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MARKET DRIVER: prezzi Brent a nuovi picchi dopo attacchi a infrastrutture (ActivTrades)
19/03/2026 11:15
MARKET DRIVER: prezzi Brent a nuovi picchi dopo attacchi a infrastrutture (ActivTrades)
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio Brent hanno registrato un rialzo, proseguendo il trend positivo della seduta precedente. Dal punto di vista dei mercati finanziari, "la guerra in Iran è entrata in una nuova fase in seguito agli attacchi mirati sferrati da Israele e dagli Stati Uniti contro i giacimenti di gas iraniani, ai quali Teheran ha risposto minacciando di mettere fuori uso le infrastrutture di produzione energetica della regione", commenta Ricardo Evangelista, Senior Analyst di ActivTrades. Questi sviluppi hanno portato i mercati a scontare un aumento dei rischi legati a un'interruzione prolungata dell'approvigionamento di petrolio dal Golfo Persico. "La situazione è ora più preoccupante per gli operatori petroliferi perché l'interruzione dei mercati energetici globali potrebbe estendersi oltre la limitazione del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, fino a compromettere la capacità produttiva di uno dei più importanti centri di estrazione di petrolio e gas al mondo", spiega l'esperto. In questo contesto, "gli operatori continueranno a monitorare da vicino gli sviluppi, con la possibilità di un'ulteriore volatilità dei prezzi del petrolio man mano che continuano ad arrivare notizie dalla regione", dichiara Evangelista. "Qualsiasi news di attacchi da parte dell'Iran alle infrastrutture dei paesi vicini potrebbe innescare nuovi picchi dei prezzi, rafforzando l'attuale tendenza al rialzo nei mercati petroliferi", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: quadro suggerisce allentamento graduale e prudente da Fed (Pimco)
19/03/2026 11:08
MARKET DRIVER: quadro suggerisce allentamento graduale e prudente da Fed (Pimco)
MILANO (MF-NW)--"I policymaker" della Federal Reserve "continuano a prevedere un graduale calo dei tassi d'interesse, ma la loro convinzione rimane modesta a causa dello shock energetico. Powell ha osservato che la crescita economica rimane solida e che la debolezza del mercato del lavoro è contenuta, riflettendo un rallentamento sia dell'offerta che della domanda. Sebbene l'inflazione core rimanga al di sopra dell'obiettivo, egli ha attribuito gran parte della sua persistenza agli effetti dei dazi piuttosto che a un surriscaldamento della domanda", afferma Tiffany Wilding e Graeme Westwood, economisti di Pimco. Man mano che gli effetti dei dazi si attenuano, e con la crescita trainata dalla produttività che continua a contenere i costi unitari del lavoro, "l'inflazione core dovrebbe continuare ad avvicinarsi all'obiettivo, anche se l'aumento dei prezzi del petrolio fa temporaneamente salire l'inflazione headline. In combinazione con i crescenti rischi al ribasso per il mercato del lavoro, questo contesto favorisce un ciclo di allentamento graduale e prudente verso il tasso neutro stimato dalla Fed, appena superiore al 3%", concludono gli esperti. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Mfe, Equita Sim conferma buy
19/03/2026 11:08
MARKET DRIVER: Mfe, Equita Sim conferma buy
MILANO (MF-NW)--Equita Sim conferma la raccomandazione buy e i prezzi obiettivo a 4,6 euro su Mfe A e a 5,7 euro su Mfe B. "Nel complesso, riteniamo positive le indicazioni sulle sinergie, in attesa di maggiore dettaglio a valle della pubblicazione dei risultati 2025. La dinamica relativa alla pubblicità evidenzia un trend ancora favorevole in Italia e più debole nel trimestre in Spagna e Germania ma in un trimestre caratterizzato da una stagionalità limitata", commentano gli analisti. pl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: ultimi sviluppi drammatici, B.centrale svedese non tocca tassi
19/03/2026 11:02
TOP NEWS ESTERO: ultimi sviluppi drammatici, B.centrale svedese non tocca tassi
MILANO (MF-NW)--La Banca centrale svedese ha confermato i tassi di interesse e ha sottolineato che gli sviluppi internazionali recenti sono stati molto drammatici. La guerra in Medio Oriente ha provocato movimenti significativi nei prezzi dell'energia e nei mercati finanziari, incluso un aumento dei tassi di interesse di mercato a breve termine. Il dollaro statunitense si è rafforzato, anche rispetto alla corona svedese. Rimane ancora incerto quali saranno le conseguenze a più lungo termine, sia in termini geopolitici sia economici, e le condizioni possono cambiare rapidamente. In Svezia, vi sono condizioni fondamentalmente favorevoli per il proseguimento della ripresa economica. L'inflazione sottostante è stata sorprendentemente bassa negli ultimi risultati. La guerra in Medio Oriente dovrebbe frenare in parte la crescita nel breve termine e spingere l'inflazione a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si prevede che questi effetti vengano in parte trasmessi anche ad altri prezzi. PRESTO PER VALUTARE IMPATTO GUERRA Il Consiglio Direttivo della Riksbank ha quindi deciso di lasciare invariato il tasso di politica monetaria all'1,75%. Lo scenario principale, altamente incerto in questa occasione, presuppone che la guerra abbia effetti moderati sull'inflazione e sulla ripresa economica. Per la Banca è ancora troppo presto per comprendere chiaramente come la guerra stia influenzando le prospettive. Attualmente, il Consiglio Direttivo ritiene che l'attuale livello del tasso di politica monetaria e un'analisi