Conti pubblici: consolidamente prosegue ma debito resta troppo alto (Fmi)
27/05/2026 10:12
Conti pubblici: consolidamente prosegue ma debito resta troppo alto (Fmi)
ROMA (MF-NW)--Il consolidamento fiscale ha continuato a progredire, ma il debito pubblico rimane troppo alto. Il deficit si è ridotto al 3,1% del Pil nel 2025, con un miglioramento rispetto all'obiettivo iniziale per il secondo ano consecutivo. In particolare, il buon andamento delle entrate e il miglioramento nella tax compliance hanno contribuito a far salire l'avanzo primario allo 0,8% del Pil. Nonostante questi progressi, il debito pubblico è salito a circa il 137% del Pil alla fine del 2025 e le dinamiche del debito restano soggette agli shock di crescita, tassi di interesse e fiducia. E' quanto si legge nel comunicato conclusivo del Fondo monetario internazionale sulla missione Article IV 2026 dell'Italia. Un ritmo più veloce nella riduzione del debito, sottolinea l'Fmi, rafforzerebbe in misura notevole la resilienza. La graduale riduzione del debito pianificata dalle autorità abbasserebbe leggermente il debito nel medio termine; tuttavia, a causa dell'elevato livello di debito e della forte esposizione agli shock esterni, accelerare il consolidamento fiscale rafforzerebbe ulteriormente la fiducia nel mercato. In base alle ultime proiezioni, un impegno di bilancio aggiuntivo di circa 1% del Pil nel 2026-2027, rispetto a quanto già pianificato, aiuterebbe ad accelerare la riduzione del debito. Se la crescita dovesse essere minore, si potrebbe valutare di estendere l'impegno aggiuntivo raccomandato su tre anni. Anche in uno scenario al ribasso severo, viene sottolineato, sarà importante proseguire sulla riduzione del decifit per mantenere la fiducia del mercato. Riforme strutturali a supporto della crescita alleggerirebbero il peso sulla politica di bilancio per la riduzione del debito/Pil, e ridurre il livello ancora alto di garanzie del settore pubblico rafforzerebbe la resilienza. rov MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Pil: crescita prosegue a ritmo modesto, incertezza resta alta (Fmi)
27/05/2026 10:11
Pil: crescita prosegue a ritmo modesto, incertezza resta alta (Fmi)
ROMA (MF-NW)--L'economia italiana continuerà a crescere con un ritmo modesto, rallentato da fattori esterni e sfide strutturali. Il Pil reale è aumentato dello 0,5% nel 2025, sostenuto dai consumi privati e dagli investimenti previsti dal Pnrr. Tuttavia, con la guerra in Medio Oriente, l'inflazione è salita notevolmente al 2,8% ad aprile, riflettendo la dipendenza dell'Italia dalle fonti fossili importante per la generazione di energia. Allo stesso tempo gli spread sovrani, che hanno raggiunto livelli molto bassi prima della guerra, hanno visto una nuova volatilità anche se sono rimasti contenuti. E' quanto si legge nel comunicato conclusivo del Fondo monetario internazionale sulla Missione Article IV 2026 dell'Italia. Con l'impatto della guerra, il World economic outlook di aprile ha stimato una crescita dello 0,5% nel 2026 e nel 2027, supportata in parte dall'implementazione degli investimenti del Pnrr. Nel medio termine, il rapido invecchiamento della popolazione e la persistente debolezza nella crescita della produttività continueranno a limitare la crescita potenziale a circa lo 0,6%, anche perchè la partecipazione alla forza lavoro è inferiore ai peers, in particolare per quanto riguarda donne e giovani. L'incertezza sulle previsioni, sottolinea l'Fmi, resta alta, e i rischi al ribasso stanno aumentando. Dalle ultime proiezioni, i prezzi dell'energia aumentati hanno contribuito a indebolire la fiducia dei consumatori, aumentando la probabilità di una crescita più lenta del previsto. Un conflitto prolungato in Medio Oriente potrebbe porre ulteriore pressione al rialzo sui prezzi, inasprire le condizioni finanziarie e indebolire ulteriormente la fiducia e l'attività economica. Un'intensificazione delle tensioni commerciali o una forte correzione nel mercato collegato all'AI potrebbero ulteriormente restringere le condizioni finanziari e pesare sulla crescita. A livello nazionale, un consolidamento fiscale più lento del previsto o ulteriori ritardi negli investimenti pubblici e nell'implementazione delle riforme peserebbero sul sentimetn del mercato. Al contrario, aumenti più rapidi nella produttività dovuti alle riforme, alla digitalizzazione e all'adozione dell'AI potrebbero dare uno slancio alla crescita. rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Industria: +2% m/m fatturato a marzo, +4,4% a/a (Istat)
27/05/2026 10:11
Industria: +2% m/m fatturato a marzo, +4,4% a/a (Istat)
ROMA (MF-NW)--A marzo si stima che il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti in termini congiunturali del 2% in valore e dello 0,7% in volume, registrando incrementi sul mercato interno (+2,3% in valore e +1% in volume) e su quello estero (+1,5% in valore e +0,2% in volume). Lo rende noto l'Istat. Per il settore dei servizi si stima un aumento in termini congiunturali dell'1,3% in valore e dello 0,1% in volume: il commercio all'ingrosso cresce in valore del 2,1% ed è stazionario in volume, negli altri servizi si registrano variazioni positive contenute (+0,3% in valore e +0,1% in volume). Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano a marzo una diminuzione congiunturale per i soli beni di consumo (-0,5%), mentre si rilevano un marcato aumento per l'energia (+23,0%) ed incrementi più contenuti per i beni intermedi (+1,7%) e per quelli strumentali (+0,7%). Nel primo trimestre, in termini congiunturali, il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, aumenta in valore (+1,3%) e diminuisce in volume (-0,5%). Nello stesso arco temporale, per i servizi si rilevano incrementi dell'1,7% in valore e dello 0,1% in volume. Su base tendenziale, a marzo il fatturato dell'industria, corretto per gli effetti di calendario, registra un aumento in valore (+4,4%) ed in volume (+2%), sintesi di una crescita su entrambi i mercati (+4,5% in valore e +2,5% in volume sul mercato interno, +4,1% in valore e +1,2% in volume su quello estero). Per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, si rilevano incrementi tendenziali del 4,6% in valore e dell'1,6% in volume. Variazioni positive si registrano sia nel commercio all'ingrosso (+5,8% in valore e +3,2% in volume) sia negli altri servizi (+3,2% in valore e +1,4% in volume). I giorni lavorativi di calendario nel mese di marzo 2026 sono stati 22 contro i 21 di marzo 2025. Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, una flessione per i soli beni di consumo (-1,4%), mentre si rilevano un marcato aumento per l'energia (+25,3%) e incrementi più moderati per i beni strumentali (+5,8%) e per quelli intermedi (+4,9%). com/rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)