-
Lavoro: retribuzioni reali inferiori di oltre 9 punti percentuali su 2020 (Upb)
23/10/2026 13:15
Lavoro: retribuzioni reali inferiori di oltre 9 punti percentuali su 2020 (Upb)
ROMA (MF-NW)--Prosegue la fase di crescita del mercato del lavoro, che ha raggiunto valori storicamente elevati di partecipazione, mentre si ferma il calo della disoccupazione; le retribuzioni orarie in termini reali hanno ripreso a ridursi, principalmente a causa del rialzo dell'inflazione, risultando inferiori a quelle del 2020 per oltre nove punti percentuali. Lo segnala l'Ufficio parlamentare di bilancio nella Nota sulla congiuntura di ottobre. Nonostante le tensioni internazionali, le prospettive per gli investimenti per quest'anno appaiono favorevoli. La fiducia delle imprese è migliorata nel terzo trimestre, ma l'incertezza rimane elevata e l'indicatore dell'Upb sulle tensioni del mercato del credito risulta sostanzialmente stabile in primavera ed estate, in linea con il dato medio del 2025. rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
MARKET DRIVER VALUTE: dollaro, AI potrebbe favorire una correzione al ribasso (Ebury)
23/10/2026 13:02
MARKET DRIVER VALUTE: dollaro, AI potrebbe favorire una correzione al ribasso (Ebury)
MILANO (MF-NW)--"Il dollaro è salito ieri nei confronti della maggior parte delle principali valute, con la significativa eccezione dello yen", afferma Matthew Ryan, Head of Market Strategy at global financial services presso Ebury. "I movimenti delle ultime 24 ore circa suggeriscono una distinzione da tenere d'occhio: una flessione contenuta dei titoli legati all'intelligenza artificiale lascia il dollaro esposto a pressioni al ribasso, mentre una più ampia ondata di vendite sui mercati azionari, anche se innescata dal tema dell'AI, consente al biglietto verde di mantenere il suo status di una delle valute rifugio più apprezzate al mondo. Poiché i temi di investimento sottostanti e lo slancio degli utili restano intatti, continuiamo a ritenere che queste oscillazioni legate all'AI si riveleranno temporanee, anziché rappresentare un freno duraturo per i mercati azionari. Se il sentiment si stabilizzerà, come prevediamo, il dollaro potrebbe correggere al ribasso. Oggi pomeriggio l'attenzione si sposterà sulle stime preliminari dei Pmi di ottobre. Gli economisti si aspettano un lieve rallentamento dell'attività economica negli Stati Uniti, sebbene da livelli che indicano una solida espansione. Presto rivolgeremo inoltre l'attenzione alla riunione della Fed della prossima settimana. I tassi resteranno invariati, ma ci aspettiamo che Warsh adotti toni sufficientemente restrittivi da mantenere pienamente aperta la possibilità di un rialzo a dicembre", conclude l'esperto dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
Pil: prosegue crescita moderata, in 2026 intorno a +1% (Upb)
23/10/2026 13:01
Pil: prosegue crescita moderata, in 2026 intorno a +1% (Upb)
ROMA (MF-NW)--L'economia italiana continua a espandersi a ritmi moderati, con una crescita del Pil prevista intorno all'1%, ma che risente della pressioni inflazionistiche legate ai rincari energetici e all'inasprimetno delle condizioni finanizarie internazionali. E' quanto emerge dalla Nota sulla congiuntura di ottobre dell'Ufficio parlamentare di bilancio. Secondo i modelli di breve termine dell'Upb, viene spiegato, nel terzo trimestre il Pil sarebbe cresciuto di uno o due decimi di punto percentuale, con margini di incertezza elevati. Per l'intero 2026, l'Upb stima una crescita del Pil intorno all'1%, coerente con la previsione formulata per la validazione del quadro macroeconomico del Dpfp 2026 (1,1%). Il quadro resta provvisorio in attesa dei dati Istat di fine ottobre, mentre i rischi sono prevalentemente al ribasso a causa di tensioni geopolitiche, prezzi e condizioni di finanziamento. La Nota segnala la maggiore esposizione dell'Italia allo shock energetico a causa di un mix sbilanciato sul fossile: i rialzi dei prezzi di petrolio e gas hanno inciso sull'inflazione italiana più che nella media dell'area dell'euro e il differenziale di inflazione tra l'Italia e l'area dell'euro è tornato positivo in settembre. Come già accaduto nel 2022, sono stati i rincari energetici a determinare l'aumento dell'inflazione italiana rispetto alla media europea; un mix energetico fortemente dipendente dalle fonti fossili contribuisce alla maggiore esposizione dell'Italia