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MARKET DRIVER: Prada, Barclays conferma overweight
03/06/2026 11:14
MARKET DRIVER: Prada, Barclays conferma overweight
MILANO (MF-NW)--Barclays ha ridotto da 68 a 61 hkd il prezzo obiettivo su Prada, confermando la raccomandazione overweight. Le stime di Eps vengono limate dell'1% sul 2026 e del 3% per il 2027 per "meglio riflettere i numeri del primo trimestre". Il titolo per gli analisti resta su valutazioni troppo basse per essere ignorato. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Eurozona: +0,6% m/m prezzi produzione aprile (+4,9% a/a)
03/06/2026 11:02
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MARKET DRIVER: India; B.centrale attesa ferma, crescono rischi per crescita e bilancio (Julius Baer)
03/06/2026 11:02
MARKET DRIVER: India; B.centrale attesa ferma, crescono rischi per crescita e bilancio (Julius Baer)
MILANO (MF-NW)--Il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha invitato il mese scorso i cittadini ad adottare misure di austerità per contribuire a preservare le riserve valutarie del Paese, alla luce dello shock petrolifero provocato dalle tensioni in Medio Oriente, osserva Sok Yin Yong, Fixed Income Analyst Asia di Julius Baer. Ad aprile, infatti, il deficit commerciale dell'India si è ampliato, raggiungendo i 28,38 miliardi di dollari, a causa dell'aumento del costo delle importazioni. Questa dinamica rischia di tradursi in un ulteriore peggioramento del deficit delle partite correnti, prosegue Yong. In quanto importatore netto di energia, "tensioni prolungate nel Golfo e prezzi elevati del petrolio faranno aumentare la fattura delle importazioni dell'India, comportando rischi al ribasso per le partite correnti, l'inflazione e la rupia indiana (Inr), oltre a offuscare le prospettive di crescita", spiega l'esperta. Al contempo, "il rendimento del titolo di Stato indiano a 10 anni è aumentato in linea con quelli dei Paesi comparabili dall'inizio del conflitto in Iran (+41 punti base, al 7,001%) e continua a mostrare una tendenza al rialzo, mentre i prezzi del petrolio rimangono elevati e crescono le preoccupazioni fiscali", riporta Yong. "Sebbene la maggior parte degli economisti si aspetti che la Rbi mantenga invariata la propria politica monetaria nella riunione del 3-5 giugno, il mercato sarà alla ricerca di segnali restrittivi per valutare le prospettive di un futuro rialzo dei tassi", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: Pmi composito Eurozona su minimo da 18 mesi, indica contrazione Pil
03/06/2026 11:02
TOP NEWS ESTERO: Pmi composito Eurozona su minimo da 18 mesi, indica contrazione Pil
MILANO (MF-NW)--L'attività economica del settore privato dell'Eurozona ha registrato il calo più netto da 18 mesi, con una contrazione mensile consecutiva per la prima volta dalla fine del 2024. A pesare sui livelli di produzione è stata l'ennesima contrazione della domanda di merci e servizi dell'Eurozona, con i mercati di esportazione (incluso il commercio intra-Eurozona) in netta frenata: i nuovi ordini esteri sono infatti crollati al tasso più rapido da cinque mesi. Segnali di indebolimento si sono osservati anche nel mercato del lavoro, con maggiori perdite di posti. Sui prezzi, quelli di acquisto sono cresciuti ancora di più, continuando a toccare record dalla fine del 2022. Il tasso di inflazione dei prezzi di vendita è accelerato per il terzo mese consecutivo. Tirando le somme, la contrazione del Pmi composito dell'Eurozona dai 48,8 punti di aprile ai 48,5 di maggio, è stata modesta ma la più netta da un anno e mezzo. Dai dati si evince che i livelli di attività totale del settore privato dell'Eurozona sono stati trascinati in basso dai servizi: questo poiché la produzione manifatturiera è nuovamente aumentata, anche se più lentamente. Analizzando gli Stati i cui dati compositi sono disponibili, si evince che la contrazione è soprattutto dovuta alle due maggiori economie del blocco della moneta unica, Germania e Francia. L'Italia e la Spagna hanno registrato un'espansione dell'attività del settore privato, sebbene a tassi di crescita marginali. PMI INDICA CONTRAZIONE PIL DELLO 0,2% Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence, sottolinea che "con l'attività economica che a maggio ha indicato il secondo mese consecutivo di calo, appare sempre più probabile che in questo secondo trimestre l'economia scivoli in contrazione. A meno che a giugno non vi siano cambiamenti significativi, i dati Pmi indicano un calo del Pil trimestrale dello 0,2%". BRUTTI SEGNALI PER BCE DA FRONTE PREZZI L'esperto fa poi notare