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MARKET DRIVER VALUTE: azioni Trump in Venezuela hanno impatto contenuto su dollaro (Mufg Bank)
05/01/2026 11:09
MARKET DRIVER VALUTE: azioni Trump in Venezuela hanno impatto contenuto su dollaro (Mufg Bank)
MILANO (MF-NW)--"Il dollaro statunitense sta iniziando il nuovo anno su basi più solide, con l'indice del dollaro in aumento per il quarto giorno consecutivo di negoziazione e che ha raggiunto un massimo di 98,796 durante la notte", commenta Lee Hardman, Senior Currency Analyst di Mufg Bank. Inoltre, le azioni intraprese dall'amministrazione Trump per forzare un cambio di regime in Venezuela, rimuovendo il presidente Nicolas Maduro, hanno avuto un impatto relativamente contenuto. Gli operatori si sono concentrati soprattutto sulle ripercussioni sul prezzo del petrolio, al fine di valutare un possibile impatto sui mercati finanziari e eventuali ricadute sul mercato valutario. "Il prezzo del Brent è sceso moderatamente durante la notte, tornando più vicino ai minimi recenti intorno ai 60 dollari al barile, forse riflettendo un iniziale sollievo per l'improbabilità di una significativa interruzione dell'approvvigionamento nel breve termine", spiega l'esperto. Il Venezuela, infatti, è diventato meno rilevante per l'approvigionamento globale e si classifica attualmente come il 18° produttore mondiale, con circa 1 milione di barili al giorno, pari ad appena l'1% dell'offerta globale. "Questo dato è da confrontare con la produzione di circa 3,5 milioni di barili al giorno negli anni '70", prosegue Hardman. Tuttavia, il Venezuela potrebbe tornare ad essere un importante produttore qualora il cambio di regime avesse successo nello sbloccare il potenziale inutilizzato del Paese e nel contribuire ad aumentare l'offerta globale di petrolio. "Il Venezuela continua infatti a rivendicare di detenere le maggiori riserve petrolifere accertate al mondo, sebbene gran parte di esse sia costituita da greggio estremamente pesante, quindi più costoso da estrarre e raffinare", puntualizza l'esperto. Delcy Rodriguez, presidente ad interim del Venezuela, ha esteso "un invito al governo degli Stati Uniti a collaborare su un'agenda di cooperazione, orientata allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e al rafforzamento di una convivenza comunitaria duratura". "Ciò fa seguito a un avvertimento del presidente Trump, secondo cui se non farà ciò che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro. Trump vuole accesso totale al petrolio per ricostruire il Paese", spiega l'esperto. L'aumento del rischio geopolitico ha contribuito a sostenere il prezzo dell'oro dopo la forte correzione al ribasso registrata alla fine dello scorso anno. Nel complesso, conclude Hardman, "non ci aspettiamo che gli sviluppi in Venezuela abbiano implicazioni significative per le nostre prospettive sul mercato valutario nel 2026, in linea con l'impatto iniziale contenuto osservato sui mercati". cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: petrolio in calo dopo arresto Maduro, mercato teme aumento offerta
05/01/2026 11:02
TOP NEWS ESTERO: petrolio in calo dopo arresto Maduro, mercato teme aumento offerta
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano in calo, con il Brent che scende dello 0,28% e il Wti dello 0,26%. "La reazione dei prezzi del petrolio a seguito dell'arresto del presidente venezuelano Nicol s Maduro da parte degli Stati Uniti suggerisce che il mercato è più concentrato sul potenziale aumento dell'offerta nel lungo periodo che su eventuali interruzioni a breve termine derivanti da un cambiamento di potere", affermano gli economisti di Ing. "La reazione iniziale dei mercati finanziari all'intervento degli Stati Uniti in Venezuela è stata di cauto ottimismo, riflettendo le aspettative che la destituzione del presidente venezuelano possa portare a un riallineamento politico verso la sfera di influenza degli Stati Uniti. Nel breve termine, in particolare per quanto riguarda le