MARKET DRIVER: quadro inflazionistico globale più equilibrato in 2026 (Moneyfarm)
02/03/2026 10:20
MARKET DRIVER: quadro inflazionistico globale più equilibrato in 2026 (Moneyfarm)
MILANO (MF-NW)--Il 2023 ha segnato l'inizio di una graduale fase di normalizzazione dell'inflazione, favorita dall'inasprimento monetario delle principali Banche Centrali. Tuttavia, "questo percorso si è intrecciato con i timori di una nuova accelerazione inflazionistica, a seguito dell'entrata in vigore delle tariffe commerciali decise dall'amministrazione Trump la scorsa primavera", commenta Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Attualmente, i timori legati ai dazi sembrano non essersi pienamente concretizzati, con inflazione e crescita che nel 2025 hanno mostrato una tenuta superiore alle attese. Questa resilienza è dovuta "in parte alla creazione preventiva di scorte prima dell'introduzione delle misure tariffarie, in parte alla minore severità dei dazi rispetto alle attese e al loro parziale assorbimento lungo le catene di fornitura", dichiara l'esperto. All'inizio del 2026, l'inflazione resta superiore al target del 2% negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma le rilevazioni di gennaio hanno sorpreso positivamente; nell'Unione Europea, invece, l'inflazione è scesa sotto il 2%. "Se queste tendenze dovessero confermarsi, le Banche Centrali potrebbero disporre di margini per ulteriori riduzioni dei tassi", prosegue Flax. "Il quadro, tuttavia, non è privo di rischi. Negli Stati Uniti, ad esempio, l'indice Pce di dicembre, parametro particolarmente osservato dalla Federal Reserve, ha registrato valori leggermente superiori rispetto all'indice dei prezzi al consumo", continua l'esperto. L'andamento delle materie prime e le tensioni geopolitiche restano variabili cruciali, data la presenza di possibili shock sull'offerta di petrolio. "Un ulteriore elemento di attenzione è rappresentato dal mercato del lavoro: nel Regno Unito, per esempio, la crescita salariale si mantiene sostenuta nonostante un lieve aumento della disoccupazione", commenta Flax. "Dinamiche retributive ancora robuste potrebbero rendere più complesso il percorso delle Banche Centrali verso il pieno riequilibrio dei prezzi. Occorre poi ricordare che un rallentamento dell'inflazione non equivale a una riduzione del costo della vita. Anche con un'inflazione al 2%, il livello generale dei prezzi continua a salire, incidendo sulla percezione delle famiglie", spiega l'esperto. Nel complesso, il quadro inflazionistico nel Regno Unito, negli Stati Uniti e nell'Unione Europea appare oggi più equilibrato rispetto agli ultimi anni. "Se la traiettoria attuale sarà confermata, potremmo trovarci in un contesto macroeconomico più stabile, caratterizzato da inflazione moderata e crescita resiliente, una combinazione che dovrebbe offrire un sostegno significativo ai mercati finanziari", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Conti pubblici: Istat, deficit/Pil a 3,1% in 2025
02/03/2026 10:20
Conti pubblici: Istat, deficit/Pil a 3,1% in 2025
ROMA (MF-NW)--Nel 2025 l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Lo comunica l'Istat. La stima, viene precisato, si basa sulle informazioni pervenute fino al 27 febbraio. Il conto consolidato delle amministrazioni pubbliche sarà trasmesso all'autorità statistica europea, come da regolamento, entro il 31 marzo, ed è suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil è stato pari a +0,7% (+0,5% nel 2024). com/rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)