delle previsioni invariata rispetto a dicembre rappresentino una politica monetaria ben bilanciata. Questo contribuisce a rafforzare l'economia e a riportare l'inflazione sottostante in linea con il 2% attorno al cambio d'anno. L'inflazione raggiungerà l'obiettivo nel 2029, quando gli effetti temporanei dei prezzi dell'energia e degli adeguamenti Iva si saranno attenuati. BISOGNA PREPARARSI A QUALSIASI SCENARIO Per la Riksbank è però importante essere preparati a uno sviluppo degli eventi diverso da quello previsto. Uno scenario possibile è che la guerra abbia effetti significativamente maggiori sull'economia globale e porti a un aumento più ampio e persistente dell'inflazione. In tal caso, la Riksbank dovrebbe aumentare il tasso di politica monetaria, anche se l'attività economica sarebbe in questo caso significativamente più bassa. Un altro scenario possibile è che gli effetti negativi sulla domanda diventino più rilevanti, mentre le pressioni inflazionistiche si indeboliscono. La Riksbank dovrebbe allora ridurre il tasso di politica monetaria per stimolare la domanda e stabilizzare l'inflazione sull'obiettivo. Per la Banca centrale svedese gli sviluppi richiedono vigilanza. Oltre alla guerra in Medio Oriente, vi sono diversi altri rischi, e il ventaglio dei possibili esiti futuri è ampio. La Riksbank monitora attentamente gli sviluppi e adatterà la politica monetaria se le prospettive di inflazione e attività economica lo richiederanno. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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TOP NEWS ESTERO: B.centrale svizzera conferma tassi zero, MO rischio per inflazione e Pil
19/03/2026 11:02
TOP NEWS ESTERO: B.centrale svizzera conferma tassi zero, MO rischio per inflazione e Pil
MILANO (MF-NW)--La Banca nazionale svizzera ha mantenuto invariato il tasso guida allo 0%. Alla luce del conflitto in atto in Medio Oriente la disponibilità dell'Istituto a intervenire sul mercato dei cambi è aumentata. La Bns contrasta così un rapido ed eccessivo apprezzamento del franco che metterebbe a repentaglio la stabilità dei prezzi in Svizzera. La previsione di inflazione si colloca per i prossimi trimestri a un livello superiore a quello di dicembre per effetto del rincaro energetico, afferma la Banca centrale svizzera. Tuttavia, la pressione inflazionistica a medio termine è rimasta pressoché immutata dallo scorso esame della situazione economica e monetaria. La politica monetaria contribuisce a mantenere l'inflazione nell'area di stabilità dei prezzi e sostiene l'andamento dell'economia. La Banca nazionale continuerà a osservare attentamente la situazione e adeguerà se necessario la politica monetaria per assicurare la stabilità dei prezzi a medio termine. INFLAZIONE DOVREBBE AUMENTARE A RITMO PIU' SOSTENUTO A causa del rincaro dell'energia dovuto al conflitto in Medio Oriente, nei prossimi trimestri l'inflazione dovrebbe aumentare a un ritmo più sostenuto. Di conseguenza, a breve termine la previsione di inflazione è superiore a quella formulata a dicembre, mentre a medio termine è di poco inferiore per effetto dell'apprezzamento del franco. La previsione si attesta lungo l'intero orizzonte previsivo nell'area di stabilità dei prezzi. Nella media annua si colloca allo 0,5% per il 2026, allo 0,5% per il 2027 e allo 0,6% per il 2028. La previsione si basa sull'assunto che il tasso guida della Bnaca rimanga pari allo 0% lungo l'intero orizzonte previsivo. Nel quarto trimestre l'economia mondiale ha registrato una crescita solida. L'inflazione è rimasta elevata negli Stati Uniti, mentre nell'area dell'euro si è mantenuta in prossimità del valore obiettivo della Banca centrale. I tassi di politica monetaria sono stati lasciati immutati in entrambe le aree valutarie. INCERTEZZA E' NETTAMENTE AUMENTATA, RISCHI SIGNIFICATIVI L'incertezza riguardo alle prospettive economiche è nettamente aumentata con il conflitto in Medio Oriente. Nel suo scenario di base la Banca nazionale parte dal presupposto che il rally dei prezzi energetici determinerà a breve termine un rialzo dell'inflazione in molti Paesi. Inoltre, la crescita dell'economia mondiale dovrebbe accusare un temporaneo leggero rallentamento. Le prospettive per l'economia mondiale sono soggette a rischi significativi, in particolare a causa della situazione in Medio Oriente. I prezzi dell'energia potrebbero ad esempio aumentare più di quanto ipotizzato nello scenario di base, fattore che farebbe salire sensibilmente l'inflazione e frenerebbe notevolmente la crescita economica. Su quest'ultima potrebbero inoltre pesare possibili problemi legati alle catene di approvvigionamento e la più elevata incertezza. Oltre alla situazione in Medio Oriente, permangono incerte anche le prospettive relative alla politica commerciale. In Svizzera il prodotto interno lordo ha ripreso a crescere nel quarto trimestre, dopo essere calato nei tre mesi precedenti. Le prospettive economiche per la Svizzera sono incerte per i prossimi mesi. A breve termine la crescita potrebbe risultare piuttosto contenuta; nel medio periodo la Banca si aspetta una certa ripresa. La Bns prevede attualmente un tasso di crescita di circa l'1% per l'intero 2026 e di circa l'1,5% per il 2027. Il rischio principale per le prospettive economiche in Svizzera risiede nell'evoluzione dell'economia mondiale. In particolare, la situazione in Medio Oriente potrebbe frenare l'attività economica globale. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)