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*BOND: spread Btp/Bund chiude a 76,024 punti base
09/06/2026 17:32
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MARKET DRIVER: Finecobank, Equita conferma buy
09/06/2026 17:26
MARKET DRIVER: Finecobank, Equita conferma buy
MILANO (MF-NW)--Equita Sim conferma la raccomandazione buy su Finecobank, con prezzo obiettivo di 26,50 euro dopo i dati sulla raccolta netta di maggio, "positiva e caratterizzata da un buon contributo sia dal comparto gestito (Aum +414 milioni di euro) sia dai depositi" commentano gli analisti. Secondo gli esperti, i dati confermano il persistere di un "forte momentum commerciale". edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Eni, Equita conferma buy
09/06/2026 17:00
MARKET DRIVER: Eni, Equita conferma buy
MILANO (MF-NW)--Equita Sim conferma il rating buy su Eni, con target price di 27,50 euro. Il giudizio arriva in seguito al closing di Searah, la joint venture paritetica tra Eni e Petronas che riunisce le attività upstream in Indonesia e Malesia. Secondo gli analisti, la notizia era ampiamente attesa e non ha impatti operativi immediati. Tuttavia, "riteniamo che il completamento della jv rappresenti un passaggio importante in vista della cessione a terzi del 10% degli asset Indonesia conferiti da Eni e rimasti al di fuori di Searah, processo già in corso e che potrebbe beneficiare del forte momentum esplorativo degli ultimi mesi, in particolare della recente scoperta giant di Geliga" sottolineano gli esperti. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: Oro passa da correzione di breve a rimonetizzazione (Confinvest)
09/06/2026 16:57
FOCUS: Oro passa da correzione di breve a rimonetizzazione (Confinvest)
MILANO (MF-NW)--In un contesto caratterizzato da elevata volatilità dei mercati, livelli di indebitamento record e crescenti tensioni geopolitiche, l'oro vive una nuova fase di rimonetizzazione. Un ruolo centrale in questa dinamica è svolto dall'intensificazione degli acquisti da parte delle banche centrali, che continuano a rafforzare le proprie riserve di metallo prezioso, osserva Simone Manenti, Ceo di Confinvest Oro. ORO TORNA A PESARE IN RISERVE BANCHE CENTRALI L'oro è stato considerato per decenni un bene rifugio da utilizzare nei momenti di maggiore incertezza finanziaria. Tuttavia, oggi il metallo giallo torna al centro del sistema economico globale con una funzione più ampia: "non si limita a proteggere i portafogli da inflazione o crisi bancarie, ma si afferma sempre più come un asset strategico in un contesto caratterizzato da debito record, tensioni geopolitiche e crescente sfiducia nel dollaro", spiega l'esperto. Il report 'In Gold We Trust Report 2026' conferma questa evoluzione. Lo studio riporta che l'economia mondiale sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata da crescita debole, inflazione persistente e competizione sempre più intensa tra le grandi potenze. In questo scenario "il metallo prezioso starebbe vivendo una nuova fase di rimonetizzazione, tornando a pesare in modo decisivo nelle riserve strategiche delle banche centrali. A confermarlo sono gli acquisti record effettuati negli ultimi anni da Paesi come Cina, India, Turchia e da numerose economie emergenti, impegnate a ridurre la dipendenza dal sistema finanziario basato sul dollaro", prosegue Manenti. ESPANSIONE DEBITO MONDIALE TRAINA METALLO GIALLO Uno dei principali fattori alla base di questa tendenza è l'espansione del debito mondiale. "Stati Uniti, Europa e molte economie avanzate continuano a muoversi su livelli di indebitamento molto elevati, con margini fiscali sempre più limitati. In una tale situazione, le autorità monetarie potrebbero trovarsi costrette a mantenere condizioni finanziarie accomodanti nel lungo periodo, con il rischio di alimentare svalutazione monetaria e perdita di potere d'acquisto. Storicamente, proprio in queste fasi, l'oro ha rappresentato uno strumento efficace di protezione patrimoniale", continua l'esperto. DOLLARO ESPOSTO A PRESSIONI GEOPOLITICHE E FINANZIARIE In parallelo, molte banche centrali stanno incrementando le riserve auree per diversificare gli asset e ridurre l'esposizione al dollaro. "Cina, India, Turchia, Polonia e diversi Paesi del Medio Oriente stanno aumentando il peso dell'oro nei propri bilanci, riconoscendone le caratteristiche distintive: liquidità globale, assenza di rischio di controparte e indipendenza dalle decisioni delle singole autorità politiche o monetarie", osserva Manenti. Il dollaro resta la principale valuta di riserva mondiale. Tuttavia, il suo ruolo appare oggi più esposto a pressioni geopolitiche e finanziarie. "Le sanzioni internazionali, la rivalità tra Stati Uniti e Cina e la ricerca di sistemi di pagamento alternativi stanno accelerando la diversificazione delle riserve da parte di numerosi Paesi. In questo contesto, l'oro non sostituisce