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FOCUS: mercato Gilt sotto pressione, il Regno Unito sta bene? (Gam)
09/06/2026 19:14
FOCUS: mercato Gilt sotto pressione, il Regno Unito sta bene? (Gam)
MILANO (MF-NW)--La reazione del mercato dei titoli di Stato britannici alle elezioni riflette una questione di lungo periodo: la crescente percezione che il Regno Unito stia vivendo al di sopra delle proprie possibilità, osserva Julian Howard, Chief Multi-Asset Investment Strategist di Gam. In questo contesto, una modesta esposizione ai Gilt può risultare prudente in un'ottica di diversificazione, mentre un significativo sovrappeso su azioni e obbligazioni britanniche appare oggi difficile da giustificare. RAPPORTO DEBITO PUBBLICO/PIL AL 94% "Il rapporto tra debito pubblico e Pil si attesta ora a quasi il 94%, più o meno allo stesso livello registrato dall'inizio della pandemia e dalla risposta governativa, incredibilmente costosa, adottata all'epoca (da 310 a 410 miliardi di sterline, secondo le stime ufficiali", riporta Howard. Allo stesso tempo, il deficit di bilancio del Regno Unito si attesta al 5% del Pil, al di sotto del picco del 10% registrato dopo il 2008 e a quello del 15% raggiunto durante la pandemia, ma comunque superiore al periodo 2000-2007, quando raramente superava il 3%. "Ripetuti shock hanno costretto i governi che si sono succeduti a una spesa elevata, ma la questione non si esaurisce qui. La disoccupazione persistente e le malattie di lunga durata in alcuni settori della popolazione hanno portato a una spesa sociale insostenibile. Secondo il Dipartimento per il Lavoro e le Pensioni, solo questo dovrebbe costare ai contribuenti 337 miliardi di sterline2 nel 2025-26", continua l'esperto. LA DISPONIBILITÀ DEGLI INVESTITORI STRANIERI STA VENENDO MENO Il mercato dei Gilt rappresenta una fonte di finanziamento fondamentale per il Regno Unito. L'affidabilità del governo britannico, percepita fino a poco tempo fa come solida, ha fatto in modo che gli investitori internazionali fossero disposti acquistare il debito pubblico britannico in cambio dei rendimenti offerti. Tuttavia, "mentre la Gran Bretagna ha dovuto fare i conti con un carico di debito crescente, il ruolo di questi finanziatori, che ora detengono quasi un terzo dei gilt in circolazione del Regno Unito, è diventato sempre più importante. L'allora governatore della Banca d'Inghilterra, Mark Carney, osservò nel 2016 la gentilezza degli estranei disposti ad acquistare i gilt britannici quando questi stavano iniziando a riflettere meno il loro status letteralmente di prim'ordine", spiega Howard. "Il governo Truss del 2022, di breve durata - nel corso del quale furono proposti drastici tagli fiscali non finanziati - vide esaurirsi la pazienza nei confronti del Regno Unito e i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni si avvicinarono al 4,5%, poiché gli investitori applicarono un premio di rischio a questa classe di attività", riporta l'esperto. MERCATI ESTREMAMENTE SENSIBILI ALLA POLITICA FISCALE É probabile che un eventuale sostituto del Primo Ministro Keir Starmer sarà più disposto ad adottare un programma più ambizioso, che potrebbe aumentare ulteriormente la spesa pubblica. "Ciò a sua volta suggerisce che il mercato dei titoli di Stato potrebbe continuare a fungere da barometro volatile della salute fiscale della Gran Bretagna, compromettendo potenzialmente il suo ruolo di fonte stabile di reddito e diversificazione fino a quando non verrà adottato un approccio più disciplinato, sia volontariamente da parte del governo, sia su insistenza del mercato obbligazionario che richiede rendimenti più elevati prima di acquistare titoli", prosegue Howard. AUMENTO COSTI IMPRESE E INCERTEZZA PESANO SU CLIMA DI FIDUCIA "Per quanto riguarda il mercato azionario e la valuta del Regno Unito, la reazione alle elezioni è stata altrettanto significativa", dichiara l'esperto. L'indice Ftse 100 ha registrato un calo dell'1,6% il giorno delle elezioni e dello 0,4% il giorno successivo, mentre nelle sedute successive si è assistito solo a una parziale ripresa. "Già alle prese con costi aziendali elevati, il mercato azionario ha preso spavento alla prospettiva di un cambio di leadership, nonostante la relativa impopolarità del Primo Ministro Starmer", riporta Howard. Anche la sterlina ha mostrato volatilità, scivolando il giorno delle elezioni prima di recuperare e poi scivolare nuovamente. "Una valuta stabile è particolarmente importante per il mercato azionario britannico, con FTSE Russell