WALL STREET: commento di metà seduta
01/09/2026 18:42
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi proseguono la seduta in territorio negativo, con l'S&P 500 che cede lo 0,58%, il Dow Jones lo 0,77% e il Nasdaq Composite lo 0,91%. A frenare gli acquisti sono le persistenti preoccupazioni sul fronte inflazionistico, acuite dalla corsa del greggio. Il conseguente rialzo dei rendimenti obbligazionari, sia negli Stati Uniti sia sui principali mercati internazionali, alimenta le attese di una possibile stretta monetaria della Federal Reserve nel corso del mese. "L'intensificarsi delle tensioni Usa-Iran, il conseguente rialzo delle quotazioni petrolifere e l'atteggiamento hawkish di Warsh al simposio di Jackson Hole, si stanno traducendo in un sell-off globale dei bond governativi", affermano gli strategist di Mps. "Da evidenziare il forte rialzo dei tassi reali in un contesto in cui le breakeven sono rimaste pressoché stabili e questo potrebbe indicare una maggiore attenzione del mercato verso altri aspetti oltre all'inflazione, come l'attesa di una maggiore offerta di titoli governativi a fronte di una domanda che potrebbe essere più debole", sottolineano gli esperti. Relativamente al conflitto, "secondo fonti anonime citate da Bloomberg, numerosi esponenti politici, sia attuali sia del passato, in Iran, negli Stati Uniti e in Europa ritengono che il conflitto possa protrarsi ancora per diversi mesi" aggiungono. Considerando nel complesso le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, Rich Clarida, Economic Advisor di Pimco ed ex vicepresidente del Board della Fed, ritiene che il numero uno della Banca centrale americana "abbia lasciato pochi dubbi sul fatto che i dati sull'inflazione relativi ad agosto, che saranno pubblicati pochi giorni prima della riunione della Fed di settembre, saranno cruciali. Questi nuovi dati potrebbero determinare se la maggioranza dei dodici membri votanti del Federal Open Market Committee (Fomc) riterrà di aver visto elementi sufficienti per votare a favore di un aumento dei tassi di interesse a breve termine che rappresentano lo strumento predominante per raggiungere il duplice mandato". Rimanendo sulla Fed, il governatore Michael Barr ha dichiarato di essere pronto a sostenere un aumento dei tassi di interesse qualora l'inflazione non dovesse rallentare. Intervenendo ad un forum sul settore bancario a Washington, Barr ha detto di essere preoccupato che "pressioni più ampie sui prezzi possano consolidarsi", dato che l'inflazione continua a rimanere al di sopra dell'obiettivo del 2% della Fed da quasi cinque anni e mezzo. "Se l'andamento dei dati mi darà la necessaria fiducia sul fatto che l'inflazione stia rallentando verso il 2%, allora credo che possiamo prenderci ancora un pò di tempo per valutare l'orientamento della nostra politica monetaria", ha affermato Barr. "Tuttavia, se l'inflazione non dovesse mostrare segnali sufficienti di moderazione, ritengo che dovremmo intervenire con decisione aumentando i tassi". Ricca l'agenda macro: le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 9,6% su base annua nella settimana terminata il 29 agosto, dopo un incremento del 9,1% nell'ottava precedente. L'indice S&P Global Pmi manifatturiero di agosto è stato rivisto al rialzo a 53,9 dalla lettura preliminare di 53,2. Il dato ha superato le attese degli analisti, che in un sondaggio Bloomberg prevedevano una revisione più contenuta, a 53,4. Infine, l'indice manifatturiero dell'Institute for Supply Management è sceso a 54,6 punti ad agosto, dai 55,6 di luglio, rispetto alle attese per un calo più contenuto a 55,2 punti. Sul fronte societario: - Il titolo Novartis sale del 5,84% a metà seduta al Nyse dopo la pubblicazione di risultati positivi da una sperimentazione clinica sul suo farmaco per la sclerosi multipla, nonostante le notizie secondo cui la casa farmaceutica avrebbe sospeso un altro trattamento sperimentale a seguito della morte di tre pazienti. - Amazon cede il 2,16% dopo che la Federal Trade Commission statunitense, insieme a 22 procuratori generali statali, ha intentato una causa contro il colosso dell'e-commerce, accusandolo di aver manipolato "sistematicamente e segretamente" i prezzi degli annunci pubblicitari sulla propria piattaforma. Secondo l'accusa, Amazon avrebbe addebitato agli inserzionisti miliardi di dollari in costi aggiuntivi attraverso "commissioni occulte", introdotte con una modifica delle regole d'asta nel 2019, arrivando potenzialmente a ricavare oltre 20 miliardi di dollari. - Fervo Energy vola del 25,36% dopo che la società texana ha siglato con Google un Power Purchase Agreement (PPA) per la fornitura di 396 MW di energia geotermica a zero emissioni. L'elettricità, prodotta dal progetto Cape Station nello Utah, è destinata a supportare un potenziale data center di Google nello Stato. L'accordo è stato definito dalle parti il più grande PPA al mondo per la geotermia di nuova generazione. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)