Canada: B.centrale resta ferma, guerra Iran alimenta incertezza
18/03/2026 15:07
Canada: B.centrale resta ferma, guerra Iran alimenta incertezza
MILANO (MF-NW)--La Bank of Canada ha mantenuto il tasso target overnight al 2,25%, con il Bank Rate al 2,5% e il tasso sui depositi al 2,2%. La guerra in Medio Oriente ha alimentato la volatilità dei prezzi globali dell'energia e dei mercati finanziari, accrescendo i rischi per l'economia globale. L'ampiezza e la durata del conflitto, e quindi i suoi impatti economici, sono altamente incerti, ha puntualizzato l'Istituto. Prima della guerra, l'economia globale era sulla traiettoria di una crescita intorno al 3%, come previsto nel Rapporto di politica monetaria (Mpr) di gennaio. La crescita economica negli Stati Uniti si è moderata ma resta solida, trainata dai consumi e dai forti investimenti legati all'Intelligenza Artificiale. L'inflazione negli Stati Uniti rimane sopra l'obiettivo ed è evoluta in gran parte come previsto. Nell'area euro, la domanda interna sostiene la crescita mentre le esportazioni si sono contratte. L'economia cinese continua a essere sostenuta dalla forza delle esportazioni, ma la domanda interna resta debole. Dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi globali del petrolio e del gas naturale sono aumentati bruscamente, e ciò alimenterà l'inflazione globale nel breve termine, avverte la Banca centrale canadese. Oltre alle interruzioni dell'offerta energetica, i colli di bottiglia nei trasporti derivanti dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz potrebbero influenzare l'offerta di altre materie prime, come i fertilizzanti. Le condizioni finanziarie si sono irrigidite rispetto a livelli precedentemente accomodanti. I rendimenti obbligazionari globali sono aumentati, i prezzi dei mercati azionari sono diminuiti e gli spread creditizi si sono ampliati. Il tasso di cambio tra dollaro canadese e biglietto verde è rimasto relativamente stabile. Dopo una crescita del 2,4% nel terzo trimestre dello scorso anno, il Pil del Canada si è contratto dello 0,6% nel quarto. Questo dato è stato più debole di quanto previsto nell'Mpr di gennaio, ma principalmente a causa di una riduzione delle scorte più ampia del previsto. La domanda interna è cresciuta di oltre il 2% grazie alla forza della spesa dei consumatori e del governo, anche se il mercato immobiliare è rimasto debole. La Bank of Canada continua ad aspettarsi che l'economia canadese cresca moderatamente mentre si adatta ai dazi statunitensi e all'incertezza della politica commerciale, ma i dati recenti suggeriscono che la crescita economica nel breve termine sarà più debole rispetto a quanto previsto a gennaio. Il mercato del lavoro rimane debole. I guadagni occupazionali del quarto trimestre del 2025 sono stati in gran parte annullati nei primi due mesi del 2026, e il tasso di disoccupazione è salito al 6,7% a febbraio. Al netto della volatilità, i dati recenti indicano anche una persistente debolezza delle esportazioni. È ancora troppo presto per valutare l'impatto del conflitto in Medio Oriente sulla crescita in Canada. L'inflazione è ulteriormente scesa all'1,8% a febbraio, dal 2,3% di gennaio. Anche quella al netto delle variazioni delle imposte indirette e quella core sono diminuite e si collocano tutte vicino al 2%. L'inflazione alimentare ha rallentato a febbraio, ma rimane elevata. Il forte aumento dei prezzi globali dell'energia ha portato a un incremento dei prezzi della benzina, e ciò spingerà verso l'alto l'inflazione complessiva nei prossimi mesi. In questo contesto complessivo, il Consiglio direttivo ha quindi deciso di mantenere il tasso di riferimento al 2,25%. Con i dati recenti che indicano un'attività economica più debole e un'elevata incertezza, i rischi per la crescita appaiono orientati al ribasso. Allo stesso tempo, i rischi per l'inflazione sono aumentati a causa dei prezzi dell'energia più elevati. La Banca centrale canadese continuerà a valutare l'impatto dei dazi statunitensi e dell'incertezza della politica commerciale, e il modo in cui l'economia canadese si sta adattando. "Stiamo inoltre monitorando attentamente l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e valutando il suo impatto su crescita e inflazione. Con l'evolversi delle prospettive, siamo pronti a intervenire se necessario. La Banca si impegna a garantire che i canadesi continuino ad avere fiducia nella stabilità dei prezzi durante questo periodo di turbolenze globali". alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: ratio patrimoniali banche Eurozona in miglioramento a fine 2025
18/03/2026 15:01
TOP NEWS ESTERO: ratio patrimoniali banche Eurozona in miglioramento a fine 2025
MILANO (MF-NW)--Nel quarto trimestre dello scorso anno i ratio patrimoniali aggregati degli istituti significativi (banche supervisionate direttamente dalla Bce) sono aumentati rispetto al trimestre precedente e allo stesso periodo dell'anno precedente. Il Common Equity Tier 1 (Cet1) aggregato si è attestato al 16,18%, il Tier 1 aggregato al 17,68% e il totale del capitale aggregato al 20,32%. A livello dei singoli Paesi, il Cet1 è variato dal 13,29% in Spagna al 22,05% in Lettonia. QUALITA' DEGLI ASSET Il rapporto dei crediti deteriorati (Npl) al netto dei saldi di cassa presso le Banche centrali e di altri depositi a vista si è attestato al 2,18% nel quarto trimestre del 2025, il valore più basso dall'inizio della pubblicazione di queste serie nel 2020, puntualizza la Bce. Lo stock di Npl (numeratore) è diminuito di 2,78 miliardi di euro (-0,78%) e, contemporaneamente, l'ammontare totale di prestiti e finanziamenti (denominatore) è aumentato di 146,92 miliardi di euro (+0,91%). Di conseguenza, il rapporto è diminuito di 4 punti base rispetto al trimestre precedente. REDDITIVITA' Il ritorno aggregato annualizzato sul capitale (Roe) si è attestato al 9,53% nel quarto trimestre del 2025, rispetto al 9,88% del trimestre precedente e al 9,54% dell'anno precedente. Il Roe a livello dei singoli Paesi è variato dal 6,38% in Germania al 15,37% in Portogallo nel quarto trimestre del 2025. Allo stesso tempo, il margine d'interesse netto aggregato è rimasto praticamente invariato, all'1,52% rispetto all'1,5% del trimestre precedente. LIQUIDITA' Il liquidity coverage ratio aggregato è salito al 158,6% nel quarto trimestre del 2025, rispetto al 156,71% del trimestre precedente e al 158,28% dell'anno precedente. Questo trend al rialzo è stato principalmente guidato da una diminuzione di 58 miliardi di euro (-1,76%) nei deflussi netti di liquidità rispetto al trimestre precedente. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)