WALL STREET: commento di metà seduta
15/01/2026 18:46
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano in rialzo a metà seduta, sostenuti dal rally dei titoli bancari e tecnologici. Nel dettaglio, il Dow Jones cresce dello 0,75%, l'S&P 500 dello 0,61% e il Nasdaq Composite dello 0,79%. "Le tensioni geopolitiche, e in particolare gli sviluppi in Iran, ieri hanno frenato i listini azionari con le trimestrali e i dati macro Usa che hanno preso un posto in seconda fila. Oggi si respira un'aria più distesa dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato che per ora potrebbe non attaccare l'Iran considerato le rassicurazioni sullo stop alle uccisioni", affermano gli strategist di Mps. La geopolitica "resta il vero ago della bilancia per il sentiment. L'annuncio di nuovi dazi del 25% su specifici chip AI da parte di Trump si inserisce in una strategia di reshoring industriale che aumenta l'incertezza regolamentare sul comparto tech. Contemporaneamente, il fronte Iran ha continuato a muovere il mercato energetico", afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro. "Il Wti ha inizialmente reagito al rialzo, per poi ripiegare sotto i 60 dollari al barile dopo le dichiarazioni di Trump su una sospensione temporanea di azioni militari dirette (attenzione, tuttavia, alla loro interpretazione). È una dinamica che conferma come il mercato del petrolio resti più sensibile alle headline che a reali problemi di offerta strutturale. Sullo sfondo, la questione Groenlandia rimane irrisolta, con il confronto tra Usa e Danimarca che si è chiuso su un disaccordo fondamentale e l'annuncio di esercitazioni militari nell'area, un ulteriore elemento di rumore geopolitico in un contesto già saturo", conclude l'esperto. Sul fronte dei dati, l'indice manifatturiero Empire State della Federal Reserve di New York è salito a 7,7 punti a gennaio dal valore rivisto di -3,7 di dicembre, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura pari a 1 punto. L'indice manifatturiero mensile della Federal Reserve di Filadelfia è salito a 12,6 a gennaio, dopo essere sceso a un valore rivisto di -8,8 a dicembre, battendo il consenso degli economisti a quota -1,4 punti. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 198.000 unità, in calo di 9.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Le scorte di gas naturale sono diminuite di 71 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata il 9 gennaio, dopo un calo di 119 miliardi nella settimana precedente. Gli esperti prevedevano una lettura pari a -91 miliardi di piedi cubi. Infine, i prezzi delle importazioni sono aumentati dello 0,4% a novembre, secondo quanto riportato dal Bureau of Labor Statistics (Bls). Il dato relativo al mese precedente non era stato calcolato a causa dello shutdown del governo federale. Sul fronte societario: - Taiwan Semiconductor balza del 6,51% a metà seduta. La società ha registrato un nuovo trimestre record, annunciando piani per aumentare gli investimenti in conto capitale nel 2026 tra 52 e 56 miliardi di dollari. - Rocket Lab perde il 2,88% dopo il downgrade di KeyBanc da overweight a sector weight. La banca ha giustificato l'azione spiegando come i catalizzatori di crescita del titolo si siano ormai materializzati. - BlackRock guadagna il 5,05%. L'utile adjusted si è attestato a 13,16 dollari per azione, superando i 12,21 dollari previsti dagli analisti interpellati da Lseg. I ricavi hanno raggiunto 7,01 miliardi di dollari, oltre la stima consensuale di 6,69 miliardi. - Le azioni di Morgan Stanley sono salite del 5,87% a metà seduta, dopo che la banca ha riportato risultati del quarto trimestre superiori alle aspettative, sostenuti dai solidi ricavi del settore wealth management. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Ocse: forza lavoro record in 3* trim al 74,1%, Italia tra piu' bassi
15/01/2026 18:25
Ocse: forza lavoro record in 3* trim al 74,1%, Italia tra piu' bassi
ROMA (MF-NW)--I tassi di occupazione e di partecipazione alla forza lavoro dell'Ocse rimangono a livelli record nel terzo trimestre del 2025. La partecipazione alla forza lavoro dell'Ocse tra i 15 e i 64 anni si è mantenuta al livello record del 74,1%. Poco più di due terzi dei Paesi Ocse hanno registrato tassi superiori a questo parametro di riferimento nel terzo trimestre del 2025. Turchia, Messico, Costa Rica e Italia hanno registrato i tassi di partecipazione più bassi, tutti inferiori al 70%. Lo rileva la stessa Ocse aggiungendo che il tasso di occupazione dell'Ocse è rimasto stabile nel 3* trimestre del 2025 rispetto al trimestre precedente, attestandosi al livello record del 70,3%. Nello stesso periodo, i tassi di occupazione sono rimasti stabili in 16 paesi Ocse, sono diminuiti in 12 e sono aumentati in 9. La Turchia ha continuato a registrare il tasso di occupazione più basso (55,1%) tra i paesi Ocse nel terzo trimestre del 2025. Al contrario, i tassi di occupazione hanno superato l'80% in Giappone e nei Paesi Bassi. Rispetto allo stesso trimestre del 2024, il tasso di occupazione Ocse è rimasto invariato nel terzo trimestre del 2025. Il tasso di occupazione dell'area dell'euro è aumentato di 0,3 punti percentuali (pp) in questo periodo, trainato da un tasso di partecipazione in crescita. Nel Regno Unito, l'aumento del tasso di disoccupazione è stato in parte compensato dall'aumento della partecipazione alla forza lavoro, lasciando il tasso di occupazione sostanzialmente invariato tra il terzo trimestre del 2024 e il terzo trimestre del 2025. I maggiori aumenti su base annua dei tassi di occupazione sono stati registrati in Colombia, Lettonia, Portogallo e Grecia (tutti superiori a 1,0 pp), trainati dal calo della disoccupazione in Colombia e dall'aumento della partecipazione negli altri tre paesi. Al contrario, i tassi di occupazione sono diminuiti in Nuova Zelanda e Costa Rica. In entrambi i paesi, il calo è stato dovuto principalmente ai minori tassi di partecipazione, parzialmente compensati in Costa Rica da un calo della disoccupazione. A novembre 2025, il tasso di disoccupazione è rimasto sostanzialmente stabile al 5% rispetto a settembre 2025, il mese più vicino per il quale sono disponibili statistiche sulla disoccupazione per l'area Ocse. È rimasto sostanzialmente stabile sia per le donne che per gli uomini, nonché per i lavoratori più giovani (15-24 anni) e i lavoratori di età pari o superiore a 25 anni. A novembre, i tassi di disoccupazione nell'Unione Europea (6%), nell'area dell'euro (6,3%) e in 23 paesi Ocse sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto a ottobre. I tassi di disoccupazione sono aumentati in 4 paesi e sono diminuiti in altri 5, con la Colombia che ha raggiunto il minimo storico dell'8,2%. Stime più aggiornate per dicembre 2025 mostrano un aumento del tasso di disoccupazione di 0,3 punti percentuali al 6,8% in Canada, mentre è rimasto sostanzialmente stabile negli Stati Uniti, al 4,4%. com/pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)