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COMMENTO BOND: cosa insegnano i Gilt ai mercati obbligazionari
24/07/2026 17:45
COMMENTO BOND: cosa insegnano i Gilt ai mercati obbligazionari
MILANO (MF-NW)--I Gilt rappresentano uno dei mercati governativi più liquidi al mondo e, spesso, anticipano tendenze destinate a riflettersi anche sugli altri mercati obbligazionari sviluppati. L'evoluzione del mercato dei Gilt evidenzia le sfide che tutti i governi sono chiamati ad affrontare in un contesto caratterizzato da costi di finanziamento strutturalmente più elevati, ma anche le opportunità che questo nuovo scenario può offrire agli investitori, afferma Nigel Jenkins, Responsabile Mandati Obbligazionari Globali di Payden & Rygel. Negli ultimi anni, ricorda l'esperto, il Regno Unito ha attraversato cambi di governo, la Brexit, la pandemia e la crisi dei Gilt del 2022, continuando comunque a finanziarsi con successo sui mercati internazionali. Questo suggerisce che, nella valutazione del debito sovrano, sia più utile concentrarsi sui fondamentali economici piuttosto che sulle oscillazioni del dibattito politico o sui titoli di cronaca. Del resto, la situazione fiscale del Regno Unito non rappresenta un'eccezione, puntualizza Jenkins. Dagli Stati Uniti al Giappone, passando per gran parte dell'Europa, il debito pubblico è aumentato sensibilmente dalla crisi finanziaria globale, mentre i costi di finanziamento sono tornati su livelli significativamente più elevati rispetto all'era dei tassi prossimi allo zero. Per gli investitori la questione non è quindi individuare quale Paese abbia accumulato più debito, ma comprendere quali economie dispongano della forza strutturale, della credibilità istituzionale e della flessibilità politica necessarie per gestirlo nel tempo. In quest'ottica, il livello di indebitamento rappresenta solo una parte dell'equazione. La sostenibilità del debito dipende anzitutto dalla capacità dell'economia di crescere nel lungo periodo: quando i tassi di interesse reali superano stabilmente il ritmo di crescita, il peso del debito tende infatti ad aumentare. Al tempo stesso, assume un ruolo sempre più centrale la capacità dei governi di attrarre capitali internazionali, in un contesto in cui liquidità, credibilità delle politiche economiche e fiducia degli investitori diventano fattori competitivi tanto quanto gli indicatori di finanza pubblica. Infine, i mercati attribuiscono un valore significativo alla coerenza delle politiche economiche: livelli di debito anche elevati possono essere sostenibili se gli investitori percepiscono un impegno credibile verso la disciplina fiscale e la stabilità dei prezzi. L'esperienza del Regno Unito, per l'esperto, offre quindi un'importante chiave di lettura per interpretare l'attuale fase dei mercati obbligazionari. Il valore dei titoli di Stato non può essere giudicato esclusivamente sulla base del livello del debito pubblico o delle vicende politiche contingenti. Le prospettive di lungo periodo continueranno a dipendere dall'equilibrio tra crescita economica, inflazione, politica monetaria e fiducia degli investitori. Per chi investe attivamente nel reddito fisso, le fasi di maggiore volatilità rappresentano spesso occasioni di investimento più che semplici fattori di rischio. In un contesto destinato a convivere con tassi di interesse più elevati, la selezione attiva delle emissioni e una diversificazione geografica ben costruita saranno dirimenti. Il mercato dei titoli di Stato britannici non offre tutte le risposte, ma rappresenta un laboratorio utile per comprendere le forze che stanno ridefinendo il ruolo del debito sovrano nei portafogli degli investitori globali. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Intel, BofA conferma buy dopo conti
24/07/2026 17:42
MARKET DRIVER: Intel, BofA conferma buy dopo conti
(MT Newswires) MILANO (MF-NW)--Bank of America conferma il rating buy e il prezzo obiettivo di 160 dollari su Intel citando la capacità produttiva all'avanguardia della società negli Stati Uniti e il supporto della Casa Bianca come vantaggi competitivi a lungo termine. Contestualmente, BofA ha alzato le stime sugli utili per azione per il 2026, 2027 e 2028 rispettivamente a 1,49, 2,09 e 3,01 usd, rispetto ai precedenti 1,06, 1,72 e 2,53 usd. Secondo gli analisti, il primo impegno concreto di Intel nello sviluppo della tecnologia di processo 14A, le previsioni di spesa in conto capitale più elevate per il 2026 e il 2027 e l'assunzione dell'ex ceo di SK Hynix, Seok-Hee Lee, alla guida del settore del packaging avanzato di Intel Foundry, sono segnali di un potenziale progresso nel settore delle fonderie esterne. edl A3673307 MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*BOND: spread Btp/Bund chiude a 81,613 punti base
24/07/2026 17:35
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FOCUS: commercio mondiale resiste anche a maggio ma ora c'è minaccia nuovi dazi
24/07/2026 17:33
