delle esportazioni. Anche le minacce commerciali dalla Cina rappresentano una preoccupazione aggiuntiva. I dati commerciali arrivano mentre il Giappone si prepara alle elezioni anticipate dell'8 febbraio, indette dal Primo Ministro Takaichi. Una vittoria netta permetterebbe alla premier di portare avanti la sua agenda fiscale in Parlamento con poca opposizione e potrebbe anche comportare il mantenimento di uno yen debole, a sostegno delle esportazioni giapponesi. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Pil: Confcommercio stima crescita +0,9% in 2026, inflazione +1,2%
22/01/2026 10:49
Pil: Confcommercio stima crescita +0,9% in 2026, inflazione +1,2%
ROMA (MF-NW)--Le prospettive di crescita dell'Italia per il 2026 sono "moderatamente ottimistiche", con il pil che dovrebbe registrare una crescita dello 0,9%, mentre l'inflazione "potrebbe chiudere sotto l'1,2% in assenza di shock". E' quanto stima l'ufficio studi di Confcommercio spiegando che alla base delle valutazioni ci sono segnali "concreti di miglioramento dell'economia italiana". A sostenere i numeri di quest'anno sono il rientro dell'inflazione, il recupero del potere d'acquisto e la ripresa dei consumi più diffusa rispetto ai mesi precedenti. L'inflazione, al netto degli elementi temporanei, ha cessato di rappresentare un "freno strutturale per famiglie e imprese". Secondo Confcommercio a gennaio la crescita tendenziale si fermerà allo 0,7%, rispetto al +1,2% di dicembre. Il reddito disponibile reale torna a crescere e supera i livelli pre-pandemici, registrando un +4,6% nei primi 3 trimestri del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2019 (pre pandemia). I consumi reali recuperano più lentamente (+1,2% nel 2025 rispetto al 2019) ma mostrano una "chiara" inversione di tendenza nella parte finale del 2025. Da ottobre-novembre si osserva un cambiamento "significativo" nel clima di fiducia: per le imprese, in crescita mese su mese da settembre per quattro mesi consecutivi, circa +3% rispetto a luglio; per le famiglie +1,7% a dicembre su novembre. Quindi, diminuisce la sfiducia delle famiglie e aumenta la propensione al consumo. Le intenzioni di spesa risultano in crescita rispetto sia al 2024 sia alla prima parte del 2025. vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER BOND: volatilità persisterà ma rendimenti giapponesi scendereanno (Ubs Gwm)
22/01/2026 10:47
MARKET DRIVER BOND: volatilità persisterà ma rendimenti giapponesi scendereanno (Ubs Gwm)
MILANO (MF-NW)--Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management, sottolinea che i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi "si sono stabilizzati nelle ultime 36 ore, ma è probabile che la volatilità persista nel breve periodo a causa di preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale. Esistono tuttavia diversi elementi che suggeriscono come i rendimenti stiano attualmente sovrastimando i livelli effettivi e tenderanno a ridursi nel tempo". Per l'esperto "una maggiore chiarezza fiscale dovrebbe ripristinare la fiducia del mercato, contribuendo a ridurre i rendimenti dei titoli di Stato nipponici. Inoltre, il governo dispone di strumenti che possono essere utilizzati per contenere i rendimenti. Infine, il Giappone rimane impegnato su un percorso di consolidamento fiscale". Pur continuando a monitorare i movimenti più recenti del mercato, Haefele "prevede che le proposte di riduzione fiscale di Takaichi stimoleranno i consumi senza compromettere la sostenibilità fiscale. I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi dovrebbero quindi tornare progressivamente a livelli più bassi. Si conferma inoltre l'attrattiva delle azioni giapponesi, sostenute dal recupero degli utili aziendali e dall'aumento del ritorno sul capitale (Roe)". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)