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FOCUS: ciclo investimenti AI e guerra Iran guidano prospettive Cina in 2026 (J. Safra Sarasin)
16/06/2026 19:15
FOCUS: ciclo investimenti AI e guerra Iran guidano prospettive Cina in 2026 (J. Safra Sarasin)
MILANO (MF-NW)--Il ciclo globale degli investimenti nell'AI e il conflitto in Medio Oriente sono i due principali fattori esterni che guidano le prospettive della Cina per quest'anno. "Riteniamo che il primo sostenga il conto corrente e il renminbi, mentre il secondo abbia accelerato la svolta strategica della Cina verso l'abbandono degli idrocarburi come fonte energetica", commenta Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin. Inoltre, la reflazione trainata dai prezzi dell'energia offre al governo l'opportunità di intervenire per mantenere la dinamica positiva dei prezzi. AUMENTO COMPETITIVITÀ DOVREBBE TRADURSI IN YUAN PIÙ FORTE La solidità delle esportazioni ha mantenuto elevato il surplus commerciale della Cina, nonostante la maggiore crescita delle importazioni registrata negli ultimi due mesi. "Le riserve internazionali sono leggermente aumentate, mentre le attività estere nette delle banche commerciali hanno raggiunto livelli elevati. Entrambi sono buoni indicatori di interventi sul mercato valutario volti a limitare l'apprezzamento dello yuan cinese (Cny), sebbene l'aumento delle riserve internazionali possa essere in parte attribuito all'incremento delle riserve auree e dei relativi prezzi", spiega l'esperta. Il cambiamento nella struttura commerciale della Cina indica un aumento della sua competitività commerciale, che dovrebbe tradursi in uno yuan più forte, nonostante il peggioramento delle ragioni di scambio delle materie prime dovuto all'aumento dei prezzi energetici. "I recenti dati sul regolamento in valuta estera suggeriscono che la domanda netta di Cny sia stata recentemente forte. Dalla fine dello scorso anno, il tasso di fixing dello yuan stabilito dalla Banca popolare cinese (PBoC) - il livello al quale la PBoC guida il mercato dei cambi - è stato più debole del tasso di mercato effettivo, suggerendo pressioni all'apprezzamento", prosegue Chivakul. PBOC PREFERISCE ANDAMENTO GRADUALE DELLA VALUTA I funzionari della PBoC preferiscono un andamento più graduale dello yuan cinese. "La domanda è se la PBoC consentirà un ritmo di apprezzamento più sostenuto, dato che l'elevato surplus commerciale odierno è principalmente un segnale di una Cina strutturalmente più competitiva e non solo di debolezza interna come in passato. Lo yuan cinese si è apprezzato del 3% da inizio anno e i prezzi a termine suggeriscono che raggiungerà quota 6,68 entro sei mesi. A 6,77, l'USD/CNY rimane molto più debole rispetto al suo massimo storico", osserva l'esperta. Negli ultimi 10 anni, "i due episodi di rafforzamento dello yuan cinese si sono verificati nel 2017 e nel 2020, ciascuno con un apprezzamento annuo del 7%. In quest'ultimo episodio, lo yuan cinese si è apprezzato ulteriormente del 2% nel 2021 nonostante il rafforzamento del dollaro statunitense, portando il cambio USD/CNY a 6,3, il livello più forte dalla svalutazione del 2015", riporta Chivakul. CAMBIO USD/CNY PUÒ RAGGIUNGERE QUOTA 6,5 ENTRO FINE 2026 In entrambi i casi, la debolezza del dollaro Usa ha avuto un ruolo determinante e la politica interna ha influito. "Nel 2017 sono stati rafforzati i controlli sui capitali, mentre la domanda interna si è consolidata sulla scia delle misure di sostegno adottate nel 2016. Nel 2020, gli stimoli interni hanno trovato riscontro in un forte aumento delle esportazioni, seguito al boom commerciale causato dalla pandemia", commenta l'esperta. "Anche i deflussi di capitali sono stati limitati a causa delle restrizioni agli spostamenti imposte dalla pandemia. Oggi, mentre la fiducia interna nell'economia si è indebolita rispetto al picco del primo trimestre, il surplus commerciale è molto più ampio rispetto al passato. Anche le ultime misure politiche relative alla revisione degli investimenti in uscita e la stretta sui broker stranieri dovrebbero limitare i deflussi di capitali nel breve termine", prosegue Chivakul. "A nostro avviso, il cambio USD/CNY potrebbe raggiungere quota 6,5 entro la fine dell'anno se il dollaro non dovesse rafforzarsi ulteriormente. Un CNY più forte incoraggerebbe inoltre il capitale a rimanere investito nel settore high-tech cinese, come auspicato dal governo", dichiara l'esperta. PECHINO RESISTE A SHOCK PETROLIFERO GRAZIE A INVESTIMENTI IN ENERGIA VERDE La guerra in Medio Oriente ha numerose implicazioni per Pechino. In primo luogo, la capacità del Paese di resistere allo shock petrolifero, dimostrata dalla significativa riduzione del volume delle importazioni