TOP NEWS ESTERO: Warsh al Senato Usa, non sono il burattino di Trump
21/04/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: Warsh al Senato Usa, non sono il burattino di Trump
MILANO (MF-NW)--Il presidente designato della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha affermato con forza, nella sua audizione alla commissione bancaria del Senato Usa, di non essere il "burattino" di Donald Trump. Il banchiere centrale ha inoltre ribadito l'indipendenza della Fed, ma ha anche sottolineato la necessità di riforme nella banca centrale statunitense. "Assolutamente no": così Warsh ha replicato, alla senatrice Elizabeth Warren che lo ha definito più volte, nel corso dell'audizione, il "burattino" del presidente americano, Donald Trump. "Sono onorato che il presidente mi abbia nominato per questo incarico e, se confermato come presidente della Federal Reserve, agirò in modo indipendente", ha ribadito Warsh. WARSH VEDE FED INDIPENDENTE MA TRUMP CONTINUA A FARE PRESSIONE "Non credo che l'indipendenza operativa della politica monetaria sia particolarmente minacciata quando funzionari eletti - presidenti, senatori o membri della Camera - esprimono le loro opinioni sui tassi di interesse", ha aggiunto Warsh. Nel frattempo, però, Trump è tornato a fare pressione sulla Fed. "Sarei molto deluso se Warsh non tagliasse i tassi d'interesse immediatamente" dopo la sua nomina a presidente della Fed. Jerome "Powell non ha fatto un buon lavoro. Voglio Kevin Warsh, è fantastico e farà un ottimo lavoro. Sono a favore di rialzi di tassi per fermare l'inflazione ma una cosa di cui non si parla è che noi dobbiamo avere i tassi più bassi del mondo. Quando ero giovane io, avevamo i tassi più bassi del mondo, poi 15 anni fa la Svizzera aveva tassi più bassi di noi. Guadagnava miliardi e miliardi di dollari sulle spalle dell'America. Siamo noi l'elite", ha dichiarato l'inquilino della Casa Bianca. PER WARSH SERVONO CAMBIAMENTI SINGNIFICATIVI PER NON RIPETERE ERRORI Indipendenza a parte, alla Fed servono dei cambiamenti significativi per evitare i recenti errori commessi sull'inflazione, ha proseguito il banchiere. "Una volta che si lascia che l'inflazione prenda piede nell'economia, diventa più costoso e difficile riportarla sotto controllo, e quindi l'errore fatale di politica economica di quattro o cinque anni fa è ancora un'eredità con cui dobbiamo fare i conti", ha dichiarato Warsh. "Credo che ciò implichi un cambio di regime nella conduzione della politica. Credo che significhi un quadro dell'inflazione diverso e nuovo". Oltre all'uso dei tassi di interesse e del bilancio della Fed per affrontare l'inflazione, Warsh ha anche sostenuto la necessità di un cambiamento nella comunicazione. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ITALIA: inflazione in Italia scende sotto media Ue ma spesa famiglie non si alleggerisce (Fabi)
21/04/2026 18:01
TOP NEWS ITALIA: inflazione in Italia scende sotto media Ue ma spesa famiglie non si alleggerisce (Fabi)
MILANO (MF-NW)--L'inflazione in Italia (1,6%) è scesa sotto la media europea (2,6%) ma questa dinamica non si traduce in un reale alleggerimento della spesa per le famiglie. Lo denuncia la Federazione autonoma bancari italiani (Fabi), sottolineando che anche nel primo trimestre i prezzi restano più elevati per i beni essenziali e mostrano una maggiore persistenza nel tempo, riflettendo quindi non tanto un miglioramento delle condizioni economiche reali quanto una diversa composizione dell'inflazione. PREZZI ALIMENTI AFFOSSANO FINANZE FAMIGLIE ITALIANE A marzo i prezzi degli alimentari in Italia crescono del 2,8%, contro il 2,2% della media Ue. Il divario è ancora più evidente se il confronto viene fatto con alcuni dei principali partner europei: la Germania si ferma all'1,5%, la Francia all'1,9%, mentre solo la Spagna, al 2,7%, resta vicina al dato italiano. L'Italia aveva subito nel 2022 un aumento meno importante rispetto alla media Ue, con un tasso di crescita dei prezzi dei beni alimentari del 13,3% contro il dato medio europeo del 16% - ma con un rientro più lento nei periodi successivi. Lo shock iniziale più contenuto