alle oscillazioni delle quotazioni delle materie prime energetiche. L'Upb ha analizzato gli effetti dei rincari energetici sui prezzi al consumo in un confronto tra la fase attuale e la crisi energetica del 2021-22. Nel precedente episodio, l'impennata dei prezzi dell'energia era stata più forte e si era diffusa rapidamente ai prezzi alimentari e dei servizi. Nel 2026 le pressioni sono risultate più concentrate sui prezzi energetici e sulle voci direttamente esposte, come abitazione, acqua, elettricità, gas, combustibili e trasporti, mentre la trasmissione alle altre componenti del paniere è stata finora meno intensa. A limitare gli effetti sulle altre componenti hanno contribuito la minore diffusione delle strozzature dal lato dell'offerta e minori rincari delle materie prime agricole, oltre a una risposta tempestiva della politica monetaria. Da settembre, vi sono tuttavia primi segnali di propagazione dei rincari (sui prezzi dei trasporti, degli ortaggi e dei legumi), oltre che aumenti delle aspettative di inflazione di famiglie e imprese. rov (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
SOTTO LA LENTE A WALL STREET
23/10/2026 12:59
SOTTO LA LENTE A WALL STREET
(MT Newswires) MILANO (MF-NW)--I titoli azionari più discussi nella sezione Wallstreetbets di Reddit mostrano un andamento contrastato. - SpaceX sale del 2,4%, recuperando terreno dopo il calo del 9,1% registrato ieri alla chiusura. - Nebius Group avanza dell'1,8%, dopo aver perso il 7,2% nella seduta precedente. - Micron Technology guadagna l'1,8%, recuperando terreno dopo la flessione del 6,3% registrata ieri alla chiusura. - Nvidia sale dello 0,5%, dopo aver perso il 4,4% nella seduta di ieri. - Moderna cede il 4,5%, dopo aver chiuso ieri in calo del 17,6%. I titoli di Moderna e Merck risentono delle notizie su una possibile fuga di dati relativa al vaccino personalizzato contro il melanoma, molto atteso da entrambe le società. - Western Digital perde l'1,5%, dopo aver registrato ieri un calo del 6,4%. - Bloom Energy scende dell'1,3%, dopo aver perso l'8,7% alla chiusura di ieri. - Meta Platforms arretra dello 0,6%, dopo aver perso quasi il 7% nella seduta precedente. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it A3733591 MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: investitori mantengono stabili investimenti nei mercati privati (Goldman Sachs Alternatives)
23/10/2026 12:58
FOCUS: investitori mantengono stabili investimenti nei mercati privati (Goldman Sachs Alternatives)
MILANO (MF-NW)--Gli investitori mantengono stabili gli investimenti nei mercati privati, nonostante il rallentamento delle distribuzioni. È quanto emerge da un nuovo sondaggio di Goldman Sachs Alternatives, la Global Alternatives Survey del 2026: "The LP View", dal titolo "Rethinking Not Retreating", che si basa sulle risposte di 225 Limited Partner e altri investitori istituzionali intervistati tra giugno e agosto 2026. I limited partner (LP) mantengono infatti i propri impegni nei mercati privati, ma stanno cambiando le modalità con cui costruiscono i propri portafogli. I partecipanti fanno sempre più ricorso al mercato secondario per gestire la liquidità, concentrano il capitale presso i gestori con cui hanno già rapporti e adottano criteri di selezione più rigorosi per quelli nuovi. Oltre un terzo degli LP (37%) prevede di investire più capitale rispetto allo scorso anno, mentre quasi la metà (47%) intende mantenere lo stesso tasso di investimento; solo l'11% intende investire di meno. Il principale vincolo è rappresentato dalla liquidità: la carenza di distribuzioni è il fattore più citato che influenza i programmi di investimento, indicato dal 35% degli LP. CONTESTO GEOPOLITICO IN CIMA ALLA LISTA DEI RISCHI Per il terzo anno consecutivo, gli LP considerano le tensioni geopolitiche il principale rischio di investimento. Figurano infatti nelle prime cinque priorità per l'82% degli LP e sono di gran lunga il fattore indicato con maggior frequenza (36%) come il singolo rischio più rilevante. L'inflazione si colloca al secondo posto (67%), seguita da un rallentamento economico o da una recessione negli Stati Uniti (63%). Gli investitori in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) attribuiscono maggiore rilevanza ai rischi geopolitici: il 44% li colloca al primo posto, rispetto al 31% nella regione Asia-Pacifico (APAC) e al 30% nelle Americhe. L'intelligenza