COMMENTO ENERGY: crisi MO è campanello d'allarma e stress test per Sud-est asiatico (Aie)
16/06/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: crisi MO è campanello d'allarma e stress test per Sud-est asiatico (Aie)
MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente rappresenta un forte campanello d'allarme per il Sud-est asiatico, mettendo in evidenza la vulnerabilità della regione agli shock petroliferi, secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia. Il modo in cui i responsabili politici della regione reagiranno all'attuale crisi avrà conseguenze importanti anche per i mercati energetici globali. Secondo il direttore esecutivo dell'Aie, Fatih Birol, il Sud-est asiatico sarà responsabile di circa il 20% della crescita della domanda mondiale di energia nel prossimo decennio, rendendolo una regione cruciale per l'evoluzione delle tendenze energetiche globali. Tuttavia, la forte dipendenza dal Medio Oriente per le forniture di petrolio e gas rappresenta un serio problema di sicurezza energetica. Con l'interruzione dei flussi energetici provenienti dal Medio Oriente, lo shock sui prezzi si sta traducendo in bollette energetiche più elevate, maggiore inflazione e crescenti rischi economici, afferma l'Aie. I governi della regione hanno reagito adottando misure volte ad attenuare l'impatto della crisi, tra cui tetti ai prezzi dei carburanti e programmi di sostegno finanziario. Secondo l'agenzia, tali interventi offrono un certo sollievo ai consumatori, ma comportano costi fiscali significativi. Prima dello scoppio del conflitto in Medio Oriente, la regione spendeva circa 40 miliardi di dollari in sussidi ai carburanti, una cifra che l'Aie prevede aumenterà sensibilmente nel corso dell'anno. In un report separato, l'Asean+3 Macroeconomic Research Office (Amro) osserva che le pressioni sulla spesa pubblica stanno iniziando a emergere nelle economie della regione, soprattutto nei Paesi che mantengono ampi programmi di sovvenzione ai carburanti. Secondo il vice direttore dell'Amro, Abdurohman, i conti pubblici sono rimasti complessivamente solidi nel primo trimestre, ma stanno cominciando a manifestarsi segnali di tensione. "L'aumento dei costi energetici e dei sussidi, insieme agli oneri fiscali derivanti dalle recenti misure di sostegno, è destinato a pesare sulle finanze pubbliche. Allo stesso tempo, condizioni di finanziamento più restrittive stanno aumentando i rischi al ribasso per le prospettive fiscali". L'Aie avverte inoltre che, in assenza di cambiamenti strutturali, la bolletta energetica per le importazioni del Sud-est asiatico potrebbe aumentare drasticamente, raggiungendo circa 245 miliardi di dollari entro il 2035, rispetto agli oltre 80 miliardi di dollari del 2024. Secondo i calcoli dell'agenzia, il rispetto degli impegni climatici potrebbe fare una differenza sostanziale, riducendo approssimativamente della metà tale costo nel prossimo decennio. L'attuale situazione rafforza inoltre la necessità di sviluppare le energie rinnovabili. L'Aie stima che gli investimenti nelle energie pulite effettuati dal 2015 abbiano già consentito alla regione di risparmiare circa 30 miliardi di dollari in costi di importazione energetica. Destinare maggiori risorse all'energia solare, eolica e ad altre fonti non fossili sarà fondamentale per rafforzare la sicurezza energetica del Sud-est asiatico, soprattutto considerando che gli investimenti restano inferiori a quelli necessari. Secondo l'Aie, la mobilitazione dei capitali dipenderà da riforme normative e da un forte sostegno pubblico internazionale, necessari per ridurre il costo del capitale e attrarre maggiori investimenti privati. L'impatto inflazionistico dell'attuale crisi energetica rischia però di complicare ulteriormente questo processo. Se le Banche centrali aumentano i tassi di interesse per contrastare l'inflazione, infatti, il costo dei finanziamenti cresce, creando un ostacolo per le tecnologie energetiche pulite, che richiedono ingenti investimenti iniziali. "In gran parte del Sud-est asiatico, dove il costo del capitale può essere circa il doppio rispetto alle economie avanzate e alla Cina, ciò riduce ulteriormente i rendimenti corretti per il rischio e rallenta la diffusione delle energie rinnovabili", sottolinea l'agenzia. L'Aie invita quindi le economie della regione a superare queste difficoltà se intendono proteggersi da futuri shock energetici. Secondo l'agenzia, il conflitto in Medio Oriente rappresenta un vero e proprio stress test per il sistema energetico del Sud-est asiatico, ma, se gestito correttamente, può trasformarsi anche in un catalizzatore di cambiamenti strutturali di lungo periodo. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Rpt..FOCUS: riforma europea cartolarizzazione riveste ruolo cruciale per rilanciare mercato (PGIM)
16/06/2026 16:41
Rpt..FOCUS: riforma europea cartolarizzazione riveste ruolo cruciale per rilanciare mercato (PGIM)
