FOCUS: petrolio a 150 usd senza risoluzione crisi; stagflazione spingerà oro (Vontobel)
20/04/2026 16:26
FOCUS: petrolio a 150 usd senza risoluzione crisi; stagflazione spingerà oro (Vontobel)
MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente ha provocato un grave shock energetico, nonostante i mercati continuino a scontare una risoluzione rapida della crisi. In questo contesto, l'andamento del petrolio resterà strettamente legato all'evoluzione della guerra e, in assenza di una de-escalation nel breve periodo, i prezzi potrebbero spingersi verso quota 150 dollari al barile. In uno scenario di stagflazione nel medio termine, "prevediamo una forte spinta per l'oro, mentre il deficit fiscale degli Stati Uniti potrebbe innescare un nuovo rialzo per i metalli preziosi", commenta Kerstin Hottner, Head of Commodities di Vontobel LO SHOCK NON SI VEDE (PER ORA) NEI PREZZI "Nonostante le consistenti riduzioni giornaliere dell'offerta di petrolio, che stanno costantemente diminuendo le scorte globali, i futures sul greggio non hanno subito un'impennata, ma oscillano intorno ai 100 dollari al barile", osserva Hottner. I mercati continuano a mostrare ottimismo circa una possibile risoluzione del conflitto nel breve termine. Ad abbassare i prezzi contribuiscono anche diversi fattori favorevoli: livelli iniziali di scorte particolarmente elevati, la disponibilità di rotte alternative allo Stretto di Hormuz e il rilascio delle Riserve Strategiche di Petrolio, stimato tra i 2 e i 2,5 milioni di barili al giorno, che hanno contribuito a contenere l'impatto immediato dello shock sull'offerta. Nel complesso, questi elementi hanno ridimensionato i timori di una carenza nel breve periodo. Tuttavia, il quadro resta fragile e fortemente dipendente dall'evoluzione del conflitto. Alla luce di ciò, "nel breve termine, i prezzi del petrolio potrebbero muoversi in entrambe le direzioni: se lo Stretto riaprisse, il greggio potrebbe scendere a 80-85 Usd al barile. Se invece si rendesse necessario il razionamento per frenare la domanda, i prezzi potrebbero salire verso i 150 Usd al barile", continua l'esperta. PREMIO GEOPOLITICO CONTINUERÀ A PESARE SU PREZZI Le implicazioni a lungo termine sono invece più prevedibili. In primo luogo, i prezzi rimarranno probabilmente elevati per un periodo prolungato a causa della necessità di ricostituire le scorte globali e le riserve strategiche di petrolio. Inoltre, "ci aspettiamo che una parte del premio al rischio geopolitico continuerà a pesare sui prezzi del petrolio", speiga Hottner. In secondo luogo, "la spinta verso l'elettrificazione, specialmente nelle regioni dipendenti dalle importazioni di petrolio come Europa e Cina, subirà un'accelerazione", dichiara l'esperta. Infine, "i paesi daranno priorità alla resilienza delle catene di approvvigionamento interne e all'aumento della produzione locale. Laddove ciò non fosse possibile, ci aspettiamo un maggiore focus sull'accumulo e lo stoccaggio di scorte di materie prime critiche", prosegue Hottner. STAGFLAZIONE SPINGE ORO E AFFLUSSI SU ETF L'interruzione dei flussi petroliferi aumenta i timori di un rallentamento della crescita economica, contrastando il rischio di tassi di interesse elevati. "Questo dovrebbe favorire l'oro nel mese di aprile", commenta l'esperta. Le elevate aspettative di inflazione, contrapposte al rischio crescente di uno shock dei consumi in grado di rallentare la crescita, rendono più complessa l'azione delle banche centrali. In particolare, uno shock inflazionistico dal lato dell'offerta, per sua natura più difficile da gestire con gli strumenti tradizionali, potrebbe costringere le autorità monetarie a sostenere la domanda, anche in presenza di un'inflazione in aumento. "In questo scenario di stagflazione a medio termine, prevediamo una forte spinta per l'oro, con gli afflussi negli Etf che guideranno nuovamente il momentum rialzista. Nel breve termine, tuttavia, lo shock inflazionistico può ancora dominare, mentre alcune banche centrali potrebbero aver bisogno di difendere le proprie valute, il che potrebbe portare temporaneamente a ulteriori pressioni di vendita sull'oro", prosegue Hottner. CONFLITTO MO PUÒ INDEBOLIRE IL SISTEMA DEL PETROLDOLLARO Nel lungo periodo, il crescente deficit fiscale degli Stati Uniti tornerà al centro dell'attenzione, innescando un nuovo rialzo per i metalli preziosi. "Sotto il profilo geopolitico, la guerra in Medio Oriente potrebbe portare a un riallineamento strategico (un riorientamento del Medio Oriente verso la Cina/Asia) e a un indebolimento del sistema del petrodollaro. L'intenzione dell'Iran di imporre pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz pagabili in Bitcoin o Yuan cinesi rappresenta una sfida diretta al dominio del dollaro nel commercio petrolifero globale. Questa tendenza indebolirebbe certamente il dollaro, ridurrebbe probabilmente la domanda di Treasury e, in ultima analisi, avrebbe un effetto rialzista sui metalli preziosi", spiega l'esperta. "Per il prossimo trimestre, manteniamo dunque una visione positiva sull'oro e cauta sui metalli bianchi. L'argento e i metalli come palladio e platino risentono in misura molto maggiore rispetto all'oro delle preoccupazioni relative alla domanda industriale, sia a causa dei prezzi record dei metalli, sia a causa degli elevati prezzi dell'energia che potrebbero portare a un rallentamento della crescita", continua Hottner. "Tutti questi sviluppi confermano che siamo nel mezzo di un ciclo rialzista strutturale e di lungo termine delle materie prime. Gli investitori dovrebbero quindi tornare a considerare le commodity da una prospettiva strategica", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
Imprese: Alemanno (Consob), sostenibilità sempre più decisiva nelle scelte di investimento
20/04/2026 16:22
Imprese: Alemanno (Consob), sostenibilità sempre più decisiva nelle scelte di investimento
ROMA (MF-NW)--"Fino a pochi anni fa la sostenibilità era spesso percepita come un elemento accessorio, una scelta discrezionale, talvolta reputazionale. Oggi non è più così. La sostenibilità è diventata una componente strutturale della creazione di valore nel lungo periodo e una variabile sempre più decisiva nelle scelte di investimento". Lo ha detto Gabriella Alemanno, commissaria Consob, aprendo i lavori del convegno "Rendicontazione di sostenibilità delle società quotate italiane", organizzato dall'Autorità. La recente semplificazione della normativa europea, introdotta con il cosiddetto decreto Omnibus, è un obiettivo "legittimo e in larga misura condivisibile". Tuttavia, ha sottolineato Alemanno, "la semplificazione non può trasformarsi in una riduzione della qualità dell'informazione" e non può portare ad "un arretramento nell'integrazione sostanziale dei fattori Esg nei processi decisionali". "L'informazione societaria è il fondamento della fiducia nei mercati. E senza fiducia non possono esserci né efficienza né sviluppo sostenibile. Garantire che questa informazione sia affidabile, comparabile e integra è il nostro compito", ha proseguito. Sul ruolo della Consob come organo di vigilanza è intervenuto a seguire Padre Enzo Fortunato, frate francescano e direttore della comunicazione della Basilica di San Pietro. "I controlli non si limitino ad essere una mera bollinatura. C'è il rischio di fermarsi all'apparenza, senza vedere che cosa c'è alla radice", ha affermato. vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)