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 Ultime notizie a cura di MF-DowJonesNews 
B.Carige: c'e' anche un piano B (MF)

MILANO (MF-DJ)--Il piano che passa attraverso l'intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e di Cassa Centrale resta per ora la strada maestra del salvataggio di Banca Carige. Proprio a cavallo del fine settimana, scrive MF, dovrebbe prendere forma la proposta preliminare che lunedi' 15 approdera' al consiglio di amministrazione del Fitd, mentre la versione definitiva sara' messa a punto nell'arco della prossima settimana e comunque entro giovedi' 25. Al momento insomma le energie delle numerose controparti coinvolte, a partire dalle banche contribuenti allo Schema Volontario, sono concentrate su questo progetto. In alcune banche d'affari pero' ha cominciato a circolare anche una seconda ipotesi di intervento che potrebbe diventare d'attualita' se la cordata Fitd-Ccb non prendesse quota. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, il progetto sarebbe un ibrido tra un'operazione di mercato e il salvataggio delle banche venete realizzato nel giugno del 2017 con l'intervento di Intesa Sanpaolo . La differenza sostanziale rispetto a quel caso e' che l'ipotesi allo studio non prevede la liquidazione dell'istituto di credito come invece accaduto per Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Nel concreto il salvataggio passerebbe attraverso lo scorporo degli attivi in bonis, una vera e propria good bank, che sarebbero messe sul mercato e ceduti probabilmente a una banca italiana. Nell'attuale Carige invece resterebbero i bad loans e gli altri attivi esclusi dal perimetro della vendita. La gestione di questi asset (in particolare il recupero dei crediti deteriorati) generera' un flusso di cassa che nel tempo consentirebbe agli attuali soci di rientrare di parte delle perdite subite in questi ultimi anni. Se questo e' la bozza del piano B restano da definire alcuni tasselli fondamentali, a partire dalle condizioni a cui il cavaliere bianco acquisirebbe la good bank. Condizioni che ovviamente andrebbero discusse con il governo, soprattutto per quanto riguarda gli oneri di ristrutturazione che, nel caso delle banche venete, erano stati completamente sovvenzionati dallo Stato. Oggi, si fa notare, lo spazio fiscale e' piu' limitato rispetto a due anni fa e soprattutto l'esecutivo gialloverde non sembra in vena di "regali" al settore bancario. red/fch (fine) MF-DJ NEWS 08:23 12 lug 2019

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