che ha osservato nel 2024 che oltre l'80% dei ricavi del FTSE 100 proviene ora dall'estero4. Ciò non significa necessariamente che un vero e proprio indebolimento della valuta sia un vantaggio per le società che compongono l'indice, se di fatto riflette l'incertezza politica sul futuro regime fiscale nazionale. La reazione immediata alle elezioni e alle loro conseguenze sembra illustrare questo aspetto", prosegue l'esperto. "Ora, dopo una serie di ottime performance negli ultimi due anni, in un contesto di rotazione globale verso i mercati a basso costo e di forza delle materie prime, il FTSE 100 potrebbe trovarsi di fronte a una nuova fonte di incertezza interna", osserva Howard. POSSIBILE ESPOSIZIONE PRUDENTE A GILT IN OTTICA DI DIVERSIFICAZIONE Tuttavia, il Regno Unito non deve essere per forza evitato. "Potrebbe risultare prudente mantenere una modesta esposizione ai titoli di Stato britannici nei portafogli, nell'ambito di un'allocazione più ampia e diversificata in titoli di Stato, al fine di garantire una protezione contro eventi di mercato estremi. Dopo tutto, non si ritiene generalmente probabile che il governo britannico possa arrivare a un vero e proprio default sui propri debiti, nemmeno in situazioni estreme", spiega l'esperto. Per quanto riguarda il mercato azionario, "l'indice FTSE 100 rimane una sorta di proposta di valore, con un rapporto prezzo/utili attesi di poco superiore a 13 volte, contro le 22 volte più costose dell'S&P 500* al 14 maggio", riporta Howard. Detto questo, "un netto sovrappeso sui titoli azionari e obbligazionari britannici potrebbe essere difficile da giustificare, mentre la politica britannica si trova alle prese con il semplice fatto che non c'è abbastanza da distribuire nell'attuale economia a bassa crescita", commenta l'esperto. POSSIBILI VANTAGGI DA DEBOLEZZA STERLINA PER INVESTITORI BRITANNICI Per gli investitori con sede nel Regno Unito potrebbe esserci una consolazione in tutto questo. "Man mano che i rendimenti derivanti da investimenti esteri di successo, come quelli nel settore tecnologico statunitense, vengono convertiti in sterline, il volume di tali sterline aumenterà se la valuta subirà un aggiustamento al ribasso per riflettere la situazione precaria della Gran Bretagna", prosegue Howard. "Ciò potrebbe lasciare gli investitori orientati a livello globale ma con sede nel Regno Unito in una posizione alquanto conflittuale, in cui potrebbero potenzialmente trarre vantaggio dal caos persistente; tuttavia, i più pragmatici tra loro saranno probabilmente semplicemente grati per la copertura", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: Cina mostra divergenza tra crescita economica e indici azionari (La Financière de l'Echiquier)
09/06/2026 18:45
FOCUS: Cina mostra divergenza tra crescita economica e indici azionari (La Financière de l'Echiquier)
MILANO (MF-NW)--La divergenza tra crescita economica e performance del mercato azionario cinese è destinata a persistere nel breve termine, soprattutto nei settori legati ai consumi. Saranno probabilmente necessari ancora alcuni anni per vedere un effettivo allineamento tra crescita e mercati. Nel frattempo, "è essenziale distinguere tra i comparti che già beneficiano della forte espansione dell'economia cinese e quelli che dovranno attendere la piena maturazione del nuovo modello di consumo del Paese", commenta Alexis Bienvenu, gestore di La Financière de l'Echiquier. CRESCITA PIL NON SI TRADUCE AUTOMATICAMENTE IN BORSA Negli ultimi anni, il Pil della Cina è cresciuto mediamente del 5,5% all'anno, mentre quello degli Stati Uniti del 2,4%. Tuttavia, l'indice di riferimento delle grandi capitalizzazioni statunitensi ha messo a segno il 255%, contro il 72% dell'MSCI China (in dollari), pari a un aumento annuo del 15% rispetto al 6%. "La strepitosa crescita della Cina non si traduce quindi automaticamente in risultati borsistici nonostante alcuni campioni cinesi esercitino un dominio incontestato nei loro settori rispettivi: BYD nei veicoli elettrici, Catl nelle batterie, Huawei nelle apparecchiature per le telecomunicazioni, senza contare i primi posti occupati nelle terre rare, il litio, l'edilizia, le piattaforme commerciali (Alibaba), il trasporto marittimo (Cosco), l'elettronica (Foxconn), il petrolio (Sinopec)", riporta l'esperto. AZIONARIO RISENTE DELLA CRISI IMMOBILIARE Tre elementi chiave contribuiscono a spiegare il divario tra i notevoli progressi industriali della Cina e l'andamento relativamente deludente dei suoi indici azionari. "Il primo è