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FOCUS: conflitto MO indebolirà condizioni credito in 2026 (S&P Global Ratings)
02/04/2026 15:58
FOCUS: conflitto MO indebolirà condizioni credito in 2026 (S&P Global Ratings)
MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente ha determinato lo shock di offerta energetica più ampio mai registrato, incidendo sulle prosprettive per il 2026 e neutralizzando un quadro precedentemente favorevole. Lo scenario base di S&P Global Ratings vede il conflitto in Iran concludersi ad aprile e incorpora una crescita inferiore, un'inflazione sensibilmente più elevata e un cambiamento nella politica monetaria. Inoltre, S&P vede un indebolimento delle condizioni di credito nei prossimi 12 mesi. STIME VEDONO CRESCITA USA AL 2,2% IN 2026 Negli Stati Uniti, le nuove previsioni vedono una crescita del Pil pari al 2,2% nel 2026, seguita da una media dell'1,9% nel periodo 2027-2029. Inoltre, lo shock dei prezzi dell'energia spingerà l'inflazione complessiva verso il 4% quest'anno, mentre il tasso di disoccupazione aumenterà gradualmente nella seconda parte del 2026 e nel 2027. In questo contesto, "stimiamo un taglio dei tassi di 25 punti base verso la fine di quest'anno, seguito da ulteriori 75 punti base nel 2027, mentre la Federal Reserve porta il tasso di riferimento verso il limite inferiore del livello neutrale. I rischi per le prospettive di crescita sono chiaramente orientati al ribasso, principalmente legati alla durata e alla gravità del conflitto", spiegano gli esperti. CONFLITTO IRAN HA INTERROTTO RIPRESA EUROPEA La guerra in Medio Oriente ha interrotto la ripresa dell'Europa, facendo salire l'inflazione, pesando sulle prospettive di crescita e complicando la politica monetaria. "Ci aspettiamo che la Bce e la Bank of England (BoE) aumentino i tassi già nel secondo trimestre del 2026", commentano gli economisti. Lo stimolo fiscale della Germania, il momentum positivo degli investimenti e la trasformazione digitale, uniti all'aumento della spesa per la difesa, continueranno a sostenere l'economia. Tuttavia, "se lo shock del prezzo del petrolio si rivelasse più grave e duraturo rispetto al nostro scenario di base, l'inflazione potrebbe superare il 5% a maggio/giugno, spingendo l'economia in una recessione tecnica a metà anno", continuano gli economisti. CONDIZIONI CREDITO PIÙ DEBOLI IN 2026 Le condizioni del credito potrebbero indebolirsi nei prossimi 12 mesi. "Riteniamo che il conflitto in Medio Oriente possa rappresentare il catalizzatore che porterà il ciclo del credito - e le prolungate condizioni di finanziamento favorevoli - a invertire la rotta. La durata del conflitto determinerà se il deterioramento sarà contenuto o diffuso", proseguono gli esperti. BRENT A 80 DOLLARI AL BARILE IN 2026 Sul fronte energetico, i prezzi resteranno elevati e volatili. "Presumiamo per il resto del 2026 un prezzo medio del petrolio Brent pari a 80 dollari al barile, con picchi temporanei superiori a 100 dollari al barile, e un prezzo medio del gas naturale TTF del Nord-Ovest Europa pari a 18 dollari per milione di Btu. Le discontinuità si estendono ad altre materie prime (ad esempio fertilizzanti), con implicazioni settoriali diffuse (ad esempio nell'agricoltura) sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti. Gli shock sui prezzi dell'energia e dei beni alimentari si tradurranno verosimilmente in un aumento dell'inflazione core", riportano gli economisti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Grifal, Isp passa a neutral
02/04/2026 15:50
MARKET DRIVER: Grifal, Isp passa a neutral
MILANO (MF-NW)--Intesa Sanpaolo ha ridotto da buy a neutral il giudizio su Grifal (-2,16% a 0,68 euro sull'Egm), con prezzo obiettivo che scende da 1,7 a 1,28 euro. "Deboli" i conti 2025, spiegano gli analisti, che mettono poi in evidenzia gli ostacoli macro, tra cui l'andamento della domanda, i tassi in crescita e la potenziale inflazione delle materie prime. pl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di apertura
02/04/2026 15:47