(si rinvia take delle 15h57 corretto) MILANO (MF-NW)--Dopo la crisi finanziaria globale, il mercato europeo degli investimenti in credito strutturato si è sviluppato a un ritmo più lento rispetto a quello di altre economie avanzate. In questo contesto, la riforma europea assume un ruolo cruciale per rilanciare il settore, attrarre maggiori capitali privati verso l'economia reale e rafforzare la competitività dei mercati dei capitali europei. Lo ha dichiarato Edwin Wilches, Co-Head of Securitised Products di PGIM, durante la tavola rotonda organizzata dalla società dal titolo "L'opportunità della cartolarizzazione e il futuro della crescita europea". CARTOLARIZZAZIONE HA SUBITO EVOLUZIONE PROFONDA IN ULTIMI 20 ANNI La cartolarizzazione consiste nel trasformare attività generatrici di reddito, come mutui ipotecari, prestiti alle imprese o prestiti auto, in titoli negoziabili sul mercato. Questo processo consente di ampliare le fonti di finanziamento dell'economia reale e raggiungere un'ampia platea di investitori. Nonostante il suo potenziale, la cartolarizzazione continua a essere associata alla crisi finanziaria globale del 2008. Tuttavia, le principali cause di quella crisi sono riconducibili soprattutto alla scarsa qualità dei prestiti sottostanti, in particolare ai mutui subprime, più che allo strumento della cartolarizzazione in sé. Da allora il settore ha subito una profonda evoluzione: gli standard di underwriting sono diventati più rigorosi, la trasparenza è aumentata e il quadro normativo è stato significativamente rafforzato, ha spiegato l'esperto. IN EUROPA, 80% ECONOMIA REALE È FINANZATA DA SISTEMA BANCARIO In Europa, circa l'80% dei finanziamenti all'economia reale proviene dal sistema bancario, una quota significativamente superiore rispetto ad altre economie sviluppate, come il Giappone, dove il peso del credito bancario si attesta intorno al 50%, riporta Wilches. La forte dipendenza europea dagli istituti di credito rende il sistema economico più vulnerabile alle restrizioni nell'offerta di finanziamenti e può limitare l'accesso al capitale per imprese e consumatori. Secondo l'esperto, un mercato della cartolarizzazione più sviluppato potrebbe contribuire a riequilibrare questa situazione, attirando capitali globali verso i mercati creditizi europei e aumentando le risorse disponibili per settori strategici quali edilizia residenziale, piccole e medie imprese, infrastrutture e transizione energetica. RIFORMA EUROPEA ASSUME IMPORTANZA STRATEGICA Dopo il 2008, il mercato europeo della cartolarizzazione è cresciuto a un ritmo inferiore rispetto a quello di altre economie avanzate. La complessità normativa, l'accesso limitato per gli investitori e requisiti regolamentari particolarmente stringenti hanno frenato sia la domanda sia l'offerta di prodotti cartolarizzati. Ne è derivato un circolo vizioso: una domanda contenuta ha ridotto gli incentivi a nuove emissioni, mentre la limitata offerta ha ulteriormente ostacolato lo sviluppo del mercato e le opportunità di diversificazione per gli investitori, ha osservato Wilches. In questo contesto, la riforma europea della cartolarizzazione assume un'importanza strategica. L'obiettivo è rilanciare il mercato, favorire il convogliamento di maggiori capitali privati verso l'economia reale e rafforzare la competitività dei mercati dei capitali europei, mantenendo al contempo elevati standard di vigilanza e tutela degli investitori, ha dichiarato l'esperto. Anche il rapporto sulla competitività europea pubblicato nel 2024 da Mario Draghi ha evidenziato la necessità di rendere più efficienti i mercati dei capitali del continente, individuando nella cartolarizzazione uno degli strumenti in grado di sostenere la capacità di finanziamento dell'economia europea. MERCATO INVESTIMENTI CARTOLARIZZATI SUPERA 5 TRILIONI USD A livello globale, il mercato del credito cartolarizzato supera i 5.000 miliardi di dollari, mentre in Europa vale circa 1.000 miliardi. Per gli investitori istituzionali, l'accesso a questa asset class avviene principalmente attraverso strategie di asset-based finance (ABF) e asset-backed securities (ABS), un segmento del reddito fisso che sta attirando un interesse crescente grazie alla capacità di generare flussi di cassa contrattuali e offrire interessanti opportunità di diversificazione, ha commentato Wilches. FOCUS SU CLO CON RATING AAA E AA Nella fascia più senior della struttura del capitale, ha proseguito Wilches, i CLO (Collateralised Loan Obligations) con rating AAA e AA rappresentano un'opportunità particolarmente interessante. I CLO sono strumenti obbligazionari garantiti da un portafoglio diversificato di prestiti societari. Le tranche senior beneficiano di priorità nei flussi di cassa e di significativi meccanismi di protezione creditizia, che creano un ampio cuscinetto di sicurezza a tutela degli investitori in caso di insolvenza dei prestiti sottostanti. Le tranche senior dei CLO con rating AA e AAA hanno storicamente mostrato una notevole resilienza, senza registrare default, offrendo al contempo rendimenti interessanti e una bassa duration. Inoltre, la loro natura a tasso variabile ne accresce l'attrattività in contesti caratterizzati da tassi di interesse elevati o persistenti. PGIM GLOBAL AAA CLO FUND OFFRE ESPOSIZIONE DIVERSIFICATA A USA E UE A seguito delle modifiche normative introdotte in Europa negli ultimi anni, ha spiegato l'esperto, gli investitori possono oggi accedere più facilmente al credito cartolarizzato attraverso soluzioni dedicate, come il PGIM Global AAA CLO Fund. Un approccio globale, che investe sia nelle CLO statunitensi sia in quelle europee, può contribuire a migliorare la diversificazione del portafoglio, cogliere opportunità di valore relativo tra i diversi mercati e generare un flusso di reddito di elevata qualità all'interno di un'allocazione ben strutturata, ha concluso Wilches. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)