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Venture Capital: in Italia in 1* trim. investiti 367 mln di euro in 53 round
20/04/2026 13:55
Venture Capital: in Italia in 1* trim. investiti 367 mln di euro in 53 round
MILANO (MF-NW)--Nel primo trimestre 2026 il venture capital italiano mostra un'attività contenuta nel numero (53 round chiusi), ma in linea con i trimestri precedenti per capitale investito 367 milioni di euro. Nel trimestre sono stati registrati 12 round Serie A, 3 Serie B, 1 Serie C+ e 6 exit. Cresce l'interesse per le startup specializzate in soluzioni AI, che attraggono un numero crescente di operazioni, ma nel settore in Italia non si registrano deal di grande dimensione. I round nelle fasi avanzate prevedono sempre più spesso, oltre al capitale azionario, anche finanziamenti tramite debito o operazioni secondarie. Il Software si conferma il settore più dinamico per numero di round, mentre il Fintech guida per capitali raccolti. Il round più importante per ammontare è stato quello di Rent2Cash da 100 milioni di euro. Sul fronte della raccolta, il trimestre ha visto anche il lancio di due nuovi fondi VC, per un totale reso pubblico di 85 milioni di euro. Durante l'iniziativa, con la partecipazione di alcuni dei principali player europei, è stato presentato un focus sul Venture Debt, una forma di finanziamento strategico che sta guadagnando terreno in Europa, sebbene ancora rara in Italia. E' questa la fotografia scattata dall'Osservatorio Trimestrale sugli investimenti di Venture Capital in Italia, realizzato da Growth Capital, la banca di investimento tech leader nell'ecosistema Venture Capital, in collaborazione con Italian Tech Alliance, l'associazione italiana del Venture Capital, degli investitori in innovazione e delle startup e PMI innovative, che monitora su base trimestrale l'andamento degli investimenti in VC in Italia e i principali trend dell'ecosistema italiano dell'innovazione. In Europa, invece, nel primo trimestre il venture capital mostra segnali di stabilità nei volumi e di rinnovata forza negli investimenti. Con 2.805 round chiusi, il mercato si mantiene in linea con gli ultimi due anni, mentre i capitali raccolti raggiungono i 22 miliardi di euro, segnando il miglior risultato dal secondo trimestre 2022. A sostenere questa performance è soprattutto il peso dei mega round, concentrati nei settori dell'AI e del natural language processing, che trainano la crescita degli investimenti pur in un contesto di attività complessivamente stabile. com/fus marco.fusi@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Borsa: in 2025 nuova rendicontazione Esg per 70% quotate (Consob)
20/04/2026 13:48
Borsa: in 2025 nuova rendicontazione Esg per 70% quotate (Consob)
ROMA (MF-NW)--Il progressivo rafforzamento dell'integrazione dei temi Esg (Environmental, social and governance) nei modelli di business e nella governance avviato nel 2018 è proseguito nel 2025, anno di transizione caratterizzato da un percorso di evoluzione verso la nuova normativa. Nel 2025 hanno pubblicato la nuova rendicontazione di sostenibilità 136 società italiane quotate su Euronext Milan, pari al 69,4% del totale (97,1% in termini di capitalizzazione). Nel 2024 erano state 150 le società che avevano pubblicato la dichiarazione non finanziaria o Dnf (72% delle società quotate, corrispondente al 97,2% in termini di capitalizzazione). È quanto emerge dal 'Rapporto sulla rendicontazione di sostenibilità delle società quotate italiane' della Consob relativo al 2025, primo anno di rendicontazione con la disciplina delineata dalla normativa europea Csrd (Corporate sustainability reporting directive) e dagli standard obbligatori Esrs (European Sustainability Reporting Standards). Il rapporto 2025, basato su un campione di 60 società, è stato predisposto in una fase di evoluzione del quadro normativo europeo, recentemente modificato con la Direttiva Omnibus I, che ha alleggerito gli obblighi informativi e circoscritto il perimetro di applicazione. Il coinvolgimento degli stakeholder nell'analisi di doppia materialità (con cui si valuta l'impatto dei fattori Esg sull'azienda e l'impatto che l'azienda stessa ha sull'ambiente e sulla società) risulta ampio e diffuso, interessando l'80% delle società analizzate, con una partecipazione frequente di fornitori, dipendenti e clientela. Anche il cda è frequentemente coinvolto (in oltre il 93% dei casi) nel processo di doppia materialità, spiega il rapporto. I cambiamenti climatici risultano comunque tra le priorità per tutte le società analizzate, anche se solo il 13% del campione dichiara di avere un piano di transizione climatica in essere, mentre il 17% ne prevede una prossima adozione. Per quanto riguarda i temi sociali, gli impatti connessi ai lavoratori dell'impresa sono rilevanti per tutte le società. Sempre più marcato, inoltre, il ruolo dei fattori Esg nelle politiche di remunerazione: il 78% delle società del campione (e il 90% delle società che saranno obbligate in futuro alla rendicontazione di sostenibilità) li ha integrati nei compensi variabili degli amministratori delegati. Le evidenze mostrano che le società che continueranno ad essere soggette agli obblighi normativi, a partire dall'esercizio 2027, presentano, rispetto a quelle che potrebbero non essere più obbligate, processi di rendicontazione più strutturati, con una maggiore diffusione di procedure interne per la predisposizione della rendicontazione di sostenibilità (57% contro il 43%), piani Esg o di sostenibilità (73% contro il 53%) e più frequentemente un'integrazione dei fattori Esg nella strategia (25% contro il 18%) e nell'ambito delle politiche di remunerazione dei vertici (90% contro il 67%). Le società non più obbligate alla rendicontazione, di dimensioni minori e con processi meno formalizzati, mostrano tuttavia un comune approccio nell'individuazione dei temi rilevanti ai fini della rendicontazione. vs fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: banche, 1* trim solido grazie a commissioni ma focus è su M&A (Mediobanca Research)
