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MARKET DRIVER: Novo Nordisk, piccola sorpresa positiva da etavopivat (Jefferies)
20/04/2026 12:55
MARKET DRIVER: Novo Nordisk, piccola sorpresa positiva da etavopivat (Jefferies)
MILANO (MF-NW)--Jefferies conferma la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo di 270 corone danesi su Novo Nordisk, evidenziando che i risultati del trial di fase 3 Hibiscus su etavopivat contro i sintomi dell'anemia falciforme rappresenta "una piccola sorpresa positiva". Nonostante l'asset non sia tra quelli nel focus degli investitori, gli analisti rilevano un potenziale di 1 miliardo di dollari di vendite di picco a livello globale al 40% di probabilità. A questo si aggiunge il fatto che ultimamente questo ambito di trattamento ha registrato diversi insuccessi a livello clinico. "Tuttavia, un secondo studio, Hibiscus-2, è ancora in corso di valutazione ed è stato avviato dopo un cambiamento del quadro normativo. Sebbene Novo richiederà l'autorizzazione all'immissione in commercio basandosi sui risultati di Hibiscus, quest'ultimo studio potrebbe comunque risultare rilevante", avverte il team di ricerca. bon (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: borsa, divergenze settoriali dai prossimi conti (Intermonte)
20/04/2026 12:50
MARKET DRIVER: borsa, divergenze settoriali dai prossimi conti (Intermonte)
MILANO (MF-NW)--Gli esperti di Intermonte, in una nota sulla prossima tornata di trimestrali, segnalano che le aspettative sugli utili mostrano forti divergenze settoriali. Energy: revisioni al rialzo degli utili grazie all'aumento delle stime sul prezzo del petrolio. Industriali e consumer: rischi al ribasso legati a un possibile rallentamento dei consumi, parzialmente mitigabili da una buona flessibilità sui costi. Società con pricing power: rimangono favorite in termini di momentum degli utili. Finanziari: pur esposti alla volatilità dei mercati, beneficiano di tassi elevati e di una qualità degli attivi ancora solida; gestori e assicurazioni traggono vantaggio da flussi netti positivi e da trend di investimento favorevoli. Utilities: aspettative miste, con fattori positivi e negativi che potrebbero in parte compensarsi. Le dinamiche di mercato dovrebbero continuare a essere guidate da geopolitica e macroeconomia. Il recente storno è visto come un'opportunità di ingresso sui titoli finanziari, più che come un segnale di inversione del trend positivo in atto da tempo, grazie a solidi livelli di capitale, capacità di remunerazione degli azionisti e buone prospettive sulla crescita degli utili. Sono attesi buoni risultati per banche e per asset gatherer. L'aumento dei costi energetici penalizza consumers e industriali, ma risultano interessanti alcuni titoli del lusso e alcuni digital digital laggard. Attese invece indicazioni miste dalle utilities e un avvio d'anno debole per il settore healthcare. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 20 APRILE 2026
20/04/2026 12:50
PUNTO DEL POMERIGGIO EUROPEO: 20 APRILE 2026
MILANO (MF-NW)--I listini azionari europei trattano in ribasso, con l'Euro Stoxx 50 che lascia sul terreno l'1,42% cedendo terreno rispetto al rally di sollievo della scorsa settimana, con gli investitori che guardano con preoccupazione alle nuove tensioni in Medio Oriente e attendono i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. La nuova escalation rappresenta un passo indietro dopo il rally di venerdì e i mercati si trovano al momento in una fase di incertezza, affermano gli economisti Commerzbank. "Mentre i mercati hanno chiuso la scorsa settimana con un forte rally di propensione al rischio, la confusione sullo status dello Stretto di Hormuz ha portato a un parziale riassorbimento di quell'ottimismo con l'inizio della nuova settimana", confermano gli economisti di Pepperstone. Danske Bank avverte che è probabile che i mercati restino volatili e che i prezzi del petrolio rischiano di superare i 100 dollari al barile se i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderanno presto. "I prezzi del petrolio sono ancora una volta sballottati dagli sviluppi in Medio Oriente, con quella che sembra una de-escalation che si trasforma rapidamente in una nuova escalation", affermano infine gli economisti di Ing. Sul fronte macroeconomico, i prezzi alla produzione in Germania sono scesi dello 0,2% su base annua a marzo, dopo un calo del 3,3% nel mese precedente, riferisce l'Ufficio federale di statistica del Paese. