Agroindustria: lanciato a Cuneo progetto trasnfrontaliero tra Italia e Francia
16/06/2026 20:25
Agroindustria: lanciato a Cuneo progetto trasnfrontaliero tra Italia e Francia
MILANO (MF-NW)--È stato lanciato a Cuneo il progetto TRA_IN - Innovazione transfrontaliera dell'agroindustria, iniziativa finanziata dal programma Interreg VI A ALCOTRA 2021-2027 e coordinata dall'Università di Torino. L'obiettivo economico, spiega una nota, è chiaro: rivitalizzare la filiera agroindustriale nell'area alpina di confine (Provincia di Cuneo, Città Metropolitana di Torino; Hautes Alpes; Alpes de Haute Provence; Alpes Maritimes; Savoie; Haute Savoie) attraverso un modello operativo replicabile basato su formazione, informazione strategica e business matching. Il progetto, avviato il primo settembre 2025 e in corso fino al primo settembre 2028, mette a sistema risorse e competenze per sostenere micro, piccole e medie imprese (MPMI/PMI) della filiera agroalimentare, con particolare attenzione a imprese guidate da giovani e da donne. TRA_IN offre oltre 200 ore di corsi gratuiti in lingua italiana e francese, attività di business intelligence e iniziative di incontro domanda offerta tra operatori transfrontalieri, oltre a una ricognizione delle opportunità di finanza agevolata transfrontaliera. com/fus (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: Fed resterà ferma su tassi, occhi puntati su Warsh (Carmignac)
16/06/2026 19:20
MARKET DRIVER: Fed resterà ferma su tassi, occhi puntati su Warsh (Carmignac)
MILANO (MF-NW)--"Si prevede che la Federal Reserve (Fed) mantenga invariati i tassi di riferimento nell'intervallo obiettivo del 3,5-3,75%", commenta Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti di Carmignac. "L'elemento di sorpresa principale dovrebbe provenire dalla prima riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) e dalla conferenza stampa di Kevin Warsh in qualità di presidente della Fed", spiega l'esperto. "Al di là delle opinioni di Kevin Warsh sull'AI, la produttività e il mercato del lavoro, gli investitori cercheranno indizi per capire se il nuovo presidente della Fed rimarrà ancorato alla sua storica linea da falco o si trasformerà in una colomba di stampo machiavellico nominata da Trump", dichiara Thozet. In questo scenario, "il livello dei rendimenti statunitensi a lungo termine rimane piuttosto sconcertante", osserva l'esperto. "Nonostante la robusta crescita economica, l'inflazione persistente, gli ingenti disavanzi di bilancio e la perdurante incertezza sulla credibilità del prossimo presidente della Fed, i rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni continuano ad apparire sorprendentemente contenuti", conclude Thozet. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: ciclo investimenti AI e guerra Iran guidano prospettive Cina in 2026 (J. Safra Sarasin)
16/06/2026 19:15
FOCUS: ciclo investimenti AI e guerra Iran guidano prospettive Cina in 2026 (J. Safra Sarasin)
MILANO (MF-NW)--Il ciclo globale degli investimenti nell'AI e il conflitto in Medio Oriente sono i due principali fattori esterni che guidano le prospettive della Cina per quest'anno. "Riteniamo che il primo sostenga il conto corrente e il renminbi, mentre il secondo abbia accelerato la svolta strategica della Cina verso l'abbandono degli idrocarburi come fonte energetica", commenta Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin. Inoltre, la reflazione trainata dai prezzi dell'energia offre al governo l'opportunità di intervenire per mantenere la dinamica positiva dei prezzi. AUMENTO COMPETITIVITÀ DOVREBBE TRADURSI IN YUAN PIÙ FORTE La solidità delle esportazioni ha mantenuto elevato il surplus commerciale della Cina, nonostante la maggiore crescita delle importazioni registrata negli ultimi due mesi. "Le riserve internazionali sono leggermente aumentate, mentre le attività estere nette delle banche commerciali hanno raggiunto livelli elevati. Entrambi sono buoni indicatori di interventi sul mercato valutario volti a limitare l'apprezzamento dello yuan cinese (Cny), sebbene l'aumento delle riserve internazionali possa essere in parte attribuito all'incremento delle riserve auree e dei relativi prezzi", spiega l'esperta. Il cambiamento nella struttura commerciale della Cina indica un aumento della sua competitività commerciale, che dovrebbe tradursi in uno yuan più forte, nonostante il peggioramento delle ragioni di scambio delle materie prime dovuto all'aumento dei prezzi energetici. "I recenti dati sul regolamento in valuta estera suggeriscono che la domanda netta di Cny sia stata recentemente forte. Dalla fine dello scorso anno, il tasso di fixing dello yuan stabilito dalla Banca popolare cinese (PBoC) - il livello al quale la PBoC guida il mercato dei cambi - è stato più debole del tasso di mercato effettivo, suggerendo pressioni all'apprezzamento", prosegue Chivakul. PBOC PREFERISCE ANDAMENTO GRADUALE DELLA VALUTA I funzionari della PBoC preferiscono un andamento più graduale dello yuan cinese. "La domanda è se la PBoC