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Cina: fissa target crescita annuale più basso di sempre, tra 4,5% e 5%
05/03/2026 10:35
Cina: fissa target crescita annuale più basso di sempre, tra 4,5% e 5%
MILANO (MF-NW)--La Cina ha fissato il target di crescita del Pil per il 2026 tra il 4,5% e il 5%, il livello più basso mai registrato a partire dagli inizi degli anni '90, mentre Pechino affronta pressioni deflazionistiche persistenti e tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Questo obiettivo, dichiarato nel report sul lavoro del governo, rappresenta una revisione al ribasso rispetto al "5% circa" fissato negli ultimi tre anni e, se raggiunto, sarebbe il traguardo più modesto mai registrato per la seconda economia mondiale, fatta eccezione per il 2020, quando Pechino non fissò un target di crescita a causa della pandemia. Pechino ha inoltre mantenuto invariato l'obiettivo del deficit di bilancio al "4% circa" del Pil dello scorso anno, mentre l'Assemblea Nazionale del Popolo, il massimo organo legislativo del Paese, tiene la sua riunione annuale questa settimana. L'obiettivo del 4% del deficit è stato fissato per la prima volta nel 2024, il più alto mai registrato dal 2010. Il precedente massimo era del 3,6% nel 2020. I responsabili politici cinesi hanno poi mantenuto stabile il loro obiettivo annuale di inflazione al "2% circa". Fissato per la prima volta nel 2025, è il livello più basso da oltre due decenni e segnala un riconoscimento implicito da parte di Pechino della domanda interna debole. L'obiettivo di inflazione funziona più come un tetto che come un traguardo da raggiungere. Per tutto il 2025, la crescita dei prezzi è stata piatta e si è attestata allo 0,7% escludendo alimenti ed energia, mentre la fiducia dei consumatori è rimasta debole. Il Premier cinese Li Qiang ha riconosciuto una moltitudine di problemi complessi che stanno pesando sull'economia, tra cui un "ambiente economico e commerciale internazionale drasticamente cambiato" e "problemi strutturali radicati" che hanno pesato sulla crescita dei consumi e degli investimenti. "L'obiettivo di crescita è abbastanza realistico. È uno spostamento ulteriore da una mentalità numeri-prima a una qualità-prima", commenta Tianchen Xu, economista senior dell'Economist Intelligence Unit. "Pechino non considera necessariamente i tassi di crescita elevati come una cosa positiva, perché potrebbero incentivare i funzionari locali a esagerare la crescita con progetti elefante bianco — investimenti costosi con scarso valore economico — e manipolazioni dei dati". Pechino cercherà anche di mantenere il tasso di disoccupazione urbana, che lo scorso anno si è attestato al 5,2%, intorno al 5,5% quest'anno e di creare 12 milioni di nuovi posti di lavoro nelle aree urbane. La Cina prevede poi di emettere 1,3 trilioni di yuan (188,5 miliardi di dollari) in titoli del tesoro speciali a ultra-lungo termine nel 2026, come lo scorso anno, e ha stanziato 250 miliardi di yuan per sostenere il programma di permuta di beni di consumo e altri 300 miliardi di yuan per il reintegro di capitale presso le grandi banche commerciali statali. Il governo prevede anche di emettere 4,4 trilioni di yuan di obbligazioni speciali locali, sempre come lo scorso anno, per finanziare grandi progetti e alleviare lo stress del debito locale. "La spesa del governo quest'anno continuerà a essere di dimensioni piuttosto elevate", ha dichiarato Li, sottolineando che stimolare i consumi e migliorare il tenore di vita dovrebbe essere una priorità. Il relativamente modesto stimolo fiscale è anche in linea con l'obiettivo di crescita più conservativo, ossserva Xu. Pechino ha inoltre promesso di continuare a implementare una politica monetaria "appropriatamente accomodante" per sostenere la crescita, inclusi potenziali tagli dei tassi d'interesse e riduzione del coefficiente di riserva obbligatoria. "Svilupperemo nuovi e migliori strumenti di politica monetaria strutturale, li allargheremo secondo necessità e perfezioneremo le modalità del loro utilizzo", ha spiegato Li. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Amplifon -14%, conti sotto attese
05/03/2026 10:20
MARKET DRIVER: Amplifon -14%, conti sotto attese
MILANO (MF-NW)--Amplifon -14,6% a 10,35 euro. I risultati del quarto trimestre 2025 sono stati inferiori al consenso, evidenziano gli analisti di Intesa Sanpaolo (rating neutral, prezzo obiettivo a 17 euro). pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Campari, B.Akros conferma buy
05/03/2026 09:55
MARKET DRIVER: Campari, B.Akros conferma buy
MILANO (MF-NW)--Banca Akros conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 7,3 euro su Campari (+6,29% a 6,32 euro). "Profittabilità del quarto trimestre/dell'intero 2025 migliore delle attese e outlook positivo sul 2026", commentano gli analisti. pl paola.longo@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Ue: blocco Hormuz impatta in modo diretto e indiretto (Ifo/Econpol Europe)
05/03/2026 09:54
Ue: blocco Hormuz impatta in modo diretto e indiretto (Ifo/Econpol Europe)
MILANO (MF-NW)--Oltre alla mancata consegna di petrolio, gas e altre materie prime di base, un blocco del traffico marittimo influenza anche i flussi commerciali dall'Unione europea in modo indiretto tramite le catene di approvvigionamento globali, si legge in un'analisi dell'istituto Ifo e di Econpol Europe. "Le importazioni dall'Iran e dai Paesi vicini, che arrivano in Europa attraverso lo Stretto di Hormuz, rappresentano una quota relativamente piccola di tutte le importazioni. La situazione è diversa se si considerano solo le consegne di petrolio e gas. I rischi comprendono anche effetti indiretti tramite le catene di approvvigionamento globali", afferma Lisandra Flach, direttrice dell'Ifo Center for International Economics. Secondo i calcoli, la quota delle importazioni dall'Iran e dai Paesi vicini consegnate all'Ue tramite lo Stretto di Hormuz è di circa il 2% del totale delle importazioni extra-Ue. Al contrario, le quote per petrolio greggio e gas liquido sono significativamente più alte, rispettivamente del 6,2 e dell'8,7%. Oltre a questi potenziali colli di bottiglia dell'offerta in caso di blocco, Flach evidenzia rischi indiretti: "un blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe limitare gravemente le esportazioni di petrolio degli stati del Golfo verso ovest dello Stretto. Anche se gli effetti diretti per l'Europa non sono sostanziali, quelli indiretti dell'aumento dei prezzi del petrolio e delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento rappresentano un rischio maggiore per l'Europa". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Francia: +0,5% m/m produzione industriale gennaio
05/03/2026 09:35
Francia: +0,5% m/m produzione industriale gennaio
MILANO (MF-NW)--La produzione industriale francese è aumentata dello 0,5% su base mensile a gennaio, dopo una diminuzione rivista dello 0,5% nel mese precedente, riferisce l'agenzia statistica Insee. Gli economisti avevano previsto invece un incremento dello 0,4% m/m. Su base annua, l'indice è cresciuto del 2,4%. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)