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Germania: -1,1% m/m produzione industriale luglio
07/09/2026 11:44
Germania: -1,1% m/m produzione industriale luglio
MILANO (MF-NW)--La produzione industriale tedesca è calata dell'1,1% su base mensile a luglio, dopo una variazione nulla nel mese di giugno, secondo i dati diffusi dall'Ufficio federale di statistica. Il dato ha deluso gli analisti, che si aspettavano un aumento dello 0,1% per il mese. Su base annua si evidenzia una contrazione dell'1,6%, dal -0,5% del mese precedente. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: obbligazionario, le tre spinte dietro ai rendimenti massimi (Rheos Partners)
07/09/2026 11:38
FOCUS: obbligazionario, le tre spinte dietro ai rendimenti massimi (Rheos Partners)
MILANO (MF-NW)--"Il mercato obbligazionario globale sta vivendo il proprio reset dei tassi, e la causa non è una sola" osserva Giacomo Calef, co-fondatore, Rheos Partners. Venerdì il rendimento del Bund decennale tedesco ha toccato i massimi dal 2011, quello del gilt britannico i massimi dal 2008, il Treasury Usa a dieci anni si è avvicinato al 4,80%. In Giappone il Jgb decennale ha superato il 3% per la prima volta dal 1996, e il biennale, il più sensibile alla politica monetaria, è al livello più alto dal 1995. "Non è un solo fattore a spingere i tassi al rialzo, ma tre che convergono nella stessa settimana: la corsa al debito delle società che costruiscono l'infrastruttura dell'intelligenza artificiale, un nuovo shock energetico legato allo Stretto di Hormuz, e banche centrali che si muovono in direzioni diverse ma tutte verso una maggiore restrizione" spiega l'esperto. Secondo l'analista, il fronte del credito è quello meno visibile ma probabilmente il più strutturale. Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft e Oracle hanno collocato circa 220 miliardi di dollari di obbligazioni da inizio anno, più del doppio di tutto il 2025, per finanziare data center e capacità di calcolo. È un fenomeno che sposta parte della competizione per il capitale dal mercato azionario a quello obbligazionario: le hyperscaler emettono debito nello stesso momento in cui i governi devono collocare quantità crescenti di titoli di stato, e con le banche centrali che non comprano più bond su larga scala, l'offerta la deve assorbire il mercato. Il risultato è quello che alcuni esperti definiscono scarsità di capitale: più emittenti di alta qualità in cerca dello stesso funding, rendimenti reali ai massimi da oltre un decennio. Da un punto di vista energetico, le tensioni tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz hanno riportato il Brent sopra i 95 dollari al barile, mentre il gas TTF olandese è tornato sui massimi da inizio 2023. "Non è un rincaro isolato: l'inflazione dell'area euro è salita al 3,3% in agosto, quasi interamente per effetto energetico, mentre l'inflazione core resta più contenuta, al 2,4%. È una distinzione che conta. Se l'aumento resta un fenomeno di prezzo temporaneo, le banche centrali possono in parte guardare oltre; se comincia a trasferirsi su salari e servizi, la finestra si chiude" sottolinea Calef. Il terzo fattore da considerare è la sincronizzazione, insolita, delle banche centrali. La Bce alzerà quasi certamente i tassi al 2,50% il 10 settembre, con l'intenzione dichiarata di fermarsi lì. La Fed arriva al meeting del 15-16 settembre con un mercato del lavoro più forte del previsto, che ha riacceso le probabilità di un rialzo proprio mentre l'inflazione di luglio, in calo al 3,4% annuo, sembrava aver dato margine per restare ferma. La Banca del Giappone, dopo cinque rialzi consecutivi, ha lasciato intendere che il 17-18 settembre potrebbe arrivare il sesto. "Tre banche centrali che si muovono quasi in contemporanea, per motivi diversi, comprimono insieme la liquidità globale" spiega l'analista. "Per chi detiene portafogli obbligazionari, la duration torna a essere una scelta attiva, non un parcheggio. Per chi valuta operazioni straordinarie o debito aziendale, il costo del funding non è più un dettaglio tecnico: è tornato una variabile strategica, come non lo era dal decennio dei tassi a zero" conclude. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Lu-ve, Isp conferma buy
07/09/2026 11:30
MARKET DRIVER: Lu-ve, Isp conferma buy
MILANO (MF-NW)--Intesa Sanpaolo conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 70 euro su Lu-ve. "Buoni risultati" del primo semestre, "accelerazione nel secondo semestre", sottolineano gli analisti, che ricordano come sulla base dei conti il management abbia migliorato la guidance sul 2026. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Eurozona: +0,6% t/t Pil 2* trim (-0,5% a/a)
07/09/2026 11:06
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TOP NEWS ESTERO: Giappone, crollo record delle riserve valutarie a 80 mld usd dopo intervento su yen
07/09/2026 11:02
TOP NEWS ESTERO: Giappone, crollo record delle riserve valutarie a 80 mld usd dopo intervento su yen
MILANO (MF-NW)--Le riserve valutarie del Giappone hanno registrato il calo più consistente di sempre ad agosto, dopo che Tokyo ha effettuato un nuovo intervento record sul mercato dei cambi, vendendo dollari e acquistando yen per contrastare la persistente debolezza della valuta. Secondo i dati del Ministero delle Finanze (Mof), le riserve ammontavano a 1.208 miliardi di dollari alla fine di agosto, in calo di un record di 79,6 mld usd, pari al 6,18%, rispetto ai 1.287 mld usd del mese precedente. TOKYO BRUCIA RISERVE PER CONTRASTARE LA DEBOLEZZA DELLO YEN La contrazione è stata determinata principalmente da una diminuzione dei titoli esteri, detenuti soprattutto in titoli del Tesoro statunitensi acquistati durante l'intervento di acquisto di dollari condotto circa vent'anni fa, che rappresentano circa il 70% delle riserve giapponesi. Secondo dati separati del Mof pubblicati il mese scorso, il Giappone ha speso 15.400 miliardi di yen, pari a circa 98,66 mld usd, per sostenere la propria valuta tra il 30 luglio e il 26 agosto, mettendo a segno il più grande intervento mai realizzato in un singolo mese. L'operazione ha contribuito a rafforzare lo yen, che dai minimi degli ultimi 40 anni, intorno a 164 yen per dollaro, è salito fino a un massimo di 155,20 il 3 agosto. Successivamente, la valuta si è nuovamente indebolita, arrivando a sfiorare quota 160, per poi recuperare terreno e riportarsi nell'area 155-156 all'inizio di settembre. L'INTERVENTO CONGIUNTO CON WASHINGTON Una parte dell'operazione di acquisto di yen è stata condotta in coordinamento con gli Stati Uniti, nel primo intervento congiunto tra i due Paesi dal 2011. La mossa ha colto di sorpresa i mercati, che non si aspettavano un'azione coordinata di tale portata. Per attenuare i timori sulla capacità di Tokyo di sostenere interventi di dimensioni così elevate, Giappone e Stati Uniti hanno inoltre sottolineato la possibilità per Tokyo di ricorrere al meccanismo di finanziamento in dollari della Federal Reserve, istituito durante la pandemia di Covid-19 a sostegno delle principali banche centrali. Il meccanismo consente al Giappone di ottenere liquidità in dollari senza dover vendere direttamente i Treasury Usa detenuti nelle proprie riserve, riducendo potenzialmente la pressione finanziaria legata agli interventi sul mercato valutario. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)