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono stati più alti del 2,5%, contro una crescita attesa dell'1,4%. L'ultima rilevazione rappresenta l'incremento mensile più consistente dall'agosto del 2022. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Borsa Singapore: Sti chiude a +0,12% a 5.004,07 punti
20/04/2026 12:45
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FOCUS: shock energetico MO meno intenso rispetto a Ucraina 2022 (Deutsche Bank)
20/04/2026 12:43
FOCUS: shock energetico MO meno intenso rispetto a Ucraina 2022 (Deutsche Bank)
MILANO (MF-NW)--Il forte rimbalzo del mercato petrolifero registrato nelle ultime settimane ha riacceso il confronto con quanto avvenne nel mese successivo all'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. Allora si osservò una dinamica analoga, seguita da correzioni ancora più marcate con il progressivo emergere della portata dello shock stagflazionistico, commenta Henry Allen, Macro Strategist di Deutsche Bank Research. Tuttavia, lo shock legato al conflitto in Medio Oriente appare meno intenso rispetto a quello del 2022, un fattore che contribuisce a spiegare la relativa compiacenza dei mercati finanziari. PREZZI INFERIORI RISPETTO AL 2022 In primo luogo, i prezzi del petrolio e del gas sono più bassi rispetto al 2022. Inoltre, le aspettative risultano inferiori. "Ad esempio, anche se si confronta un momento simile a un mese dall'inizio del conflitto in Ucraina, i futures sul Brent indicavano uno shock petrolifero prolungato, con i futures a 6 mesi sopra i 100 usd/bbl, mentre oggi sono attualmente sotto gli 80 usd/bbl. In altre parole, gli investitori non stanno scontando uno shock stagflazionistico prolungato", riporta l'esperto. In secondo luogo, il confronto sui prezzi del petrolio risulta più favorevole se si tiene conto dell'inflazione e della minore intensità energetica. "Questo perché dal 2022 abbiamo registrato un'inflazione cumulativa di circa il 10% e l'intensità energetica ha continuato a diminuire. Pertanto, anche se il prezzo del petrolio dovesse tornare a 100 dollari al barile, l'impatto sarebbe oggi minore rispetto a allora", continua Allen. QUADRO MACRO RESTA RESILIENTE Inoltre, sul fronte dei prezzi, oggi l'inflazione parte da una base più bassa, il che significa che le banche centrali non sono costrette ad adottare le misure aggressivamente restrittive che abbiamo visto dopo lo shock del 2022. Infine, i dati macroeconomici si sono dimostrati resilienti. "Ciò differisce dagli shock petroliferi più gravi del passato, quando si registravano cali immediati dei dati non appena si verificava lo shock, ad esempio la prima crisi petrolifera del 1973 o la Guerra del Golfo del 1990. Al contrario, oggi l'impatto dell'inflazione è evidente, ma i dati sono rimasti espansivi su entrambe le sponde dell'Atlantico", spiega l'esperto. SHOCK ODIERNO È MENO GRAVE RISPETTO A CRISI PASSATE Per i mercati, "il punto chiave è che lo shock odierno non raggiunge le soglie di gravità degli shock petroliferi del passato, se si considerano una serie di indicatori", dichiara Allen. "Il motivo per cui nel 2022 si sono verificati cali di mercato ancora più marcati dopo il primo mese è che quella situazione era accompagnata da uno shock energetico molto più grave (in particolare per quanto riguarda il gas), insieme a un'inflazione elevata che ha portato al ciclo di rialzi dei tassi più aggressivo degli ultimi trent'anni e a timori concreti di una recessione", spiega l'esperto. "Pertanto, la resilienza che abbiamo osservato in diverse classi di attività è più comprensibile di quanto possa sembrare a prima vista e non è solo un segno di compiacimento", conclude Allen. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)