risulta quindi più difficile da riassorbire. È questa, a detta della Fabi, la vera anomalia italiana: non tanto un'inflazione più alta in assoluto, quanto una dinamica più persistente nei beni essenziali, con famiglie che pagano il cibo più della media europea, con i beni e servizi per la casa che restano più cari e con un vantaggio sulle bollette che è destinato a ridursi. Per le famiglie, quindi, il problema non è solo quanto crescono i prezzi, ma per quanto tempo continuano a restare sopra la media. INFLAZIONE BASSA GRAZIE A ENERGIA MA EFFETTO GUERRA DIETRO L'ANGOLO A comprimere l'indice generale è soprattutto l'energia che registra un andamento eccezionale ma con un conto della guerra che è ancora alle porte e con una discesa dei prezzi che potrebbe non essere consolidata: dopo il balzo del 54,2% nel 2022, l'Italia registra un crollo del 19,2% nel 2023, una sostanziale stabilità nel 2024 (+0,1%) e poi ancora valori negativi nel 2025 (-1,9%) e nel 2026 (-1,5%). La media Ue, nello stesso 2026, resta invece positiva all'1,6%. Anche Spagna (3,7%), Portogallo (2,6%) e Grecia (6,3%) mostrano una crescita elevate. Le recenti prospettive d'inflazione della Bce per il 2026, riviste al rialzo per effetto dei maggiori prezzi energetici dovuti alla guerra in Medio Oriente, lasciano intuire nuovi rialzi per le tariffe di gas e carburanti peraltro già in salita rispetto ai dati di fine 2025. CENA FUORI CASA? RIMANE UN LUSSO Per completare il quadro poco favorevole dei bilanci familiari in Italia, le spese per ristoranti e alberghi segnano nel 2026 un +3,5%, sostanzialmente in linea con la media Ue, ma nettamente sopra l'inflazione generale. Anche per le altre spese i prezzi italiani continuano la risalita avviata nel 2024, fino a registrare un aumento del 3,4%, superiore di quasi mezzo punto percentuale al dato europeo (3%). Si tratta di voci che non hanno la stessa visibilità del carrello alimentare, ma che pesano in modo crescente sui bilanci familiari: consumi fuori casa, servizi personali, spese correnti. Ci sono diverse dinamiche dei prezzi che aiutano a frenare il dato medio pur non incidendo in modo altrettanto diretto sulla percezione del costo della vita. Per i trasporti l'Italia si ferma al 2% nel 2026 contro il 5,2% della media Ue; i prezzi nella comunicazione restano in flessione del 3,3%, mentre la media europea è appena a -0,4%; nei servizi sanitari e spese per la salute l'Italia è all'1,6% contro il 2,6% Ue; per "svago e cultura" all'1,3% contro il 2%. SILEONI, NUMERI VANNO LETTI FINO IN FONDO "I numeri vanno letti fino in fondo, perché il rischio è raccontare una realtà che non esiste", spiega il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. "L'inflazione in Italia è più bassa della media europea, ma per le famiglie il costo della vita non diminuisce. Proprio nelle spese essenziali, a partire dagli alimentari, i prezzi restano più alti e soprattutto continuano a crescere più a lungo rispetto agli altri Paesi". PUNTARE SU TRE LEVE PER SALVARE POTERE ACQUISTO DELLE FAMIGLIE Un altro rischio concreto è "il nuovo aumento dei costi energetici legato alle tensioni internazionali non si è ancora trasferito nelle bollette. Quando accadrà, potrebbe riaccendere l'inflazione proprio mentre i consumi sono già sotto pressione. Per questo servono interventi mirati e immediati". La mossa più efficace individuata dal segretario generale del sindacato "è un mix di tre leve: redditi più forti, concorrenza vera, tasse più leggere su beni essenziali. Occorre rafforzare le misure di sostegno sui beni essenziali e, sul fronte energia, è necessario prorogare e ampliare i meccanismi di calmierazione delle bollette, evitando che gli aumenti si scarichino interamente sulle famiglie. Allo stesso tempo, bisogna sostenere i redditi, perché senza una crescita del potere d'acquisto il rischio è che il rallentamento dell'inflazione resti solo un dato statistico. Infine, serve un controllo tempestivo sugli aumenti, spesso accade che avvengano quando il cittadino ha già pagato prezzi più alti". bon andrea.bonfiglio@mfnewsiwres.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)