artificiale (AI) sta iniziando a emergere come fattore di rischio: il 28% degli LP inserisce la sostituzione dei lavoratori dovuta alla tecnologia tra i cinque rischi principali, mentre la maggior parte degli intervistati che ha selezionato la voce "altro" ha citato preoccupazioni legate all'AI. INFRASTRUTTURE E SECONDARI GUIDANO OUTLOOK RESILIENTE La maggior parte degli LP ritiene che le opportunità di investimento siano pari o migliori rispetto a un anno fa: Infrastrutture: il 43% segnala prospettive più favorevoli, mentre il 7% indica un outlook meno favorevole. Mercato secondario: le valutazioni positive sono aumentate e superano ora quelle negative con un rapporto di quasi 3 a 1 (44% contro 15%). Co-investimenti: solo il 6% degli intervistati segnala un outlook più debole. Real Estate: il 37% indica un miglioramento delle prospettive, mentre il 16% le considera meno favorevoli. Private equity: prevale una valutazione stabile, con il 56% che non segnala cambiamenti nell'outlook; le valutazioni positive e negative sono distribuite in modo pressoché equilibrato, rispettivamente al 24% e al 20%. Private credit: registra il maggiore aumento su base annua delle valutazioni negative, che raggiungono il 35%; tuttavia, il 65% continua a considerare le opportunità invariate o migliori. Hedge fund: l'interesse è in aumento, con il 34% che indica prospettive più favorevoli e meno di un intervistato su dieci che le considera meno favorevoli. Partecipazioni nei general partner: la maggior parte degli LP (69%) non segnala cambiamenti nella propria valutazione delle partecipazioni nei GP. INTENZIONI DI INVESTIMENTO STABILI Nei mercati privati, gli LP continuano a essere più frequentemente sottoesposti rispetto agli obiettivi di allocation che sovraesposti. Nel private credit, la quota di LP sottoesposti è aumentata del 5% su base annua, mentre quella dei sovraesposti è scesa dal 12% al 4%. Il real estate si trova nella fase più avanzata del ciclo di allocation, con la quota più elevata di LP sovraesposti (18%), sebbene tale percentuale sia diminuita rispetto al 25% di un anno fa. Nel complesso, l'84% degli LP prevede di investire un ammontare di capitale pari o superiore a quello dello scorso anno, in linea con l'83% del 2025. All'interno di questa percentuale, diminuisce la quota di coloro che prevedono di incrementare gli investimenti (37%, rispetto al 43%). Diminuisce anche la quota di chi prevede di ridurre gli investimenti (11%, rispetto al 14%). La carenza di distribuzioni è il fattore principale che influenza i piani di investimento (35%, in aumento rispetto al 31% del 2025), davanti alle modifiche degli obiettivi di allocazione (29%). Solo il 2% cita preoccupazioni di natura regolamentare e fiscale. CRITICITA' DIFFRENTI PER OGNI ASSET CLASS Quando è stato chiesto agli intervistati di indicare la singola sfida principale per ciascuna componente del proprio portafoglio, gli LP hanno evidenziato temi diversi. La liquidità è al primo posto nel private equity (28%), la performance nel real estate (32%), l'accesso alle opportunità nei co-investimenti (21%) e la selezione dei gestori nel private credit (20%) e nelle infrastrutture (15%). Le valutazioni si collocano al secondo posto in tre delle cinque asset class, rappresentando l'elemento che più si avvicina a una preoccupazione condivisa. L'analisi delle risposte alle domande aperte ha evidenziato che è in corso una revisione delle strategie all'interno di ciascuna asset class. Nel private equity, alcuni LP stanno riducendo il numero di GP con cui collaborano, mentre altri si stanno orientando verso gestori emergenti o verso il lower middle market. Nel private credit, in molti stanno ampliando i propri investimenti oltre il direct lending, esplorando il mercato secondario, nuove aree geografiche e strutture evergreen. Nel real estate, diversi investitori si stanno orientando verso strategie value-add e opportunistiche, assumendo livelli di rischio più elevati, mentre il debito real estate sta attirando nuove allocazioni come alternativa al private credit. A livello geografico, infine, alcuni LP stanno riducendo la propria esposizione agli Stati Uniti per incrementare quella verso l'Europa, la regione più frequentemente citata dagli investitori che stanno ampliando la propria attenzione ai mercati internazionali. fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)