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FOCUS: tanta esperienza per trader italiani, poca fiducia in AI (Capital.com)
22/09/2026 10:06
FOCUS: tanta esperienza per trader italiani, poca fiducia in AI (Capital.com)
MILANO (MF-NW)--I trader italiani, secondo una nuova ricerca condotta da Capital.com, piattaforma di trading online attiva in diversi mercati internazionali regolamentati, tendono ad avere più esperienza rispetto ai colleghi tedeschi e polacchi: il 28% vanta oltre sei anni di esperienza, contro solo il 18% in Germania e il 16% in Polonia. Questa maggiore anzianità si accompagna a un'età media di 44 anni, la più alta tra i tre mercati: questo dato indica che i trader hanno impiegato più tempo a costruire competenze specifiche nei mercati in cui operano. La ricerca ha inoltre rilevato che il 26% dei trader italiani non detiene alcun investimento al di fuori dei mercati in cui opera, contro il 23% in Germania e il 18% in Polonia: i trader italiani risultano quindi i meno diversificati al di là dei loro mercati di riferimento. Il divario si conferma asset per asset: il 34% dei trader italiani possiede oro fisico o gioielli, contro il 45% in Germania e il 54% in Polonia; il 12% detiene opere d'arte da collezione, contro il 18% e il 33%; il 9% quote in startup, contro il 24% e il 22%. Tempo, studio e capitale seguono la stessa direzione. Avendo impiegato più tempo a costruire competenze nei mercati in cui operano e svolgendo personalmente gran parte delle analisi, i trader italiani sembrano destinare il proprio capitale a ciò che conoscono meglio, piuttosto che distribuirlo tra immobili, oro, arte o startup come tendono a fare i colleghi tedeschi e polacchi. Commentando i risultati, Christoforos Soutzis, Ceo Europe di Capital.com, ha dichiarato: "i nostri dati indicano una preferenza per la profondità rispetto all'ampiezza. Per molti trader italiani, tempo e studio sembrano essere stati investiti nel padroneggiare i mercati in cui operano piuttosto che nell'imparare più asset class contemporaneamente. Questa concentrazione, tuttavia, rappresenta essa stessa un rischio da considerare, non solo un segno di competenza". La ricerca di Capital.com rivela, inoltre, come i trader italiani costruiscono le proprie decisioni. Il 71% si affida principalmente alle proprie analisi, in linea con la Polonia (71%) e leggermente al di sotto della Germania (78%). Allo stesso tempo, i trader italiani attribuiscono un peso nettamente inferiore, rispetto ai colleghi tedeschi e polacchi, alle fonti esterne: in particolare agli strumenti di analisi basati sull'intelligenza artificiale (43%, contro il 57% in Germania e il 62% in Polonia), seguiti da analisti finanziari indipendenti (55%, contro il 63% e il 64%), report di ricerca istituzionali (53%, contro il 65% e il 64%), contenuti sul trading presenti sui social media (38%, contro il 56% e il 60%), e amici o conoscenti (31%, contro il 50% e il 57%). "I trader italiani coinvolti nella nostra ricerca hanno impiegato più tempo a costruire competenze nei mercati in cui operano rispetto ai colleghi tedeschi e polacchi: questo si riflette nella quantità di analisi che svolgono personalmente, incluso quanto poco si affidano agli strumenti basati sull'intelligenza artificiale. Riflette il tipo di decisione informata che nasce da tempo ed energie reali investiti in un settore scelto, non semplicemente una preferenza per una fonte di informazione rispetto a un'altra", ha aggiunto Soutzis. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Pil: Istat rivede al rialzo 2024 di 8.564 mln e 2025 di 6.954 mln
22/09/2026 10:06
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*Deficit/Pil: Istat conferma al 3,1% nel 2025
22/09/2026 10:03
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Energia: +1,8 mld in 6 mesi spesa luce e gas di famiglie (Confartigianato)
22/09/2026 09:58
Energia: +1,8 mld in 6 mesi spesa luce e gas di famiglie (Confartigianato)