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano in netto calo in apertura, mentre i prezzi del petrolio continuano a correre, dopo che l'intervento del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha fatto crollare le speranze di una de-escaltion rapida del conflitto in Medio Oriente. Nel dettaglio, il Dow Jones lascia sul terreno l'1,33%, l'S&P 500 l'1,42% e il Nasdaq Composite il 2,03%. "Dopo il recupero degli asset rischiosi visto durante la settimana, alimentato dalla percezione che una via d'uscita dall'intervento si stesse materializzando, l'attesa per il discorso di Trump era elevata", commentano gli esperti di Mps. "Purtroppo, il discorso non ha offerto nessun elemento di novità ed è apparso come una collezione di dichiarazioni già sentite in queste cinque settimane di conflitto. Il punto principale è stato il proposito di colpire duramente l'Iran nelle prossime 2-3 settimane", proseguono gli strategist. In questo quadro, "Trump ha ribadito che il problema della riapertura dello Stretto di Hormuz è un problema per chi sta subendo le conseguenze della sua chiusura", riportano gli esperti. "La prospettiva sembra essere quella di un proseguimento del conflitto e di continue tensioni con i partner occidentali e i paesi del Golfo. Tutto questo rigetta i mercati in uno stato di incertezza, che si manifesta con indici azionari in arretramento ovunque", dichiarano gli strategist. I prezzi del petrolio continuano a salire, il Brent registra un rialzo dell'8,2% a 109,46 usd, mentre le quotazioni del Wti hanno raggiunto un massimo interday di 110,2 usd (+10%). Sul fronte della politica monetara, il presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, membro non votante del Fomc, ha dichiarato che potrebbe supportare tagli o rialzi dei tassi di interesse a seconda di ciò che le condizioni richiedono, ma ha aggiunto di ritenere che l'attuale impostazione della politica resterà appropriata per qualche tempo. Lato macro, il deficit commerciale internazionale è salito a 57,35 miliardi di dollari a febbraio, rispetto al disavanzo di 54,68 miliardi registrato nel mese precedente. Le importazioni sono cresciute più delle esportazioni, ampliando il deficit. I flussi in entrata di beni strumentali, forniture industriali, beni di consumo e componenti automobilistici sono tutti aumentati nel mese, mentre le importazioni di alimenti e bevande sono diminuite. Inoltre, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 202.000 unità, in diminuzione di 9.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è salito di 25.000 unità a quota 1,841 milioni. Sul fronte societario: - I titoli petroliferi sono saliti dopo il discorso del presidente Trump. Nel dettaglio, Apa guadagna il 6%, mentre Diamondback Energy, ConocoPhillips, Devon Energy, Exxon Mobil e Chevron registrano forti rialzi. (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Petrolio: Wti registra +10%, crollano aspettaive de-escalation rapida conflitto MO
02/04/2026 15:42
Petrolio: Wti registra +10%, crollano aspettaive de-escalation rapida conflitto MO
MILANO (MF-NW)--I prezzi del greggio hanno registrato un aumento del 10% nella giornata odierna, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di intensificare gli attacchi contro l'Iran nelle prossime due-tre settimane, smorzando le speranze di un'imminente de-escalation del conflitto. In questo contesto, i futures sul Wti sono saliti del 10% toccando un massimo interday di 110,21 dollari al barile, mentre i futures sul Brent, benchmark internazionale, sono aumentati dell'8% a 109 dollari al barile. Stati Uniti "colpiranno" l'Iran "in maniera estremamente dura" nelle prossime due-tre settimane, ha affermato Trump. "Porteremo a termine il lavoro, e lo faremo molto rapidamente", ha aggiunto l'inquilino della Casa bianca. Intanto, lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso. "Lo scenario di base prevede che la situazione non cambi fino alla fine di aprile, sottraendo ulteriore offerta di petrolio al mercato e aumentando i costi economici giorno dopo giorno", commenta Ryan Sweet, capo economista di Oxford Economics. Attualmente, il traffico delle petroliere attraverso lo stretto si è ridotto dal 98% rispetto alla settimana precedente allo scoppio delle ostilità. Oxford vede il traffico tornare al 50% nei mesi di maggio e giugno, ma i rischi restano orientati al ribasso. Questo aumento del traffico contribuirebbe ad attenuare, pur senza colmare, il deficit di offerta di circa 2 milioni di barili al giorno. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: EssilorLuxottica, Isp conferma buy
02/04/2026 15:41
MARKET DRIVER: EssilorLuxottica, Isp conferma buy
MILANO (MF-NW)--Intesa Sanpaolo conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 323 euro su EssilorLuxottica. Gli analisti apprezzano il profilo difensivo del titolo, con il gruppo che "può far conto sulla resilienza del suo business tradizionale" e con l'azione che sta scambiando a un multiplo PE 2026 di 26,5 volte, inferiore rispetto alla media storica di 28 volte nel periodo 2021-2024. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)