TOP NEWS ESTERO: BoE resta ferma ma presto potrebbe essere costretta ad agire
17/09/2026 19:31
TOP NEWS ESTERO: BoE resta ferma ma presto potrebbe essere costretta ad agire
MILANO (MF-NW)--Il Comitato di politica monetaria della Bank of England(Monetary Policy Committee, Mpc) ha votato, con una maggioranza di 6 a 3, per mantenere il bank Rate al 3,75%. Tre membri avrebbero preferito un incremento di 25 punti base al 4%. I MOTIVI ALLA BASE DELLA CONFERMA DEI TASSI Il protrarsi del conflitto in Medio Oriente ha contribuito a ulteriori aumenti dei prezzi del greggio e dei prodotti energetici raffinati rispetto alla precedente riunione, che rimangono più volatili e più elevati rispetto ai livelli precedenti al conflitto, ha sottolineato la BoE. L'inflazione del Regno Unito è salita al 3,1% ad agosto ed è probabile che aumenti ulteriormente nei prossimi trimestri. La politica monetaria viene definita in modo da garantire che l'inflazione torni in maniera duratura al 2% mentre l'economia si adegua allo shock energetico, ha puntualizzato la BoE. L'orientamento di politica monetaria necessario per raggiungere questo obiettivo dipenderà dall'entità e dalla durata dello shock e dal modo in cui questo si trasmetterà all'economia. Finora vi sono state poche evidenze di effetti significativi di secondo impatto nella determinazione dei prezzi e dei salari, ha sottolineato la BoE. Tuttavia, il rischio di tali effetti, che la politica monetaria deve contrastare, aumenta quanto più a lungo persistono prezzi dell'energia elevati o quanto maggiore è la loro volatilità. L'attività economica è stata leggermente più forte del previsto, anche se la debolezza delle condizioni del mercato del lavoro e i tassi di interesse più elevati sostenuti da famiglie e imprese dall'inizio del conflitto contribuiranno a ridurre l'inflazione nel tempo. RISCHI SU INFLAZIONE ORIENTATI AL RIALZO Nel complesso, il Comitato ritiene che i rischi per le prospettive dell'inflazione siano orientati al rialzo, e in misura maggiore rispetto al Monetary Policy Report di luglio, sebbene vi sia ancora la possibilità che le prospettive cambino significativamente con l'evolversi degli eventi in Medio Oriente. Il Comitato ha quindi ritenuto appropriato mantenere invariato il bank rate in questa riunione ed è pronto ad agire secondo necessità per garantire che l'inflazione rimanga sulla traiettoria necessaria per raggiungere l'obiettivo del 2% nel medio termine. BOE VUOLE AZZERARE STOCK TITOLI STATO In questa riunione, l'Mpc ha inoltre votato all'unanimità per ridurre a zero lo stock di titoli di Stato britannici acquistati per finalità di politica monetaria e finanziati attraverso l'emissione di riserve della Banca centrale. L'operazione sarà realizzata attraverso un piano pluriennale, in modo che lo stock residuo venga progressivamente ridotto a un ritmo medio annuo di 46 miliardi di sterline entro la fine del 2034, attraverso vendite annuali per 20 miliardi di sterline, affiancate dai Gilt giunti a scadenza. QUADRO POTREBBE SPINGERE BOE AD AGIRE "Il blocco di maggioranza dell'Mps" della BoE "sta segnalando rischi di un aumento dell'inflazione, ma vuole valutare gli effetti di secondo impatto prima di agire. Tuttavia, è sempre più probabile che il contesto di mercato generale possa spingerli ad aumentare i tassi", afferma Simon Dangoor, deputy chief investment officer of Fixed Income and head of Fixed Income Macro investing di Goldman Sachs Asset Management. "La decisione della Banca d'Inghilterra chiarisce ciò che già sapevamo: la possibilità di un rialzo dei tassi a novembre dipenderà interamente dai prezzi dell'energia. Il nostro scenario di base resta quello di tassi invariati, ipotizzando che i prezzi dell'energia diminuiscano nelle prossime sei settimane. In caso contrario, ci aspetteremmo che la Banca aumenti, seppure con riluttanza, i tassi a novembre e probabilmente anche a febbraio", aggiungono gli economisti di Ing. Confermano gli analisti di Ebury: "L'Mpc ha confermato di rimanere di fatto ostaggio della geopolitica e, fino a quando non si concretizzerà un accordo di pace con l'Iran, ogni riunione da qui in avanti dovrà essere considerata una riunione in cui una decisione sui tassi è effettivamente possibile". UN DIFFICILE EQUILIBRIO "La decisione della Bank of England di lasciare i tassi invariati al 3,75% riflette il difficile equilibrio che la Banca centrale continua a dover gestire. Negli ultimi mesi l'inflazione è aumentata, ma gran parte della risalita è riconducibile a fattori esterni, come l'aumento dei costi dell'energia e dei carburanti, mentre le pressioni inflazionistiche sottostanti sono rimaste più stabili. In un contesto di crescita modesta e persistente incertezza, i policymaker sembrano quindi orientati a prendersi più tempo prima di intervenire nuovamente", afferma Richard Flax, cio di Moneyfarm. "Mentre altre importanti Banche centrali hanno adottato un atteggiamento più restrittivo, la BoE sembra mostrare una maggiore disponibilità ad attendere ulteriori segnali sull'evoluzione dell'inflazione prima di definire la propria prossima mossa", conclude l'esperto. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