esportazioni di petrolio, le prospettive sembrano essere sostanzialmente quelle di un andamento normale. Il Venezuela detiene circa il 17% delle riserve petrolifere accertate mondiali, ma negli ultimi anni la sua capacità di estrarre e lavorare il greggio è notevolmente diminuita. La produzione attuale è stimata a meno di un milione di barili al giorno, di cui circa la metà esportati, pari a meno dell'1% dell'offerta globale", aggiunge Ricardo Evangelista, Senior Analyst di ActivTrades. In questo contesto, e considerando che, anche prima del fine settimana, gli analisti prevedevano un eccesso di offerta nei mercati petroliferi globali nel 2026, "l'attuale calo dei prezzi non è sorprendente, vista la prospettiva a medio termine di un aumento dell'offerta di petrolio venezuelano sul mercato globale", conclude l'esperto. Per gli economisti di Goldman Sachs, infine, i rischi per i prezzi del petrolio legati ai disordini in Venezuela sono probabilmente ambigui e contenuti, a seconda di come evolverà la politica sanzionatoria degli Stati Uniti. Da un lato, la produzione petrolifera venezuelana potrebbe aumentare leggermente nel breve termine, anche in uno scenario con un governo sostenuto dagli Stati Uniti e una revoca completa delle sanzioni. Dall'altro lato, le interruzioni delle forniture di petrolio venezuelano potrebbero persistere e/o intensificarsi nel breve periodo, ad esempio nel caso in cui il governo Maduro riaffermi il proprio controllo, concludono da GS. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Borsa Hong Kong: Hang Seng chiude a -0,03% a 26.347,24 punti
05/01/2026 10:59
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MARKET DRIVER: in 2025, Europa e Paesi Emergenti sovraperformano Stati Uniti (eToro)
05/01/2026 10:44
MARKET DRIVER: in 2025, Europa e Paesi Emergenti sovraperformano Stati Uniti (eToro)
MILANO (MF-NW)--Nel 2025, gli analisti prevedevano un anno di normalizzazione: tassi sotto controllo, politica monetaria prevedibile e Stati Uniti come baricentro indiscusso dei mercati. Tuttavia, i dati hanno smentito queste previsioni, commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro. "L'Europa (Stoxx 600 +16.66%), data per stanca, ha fatto meglio degli Stati Uniti (+16.39%). I Paesi Emergenti (Eem +30.82), a loro volta, hanno fatto meglio dei mercati sviluppati (Iefa +27.29%)", spiega l'esperto. L'Europa si è allargata verso est, con il Sofix bulgaro che ha registrato un +29% e il Bet romeno che ha messo a segno un +45%, mentre il Cac 40 francese si è fermato al +10%. Germania e Francia, storicamente tra le economie più solide d'Europa, non hanno registrato performance stupefacenti, penalizzate da criticità interne. Al contrario, il Wig20 polacco ha messo a segno un rialzo del 45%. "Madrid è la regina europea con un +49,56%. Milano segue da vicino con un +31%", prosegue Debach. Nel frattempo, continua l'esperto, "la Francia ha perso lo status implicito di Paese core. Governi instabili, continui cambi politici, fiducia che si deteriora. Il risultato è un evento che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Lo spread francese ha superato quello italiano". In Italia, infatti, il governo Meloni, terzo governo più longevo della storia del Paese, è riuscito a portare lo spread a 65 punti base. "Una riduzione di 162 punti rispetto ai 228 iniziali, un risultato paragonabile solo a quello dell'era Monti. Una performance che mancava osservando i governi succedutisi da Berlusconi IV in poi", conclude Debach. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: B.Mps, MS assegna equal-weight
05/01/2026 10:39
MARKET DRIVER: B.Mps, MS assegna equal-weight
MILANO (MF-NW)--Morgan Stanley avvia la copertura su B.Mps con raccomandazione equal-weight e il prezzo obiettivo a 10,4 euro. "Siamo cauti sulle sinergie con Mediobanca e non pensiamo che la valutazione lasci upside significativo rispetto al settore, nonostante ampi ratio CET1", spiegano gli analisti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)