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TOP NEWS ESTERO: Bitcoin balza oltre 79.000 usd poi torna a 77.000, in due giorni ha guadagnato 13.000 usd
21/08/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: Bitcoin balza oltre 79.000 usd poi torna a 77.000, in due giorni ha guadagnato 13.000 usd
MILANO (MF-NW)--Una nuova accelerazione che ha fatto sfondare quota 79.000 dollari al Bitcoin. Ma una volta toccato un massimo a 79.319 dollari, la criptovaluta ha cominciato a ripiegare e ora viaggia a 77.622 dollari, comunque in rialzo del 7,11%. A innescare il rialzo è stato l'annuncio fatto mercoledì 19 del segretario al Tesoro Usa Scott Bessent sul raddoppio del piano di buyback dei Treasury con l'obiettivo di abbassarne i rendimenti mentre il bitcoin viaggiava intorno ai 64.200 dollari. In sole 48 ore, il balzo è stato quindi da 64 a 77.000 dollari, 13.000 dollari in più. Secondo di James Butterfill, Head of Research di CoinShares, "il rally di Bitcoin è guidato soprattutto da fattori macro, più che da dinamiche specifiche del mercato cripto. Sebbene i verbali del Fomc abbiano evidenziato un dibattito interno più hawkish di quanto suggerito dalla decisione finale, i dati pubblicati successivamente hanno progressivamente indebolito le ragioni a favore di un ulteriore inasprimento monetario. Un indice dei prezzi al consumo (Cpi) inferiore alle attese e dati più deboli sul mercato del lavoro hanno infatti riacceso le aspettative di una Fed meno restrittiva. Bitcoin, che resta particolarmente sensibile alle prospettive di liquidità e all'andamento dei rendimenti reali, ha reagito di conseguenza". LA MOSSA DI BESSENT "Il mercato delle criptovalute sta attribuendo all'intervento del Tesoro molto più credito di quanto meriti", ha affermato Shawn Young, analista capo di Mexc Research. "Il Tesoro ha aperto una valvola di sfogo e le criptovalute l'hanno prezzata come un cambio di regime. La mossa sui titoli obbligazionari ha costretto gli short a uscire più velocemente di quanto abbia migliorato il quadro macroeconomico del Bitcoin". Young ha spiegato che i titoli del Tesoro sono ancora "in competizione aggressiva" per il capitale marginale di cui il Bitcoin ha bisogno. L'intensità dello short squeeze, ha osservato, dimostra che il posizionamento del mercato era già fortemente sbilanciato prima della notizia del buy back del Tesoro, suggerendo che l'annuncio abbia agito più come un innesco che come un rafforzamento dei fondamentali del Bitcoin. Dominick John, analista di Zeus Research, ha affermato che l'eliminazione delle posizioni short continuerà a spingere i prezzi al rialzo per il momento, ma esaurirà anche un'importante fonte di acquisti forzati. John ha spiegato che, una volta che le posizioni short, sovraffollate, saranno state liquidate, il rally dovrà reggersi da solo, guidato dalla domanda spot reale, dalla liquidità e dai fondamentali macroeconomici. "La vera prova ora è vedere se entreranno nuovi capitali trasformando lo short squeeze in un movimento sostenuto", ha concluso John. bus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: prossima settimana occhi puntati su Jackson Hole e trimestrale Nvidia (Mps)
21/08/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: prossima settimana occhi puntati su Jackson Hole e trimestrale Nvidia (Mps)
MILANO (MF-NW)--La prossima settimana l'attenzione degli investitori sarà concentrata sul simposio di Jackson Hole, dove interverrà il presidente della Fed, Kevin Warsh, e sulla trimestrale di Nvidia. Sul fronte macro, osservano gli strategist di Mps, faro sull'indice dei prezzi alla produzione (Pce) di luglio. OCCHI PUNTATI SU WARSH IN VISTA DI RIUNIONE FED SETTEMBRE A Jackson Hole è in programma il tradizionale simposio organizzato dalla Fed, al quale parteciperanno banchieri centrali, ministri delle Finanze, accademici ed economisti. L'evento rappresenta un appuntamento particolarmente rilevante per i mercati "in quanto spesso la Fed l'ha utilizzato per anticipare o spiegare cambiamenti di politica monetaria", dichiarano gli esperti. "Vedremo se l'attuale governatore Warsh, venerdì, fornirà informazioni relative alle future mosse della Fed, anche se in più di un'occasione si è mostrato poco propenso ad anticipare possibili mosse, ritenendo che ogni decisione dipenderà dai dati economici", proseguono gli strategist. PCE HEADLINE ATTESO IN LIEVE CALO AL 3,6% Sul fronte