che "la pressione dei prezzi è intanto salita ai livelli più preoccupanti da più di tre anni, provocando timori di un'inflazione che nei prossimi mesi potrebbe avvicinarsi al 4%. La Banca centrale europea non accoglierà felicemente questa pressione dei prezzi, e tenderà ad agire rapidamente per evitare che l'aumento dell'inflazione si consolidi. Tuttavia, il timore dei responsabili delle politiche monetarie è certamente quello di un rialzo dei tassi in una fase di rallentamento economico, che farebbe crescere il rischio di recessione. Quindi, se un rialzo dei tassi di interesse potrebbe essere visto come un'assicurazione, altri aumenti sarebbero di difficile applicazione se l'economia continua ad indebolirsi, soprattutto perché lo stesso rallentamento della domanda limiterà il potere sui prezzi e la crescita dei salari". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: Ocse avverte, più dura guerra più rallentamento economia sarà grave
03/06/2026 11:01
TOP NEWS ESTERO: Ocse avverte, più dura guerra più rallentamento economia sarà grave
MILANO (MF-NW)--L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha drasticamente ridotto le sue previsioni di crescita globale, avvertendo che i danni economici della guerra tra Stati Uniti e Iran potrebbero peggiorare in modo significativo a meno che non si raggiunga rapidamente un accordo di pace duraturo. Nel suo Economic Outlook di giugno, l'Ocse ha affermato che la crescita globale dovrebbe rallentare dal 3,4% nel 2025 al 2,8% nel 2026, prima di risalire al 3,1% nel 2027, a condizione che lo shock sui prezzi dell'energia inizi a ridursi entro la metà di quest'anno. Tali stime presuppongono uno scenario di conflitto limitato nel tempo, in cui viene raggiunto un accordo di pace e le attuali perturbazioni nello Stretto di Hormuz vengono risolte rapidamente, sottolinea Stefano Scarpetta, capo economista dell'Ocse. Nello scenario peggiore, in cui le interruzioni delle rotte di navigazione e delle infrastrutture energetiche dovessere continuare fino al 2027, la crescita globale dovrebbe scendere bruscamente al 2,1% nel 2026 e all'1,8% nel 2027. Ciò potrebbe spingere alcune economie in recessione o vicino alla recessione, avverte Scarpetta. L'Ocse evidenzia che la chiusura dello Stretto di Hormuz, insieme ai danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo, ha fatto impennare i prezzi dell'energia e aumentare i costi dei fertilizzanti e di altri input industriali fondamentali. Inoltre, le conseguenze della guerra tra Stati Uniti e i loro alleati e l'Iran sono destinate a protrarsi nel tempo, anche dopo un eventuale accordo. Per Scarpetta un accordo duraturo non solo porterebbe sollievo alla regione, ma "getterebbe le basi per una risoluzione delle perturbazioni che ha causato all'economia globale. Più a lungo durano le interruzioni, maggiori diventano i costi economici e sociali". L'OUTLOOK SULL'INFLAZIONE Nello scenario peggiore, l'inflazione globale dovrebbe aumentare di 0,4 punti percentuali nel 2026 e di 1,3 punti nel 2027. "La disoccupazione aumenterebbe e gli investimenti, inclusi quelli nell'intelligenza artificiale ad alta intensità energetica, si indebolirebbero significativamente, con crescenti rischi di rivalutazione dei mercati finanziari e con pressioni al rialzo derivanti dai prezzi elevati delle materie prime parzialmente compensate da una domanda finale più debole", avverte Scarpetta. "Le conseguenze sarebbero globali ma potrebbero risultare particolarmente gravi per le economie in via di sviluppo con riserve energetiche limitate, elevata quota di energia e cibo nei consumi delle famiglie, capacità fiscale limitata e reti di sicurezza sociale deboli, bassi risparmi privati e valute più fragili". SFIDA SEMPRE PIU' COMPLESSA PER LE BANCHE CENTRALI La traiettoria al ribasso della crescita renderà ancora più complessa la sfida per le Banche centrali globali, già alle prese con un'espansione più debole e pressioni inflazionistiche, prosegue l'Ocse. La crisi evidenzia inoltre la vulnerabilità delle economie globali a un singolo collo di bottiglia e sottolinea la necessità di rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento e diversificare le fonti energetiche. "Nel breve termine, misure di emergenza per contenere la domanda e il coordinamento internazionale delle riserve strategiche di energia possono aiutare a mitigare parte degli effetti dello shock di offerta, ma la necessità di investire di più per liberarci dalla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili è più urgente che mai". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)