20/04/2026 13:47
MARKET DRIVER: banche, 1* trim solido grazie a commissioni ma focus è su M&A (Mediobanca Research)
MILANO (MF-NW)--Le banche italiane hanno sottoperformato l'indice Euro Stoxx Banks del 2% da inizio anno. Ciononostante, gli analisti di Mediobanca Research prevedono "che registreranno un altro trimestre solido, con i ricavi da commissioni che compenseranno la pressione sul margine di interesse netto". Il 2026, in particolare, "vedrà l'M&A del settore finanziario italiano come piatto forte". Tra gli attori del settore, "puntiamo sull'M&A tramite Unicredit (outperform, tp 92 euro) in diversi Paesi (Commerzbank/Alpha Bank, ma non escludiamo altre mosse)", mentre il giudizio degli esperti resta neutrale su Banco Bpm (con tp di 14 euro) "per vincoli di valutazione". Bper (outperform, 14,30 euro) è la scommessa di Mediobanca "sull'esecuzione, con un rischio al rialzo sulle sinergie/obiettivi e un interessante ritorno di capitale". Intesa Sanpaolo (neutral, tp 6,40 euro) resta un porto sicuro "sul ritorno di capitale" mentre Credem (neutral, tp 16,50 euro) "accumula capitale senza distribuirlo". bon andrea.bonfiglio@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: stagflazione? Akros calcola effetti per le aziende italiane
20/04/2026 13:31
MARKET DRIVER: stagflazione? Akros calcola effetti per le aziende italiane
MILANO (MF-NW)--Gli analisti di Banca Akros in una nota analizzano lo scenario di stagflazione per i mercati e quale potrebbe essere l'impatto sulle società italiane quotate? L'inizio della guerra in Iran il 28 febbraio ha portato a una riduzione del Pil e ad un aumento delle stime di inflazione, sebbene il "nuovo" scenario di base rimanga altamente incerto, a causa della scarsa visibilità sui danni "reali" alle infrastrutture energetiche locali e dell'evoluzione dei negoziati in corso per il cessate il fuoco. Akros, quindi, fornisce una stima bottom-up del potenziale impatto sugli utili qualora l'economia globale scivolasse in uno scenario di stagflazione (che al momento non è il nostro caso base). Abbiamo stimato il potenziale impatto sugli utili per una selezione di società in esame, ipotizzando per l'esercizio 2026 uno scenario avverso con una crescita del Pil pressoché stagnante, prezzi del petrolio a 100 Usd/bbl, prezzi del gas a 50 euro/MWh, un aumento dei tassi di interesse con un incremento maggiore nella parte a breve termine rispetto a quella a lungo termine. "Nel complesso, lo scenario sopra descritto offre un vento favorevole per le società energetiche (in particolare per le utility con capacità di generazione, stimiamo un potenziale impatto positivo sugli utili che va da percentuali a una cifra elevata a percentuali a due cifre), è neutro o leggermente positivo per le banche, mentre è negativo per le società industriali e di beni di consumo (con venti contrari che vanno da percentuali a una cifra elevata fino a circa il 40%)", concludono gli analisti. fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Dl Lavoro: Confcommercio; bene stop alla delega, via maestra è contrattazione
20/04/2026 13:30
Dl Lavoro: Confcommercio; bene stop alla delega, via maestra è contrattazione
ROMA (MF-NW)--Confcommercio esprime apprezzamento per quanto sembra emergere per l'impostazione del Decreto 1* Maggio in fase di predisposizione da parte del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il provvedimento, infatti, recepisce le istanze e le preoccupazioni espresse dal presidente della Confederazione, Carlo Sangalli, in merito alla necessità di tutelare il valore della contrattazione collettiva di qualità. E la scelta di superare l'iter della legge di delega in materia di contrattazione rappresenta un passaggio condivisibile. Confcommercio aveva già evidenziato come un percorso di delega rigido non avrebbe permesso di valorizzare adeguatamente i contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Con questo nuovo orientamento - prosegue la nota - il governo dimostra di voler tutelare il confronto diretto tra le parti sociali. È essenziale, infatti, che il tema della rappresentanza e della definizione di un salario giusto resti affidato alla dialettica tra le organizzazioni datoriali e sindacali leader, le uniche capaci di interpretare le reali dinamiche dei settori e di contrastare efficacemente il dumping contrattuale. Confcommercio apprezza, dunque, la sensibilità del ministro Calderone nel voler garantire risposte celeri senza sovrapporsi al processo di confronto che le parti sociali stanno portando avanti con responsabilità. Affidare la valorizzazione dei salari alla contrattazione leader, anziché a automatismi legislativi, è la via maestra per coniugare la dignità del lavoro con la competitività delle imprese. Per Confcommercio, lasciare spazio all'autonomia negoziale delle parti più rappresentative è l'unico modo per garantire soluzioni flessibili e mirate contro il carovita, promuovendo al contempo un mercato del lavoro dinamico e sicuro per giovani e donne. Confcommercio ribadisce la propria disponibilità a proseguire il dialogo con il ministero del Lavoro per assicurare che il provvedimento finale consolidi il patto di fiducia tra Stato e corpi intermedi, nell'interesse del sistema-Paese. com/pev (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)