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WALL STREET: mercato pensa di nuovo a N.Corea, prezzi produzione fiacchi

MILANO (MF-DJ)--Wall Street tratta intorno alla parita' dopo il triplo record registrato ieri. Il Dow Jones e' in rialzo frazionale dello 0,01%, mentre l'S&P 500 scende dello 0,01% e il Nasdaq Composite dello 0,08%. Bene invece i prezzi del petrolio che salgono dello 0,8% circa dopo che le scorte settimanali di greggio Usa sono cresciute di 5,888 milioni di barili. Gli investitori hanno nuovamente focalizzato la loro attenzione sulla Corea del Nord e temono un'accelerazione nel programma di armamento da parte di Pyongyang dopo che il Consiglio di sicurezza delle nazioni Unite ha adottato all'unanimita' nuove sanzioni piu' severe contro il Paese. "Non ci sono stati altri lanci missilistici, ma nemmeno particolari sviluppi positivi. Difficile che le sanzioni approvate ieri sera dall'Onu riducano il regime a piu' miti consigli. Al contrario, e' probabile che causeranno altre sfide da parte di Pyongyang. La situazione resta intricata", puntualizza Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners. In questo periodo "i mercati presteranno particolare attenzione alle questioni geopolitiche", confermano gli analisti di Ig. Secondo gli esperti infatti, "la Corea del Nord e' la vera incognita per gli investitori, considerando che e' passata ormai una settimana senza nuovi lanci missilistici. Un prossimo attacco potrebbe essere piu' vicino di quanto sembri", avvertono gli strategist. Nel frattempo sul fronte macroeconomico i prezzi alla produzione per la domanda finale negli Usa sono saliti dello 0,2% a livello mensile ad agosto, deludendo le attese del consenso (+0,3 m/m) mentre il dato di luglio e' stato confermato al -0,1% m/m. Sempre ad agosto i prezzi alla produzione core sono cresciuti dello 0,1%, in linea al consenso, e quelli per consumi personali sono aumentati dello 0,2%. L'outlook dell'inflazione statunitense appare debole dopo la lettura odierne. Si tratta dell'aumento piu' cospicuo dall'aprile scorso per i prezzi al consumo, ma risulta comunque inferiore alle attese. Il quadro appare ancor piu' debole se si considera che buona parte di tale aumento deriva dall'incremento del prezzo dei carburanti. Escludendo alimenti ed energia, i prezzi sono infatti saliti solamente dello 0,1%. Il risultato e' che, malgrado le aspettative, la spinta inflazionistica continua a sembrare debole e mette sotto pressione la Federal Reserve che deve ancora decidere se aumentare nuovamente i tassi d'interesse prima della fine dell'anno. Infine, sempre sul fronte della Banca centrale, "con le dimissioni di Stanley Fischer, e' salito a 4 il numero di posizioni aperte (su 7) nel board" della Fed "e questo a nostro avviso aumenta la probabilita' di un rinnovo per Yellen, anche perche' rispetto ad altri candidati vicini ai repubblicani, le sue posizioni sono considerevolmente piu' flessibili e da colomba", concludono gli economisti di Intesa Sanpaolo. Sul valutario il cambio euro/usd tratta a 1,1904 con minimo a 1,1904 e massimo a 1,1994, mentre sull'obbligazionario il rendimento del Treasury biennale e' all'1,355% e quello del decennale al 2,181%. alb alberto.chimenti@mfdowjones.it (fine) MF-DJ NEWS 16:50 13 set 2017

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