FOCUS: oro mantiene valore come strumento di copertura in lungo termine (Unicredit)
07/05/2026 10:53
FOCUS: oro mantiene valore come strumento di copertura in lungo termine (Unicredit)
MILANO (MF-NW)--L'oro non è riuscito a controbilanciare i recenti movimenti dei mercati azionari, con la correlazione tra azioni e metallo giallo che è diventata positiva. Questo ha indebolito i vantaggi della diversificazione in un momento di elevata incertezza. "Ciononostante, riteniamo che questa fase sia temporanea, determinata da fattori macroeconomici piuttosto che da un cambiamento strutturale, e restiamo ottimisti sul ruolo a lungo termine dell'oro come bene rifugio e strumento di copertura del portafoglio", commentano gli esperti di Unicredit. VALORE ORO RISIEDE IN RUOLO DIFENSIVO L'oro è comunemente considerato una forma di assicurazione per il portafoglio. "Quando i mercati azionari scendono, ci si aspetta che l'oro fornisca stabilità. Tuttavia, recentemente questa relazione si è indebolita", spiegano gli economisti. Azioni e oro si sono spesso mossi nella stessa direzione, riducendo i benefici della diversificazione e aumentando le preoccupazioni degli investitori. "Questo è rilevante perché l'oro raramente viene detenuto esclusivamente per motivi di rendimento. Il suo valore risiede nella capacità di offrire protezione ed equilibrio, soprattutto nei periodi di stress", dichiarano gli esperti. Attualmente, i rischi geopolitici restano elevati, le pressioni inflazionistiche persisitono e l'ulteriore normalizzazione della politica monetaria della Fed è stata rinviata. In questo difficile contesto macroeconomico, "l'assenza di una chiara domanda di beni rifugio ha sollevato interrogativi sull'affidabilità dell'oro. La questione principale è se il ruolo difensivo dell'oro sia davvero in discussione, considerando che la funzione difensiva può manifestarsi anche attraverso una correlazione bassa o prossima allo zero, e non necessariamente negativa", spiegano gli economisti. "Riteniamo più probabile questa seconda ipotesi, poiché la storia suggerisce che i periodi di ridotta capacità di copertura tendono a essere temporanei piuttosto che permanenti", commentano gli economisti. PERIODI DI CORRELAZIONE TRA AZIONI E ORO SONO TEMPORANEI I dati rafforzano l'idea che l'attuale movimento congiunto tra azioni globali, rappresentate dall'Msci World, e oro sia probabilmente temporaneo piuttosto che strutturale. "Il grafico mostra che la correlazione a tre mesi è recentemente entrata in territorio positivo, attestandosi intorno al 45%, indicando una fase in cui entrambi gli asset sono stati guidati dalle stesse forze macroeconomiche", proseguono gli esperti. "Le dinamiche di breve periodo sono particolarmente evidenti: la correlazione a tre mesi è diventata positiva per prima ed è aumentata rapidamente, mentre la misura a un anno tende solitamente a seguire con ritardo. Questo schema suggerisce che l'attuale cambiamento sia guidato da fattori di breve termine piuttosto che da relazioni consolidate nel tempo", spiegano gli economisti. La prospettiva di lungo periodo, basata sulla correlazione media annuale tra il 2005 e il 2025, mostra che essa rimane relativamente bassa, intorno al 13%. "Ciò evidenzia come periodi prolungati di correlazione positiva tra azioni e oro siano stati l'eccezione più che la norma. Come in episodi precedenti, fattori comuni, come le condizioni di liquidità globale, i movimenti dei tassi reali e le dinamiche valutarie, hanno influenzato entrambi gli asset, portando temporaneamente l'oro a comportarsi più come un asset rischioso che come un'ancora difensiva", osservano gli economisti. ACQUISTI DA B.CENTRALI SOSTENGONO METALLO GIALLO "Restiamo positivi sull'oro come bene rifugio e strumento di copertura del portafoglio, anche se al momento non sta assumendo costantemente questo ruolo", dichiarano