WALL STREET: commento di apertura
14/09/2026 15:54
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa all'avvio delle contrattazioni sono in linea con le attese: dopo un'apertura a +0,34%, il Dow Jones cala a -0,27%, l'S&P 500 è in ribasso dello 0,76% e il Nasdaq Composite dell'1,26%. Secondo gli strategist di Mps, "dal fine settimana emergono due temi. Il primo è quello della governance AI con la lettera diffusa dal ceo di Anthropic, Dario Amodei, e sottoscritta da varie figure chiave del mondo AI sulla necessità di porre un freno agli sviluppi dei modelli per evitare esiti catastrofici adombrati da diversi osservatori ed esemplificati dall'incidente Hugging Face. Il secondo tema rimane quello del conflitto Usa-Iran; l'incontro Iran-Stati del Golfo, programmato per oggi, è stato rimandato e la pipeline saudita est-ovest è stata chiusa dopo gli attacchi della guerriglia Houti". "Tutto questo disegna un quadro negativo per i mercati stamane con il Brent sopra 107, indici azionari in calo con storno del segmento AI (molto debole in Asia) e rendimenti che rimangono vicini ai massimi toccati la scorsa settimana. Il set-up appare come problematico per tutte le macro-asset in una settimana che vede i meeting di Fed, BoE e BoJ, con il primo che mercoledì catalizzerà l'attenzione e detterà probabilmente la direzione", concludono gli esperti. Matthew Ryan, Head of Market Strategy di Ebury, ha modificato la previsione sulla riunione della Federal Reserve di questa settimana e ora si aspetta "un aumento dei tassi di 25 punti base, con la modesta sorpresa al rialzo nei dati sull'inflazione di agosto che ha ridotto l'incertezza intorno alla decisione. Il dato più sostenuto sull'inflazione di fondo, salita allo 0,3% su base mensile, al di sopra delle attese di consenso, suggerisce che le pressioni sottostanti sui prezzi rimangono moderatamente più persistenti di quanto implichi la narrativa sulla disinflazione e dovrebbe essere, a nostro avviso, appena sufficiente a convincere i membri del comitato contrari a un rialzo a cambiare posizione. Gli investitori concordano, con i futures che ora prezzano una probabilità di circa il 90% di un aumento dei tassi mercoledì". Per l'esperto "la decisione si preannuncia comunque molto combattuta e vediamo ragioni concrete per essere cauti, con i membri più accomodanti del comitato che non sono certo privi di argomenti. I rendimenti dei Treasury continuano a salire: la scorsa settimana il rendimento a 10 anni ha raggiunto i massimi del 2023. Questo rappresenta di per sé una forma di inasprimento delle condizioni finanziarie, riducendo la pressione sulla Fed affinché faccia tutto il lavoro da sola, ma aumenta anche il rischio che un rialzo dei tassi finisca semplicemente per aggravare il selloff in un mercato del debito già sottoposto a forti tensioni. Anche il fattore che sta alimentando l'inflazione rimane uno shock dal lato dell'offerta, piuttosto che un eccesso di domanda, e tassi più elevati non fanno nulla per ridurre i prezzi del petrolio. A nostro avviso, l'argomento più forte a favore di un rialzo non risiede necessariamente nei dati, bensì nella credibilità della Fed, sia nel preservare la propria indipendenza sia nel contrastare l'inflazione". "I dati sull'inflazione di agosto hanno rafforzato la nostra convinzione che mercoledì la Fed aumenterà i tassi di 25 punti base. Sebbene un rialzo dei tassi appaia probabile, non è ancora una certezza, poiché permane una significativa incertezza sulla funzione di reazione del Fomc", ribadiscono gli strategist di Unicredit. "Con poco più di tre rialzi dei tassi già prezzati dai mercati entro la metà del 2027, sarà fondamentale che la Fed agisca in modo coerente e gestisca con attenzione la comunicazione. Consideriamo la decisione sui tassi di questa settimana un banco di prova per la credibilità della Fed", concludono gli esperti. Sul fronte societario: - I principali titoli dei chip in calo all'apertura degli scambi, dopo che alcuni esponenti di spicco del settore dell'intelligenza artificiale, tra cui il Ceo di Anthropic Dario Amodei, hanno chiesto un rallentamento nello sviluppo delle capacità dell'IA. Intel scende del 7,50%, Marvell Technology perde il 9,17% e Advanced Micro Devices arretra del 6,33%. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)