WALL STREET: commento di apertura
10/04/2026 15:42
WALL STREET: commento di apertura
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano contrastanti in apertura. Il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,24%, mentre l'S&P 500 sale dello 0,22% e il Nasdaq Composite dello 0,58%. Lato macro, l'indice dei prezzi al consumo statunitense è aumentato dello 0,9% a livello mensile a marzo, in linea con le attese degli economisti e dopo un incremento dello 0,3% a febbraio, secondo i dati pubblicati dal Bureau of Labor Statistics. L'indice core, che esclude i prezzi di alimentari ed energia, è salito dello 0,2%, inferiore al consenso degli economisti allo 0,3% e in linea con il mese precedente. Su base annua, l'inflazione complessiva e quella core sono accelerate rispettivamente al 3,3% e al 2,6%, dal 2,4% e 2,5% del mese precedente. I prezzi dell'energia sono stati il fattore principale dell'accelerazione dell'inflazione complessiva, come previsto, a causa del conflitto in Iran. I prezzi energetici sono aumentati del 10,9%, il maggiore incremento mensile dal settembre del 2005, con quelli della benzina in aumento record del 21,2%. Escludendo solo i prezzi dell'energia, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% per il secondo mese consecutivo, mentre i prezzi degli alimentari sono rimasti invariati. Si sono registrati anche aumenti significativi nei servizi di trasporto, in particolare nelle tariffe aeree. A compensare in parte, i prezzi dei veicoli nuovi sono saliti solo dello 0,1%, mentre quelli dei veicoli usati sono diminuiti dello 0,4% per il secondo mese consecutivo. "Finora, lo shock ha avuto un impatto limitato sui prezzi non energetici. Tuttavia, è probabile che questo cambi presto", avvertono gli economisti di Commerzbank. "La Federal Reserve dovrebbe ignorare l'aumento dell'inflazione e mantenere i tassi di interesse di riferimento invariati nei prossimi mesi", concludono gli esperti. Sul fronte politico, continuano ad arrivare notizie contrastanti dal Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato nuovamente l'Iran affinché riapra lo stretto di Hormuz, mentre il Kuwait ha segnalato attacchi su larga scala con droni su infrastrutture vitali, accusando Teheran ed i suoi alleati di aver violato il cessate il fuoco. "Allo stesso tempo l'agenzia di stampa saudita ha riportato che l'Arabia Saudita avrebbe perso circa 600 mila b/g di capacità produttiva a seguito degli ultimi attacchi", riportano gli esperti di Mps. "C'è pertanto forte attesa per i colloqui di domani in Pakistan tra la delegazione Usa e iraniana per capire se ci sono speranze per un accordo", dichiarano gli strategist. Sul fronte della politica monetaria, "i verbali della riunione di marzo della Fed hanno assunto un tono relativamente restrittivo (hawkish), poiché i partecipanti hanno espresso crescenti timori riguardo ai potenziali rischi al rialzo per l'inflazione negli Stati Uniti, legati all'aumento dei prezzi dell'energia", spiega Matthew Ryan, Head of Market Strategy di Ebury. "Vale però la pena sottolineare che la maggior parte del comitato ha anche manifestato preoccupazioni per l'occupazione, e si è discusso di un ritmo più rapido di tagli dei tassi qualora la guerra dovesse provocare un improvviso aumento della disoccupazione", prosegue l'esperto. Sul fronte societario: - Le azioni di ServiceNow registrano un calo del 4,16% in apertura, dopo che Ubs ha declassato il tutolo da buy a neutral. In precedenza, la banca d'affari riteneva l'azienda relativamente meglio posizionata per affrontare l'era dell'intelligenza artificiale rispetto ad altri gruppi software, ma ha ora ridotto la propria fiducia in questa valutazione. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER VALUTE: Chf verso ulteriore indeboliemento con de-escalation (Vontobel)
10/04/2026 15:24
MARKET DRIVER VALUTE: Chf verso ulteriore indeboliemento con de-escalation (Vontobel)
MILANO (MF-NW)--Il franco svizzero ha registrato un andamento altalenante dopo lo scoppio della guerra in Iran. Nella fase iniziale, "il franco si è comportato come un classico bene rifugio rispetto all'euro: il cambio Eur/Chf è sceso da 0,9104 il 27 febbraio, al minimo di 0,9008 il 9 marzo, il livello più forte del franco rispetto all'euro da quando la Banca Nazionale Svizzera ha abbandonato il tasso minimo nel 2015", riporta Christoph Boner, Chief Investment Allocation Officer di Vontobel. Nella seconda fase, la Bns è intervenuta in modo insolitamente esplicito per scoraggiare il rafforzamento del franco. "La valuta ha ceduto i guadagni iniziali e, all'inizio di aprile, il cambio Eur/Chf era tornato intorno a 0,9213-0,9215, mentre il cambio Usd/Chf era salito da 0,7686 del 27 febbraio a 0,7999 del 3 aprile", prosegue l'esperto. "Se i recenti sviluppi confermeranno una de-escalation del conflitto, il franco svizzero potrà indebolirsi ulteriormente", dichiara Boner. Tuttavia, se la guerra dovesse trasformarsi in un evento di stress globale più ampio, "l'equilibrio si sposterebbe decisamente a favore del franco che mantiene il suo tradizionale ruolo di bene rifugio, sostenuto dalla stabilità politica, dalla solidità delle finanze pubbliche, dal surplus delle partite correnti e dalla bassa inflazione della Svizzera", spiega l'esperto. "In episodi di avversione al rischio in piena regola, la domanda di beni rifugio tende a prevalere sia sui differenziali di rendimento che sulla retorica della Bns, come ha mostrato brevemente il mese di marzo", conclude Boner. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)