FOCUS: commercio mondiale resiste anche a maggio ma ora c'è minaccia nuovi dazi
MILANO (MF-NW)--I flussi del commercio mondiale sono aumentati per il secondo mese consecutivo a maggio, un segnale della resilienza dell'economia di fronte al conflitto in Medio Oriente, che potrebbe però essere messa alla prova da una nuova ondata di aumenti dei dazi statunitensi. Il volume delle merci scambiate oltre i confini nazionali è stato superiore dell'1% rispetto ad aprile, mese in cui i flussi erano aumentati dello 0,3%, secondo i dati pubblicati dal Netherlands Bureau for Economic Policy Analysis (Cpb). Questa resilienza riflette in parte il boom degli investimenti legati all'intelligenza artificiale, che ha portato a un'impennata della domanda di semiconduttori e di apparecchiature per i data center. Le esportazioni della Cina sono aumentate del 2,6% rispetto al mese precedente, mentre le esportazioni di beni dal Giappone sono cresciute del 4% e le importazioni negli Stati Uniti sono salite del 2,3%. Tuttavia, le prospettive per il commercio nel resto dell'anno sono state offuscate da una nuova ondata di aumenti dei dazi negli Stati Uniti. L'amministrazione Trump ha annunciato una serie di nuove imposte ai sensi della Section 301 del Trade Act del 1974 per sostituire il dazio generalizzato del 10% in scadenza oggi, che a sua volta aveva sostituito una serie di cosiddetti dazi "reciproci", giudicati illegali. I nuovi dazi del 10% e del 12% si applicheranno alle importazioni provenienti da 60 partner commerciali che, secondo l'amministrazione, non fanno abbastanza per contrastare l'uso del lavoro forzato, mettendo così i produttori statunitensi in una posizione di svantaggio. L'amministrazione sta inoltre lavorando a nuovi dazi nei confronti di 16 Paesi accusati di avere una "capacità produttiva strutturalmente eccessiva". Gli economisti di Allianz stimano che, se verranno introdotte, queste nuove misure porteranno il dazio medio sulle importazioni negli Stati Uniti al 12,4%, rispetto al minimo del 7,7% registrato a maggio. Gli esperti ritengono inoltre che vi siano poche possibilità che le nuove tariffe vengano annullate con successo in sede giudiziaria. "Questa volta dovrebbe durare: la Section 301 richiede indagini formali ed è molto più difficile da contestare in tribunale. La storia dimostra che questi dazi tendono a sopravvivere alle amministrazioni che li hanno introdotti". Le due ondate di dazi ai sensi della Section 301 riporterebbero l'aliquota media ai livelli precedenti alla sentenza della Corte Suprema di febbraio, che aveva dichiarato illegali i dazi "reciproci", ma l'amministrazione sta cercando anche nuovi strumenti per imporre ulteriori dazi a singoli Paesi. L'ultimo aumento delle tariffe minacciato nei confronti del Canada, annunciato lunedì, richiama la Section 338 del Trade Act del 1930, un potere mai utilizzato prima previsto da quella che è altrimenti nota come Smoot-Hawley Tariff Act. "Ciò aumenta la possibilità che Trump possa presto tornare a minacciare l'introduzione di dazi elevati nei confronti di singoli Paesi", commenta Simon MacAdam, economista di Capital Economics. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Usa, legame tra mosse Fed e tassi a lungo termine si indebolisce (Pimco)
24/07/2026 17:07
MARKET DRIVER: Usa, legame tra mosse Fed e tassi a lungo termine si indebolisce (Pimco)
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti l'inflazione resta superiore all'obiettivo della Fed, soprattutto nella componente core. "L'indice dei prezzi al consumo (Cpi) di giugno è risultato inferiore alle attese, ma i funzionari della Fed si sono mostrati cauti nel cantare vittoria, sostenendo invece di essere pronti ad aumentare i tassi qualora l'inflazione non dovesse rallentare", commenta Tiffany Wilding, Economista di Pimco. "A giudicare dall'andamento dei tassi di interesse a breve termine, l'ultima riunione della Fed di giugno ha generato una delle più grandi sorprese di politica monetaria restrittiva della storia recente, anche se il tasso sui fed funds è rimasto invariato", prosegue l'esperta. Tuttavia, nonostante le aspettative di una stretta monetaria, i tassi forward a più lungo termine sono rimasti sostanzialmente stabili. "Sebbene non sia mai opportuno estrapolare eccessivamente i movimenti di mercato a breve termine, due fattori in evoluzione potrebbero in ultima analisi spiegare e consolidare questo cambiamento, trasformandolo in una caratteristica più duratura del comportamento dei mercati in occasione degli eventi di politica monetaria: un cambiamento nel modo in cui la Fed comunica sotto la guida del presidente Kevin Warsh e un cambiamento in ciò che i mercati ritengono sia alla base dell'inflazione", spiega l'esperta. "Entrambi puntano nella stessa direzione: un legame più debole tra le sorprese di politica monetaria a breve termine e i tassi a lungo termine", conclude Wilding. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)