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Usa: indice fiducia consumatori U.Michigan giugno preliminare a 48,9 punti
12/06/2026 18:09
Usa: indice fiducia consumatori U.Michigan giugno preliminare a 48,9 punti
MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, l'indice preliminare della fiducia dei consumatori elaborato dall'Università del Michigan è salito a 48,9 punti a giugno, in aumento rispetto ai 44,8 punti del mese precedente. Il dato ha inoltre superato le attese degli analisti, che si aspettavano un incremento più contenuto fino a 46 punti. Nel dettaglio, l'indice delle condizioni attuali è salito a 48,4 da 45,8, mentre quello delle aspettative è aumentato a 49,3 da 44,1. "Anche con i primi miglioramenti registrati a giugno, il giudizio sull'economia resta complessivamente negativo", ha dichiarato l'Università del Michigan. "I consumatori continuano a concentrarsi sulle problematiche concrete della vita quotidiana". Secondo l'ateneo, "i consumatori si sentono appesantiti dalla recente accelerazione dell'inflazione e temono che i prezzi possano rimanere elevati ancora a lungo, soprattutto nel breve periodo". Sul fronte delle aspettative inflazionistiche, quelle a un anno sono scese al 4,6% dal 4,8%, mentre quelle a cinque anni sono diminuite al 3,4% dal 3,9%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: petrolio ai minimi da 2 mesi, mercati credono ad accordo Usa-Iran
12/06/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: petrolio ai minimi da 2 mesi, mercati credono ad accordo Usa-Iran
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio hanno toccato i minimi degli ultimi due mesi, con il Brent in calo del 3,66% a 87,1 dollari al barile e il Wti in flessione del 3,75% a 84,39 dollari. Le quotazioni sono scese dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilanciato l'ipotesi di un nuovo accordo di pace. "Questa volta i mercati sembrano sempre più propensi a credere che possa concretizzarsi, nonostante la mancanza di conferme da Teheran", ha commentato Saxo Bank. RITORNO ALLA NORMALITÀ DELLE FORNITURE RICHIEDERÀ TEMPO Il ritorno alla normalità delle forniture dal Golfo Persico, tuttavia, potrebbe richiedere tempo. Sarà infatti necessario riparare i danni alle infrastrutture causati dal conflitto e riattivare i giacimenti temporaneamente chiusi, con un impatto che continuerà a riflettersi sulle scorte globali nel breve termine. "Una volta che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz riprenderà progressivamente e la produzione petrolifera sospesa tornerà in funzione, prevediamo che i prezzi del Brent inizieranno a diminuire, attestandosi in media a 89 dollari al barile nel quarto trimestre del 2026", ha affermato la U.S. Energy Information Administration. "Stimiamo inoltre che la maggior parte della produzione interrotta sarà completamente ripristinata nel primo trimestre del 2027 e che le scorte mondiali di petrolio torneranno ad aumentare, portando gradualmente il prezzo medio del greggio a 79 dollari al barile nel 2027", ha proseguito l'agenzia. ACCORDO USA-IRAN RIMESCOLA CARTE BCE DOPO RIALZO TASSI A meno di 24 ore dalla decisione sui tassi della Banca centrale europea, l'annuncio di un accordo ha rimescolato le carte per l'istituto di Francoforte. Lo scenario meno severo elaborato dalla Bce, che un'intesa tra Stati Uniti e Iran renderebbe plausibile, prevede un prezzo del petrolio intorno agli 88 dollari al barile nel terzo trimestre del 2026, un'inflazione in calo sotto il target nel 2027 e una crescita economica all'1,4% nel 2027 e all'1,6% nel 2028. RIMOZIONE SHOCK ENERGETICO PUÒ FERMARE STRETTA MONETARIA Ieri i mercati non scontavano ancora pienamente questo scenario più benigno, ma piuttosto una riduzione dei rischi di coda e la crescente convinzione che la fase più critica potesse ormai essere alle spalle. "I rendimenti decennali americani sono scesi di circa 10 punti base, gli spread creditizi si sono compressi verso i minimi recenti, il cambio eur/usd ha recuperato verso 1,16 dopo essere sceso