insito nella concezione del ruolo dell'economia. Il regime cinese poggia, schematicamente, su un capitalismo di Stato dove la sovranità geopolitica e la stabilità sociale sono gli obiettivi primari. Negli Stati Uniti, al contrario, prevale la creazione di valore per gli azionisti non statali. Questa differenza nelle priorità trova logicamente un'eco nelle performance borsistiche", spiega Bienvenu. Da un punto di vista più congiunturale, da diversi anni ormai la Borsa cinese risente della crisi immobiliare che attanaglia il Paese dal 2021. "Non solo sono crollati grandi promotori immobiliari come Evergrande provocando un calo dell'attività edilizia e della capacità delle banche di concedere prestiti, ma la flessione dei prezzi ha determinato anche un effetto ricchezza negativo per le famiglie che sono state costrette a moderare i consumi e aumentare i risparmi", prosegue l'esperto. "In un Paese in cui il settore immobiliare rappresenta la parte essenziale del patrimonio delle famiglie si osserva una profonda perdita di fiducia da parte delle stesse e delle banche, che frena gli investimenti", commenta Bienvenu. CONSUMI DI BENI E SERVIZI RESTANO DEBOLI Infine, la recente evoluzione degli utili risente della crescente divergenza tra la relativa solidità di alcuni comparti industriali, come i materiali e la tecnologia, e la persistente debolezza dei consumi di beni e servizi. Negli ultimi mesi, le stime sugli utili dei primi sono state riviste al rialzo, mentre si sono progressivamente deteriorate le aspettative legate alla domanda interna. "Ne consegue che l'indice MSCI China, fortemente ponderato sui titoli di consumo e sulle piattaforme Internet come Tencent o Alibaba, sottoperforma nettamente dall'inizio dell'anno rispetto a quelli più domestici come il CSI 300. Più orientato all'industria, quest'ultimo è ampiamente positivo dal 1° gennaio", continua l'esperto. RIPRESA ORIENTATA AL MEDIO-LUNGO TERMINE Nonostante il Pil continui a registrare una crescita positiva, le recenti delusioni sui mercati azionari potrebbero rendere particolarmente attraenti le valutazioni dei grandi titoli cinesi dei consumi, rimasti finora ai margini dell'interesse degli investitori. Tuttavia, "anche se una ripresa prima o poi ci sarà, ci vorrà del tempo. Il settore immobiliare fatica a stabilizzarsi, soprattutto nelle città di medie dimensioni mentre la ripresa dei consumi costituisce un obiettivo centrale del piano quinquennale 2026-2030. Eppure, le misure annunciate sono orientate al medio-lungo termine. Non si tratta tanto di stimolare massicciamente i consumi quanto di riorientare l'intero modello cinese, il che richiederà necessariamente tempo", spiega Bienvenu. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Publicis Groupe, Berenberg avvia copertura con rating buy
09/06/2026 18:44
MARKET DRIVER: Publicis Groupe, Berenberg avvia copertura con rating buy
(MT Newswires) MILANO (MF-NW)--Berenberg ha avviato la copertura su Publicis Groupe con rating buy e prezzo obiettivo di 118 euro. Secondo gli analisti, il gruppo ha saputo riposizionarsi strategicamente rispetto ai concorrenti puntando su dati e tecnologia, soprattutto attraverso le acquisizioni di Sapient nel 2015 e di Epsilon nel 2019, a cui si aggiunge il recente accordo con LiveRamp, il cui completamento è atteso entro la fine dell'esercizio 2026. Berenberg evidenzia inoltre come, dopo il processo di trasformazione, Publicis stia beneficiando di un solido bilancio e di una forte generazione di cassa, elementi che le garantiscono la flessibilità finanziaria necessaria per cogliere ulteriori opportunità di crescita tramite acquisizioni strategiche e consolidare il proprio vantaggio competitivo nei segmenti a più elevato potenziale di sviluppo. edl G2654771 MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: Hamaui (Univ.Cattolica), Unicredit per ora non entrerà in questa partita (ClassCnbc)
09/06/2026 18:42
MARKET DRIVER: Hamaui (Univ.Cattolica), Unicredit per ora non entrerà in questa partita (ClassCnbc)
MILANO (MF-NW)--"Unicredit per il momento non entrerà in questa partita, è già una partita molto complicata. Se dovesse entrare, sarà su Generali, non credo che voglia entrare su B.Mps" Lo ha dichiarato Rony Hamaui, docente di economia monetaria all'Università Cattolica di Milano ai microfoni di ClassCnbc, tracciando la sua analisi sugli sviluppi del risiko bancario italiano. edl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di metà seduta
09/06/2026 18:38
