TOP NEWS ESTERO: inflazione Usa sopra il 4%, su massimi da aprile 2023
10/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: inflazione Usa sopra il 4%, su massimi da aprile 2023
MILANO (MF-NW)--L'indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,5% su base mensile, portando il tasso d'inflazione annuo al 4,2%, riferisce il Bureau of Labor Statistics. Entrambi i dati sono risultati in linea con il consenso degli economisti. INFLAZIONE SOPRA 4% PER LA PRIMA VOLTA DA TRE ANNI L'inflazione è salita sopra il 4% per la prima volta da tre anni, ma l'aumento era atteso dai mercati, preoccupati per l'impatto del rialzo dei prezzi dell'energia sull'economia. Si tratta del livello più elevato dall'aprile del 2023 e superiore al 3,8% registrato ad aprile. PIU' CONTENUTA L'INFLAZIONE CORE Tuttavia, al netto delle componenti più volatili, come alimentari ed energia, l'inflazione core è aumentata dello 0,2% su base mensile e del 2,9% rispetto a un anno fa. Sebbene il dato annuale sia risultato in linea con le previsioni, l'incremento mensile è stato inferiore alla stima dello 0,3% degli economisti. ORA TOCCA ALLA FED DI WARSH "Come previsto, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati significativamente a maggio, in rialzo dello 0,5% rispetto ad aprile. Come nei mesi di marzo e aprile, la causa principale è l'aumento dei prezzi della benzina dovuto alla guerra in Iran. Per il resto, le pressioni inflazionistiche restano entro limiti ragionevoli, come evidenziato dal tasso core, che esclude energia e alimentari, pari allo 0,2%. La Federal Reserve è quindi probabilmente destinata a 'guardare oltre' questo aumento dell'inflazione e a non alzare i tassi di interesse di riferimento", affermano gli economisti di Commerzbank. "I prezzi dell'energia rimangono saldamente alla guida dell'inflazione statunitense, ma c'è il crescente pericolo che anche altri prezzi inizino a prendere il controllo. La forte crescita dell'occupazione suggerisce che l'economia stia ancora viaggiando a pieno regime, aumentando il rischio che l'inflazione si radichi anziché svanire rapidamente", avverte George Brown, Senior Economist di Schroders. In vista della riunione della Fed della prossima settimana, puntualizza l'esperto, "la domanda è se questa possa mantenere i tassi invariati senza rimanere indietro rispetto alla curva. Tutti gli occhi saranno puntati sulla conferenza stampa di debutto di Warsh. Dovrà convincere i mercati che la Fed rimane impegnata a garantire la stabilità dei prezzi. Se mostrerà un atteggiamento più accomodante, i mercati potrebbero iniziare a mettere in dubbio tale impegno, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury". "Anche depurando il dato da alimentari ed energia, l'inflazione core americana ha raggiunto il livello più elevato da settembre. Di conseguenza, il fatto che il dato headline sia stato in linea con le attese non implica che il rischio inflazionistico, né tantomeno quello di ulteriori rialzi dei tassi, possa considerarsi archiviato. Gli investitori sembrano aver ricominciato a prezzare questa possibilità e l'attenzione del mercato si concentrerà ora sulla Fed e sul suo nuovo presidente nella prossima settimana", commenta infine Bret Kenwell, US market analyst di eToro. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
TOP NEWS ESTERO: B.centrale canadese guarda oltre rialzo inflazione ma resta pronta ad agire
10/06/2026 18:01
TOP NEWS ESTERO: B.centrale canadese guarda oltre rialzo inflazione ma resta pronta ad agire
MILANO (MF-NW)--La Banca centrale del Canada ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 2,25%, con quello di sconto al 2,5% e quello sui depositi al 2,2%. IL QUADRO MACRO GLOBALE Il conflitto in Medio Oriente è ora al quarto mese, ha ricordato l'Istituto. L'aumento dei prezzi dell'energia e le interruzioni delle catene di approvvigionamento globali che ne derivano stanno pesando sulla crescita economica mondiale e spingendo al rialzo l'inflazione. Allo stesso tempo, l'amministrazione statunitense continua a proporre nuovi dazi e l'incertezza sulla politica commerciale rimane elevata. Negli Stati Uniti, la crescita economica resta solida, sostenuta dai consumi e dagli investimenti legati all'intelligenza artificiale. Nell'Eurozona, la crescita è debole, con i prezzi energetici più elevati che pesano sull'attività. La crescita economica della Cina continua a essere sostenuta dalle forti esportazioni. IL QUADRO MACRO DEL CANADA Le condizioni finanziarie canadesi si sono allentate dalla Monetary Policy Report di aprile. I mercati azionari globali sono in rialzo e i rendimenti obbligazionari restano volatili. Il dollaro canadese si è indebolito rispetto al biglietto verde e ad altre valute. In Canada, il Pil è diminuito dello 0,1% nel primo trimestre, peggio delle attese al momento del Monetary Policy Report di aprile. La spesa dei consumatori è cresciuta dell'1,4%, ma la spesa pubblica è inaspettatamente diminuita. Anche il settore immobiliare ha registrato un calo e gli investimenti delle imprese sono rimasti deboli. Le esportazioni sono scese mentre le importazioni sono aumentate fortemente a causa della ricostituzione delle scorte. L'occupazione è aumentata a maggio, ma al netto della volatilità mensile resta sostanzialmente invariata dall'inizio dell'anno. Il tasso di disoccupazione continua a oscillare tra il 6,5% e il 7%, con l'ultimo dato al 6,6% a maggio. I dati recenti, ha spiegato la Bank of Canada, suggeriscono che la crescita riprenderà nel secondo trimestre ma, anche con una ripresa, l'economia dovrebbe restare in eccesso di offerta. Come previsto, l'inflazione è salita ad aprile al 2,8%. L'aumento riflette i prezzi dell'energia, sia per il rialzo del petrolio sia per la rimozione della carbon tax sui consumatori dal calcolo dell'inflazione su base annua. Finora, per la BoC, ci sono prove limitate di un trasferimento diffuso dell'aumento dei prezzi energetici sugli altri prezzi al consumo. Le misure dell'inflazione core sono scese intorno al 2% e la quota di componenti dell'indice dei prezzi al consumo in crescita sopra il 3% è vicina alla media storica. L'inflazione alimentare si è moderata ma resta elevata, mentre quella dei costi abitativi continua a rallentare. Con il petrolio globale ancora elevato, circa 10 dollari al barile sopra le ipotesi del Monetary Policy Report di aprile, l'inflazione totale dovrebbe restare intorno al 3% nel breve termine prima di scendere gradualmente verso il 2%. BOC GUARDA OLTRE INFLAZIONE MA RESTA PRONTA In questo contesto, il Consiglio direttivo della BoC ha deciso di mantenere invariato il tasso di riferimento al 2,25%. L'attività economica in Canada è debole e permane l'incertezza sulla politica commerciale statunitense. Il conflitto in Medio Oriente continua e i prezzi del petrolio restano elevati. Il board continua a "guardare oltre" l'impatto a breve termine della guerra sull'inflazione headline, ma non permetterà che l'aumento dei prezzi energetici diventi inflazione persistente. Con l'evoluzione delle prospettive, la Banca è pronta a intervenire se necessario. La BoC è infine impegnata a mantenere la fiducia dei cittadini nella stabilità dei prezzi in questo periodo di turbolenza globale. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)