macroeconomico, gli operatori si concentreranno sul dato Pce di luglio, l'indicatore d'inflazione preferito dalla Fed. Il consenso degli analisti prevede una stabilizzazione del dato core al 3,3% annuo e un lieve rallentamento dell'indice headline, al 3,6% dal 3,7% precedente. "Un dato molto al di sopra delle attese potrebbe spingere la Fed ad assumere un atteggiamento più restrittivo. A settembre è prevista una revisione del calcolo del PCE che potrebbe registrare numeri più bassi e pertanto permettere alla Fed di non avere fretta nell'alzare i tassi", proseguono gli strategist. Attualmente, i future sui Fed Fund prezzano un rialzo dei tassi di 25 punti base nella riunione di settembre con una probabilità del 35%, mentre la probabilità di un rialzo entro la fine dell'anno è intorno al 90%. TRIMESTRALE NVIDIA, ECCO I 4 ELEMENTI DA MONITORARE Nvidia pubblicherà i conti del secondo trimestre mercoledì dopo la chiusura dei mercati. "Il focus non sarà solo sui numeri dell'ultimo trimestre (attese sugli Eps sempre battuti nelle ultime otto trimestrali), ma soprattutto sulle indicazioni prospettiche e sulla domanda legata all'AI". Le attese degli analisti sono molto elevate e come spesso accade "un dato poco sotto, ma comunque positivo, potrebbe far scattare vendite sul titolo", dichiarano gli esperti. Secondo gli strategist di Mps, i principali elementi da monitorare nella trimestrale saranno quattro: la guidance sui ricavi del terzo trimestre, con particolare attenzione al possibile superamento della soglia di 107-108 miliardi di dollari indicata da alcuni analisti; i tempi di lancio della nuova piattaforma Vera Rubin; gli aggiornamenti sul business in Cina; e, infine, l'evoluzione del margine lordo e dei costi operativi durante il passaggio dall'architettura Blackwell a Vera Rubin. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO BOND: le forze strutturali dietro i rendimenti più elevati (Moneyfarm)
21/08/2026 17:45
COMMENTO BOND: le forze strutturali dietro i rendimenti più elevati (Moneyfarm)
MILANO (MF-NW)--Quest'anno i rendimenti delle obbligazioni governative sono saliti in modo pressoché ininterrotto, ignorando in larga parte il contesto macroeconomico: qualunque sia il dato pubblicato, la direzione è rimasta sostanzialmente la stessa, segno di quanto i mercati siano ormai ancorati alla propria visione sulla politica monetaria. Le forze in gioco sono molteplici e intrecciate - inflazione, banche centrali, politica fiscale e, sempre più, l'IA - al punto che l'aumento dei rendimenti obbligazionari può essere letto anche come un'ulteriore manifestazione del ciclo di investimenti legato all'IA, afferma Roberto Rossignoli, Senior Portfolio Manager di Moneyfarm. La riapertura dell'economia globale dopo il Covid, seguita dall'invasione russa dell'Ucraina, ha segnato un cambio di regime per i tassi d'interesse, portandoli fuori dall'ambiente estremamente basso ereditato dalla crisi finanziaria globale. Il conflitto con l'Iran e il conseguente shock energetico li hanno poi spinti nuovamente verso l'alto. Tuttavia, per Rossignoli l'aspetto più interessante del 2026 è un altro: l'aumento dei rendimenti è determinato quasi interamente dalla rivalutazione dei tassi reali, più che da un incremento delle aspettative d'inflazione. È un segnale importante: i rendimenti reali delle obbligazioni statunitensi a lunga scadenza si avvicinano ormai al 3%, il livello più alto degli ultimi vent'anni, mentre le aspettative implicite d'inflazione restano relativamente stabili nonostante il rialzo dei prezzi dell'energia. Una parte di questa dinamica riflette il linguaggio sensibilmente più hawkish delle banche centrali a partire dalla fine del 2025, e i mercati hanno incorporato questa prudenza nei prezzi. L'andamento del linguaggio delle banche centrali segue da vicino gli indici di sorpresa economica, cioè la misura di quanto i dati su inflazione e mercato del lavoro risultino migliori o peggiori rispetto alle aspettative. Le sorprese inflazionistiche, rimaste positive per gran parte della prima metà del 2026, si sono attenuate negli ultimi mesi, aprendo la strada a un possibile cambiamento nella comunicazione delle banche centrali. Va inoltre riconosciuto che rendimenti più elevati riflettono anche una crescita economica più robusta, alimentata dagli investimenti legati all'IA. Storicamente, una crescita più forte è associata a tassi