COMMENTO BOND: rendimenti Eurozona in lieve rialzo in avvio
09/06/2026 09:15
COMMENTO BOND: rendimenti Eurozona in lieve rialzo in avvio
MILANO (MF-NW)--Rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona in lieve rialzo in avvio di seduta, con il costo di finanziamento del Bund decennale che sale di 2 punti base al 3,05%. Sul fronte macroeconomico, La produzione industriale della Germania è aumentata dello 0,4% su base mensile ad aprile, dopo il calo rivisto dello 0,1% del mese precedente, secondo i dati provvisori dell'Ufficio federale di statistica. Il dato è in linea al consenso degli economisti. Su base annua, la produzione industriale tedesca è risultata inferiore dello 0,5%, rispetto a un precedente calo rivisto del 3,4% a/a. Il surplus commerciale tedesco si è poi attestato a 14,5 miliardi di euro ad aprile, in calo rispetto ai 14,7 mld euro rivisti del mese precedente, secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica. Il dato ha deluso il consenso degli economisti che si aspettavano un avanzo di 15,4 miliardi di euro. Le esportazioni sono aumentate dello 0,9% su base mensile, rispetto all'incremento dello 0,3% rivisto di marzo e contro la previsione di un calo dello 0,3%. Le importazioni mensili sono cresciute dell'1,2%, contro l'aumento del 4,5% rivisto del periodo precedente. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: è consolidamento assicurativo/risp. gestito travestito da risiko bancario (Coppini)
09/06/2026 09:10
MARKET DRIVER: è consolidamento assicurativo/risp. gestito travestito da risiko bancario (Coppini)
MILANO (MF-NW)--David Coppini, Investment Manager di First Capital, segnala che la mossa di Intesa Sanpaolo (+0,77%) su B.Mps (+1,66%) - dopo la proposta di fusione di Banco Bpm (+1,95%) alla banca senese - va letta partendo dal punto di arrivo, non dal punto di partenza. Intesa vuole sicuramente il 13% di Generali (+0,98%) detenuto da Mediobanca - la quota che dà accesso ai quasi 800 miliardi di euro in gestione del Leone di Trieste, alla sua rete distributiva in Germania e Francia, a Banca Generali. MPS è il veicolo. Le filiali cedute a BPER sono il prezzo da pagare all'antitrust. Mediobanca (+1,82%) è il premio vero, insieme al credito al consumo di Compass ed a ciò che resta dell'investment banking. Questa non è un'operazione bancaria nella sostanza. È un'operazione assicurativa e di risparmio gestito travestita da consolidamento bancario. In un contesto in cui i margini di interesse sono destinati a comprimersi con i tagli dei tassi BCE, il futuro della redditività bancaria italiana si chiama commissioni, wealth management, bancassurance. Generali è il cuore di tutto questo. Chi la controlla, controlla l'asse del risparmio degli italiani nel futuro. C'è però un'incognita che rende il finale imprevedibile. Unicredit (+0,46%) di Andrea Orcel ha già circa il 9% di Generali - ed Orcel ha già dimostrato di saper muovere con velocità ed audacia, come ha fatto con Commerzbank. Un Messina rafforzato da Mediobanca e con un piede nel capitale di Generali sarebbe un interlocutore molto più potente. Orcel lo sa. Se l'OPAS su MPS va in porto ed Intesa consolida la sua influenza su Generali, UniCredit potrebbe sentirsi costretta a muoversi - su Generali direttamente, su BPM nuovamente, o su qualche altro nodo della rete. Il governo perde il terzo polo - ma forse non ha alternative. C'è infine la dimensione politica. Il governo Meloni aveva costruito faticosamente il disegno di un terzo polo bancario italiano con MPS come perno - ed ora si ritrova con il progetto originale azzerato da un'operazione che, quasi certamente, ha avuto almeno un passaggio informale da Palazzo Chigi prima di essere lanciata. La realpolitik ha prevalso sull'ambizione: meglio un sistema a due grandi campioni nazionali blindati contro le incursioni straniere, che un terzo polo fragile esposto al rischio francese via Crédit Agricole. Il paradosso finale è che Banco BPM - l'istituto che il governo aveva protetto bloccando UniCredit - si ritrova ora senza la sponda senese, con Crédit Agricole al 20% del capitale e due opzioni entrambe difficili: l'integrazione con la filiale italiana del gruppo francese, o una navigazione solitaria in un sistema che si consolida rapidamente attorno a due colossi. La partita è aperta. Ma i rapporti di forza, per ora, parlano chiaro. fus (fn MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)