-
Turismo: con Olimpiadi in 1* trim. 23 mln arrivi (+4,2% t/t), 54,6% stranieri (+12,3%)
26/05/2026 19:27
Turismo: con Olimpiadi in 1* trim. 23 mln arrivi (+4,2% t/t), 54,6% stranieri (+12,3%)
ROMA (MF-NW)--Nel primo trimestre, anche grazie all'effetto Olimpiadi, gli esercizi ricettivi hanno registrato 23 milioni di arrivi, in aumento del 4,2% sull'ultimo trimestre 2025, e 71,6 milioni di presenze turistiche (+7,5% t/t). Lo rileva l'Istat spiegando che oltre la metà delle presenze sono dovute alla componente straniera, che rappresenta il 54,6% del totale. Rispetto al 2025, le presenze dei turisti stranieri nel primo trimestre sono aumentate del 12,3%, mentre l'incremento della clientela italiana è stato più contenuto (+2,2%). Le variazioni tendenziali più consistenti delle presenze sono state registrate a febbraio e marzo: rispettivamente +3,4% e +2,7% per i turisti italiani e +11,3% e +17,4% per quelli stranieri. Il settore alberghiero ha ospitato 16 milioni di arrivi e 46,3 milioni di presenze. Il settore extra-alberghiero - considerando anche gli alloggi privati in case e appartamenti dati in affitto per periodi brevi per finalità turistiche - ha contribuito con oltre 6,9 milioni di arrivi e 25,3 milioni di presenze. L'incremento tendenziale più ampio delle presenze riguarda gli esercizi extra-alberghieri (+14,7%), mentre il settore alberghiero è aumentato in misura inferiore (+3,9%). Negli esercizi extra-alberghieri è aumentata la presenza dei clienti italiani (+6,5%) ma soprattutto di quelli stranieri (+21,5%). Negli alberghi a una presenza domestica rimasta sostanzialmente stabile (+0,2%) si affianca una crescita più vivace della clientela straniera (+7,5%). Nel primo trimestre, la permanenza media dei clienti negli esercizi ricettivi è pari a 3,12 notti: sostanzialmente stabile rispetto al 2025 e maggiore per gli stranieri (3,53 notti) rispetto agli italiani (2,74 notti. vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: politica monetaria europea, ecco i rischi di una stretta prematura (La Financière de l'Echiquier)
26/05/2026 19:16
FOCUS: politica monetaria europea, ecco i rischi di una stretta prematura (La Financière de l'Echiquier)
MILANO (MF-NW)--Una stretta prematura della politica monetaria da parte della Bce potrebbe comportare dei rischi. In questa fase, inasprire ulteriormente le condizioni finanziarie appare poco utile, soprattutto perché il rischio di recessione sembra più rilevante rispetto a quello inflazionistico, commenta Enguerrand Artaz, strategist di La Financière de l'Echiquier. BCE SEMBRA DESTINATA A RIPETERE GLI ERRORI DI TRICHET Le conclusioni del rapporto Draghi sulla competitività - pubblicato nel settembre 2024 - non hanno finora sortito alcun effetto concreto. "Alla luce poi del dogmatismo oggi imperante a Francoforte, il pragmatismo e volontarismo che hanno caratterizzato la sua azione alla guida della Banca centrale europea sembrano essere stati una semplice parentesi. Concentrandosi sul rincaro dell'energia provocato dalla guerra in Iran, la BCE sembra infatti decisa a ripetere con grande diligenza gli errori di Jean-Claude Trichet e non ad ampliare il solco tracciato dal suo successore", commenta l'esperto. DATI PMI RELATIVI A MAGGIO INDICANO RALLENTAMENTO ATTIVITÀ UE Mentre i dati Pmi relativi al mese di maggio riflettono prospettive più che cupe per le attività nell'Eurozona, "Olli Rehn - governatore della Banca centrale di Finlandia e membro influente del Consiglio direttivo - non ha esitato a dichiarare che la Bce sarebbe certamente costretta ad aumentare i tassi di interesse per tutelare la sua credibilità", riporta Artaz. In altre parole, "per evitare di ripetere l'errore del 2022 quando l'istituto aveva certamente reagito in ritardo al rialzo dell'inflazione, la BCE è pronta a ripetere quelli del 2008 e del 2011, quando aumentò i tassi in piena fase di rallentamento economico con l'aumento del prezzo del petrolio come unico motivo, o quasi", commenta l'esperto. "Questi errori furono ben più dannosi provocando o amplificando la recessione, facendo precipitare l'Europa in un decennio perduto in termini di crescita economica", prosegue Artaz. SITUAZIONE ATTUALE MENO GRAVE RISPETTO A 2022 "A parte il rigorismo quasi intrinseco della Bce - al di fuori degli anni di Draghi - nulla giustifica oggi l'assunzione di un simile rischio", avverte l'esperto. Da un lato, la situazione attuale non ha nulla a che vedere con quella del 2022. Lo shock dell'offerta non si accompagna a uno shock della domanda, il mercato