WALL STREET: commento di metà seduta
17/09/2026 18:32
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa viaggiano in territorio positivo a metà seduta, con il Dow Jones che guadagna lo 0,71%, l'S&P 500 l'1,12% e il Nasdaq Composite l'1,69%, dopo il rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, il primo dal 2023. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, "ripete di non voler dipendere dal singolo dato. Ma quando scende nel dettaglio, gli indicatori che guarda sono molto concreti", afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro. "Il primo è la diffusione dell'inflazione: quanti dei 199 componenti del paniere Pce continuano a salire sopra il 3%. Ieri ha ribadito che troppe categorie restano sopra quella soglia, sia su base semestrale sia annualizzata". "Il secondo", prosegue l'analista, "è il capex legato all'intelligenza artificiale. Qui Warsh non guarda soltanto a quanto stanno investendo gli hyperscaler. Guarda alla seconda derivata, cioè se il ritmo di crescita degli investimenti stia ancora accelerando oppure abbia iniziato a perdere velocità. Il terzo termometro è arrivato ieri, ed è probabilmente il più originale. Parlando dell'aumento dei rendimenti a lungo termine, Warsh ha indicato tre fattori: forza dell'economia, concorrenza per il capitale, geopolitica. Su quest'ultima guarda oltre il petrolio: prezzi spot di mais, soia e grano, ma anche i crack spread, i margini tra greggio e prodotti raffinati che arrivano davvero nell'economia reale. Il punto, per Warsh, è capire quando uno shock smette di restare confinato alla singola commodity e comincia a propagarsi". Per Jamie Patton, managing director e co-head of global rates di Tcw, "l'aspetto più interessante" della riunione della Fed "è stato la reazione dei mercati: le azioni hanno perso terreno, le quotazioni legate all'inflazione sono scese, i rendimenti dei titoli di Stato a breve scadenza sono saliti e il dollaro si è rafforzato". "Tale combinazione", continua l'esperto, "suggerisce che gli investitori stiano valutando uno scenario complesso: tassi più elevati potrebbero non agire direttamente sulle cause profonde dell'inflazione, ma sono in grado di irrigidire le condizioni finanziarie a tal punto da frenare la domanda e mettere sotto pressione gli asset di rischio. La politica monetaria non può generare più petrolio o più manodopera, né ridurre i dazi; può però rendere le condizioni finanziarie sufficientemente restrittive da indurre la domanda a farsi da parte, allentando così la pressione inflazionistica". Sul fronte macroeconomico, negli Usa le vendite di abitazioni in attesa di completamento sono aumentate dello 0,3% ad agosto, a fronte del calo dello 0,1% previsto da un sondaggio condotto dagli economisti e dopo la diminuzione del 2,6% registrata a luglio, secondo la National Association of Realtors. Su base annua, l'indice mensile delle vendite è diminuito del 4,7% rispetto ad agosto 2025. Quanto alle scorte di gas naturale, sono aumentate di 44 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata l'11 settembre. Si tratta di un incremento inferiore ai 48 mld di piedi cubi previsti dagli analisti, dopo un aumento di 40 mld registrato la settimana precedente. Con un volume di 3.298 mld di piedi cubi, le scorte risultano inferiori del 3,6% rispetto alla stessa settimana dell'anno precedente, ma superiori del 3,7% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Sul fronte societario: - Generac balza del 20,98% dopo aver raggiunto un accordo con Amazon per la fornitura di generatori di emergenza destinati ai suoi data center. Le prime consegne, previste tra il 2027 e il 2028, ammontano complessivamente a 2,4 miliardi di dollari. Generac concede inoltre ad Amazon il diritto di acquistare proprie azioni per un valore massimo di 340 milioni di dollari. Il titolo Amazon gudagna il 2,11%. - Nike segna +0,08% dopo aver annunciato la nomina nel consiglio di amministrazione di Alexandre Arnault, vice amministratore delegato di Moët Hennessy, società del gruppo Lvmh. "Alexandre si è guadagnato la reputazione di aiutare marchi globali iconici a evolversi, innovare e crescere in un mercato in trasformazione e complesso", ha dichiarato Nike. - L'amministratore delegato di Arm Holdings, Rene Haas, è sempre più fiducioso che la società riuscirà a soddisfare la domanda per il suo nuovo chip destinato ai data center. Il titolo guadagna il 6,43%. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)