COMMENTO BOND: domanda sostenuta per titoli dell'Ue ma Bruxelles deve fare di più
09/06/2026 17:45
COMMENTO BOND: domanda sostenuta per titoli dell'Ue ma Bruxelles deve fare di più
MILANO (MF-NW)--Il calo dello spread tra i titoli di Stato dell'Unione europea e i Bund suggerisce una domanda sostenuta per i primi, che sono diventati un mercato denominato in euro non trascurabile in termini di dimensioni, affermano gli strategist di Unicredit. Le allocazioni delle recenti emissioni via sindacato evidenziano la qualità elevata della domanda, poiché oltre il 25% dei titoli emessi quest'anno è stato collocato presso istituzioni ufficiali e Banche centrali. Per gli esperti una risoluzione del conflitto Usa-Iran porterebbe probabilmente lo spread tra titoli Ue a 10 anni e Bund sotto i 30 punti base. Un ulteriore calo significativo richiederebbe che i Paesi dell'Ue compiano un passo ulteriore verso il finanziamento comune. Unicredit evidenzia che la mancanza di chiarezza sui poteri regolamentari delle istituzioni europee, i conflitti di interesse tra alcuni Paesi e, soprattutto, l'apparente assenza di una visione di lungo periodo sollevano dubbi sul fatto che l'Ue continuerà a emettere obbligazioni in modo stabile una volta concluso il programma di finanziamento Ngeu. Per questo motivo, i tentativi di includere i bond Ue negli indici sovrani sono stati respinti dagli operatori di mercato. Per gli strategist, i Paesi e le istituzioni europee non hanno altra scelta se non approfondire la cooperazione economica per affrontare meglio le sfide attuali e future. L'Ue dovrà inoltre acquisire maggiore flessibilità e capacità di risposta per adattarsi rapidamente a condizioni avverse. In questo senso, la decisione della Commissione europea di concedere maggiore flessibilità di bilancio ai Paesi colpiti dall'attuale crisi energetica è rassicurante. Tuttavia, concludono da Unicredit, l'Ue deve anche diventare proattiva e, insieme ai singoli Stati, promuovere investimenti strategici di lungo periodo in settori chiave, come l'indipendenza energetica, la difesa comune, la tutela delle industrie nazionali e la protezione ambientale. In questo contesto, i titoli Ue avrebbero un ruolo cruciale. alb MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: Oro passa da correzione di breve a rimonetizzazione (Confinvest)
09/06/2026 16:57
FOCUS: Oro passa da correzione di breve a rimonetizzazione (Confinvest)
MILANO (MF-NW)--In un contesto caratterizzato da elevata volatilità dei mercati, livelli di indebitamento record e crescenti tensioni geopolitiche, l'oro vive una nuova fase di rimonetizzazione. Un ruolo centrale in questa dinamica è svolto dall'intensificazione degli acquisti da parte delle banche centrali, che continuano a rafforzare le proprie riserve di metallo prezioso, osserva Simone Manenti, Ceo di Confinvest Oro. ORO TORNA A PESARE IN RISERVE BANCHE CENTRALI L'oro è stato considerato per decenni un bene rifugio da utilizzare nei momenti di maggiore incertezza finanziaria. Tuttavia, oggi il metallo giallo torna al centro del sistema economico globale con una funzione più ampia: "non si limita a proteggere i portafogli da inflazione o crisi bancarie, ma si afferma sempre più come un asset strategico in un contesto caratterizzato da debito record, tensioni geopolitiche e crescente sfiducia nel dollaro", spiega l'esperto. Il report 'In Gold We Trust Report 2026' conferma questa evoluzione. Lo studio riporta che l'economia mondiale sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata da crescita debole, inflazione persistente e competizione sempre più intensa tra le grandi potenze. In questo scenario "il metallo prezioso starebbe vivendo una nuova fase di rimonetizzazione, tornando a pesare in modo decisivo nelle riserve strategiche delle banche centrali. A confermarlo sono gli acquisti record effettuati negli ultimi anni da Paesi come Cina, India, Turchia e da numerose economie emergenti, impegnate a ridurre la dipendenza dal sistema finanziario basato sul dollaro", prosegue Manenti. ESPANSIONE DEBITO MONDIALE TRAINA METALLO GIALLO Uno dei principali fattori alla base di questa tendenza è l'espansione del debito mondiale. "Stati Uniti, Europa e molte economie avanzate continuano a muoversi su livelli di indebitamento molto elevati, con margini fiscali sempre più limitati. In una tale situazione, le autorità monetarie potrebbero trovarsi costrette a mantenere condizioni finanziarie accomodanti nel lungo periodo, con il rischio di alimentare svalutazione monetaria e perdita di potere d'acquisto. Storicamente, proprio in queste fasi, l'oro ha rappresentato uno strumento efficace di protezione patrimoniale", continua l'esperto. DOLLARO ESPOSTO A PRESSIONI GEOPOLITICHE E FINANZIARIE In parallelo, molte banche centrali stanno incrementando le riserve auree per diversificare gli asset e ridurre l'esposizione al dollaro. "Cina, India, Turchia, Polonia e diversi Paesi del Medio Oriente stanno aumentando il peso dell'oro nei propri bilanci, riconoscendone le caratteristiche distintive: liquidità globale, assenza di rischio di controparte e indipendenza dalle decisioni delle singole autorità politiche o monetarie", osserva Manenti. Il dollaro resta la principale valuta di riserva mondiale. Tuttavia, il suo ruolo appare oggi più esposto a pressioni geopolitiche e finanziarie. "Le sanzioni internazionali, la rivalità tra Stati Uniti e Cina e la ricerca di sistemi di pagamento alternativi stanno accelerando la diversificazione delle riserve da parte di numerosi Paesi. In questo contesto, l'oro non sostituisce direttamente il dollaro, ma offre una riserva neutrale, riconosciuta globalmente e indipendente dalle politiche delle singole banche centrali", spiega l'esperto. ANDAMENTO TASSI REALI SOSTIENE METALLO PREZIOSO Inoltre, l'andamento dei tassi reali continua a sostenere il metallo prezioso. "Quando i rendimenti obbligazionari al netto dell'inflazione sono bassi o negativi, il costo opportunità di detenere oro diminuisce. Inoltre, le banche centrali devono oggi trovare un equilibrio complesso tra il contenimento dell'inflazione e la sostenibilità del debito pubblico, una condizione che potrebbe limitare la possibilità di mantenere tassi elevati per periodi prolungati", osserva Manenti. "L'attuale scenario conferma il ruolo dell'oro fisico come componente strategica di una corretta diversificazione patrimoniale. In una fase caratterizzata da elevato indebitamento, instabilità geopolitica e trasformazioni del sistema monetario internazionale, il metallo prezioso continua a distinguersi per la capacità di conservare valore nel tempo, offrire liquidità internazionale e ridurre l'esposizione ai rischi tipici degli asset finanziari tradizionali", prosegue l'esperto. "Più che una semplice copertura tattica, l'oro si conferma oggi uno strumento di stabilità patrimoniale in un contesto economico sempre più complesso e incerto", conclude Manenti. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)