di petrolio, ha rassicurato i policymaker cinesi sul fatto che la strategia di investimento nell'energia verde e di minore dipendenza dalle importazioni abbia dato i suoi risultati. "Nonostante il calo del 30% delle importazioni di petrolio, l'impatto sull'economia reale è stato minimo. I turisti cinesi sono passati dai viaggi aerei al trasporto ferroviario. I policymakers probabilmente punteranno ancora di più sull'autosufficienza su tutti i fronti, mantenendo elevato il surplus commerciale", riporta Chivakul. CONFLITTO MO AUMENTA USO RENMINBI La guerra ha offerto anche delle opportunità alla Cina. "In primo luogo, è aumentato l'uso del renminbi (RMB) per il regolamento delle transazioni commerciali e i pagamenti. Consentire un ulteriore rafforzamento della valuta favorirebbe l'internazionalizzazione del renminbi. In secondo luogo, l'aumento dei prezzi dell'energia ha spinto al rialzo sia i prezzi alla produzione che quelli al consumo", continua l'esperta. "Gli aumenti dei prezzi di tipo cost-push hanno frenato la domanda interna, come suggerisce il calo della fiducia e delle aspettative dei consumatori. Tuttavia, un aumento dell'inflazione misurata dall'indice dei prezzi al consumo (CPI) dovrebbe portare a un aumento delle aspettative di inflazione", spiega Chivakul. "Il Giappone ha approfittato degli aumenti dei prezzi determinati dall'offerta nel 2022 per avviare un allentamento monetario e fiscale che ha sostenuto l'inflazione negli ultimi 2-3 anni. Nel caso della Cina, un ulteriore allentamento fiscale e ulteriori aumenti del salario minimo sosterrebbero anch'essi lo sforzo di reflazione, vista la recente debolezza", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: debolezza economia domestica cinese aumenta a maggio (Julius Baer)
16/06/2026 19:09
MARKET DRIVER: debolezza economia domestica cinese aumenta a maggio (Julius Baer)
MILANO (MF-NW)--La debolezza dell'economia domestica cinese si è accentuata a maggio, con le vendite al dettaglio in calo per la prima volta in quattro anni e gli investimenti in immobilizzazioni in forte contrazione, commenta Sophie Altermatt, economista di Julius Baer. La produzione industriale, invece, ha registrato un modesto miglioramento, riflettendo la persistente solidità del settore manifatturiero orientato alle esportazioni. "Nel complesso, i dati di maggio indicano che la domanda interna non potrà riprendersi senza un rafforzamento del sostegno politico", spiega l'espeta. "Manteniamo la nostra previsione di crescita per il 2026 al 4,5%", dichiara Altermatt. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: calo prezzi oro rappresenta opportunità ingresso tattico per investitori (Dpam)
16/06/2026 18:47
MARKET DRIVER: calo prezzi oro rappresenta opportunità ingresso tattico per investitori (Dpam)
MILANO (MF-NW)--I metalli preziosi si sono dimostrati in passato efficaci strumenti di diversificazione. L'oro, in particolare, ha sovraperformato le obbligazioni negli ultimi anni, ma non è riuscito a offrire protezione durante l'escalation del conflitto in Medio Oriente. "Detto ciò, una correzione appariva fisiologica dopo il raddoppio del prezzo registrato dall'inizio del 2025", commenta Bruno Lamoral, Portfolio Manager Institutional Mandates di Dpam. "Quel rialzo è stato inizialmente sostenuto dagli acquisti delle banche centrali, per poi ampliarsi nella seconda metà del 2025 grazie all'accelerazione dei flussi in ingresso negli ETF, alimentati dalle strategie di investimento legate alla svalutazione monetaria (monetary debasement trade)", spiega l'esperto. "Il blocco dello Stretto di Hormuz ha innescato un'ondata di prese di profitto, poiché il mercato ha progressivamente escluso l'ipotesi di futuri tagli dei tassi, aumentando così il costo opportunità di detenere asset privi di rendimento, come l'oro", continua Lamoral. Inoltre, sono emersi segnali di rallentamento degli acquisti netti da parte delle banche centrali, in particolare in Turchia e Russia. "Nonostante ciò, riteniamo che la domanda proveniente dalle banche centrali resti strutturalmente solida", dichiara Lamoral. "Di conseguenza, il recente arretramento dei prezzi potrebbe rappresentare un'interessante opportunità di ingresso tattico per gli investitori", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
16/06/2026 18:43