del lavoro sta rallentando, il punto di partenza dell'inflazione è nettamente più basso e i tassi reali sono in territorio positivo. "Alla vigilia della guerra in Ucraina erano ancora molto negativi (il tasso di deposito della Bce si attestava a -0,5%). Le condizioni per una spirale inflazionistica dovuta agli effetti di secondo round del rincaro dell'energia sono quindi ben lungi dall'essere soddisfatte, a maggior ragione se si considerano la crescita molto debole registrata nel primo trimestre all'interno dell'Eurozona - lo 0,1% soltanto - e le prospettive di attività e di consumo", spiega Artaz. RISCHIO RECESSIONE È PIÙ RILEVANTE DI RISCHIO INFLAZIONISTICO Inoltre, le condizioni finanziarie si sono già nettamente inasprite nel corso delle ultime settimane. "Oltre al tono restrittivo della BCE, le attività risentiranno del continuo aumento dei tassi a lungo termine, con il decennale tedesco tornato ben oltre il 3%, e il prossimo inasprimento delle condizioni di concessione del credito. Secondo l'ultima indagine della BCE presso le banche, l'inasprimento previsto per le imprese è vicino ai livelli del 2022", riporta l'esperto. "È quindi del tutto inutile inasprire ulteriormente le condizioni finanziarie proprio quando il rischio di recessione appare ben più rilevante del rischio inflazionistico", dichiara Artaz. Le aspettative di inflazione delle famiglie sono aumentate in maniera significativa. Tuttavia, lo swap sull'inflazione a 5 anni resta piuttosto stabile. "Per l'investitore non è privo di conseguenze vedere la BCE spazzare via in questo modo l'eredità di Mario Draghi e ricadere nelle sue vecchie abitudini. È oggi sbiadita la narrativa pro-Europa, che ha sostenuto i mercati lo scorso anno e che sembrava ancora valida all'inizio del 2026", prosegue l'esperto. "Lo sarà ancora di più fintanto che le istituzioni europee, BCE in testa, continueranno a privilegiare il dogmatismo teorico e l'immobilismo normativo rispetto al pragmatismo e al volontarismo economico. Eppure, Mario Draghi aveva cercato di indicare la strada", conclude Artaz. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: divario in adozione AI mette alla prova vigilanza dei regolatori in settore finanziario (S&P)
26/05/2026 18:58
FOCUS: divario in adozione AI mette alla prova vigilanza dei regolatori in settore finanziario (S&P)
MILANO (MF-NW)--Le autorità di vigilanza finanziaria a livello globale si trovano oggi di fronte a una doppia sfida: da un lato integrare l'intelligenza artificiale per migliorare l'efficienza dei propri processi interni, dall'altro garantire un controllo efficace sui rischi legati all'utilizzo dell'AI da parte delle banche e degli istituti regolamentati, commentano gli esperti di S&P Global Ratings AUTORITÀ SI TROVANO IN FASE INIZIALE IMPLEMENTAZIONE AI Nonostante alcune autorità si configurino chiaramente come apripista, l'analisi di S&P suggerisce che gli organismi di vigilanza si trovino ancora, nel complesso, in una fase iniziale di implementazione dell'intelligenza artificiale nei propri processi interni. "Permangono infatti diversi ostacoli strutturali, tra cui la disponibilità di competenze adeguate, la presenza di sistemi legacy, i requisiti di sovranità dei dati e la necessità di garantire un utilizzo dell'AI responsabile e affidabile", spiegano gli esperti. Un'adozione più lenta potrebbe comportare due principali implicazioni sul fronte della vigilanza: una capacità limitata di valutare i modelli di AI utilizzati dagli enti regolamentati e maggiori difficoltà nel monitorare rischi emergenti o in rapida evoluzione, avvertono gli analisti. FOCUS SU RAFFORZAMENTO ANTICIPAZIONE RISCHI Guardando al futuro, "le autorità di vigilanza dovranno rafforzare le proprie capacità per restare al passo con l'evoluzione dei rischi, adottando modelli di supervisione in tempo reale, abilitati dall'intelligenza artificiale e orientati all'anticipazione dei rischi, supportati da infrastrutture dati sovrane e da una collaborazione cross-border", spiegano gli esperti. "Un percorso che richiederà investimenti significativi sia in infrastrutture sia nel capitale umano", concludono gli analisti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
WALL STREET: commento di metà seduta
26/05/2026 18:44
