Masi: Girotto (ad); grande afflusso a Vinitaly, nostro brand rassicura e restiamo aperti a nuove aggregazioni
23/04/2026 12:29
Masi: Girotto (ad); grande afflusso a Vinitaly, nostro brand rassicura e restiamo aperti a nuove aggregazioni
MILANO (MF-NW)--Masi Agricola, società quotata su Euronext Growth Milan e tra i leader italiani nella produzione di vini premium, archivia Vinitaly 2026 con un grande flusso di presenze e conferma il focus su 'Masi Wine Experience', il progetto di ospitalità e di cultura che la società propone al pubblico aprendo le porte delle proprie sedi storiche in Valpolicella e degli altri luoghi di accoglienza, forte anche della recente apertura della nuova sede di Monteleone21. E' quanto sottolineato a Mf-Newswires dall'ad dell'azienda Federico Girotto, intervistato proprio in occasione del Vinitaly. Il Ceo di Masi A., grazie anche alla strategia di omnicanalità della società, esprime fiducia sull'andamento del gruppo, nonostante il contesto complicato, e ribadisce l'apertura a nuove eventuali aggregazioni in un settore che si conferma frammentato. D: Come è andato il Vinitaly? R: Bene, siamo molto contenti. Abbiamo avuto un grande afflusso, estremamente qualitativo. La parte export naturalmente era tutta organizzata, mentre la parte Italia, e qui parlo soprattutto della ristorazione, ha visto anche molto walk-in. Tutte le persone che abbiamo incontrato erano molto determinate con un pensiero chiaro, ossia trovare in questi tempi complicati una comfort zone, che deriva da un brand, il nostro, che ha una carta vini strutturata e nota, ma che nel tempo ha saputo articolare una serie di proposte, anche per destagionalizzare il business, e qui mi riferisco ad esempio ai vini bianchi, o agli ultimi Fresco di Masi Bianco e Rosso, che abbiamo lanciato adesso con meno di 10 gradi di alcool. In un frangente in cui magari ci si aspettava più pessimismo, io ho trovato voglia di reagire rimboccandosi le maniche con un certo metodo e devo dire che è una filosofia che abbracciamo al 100% anche noi. D: Il contesto geopolitico è piuttosto incerto. La guerra in Iran sta avendo effetto su di voi? R: Per definizione l'incertezza, soprattutto se collegata ancor più ad eventi che stanno avendo e potrebbero avere anche riflessi cruenti, preoccupa tutti. Dal punto di vista dei costi per ora non abbiamo avuto impatti, ma è naturale pensare che se questa scarsità di consegne di petrolio continua, allora potremmo assistere ad una emersione di extra costi, con un problema per tutti. Anche per questo speriamo che il conflitto si concluda il più presto possibile. D: Come sta andando il progetto Masi Wine Experience? R: Bene. Il 2025 si è contraddistinto per l'apertura al pubblico del nostro visitor center Monteleone21 in Valpolicella. A Monteleone21 lavoriamo su due mondi adiacenti che cerchiamo di mettere insieme per renderli sinergici: quello delle visite spontanee, continuative e quotidiane, che poi si traducono anche in assaggi, acquisti allo shop e pranzi al ristorante-bistrot, e il mondo degli eventi aziendali o privati, anche con grandi numeri. E' una location che sta avendo successo. Adesso chiaramente, partendo la stagione turistica, ci aspettiamo che ci sia un contributo ancora maggiore dalla prima componente. Abbiamo poi aperto a novembre il nuovo Masi Wine Bar & Restaurant all'Aeroporto Valerio Catullo di Verona. Ci piace segnalare anche il progetto del Costasera Contemporary Art, che ci ha visto ormai da molte edizioni collaborare con grandi artisti internazionali trasponendo un'opera d'arte sull'iconica etichetta del nostro flagship Amarone Costasera. Quest'anno lo abbiamo realizzato in collaborazione con il Maestro Fabrizio Plessi, sancendo un ideale incontro tra la sfera del nostro business più storico, legato alla produzione e vendita del vino, e quello direct-to-consumer della Masi Wine Experience, dato che quest'etichetta d'autore prende ispirazione dall'opera site specific del Maestro Plessi a Monteleone21 intitolata "l'Anima dell'Amarone". D: Come sta andando il 2026? R: Quello che noi possiamo dire è che dal punto di vista delle variabili ambientali non è lecito aspettarsi cambiamenti significativi in un futuro quanto meno di stretta prevedibilità. Abbiamo visto nel corso del 2025 e del 2024 certi fenomeni di contesto - ad esempio una maggiore difficoltà di spesa da parte del consumatore, un trend di flessione per i consumi dei vini rossi strutturati e anche una certa competizione di bevande dal mondo della mixology - che non stanno cambiando neanche adesso. Per quello che