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano contrastanti a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones guadagna lo 0,91%, mentre l'S&P 500 lascia sul terreno lo 0,24% e il Nasdaq Composite lo 0,56%. "Malgrado l'accordo" tra Stati Uniti e Iran "la cautela rimane tuttavia ancora d'obbligo", avvertono gli strategist di Mps. Fonti Usa hanno dichiarato che i dettagli dell'accordo verranno diffusi nelle prossime 24-48 ore e "il vicepresidente Vance ha aggiunto che il documento consta di solo una pagina e mezzo ed è molto generale. Un punto aperto rimane la posizione di Israele e la sua reazione ad un accordo su cui non ha potuto influire e che crea un grosso problema politico domestico al PM Netanyahu", puntualizzano gli esperti. Intanto, i prezzi del petrolio hanno toccato i livelli più bassi degli ultimi tre mesi, con il Brent che tratta intorno ai 78 dollari al barile, in calo del 5,45%. L'attenzione degli operatori si sposta sulla riunione della Federal Reserve di domani. Gli occhi saranno puntati "non tanto sui tassi ufficiali, che nessuno si aspetta vengano modificati, quanto sulla prima conferenza stampa di Kevin Warsh e su come riuscirà a conciliare le richieste del presidente Donald Trump con quelle del mercato obbligazionario. L'inflazione è in aumento e l'economia resta resiliente, in particolare perché il mercato del lavoro non mostra segnali di raffreddamento. Il possibile accordo con l'Iran potrebbe, per il momento, rendere più semplice questo equilibrio. È probabile che in conferenza stampa vengano poste domande anche sul bilancio della banca centrale, anche se difficilmente arriveranno risposte chiare", afferma Alessia Berardi, Head of Global Macroeconomics, Amundi Investment Institute. Warsh "ha confermato che terrà una conferenza stampa in occasione della riunione di giugno, anche se resta da vedere se manterrà la cadenza di una conferenza a ogni riunione. Il passaggio a conferenze stampa trimestrali, che rappresenterebbe un ritorno alla prassi precedente al 2019, è un esito plausibile, anche se giugno è probabilmente troppo presto per un cambiamento di rotta", afferma Tiffany Wilding, economista di Pimco. L'esperta si aspetta "un cambiamento in senso falco" nelle proiezioni della Fed: "un paio di dot relativi al 2026 che indicano rialzi entro la fine dell'anno, con la mediana che si attesta intorno a un'assenza di variazioni. Il rischio principale da monitorare è una discrepanza tra un comitato che tende a un approccio più restrittivo e un presidente il cui istinto sull'inflazione appare più costruttivo e, separatamente, la possibilità che Warsh si rifiuti di presentare i dot, in linea con la sua critica di lunga data alla forward guidance". Lato macro, I prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,9% a maggio, ben al di sopra dell'incremento dell'1% previsto dagli economisti, dopo il rialzo del 2% registrato ad aprile. Escludendo il balzo del 13% dei prezzi del petrolio, i prezzi delle importazioni sono aumentati dello 0,8% a maggio, dopo l'incremento dello 0,5% di aprile. Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,5%. Al netto di tutti i combustibili, i prezzi delle importazioni hanno anch'essi registrato un aumento dello 0,8% nel mese. I prezzi delle esportazioni sono invece cresciuti dell'1,3% a maggio, superando le attese di un aumento dello 0,9%, dopo il forte rialzo del 3,5% registrato ad aprile. Escludendo l'incremento dell'1,2% dei prezzi delle materie prime agricole, i prezzi delle esportazioni sono aumentati dell'1,2%. Inoltre, gli avvii di nuove costruzioni residenziali sono diminuiti del 15,4% rispetto al mese precedente, attestandosi a un ritmo annualizzato di 1,177 milioni di unità a maggio, dopo essere scesi a 1,392 milioni ad aprile. Il dato è nettamente inferiore al consenso degli economisti a 1,43 milioni di unità. Infine, le vendite comparabili, misurate dal Redbook, sono cresciute del 9,4% su base annua nella settimana terminata il 13 giugno, dopo un incremento del 9,1% nell'ottava precedente Sul fronte societario: - Continua la sua corsa SpaceX. L'azienda di Elon Musk ha toccato i 222 dollari per azioni, in aumento del 15%. In questo modo ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di oltre 2,7 trilioni di dollari, superando il valore di Amazon e di Microsoft. - Huntsman Corporation crolla del 17,5% a metà seduta dopo l'annuncio della fusione con la concorrente Olin Corporation attraverso un'operazione interamente in azioni. La società risultante assumerà il nome di OlinHuntsman, con il completamento della transazione previsto nella prima metà del 2027. - Dave & Buster's scivola del 4,59% dopo aver pubblicato risultati trimestrali inferiori alle aspettative del mercato. L'utile per azione si è attestato a 16 centesimi, contro i 60 centesimi attesi dagli analisti, mentre i ricavi si sono fermati a 559,2 milioni di dollari, al di sotto del consenso di 580,6 milioni. Le vendite comparabili nei punti vendita hanno inoltre registrato una flessione del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Nasdaq: metà seduta, Composite in calo dello 0,52%
16/06/2026 18:33