gli esperti. Le fasi di correlazione positiva tra azioni e oro non sono insolite e riflettono forze macroeconomiche più ampie. Tuttavia, "riteniamo che la forza strutturale sottostante dell'oro resti sostanzialmente intatta, con il metallo che continua a offrire diversificazione nel ciclo della liquidità e protezione negli scenari di forte stress", commentano gli economisti. Il ruolo difensivo del metallo giallo è sostenuto da fattori fondamentali come l'assenza di rischio emittente e l'indipendenza dal sistema finanziario, elementi che tendono a diventare particolarmente significativi quando la volatilità azionaria aumenta e la liquidità si restringe. Inoltre, gli acquisti delle banche centrali, legati alla diversificazione delle riserve, e la forte domanda da parte degli investitori reali continueranno a sostenere la domanda di oro. "Nel complesso, riteniamo che l'attuale fase rifletta motivazioni legate al contesto temporale piuttosto che una rottura strutturale, con il ruolo di copertura temporaneamente sospeso più che compromesso. Questo suggerisce che la pazienza rappresenti una strategia più convincente per i portafogli di lungo termine", concludono gli economisti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Italia: guerra affossa settore edile, Pmi su minimi da agosto 2022
07/05/2026 10:44
Italia: guerra affossa settore edile, Pmi su minimi da agosto 2022
MILANO (MF-NW)--Ad aprile l'incertezza causata dalla guerra in Medio Oriente ha continuato a pesare sul settore edile italiano. Il calo dell'attività è stato nuovamente generale e ad un tasso più veloce in tutti e tre i sottosettori monitorati. Allo stesso tempo, la crescente inflazione dei costi, la maggiore pressione sulla catena di approvvigionamento e il moderato portafoglio ordini sono stati tutti fattori che hanno contribuito a più moderate previsioni per i prossimi dodici mesi. L'inflazione dei costi affrontata dalle aziende edili italiane è stata la più forte in quattro anni. Le aziende edili hanno continuato ad assumere, tuttavia, personale aggiuntivo, ma la loro attività di acquisto si è ridotta drasticamente. Tirando le somme, in discesa dai 46,8 punti di marzo, l'Indice S&P Global Pmi del Settore Edile in Italia, che misura le variazioni su base mensile dell'attività totale del settore, con un valore di 44,8 punti ad aprile è ulteriormente sceso al di sotto della soglia critica di non cambiamento dei 50 punti. La lettura è la più bassa dall'agosto del 2022 e ha mostrato una forte contrazione dell'attività edile in tutto il Paese. Per Eleanor Dennison, economista di S&P Global Market Intelligence, "pare che i lavori edili in Italia siano stati messi in secondo piano finché aziende e clienti non potranno essere certi che le pressioni inflazionistiche abbiano iniziato a diminuire. I livelli elevati di incertezza causati dalla guerra in Medio Oriente hanno frenato la stipula di nuovi contratti, tanto che le aziende edili non sono sicure se realizzeranno le loro previsioni di crescita per i prossimi dodici mesi". "Poiché nessun sottosettore è immune da queste avverse condizioni operative, i lavori edili residenziali, non residenziali e progetti di ingegneria civile sono tutti diminuiti a ritmi più elevati rispetto a quelli osservati a marzo. Il sottosettore dell'ingegneria civile è stato il più colpito, con l'attività che si è ridotta rapidamente", puntualizza l'esperta. Per Dennison "è però positivo osservare come un'attività di assunzione sostenuta potrebbe suggerire che le aziende si aspettano una ripresa nel breve termine e che saranno pronte ad accettare nuovi lavori quando l'incertezza si affievolirà. Le aziende edili hanno nel frattempo cercato di far fronte ai loro costi riducendo l'utilizzo dei subappaltatori e della loro quantità di acquisti". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)