consentirà un ritmo di apprezzamento più sostenuto, dato che l'elevato surplus commerciale odierno è principalmente un segnale di una Cina strutturalmente più competitiva e non solo di debolezza interna come in passato. Lo yuan cinese si è apprezzato del 3% da inizio anno e i prezzi a termine suggeriscono che raggiungerà quota 6,68 entro sei mesi. A 6,77, l'USD/CNY rimane molto più debole rispetto al suo massimo storico", osserva l'esperta. Negli ultimi 10 anni, "i due episodi di rafforzamento dello yuan cinese si sono verificati nel 2017 e nel 2020, ciascuno con un apprezzamento annuo del 7%. In quest'ultimo episodio, lo yuan cinese si è apprezzato ulteriormente del 2% nel 2021 nonostante il rafforzamento del dollaro statunitense, portando il cambio USD/CNY a 6,3, il livello più forte dalla svalutazione del 2015", riporta Chivakul. CAMBIO USD/CNY PUÒ RAGGIUNGERE QUOTA 6,5 ENTRO FINE 2026 In entrambi i casi, la debolezza del dollaro Usa ha avuto un ruolo determinante e la politica interna ha influito. "Nel 2017 sono stati rafforzati i controlli sui capitali, mentre la domanda interna si è consolidata sulla scia delle misure di sostegno adottate nel 2016. Nel 2020, gli stimoli interni hanno trovato riscontro in un forte aumento delle esportazioni, seguito al boom commerciale causato dalla pandemia", commenta l'esperta. "Anche i deflussi di capitali sono stati limitati a causa delle restrizioni agli spostamenti imposte dalla pandemia. Oggi, mentre la fiducia interna nell'economia si è indebolita rispetto al picco del primo trimestre, il surplus commerciale è molto più ampio rispetto al passato. Anche le ultime misure politiche relative alla revisione degli investimenti in uscita e la stretta sui broker stranieri dovrebbero limitare i deflussi di capitali nel breve termine", prosegue Chivakul. "A nostro avviso, il cambio USD/CNY potrebbe raggiungere quota 6,5 entro la fine dell'anno se il dollaro non dovesse rafforzarsi ulteriormente. Un CNY più forte incoraggerebbe inoltre il capitale a rimanere investito nel settore high-tech cinese, come auspicato dal governo", dichiara l'esperta. PECHINO RESISTE A SHOCK PETROLIFERO GRAZIE A INVESTIMENTI IN ENERGIA VERDE La guerra in Medio Oriente ha numerose implicazioni per Pechino. In primo luogo, la capacità del Paese di resistere allo shock petrolifero, dimostrata dalla significativa riduzione del volume delle importazioni di petrolio, ha rassicurato i policymaker cinesi sul fatto che la strategia di investimento nell'energia verde e di minore dipendenza dalle importazioni abbia dato i suoi risultati. "Nonostante il calo del 30% delle importazioni di petrolio, l'impatto sull'economia reale è stato minimo. I turisti cinesi sono passati dai viaggi aerei al trasporto ferroviario. I policymakers probabilmente punteranno ancora di più sull'autosufficienza su tutti i fronti, mantenendo elevato il surplus commerciale", riporta Chivakul. CONFLITTO MO AUMENTA USO RENMINBI La guerra ha offerto anche delle opportunità alla Cina. "In primo luogo, è aumentato l'uso del renminbi (RMB) per il regolamento delle transazioni commerciali e i pagamenti. Consentire un ulteriore rafforzamento della valuta favorirebbe l'internazionalizzazione del renminbi. In secondo luogo, l'aumento dei prezzi dell'energia ha spinto al rialzo sia i prezzi alla produzione che quelli al consumo", continua l'esperta. "Gli aumenti dei prezzi di tipo cost-push hanno frenato la domanda interna, come suggerisce il calo della fiducia e delle aspettative dei consumatori. Tuttavia, un aumento dell'inflazione misurata dall'indice dei prezzi al consumo (CPI) dovrebbe portare a un aumento delle aspettative di inflazione", spiega Chivakul. "Il Giappone ha approfittato degli aumenti dei prezzi determinati dall'offerta nel 2022 per avviare un allentamento monetario e fiscale che ha sostenuto l'inflazione negli ultimi 2-3 anni. Nel caso della Cina, un ulteriore allentamento fiscale e ulteriori aumenti del salario minimo sosterrebbero anch'essi lo sforzo di reflazione, vista la recente debolezza", conclude l'esperta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: debolezza economia domestica cinese aumenta a maggio (Julius Baer)
16/06/2026 19:09
MARKET DRIVER: debolezza economia domestica cinese aumenta a maggio (Julius Baer)
MILANO (MF-NW)--La debolezza dell'economia domestica cinese si è accentuata a maggio, con le vendite al dettaglio in calo per la prima volta in quattro anni e gli investimenti in immobilizzazioni in forte contrazione, commenta Sophie Altermatt, economista di Julius Baer. La produzione industriale, invece, ha registrato un modesto miglioramento, riflettendo la persistente solidità del settore manifatturiero orientato alle esportazioni. "Nel complesso, i dati di maggio indicano che la domanda interna non potrà riprendersi senza un rafforzamento del sostegno politico", spiega l'espeta. "Manteniamo la nostra previsione di crescita per il 2026 al 4,5%", dichiara Altermatt. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)