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)-Wall Street vira in territorio negativo a metà seduta, nonostante il ritracciamento dei prezzi del petrolio, mentre i titoli dei semiconduttori sono nuovamente sotto pressione. Nel dettaglio, l'S&P 500 cede l'1,65%, il Dow Jones lo 0,59%, mentre il Nasdaq Composite, maggiormente esposto al comparto tecnologico, arretra del 2,79%. L'ETF iShares Semiconductor perde il 7,1%, cancellando il guadagno del 6% registrato nella seduta precedente. L'Etf aveva perso il 10% venerdì 5 giugno, segnando la peggiore performance giornaliera degli ultimi sei anni, in un contesto di crescente nervosismo degli investitori sulla sostenibilità del rally dei titoli legati all'intelligenza artificiale. Sul fronte politico, "Iran e Israele hanno interrotto gli attacchi reciproci, dichiarando una tregua nelle ostilità. Entrambi i Paesi, tuttavia, hanno dichiarato di essere pronti a rispondere in caso di nuovi attacchi, rendendo la tregua piuttosto fragile", commentano gli esperti di Mps. Il presidente Usa, Donald Trump, ha continuato a mostrare ottimismo su un possibile accordo con l'Iran. "Credo che siamo molto vicini a raggiungere un accordo molto, molto valido, solido e incisivo", ha dichiarato l'inquilino della Casa Bianca. Il presidente Usa ha aggiunto che "lo Stretto di Hormuz verrà riaperto immediatamente" dopo la firma, che "potrebbe avvenire tra due o tre giorni". La tregua ha contribuito a raffreddare i prezzi dell'energia, con il Brent attualmente in calo del 4,46% a 90,04 dollari. Sul fronte della politica monetaria, "sebbene la soglia per un aumento dei tassi da parte della Fed nel 2026 rimanga elevata, i rischi stanno aumentando. Tassi più elevati associati ad una crescita economica più debole avrebbero un impatto negativo sui titoli azionari", commenta César Pérez Ruiz, Head of Investments & Cio di Pictet Wealth Management. "Prevediamo che le pressioni inflazionistiche più marcate indurranno la Fed a mantenere i tassi invariati quest'anno. La nostra posizione sui titoli azionari è neutrale", conclude l'esperto. Lato macro, le vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti sono cresciute del 3,2% su base annua, confermando i segnali di una graduale ripresa del mercato immobiliare. Su base annualizzata e destagionalizzata, le compravendite hanno raggiunto 4,17 milioni di unità, rispetto ai 4,04 milioni del mese precedente. Il risultato si è rivelato superiore alle aspettative del consenso, ferme a 4,07 milioni di unità. Le vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti sono cresciute del 3,2% su base annua, confermando i segnali di una graduale ripresa del mercato immobiliare. Su base annualizzata e destagionalizzata, le compravendite hanno raggiunto 4,17 milioni di unità, rispetto ai 4,04 milioni del mese precedente. Il risultato si è rivelato superiore alle aspettative del consenso, ferme a 4,07 milioni di unità. Inoltre, il deficit commerciale si è ridotto a 55,9 miliardi di dollari ad aprile, in calo rispetto ai 56,6 miliardi del mese precedente. Gli economisti prevedevano un disavanzo pari a 56,1 miliardi di dollari. Nel dettaglio, le importazioni sono cresciute del 2%, raggiungendo 383 miliardi di dollari, mentre le esportazioni sono aumentate del 2,6%, arrivando a 327,1 miliardi di dollari, secondo quanto riportato martedì dal Dipartimento del Commercio. Infine, le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 9,1% su base annua nella settimana terminata il 6 giugno, dopo un incremento del 9% nell'ottava precedente. Sul fronte societario: - Le azioni della società biofarmaceutica statunitense Nuvalent balzano del 39,3% dopo che la società britannica Gsk ha annunciato un accordo per acquisirla per 10,6 miliardi di dollari. - Il titolo di J.M. Smucker Company sale dell'11,3% dopo aver riportato risultati trimestrali superiori alle attese. L'utile per azione rettificato è stato di 2,77 dollari, sopra la stima di consenso FactSet di 2,64 dollari. Anche i ricavi, pari a 2,27 miliardi di dollari, hanno superato le attese di 2,26 miliardi. - SailPoint crolla del 13,7% dopo la pubblicazione di previsioni annuali deboli, nonostante gli utili del primo trimestre abbiano superato le stime. SailPoint prevede un utile rettificato per l'intero anno (chiuso a gennaio) tra 0,30 e 0,34 dollari per azione, mentre gli analisti si aspettavano 0,32 dollari. I ricavi attesi per l'intero anno sono compresi tra 1,265 e 1,275 miliardi di dollari, nella parte bassa rispetto alle attese di 1,27 miliardi. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)