direttamente il dollaro, ma offre una riserva neutrale, riconosciuta globalmente e indipendente dalle politiche delle singole banche centrali", spiega l'esperto. ANDAMENTO TASSI REALI SOSTIENE METALLO PREZIOSO Inoltre, l'andamento dei tassi reali continua a sostenere il metallo prezioso. "Quando i rendimenti obbligazionari al netto dell'inflazione sono bassi o negativi, il costo opportunità di detenere oro diminuisce. Inoltre, le banche centrali devono oggi trovare un equilibrio complesso tra il contenimento dell'inflazione e la sostenibilità del debito pubblico, una condizione che potrebbe limitare la possibilità di mantenere tassi elevati per periodi prolungati", osserva Manenti. "L'attuale scenario conferma il ruolo dell'oro fisico come componente strategica di una corretta diversificazione patrimoniale. In una fase caratterizzata da elevato indebitamento, instabilità geopolitica e trasformazioni del sistema monetario internazionale, il metallo prezioso continua a distinguersi per la capacità di conservare valore nel tempo, offrire liquidità internazionale e ridurre l'esposizione ai rischi tipici degli asset finanziari tradizionali", prosegue l'esperto. "Più che una semplice copertura tattica, l'oro si conferma oggi uno strumento di stabilità patrimoniale in un contesto economico sempre più complesso e incerto", conclude Manenti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO ENERGY: livello di 50 euro esercita forte attrazione su gas
09/06/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: livello di 50 euro esercita forte attrazione su gas
MILANO (MF-NW)--I prezzi del gas naturale in Europa stanno tenendo bene rispetto a quelli del petrolio, con il livello di prezzo di 50 euro che sembra esercitare una forte attrazione, afferma Norbert Rücker, Head Economics and Next Generation Research di Julius Baer. "Sebbene vi siano timori iniziali riguardo al rifornimento delle riserve in vista della stagione invernale, nel contesto dell'interruzione delle esportazioni dal Qatar, l'attuale sostegno ai prezzi sembra provenire da altre fonti. I prezzi del gas naturale e del carbone trasportati via mare in Asia sono aumentati negli ultimi giorni e settimane, probabilmente spinti da una combinazione di fattori, tra cui l'aumento della domanda a breve termine dovuto alla stagione estiva ed alle preoccupazioni relative a possibili interruzioni delle esportazioni in Australia legate a scioperi", puntualizza l'esperto. Oltre alle temporanee carenze di offerta registrate a marzo in alcune economie emergenti asiatiche, anche il mercato del gas naturale sta affrontando bene il conflitto in Medio Oriente e l'esclusione del Qatar dal mercato. Ciò è dovuto a tre ragioni principali, secondo Rücker. "In primo luogo, continua la massiccia espansione delle capacità di esportazione, che apporta ulteriori forniture al mercato, in particolare in Nord America, insieme ad una crescita incrementale altrove, come ad esempio dall'Africa occidentale. In secondo luogo, la domanda durante la stagione estiva proviene principalmente dalle centrali elettriche. I continui investimenti nelle energie rinnovabili e il boom dello stoccaggio in batterie erodono strutturalmente l'uso dei combustibili fossili, insieme alla flessibilità intrinseca di passare dal gas al carbone per ragioni economiche. Questa flessibilità attutisce in parte lo shock dell'offerta. Infine, lo Stretto di Hormuz non è mai stato completamente chiuso. Sebbene le forniture di petrolio abbiano cominciato a riprendere già nelle prime fasi, solo a maggio si è registrato un aumento delle navi metaniere in partenza dal Golfo. Naturalmente, questi flussi rappresentano solo una minima parte delle esportazioni pre-conflitto, ma offrono comunque un certo sollievo". A tre mesi dall'inizio del conflitto, le importazioni europee di gas naturale sono rimaste sostanzialmente in linea con i livelli post-2022 osservati negli anni precedenti. È improbabile che l'Europa debba affrontare un grave deficit di stoccaggio, ma è necessario un prezzo maggiorato per colmare il deficit emerso quest'inverno. Nel frattempo, la domanda si erode strutturalmente a causa della transizione energetica. Il fattore di rischio attualmente più rilevante è rappresentato dal clima estivo in Asia e da eventuali ondate di caldo che potrebbero far aumentare temporaneamente la domanda di energia. Detto questo, conclude Rücker, tale fattore di rischio ha superato il primo ostacolo con l'inizio della stagione dei monsoni in India. "Considerata la nostra previsione di una crescita graduale degli scambi in uscita dal Golfo, confermiamo la nostra visione neutrale e prevediamo che i prezzi si dirigeranno verso i 40 euro nel breve termine, un premio che dovrebbe consentire all'Europa di colmare il deficit di stoccaggio, anche se non sarebbe necessario". alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)