sotto 1,15 nelle ore precedenti l'annuncio. Oro e Bitcoin sono saliti entrambi", riporta Gabriel Debach, market analyst di eToro. Un'intesa per mettere fine al conflitto in Medio Oriente, con un conseguente calo del petrolio da 112 a 88 dollari al barile, contribuirebbe a risolvere alla radice buona parte delle pressioni inflative che preoccupano la Bce. "L'energia pesa meno del 10% nel paniere europeo ma, come mostrano le proiezioni Bce, ha guidato il 70% degli errori di previsione sull'inflazione nel primo trimestre 2026", spiega l'esperto. "Rimuovere questo shock non è un dettaglio, rappresenterebbe la differenza tra uno scenario di stretta monetaria prolungata e uno scenario di rientro dell'inflazione senza recessione", conclude Debach. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: prossima settimana occhi puntati su Fed, BoE, BoJ e summit G7
12/06/2026 18:02
TOP NEWS ESTERO: prossima settimana occhi puntati su Fed, BoE, BoJ e summit G7
MILANO (MF-NW)--La prossima settimana l'attenzione degli investitori si concentrerà sulle banche centrali, con Fed, BoE e BoJ chiamate a decidere sui tassi di interesse. Al tempo stesso, sottolineano gli strategist di Mps, i riflettori saranno puntati sul vertice del G7, in programma in Francia. FED ATTESA FERMA, OCCHI PUNTATI SU WARSH La riunione di politica monetaria della Federal Reserve, la prima sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh, rappresenterà l'appuntamento più atteso della settimana. "Non sono attese variazioni dei tassi, ma la riunione sarà importante soprattutto per cogliere l'impostazione che Warsh intenderà dare alla banca centrale e la sua posizione in un contesto caratterizzato da persistenti pressioni inflattive", spiegano gli esperti. Diversi membri del Comitato hanno infatti manifestato pubblicamente preoccupazione per la dinamica dei prezzi, lasciando aperta la porta a possibili rialzi dei tassi nei prossimi mesi. "È inoltre probabile che non venga fornita alcuna forward guidance, considerato che Warsh si è mostrato in più occasioni poco incline a questo strumento. Nel corso della riunione saranno pubblicate anche le nuove stime su crescita e inflazione", proseguono gli strategist. BOJ VERSO RIALZO DI 25 PUNTI BASE Tra le altre riunioni in calendario spicca quella della Bank of Japan, dalla quale il mercato si aspetta un rialzo dei tassi di 25 punti base. A presiedere la riunione sarà il vicegovernatore Uchida, poiché il governatore Ueda è attualmente ricoverato in ospedale. La Bank of England (BoE) dovrebbe invece lasciare invariato il costo del denaro, anche se gli investitori cercheranno eventuali indicazioni su possibili strette monetarie nei prossimi mesi. Tra le altre banche centrali, la Reserve Bank of Australia (RBA) dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse. Anche la Riksbank svedese è orientata a confermare l'attuale livello del costo del denaro, mentre dalla banca centrale brasiliana è atteso un taglio dei tassi. Infine, secondo il consenso degli analisti, la Banca nazionale svizzera (SNB) resterà ferma. FARO SU VENDITE AL DETTAGLIO USA Lato macro, negli Stati Uniti saranno pubblicate le vendite al dettaglio di maggio, attese stabili. La Bce renderà noto invece l'andamento del wage tracker, l'indicatore sviluppato per monitorare l'andamento dei salari nell'area. AL VIA IL G7 IN FRANCIA Sul fronte politico, lunedì prenderà avvio il vertice del G7 in Francia, che assume particolare rilevanza alla luce di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. "Secondo alcune indiscrezioni, la firma di un eventuale Memorandum potrebbe avvenire a Ginevra, in Svizzera, forse già domenica, non lontano dal luogo in cui si terrà il summit", riportano gli esperti. Nel corso del vertice, "i leader del G7 potrebbero inoltre fare pressione su Trump affinché sostenga una missione a guida europea per lo sminamento dello Stretto di Hormuz", concludono gli strategist. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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