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano contrastanti a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,17%, mentre l'S&P 500 guadagna lo 0,57% e il Nasdaq Composite l'1,01%, sostenuto dal proseguimento del rally di Micron Technology e dell'intero comparto tecnologico. Le azioni di Micron Technology balzano del 17,98%, trainate dall'ottimismo degli analisti di Wall Street. In particolare, Ubs stima un potenziale rialzo superiore al 100% per il titolo, evidenziando i vantaggi derivanti dagli accordi di lungo termine siglati dalla società. Anche altri titoli del settore dei chip di memoria seguono il movimento positivo: Seagate Technology guadagna il 4,2%, mentre Western Digital avanza del 9,1%. Sul fronte politico, l'Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco con attacchi contro siti missilistici e navi commerciali nel sud del Paese, minacciando una risposta "decisa". Teheran ha definito le azioni dell'esercito statunitense "illegali e provocatorie", sottolineando che sarebbero avvenute mentre è in corso una mediazione diplomatica del Pakistan. Secondo il ministero degli Esteri iraniano, questi episodi dimostrerebbero la "malafede" di Washington e rafforzerebbero la "profonda sfiducia dell'Iran verso gli Stati Uniti". Lato banche centrali, Kevin Warsh ha prestato giuramento come nuovo presidente della Fed, che resta però divisa. Lo evidenziano i verbali della riunione di aprile, dai quali emerge la presenza di diversi membri contrari a un orientamento più accomodante nei prossimi mesi, commenta il Team Advisory & Gestione di Intermonte. "In caso di inflazione persistentemente elevata non si escludono ulteriori rialzi dei tassi, timore confermato anche dall'Università del Michigan", proseguono gli esperti. "Le aspettative di inflazione a cinque anni registrate a maggio sono salite dal 3,5% al 3,9%, mentre il Consumer Sentiment è sceso da 48,1 a 44,1", riportano gli analisti. Lato macro, l'indice mensile sull'attività economica nazionale della Federal Reserve Bank di Chicago è risalito ad 0,14 punti ad aprile, dai -0,15 a marzo, superando le attese degli economisti a quota -0,03. La media mobile a tre mesi è salita a 0,03 punti da 0,02. Degli 85 indicatori individuali che compongono l'indice, 47 hanno fornito un contributo positivo ad aprile, mentre 38 hanno dato un contributo negativo. Nel corso del mese, 44 indicatori sono migliorati, 40 sono peggiorati e uno è rimasto invariato. L'S&P Cotality Case-Shiller National Home Price Index, che misura i prezzi delle abitazioni a livello nazionale, è salito dello 0,7% su base annua a marzo, rispetto a un aumento dello 0,8% registrato a febbraio. Per il decimo mese consecutivo, l'inflazione ha superato la crescita dei prezzi immobiliari a livello nazionale, riducendo il potere di acquisto delle famiglie. Inoltre, l'indice Case-Shiller National Home Price salito dello 0,7% a marzo prima dell'aggiustamento stagionale, dopo un incremento dello 0,3% registrato nel mese precedente. Su base annua, i prezzi delle case a livello nazionale sono aumentati dello 0,7%, in rallentamento rispetto allo 0,8% di febbraio. L'indice delle 10 principali città è salito dell'1,2% nel mese, mentre quello delle 20 principali città ha segnato un aumento dell'1%. Dopo l'aggiustamento stagionale, i prezzi delle abitazioni a livello nazionale sono scesi dello 0,2% su base mensile a febbraio, con l'indice delle 10 città stabile e quello delle 20 città in calo dello 0,2%. "Più della metà dei 20 principali mercati immobiliari statunitensi ha registrato a marzo un calo dei prezzi su base annua, riflettendo un rallentamento del mercato immobiliare sempre più diffuso e profondo", ha dichiarato Nicholas Godec, responsabile di Fixed Income Tradables & Commodities presso S&P Dow Jones Indices. Sul fronte societario: - Eli Lilly sale dell'1,5% a metà seduta. La società punta a rafforzarsi nel campo delle malattie infettive attraverso l'acquisizione di tre società, Curevo, LimmaTech Biologics e Vaccine Company, per un corrispettivo totale di circa 3,8 miliardi di dollari. - Il titolo di Lear Corp sale del 2,38% dopo che TD Cowen ha promosso il titolo da hold a buy, affermando che il fornitore di componenti auto è "ben posizionato" nella produzione automobilistica nordamericana, che la banca d'investimento si aspetta sarà più forte del previsto. - Le azioni di BP scivolano del 4,6% dopo che il consiglio di amministrazione ha annunciato a sorpresa la rimozione immediata del presidente Albert Manifold. La decisione è arrivata in seguito a "serie preoccupazioni" riguardanti gli standard di governance, la supervisione e la condotta, ha dichiarato la società in una nota. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
*Nasdaq: metà seduta, Composite in rialzo dell'1,02%
26/05/2026 18:32