reali più elevati, e il mercato obbligazionario odierno non sembra fare eccezione. Uno degli sviluppi più interessanti del 2026, prosegue Rossignoli, è che l'ondata di emissioni obbligazionarie delle grandi aziende tecnologiche, guidata dagli hyperscaler, sta iniziando a competere con i governi per il capitale degli investitori. Le stesse istituzioni che acquistano titoli di Stato devono oggi assorbire anche una quantità record di obbligazioni societarie a lunga scadenza: di fronte a un'offerta così abbondante, gli investitori chiedono rendimenti più elevati. Secondo la Bank of America, solo quest'anno, le emissioni corporate e di titoli garantiti da mutui hanno aggiunto circa 0,3 punti percentuali al rendimento del Treasury decennale statunitense. La scala del fenomeno è impressionante per Rossignoli: a inizio luglio, Amazon, Alphabet, Meta e Oracle avevano già collocato circa 194 miliardi di dollari di nuove obbligazioni, quasi l'80% in più rispetto all'intero 2025. Goldman Sachs stima che i cinque principali hyperscaler possano raggiungere 250 miliardi di dollari di emissioni nel 2026, per poi avvicinarsi a 400 miliardi entro il 2027, contro una media di appena 28 miliardi di dollari all'anno nei cinque anni precedenti al 2025. Tuttavia, non si tratta solo di tecnologia: le emissioni di obbligazioni societarie investment grade hanno raggiunto livelli eccezionali in tutto il mercato corporate, con il 2026 sulla buona strada per avvicinarsi a 2.500 miliardi di dollari, in diretta competizione con i Treasury americani per lo stesso bacino di capitale. L'ultimo tassello del puzzle riguarda la posizione fiscale delle economie sviluppate, sensibilmente più fragile dalla pandemia di Covid-19 in poi. La Germania ha allentato la propria politica fiscale per finanziare difesa e infrastrutture, riportando i rendimenti dei Bund ai livelli del 2011, mentre negli Stati Uniti il deficit federale si avvicina ai 2.000 miliardi di dollari. Nel Regno Unito, invece, i Gilt trentennali si sono avvicinati al 6% (il livello più alto dalla fine degli anni Novanta) e la Francia affronta pressioni simili, con rendimenti a lunga scadenza ai massimi dal 2008. In un mondo affamato di capitale, con un ciclo di investimenti nell'IA estremamente intenso, questa fragilità fiscale pesa ancora di più, anche perché molti acquirenti strutturali di obbligazioni a lunga scadenza - dalla Federal Reserve agli investitori giapponesi - sono diventati meno presenti. È proprio in questo contesto che va letto il recente annuncio del Tesoro americano di riacquistare bond a lunga scadenza per contenere il costo dell'indebitamento. Per Rossignoli è la combinazione di diverse forze strutturali, più che un singolo fattore, a spiegare perché i rendimenti delle obbligazioni a lunga scadenza abbiano continuato a salire nonostante dati macroeconomici contrastanti. Per gli investitori, tutto ciò vuol dire dover scegliere con prudenza: per gran parte del 2026, acquistare obbligazioni a lunga durata ha significato nuotare contro una potente corrente strutturale e, guardando avanti, probabilmente ci saranno momenti in cui le obbligazioni appariranno eccessivamente penalizzate. Il recente raffreddamento di inflazione e mercato del lavoro potrebbe nel tempo rafforzare le ragioni per rendimenti più bassi: sarà necessario continuare a monitorare con attenzione questi fattori, in particolare l'orientamento delle banche centrali, adeguando i portafogli quando il quadro macroeconomico lo renderà opportuno. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*BOND: spread Btp/Bund chiude a 83,325 punti base
21/08/2026 17:37
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MARKET DRIVER: Fincantieri, Isp conferma buy
21/08/2026 17:03
MARKET DRIVER: Fincantieri, Isp conferma buy
MILANO (MF-NW)--Intesa Sanpaolo conferma il giudizio buy su Fincantieri, con tp di 16,8 euro dopo la sigla dei contratti con Viking per la costruzione di due navi da crociera, a seguito dell'esercizio delle opzioni concesse nell'aprile 2025. Gli analisti stimano che il valore complessivo dell'ordine possa aggirarsi intorno a 1 miliardo di euro. "Riteniamo che il rischio di esecuzione sia molto limitato e che il contratto possa garantire una buona marginalità Ebitda, nell'ordine di un'alta singola cifra o di una bassa doppia cifra percentuale" sottolineano. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)