ROMA (MF-NW)--La crisi nel Golfo scarica i suoi effetti sui bilanci delle famiglie italiane. Nell'arco di sei mesi di conflitto, tra febbraio e agosto 2026, l'indice dei prezzi al consumo di elettricità, gas e altri combustibili domestici ha registrato un'impennata dell'11,4%. Questo incremento si traduce in un maggiore esborso stimato in 1,8 miliardi di euro che grava sulla spesa dei quasi ventisette milioni di nuclei familiari residenti nel Paese. Lo rileva Confartigianato in un'analisi presentata durante la 22* edizione dell'annuale convention "Energies and Sustainability Confartigianato High School", organizzata in collaborazione con i Consorzi energia Caem, CEnPI, Multienergia. La crescita cumulata in sei mesi dei prezzi retail dell'energia vede in particolare il gas a +13,5% e l'elettricità a +10,1% e supera nettamente l'inflazione del 2,8% rilevata nello stesso periodo Nella classifica regionale dei rincari dell'energia tra febbraio e agosto sono le famiglie della Lombardia quelle maggiormente colpite con un aggravio complessivo di 329 milioni di euro, corrispondente a una crescita cumulata del 12,3% in sei mesi dei prezzi di questi beni energetici riferita al territorio. Seconda posizione per il Veneto, che registra una spesa aggiuntiva di 216 milioni di euro a causa di un forte aumento dei prezzi pari al 14,8%, il più intenso tra le regioni. Il terzo gradino del podio spetta al Lazio, dove le famiglie hanno dovuto sborsare 166 milioni di euro in più, seguito a breve distanza dall'Emilia-Romagna con 155 milioni e dal Piemonte con 144 milioni. E ancora, la Campania mostra un incremento di spesa pari a 123 milioni, seguita dalla Toscana con 106 milioni e dalla Puglia con 95 milioni. In Sicilia, l'impatto dei rincari in si attesta a 91 milioni e in Friuli-Venezia Giulia a 58 milioni. Seguono i 51 milioni in Liguria, i 47 milioni nel Trentino-Alto Adige, i 43 milioni nelle Marche ed i 41 milioni in Calabria. La spesa scende poi a 35 milioni in Sardegna, a 32 milioni in Abruzzo ed a 25 milioni in Umbria, per poi chiudersi con gli aggravi minori registrati in Basilicata con 12 milioni, in Molise con 7 milioni e nella Valle d'Aosta con 4 milioni. A livello provinciale, la classifica dell'extracosto stilata in base ai dati sui prezzi dell'energia rilevati e disponibili per 78 capoluoghi di provincia, vede in testa Roma con un esborso aggiuntivo a carico delle famiglie pari a 123 milioni di euro e un aumento dei prezzi dell'energia riferito al territorio del 9,5%. Milano segue in seconda posizione con 116 milioni di rincaro e una crescita dei prezzi del 12,6%, precedendo Torino con 75 milioni, Napoli con 63 milioni e Verona con 42 milioni, ammontare causato da un aumento di prezzi dell'energia riferito al territorio pari al 15,5% che è il secondo più intenso dopo il +15,6% registrato per Gorizia. com/pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Cina continua ad aumentare riserve oro (Confinvest Oro)
22/09/2026 09:58
MARKET DRIVER: Cina continua ad aumentare riserve oro (Confinvest Oro)
MILANO (MF-NW)--"La continuità degli acquisti di oro da parte della Cina è uno degli elementi più interessanti da osservare oggi sul mercato", afferma Simone Manenti, amministratore delegato di Confinvest Oro. "Nel solo mese di agosto, la Banca Popolare Cinese ha incrementato le proprie disponibilità di oltre 20 tonnellate, portando le riserve ufficialmente dichiarate a circa 76,7 milioni di once troy, per un controvalore nell'ordine dei 350 miliardi di dollari. Il dato assume ancora più rilievo se si considera che nello stesso mese il prezzo dell'oro è aumentato di circa il 10%. Gli acquisti sono quindi proseguiti anche in presenza di quotazioni elevate. Ciò rafforza l'idea che la domanda cinese risponda a una strategia di medio-lungo periodo, orientata alla diversificazione delle riserve e alla riduzione della concentrazione su singole valute e classi di attivo. Il progressivo incremento delle riserve auree da parte delle principali banche centrali riflette il ruolo che l'oro continua a svolgere come strumento di diversificazione: non è legato al rischio di credito di un singolo emittente e mantiene un'elevata liquidità sui mercati internazionali. È anche per questo che il comportamento degli istituti centrali resta una variabile da osservare insieme all'andamento dei tassi reali, dell'inflazione, delle principali valute e del rischio geopolitico. Le strategie di una banca centrale non sono naturalmente sovrapponibili a quelle di un investitore privato. Offrono però una chiave di lettura utile: l'oro continua a essere considerato uno strumento da valutare in una prospettiva di medio-lungo periodo, all'interno di una strategia di diversificazione e in funzione della composizione complessiva del patrimonio e degli obiettivi di investimento". dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)