riguarda noi, abbiamo avuto una sostanziale tenuta nel 2025. Al momento cerchiamo di lavorare in uno scenario in cui la crescita è un po' complicata, ma il nostro brand è molto solido. Siamo fiduciosi sul fatto che il mantenimento della nostra strategia di omnicanalità distributiva, insieme ad un aggiornamento progressivo del portfolio, ci consenta di cogliere nuove opportunità. Noi abbiamo un prezioso asset che è il brand, che rappresenta un grande punto di riferimento sia per il consumatore finale sia per il trade. D: Nel corso degli anni avete fatto diverse acquisizioni. Siete aperti a valutare nuove operazioni? R: Questo è uno dei temi che sta generando delle difficoltà nel settore del vino italiano, ossia il tema della frammentazione. In passato, quando c'è stata un'espansione del comparto ed in particolare di certe categorie o denominazioni, come la stessa Valpolicella, si sono affacciati sul mercato tanti operatori che oggi hanno una taglia non adeguata. Quindi, sicuramente è un'industry, la nostra, che andrà incontro a una fase di consolidamento anche nel segmento premium e delle vertically integrated wineries, a cui anche noi apparteniamo. Per questo sicuramente noi siamo aperti a eventuali evoluzioni. Pensiamo che la formula che abbiamo adottato fino ad oggi, ossia quella delle "aggregazioni amichevoli", più che delle acquisizioni - prendo ad esempio Serego Alighieri, Bossi Fedrigotti e Canevel - sia premiante per mantenere il Dna di un marchio premium, come noi abbiamo fatto con i marchi che oggi fanno parte della nostra "collana" di Gruppo, in cui gli esponenti delle famiglie fondatrici svolgono il ruolo di brand ambassador. Quindi con questa formula aggregativa, da un lato, e con il fatto di avere un'infrastruttura di società quotata dall'altro, possiamo giocare "a libri aperti" anche nel presentarci in questi ipotetici scenari evolutivi, attestando che Masi dispone di un'infrastruttura che rispetta le altre aziende, gli altri brand ed ha l'affidabilità che deriva dalla Borsa. Canevel, ad esempio, è un progetto che ci ha dato e ci sta dando una particolare soddisfazione. Dieci anni fa aveva un fatturato di 3,7 milioni di euro, di cui il 90% registrato nel mercato domestico, anzi principalmente nel Nord Italia. Oggi, invece, Canevel è un'azienda che registra 8 milioni circa di fatturato, mantenendo un prezzo medio premium. Abbiamo rilanciato la catena del valore, così come la cantina (codificando il nostro protocollo aziendale di spumantizzazione, il "Setàge") e la distribuzione, con una quota export che ora ha raggiunto circa il 40% dal fatturato e una copertura in Italia che ci vede presenti in 85 province. Canevel ci sta dando belle soddisfazioni ed è uno degli esempi della nostra attitudine all'aggregazione. fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: future Ws in calo
23/04/2026 12:03
MARKET DRIVER: future Ws in calo
MILANO (MF-NW)--I future sui listini azionari statunitensi trattano in calo, con quello sul Dow Jones che lascia sul terreno lo 0,6% e quello sull'S&P 500 lo 0,51%, mentre lo stallo nelle negoziazioni tra Iran e Stati Uniti continua a generare pressioni rialziste sul petrolio. Il Brent, infatti, è tornato sopra quota 100 dollari al barile in seguito alla notizia del sequestro di due navi da parte delle forze iraniane. Sul fronte geopolitico, "nonostante il presidente Trump abbia lasciato intendere la possibilità di contatti già da questo venerdì, Teheran ha ribadito di non voler partecipare a negoziati nel breve termine finché resterà in vigore il blocco statunitense dello stretto di Hormuz", commentano gli esperti di Mps. "Dalla Casa Bianca, la portavoce Karoline Leavitt ha precisato che il Presidente non ha ancora fissato una scadenza entro cui attendere la nuova proposta iraniana", continuano gli strategist. "Il quadro resta quindi altamente incerto, ma un punto è chiaro: più a lungo resta chiuso lo Stretto, più aumentano i danni potenziali sull'economia globale", concludono gli esperti. Sul fronte della politica monetaria, "sotto la leadership di Warsh, è probabile che la Fed assuma un orientamento più accomodante", commenta Noel Dixon, Senior Macro Strategist di State Street Markets. "Credo che all'interno del Board of Governors si possa formare una coalizione - Michelle Bowman, Christopher Waller, Stephen Miran e Kevin Warsh, ovvero quattro membri su sette - che tenderà verso una linea dovish. Inoltre, John Williams è noto per essere molto sensibile all'andamento dei mercati azionari", dichiara l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)