TOP NEWS ESTERO: riapertura Hormuz beneficia economie asiatiche
26/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: riapertura Hormuz beneficia economie asiatiche
MILANO (MF-NW)--La riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe favorire una riduzione dei prezzi del petrolio nel breve termine, con quotazioni attese in un intervallo di circa 70-80 dollari al barile. Il movimento sarebbe positivo soprattutto per i mercati asiatici, poiché la maggior parte delle economie dell'area è importatrice netta di energia, osserva Christiaan Tuntuono, Senior Economist Asia Pacific di Allianz Global Investors. NECESSARIE SETTIMANE PER RIPRISTINO FLUSSI E PRODUZIONE La firma del protocollo di intesa tra Stati Uniti e Iran dovrebbe portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, potrebbero essere necessarie alcune settimane prima che le petroliere - nel frattempo riallocate verso altre aree - tornino a transitare nello Stretto. Sarà inoltre necessario del tempo per riportare a regime la produzione nei giacimenti di petrolio e gas naturale che hanno interrotto l'attività. Infine, la possibilità che lo Stretto rimanga aperto oltre i 60 giorni resta incerta: "molto dipenderà dai progressi dei negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran sui principali punti controversi, tra cui il programma nucleare iraniano e la destinazione delle scorte di uranio arricchito", spiega l'esperto. CALO PETROLIO SPINGE PIL ECONOMIE ASIATICHE Nonostante queste difficoltà, "con la firma del protocollo d'intesa, i prezzi globali del greggio potrebbero moderarsi nel breve termine, attestandosi in un intervallo di circa 70-80 dollari al barile", dichiara Tuntuono. L'Asia è uno dei principali beneficiari del calo dei prezzi energetici, poiché la maggior parte delle economie dell'area è importatrice netta di energia. "Si stima che ogni riduzione di 10 dollari dei prezzi globali del greggio, se sostenuta nel tempo, possa aumentare la crescita del prodotto interno lordo (PIL) asiatico di circa 20-30 punti base", riporta l'economista. EFFETTI DIFFERENZIATI SULLE VARIE ECONOMIE ASIATICHE Una riduzione dei prezzi globali dell'energia e la ripresa delle forniture di prodotti raffinati contribuirebbero ad allentare le pressioni in Asia, con effetti in particolare nelle seguenti economie: nelle Filippine, Corea del Sud, Australia, Singapore e Hong Kong si registrerebbe "un rallentamento dell'inflazione, poiché non hanno in atto misure di sussidio sui carburanti", spiega l'esperto; in Indonesia e Malesia diminuirebbe la pressione sui conti pubblici data dai sussidi energetici; in Thailandia, India e Filippine si ridurrebbero i disavanzi commerciali legati all'energia; mentre India, Giappone e Australia beneficerebbero della ripresa delle forniture di prodotti raffinati dal Medio Oriente, come diesel, nafta, urea e gas naturale, osserva Tuntuono. NEGLI ULTIMI MESI OFFERTA ENERGETICA SOSTENUTA DA CALO IMPORTAZIONI CINESI Negli ultimi mesi, l'offerta energetica globale è stata sostenuta dal calo delle importazioni cinesi di petrolio e gas e dal contemporaneo aumento delle esportazioni statunitensi di combustibili fossili. "La ripresa delle esportazioni cinesi di carburanti raffinati a maggio ha ulteriormente contribuito ad alleviare le gravi carenze in Asia. I dati sulle petroliere in arrivo nel periodo giugno-luglio suggeriscono che questa dinamica potrebbe continuare nel breve periodo e sostenere l'attuale situazione di domanda e offerta", prosegue l'esperto. AZIONARIO, FOCUS SU MERCATI ESPOSTI A TEMA AI "Da una prospettiva di investimento, i titoli governativi e le valute di alcune economie asiatiche, come Filippine, Indonesia e India, che hanno subito forti vendite, con l'attenuarsi dei timori di mercato potrebbero rappresentare interessanti opportunità tattiche di posizionamento lungo", osserva Tuntuono. Sul fronte azionario, "il calo dei prezzi dell'energia riduce il freno di breve termine sul superciclo industriale e degli investimenti in capitale Asia, con potenziali benefici per i mercati dell'area maggiormente esposti ai temi legati all'intelligenza artificiale, come Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Cina e Malesia", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)